Gore Vidal, pseudonimo di Eugene
Luther Gore Vidal (West Point, 3 ottobre 1925 – Los
Angeles, 31 luglio 2012), è stato
uno scrittore, saggista, sceneggiatore, attore e drammaturgo statunitense.
Autore
prolifico di romanzi, saggi, opere teatrali, è altresì famoso per
aver scritto sceneggiature di film di successo
come Improvvisamente, l'estate scorsa di Joseph L.
Mankiewicz e Ben-Hur di William Wyler. Nei primi
anni cinquanta, usando lo pseudonimo di "Edgar Box",
scrisse tre romanzi gialli su di un detective immaginario
di nome Peter Cutler Sargeant II.
Figlio di
Eugene Vidal e Nina Gore, nasce all'Accademia militare degli Stati
Uniti, dove il padre è istruttore aeronautico. Non appena ha inizio
la sua carriera letteraria, sceglie come nome il cognome del
nonno materno Thomas P. Gore, senatore democratico dello
Stato dell'Oklahoma.

Cresce
a Washington, dove frequenta la St. Albans School. Il nonno
materno, il senatore Gore, è cieco, e il nipote, che legge spesso
per lui, di tanto in tanto gli fa da guida: ciò gli consente
l'accesso - insolito per un bambino - ai corridoi del potere.
L'isolazionismo del senatore Gore è uno dei principi ispiratori
della filosofia politica di Vidal, che ha sempre criticato con
fermezza l'imperialismo statunitense. Non a caso, oltre a
un'innumerevole serie di saggi sull'argomento (molti dei quali
pubblicati in Italia da Fazi Editore), ha scritto un ciclo di
romanzi che descrive proprio il passaggio degli Stati Uniti da
repubblica a impero: le cosiddette Narratives of Empire sono
un ciclo di sette romanzi che abbracciano la storia statunitense dai
primi dell'Ottocento (Burr) alla seconda guerra mondiale (L'età
dell'oro).
Dopo aver frequentato la Phillips Exeter Academy, Gore Vidal si
arruola come riservista nell'esercito degli Stati Uniti. È il
1943 e gli Stati Uniti sono in guerra da un paio d'anni. Nello sbarco
alleato di Iwo Jima perde la vita Jimmy Trimble, "la
mia altra metà", come lo definisce lo stesso Vidal nel suo
libro di memorie Palinsesto, del 1994: "Io ero più grande
di lui di una settimana. Avevamo la stessa altezza e lo stesso peso.
Lui aveva l'occhio lungo dell'atleta-cacciatore; io quello miope del
lettore-scrittore. Io ero biondo con i capelli lisci. Lui era biondo,
con i capelli ricci." Sul suo rapporto con Jimmie, Vidal
ha anche concesso un'intervista al quotidiano inglese The
Independent.
Per circa
trent'anni ha vissuto in Italia, prima a Roma (in Largo di Torre
Argentina) e poi a Ravello nella costiera amalfitana. Dopo
la morte nel 2005 del compagno di una vita, Howard Austen, ha venduto
la villa La Rondinaia di Ravello ed è ritornato
stabilmente a Los Angeles. Austen è stato sepolto nel cimitero di
Rock Creek a Washington D.C., in una tomba destinata a ricevere anche
le spoglie di Gore Vidal stesso.
Vidal, che fu
anche membro onorario della National Secular Society, morì
nella sua casa di Hollywood Hills il 31 luglio 2012 all'età di 86
anni a seguito di complicazioni per una polmonite. La sua
salma è inumata nel cimitero di Rock Creek a Washington.
La statua di sale (The City and the Pillar)
Dopo aver scritto e dato alle stampe un
paio di romanzi, tra i quali spicca Williwaw, basato sulle sue
esperienze militari nel Alaskan Harbor Detachment (distaccamento
portuale in Alaska), Vidal decise di pubblicare La statua di
sale. È il 1948 e il libro suscita immediatamente le attenzioni del
pubblico e le critiche non proprio entusiastiche di buona parte della
stampa degli Stati Uniti. Il libro narra infatti le vicende di Jim
Willard, figlio di una "normale" famiglia della media
borghesia del Sud degli Stati Uniti, bello, atletico, schivo e
innamorato del suo migliore amico. Si tratta per certi aspetti del
primo romanzo statunitense che tratti con estrema disinvoltura della
passione di un ragazzo per un suo coetaneo senza cadere nella
caratterizzazione dell'omosessuale effeminato dominante
nell'immaginario collettivo (non solo statunitense).
Non a caso, racconta Vidal nella sua autobiografia Palinsesto:
"Uno dei redattori della Dutton [la casa editrice che già aveva
pubblicato Williwaw e In a yellow wood, ndr] mi aveva
detto che se il libro fosse stato pubblicato, mi sarebbero toccati
vent'anni di recensioni negative e la mia reputazione letteraria
sarebbe finita per sempre. La mia risposta fu una sorta di fischio a
mezzanotte: «Se c'è un mio libro che ancora verrà ricordato nel
1968... questa è la fama, o no?». Il redattore della Dutton
non era lontano dal vero se, come ricorda Vidal: «
Per vent'anni - e più - venni regolarmente attaccato per non avere
sufficientemente adorato l'altare della Famiglia. Un certo Orville
Prescott, il recensore del New York Times, disse al mio
redattore che non avrebbe mai più letto e ancor meno recensito un
mio libro. Time e Newsweek fecero
altrettanto.»
Il libro è
dedicato a "J.T.", ovvero Jimmie Trimble, il ragazzo della
St. Albans di cui Vidal è stato innamorato per anni, nonostante la
sua morte prematura durante la battaglia di Iwo Jima, nel
febbraio del 1945. A questo proposito sono significative le parole
che a Jimmie dedica Vidal in chiusura del primo volume delle sue
memorie, Palinsesto.
Il titolo italiano dell'opera è un
richiamo alla citazione biblica in esergo che apre la narrazione e
che dà per certi aspetti la dimensione di immobilità in cui si
trova il protagonista per buona parte del libro: «
Ora la
moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.»
Tra
Broadway e Hollywood
Dopo lo scandalo suscitato da La
statua di sale, Vidal comincia a lavorare come autore televisivo e
teatrale (due sue commedie The Best Man e Visit to a
Small Planet si impongono a Broadway e vengono in seguito
adattate per la TV). Nel frattempo dà alle stampe Il giudizio
di Paride (1952) e la satira Messiah (1954).
Assunto come autore alla MGM nel 1956,
tre anni più tardi è a Roma, a Cinecittà, dove William
Wyler sta dirigendo il remake di Ben-Hur,
con Charlton Heston. Vidal accetta, insieme con lo sceneggiatore
Christopher Fry, di rivedere lo screenplay originale di
Karl Tunberg, a patto che la Metro-Goldwyn-Mayer acconsenta a
rescindere il suo contratto con due anni di anticipo (così da
potersi dedicare nuovamente alla narrativa).
Il contributo di Vidal alla sceneggiatura, per nulla marginale, non è
mai stato accreditato dall'Associazione degli Sceneggiatori che hanno
negato il riconoscimento sia a Vidal sia a Fry. Lo scrittore
è tornato sulla vicenda nei suoi due libri di
memorie Palinsesto (1994) e Navigando a vista (2006),
ricordando con divertimento l'episodio della lettura
dello screenplay davanti al boss della MGM
Zimbalist, a Wyler e allo stesso Heston, allorché l'acredine tra Ben
Hur (Heston) e Messala (Stephen Boyd), viene ascritta da Vidal a un
"rifiuto sessuale" del primo al secondo, con conseguente
sconcerto generale e riscrittura della scena incriminata.
Giuliano (Julian)
Abbandonati gli studios e
dopo una breve parentesi politica (si candida per il Congresso nel
1960, l'anno dell'elezione alla Casa Bianca di John F. Kennedy),
Vidal, con il compagno Howard Austen, si trasferisce in Italia. Dopo
aver preso casa a Roma, in Largo di Torre Argentina, si butta a
capofitto nello studio dell'antichità classica, si documenta presso
le maggiori biblioteche capitoline e inizia così la stesura
di Giuliano (1964). Il romanzo narra la vita privata e le
scelte politico-militari di Giuliano, imperatore romano del
quarto secolo, nipote di Costantino, che durante i brevi anni del suo
regno tenta di restaurare il culto degli dei pagani, passando per
questo motivo alla storia con l'appellativo di
"Apostata".
Dopo Giuliano, Vidal dà alle
stampe Washington D.C. (1967) primo volume della
serie Narratives of Empire, il ciclo storico con cui lo
scrittore ha inteso narrare le vicende politico-istituzionali degli
Stati Uniti, dai padri fondatori alla guerra fredda. Seguiranno
gli altri capitoli della serie che, cronologicamente, coprono 150
anni di storia statunitense: Burr (del
1973), Lincoln (pubblicato nel 1984), Il
Candidato (1876, del 1976), Impero (Empire, del
1987), Hollywood (del 1990), e L'età dell'oro (The
golden age, pubblicato nel 2000).
Myra
Breckinridge
«Io sono nata per essere una stella, e
oggi ne ho tutta l’aria.»
(Gore Vidal, Myra Breckinridge)
In pieno clima da "contestazione", appare in libreria
l'audace e inattesa commedia satirica transessuale Myra
Breckinridge (1968). «Donna Trionfante, prototipo di una nuova
genia di esseri dotati di intelligenza superiore, bellezza
indiscutibile, ambizioni altissime e di una fantasia smisurata che
non si contenta di vagheggiamenti» Myra (al secolo Myron
Breckinridge), è una neo-donna che, dopo aver cambiato sesso, decide
di spacciarsi per la vedova di sé stesso e ottenere dallo zio la
scuola per aspiranti artisti che questo dirige a Hollywood. Scritto
come una sorta di diario, il libro ha imposto Vidal come grande
autore satirico («...la linea è quella che va da Petronio a Swift a
Butler») e fustigatore dei vizi della società statunitense.
Come ha notato Graziella Pulce sulle pagine di Alias, l'inserto
settimanale del quotidiano Il manifesto: «La storia di
Myra/Myron toccava questioni scottanti (siamo nel 1968, ndr): ruoli
sessuali e relative lotte, la natura del potere, la funzione della
letteratura, la facoltà dichiaratamente mitopoietica del cinema, ma
anche il binomio cultura-denaro. Tutto ciò non solo era esposto
brillantemente da un Vidal in stato di grazia, ma ogni elemento era
anche consapevolmente messo in discussione e trattato criticamente.
[...] Myra Breckinridge è davvero un romanzo scabroso
perché celebra il trionfo di un nuovo genere sessuale e insegna a
combattere contro il potere degli uomini, di cui il protagonista
conosce vizi (tanti) e virtù (pochissime e caduche).» Il
piano di Myra è semplice: procedere con «...la distruzione delle
ultime tracce residue nella razza della virilità tradizionale allo
scopo di riallineare i sessi, riducendo così la popolazione mentre
si aumenta la felicità umana e si prepara l'umanità per il suo
stadio successivo».
Scritto in un mese e dedicato all'amico Christopher Isherwood,
il libro ha un enorme successo di pubblico: tre milioni di copie
vendute in poche settimane e novecentomila dollari pagati dalla Fox a
Vidal per i diritti cinematografici. Rifiutato in Australia,
edulcorato per il mercato inglese, in Italia è stato rifiutato da un
paio di editori e pubblicato da Valentino Bompiani nel 1969. Oggi
è edito da Fazi, l'editore romano che sta ripubblicando l'opera
completa dello scrittore statunitense.
Il 1975 è l'anno del sequel del romanzo, Myron. Per
ovviare la censura, e fare satira sul potere giudiziario
statunitense, Vidal sostituisce tutti i termini sessuali e le parti
anatomiche dei personaggi con i nomi dei giudici della Corte
suprema degli Stati Uniti. Nel 1987 i due libri sono pubblicati
in un unico volume e il turpiloquio di Myron ripristinato.
Dagli
anni settanta
«
La mia esperienza, durante la guerra,
fu che in pratica quasi tutti, sia attivamente che passivamente,
erano disponibili al momento giusto.»
(Gore Vidal, Palinsesto)
Dopo l'insuccesso di due
opere, Weekend (1968) e Un pomeriggio con Richard
Nixon (1972), e la sua strana semi-autobiografia Due
sorelle, Vidal si concentrò soprattutto sui saggi e due distinti
argomenti: i romanzi storici sulla storia americana come come Burr (1973), 1876 (1976), Lincoln (1984), Impero (1987), Hollywood (1989), L'età
dell'oro (2000), e altre escursioni nel mondo
antico: Creazione (1981, pubblicato in forma estesa nel
2002), e le divertenti e spesso impietose "invenzioni
satiriche": Myron (1975, un sequel di Myra
Breckinridge), Kalki (1978), Duluth (1983), Live
from Golgotha (1992) e The Smithsonian Institution (1998).
Vidal è anche autore di un'autobiografia in due volumi, composta
da Palinsesto (1995) e Navigando a
vista (2007)
Vidal, occasionalmente, è tornato a
scrivere per cinema e televisione; si ricorda il film basato sul
suo Billy the Kid, con Val Kilmer, e
una miniserie di Lincoln. Ha inoltre scritto la
sceneggiatura originale del controverso Caligola, ma più tardi
fece rimuovere il suo nome poiché il regista e l'attore
protagonista la corressero profondamente, cambiando completamente
temi e toni complessivi. Ironicamente, in un tentativo fallito di
ristabilire la visione di Vidal in postproduzione, i produttori
del film finirono per renderlo qualcosa che né Vidal, né Brass, né
McDowell avevano in mente.
Forse contrariamente alle sue volontà,
Vidal era più rispettato come saggista che
come romanziere.
Egli scriveva soprattutto su temi politici,
storici e letterari, e vinse il National Book Award nel
1993 per Stati Uniti (1952-1992). Una collezione successiva
nel 2000 è L'ultimo impero; da allora lo scrittore ha
pubblicato pamphlet estremamente critici rispetto
all'amministrazione Bush-Cheney, oltre al testo sui padri
fondatori degli USA, Inventare una Nazione. Ha pubblicato
un'autobiografia di successo, Palinsesto, nel 1995, e
secondo recenti notizie stava lavorando sul seguito.
Negli anni sessanta Vidal si trasferì
in Italia, scegliendo di risiedere a Ravello. Fu ingaggiato per interpretare sé
stesso in Roma di Federico Fellini; le sue politiche
liberali sono ben documentate. Nel 1987 scrisse una serie di saggi
come Armageddon, che esplora gli intrighi del potere nei moderni
Stati Uniti e condanna in maniera spietata la politica presidenziale
di Ronald Reagan, il quale fu descritto come un «trionfo
dell'arte dell'imbalsamatore». A parte il suo padre politico, Vidal
ha altri collegamenti con il Partito Democratico americano: sua
madre Nina sposò Hugh D. Auchincloss Jr., che più tardi
divenne patrigno di Jacqueline Kennedy Onassis; inoltre, Vidal è
cugino di quinto grado di Jimmy Carter. È stato anche
candidato, senza successo, alle elezioni per il Congresso del 1960,
perdendo per 24 000 voti in un distretto
tradizionalmente repubblicano sul fiume Hudson. Nel
1982, perse contro Jerry Brown nelle primarie del Partito
Democratico per il Senato, nonostante il sostegno di celebrità
liberali come Paul Newman e Joanne Woodward. Vidal
affermò che lui ed Al Gore, ex vicepresidente degli USA, sono
cugini alla lontana, ma ricerche genealogiche non hanno scoperto
alcun legame familiare.
Ha recitato nel film Bob
Roberts (1992) con Tim Robbins, oltre ad altri film
come Gattaca, With Honors e Igby Goes
Down.
Attivismo e opinioni politicheVidal si considera un "riformatore
radicale", ed è descritto come un nostalgico del
"repubblicanesimo puro" dei primi anni della storia
statunitense. Come studente delle superiori è stato un sostenitore
dell'American First Committee. Differentemente da altri sostenitori
del movimento, continua a credere che gli Stati Uniti non avrebbero
dovuto intervenire nel secondo conflitto mondiale (sebbene
sembra abbia poi sostenuto che la fornitura di aiuti materiali agli
alleati fosse stata una buona idea). Ha anche ipotizzato che
il presidente Roosevelt avesse "incitato"
i giapponesi ad attaccare gli Stati Uniti, con il fine di
giustificare l'entrata in guerra degli statunitensi, e crede anche
che questi fosse a conoscenza dell'attacco prima che fosse
condotto.
L'attivismo politico lo portò, nel
1960, a essere candidato alla Camera per il Partito
Democratico nel Nord dello Stato di New York (You'll get more
with Gore), ricevendo più voti di ogni altro candidato del Partito
Democratico nei cinquanta anni precedenti. Dal 1970 al 1972 ha fatto
parte del consiglio direttivo del People's Party, e nelle
Primarie del Partito Democratico del 1982 in California per
il Senato, arrivò secondo su nove candidati (con circa mezzo
milione di voti).
L'emittente televisiva ABC News lo mise
sotto contratto insieme a William Buckley Jr. come analista
per le convention dei partiti Democratico e Repubblicano
del 1968, prevedendo che gli spettatori avrebbero gradito lo
spettacolo delle battaglie verbali tra due uomini famosi per la loro
intelligenza pungente e il loro sarcasmo. La battaglia verbale ci fu
eccome, e si arrivò quasi allo scontro fisico. Dopo alcuni giorni di
battibecchi che spesso si trasformavano in attacchi puerili e
personali da ambo i lati, Vidal definì Buckley "pro-crypto
Nazi", offesa alla quale Buckley, visibilmente alterato, replicò
così: «Adesso ascolta, depravato. Smetti di chiamarmi pro-crypto
Nazi, altrimenti ti do un cazzotto in faccia e ti
distruggo».

In seguito Buckley chiese scusa a Vidal
per averlo chiamato depravato; in ogni caso, l'attacco a Vidal
continuò in un lungo saggio pubblicato nella
rivista Esquire nell'agosto del 1969, intitolato On
Experiencing Gore Vidal (pubblicato anche in The Governor
Listeth, una collezione degli scritti di Buckley di quel periodo). Il
numero di settembre 1969 di Esquire presentava una risposta
di Vidal, nella quale Vidal affermava che Buckley e/o altri membri
della sua famiglia avevano vandalizzato una chiesa nella loro città
natale di Sharon, nel Connecticut, nel 1944, dopo che la moglie del
pastore aveva venduto una casa a una famiglia ebrea.
Buckley querelò Vidal ed Esquire per
diffamazione; Vidal replicò querelando a sua volta per diffamazione
Buckley, per aver definito il racconto di Vidal Myra
Breckinridge come "pornografia". L'azione giuridica di
Vidal fu respinta dalla corte e Buckley accettò come riparazione la
cifra di 115 000 dollari per spese legali e la dichiarazione da
parte di Esquire di essere "profondamente convinti"
della falsità della accuse di Vidal. I costi legali per Vidal si
aggirarono intorno ai 75 000 dollari. L'intera faccenda venne di
nuovo a galla nel 2003, quando Esquire pubblicò
l'Esquire's Big Book of Great Writing, una antologia che comprendeva
l'articolo ingiurioso di Vidal. Buckley di nuovo querelò la rivista
per diffamazione e la stessa si accordò per un risarcimento che
ammontò a 55 000 dollari per spese legali e 10 000 dollari
per danni morali nei confronti di Buckley.

Oggetto di serie controversie furono le
relazioni che Vidal intrattenne con Timothy McVeigh. I due
cominciarono uno scambio di lettere mentre McVeigh era in prigione.
Vidal crede che McVeigh abbia avuto dei complici oppure sia stato
direzionato per realizzare l'attacco dinamitardo di Oklahoma City.
Vidal ha anche suggerito che l'attacco possa essere stato effettuato
dall'FBI per permettere l'approvazione di leggi anti terrorismo
più rigide. In un'altra occasione affermò che Timothy
McVeigh aveva commesso l'attentato come un contributo agli Stati
Uniti per quello che l'FBI faceva, ossia, spiare e assassinare
cittadini statunitensi.
Nel 1994 Vidal scrisse una prefazione
per il controverso libro di Israel Shahak: Jewish History,
Jewish Religion: The Weight of Three Thousand Years, che ha ricevuto
critiche da parte della scuola Talmudica. In questa prefazione Vidal
afferma che «...a un certo punto, verso la fine degli anni
Cinquanta, quel pettegolo di prima classe e storico occasionale
di John Frank Kennedy mi raccontava di come, nel
1948, Harry Truman fosse stato abbandonato da tutti al
momento della campagna elettorale per la presidenza degli Stati
Uniti. Fu allora che un sionista americano gli portò due milioni di
dollari in contanti in una valigetta, per sovvenzionare la campagna.
Ecco perché il riconoscimento dello Stato di Israele da
parte degli Stati Uniti è stato così rapido. Siccome né Jack né
io eravamo antisemiti (al contrario dei nostri nonni), la
considerammo solo come un'altra delle storielle divertenti su Truman
e la serena corruzione della politica americana.»
Vidal fu
membro della direzione di World Can't Wait, un'organizzazione che
partecipa del movimento per la incriminazione di George W. Bush per
alto tradimento.
Vidal era fortemente critico nei
confronti dell'amministrazione Bush, così come lo era stato
delle precedenti amministrazioni che considerava aver avuto una
agenda espansionista implicita o esplicita. Ha spesso affermato in
interviste, articoli, e in un recente libro, che gli statunitensi
«...sono oggi governati da una combriccola di petrolieri
guerrafondai (oil-Pentagon men nell'originale) [...] Bush padre
e figlio, Cheney, Rumsfeld, e così via».
Relativamente agli attacchi dell'11
settembre 2001, Vidal scrisse che tali attentati, che affermava
essere stati previsti dai servizi di intelligence statunitensi,
giustificavano politicamente i piani d'invasione
dell'Afghanistan (ottobre 2001) dell'amministrazione Bush,
preparati precedentemente agli attentati. Sottolineava la mancanza di
meccanismi di difesa, incluso il ritardo per l'attivazione dei caccia
intercettori, i cui tempi di azione furono molto più lenti di quanto
ci si sarebbe potuto aspettare. Se, affermava Gore Vidal, tali
mancanze fossero frutto di incompetenza, meriterebbero un congruo
numero di corti marziali e uno o due rinunce da parte delle maggiori
cariche dello Stato. Invece, abbiamo solo una inchiesta su come i
«...potenziali errori di comunicazione tra agenzie federali ...
possano aver permesso la realizzazione degli attacchi.».
Romanzi
L'uragano (Williwaw, 1946),
trad. di Stanis La Bruna, Milano, Elmo, 1950.
In a Yellow Wood (1947)
La statua di sale (The City
and the Pillar, 1948) /La città perversa, trad.
di Giorgio Monicelli, Collezione L'Olimpo, Milano, Elmo, 1949 / Jim, trad. di Vincenzo
Mantovani, Milano, Bompiani, 1972 / La statua di sale, trad. di
Alessandra Osti, Collana Le strade n.17, Roma, Fazi Editore,
1998
The Season of Comfort (1949)
Alla ricerca del re (A Search
for the King, 1950), Milano, Garzanti, 1951.
Dark Green, Bright Red (1950,
pseudo-profezia del colpo di Stato del Guatemala del 1954,
vedi In the Lair of the Octopus, Dreaming War)
Il giudizio di Paride (The
Judgment of Paris, 1953), Roma, Fazi, 2006
Messiah (1955)
Giuliano (Julian, 1964),
trad. di Ida Omboni, Milano, Rizzoli, 1969; Milano, Bompiani,
1990; Roma, Fazi, 2003
Myra Breckinridge (Myra
Breckinridge, 1968), trad. di Vincenzo Mantovani, Milano, Bompiani,
1969; Bompiani, 1989 ; Roma, Fazi, 2007
Due sorelle (Two Sisters,
1970), Milano, Bompiani, 1971.
Myron (Myron, 1975), Milano,
Bompiani, 1985.
Kalki (Kalki, 1978), Milano,
Bompiani, 1980.
Creazione (Creation, 1981),
Milano, Garzanti, 1983; Roma, Fazi, 2005
Duluth: tutta l'America in una
città (Duluth, 1983), Milano, Garzanti, 1984; Roma, Fazi,
2007
In diretta dal Golgota (Live
from Golgotha: the Gospel according to Gore Vidal, 1992), trad. di
Pier Francesco Paolini, Milano, Longanesi, 1992; Milano, TEA, 1994
The Smithsonian Institution (1998)
Ciclo Narratives of Empire
Washington D.C. (Washington,
D.C., 1967), Milano, Rizzoli, 1968; Roma, Fazi, 2017.
Burr (Burr, 1973), trad. di
Pier Francesco Paolini, Milano, Bompiani, 1975; Collana Le strade
n.528, Roma, Fazi, 2022,
1876 (1976), Milano,
Bompiani, 1977; col titolo Il candidato, trad. di Silvia
Castoldi, Fazi, 2008 ; col titolo Emma, 1876, Fazi, 2018
Lincoln (Lincoln, 1984),
Milano, Bompiani, 1988.
Impero (Empire, 1987), trad.
di B. Marietti, Collana Le strade n.55, Roma, Fazi, 2002
Hollywood (Hollywood, 1989),
Milano, Bompiani, 1990; Milano, Bompiani,
1991
L'età dell'oro (The Golden
Age, 2000), trad. di Luca Scarlini, Fazi, 2001
Pubblicati sotto pseudonimo
A Star's Progress (1950),
come Katherine Everard
Thieves Fall Out (1953), come
Cameron Kay
La morte in agguato (Death
Before Bedtime, 1953), come Edgar Box, Milano, Garzanti, 1955; col
titolo Intrigo a Washington, Milano, Feltrinelli, 1988
Death in the Fifth
Position (1954), come Edgar Box
Alla morte piace il caldo (Death
Likes It Hot, 1954), come Edgar Box, Milano, Garzanti, 1956.
Raccolte
di racconti
A Thirsty Evil (1956)
Raccolte
di saggi
Una nave che affonda (Rocking
the Boat, 1963) Bompiani, 1971
Reflections Upon a Sinking
Ship (1969)
Sex, Death and Money (1969)
Homage to Daniel Shays (1973)
Le parole e i fatti (Matters
of Fact and of Fiction, 1977) Bompiani, 1978
The Second American
Revolution (1982)
Armageddon? (1987)
At Home (1988)
A View From The Diner's
Club (1991)
Remotamente su questi
schermi (Screening History, 1992) Anabasi, 1993
La fine dell'impero (Decline
and Fall of the American Empire, 1992)
United States: essays
1952–1992 (1993)
Virgin Islands (1997)
The American Presidency (1998)
Sexually Speaking: Collected Sex
Writings (1999)
The Last Empire: essays
1992–2000 (2001)
Perpetual War for Perpetual Peace
or How We Came To Be So Hated (2002)
Le menzogne dell'impero e altre
tristi verità (Reflection upon Imperial Mendacity and Other
Sad Truths, 2002) Fazi Editore, 2002
Dreaming War: Blood for Oil and
the Cheney-Bush Junta (2002)
L'invenzione degli Stati Uniti. I
padri: Washington, Adams, Jefferson (Inventing a Nation:
Washington, Adams, Jefferson, 2003) Fazi Editore, 2005
Imperial America: Reflections on
the United States of Amnesia (2004)
Raccolte
italiane
Il mondo di Watergate: personaggi,
figure, situazioni nello scandalo del secolo (1974) Bompiani
La fine della libertà: verso un
nuovo totalitarismo? (2001) Fazi Editore
Il canarino e la miniera: saggi
letterari : 1956-2000 (2003) Fazi Editore
Democrazia tradita: discorso sullo
stato dell'Unione 2004 e altri saggi (2004) Fazi
Editore
E domani ancora guerra: la crisi
dell'impero USA (2007) Datanews
Se controlli i media è fatta:
interviste di Giulietto Chiesa e The Real News (2008)
Datanews
Drammaturgie
Visit to a Small Planet (1957)
The Best Man (1960), dal
quale è tratto il film L'amaro sapore del potere
On the March to the
Sea (1960-1961, 2004)
Romulus (1962)
Weekend (1968)
Drawing Room Comedy (1970)
An evening with Richard
Nixon (1970)
Memorie
Palinsesto (Palimpsest: a
memoir, 1995) Fazi Editore, 2000
Navigando a vista (Point to
Point Navigation: A Memoir) Fazi Editore, 2006