venerdì 5 maggio 2023

SANTUCCI Luigi (1918 - 1999)

 

Luigi Santucci
 (Milano, 11 novembre 1918 – Milano, 23 maggio 1999) è stato uno scrittore, poeta e commediografo italiano.
Consegue la maturità classica nel 1937 presso l'Istituto Leone XIII dei Padri Gesuiti. Nel 1941 si laurea in Lettere Moderne presso l'Università Cattolica di Milano, discutendo con Mario Apollonio una tesi sulla letteratura infantile, pubblicata l'anno successivo con il titolo Limiti e ragioni della letteratura infantile, (Firenze, Barbera, 1942) poi completamente rivista e ampliata in La letteratura infantile (Fabbri editori, 1958). L'opera fu salutata nel 1942 con una nota di consenso da Benedetto Croce, cui non sfuggì la «buona analisi dell'anima dei fanciulli» e che definì l'autore «acuto e accurato».
Il giovane Santucci inizia ad insegnare nelle scuole superiori, prima a Gorizia, poi a Milano, facendo anche da assistente di Apollonio all'Università Cattolica. Nel 1944 a causa della sua opposizione al regime fascista, deve espatriare in Svizzera, dove rimane per alcuni mesi. Rientrato a Milano, partecipa attivamente alla Resistenza, prima con i partigiani della Val Cannobina, in seguito collaborando a Milano alla fondazione del giornale clandestino L'Uomo, accanto a David Maria Turoldo, Dino Del Bo, Camillo De Piaz, Gustavo Bontadini, Angelo Merlin, Angelo Romanò.
Alla fine degli anni Quaranta Santucci collabora con molte autorevoli figure della cultura italiana - tutti suoi futuri grandi amici - come, per citarne alcuni: Carlo Bo, Primo Mazzolari, Vittorio Sereni, Nicola Lisi, Fabio Tombari, Giuseppe Novello, Cesare Angelini. Altri importanti incontri di quel periodo lo influenzano moltissimo, come quelli presso il celebre caffè letterario delle «Giubbe Rosse» di Firenze, dove Santucci incontra Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo e Mario Luzi; o quello con Elio Vittorini, che nel 1947 incluse il libro di Santucci, In Australia con mio nonno nella triade del Premio Mondadori accanto a Oreste Del Buono e Milena Milani (l'opera fu edita da Mondadori nello stesso 1947).
Nel 1950 si unisce in matrimonio con Bice Cima. Dalla loro felice unione nascono i
quattro figli Michele, Agnese, Raimondo ed Emma.
Dal 1951 al 1955 entra a fare parte dell'organico del Coro A.N.A. di Milano sotto la direzione di Vincenzo Carniel con il quale nel 1954 collabora per la stesura delle parole del canto "La leggenda della Grigna" poi donato al Coro della SAT di Trento che con questo canto vinse il concorso "Stella alpina d'oro" per la migliore esecuzione e per la più significativa composizione corale d'autore.[4]
A partire dalla pubblicazione della raccolta di racconti Lo zio prete (Milano, Mondadori, 1951) Santucci si vedrà imporre l'etichetta di “scrittore cattolico”, da lui accolta non senza resistenze, preferendo modificarla in “scrittore cattolico del dissenso”. 
Gli anni Cinquanta furono un periodo di intensa produzione letteraria: nel 1953 Santucci collaborò con Angelo Romanò per la stesura di Chi è costui che viene? (Milano, Mondadori), nel 1954 la fitta attività saggistico-culturale si manifestò nella stesura de L'imperfetta letizia (Firenze, Vallecchi), mentre per la pubblicazione de Il libro dell'amicizia (Milano, Mondadori, 1960) Santucci fu affiancato da Angelo Merlin.
Nel 1962 abbandona l'insegnamento per dedicarsi a tempo pieno all'attività di scrittore. Nel 1963, l'anno in cui viene pubblicato per Mondadori Il velocifero, muore la madre Emma, provocandogli un grande dolore.
Nel 1967, dopo essere stato finalista allo stesso premio nel 1964 con Il velocifero, vince il Premio Campiello con Orfeo in paradiso (Milano, Mondadori, 1967).
La lunga e prolifica carriera di Santucci è stata sorretta dall'attenzione e dal prevalente consenso della critica, che non mancò neanche ai suoi testi teatrali. Già nel 1956 con L'angelo di Caino, dramma rappresentato ad Assisi da Giorgio Albertazzi e Gian Maria Volonté in occasione del Premio Pro Civitate Christiana, ottenne molto successo, ma è con l'opera in dialetto milanese Noblesse Oblige (Milano 1966, poi rappresentata nel 1993 da Gianrico Tedeschi) e con Ramon mercedario (Premio Istituto del dramma popolare di S. Miniato, 1981) che afferma soprattutto le sue doti di drammaturgo.
L'affacciarsi degli anni Sessanta fa emergere un nuovo aspetto dello scrittore: attraverso il percorso dei figli segue la stagione delle contestazioni giovanili con fervida immedesimazione, la stessa che lo guida nella stesura di Non sparate sui narcisi (Milano, Mondadori, 1971), in chiave fantastico-allegorica, tipica nell'autore.
Nel 1976 riceve a Varsavia il Premio Pietrzak. Dal 1981 coltiva un'intensa amicizia con mons. Gianfranco Ravasi, in particolare durante le vacanze estive a Guello. Sempre nel 1981 ottiene il Premio Letterario Basilicata con Il bambino della strega.
Agli ultimi anni Novanta risalgono molte opere per bambini e ragazzi tra cui Una strana notte di Natale (Casale Monferrato, Piemme, 1992), Tra pirati e delfini (Milano, Bompiani, 1996), Le frittate di Clorinda (Firenze, Giunti, 1996).
Il 23 maggio 1999 muore a Milano, poco dopo l'uscita in libreria della sua ultima opera, Éschaton. Traguardo di un'anima (Novara, Interlinea, 1999). Quello stesso anno Santucci era riuscito a registrare su nastro una sorta di testamento spirituale e di bilancio della propria esistenza ed esperienza a beneficio dei figli, spronandoli ad affrontare la vita con generosità e raccontando di sé per un'ultima volta: «Se dovessi sintetizzare in una
formula, in un’espressione il mio essere stato scrittore, credo che sarebbe questa: che scrivo per lodare. […] Io ho lodato, ho cercato di applaudire, di risuscitare nella lode, quante più cose ho potuto. […] La lode, sì, come messaggio, come linguaggio, se non per salvare il mondo (per guarirlo ci vuole altro!), per aiutarlo, perché recuperi una qualche stima, una qualche fiducia in se stesso; perché esca dall’autodisprezzo, dalla disperazione, e ritrovi l’amabilità.[…] Perché senza un certo entusiasmo nei nostri confronti è poi quasi impossibile amare gli altri, si va a rischio al contrario d’infiltrare negli altri i nostri squilibri, il nostro scetticismo o addirittura pessimismo sull’umanità. […] E tutto quello che ho avuto l’ho davvero goduto, grazie penso alla mia natura di poeta, l’ho goduto (questo è molto importante) con consapevolezza.»
Il suo archivio è conservato presso il Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia.

Opere
Limiti e ragioni della letteratura infantile, Firenze, Barbera, 1942
Folgore da S. Giminiano, Firenze, Sansoni, 1942
Misteri gaudiosi, Milano, Gentile, 1946
In Australia con mio nonno, Milano, Mondadori, 1947
Lo zio prete, Milano, Mondadori, 1951
Chi è costui che viene?, in collaborazione con A. Romanò, Milano, Mondadori, 1953
L'imperfetta letizia, Firenze, Vallecchi, 1954
Chiara, Milano, I. P. L., 1955
L'angelo di Caino, Assisi, Pro Civitate Christiana, 1956
La letteratura infantile, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1958
Il libro dell'amicizia, in collaborazione con A. Merlin, Milano, Mondadori, 1960
Leggende cristiane, Milano, F.lli Fabbri Editori, 1962
Collodi, Brescia, La Scuola, 1961
Il Velocifero, Milano, Mondadori, 1963
Donne alla mola, Milano, Bietti, 1965
Prossimo tuo, Bologna, Ponte Nuovo Editrice, 1963
Poesie con le gambe corte, Milano, Mursia, 1966
Alleluja e altre prose natalizie, Ancona, Bucciarelli, 1966
Poesie alla madre, Milano, Mursia, 1967
Orfeo in paradiso, Milano, Mondadori, 1967
Cantico delle cose di Papa Giovanni, Milano, Mondadori, 1968
Cento storie del regno, Milano, Fratelli Fabbri Editori, 1968
Se io mi scorderò, Milano, Mondadori, 1969
Volete andarvene anche voi? Una vita di Cristo, Milano, Mondadori, 1971
Non sparate sui narcisi, Milano, Mondadori, 1971
Come se, Milano, Mondadori, 1973
Utopia del Natale, Brescia, Queriniana, 1974
Il Mandragolo, Milano, Mondadori, 1979
Poesia e preghiera nella Bibbia, Torino, Gribaudi, 1979
Brianza e altri amori, Milano, Rusconi, 1981
L'uomo del flauto. Gesù racconta ai ragazzi la sua storia, Cinisello Balsamo, San Paolo Edizioni, 1990
Il bambino della strega, Milano, Mondadori, 1981
La Lode degli animali, Padova, Messaggero, 1981
Ramon il mercedario, San Miniato, Istituto del dramma popolare, 1981
Nostra Lombardia, con M. Pepi, Bergamo, Grafica e Arte, 1982
Antifascisti perché?, (con L. Bolis, G. Borsellini), Milano, Ed. Scegliere, 1983
Il ballo della sposa, Cinisello Balsamo, Ed. Paoline, 1985
L'Almanacco di Adamo, Cinisello Balsamo, Ed. Paoline, 1985
Il vangelo secondo gli amici, Ancona, Bucciarelli, 1985
Uomo, Duomo, Controduomo, Banca Popolare di Milano, 1986
Pellegrini in Terrasanta, Cinisello Balsamo, Ed. Paoline, 1987
Fuga dall'Egitto, Brescia, L'obliquo, 1991
Manoscritto da Itaca, Casale Monferrato, Piemme, 1991
In taverna coi santi, Piemme Editore, 1991
Una strana notte di Natale, Casale Monferrato, Piemme, 1992
Il cuore dell'inverno, Casale Monferrato, Piemme, 1992
L'incantesimo del fuoco. Racconti natalizi, Novara, Interlinea, 1995
Nell'orto dell'esistenza, Torino, SEI, 1996
Tra pirati e delfini, Milano, Bompiani, 1996
Le frittate di Clorinda, Firenze, Giunti, 1996
Cristo nella nostra sorte di scrittori, Urbino, Quattroventi, 1997
Il compleanno del bandito, Monte Cremasco, Cartedit, 1998
Eschaton. Traguardo di un'anima, Novara, Interlinea, 1999
Con tutta l'amicizia. Carteggio tra Don Primo Mazzolari e Luigi Santucci. 1942-1956, Cinisello Balsamo, Ed. Paoline, 2001
Autoritratto disegnato con le pagine più significative delle mie opere, a cura di G. Badilini, prefazione di G. Ravasi, Milano, Ancora, 2004
Confidenze a una figlia curiosa, a cura di Emma Santucci, Milano, Gribaudi, 2007
Brianza in mongolfiera, Milano, Meravigli edizioni, 2020


giovedì 4 maggio 2023

BELPOLITI Marco (1954 - viv.)

 

Marco Belpoliti
 (Reggio Emilia, 9 ottobre 1954) è uno scrittore, critico letterario e italianista italiano.
Marco Belpoliti si laurea presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Bologna nel 1978, discutendo una tesi in Semiotica con Umberto Eco. Insegna Sociologia della letteratura, Letteratura italiana e arti visuali presso l'Università di Bergamo.
Nel 1981 ha fondato, insieme ad altri, la rivista In forma di parole e la casa editrice Elitropia. Ha collaborato a Nuovi Argomenti durante gli anni ottanta. Dal 1981 collabora stabilmente alle pagine culturali del quotidiano il manifesto, e in particolare all'inserto Alias.
Nel 1986 il suo racconto "Confine: vite immaginarie del clown" diventa uno spettacolo per la regia di Marco Martinelli, interprete Ermanna Montanari, che insieme a Cosetta Gardini cura anche la scenografia, produzione Teatro delle Albe.
Dal 1991 è condirettore della rivista Riga, edita prima da Marcos y Marcos e poi da Quodlibet, dove ha curato tra gli altri numeri dedicati a Leggere e Scrivere, Nanni Valentini, Antonio Delfini, Italia, Italo Calvino, Nodo, Alberto Giacometti, Primo Levi, Ali Babà, Italia Due, Alberto Arbasino, Constantin Brancusi, Piero Camporesi, Furio Jesi, Primo Levi, Gianni Celati, Kitsch, Saul Steinberg, Giorgio Manganelli e Giulia Niccolai.
Dal 1998 collabora alle pagine culturali del quotidiano La Stampa. Dal 2000 collabora al settimanale L'Espresso con una rubrica di recensioni librarie.
Nel 1997 ha curato l'edizione critica delle Opere di Primo Levi uscita presso Einaudi, e successivamente, dello stesso autore, una serie di volumi: Conversazioni e interviste 1963-1987; L'ultimo Natale di guerra (racconti sparsi e ritrovati); L'asimmetria e la vita 1955-87 (raccolta di articoli comparsi su giornali e riviste); Tutti i racconti. Nel 1998 ha pubblicato un
volume dedicato a Primo Levi per l'editore Bruno Mondadori, nella collana di monografie dedicate a scrittori da lui diretta.
Ha introdotto opere di Enzo Fabbrini, Massimo Antonaci, Gianluigi Ricuperati, Marshall McLuhan, Vladimir Nabokov, Giorgio Manganelli (Mammifero italiano), Antonio Mottolese, Rosanna Bianchi Piccoli, Giuliano Della Casa, Cicerone e altri; e ha collaborato alla sceneggiatura di un film di Davide Ferrario sul ritorno di Levi a casa (La strada di Levi). Il film è stato oggetto di studio, sia in riferimento al libro di Levi da cui è stato tratto, che dal film La Tregua di Francesco Rosi del 1997. Osserva Eirene Campagna: "Nel film, ancora più che nel libro, si ritrova molto l’immagine dell’Europa Centrale come costellazione di piccole patrie, piccole identità che si confrontano in un pullulare di storie che si intersecano, si accavallano, si contrastano.", e poi: "Questo è un film sulla memoria dell’Europa, in cui si incontrano tutte le possibili rovine: quelle del nazismo e quelle del comunismo, le rovine di un sistema industriale, del capitalismo di stato, la rovina della scienza e della tecnologia." Sempre con Davide Ferrario, nel 2024, realizza il film documentario Italo Calvino nelle città dove collabora alla regia ed alla sceneggiatura.
A partire dal 2008, ha pubblicato diversi libri incentrati sulla lettura per immagini di un leader politico. Il primo è La foto di Moro (ed. Nottetempo, 2008) sulle fotografie della prigionia e uccisione del Primo Ministro Aldo Moro nel 1978. Lo stesso tema verrà poi esteso in Da quella prigione. Moro, Warhol e le Brigate Rosse (ed. Guanda, 2012). Nel 2009, invece, Il corpo del capo (ed. Guanda, 2009) è incentrato sulla figura di Silvio Berlusconi, mentre, nel 2012, La
canottiera di Bossi (ed. Guanda, 2012) ha indagato immagini del leader della Lega Umberto Bossi.
Fondatore e direttore editoriale con Stefano Chiodi del sito culturale Doppiozero, da novembre 2012 a marzo 2013 ha realizzato un progetto da lui ideato, relativo alle fiabe italiane (#00fiabit), sul canale twitter di doppiozero dedicato alla narrazione seriale (@00SerialTw): ha disegnato le 100 fiabe italiane (le stesse riprese anche da Italo Calvino) e le ha riscritte ogni giorno per 100 giorni in 140 caratteri.
Nel 2014 inizia un'indagine sul terrorismo suicida prima con il saggio: L'età dell'estremismo (ed. Guanda, 2014), seguito da: Chi sono i terroristi suicidi? (ed. Guanda, 2017). Questi libri hanno favorito un ampio dibattito mediatico.
L'attività critica su Primo Levi, iniziata molti anni prima, prosegue nel 2015 con il saggio: Primo Levi. Di fronte e di profilo (ed. Guanda, 2015). Viene definito dalla critica un libro mosaico o libro enciclopedia, perché indaga in modo innovativo le tante facce di Levi e ne fornisce un prezioso strumento di avvicinamento, o di indagine. Negli anni successivi, Belpoliti cura per Einaudi una nuova edizione delle Opere Complete di Primo Levi, con i primi due volumi apparsi nel 2016 ed il terzo nel 2017. Queste opere sono il riferimento indiscusso a cui si appoggiano tutti gli studi critici su Primo Levi.
Collabora a La Repubblica da maggio 2016.
Con il romanzo Pianura ha vinto nel 2021 il Premio Dessì e il Premio Comisso, successivamente ha pubblicato nel 2025 il romanzo Nord Nord.
Nel 2023 un suo articolo dal titolo "L'elogio dell'attesa nell'era di Whatsapp" appare nella prima
prova dell'esame di maturità; la traccia viene scelta da più del 40% dei maturandi.

Opere
Studi
Confine. Vite immaginarie del clown, Reggio Emilia, Elitropia, 1985. [messo in scena da Marco Martinelli e Ermanna Montanari per il Teatro delle Albe nel 1986]
Giardino pensile, illustrato da Giuliano Della Casa, Reggio Emilia, Libreria Vecchia Reggio, 1987.
Quanto basta, Milano, Rusconi, 1989
Storie del visibile. Lettura di Italo Calvino, Rimini, Luisè, 199
Stati della geometria con calore, Monza, Classezero, 1991.
Diario dell'occhio, Bergamo, Bacacay, 1993; Firenze, Le Lettere, 2008
Italo, Ripatransone, Sestante, 1995
L'occhio di Calvino, Collana Saggi, Torino, Einaudi, 1996. Nuova ed. ampliata, Collana Piccola Biblioteca. Nuova serie, Torino, Einaudi, 2006
Primo Levi, Milano, Bruno Mondadori, 1998
Settanta, Collana Saggi, Torino, Einaudi, 2001. Nuova ed., Collana Piccola biblioteca, Einaudi, 2010
Doppio zero. Una mappa portatile della contemporaneità, Collana ET Saggi, Torino, Einaudi, 2003
Crolli, Collana Vele, Torino, Einaudi, 2005
La prova. Un viaggio nell'Est Europa sulle tracce di Primo Levi, Collana L'Arcipelago, Torino, Einaudi, 2007. Nuova postfazione dell'Autore, Collana Piccola Biblioteca, Guanda, Milano, 2017
La foto di Moro, Collana I sassi, Roma, Nottetempo, 2008
Il tramezzino del dinosauro. 100 oggetti, comportamenti e manie della vita quotidiana, Collana Piccola biblioteca, Milano, Guanda, 2008
Il corpo del capo, Milano, Guanda, 2009; Con una nuova introduzione dell'Autore, Milano, Guanda, 2018
Senza vergogna, Collana Biblioteca della fenice, Milano, Guanda, 2010, vincitore del Premio Internazionale "Cesare De Lollis" (2010).
Pasolini in salsa piccante, con 8 foto di Ugo Mulas, Collana Le Fenici rosse, Milano, Guanda, 2010
La canottiera di Bossi, Collana Le Fenici rosse, Milano, Guanda, 2012, vincitore del Premio Satira Politica Fonte dei Marmi 2012.
Risentimento, Milano, Guanda, 2012
Visioni, Milano, doppiozero, 2012
Da quella prigione. Moro, Warhol e le Brigate Rosse, Milano, Guanda, 2012, ; Nuova ed., Milano, Guanda, 2018
Camera Straniera. Alberto Giacometti e lo spazio, Milano, Johan & Levi, 2012
Il segreto di Goya, Milano, Johan & Levi, 2013
L'età dell'estremismo, Milano, Guanda, 2014
Primo Levi. Di fronte e di profilo, Collana Biblioteca della Fenice, Milano, Guanda, 2015. Con una nuova postfazione dell'Autore, Milano, Guanda, 2019
La strategia della farfalla, Collana Piccola biblioteca, Milano, Guanda, 2015
Chi sono i terroristi suicidi?, Collana Le fenici rosse, Milano, Guanda, 2017
Da quella prigione. Moro, Wahrol, e le Brigate Rosse, Milano, Guanda, 2018
Photo Levi, Collana Bolle, Torino, Acquario, 2021.
Pianura, Collana Frontiere, Torino, Einaudi, 2021
Pasolini e il suo doppio, Biblioteca della Fenice, Milano, Guanda, 2022
Calvino A-Z, Electa, 2023
Nord Nord, Collana Frontiere, Torino, Einaudi, 2025, parte della cinquina finalista del Premio Campiello 2025.

Curatele
Effetto Emilia, Bologna, Officina immagine, 1981.
Mardi: rien. Existe: (Sartre): Esistenzialismi, Reggio Emilia, Tecnograf, 1982. [mostra novembre 1981-febbraio 1982]
Primo Levi, Opere, 2 voll., Collana NUE n.225, Torino, Einaudi, 1997
Primo Levi, Conversazioni e interviste 1963-1987, Collana Gli struzzi, Torino, Einaudi, 1997 Primo Levi, L'ultimo Natale di guerra, Torino, Einaudi, 2002 Primo Levi, L'asimmetria e la vita. Articoli e saggi 1955-1987, Torino, Einaudi, 2002
Primo Levi, Tutti i racconti, Torino, Einaudi, 2005
Giorgio Manganelli, Mammifero italiano, Collana Piccola Biblioteca, Milano, Adelphi, 2007
a cura di, con Gianni Canova e Stefano Chiodi, Anni Settanta. Il decennio lungo del secolo breve, Ginevra-Milano, Skira, 2007
Primo Levi, Ist Das Ein Mensch?, München, Hanser Verlag, 2011
Gianni Celati, Romanzi, cronache e racconti, con Nunzia Palmieri, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 2016
Primo Levi, Opere complete, voll. I-II, Torino, Einaudi, 2016
Primo Levi, Opere complete, vol. III, Torino, Einaudi, 2017
Gianni Celati, Il transito mite delle parole. Conversazioni e interviste 1974-2014, con Anna Stefi, Macerata, Quodlibet, 2022

mercoledì 3 maggio 2023

OGAWA Yōko (1962 - viv.)

 

Yōko Ogawa
 (小川 洋子, Ogawa Yōko; Okayama, 30 marzo 1962) è una scrittrice giapponese.
È considerata una delle più importanti autrici post-moderne contemporanee giapponesi. Dal 1988 ha pubblicato più di venti lavori di fiction e non-fiction e ha vinto tutti i migliori premi letterari giapponesi.
Con la sua opera La gravidanza di mia sorella ha vinto nel 1991 il prestigioso premio letterario Akutagawa. Il suo romanzo La formula del professore, uscito in Giappone nel 2003, ha superato il milione delle copie vendute e nel 2005 ha ricevuto un premio da parte della Società dei Matematici giapponesi per "aver rivelato ai lettori la bellezza di questa materia" e per aver "contribuito alla diffusione della matematica".
Yōko Ogawa (il cognome da nubile era Hongō (本郷 ほんごう) è nata a Okayama, capoluogo dell'omonima prefettura, il 3 marzo 1962, e attualmente vive a Ashiya, nella prefettura di Hyōgo.
Grazie all'influenza dei genitori che gestivano la chiesa shintoista di Okayama, si avvicina al movimento spirituale Konkō-kyo, fondato nel 1859 da Bunjiro Kawate, che si esprime attraverso una religione sincretica, enoteistica e panteistica, teorizzante l'immanenza della divinità in tutto il mondo fisico.
La sua passione per la lettura nasce in tenera età; uno dei libri più importanti per la sua formazione culturale, nonché il primo libro che la ispirò a diventare una scrittrice, fu Il diario di Anna Frank, che lesse per la prima volta quando studiava alle scuole medie e una seconda volta a circa 17 anni. Lei stessa ha dichiarato, in un'intervista rilasciata alla critica letteraria Asayo Takii, che grazie alla lettura del diario ha scoperto il mezzo della scrittura, alla quale si sente ancora oggi indissolubilmente legata.
«Ogni volta che scrivo un romanzo, la parte del corpo che lavora più intensamente sono le orecchie. Posso sentire il rumore dell’esplosione di una stella che scompare ai confini
dell’universo, oppure il lamento di una persona morta tra le ceneri di un forno crematorio in un campo di concentramento. A tutte queste anime, offro un posto dove stare, il racconto. Per me, scrivere, equivale a compiere questa missione. 
(trad.dal giapponese di Anna Specchio, originale in Ogawa Yoko tokushu, Bungei n. 48, Kawade Shobo Shinsha, Tokyo, p.2)»
Nell’aprile del 1980 viene ammessa alla facoltà di lettere e letteratura della Università di Waseda, dove prende parte ad un club letterario chiamato “Società letteraria contemporanea” (in giapponese: "現代文学会" gendai bungakukai). All’età di diciotto anni, durante le vacanze estive del primo anno di università, decide di acquistare per 100 yen in un negozio di libri usati di Okayama il volume “Una vita d’amore” (in giapponese: 愛の生活 ai no seikatsu) di Mieko Kanai, che la colpisce a tal punto da farle decidere di diventare una scrittrice.
Nel marzo del 1984 si laurea presso la Waseda University e inizia a lavorare a Kurashiki, per la segreteria centrale della facoltà medica di Kawasaki. Il periodo in cui lavora in ospedale sarà fonte di ispirazione per molti dei suoi lavori successivi.
Nel 1988 inaugura la sua produzione letteraria con il suo primo romanzo 揚羽蝶が壊れる時 (agehachō ga kowareru toki, in italiano: "Quando la farfalla si sbriciolò"), per il quale ottiene il premio letterario Kaien.
I suoi due romanzi successivi 完璧な病室 (kanpekina byoushitsu, in italiano: "Una perfetta stanza d’ospedale") del 1989 e ダイビングプル (daibingu puru, in italiano: "La piscina"),
pubblicato lo stesso anno, vengono nominati per il premio Akutagawa.
Nel 1991 riceve un prestigioso premio per il racconto 妊娠カレンダー (ninshin karendā, in italiano: "La gravidanza di mia sorella"), un’opera sotto forma di diario che racconta le tappe più importanti della gravidanza della sorella, a partire dalle prime visite ginecologiche fino al parto. Il racconto è stato inizialmente pubblicato sul New Yorker del 6 settembre 2004 e, circa un anno dopo, nella versione online. Prima di allora gli unici autori giapponesi mai pubblicati sul New Yorker erano stati Haruki Murakami e Kenzaburō Oe.
Una delle sue opere più importanti all’estero è considerata 博士の愛した数式 (hakase no aishita sūshiki), pubblicata nel 2004 in italiano come "La formula del professore", con la quale vince il premio Yomiuri. In Giappone il libro ha venduto circa 236 000 copie ed è diventato un best seller, da cui è stato tratto un film nel 2006.
Al contrario delle correnti letterarie nate negli anni '80, dal carattere positivo e pieno di ottimismo nei confronti del futuro in quanto fortemente influenzate dalla bubble economy, in seguito allo scoppio della "bolla" in Giappone si venne a sviluppare un atteggiamento di disfattismo e di sfiducia nei confronti della politica e dell'economia, che influenzò anche la letteratura del periodo. Yōko Ogawa è considerata un'autrice post-moderna, e in particolare un'esponente della corrente letteraria chiamata "black romanticism", concentrata sul romanticismo percepito da un punto di vista cupo e pessimista.
Partecipa a questa corrente con una versione tutta propria: nelle sue opere, infatti, è di fondamentale importanza l'esplorazione psicologica degli aspetti più bui e grotteschi della natura umana. Lo scrittore Ōe Kenzaburō, nel lodare la sua capacità di rappresentare la
natura umana in tutte le sue sfaccettature, ha detto di lei: "Yoko Ogawa è capace di dare espressione ai più minuti moti della psicologia umana, in una prosa che è tanto gradevole quanto penetrante".
Le opere di Yōko Ogawa nella maggior parte dei casi sono storie narrate in prima persona, nelle quali i personaggi si muovono fra il reale e il fantastico, racconti in cui la quotidianità viene destabilizzata dall'accumularsi di dettagli surreali inseriti in un contesto concreto. Si tratta di storie che a prima vista possono risultare credibili, ma che disorientano il lettore grazie all'aggiunta di particolari sovrannaturali. Per quanto riguarda il suo stile, la scrittura di Yōko Ogawa ha una forma generalmente minimalista, con proposizioni piuttosto semplici. Nonostante ciò, i suoi testi spesso sono ricchi di meticolose descrizioni scientifiche che probabilmente riflettono l'esperienza in ambito medico dell'autrice.
La caratteristica più rilevante nella scrittura di Yōko Ogawa sta nella sua capacità di delineare i suoi personaggi in un modo tale che spesso appaiono ignari di quanto stanno facendo. Le giovani donne protagoniste dei suoi racconti solitamente non hanno nome e l'autrice si riferisce a loro attraverso l'occupazione che svolgono, come ad esempio "la stenografa" nel romanzo 密やかな結晶 Hisoyakana kesshō. Marcando questo carattere impersonale dei suoi personaggi, Yōko Ogawa dà al lettore un senso di alienazione, tema che sottolinea il pessimismo post-moderno dell'autrice.
Il tono dei suoi racconti varia da romanzo a romanzo e talvolta all'interno stesso delle sue opere più impegnative, combinando atmosfere, surreali, grottesche o ambigue. Per la conclusione dei racconti più lunghi, nel loro lento dipanarsi, fa ricorso spesso a qualcosa di
simile a un deus ex machina.
Un tratto molto importante nella produzione letteraria di Yōko Ogawa è l'assenza di erotismo e di amore nelle sue opere: spesso, anche nel caso di scene di sesso l'autrice evita accuratamente di evocare qualsiasi forma di erotismo nelle sue descrizioni. La scena di sesso che compare nel romanzo 揚羽蝶が壊れる時 Agehachō ga kowareru toki "Quando la farfalla si sbriciolò", è ad esempio descritta in maniera piuttosto asettica, senza alcun accenno alla dimensione sensuale. Un altro chiaro esempio si trova nel racconto 薬指の標本 Kusuriyubi no hyōhon "L'anulare", nella scena in cui la protagonista, di cui non si conosce il nome, si trova stesa per terra sul fondo di una piscina vuota, fra le braccia del suo datore di lavoro, in una presa tanto stretta quanto priva di pulsione erotica.

Opere tradotte in italiano
Edite in Italia, in ordine cronologico di edizione giapponese, con il titolo dell'edizione italiana e tra parentesi il titolo originale giapponese traslitterato col sistema Hepburn.
Una perfetta stanza d'ospedale (完璧な病室 - Kampekina byoushitsu, 1989), trad. di Massimiliano Matteri e Matake Yumiko, Adelphi, Milano, 2009
La Casa della luce (妊娠カレンダー - Ninshin Karendā, 1991), trad. di Mimma de Petra, Il Saggiatore, Milano, 2006
L'anulare (薬指の標本 - Kusuriyubi no hyōhon, 1994), trad. di Cristiana Ceci, Adelphi, Milano, 2007
L'isola dei senza memoria ( 密やかな結晶, Hisoyaka na kesshō, 1994), trad. di Laura Testaverde, Il Saggiatore, Milano 2018
Hotel Iris (ホテル・アイリス - Hoteru Airisu, 1996), trad. di Ornella Civardi, Tropea, Milano, 2005
Vendetta (寡黙な死骸 みだらな弔い - Kamokuna shigai midarana tomurai, 1998), trad. di Laura Testaverde, Il Saggiatore, Milano, 2014
Profumo di ghiaccio (凍りついた香り - Kōritsuita kaori, 1998), trad. di Paola Scrolavezza, Il Saggiatore, Milano, 2009
La formula del professore (博士の愛した数式 - Hakase no aishita sūshiki, 2003), trad. di Mimma De Petra, Il Saggiatore, Milano, 2008
Nuotare con un elefante tenendo in braccio un gatto (猫を抱いて象と泳ぐ - Neko wo daite zō to oyogu, 2009), trad. di Laura Testaverde, Il Saggiatore, Milano, 2015

martedì 2 maggio 2023

STOKER Bram (1847 - 1912)

 

Abraham Stoker
, detto Bram (Dublino, 8 novembre 1847 – Londra, 20 aprile 1912), è stato uno scrittore irlandese, divenuto celebre come autore di Dracula, uno fra i più conosciuti romanzi gotici del terrore. In vita era conosciuto in particolare per essere l'assistente personale dell'attore Henry Irving e il direttore economico del Lyceum Theatre di Londra, di proprietà dello stesso Irving.
Nato a Clontarf, un quartiere costiero di Dublino in Irlanda (allora facente parte del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda), da Abraham Stoker e Charlotte Matilda Blake Thornley, fino all'età di sette anni fu incapace di alzarsi in piedi a causa del cagionevole stato di salute. La malattia e la mancanza di forze segnarono in maniera indelebile la sua attività letteraria. Il sonno senza fine e la resurrezione dei morti, due temi centrali del suo Dracula, furono di grande importanza per Stoker, costretto a trascorrere la maggior parte della sua infanzia in un letto.
La sua guarigione apparve miracolosa ai medici che lo avevano in cura. Da quel momento Stoker condusse una vita normale, riuscendo addirittura ad eccellere nelle specialità sportive durante gli anni trascorsi all'università di Dublino. A tal proposito gli piaceva dire di sé stesso:
«Credo di poter dire che, nella mia persona, rappresento la sintesi dell'educazione universitaria mens sana in corpore sano.»
Stoker studiò storia, letteratura, matematica e fisica al Trinity College di Dublino, dove conseguì, a pieni voti, la laurea in matematica. Lavorò come domestico ma presto accettò un incarico a titolo gratuito come giornalista e critico teatrale per il The Evening Mail. Negli stessi anni seguì per un breve periodo le orme paterne, col quale condivideva anche il nome di battesimo, lavorando nell'amministrazione pubblica.
A 29 anni strinse un'amicizia destinata a durare una vita con l'attore Henry Irving, del quale sarebbe in seguito divenuto anche segretario e confidente. Stoker sposò Florence Balcombe nel 1878 e si trasferì a Londra dove diresse il Lyceum Theatre di Irving. La collaborazione con Irving fu molto importante per lo scrittore: grazie a lui conobbe sia James
Abbott McNeill Whistler, sia Arthur Conan Doyle e poté viaggiare per il mondo.
Stoker arricchiva i suoi guadagni scrivendo un gran numero di romanzi e racconti sensazionali, tra cui la storia di vampiri intitolata Dracula pubblicata nel 1897. L'ispirazione gli era stata fornita dall'incontro avvenuto nel 1890 con il professore ungherese Ármin Vámbéry, il quale gli aveva raccontato la leggenda del principe rumeno Vlad Țepeș Dracul, meglio conosciuto come Dracula. Questo personaggio venne trasfigurato da Stoker nel Conte Dracula, il protagonista del suo racconto. Stoker impiegò sette anni per scrivere il libro studiando la cultura e la religione dei Balcani e documentandosi sulla figura storica di Vlad Țepeș. Le versioni prima di giungere alla stesura definitiva dovettero susseguirsi rapidamente e i primi manoscritti circolarono tra la cerchia dei suoi amici tra il 1890 e il 1893 per trarne giudizio e consiglio. Dracula ha ispirato una lunga serie di film e di opere teatrali.
Bram Stoker morì il 20 aprile 1912 a Londra e fu sepolto nel cimitero crematorio di Golders Green.

Opere
Romanzi
(dove tradotti è indicata la prima edizione italiana)
La via del vizio (The Primrose Path, 1875). Traduzione e cura di Elisa Bolchi, I Grandi Inediti n. 2, Edizioni della Sera, 2016. 
La catena del destino (The Chain of Destiny, 1875). Traduzione di Alessandra Lanzoni, Riflessi
n.10, Edizioni Theoria, 1984
Il passo del serpente (The Snake's Pass, 1890). Traduzione di Cristina Zabeo, Palomar di Alternative, 2007
The Watter's Mou', 1895
The Shoulder of Shasta, 1895
Dracula, 1897; come Dracula. L'uomo della notte, traduzione di A. Nessi, I Racconti Misteriosi n.12, Sonzogno, 1922
Miss Betty, 1898
Il mistero del mare (The Mystery of the Sea, 1902). Traduzione di Mirko Zilahi De' Gyurgyokai, Nutrimenti Editore 2012
Il gioiello delle sette stelle (The Jewel of Seven Stars, 1903). Traduzione di Stefania Carimati, in Horror Story n.6, Garden Editoriale, 1991. Rizzoli 1996, traduz. Federica Oddera.
L'uomo (The Man, anche The Gates of Life, 1905). Traduzione di Sara Ricci, Leone Editore, 2012
Lady Athlyne, (Lady Athlyne, 1908). Traduzione di Miriam Chiaromonte, Caravaggio Editore, 2024
La dama del sudario (The Lady of the Shroud, 1909). Traduzione di Gabriele Ruggero, I Libri del Graal, Basaia Editore, 1985
La tana del Verme Bianco (The Lair of the White Worm, anche The Garden of Evil, 1911). Traduzione di Alda Carrer, in Horror Story 11, Garden Editoriale, 1992

Raccolte di racconti
Under the Sunset, 1881. Otto fiabe per bambini
Snowbound: The Record of a Theatrical Touring Party, 1908
L'ospite di Dracula (Dracula's Guest and Other Weird Stories, 1914). Traduzione di Riccardo Reim e Antonio Veneziani, Edizioni Lerici, 1983. Contiene: La squaw o La vergine di Norimberga (The Squaw, 1893). Come La vergine di Norimberga, traduzione di Lucia Usellini, ne La vergine di Norimberga, Sugar, 1970 / L'ospite di Dracula o La figlia di Dracula, Ospite di Dracula (Dracula's Guest), traduzione di Ornella Volta, in Frankenstein & Company, Sugar, 1965 / Il funerale dei topi (The Burial of the Rats), traduzione di Lucia Usellini, ne La vergine di Norimberga, Sugar, 1970 / La casa del giudice o Uno spettro ti impiccherà (The Judge House, 1891). Traduzione di Bruno Tasso, in Un secolo di terrore, Sugar, 1960 / L'ospite di Dracula, cortoromanzo con testo originale e fronte, traduzione di Andrea Cariello, Leone Editore, 2017. / La casa del giudice, cortoromanzo con testo originale a fronte, traduzione di Andrea Cariello, Leone Editore, 2017.

Storie non raccolte
The Secret of the Growing Gold (Il segreto dell'oro che cresce) (1892), a cura di Miriam
Chiaromonte, Cosenza, Vintura Edizioni, 2026.
Gibbet Hill (1890). Prima traduzione italiana di Fabio Giovannini sul sito vampyrismus.altervista.org; prime edizioni digitali e cartacee: Gibbet Hill, a cura di Enrico De Luca, 2024, Caravaggio Editore; all'interno del numero 4 della rivista Weird, Dagon Press, autunno 2024 (traduzione di Emilio Patavini, revisione di Pietro Guarriello).
La coppa di cristallo (The Crystal Cup, 1872). Traduzione di Simone Garzella, Le Occasioni, Passigli Editori, 2007
Buried Treasures, 1875
Our New House, 1895
The Dualitists; or, The Death Doom of the Double Born, 1887. Pubblicato in italiano come: I dualisti ossia Il tragico destino dei binati, a cura di E. De Luca, 2025, Caravaggio Editore.
The Gombeen Man, 1889-1890. Capitolo 3 de Il passo del serpente
The Night of the Shifting Bog, 1891
Lord Castleton Explains, 1892. Capitolo 10 di The Fate of Fenella (Hutchinson, 1892)
Old Hogen: A Mystery, 1893
The Man from Shorrox', 1894
The Red Stockade, 1894
When the Sky Rains Gold, 1894
At the Watter's Mou', 1895
Bengal Roses, 1898
A Yellow Duster, 1899
A Young Widow, 1899
A Baby Passenger, 1899
Lucky Escapes of Sir Henry Irving, 1890
The Seer, 1902 (capitoli 1 e 2 de Il mistero del mare)
The Bridal of Death, 1903 (finale alternativo per Il gioiello delle sette stelle)
What They Confessed: A Low Comedian's Story, 1908
The Way of Peace, 1909
The 'Eroes of the Thames, 1908
Greater Love, 1914

Altri racconti tradotti in italiano
Il sogno delle mani insanguinate o Le mani insanguinate (A Dream of Red Hands). Come Le mani insanguinate, traduzione di Lucia Usellini, ne La vergine di Norimberga, Sugar, 1970
Le sabbie di Crooken o Crooken Sands, Le sabbie mobili (Crooken Sands). Come Le sabbie mobili, traduzione di Lucia Usellini, ne La vergine di Norimberga, Sugar, 1970
Il segreto dell'oro vivo o Capelli d'oro, Il segreto dei capelli d'oro, Il segreto del fiorire dell'oro, Il segreto dell'oro che cresce, Il segreto della crescita dell'oro (The Secret of the Growing Gold, 1892). Come Il segreto della crescita dell'oro, traduzione di Daniela Consiglio, Maria Grazia Fiore e Daniela Galdo, ne Il cacciatore di spettri, Il Meglio di Weird Tales n.7, Fanucci Editore, 1987
Lo sposalizio o L'arrivo di Abel Behenna (The Coming of Abel Behenna). Come L'arrivo di Abel Behenna, traduzione di Maria Teresa Tenore, Maria Grazia Fiore e Gianni Pilo, ne L'impronta, Il Meglio di Weird Tales n.9, Fanucci Editore, 1987
La profezia della zingara (The Gipsy Prophecy). Traduzione di Alessandra Lanzoni, ne La catena del destino e altri racconti inediti, Ritmi 110, Costa & Nolan, 2006

Saggistica
The Duties of Clerks of Petty Sessions in Ireland (1879)
A Glimpse of America (1886)
Personal Reminiscences of Henry Irving (1906)
Doppie identità. I più famosi impostori della storia (Famous Impostors, 1910), Biblioteca del mistero, Robin, 2009


lunedì 1 maggio 2023

GIBSON William (1948 - viv.)

 

William Ford Gibson
 (Conway, 17 marzo 1948) è uno scrittore e autore di fantascienza statunitense naturalizzato canadese, considerato l'esponente di spicco del filone cyberpunk.
Nacque il 17 marzo 1948 a Conway, nella Carolina del Sud (USA). Suo padre era un benestante imprenditore che aveva avuto successo installando impianti igienici all'Oak Ridge National Laboratory, l'installazione militare dove fu creata la prima bomba atomica. Il giovane William studiò in un collegio di Tucson, Arizona, dove venne a contatto con la mentalità hippy rimanendone affascinato. Dopo essere stato espulso dal collegio per avere fatto uso di marijuana rientra a casa (la famiglia si era trasferita in Virginia), entrando in contrasto con i familiari, che disapprovavano il suo stile di vita.
All'età di diciannove anni si trasferì in Canada per evitare l'arruolamento per il Vietnam. Nel 1977 si laureò in letteratura inglese a Vancouver, dopodiché partì per l'Europa dove visse viaggiando per un anno grazie alla piccola rendita fornita dalle proprietà lasciategli dai genitori, che gli consentiva, come disse lui stesso, "di fare la fame confortevolmente". Rientrò a Vancouver, città nella quale vive.
Nel 1977 venne pubblicato Fragments of a Hologram Rose (Frammenti di una rosa olografica, compreso nella raccolta La notte che bruciammo Chrome). In questo racconto compaiono i primi elementi che saranno poi ricorrenti in tutta la produzione dell'autore: lo strapotere delle grandi multinazionali in una società dall'economia incerta, bande di disperati che combattono per le strade. L'unica fuga possibile è il cyberspazio, la realtà virtuale di mondi digitali simulati.
Nel 1981 esce Johnny Mnemonic (Johnny Mnemonico, anche questo in La notte che bruciammo Chrome), racconto dal quale è stato tratto il film Johnny Mnemonic del 1995, che
solo in parte riporta la vicenda del racconto. In quest'opera compaiono alcuni elementi che sono tipici del cyberpunk di Gibson. Il corpo umano comincia a innestare tecnologie meccaniche/cibernetiche, che diventano un'effettiva estensione delle capacità dell'essere umano. Non è un caso che a Vancouver lavorasse in quegli anni Marshall McLuhan, che nelle sue opere (particolarmente in La galassia Gutenberg), aveva iniziato a esplorare questo aspetto del rapporto tra uomo e tecnologia. In questo racconto compare per la prima volta la figura di Molly, destinata a essere approfondita nei romanzi successivi, noti come la "trilogia dello Sprawl". Burning Chrome, La notte che bruciammo Chrome, altro racconto del 1982 che da cui proviene il titolo dell'omonima antologia, vede comparire i cowboy dell'interfaccia. Per la prima volta gli hacker entrano da protagonisti nei racconti di Gibson.
Tra il 1984 e il 1988, vedono la luce le tre opere che daranno successo a William Gibson e lo consacreranno come uno dei padri del cyberpunk. Si tratta della già citata "trilogia dello Sprawl", composta da Neuromante (Neuromancer) vincitore del Premio Hugo 1985, Giù nel ciberspazio (Count Zero) e Monna Lisa Cyberpunk (Mona Lisa Overdrive). La lunga trama si svolge nell'arco di quindici anni, con miriadi di personaggi che intrecciano le proprie vicende tra di loro e con il proprio ambiente. Nei tre romanzi è infatti l'ambiente (urbano, notturno e degradato) l'indiscusso protagonista, mentre i personaggi scompaiono e ricompaiono con nomi diversi e in situazioni non sempre facili da ricostruire. Era stato Bruce Sterling, altro maestro di questa corrente letteraria, a definire i rapporti tra l'uomo e l'ambiente in cui vive
nella società contemporanea, sostenendo: «Il nostro posto nell'universo è fondamentalmente accidentale... In questo contesto l'idea che la natura umana sia in qualche modo destinata a prevalere contro la Grande Macchina è semplicemente stupida... Il convincimento antiumanista del cyberpunk non è semplice ostentazione letteraria per oltraggiare i borghesi. È un fatto oggettivo che riguarda la cultura del tardo XX secolo. Il cyberpunk non ha inventato nessuno scenario; lo ha solo riflesso» (Estratto dalla rivista Isaac Asimov S.F.M., giugno 1994)
Quindi una descrizione della realtà programmaticamente fredda e distaccata, nella quale gli interessi delle grandi multinazionali sono quelli che maggiormente incidono sulla vita di tutti. Grandi zaibatsu che diventano personaggi veri e propri, con loro fini da perseguire, secondo le fredde logiche del mercato. I protagonisti umani descritti da Gibson si trovano sempre in condizioni di marginalità, spesso dissociati dalla realtà, e sempre intenti a combattersi a vicenda per le poche briciole che rimangono. Tra questi due estremi compaiono personaggi che pur essendo umani sono definiti per i propri interessi economici (la famiglia Tessier-Ashpool e Virek). Tutti loro, siano essi multinazionali o personaggi in carne e ossa, compaiono sempre in una doppia versione: quella della realtà e quella della realtà virtuale, del cyberspazio.
Nel 1990 esce anche il romanzo La macchina della realtà (The Difference Engine), scritto
con Bruce Sterling. La storia è un'ucronia ambientata in un'Inghilterra vittoriana di metà Ottocento alternativa. Il rapporto con la tecnologia rimane centrale, ma i temi trattati e l'ambiente descritto hanno portato molti a vedere in questo romanzo l'inizio del sottogenere steampunk.
Nel 1993 viene pubblicato Luce virtuale (Virtual Light) che riprende l'ambientazione della precedente trilogia. In questa opera Gibson abbassa i toni della narrazione, lasciando da parte gli eccessi di violenza e di abuso di stupefacenti descritti nelle opere precedenti. Gli stessi elementi ritornano anche in Aidoru (Idoru) del 1996 e nel suo seguito, il meno noto American Acropolis (All Tomorrow's Parties), in cui la trama diventa quasi inconsistente e vengono abbandonate anche le visionarie descrizioni dei viaggi nel ciberspazio, e la Rete descritta è sorprendentemente simile a quella che conosciamo. In questo modo Gibson si sposta verso le tematiche umanistiche di Sterling, con le sue riflessioni tra fisicità e virtualità.
Continuando un ipotetico viaggio a ritroso nel tempo troviamo il romanzo L'accademia dei sogni (Pattern recognition) del 2003. Ambientato nel tempo del romanzo, è stato più volte definito una lucida visione degli incubi contemporanei. La medesima ambientazione viene ripresa nei successivi romanzi Guerreros (Spook Country), pubblicato nel 2007, e Zero History, uscito nel 2010 e pubblicato nel 2012 in Italia, che dunque vengono a costituire una trilogia chiamata Ciclo di Bigend, dal nome del personaggio di Hubertus Bigend, filo conduttore della saga. Nel mese di ottobre 2014 è uscito nelle librerie statunitensi il nuovo libro di Gibson, intitolato The Peripheral, pubblicato in Italia nel 2017 da Mondadori nella collana Omnibus con il titolo Inverso, dal quale Amazon Prime ha tratto, nel 2022, la serie "Inverso - The Peripheral". A quest'ultimo segue Agency, ambientato nello stesso universo
narrativo e pubblicato nel 2020. A partire dal 2016 ha lavorato a una graphic novel intitolata Archangel.

Opere
Romanzi
Trilogia dello Sprawl:
Neuromante (Neuromancer, 1984), Milano, Editrice Nord, 1986. Premio Hugo, Premio Nebula e Premio Philip K. Dick 1985
Giù nel ciberspazio (Count Zero, 1986), Urania N° 1179, Milano, Mondadori, Maggio 1992
Monna Lisa Cyberpunk (Mona Lisa Overdrive, 1988), Milano, Mondadori, 1991
La macchina della realtà (The Difference Engine, 1990, con Bruce Sterling), Milano, Mondadori
Trilogia del ponte:
Luce virtuale (Virtual Light, 1993), Milano, Mondadori, 1994; Urania N° 1285, Milano, Mondadori, Giugno 1996
Aidoru (Idoru, 1996), Milano, Mondadori, 1997; Urania N° 1384 BIS, Milano, Mondadori, Marzo 2000
American Acropolis (All Tomorrow's Parties, 1999), Milano, Mondadori, 2000; Urania N° 1423, Milano, Mondadori, Settembre 2001
Ciclo di Bigend:
L'accademia dei sogni (Pattern Recognition, 2003), Strade Blu, Milano, Mondadori, 2004
Guerreros (Spook Country, 2007), Strade Blu, Milano, Mondadori, 2008
Zero History (Zero History, 2010), CHRONO, Roma, Fanucci, 2012
Ciclo Jackpot:
Inverso (The Peripheral, 2014), Omnibus, Milano, Mondadori, 2017; Urania Jumbo N° 7, Milano, Mondadori, Agosto 2019
Agency (Agency, 2020), Omnibus, Milano, Mondadori, 2021; Urania Jumbo N° 53, Milano, Mondadori, Marzo 2024

Antologie
La notte che bruciammo Chrome (Burning Chrome, 1986), Urania N° 1110, Milano, Mondadori, Settembre 1989; comprende i racconti: Johnny Mnemonico (Johnny Mnemonic, 1981); Il continuum di Gernsback (The Gernsback Continuum, 1981); Frammenti di una rosa olografica (Fragments of a Hologram Rose); Hinterland (Hinterlands, 1981); New Rose Hotel (1984); Il mercato d'inverno (The Winter Market, 1985); La razza giusta (The Belonging Kind, 1981, con John Shirley); Stella rossa, orbita d'inverno (Red Star, Winter Orbit, con Bruce Sterling); Duello (Dogfight, 1985, con Michael Swanwick)
La notte che bruciammo Chrome (Burning Chrome, 1982)
Parco giochi con pena di morte (2001, con Bruce Sterling). Raccolta di racconti, articoli e interviste a cura di Stefania Benini, che comprende i racconti: La stanza di Skinner (Skinner's Room, 1990), Academy Leader, 1991
Cavalieri elettrici, 1994. Antologia post-cyberpunk curata da Daniele Brolli per le Edizioni
Theoria che comprende i racconti: Il parassita mentale a forma di cappellone hippie, 1989; Darwin, 1990

Racconti non diversamente raccolti
Doing Television (versione ridotta di Darwin), 1990
Cyber-Claus, 1991
Academy Leader, 1991
Where the Holograms Go, 1997
Thirteen Views of a Cardboard City, 1997
Dougal Discarnate, 2010

Altre opere
Agrippa (A Book of the Dead), 1992
The Art of the X-Files, introduzione, 1998

FALLAI Paolo (1959 - viv.)

  Paolo Fallai  (Velletri, 19 luglio 1959) è un giornalista, scrittore, autore televisivo, e teatrale italiano. Nato in provincia di Roma, ...