sabato 30 dicembre 2023

ARBASINO Alberto (1930 - 2020)

 

Nino Alberto Arbasino
 (Voghera, 22 gennaio 1930 – Milano, 22 marzo 2020) è stato uno scrittore, giornalista, poeta, critico teatrale e politico italiano.
Tra i protagonisti del Gruppo 63, la sua produzione letteraria ha spaziato dal romanzo (Fratelli d'Italia del 1963, riscritto nel 1976 e nel 1993) alla saggistica (ad esempio Un paese senza, 1980). Si definiva uno scrittore espressionista e considerava Super Eliogabalo il suo libro più surrealista: «soprattutto per le descrizioni dei luoghi, che sono sempre onirici e deliranti».
«Il male di vivere lo incontravo a Voghera, ma non lo salutavo» (Alberto Arbasino)
Figlio di Edoardo e Gina Manusardi, aveva due fratelli maggiori: Mario e Massimo, mancato in giovane età. Studia al Regio Liceo-Ginnasio Grattoni di Voghera. Nel 1948 si iscrive alla facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Pavia e viene ammesso al Collegio Cairoli. Passa alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università Statale di Milano nel 1951, attirato dalla carriera diplomatica. Nel 1955 si laurea in Giurisprudenza, con relatore Roberto Ago, di cui diventa assistente. Si fa conoscere al pubblico con alcuni scritti pubblicati su riviste come L'Illustrazione Italiana, Officina e Paragone che nel 1955 gli pubblica uno dei suoi primi racconti, Destino d'estate. In esso si rintracciano alcuni temi ricorrenti nell'opera di Arbasino: la provincia italiana del periodo post-bellico chiusa nel suo mondo ristretto e la critica della società pettegola e chiusa delle ville e dei salotti.
Nella primavera del 1956 passa un trimestre di studio in Francia a Sciences Po. Nel 1957 si trasferisce a Roma, sempre col professor Ago, alla facoltà di Scienze Politiche della Sapienza. Da scrittore esordiente, ebbe come curatore Italo Calvino nel 1957. I suoi primi racconti, inizialmente pubblicati su riviste, sono stati poi raccolti in Le piccole vacanze e L'Anonimo lombardo. Nell'estate 1959 passa alcune settimane all'università Harvard come borsista della
Political Section e nello stesso anno scrive nella serie "I reportage dell'informazione" sulla vita in America per il Corriere d'informazione (dal 31 ottobre al 15 dicembre 1959). Nel 1960 esce a puntate su Il Mondo, La bella di Lodi che l'anno successivo adatta per il cinema insieme a Mario Missiroli. Nel maggio 1963 esce per Feltrinelli Fratelli d'Italia. Nel 1965 abbandona la carriera universitaria per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Nel 1967 inizia la collaborazione con il Corriere della Sera, terminata poi con la direzione di Giovanni Spadolini.
Nell'ottobre 1969 esce Super Eliogabalo che viene accolto dal pubblico e dalla critica in modo discorde.
Nel gennaio 1976 inizia la collaborazione col quotidiano La Repubblica. Nel corso del 1977 conduce su Rai 2 il programma Match. Nel 1980 riceve l'Ambrogino d'oro del Comune di Milano dal sindaco Tognoli. A marzo 1985 pubblica per Garzanti Il meraviglioso, anzi.
Nel 1993 viene ripubblicato, ampiamente riscritto, Fratelli d'Italia, questa volta da Adelphi, iniziando così una prolifica collaborazione con la casa editrice milanese. Nel settembre 2001 Feltrinelli pubblica i versi di Rap!.
Nel 2004 gli è assegnato il Premio Chiara alla carriera. Era solito rivedere e riscrivere le sue opere, pertanto quasi tutte sono state ripubblicate in edizioni aggiornate. Nel 2009 escono due volumi antologici che riprendono l'opera con cronologia e storia editoriale, ricostruite da Raffaele Manica ne «I Meridiani» di Mondadori.
Il 10 settembre 2011 abbandona la cerimonia del premio letterario Boccaccio (tenuto a Certaldo) prima ancora della conclusione, affermando: "Sono qui da due giorni a sentire
fanfaluche e convenevoli. Io questo premio non lo voglio, tenetevelo, me ne vado". Nel 2012 è insignito del Premio Scanno per la letteratura. Nel 2013 riceve il Premio Campiello alla carriera. Nel 2014 è insignito del premio del Vittoriale degli Italiani; nel corso della cerimonia di premiazione dichiara: «Non so se qualche anno fa avrei accettato questo premio, oggi sono orgoglioso di riceverlo».
Fu deputato al Parlamento italiano come indipendente per il Partito Repubblicano Italiano fra il 1983 e il 1987.
Muore a Milano il 22 marzo 2020, all'età di 90 anni.
Romanziere sofisticato e sperimentale, con trame estremamente rarefatte, lunghe digressioni metaletterarie e letterarie in molte lingue, giornalista di costume, critico teatrale e musicale, intellettuale. Raffaele Manica, nell'introduzione al Meridiano a lui dedicato, scrisse: “Nell'idea di romanzo di Arbasino le citazioni sostituiscono l'intreccio o l'avventura del romanzo tradizionale: sono altre avventure verso altri mondi noti o meno noti o ignoti”.
Grande estimatore di Gadda, ne analizzò la scrittura nei saggi Genius Loci, in I nipotini dell'ingegnere (1960), in Sessanta posizioni, in L'ingegnere e i poeti: Colloquio con C. E. Gadda e in L'ingegnere in blu, col quale vinse l'anti-premio Pen Club nel 2008. Arbasino è inoltre il padre delle espressioni: "Casalinga di Voghera" e "Gita a Chiasso".
Pregevole inoltre la sua produzione come autore di libri di viaggio.
Di lui è stato anche detto che è erede della tradizione illuministica lombarda, quella di Giuseppe Parini, per il valore civile dei suoi interventi pubblici. Gran parte della sua produzione
giornalistica trovò spazio sulle colonne di Repubblica. È stato definito un «modernista conservatore». Molti suoi scritti risultano caratterizzati argomentativamente da un buon senso spesso condivisibile ma talora appesantito da boutade "moralisteggianti".
Seppur omosessuale dichiarato, nel 2000, durante le giornate del World Pride a Roma, criticò duramente quelle manifestazioni, arrivando a definirle "l'orgoglio del sedere".
Nel giugno 1996 Alberto Arbasino donò all'Archivio contemporaneo "Alessandro Bonsanti", conservato presso il Gabinetto Vieusseux a Firenze, gli appunti avuti alla fine degli anni Sessanta da Harold Acton, contenenti una vivace descrizione del gruppo di inglesi-fiorentini poi utilizzata dallo scrittore lombardo per la stesure delle Due orfanelle, che sarebbe stato dato alle stampe nel 1968.
Il fondo Alberto Arbasino, contenente testi autografi di Arbasino che ne documentano l'intera opera (narrativa, teatrale, poetica, saggistica) e parte del suo epistolario, è conservato presso il Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell'Università degli Studi di Pavia.

Opere
Romanzi e racconti
Le piccole vacanze, Einaudi, Torino, 1957 («I coralli» n. 83, pp. 201; prima edizione); ivi, 1971 («Nuovi coralli» n. 5; seconda edizione); Adelphi, Milano, 2007 («Gli Adelphi» n. 308; terza edizione)
L'Anonimo lombardo, Feltrinelli, Milano, 1959 («Biblioteca di letteratura. I contemporanei» n. 11, ; comprende Il ragazzo perduto, prima versione de L'Anonimo lombardo, e altri racconti); Feltrinelli, Milano, 1966 («I narratori» n. 83, pp. 219; prima edizione de L'Anonimo lombardo come romanzo singolo); Einaudi, Torino, 1973 («Nuovi coralli» n. 56; Adelphi, Milano, 1996 («Biblioteca» n. 320,; recensione.); UTET, Torino, 2007 («Premio strega»; con prefazione di Raffaele Manica)
Fratelli d'Italia, Feltrinelli, Milano, 1963 («I narratori» n. 24, pp. 532); Feltrinelli, Milano, 1967 («Gli astri» n. 18, pp. 536; con modifiche all'ultimo capitolo); Einaudi, Torino, 1976 («Gli struzzi» n. 110, pp. 663; seconda edizione ampliata); Adelphi, Milano, 1993 («Biblioteca» n. 274, pp. 1371 terza edizione ulteriormente ampliata, Premio Selezione Campiello; Feltrinelli, Milano, 2025 («Le Comete», pp. 640; ristampa della prima edizione del 1963, a cura di Giovanni Agosti, postfazione di Giovanni Agosti)
La narcisata, in La narcisata e La controra: due storie romane, Feltrinelli, Milano, 1964 («Le comete» n. 33, pp. 143); La narcisata, Einaudi, Torino, 1975 («Nuovi coralli» n. 121)
Super Eliogabalo, Feltrinelli, Milano, 1969 («I narratori» n. 159, pp. 322); Einaudi, Torino, 1978 («Gli struzzi» n. 170; seconda edizione ampliata); Adelphi, Milano, 2001 («Fabula» n. 132)
Il principe costante, Einaudi, 1972 («I coralli» n. 282)
La bella di Lodi; Einaudi, Torino, 1972 («Supercoralli»); Premio Selezione Campiello Adelphi, Milano, 2001 («Gli Adelphi» n. 215)
Specchio delle mie brame, Einaudi, Torino, 1974 («I coralli» n. 301, pp. 137); Einaudi, Torino, 1975 («Nuovi coralli» n. 108, pp. 137; ristampa); Adelphi, Milano, 1995 («Fabula» n. 87, pp. 169 seconda edizione)
Luisa col vestito di carta, illustrazioni di Giosetta Fioroni, Emme edizioni, Milano, 1978

Saggi
Parigi o cara, Feltrinelli, Milano, 1960 («Biblioteca di letteratura. I contemporanei» n. 20, pp. 751); Adelphi, Milano, 1995 («Piccola biblioteca» n. 359, pp. 311)
Certi romanzi, Feltrinelli, Milano, 1964 («Materiali» n. 2, pp. 197); Certi romanzi seguito da La Belle Epoque per le scuole, Einaudi, Torino, 1977 («Gli struzzi» n. 147)
Grazie per le magnifiche rose, Milano: Feltrinelli, 1966 («Materiali» n. 6, pp. 525)
La maleducazione teatrale: strutturalismo e drammaturgia, Feltrinelli, Milano, 1966 («Materiali» n. 9, pp. 173)
Off-Off, Feltrinelli, Milano, 1968 («Materiali» n. 16, pp. 295)
Due orfanelle: Venezia e Firenze, Feltrinelli, Milano, 1968 (pp. 108)
Sessanta posizioni, Feltrinelli, Milano, 1971 («I fatti e le idee» n. 208, pp. 484)
I Turchi: Codex Vindobonensis 8626, Franco Maria Ricci, Parma, 1971 («I segni dell'uomo» n. 11, pp. 200; con introduzione di Franz Unterkircher)
Fantasmi italiani, Cooperativa scrittori, Roma, 1977 («Gulliver» n. 8, pp. 430)
In questo Stato, Garzanti, Milano, 1978 («Memorie e documenti»)
Un paese senza, Garzanti, Milano, 1980 («Saggi blu», pp. 353); Garzanti, Milano, 1990 («Gli elefanti»; seconda edizione)
Trans-Pacific Express. Dieci viaggi in dieci paesi d'Oriente - lungo i percorsi che voltano le spalle alla Storia per scappare nella Geografia, Garzanti, Milano, 1981 («Saggi blu. Scacco giallo»)
Il meraviglioso, anzi, Garzanti, Milano, 1985 («Saggi blu»
I viaggi perduti, Bompiani per Alinari, Milano, 1986 («La fotografia vista da», pp. 190; a cura di Daniela Palazzoli; Catalogo di mostra dei fratelli Alinari)
La caduta dei tiranni, Sellerio, Palermo, 1990 («La diagonale» n. 52)
Mekong, Adelphi, Milano, 1994 («Piccola biblioteca» n. 335)
Passeggiando tra i draghi addormentati, Adelphi, Milano, 1997 («Piccola biblioteca» n. 399)
Lettere da Londra, Adelphi, Milano, 1997 («Piccola biblioteca» n. 386)
Paesaggi italiani con zombi, Adelphi, Milano, 1998 («Piccola biblioteca» n. 419)
Le muse a Los Angeles, Adelphi, Milano, 2000 («Piccola biblioteca» n. 441)
Marescialle e libertini, Adelphi, Milano, 2004 («Biblioteca» n. 464, vincitore del Premio Viareggio)
Dall'Ellade a Bisanzio, Adelphi, Milano, 2006 («Piccola biblioteca» n. 536)
Su Correggio, Electa, Torino, 2008 («Pesci rossi»)
c, Adelphi, Milano, 2008 («Piccola biblioteca» n. 565; su Carlo Emilio Gadda)
La vita bassa, Adelphi, Milano, 2008 («Biblioteca minima» n. 29)
America amore, Milano: Adelphi, 2011 («Gli Adelphi» n. 385)
Pensieri selvaggi a Buenos Aires, Milano: Adelphi, 2012 («Gli Adelphi» n. 418)
Ritratti italiani, Milano: Adelphi, 2014 («Biblioteca Adelphi» n. 622) Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante
Ritratti e immagini, Milano: Adelphi, 2016 («Biblioteca Adelphi» n.660)

Interventi critici
Prefazione a Franz von Bayros, Il giardino di Afrodite, Sugar, Milano, 1973
Introduzione a Ivy Compton-Burnett, Più donne che uomini, Longanesi, Milano, 1974 («Grande libraria» n. 1); Guanda, Parma, 1994 («Narratori della fenice»)
Introduzione a Oscar Wilde, Salomé, Rizzoli, Milano 1974 («I grandi libri illustrati, BUR», n.1); ivi, 1980 («BUR» n. 243); ivi, 1991 («Super classici» n. 33)
Introduzione a Carlo Dossi, Vita di Alberto Pisani, Einaudi, Torino, 1976 («Centopagine» n. 44)
Presentazione a Jorge Luis Borges, Antologia person]e, Longanesi, Milano, 1979 («Biblioteca» n. 7)
Presentazione a Edmondo De Amicis, Olanda, a cura di Dina Aristodemo, Costa & Nolan, Genova 1986 (Testi della cultura italiana, n.10)
Introduzione e scelta di Carlo Dossi, Opere, Istituto poligrafico e zecca dello stato, Roma, 1999 («Cento libri per mille anni», pp. XXIII)
Saggio critico in Truman Capote, Romanzi e racconti, Mondadori, Milano, 1999 («I Meridiani»)
Prefazione a Cesare Brandi, Budda sorride, Editori Riuniti, Roma, 2001 (ISBN 88-359-5023-6)
Introduzione a Henry James, Il carteggio Aspern, La biblioteca di Repubblica, Roma, 2011 (''I grandi della narrativa'', n. 9)

Poesia
Matinée: un concerto di poesia 1943-1983, Garzanti, Milano, 1983 («Saggi blu»)
Rap!, Feltrinelli, Milano, 2001 («Super UE» n. 4007)
Rap 2, Feltrinelli, Milano, 2002 («Super UE» n. 4012)

Teatro
Amate sponde! commedia italiana, con Mario Missiroli, Collana I coralli n.297, Torino, Einaudi, 1974

Varie
Favole su favole: fiabe e leggende, tradotte, trascritte e trasformate da Alberto Arbasino, et al.; premessa di Walter Pedullà, Lerici, Cosenza, 1975
AA. VV. Le interviste impossibili, Bompiani, Milano 1975 (contiene le interviste impossibili di Alberto Arbasino a Ludwig II di Baviera e Giovanni Pascoli).
AA. VV. Nuove interviste impossibili, Bompiani, Milano 1976 (contiene l'intervista impossibile di Alberto Arbasino a Giacomo Puccini).
Raccontano se stessi, Alberto Arbasino et al., Gangemi, Roma, 2002 (Collana di libri di Lettera internazionale, n. 2); (otto scrittori commentano l'Italia e la propria fatica letteraria)

venerdì 29 dicembre 2023

SEM-SANDBERG Steve (1958 - viv.)


Steve Sem-Sandberg
(Oslo, 16 agosto 1958) è uno scrittore e giornalista svedese.
Nato nel 1958 a Oslo, vive e lavora tra Vienna e Stoccolma.
Esordiente molto giovane con due opere fantascientifiche pubblicate entrambe nel 1976, è autore al 2018 di 18 romanzi. Nei suoi lavori si è spesso soffermato sulle pagine più buie della storia come ne Gli spodestati dove protagoniste sono le migliaia di abitanti del Ghetto di Łódź presidiate dal discusso Chaim Rumkowski o come ne I prescelti che narra dei bambini destinati alla morte nell'ospedale Am Spiegelgrund di Vienna nell'ambito del programma di eugenetica nazista.
Tra i numerosi riconoscimenti letterari l'ultimo in ordine di tempo è il Prix Médicis étranger ottenuto nel 2016 con il romanzo I prescelti.

Opere principali
Sländornas värld (1976)
Sökare i dödsskuggan (1976)
Menageriet (1977)
Carina : en kärleksroman (1978)
Glasets färger (1979)
De ansiktslösa (1987)
I en annan del av staden(1990)
Den kluvna spegeln (1991)
En lektion i pardans (1993)
Theres (1996)
Allt förgängligt är bara en bild (1999)
Prag (no exit) (2002)
Ravensbrück (2003)
Härifrån till Allmänningen (2005)
Gli spodestati (De fattiga i Łódź, 2009), Venezia, Marsilio, 2012 traduzione di Katia De Marco 
Tre romane (2011)
I prescelti (De utvalda, 2014), Venezia, Marsilio, 2018 traduzione di Alessandra Albertari 
Stormen (2016)
W, (W, 2019), Venezia, Marsilio, 2023 traduzione di Alessandra Albertari

giovedì 28 dicembre 2023

TRAVAINI Eugenio (1930 - 1993)

 

Eugenio Travaini
(Parabiago, 1930 – Bolzano, 15 agosto 1993) è stato un medico e scrittore italiano.
Primario ospedaliero e docente all'Università di Milano in medicina fisica e riabilitazione, fondò a Legnano uno tra i primi Centri di "Servizio di Riabilitazione Motoria" che fece scuola anche all'estero per metodologia ed efficienza. Dedicò la sua vita e fu innovatore non solo nell'ambito della sua branca, si è infatti sempre battuto per una medicina "a misura d'uomo".
Ha pubblicato nel 1972 il romanzo La Malacarità che ottenne un lusinghiero successo di critica e di pubblico. Nel 1977 ha pubblicato il romanzo Il vento in testa che nello stesso anno vinse il Premio Selezione Campiello e il Premio Stresa. Nel 1982 pubblicò Una via d'uscita, racconto sia di un caso clinico disperato, sia di un "miracolo" chirurgico reso possibile dall'amore. Nel 1988, il successivo E davanti il muro, dopo aver affrontato la medicina, la pazzia, la malattia, per ultimo affronta il tema della morte. Nel 1985 viene pubblicato 18 racconti con prefazione di Piero Chiara, dove la sua capacità narrativa esamina storie di vita e di costume sempre con l'occhio clinico, non solo del medico, ma dell'attento osservatore della vita e della storie 'eccezionali' della gente comune. Muore nel nell'agosto del 1993 in un incidente stradale sull'autostrada del Brennero.

mercoledì 27 dicembre 2023

BJORNSON Bjørnstjerne (1832 - 1910)

 

Bjørnstjerne Martinus Bjørnson
 (Kvikne, 8 dicembre 1832 – Parigi, 26 aprile 1910) è stato un poeta, drammaturgo e scrittore norvegese.
Sul piano artistico concorse, assieme ad Henrik Ibsen, alla nascita della moderna drammaturgia norvegese e scandinava. La sua grandezza fu siglata dal Premio Nobel per la letteratura nell'anno 1903.
Björnstjerne Björnson nacque l'8 dicembre 1832 a Kvikne, un piccolo paese della regione montuosa dello Osterdal, dove trascorse i primi anni della sua infanzia poiché, a meno di cinque anni si trasferì con la famiglia a Nesset, nel Romsdal, dove il padre Peter Björnson era parroco evangelico. Si formò studiando a Molde e poi a Oslo. Non riuscì a concludere i suoi studi universitari e subito dopo il suo ritiro si impegnò nel giornalismo e nella letteratura. Grazie ad un soggiorno a Copenaghen approfondì e assimilò il pensiero e le opere di Kierkegaard. Una volta rientrato a Cristiania, nel 1857 si attivò per fondare il periodico "Il giornale popolare illustrato" (Illustrerte FolkBladet). Lo stesso anno venne nominato direttore dapprima del teatro di Bergen e poi in quello di Oslo, e inoltre pubblicò la sua prima raccolta di novelle intitolata Synnøve Solbakken.
Dal 1860 al 1863 viaggiò e soggiornò lungamente all'estero, in America, in Francia, in Germania e in Italia.
La sua prima fase artistica si contraddistinse per un marcato romanticismo oltre alla tematica ricorrente del mondo rurale. Alcuni dei suoi drammi furono ambientati in epoche precedenti, come ad esempio Mellem Slagene ("Tra una battaglia e l'altra"), composto nel 1855, i cui scenari
risalirono fino al XII secolo.
Tra le sue varie opere maggiormente significative, uscirono nel 1870 Digte og Sange (Poesie e Canzoni) che contenne l'inno nazionale norvegese intitolato "Si, noi amiamo questo paese" (Ja, vi elskerdette landet) ed il ciclo epico Arnljot Gelline.
Nella sua seconda fase, dal 1864 al 1879, Bjørnson si avvicinò a problematiche sociali, alla posizione radical-liberale, e alla focalizzazione della borghesia come argomento di indagine. In questo periodo compose soprattutto drammi, commedie e romanzi, tra i quali si segnalarono il dramma sociale, Leonarda (1879), che innescò polemiche e dibattiti, la commedia satirica Det nye System ("ll nuovo sistema"), il dramma mistico-simbolico Øver Ævne, I ("Oltre le Forze") che riscossero un buon successo.
Un'ulteriore tematica che interessò lungamente Bjørnson fu quella inerente all'adozione di una lingua nazionale letteraria norvegese distinta dal dansk-norsk ("danese-norvegese"), che fino a quel momento la maggior parte degli autori del suo paese utilizzava. A tal proposito, lo scrittore effettuò una serie di sperimentazioni linguistiche.
Negli ultimi anni della sua vita si occupò intensamente sia della questione agricola, resa problematica da una gestione non perfetta delle terre coltivabili, sia del caso Dreyfus, schierandosi apertamente a favore della sua innocenza.
Dal temperamento focoso e dall'attivismo energico, Bjørnson ebbe una grande influenza sulla vita
sociopolitica del suo paese: sostenne l'autonomia della Norvegia e contrastò l'unione con la Svezia e criticò le istituzioni monarchiche ed ecclesiastiche. Dalle sue opere, sono stati tratti diversi film e adattamenti televisivi.

Opere
1857 Synnøve Solbakken; Mellem Slagene (Fra le battaglie)
1858 Halte Hulda (Hulda la Zoppa); Arne
1859-1860 En Glad Gut (Un Ragazzo Allegro)
1860 Smaastykker ( )
1861 Kong Sverre (Re Sverre)
1862 Sigurd Slembe (Sigurd il Violento)
1864 Maria Stuart i Skotland
1865 De Nygifte (Gli Sposini)
1868 Fiskerjenten (La Pescatrice)
1870 Digte og Sange (Poesie e Canzoni)- Arnljot Gelline
1872 Sigurd Jorsafar
1873 Brudeslaatten ( )
1874 Redaktøren (Il Giornalista)
1875 En fallit (Un Fallimento)
1877 Kongen (Il Re) - Magnhild
1879 Kaptejn Mansana (Capitan Mansana) - Leonarda - Det Ny System
1882 Støv (Polvere)
1883 En Hanske (Un Guanto) - Øver Ævne, I (Oltre le Forze, I)
1884 Det Flager I Byen Og Paa Havnen ( )
1885 Geografi Og Kjaerlighed (Geografia e Amore)
1889 Paa Guds Veje (Per le Vie del Signore)
1894 Nye Fortaellinger (Nuovi Racconti)
1895 Lyset; Øver Ævne, II (Oltre le Forze, II)
1898 Paul Lange og Tora Parsberg (Paul Lange e Tora Parsberg)
1901 Laboremus
1902 Paa Storhove ( )
1904 Daglannet ( )
1906 Mary
1909 Naar Den Ny Vin Blomstrer (Quando Fiorisce il Vino Nuovo)
1910 Arhundredernes Legende ( )

martedì 26 dicembre 2023

DARA Domenico (1971 - viv.)

 

Domenico Dara
(Catanzaro, 2 febbraio 1971) è uno scrittore italiano.
Nato a Catanzaro nel 1971, vive e lavora dividendosi tra Valbrona e Milano.
Dopo essersi laureato a Pisa con una tesi su Cesare Pavese, ha esordito nella narrativa nel 2014 con Breve trattato sulle coincidenze, finalista al Premio Italo Calvino, vincitore del Premio Città di Como sezione Esordienti e del Premio Leonida Repaci.
Con il secondo romanzo, Appunti di meccanica celeste, ha vinto la XLI edizione del Premio Stresa nel 2017.

Opere
Romanzi
Breve trattato sulle coincidenze, Roma, Nutrimenti, 2014 - Nuova ed. Venezia, BEAT, 2016 
Appunti di meccanica celeste, Roma, Nutrimenti, 2016 
Malinverno, Milano, Feltrinelli, 2020
Liberata, Milano, Feltrinelli, 2024

Curatele
Alessandro Verri, lettere da un amore, Bologna, Massimiliano Boni Editore, 2005

lunedì 25 dicembre 2023

MAKINE Andreï (1957 - viv.)

 

Andreï Makine
, noto anche con lo pseudonimo di Gabriel Osmonde (Krasnojarsk, 10 settembre 1957), è uno scrittore russo naturalizzato francese.
Il 3 marzo 2016 è eletto al seggio 5 dell'Académie française, succedendo così a Assia Djebar.
Andreï Makine è nato in Unione Sovietica a Divnogorsk, regione di Krasnoïarsk, nella Siberia centrale. Ha frequentato la scuola primaria nella città natale, poi, a Krasnoïarsk, ha compiuto gli studi secondari. All'università di Kalinin si è dedicato alla filologia romano-germanica e ha presentato la tesi di Dottorato all'Università statale di Mosca. Ha insegnato Filosofia all'Università di (Nižnij Novgorod).
Si è stabilito in Francia nel 1987, dopo aver chiesto asilo politico. Ha svolto incarichi di insegnamento e traduzioni. Alla Sorbona ha presentato la tesi «La poétique de la nostalgie dans l'œuvre d'Ivan Bounine». Nel 1990 ha pubblicato il suo primo romanzo, La Fille d'un héros de l'Union soviétique, al quale sono seguiti molti altri libri: romanzi e saggi. Gli sono stati assegnati molti premi, sia per singole opere, sia per l'insieme della sua opera letteraria. Tra questi: il Premio Goncourt, il Médicis, l'Eeva Joenpelto, il Prix littéraire de l'Armée de terre - Erwan Bergot, il Premio mondiale Cino Del Duca. Ha scritto alcuni libri con lo pseudonimo Gabriel Osmonde.
Bilingue sin dalla prima fanciullezza, Makine ha scelto il francese come lingua di scrittura e la Francia come proprio Paese. Eletto all'Académie Française il 3 marzo 2016, al seggio n. 5, già della scrittrice Assia Djebar, è stato accolto il 15 dicembre 2016 da Dominique Fernandez.

Opere
Sotto il nome Andreï Makine
La Fille d'un héros de l'Union soviétique, 1990
Confession d'un porte-drapeau déchu, 1992 / Confessioni di un alfiere decaduto, traduzione e note di Maria Elisa Della Casa, Passigli, Firenze c1998
Au temps du fleuve Amour, 1994 / Al tempo del fiume Amur, traduzione di Maurizio Ferrara, Passigli, Firenze ©2001
Le Testament français, 1995 / Il testamento francese, traduzione di Laura Frausin Guarino, Mondadori, Milano 1997; Einaudi 2008
Le Crime d'Olga Arbélina, 1998 / Il delitto di Olga Arbélina, traduzione di Anna Zanetti, Passigli, Firenze ©2000
Requiem pour l'Est, 2000
La Musique d'une vie, 2001 / La musica di una vita, traduzione di Annamaria Ferrero, Einaudi, Torino 2003
La Terre et le ciel de Jacques Dorme, 2003 / La terra e il cielo di Jacques Dorme, traduzione di Maurizio Ferrara, Passigli, Bagno a Ripoli 2008
La Femme qui attendait, 2004 / La donna che aspettava, traduzione di Anna Maria Ferrero, G. Einaudi, Torino 2006
Cette France qu'on oublie d'aimer, 2006
L'Amour humain, 2006
L'amore umano, traduzione di Yasmina Melaouah, Einaudi, Torino 2008
Le Monde selon Gabriel, 2007 / Il mondo secondo Gabriel: mistero di Natale, traduzione di Serena Sinibaldi, Liberilibri, Macerata 2009
La Vie d'un homme inconnu, 2009
Le Livre des brèves amours éternelles, 2011 / Il libro dei brevi amori eterni, traduzione di Camilla Testi, Einaudi, Torino 2012
Une femme aimée, 2013
Le pays du lieutenant Schreiber, 2014
L'archipel d'une autre vie, Seuil, Paris 2016 / L'arcipelago della nuova vita, traduzione di Vincenzo Vega, La nave di Teseo, Milano 2017
Au-delà des frontières: Grasset, Paris 2019
L'ami arménien, Bernard Grasset, Paris 2021 / L'amico armeno, traduzione di Fabrizio Ascari, La nave di Teseo, Milano 2022
L'Ancien calendrier d'un amour, Grasset, 2023

Sotto il nome Gabriel Osmonde
Le Voyage d'une femme qui n'avait plus peur de vieillir, Albin Michel, 2001
Les 20 000 Femmes de la vie d'un homme, Albin Michel, 2004
L'Œuvre de l'amour, Pygmalion, 2006
Alternaissance, Pygmalion, 2011

domenica 24 dicembre 2023

MARASCO Wanda (1953 - viv.)

 


Wanda Marasco
(Napoli, 6 maggio 1953) è una scrittrice, attrice, regista e insegnante italiana.
Laureatasi in Filosofia con Raffaello Franchini, ha frequentato il corso di regia all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma, sotto la direzione di Ruggero Jacobbi, divenuto poi suo amico e maestro, diplomandosi a pieni voti.
Originale poetessa, nonché amica del poeta Dario Bellezza, inizia a farsi conoscere con le sue prime raccolte già tra i sedici e i vent'anni come una delle voci giovani più interessanti e meglio definite nel talento visionario e moderatamente barocco, lungo una poetica dove la domanda metafisica e il plagio del negativo corrono in versi di notevole spessore.
Nel 1977 pubblica la raccolta Gli strumenti scordati, e due anni dopo L'attrito agli specchi.
Le viene assegnato, intanto, nel 1978, il Premio per la poesia "William Blake".
Durante il periodo romano, a contatto col mondo teatrale accademico ha modo di scrivere un dramma, quale rivisitazione del Faust di Goethe e una commedia denominata La Strada dell'Abbondanza. Ha recitato in diverse messinscena di importanti registi teatrali tra cui Aldo Trionfo, e un'interpretazione al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1982.
Negli anni a seguire pubblica ancora poesie con le raccolte Deus Inversus, Le fate e i detriti, Metacarne, fino a raggiungere il riconoscimento del Premio Internazionale Eugenio Montale nel 1997 con la raccolta Voc e Poè.
Ha pubblicato nel 2003 il suo primo romanzo L'arciere d'infanzia, edito da Manni Editore, con
l'introduzione di Giovanni Raboni che l'ha fortemente sostenuta. La quarta di copertina recita così: «Un romanzo che riguarda non solo la città di "Nopali" ma il mondo in un paradossale impasto tragicomico, attraverso tre racconti che sono, come scrive Raboni nell'introduzione, "autonomi per concezione e stesura e tuttavia convergenti come altrettanti cannocchiali puntati da distanze diverse e con diverse angolazioni su un'unica immagine"». Si è aggiudicata con questo suo scritto il Premio Bagutta per la sezione Opera Prima.
Ha insegnato Lettere all'Istituto Tecnico Industriale "Galileo Ferraris" nel difficile quartiere di Scampia a Napoli, continuando nel contempo a seguire la strada del teatro-scuola con la Compagnia Stabile de "Gli Ingiullarati".
Suoi testi poetici compaiono sulla rivista «Oltranza» (nº 1, anno I), diretta da Ciro Vitiello e pubblicata da Alfredo Guida editore.
Lo stesso accade su «Tracce. Trimestrale di scrittura e ricerca letteraria» (marzo-giugno 2005 [nuova serie], nº 78-79, anno XXIII), una rivista che si propone come una sorta di antologia di poetesse italiane contemporanee; la Marasco qui si presenta ai suoi lettori con tre sue poesie allora inedite.
Nel 2006 le è stato conferito il Premio speciale alla carriera "Città di Pieve di Cento".
Nel mese di maggio 2007 ha tenuto un ciclo di lezioni del Master universitario in Letteratura, Scrittura e Critica Teatrale, presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Nello stesso periodo prende parte al lavoro antologico a più mani «Da Napoli/Verso», un almanacco di poeti italiani contemporanei (in maggioranza numerica napoletani) edito dalle Edizioni Kairòs di
Napoli.
Nel 2011 prende parte alla Rassegna intorno alla figura del drammaturgo Samuel Beckett denominata Catastrofe, curata dall'Accademia di Teatro e Cinema dell'Unione Europea "Eutheca".
Con la casa editrice Neri Pozza, pubblica nel 2015 Il genio dell'abbandono, un romanzo centrato sulla figura dell'artista napoletano Vincenzo Gemito.
Il genio dell'abbandono è sin da subito candidato alla prima edizione del Premio Nazionale di letteratura Neri Pozza, arrivando nella rosa dei cinque finalisti, e successivamente viene inserito tra i dodici finalisti dell'edizione del 2015 del Premio Strega, ottenendo largo consenso di pubblico e di critica.
Nel 2016 le viene assegnato a Napoli dal Presidente dell'associazione MIRADOIS onlus Antonello Pisanti il prestigioso PREMIO MIRADOIS per la letteratura.
Ancora nel 2016 è stata presidente di giuria del Premio internazionale "Tulliola - Renato Filippelli" di Formia insieme ai seguenti giurati: Annella Prisco, Carmen Moscariello, Raffaele Messina, Michele Urrasio, Domenico Pimpinella, Mimma Filippelli, Paola Piccino e Manfredi Di Biasio.
Nel 2017 è nella cinquina dei finalisti del Premio Strega, stavolta col romanzo La compagnia delle anime finte, di nuovo per i tipi di Neri Pozza.
Nel 2025 vince il Premio Campiello con il romanzo Di spalle a questo mondo pubblicato dalla casa editrice Neri Pozza.

Pubblicazioni
Raccolte di poesie
1977 - Gli strumenti scordati, Firenze, Nuovedizioni E. Vallecchi.
1979 - L'attrito agli specchi, Foggia, Bastogi.
1980 - Deus Inversus, Manduria, Lacaita.
1988 - Le fate e i detriti, Manduria, Lacaita.
1997 - Voc e Poè, Pasian di Prato, Campanotto.
2007 - Da Napoli/Verso, (a cura di Antonio Spagnuolo e Stelvio Di Spigno), Napoli, Edizioni Kairòs.
2013 - La fatica dello stormo, Milano, La vita felice (collana Le voci Italiane)

Romanzi
1994 - Madre e figlia, Salerno, Ripostes Scuola.
2003 - L'arciere d'infanzia, Lecce, Manni editore
2015 - Il genio dell'abbandono, Vicenza, Neri Pozza Editore.
2017 - La Compagnia delle anime finte, Vicenza, Neri Pozza Editore
2025 - Di spalle a questo mondo, Vicenza, Neri Pozza Editore


sabato 23 dicembre 2023

JOUHANDEAU Marcel (1888 - 1979)

 

Marcel Jouhandeau
 (Guéret, 26 luglio 1888 – Parigi, 7 aprile 1979) è stato uno scrittore francese.
Nato in una famiglia della piccola borghesia, ebbe una formazione fortemente religiosa che segnò indelebilmente il suo carattere e il suo linguaggio.
Segnato sul volto da una malformazione al labbro, si volse fin da giovane - sotto l'influenza di una giovane (Jeanne Martin) che era stata novizia nell'ordine dei Carmelitani di Limoges - verso un cattolicesimo misticheggiante e considerò di entrare in seminario.
Trasferitosi nel 1908 a Parigi studiò al Lycée Henri-IV e successivamente alla facoltà di lettere classiche. Nella capitale francese si avvicinò alle idee dogmatiche di Charles Maurras. Quello stesso anno prese consapevolezza della sua omosessualità latente, tra i suoi amanti annoverò anche Michel Leiris. Divenne professore al collegio privato Saint-Jean-de-Passy dal gennaio 1912 (lavoro che mantenne fino al 1949), nello stesso periodo scrisse i suoi primi racconti e iniziò a collaborare con la rivista e la collana editoriale Nouvelle Revue Française
Già nel 1914, nel pieno d'una crisi mistica e non avendo ancora accettato apertamente la propria omosessualità, bruciò tutti i suoi manoscritti e tentò di suicidarsi. Una volta superato il momento di crisi, tornò a dedicarsi all'attività letteraria, formando il progetto delle "Cronache del villaggio", che costituirono i suoi primi successi letterari. Durante la prima guerra mondiale lavorò come segretario comunale nella sua città natale, evitando così di prendere parte agli scontri bellici.
Ebbe una vita all'insegna dell'ambiguità e della contraddizione; tre sono gli elementi che la contrassegnarono: il cattolicesimo, l'omosessualità e l'antisemitismo.
Rimase infatti per tutta la vita un fervente cattolico, senza percepire per questo un contrasto tra la sua fede e il suo orientamento sessuale: spesso nelle sue opere temi biblici e mitologici si fondono
nella descrizione di scene erotiche. Inoltre Jouhandeau descrisse la realtà quotidiana, la sua terra, la presenza del male e le sue abitudini provinciali. Nel 1924 diede alle stampe Les Pincegrain, una descrizione cronachistica degli abitanti di Guéret, che scandalizzo i suoi concittadini e ne causò l'ostilità.
Jouhandeau nella sua carriera letteraria scrisse romanzi, poesie, drammi, saggi e soprattutto memoriali; si distinse principalmente per il suo virtuosismo stilistico. Peraltro, nonostante le discriminazioni subite in quegli anni per l'orientamento sessuale, assunse dal 1937 posizioni fortemente antisemitiche.
Nel 1929, all'età di quarant'anni, nonostante la sua omosessualità, probabilmente per guadagnare rispettabilità nell'ambiente alto-borghese, sposò una ex ballerina, Elisabeth, che appare in alcuni suoi libri con lo pseudonimo di Élise. Nel 1949 la coppia adottò una bambina orfana chiamata Céline la quale partorì appena raggiunta la maggior età un bambino cui diede il nome di Marc (il padre, un italiano, ritornò in patria poco dopo abbandonando la ragazza e il figlio) che venne adottato da Jouhandeau divenendo il centro della sua vita e diventando una presenza ricorrente nei suoi diari da questo momento in poi.
Dal 1936 al 1941 scrisse quattro articoli antisemiti, tre dei quali furono raccolti in un opuscolo intitolato Le Péril Juif ("la minaccia ebraica") pubblicato dalla casa editrice Sorlot. Nel 1941
partecipò al “Congresso di Weimar” organizzato da Joseph Goebbels su invito dello scrittore collaborazionista Gerhard Heller. Con lui presenziarono anche Abel Bonnard, Pierre Drieu La Rochelle, Robert Brasillach, Alfred Fabre-Luce, Jacques Chardonne, André Fraigneau e lo scrittore franco-messicano Ramon Fernandez. Tenutosi in una villa appartenuta a Goethe, il Congresso era stato indetto da Goebbels, ministro della propaganda nazista, per definire l'ipotetico universo letterario e culturale di una futura nuova Europa sotto il controllo del Terzo Reich alla fine della seconda guerra mondiale. Nel dicembre 1941, Jouhandeau pubblicò Témoignage, un breve articolo in cui sviluppava la sua ammirazione per la Germania nazista, su La Nouvelle Revue Française di Drieu la Rochelle.
Nel maggio 1944, Élise Jouhandeau denunciò lo scrittore ed editore Jean Paulhan come “ebreo” e Bernard Groethuysen come “comunista” alla Gestapo. Marcel Jouhandeau mette così in guardia preventivamente Paulhan dall'accusa di sua moglie e affermò in merito: “Ciò che amo di più al mondo ha denunciato ciò che amo di più al mondo”.
Con la Liberazione della Francia il suo caso verrà subito chiuso senza ulteriori provvedimenti. Jouhandeau successivamente rinnegherà la sua fase antisemita definendola "una vampata", ciò però non gli impedì di ritornare più volte su questo periodo della sua carriera parlandone apertamente nei suoi diari, una lunga cronaca di 28 volumi pubblicati regolarmente.
L'amico Roger Peyrefitte lo inserì più volte nei suoi romanzi sotto lo pseudonimo di Marcel Jouvenceau. Essendo quest'ultimo personaggio descritto nel romanzo Gli ebrei ("Le Juifs") come
un feroce antisemita, Jouhandeau sporse denuncia contro l'autore ma essa venne respinta.
Divenuto completamente cieco, Marcel Jouhandeau smise di scrivere nel 1974, tre anni dopo la morte di sua moglie. Dedicò i suoi ultimi anni interamente al nipote Marc e morì di cancro allo stomaco nel 1979 a Rueil-Malmaison, sua dimora dal 1960.
Autore prolifico, la sua produzione letteraria, generalmente autobiografica, comprende circa 120 libri, anche se la sua opera è giudicata ripetitiva e disomogenea dalla critica.
La sua personalità e la sua opera hanno influenzato diversi autori tra cui il già menzionato Chardonne, Gabriel Matzneff, Renaud Camus e Jean Raspail il quale fu anche suo allievo a Saint-Jean-de-Passy.

Opere tradotte in italiano
Le cadavre enlevé, 1930 (Il cadavere rapito, traduzione di Rosetta Signorini, con una Nota di Ena Marchi, Adelphi, Milano, 2016)
Tite-le-long, 1932 (Tite le long, traduzione di Armando Supino, Bompiani, Milano, 1949)
Chroniques maritales, 1938 (Cronache maritali, traduzione di Guido Neri, Feltrinelli, Milano, 1961; Adelphi, Milano, 1999)
Tirésias, 1954 (Tiresia, a cura di Ornella Tajani, Marchese, Grumo Nevano (NA), 2013)
Trois crimes rituels, 1962 (Tre delitti rituali, a cura di Ena Marchi, Adelphi, Milano, 1996)
Riposte à Roger Perfide, 1965 (Risposta a Roger Perfide, traduzione di Caterina Longanesi, All'insegna del pesce d'oro, Milano, 1966)
Pages égarées, postumo, 1980 (Pagine smarrite, traduzione di Giancarlo Pavanello, ES, Milano, 1994; Sperling & Kupfer, Milano, 1996)

venerdì 22 dicembre 2023

FERRO Marise (1905 - 1991)


Marise Ferro
, pseudonimo di Maria Luisa Ferro (Ventimiglia, 21 giugno 1905 – Sestri Levante, 2 ottobre 1991), è stata una scrittrice, giornalista, saggista nonché traduttrice italiana, moglie in prime nozze dello scrittore Guido Piovene e in seconde nozze del critico letterario Carlo Bo.
Il padre, Giovanni Battista Ferro (1878-1959) , di origini piemontesi, era un colonnello dell'esercito; la madre, Vilna Viale (1884-1961) , era figlia di un armatore ventimigliese e di una donna di origini francesi. I genitori si separeranno poco dopo la nascita della sorella Silvana, nel 1911; quest'ultima morirà in un incidente d'auto nell'aprile del 1979.
Nel 1978 il suo ultimo romanzo, La sconosciuta, ha vinto il Premio Stresa di Narrativa.

Opere
Romanzi
Disordine, 1932.
Barbara, 1934.
Trent'anni, 1940.
Lume di luna, 1943.
Memorie di Irene, 1944.
Stagioni, 1946.
La guerra è stupida, 1949.
La violenza, 1967.
Una lunga confessione, 1972.
Irene muore, 1974.
La ragazza in giardino, 1976.
La sconosciuta, 1978.

Saggi
Le romantiche, 1958.
La donna dal sesso debole all'unisex, 1970.

giovedì 21 dicembre 2023

ANDERSSON Lena (1970 - viv.)


Lena Andersson
(Stoccolma, 18 aprile 1970) è una scrittrice e giornalista svedese.
Nata a Stoccolma nel 1970, si è laureata in inglese, tedesco e scienza politiche all'Università di Stoccolma.
Ha iniziato a lavorare come giornalista e ha esordito come scrittrice nel 1999 con Var det bra så?, romanzo accolto da buone recensioni e in seguito ha pubblicato numerose opere di narrativa e saggistica vincendo nel 2013 il Premio August nella categoria "Narrativa" con Sottomissione volontaria.
Giornalista per lo Svenska Dagbladet, vive e lavora a Tensta con il marito, lo scrittore Björn Linnell.

Opere
Var det bra så? (1999)
Duktiga män och kvinnor (2001)
Du är alltså svensk? (2004)
Duck City (2006)
Slutspelat (2009)
Förnuft och högmod (2011)
Sottomissione volontaria (Egenmäktigt förfarande, 2013), Roma, edizioni E/O, 2016 traduzione di
Carmen Giorgetti Cima
Ingens mamma (2013)
Senza responsabilità personale (Utan personligt ansvar, 2014), Roma, edizioni E/O, 2018 traduzione di Carmen Giorgetti Cima 
Allvarligt talat (2015)
Grupptillhörighet är inte politik (2016)
Egentligheter (2017)
Sveas son: en berättelse om folkhemmet (2018)
Om falsk och äkta liberalism (2019)
Dottern: en berättelse om folkhemmets upplösning (2020)
Koryféerna (2022)

mercoledì 20 dicembre 2023

DELLA CORTE Carlo (1930 - 2000)

 

Carlo Della Corte
(Venezia, 22 ottobre 1930 – Venezia, 25 dicembre 2000) è stato uno scrittore italiano, giornalista, giornalista televisivo, poeta, cinefilo, esperto di fumetti e autore di fantascienza italiana.
Ha vinto il Premio Stresa nel 1980.
Esperto in fumetti e fantascienza, esordisce come scrittore nel 1961 con un saggio sui fumetti. Dopo un lungo soggiorno a Milano dove lavorò nel campo dell'editoria, era tornato a vivere a Venezia; città che fa da sfondo a molte sue opere narrative.
Nel 1995 riceve a Lucca il premio Cartoomics per i suoi saggi sui fumetti. Per due volte riceve il Premio Selezione Campiello: nel 1977 con Cuor di padrone e nel 1990 con Il diavolo, suppongo,.
Muore nella sua casa al Lido di Venezia il 25 dicembre del 2000.
Il suo archivio è stato donato dal figlio al Centro Interuniversitario di Studi veneti (CISVe).

Opere
Cronache del gelo, Schwarz, Milano, 1956
I fumetti, Enciclopedia Popolare Mondadori, Milano, 1961.
La mistificazione (con Alcide Paolini) Sugar editore, Milano 1961.
Pulsatilla Sexuata: racconti di fantascienza, Sugar Editore, Milano, 1962.
I mardochei, Mondadori, Milano, 1964
Un veneto cantar, prefazione di Diego Valeri, All'insegna del pesce d'oro, Milano, 1967
Di alcune comparse, a Venezia, Arnoldo Mondadori, Milano, 1968, 1979 (ristampa a cura di Pasquale Di Palmo, Ronzani, 2021)
Caccia in laguna, Rizzoli, Milano, 1969
Il grande balipedio : romanzo, Mondadori, Milano, 1969; Endemunde, Milano, 2014
Versi incivili 1960-70, Mondadori, Milano, 1970
Le terre perse: romanzo, Mondadori, Milano, 1973
La faccia nella polvere, Edizioni paoline, Vicenza, 1976
Cuor di padrone, Edizioni del Ruzante, Venezia, 1977
Lo specchio obliquo : il fumetto erotico fra liberty e pop-art, Edizioni del Ruzante, Venezia, 1978
L' incontro, con un disegno di Giuseppe Bolzani, Laghi di Plitvice, Lugano 1979
Grida dal palazzo d'inverno : romanzo, Mondadori, Milano, 1980
Sul piede di casa : racconti, Pagus, Paese, 1987
Germana : romanzo, Mondadori, Milano, 1988
Il diavolo, suppongo, Marsilio, Venezia, 1990
... E muoio disperato!, Marsilio, Venezia, 1992
Le gelide contrade, Origine, Senningerberg, 1994
Piccola apocalisse : Teatro e racconti, Marco Editore, Lungro di Cosenza, 1994
Vuoto a rendere, Neri Pozza, Vicenza, 1994
A fuoco lento, Supernova, Venezia, 1996
The Journey Ends Here, tr. Emanuel di Pasquale, Stony Brook, New York: Gradiva Publications, 2000.
Cubanito : romanzo, P. Manni, Roma-Lecce, 2001
Amor di cinema 1956-1994, Comune di Venezia, Venezia 2005
Il cauto emblema. Poesie 1945-2000, a cura di Pasquale Di Palmo, Il Ponte del Sale, Rovigo, 2021.

martedì 19 dicembre 2023

EKMAN Kerstin (1933 - viv.)

  

Kerstin Ekman
(Risinge, 27 agosto 1933) è una scrittrice svedese.
Kerstin Ekman è cresciuta a Katrineholm. È figlia dell’artigiano Ernst Hjort e di Anna Dahlgren. Si è trasferita a Uppsala nel 1952, è diventata insegnante di filosofia all’Università di Uppsala nel 1957,ed è stato membro dell’Artfilm dal 1956 al 1959. Ha lavorato come insegnante presso la Wiks folkhögskola, vicino a Uppsala, dal 1966 al 1970.
È membro dell’Accademia Svedese dal 1978 (terza donna dopo Selma Lagerlöf e Elin Wägner). Dopo la controversia legata a Salman Rushdie, nel 1989, lasciò il suo posto nell’Accademia Svedese. Dal 1993 è membro della Samfundet De Nio, e ne fece parte anche dal 1978 al 1986.
Nel periodo 1974 – 1983, ha scritto una serie di romanzi che si inspirano all’evoluzione di Katrineholm, che passa dall’essere una piccola città nei pressi di una stazione ferroviaria a una città moderna. La serie è composta da quattro romanzi: Häxringarna, Springkällan, Änglahuset e En stad av ljus. La raccolta è stata ripubblicata nel 2000 con il titolo “Kvinnorna och staden”.
A Katrineholm è presente un parco, in centro, lo “Springkällan”. (Il modello di Springkällan lo troviamo nel parco fuori Pringstkyrkan). Il centro culturale è stato chiamato “Ängeln” sulla base di Änglahuset, a Drottninggatan, dove visse la nonna della Ekman.
Nel 1970 si trasferì a Östersjäland, appena fuori Härnösand e all’inizio del 1980 a Valsjöbyn, nello Jämtland. Il paesaggio del nord, le persone e i cambiamenti della società dovuti alla modernizzazione sono stati un tema fondamentale della sua attività di scrittrice, non da meno nel romanzo Händelmser vid vatten del 1993 e nella trilogia Vargskinnet (Guds barmhärtighet, Sista
rompan e Skraplotter), di cui l’ultimo romanzo è uscito nel 2003. La trilogia si svolge in un villaggio di montagna, Valsjöbyn, durante il Novecento.
La Ekman è stata nominata dottore Honoris Causa in filosofia presso l’Università di Umeå, nel 1998. Ha ricevuto il dottorato honoris causa in agraria, il 6 ottobre 2007, presso l’Università Svedese delle Scienze Agricole. Durante il discorso di proclamazione, è stata definita: “una persona con enormi conoscenze riguardo al bosco e di come il suo utilizzo ci fornisca riflessioni senza precedenti. È stata la prima volta che la facoltà ha assegnato questa onorificenza a una scrittrice. Il suo libro, Hunden, è stato tradotto e pubblicato in Älvdalsmål, una minoranza linguistica svedese.
Kerstin Ekman è stata insignita come membro onorario presso la Södermanlands-Nerikes nation a Uppsala e successivamente, sempre come membro onorario presso la Norrlands nation.
Dal 1954 al 1966 è stata sposata con lo storico Stig Ekman (nato 1930) e successivamente, nel 1972, con Börje Frelin (nato 1936).

Opere
1959 – 30 meter mord (romanzo giallo)
1960 – Han rör på sig (romanzo giallo)
1960 – Kalla famnen (romanzo giallo)
1960 – Tärningen är kastad (scenneggiatura)
1961 – De tre små mästarna (romanzo giallo)
1962 – Den brinnande ugnen (romanzo giallo)
1963 – Dödsklockan (romanzo giallo) (ne è stato tratto un film nel 1999, con il titolo Dödsklockan)
1964 – Societetshuset (serie TV)
1967 – Pukehornet (romanzo)
1970 – Menedarna (romanzo)
1972 – Mörker och blåbärsris (romanzo) (Dramma televisivo nel 1980)
1974 – Häxringarna (romanzo, parte uno della tetralogia Kvinnorna och staden, successivamente chiamata Vallmstasviten o Katrineholmssviten)
1976 – Springkällan (romanzo, parte due della tetralogia Kvinnorna och stade)
1977 – Vykort från Katrineholm (libro speciale, pubblicato a Natale da Albert Bonniers Förlag)
1978 – Harry Martinson (Libro inaugurale per l'ammissione di Kerstin Ekman nell'Accademia Svedese)
1979 – Änglahuset (romanzo, parte 3 nella tetralogia Kvinnorna och staden)
1983 – En stad av ljus (romanzo, parte 4 nella tetralogia Kvinnorna och staden)
1986 – Mine Herrar... (saggio)
1986 – Hunden (film 2002)
1988 – Rövarna i Skuleskogen (romanzo)
1990 – Knivkastarens kvinna (racconto lirico)
1993 – Händelser vid vatten (romanzo)
1994 – Rätten att häda (saggio)
1996 – Gör mig levande igen (romanzo)
1999 – Guds barmhärtighet (romano, parte uno della trilogia Vargskinnet)
2000 – Urminnes tecken (romanzo)
2002 – Sista rompan (romanzo,parte due della trilogia Vargskinnet)
2003 – Skraplotter (romanzo, parte tre della trilogia Vargskinnet)
2007 – Herrarna i skogen (saggi)
2009 – Mordets praktik (romanzo)
2011 – Se blomman (saggi)
2011 – Grand final i skojarbranschen (romanzo)
2013 – Jorun orm i öga (libretto opera)
2015 – Då var allt levande och lustigt (su Clas Bjerkander, Linnélärjunge, prete e naturalista nel Västergötland)

KANAI Mieko (1947 - viv.)

Mieko Kanai  ( 金井 美恵子 ) è una scrittrice, poetessa e critica letteraria giapponese. Mieko Kanai è nata a Takasaki, nella prefettura di Gunma...