Predrag Matvejević (Mostar, 7
ottobre 1932 – Zagabria, 2 febbraio 2017)
è stato un francesista jugoslavo con
cittadinanza croata naturalizzato italiano. Docente
di letterature alle università di Zagabria, Parigi e Roma, è
conosciuto per il saggio del 1987 Breviario mediterraneo, lavoro
fondativo della storia culturale della regione del Mediterraneo, che
è stato tradotto in oltre venti lingue. Anche un altro suo
libro, L'altra Venezia, è stato tradotto in numerose lingue.
Matvejević è ancora oggi l'autore croato più tradotto nel mondo.
Matvejević nasce nel 1932 a Mostar, allora nel regno di
Jugoslavia e oggi nella Bosnia ed Erzegovina. Suo padre,
Vsevolod Matveevič, giudice a Mostar dopo il 1945, era di
etnia russa, benché nato a Odessa, in Ucraina (nonno
e zio furono prigionieri in un gulag sovietico); sua madre
era jugoslava di etnìa croato-bosniaca.
Durante la seconda guerra mondiale in Jugoslavia, ancora
pre-adolescente, fa da messaggero per i partigiani
comunisti mentre il padre è prigioniero in Germania. Dopo
la guerra si diploma al liceo di Mostar e compie il
servizio militare a Fiume, da poco annessa alla Jugoslavia
socialista, dove è testimone dell'esodo giuliano-dalmata.
Prosegue gli studi di lingua e letteratura francese, prima
all'Università di Sarajevo e quindi a Zagabria, dove si
laurea. Continua gli studi in Francia, e
nel 1967 ottiene un dottorato alla Sorbona in letteratura
comparata ed estetica sulla poesia impegnata.
Ritorna quindi in Jugoslavia, dove insegna letteratura francese alla
sua alma mater di Zagabria fino al 1991.
Matvejević credette per tutta la vita nell'ideale jugoslavo
(jugoslavenstvo) "come idea romanticamente generosa di
convivenza delle diversità e di abbattimento delle frontiere:
mentali, culturali, oltre che fisiche". In ciò si
scontrò tanto con i nascenti nazionalismi (incarnati, a Zagabria,
dalla primavera croata del 1971) tanto con la rigidità
dell'élite socialista al potere.
Matvejević è membro del gruppo di Praxis (1964-1974),
rivista zagabrese di umanesimo marxista che organizza seminari estivi
sull'isola di Curzola; come tale gli è impedito di parlare agli
studenti a Zagabria nel 1968.

Dal 1970 Matvejević interviene nel dibattito pubblico con una serie
di 75 “lettere aperte” (raccolte come samizdat e
pubblicate in seguito col titolo Epistolario dall'altra Europa)
in cui difende i dissidenti, sovietici o jugoslavi che fossero, e osa
perfino chiedere a Tito di dimettersi per il bene del
paese. In quei primi anni '70 Matvejević prese perfino le difese del
futuro presidente croato Franjo Tuđman, incarcerato due anni
per attività sovversive legate alla “primavera croata”,
credendolo malato di cuore. Si tiene in contatto con gli altri
intellettuali e dissidenti dell'Europa orientale; è amico del
polacco Jacek Kuroń. Matvejević viene espulso
dalla Lega dei Comunisti Jugoslavi nel 1974, diventando
dissidente egli stesso. In quegli anni è membro del
consiglio del Partito Socialista dei Lavoratori (SRP) e del comitato
editoriale della rivista di sinistra Novi Plamen (Nuova
fiamma). Nel 1982 passa un periodo come visiting
professor alla New York University.
Del 1987 è la sua opera più famosa, Breviario mediterraneo in
cui ricostruisce in modo narrativo la storia “geopoetica”
del Mediterraneo e dei paesi che vi si affacciano.
Considerato dalla critica come un “saggio poetico”, un “poema
in prosa”, un “diario di bordo” o un “romanzo sui luoghi”
alla maniera di Fernand Braudel, infine una “gaia scienza”
secondo lo stesso autore, è tradotto in una ventina di
lingue. Claudio Magris, che lo definì “libro geniale,
fulminante, inatteso” e sostenne la sua pubblicazione in italiano,
vi si ispirò poi per il suo Danubio.
Nel 1989, durante la fallimentare transizione politica
jugoslava, Matvejević partecipa assieme ai
colleghi
professori Milorad Pupovac e Zarko Puhovski e al
generale Koča Popović alla fondazione dell’Associazione
per l’iniziativa democratica jugoslava (UJDI), che proponeva
la democratizzazione del sistema politico all'interno del rinnovato
quadro jugoslavo.
Lo scoppio delle guerre jugoslave, e tre colpi di pistola contro
la sua cassetta delle lettere a Zagabria, lo spingono a lasciare il
paese e a riparare, “tra esilio e asilo”, prima a Parigi e
poi a Roma. A Mostar un suo nipote, pacifista, viene
torturato, ucciso e gettato dagli ustaša nella Neretva.
Dal 1991 Matvejević insegna letterature slave comparate
all'Università Sorbonne Nouvelle, Nel 1992 è ufficialmente
candidato al Parlamento croato sulla lista del partito jugoslavista
SDU (Unione Socialdemocratica) di Branko Horvat, e nel 1993
invia una lettera a Slobodan Milošević e Franjo
Tuđman consigliando ad entrambi il suicidio per il bene dei
loro popoli. L'anno successivo ottiene l'abilitazione
come professeur des universités.
Dal 1994 è a Roma, dove insegna lingua e letteratura
serba e croata (Slavistica). Compie un primo viaggio
di ritorno a Mostar nel 1997, ma è scosso dalle
rovine lasciate dal conflitto. Alle elezioni europee
del 1999 è candidato europarlamentare per il Partito dei
Comunisti Italiani, senza risultare eletto. Nel 2000 di nuovo
è visiting professor, per un periodo, all'Université
catholique de Louvain in Belgio. Cittadino italiano dal
2006, Matvejević resta a Roma fino alla pensione, a 75 anni, nel
2007.
Matvejević è stato consulente per il Mediterraneo nel
Gruppo dei saggi della Commissione
Prodi, vicepresidente
onorario del PEN Club Internazionale, e cofondatore nonché
presidente del comitato scientifico della Fondazione Laboratorio
Mediterraneo (poi Fondazione Mediterraneo) di Napoli. Ha
partecipato inoltre alla fondazione della Conferenza Permanente del
Mediterraneo (COPEAM), Associazione delle Televisioni del bacino del
Mediterraneo ed è stato Presidente del Centro Internazionale di
Cooperazione Culturale (CICC) durante tutta la sua permanenza in
Italia.
Di Matvejević è il conio del termine democratura, crasi di
democrazia e dittatura, volto ad indicare l'incompiutezza della
transizione democratica negli stati dell'Europa centrale e orientale
finito il periodo socialista. "È un ibrido di democrazia e
dittatura, si proclama la democrazia mentre si praticano forme di
dittatura nascosta".
Nel novembre 2001 Matvejević pubblica un saggio breve, I nostri
talebani, sul quotidiano Jutarnji List, in cui accusa vari
intellettuali (Ivan Aralica, Dobrica Ćosić, Andjelko Vuletic,
Matija Bećković, Momo Kapor, Mile Pešorda, Rajko Petrov Nogi) di
nazionalismo e bellicismo durante le guerre jugoslave, e che
chiede che siano giudicati da una corte speciale "più
restrittiva del Tribunale dell'Aja" come "talebani
cristiani" e "scrittori Quisling", "responsabili
dei crimini di guerra commessi in Bosnia ed
Erzegovina". Uno di questi, il poeta e traduttore Mile Pešorda
(anch'egli docente universitario in Francia nel 1990-1994), lo cita
in giudizio per diffamazione. Il processo inizia nel marzo 2003 e si
conclude a novembre 2005 con una condanna del tribunale di Zagabria a
cinque mesi di prigione (con pena sospesa) per calunnia

e
ingiuria.. Matvejević rifiuta di fare appello per non dare
legittimità al processo e al verdetto. «Non avrei mai
pensato di venir punito per uno scritto. I talebani si sono
moltiplicati», afferma. Contro di lui si pronunciano sul
settimanale zagabrese Fokus Darko Kovačić l'11 novembre
2005 e Zdravko Tomac il 25 aprile 2008[16]. La condanna viene
confermata nel 2010 dalla Corte Suprema croata, che respinge la
richiesta dell'Avvocato di Stato di annullare la sentenza.
Nel 2008 Matvejević rientra a Zagabria, "dove il
nazionalismo abbaia ma non morde perché ha perso i denti in
guerra". Negli ultimi anni una petizione, rimasta senza
riscontro, lo propone per il Premio Nobel per la Letteratura.
Per la sua attività di scrittore Matvejević ha ricevuto numerosi
riconoscimenti in Italia e all'estero, fra cui il Premio
Malaparte nel 1991, il Premio Strega europeo
nel 2003 e il Prix du Meilleur livre
étranger 1993 a Parigi. Il governo francese gli
conferì la Legion d'Onore, il presidente della Repubblica
Italiana gli attribuì la cittadinanza italiana e il
titolo di Commendatore dell'Ordine della Stella della Solidarietà
Italiana; anche Slovenia e Croazia gli offrirono decorazioni.
Matvejević ha ricevuto inoltre dottorati ad
honorem dalle università di Genova, Trieste, Mostar
"Džemal Bijedić" e Perpignano Nel 2014
è insignito "cittadino onorario di Sarajevo" dal
sindaco Ivo Komsic per la sua opera di informazione durante
l'assedio della capitale bosniaca.
Opere
Libri pubblicati originariamente in lingua serbo-croata
Sartre (saggio, Zagabria, 1965)
Razgovori s Krležom (Zagabria, 1969, 1971, 1974, 1978, 1982,
Belgrado, 1987, Zagabria, 2001)
Prema novom kulturnom stvaralaštvu (Zagabria, 1975, 1977)
Književnost i njezina društvena funkcija (Novi Sad, 1977)
Te vjetrenjače (Zagabria, 1977, 1978)
Jugoslavenstvo danas (Zagabria, 1982, Belgrado-BIGZ, 1984)
Otvorena pisma (Belgrado, 1985, 1986)
Mediteranski brevijar (Zagabria, 1987, 1990, 1991, 2002;
Milano, 1991, Parigi 1992, Barcellona, 1992, Praga, 1992, Zurigo,
1993, Amsterdam, 1994, Lisbona, 1995, Sarajevo, 1998, Atene, 1998,
Los Angeles, 1999, Istanbul, 1999, Casablanca, 2000, Tel Aviv, 2001,
Podgorica, 2002, Lubiana, 2002, Cluj-Napoca, 2002, Helsinki, 2002,
Skopje, 2002, Varsavia, 2003, Tirana, 2003, Tokyo, 2003, Budapest,
2006, Cairo, 2007) / Mediterraneo. Un nuovo breviario, Milano, Garzanti, 1991. -
col titolo Breviario mediterraneo, Prefazione di Claudio
Magris, Garzanti, 2006.
Istočni epistolar (Zagabria, 1994; Parigi, 1993, Roma, 1998) / Epistolario dell'altra Europa. Un panorama culturale e politico
dell'Europa Centrale e Orientale. Una poetica per il dissenso di
ieri e di oggi, Milano, Garzanti, 1992. riporta gli scritti in
difesa dei diritti dell'uomo e, in particolare, degli
intellettuali dissidenti di numerosi paesi dell'Est
perseguitati dal potere
(Sacharov, Havel, Kundera, Mandel'štam, Gotovac, Solženicyn, Brodskij, Sinjavskij,
ecc.).
Gospodari rata i mira (con V. Stevanovićem i Z. Dizdarevićem,
Spalato, 2000, 2001)
Druga Venecija (Zagabria, 2002; Spalato, 2005; Varsavia, 2002,
Milano, 2003, Parigi, 2004) / L'altra Venezia, Prefazione di Raffaele La Capria, Collana
Narratori moderni, Milano, Garzanti, 2003. - Asterios, 2012.
Kruh naš (Zagabria, 2009) / Pane nostro, Collana Nuova biblioteca, Milano, Garzanti, 2010.
Libri pubblicati originariamente in lingua francese
Pour une poétique de l'événement (préface de J.-M. Palmier,
Parigi, 1979, Bucarest, 1980, Skopje, 1983)
De la dissidence (Losanna, 1996)
Le monde «ex» - Confessions (postfazione di Robet Bréchon,
Parigi 1996, Milano, 1996, Zurigo, 1996) / Mondo «Ex». Confessioni, identità, ideologie, nazioni nell'una e
nell'altra Europa, Collana Saggi blu, Milano, Garzanti, 1996.
La Méditerranée et l'Europe - Leçons au College de
France (Parigi, 1998, Milano, 1998) / Il Mediterraneo e l'Europa, Milano, Magma, 1995. - Garzanti,
1998.
Les Seigneurs de la guerre (sous la direction de P. Matvejevitch,
Parigi, 1999, Milano, 1999, Praga, 2003) / I signori della guerra, Milano, Garzanti, 1999.
L'Ile-Méditerranée (Parigi, 2000)
Libri pubblicati originariamente in lingua italiana
Sarajevo, Milano, Motta, 1995.
Ex Jugoslavia. Diario di una guerra, Milano, Magma, 1995.
Sulle identità dell'Europa, Milano, Magma, 1995.
Tra asilo ed esilio. Romanzo epistolare, Roma, Meltemi, 1998.
Golfo di Venezia, Venezia, Consorzio Venezia Nuova, 1997.
Isolario Mediterraneo, Milano, Motta, 2000.
Ivo Andrić, Romanzi e racconti, Collana I Meridiani,
Milano, Mondadori, 2001.
Sul Danubio, Roma, Le impronte degli uccelli, 2001.
Compendio d'irriverenza (a cura di Sergej Roić), Lugano,
Casagrande, 2001.
Lo specchio del Mare mediterraneo, Lecce, Congedo, 2002.
Oltre Odessa, Olmis, 2003.
Un'Europa maledetta. Sulle persecuzioni degli intellettuali
dell'Est. Con lettere inedite a Karol Wojtyla, Collana I Saggi,
Milano, Dalai Editore, 2005.
"Il ponte che unisce Oriente e Occidente", in Se dici
guerra umanitaria, a cura di Corrado Veneziano e Domenico Gallo
(Besa, Lecce 2005)
Nessuno di noi poteva immaginare, Olmis, 2006.
Mondo «ex» e tempo del dopo. Identità, ideologie, nazioni
dell'una e dell'altra Europa, Collana Saggi, Milano, Garzanti, 2006.
Pane, Olmis, 2008.
Confini e frontiere. Fantasmi che non abbiamo saputo seppellire,
Asterios, 2008.
R come Religioni in Il gioco serio dell'arte, a cura di
Massimiliano Finazzer Flory, Milano, Rizzoli,
2008
Venezia minima, traduzione di G. Scotti, Collana Nuova biblioteca
n.75, Milano, Garzanti, 2009.