venerdì 30 dicembre 2022

DE STEFANO Victoria (1940 - 2023)

 

Victoria de Stefano
(21 giugno 1940 – 6 gennaio 2023) è stata una scrittrice, filosofa e pedagogista italo-venezuelana , nota soprattutto per la sua attività di romanziera e saggista.
Victoria de Stefano è nata a Rimini, in Italia, nel 1940, e si è trasferita in Venezuela con la sua famiglia nel 1946. Riflette su questa esperienza in Su vida , una raccolta di testi autobiografici pubblicata nel 2019. 
Ha studiato all'Instituto Politécnico Educacional. Si è laureata in filosofia presso l' Università Centrale del Venezuela (UCV) nel 1962.
De Stefano, suo marito Pedro Duno e i loro due figli andarono in esilio alla fine del 1962. Vissero all'Avana, Cuba; in Algeria; in Svizzera; a Parigi, in Francia; e a Sitges, in Spagna. 
De Stefano e la sua famiglia tornarono a Caracas nel 1966. Lì, lavorò come ricercatrice presso l'Istituto di Filosofia dell'Universidad Central de Venezuela e insegnò Estetica, Filosofia Contemporanea e Teoria dell'Arte sia alla Facoltà di Filosofia che alla Facoltà di Belle Arti. 
De Stefano era sposata con il filosofo Pedro Duno, con il quale ebbe due figli: Rodrigo Duno e Martín Duno. De Stefano e Duno si separarono in seguito.
De Stefano morì a Caracas il 6 gennaio 2023, all'età di 82 anni.

Opere (parziale)
Il desolvido (1971),
Sartre y el marxismo (1975)
La noche llama la noche (1985),
Poesia e modernità , Baudelaire (1984)
El lugar del escritor (1990)
Cabo de vida (1993)
Storie della marcia a torta (1997)
Lluvia (Barcellona: Candaya, 2002)
Paleografías (2010)
Historias de la marcha a pie (Reed. 2013)
Su vida (El Taller Blanco Ediciones, Bogotá. 2019 )
Venimos, vamos (Planeta, 2019)

giovedì 29 dicembre 2022

LARSSON Stieg (1954 - 2004)

 


Stieg Larsson
, nome completo Karl Stig-Erland Larsson (Skellefteå, 15 agosto 1954 – Stoccolma, 9 novembre 2004), è stato uno scrittore, giornalista e critico letterario svedese.
Esperto conoscitore di organizzazioni di estrema destra e neonaziste, è stato fondatore della rivista antirazzista Expo, consulente di Scotland Yard e corrispondente dal Regno Unito, consulente del Ministero della Giustizia svedese, inviato per l'OSCE. È morto improvvisamente per un attacco cardiaco nel 2004. Dopo la sua morte sono stati pubblicati i suoi romanzi polizieschi, facenti parte della serie Millennium, di cui ha scritto i primi tre volumi. È stato il secondo autore più venduto nel mondo nel 2008, dietro l'afghano Khaled Hosseini. Al 2021, la sua trilogia Millennium ha venduto 100 milioni di copie in oltre 40 paesi.
Cresciuto dai nonni materni, Larsson inizia a lavorare facendo i mestieri più vari. Nel 1983 diventa grafico presso l'agenzia di stampa svedese Tidningarnas Telegrambyrå. Poco alla volta si orienta verso il giornalismo diventando critico letterario (romanzi polizieschi e fumetti soprattutto). Nel 1995, dopo l'omicidio di cinque ragazzi a Stoccolma per mano di estremisti di destra, lascia Tidningarnas Telegrambyrå per fondare la rivista trimestrale EXPO, con intenti antirazzisti, rivista che sarà schierata in prima linea contro l'ascesa neofascista in Svezia.
La sua battaglia contro il razzismo, il fascismo e l'estremismo di destra lo porta a scrivere nel 1991, insieme con Anna-Lena Lodenius, Extremhögern ("Estremismo di destra"). Dieci anni dopo pubblica (a quattro mani con Mikael Ekman) Sverigedemokraterna: den nationella rörelsen ("Democratici svedesi: il movimento nazionale"). Tiene conferenze in tutto il mondo e collabora con Scotland Yard. In più occasioni riceve minacce di morte.
Politicamente, Stieg Larsson fu un attivista della Kommunistiska Arbetareförbundet (Lega Comunista dei Lavoratori- sezione svedese della Quarta Internazionale), in contrasto con la scarsa democratizzazione dei Paesi del socialismo reale. Grande
fan di Pippi Calzelunghe, il personaggio creato nel 1945 da Astrid Lindgren, Larsson è stato anche lettore appassionato e profondo conoscitore di fantascienza.
L'autore è morto il 9 novembre 2004 a Stoccolma a causa di un infarto, nella redazione del suo giornale EXPO, a soli 50 anni; il malore sopravvenne dopo che ebbe salito sette rampe di scale per arrivare al suo ufficio, poiché l'ascensore non funzionava. Un personaggio minore di un suo romanzo, curiosamente, era un giornalista che muore d'infarto sul posto di lavoro. Il testamento del 1977, con cui egli disponeva la sua eredità a favore della sede di Umeå della sezione svedese della IV internazionale, è stato ritenuto non valido, per cui i suoi beni e i proventi della vendita dei libri spettano al fratello e al padre, Joakim ed Erland. Nessun diritto all'eredità, nonostante una causa legale, è stato riconosciuto alla sua compagna di sempre, l'architetto Eva Gabrielsson, con cui aveva vissuto per 32 anni. A lei andarono solo i mobili di casa e gli effetti personali, tra cui una bozza per il quarto romanzo della serie Millennium; i primi tre, già consegnati all'editore e patrimonio degli eredi, andarono in stampa postumi con grande successo.
Sino al 2004, anno della sua morte, Larsson aveva pubblicato solamente saggi sulla democrazia svedese e sui movimenti di estrema destra. Solo poco prima di morire Larsson contattò una delle principali case editrici svedesi, la Norstedts, e consegnò una serie di tre romanzi polizieschi che costituiscono la prima parte della serie Millennium. Larsson aveva pensato a una serie di dieci romanzi e prima di morire aveva già sviluppato il quarto e il quinto volume. In seguito alla sua morte, la trilogia conobbe un enorme successo, dapprima in Svezia quindi in Francia, dove fu pubblicato dalla casa editrice Actes Sud, poi in tutta Europa divenendo il caso letterario dell'anno: finora sono stati venduti 8 milioni di copie; i suoi libri sono stati tradotti in 25 paesi. In Italia i suoi libri sono stati tutti pubblicati dalla casa editrice
Marsilio. Durante la sua vita giornalistica si occupò anche dell'omicidio del premier svedese Olof Palme, di cui attribuì la responsabilità all'ambiente neofascista.

Opere
Raccolte di articoli
(con Anna-Lena Lodenius) Extremhögern, Stoccolma, Tidens förlag, 1991.
Överleva deadline - handbok för hotade journalister, Stoccolma, Svenska journalistförbundet, 2000.
(con Mikael Ekman) Sverigedemokraterna: den nationella rörelsen, Stoccolma Ordfront, Expos förlag, 2001.
(con Cecilia Englund) Debatten om hedersmord: feminism eller rasism, Stoccolma, Svartvitts förlag, 2004.
(con Richard Slätt, Maria Blomquist, David Lagerlöf et al.) Sverigedemokraterna från insidan, 2004.
Romanzi
La trilogia Millennium è composta da:
2005 - Uomini che odiano le donne (Män som hatar kvinnor), Marsilio, 2007
2006 - La ragazza che giocava con il fuoco (Flickan som lekte med elden), Marsilio, 2008
2007 - La regina dei castelli di carta (Luftslottet som sprängdes), Marsilio, 2009
Periodici
Svartvitt med Expo, 1999-2002
Expo, 2002-2004
Rapporti di ricerca
Stieg Larsson, Nanna Holst. National Analytical Study on Racist Violence and Cri

mercoledì 28 dicembre 2022

ORCZY Emma (1865 - 1947)

Emma Magdalena Rosalia Maria Josefa Barbara Orczy-Barstow
(Tarnaörs, 23 settembre 1865 – Henley-on-Thames, 12 novembre 1947) è stata una scrittrice britannica di origine ungherese, comunemente nota come Emma Orczy, baronessa Orczy o Emmuska Orczy. Deve la sua fama principalmente alla sua nota saga letteraria La primula rossa.
Figlia del Barone Felix Orczy e della contessa Emma Wass, crebbe nella tenuta di Tisza-Abad, che il padre voleva trasformare in azienda modello, anche attraverso la costruzione di un mulino a vapore e di macchinari d'avanguardia: tali innovazioni, temute dai braccianti e contadini locali, ne scatenarono l'ira, che sfociò in un disastroso incendio (appiccato il 22 luglio 1868).
La famiglia Orczy abbandonò la tenuta per trasferirsi a Budapest e l'episodio rappresentò una svolta importante per la piccola Emma: lasciò per sempre la campagna, passando da una città all'altra, e vide con grande sofferenza il peggioramento caratteriale del padre, profondamente segnato da quello che giudicò un ingrato tradimento da parte dei propri simili. Dopo Budapest gli Orczy si trasferirono a Bruxelles, dove Emma frequentò il Collegio delle suore nel Convento della Visitazione insieme alla sorella Madeleine: la morte di quest'ultima (nel 1873) segnò un colpo decisivo per il morale del barone, che condusse la sua famiglia a Parigi e, nel 1880, finalmente, a Londra.
Da quel momento, Emma iniziò ad ambientarsi "nell'amabile, ospitale Inghilterra", sentendola come vera patria d'adozione, e suo padre finalmente trovò comprensione per le sue qualità di artista. Qui si moltiplicarono le occasioni di partecipare a molti eventi culturali e di vita mondana, ma l'adolescente Emma li viveva in disparte, quasi con sofferenza, sentendosi inadeguata e scialba: tale atteggiamento di fastidio verso gli incontri mondani rimase una costante anche negli anni del successo in età adulta.
L'unica occasione che arrecò vera gioia all'adolescente Emma fu l'incontro con l'Arciduca Rodolfo, figlio dell'imperatrice Elisabetta d'Asburgo ed erede dell'imperatore Francesco Giuseppe ("io, povero, timido, piccolo atomo ebbi l'onore di danzare la csardas con Sua Altezza Imperiale" scrisse nelle sue memorie).
Ma, fatta eccezione per questo episodio, Emma capiva che la sua scarsa avvenenza non le avrebbe permesso di emergere, mentre avrebbe potuto e dovuto fare ricorso alle sue doti di intelligenza e alla sua buona istruzione e cultura: tuttavia, per diverso tempo non seppe verso quale campo (musica, pittura, letteratura) dirigere il proprio estro né la mentalità aristocratica del padre tendeva ad incoraggiare forme di emancipazione femminile.
Finché, alla fine, ottenne il consenso all'iscrizione - come studentessa di pittura - alla West London School of Art: non divenne mai una grande pittrice (anche se alcuni suoi quadri sono esposti presso la Royal Academy a Londra) ma, grazie agli studi d'arte figurativa, iniziò a vedere pittoricamente, a visualizzare scene e personaggi evocati dalla sua immaginazione, un'attitudine che la aiuterà molto (a suo dire, "trascriverli con la mia penna fu una cosa relativamente facile").
Quando incontrò il pittore Montague Barstow ne fu colpita immediatamente e nel 1894 i due si sposarono: fu un vincolo indissolubile, intenso e perfetto (quello fu "il grande anello nella catena della mia vita che mi regalò tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta"); ebbero un figlio, John Montague Orczy-Barstow, che divenne a suo volta scrittore sotto lo pseudonimo di John Blakeney.
Fu proprio il marito a incoraggiare Emma verso la scrittura e la spinse a pubblicare le sue opere.
I lampadari dell'imperatore (The Emperor's Candlesticks) (1899) fu il suo primo romanzo, cui fece seguito una serie di racconti polizieschi pubblicati sul Royal Magazine, che iniziarono a farla conoscere dal pubblico, il quale la apprezzò per il romanzo In Mary's Reign (1901).
Il grande successo arrivò poi, a partire dal 1905, con La Primula Rossa (The Scarlet Pimpernel), che diede inizio ad un ciclo di romanzi legati a tale misterioso personaggio, un nobile inglese che salva le vittime della rivoluzione francese. Riguardo a ciò, ella dichiarò: «Mi è stata spesso posta la domanda: "Ma come ti è venuta l'idea della Primula Rossa?" E la mia risposta è sempre stata: "È stata la volontà del Signore e a voi moderni, che forse non credete come credo io, dirò: nella catena della mia vita ci sono stati così tanti anelli, tutti incentrati nel portare a compimento il mio destino, e nulla può essere così meraviglioso come costruire il destino di un uomo o di una donna."» (Emma Orczy, Links in the Chain of Life)
Un'altra serie fu quella - comparsa tra il 1905 e il 1909 - che ebbe come protagonista il primo armchair detective (detective in poltrona) e che si intitolava The Old Man in the Corner; nello stesso genere si colloca anche il personaggio dell'investigatrice Lady Molly of Scotland Yard (1910).
In italiano, non sussiste una tradizione critica riguardo l'opera di Orczy. Possiamo rifarci, brevemente, intanto a ciò che ne ha scritto Walter Mauro introducendo una ristampa (edita da Newton Compton, Roma) del di lei più celebre romanzo:"La Baronessa Orczy possiede una rilevante grazia espressiva nel disegnare le situazioni e creare quel necessario clima di
sospesa attenzione che conferisce all'intera vicenda un coinvolgente ritmo narrativo. Né manca d'abilità e consumato mestiere nella gestione dei dialoghi, sempre molto funzionali nella loro scarna essenzialità. La Primula Rossa è un romanzo con il quale possiamo dialogare gradevolmente, proprio per quel potenziale di cattura del lettore che posseggono soltanto gli scrittori di razza e d'istinto. E proprio di quest'ultimo elemento non trascurabile è ricca la Baronessa: il che spiega, oltre a tant'altri motivi d'interesse, il successo davvero enorme che La Primula Rossa ha ottenuto nel tempo".
Emma Orczy amava viaggiare: nelle sue memorie ha lasciato pagine dedicate ai suoi soggiorni in Canada, in Transilvania, in Francia e in Italia.
I coniugi acquistarono una residenza per i mesi invernali a Monte Carlo, particolarmente amata, tanto da chiamarla Villa Bijou. Ma quando la costa monegasca iniziò ad essere troppo frequentata la coppia prese a lamentarsi nel vedere "il posto dei nostri sogni trasformato in un'enorme conigliera", e quando una conoscente inglese invitò i coniugi a Lerici, uno dei luoghi italiani più frequentato dai britannici dai tempi di Mary Shelley, essi accettarono di buon grado.
Emma fu letteralmente incantata dal luogo (la casa sulla collina lericina "offre una delle più belle viste sulla terra di Dio"), tanto da decidere per l'acquisto di un terreno dove fece costruire una villa (La Padula), con annesso giardino, tuttora adibita a residenza: qui i coniugi vissero tutti gli autunni e le primavere dal 1927 al 1933 (l'estate in Inghilterra e la restante parte dell'anno a Monte Carlo).
La piega sempre più chiaramente autoritaria assunta dal fascismo iniziò però a contrariare fortemente i coniugi ("l'ambizione, l'amore verso se stesso di un unico uomo aveva trasformato una nazione gentile e spontanea in un mucchio di astiose, maleducate, spregevoli persone: erano proprio così, paurosi anche solo di aprire bocca, paurosi delle loro ombre" ), i quali, con profondo dolore, decisero nel 1933 di vendere la loro villa.
Alla morte del marito nel 1943, Emma visse stabilmente a Montecarlo ancora quattro anni, fino alla sua morte, che la colse al Brown's Hotel di Londra l'11 novembre 1947.

Opere
Old Hungarian Fairy Tales (1895)
The Enchanted Cat (1895)
Fairyland's Beauty (1895)
Uletka and the White Lizard (1895)
I lampadari dell'imperatore[1] (The Emperor's Candlesticks) (1899)
In Mary's Reign (1901) poi The Tangled Skein (1907)
La primula rossa (The Scarlet Pimpernel, 1905)
The Sin of William Jackson (1906)
The Case of Miss Elliot (raccolta di gialli, 1905)
By the Gods Beloved (1905) poi The Gates of Kamt (1907)
I Will Repay (1906)
A Son of the People (1906)
Beau Brocade (1907)
The Elusive Pimpernel (1908)
Beau Brocade (1908)
The Old Man In the Corner (1909)
The Nest of the Sparrowhawk (London: Hodder and Stoughton, 1909)
Lady Molly of Scotland Yard (1910)
Petticoat Government (1910)
A True Woman (1911)
The Duke's Wager (1911)
The Traitor (1912)
The Good Patriots (1912)
Fire in Stubble (1912)
Meadowsweet (1912)
Eldorado (1913)
Unto Cæsar (1914)
The Laughing Cavalier (1914)
A Bride of the Plains (1915)
The Bronze Eagle (1915)
Leatherface (1916)
Lord Tony's Wife (1917)
A Sheaf of Bluebells (1917)
Flower ò the Lily (1918)
The Man in Grey (1918) storie
The Legion of Honour (1918) pièce adattata da A Sheaf of Bluebells
His Majesty's Well-beloved (1919)
The League of the Scarlet Pimpernel (1919)
The First Sir Percy (1921)
Castles in the Air (collection, 1921)
Nicolette: A Tale of Old Provence (1922)
The Honourable Jim (1924)
Pimpernel and Rosemary (1924)
Les Beaux et les Dandys de Grand Siècles en Angleterre (1924)
The Miser of Maida Vale (1925)
A Question of Temptation (1925)
Unravelled Knots (1926)
The Celestial City (1926)
Sir Percy Hits Back (1927)
Skin ò My Tooth (collection, 1928)
The Adventures of the Scarlet Pimpernel (1929)
Blue Eyes and Grey (1929)
Marivosa (1930)
In the Rue Monge (1931)
A Joyous Adventure (1932)
A Child of the Revolution (1932)
The Scarlet Pimpernel Looks at the World (1933)
The Way of the Scarlet Pimpernel (1933)
A Spy of Napoleon (1934)
The Uncrowned King (1935)
The Turbulent Duchess (1935)
Sir Percy Leads the Band (1936)
The Divine Folly (1937)
No Greater Love (1938)
The Gallant Pimpernel (1939) (comprende 4 romanzi))
Mam'zelle Guillotine (1940)
Pride of Race (1942)
The Will-O'-The-Wisp (1947)
Links in the Chain of Life (autobiografia, 1947)
The Scarlet Pimpernel Omnibus (1957)
Un mestiere da donne. Racconti gialli di scrittrici dell''800, a cura di Mirella Scriboni, Ferrara, Luciana Tufani Editrice, 1996

martedì 27 dicembre 2022

WHITE Ethel Lina (1876 - 1944)

  

Ethel Lina White
(Abergavenny, 2 aprile 1876 – Londra, 13 agosto 1944) è stata una scrittrice gallese.
Nata in Galles in una famiglia di nove figli, cominciò a scrivere sin da bambina.
Impiegata presso un ufficio governativo del Ministero delle Pensioni, lasciò l'incarico per dedicarsi alla scrittura. Nel Regno Unito e in America divenne tra gli anni Trenta e Quaranta una celebre scrittrice di romanzi criminali.
Nel 1931 uscì il suo primo romanzo giallo: La vittima è presente (Put Out the Light). La White è nota principalmente per Some Must Watch del 1933, da cui nel 1946 fu tratto il film La scala a chiocciola di Robert Siodmak, e per Il mistero della signora scomparsa (The Wheel Spins) del 1936, su cui Alfred Hitchcock basò nel 1938 il film La signora scompare.

Opere
The Wish-Bone (1927)
Twill Soon Be Dark (1929)
The Eternal Journey (1930)
Put Out the Light (1931), / La vittima è presente, Il Giallo Mondadori n.387
Fear Stalks the Village (1932) / La paura si aggira per il villaggio, Maestri del Mistero volume 8, Il Giallista, Marco Tiano
Some Must Watch (1933), / La scala a chiocciola, I Classici del Giallo Mondadori n. 389 e n. 1154
Wax (1935), / Delitto al museo delle cere, I Classici del Giallo Mondadori n.763
The First Time He Died (1935), / È scomparso un caro ometto, trad. Giuseppina Taddei, Libri Gialli n.253, Mondadori, 1941;
The Wheel Spins (1936), / Il mistero della signora scomparsa, Il Giallo Economico Classico n. 59; ripubblicato come La signora scompare, I Bassotti n. 28
The Third Eye (1937)
The Elephant Never Forgets (1937)
Step in the Dark (1938)
While She Sleeps (1940)
She Faded into Air (1941) / Svanita nel nulla, I Classici dei Gialli Mondadori n.1422, 2019
Midnight House (1942) / La casa dell'oscurità, I Classici del Giallo Mondadori n.1405, gennaio 2018
The Man Who Loved Lions (1943)
They See in Darkness (1944)

Racconti
Miele (Honey, 1935), Collana Supergiallo n.19 del 1 settembre 1946
Cheese
Old Man River
Waxworks, 1935
La vacanza (The Holiday, 1938), edito in Italia nel volume Delitti in campagna, Gli speciali del Giallo Mondadori n.93, marzo 2020
L'allieva d'oro (The Gilded Pupil, 1940, in Detective Stories of To-day, a cura di Raymond Postgate), edito in Italia nel volume La morte fa l'appello, Gli speciali del Giallo Mondadori n.106, giugno 2023

lunedì 26 dicembre 2022

CRUMLEY James (1939 - 2008)

 

James Arthur Crumley
(Three Rivers, 12 ottobre 1939 – Missoula, 17 settembre 2008) è stato uno scrittore statunitense, considerato il più importante autore di romanzi hard boiled degli anni settanta e ottanta.
Si diploma alla high school a pieni voti e, per qualche tempo, accarezza l'idea di una carriera sportiva nel football americano. Poi si iscrive al Georgia Institute of Technology, intenzionato a entrare nella CIA, ma lo lascia per arruolarsi nell'esercito americano dal 1958 al 1961.
Al ritorno dal servizio militare si iscrive al Texas College of Arts and Industries, ma si trasferisce ben presto all'Università dell'Iowa, dove trova insegnanti come il poeta Richard Hugo e il romanziere Richard Yates: alla base del suo primo romanzo, pubblicato nel 1969 con il titolo Uno per battere il passo (One to Count Cadence), c'è proprio la sua stessa tesi di laurea.
Crumley è l'autore di L'ultimo vero bacio (The Last Good Kiss, 1978), considerato dalla critica uno tra i migliori romanzi hard boiled nella storia del giallo e da cui il regista Walter Hill aveva progettato di trarre un film, che non venne mai realizzato e del quale lo stesso Crumley aveva scritto la sceneggiatura.
Oltre a numerosi racconti e romanzi, che hanno goduto di notevole successo di critica e pubblico, Crumley ha scritto molte sceneggiature e testi teatrali, in gran parte rimasti inediti. Nel 1995 scrive la prima sceneggiatura di Dredd - La legge sono io, tratto dall'omonimo fumetto e affidato al regista Danny Cannon. Ma la produzione, dopo una lunga serie di modifiche, finisce per affidare la versione definitiva a William Wisher Jr. e Steven E. de Souza.
Crumley ha insegnato per lungo tempo scrittura creativa all'Università del Texas di El Paso.
Pare che a lui sia ispirata la figura del detective Crumley, personaggio di una trilogia a sfondo hard boiled di Ray Bradbury, anche se lo stesso Bradbury ha sempre sostenuto trattarsi di una coincidenza. Affezionato frequentatore di un saloon di Missoula chiamato Charlie's Bar,
Crumley ha spesso tratto ispirazione per i suoi personaggi dalla singolare clientela del locale.
Nel 1994 lo scrittore ha vinto il Premio Hammett con il romanzo L'anatra messicana, mentre nel 2002 ha vinto il Silver Dagger Award con il romanzo La terra della menzogna (The Final Country).
Muore nel 2008 dopo una serie di gravi problemi di salute, che ne avevano alla lunga minato la pur forte fibra. Crumley si è sposato cinque volte.
Tutte le sue opere sono in corso di pubblicazione italiana, con nuove traduzioni, per Einaudi Stile Libero.

Opere
Romanzi con Milton Chester Milodragovitch
1975 - Il caso sbagliato (The Wrong Case), traduzione di Marcello Jatosti, Giallo Mondadori n. 2428; nuova traduzione integrale di Luca Conti, 2008, Einaudi Stile Libero
1983 - Dalla parte sbagliata (Dancing Bear), traduzione di Annamaria Biavasco, Interno Giallo; ristampa: Giallo Mondadori n. 2492; nuova traduzione integrale di Luca Conti, 2010, col titolo La cattiva strada, Einaudi Stile Libero
2001 - La terra della menzogna (The Final Country), traduzione di Luca Conti, Einaudi Stile Libero

Romanzi e racconti con C.W. Sughrue
1978 - L'ultimo vero bacio (The Last Good Kiss), traduzione di Edoardo Erba, Giallo Mondadori n. 1712 e Classico del Giallo n. 755; nuova traduzione integrale di Luca Conti, Einaudi Stile Libero
1993 - L'anatra messicana (The Mexican Tree Duck), traduzione di Carlo Oliva, Baldini Castoldi Dalai; ristampa: Giallo Mondadori n. 2615 (Hammett Prize 1994)
1999 - La scrofa messicana (The Mexican Pig Bandit), traduzione di Sergio Altieri, racconto apparso nell'antologia "The Dark Side", Einaudi
2005 - Una vera follia (The Right Madness), traduzione di Luca Conti, Einaudi Stile Libero 

Romanzi con Milodragovitch e Sughrue
1996 - Il confine dell'inganno (Bordersnakes), traduzione di Sergio Altieri, I Blues, Arnoldo Mondadori Editore

Altri romanzi
1969 - Uno per battere il passo (One to Count Cadence), traduzione di Fabrizio Pomioli, Esedra 

Racconti, raccolte di racconti, articoli e sceneggiature

1987 - Pigeon Shoot (sceneggiatura)
1988 - Whores (raccolta di racconti)
1991 - Muddy Fork and Other Things (racconti, saggi e articoli)
1996 - Sorgenti calde (Hot Springs), traduzione di Silvestro Pontani, compreso in Black Kiss - 16 storie gialle (Murder for Love), Giallo Mondadori
2003 - Ostaggi (Hostages), traduzione di Alfredo Colitto, compreso in Gli occhi della paura, Piemme 

domenica 25 dicembre 2022

CROWLEY Aleister (1875 - 1947)

Edward Alexander Crowley
, detto Aleister (Leamington Spa, 12 ottobre 1875 – Hastings, 1º dicembre 1947), è stato un esoterista, astrologo, scrittore, poeta e alpinista britannico.
Nel 1898 si unì all'Ordine Ermetico dell'Alba Dorata che lo porterà a trascorrere un periodo in Egitto, dove compose l'opera The Book of the Law, nel 1904 e a elaborare la religione denominata Thelema.
Nel 1920, dopo una permanenza negli Stati Uniti d'America e altri viaggi in Cina, India, Algeria, Messico e Francia, si stabilì a Cefalù in Sicilia, dove istituì il suo centro mondiale dell'Abbazia di Thelema, luogo in cui visse con alcuni seguaci prima di essere espulso dal Regno d'Italia, ufficialmente per sospetto antifascismo, in realtà a causa di una morte sospetta legata alle pratiche nell'abbazia.
Figura assai controversa, che si definiva "la Bestia 666", è considerato il fondatore del moderno occultismo e fonte di ispirazione per il satanismo, sebbene la maggioranza degli studiosi considerino Crowley non coinvolto con queste pratiche (sosteneva nella maggioranza dei suoi scritti che Satana/Lucifero non esistesse affatto, e non andasse quindi adorato in quanto contraltare del Dio ebraico-cristiano, anch'esso inesistente secondo Crowley) e sostanzialmente non violento (anche se probabilmente compì dei sacrifici animali a Cefalù), ma solo protagonista di una "leggenda nera". È considerato una figura chiave nella storia dei nuovi movimenti magici. A Crowley è attribuito il maggior tentativo di creare una «religione magica», fondata principalmente sulla magia sessuale e la via della mano sinistra, per l'epoca contemporanea e la sua influenza sul coevo ambiente magico è stata fondamentale.
Nacque al n.30 di Clarendon Square a Royal Leamington Spa, nel Warwickshire, tra le 23 e mezzanotte del 12 ottobre 1875. Il padre, Edward Crowley, studiò da ingegnere ma non esercitò mai la professione, limitandosi a dedicarsi all'attività familiare di fabbricante di birra. Entrambi i suoi genitori erano membri di un raggruppamento di cristiani evangelici, ma nonostante questo il giovane Edward Alexander ebbe modo di conoscere e apprezzare i lavori grafici di Aubrey Beardsley.
Crowley crebbe in un contesto fortemente religioso, al punto che i bambini della famiglia potevano avere contatti solamente con coloro che condividevano la fede religiosa dei coniugi Crowley. In particolare il padre predicava incessantemente la sua dottrina, era autore di diversi testi di divulgazione e studiava quotidianamente le sacre scritture, obbligando il figlio a partecipare alle sue attività.
Il 29 febbraio 1880 i coniugi Crowley diedero alla luce una bambina di nome Grace Mary Elizabeth, che però morì dopo solo cinque ore dal parto. Crowley vide il corpo inerte della sorella e anni dopo ricorderà così l'evento (scrivendo in terza persona): «L'avvenimento ebbe un curioso effetto su di lui. Non capì perché dovesse esserne disturbato così inutilmente. Egli non avrebbe potuto fare alcunché di buono; la bambina era morta; non erano affari suoi. Questa disposizione d'animo persistette nella sua vita. Egli non assistette mai a nessun funerale, eccetto quello di suo padre, al quale non gli dispiaceva di partecipare, giacché sentiva essere se stesso il vero nucleo dell'interesse.»
Il 5 marzo 1887 Crowley perse il padre per via di un cancro alla lingua. Questo fu un punto cruciale della sua vita e dopo questo evento comincerà a scrivere, in prima persona, le sue memorie. Dopo la morte del padre, Crowley si chiuse in sé stesso, cominciò a distaccarsi sempre più dagli insegnamenti religiosi e i continui tentativi della madre di farlo tornare sui suoi passi servirono solo ad aumentare il suo scetticismo. La madre cominciò a rimproverarlo per i suoi continui atteggiamenti ribelli arrivando anche a chiamarlo Bestia (dall'Apocalisse di Giovanni, un soprannome che il futuro Aleister farà suo). In questo
periodo Crowley si rese conto che molte di quelle attività che la madre chiamava «peccaminose» in realtà lo attraevano. Una volta ad esempio testò se i gatti avessero nove vite e così ne uccise uno annotando il tutto sul suo diario.
Dopo aver frequentato il Malvern College e la Tonbridge School, nel 1895 si iscrisse al Trinity College dell'Università di Cambridge con l'intento di studiare filosofia ma in seguito scelse, dietro consiglio di un tutor appartenente ai filomati, di studiare letteratura inglese. I tre anni trascorsi a Cambridge furono particolarmente piacevoli e allegri, anche perché Crowley poteva godere della consistente eredità paterna.
In questo periodo ruppe definitivamente con la religione. Scrisse: «La Chiesa Anglicana […] era sembrata un'opprimente tirannia, tanto orribile quanto quella dei Confratelli di Plymouth: meno ragionevole e più ipocrita.». «Quando scoprii che (frequentare) la cappella era obbligatorio reagii immediatamente. Il decano più giovane mi richiamò perché io non frequentavo la cappella, cosa che certamente non avevo intenzione di fare, poiché ciò comportava alzarsi presto. Mi giustificai sulla base del fatto che io ero stato educato presso i Confratelli di Plymouth. Il decano mi chiese di venire a visitarlo occasionalmente ed a discutere dell'argomento, ed io ebbi la sbalorditiva impudenza di scrivergli che "il seme piantato da mio padre, annaffiato dalle lacrime di mia madre, avrebbe potuto dimostrarsi una pianta troppo difficoltosa da estirpare persino con la sua eloquenza ed i suoi insegnamenti".»
Nel dicembre 1896 Crowley cominciò a interessarsi di occultismo e misticismo. In breve tempo si dedicherà sempre più assiduamente alla lettura di libri di alchimia e misticismo,
oltre che a libri di magia e paranormale. In questi anni ebbe anche la sua prima esperienza omosessuale. Nel 1897 Crowley s'iscrisse al club di scacchi del college ottenendo grande successo. In ottobre fu colpito da una malattia che lo portò a riflettere molto sull'esistenza umana e lo convinse a mettere da parte la carriera diplomatica che aveva inizialmente pianificato.
A Cambridge si definì "La Grande Bestia" e "666", numero preso dal Capitolo 13 del Libro dell'Apocalisse.
Un anno dopo pubblicò il suo primo libro di poesie: Aceldama; poi lasciò Cambridge, incontrando Julian L. Baker (Fratello D. A.) che lo presentò a Samuel Liddell MacGregor Mathers, introducendolo nell'Ordine Ermetico dell'Alba Dorata (Golden Dawn).
Negli anni universitari (successivi al 1895), Crowley fu sessualmente molto attivo, ebbe frequenti rapporti sessuali con ragazze abbordate nei locali del posto e spesso anche con prostitute; inoltre ebbe sempre più frequenti relazioni omosessuali, in cui preferiva intraprendere il ruolo recettivo. Nel corso della sua vita, Crowley praticherà più volte rituali magico-sessuali sia con donne sia con uomini. Il biografo Sutin, nella sua opera biografica sull'occultista, racconta di un'importante relazione di Crowley con un individuo di nome Herbert Charles Pollitt, conosciuto a Cambridge nel 1897. Pollitt non condivideva gli studi occulti di Crowley e per questo pose fine alla loro relazione. Anni dopo Crowley commenterà così: «Gli raccontai sinceramente di come la mia vita fosse dedicata alla religione e di come egli non fosse adatto a questo schema. M'accorgo adesso di quanto imbecille io sia stato, di
quanto mostruosamente sbagliato e distorto sia respingere qualunque parte della personalità di qualcuno.»
A 23 anni Crowley entrò a far parte dell'Hermetic Order of the Golden Dawn e il suo percorso spirituale proseguì con lo studio delle opere di William Butler Yeats e Arthur Edward Waite, criticandole aspramente sul The Equinox e diventando un nemico degli autori. Nel 1899 acquistò e si trasferì nella celebre Boleskine House. Un amico ed ex-membro della Golden Dawn, Allan Bennett, lo introdusse alle idee del buddhismo, mentre Samuel Liddell MacGregor Mathers lo istruiva sulla magia del mondo occidentale. Mathers e Crowley in seguito inizieranno inesorabilmente a distaccarsi e Crowley perderà rapidamente fiducia nel suo maestro. Nell'ottobre 1901, dopo aver studiato il Raja Yoga, affermò di aver raggiunto il dhyāna, descrivendone lo stato nel suo libro Magick.
Ufficialmente Crowley e Mathers continuarono a coesistere nella Golden Dawn fino al 1904, tuttavia i primi attriti tra i due risalgono almeno al 1900 (se non prima). In seguito alla scissione all'interno del movimento, Crowley lasciò il suo Paese e andò a vivere per un breve periodo in Messico con la moglie (Rose Edith Kelly, sposata nel 1903), abbandonando la Golden Dawn. Diversi anni dopo Mathers reclamò la paternità (e i conseguenti diritti) su alcuni dei rituali e delle idee di Crowley. In Messico Crowley, che era stato iniziato alla massoneria in Francia l'8 ottobre 1904 nella Anglo-Saxon Lodge No. 343 della Gran Loggia di Francia, diventando compagno il 5 novembre e maestro il 17 dicembre dello stesso anno, ricevette il 33º grado del rito scozzese antico ed accettato e continuò i suoi studi isolato dal
resto della comunità esoterica, in questo periodo scoprì e cominciò a usare con frequenza la parola Abracadabra. Terminata l'esperienza in Centroamerica ritornerà a Boleskine House.
Nel 1904, durante una vacanza a Il Cairo, fu protagonista di un evento mistico che lo spinse a fondare il culto di Thelema, successivamente praticato poi nella confraternita chiamata Ordo Templi Orientis (O.T.O.). La moglie di Aleister cominciò a trovarsi in uno stato anormale, e questo convinse il marito che c'era una entità sovrumana che si era messa in contatto con lei. Il 20 marzo Crowley seguì le indicazioni dettate dalla moglie in stato di trance ed eseguì (con successo, secondo quanto scrisse in seguito) un rito di invocazione al dio egiziano Horus. Il dio gli avrebbe comunicato l'imminente inizio di un nuovo eone magico, e gli affidava l'incarico di profeta. L'8 aprile e i due giorni successivi Crowley affermò di aver udito una voce che gli dettava un testo che lui trascrisse e in seguito pubblicò con il nome The Book of the Law. Secondo Crowley la voce proveniva da uno spirito di nome Aiwass (o Aiwaz), il ministro di Horus. Una buona parte del testo è composto da un cifrario numerico che lo stesso Crowely affermava di non essere in grado di decifrare.
Nel giugno del 1904 Rose e Aleister ebbero una figlia a cui fu dato il nome Nicole Ma Ahathoor Hecate Sappho Jezebel Lilith Crowley; la bambina morirà nel 1906 al ritorno da un viaggio in Cina. Nell'estate dello stesso anno la coppia ebbe un'altra bambina, che essi chiamarono Lola Zaza. Aleister elaborò un nuovo rituale per ringraziare della sua nascita. In seguito riprenderà ed elaborerà più volte questo ed altri rituali della sua dottrina. Nel 1907 accaddero due importanti eventi nella vita di Crowley. Riformulò l'ordine dell'Argenteum
Astrum (A∴A∴) e cominciò a scrivere gli Holy books of Thelema, ovvero i testi sacri del culto di Thelema. Aleister e Rose divorziarono nel 1909. Nel 1910, Crowley eseguì insieme ai membri dell'A∴A∴ una serie di riti detti Riti di Eleusis.
Con le prime brezze della imminente prima guerra mondiale, Crowley preferì trasferirsi negli Stati Uniti, a New York, dove poté tranquillamente praticare la magia da maestro dell'Argenteum Astrum (A∴A∴). Nel giugno del 1915 fu introdotto dall'amica Jeanne Foster e dalla giornalista Hellen Hollis nelle alte sfere fashion della Grande Mela. In particolare, ebbe poi una relazione con la Foster, dalla quale pretese un figlio maschio. Ma, a dispetto di una serie di operazioni e riti magico-sessuali, non rimase incinta.
Nello stesso anno "scrisse alcuni pezzi eccellenti di astrologia che Evangeline Adams, l'astrologa delle celebrità dell'epoca, pubblicò facendoli passare come farina del suo sacco, senza dare a Crowley credito né compensi di sorta".
A novembre dello stesso anno Crowley si recò a Vancouver, in Canada, per incontrare il membro della loggia O.T.O. (Ordo Templi Orientis) che faceva parte del suo progetto Thelema, tale Wilfred Smith e che aprirà una sede della setta in California, nel 1930. Al suo ritorno a New York, Crowley dapprima praticò della magia sessuale con la prostituta tedesca Gerda Von Kothek, e poi ebbe una relazione con il mezzosoprano Ratan Devi, al secolo Alice Richardson, moglie dello storico dell'arte Ananda Coomaraswamy. La cantante rimase incinta di Crowley, ma durante un viaggio in Inghilterra ebbe un aborto spontaneo.
Nel giugno del 1916 Crowley quindi si stabilì in una casetta del New Hampshire, dove
continuò i suoi studi ed esperimenti magici. Nel 1917 si ritirò presso una isoletta del fiume Hudson. Dopo l'acquisto di grandi quantità di vernice rossa al posto del cibo, dipinse la frase "Fai ciò che vuoi" sui grandi scogli di entrambi i lati dell'isola, ricevendo doni da parte dei visitatori curiosi. Per ultimo, eseguì poi un rito magico-sessuale con la pittrice Leah Hirsig, dopodiché ritornò in Europa.
Crowley diede vita al centro della sua religione magica con una comunità a Cefalù dove, nel marzo del 1920, in una villa presa in affitto, creò la leggendaria Abbazia di Thélema, ispirata a quella omonima che François Rabelais, nel Cinquecento, aveva fatto erigere da uno dei suoi più celebri personaggi, il gigante Gargantua, con l'unica regola: "Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge, Amore è la legge, amore sotto la volontà" "perché le persone libere e colte, sentono per natura un istinto ed inclinazione che li spinge ad atti virtuosi, e li tiene lontani dal vizio, inteso come religione".
Con l'avvento del fascismo, fu espulso dall'Italia da Benito Mussolini alla fine del mese di aprile del 1923, ufficialmente per sospette attività antifasciste, in realtà a causa di una morte sospetta all'interno del suo tempio.
Nel febbraio 1924 Crowley visitò l'Institute for the Harmonious Development of Man di Georges Ivanovič Gurdjieff, ma non incontrò il fondatore o secondo altri lo incontrò dicendogli che per lui era un mago nero e che lo stimava ma l'altro rifiutò questa visita e lo trattò da cialtrone; nei suoi scritti privati Crowley criticherà molti aspetti delle pratiche e degli insegnamenti di Gurdjieff. Quest'ultimo, dal canto suo, non tardò a reagire in modo sdegnato alla visita di Crowley. Il 16 agosto 1929 Crowley sposò Maria de Miramar a Lipsia, la donna
proveniva dal Nicaragua. I due si separarono di fatto nel 1930 ma non divorziarono mai ufficialmente.
Nel settembre del 1930 Crowley giunse a Lisbona in compagnia della giovane artista tedesca Hanni Jaeger. A Lisbona incontrò il grande poeta portoghese Fernando Pessoa, esperto astrologo e cultore dell'occultismo. I due si erano conosciuti tramite corrispondenza, dopo che Pessoa (oltre ad avere tradotto Inno a Pan in portoghese) aveva corretto un oroscopo fatto da Crowley, inviandogli la spiegazione dell'errore. Il mago inglese rimase colpito da tale gesto e da tanta perizia e volle incontrarlo durante la sua visita. La storia di questo incontro sfiora il paradosso. Sta di fatto che Crowley scomparve alcuni giorni dopo alla Boca do Inferno di Cascais, lasciando un porta sigarette e un misterioso messaggio. Sia Pessoa che il suo amico giornalista e occultista Ferreira Gomes furono a lungo interrogati dalla polizia, ma di Crowley nessuna traccia. Egli ricomparve a Londra alcuni giorni dopo: si trattò, probabilmente di una farsa ordita dal mago, Pessoa e da Ferreira Gomes e perfettamente riuscita. Le dichiarazioni di Pessoa al Diario de Noticias sull'argomento sono raccolte in Ultimatum e altre esclamazioni. Il libro da cui viene ripreso questo riporta più o meno le stesse posizioni di Introvigne.
Nel 1934 fu soggetto di una dichiarazione di bancarotta, infatti perse la causa legale con cui aveva citato l'artista Nina Hamnett, accusandola di averlo diffamato nel libro del 1932 Laughing Torso. Durante la seconda guerra mondiale, alcuni personaggi illustri (tra cui lo scrittore Ian Fleming) affermarono che Crowley aveva aiutato l'MI5 in alcune operazioni riguardanti l'ufficiale nazista Rudolf Hess, che in piena seconda guerra mondiale si
paracadutò in Scozia per convincere gli inglesi ad allearsi al Terzo Reich, ma fu catturato e imprigionato dall'esercito inglese e infine processato e condannato a vita a Norimberga. C'erano contatti tra le società segrete inglesi e tedesche, delle quali Hess faceva parte, per impedire la separazione che poi portò alla guerra mondiale.
Nell'aprile 1945 viene ammesso nell'ordine di Crowley Lafayette Ronald Hubbard. Non è chiaro se i due si siano mai incontrati personalmente ma è certo che i due inizialmente erano affascinati dalla reciproca opera, ed è probabile che si siano contattati tramite lettere e carteggi. Tuttavia in seguito Hubbard comincerà a distanziarsi parecchio dall'ideologia comune (arrivando a fondare Dianetics e poi Scientology) e questo porterà Crowley a disprezzarlo e a giudicarlo un ciarlatano arrivando a definirlo «zoticone rubasoldi» in una lettera. Hubbard sostenne in più occasioni di essere stato un grande amico personale di Crowley, tuttavia la citata lettera sembra provare il contrario e smentire le affermazioni di Hubbard. Quest'ultimo secondo alcune fonti o secondo lui stesso sarebbe stato inviato dai servizi segreti per infiltrare il movimento di Crowley e combattere le sue pratiche malefiche.
Aleister Crowley morì di degenerazione del miocardio e bronchite cronica ad Hastings la notte del 1º dicembre 1947 all'età di 72 anni. Nel corso della sua vita aveva fatto largo uso di eroina ma aveva smesso da alcuni anni per cominciare a fare uso in grandi quantità di morfina per curare asma e bronchite. Il suo ultimo dottore, un medico di nome Thomson, morì il giorno dopo di lui e questo permise ai giornali di speculare sulla eventualità che Crowley avesse lanciato una maledizione sul medico. Fu cremato il 5 dicembre 1947 a Brighton.

Opere e analisi
Le opere di Aleister Crowley si caratterizzano per l'utilizzo spregiudicato e apertamente magico della Qabalah e dei nomi angelici in lingua ebraica. In effetti, al di là di ogni valutazione etica ed estetica, con il suo determinare il proliferare di studi - propri o impropri - della tradizione cabalistica, l'opera di Crowley ha reso necessario un chiarimento autentico su cosa sia la Qabalah, e ciò è puntualmente avvenuto attraverso soprattutto le opere di uno studioso ebreo che rappresenta un altro punto di svolta fondamentale del pensiero moderno: Gershom Scholem.
Libri come Le grandi correnti della mistica ebraica o Shabbatai Tzevi, il messia mistico, manifestano - sia pure con un richiamo a Crowley sporadico, se non del tutto assente - la preoccupazione e il dovere di chiarire a un Occidente sempre più attento, cosa sia effettivamente la Qabalah, allontanandola dalla prospettiva strettamente magica e inserendola in un contesto più aderente alla realtà tradizionale entro la quale tale pensiero si sviluppa e procede, restituendola al suo fondamentale valore di criterio interpretativo delle Sacre Scritture. Crowley ha estrapolato numerosi rituali da fonti bibliche.
Esse sono:
White Stains
Magick , Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma 1976
La figlia della luna (Moonchild)
Trattato di astrologia magica
Il libro di Thoth
Liber Aleph
The Equinox
The Winged Beetle, Teitan Press, 1992, Chicago (IL)
Diario di un drogato
De arte magica
Il libro della legge
The Psychology of Hashish
The Green Goddess

sabato 24 dicembre 2022

CHESTERTON Gilbert Keith (1874 - 1936)

 
Gilbert Keith Chesterton
, spesso citato come G. K. Chesterton (Londra, 29 maggio 1874 – Beaconsfield, 14 giugno 1936), è stato uno scrittore, giornalista, critico letterario, critico d'arte e poeta britannico.
Chesterton è ampiamente considerato uno degli scrittori più influenti del Novecento, nonché uno dei massimi rappresentanti cattolici della storia della letteratura.
Scrittore estremamente prolifico e versatile, pubblicò oltre ottanta libri, centinaia di poesie e racconti e numerose opere teatrali. Egli è anche noto per essere il creatore della popolare serie con protagonista la figura di padre Brown. Tra le figure che hanno elogiato le opere di Chesterton figurano letterati come il premio Nobel Sigrid Undset, Ernest Hemingway, George Orwell, Italo Calvino e T.S Eliot, ma anche intellettuali come Antonio Gramsci e George Bernard Shaw.
Utilizzò molto il paradosso e la polemica, contribuendo inoltre alla teoria economica del distributismo, che teorizzò con l'amico e collega Hilaire Belloc. Con quest'ultimo, Chesterton formò un sodalizio intellettuale e umano, spesso definito Chesterbelloc, che divenne simbolo di un sofisticato ed originale pensiero cattolico.
«Tutta la scienza, anche la scienza divina, è una sublime storia gialla. Solo che non è impostata per rivelare perché un uomo sia morto, ma il segreto più oscuro del perché egli viva.» (Gilbert Keith Chesterton, La mia fede)
Chesterton nacque a Londra il 29 maggio 1874 da una famiglia borghese di confessione anglicana ma che successivamente aderì alla Chiesa Unitariana. Il padre era Edward Chesterton, originale agente immobiliare in società con il fratello, la madre era Marie-Louise Grosjean, figlia di un predicatore laico calvinista svizzero e di una donna scozzese che aprì al nipote Gilbert il mondo delle fiabe, cui questi rimarrà legato per sempre.
Ebbe una sorella, morta in tenera età, ed il fratello Cecil, più giovane di lui di cinque anni, con cui costituì un sodalizio culturale oltre che familiare notevolissimo. Alla nascita del fratello Chesterton riferisce —nella sua autobiografia— di aver detto soddisfatto: «Finalmente avrò un pubblico a cui parlare».
Gilbert impara a leggere piuttosto tardi, e nei primi anni di vita viene considerato di intelletto non molto sveglio. Viene educato alla St Paul's School, quindi frequenta la Slade School of Art dove studia pittura e, in seguito, l'University College di Londra, che però abbandonerà senza aver conseguito la laurea.
A vent'anni, complici l'insuccesso universitario, l'allontanamento dai rapporti di amicizia del periodo scolastico e l'insorgere di tante domande sulla vita, Chesterton viene colpito da una grave forma di depressione e da una crisi di scetticismo durante la quale si avvicina al solipsismo e allo spiritismo. Ne parlerà esplicitamente anche nella sua Autobiografia. Superata questa grave crisi attraverso le letture, in particolare del Libro di Giobbe, si assiste ad una vera e propria rinascita e al suo ritorno al cristianesimo.
Nel 1895 Chesterton inizia a lavorare per l'editore londinese Redway e per T. Fisher Unwin. Molti suoi lavori, poi raccolti nel volume dal titolo The defendant (l'opera, il cui titolo significa letteralmente L'imputato, è stata inizialmente tradotta in italiano come Il bello del brutto) vengono pubblicati in giornali come The Speaker, il Daily News, l'Illustrated London News, l'Eye Witness, il New Witness (questi ultimi due sono fogli a cui diede vita Chesterton stesso, il primo con suo fratello Cecil e Hilaire Belloc, il secondo con Belloc dopo la morte a causa della prima guerra mondiale di suo fratello Cecil), e nel settimanale che egli dirige personalmente per undici anni, il GK's Weekly.
Nel 1900 scrive la sua prima raccolta di poesie, The Wild Knight, a cui seguiranno articoli di critica letteraria sullo Speaker e sul Daily News. L'anno seguente sposa Frances Blogg. Nel
1905 pubblica Eretici. Tre anni dopo, nel 1908, scrive Ortodossia, forse il suo saggio più importante, una sorta di autobiografia filosofica, che continua in parte tematiche apparse nell'opera del 1905. Nel 1909 si trasferisce con la moglie a Beaconsfield dove vivrà fino alla morte.
Tra il 1911 e il 1936 Chesterton inizia a scrivere i racconti di padre Brown (molti dei quali ancora inediti). Nel 1914 una grave malattia gli fa rischiare la vita.
Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale Chesterton fonda con lo scrittore Hilaire Belloc la Lega distributista allo scopo di aiutare lo sviluppo della piccola proprietà e della piccola industria mediante la divisione e la ridistribuzione delle grandi proprietà latifondiste. Di Belloc fu molto amico, tanto che George Bernard Shaw coniò il termine "Chesterbelloc" per indicare il loro sodalizio letterario e di amicizia.
Nel 1922 Chesterton lascia l'anglicanesimo e si converte al cattolicesimo a cui da molti anni si era già avvicinato, anche grazie all'amicizia di padre John O'Connor (il sacerdote irlandese che gli ispirerà il personaggio di padre Brown) e di Hilaire Belloc. Viene battezzato da Vincent McNabb, padre domenicano, anche lui fervente distributista ed irlandese come padre O'Connor.
Nel 1934, dopo aver ricevuto diverse lauree honoris causa dalle Università di Edimburgo, Dublino e di Notre Dame, gli viene conferito il titolo di cavaliere dell'Ordine di San Gregorio Magno.
Lontano da ogni forma di irenismo e di ottimismo mondano, denunciò la scristianizzazione
della modernità, più dovuta allo smarrimento della ragione che della morale: «Il mondo moderno ha subìto un tracollo mentale, molto più consistente del tracollo morale».
Chesterton morì la mattina del 14 giugno 1936 di insufficienza cardiaca, dopo quella che lui definì "una vita immeritatamente felice". Ad assisterlo, nei due giorni precedenti la morte, sua moglie Frances Blogg, la segretaria Dorothy Collins (una sorta di figlia per i Chesterton) e alcuni amici: padre John O'Connor, che diceva messa per la sua guarigione; padre Vincent McNabb, che cantò secondo l'antico uso domenicano il Salve Regina e che, vedendo sul tavolo la penna con cui Gilbert aveva scritto migliaia di pagine, la prese e la benedisse; monsignor Smith, il suo parroco, che gli impartì l'estrema unzione e l'eucaristia.
Le ultime parole, il giorno prima della morte, furono per la moglie ("ciao, mia amata") e per la segretaria ("ciao, cara"). La sua bara, troppo grande per essere trasportata per le scale (Gilbert era alto circa un metro e novanta e pesava oltre centotrenta chilogrammi), dovette essere calata dalla finestra. Il funerale si svolse a Beaconsfield e seguì circa un mese dopo una messa celebrata nella cattedrale di Westminster; il panegirico fu pronunciato da mons. Ronald Knox, anche lui convertito e scrittore di gialli.
Chesterton è sepolto nel cimitero cattolico di Beaconsfield, situato vicino alla Chiesa parrocchiale di Santa Teresa del Bambin Gesù, nel Buckinghamshire.
Chesterton è stato giornalista, polemista e scrittore fertilissimo; in trent'anni ha infatti scritto quasi cento libri tra cui alcuni saggi e biografie (su Charles Dickens, Francesco d'Assisi e Tommaso d'Aquino), composto poesie, opere teatrali (Magia), romanzi, racconti brevi, un
numero difficilmente calcolabile di articoli di giornale (firmati GKC) e partecipato a numerose dispute con H. G. Wells e George Bernard Shaw. È stato uno degli scrittori più prolifici del Novecento. È inoltre uno dei pochi intellettuali ad avere avuto il coraggio di opporsi pubblicamente alla guerra boera. Quando gli fu commissionato di scrivere un libro su san Tommaso d'Aquino, mandò la segretaria a scegliere una pila di libri su san Tommaso in biblioteca, aprì il primo in cima alla pila, lo scorse con il dito, lo chiuse e procedette a dettare un libro su san Tommaso. Scrisse questo libro in contemporanea ad altri, per cui, mentre dettava gli altri libri alla Collins che li dattilografava, ogni tanto intercalava e chiedeva: "Vogliamo fare un po' di Tommy?", riferendosi alla biografia del Santo Aquinate. Il riconosciuto studioso tomistico Étienne Gilson ne disse: "Lo considero senza possibilità di paragone il miglior libro mai scritto su san Tommaso. Nulla di meno del genio può rendere ragione di un tale risultato...". 
Collaborò, tra l'altro, alle riviste italiane La Ronda (animata tra gli altri da Emilio Cecchi, che lo incontrò e intervistò più volte) e Il Frontespizio.
Chesterton è stato un oppositore del movimento popolare delle cd. suffragette, che rivendicava l'estensione del diritto di voto alle donne che all'epoca (primi anni del Novecento) ne erano prive, avendo tra l'altro affermato, nel proprio libro "Cosa c'è di sbagliato nel mondo" (1910), che la maggior parte delle donne in realtà non avrebbe desiderato votare considerando la partecipazione alla politica indegna della propria identità sessuale, e che quindi sarebbe stato un atto di democrazia negare il voto alle donne. Anche nella raccolta di articoli e saggi intitolata "All things considered" (1908) Chesterton sostiene che la
rappresentazione popolare delle suffragette come donne brutte e sciatte sarebbe stata erronea, ma che l'istinto ad essa sottostante sarebbe stato invece giusto, in quanto alla base del movimento vi sarebbe la volontà di rendere la donna priva di dignità e grottesca.
Oltre ad essere l'autore della serie di Padre Brown, Chesterton ha dedicato numerosi scritti alla critica del genere poliziesco. Alcuni di brevi saggi sono raccolti in due volumi editi in italiano: L'imputato e Come si scrive un giallo.
Chesterton pubblicò cinque volumi dedicati ai racconti di padre Brown:
L'innocenza di padre Brown (The innocence of Father Brown, 1911)
La saggezza di padre Brown (The wisdom of Father Brown 1914)
L'incredulità di padre Brown (The incredulity of Father Brown, 1926)
Il segreto di padre Brown (The secret of Father Brown, 1927)
Lo scandalo di padre Brown (The scandal of Father Brown, 1935)

Di seguito un elenco parziale di opere:
L'imputato (The Defendant, 1901), Torino, Lindau, 2011
Il Napoleone di Notting Hill (The Napoleon of Notting Hill, 1904), Torino, Lindau, 2010
Il club dei mestieri stravaganti (The Club of Queer Trades, 1905), Parma, Guanda, 1987
Eretici (Heretics, 1905), Torino, Lindau, 2010
L'uomo che fu Giovedì (The Man Who Was Thursday, 1908), Torino, Lindau, 2014
Ortodossia (Orthodoxy, 1908), Torino, Lindau, 2010
La sfera e la croce (The Ball and the Cross, 1909), Morganti Editori, 2010
Ciò che non va nel mondo (What's Wrong With the World, 1910), Torino, Lindau, 2011
L'innocenza di padre Brown (The Innocence of Father Brown, 1911), Agenzia Libraria Editrice, 2004
La ballata del Cavallo Bianco (The ballad of the White Horse, 1911), Rimini, Raffaelli, 2009
Le avventure di un uomo vivo (Manalive, 1912), Casale Monferrato, Piemme 1997
L'osteria volante (The Flying Inn, 1914), Milano, Bompiani, 2007, ISBN 88-452-5950-1
La saggezza di padre Brown (The Wisdom of Father Brown, 1914), Milano, Rizzoli 1996
I delitti dell'Inghilterra (The Crimes of England, 1916), Rimini, Raffaelli, 2011
L'utopia degli usurai (Utopia Of Usurers, 1917), Excelsior
La superstizione del divorzio (The Superstition of Divorce, 1920), Cinisello Balsamo, San Paolo, 2011
La nuova Gerusalemme (The New Jerusalem, 1920), Torino, Lindau, 2011
La serietà non è una virtù (The Uses of diversity - A book of essays, 1921), Torino, Lindau, 2011
Gli alberi dell'orgoglio (The Trees of Pride, 1922), Parma, Nuova Editrice Berti, 2013
L'uomo che sapeva troppo (The Man Who Knew Too Much, 1922), Torino, Lindau, 2015
Eugenetica e altri malanni (Eugenics and Other Evils, 1922), Siena, Cantagalli, 2008
Quello che ho visto in America, (What I saw in America, 1922) Torino, Lindau, 2011
San Francesco d'Assisi (St. Francis of Assisi, 1923), Torino, Lindau, 2008
La fine della strada romana (The End of the Roman Road, 1924), Rimini, Raffaelli, 2010
L'uomo eterno (The Everlasting Man, 1925), Rubbettino, 2008
Il profilo della ragionevolezza (The Outline of Sanity, 1926), Torino, Lindau, 2011
L'incredulità di padre Brown (The Incredulity of Father Brown, 1926), Casale Monferrato, Piemme, 1998
La Chiesa cattolica (The Catholic Church and Conversion, 1926), Torino, Lindau, 2010
Il segreto di padre Brown (The Secret of Father Brown, 1927), Casale Monferrato, Piemme, 1999
Il ritorno di don Chisciotte (The Return of Don Quixote, 1927), Santa Marizza di Varmo, Morganti, 2012
Il poeta e i pazzi (The Poet and the Lunatics, 1929), Milano, Bompiani, 2010
Perché sono cattolico (e altri scritti)[55] (The Thing: Why I am a Catholic, 1929), Gribaudi, 1994
La risurrezione di Roma (The Resurrection of Rome, 1931), Milano, Jaca Book, 1990
Il racconto del mondo. Chaucer e il medioevo (Chaucer, 1932), Torino, Lindau, 2012
San Tommaso d'Aquino (St. Thomas Aquinas: The Dumb Ox, 1933), Torino, Lindau, 2008
Il pozzo e le pozzanghere (The Well and the Shallows, 1935), Torino, Lindau 2012
Lo scandalo di padre Brown (The Scandal of Father Brown, 1935), Casale Monferrato, Piemme, 1999
La letteratura inglese e la tradizione latina (1935), Rimini, Raffaelli, 2009
I paradossi del Signor Pond (The Paradoxes of Mr. Pond, 1936), Torino, Lindau, 2011
Autobiografia (Autobiography, 1936), Torino, Lindau, 2010
Come si scrive un giallo, Palermo, Sellerio, 2002
L'uomo comune (The Common Man, 1950), Torino, Lindau, 2011
Politica, con un saggio in appendice di Orazio Maria Gnerre, Milano, NovaEuropa Edizioni, 2017
Summa Chesterthelogica, Macerata Feltria, Casa Editrice Guerrino Leardini & Centro Missionario Francescano Società Chestertoniana Italiana, 2020

venerdì 23 dicembre 2022

ZOSCENKO Michail (1894 - 1958)

 

Michail Michajlovič Zoščenko
(San Pietroburgo, 10 agosto 1894 – Leningrado, 22 luglio 1958) è stato uno dei più importanti scrittori e satirici russi dell'epoca sovietica. Famoso per i suoi racconti brevi e fulminanti, descrisse con profonda ironia e uno stile popolaresco l'assurdità della burocrazia e la vita quotidiana dei cittadini sovietici. 
Nato a San Pietroburgo da padre artista ucraino e madre russa, studiò alla Facoltà di Legge dell'Università di San Pietroburgo senza tuttavia laurearsi per motivi economici. Combatté come volontario nella Prima guerra mondiale, subendo ferite e intossicazioni da gas che minarono la sua salute. In seguito militò brevemente nell'Armata Rossa durante la guerra civile russa.
Negli anni '20 si unì al gruppo letterario d'avanguardia dei Fratelli di Serapione. Sviluppò uno stile narrativo unico noto come skaz, basato sul linguaggio parlato dalle classi popolari, semplice, spezzettato e apparentemente ingenuo. Diventò uno degli autori più letti e venduti dell'Unione Sovietica.
Sebbene non criticasse mai direttamente il regime comunista, le sue satire sul malfunzionamento dello Stato, sulla corruzione e sulle miserie quotidiane attirarono progressivamente le ire delle autorità. Negli anni '30 fu costretto a tentare di conformarsi ai dettami del realismo socialista (partecipando anche a un'opera collettiva che glorificava i lavori forzati nel Canale Mar Bianco-Baltico), ma con scarso successo artistico. 
 La rottura definitiva avvenne nel 1946. A causa del racconto satirico Le avventure di una scimmia (Priklyucheniya obezyany), fu vittima della feroce campagna ideologica guidata da Andrej Ždanov. Venne espulso dall'Unione degli scrittori sovietici insieme alla poetessa Anna Achmatova, privato della tessera annonaria e ridotto in miseria, tanto da dover lavorare come traduttore anonimo e calzolaio per sopravvivere. Venne riabilitato e riammesso nell'Unione solo dopo la morte di Stalin.

Opere principali
Racconti sentimentali (Sentimental’nye povesti, 1923-1936)
La giovinezza restituita (Vozvraščonnaja molodost', 1933)
Il libro azzurro (Golubaja kniga, 1935)
Prima dell'alba (Pered voskhodom solntsa, 1943) – Opera autobiografica e introspettiva di analisi psicologica, bandita subito dopo la pubblicazione dei primi capitoli. 


MARGHIERI Clotilde (1897 - 1981)

Clotilde Marghieri (Napoli, 17 gennaio 1897 – Roma, 5 ottobre 1981) è stata una scrittrice italiana. Cugina del poeta Carlo Betocchi, ha co...