domenica 30 agosto 2026

MEJIA VALLEJO Manuel (1923 - 1998)

 

Manuel Mejía Vallejo
 (Jericó, 23 aprile 1923 – El Retiro, 23 luglio 1998) è stato uno scrittore, giornalista e poeta colombiano, ha vinto il premio Nadal nel 1963 e il premio Rómulo Gallegos nel 1989.
Nasce a Jericó, nel dipartimento di Antioquia (Colombia), il 23 aprile, data simbolica per la letteratura.
A 22 anni scrive il suo primo romanzo intitolato La tierra éramos nosotros; la sua lettura suscita una grande impressione nel gruppo dei Los Panidas coordinato da León de Greiff tanto che questi ne favorisce la pubblicazione nel 1945.
La Violencia lo costringe all'esilio nel 1949; lavora come giornalista in Venezuela, Guatemala e Salvador; rientra in Colombia nel 1957.
Per molti anni, Mejía Vallejo è professore di Letteratura all'Università Nazionale della Colombia, sezione di Medellín. L'Università Nazionale gli conferisce la laurea honoris causa nel 1985.
Muore a El Retiro, nel dipartimento di Antioquia.
Per Luis Carlos Molina, Manuel Mejía Vallejo «rappresenta la versione andina della narrativa colombiana contemporanea, caratterizzata da un mondo di simboli che si vanno perdendo nella memoria della montagna».
Mejía Vallejo ha creato il villaggio di Balandú, circondato dalla Cordigliera, che rappresenta un microcosmo della provincia colombiana e in particolare della cultura Paisa.
Nel 1963 gli viene assegnato il premio Eugenio Nadal per il romanzo El día señalado, primo scrittore latino-americano ad ottenerlo.
Nel 1989 gli viene conferito il premio Rómulo Gallegos per il romanzo La casa de las dos palmas. A questo romanzo si è ispirata una omonima telenovela trasmessa da una TV colombiana nel 1990-1991.

Romanzi
La tierra éramos nosotros (1945)
Al pie de la ciudad (1958)
El día señalado (1964)
Aire de tango (1973)
Las muertes ajenas (1979)
Tarde de verano (1981)
Y el mundo sigue andando (1984)
La sombra de tu paso (1987)
La casa de las dos palmas (1988)
Los abuelos de la cara blanca (1991)

Novelle
Tiempo de sequía (1957)
Cielo cerrado (1963)
Cuentos de zona tórrida (1967)
Las noches de las vigilias (1975)
Otras historias de Balandú (1990)
Sombras contra el muro (1993)
La venganza y otros relatos (1995)

Poesie
Prácticas para el olvido (1977)
El viento lo dijo (1981)
Memoria del olvido (1990)
Soledumbres (1990)

sabato 29 agosto 2026

GAMBOA Santiago (1965 - viv.)

 

Santiago Gamboa
 (Bogotà, 1965) è uno scrittore colombiano.
Santiago Gamboa, è un filologo, diplomatico, editorialista, corrispondente e giornalista colombiano, nato a Bogotà nel 1965, figlio dell'artista Carolina Samper e dello storico dell'arte Pablo Gamboa Hinestrosa. Gamboa ha studiato all'Università Javeriana letteratura. Quando la famiglia si è trasferita in Europa si è laureato in Filologia Ispanica all'Università di Madrid, per poi trasferirsi a Parigi dove ha lavorato come giornalista dal 1993 al 1997 come responsabile di programmi letterari e culturali. Lo stesso anno entra a far parte della RFI, diventa anche corrispondente per El Tiempo , il giornale colombiano con la più alta diffusione e la maggiore influenza nel paese.
A Roma ha collaborato col gruppo editoriale Repubblica - l'Espresso; a Nuova Delhi ha svolto l'incarico di consigliere culturale presso l'ambasciata colombiana.
Nel 1995 esce il suo primo romanzo, Páginas de vuelta e due anni dopo appare il suo secondo romanzo, Perdere è una questione di metodo.

Opere principali

1995 - Páginas de vuelta
1997 - Perder es cuestión de método, Perdere è una questione di metodo, trad. di Pino Cacucci Guanda, 1998 (poi, TEA, 2001)
2000 - Vida feliz de un joven llamado Esteban, Vita felice del giovane Esteban, Guanda, 2001
2002 - Ottobre a Pechino, Guanda, 2002
2001 - Los impostores, Gli impostori, Guanda, 2004
2011 - Morte di un biografo, Roma, edizioni e/o, 2011
2012 - Plegarias nocturnas, Preghiere notturne, Roma, edizioni e/o, 2013
2014 - Una casa en Bogotá, Una casa a Bogotá, Roma, edizioni e/o, 2016
2016 - Volver al oscuro valle, Ritorno alla buia valle, Roma, edizioni e/o, 2018
2019 - Será larga la noche, Sarà lunga la notte, Roma, edizioni e/o, 2022

venerdì 28 agosto 2026

KYUNG-SOOK Shin (1963 - viv.)

 

Shin Kyung-sook
(Jeongeup, 12 gennaio 1963) è una scrittrice sudcoreana.
È stata la prima scrittrice della Corea del Sud e la prima donna a vincere nel 2012 il Man Asian Literary Prize, il più prestigioso premio asiatico, per il suo libro Prenditi cura di lei (엄마를 부탁해, Eommareul ButakhaeLR), pubblicato in 32 paesi.
Kyung-sook Shin nasce nel 1963 in un villaggio vicino Jeongeup, nella provincia del Nord Jeolla in Corea del Sud. Quarta di sei figli, è la maggiore tra le sue sorelle. Suo padre è un orfano di guerra e sua madre una donna devota: l'infanzia di Shin trascorre tra semina e mietitura. Presto si rende conto del suo amore per la lettura ed inizia a prendere in prestito libri dai suoi fratelli. La vita che lei e la sua famiglia conducono nel villaggio tuttavia non favorisce un'istruzione soddisfacente, così i genitori di Shin, che ancora vivono in campagna, sacrificano tutto per mandare i loro sei figli all'università.
A sedici anni Shin si trasferisce a Seul, dove inizia a lavorare in uno stabilimento di elettronica mentre vive con il fratello maggiore. Sono gli anni della legge marziale imposta dal Generale Chun Doo dopo il colpo di stato del 1979 e, mentre gli studenti protestano, decisi a far sentire la propria voce in quello che sarebbe stato ricordato come il massacro di Gwangju, Shin frequenta una scuola serale. In una sua intervista riportata nel The Guardian ricorda come quell'evento l'abbia segnata in maniera indelebile, tanto che alcuni dei suoi personaggi sono stati ispirati proprio da alcune vicende legate a quell'evento storico.
Il debutto letterario di Kyung-sook Shin risale al 1985, a 22 anni, dopo la laurea in scrittura creativa presso l'Istituto d'Arte di Seul. In quell'anno pubblica la novella Favola della Notte (in Hangul: 겨울우화, Kyeoruhwa) con cui vince il premio Munye Joogang (문예중앙) come autrice emergente.
Assieme a Kim In-Suk e Gong Ji-Yeong, Kyung-sook Shin è una delle scrittrici del gruppo
definito "Generazione 386" (386 세대; Sampallyuk sedae).
Nel 1999 si sposa con il critico letterario, poeta e professore Jin-u Nam e nel 2008 pubblica il romanzo che l'ha resa celebre nel mondo: Prenditi cura di lei (엄마를 부탁해 - lett. "Prenditi cura della mamma per favore"). Kyung-sook Shin ha rivelato alla CNN che avrebbe voluto scrivere 30 anni prima questa sua opera ma che, a causa della continua evoluzione della sua idea di "madre", elaborare il romanzo si è rivelato più difficile del previsto.
Shin ha vinto moltissimi premi letterari inclusi il Today’s Young Artist Award offerto dal Ministro della Cultura, dello Sport e del Turismo sud coreano, il premio letterario Hanguk Ilbo, il premio letterario Hyundae e quello Manhae, il Premio Dong-In, Yi Sang e Oh Yung-Su. Nel 2009 la traduzione francese di una sua opera, Una Stanza Solitaria (La Chambre Solitaire) è una delle vincitrici del Prix de l'Inapercu, che premia le eccellenze letterarie che ancora non hanno raggiunto un pubblico vasto.
I diritti per il bestseller Prenditi cura di lei sono stati venduti in 32 Paesi inclusi l'America e innumerevoli nazioni in Europa ed Asia, a partire dalla Cina. In inglese è stato tradotto da Kim Chi-Young e pubblicato nel 2011, classificandosi al primo posto al Man Asian Literary Prize nel 2012.
Kyung-sook Shin vive a Seoul con il marito nei pressi del Monte Bukhansan.

Traduzioni italiane
(2011) Prenditi cura di lei , trad. di Vincenzo Mingardi, Vicenza, Neri Pozza - È la storia di una madre scomparsa, raccontata dai diversi punti di vista dei membri della sua famiglia. Il contesto storico è quello del drammatico periodo di cambiamento della Corea del Sud a società post-moderna.
(2013) Io ci sarò , traduzione di Benedetta Merlini, Palermo, Sellerio - É un romanzo fortemente introspettivo, ambientato negli anni ottanta che vede la protagonista, Jeong Yun, rivivere i suoi ricordi del college nello scenario di una Seul attraversata dalle contestazioni studentesche.

giovedì 27 agosto 2026

SANZ Marta (1967 - viv.)

 

Marta Sanz Pator
 (Madrid, 1967) è una scrittrice spagnola. Nata a Madrid nel 1967, è laureata in letteratura contemporanea all'Università Complutense di Madrid.
Dopo gli studi alla Escuela de Letras de Madrid, ha esordito nel 1995 con il romanzo El frío.
Autrice eclettica, tra le sue opere figurano romanzi (tra i quali due gialli aventi per protagonista il detective gay Arturo Zarco), racconti, raccolte poetiche, saggi e un'autobiografia romanzata (La lezione di anatomia). Tra i riconoscimenti ottenuti spicca il Premio Herralde del 2015 ottenuto con il romanzo Showbiz.
Critica letteraria, ha diretto la rivista Ni hablar e collabora con il quotidiano El País, il giornale on-line Público e il periodico El Cultural.

Opere principali
Romanzi
El frío (1995)
Lenguas muertas (1997)
Los mejores tiempos (2001)
Animales domésticos (2003)
Susana y los viejos (2006)
La lezione di anatomia (La lección de anatomía, 2008), Roma, Nutrimenti, 2016 traduzione di Federica Romanò
Black, black, black (2010), Roma, Nutrimenti, 2013 traduzione di Teresa Cirillo Sirri
Un buon detective non si sposa mai (Un buen detective no se casa jamás, 2012), Roma, Nutrimenti, 2014 traduzione di Luigi Scaffidi Amour Fou (2013)
Daniela Astor y la caja negra (2013)
Showbiz (Farándula, 2015), Milano, Feltrinelli, 2018 traduzione di Francesca Pè Clavícula (2017)
Piccole donne rosse (Pequeñas mujeres rojas, 2020), Palermo, Sellerio, 2022 traduzione di Maria Nicola 

Poesia
Perra mentirosa / Hardcore (2010)
Vintage (2013)
Cíngulo y estrella (2015)

Saggi
No tan incendiario (2014)
Éramos mujeres jóvenes (2016)

mercoledì 26 agosto 2026

CIXOUS Hélène (1937 - viv.)


Hélène Cixous
 (Orano, 5 giugno 1937) è una scrittrice, drammaturga e saggista francese, conosciuta per il suo impegno femminista.
Nata a Orano, in Algeria, la madre era una ebrea tedesca esiliata e il padre un medico ebreo algerino. Ottiene l'aggregazione d'inglese nel 1959, ed il dottorato di stato nel 1968. Ha il merito di avere contribuito alla nascita dell'Università di Vincennes (Paris VIII), dopo il maggio del 1968. Diventa Docente e fonda il Centro di studi femminili edi studi di genere, primo in Europa. Nel 1969 partecipa alla fondazione della rivista Poétique, con Tzvetan Todorov e Gérard Genette. Dal 1983 tiene un seminario al Collegio internazionale di Filosofia. È conosciuta per il suo impegno femminista. Nel 1969 ha vinto il Premio Médicis per il romanzo Dedans, pubblicato da Grasset.
Nel corso della sua attività letteraria, ha pubblicato circa sessanta opere apparse essenzialmente presso gli editori Grasset, Gallimard, Des femmes e Galilée. È anche autrice di teatro ed i suoi lavori sono stati messi in scena da Simone Benmussa al théâtre d'Orsay, da Daniel Mesguich al Théâtre de la Ville, e da Ariane Mnouchkine al Théâtre du Soleil. Nel 1963, incontra Jacques Derrida, a cui è stata legata da una lunga amicizia e con cui ha condiviso numerose attività politiche ed intellettuali, come gli esordi dell'Università Paris-VIII, il Centro Nazionale delle Lettere (oggi Centro Nazionale del libro) — 1981-1983 —, il Parlamento internazionale degli scrittori, il Comitato anti-apartheid, dei colloqui, e anche dei seminari al Collegio internazionale di Filiosofia. Hanno anche pubblicato opere comuni o incrociate, come Voiles, con disegni d'Ernest Pignon-Ernest, (Galilée, 1998), Portrait de Jacques Derrida en jeune saint juif (Galilée, 2001), H.C. pour la vie, c’est à dire… (Galilée, 2002). Oltre che su Jacques Derrida e su James Joyce, Hélène Cixous ha scritto numerosi saggi sulle opere di Clarice Lispector, Maurice Blanchot, Franz
Kafka, Heinrich von Kleist, Montaigne, Ingeborg Bachmann, Thomas Bernhard, e Marina Tsvetaeva. Il suo saggio Le Rire de la Méduse è considerato un'opera determinante per il femminismo moderno.

Edizioni francesi delle opere di Hélène Cixous.
Romanzi
Le Prénom de Dieu (Grasset, 1967)
Dedans (Grasset, 1969)
Le Troisième Corps (Grasset, 1970)
Les Commencements (Grasset, 1970)
Neutre (Grasset, 1972)
Tombe (Seuil, 1973, 2008)
Portrait du Soleil (Denoël, 1974)
Révolutions pour plus d'un Faust (Seuil, 1975)
Souffles (Des femmes, 1975)
Partie (Des femmes, 1976)
La (Gallimard, 1976)
Angst (Des Femmes, 1977)
Anankè (Des femmes, 1979)
Illa (Des femmes, 1980)
Limonade tout était si infini (Des femmes, 1982)
Le Livre de Prométhéa (Gallimard, 1983)
Déluge (Des femmes, 1992)
Beethoven à jamais ou l'Existence de Dieu (Des femmes, 1993)
La Fiancée juive de la tentation (Des femmes, 1995)
OR, les lettres de mon père (Des femmes, 1997)
Osnabrück (Des femmes, 1999)
Le Jour où je n'étais pas là (Galilée, 2000)
Les Rêveries de la femme sauvage (Galilée, 2000)
Manhattan (Galilée, 2002)
Tours promises (Galilée, 2004)
Rencontre terrestre (avec Frédéric-Yves Jeannet, Galilée, 2005)
L'amour même : dans la boîte aux lettres (Galilée, 2005)
Hyperrêve (Galilée, 2006)
Si près (Galilée, 2007)
Cigüe : vieilles femmes en fleurs (Galilée, 2008)
Philippines : prédelles (Galilée, 2009)
Ève s'évade : la ruine et la vie (Galilée, 2009)
Double Oubli de l'Orang-Outang (Galilée, 2010)
Homère est morte (Galilée, 2014)
Gare d'Osnabrük à Jérusalem (Galilée, 2016)

Saggi
L’Exil de James Joyce ou l'art du remplacement (Grasset, 1968)
Prénoms de Personne (le Seuil, 1974)
La Jeune Née, in collaborazione con Catherine Clément, (U.G.E., 1975)
Le Rire de la Méduse (L'Arc, 1975 - ried. Galilée, 2010)
La Venue à l’écriture (U.G.E., 1977)
Entre l’écriture (Des femmes, 1986)
L'Heure de Clarisse Lispector (Des femmes, 1989)
Karine Saporta, in collaborazione con Daniel Dobbels et Bérénice Reynaud, (éditions Armand Colin, 1990)
Hélène Cixous, photos de racines (con Mireille Calle-Gruber, Des femmes, 1994)
Voiles (con Jacques Derrida, Galilée, 1998)
Portrait de Jacques Derrida en jeune saint juif (Galilée, 2001)
Le Voisin de zéro : Sam Beckett (Galilée, 2007)
Entretien de la blessure, Sur Jean Genet, (Galilée, 2011)
Abstracts et brèves chroniques du temps. I. Chapitre Los (Galilée, 2013)
Ayaï ! Le Cri de la littérature (Galilée, 2013)
Une autobiographie allemande, con Cécile Wajsbrot (Christian Bourgois, 2016)

Teatro
La Pupille (Cahiers Renaud-Barrault, 1971)
Portrait de Dora (Des femmes, 1975) (Regia, scenografia, allestimenti e costumi di Simone Benmussa. Création au Théâtre d'Orsay, Paris (saison 195/76). - Londres 1979.
La Prise de l'école de Madhubaï (Avant-Scène, 1984)
L’Histoire terrible mais inachevée de Norodom Sihanouk, roi du Cambodge (Théâtre du Soleil, 1985; nuova edizione rivista 1987)
L’Indiade, ou l’Inde de leurs rêves, et quelques écrits sur le théâtre (Théâtre du Soleil, 1987)
Les Euménides d’Eschyle (traduzione, Théâtre du Soleil, 1992)
La Ville parjure ou le réveil des Erinyes (Théâtre du Soleil, 1994)
Et soudain, des nuits d'éveil (Théâtre du Soleil, 1997)
Tambours sur la digue, sous forme de pièce ancienne pour marionnettes jouée par des acteurs (Théâtre du Soleil, 1999)
Rouen, la Trentième Nuit de Mai '31 (Galilée, 2001)
Les Naufragés du Fol Espoir (Théâtre du soleil, 2010)


MEJIA VALLEJO Manuel (1923 - 1998)

  Manuel Mejía Vallejo  (Jericó, 23 aprile 1923 – El Retiro, 23 luglio 1998) è stato uno scrittore, giornalista e poeta colombiano, ha vinto...