lunedì 16 febbraio 2026

WILSON Edmund (1895 - 1972)



Edmund Wilson
 (Red Bank, 8 maggio 1895 – Talcottville, 12 giugno 1972) è stato un critico letterario, giornalista, scrittore e poeta statunitense.
Figlio di un celebre avvocato delle ferrovie, dopo aver terminato gli studi a Princeton, dove fu amico di Francis Scott Fitzgerald e curò la rivista giovanile "Nassau Literary Magazine", lavorò come critico per i settimanali "Vanity Fair" e "The New Republic" (di cui fu redattore) e sul "The New Yorker" (sulle cui pagine per un lungo periodo scrisse regolarmente critiche di libri) e meno frequentemente su "The New York Review of Books". Nel 1931 pubblicò il suo primo libro critico, Axel's Castle (Il castello di Axel), uno studio su W. B. Yeats, Paul Valéry, T. S. Eliot, Marcel Proust, James Joyce e Gertrude Stein.
Altri lavori di importanza critica sono The Triple Thinkers (1938, dove tra gli altri si occupa di Puškin, Gustave Flaubert, George Bernard Shaw e Ben Jonson), To the Finland Station (1940, dove si avvicina prudentemente al marxismo), The Wound and the Bow (1941, ispirato a temi freudiani, con una rivalutazione di Charles Dickens e articoli tra gli altri su Rudyard Kipling, Giacomo Casanova, Edith Wharton e Ernest Hemingway), The Shock of Recognition (1943) e Patriotic Gore (1962), antologie di articoli centrati su scrittori prevalentemente americani, ma anche europei e russi, con qualche attenzione ai margini (come la letteratura haitiana e canadese) e all'oscuro e antico (come gli Esseni e i Manoscritti del Mar Morto).
Wilson è anche ricordato per le feroci stroncature nei confronti di autori famosi quali Arthur Conan Doyle (nell'articolo Mr Holmes, they were the footprints of a gigantic hound, citazione dal romanzo Il mastino dei Baskerville, Wilson sostiene di utilizzare la lettura delle avventure di Sherlock Holmes come sonnifero), Agatha Christie (un suo celebre articolo, poi in Classics and Commercials, si intitola A chi importa chi ha ucciso Roger Ackroyd?, con ironico riferimento a L'assassinio di Roger Ackroyd), J. R. R. Tolkien (nella recensione intitolata Oo, those awful Orcs!, ovvero Oh, quegli orribili Orchi!, Wilson attribuisce il successo de Il Signore degli Anelli alla passione di molti lettori per la "spazzatura bambinesca") e Howard Phillips Lovecraft (il cui romanzo breve L'ombra venuta dal tempo è oggetto di una impietosa disamina in Tales of the Marvellous and the Ridiculous, ovvero Racconti del meraviglioso e del ridicolo).
Con la sua ricerca su "idee e immaginazioni degli esseri umani nelle condizioni che hanno contribuito alla loro formazione" (come dice nella dedica di Axel's Castle) influenzò forse meno gli scrittori e più altri critici (in particolare chi si è occupato di Henry James, Edith Wharton, John Dos Passos e Charles Dickens) e in misura maggiore gli editori, promuovendo per esempio una collana di classici americani simile a quella francese della "Bibliothèque de la Pléiade". Nel 1982, dieci anni dopo la sua morte, è stata aperta infatti la serie "Library of America" su sue indicazioni, una collana che ospita anche due volumi di suoi scritti (entrambi usciti nel 2007).
Si sposò quattro volte. Morì a 77 anni, nella casa in cui è ambientato Upstate: Records and Recollections of Northern New York (uscito l'anno precedente). Dopo la morte ne scrissero favorevolmente Lionel Trilling con altri e cominciò la raccolta di inediti e postumi.

Opere
Poets, Farewell! (1929, poesie)
Axels Castle: A Study in the Imaginative Literature of 1870-1930 (1931), trad. Marisa e Luciana Bulgheroni, Il Castello di Axel: studio sugli sviluppi del simbolismo tra il 1870 e il 1930, Il Saggiatore, Milano 1965; SE, Milano 1988 e 1996
The Triple Thinkers: Twelve Essays on Literary Subjects (1938 e 1948), trad. Luciana Bulgheroni Spallino, Il pensiero multiplo, Garzanti, Milano 1976; poi in Il cronista letterario, a cura di Grazia Cherchi, ivi 1992
To the Finland Station: A Study in the Writing and Acting of History (1940), trad. Alberto Tedeschi, Biografia di un'idea, Rizzoli, Milano 1949; come Fino alla stazione di Finlandia: interpreti e artefici della storia, Opere nuove, Roma 1960; come Stazione Finlandia, Rizzoli, Milano 1971 e 1997
The Wound and the Bow: Seven Studies in Literature (1941), trad. Nemi D'Agostino, La ferita e l'arco: sette studi di letteratura, Garzanti, Milano 1956, 1973 e 1991
The Shock of Recognition: The Development of Literature in the U.S. Recorded by the Men Who Made It (a cura di), 2 voll.: I. The Nineteenth Century, II. The Twentieth Century (1943)
Memoirs of Hecate County (1946, racconti), trad. Franco Salvatorelli e Luciana Spallino Bulgheroni, Memorie della contea di Ecate, introduzione di Francesca Sanvitale, Mondadori, Milano 1970
Classics and Commercials: A Literary Chronicle of the Forties (1950)
The Shores of Light: A Literary Chronicle of the Twenties and Thirties (1953)
Saggi letterari, 1920-1950, a cura di Giovanni Giudici, Garzanti, Milano 1967 (antologia dai due precedenti)
Five Plays (1954, teatro)
The Scrolls from the Dead Sea (1955), trad. Bruno Tasso, I manoscritti del Mar Morto, Einaudi, Torino 1958
Red, Black, Blond and Olive: Studies in Four Civilizations: Zuni - Hainti - Soviet Russia - Israel (1956)
A Piece of My Mind: Reflections at Sixty (1956, memorie)
Turgheniev and the Life-giving Drop (1958), trad. di Nina Ruffini, Turgenev, Il Saggiatore, Milano 1961
The American Earthquake: A Documentary of the Twenties and Thirties (1958)
Apologies of the Iroquois (1960), trad. di Marisa e Luciana Bulgheroni, Dovuto agli irochesi, Il Saggiatore, Milano 1962
I thought of Daisy (1960, narrativa)
Patriotic Gore: Studies in the Literature of the American Civil War (Sangue patriottico, 1962, sulla Guerra di secessione americana)
Night Thoughts (1962)
The Cold War and the Income Tax: A Protest (1964)
The Bit Between My Teeth: A Literary Chronicle of 1950-1965 (1965)
Europe without Baedeker: Sketches among the Ruins of Italy, Greece and England, with Notes from a European Diary: 1963-64 (1967)
A Prelude: Landscapes, Characters and Conversations from the Earlier Years of My Life (1967, memorie)
Upstate: Records and Recollections of Northern New York (1971, memorie)
A Window on Russia, for the use of foreign readers (1972)
The Twenties: From Notebooks and Diaries of the Period, a cura di Leon Edel (1975)
Letters on Literature and Politics, 1912-1972, a cura di Elena Wilson (1977)
The Thirties: From Notebooks and Diaries of the Period, a cura di Leon Edel (1980)
The Forties: From Notebooks and Diaries of the Period, a cura di Leon Edel (1983)
The Fifties: From Notebooks and Diaries of the Period, a cura di Leon Edel (1986)
The Sixties: The Last Journal 1960-1972, a cura di Lewis M. Dabney (1993)
Dear Bunny, Dear Volodya: The Nabokov-Wilson Letters, 1940-1971, a cura di Simon Karlinsky (1979 e 2001)
Edmund Wilson: The Man in Letters, a cura di Janet Groth e David Castronovo (1992)
Literary Essays and Reviews of the 1920s & 30s: The Shores of Light / Axel's Castle / Uncollected Reviews, a cura di Lewis M. Dabney (Library of America, 2007)
Literary Essays and Reviews of the 1930s & 40s: The Triple Thinkers, The Wound and the Bow, Classics and Commercials, Uncollected Reviews, a cura di Lewis M. Dabney (Library of America, 2007)

domenica 15 febbraio 2026

ANDERSON Sherwood (1876 - 1941)




Sherwood Anderson
 (Camden, 13 settembre 1876 – Panama, 8 marzo 1941) è stato uno scrittore statunitense che si è dedicato soprattutto al racconto breve (short story).
È noto al pubblico soprattutto grazie alla raccolta di racconti Winesburg, Ohio che ebbe un'influenza profonda sulla letteratura e sulla narrativa americana e l'eco del suo stile e delle sue opere può essere facilmente rintracciata negli scritti di Ernest Hemingway, William Faulkner, Thomas Wolfe, John Steinbeck e altri.
Nacque a Camden nell'Ohio, terzo dei sette figli di Erwin M. e Emma S. Anderson. Dopo il fallimento negli affari del padre, la famiglia fu costretta a frequenti trasferimenti finché, nel 1884, finalmente si stabilì a Clyde, nell'Ohio. La difficile situazione familiare spinse il padre a bere pesantemente mentre, nel 1895, sopraggiunse la morte della madre a causa della tubercolosi. Anche in conseguenza di questi avvenimenti Anderson, desideroso di aiutare la sua famiglia, abbandonò la scuola a 14 anni e iniziò a lavorare, cimentandosi nei mestieri più disparati e guadagnandosi in questo modo il soprannome di "Jobby".
Si trasferì in seguito a Chicago per rimanere vicino al fratello Karl e lavorò come manovale fino alla fine del secolo quando, iscrittosi nelle liste, venne chiamato dall'esercito. Tuttavia, pur inviato a Cuba per la Guerra ispano-americana non partecipò ai combattimenti in prima persona.
Nel 1900, terminata la guerra, frequentò l'Università Wittenberg a Springfield nell'Ohio e, finalmente, riuscì a ottenere un posto come copywriter a Chicago, attività che svolse con grande successo. Nel 1904 sposò Cornelia Lane, che apparteneva a una facoltosa famiglia locale.
Stabilitosi a Cleveland, divenne padre di tre bambini e successivamente si spostò ad Elyria, dove gestì dapprima un servizio di vendita per corrispondenza e in seguito alcune aziende produttrici di vernici. Nel novembre del 1912 scomparve improvvisamente per poi riapparire quattro giorni dopo mostrando chiari segni di un cedimento nervoso. In seguito parlò di questa esperienza come di una "fuga dall'esistenza materialistica", guadagnandosi le lodi di vari altri scrittori che nel suo gesto videro un esempio di "coraggio". Tornato a Chicago, ricominciò a lavorare per conto di compagnie editoriali e pubblicitarie
Nel 1916, divorziò da Cornelia e si risposò con Tennessee Mitchell. Nello stesso anno venne pubblicato il suo primo romanzo Windy McPherson's Son, al quale seguì, tre anni dopo, il secondo romanzo lungo, Marching Men. Tuttavia, egli è probabilmente più famoso per la raccolta di racconti, iniziata nel 1919, conosciuta con il titolo di Winesburg, Ohio. Anderson sostenne che Hands, il racconto che apre il volume, era la prima vera storia che avesse scritto. I temi delle sue opere sono paragonati a quelli di T. S. Eliot e di altri appartenenti alla corrente letteraria del modernismo.
Nonostante i suoi racconti avessero riscosso un grande successo, continuò ad avvertire l'esigenza di scrivere romanzi. Nel 1920 pubblicò Poor White, romanzo che incontrò anch'esso un certo favore da parte del pubblico. Scrisse diversi altri romanzi e, nel 1922, divorziò anche dalla seconda moglie sposando, tre anni dopo, Elizabeth Prall.
Nel 1923 Anderson diede alle stampe Many Marriages, le cui tematiche sarebbero state trattate e sviluppate in molti dei suoi scritti successivi. Il romanzo ricevette anche giudizi negativi ma, complessivamente, si può dire che la critica fu ancora una volta favorevole. Francis Scott Fitzgerald, ad esempio, giudicò Many Marriages come uno dei migliori romanzi che Anderson avesse scritto.
A partire dal 1924 Anderson abitò uno degli appartamenti dello storico edificio Pontalba Apartments a New Orleans (540-B St. Peter Street), nelle vicinanze di Jackson Square. Qui, lui e la moglie tennero un salotto letterario a cui parteciparono William Faulkner, Carl Sandburg, Edmund Wilson e altri illustri esponenti della letteratura statunitense del tempo.
Di fatto, il protagonista dell'ambiguo e commovente racconto di Anderson A Meeting South è Faulkner; inoltre nel 1925 scrisse anche Dark Laughter (Riso nero), un romanzo che trae la propria origine dalla sua esperienza di vita a New Orleans. Il romanzo, nonostante sia stato oggetto d'una presa in giro da parte di Ernest Hemingway in The Torrents of Spring (Torrenti di primavera), si può dire che sia stato in effetti l'unico vero best seller di Anderson.
Anche il suo terzo matrimonio finì per fallire e, alla fine degli anni venti sposò in quarte nozze Eleanor Copenhaver, con la quale condivideva la passione per gli studi e i viaggi. Negli anni trenta Anderson pubblicò Death in the Woods, Puzzled America (un libro di saggi) e, nel 1936, Kit Brandon.
Nel 1932 dedicò il romanzo Beyond Desire alla moglie Eleanor. Nella parte conclusiva della sua carriera l'influenza di Anderson nell'ambiente letterario andò lievemente scemando e questi lavori sono generalmente considerati inferiori ai precedenti, nonostante contengano comunque alcuni dei suoi passi più belli e significativi.
Anderson morì a Panama all'età di 64 anni, dopo che l'aver accidentalmente inghiottito un'oliva per intero senza sapere che al suo interno ci fosse uno stuzzicadenti durante una festa gli aveva provocato un attacco di peritonite. Fu seppellito in Virginia al Round Hill Cemetery di Marion.
Il suo epitaffio recita: "La vita, non la morte, è l'avventura più grande".
L'ultima casa in cui Anderson visse, nota con il nome di "Ripshin", si trova tuttora a Troutdale, in Virginia, e può essere visitata su prenotazione.

Opere

Windy McPherson's Son (1916), romanzo
Marching Men (1917), romanzo
Mid-American Chants (1918), poesie / trad. Elena Consiglio, Dario Ricciardo e Francesco Romeo, Canti del Mid-America, Palermo, Corrimano, 2014
Winesburg, Ohio (1919), raccolta di racconti
Poor White (1920), romanzo / trad. Luisella Quilico, Un povero bianco, Torino, Einaudi, 1945; Milano, Mondadori, 1959 / trad. Eugenio Ponzilli, Un povero bianco, a cura di Ilenia Carrone, Roma, Nobel, 2011
The Triumph of the Egg: A Book of Impressions From American Life in Tales and Poems (1921), raccolta di racconti, trad. Daniele Suardi, Il trionfo dell'uovo, Prato, Piano B edizioni, 2013
Many Marriages (1922), romanzo / trad. Luigi Giovanola, Molti matrimoni, Milano, Mondadori, 1945 / trad. Maurizio Barletta, Molti matrimoni, Roma, Robin, 2011
Horses and men (1923), raccolta di racconti / trad. Gabriele Baldini, L'uomo che diventò donna, Milano, Longanesi, 1949 / trad. E. Antonini - M. Pirulli - L. Starace, L'uomo che diventò donna, Roma, Cliquot, 2015
A Story Tellerʼs Story (1924), memorie / trad. Fernanda Pivano, Storia di me e dei miei racconti, Torino, Einaudi, 1947 / trad. Nicola Manuppelli, Storia di uno scrittore di storie, Fidenza, Mattioli 1885, 2015
Dark Laughter (1925), romanzo / trad. Cesare Pavese, Riso nero, Torino, Frassinelli, 1932; Milano, Bompiani, 1976 / trad. Marina Pirulli, Riso nero, Roma, Cliquot, 2016 / trad. Giuseppe Pascarelli, Dark Laughter, Potenza, Edizioni Grenelle, 2016
The Modern Writer (1925), saggi
Tar: A Midwest Childhood (1926), romanzo
Sherwood Anderson's Notebook (1926), memorie
A New Testament (1927), poesie
Alice and The Lost Novel (1929), romanzo, trad. Cecilia Mutti, Il romanzo perduto, Fidenza, Mattioli 1885, 2011
Hello Towns! (1929), raccolta di articoli di giornale
Nearer the Grass Roots (1929), saggi
The American County Fair (1930), saggi
Perhaps Women (1931), saggi
Beyond Desire (1932), romanzo
Death in the Woods and Other Stories (1933), raccolta di racconti, trad. e cura F. Zaurino - D. Lonigro, Morte nel bosco e altre storie americane, Bari, DOTS Edizioni, 2022
Puzzled America (1935), saggi
Kit Brandon: A Portrait (1936), romanzo, trad. Marcella Bonsanti, Ritratto di Kit Brandon, Milano, Feltrinelli, 1959
Plays, Winesburg and Others (1937), teatro
A Writer's Conception of Realism (1939), saggi
Home Town (1940), fotografie commentate
The Sound of the Stream (1941), racconto, trad. Cristina Stella, Le voci del torrente, con una nota di Ambrogio Borsani, Genova, Il melangolo, 1992
postume
Sherwood Anderson's Memoirs (1942), memorie
The Sherwood Anderson-Reader, a cura di Paul Rosenfeld (1947), antologia / trad. Marcella Hannau, Il meglio di Sherwood Anderson, Milano, Longanesi, 1954
The Portable Sherwood Anderson, a cura di Horace Gregory (1949), antologia
Letters of Sherwood Anderson, a cura di Howard Mumford Jones e Walter B. Rideout (1953), lettere
Sherwood Anderson: Short Stories, a cura di Maxwell Geismar (1962), raccolta di racconti
Return to Winesburg: Selections from Four Years of Writing for a Country Newspaper, a cura di Ray Lewis White (1967), raccolta di articoli di giornale
The Buck Fever Papers, a cura di Welford Dunaway Taylor (1971), raccolta di articoli di giornale
Correspondance and Personal Essays, a cura di Ray Lewis White (1972) / trad. Marina Premoli, Venticinque arance per venticinque cents. Lettere 1921-1941 (con Gertrude Stein), prefazione di Fernanda Pivano, Milano, Rosellina Archinto, 1988
The "Writer's Book", a cura di Martha Mulroy Curry (1975), inediti
France and Sherwood Anderson: Paris Notebook, 1921, a cura di Michael Fanning (1976), viaggi
Sherwood Anderson: The Writer at His Craft, a cura di Jack Salzman, David D. Anderson e Kichinosuke Ohashi (1979), antologia
A Teller's Tales, a cura di Frank Gado (1983), antologia
Sherwood Anderson: Selected Letters: 1916–1933, a cura di Charles E. Modlin (1984), lettere
Letters to Bab: Sherwood Anderson to Marietta D. Finely, 1916–1933, a cura di William A. Sutton (1985), lettere
The Sherwood Anderson Diaries, 1936–1941, a cura di Hilbert H. Campbell (1987), diari
Sherwood Anderson: Early Writings, a cura di Ray Lewis White (1989), raccolta di scritti giovanili
Sherwood Anderson's Love Letters to Eleanor Copenhaver Anderson, a cura di Charles E. Modlin (1989), lettere
Sherwood Anderson's Secret Love Letters, a cura di Ray Lewis White (1991), lettere
Certain Things Last: The Selected Stories of Sherwood Anderson, a cura di Charles E. Modlin (1992), antologia di racconti
Southern Odyssey: Selected Writings by Sherwood Anderson, a cura di Welford Dunaway Taylor e Charles E. Modlin (1997), antologia
The Egg and Other Stories, a cura di Charles E. Modlin (1998), raccolta di racconti
Collected Stories, a cura di Charles Baxter (2012), raccolta completa dei racconti

sabato 14 febbraio 2026

O'CONNOR Flannery (1925 - 1964)

 

Mary Flannery O'Connor
 (Savannah, 25 marzo 1925 – Milledgeville, 3 agosto 1964) è stata una scrittrice statunitense.
Flannery O'Connor fu l'unica figlia di Edward F. O'Connor e di Regina Cline O'Connor. Nel 1937 al padre fu diagnosticato un lupus eritematoso sistemico, a causa del quale morì il 1º febbraio 1941, quando Flannery aveva solo 15 anni. Flannery non dovette affrontare soltanto il peso della perdita del padre, ma anche il problema dell'ereditarietà della malattia.
All'età di sei anni, Flannery insegnò a un pollo a camminare all'indietro e fu la prima occasione di celebrità. Gli inviati della rivista Pathè News filmarono la piccola "Mary O'Connor" con il suo pollo e quelle immagini fecero il giro del paese. Flannery disse in seguito: «C'ero anch'io con il pollo. Ero là solo per assisterlo, ma fu il momento culminante della mia vita. Tutto quello che è accaduto dopo, è stato solo una anticlimax».
O'Connor frequentò la Peabody Laboratory School, presso la quale si diplomò nel 1942. Entrò al Georgia State College for Women (ora Georgia College and State University) per un corso della durata di tre anni e si laureò in sociologia nel giugno del 1945. Nel 1946 venne accettata al prestigioso Iowa Writers' Workshop.
Tra il gennaio 1946 e il settembre 1947, O'Connor tenne un diario che è sostanzialmente una raccolta di preghiere. In queste annotazioni raccontò la sua nuova vita e con suppliche poetiche intrattenne un dialogo speciale con Dio. Le meditazioni scaturirono dall'ambiente che frequentava a Iowa City: le biblioteche, le aule affollate, le strade. In esse traspaiono i desideri profondi della scrittrice: «Per favore, Dio, aiutami a essere una brava scrittrice... Se devo faticare per il mio lavoro di scrittrice, caro Dio, lascia che sia al Tuo servizio. Mi piacerebbe essere santa in modo intelligente.» Queste annotazioni intime sono state raccolte in "Diario di preghiera" (A Prayer Journal, 2013).
Dall'estate del 1948, O'Connor lavorò al suo primo romanzo e a diversi racconti presso Yaddo, una comunità di artisti di Saratoga Springs, dove rimase per alcuni mesi, facendovi la conoscenza di Robert Lowell ed Elizabeth Hardwick.
Nel 1949, a New York, conobbe Robert Fitzgerald (poeta e traduttore dal greco di opere teatrali e di poemi, come l'Edipo re e i poemi omerici) e accettò l'invito di soggiornare con lui e la moglie Sally presso Redding, nel Connecticut.
Nel 1952 le fu diagnosticato il lupus, per cui fece ritorno alla fattoria di famiglia, Andalusia, a Milledgeville. Le aspettative di vita erano di cinque anni, ma lei sopravvisse per quasi 15. Ad Andalusia allevava pavoni, arrivando ad averne un centinaio. Amante dei volatili, allevò anche anatre, galline, e utilizzò questi animali come simboli nei propri scritti. Descrisse i suoi pavoni in un saggio intitolato The Kings of Birds.
Flannery era una fervente cattolica che viveva nella Bible Belt, il Sud protestante. Si procurò libri di teologia cattolica e occasionalmente teneva conferenze su argomenti religiosi e letterari, viaggiando anche parecchio nonostante la salute cagionevole. Non si addormentava senza aver letto qualcosa della Summa Theologiae di Tommaso d'Aquino. Tenne pure una fitta corrispondenza epistolare con scrittori del calibro di Robert Lowell e Elizabeth Bishop. Non si sposò mai, confidando solo nella compagnia dei suoi corrispondenti epistolari e di sua madre.
O'Connor scrisse 32 racconti, 2 romanzi, alcune prose d'occasione e più di 100 recensioni di libri per due giornali locali, mentre affrontava la battaglia contro il lupus. Morì al Baldwin County Hospital il 3 agosto 1964, all'età di 39 anni, per complicazioni dovute all'emergenza di un fibroma in aggiunta al lupus. Fu sepolta a Milledgeville, Georgia, al Memory Hill Cemetery. Sua madre morì nel 1995.
Divenne famosa soprattutto per i due romanzi La saggezza nel sangue (1952) e Il cielo è dei violenti (1960). Significativi anche i suoi racconti, che in mezzo a situazioni grottesche e personaggi memorabili sottolineano la presenza di un fattore imponderabile nell'esistenza dell'essere umano grazie all'introduzione nella trama di circostanze imprevedibili e a una profonda indagine sui comportamenti umani.

Opere
Romanzi
Wise Blood, Harcourt, Brace and Company, New York, 1952 / La saggezza nel sangue, trad. di Marcella Bonsanti, con una nota di Fernanda Pivano, Garzanti, Milano, 1985; Prefazione di Fernanda Pivano e Postfazione di Luca Doninelli, Garzanti, Milano 2002-2010. / La saggezza nel sangue, trad. di Gaja Lombardi Cenciarelli, Prefazione di Elena Varvello, Collana Classics, minimum fax, Roma, 2021
The Violent Bear It Away, New York, Farrar, Strauss and Cudahy, 1960 / Il cielo è dei violenti, trad. di Ida Omboni, Collana I Coralli, Einaudi, Torino, 1965; Longanesi, Milano, 1969; Introduzione e biobibliografia di Marisa Caramella, Collana Einaudi Tascabili. Letteratura n.182, Torino, 1994 ; Collana Letture, Einaudi, Torino, 2008. / Il cielo è dei violenti, trad. di Gaja Lombardi Cenciarelli, Prefazione di Marco Missiroli, Collana Classics, minimum fax, Roma, 2020 

Raccolte di racconti
A Good Man is Hard to Find and Other Stories, 1955 / La vita che salvi può essere la tua, trad. di Ida Omboni, Collana Supercoralli, Einaudi, Torino, 1968. / Un brav'uomo è difficile da trovare, trad. Gaja Cenciarelli, Con una postfazione di Joyce Carol Oates, minimum fax, Roma, 2021
Everything That Rises Must Converge, Introduzione di Robert Fitzgerald, 1965. / Gli storpi entreranno per primi (The Lame Shall Enter First, 1964) trad. di Ida Omboni, Theoria, Roma, 1991. [apparso nell'antologia postuma] / Punto Omega, Introduzione e trad. di Gaja Cenciarelli, Collana Classics, Roma, minimum fax, 2022 
La schiena di Parker. Scritti e racconti, a cura di Davide Rondoni e Maria Serena Falagiani, BUR, Milano, 1998, 2014.
Tutti i racconti (The Complete Stories, 1971), a cura e con un'introduzione di Marisa Caramella, trad. di Ida Omboni e Marisa Caramella, 2 voll., Bompiani, Milano, 1990. [ora pubblicati in unico volume]
Il geranio e altri racconti, trad. di Gaja Lombardi Cenciarelli, con una prefazione di Romana Petri, minimum fax, Roma, 2021

Saggi, Lettere, Interviste, Diari
Mystery and Manners. The Habit of Being, 1969 / Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere, a cura di Robert e Sally Fitzgerald, ed. italiana a cura di Ottavio Fatica, trad. di Giovanna Granato, Theoria, Roma, 1993; Prefazione di Christian Raimo, Roma, minimum fax, 2003. / Un ragionevole uso dell'irragionevole. Saggi sulla scrittura e lettere sulla creatività, Prefazioni di Christian Raimo (2002) e Ottavio Fatica (2012), Roma, minimum fax, 2019 
Sola a presidiare la fortezza. Lettere (The Habit of Being: Letters Of Flannery O'Connor, 1988) a cura di Ottavio Fatica, trad. di Giovanna Granato, Einaudi, Torino, 2001; ed. aumentata (con le lettere dal 1948 al 1964), Minimum Fax, Roma, 2012; ora in Un ragionevole uso dell'irragionevole, minimum fax, 2019.
Il volto incompiuto. Saggi e lettere sul mestiere di scrivere, a cura di Antonio Spadaro, trad. di Elena Buia e Andrew Rutt, BUR, Milano, 2011.
Diario di preghiera (A Prayer Journal, 2013), trad. di Elena Buia e Andrew Rutt, Prefazione di Mariapia Veladiano, Bompiani, Milano, 2016. [copre gli anni 1946-1947]
 


venerdì 13 febbraio 2026

LAGERLOF Selma (1858 - 1940)

 

Selma Ottilia Lovisa Lagerlöf 
(Sunne, 20 novembre 1858 – Sunne, 16 marzo 1940) è stata una scrittrice svedese, autrice di numerosi romanzi e racconti basati fra l'altro su vita, usi, costumi e tradizioni della Svezia del passato. Fu la prima donna a vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1909.
Selma Lagerlöf nacque a Mårbacka, una magione di proprietà dei genitori nella municipalità di Sunne, nel Värmland. Lagerlöf era la quinta di sei figli, e naque con una lesione all'anca, che l'avrebbe resa zoppa per tutta la vita.
Era una bambina tranquilla e seria con un profondo amore per la lettura. Fu sua nonna a crescerla, spesso raccontandole fiabe e storie fantasy, e facendole sviluppare la sua più grande passione: la letteratura. Però fu dopo aver letto Osceola di Thomas Mayne Reid all'età di sette anni, che decise che sarebbe diventata una scrittrice.
Nel 1875, Lagerlöf, appena 17enne, andò via di casa, andando a vivere nella canonica della chiesa di Karlskoga insieme alla zia, Ottiliana Lagerlöf, e al marito di questa, Erik Tullius Hammargren.
Iniziò a scrivere il suo primo romanzo nonché suo capolavoro, La saga di Gösta Berling, mentre lavorava come insegnante, e lo pubblicò nel 1891. La saga è una riedizione di racconti folcloristici del Värmland scritti in una prosa lirica che denota l'influenza dello scrittore scozzese Thomas Carlyle.
Grazie a quest'opera e al volume di racconti Legami invisibili (1894), si affermò come scrittrice al grande pubblico. Queste due opere, caratterizzate da grande naturalezza e freschezza, ritraggono personaggi la cui semplicità si manifesta sia nel modo di agire che nel modo di pensare.
Divenuta col tempo figura preminente nella letteratura svedese per ciò che riguarda la tecnica narrativa, fu la prima donna a vincere il premio Nobel per la letteratura, nel 1909, all'età di soli 51 anni.
Grazie ai proventi del Nobel, Selma poté riacquistare e ristrutturare la residenza di Mårbacka. che suo padre era stato costretto a vendere a causa di un dissesto finanziario. La medaglia d'oro del premio fu invece da lei donata a beneficio dei combattenti svedesi all'inizio della seconda guerra mondiale. Nel 1914 divenne ella stessa membro dell'Accademia Svedese.
Thomas Mann ha avuto modo di raccontare, in un saggio dedicato alla posizione dell'Artista nella Società, che nell'inverno del 1929, in occasione di un pranzo offerto dall'Editore Bonnier a Stoccolma, trovandosi seduto accanto a Selma Lagerlöf, si fermò a parlare con lei del successo internazionale di Gösta Berlings saga. La scrittrice, che era stata maestra elementare, racconta con un pizzico di humour che non avrebbe mai potuto immaginare che la storia che aveva scritto per intrattenere i nipoti avesse potuto avere un simile destino di successo. Al che Mann, rispondendo alla scrittrice, fa un nesso con i Buddenbrooks, la cui genesi fu simile essendo la storia inizialmente destinata all'intrattenimento familiare.
Selma Lagerlöf per tutta la sua vita dovette nascondere di essere lesbica, dato che le relazioni omosessuali, sia tra donne che tra uomini, erano tabù e illegali all'epoca in Svezia e in Europa, perciò nessuna delle donne coinvolte rivelò mai pubblicamente di essere lesbica. Nel 1894, incontrò la scrittrice svedese Sophie Elkan, che divenne prima sua amica e poi la sua compagna. Per molti anni, Elkan e Lagerlöf si criticarono a vicenda, anche per via epistolare. Le lettere di Selma a Sophie furono pubblicate in una raccolta nel 1993, con il titolo Du lär mig att bli fri ('Mi insegni a essere libera'). Lagerlöf scrisse che Elkan influenzò fortemente il suo lavoro e che spesso era in netto disaccordo con la direzione che Lagerlöf voleva prendere nei suoi libri.
Ad inizio '900 ebbe anche uno stretto rapporto, molto probabilmente anche amoroso, con la filologa Valborg Olander, che ebbe una certa influenza sulla scrittrice come sua consulente letteraria, agente e anche una sorta di segretaria; la loro corrispondenza fu pubblicata nel 2006 come En riktig författarhustru ('La moglie di uno scrittore perbene').

Opere

La sua opera principale è La saga di Gösta Berling. Tra i suoi scritti vanno ricordati anche i romanzi I miracoli dell'Anticristo (1897), ambientato in Sicilia, Gerusalemme (1901-1902), La casa di Liljecrona (1911), L'imperatore di Portugallia (1914), L'esiliato (1918), il romanzo per bambini Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson attraverso la Svezia (Nils Holgerssons underbara resa genom Sverige) e la trilogia L'anello dei Löwensköld (1925-1928).
Ai volumi di racconti appartengono Le leggende di Gesù (1904), il succitato Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson attraverso la Svezia (1906-1907) e una serie di racconti fantastici per bambini. Scrisse inoltre alcune opere autobiografiche, tra le quali Mårbacka (1922), Ricordi d'infanzia (1930) e Diario (1932).
Le opere di Selma Lagerlöf (con le rispettive traduzioni in italiano) comprendono:
1891 – Gösta Berlings saga (La saga di Gösta Berling, trad. di Giuliana Pozzo e Maria Svendsen Bianchi, Iperborea, Milano, 2007)
1894 – Osynliga länkar (Legami invisibili, trad. di Clemente Giannini, Elliott, Roma, 2017)
1897 – Antikrists mirakler (I miracoli dell'Anticristo)
1899 – En herrgårdssägen
1902 – Jerusalem (Gerusalemme, trad. di Maria Ettlinger Fano, Iperborea, Milano, 1997)
1904 – Herr Arnes penningar (I quattrini del signor Arne)
1904 – Kristuslegender (La notte di Natale, trad. di Maria Svendsen Bianchi, Iperborea, Milano, 2015)
1904 – Legend (La leggenda della rosa di Natale, trad. di Maria Svendsen Bianchi, Iperborea, Milano, 2014, che contiene racconti tratti da Un racconto di un racconto e altre storie, Leggende e I legami invisibili)
1907 – Nils Holgerssons underbara resa genom Sverige (Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson attraverso la Svezia, trad. di Francesco Saba Sardi, Mondadori, Milano, 1982; trad. di Laura Cangemi, Iperborea, 2017)

1908 – En saga om en saga och andra sagor (La saga di una saga ed altre saghe)
1911 – Liljecronas hem (La casa di Liljecrona, UTET, 1979)
1912 – Körkarlen (Il carretto fantasma, trad. di Bruno Berni, Robin, Roma, 2006)
1914 – Kejsarn av Portugallien (L'imperatore di Portugallia, trad. di Adamaria Terziani, Iperborea, Milano, 1991)
1915 – Troll och Människor (Uomini e troll, trad. di Andrea Berardini e Emilia Lodigiani, Iperborea, Milano, 2018, contenente solo una selezione dei racconti compresi nell'opera originale)
1918 – Bannlyst (Bandito, trad. Luca Tapparo, Iperborea, Milano, 2022)
1925 – Löwensköldska ringen (L'anello rubato, trad. di S. Giachetti, Iperborea, Milano, 1995)
1927 – Carlotte Löwensköld
1928 – Anna Svärd
1933 – Julklappsboken (Il libro di Natale, trad. di Maria Cristina Lombardi, Iperborea, Milano, 2012).
Una raccolta italiana di racconti, tratti da varie opere di Selma, è stata pubblicata da Mimesis: La fanciulla della palude grande, a cura di T. Villani, Mimesis, Milano, 1995 (contenente, tra gli altri, i racconti Il tesoro, Piumino, La marcia nuziale, Astrid).

giovedì 12 febbraio 2026

TROISI Dante (1920 - 1989)


Dante Troisi
 (Tufo, 21 aprile 1920 – Roma, 2 gennaio 1989) è stato uno scrittore e magistrato italiano.
Nato nel 1920 a Tufo, provincia di Avellino, da genitori di Dentecane (AV), dove visse tutte le sue estati sino alla morte, compie gli studi classici a Parma ("lì ho capito che non mi sarebbe mai stato perdonato di essere uno del sud").
Si è laureato in giurisprudenza all'Università di Bari, subito prima di partire volontario per la guerra. Destinato in Africa, fu in Libia e in Tunisia, dove fu fatto prigioniero nel 1943: trasferito negli Usa, vi restò fino al 1946, rinchiuso nel campo di concentramento di Hereford, in Texas.
Dal 1947 sino al 1974 (anno delle sue dimissioni) fu magistrato prima a Cassino e quindi a Roma. Un mestiere e un'esperienza che lo segnarono profondamente e costituirono spesso l'argomento dei suoi libri, a cominciare da quel Diario di un giudice, uscito nel 1955 prima su «Il Mondo» di Mario Pannunzio e poi nello stesso anno nei «gettoni» di Einaudi (ideati da Elio Vittorini): scritti che suscitarono tanto scandalo e gli valsero, nonostante la difesa appassionata di Alessandro Galante Garrone, una censura disciplinare per offesa alla magistratura. Il suo debutto era comunque avvenuto 4 anni prima con L'ulivo nella sabbia, più legato al mondo contadino delle sue origini.
Troisi è stato due volte selezionato nella cinquina del premio Campiello, con I bianchi e neri (uscito per Laterza nel 1965) e con il suo ultimo romanzo L'inquisitore dell'interno 16 (edito a Pordenone nel 1986). Con L'odore dei cattolici (1963), che fu tra i finalisti del Premio Strega, vinse invece il Premio di Chianciano. Tra gli altri suoi libri si ricordano Voci di Vallea, uscito per Rizzoli nel 1969, La Sopravvivenza edita da Rusconi nel 1981 e alcuni testi teatrali pubblicati nel '72.
Il Diario di un giudice, del 1955, impose il nome di Dante Troisi nel panorama letterario italiano e fu al centro di un vero e proprio caso giudiziario.
L'autore racconta la sua vita di giudice in un piccolo centro meridionale ancora sconvolto dai postumi di una terribile guerra, individuabile in Cassino, con giudici e avvocati che «regolano, giudicano, accusano, condannano e assolvono i molteplici componenti di un tempo terribilmente arcaico».
Troisi rappresenta in modo non oleografico il mondo della giustizia: i giudici non sono «gli intangibili ministri della divinità» ma sono descritti, più realisticamente, come uomini «zeppi di difetti, di dolori, di noia, di ambizioni, di desideri meschini». Nella sua forma mista, a metà tra invenzione narrativa e riflessione critica, il Diario non è però la ricerca di un saggista che vuole analizzare il rapporto tra individuo e legge, tra cittadini e istituzioni, ma l'opera di un autentico scrittore che racconta la sua angosciata realtà senza mai tradire le speranze ultime della giustizia, frugando nelle pieghe segrete degli uomini, magistrati o imputati, in balia di oscuri desideri, di passioni che sono il fondamento anonimo della vita di tutti.

Opere
L'ulivo nella sabbia, Macchia, Firenze, 1951
Diario di un giudice, Einaudi, 1955; nuova ed. Sellerio editore, Palermo, 2012, con nota di Andrea Camilleri
La gente di Sidaien e altri racconti, Feltrinelli, Milano, 1957
La strada della perfezione, Sodalizio del libro, Venezia, 1960
Innocente delitto, Sodalizio del libro, Venezia, 1960
L'odore dei cattolici, Canesi, Roma, 1963
I bianchi e i neri, Laterza, Bari, 1965; nuova ed. Mephite, Atripalda, 2005
Viaggio scomodo, Laterza, Bari, 1967
Voci di Vallea, Rizzoli, Milano, 1969; nuova ed. Mephite, Atripalda, 2006
Tre storie di teatro, Rizzoli, Milano, 1972
La sopravvivenza, Rusconi, Milano, 1981
La finta notte, Rusconi, Milano, 1984
L'Inquisitore dell'interno sedici, Studio Tesi, Pordenone, 1986
La sera del concerto, Marsilio, Venezia, 1991

WILSON Edmund (1895 - 1972)

Edmund Wilson  (Red Bank, 8 maggio 1895 – Talcottville, 12 giugno 1972) è stato un critico letterario, giornalista, scrittore e poeta statun...