Gilbert Keith Chesterton, spesso citato
come G. K. Chesterton (Londra, 29 maggio 1874 – Beaconsfield, 14
giugno 1936), è stato uno scrittore, giornalista, critico
letterario, critico d'arte e poeta britannico.
Chesterton è ampiamente considerato uno degli scrittori più
influenti del Novecento, nonché uno dei massimi rappresentanti
cattolici della storia della letteratura.
Scrittore estremamente prolifico e versatile, pubblicò oltre ottanta
libri, centinaia di poesie e racconti e numerose opere
teatrali. Egli è anche noto per essere il creatore della popolare
serie con protagonista la figura di padre Brown. Tra le figure
che hanno elogiato le opere di Chesterton figurano letterati come il
premio Nobel Sigrid Undset, Ernest Hemingway, George Orwell, Italo
Calvino e T.S Eliot, ma anche intellettuali come Antonio Gramsci e
George Bernard Shaw.
Utilizzò molto il paradosso e la polemica, contribuendo inoltre
alla teoria economica del distributismo, che teorizzò con l'amico e
collega Hilaire Belloc. Con quest'ultimo, Chesterton formò un
sodalizio intellettuale e umano, spesso definito Chesterbelloc, che
divenne simbolo di un sofisticato ed originale pensiero
cattolico.
«Tutta la scienza, anche la scienza
divina, è una sublime storia gialla. Solo che non è impostata per
rivelare perché un uomo sia morto, ma il segreto più oscuro del
perché egli viva.» (Gilbert Keith Chesterton, La mia fede)
Chesterton nacque a Londra il 29 maggio 1874 da una famiglia borghese
di confessione anglicana ma che successivamente aderì alla Chiesa
Unitariana. Il padre era Edward Chesterton, originale agente
immobiliare in società con il fratello, la madre era
Marie-Louise Grosjean, figlia di un predicatore laico calvinista
svizzero e di una donna scozzese che aprì al nipote Gilbert il mondo
delle fiabe, cui questi rimarrà legato per sempre.
Ebbe una sorella, morta in tenera età, ed il fratello Cecil, più
giovane di lui di cinque anni, con cui costituì un sodalizio
culturale oltre che familiare notevolissimo. Alla nascita del
fratello Chesterton riferisce —nella sua autobiografia— di aver
detto soddisfatto: «Finalmente avrò un pubblico a cui parlare».
Gilbert
impara a leggere piuttosto tardi, e nei primi anni di vita viene
considerato di intelletto non molto sveglio. Viene educato alla St
Paul's School, quindi frequenta la Slade School of Art dove studia
pittura e, in seguito, l'University College di Londra, che però
abbandonerà senza aver conseguito la laurea.
A vent'anni, complici l'insuccesso universitario, l'allontanamento
dai rapporti di amicizia del periodo scolastico e l'insorgere di
tante domande sulla vita, Chesterton viene colpito da una grave forma
di depressione e da una crisi di scetticismo durante la quale si
avvicina al solipsismo e allo spiritismo. Ne parlerà esplicitamente
anche nella sua Autobiografia. Superata questa grave crisi
attraverso le letture, in particolare del Libro di Giobbe, si assiste
ad una vera e propria rinascita e al suo ritorno al
cristianesimo.
Nel 1895 Chesterton inizia a lavorare per l'editore londinese Redway
e per T. Fisher Unwin. Molti suoi lavori, poi raccolti nel volume dal
titolo The defendant (l'opera, il cui titolo significa letteralmente
L'imputato, è stata inizialmente tradotta in italiano come Il bello
del brutto) vengono pubblicati in giornali come The Speaker, il Daily
News, l'Illustrated London News, l'Eye Witness, il New Witness
(questi ultimi due sono fogli a cui diede vita Chesterton stesso, il
primo con suo fratello Cecil e Hilaire Belloc, il secondo con Belloc
dopo la morte a causa della prima guerra mondiale di suo fratello
Cecil), e nel settimanale che egli dirige personalmente per undici
anni, il GK's Weekly.
Nel 1900 scrive la sua prima raccolta di poesie, The Wild Knight, a
cui seguiranno articoli di critica letteraria sullo Speaker e sul
Daily News. L'anno seguente sposa Frances Blogg. Nel
1905 pubblica
Eretici. Tre anni dopo, nel 1908, scrive Ortodossia, forse il suo
saggio più importante, una sorta di autobiografia filosofica, che
continua in parte tematiche apparse nell'opera del 1905. Nel 1909 si
trasferisce con la moglie a Beaconsfield dove vivrà fino alla
morte.
Tra il 1911 e il 1936 Chesterton inizia a scrivere i racconti di
padre Brown (molti dei quali ancora inediti). Nel 1914 una grave
malattia gli fa rischiare la vita.
Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale Chesterton fonda con lo
scrittore Hilaire Belloc la Lega distributista allo scopo di aiutare
lo sviluppo della piccola proprietà e della piccola industria
mediante la divisione e la ridistribuzione delle grandi proprietà
latifondiste. Di Belloc fu molto amico, tanto che George Bernard Shaw
coniò il termine "Chesterbelloc" per indicare il loro
sodalizio letterario e di amicizia.
Nel 1922 Chesterton lascia l'anglicanesimo e si converte al
cattolicesimo a cui da molti anni si era già avvicinato, anche
grazie all'amicizia di padre John O'Connor (il sacerdote irlandese
che gli ispirerà il personaggio di padre Brown) e di Hilaire Belloc.
Viene battezzato da Vincent McNabb, padre domenicano, anche lui
fervente distributista ed irlandese come padre O'Connor.
Nel 1934, dopo aver ricevuto diverse lauree honoris causa dalle
Università di Edimburgo, Dublino e di Notre Dame, gli viene
conferito il titolo di cavaliere dell'Ordine di San Gregorio
Magno.
Lontano da ogni forma di irenismo e di ottimismo mondano, denunciò
la scristianizzazione
della modernità, più dovuta allo smarrimento
della ragione che della morale: «Il mondo moderno ha subìto un
tracollo mentale, molto più consistente del tracollo morale».
Chesterton morì la mattina del 14 giugno 1936 di insufficienza
cardiaca, dopo quella che lui definì "una vita immeritatamente
felice". Ad assisterlo, nei due giorni precedenti la morte, sua
moglie Frances Blogg, la segretaria Dorothy Collins (una sorta di
figlia per i Chesterton) e alcuni amici: padre John O'Connor, che
diceva messa per la sua guarigione; padre Vincent McNabb, che cantò
secondo l'antico uso domenicano il Salve Regina e che, vedendo sul
tavolo la penna con cui Gilbert aveva scritto migliaia di pagine, la
prese e la benedisse; monsignor Smith, il suo parroco, che gli
impartì l'estrema unzione e l'eucaristia.
Le ultime parole, il giorno prima della morte, furono per la moglie
("ciao, mia amata") e per la segretaria ("ciao,
cara"). La sua bara, troppo grande per essere trasportata per le
scale (Gilbert era alto circa un metro e novanta e pesava oltre
centotrenta chilogrammi), dovette essere calata dalla finestra. Il
funerale si svolse a Beaconsfield e seguì circa un mese dopo una
messa celebrata nella cattedrale di Westminster; il panegirico fu
pronunciato da mons. Ronald Knox, anche lui convertito e scrittore di
gialli.
Chesterton è sepolto nel cimitero cattolico di Beaconsfield, situato
vicino alla Chiesa parrocchiale di Santa Teresa del Bambin Gesù, nel
Buckinghamshire.
Chesterton è stato giornalista, polemista e scrittore fertilissimo;
in trent'anni ha infatti scritto quasi cento libri tra cui alcuni
saggi e biografie (su Charles Dickens, Francesco d'Assisi e Tommaso
d'Aquino), composto poesie, opere teatrali (Magia), romanzi, racconti
brevi, un

numero difficilmente calcolabile di articoli di giornale
(firmati GKC) e partecipato a numerose dispute con H. G. Wells e
George Bernard Shaw. È stato uno degli scrittori più prolifici del
Novecento. È inoltre uno dei pochi intellettuali ad avere avuto
il coraggio di opporsi pubblicamente alla guerra boera. Quando gli fu
commissionato di scrivere un libro su san Tommaso d'Aquino, mandò la
segretaria a scegliere una pila di libri su san Tommaso in
biblioteca, aprì il primo in cima alla pila, lo scorse con il dito,
lo chiuse e procedette a dettare un libro su san Tommaso. Scrisse
questo libro in contemporanea ad altri, per cui, mentre dettava gli
altri libri alla Collins che li dattilografava, ogni tanto
intercalava e chiedeva: "Vogliamo fare un po' di Tommy?",
riferendosi alla biografia del Santo Aquinate. Il riconosciuto
studioso tomistico Étienne Gilson ne disse: "Lo considero senza
possibilità di paragone il miglior libro mai scritto su san Tommaso.
Nulla di meno del genio può rendere ragione di un tale
risultato...".
Collaborò, tra l'altro, alle riviste italiane La Ronda (animata tra
gli altri da Emilio Cecchi, che lo incontrò e intervistò più
volte) e Il Frontespizio.
Chesterton è stato
un oppositore del movimento popolare delle cd. suffragette, che
rivendicava l'estensione del diritto di voto alle donne che all'epoca
(primi anni del Novecento) ne erano prive, avendo tra l'altro
affermato, nel proprio libro "Cosa c'è di sbagliato nel mondo"
(1910), che la maggior parte delle donne in realtà non avrebbe
desiderato votare considerando la partecipazione alla politica
indegna della propria identità sessuale, e che quindi sarebbe stato
un atto di democrazia negare il voto alle donne. Anche nella raccolta
di articoli e saggi intitolata "All things considered"
(1908) Chesterton sostiene che la
rappresentazione popolare delle
suffragette come donne brutte e sciatte sarebbe stata erronea, ma che
l'istinto ad essa sottostante sarebbe stato invece giusto, in quanto
alla base del movimento vi sarebbe la volontà di rendere la donna
priva di dignità e grottesca.
Oltre ad essere l'autore della serie di Padre Brown, Chesterton ha
dedicato numerosi scritti alla critica del genere poliziesco. Alcuni
di brevi saggi sono raccolti in due volumi editi in italiano:
L'imputato e Come si scrive un giallo.
Chesterton pubblicò
cinque volumi dedicati ai racconti di padre Brown:
L'innocenza di padre Brown (The innocence of Father Brown, 1911)
La saggezza di padre Brown (The wisdom of Father Brown 1914)
L'incredulità di padre Brown (The incredulity of Father Brown,
1926)
Il segreto di padre Brown (The secret of Father Brown, 1927)
Lo scandalo di padre Brown (The scandal of Father Brown, 1935)
Di seguito un
elenco parziale di opere:
L'imputato (The Defendant, 1901), Torino, Lindau, 2011
Il Napoleone di Notting Hill (The Napoleon of Notting Hill, 1904),
Torino, Lindau, 2010
Il club dei mestieri stravaganti (The Club of Queer Trades, 1905),
Parma, Guanda, 1987
Eretici (Heretics, 1905), Torino, Lindau, 2010
L'uomo che fu Giovedì (The Man Who Was Thursday, 1908), Torino,
Lindau, 2014
Ortodossia (Orthodoxy, 1908), Torino, Lindau, 2010
La sfera e la croce (The Ball and the Cross, 1909), Morganti
Editori, 2010
Ciò che non va nel mondo (What's Wrong With the World, 1910),
Torino, Lindau, 2011
L'innocenza di padre Brown (The Innocence of Father Brown, 1911),
Agenzia Libraria Editrice, 2004
La ballata del Cavallo Bianco (The ballad of the White Horse, 1911),
Rimini, Raffaelli, 2009
Le avventure di un uomo vivo (Manalive, 1912), Casale Monferrato,
Piemme 1997
L'osteria volante (The Flying Inn, 1914), Milano, Bompiani, 2007,
ISBN 88-452-5950-1
La saggezza di padre Brown (The Wisdom of Father Brown, 1914),
Milano, Rizzoli 1996
I delitti dell'Inghilterra (The Crimes of England, 1916), Rimini,
Raffaelli, 2011
L'utopia degli usurai (Utopia Of Usurers, 1917), Excelsior
La superstizione del divorzio (The Superstition of Divorce, 1920),
Cinisello Balsamo, San Paolo, 2011
La nuova Gerusalemme (The New Jerusalem, 1920), Torino, Lindau, 2011
La serietà non è una virtù (The Uses of diversity - A book of
essays, 1921), Torino, Lindau, 2011
Gli alberi dell'orgoglio (The Trees of Pride, 1922), Parma, Nuova
Editrice Berti, 2013
L'uomo che sapeva troppo (The Man Who Knew Too Much, 1922), Torino,
Lindau, 2015
Eugenetica e altri malanni (Eugenics and Other Evils, 1922), Siena,
Cantagalli, 2008
Quello che ho visto in America, (What I saw in America, 1922)
Torino, Lindau, 2011
San Francesco d'Assisi (St. Francis of Assisi, 1923), Torino,
Lindau, 2008
La fine della strada romana (The End of the Roman Road, 1924),
Rimini, Raffaelli, 2010
L'uomo eterno (The Everlasting Man, 1925), Rubbettino, 2008
Il profilo della ragionevolezza (The Outline of Sanity, 1926),
Torino, Lindau, 2011
L'incredulità di padre Brown (The Incredulity of Father Brown,
1926), Casale Monferrato, Piemme, 1998
La Chiesa cattolica (The Catholic Church and Conversion, 1926),
Torino, Lindau, 2010
Il segreto di padre Brown (The Secret of Father Brown, 1927), Casale
Monferrato, Piemme, 1999
Il ritorno di don Chisciotte (The Return of Don Quixote, 1927),
Santa Marizza di Varmo, Morganti, 2012
Il poeta e i pazzi (The Poet and the Lunatics, 1929), Milano,
Bompiani, 2010
Perché sono cattolico (e altri scritti)[55] (The Thing: Why I am a
Catholic, 1929), Gribaudi, 1994
La risurrezione di Roma (The Resurrection of Rome, 1931), Milano,
Jaca Book, 1990
Il racconto del mondo. Chaucer e il medioevo (Chaucer, 1932),
Torino, Lindau, 2012
San Tommaso d'Aquino (St. Thomas Aquinas: The Dumb Ox, 1933),
Torino, Lindau, 2008
Il pozzo e le pozzanghere (The Well and the Shallows, 1935), Torino,
Lindau 2012
Lo scandalo di padre Brown (The Scandal of Father Brown, 1935),
Casale Monferrato, Piemme, 1999
La letteratura inglese e la tradizione latina (1935), Rimini,
Raffaelli, 2009
I paradossi del Signor Pond (The Paradoxes of Mr. Pond, 1936),
Torino, Lindau, 2011
Autobiografia (Autobiography, 1936), Torino, Lindau, 2010
Come si scrive un giallo, Palermo, Sellerio, 2002
L'uomo comune (The Common Man, 1950), Torino, Lindau, 2011
Politica, con un saggio in appendice di Orazio Maria Gnerre, Milano,
NovaEuropa Edizioni, 2017
Summa Chesterthelogica, Macerata Feltria, Casa Editrice Guerrino
Leardini & Centro Missionario Francescano Società
Chestertoniana Italiana, 2020