giovedì 30 luglio 2026

RAMIREZ Sergio (1942 - viv.)

 

Sergio Ramírez Mercado
 (Masatepe, 5 agosto 1942) è uno scrittore e politico nicaraguense.
È stato una figura chiave della Rivoluzione sandinista del 1979, ha fatto parte della giunta di governo di sinistra per la ricostruzione nazionale ed è stato vicepresidente del paese dal 1985 al 1990 sotto la presidenza di Daniel Ortega. Dopo l'irrigidimento del regime di Ortega e le grandi repressioni degli anni duemiladieci e venti, si è trasferito in Spagna. Nel 2023 gli è stata revocata la cittadinanza perché definito traditore della patria dal regime. È stato descritto come il "più noto scrittore vivente del Nicaragua".
È il secondo figlio di Pedro Ramirez Gutiérrez e Luisa Mercado Gutiérrez.
Ancora studente, nel 1960 fondò con Fernando Gordillo la rivista Ventana. Nel 1963 pubblicò il suo primo libro, Cuentos, e diventò una delle figure della nuova generazione letteraria nicaraguense. Si laureò all'Università di Leon nel 1964, per poi proseguire gli studi a Berlino dal 1973 al 1975, grazie a una borsa di studio del Servizio Tedesco per lo scambio accademico. Nel 1968 e nel 1976 venne eletto segretario generale della Confederazione delle università centroamericane.
Nel 1977 partecipò alla creazione del gruppo di artisti e intellettuali nicaraguensi I Dodici, che si oppose al governo di Anastasio Somoza. Nel 1979, a seguito della Rivoluzione sandinista, divenne membro dell'Assemblea di Governo che prese il potere dopo la caduta del dittatore. Nel 1981 fondò l'Editorial Nueva Nicaragua.
Alle elezioni presidenziali del febbraio 1990 sostenne la neoeletta presidente Violeta Barrios de Chamorro e nello stesso anno venne insignito dell'Ordine di Carlos Fonseca, la più importante decorazione del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN). Dal 1990 al 1995 presiedette il banco sandinista dell'Assemblea nazionale del Nicaragua e nel 1991 fu eletto membro della direzione nazionale del partito. Nel 1994 ruppe definitivamente con Daniel Ortega, a causa delle sue tendenze sempre più autoritarie e repressive, e nel maggio 1995 fondò il Movimento di Rinnovamento Sandinista (MRS), di tendenza centro-sinistra.
Come giornalista, fu editorialista di diversi giornali in lingua spagnola, tra cui El
País (Spagna), El Tiempo (Colombia), La Jornada (Messico), El Nacional (Venezuela), La Prensa (Nicaragua) e La Opinión (California).
Fu inoltre professore presso l'Università del Maryland tra il 1999 e il 2000 e presso la Libera Università di Berlino. Divenne dell'Accademia Nicaraguense della Lingua, membro associato dell'Accademia Reale Spagnola e partecipò come giurato ai festival cinematografici di Cartagena (1993) e Huelva (2002). Nel 2000 gli fu conferito un dottorato onorario dall'Università Blaise-Pascal (Clermont-Ferrand II).
Nel 2017 gli venne attribuito il Premio Cervantes, la più alta onorificenza letteraria del mondo di lingua spagnola.
Nel 2021, dopo che il regime di Daniel Ortega si irrigidì, abbandonò il territorio del Nicaragua per trasferirsi in Spagna, intimorito dalla serie di arresti di attivisti e critici nei confronti del governo.
Un tribunale del Nicaragua nel 2023 lo privò della cittadinanza in quanto "traditore della patria".
Ha sposato Gertrudis "Tulita" Guerrero Mayorga nel 1964. Ha tre figli: Sergio, María e Dorel.

Opere
Novelle, racconti, romanzi
Tiempo de Fulgor (1967)
De tropeles y tropelías (1972)
Charles Atlas también muere (1976)
Te dio miedo la sangre? (1977)
Castigo Divino (1988)
Clave de Sol (1992)
Un Baile de Máscaras (1995)
Cuentos Completos (1997)
Margarita, está linda la mar (1998)
Sombras nada más (2002)
Mil y una muertes, (2004)
El Reino Animal (2006)
Juego Perfecto (2008)
El cielo llora por mí (2009)
Ya nadie llora por mi (2017)
Tongolele no sabía bailar (2021)

mercoledì 29 luglio 2026

UMBRAL Francisco (1932 - 2007)

 

Francisco Umbral
, all'anagrafe: Francisco Pérez Martinez (Madrid, 11 maggio 1932 – Madrid, 28 agosto 2007), è stato uno scrittore e giornalista spagnolo.
Nel 2000 è stato insignito del Premio Miguel de Cervantes, e nel 1996 del Premio Principe delle Asturie per la Letteratura.
Autore assai prolifico, ha pubblicato numerosi testi di narrativa in cui prevalgono i temi dell'adolescenza e dell'infanzia, e si è inoltre dedicato assiduamente al genere memorialistico. È stato autore di importanti opere di saggistica, dedicate prevalentemente a grandi nomi della tradizione letteraria spagnola, da Mariano José de Larra a Ramón María del Valle-Inclán, da Ramón Gómez de la Serna a Federico García Lorca.
In Italia lo studio più recente sulla sua opera è quello di Marco Ottaiano, intitolato El tiempo parado. Palinsesti narrativi e strategie linguistiche in Francisco Umbral (1965-1975), Edizioni Ets, Pisa, 2019

martedì 28 luglio 2026

AGUINIS Marcos (1935 - viv.)

 

Marcos Aguinis
 (Cruz del Eje, 13 gennaio 1935) è uno scrittore argentino, il cui lavoro è incentrato sulle nozioni di indipendenza, democrazia e reiezione dell'autoritarismo.
È un sostenitore del liberalismo politico e partecipa a seminari e conferenze della Fondazione di Libertà organizzata da Mario Vargas Llosa.
È nato il 13 gennaio 1935 a Cruz del Eje, Córdoba. Figlio di immigrati ebrei, quando aveva sette anni la famiglia ebbe la notizia che suo nonno e il resto della sua famiglia rimasta in Europa erano stati uccisi dai Nazisti. Lo scrittore descrive questo come il momento fondamentale della sua vita, che alla fine lo ha spinto a scrivere nel tentativo di chiudere quella ferita, per riparare il "meccanismo rotto dell'umanità. Ha avuto una vasta formazione internazionale in letteratura, neurochirurgia, psicoanalisi, arte e storia."Ho viaggiato in tutto il mondo, ma ho anche viaggiato in diverse professioni."
Ha pubblicato il suo primo libro nel 1963 e ha scritto quattordici romanzi, diciassette collezioni di saggi, quattro raccolte di racconti e due biografie. La maggior parte dei suoi libri sono diventati bestseller e spesso sono stati discussi. Lo scrittore è stato il primo autore al di fuori della Spagna a ricevere il premio Planeta per il suo libro La Cruz invertida; il suo romanzo Contro l'Inquisizione (Le gesta del marrano) è stato tradotto in diverse lingue e definito da Mario Vargas Llosa come "canto di libertà". Ha scritto, inoltre, numerosi articoli per giornali e riviste latinoamericani, americani e europei e ha tenuto numeroseconferenze e seminari presso organizzazioni educative, artistiche, scientifiche e politiche in Germania, Spagna, Stati Uniti, Israele, Russia, Italia e in quasi tutti i paesi dell'America Latina.

Opere
Romanzi
Refugiados: crónica de un palestino (1969)
La cruz invertida (1970)
Cantata de los diablos (1972)
La conspiración de los idiotas (1978)
Profanación del amor (1978)
El combate perpetuo (1981)
La gesta del marrano (1991)
Todos los cuentos (1995)
La matriz del infierno (1997)
Los iluminados (2000)
Asalto al paraíso (2002)
La pasión según Carmela (2008)
Liova corre hacia el poder (2011)
La furia de Evita (2013)
Las aventuras del joven Trotsky (2013)
Sabra (2014, insieme a Gustavo Perednik)
La novela de mi vida (2016)
Incendio de ideas (2017)

Raccolte di racconti

Operativo Siesta (1977)
Y la rama llena de frutos: todos los cuentos (1986)
Importancia por contacto (1986)
Todos los cuentos (1995)

Biografie
Maimónides, un sabio de avanzada (1963)
El combate perpetuo (1981)

lunedì 27 luglio 2026

SMOLE Dominik (1929 - 1992)

 

Dominik Smole
 (Lubiana, 24 agosto 1929 – Lubiana, 29 luglio 1992) è stato uno scrittore e drammaturgo jugoslavo e sloveno. Esponente del teatro dell'assurdo e dal pensiero esistenzialista.
Nato nel 1929 a Lubiana, all'epoca Regno di Jugoslavia. Frequenta il liceo classico a Lubiana e dopo la fine della seconda guerra mondiale lavora per l'emittente radiofonica Radio Primorska, istituita ad Ajdovščina dalle autorità jugoslave di occupazione della Venezia Giulia. In seguito torna a Lubiana e lavora come direttore di scena presso il Teatro sloveno giovanile (Slovensko mladinsko gledališče) e poi al Teatro Drammatico (Drama). Lì incontra Jože Javorsek, Žarko Petan e Bojan Stih, che lo influenzano nella ricerca di nuove modalità espressive per il teatro.
A metà degli anni cinquanta del XX secolo lavora a Stage '57, un teatro alternativo creato da giovani artisti e autori sloveni, che introduce approcci moderni nel teatro sloveno. Smole fa parte della cosiddetta generazione Critical, un gruppo di giovani talenti intellettuali, per lo più di Lubiana, che cercano di sfidare le politiche culturali rigide e repressive del regime di Tito in Slovenia.
Dopo la scomparsa del gruppo, determinata dalla reclusione di Jože Pučnik e la soppressione dello Stage '57 e delle loro due riviste letterarie, Revija 57 e Perspektive, si ritira a vita privata. Per alcuni anni lavora come operaio, in segno di protesta contro la repressione della libertà di parola da parte del regime,
ma in seguito si dedica alla scrittura. Durante questo periodo mantiene stretti contatti con il poeta dissidente e pensatore Edvard Kocbek, che lo incoraggia a proseguire la sua carriera letteraria.
Smole ha trascorso gran parte della sua vita a Lubiana, come scrittore free-lance. Muore a Lubiana nel 1992, le sue spoglie sono sepolte nel cimitero centrale Žale.

domenica 26 luglio 2026

GALEANO Eduardo (1940 - 2015)

 

Eduardo Germán María Hughes Galeano
(Montevideo, 3 settembre 1940 – Montevideo, 13 aprile 2015) è stato uno scrittore, giornalista e saggista uruguaiano.
È stata una delle personalità più autorevoli e stimate della letteratura latinoamericana. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue e combinano documentazione, narrazione, giornalismo, analisi politica e storia, sebbene l'autore stesso non si riconoscesse quale storico.
Galeano nacque a Montevideo, in Uruguay, il 3 settembre del 1940 in una famiglia altoborghese e di fede cattolica, figlio di Eduardo Hughes Roosen, d'origini gallesi e tedesche, e di Licia Esther Galeano Muñoz, d'origini italiane (più precisamente di Genova) e spagnole. A causa d'un grave dissesto che colse la sua famiglia, Galeano fu costretto sin da giovane a mantenersi con svariati lavori: operaio, pittore di insegne, messaggero, dattilografo, cassiere di banca. All'età di 14 anni vendette il suo primo fumetto politico al settimanale del Partito Socialista dell'Uruguay, El Sol, firmandovisi con lo pseudonimo di Gius (derivato da una storpiatura della pronuncia approssimativa in spagnolo del suo cognome Hughes).
Cominciò la carriera di giornalista all'inizio degli anni sessanta come direttore di Marcha, un influente settimanale a cui collaboravano Mario Vargas Llosa, Mario Benedetti, Manuel Maldonado Denis e Roberto Fernández Retamar. Per due anni diresse il quotidiano Época e lavorò come redattore capo di una University Press. Nel 1973, con un colpo di Stato i militari presero il potere in Uruguay; Galeano fu imprigionato e successivamente costretto a fuggire. Si stabilì in Argentina dove fondò la rivista culturale Crisis.
Nel 1976, quando il regime di Videla prese il potere in Argentina con un sanguinoso colpo di Stato, il suo nome fu aggiunto alla lista dei condannati dagli "squadroni della morte"; fuggì nuovamente, questa volta in Spagna, dove scrisse la famosa trilogia Memoria del fuoco (Memoria del Fuego). All'inizio del 1985 Galeano tornò a Montevideo, dove visse fino alla fine dei suoi giorni.
Morì il 13 aprile 2015 all'età di 74 anni a seguito di un tumore del polmone.
Le vene aperte dell'America Latina (Las venas abiertas de América Latina) è un'opera di accusa dello sfruttamento dell'America Latina da parte di poteri stranieri a partire dal XVI Secolo giorni nostri. Memoria del fuoco (Memoria del fuego) è un racconto in tre parti della storia dell'America del Nord e del Sud: Genesi (Los nacimentos), Facce e maschere (Las caras y las mascaras), Il secolo del vento (El siglo del viento). I personaggi sono figure storiche: generali, artisti, rivoluzionari, lavoratori, conquistatori e conquistati che vengono ritratti in brevi episodi che riflettono la storia coloniale del continente. Comincia con i miti precolombiani della creazione e finisce nel 1986.
Per Memoria del fuoco (Memoria del fuego), Galeano fu paragonato dai critici letterari a John Dos Passos e a Gabriel García Márquez. Ronald Wright scrisse sul Times Literary Supplement: "I grandi scrittori... dissolvono i vecchi generi per fondarne di nuovi. Questa trilogia di uno degli scrittori più coraggiosi e raffinati dell'America Latina è di difficile classificazione".
Galeano è anche stato un appassionato tifoso di calcio: il suo Splendori e miserie del gioco del calcio (1997) è un'analisi della storia di questo sport. Galeano lo paragona a una recita teatrale e a una guerra; critica il patto scellerato con le multinazionali e attacca gli intellettuali di sinistra che rifiutano, per ragioni ideologiche, il gioco e il suo fascino nei confronti delle masse.
I suoi libri sono stati tradotti in oltre 20 lingue.

Scritti in lingua originale
Los días siguientes, 1962
China 1964. Crónica de un desafío, Buenos Aires, J. Alvarez, 1964
Los fantasmas del día del león y otros relatos, 1967
Reportajes. Tierras de Latinoamérica, otros puntos cardinales, y algo más, 1967
Su majestad el fútbol, 1968
Siete imágenes de Bolivia, 1971
Violencia y enajenación, 1971
La cancion de nosotros, Buenos Aires, Editorial Sudamericana, 1975
Conversaciones con Raimón, 1977
La piedra arde, 1980
Voces de nuestro tiempo, 1981
Ventana sobre Sandino, 1985
Aventuras de los jóvenes dioses, 1986
La encrucijada de la biodiversidad colombiana, 1986
El descubrimiento de América que todavía no fue y otros escritos, 1986
Entrevistas y artículos (1962-1987), 1988
Nosotros decimos no. Crónicas (1963-1988), 1989
América Latina para entenderte mejor, 1990
Palabras: antología personal, 1990
Ser como ellos y otros artículos, 1992
Amares, 1993
Amares (Antología de relatos), 1993
Úselo y tírelo, 1994
Mujeres (antología de textos), 1995
Carta al señor futuro, 2007
El cazador de historias, (opera postuma), Buenos Aires, Siglo veintiuno, 2016

Edizioni italiane di altre opere
Guatemala. Una rivoluzione in lingua maya, Bari, Laterza, 1968 (Guatemala, un país ocupado, México, Editorial Nuestro Tiempo, 1967)
Voci da un mondo in rivolta, Bari, Dedalo, 1973 (Crónicas latinoamericanas, Montevideo, Giron, 1972)
Il saccheggio dell'America Latina. Ieri e oggi, Torino, Einaudi, 1976 (Las venas abiertas de America Latina, La Habana, Casa de las Américas, 1971)
Giorni e notti di amore e di guerra, Roma, Edizioni Associate, 1987 (Dias y noches de amor y de guerra, La Habana, Casa de las Americas, 1978)
L'America non ancora scoperta, Roma, Edizioni Associate, 1987 (Contraseña, Buenos Aires, Ediciones del Sol, 1985)
Memoria del fuoco, 3 voll., Firenze, Sansoni, 1989 (Memoria del Fuego, 3 voll., Mexico-Madrid, Siglo veintiuno, 1982-1986)
Il libro degli abbracci, Firenze, Sansoni, 1992 (El libro de los abrazos, Madrid, Siglo Veintiuno de Espana, 1989)
La conquista che non scoprì l'America, Roma, Manifestolibri, 1992 (El Tigre Azul y Otros Articulos, La Habana, Editorial de ciencias sociales, 1991)
Vagamundo, Roma, Coletti, 1992 (Vagamundo, 1973)
Las palabras andantes, Milano A. Mondadori, 1996 (Las palabras andantes, Madrid, Siglo ventiuno de Espana, 1993)
Splendori e miserie del gioco del calcio, Milano, Sperling & Kupfer, 1997 (El fútbol a sol y sombra, Madrid, Siglo veintiuno, 1995)
A testa in giù, Milano, Sperling & Kupfer, 1999 (Patas arriba. La escuela del mundo al reves, Madrid, Siglo veintiuno, 1998)
Un incerto stato di grazia, fotografie di Sebastião Salgado; con testi di Eduardo Galeano e Fred Ritchin, Roma, Contrasto, 2002 (An Uncertain Grace)
Le labbra del tempo, Milano, Sperling & Kupfer, 2004 (Bocas del Tiempo, Madrid, Siglo veintiuno de Espana, 2004)
Specchi. [Una storia quasi universale], Milano, Sperling & Kupfer, 2008(Espejos. Una historia casi universal, Madrid, Siglo veintiuno de Espana, 2008)
I figli dei giorni, Milano, Sperling & Kupfer, 2012 (Los hijos de los dias, Buenos Aires, Siglo veintiuno, 2012)
Le vene aperte dell’America Latina, Sur, 2021 (Las venas abiertas de América Latina, 1971)


sabato 25 luglio 2026

LEVY Andrea (1956 - 2009)

 

Andrea Levy 
(Londra, 7 marzo 1956 – 14 febbraio 2019) è stata una scrittrice britannica, famosa per il romanzo Un'isola di stranieri (Small Island), pubblicato nel 2004 in Gran Bretagna e l'anno dopo in Italia, vincitore di numerosi premi.
Andrea Levy nasce a Londra nel 1956 da una famiglia di origini giamaicane. Il padre lasciò la Giamaica nel 1948 e giunse in Gran Bretagna a bordo della Empire Windrush. Trovò lavoro in un ufficio postale e sei mesi dopo fu raggiunto dalla moglie che, fino ad allora insegnante, una volta arrivata a Londra dovette adattarsi a umili lavori saltuari per essere di sostegno alla famiglia.
La Levy è cresciuta in un quartiere popolare a maggioranza bianca nella zona di Highbury, nel nord di Londra, e ha frequentato la Highbury Hill Grammar School. La sua vita nella capitale è stata alquanto dura a causa della discriminazione razziale.
All'età di vent'anni, mentre lavorava nel reparto guardaroba della BBC, inizia a leggere voracemente le opere di scrittrici afro-americane come Maya Angelou, Toni Morrison e Alice Walker che la inducono a interrogarsi sulla sua identità di donna di colore britannica.
Inizia a scrivere solamente all'età di circa trentacinque anni, dopo aver partecipato ad alcuni workshop di scrittura creativa. Nel 1994 pubblica il suo primo romanzo, a sfondo autobiografico, Tutte le luci accese (Every Light in the House Burnin), che narra la storia di una famiglia giamaicana trasferitasi a Londra. Prima di essere pubblicato, il libro ricevette numerosi rifiuti da parte delle case editrici. La scrittrice così commenterà in seguito: «Gli editori hanno una mentalità da branco. Erano preoccupati del fatto che solo persone di colore mi avrebbero letto [...] Nessuno aveva mai avuto veramente successo come scrittrice di colore britannica che parlava delle cose di tutti i giorni».
Il suo secondo romanzo, Never Far from Nowhere (1996), ambientato a Londra negli anni Settanta, racconta la storia di due sorelle, Olive e Vivien, figlie di emigranti
caraibici, e dei pregiudizi a cui sono sottoposte a causa delle loro origini e del loro aspetto fisico. Dopo la sua pubblicazione, la Levy visitò per la prima volta la Giamaica e questa esperienza le diede nuovo materiale per il suo terzo romanzo, Il frutto del limone (1999), ambientato nell'isola caraibica e nella Gran Bretagna dell'era di Margaret Thatcher.
È con il quarto romanzo, Un'isola di stranieri (Small Island, 2004), che la Levy ha raggiunto la notorietà. L'opera ha vinto numerosi premi: l'Orange Prize, il Whitbread Prize nelle categorie "Fiction" e "Book of the Year" e il Commonwealth Prize 2005. In seguito al grande successo e ai riconoscimenti ottenuti, il romanzo venne adattato in una mini serie televisiva dallo stesso titolo, trasmessa dalla BBC nel dicembre 2009.
Il quinto romanzo, Una lunga canzone (The Long Song, 2010), racconta la storia, narrata in prima persona, della schiava July, costretta a lavorare e a vivere in una piantagione di canna da zucchero a metà del XIX secolo. Vinse il Walter Scott Prize nel 2011.
Nel 2014 è stato pubblicato il suo libro breve Six Stories and an Essay.
La Levy è stata giudice per l'Orange Prize e per il Saga Prize. Nel novembre 2017 la BBC ha annunciato che verrà trasmesso l'adattamento dell'ultimo romanzo della scrittrice, Una lunga canzone, in una mini serie televisiva in tre parti che verrà scritta dalla stessa sceneggiatrice dell'adattamento di Un'isola di stranieri, Sarah Williams.
Andrea Levy è morta nel 2019 per un tumore al seno.
Inizialmente influenzata da scrittrici statunitensi di colore, come Toni Morrison e Audre Lourde, la Levy si ispira successivamente alla letteratura femminista di Michelle Roberts e Zoe Fairbairn. Sarà però James Baldwin lo scrittore che maggiormente segnerà il suo modo di guardare alle questioni politiche
attraverso la narrativa. Da lui, la Levy eredita il modo di descrivere le dinamiche dell’imperialismo, del potere e del razzismo.
Per quanto riguarda l'influenza di scrittori caraibici, con i quali condivide lo stesso background, la Levy trova ispirazione in Sam Selvon, autore di Londinesi solitari, di cui apprezza la scrittura e, soprattutto, lo humour disinvolto.
Tutte le opere di Andrea Levy mirano ad esplorare le sue origini caraibiche, in connessione alla storia britannica. La Levy ritiene che quelle popolazioni relegate ai margini, usate come merce o condannate allo sfruttamento nel caso della schiavitù, debbano avere una loro voce e diventare parte integrante della storia.
Il suo primo romanzo, Every Light in the House Burnin′ (1994), è semi-autobiografico e mostra, coerentemente alle tematiche trattate dall'autrice, il travagliato rapporto di incontro-scontro tra black british e inglesi bianchi. Nel suo primo romanzo la protagonista e unica voce narrante è Angela, la quarta e ultima figlia di una famiglia giamaicana, che alterna ricordi della propria infanzia e impressioni da neolaureata. Nel suo secondo romanzo, Never Far from Nowhere, viene data voce a due sorelle, Vivien e Olive, che ricevono un trattamento differente dalla società in cui vivono, a causa del colore diverso della loro carnagione. Il filo conduttore dei suoi primi tre romanzi è rappresentato dalla voce di giovani donne, nate in Gran Bretagna da famiglie di origini caraibiche, che si ritrovano a vivere fra due mondi, in conflitto sia con i genitori immigrati, che con la società che le ospita sin dalla loro nascita, senza però considerarle vere cittadine inglesi.
Lo stile della Levy muta considerevolmente nel suo terzo romanzo, Il frutto del limone, in cui la trama viene narrata a più voci dai protagonisti per dar vita a una narrazione polifonica, in precedenza mai sperimentata dall'autrice. Le quattro voci
distinte dei protagonisti e l'utilizzo di flashback narrativi, conducono l'azione avanti e indietro nel tempo, dall'India agli Stati Uniti, a diverse regioni della Gran Bretagna.
Un cambiamento tematico si ha invece nel quarto romanzo, Un'isola di stranieri. Da una parte l'autrice rimane fedele al filone letterario caraibico, i cui temi principali sono la casa, la migrazione e la costante presenza di un background autobiografico: le vicissitudini dei due protagonisti di colore del romanzo ricalcano quelle attraversate dai genitori della Levy. Dall'altra parte tenta di compiere un'analisi a tutto tondo della nuova fisionomia acquistata della società inglese degli anni Sessanta, segnata dal razzismo, e dà spazio ai temi della discriminazione di genere e di classe e della guerra.
Un'isola di stranieri (Small Island)
Ritenuto l'opera più importante di Levy, il romanzo è ambientato in Giamaica e Gran Bretagna nel periodo precedente e successivo alla seconda guerra mondiale. I protagonisti sono una coppia di giamaicani di colore, giunti a Londra nel 1948, e una coppia di londinesi bianchi, i cui destini saranno legati per sempre, a simboleggiare l'incontro dei primi immigrati dai Caraibi negli anni Cinquanta e la popolazione londinese dell'epoca.
La storia della coppia caraibica rispecchia l'amara realtà vissuta dai genitori della Levy, immigrati in Inghilterra con la speranza di un futuro migliore, ma le cui aspettative vengono precocemente deluse. Discriminato e maltrattato, Gilbert scopre che l'aver combattuto nell'esercito non gli garantisce la cittadinanza inglese. La moglie Hortense si trova ugualmente perseguitata e chiamata con disprezzo darkie dagli inglesi bianchi. I due stringeranno un rapporto con la coppia di londinesi bianchi, Queenie e Bernard, altrettanto poveri e infelici. Nonostante l'iniziale sentimento di superiorità di questi ultimi, progressivamente sostituito da una perdita
di certezze e da un'amara disillusione, le due coppie trovano sostegno l'una nell'altra per affrontare la crisi economica, materiale e identitaria che affligge l'Inghilterra del periodo postbellico.
Il focus del libro non è tanto sul periodo successivo alla guerra, quanto sulle vite dei personaggi precedenti ad essa, sugli avvenimenti che li hanno portati a incontrarsi a Londra nel 1948. La contrapposizione tra i due periodi è marcata dal titolo delle sezioni in cui si divide il romanzo, «1948», in cui la narrazione è a più voci, e «Before», dove le vicende sono narrate a turno dalla voce del personaggio che ne è protagonista.

Opere
1994, Every Light in the House Burnin′ / Tutte le luci accese, Baldini Castoldi Dalai, 2008
1996, Never Far from Nowhere
1999, Fruit of the Lemon / Il frutto del limone, Baldini Castoldi Dalai, 2006 ISBN 88-8490-879-5
2004, Small Island / Un'isola di stranieri, Baldini Castoldi Dalai editore, 2005 ISBN 978-88-6620-057-4
2010, The Long Song / Una lunga canzone, Dalai Editore, 2011 ISBN 978-88-6073-775-5
2014, Six Stories and an Essay

venerdì 24 luglio 2026

TISMA Aleksandar (1924 - 2003)

 

Aleksandar Tišma
 (grafia cirillica: Александар Тишма; Horgoš, 16 gennaio 1924 – Novi Sad, 16 febbraio 2003) è stato uno scrittore serbo.
Aleksandar Tišma nasce a Horgoš, in Voivodina al confine tra Serbia e Ungheria, da padre serbo e madre ungherese di origine ebraica nel 1924.
Compie gli studi a Budapest (dove si era rifugiato per sfuggire allo sterminio degli ebrei a Novi Sad) e Zagabria, per poi laurearsi in Germanistica a Belgrado, dove lavora come giornalista e redattore.
Esordisce nella narrativa nel 1951 con un racconto al quale seguiranno numerosi romanzi e raccolte di poesie. In particolare acquista fama internazionale con la ʿTrilogia di Novi Sadʾ composta da Il libro di Blam, L'uso dell'uomo e Kapò, scritti tra il 1970 e il 1987.
Muore il 16 febbraio 2003 a Novi Sad.

Opere
Poesia
Naseljeni svet (1956)
Krčma (1961)

Racconti
Krivice (1965)
Nasilje (1965)
Mrtvi ugao (1973)
Povratak miru (1977)
Scuola di empietà (Škola bezbožništva) (1978), Roma, E/O, 1988
Hiljadu i druga noć (1987)

Romanzi
Za crnom devojkom (1969)
Il libro di Blam (Knjiga o Blamu) (1971), Milano, Feltrinelli, 1998
L'uso dell'uomo (Upotreba čoveka) (1976), Milano, Jaca book, 1988
Begunci (1981)
Vere i zavere (1983)
Kapò (Kapo) (1987), Rovereto, Zandonai, 2010
Široka vrata (1989)
Pratiche d'amore (Koje volimo) (1990), Milano, Garzanti, 1993

giovedì 23 luglio 2026

SENDER Ramón José (1901 - 1982)

 

Ramón José Sender Garcés
 (Chalamera, 3 febbraio 1901 – San Diego, 16 gennaio 1982) è stato uno scrittore spagnolo naturalizzato statunitense.
Nato e cresciuto in Aragona, si trasferì a Madrid all'età di diciassette anni e, vivendo in povertà, cominciò a scrivere articoli per giornali e riviste come El Imparcial, El País, España Nueva e La Tribuna. Dopo essere stato arruolato, fu costretto a combattere nella guerra del Rif, al termine della quale tornò a dedicarsi al giornalismo e alla scrittura. Essersi schierato politicamente con gli anarchici gli costò un periodo di prigionia nel 1927 e tre anni più tardi pubblicò il suo primo romanzo, Imán (1930). Cinque anni più tardi avrebbe vinto il Premio Nacional de Literatura per il romanzo storico Míster Witt en el cantón.
Al termine della guerra civile, Sender lasciò la Spagna e si trasferì prima in Messico e poi negli Stati Uniti, diventandone cittadino nel 1946. Si affermò come uno dei più noti e prolifici autori dell'esilio spagnolo e trovò il successo anche nel mondo anglofono grazie alle traduzioni in inglese realizzate da Peter Chalmers Mitchell. Fu candidato al Premio Nobel per la letteratura nel 1963 e nel 1964

Opere tradotte in italiano
I cinque libri di Arianna, traduzione di Paolo Venchieredo, Venezia, Sodalizio del Libro, 1960.
Cronaca dell'alba, traduzione di L. Orioli, Einaudi, 1962.
L'attesa di Mosén Millán, traduzione di M.S. Malossi, Genova, Marietti, 1986.
Il re e la regina, collana Siglo XX. Piccola Biblioteca Ispanica, traduzione di Graziella Fantini, Le Lettere, 2011
L'avventura equinoziale di Lope de Aguirre, traduzione di Lorenzo Mari, Arkadia


mercoledì 22 luglio 2026

SCORZA Manuel (1928 - 1983)

 

Manuel Scorza Torres
 (Lima, 9 settembre 1928 – Madrid, 27 novembre 1983) è stato uno scrittore e politico peruviano.
Iniziò la sua formazione culturale e politica in Perù, anche se a soli 20 anni, a causa della sua febbrile attività politica fu costretto all'esilio. Soggiornò per molti anni in Messico, Uruguay e Spagna.
Ritornato in Perù dopo oltre un decennio, Scorza fu costretto nel 1968 ad un secondo esilio, sempre a causa del suo impegno politico a favore delle comunità indigene. Soggiornò a Parigi dove fu lettore di letteratura ispanoamericana all'École normale supérieure di Saint Cloud.
Morì nel 1983, quando il Boeing 747 della compagnia colombiana Avianca sul quale viaggiava si schiantò al suolo un minuto prima di atterrare all'aeroporto di Madrid-Barajas, per cause tuttora poco chiare. Scorza stava andando a Bogotà in Colombia per partecipare a un convegno. Insieme a lui persero la vita anche lo scrittore messicano Jorge Ibargüengoitia e la politica Bernadette Landru.
L'opera letteraria di Scorza è tutta incentrata sulla difesa della causa degli indigeni e delle comunità contadine del Perù.
Con l'obiettivo di difendere l'identità e i diritti del suo popolo, Scorza scrive una pentalogia conosciuta come "La Ballata" (la Balada), o anche "Guerra silenziosa", con la quale, combinando sapientemente poesia, racconti popolari e storia, racconta la lotta senza tempo dei contadini per recuperare le proprie terre, sottratte dalle multinazionali minerarie e dai fazenderos latifondisti. In questo scenario prendono corpo le epiche lotte contro il recinto, che giorno dopo giorno e avanzando con la sua barriera di acciaio e filo
spinato, sottrae campi agli indios contadini e le rivolte di questi ultimi, represse con il sangue.
La pentalogia si apre con Rulli di tamburo per Rancas (Redobles por Rancas, 1970), continua con Storia di Garabombo, l'invisibile (Historia de Garabombo, el Invisible, 1972), Il cavaliere insonne (El Jinete Insomne, 1976), Cantare di Agapito Robles (Cantar de Agapito Robles, 1976) e si conclude con La Vampata (La Tumba del Relámpago, 1978).
I protagonisti dei primi quattro romanzi sono eroi indios, ciascuno affetto da una malattia meravigliosa: Héctor Chacón (Rulli di tamburo per Rancas) è affetto dalla nictalopia: come i gatti vede meglio di notte che di giorno. In questo modo riuscirà ad organizzare la lotta contro l'oppressore, rappresentato dal Giudice Montenegro, emissario del governo di Lima.
Fermín Espinoza (Garabombo), gode invece del dono dell'invisibilità. È visibile a tutti coloro che sono oppressi e invisibile agli oppressori; diventa visibile a tutti quando lotta e reclama per i suoi diritti e per i diritti della comunità indigena. Questa condizione rappresenta metaforicamente la mancanza di coraggio degli indios, l'invisibilità è determinata dal silenzio, dalla rinuncia a rivendicare i propri diritti.
Anche a Raymundo Herrera (Il Cavaliere Insonne) accade una condizione simile a quella di Garabombo: quando nel 1705 vengono sottratte le terre alla comunità indigena, per Raymundo il tempo si ferma ed egli inizia a soffrire di insonnia. Malattia che riesce a superare soltanto il giorno in cui la sua comunità decide di lottare, 257 anni dopo.
Agapito Robles (Cantare di Agapito Robles) ha ricevuto come sortilegio da una strega, la capacità di trasformarsi in un puma. A differenza degli altri tre precedenti eroi, Agapito non cerca di ottenere la restituzione delle terre, di rivendicare i propri diritti dimostrando con le carte e con i vecchi contratti il diritto di proprietà delle comunità indigene: egli vuole conquistare le terre usurpate con la forza e istigando il suo popolo a prendere le armi.
Genaro Ledesma (La Vampata) non è un eroe campesino come gli altri quattro precedenti. Ledesma è un avvocato del popolo, fervente sostenitore delle idee del socialismo di Mariátegui, amico dello stesso Scorza, lettore appassionato di César Vallejo. Anche per lui è chiaro che il problema degli indios è la perdita del possesso delle terre e che, fino a quando lo schema socioeconomico rimanga fondato sul latifondo, le comunità indigene non avranno giustizia. Per questo accetta di guidare la lotta dei comuneros, ma si accorge ben presto che gli indios non sono preparati per la lotta armata: se il problema è quello di scontrarsi con un sistema economico latifondista finanziato da capitali stranieri, l'azione di un gruppo di indios male organizzati e male armati non si potrà risolvere in forme diverse dall'ennesimo massacro di contadini.
Durante il suo esilio parigino Scorza scrive quello che doveva essere il primo libro di una trilogia dedicata ai conflitti individuali e collettivi provocati dalle guerre rivoluzionarie in America Latina, La danza immobile (La Danza Inmóvil). Questo romanzo, scritto poco prima della sua tragica scomparsa è una riflessione esistenziale stesa con ironia pungente e fondamentalmente è anche una storia di amore e di guerra. I personaggi sono essenzialmente due: uno scrittore, membro di un movimento guerrigliero peruviano ed il suo testo. La narrazione si apre a descrivere la vita degli esiliati sudamericani a Parigi, la
sovversione, gli amori, la vita sregolata, le frustrazioni e le delusioni umane.

Opere
La danza immobile (1983)
Rulli di tamburo per Rancas (1970)
Storia di Garabombo l'Invisibile (1972)
Il cavaliere insonne (1977)
Cantare di Agapito Robles (1977)
La Vampata (1979)

martedì 21 luglio 2026

LEVI Jakov (1921 - 2013)

 

Jakov Levi
 (Jaša in slavo, Jasha in inglese; Sarajevo, 1921 – 20 novembre 2013) è stato un giornalista, scrittore e commentatore radiofonico jugoslavo, reporter dagli USA e da tutto il mondo. Ebreo, ha vissuto la seconda guerra mondiale e ha pubblicato sull'argomento due libri di grande successo: Last Exile e Requiem for a Country.
«Da Sarajevo nel 1921 a New York del 1956 ed oltre, questo è il ricordo dei miei viaggi – prima, durante e dopo l'Olocausto – attraverso i continenti, attraverso la guerra e la pace, rancori e amicizie, successi e sconfitte, partenze e nuovi inizi. È stato un cammino particolarmente arduo, dallo studente che nel 1940 partecipò alla rivolta che rovesciò il governo filo-nazista nella Belgrado anteguerra alla fuga dai collaborazionisti a Sarajevo nel 1941; dal confino di tre anni ad Asolo - dal 1941 al 1945 - alla cacciata della “Divisione Yaeger” durante l'ultimo anno di guerra in Dalmazia; dal tentativo sovietico di impadronirsi della Iugoslavia del 1948 fino al giornalista con il mondo nel cuore
Jakov Levi nacque nel 1921 a Sarajevo, in quella che allora era la Iugoslavia, da una famiglia ebrea sefardita di commercianti di stoffe. Dopo aver frequentato la scuola cattolica a Sarajevo, si iscrisse alla facoltà di architettura a Belgrado.
Appassionato di letteratura e filosofia, fu influenzato dal surrealismo, e dalla letteratura iugoslava, francese, russa e americana, oltre che da Dante, Ignazio Silone, Italo Svevo, Luigi Pirandello, Alberto Moravia e dalle polemiche antifasciste di Benedetto Croce. Filocomunista in gioventù, partecipò alla rivolta di Belgrado che scatenò l'occupazione dei Balcani da parte dell'esercito tedesco.
Jasha aveva 19 anni quando scoppiò la guerra: nonostante la giovane età aderì fin da principio alla resistenza e trascorse gran parte della seconda guerra mondiale in Italia, ad Asolo, dove era stato deportato, e a Roma. I suoi due libri più importanti, Last Exile (2009) e Requiem for a country (2011), raccontano questo periodo fondamentale della storia europea che cambiò la sua vita insieme a quella di milioni di persone.
Dal 1944 alla fine della guerra militò nell'esercito di Tito, partecipando alla cacciata dell'esercito tedesco dalla Dalmazia.
A 24 anni divenne corrispondente estero: in questa veste seguì la Conferenza di Pace di Parigi del 1946; poi fu corrispondente dalla Grecia, dalla Turchia, da Budapest e da Praga. Nel 1948 fu il redattore dell'articolo di fondo del più importante quotidiano di Belgrado, Borba, dedicato alla rottura tra Tito e Stalin.
Inviato alla Conferenza di Pace coreana di Panmunjom e al successivo incontro di Lake Success in USA, coprì le convention repubblicane e democratiche del 1956 e fu giornalista accreditato presso la Casa Bianca. Nel novembre del 1956 rassegnò le sue dimissioni dalla testata iugoslava per protesta contro il rifiuto di Belgrado di
schierarsi contro l'invasione sovietica in Ungheria. Trovato asilo a New York, all'età di 35 anni cominciò la sua vita in America, dove lavorò come operaio, progettista, commesso.
Scrisse per Parade Magazine, Readers Digest, American Spectator, The New Republic, Saturne, dal 1957 al 1958. Funzionario di due organizzazioni non profit negli Stati Uniti, introdusse nuove tecnologie audio-tattili.
Tenne conferenze presso club italo-americani a partire dal 1987 riguardo alla sua esperienza di deportato ad Asolo durante la seconda guerra mondiale dal 1941 al 1943, raccontando della scuola per gli ebrei rifugiati e dell'iscrizione degli studenti nel Ghetto di Venezia nel 1942 e 1943. Intervenne in molte occasioni sulla Nazione che non esiste più; dirigendosi a studenti delle scuole medie e superiori, narrò di una vita Alla periferia dell'Olocausto durante la seconda guerra mondiale in Europa; al seminario del War College del 7 novembre 2009 a Gettysburg, parlò della campagna dalmata dal 1944 fino alla fine della guerra.

Opere
Oko Trsta (Su Trieste), Državni Izdavački Zavod, Beograd 1945 (Storia della disputa territoriale tra Italia e Iugoslavia)
Злочuн проmuв nравосуъа (Crimini contro la giustizia), Омладина, Belgrade 1950 (Una critica del viaggio-show in stile sovietico del premier Laszlo Rajk a Budapest)
Oblaci nad svijetom—Putem Ujedinjenih Nacija (Nuvole sul mondo—Sul cammino delle Nazioni Unite), Svjetlost, Sarajevo 1951
Susreti u Aziji (Incontri in Asia), NIP, Zagreb, 1951
The Last Exile. The Tapestry of a Life, BookSurge Publishing, 2009
Requiem for a country. A history lesson, Hibou Editions, 2011

lunedì 20 luglio 2026

FORNA Aminatta (1964 - viv.)

 

Aminatta Forna
 (Bellshill, 1964) è una scrittrice britannica, di origine sierraleonese; nasce a Bellshill, in Scozia, nel 1964 da padre sierraleonese e madre scozzese.
Dopo pochi mesi dalla sua nascita, la sua famiglia si trasferisce in Sierra Leone, dove suo padre, Mohamed Forna, esercita la professione di medico. Divenuto attivista politico, Mohamed Forna entra nel governo del suo paese, ma si dimette dopo poco tempo denunciando l'aumento della violenza e della corruzione nella vita politica. Tra il 1970 e il 1973 finisce in carcere, e viene dichiarato prigioniero politico da Amnesty International. Nel 1975 viene condannato a morte per impiccagione, accusato di alto tradimento. Gli eventi che Aminatta Forna vivrà da piccola la porteranno a ricercare, da adulta, le ragioni della cospirazione attorno alla morte di suo padre: queste ricerche diventeranno un memoir intitolato The Devil that Danced on the Water.
Aminatta Forna ha studiato legge al University College di Londra e in seguito ha collaborato con l'Università della California - Berkeley.
Tra il 1989 e il 1999, Forna ha lavorato per la BBC, sia per la radio che per la televisione, come giornalista e documentarista nel campo dell'arte e della politica. È inoltre nota nel suo paese per i documentari sull'Africa: Through African Eyes (1995), Africa Unmasked (2002) e The Lost Libraries of Timbuktu (2009).
Attualmente Aminatta Forna vive a Londra

Opere
Nei suoi romanzi e nei suoi documentari Aminatta Forna si concentra sul tema della guerra, di ciò che la provoca e delle sue conseguenze, della memoria e del conflitto tra narrazioni
private e storie ufficiali. L'uso di voci narranti multiple e di slittamenti nel tempo narrativo sono la cifra stilistica dei suoi romanzi.
Il suo primo libro, il memoir The Devil that Danced on the Water, è stato accolto con grande favore dalla critica in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, diventando anche una trasmissione sulla BBC Radio e concorrendo al prestigioso Samuel Johnson Prize.
Le pietre degli antenati, il secondo libro di Aminatta Forna e il primo romanzo vero e proprio, ha vinto il premio Hurston-Wright Legacy Award come miglior romanzo d'esordio negli Stati Uniti, il LiBeraturpreis in Germania, ed è stato segnalato per il premio International IMPAC Award. Il quotidiano The Washington Post ha definito Le pietre degli antenati uno dei più importanti libri pubblicati nel 2006.
Con il libro The Memory of Love ha vinto il Commonwealth Writer's Prize nel 2011. Il libro è anche stato nominato per l'Orange Prize nel 2011 e il Warwick Prize for Writing.

Libri
The Devil that Danced on the Water, Grove Press, 2003
Ancestor Stones, Atlantic Monthly Press, 2006 (Edizione italiana Le pietre degli antenati)
The Memory of Love, Bloomsbury, 2010
The Hired Man, Bloomsbury, 2013

domenica 19 luglio 2026

GIRONELLA José Maria (1917 - 2003)

 

José Maria Gironella Pous
 (Darnius, 31 dicembre 1917 – Arenys de Mar, 3 gennaio 2003) è stato uno scrittore e poeta spagnolo.
Pur avendo egli vissuto in Catalogna, tutta la sua opera è scritta in lingua castigliana, che durante il franchismo era la lingua ufficiale di tutta la Spagna.
José Maria Gironella nacque in una famiglia modesta. Il padre era di Madrid, politicamente vicino al socialismo. Mentre la madre era basca e al contrario del marito era una fervente cattolica, al limite del fanatismo. Dall'età di dieci anni frequentò un seminario fino ai dodici anni. In seguito fece molti mestieri: commesso in un negozio di drogheria, operaio e impiegato di banca. Durante il periodo Seconda repubblica spagnola, Gironella fu indotto a partire per la Francia, a causa dei tumulti che investirono tutta la Catalogna all'inizio degli anni trenta del XX secolo.
Gerona, in quel periodo, era dilaniata dalle lotte intestine che seguirono il periodo della presa di potere dei socialisti.ai quali s'opposero i neonati falangisti di José Antonio Primo de Rivera. All'inizio della Guerra civile spagnola Gironella rientrò in Spagna a San Sebastián per arruolarsi volontario sotto le file nazionaliste di Francisco Franco.
Fu mandato con un corpo di sciatori a presidiare i Pirenei aragonesi. Come molti altri spagnoli Gironella rimase segnato dalla guerra civile. Infatti la sua opera di maggior successo fu una trilogia ambientata durante la guerra, vista dalla parte dei nazionalisti.
Nel 1946 sposò Maddalena Castañer, e pubblicò il suo primo libro di poesie, Ha llegado el invierno y tú no estás aquí il primo di una lunga serie di romanzi che lo imporrà come uno dei più importanti scrittori del periodo franchista.
L'amore per la letteratura nacque dopo la lettura della Storia di Cristo di Giovanni Papini. Il libro dove lo scrittore fiorentino annunciava la sua conversione al cattolicesimo. Papini dopo anni turbolenti tra i maggiori intellettuali del periodo, gli anni del futurismo a cui aderì, iniziò un
percorso personale ma che trovò risonanza nei suoi ultimi scritti.
Gironella ne fu affascinato e iniziò un suo percorso che lo portò, nel 1946, a pubblicare prima un libro di poesie: Ha llegado el invierno y tu no estas aqui (È tornato l'inverno e tu non sei qui). E in seguito, sempre nel 1946, il suo primo romanzo: Un hombre (Un uomo). Gironella, nel suo esordio fu fortunato perché vinse il prestigioso Premio Nadal. Dopo La marea il suo secondo romanzo, del 1948 iniziò, nel 1953 la sua opera maggiore: la trilogia della famiglia Alvéar.
La trilogia degli Alvéar
La prima parte della trilogia fu anche il suo libro più venduto in assoluto: Los cipreses creen en Dios. Questo libro ebbe un grande successo, tale da essere stato considerato il primo best seller della letteratura della Spagna moderna.
L'avvenire del libro non fu inizialmente promettente dato che non passò la censura franchista. Anche se si trattava di un romanzo di chiara appartenenza nazionalista, tutto ciò che era stato scritto sul periodo della guerra civile, era sospetto per il regime la cui censura bloccava spesso scritti di questa natura. Ciò che poteva sembrare la morte del romanzo, fu invece la sua fortuna. Infatti fu in un primo tempo pubblicato in Francia. Oltre il fascino della storia, la fascetta con la scritta Censurato in Spagna probabilmente aveva incrementato la curiosità e le vendite.
Essendosi accorte dell'errore di tattica, le autorità del regime sbloccarono la censura e il libro ebbe altrettanta fortuna in patria. In Italia questo romanzo è, ad oggi, l'unica opera di
Gironella tradotta e stampata. Infatti nel 1959 uscì in Italia per l'editore Longanesi con il titolo I cipressi credono in Dio.
La storia raccontata nell'opera è quella della famiglia Alvéar e il suo passaggio attraverso il periodo della seconda repubblica dal 1931 all'inizio della guerra civile nel 1936.
Il protagonista del romanzo Ignacio Alvéar ha molti punti di contatto con l'adolescenza dello scrittore. L'ambientazione catalana, a Girona, il padre del protagonista è un madrileno e la madre basca e ultracattolica. Ignacio fa un suo percorso personale che diventa anche politico. Descrive nel dettaglio le varie fasi della crescita politica del protagonista. Le varie fasi del racconto sono il microcosmo delle fasi politiche della Spagna, in particolare della Catalogna.
La prima fase è quella socialista. Ignacio in questa fase aderisce all'idea paterna di una Spagna repubblicana e di sinistra. La seconda fase è quella anarchica, dove lo trascina il cugino madrileno che abbraccia la lotta libertaria. Infine, trascinato dalla sorella, diventa falangista. Non dopo di aver subito il fascino dell'ideale comunista incontrato nel posto di lavoro nella figura di un impiegato di banca di cui sente la potenza ideologica e organizzativa.
Il franchismo tollerava poco la neutralità che compare nella storia degli Alvéar. Nonostante l'appartenenza alla destra franchista, la dettagliata descrizione dell'evoluzione del personaggio attraverso le ideologie continuò a rimanere sospetto nonostante la scomparsa di queste dopo la guerra civile. Scomparse ma non certo completamente represse.
Sulla scia del grande successo di questo primo libro, la saga degli Alvéar, continua nel 1961 con la pubblicazione di Un millón de muertos(Un milione di morti). Il seguito dell'epopea ci porta nel pieno della guerra civile. Gli Alvéar, come tutti gli spagnoli del periodo non passano indenni dal bagno di sangue, dalla tragedia di un popolo diviso.
L'ultima parte Ha estallado la paz (È scoppiata la pace) del 1966 è il ritorno della Spagna alle antiche tradizioni e alla pace imposta dai vinti agli sconfitti. Il libro è blandamente trionfalistico, ma con una vena intimistica e psicologica molto più sviluppata.
Dopo un ventennio, nel 1986, Gironella pubblicò un'ulteriore parte dell'epopea familiare degli Alvéar, che da trilogia si trasformò in tetralogia: Los hombres lloran solos (Gli uomini piangono da soli). L'autore decise di continuare, con questo libro, la storia della famiglia fino alla fine del regime, nel 1975 con la morte di Francisco Franco. L'autore, in un'intervista del 1994, prometteva una quinta e una sesta parte dell'epopea, che non ebbe il tempo di scrivere.
L'intera trilogia ebbe un gran numero di copie vendute. Si crede che ne siano state più di sei milioni. In Spagna preceduto solo dalla Bibbia e il Don Chisciotte di Cervantes.
Altre opere
Gironella fu un autore prolifico, scrisse fino al 2003 l'anno della sua morte. Patì dopo la fine del regime una certa rimozione, visti i contenuti franchisti di gran parte della sua opera. Rimane, insieme a Camilo José Cela lo scrittore più importante del periodo degli anni cinquanta-sessanta in Spagna. Le altre opere di successo sono molte ma non si devono
dimenticare: Condenados a vivir del 1971, vincitore del Premio Planeta, La duda inquietante del 1988, vincitore del Premio Ateneo di Siviglia, 100 españoles y Dios (1969) e molti altri.
José Maria Gironella morì di ictus all'età di 85 anni il 3 gennaio 2003.

Bibliografia
Ha llegado el invierno y tú no estás aquí (1946)
Un hombre (1946, Premio Nadal)
La marea (1948)
Los cipreses creen en Dios (1953) prima parte della trilogia degli Alvear.
Los fantasmas de mi cerebro (1958)
Un millón de muertos (1961) seconda parte della trilogia.
Mujer, levántate y anda (1962)
Personas, ideas, mares (1963)
El Japón y su duende(1964)
Todos somos fugitivos (1965)
China, lágrima innumerable (1965)
Ha estallado la paz (1966) terza parte della trilogia
Gritos del mar (1967)
En Asia se muere bajo las estrellas (1968)
100 españoles y Dios (1969)
Gritos de la tierra (1970)
Condenados a vivir (1971, Premio Planeta)
El Mediterráneo es un hombre disfrazado de mar (1974)
El escándalo de Tierra Santa (1978)
Carta a mi padre muerto (1978)
100 españoles y Franco (1979)
Mundo tierno, mundo cruel (1981)
El escándalo del Islam (1982)
Cita en el cementerio (1983)
Los hombres lloran solos (1986)
La duda inquietante (1988, Premio Ateneo de Sevilla)
Jerusalén de los evangelios (1989)
A la sombra de Chopin (1990)
Yo, Mahoma (1992)
Carta a mi madre muerta (1992)
Nuevos 100 españoles y Dios (1994)
El corazón alberga muchas sombras (1995)
Se hace camino al andar (1997)
Las pequeñas cosas de Dios (1999)
El apocalipsis (2001)
Por amor a la verdad (2003)

sabato 18 luglio 2026

BENET Juan (1927 - 1993)

 

Juan Benet Goitia 
(Madrid, 7 ottobre 1927 – Madrid, 5 gennaio 1993) è stato uno scrittore spagnolo, tra i più influenti del XX secolo.
Nacque a Madrid; figlio di Tomás Benet e Teresa Gotilla, perse il padre, avvocato, ucciso durante la guerra civile spagnola. Si trasferì poi con la madre a San Sebastián; studiò dapprima a San Sebastián e poi a Madrid. Conobbe, nei caffè letterari madrileni, alcuni scrittori, tra cui Luis Martín Santos; una volta laureatosi, visse per un periodo a Ljungby e poi a Helsinki; tornato in patria, sposò Nuria Jordana, da cui avrà 4 figli. Dagli anni 1960 collaborò con numerose riviste, tra cui Revista de Occidente, Cuadernos Hispanoamericanos e Triunfo; nel 1969 vinse il Premio Biblioteca Breve per il romanzo Una meditación. Nel 1974 morì la moglie Nuria Jordana; due anni dopo Benet iniziò a scrivere per El País. Nel 1985 si sposò con Blanca Andreu, conosciuta nel 1982. Morì nel 1993 per un tumore al cervello, che gli era stato diagnosticato l'anno precedente.
In Italia, Volverás a Región di Juan Benet è stato tradotto da Sebastiano Gatto, contribuendo in modo decisivo alla diffusione dell’autore spagnolo presso il pubblico italiano. La traduzione, pubblicata da Amos Edizioni, restituisce con finezza il tono enigmatico e la struttura complessa della prosa benetiana, mantenendo intatta la densità espressiva e la stratificazione temporale che caratterizzano l’originale. Il romanzo, considerato uno dei capisaldi della narrativa spagnola del secondo Novecento, ha trovato nella versione italiana una voce capace di trasmetterne l’atmosfera sospesa e il ritmo ipnotico.

Opere
Romanzi
Ritornerai a Región (Volverás a Región, 1967), traduzione di S. Gatto e P. Dal Bon, Amos Edizioni, 2015
Una meditación, Barcellona, Seix-Barral, 1970
Un viaggio d'inverno (Un viaje de invierno, 1972), Napoli, Guida, 1993
La otra casa de Mazón, Barcellona, Seix-Barral, 1973
En el Estado, Madrid, Alfaguara, 1977
Saúl ante Samuel, Madrid, Alfaguara, 1980
L'aria di un crimine (El aire de un crimen, 1980), traduzione di Jaime Riera Rehren, Prefazione a cura di Elide Pittarello, Collana Letture, Torino, Einaudi, 2021
Lance spezzate (Herrumbrosas lanzas I, 1983), a cura di Morino e Piloto Di Castri, Napoli, Guida, 1990.
Herrumbrosas lanzas II, Madrid, Alfaguara, 1985
Herrumbrosas lanzas III, Madrid, Alfaguara, 1986
Nella penombra (En la penumbra, 1989), traduzione di Carlo Brera, Collana Fabula, Milano, Adelphi, 1991
Il cavaliere di Sassonia (El caballero de Sajonia, 1991), Napoli, Guida, 1994.

Racconti
Nunca llegarás a nada, Madrid, Tebas, 1961
Una tumba, Barcellona, Lumen, 1971
Numa (una leggenda) (1971), a cura di P. L. Crovetto, Collana I Coriandoli, Milano, Garzanti, 1991
5 Narraciones y 2 fábulas, Barcellona, La Gaya Ciencia, 1972
Sub rosa, Barcellona, La Gaya Ciencia, 1973
Cuentos completos I, Alianza, Madrid, 1977
Cuentos completos II, Alianza, Madrid, 1981
Tredici favole e mezza (Trece fábulas y media, 1981), traduzione di A. Bertolotti, Collana Le foglie n.23, Marcos & Marcos, 1991
Variaciones sobre un tema romántico, Lumen, 2011, cinque racconti, di cui quattro inediti
El amanecer podrido, Galaxia Gutenberg, 2020, racconti scritti in gioventù con Luis Martín-Santos; libro inedito, con nuovi documenti dell'autore.

KANAI Mieko (1947 - viv.)

Mieko Kanai  ( 金井 美恵子 ) è una scrittrice, poetessa e critica letteraria giapponese. Mieko Kanai è nata a Takasaki, nella prefettura di Gunma...