martedì 30 aprile 2024

STRINDBERG August (1849 - 1912)

 

Johan August Strindberg
 (Stoccolma, 22 gennaio 1849 – Stoccolma, 14 maggio 1912) è stato un drammaturgo, scrittore e poeta svedese.
Per la vastità e la rilevanza della produzione (che ricopre praticamente tutti i generi letterari ed è raccolta in circa cinquanta volumi, a cui se ne aggiungono ventidue di corrispondenze), il suo nome affianca il norvegese Henrik Ibsen all'apice della tradizione letteraria scandinava e raggiunge per riconoscimento unanime un seggio tra i massimi artisti letterati del mondo.
La vita di Strindberg fu tumultuosa, tessuta di esperienze complesse e scelte radicali e contraddittorie, a tratti rivolta contemporaneamente a molteplici discipline non direttamente attinenti alla figura ufficialmente letteraria dell'autore: scultura, pittura e fotografia, chimica, alchimia, teosofia. Sintomi di una rottura intima del proprio animo con la dimensione convenzionale del tempo e del vivere, elementi dunque reciprocamente contaminati nell'atto creativo e fondamentali per la sua interpretazione.
Fu il destinatario di uno dei biglietti della follia di Friedrich Nietzsche.
August Strindberg nacque terzo figlio di Carl Oskar Strindberg ed Eleonora Ulrika Norling. L'unione densa di contrasti tra il padre, commissionario di battelli a vapore e di estrazione borghese, e la madre, cameriera, sarà tema del suo autobiografico Il figlio della serva.
Dopo vari cambi di istituto scolastico, si trasferì al Liceo di Stoccolma. Strindberg si mantenne per un periodo insegnando in una Folkskola. Tentata e fallita la via di una carriera come attore, nel 1870 decise finalmente di iscriversi all'Università di Uppsala, iniziando a sperimentare la creazione letteraria.
La sua condizione economica lo costrinse dopo soli due anni ad abbandonare gli studi e a ritornare nella capitale, ma nel 1874 poté lavorare come giornalista per il quotidiano Dagens
Nyheter e soprattutto accedere alla mansione di bibliotecario reale nella Biblioteca reale (Kungliga Biblioteket) fino al 1882. Nel 1877 si sposò con l'attrice finnosvedese Siri von Essen, dalla quale ebbe i figli Karin, Greta e Hans rispettivamente nel 1880, nel 1881 e nel 1884.
L'esordio vero e proprio avvenne nel 1879 con l'uscita de La camera rossa (Röda Rummet), mentre l'opera Maestro Olof (Mäster Olof), concepita già nel 1871, viene respinta dai teatri e dovette attendere il 1881 per essere rappresentata.
Negli anni successivi compose un'opera storica, Il popolo svedese (Svenska folket, 1881-1882) e il romanzo Il nuovo regno (Den nya riket, 1882). Queste opere erano composte in uno stile realista e contenevano una forte critica a tutte le istituzioni sociali. Venne così fortemente discusso e criticato tanto da sentirsi motivato a trasferirsi a Parigi (1883) e, più tardi, in Svizzera.
Assieme a Siri e ai bambini si aggiunse alla comunità scandinava di artisti a Grez. Durante il soggiorno all'estero continuò a scrivere e pubblicare romanzi come Sposarsi (Giftas, 1884-1886, dodici racconti di cui uno intitolato La casa delle bambole scritto in risposta al dramma di Ibsen Casa di bambola), i romanzi autobiografici come Il figlio della serva (Tjänstekvinnans son, 1886) e Apologia di un pazzo (En dåres försvarsdal, 1886-1887), le pièce Il padre (Fadren, 1887) e altri drammi critici delle realtà sociali come La signorina Giulia (Fröken Julie, 1888) e i saggi contenuti in Utopie nella realtà (Utopier i verkligheten, 1885). La prima parte della raccolta di novelle Sposarsi suscitò le accuse di blasfemia che alimentarono il
cosiddetto Processo-Giftas (Giftas-Processen). Altri lavori valsero a Strindberg l'etichetta di misogino in tutta l'Europa.
Egli, comunque, almeno fino al 1889 sarebbe stato lontano dalla patria. Un lungo periodo durante il quale la relazione con Siri von Essen si compromise fino ad assumere una tensione paragonabile a quella incarnata dai personaggi femminili delle sue opere. In seguito si risposò altre due volte, con Frida Uhl (dal 1893 al 1897) e con Harriet Bosse (dal 1901 al 1904), ma entrambi i matrimoni si conclusero dopo breve tempo.
Nel 1907 fondò con August Falck il Teatro Intimo (Intima Teatern) di Stoccolma, creato sul modello del Kammerspielhaus di Max Reinhardt, dove mettere in scena gli innovativi Drammi da camera.
Il giorno di Natale del 1911 si ammalò di polmonite, dalla quale non si riprese mai del tutto ; in più, iniziò a mostrare chiaramente i sintomi di un cancro allo stomaco, i cui primi segnali si erano manifestati qualche anno prima. Morì all'età di 63 anni a Stoccolma nel 1912. Ai suoi funerali si formò un corteo spontaneo di lavoratori; questo perché negli ultimi anni della sua vita egli sostenne la loro causa.
«Verrà, comunque, forse un giorno in cui saremo tanto avanzati, così illuminati, da poter osservare con indifferenza lo spettacolo brutale, cinico, crudele, che ci propone l'esistenza. Allora avremo disinnescato gli strumenti inferiori ed inattendibili di pensiero detti sentimenti, divenuti superflui e nocivi per la maturazione dello strumento di giudizio.»(August Strindberg, prefazione a La signorina Julie)

Opere
Strindberg scrisse cinquantotto drammi e un'autobiografia (nove volumi, , 1886-1903).

Teatro
Maestro Olof (1872)
Il padre (1887)
Camerati (1888)
La signorina Julie (1888)
Creditori (1889)
Paria (1889)
Samun (1889)
La più forte (1889)
Avvento (1898)
Verso Damasco (1898-1901)
Delitto e delitto (1899)
Pasqua (1901)
Danza di morte (1901)
Il sogno (1902)
Temporale (1907)
La casa bruciata (1907)
La sonata degli spettri (1907)
Il pellicano (1907)
Il guanto nero (1908)
L'isola dei morti (1908)
La grande strada maestra (1909)

Romanzi
La camera rossa, (Röda rummet, 1879)
Tempo di fermenti o Età di fermenti (Jäsningstiden, 1886)
Il figlio della serva (Tjänstekvinnans son, 1886) [romanzo autobiografico]
Gli abitanti di Hemsö o La gente di Hemsö o Gli isolani di Hemsö (Hemsöborna, 1887)
Autodifesa di un folle o L'arringa di un pazzo (Le Plaidoyer d’un fou, 1888) [originale scritto in francese], trad. di Giuseppe De Col, Milano, SE, 1989; trad. di Francesco Bergamasco, Milano, Adelphi, 2016.
Ciandala (Tschandala, 1888), trad. di Franco Perrelli, Milano, SugarCo, 1984; Milano, SE, 1995.
Mare aperto (I havsbandet, 1890), trad. di Fulvio Ferrari, Milano, Mondadori, 1986.
Una strega (En haxa, 1890), trad. di Maria Pia Muscarello, Torino, Libreria Stampatori, 2004.
Inferno, 1897, trad. di Carlo Picchio, Roma, Newton Compton, 1994, Luciano Codignola, Milano, Mondadori, 2004.
Il chiostro o L'abbazia (Klostret, 1898), trad. di Marco Scovazzi, Milano, Rizzoli, 1970; trad. di Franco Moccia, Milano, Il formichiere, 1978.
Solo (Ensam, 1903), trad. di Franco Perrelli, Milano, Carbonio, 2021.
La festa del coronamento o Lampada verde (Taklagsöl, 1907), trad. di Franco Perrelli, Milano, Carbonio, 2022.
Bandiere nere (Svarta fanor, 1907)
Il capro espiatorio o La vittima (Syndabocken, 1907), trad. di Franco Perrelli, Milano, Sugarco, 1987; Milano, Carbonio, 2023.
L'Olandese (Holländarn, 1918), trad. di Franco Perrelli, Milano, Iperborea, 1991 [frammento incompiuto, pubblicato postumo].

Raccolte di racconti
From Fjerdingen and Svartbäcken, 1877
I Vårbrytningen: Ungdomsarbeten, IV voll., 1881 [per l'infanzia]
Sposi o Sposarsi (Giftas, vol. I, 1884; vol. II, 1885)
Utopier i verkligheten, 1885
Skaerkarlslif: Beraettelser, 1888
Leggende, 1898
Samvetsqval, 1899 [racconto]
Fagervik och Skamsund, 1902
Fiabe (Sagor, 1903)
Stanze gotiche (Götiska rummen, 1904)
Historiska miniatyrer, 1905
Fabler och smårre beråttelser, 1909

Raccolte poetiche
Från hafvet: Här och der; Dikter och verkligheter, 1881 [versi e prosa]
Dikter på vers och prosa, 1883
Notti di sonnambulo ad occhi aperti (Sömngångarnätter och vakna dagar, 1884), trad. di Massimo Ciaravolo, Bari, Edizioni di pagina, 2023.

Ordalek och småkonst, 1905
Saggistica
Gamla Stockholm, con Claes Lundin, 1880
Kulturhistoriska studier, 1881
Svenska folket i helg och söcken, i krig och i fred, hemma och ute; eller, Ett tusen år av svenska bildningens och sedernas historia, vol. I, 1881; vol. II, 1882
Det nya riket, 1882
Likt och olikt, 1884
August Strindbergs lilla katekes för underklassen, 1884
Kvarstadsresan, 1885 [autobiografia in forma di lettere]
Vivisectioner, 1887
Blomstermaalningar och djurstycken ungdomen tillaegnade, 1888
Bland franska boender, 1889
Om modern drama och modern teater, 1889
Tryckt och otryckt, 1890-1897
Les Relations de la France avec la Suede jusqu'a nos jours, 1891
Antibarbarus, 1892
Jardin des plantes, 1896
Diari occulti, (1896-1908)
Hortus Merlini: Lettres sur la chimie; Sylva sylvarum, 1897
Svensk natur, 1897
Typer och prototyper inom mineralkemien: Festskrift till firandet af Berzelii femtioaarsminne, 1898
Jakob brottas, 1898
Vaerldshistoriens mystik, 1901
Oeppna brev till Intima Teatern, 1903
Libri blu. Antologia a cura di Franco Perrelli, Milano, Carbonio, 2025 (Blå böcker, 4 voll., 1907-1912).
Discorso alla nazione svedese (Tal till Svenska Nationen om olust i landet, levernet, litteraturen och laerdomen ... Sjunde upplagan), 1910
Författaren: En sjåls utvecklingshistoria, 1910
Lo stato popolare (Folkstaten: Studier till en stundande författningsrevision), 1910
Modersmaalets anor, 1910
Vaerldspraakens roetter, 1910
Rinascita religiosa (Religioes renaessans), 1910
Kina och Japan: Studier, 1911
Kinesiska språkets hårkomst, 1912

Altro
Lui e Lei, a cura di Fulvio Ferrari, Alessandria, Il Quadrante, 1986.
Lettere, a cura di Franco Perrelli, traduzione di Franco Perelli, Bologna, Cue Press, 2019
Scritti sul teatro, a cura di Franco Perrelli, con Marco de Marinis, Bologna, Cue Press, 2018

lunedì 29 aprile 2024

ELLISON Ralph Waldo (1913 - 1994)

 

Ralph Waldo Ellison
 (Oklahoma City, 1º marzo 1913 – New York, 16 aprile 1994) è stato uno scrittore, saggista e critico musicale statunitense, chiamato in questo modo dal padre in onore di Ralph Waldo Emerson.
La fama di Ellison si deve al suo romanzo intitolato Invisible Man (Uomo invisibile), che nel 1953 vinse il National Book Award. Nel 1964 scrisse Shadow and Act, una raccolta di saggi politici, sociali e critici e nel 1986 Going to the Territory. Ricerche fatte da Arnold Rampersad, uno dei biografi di Ellison, hanno permesso di stabilire che era nato un anno prima di quanto si pensasse.
Ellison nacque a Oklahoma City il 1º marzo 1913. Il padre di Ellison era un piccolo imprenditore e caposquadra edile e morì quando Ralph aveva tre anni. Molti anni più tardi Ellison scoprì che la speranza di suo padre era che, crescendo, egli diventasse un poeta. Durante gli anni della giovinezza Ralph si appassionò alla musica e studiò il pianoforte e la tromba.
Nel 1933 entrò al Tuskegee Institute grazie ad una borsa di studio per studiare musica. Il dipartimento di musica del Tuskegee, guidato dal direttore Charles L. Dawson, era forse il più rinomato della scuola. Il coro del Tuskegee era stato invitato ad esibirsi in molti prestigiosi teatri di tutto il mondo, tra cui il Radio City Music Hall di New York. Ellison ebbe anche la fortuna di studiare sotto la stretta tutela del maestro di pianoforte Hazel Harrison. Anche se principalmente nelle classi che frequentava studiava musica, trascorreva molto tempo in biblioteca dedicandosi alla lettura sia degli autori classici che di quelli moderni. In particolare in seguito citò la lettura de La terra desolata di T. S. Eliot come uno dei momenti per lui più illuminanti.
Dopo il terzo anno di studi Ellison si trasferì a New York per guadagnare il denaro necessario a mantenersi durante l'ultimo anno. Decise di studiare scultura e fece conoscenza con
l'artista Romare Bearden. Probabilmente il più importante contatto fu quello con lo scrittore Richard Wright con il quale ebbe un lungo e complicato rapporto. Dopo che Ellison scrisse una recensione per un libro di Wright, questi lo incoraggiò a tentare la carriera dello scrittore e in particolare di narrativa. La prima storia scritta e pubblicata da Ellison fu un racconto breve intitolato Hymie's Bull, ispirato ad un lungo giro in treno con lo zio per arrivare a Tuskegee. Dal 1937 al 1944 Ellison scrisse una ventina di racconti brevi e articoli che vennero pubblicati su riviste come New Challenge e New Masses.
Durante la seconda guerra mondiale Ellison prestò servizio nella marina mercantile e nel 1946 sposò la sua seconda moglie, Fanny McConnell, che aiutò finanziariamente il marito mentre scriveva recensioni, e lavorò come fotografa durante il periodo dal 1947 al 1952, durante il quale Ellison passò quasi tutto il tempo dedicandosi alla stesura dell'Uomo invisibile. Aiutò il marito anche battendo a macchina il suo manoscritto e facendo delle correzioni man mano che il lavoro progrediva.
Nel 1953 Ellison esordì con il suo primo romanzo, Invisible Man (tradotto in italiano e pubblicato dall'editore Einaudi con il titolo Uomo invisibile), che lo fece conoscere al pubblico e che gli valse il "National Book Award". Il romanzo affronta il tema della ricerca da parte dell'uomo della propria identità e del suo posto nella società visto dalla prospettiva di un afroamericano senza nome nella città di New York degli anni 1940.
Al contrario dei suoi contemporanei, come Richard Wright e James Baldwin, Ellison ha creato
personaggi calmi, educati, eloquenti e coscienti di se stessi. Attraverso il protagonista, Ellison esplora le differenze tra il razzismo del Nord e quello del Sud e il loro effetto alienante. Il narratore è invisibile in senso figurato in quanto la gente rifiuta di vederlo e per questo egli prova un senso di dissociazione.
Il romanzo affronta questioni considerate tabù, come l'incesto, la percezione distorta da parte dell'America bianca della sessualità nera e, in politica, il comunismo in anni di maccartismo.
Vinse il National Book Award nel 1953.
Nel 1955 Ellison si recò all'estero facendo un viaggio in Europa e tenendo diverse lezioni prima di stabilirsi per un certo periodo a Roma, in Italia, dove scrisse un saggio che apparve nel 1957 nell'antologia della Bantam Books intitolata A New Southern Harvest.
Nel 1958 ritornò negli Stati Uniti dove insegnò letteratura americana e russa al Bard College ed iniziò la stesura di un secondo romanzo, Juneteenth.
Nel corso degli anni 1950 tenne una fitta corrispondenza con lo scrittore Albert Murray, suo amico per tutta la vita. In queste lettere i due commentano lo sviluppo delle loro carriere, del movimento per i diritti civili e di altri interessi comuni tra cui il jazz. Molto di questo materiale è stato pubblicato nel 2000 nella raccolta Trading Twelves.
Nel 1964 Ellison pubblicò Shadow And Act, una raccolta di saggi, e cominciò ad insegnare alla Rutgers University e a Yale mentre continuava a lavorare a Juneteenth.
L'anno seguente, in un'indagine fatta tra 200 importanti figure dell'ambiente letterario, Invisible Man fu giudicato il più importante romanzo pubblicato dalla seconda guerra mondiale in poi.
Nel 1967 la casa di Ellison a Plainfield, nel Massachusetts, fu distrutta da un incendio, e lo scrittore sostenne che in quella circostanza erano andate distrutte 300 pagine del manoscritto del suo secondo romanzo.
Ellison, che era un perfezionista per quanto riguardava l'arte del romanzo, nell'accettare il National Book Award per Invisible man disse che sentiva di aver fatto il tentativo di un grande romanzo e che, nonostante il premio, era insoddisfatto del libro. Ellison finì per scrivere oltre 2000 pagine di questo secondo romanzo, la maggior parte prima del 1959, ma non lo terminò mai. Continuò a ricevere importanti riconoscimenti per il suo lavoro scrivendo saggi sulla sua esperienza di nero e sul suo amore per la musica jazz.
Nel 1969 ricevette la Medaglia presidenziale della libertà e l'anno successivo fu nominato in Francia cavaliere dell'Ordre des Arts et des Lettres; divenne membro permanente del corpo docente presso l'Università di New York mantenendo la carica di Albert Schweitzer Professor of Humanities dal 1970 al 1980.
Nel 1975 Ellison venne eletto alla American Academy of Arts and Letters e la sua città natale Oklahoma City lo onorò dedicandogli la "Biblioteca Ralph Waldo Ellison". Continuando ad insegnare, Ellison pubblicò per lo più saggi, e nel 1984, ricevette il New York City College's
Langston Hughes Medallion al quale fece seguito, nel 1992, il premio speciale per i suoi conseguimenti da parte del Anisfield-Wolf Book Award.
Il 1976 vide la pubblicazione di Going to the Territory, una raccolta di diciassette saggi che includono approfondimenti di romanzieri del Sud, come William Faulkner e il suo amico Richard Wright, così come della musica di Duke Ellington e i contributi degli afroamericani alla creazione di un'identità nazionale americana.
Ellison fu anche un abile scultore, musicista, fotografo e docente di college. Insegnò al Bard College, alla Rutgers University del New Jersey, all'Università di Chicago e a quella di New York e fu socio fondatore della Fellowship of Southern Writers, un'associazione di scrittori del Sud.
Ralph Ellison morì di tumore al pancreas, il 16 aprile 1994, e fu sepolto a Washington Heights, un quartiere popolare di Manhattan, a New York. Sua moglie gli sopravvisse e morì il 19 novembre 2005.
Dopo la sua morte, sono stati scoperti nella sua casa altri manoscritti che nel 1996 sono stati raccolti in Flying Home: And Other Stories.
Nel 1999, cinque anni dopo la sua morte, il secondo romanzo, di Ellison, Juneteenth fu pubblicato a cura di John F. Callahan, professore del Lewis & Clark College ed esecutore letterario dello scrittore. Si tratta di un riassunto di 368 pagine delle oltre 2.000 che Ellison aveva
scritto nell'arco di quarant'anni.
Tutti i manoscritti di questo romanzo incompleto sono stati poi pubblicati nel giugno 2008 dalla casa editrice "Random House" con il titolo di Three Days Before the Shooting. Juneteenth è stato tradotto e pubblicato in Italia con il titolo Il giorno della libertà nel 2005.

Opere
Narrativa
Invisible Man, Random House, 1952. / Uomo invisibile, traduzione di Carlo Fruttero e Luciano Gallino, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 1956 / Uomo invisibile, traduzione di Francesco Pacifico, Roma, Fandango Libri, 2021 
Flying Home and Other Stories, Random House, 1996. [include il racconto A Party Down at the Square] / Volo di ritorno, traduzione di Norman Gobetti, a cura di John F. Callahan, Collana I coralli n.196, Torino, Einaudi, 2004 [raccolta di 13 racconti scritti tra il 1937 e il 1954]
Juneteenth, Random House, 1999. / Il giorno della libertà. Juneteenth, traduzione di Maria Antonietta Saracino, Collana Supercoralli. Serie i classici contemporanei, Torino, Einaudi, 2003 / Juneteenth, traduzione di Francesco Pacifico, a cura di J.F. Callahan, Roma, Fandango Libri, 2022
Three Days Before the Shooting..., Modern Library, 2010.

Saggistica
Shadow and Act, Random House, 1964.
Going to the Territory, Random House, 1986.
The Collected Essays of Ralph Ellison, Modern Library, 1995.
Living with Music: Ralph Ellison's Jazz Writings, Modern Library, 2002.


domenica 28 aprile 2024

PACKARD Vance (1914 - 1996)

 


Vance Packard
 (Granville Summit, 22 maggio 1914 – Martha's Vineyard, 12 dicembre 1996) è stato un giornalista e sociologo statunitense di grande influenza nel suo tempo.
Nato in una piccola città della Pennsylvania da Philip J. Packard e Mabel Case Packard, negli anni dal 1920 al 1932 ha frequentato la scuola a State College e poi si è iscritto all'università in quella che diventerà la Penn State University, dove si è laureato nel 1936, per poi lavorare per breve tempo a un giornale locale, il Centre Daily Times. Nel 1937 ha conseguito la laurea magistrale alla Columbia University Graduate School of Journalism. Ha quindi lavorato al "Boston Daily Record" e nel 1939 ha sposato Virginia Matthews.
Nel 1940 è diventato reporter presso la Associated Press e nel 1942, ha cominciato a lavorare al "The American Magazine". Quando questo giornale ha chiuso, nel luglio del 1956, Packard si è trasferito al "Collier's". Nel 1957, avendo perso anche questo lavoro, si dedicò all'osservazione della società scrivendo il saggio The Hidden Persuaders che fu subito un grande successo internazionale. È stato il primo saggio importante che ha analizzato i messaggi subliminali e il potere occulto della pubblicità.
Da allora, fino alla morte, nel 1996 all'ospedale di Martha's Vineyard in Massachusetts, ha dedicato la propria vita a scrivere saggi tra sociologia, critica e denuncia sociale e critica della propaganda politica, contribuendo all'analisi del mondo contemporaneo del consumismo, della pubblicità e dell'apparenza sociale. Occasionalmente è stato anche ospite di radio e televisioni e ha anche insegnato giornalismo. Con I persuasori occulti e con I cacciatori di prestigio ha vinto il National Book Award per la saggistica.
In italiano quasi tutti i suoi libri sono usciti nella collana dei Saggi di Giulio Einaudi Editore, con una certa eco nei giornali e nelle riviste di cultura, soprattutto negli anni 1970. Con i "Persuasori Occulti" (The Hidden Persuaders, 1957) Packard ebbe il merito di illustrare i nuovi pervasivi metodi tecnologici a disposizione dell'industria pubblicitaria con l'impiego di tecniche mutuate dalla psichiatria e dalla psicologia del
profondo, agli albori dei mass-media, sollevando la questione etica di queste manipolazioni.
Evidenziò come nell'America, soprattutto del secondo dopoguerra mondiale, fu praticata, un'aggressiva propaganda in cui il buon cittadino era individuato nel buon consumatore: di conseguenza si ebbe lo sviluppo dell'industria pubblicitaria che utilizzò metodi leciti quanto nascosti, giovandosi delle scoperte tecnologiche moderne e della ricerca scientifica. Tali tecniche venivano usate anche nelle competizioni elettorali.

Opere
How to Pick a Mate, 1946 (coautore di una guida alla scelta di un partner scritta per il Penn State Marriage Counseling Service)
The Human Side of Animals: Animal IQ, 1950 (sull'intelligenza animale)
The Hidden Persuaders, 1957 (sulla industria pubblicitaria) / trad. di Carlo Fruttero, I persuasori occulti, Einaudi, Torino, 1958; Il Saggiatore, Milano, 1968; dall'ed. Einaudi 1989 con il saggio I persuasori occulti rivisitati negli anni ottanta
The Status Seekers, 1959 (sul comportamento degli americani rispetto alla stratificazione sociale) / trad. it. di Giancarlo Buzzi, I cacciatori di prestigio, Einaudi, Torino, 1961
The Waste Makers, 1960 (critica del piano di ammortamento sulla produttività americana e sul carattere nazionale)
The Pyramid Climbers, 1962 (sul conformismo della carriera nelle imprese americane) / trad. it. di Roberto Giammanco, Gli arrampicatori aziendali, Einaudi, Torino, 1962
The Naked Society, 1964 (sulle minacce alla privacy delle nuove tecnologie quali archiviazione su computer, tecniche di sorveglianza e metodi di influenza del comportamento umano) / trad. it. di Guido Ghisalberti, La società nuda, Einaudi, Torino, 1967
The Sexual Wilderness, 1968 (sulla rivoluzione sessuale degli anni 1960 e le variazioni del rapporto uomo-donna) / trad. it. di Vittorio Di Giuro e Maria Vittoria Malvano, Il sesso selvaggio. I rapporti sessuali oggi, Einaudi, Torino, 1970
A Nation of Strangers, 1972 (sul logoramento della comunità attraverso i frequenti trasferimenti dei dirigenti aziendali) / trad. it. di Leonardo Lojacono, Una nazione di estranei, Einaudi, Torino, 1974
The People Shapers, 1977 (sull'uso di test psicologici e biologici e la sperimentazione nel manipolare il comportamento)
Our Endangered Children, 1983 (su come crescono i bambini in un mondo che cambia e che gira attorno a denaro, potere e sesso, valori non infantili) / trad. it. I bambini in pericolo, prefazione di Anna Oliverio Ferraris, Editori Riuniti, Roma, 1985
The Ultra Rich: How Much Is Too Much?, 1989 (esamina la vita di alcuni miliardari americani e le loro stravaganze) / trad. it. di Andrea D'Anna, I super ricchi, Bompiani, Milano, 1990

sabato 27 aprile 2024

GUAGNINI Elvio (1939 - viv.)

 

Elvio Guagnini
 (Trieste, 22 settembre 1939) è un critico letterario e saggista italiano professore emerito presso l'Università degli Studi di Trieste.
Si è laureato presso l'Università di Trieste con una tesi su Carlo Emilio Gadda. In seguito è diventato professore ordinario di Letteratura italiana nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'ateneo di formazione.
È condirettore delle riviste “Problemi” e “Aghios. Quaderni di studi Sveviani”. Fa parte della redazione di “Italienische Studien” e di “Metodi e Ricerche”. In qualità di visiting professor ha tenuto corsi e seminari nelle Università di Amsterdam e Klagenfurt. Ha interessi di studio e ricerca molti ampi, che spaziano dalla letteratura di viaggio, al Settecento (in particolare il rapporto tra letteratura e scienza e la poesia didascalica), fino a temi e autori della cultura giuliana fra Sette e Novecento. Un altro campo di ricerca del quale si è occupato è il romanzo giallo. È tra i principali organizzatori del festival letterario GradoGiallo Archiviato il 22 giugno 2013 in Internet Archive., una rassegna dedicata al romanzo thriller, noir, poliziesco e horror, che si tiene ogni ottobre a Grado. È stato il primo vicepresidente della Società di Minerva, un'associazione culturale triestina fondata nel 1810 da Domenico Rossetti De Scander.

Opere principali
Saggi
Letteratura e giornale, Palermo, Palumbo, 1979
Note novecentesche, Pordenone, Studio Tesi, 1979
Il punto su Saba, Bari, Laterza, 1987
Viaggi e romanzi. Note settecentesche, Modena, Mucchi, 1985
Viaggi d'inchiostro. Note su viaggi e letteratura in Italia, Udine, Campanotto, 2000
Minerva nel regno di Mercurio. Contributi a una storia della cultura giuliana, 2 voll., Trieste, Istituto Giuliano di Storia, Cultura e Documentazione, 2001
Introduzione a Giostra mentale di Giuseppe Ausilio Bertoli, Lecce, Manni Editori, 2001
Una città d'autore. Trieste attraverso gli scrittori, Reggio Emilia, Diabasis, 2009

Curatele
Memorie garibaldine di Rodolfo Donaggio, Trieste, L'Asterisco, 1973
Opere poetiche di Carlo Castone della Torre di Rezzonico, Ravenna, Longo, 1977
La Regione e l'Europa. Viaggi e viaggiatori emiliani e romagnoli del Settecento, Bologna, il Mulino, 1986
Slataper & c., Lettere triestine e altri scritti vociani di polemica su Trieste, Trieste, Dedolibri, 1988
Osservazioni intorno ai romanzi, alla morale e ai diversi generi di sentimento di Giuseppe M. Galanti, rist. anast. 1786, Manziana, Vacchiarelli, 1991
Umberto Saba. Itinerari triestini/Triestine Itineraries (con Renzo S. Crivelli), Trieste, Mgs Press, 2007

venerdì 26 aprile 2024

GRIMM Jacob (1785 - 1863) e Wilhelm (1786 - 1859)

 

Jacob Ludwig Karl Grimm
 (Hanau, 4 gennaio 1785 – Berlino, 20 settembre 1863) e Wilhelm Karl Grimm (Hanau, 24 febbraio 1786 – Berlino, 16 dicembre 1859), meglio noti come fratelli Grimm, furono due linguisti e filologi tedeschi, ricordati come "promotori" della germanistica.
Al di fuori della Germania sono conosciuti per aver raccolto e rielaborato le fiabe della tradizione popolare tedesca nelle opere Le fiabe del focolare (Kinder- und Hausmärchen, 1812-1822) e Leggende germaniche (Deutsche Sagen, 1816-1818). Tra le fiabe più celebri da loro pubblicate vi sono classici del genere come Hänsel e Gretel, Cenerentola, Il principe ranocchio, I musicanti di Brema, Raperonzolo, Cappuccetto Rosso e Biancaneve. 
I fratelli Grimm nacquero nel 1785 (Jacob) e nel 1786 (Wilhelm) a Hanau, vicino a Francoforte da Philip Wilhelm Grimm (1751–1796), avvocato, e Dorothea Zimmer (1756–1808). Frequentarono il Friedrichs Gymnasium di Kassel e poi studiarono legge all'Università di Marburgo. Furono allievi e amici del noto giurista tedesco Friedrich Carl von Savigny, del quale rielaborarono il pensiero e gli studi di metodologia della scienza e storiografia giuridiche. Dal 1837 al 1841 si unirono a cinque colleghi professori dell'Università di Gottinga per protestare contro l'abrogazione della costituzione liberale dello stato di Hannover da parte del sovrano Ernesto Augusto I. Questo gruppo divenne celebre in tutta la Germania col nome Die Göttinger Sieben ("I sette di Gottinga"). In seguito alla protesta, tutti e sette i professori furono licenziati dai loro incarichi universitari e alcuni di loro furono esiliati. L'opinione pubblica e l'accademia tedesca, tuttavia, si schierarono decisamente a favore dei Grimm e dei loro colleghi. Wilhelm morì nel 1859, Jacob nel 1863. Sono sepolti nel cimitero di St. Matthäus Kirchhof a Schöneberg, un quartiere di Berlino. I Grimm contribuirono a
formare un'opinione pubblica democratica in Germania e sono considerati progenitori del movimento democratico tedesco, la cui rivolta fu in seguito repressa nel sangue dal regno di Prussia nel 1848.
Oggi le loro tombe si trovano nell'Alter St.-Matthäus-Kirchhof (Cimitero Vecchio di San Matteo) di Berlino.
I fratelli Grimm sono diventati celebri per aver raccolto ed elaborato moltissime fiabe della tradizione tedesca e più in generale europea; l'idea fu di Jacob, professore di lettere e bibliotecario. In questa impresa furono sostenuti e coadiuvati dagli amici Clemens Brentano e Achim von Arnim, che a loro volta si adoperavano per la valorizzazione del patrimonio letterario e folcloristico tedesco. Nella prima edizione dei Kinder- und Hausmärchen i Grimm pubblicarono anche fiabe francesi, conosciute attraverso un autore ugonotto che costituiva una delle loro principali fonti; ma nelle successive ebbero la tendenza a eliminarle sostituendole con altre di origine prettamente germanica. Tuttavia le fiabe, per loro natura tramandate oralmente, sono di difficile datazione e attribuzione. Alcune delle fiabe, come ad esempio Cenerentola o La bella addormentata nel bosco, sono parte del patrimonio europeo da molto prima dei fratelli Grimm, e hanno visto una precedente trasposizione letteraria nell'opera in lingua napoletana Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, che li precede di più di due secoli. Le loro storie non erano concepite per i bambini: la prima edizione (1812) colpisce per molti dettagli realistici e cruenti e per la ricchezza di simbologia
precristiana. Oggi le loro fiabe sono ricordate soprattutto in una forma edulcorata e depurata dei particolari più cruenti, che risale alle traduzioni inglesi della settima edizione delle loro raccolte (1857). Non mancò il dibattito su questo adattamento: nel volume Principessa Pel di Topo e altri 41 racconti da scoprire (Donzelli Editore, Roma 2012) si cita una lettera di Jacob Grimm in cui egli manifesta la propria contrarietà a edulcorare le storie:
«La differenza tra le fiabe per bambini e quelle del focolare e il rimprovero che ci viene mosso di avere utilizzato questa combinazione nel nostro titolo è più una questione di lana caprina che di sostanza. Altrimenti bisognerebbe letteralmente allontanare i bambini dal focolare dove sono sempre stati e confinarli in una stanza. Le fiabe per bambini sono mai state concepite e inventate per bambini? Io non lo credo affatto e non sottoscrivo il principio generale che si debba creare qualcosa di specifico appositamente per loro. Ciò che fa parte delle cognizioni e dei precetti tradizionali da tutti condivisi viene accettato da grandi e piccoli, e quello che i bambini non afferrano e che scivola via dalla loro mente, lo capiranno in seguito quando saranno pronti ad apprenderlo. È così che avviene con ogni vero insegnamento che innesca e illumina tutto ciò che era già presente e noto, a differenza degli insegnamenti che richiedono l'apporto della legna e al contempo della fiamma.»
Le storie dei fratelli Grimm hanno spesso un'ambientazione oscura e tenebrosa, fatta di fitte foreste popolate da streghe, goblin, troll e lupi in cui accadono terribili fatti di sangue, così come voleva la tradizione popolare tipica tedesca. L'unica opera di depurazione che sembra essere stata messa consapevolmente in atto dai Grimm riguarda i contenuti sessualmente espliciti, piuttosto comuni nelle fiabe del tempo e
ampiamente ridimensionati nella narrazione dei fratelli tedeschi.
Gli psicologi e antropologi moderni sostengono che molte delle storie per bambini della cultura popolare occidentale, incluse quelle narrate dai Grimm, sono rappresentazioni simboliche di sensazioni negative quali la paura dell'abbandono, l'abuso da parte dei genitori, e spesso alludono al sesso e allo sviluppo sessuale. Lo psicoanalista e psicologo infantile Bruno Bettelheim, nel suo libro Il mondo incantato, sostiene che le fiabe dei Grimm siano rappresentazione di miti freudiani e dei passaggi che deve affrontare il bambino, o l'Io in generale, per raggiungere una maturità equilibrata. Secondo altri studiosi, le fiabe dei Grimm conterrebbero il retaggio di miti più antichi e simboli derivati dalla tradizione alchemico-ermetica. Questa lettura si ritrova già presso alchimisti del Sette e Ottocento. Fra i saggi più recenti (in lingua italiana) che cercano di rintracciare questo particolare filone, troviamo Alchimia della fiaba di Giuseppe Sermonti.
All'inizio del XIX secolo la Germania era frammentata in centinaia di principati e piccole nazioni, unificate solo dalla lingua tedesca. Una delle motivazioni che spinsero i Grimm a trascrivere le varie storie e leggende tradizionali di queste terre, importante retaggio dei popoli di lingua tedesca, fu il desiderio di aiutare la nascita di una comune base culturale per i popoli di lingua germanica.
I fratelli perseguirono questo scopo anche lavorando alla compilazione di un dizionario di tedesco, che fu un passo essenziale –probabilmente il più importante
dopo la traduzione della Bibbia da parte di Martin Lutero – per creare la lingua che oggi è il tedesco. Il Deutsches Wörterbuch dei Grimm, in 33 volumi, è ancora oggi considerato la fonte più autorevole per l'etimologia dei vocaboli tedeschi.
Jacob Grimm è famoso in linguistica per aver formulato la legge sulla prima mutazione consonantica, legge di Grimm (o erste Lautverschiebung), nelle lingue germaniche rispetto all'indoeuropeo e, più in particolare, sull'evoluzione di alcuni dialetti tedeschi rispetto alle altre lingue germaniche (zweite Lautverschiebung), anticipata dagli studi comparativi del filologo danese Rasmus Rask nel Saggio sull'origine dell'antico norvegese o islandese pubblicato nel 1819, ma scritto nel 1814. Grimm è tuttora considerato il più importante tra i fondatori della moderna filologia germanica. Egli approfondì le tematiche studiate da Rask e, nel 1822, le sviluppò nella seconda edizione della Deutsche Grammatik.

giovedì 25 aprile 2024

WARNER Rex (1905 - 1986)

 

Reginald Ernest Warner, conosciuto come Rex Warner (Birmingham, 9 marzo 1905 – Wallingford, 24 giugno 1986), è stato uno scrittore e traduttore britannico.
È conosciuto soprattutto per il suo romanzo The Aerodrome (1941), un'allegoria politica. Warner fu descritto da Victor Sawdon Pritchett come «l'unico scrittore dalle idee eccezionali che il decennio delle idee produsse»".
Reginald Ernest Warner nacque nel 1905 a Birmingham, ma passò la maggior parte della sua giovinezza nel Gloucestershire, dove suo padre esercitava come sacerdote. Fu educato presso la St. George's School di Harpenden, e poi al Wadham College di Oxford, dove collaborò con W. H. Auden, Cecil Day Lewis e Stephen Spender alla pubblicazione dell'Oxford Poetry. Nel 1925 si diplomò in letterature classiche e nel 1928 ottenne la laurea in letteratura inglese. Esercitò la professione di insegnante, per un certo tempo anche in Egitto.
La prima storia scritta da Warner, Holiday fu pubblicata nel New Statesman nel 1930.[5] La sua prima raccolta, Poems, apparve nel 1937. In particolare, la poesia Arms in Spain, una satira riguardante il sostegno fornito dal nazismo e dal fascismo ai nazionalisti spagnoli, è stata ristampata più volte. Contribuì inoltre al Left Review.
Warner era un grande ammiratore di Franz Kafka e la sua narrativa ne venne «profondamente influenzata». I primi tre romanzi di Warner riflettono le sue convinzioni antifasciste: The Wild Goose Chase è in parte una fantasia distopica nella quale un governo tirannico viene eroicamente abbattuto. Il suo secondo romanzo, The Professor, pubblicato durante
l'Anschluss nazista, è la storia di un accademico di idee liberali che viene arrestato e imprigionato da un governo repressivo, e successivamente ucciso «durante un tentativo di evasione». I critici dell'epoca trovarono parallelismi con i leader austriaci Engelbert Dollfuss e Kurt Schuschnigg.
Nonostante l'iniziale simpatia di Warner nei confronti dell'Unione Sovietica, «il Patto Molotov-Ribbentrop gli tolse ogni illusione riguardo al comunismo».
The Aerodrome è un romanzo allegorico nel quale il giovane protagonista si trova ad affrontare la disgregazione delle sue certezze riguardo alle persone a lui care, e viene posto di fronte alla scelta tra la vita quotidiana e profondamente “umana” del suo villaggio e la vita pura, efficiente ed emotivamente distaccata dell'aviatore.[2] The Times descrisse The Aerodrome come «il romanzo meglio riuscito di Warner».
Why Was I Killed? (1943) è una fantasia a sfondo pacifista sulla vita dopo la morte.
Successivamente Warner abbandonò l'allegoria contemporanea in favore del romanzo storico sull'antica Grecia e l'antica Roma. In particolare, nel 1960 il suo Imperial Caesar vinse il premio James Tait Black Memorial per la letteratura; il romanzo ricevette inoltre le lodi di John Davenport, che lo definì «deliziosamente perspicace e divertente», e di Storm Jameson che ne disse: «geniale e intelligente senza stancare mai. Ha veramente tutto». The Converts, un romanzo su Sant'Agostino, testimonianza dell'interesse di Warner nei confronti del cristianesimo, interesse accresciutosi nel tempo.
Durante la seconda guerra mondiale, Warner prestò servizio nella Home Guard britannica. Dal
1945 al 1947 fu il direttore del British Institute ad Atene. Fu per lui il periodo di maggior produzione di traduzioni dagli autori greci e latini. La sua traduzione de La guerra del Peloponneso di Tucidide vendette più di un milione di copie. Tradusse inoltre George Seferis (Poems of George Seferis, 1960).
In un'intervista per il libro Authors Take Sides on Vietnam, Warner affermò che l'esercito americano avrebbe dovuto ritirarsi dall'Indocina.
Successivamente ottenne la cattedra di lettere classiche al Bowdoin College (1961) e fu poi professore all'università del Connecticut per undici anni a partire dal 1962.
Warner si sposò tre volte. Il suo primo matrimonio fu nel 1929 con Frances Chamier Grove, dalla quale divorziò dopo quasi vent'anni. Nel 1949 sposò Lady Barbara Rothschild, ex moglie del barone Victor Rothschild. Dopo il suo secondo divorzio, Rex Warner, nel 1966, risposò la sua prima moglie.
Morì a Wallingford (Oxfordshire) nel 1986.

Opere
Romanzi
La caccia all'Oca selvatica (The Wild Goose Chase, 1937)
The Professor (1938)
L'aerodromo (The Aerodrome, 1941)
Why Was I Killed? (1943)
Men of Stones; A melodrama (1949)
Escapade (1953)
Il giovane Cesare (Young Caesar, 1958)
Cesare imperiale (Imperial Caesar, 1960)
Pericles the Athenian (1963)
The Converts (1967)

Poesie
Poems (1937)
Poems and Contradictions (1945)
New Poems 1954 (con Laurie Lee e Christopher Hassall, 1954)

Saggi
The Kite (1936)
We're Not Going To Do Nothing: A reply to Mr. Aldous Huxley's pamphlet “What are you going to do about it?” (1936, con Cecil Day Lewis)
English Public Schools (1945)
The Cult of Power (1946)
John Milton (1949)
E. M. Forster (1950); seconda edizione (1960, con John Morris)
Men and Gods (1950)
Greeks and Trojans (1951)
Views of Attica (1951)
Ashes to Ashes. A post-mortem on the 1940-51 Tests (1951, con Lyle Blair)
Eternal Greece (1953) con Martin Hürlimann
Athens (1956) con Martin Hürlimann
The Greek Philosophers (1958)
Look at Birds (1962)
The Stories of the Greeks (1967)
Athens at War (1970), in cui "riedita" la guerra del Peloponneso raccontata da Tucidide
Men of Athens: the story of fifth century Athens (vt. The Story of Fifth Century Athens, 1972, fotografie di Dimitrios Harissiadis)

mercoledì 24 aprile 2024

FAZIOLI Andrea (1978 - viv.)

 

Andrea Fazioli 
(Bellinzona, 15 maggio 1978) è uno scrittore svizzero di lingua italiana.
Andrea Fazioli vive a Bellinzona, nella Svizzera italiana. Ai suoi esordi, nel 1998, vince il Premio internazionale Chiara giovani. Nel 2004 si laurea in Lingua e letteratura italiana e francese all'Università di Zurigo. La sua tesi su Mario Luzi, in particolare sull’opera poetica Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, ha ricevuto il premio Pro Ticino 2005. Ha presentato laboratori di scrittura creativa in diversi ambiti pubblici, privati e universitari; inoltre ha fondato il laboratorio Scuola Yanez, che opera in Italia e in Svizzera. È docente di scrittura creativa per la Scuola Flannery O’Connor di Milano.
Ha lavorato come giornalista per la carta stampata, come giornalista e presentatore per radiotelevisione svizzera; è stato assistente di letteratura francese all’università e insegnante di italiano al liceo. Ha un blog personale. Collabora con vari mezzi d'informazione, in particolare cura programmi e rubriche per la radiotelevisione svizzera; è autore anche di podcast. A partire dagli anni 2000 ha avuto l’occasione di tenere conferenze sulla lettura, sulla scrittura e sulla genesi dei suoi testi in vari paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto testi a quattro mani con il poeta svizzero Yari Bernasconi.
Per l’editore Guanda ha pubblicato la raccolta di racconti Il commissario e la badante (2020) e i romanzi Le strade oscure (2022, vincitore premio Ceresio in Giallo, finalista Premio Scerbanenco, premiato al Premio svizzero di letteratura poliziesca, finalista al premio Tolfa Gialli e Noir), Gli Svizzeri muoiono felici (2018), L’arte del fallimento (2016, premio La Fenice
Europa, premio Anfiteatro d’Argento, finalista premio Scerbanenco), Il giudice e la rondine (2014), Uno splendido inganno (2013), La sparizione (2010, premio La Fenice Europa), Come rapinare una banca svizzera (2009), L’uomo senza casa (2008, premio Stresa, premio Selezione Comisso).
Per l’editore Casagrande ha pubblicato la raccolta di racconti Succede sempre qualcosa (2018) e il romanzo Le vacanze di Studer. Un poliziesco ritrovato (2020), scritto a partire da alcuni frammenti (inediti in italiano) dell'autore elvetico Friedrich Glauser (1896-1938), creatore del personaggio del sergente Studer, le cui avventure sono pubblicate in Italia da Sellerio. Per l’editore Dadò il suo primo romanzo Chi muore si rivede (2005). In questo primo noir introduce il personaggio dell'investigatore privato Elia Contini, protagonista in seguito di altri romanzi e racconti. Contini abita a Corvesco, fittizio paesino nel Canton Ticino, ha un ufficio a Lugano ma ogni sera torna alla sua casa in montagna. Per le edizioni San Paolo ha pubblicato il romanzo La beata analfabeta (2016).
Insieme al poeta svizzero Yari Bernasconi è autore di diversi progetti letterari scritti a quattro mani e firmati Yari Bernasconi & Andrea Fazioli, a rappresentare una "terza voce" . Fra le loro pubblicazioni, uscite per Gabriele Capelli di Mendrisio, il reportage letterario A Zurigo, sulla luna (2021), la plaquette di poesie e prose d'arte Manca poco a Natale (2023), illustrata da Antoine Déprez, e la raccolta di prose brevi Non importa dove (2025). In edizione tascabile, alcuni suoi romanzi sono offerti dall’editore TEA. Le sue opere sono tradotte in varie lingue.
Nel 2015 ha scritto l’opera teatrale Teoria e pratica della rapina in banca, per la regia di Miguel
Angel Cienfuegos, messa in scena dalla Compagnia Teatro Paravento. Nel 2013 ha sceneggiato insieme a Marco Pagani la web serie Notte noir, diretta da Fabio Pellegrinelli, prodotta nel 2014 dalla casa di produzione REC e vincitrice di numerosi premi, fra cui il Roma Web Fest 2015 e l’Efebo d’Oro di Palermo. Nel 2023 è uscito il film La tentazione di esistere (Rough Cat), diretto da Fabio Pellegrinelli e scritta dallo stesso Pellegrinelli con Andrea Fazioli e Marco Pagani, presentato alle Giornate del cinema svizzero di Soletta e vincittore del premio per il miglior film indipendente al Festival del cinema e della televisione di Benevento. Nel 2017 il presidente della Repubblica italiana gli ha conferito, per la sua opera letteraria e per l'impegno nella divulgazione e nella promozione culturale, l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia.

Opere
Romanzi e racconti con Elia Contini
1 - Chi muore si rivede, Dadò 2005
2 - L'uomo senza casa, Guanda 2008 – vincitore Premio Stresa 2008, finalista Premio Comisso 2008
3 - Come rapinare una banca svizzera, Guanda 2009
4 - La sparizione, Guanda 2010
5 - Un gioco da ragazzi racconto contenuto in Un inverno color noir. Dieci racconti italiani, Guanda 2014
6 - Il giudice e la rondine, Guanda 2014
7 - Lezioni private, Guanda.bit 2016 (racconto)
8 - L'arte del fallimento, Guanda 2016 – vincitore premio La Fenice Europa e Premio Anfiteatro d'Argento, finalista Premio Scerbanenco
9 - Gli svizzeri muoiono felici, Guanda 2018
10 - Le strade oscure, Guanda 2022 – vincitore premio Ceresio in Giallo, finalista Premio Scerbanenco, premiato al Premio svizzero di letteratura poliziesca, finalista al premio Tolfa Gialli e Noir
11 - Il custode dell'abisso racconto contenuto in Un lungo capodanno in noir, Guanda 2023

Altre opere
Swisstango racconto contenuto in Delitti in provincia, Guanda 2007 (ripubblicato in formato digitale nel 2015 nella collana Guanda.bit)
Uno splendido inganno, Guanda 2013
La beata analfabeta, San Paolo 2016
Succede sempre qualcosa, raccolta di racconti, Casagrande 2018
La sapienza del cuore, racconto contenuto in La scia nera. Trenta scrittori italiani e due illustratori raccontano la violenza contro le donne, TEA 2019
Il commissario e la badante, raccolta di racconti, Guanda 2020
Le vacanze di Studer. Un poliziesco ritrovato, Casagrande 2020
A Zurigo, sulla luna (con Yari Bernasconi), Gabriele Capelli 2021
Manca poco a Natale (con Yari Bernasconi), Gabriele Capelli 2023
Non importa dove (con Yari Bernasconi), Gabriele Capelli 2025

martedì 23 aprile 2024

COLLODI Carlo (1826 - 1890)

 

Carlo Collodi
, pseudonimo di Carlo Lorenzo Filippo Giovanni Lorenzini (Firenze, 24 novembre 1826 – Firenze, 26 ottobre 1890), è stato uno scrittore e giornalista italiano. È divenuto celebre per essere stato l'autore del romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, spesso noto semplicemente come Pinocchio, diventato uno dei grandi classici della letteratura di tutto il mondo e tradotto in 240 lingue.
Carlo Lorenzini nacque il 24 novembre 1826 a Firenze in via Taddea. Il padre, Domenico Lorenzini (1795-1848), originario di Cortona, era cuoco e la madre, Angiolina Orzali (1800-1886), era sarta e cameriera, ambedue al servizio dei marchesi Ginori. Angiolina era figlia del fattore dei marchesi Garzoni Venturi, che amministrava il podere di Veneri, alle porte della località di Collodi, frazione di Pescia, il cui nome ispirò lo pseudonimo adottato da Lorenzini.
Dal legame di Domenico con Angiolina nacquero dieci figli: il primogenito Carlo, poi Marianna (19 gennaio 1828 - 13 settembre 1829), Paolo (1829-1891), Maria Adelaide (1831-1871), Marianna Seconda (1832-1838), Giuseppina (1834-1850), Paolina Antonietta (1836-1839), Giovannina Letizia (1837-1839), Lorenzo (1839-1839) e Ippolito (1842-1923).
Il giovane Lorenzini studiò per un breve periodo a Collodi presso gli zii materni, quando la madre doveva accudire i fratelli e le sorelle più piccoli, nato in via Taddea, nel quartiere di San Lorenzo, frequentò il Seminario Vescovile di Colle Val d'Elsa dal 1837 al 1842, grazie alla presenza di uno zio prete che svolgeva l'incarico di segretario del Vescovo Fiascaini. Poco interessato a diventare prete, lasciò il seminario e con la famiglia andò ad abitare in via di Sant'Apollonia, oggi via XXVII Aprile, in seguito, terminati gli studi alle Scuole Pie, frequentate dal 1842 al 1844 seguendo le lezioni di retorica e filosofia, abitò brevemente nel palazzo Ginori di via de' Rondinelli, ma la convivenza con la compagna del fratello Paolo lo portò a prendere una camera a pigione da un parente in via degli Alfani al n. 57,
un Ulisse Zipoli, professore e religioso degli ordini minori. In seguito conidivise un appartamento con la madre nel palazzo in Via de' Rondinelli, sulla facciata del quale una targa ne ricorda la permanenza durante gli ultimi anni della vita.
Interruppe gli studi superiori nel 1844, ma aveva già cominciato a lavorare come commesso nella libreria Piatti di Firenze probabilmente fin dal 1843. Nel 1845 era tanto considerato da ottenere una dispensa ecclesiastica che gli permise di leggere i libri messi all'indice dei libri proibiti. Non è certo che collaborasse a La Rivista di Firenze, mentre a partire dal 29 dicembre 1847, pubblicando l'articolo di musicologia L'Arpa, cominciò a scrivere per L'Italia Musicale, giornale milanese di cui divenne ben presto una delle firme di maggior richiamo. Il ruolo intellettuale di Collodi sarà prezioso, perché l'autore toscano trasmetterà a molti scapigliati milanesi alcune tematiche critiche fondamentali, relative al teatro di prosa e musicale, alla poesia e al romanzo del suo tempo, che alimenteranno a lungo il dibattito culturale nel nostro paese.
Nel 1848, allo scoppio della prima guerra d'indipendenza, si arruolò volontario, combattendo con il battaglione toscano a Curtatone e Montanara.
Tornato a Firenze, fondò uno dei maggiori giornali umoristico-politici dell'epoca, Il Lampione, "giornale per tutti", sospeso l'11 aprile 1849 per l'avvenuta restaurazione. Ne riprese la pubblicazione il 15 maggio 1860 con un suo articolo che cominciava: «"Ripigliando il filo del nostro discorso interrotto ecc.", interrotto da 11 anni!». Cominciò per lui, patriota, un periodo non facile nella Toscana granducale, tanto che Lorenzini viaggiò spesso a Milano e Torino, fermandovisi per lunghi periodi. Il giornalismo umoristico fu allora la sua principale risorsa: da qui la collaborazione con numerose testate umoristiche che
affrontavano, all'insegna del riso e del sorriso, argomenti artistici, teatrali e letterari: l'Arte, La Scena (a cui collaborò anche Ippolito Nievo), La Lente e altre. Nel 1853 fondò lo Scaramuccia, che divenne presto uno dei maggiori giornali teatrali italiani, fornendo letteralmente il modello a tanti altri fogli analoghi, sorti in tutta Italia. Si occupò di tutto con grande competenza: musica, teatro, letteratura.
Nel 1856, collaborando con il giornale umoristico fiorentino La Lente, si firmò per la prima volta con lo pseudonimo di Carlo Collodi. Dello stesso anno sono le sue prime opere importanti: Gli amici di casa e Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno. Guida storico-umoristica. Nel 1859 partecipò alla seconda guerra d'indipendenza, arruolandosi come volontario nel reggimento sabaudo dei Cavalleggeri di Novara. Finita la campagna militare ritornò a Firenze. Nel 1860 diventò censore teatrale. Nel 1868, su invito del Ministero della pubblica istruzione, entrò a far parte della redazione di un dizionario di lingua parlata, il Novo vocabolario della lingua italiana secondo l'uso di Firenze.
 
Nel 1875 ricevette dall'editore Felice Paggi l'incarico di tradurre le fiabe francesi più famose. Collodi non solo tradusse, ma ricreò in italiano, inserendovi una morale, un corpus di fiabe sotto il titolo I racconti delle fate, tratte dall'edizione Hachette del 1853 di fiabe di Charles Perrault, Marie-Catherine d'Aulnoy, Jeanne-Marie Leprince de Beaumont. Il volume uscì l'anno successivo.
Nel 1877 apparve Giannettino e nel 1878 fu la volta di Minuzzolo. Il 7 luglio 1881, sul primo numero del periodico per l'infanzia Giornale per i Bambini (pioniere dei periodici italiani per ragazzi diretto da Ferdinando Martini), uscì la prima puntata de Le avventure di Pinocchio,
con il titolo Storia di un burattino. Secondo il saggio di Gianni Greco Quel copione di Collodi (Pinocchio non fu il primo naso), del 2018, Collodi si sarebbe ispirato per la stesura del suo più celebre romanzo a fonti antecedenti. Nel 1883 pubblicò Le avventure di Pinocchio raccolte in volume. Dal 12 aprile di quell'anno, e fino all'8 dicembre 1886, fu direttore del Giornale per i Bambini. All'apice del successo, il 26 ottobre 1890, Collodi si sentì male sulle scale di casa mentre stava rientrando, alle 22:30. Portato nel suo letto, morì pochi minuti dopo, forse per un aneurisma, poco meno di un mese prima di compiere 64 anni. È sepolto nel cimitero delle Porte Sante.
Si è spesso parlato di un'affiliazione di Collodi alla massoneria. Il mondo massonico, in effetti, si fregia di tale presunta appartenenza dell'illustre scrittore Tuttavia, come recentemente dimostrato da Daniela Marcheschi, curatrice della pubblicazione integrale delle opere di Collodi, non vi sono prove reali in questa direzione. Analizzando gli elenchi di affiliati e gli archivi dell'epoca, la Marcheschi ha dimostrato l'infondatezza del dato: Collodi, documenti alla mano, non è ascrivibile tra gli affiliati. Quindi, nonostante siti internet legati al mondo culturale massonico affermino una tale appartenenza, non è stata prodotta, a oggi, alcuna documentazione al riguardo.
Come illustra la Marcheschi, tutta la tesi dell'affiliazione di Collodi alla massoneria si fonderebbe su un'errata comprensione di un saluto in calce a una sua lettera; in essa la contrazione "suo affo" è stata letta come "fratello" anziché "affezionato": tanto è bastato per
costruire la storia di un "Collodi massone". Le difficoltà incontrate lungo la sua vita sarebbero inoltre conferma del fatto che l'autore non potesse contare su potenti appoggi. Nonostante certa letteratura voglia a ogni costo trovare un messaggio massonico ed esoterico specialmente nel suo "Le avventure di Pinocchio", rimane molto più realistica quella lettura che coglie nella filigrana del testo l'intreccio di una fede cristiana con le vicende personali della vita dell'autore.
Nel 1962 è stata costituita la Fondazione nazionale Carlo Collodi che ha, tra i suoi scopi, quello di diffondere e far conoscere nel mondo le opere del Collodi, in particolare "Le avventure di Pinocchio". Con D.M. del 9 giugno 2009 è stata istituita l'Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, presieduta da Daniela Marcheschi.

Opere
Gli amici di casa. Dramma in due atti, Firenze, Riva, 1856; Firenze, Romei, 1862; poi con il saggio Il teatro di C. Collodi, e a cura di Daniela Marcheschi, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, 1990.
Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno. Guida storico-umoristica, Firenze, Mariani, 1856. Ora cfr. Collodi, Un Romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno, a cura di Roberto Randaccio, prefazione di Michèle Merger, in Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume I, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2010.
I misteri di Firenze. Scene sociali, Firenze, Fioretti, 1857. Ora cfr. Collodi, I Misteri di Firenze, a cura di Roberto Randaccio, prefazione di Andrea Camilleri, Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume I, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2010.
Il sig. Albèri ha ragione! (Dialogo apologetico), Firenze, Cellini, 1859.
La manifattura delle porcellane di Doccia. Cenni illustrativi, Firenze, Grazzini, Giannini e C., 1861.
Gli estremi si toccano, in "Il Lampione", 15 gennaio 1861.
La coscienza e l'impiego, 1867 circa.
Antonietta Buontalenti, 1869-1870.
L'onore del marito, 1870.
I racconti delle fate. Voltati in italiano, Firenze, Paggi, 1876; e ora anche Collodi, I Racconti delle Fate, a cura e con Introduzione di François Bouchard, Prefazione di Guido Conti, in Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume IV, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2015.
Giannettino. Libro per i ragazzi, Firenze, Paggi, 1877.
Minuzzolo. Secondo libro di lettura (seguito al Giannettino), Firenze, Paggi, 1878.
Macchiette, Milano, Brignola, 1880; poi con Nota introduttiva a e a cura di Daniela Marcheschi, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, 1989; e ora Macchiette, a cura e con Introduzione di Fernando Molina Castillo, Prefazione di Ernesto Ferrero, in Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume III, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale
Carlo Collodi-Giunti, 2010.
Occhi e nasi. (ricordi dal vero), Firenze, Paggi 1881; e ora Occhi e nasi (Ricordi dal vero), a cura e con Introduzione di Paola Ponti, Prefazione di Roberto Barbolini, in Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini Collodi, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2020, Volume V, tomo 1.
La grammatica di Giannettino per le scuole elementari, Firenze, Paggi 1883.
Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, Firenze, Paggi 1883 (con varie riedizioni vivente Collodi); e ora Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, a cura di Roberto Randaccio, Introduzione di Daniela Marcheschi, Prefazione di Mario Vargas Llosa, Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume III, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2012.
Il regalo del Capo d'Anno, Torino, Paravia, 1884, poi con Prefazione e a cura di Daniela Marcheschi, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, 1989-1990.
L'abbaco di Giannettino. Per le scuole elementari, Firenze, Parigi, 1884.
Libro di Lezioni per la seconda classe elementare, secondo gli ultimi programmi, Firenze, Paggi, 1885.
Un'antipatia. Poesia e prosa, Roma, Perino, 1885.
La geografia di Giannettino. Adottata nelle scuole comunali di Firenze, Firenze, Paggi, 1886.
Il viaggio per l'Italia di Giannettino, 3 voll., Firenze, Paggi, 1880-1886.
I, L'Italia superiore, Firenze, Paggi, 1880.
II, L'Italia centrale, Firenze, Paggi, 1883.
III, L'Italia meridionale, Firenze, Paggi, 1886.
Storie allegre. Libro per i ragazzi, Firenze, Paggi, 1887. Cfr. ora anche Collodi, Storie allegre, a cura e con Introduzione di François Bouchard, Prefazione di Guido Conti, in Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, Volume IV, Collodi-Firenze, Fondazione Nazionale Carlo Collodi-Giunti, 2015.
Libro di Lezioni per la terza classe elementare secondo gli ultimi programmi, Firenze, Paggi, 1889.
La lanterna magica di Giannettino. Libro per i giovanetti, Firenze, Bemporad, 1890.

Altre opere di Carlo Lorenzini, pubblicate postume:
Divagazioni critico-umoristiche, raccolte e ordinate da Giuseppe Rigutini, Firenze, Bemporad, 1892.
Note gaie, raccolte e ordinate da Giuseppe Rigutini, Firenze, Bemporad, 1892.
Attribuita erroneamente a Collodi è l'opera Bettino Ricasoli, Camillo Cavour, Luigi Carlo Farini, Daniele Manin. Biografie del Risorgimento pubblicate in occasione delle onoranze fiorentine a Carlo Lorenzini, Firenze, Marzocco, 1941. Cfr. D. Marcheschi, Ma questo non è Collodi, Il Sole 24 Ore, 21 luglio 2011.
Cronache dall'Ottocento, a cura di Daniela Marcheschi, Pisa, ETS, 1990. [Raccolta di articoli giornalistici, prima mai ristampati, pubblicati da Carlo Collodi (sotto vari pseudonimi) nei giornali umoristici del tempo]
Opere, a cura e con un saggio introduttivo di Daniela Marcheschi, Milano, A. Mondadori, "I Meridiani", 1995
Il viaggio per l'Italia di Giannettino, Ristampa anastatica in 3 voll., Collana "Il Genio Vagante", Bergamo, Leading Edizioni, 2006.

SOSEKI Natsume (1867 - 1916)

  Natsume Sōseki  ( 夏目 漱石 ), pseudonimo di Natsume Kinnosuke ( 夏目 金之助 ; Edo, 9 febbraio 1867 – Tokyo, 9 dicembre 1916), è stato uno scritto...