martedì 11 agosto 2026

ULITSKAYA Ljudmila (1943 - viv.)

 

Ljudmila Evgen'evna Ulickaya
 (in russo Людмила Евгеньевна Улицкая; Davlekanovo, 21 febbraio 1943) è una scrittrice e sceneggiatrice russa.
È stata la prima donna a vincere il premio «Русский Букер» (2001) (Russkij buker). Acclamata a livello internazionale, nel 2014 ha ricevuto il Premio di Stato austriaco per la letteratura europea per le sue opere, tradotte in oltre 20 lingue in tutto il mondo. Appartiene a quel ristretto gruppo di scrittori cresciuti nella realtà dell'ex Unione Sovietica identificati con la cultura ebraica, nonostante l'adozione del cristianesimo come religione praticata.
Nata nel 1943 nella città di Davlekanovo in Baschiria (Repubblica autonoma della Federazione Russa), la sua formazione è avvenuta a Mosca, dove si è laureata alla facoltà di genetica dell'Università statale. Dopo aver lavorato per due anni nei campi della genetica e della biochimica all'Accademia delle Scienze dell'Unione Sovietica, viene licenziata con altri amici e colleghi con l'accusa di aver diffuso libri proibiti, o samizdat; in particolare, da un esame dei nastri della macchina da scrivere utilizzata, le viene contestato di aver copiato il romanzo Exodus dello scrittore statunitense di origine ebraica Leon Uris. Privata del lavoro e con i figli da mantenere, per Ljudmila inizia un periodo di notevole difficoltà, aggravato dalla morte dei genitori e dal divorzio dal marito. Negli anni ottanta inizia la sua carriera letteraria, stimolata dalla nuova occasione di impiego come direttrice e sceneggiatrice presso il Teatro Ebraico di Mosca.
La sua prima pubblicazione compare nella rivista russa Ogonëk nel 1990. Sempre nel 1990 esce Sestrički Liberti (Сестрички Либерти, lett. "Le sorelle della libertà"), primo lungometraggio da lei sceneggiato e diretto dal regista russo Vladimir Grammatikov. Nel 1992 pubblica il suo primo romanzo breve, Sonečka (Сонечка), nella rivista Novy Mir, riscuotendo un notevole successo. L'opera viene inserita nella lista dei candidati al premio Russkij Booker.
Nel 2001 negli Stati Uniti esce The funeral party (Веселые похороны, Veselye pochorony), il suo primo romanzo tradotto in lingua inglese, che racconta le migrazioni dalla Russia in epoca sovietica, celebrando l'indelebile ricordo della cultura russa e del suo glorioso passato, e nello stesso anno Ljudmila riceve il riconoscimento anche in Russia, con l'assegnazione del premio
letterario Russkij Booker al romanzo The Kukotsky Enigma.
Nel 2006 pubblica Daniėl' Štajn, perevočnik (Даниэль Штайн, переводчик), uscito in Italia nel 2010 con il titolo Daniel Stein, traduttore, romanzo sull'olocausto e sulla necessità di una riconciliazione tra ebraismo, cristianesimo e islamismo.
Nel 2007 istituisce il «Фонд Людмилы Улицкой» (Fond Ljudmily Ulickoj), un fondo per il sostegno di iniziative umanitarie.
Dal 2007 al 2010 dirige l'organizzazione «Другой, другие, о других» (Drugoj, drugie, o drugich), divulgando una serie di libri per bambini di autori diversi, che trattano di antropologia culturale.
Il 28 aprile 2016 a Mosca, mentre si reca ad un appuntamento dell'associazione Memorial, nata per identificare le vittime delle repressioni staliniane, Ulickaya viene aggredita per strada da un gruppo di nazionalisti russi.
Ljudmila Ulickaya vive tra Mosca e Israele.
Nelle sue opere, Ulickaya descrive e osserva i suoi personaggi attraverso un apparente punto di vista neutrale. Non si addentra nel loro sviluppo né approfondisce la loro psiche, distinguendosi dunque da quanto è storicamente ritenuto un tratto distintivo della scrittura russa.[ Nonostante riconosca che i suoi protagonisti abbiano una psiche turbolenta, Ulickaya preferisce dedicarsi alle minuziose descrizioni delle loro relazioni e della loro vita, e al costante approfondimento del contesto e delle tematiche delle sue opere.
Nell'ottobre del 2014 il periodico The New Yorker pubblica un articolo nel quale viene elogiata la sua scrittura, evidenziando come la sua prosa riesca a rendere la lettura convincente e coinvolgente.
Tematiche
Gli eventi della sua narrativa sono tendenzialmente ambientati nella quotidianità. Vengono sottolineati i valori morali, la sacralità della famiglia, e la necessità, a livello sociale, di una maggiore tolleranza, sia religiosa che etnica. Per contrasto, viene quasi sempre posto il tema dello stalinismo.
Un'altra grande tematica è rappresentata dalle persecuzioni patite dopo la seconda guerra mondiale da numerosi membri dell'Intelligencija, critici nei confronti del regime sovietico. Questa questione è molto sentita da Ulickaya, poiché entrambi i nonni, Jakov Camojlivič Ulickij, economista e statista, e Boris Efimovič Ginzbur, furono incarcerati dal regime; al momento della sua nascita la famiglia si trovava in fuga in Baschiria.
Ulickaya valorizza la figura della donna, contrapponendo spesso delle protagoniste dal carattere forte, logico e razionale, ai tre tratti archetipici della figura femminile (forte emotività, debolezza e scarsa razionalità nelle situazioni complesse). Da sempre molto attiva anche politicamente, da anni si batte per la tutela della libertà d'espressione in Russia.
Critica fortemente l'attuale sistema politico e si è sempre opposta a Vladimir Putin. Il 24-25 aprile 2014 ha partecipato al congresso «Украина — Россия: диалог» (Dialogo Russia-
Ucraina), tenutosi a Kiev, con l'intento di riavvicinare i due stati, ma criticando al tempo stesso la politica di Putin nei confronti dell'Ucraina.
Alle elezioni per la Duma di stato nel 2016, ha dichiarato di supportare il partito di opposizione «Jabloko» («Яблоко»).
Fa parte del consiglio di amministrazione di «Вера» (fede), un fondo a scopo benefico per l'assistenza ai centri ospedalieri di Mosca.

Opere in italiano
Il racconto Bron'ka, in Rose di Russia, e/o Edizioni, Roma, 1995
Sonja, e/o Edizioni, Roma, 1997
La figlia di Buchara, e/o Edizioni, Roma, 1998, nuova edizione: In quel cortile di Mosca, e/o edizioni, Roma, 2012
Due per una, Luciana Tufani Editrice, Ferrara, 2000
Medea, Einaudi, Torino, 2000
Funeral party, Frassinelli, Milano, 2004
Le bugie delle donne, Frassinelli, Milano, 2005
Il dono del dottor Kukockij, Frassinelli, Milano, 2006, La nave di Teseo, Milano 2021
Sinceramente vostro, Surik, Frassinelli, Milano, 2007, La nave di Teseo, Milano, 2021
Daniel Stein, traduttore, Bompiani, Milano, 2010
Un bicchiere di acqua fresca, Osiride, Rovereto 2011
Una storia russa, Bompiani, Milano, 2016
Il sogno di Jakov, Traduzione di Margherita De Michiel, La nave di Teseo, Milano 2018
Tra corpo e anima, La nave di Teseo, Milano 2020
Era solo la peste, La nave di Teseo, Milano 2022

lunedì 10 agosto 2026

RONG Jiang (1946 - viv.)

 

Jiang Rong
 (cinese tradizionale:姜戎), pseudonimo di Lü Jiamin, è uno scrittore cinese nato nel 1946 nella provincia di Jiangsu e si è trasferito con la famiglia a Pechino nel 1957.
Etichettato a 18 anni "controrivoluzionario" per un saggio scritto nel 1964, si è arruolato tra le file delle Guardie rosse nel biennio '66-'67 partecipando al saccheggio di libri ritenuti proibiti, salvo poi trattenere alcuni romanzi per sé spinto dalla passione per la letteratura.
Partito volontario per la Mongolia Interna, vi è rimasto per 11 anni conducendo un'esistenza nomade e, tornato in Cina, ha partecipato attivamente alla Primavera di Pechino nel 1978 sfuggendo alla pena capitale e successivamente ha preso parte alla Protesta di piazza Tienanmen nel 1989 e ha dovuto scontare 18 mesi di carcere.
Nel 2004 ha esordito nella letteratura con Il totem del lupo, romanzo scritto con lo pseudonimo di Jiang Rong ambientato in Mongolia durante la Grande rivoluzione culturale basato su esperienze autobiografiche divenuto ben presto un bestseller in Cina premiato con il prestigioso Man Asian Literary Prize nel 2007. Professore di storia all'Università di Pechino, è sposato con la romanziera connazionale Zhang Kangkang.

Opere tradotte in italiano
Il totem del lupo (Lang tu teng, 2004), Milano, Mondadori, 2006 traduzione di Maria Gottardo e Monica Morzenti

domenica 9 agosto 2026

SOROKIN Vladimir (1955 - viv.)

 

Vladimir Georgievič Sorokin
 (in russo Владимир Георгиевич Сорокин; Bykovo, 7 agosto 1955) è uno scrittore, drammaturgo, pittore e sceneggiatore russo, uno dei più importanti rappresentanti del concettualismo nella letteratura russa.
Nel 1977 terminò gli studi presso l'istituto di Petrolio e Gas "Gubkin" di Mosca, specializzandosi in ingegneria meccanica. Una volta laureato, Sorokin per un anno lavorò per la rivista Smena, da dove venne poi licenziato per il rifiuto di entrare nel Komsomol. Ha partecipato a molte mostre come pittore prima di cimentarsi nella letteratura. Il suo primo romanzo venne pubblicato a Parigi nel 1985, con il nome La coda (Očered'), per il quale ha ricevuto il premio del ministero della cultura tedesco. All'estero è conosciuto soprattutto in Germania, ma è stato tradotto anche in inglese, francese, olandese, finlandese, svedese, italiano, polacco, giapponese e coreano.
In Italia sono stati pubblicati i romanzi La coda (traduzione di Pietro A. Zveteremich), edito da Guanda nel 1988, Ghiaccio (Lëd; traduzione di Marco Dinelli), edito da Einaudi nel 2005; La giornata di un opričnik (traduzione di Denise Silvestri), edito da Atmosphere libri nel 2014, ha vinto la IX edizione del Premio Gregor von Rezzori (2015), dedicato alla migliore opera di narrativa straniera pubblicata in Italia; La Tormenta (traduzione di Denise Silvestri), Bompiani 2016, Cremlino di zucchero (traduzione di Denise Silvestri), Atmosphere libri 2016, e Manaraga. La montagna dei libri (traduzione di Denise Silvestri), Bompiani 2018. Nel 2024 è stato pubblicato il suo racconto L’Eros di Mosca, edizione bilingue con testo a fronte russo-italiano (traduzione di Maria Emelianova), Damocle Edizioni.
Ha lasciato la Russia dopo l'invasione russa dell'Ucraina del 2022.


sabato 8 agosto 2026

al-KONI Ibrāhīm (1948 - viv.)

 

Ibrāhīm al-Kōnī 
(a volte tradotto come Ibrāhīm Kūnī)  è uno scrittore libico ed è considerato uno dei romanzieri arabi più prolifici.
Nato nel 1948 nella regione del Fezzan, città di Ghadamis, Ibrahim al-Koni è cresciuto secondo le tradizioni dei Tuareg, popolo conosciuto come “gli uomini velati” o “gli uomini blu”. Elementi mitologici, ricerche spirituali e domande esistenziali si mescolano negli scritti di al-Koni, che è stato “acclamato come un realista magico, un favolista sufi e un romanziere poetico”. 
Ha trascorso l'infanzia nel deserto e ha imparato a leggere e scrivere in arabo a dodici anni. Al-Koni ha studiato letteratura e giornalismo all'Istituto di Letteratura Maxim Gorky di Mosca e ha lavorato come giornalista a Mosca e Varsavia.  Si è trasferito in Svizzera nel 1993 e vi risiedeva ancora nel 2011.
Nel 2007, Kuni aveva pubblicato più di 80 libri e ricevuto numerosi premi. I suoi libri sono stati tradotti dall'arabo originale in 35 lingue. Ha vinto il Premio Mohamed Zafzaf per il romanzo arabo nel 2005 e nel 2008 ha vinto il Premio Sheikh Zayed per la letteratura.  Nel 2015, Kuni è stato finalista al Man Booker International Prize .


venerdì 7 agosto 2026

WRIGHT Alexis (1950 - viv.)

 

Alexis Wright
 (Cloncurry, 25 novembre 1950) è una scrittrice australiana aborigena.
Nata nel 1950 a Cloncurry nell'omonima contea, appartiene alla tribù di aborigeni australiani denominata Waanyi originaria del Golfo di Carpentaria.
Dopo aver perso il padre all'età di 5 anni, è stata cresciuta dalla madre e dalla nonna e ha lavorato per il governo come educatrice e ricercatrice attiva nel campo dei diritti delle popolazioni aborigene in particolare degli abitanti del Territorio del Nord.
Dopo l'esordio nel 1997 con Plains of Promise, ha ottenuto notorietà nel 2006 con il successivo romanzo Carpentaria, epopea della terra e del popolo indigeno d'appartenenza[3], vincendo il Miles Franklin Award l'anno successivo.
In seguito ha pubblicato altri due romanzi, una raccolta di racconti e tre opere saggistiche tra le quali si ricorda Tracker, biografia dell'attivista aborigeno Tracker Tilmouth premiata nel 2018 con il Premio Stella.
Nel 2023 ha pubblicato il romanzo Praiseworthy, accolto con grande favore dalla critica e vincitore nel 2024 del Miles Franklin Award e del Premio Stella, rendendola la prima autrice a ottenere entrambi i riconoscimenti nello stesso anno.

Opere
Romanzi
Plains of Promise (1997)
I cacciatori di stelle (Carpentaria, 2006), Milano, Rizzoli, 2008 traduzione di Andrea Sirotti e Gaetano Luigi Staffilano 
The Swan Book (2013)
Praiseworthy (2023)

Raccolte di racconti
The Serpent’s Covenant (2002)

Saggi
Grog War (1997)
Believing the Unbelievable (2000)
Tracker (2017)
Di questi tempi, cosa farebbe Oodgeroo? L'influenza di Oodgeroo Noonuccal, poeta, attivista ed educatrice aborigena (In Times Like These, What Would Oodgeroo Do?, 2020), Milano, Mimesis, 2021. Traduzione di Margherita Zanoletti

ULITSKAYA Ljudmila (1943 - viv.)

  Ljudmila Evgen'evna Ulickaya  (in russo  Людмила Евгеньевна Улицкая ; Davlekanovo, 21 febbraio 1943) è una scrittrice e sceneggiatrice...