lunedì 2 marzo 2026

DIVAKARUNI Chitra Banerjee (1956 - viv.)

 

Chitra Banerjee Divakaruni
 è una scrittrice e poetessa indo-americana . Scrive sia per adulti che per bambini. Nel 1991 è stata pubblicata la sua prima raccolta di poesie, Black Candle. Nel 1995 ha vinto l' American Book Award per Arranged Marriage: Stories. Il suo romanzo del 1997 Mistress of Spices è stato trasformato in un film .
Divakaruni è nata a Calcutta (in precedenza conosciuta come Kolkata ), Bengala Occidentale, India  il 29 luglio 1956. Ha conseguito la laurea triennale presso l' Università di Calcutta nel 1976. Successivamente si è trasferita negli Stati Uniti per studiare alla Wright State University, dove ha conseguito un master. Nel 1985 ha conseguito il dottorato di ricerca in inglese presso l' Università della California, Berkeley.

Fra le principali opere tradotte in italiano:
La maga delle spezie (titolo originale: The Mistress of Spices ), 1997
Sorella del mio cuore (Sister of My Heart ), 1999
Il fiore del desiderio (The Vine of Desire ), 2002
Matrimonio combinato (Arranged Marriage ), 2003
Anand e la conchiglia magica. La Confraternita della Conchiglia: 1 (The Conch Bearer ), 2004
La regina dei sogni (Queen of Dreams ), 2004
Anand e lo specchio del fuoco e del sogno. La Confraternita della conchiglia: 2 (The Mirror of Fire and Dreaming ), 2007
Il palazzo delle illusioni (The Palace of Illusions: A Novel), 2008
Raccontami una storia speciale (One amazing thing), 2011
La Ragazza Oleandro (Oleander Girl), 2015

domenica 1 marzo 2026

SONTAG Susan (1933 - 2004)

 

Susan Sontag
 (nata Rosenblatt) (New York, 16 gennaio 1933 – New York, 28 dicembre 2004) è stata una scrittrice, filosofa e storica statunitense.
Susan Sontag nacque a New York da una coppia di ebrei statunitensi. Il padre, Jack Rosenblatt, era un commerciante di pellame di origini polacche, mentre la madre si chiamava Mildred Jacobson ed era di origini lituane. Sette anni dopo la morte per tubercolosi del padre in Cina, avvenuta quando Susan aveva cinque anni, la madre si risposò con Nathan Sontag, capitano dell'esercito americano. Fu così che le figlie Susan e Judith presero il cognome del padre adottivo, benché egli non le avesse mai adottate ufficialmente.
Susan crebbe a Tucson, in Arizona, e frequentò le scuole superiori a Los Angeles. Studentessa eccellente, saltò tre anni scolastici, diplomandosi a soli quindici anni. Dopo aver cominciato gli studi universitari a Berkeley, si trasferì all'Università di Chicago, dove si laureò all'età di 18 anni. Proseguì gli studi all'Università Harvard dove ottenne una laurea magistrale in filosofia e cominciò un dottorato di ricerca.
Nota principalmente come saggista, nel 1992 pubblicò un romanzo storico di grande successo, L'amante del Vulcano, ispirato al triangolo amoroso composto da lady Emma Hamilton, sir William Hamilton e Horatio Nelson. Nello stesso anno ritirò a Capri il premio Malaparte. Ha sempre seguito e amato la sperimentazione teatrale, dichiarando che alcuni spettacoli teatrali erano stati per lei decisivi: tra gli altri, i lavori di Peter Brook, Jerzy Grotowski, Marco Martinelli e Ermanna Montanari del Teatro delle Albe.
Morì a 71 anni, il 28 dicembre 2004, di leucemia. È sepolta nel cimitero di Montparnasse a Parigi.
A diciassette anni sposò Philip Rieff; dalla coppia nacque un figlio, David Rieff, che divenne in seguito editore della madre e poi anch'egli scrittore. Sontag e Rieff restarono sposati per 8 anni, fino al divorzio avvenuto nel 1958. Verso la fine degli anni ottanta, Sontag iniziò una relazione con la fotografa Annie Leibovitz, che durò sino alla morte di Susan.

Opere

Saggistica

Contro l'interpretazione (Against Interpretation, 1966; include: Notes on "Camp"), trad. di Ettore Capriolo, Collezione Quaderni della «Medusa», Mondadori, Milano, 1967.
Viaggio a Hanoi, Bompiani, Milano 1969.
Stili di volontà radicale (Styles of Radical Will, 1969), trad. di Giuseppe Strazzeri, Collana Oscar, Mondadori, Milano, 1999
Interpretazioni tendenziose, Dodici temi culturali, trad. di Ettore Capriolo, Collezione Saggi n.551, Einaudi, Torino 1975.
Sulla fotografia. Realtà e immagine nella nostra società (On Photography, 1973), trad. di Ettore Capriolo, Collana Nuovo Politecnico n.107, Einaudi, Torino, I ed. 1978.
Illness as Metaphor (1978), AIDS and Its Metaphors (1988, continuazione di Illness as Metaphor)
Malattia come metafora e L'AIDS e le sue metafore, traduzione di Paolo Dilonardo, Collana Saggi.Figure, Milano, Nottetempo, 2020
Malattia come metafora: il cancro e la sua mitologia, trad. di Ettore Capriolo, Einaudi, Torino 1979; poi in Malattia come metafora: aids e cancro, Einaudi, Torino, 1992 e Mondadori, Milano, 2002.
L'Aids e le sue metafore, trad. di Carmen Novella, Collana Nuovo Politecnico n.166, Einaudi, Torino 1989; poi in Malattia come metafora: aids e cancro, Einaudi, Torino, 1992 e Mondadori, Milano, 2002.
Sotto il segno di Saturno. Interventi su letteratura e spettacolo (Under the Sign of Saturn, 1980), trad. di Stefania Bertola, Collana Nuovo Politecnico n.129, Einaudi, Torino 1982.
Pellegrinaggio: il mio incontro con Thomas Mann, trad. di Martino Marazzi, Archinto, Milano, 1990; poi Pellegrinaggio, trad. di Paolo Dilonardo, Archinto, Milano, 1995.
Where the Stress Falls, 2001
Amando Dostoevskij, trad. di Paolo Dilonardo, in Leonid Cypkin, Estate a Baden-Baden, Vicenza, Neri Pozza, 2021
Davanti al dolore degli altri (Regarding the Pain of Others, 2003), trad. di Paolo Dilonardo, Collezione Strade blu, Mondadori, Milano, 2003; Collana Oscar, Mondadori, 2006; nottetempo, Milano, 2021
Tradurre letteratura, trad. di Paolo Dilonardo, Archinto, Milano, 2004.
con Kenzaburō Ōe, La nobile tradizione del dissenso, trad. di Paolo Dilonardo, Archinto, Milano, 2005.
S. Sontag-Cvetan Todorov-Michael Ignatieff, Troppo umano. La giustizia nell'era della globalizzazione, Collezione Piccola Biblioteca, Milano, Mondadori, 2005.
Nello stesso tempo. Saggi di letteratura e politica (At the Same Time: Essays & Speeches , 2007), a cura di Paolo Dilonardo e Anne Jump, trad. di Paolo Dilonardo, Mondadori, Milano, 2008

Romanzi e racconti
Il benefattore, trad. di Ettore Capriolo, Mondadori, Milano 1965
Il kit della morte, trad. di Bruno Fonzi, Einaudi, Torino 1973
Io, eccetera, trad. di Stefania Bertola, Einaudi, Torino 1980; Mondadori, Milano 2001
L'amante del vulcano, trad. di Paolo Dilonardo, Mondadori, Milano 1995; nottetempo, Milano, 2020
Così viviamo ora, trad. di Paolo Dilonardo, La Tartaruga, Milano 1996
In America, trad. di Paolo Dilonardo, Mondadori, Milano 2000

Diari
Rinata. Diari e taccuini 1947-1963, a cura di David Rieff, trad. di Paolo Dilonardo, Collana Ritratti, Milano, Nottetempo, 2018
La coscienza imbrigliata al corpo. Diari 1964-1980, a cura di David Rieff, trad. di Paolo Dilonardo, Collana Ritratti, Milano, Nottetempo, 2019

Interviste e conversazioni
Odio sentirmi una vittima. Intervista su amore, dolore e scrittura con Jonathan Cott, trad. di Paolo Dilonardo, Il Saggiatore, Milano, 2016
Oltre la letteratura. Conversazioni con Susan Sontag, Collana Le api n.39, Milano, Medusa Edizioni, 2018.



sabato 28 febbraio 2026

MARAI Sándor (1900 - 1989)


Sándor Márai
, nato Sándor Károly Henrik Groschenschmied de Mára (Košice, 11 aprile 1900 – San Diego, 22 febbraio 1989), è stato uno scrittore e giornalista ungherese naturalizzato statunitense. La sua fama è legata in particolare al romanzo Le braci del 1942 (apparso in Italia nel 1998) e L'eredità di Eszter, pubblicato nel 1999.
Nacque a Košice, che in tempi passati faceva parte del Regno d'Ungheria (a sua volta parte dell'Impero austro-ungarico) e oggi appartiene alla Slovacchia, da un'antica famiglia sassone della piccola nobiltà ungherese, in una famiglia di quattro figli di cui era il maggiore. Era figlio del dottor Géza Groschenschmied de Mára (1872-1934), notaio reale, presidente della Camera degli avvocati di Košice, già senatore del Partito socialista cristiano nazionale ungherese; sua madre era Margit Ratkovszky (1874-1964). Il suo antenato János Kristóf Groschenschmied (1745-1798), alto funzionario del Tesoro, nato nel comitato di Máramaros in Transilvania, ricevette da Leopoldo II il feudo di Mára (1790). Studiò giornalismo presso l'Institut für Zeitungskunde dell'Università di Lipsia per poi spostarsi a Francoforte sul Meno e Berlino, senza però conseguire mai la laurea. Per un breve periodo accarezzò l'idea di scrivere in tedesco, scegliendo però alla fine la propria lingua madre, l'ungherese: in questo periodo apparvero i primi articoli sulla rivista satirica Der Drache dell'editore sassone Hans Reinmann. Più tardi iniziò una collaborazione con uno dei più prestigiosi quotidiani tedeschi, la Frankfurter Zeitung. Nel 1917 pubblicò la sua prima opera, una raccolta di poesie dal titolo Il libro dei ricordi.
Nel 1923 si sposò con una donna di origini ebraiche, Ilona Matzner (Lola), ma la coppia non riuscì ad avere figli (più tardi, alla fine della seconda guerra mondiale, avrebbero adottato un orfano di guerra, János). Márai visse agiatamente per un certo periodo a Berlino, prima della disastrosa crisi inflazionistica che colpì in quegli anni la Germania, poi fu inviato dalla Frankfurter Zeitung a Parigi come corrispondente. Nella capitale francese però non riuscì a mantenere lo stesso tenore di vita del passato e in poco tempo si ritrovò in gravi ristrettezze economiche.
Nel 1928 fece ritorno in Ungheria e si stabilì a Budapest, disorientato e confuso, in cerca di un nuovo lavoro e della possibilità di comporre prose più lunghe ed elaborate nella lingua madre. Proprio questo periodo corrisponde alla sua fase più produttiva: sviluppò decine di lavori, 22 dei quali tradotti oggi in tedesco. Negli anni trenta acquistò visibilità e fama con il suo stile chiaro e preciso, impregnato di realismo, e fu il primo a recensire le opere di Kafka. Risale al 1934 il suo primo successo, con il libro Confessioni di un borghese. Scrisse commenti entusiastici sul Primo arbitrato di Vienna, ma non risparmiò critiche al regime nazista e a quello comunista che salì al potere dopo la seconda guerra mondiale: profondamente antifascista, riuscì a scampare al conflitto mondiale, ma le persecuzioni dei comunisti lo costrinsero ad abbandonare l'Ungheria nel 1948.
Si rifugiò in Svizzera da dove, dopo solo sette settimane, si spostò a Posillipo, quartiere di Napoli, in una abitazione procurata dallo zio della moglie, il serbo Lajos Marton che dopo essere stato in campi d'internamento in Italia, era diventato welfare officer del campo profughi di Bagnoli dell'Organizzazione Internazionale dei Rifugiati. Una traccia di tale soggiorno rimane nel romanzo Il sangue di San Gennaro, del 1965. Visse sempre in condizioni precarie, per poi trasferirsi negli Stati Uniti, di cui acquisì la cittadinanza nel 1957.
Si stabilì nella città di San Diego, in California, e continuò a scrivere in lingua madre, ma non fu pubblicato in inglese fino alla metà degli anni novanta. Quando il figlio János si sposò, decise di americanizzare il proprio nome: questo rifiuto del suo retaggio ungherese creò un grave contrasto con i genitori. Márai e la moglie decisero quindi di tornare in Italia e si stabilirono a Salerno all'inizio del 1968. 
Qui, isolato dal mondo culturale, ma vicinissimo ai ceti popolari, lo scrittore visse fino al maggio 1980, in quasi totale anonimato, in via Trento al civico n. 64, quando decise di ritornare a San Diego a causa di un'infezione intestinale mal curata. Nel periodo salernitano scrisse la raccolta Terra! Terra!...Ricordi e intensificò le pagine del suo diario.
Dopo la morte della moglie per cancro, seguita da quella del figlio, Márai cominciò a isolarsi sempre più, fino a quando, nel febbraio 1989, si suicidò con un colpo di pistola alla tempia; secondo le sue volontà il corpo fu cremato e le ceneri furono disperse nell'Oceano Pacifico. Nove mesi dopo, cadde il Muro di Berlino e con esso anche il regime comunista in Ungheria, che era stato la causa del lungo esilio dello scrittore.
Largamente trascurata al di fuori dell'Ungheria, la sua opera (fatta di poesie, romanzi e diari) è stata "riscoperta" in modo tardivo e ripubblicata in francese (1992), inglese, tedesco e italiano, ed è ora considerata parte dei capolavori della letteratura europea del XX secolo.
In onore e in ricordo dello scrittore ogni anno viene assegnato il Premio Sándor Márai per la letteratura ungherese. Tra i passati vincitori vi sono Péter Esterházy (2001) e György Ferdinandy. Sul lungomare di Salerno gli era stato eretto nel 2007 un busto in bronzo, che però è stato rubato all'inizio del 2009. Il 23 giugno 2023, sempre sul lungomare di Salerno, viene inaugurato un nuovo busto in bronzo a ricordo dello scrittore ungherese.

Opere

Romanzi

Il macellaio (A mészáros, 1924), traduzione di Laura Sgarioto, Milano, Adelphi, 2019, ISBN 978-88-459-3366-0. [romanzo breve]
Bébi, il primo amore (Bébi, vagy az első szerelem, 1928), traduzione di Laura Sgarioto, Adelphi, 2024
I ribelli (Zendülők, 1930 [col titolo A Garrenek műve, 1988]), traduzione di Marinella D'Alessandro, Adelphi, 2001
Gente estranea (Idegen emberek), 1931.
Truciolo (Csutora, 1932), Adelphi, 2002.
L'isola (A sziget, 1934), traduzione di Laura Sgarioto, Adelphi, 2007
Confessioni di un borghese (Egy polgár vallomásai, 2 voll., 1934-1935), traduzione di Marinella D'Alessandro, Adelphi, 2003 [sia romanzo autobiografico che autobiografia]
Divorzio a Buda (Válás Budán, 1935), Adelphi, 2002. [I ed. italiana, trad. di Filippo Faber, Milano, Baldini & Castoldi, 1938]
A féltékenyek, 1937.
Déli szél, 1939.
L'eredità di Eszter (Eszter hagyatéka, 1939), Milano, Adelphi, 1999.
La recita di Bolzano (Vendégjáték Bolzanóban, 1940), Adelphi, 2000. [I ed. italiana col titolo L'amante del sogno, trad. di Filippo Faber, Milano, Baldini & Castoldi, 1941]
Sindbad torna a casa (Szindbád hazamegy, 1940), Adelphi, 2013.
La donna giusta (Az igazi, 1941), Adelphi, 2004. [il volume contiene anche l'epilogo Judit... és az utóhang (1980)]
Le braci (A gyertyák csonkig égnek, 1942), Adelphi, 1998.
Il gabbiano (Sirály, 1943), Adelphi, 2011.
La sorella (A nővér, 1946), Adelphi, 2006.
Sértődöttek, 3 voll., 1947-1948.
Béke Ithakában, 1952.
Il sangue di San Gennaro (San Gennaro vére, 1965), traduzione di Antonio Donato Sciacovelli, Adelphi, 2010
Ítélet Canudosban, 1970.
Rómában történt valami, 1971.
Erősítő, 1975.
Harminc ezüstpénz, 1983.
Liberazione (Szabadulás, 2000), Adelphi, 2008. [postumo]
Szívszerelem, 2001. [postumo]

Raccolte di racconti
Panaszkönyv (1922)
Műsoron kivül (1931)
Bolhapiac (1934)
Cabala (Kabala, 1936)
Magia (Mágia, 1941)
Medvetánc (1946)
Lucrétia fia (2004) [antologia postuma]
Lomha kaland (2005) [antologia postuma]
A régi szerető (2005) [antologia postuma]

Poesie
Album (Emlékkönyv), 1918
Emberi hang (1921)
Mint a hal vagy a néger (1930)
La scuola dei poveri (A szegények iskolája, 1933), Macchia, 1951.
Verses Könyv (1945)
Il delfino guardò indietro (A delfin visszanézett), Münich, 1978.

Teatro
Männer (1921)
Avventura (Kaland, 1940) [dramma]
I cittadini di Košice (A kassai polgárok, 1942) [dramma allegorico sulla lotta dei cittadini di Košice per la legge e la giustizia nel Medioevo]
Varázs (1945)
Egy úr Velencéből (1960)
Jób... és a könyve (1982) [raccolta di pièces radiofoniche e di telefilm]
Parázs (1965) [adattamento teatrale del romanzo Le braci]

Saggi
A szegények iskolája (1934)
Kassai őrjárat (1941)
Röpirat a nemzetnevelés ügyében (1942)
Ihlet és nemzedék (1946)

Diari
Napló, 1943–1944 (1945), pubblicato a Budapest
Napló, 1945–1957 (1958), pubblicato a Washington
Napló, 1958–1967 (1968), pubblicato a New York
Napló, 1968–1975 (1976), pubblicato a Toronto
Napló, 1976–1983 (1985), pubblicato a Münich
L'ultimo dono. Diari 1984-1989 (Napló (1984–1989), 1997), traduzione di Marinella D'Alessandro, Adelphi, 2009
Il vento viene da Ovest: immagini di un viaggio americano, traduzione di Monica Pesetti, Mondadori, 2009 [viaggio negli USA del 1959, testo estrapolato dai Diari]

Memorie
Confessioni di un borghese (Egy polgár vallomásai, 2 voll., 1934-1935), traduzione di Marinella D'Alessandro, Adelphi, 2003
Terra, terra!... Ricordi (Föld, föld!…, 1972), traduzione di Katinka Juhász, Adelphi, 2006
Volevo tacere (Hallgatni akartam, 2013), traduzione di Laura Sgarioto, Adelphi, 2017 [postumo]


BRAUTIGAN Richard (1935 - 1984)

 

Richard Gary Brautigan (Tacoma, 30 gennaio 1935 – Bolinas, 14 settembre 1984) è stato uno scrittore e poeta statunitense.
Visse un'infanzia travagliata, a causa del divorzio precoce dei genitori e dei maltrattamenti subiti dai successivi compagni della madre. L'adolescenza fu altrettanto difficoltosa e il giovane Brautigan venne arrestato nel 1955 per resistenza alla polizia. Avvicinatosi al movimento Hippy, visse intensamente lo spirito libertario di quegli anni, dedicandosi alla scrittura di novelle e poesie.
Nel 1967 ottenne la fama per la pubblicazione di Pesca alla trota in America (Trout Fishing in America), romanzo postmoderno scritto in prosimetro nel 1961. Il successo ottenuto permise la riscoperta degli scritti precedenti, quali L'aborto (The Abortion: An Historical Romance 1966) e Il generale immaginario (A Confederate General From Big Sur).
Con gli anni, e il cambiamento della società statunitense, Brautigan si chiuse sempre più in sé stesso, venendo spesso colpito da attacchi di paranoia e soffrendo della sindrome alcolista, che lo porterà alla dipendenza, all'assuefazione, ed alla morte prematura avvenuta all'età di 49 anni nel 1984 per suicidio.

Opere
Romanzi

Il generale immaginario (A Confederate General from Big Sur) (1964)
Pesca alla trota in America (Trout Fishing in America) (1967)
Zucchero di cocomero (In Watermelon Sugar) (1968 ISBN)
L'aborto (The Abortion: An Historical Romance 1966) (1971) (poi ristampato col titolo La casa dei libri)
Il mostro degli Hawkline: un western gotico (The Hawkline Monster: A Gothic Western) (1974)
Willard e i suoi trofei di bowling (Willard and His Bowling Trophies: A Perverse Mystery) (1975)
Sombrero Fallout: A Japanese Novel (1976)
Sognando Babilonia (Dreaming of Babylon: A Private Eye Novel 1942) (1977)
American Dust. Prima che il vento si porti via tutto (So The Wind Won't Blow It All Away) (1982)
Una donna senza fortuna (An Unfortunate Woman: A Journey) (1982, prima pubblicazione nel 1994)

Raccolte di racconti
Revenge of the Lawn (1971)
102 racconti zen (The Tokyo-Montana Express) (1980)
Raccolte di poesie
The Return of the Rivers (1958)
The Galilee Hitch-Hiker (1958)
Lay the Marble Tea (1959)
The Octopus Frontier (1960)
All Watched Over by Machines of Loving Grace (1963)
Please Plant This Book (1968)
The Pill versus the Springhill Mine Disaster (1969)
Rommel Drives on Deep into Egypt (1970)
Loading Mercury with a Pitchfork (1971 ISBN)
June 30th, June 30th (1978)
The Edna Webster Collection of Undiscovered Writings 


LEAVITT David (1961 - viv.)

 

David Leavitt
 (Pittsburgh, 23 giugno 1961) è uno scrittore statunitense.
Figlio di un professore presso la Facoltà di Business della Stanford University di Palo Alto, Leavitt si è trasferito all'Est nel periodo degli studi universitari per iscriversi all'Università di Yale, dove ha studiato composizione creativa e dove si è laureato nel 1983. Dopo la laurea si è trasferito a New York, dove ha vissuto nei primi tempi con alcuni compagni di università e in seguito con lo scrittore Gary Glickman, con il quale vive tuttora. Da New York si è in seguito trasferito con il suo compagno a East Hampton, luogo preferito di tanti scrittori di fama e si reca a New York, dove ha mantenuto il piccolo appartamento di Glickman, solo per impegni di lavoro.
Si è affermato nel 1984 con i nove racconti di Ballo di famiglia (Family Dancing).
È autore dei romanzi Eguali amori, Il voltapagine (da cui è stato tratto l'omonimo film diretto da Ventura Pons), Martin Bauman, La lingua perduta delle gru (da cui è stato tratto l'omonimo film), Mentre l'Inghilterra dorme (per la pubblicazione del quale è stato denunciato per plagio da Stephen Spender), Il corpo di Jonah Boyd, e di numerosi racconti.
È docente di lettere inglesi alla University of Florida, dove insegna nel programma di scrittura creativa.
Leavitt ha vissuto a lungo in Italia, che è uno dei paesi in cui la sua opera letteraria ha ottenuto il maggior successo, tanto che il suo libro Eguali amori (Equal Affections) è uscito prima in Italia per Mondadori Editore e poi negli Stati Uniti. Egli ha spesso inserito ambienti e personaggi italiani (soprattutto toscani) nelle sue narrazioni e ha scritto due libri sull'Italia, in particolare sulla Maremma.
Leavitt affronta ripetutamente la tematica omosessuale nei suoi romanzi ed in proposito ha dichiarato: "Ho scritto quello che avrei voluto leggere quando ero adolescente, ma che nessun libro raccontava". Con Mark Mitchell, ha anche curato l'antologia The Penguin Book of Gay Short Stories, nel 1994 (39 racconti a tema).
Nel 2018 l'editore italiano SEM ha iniziato a ripubblicare per il mercato italiano le sue opere; il primo volume è Il matematico indiano.
Nel 2022 ha ricevuto a Palermo il Premio Nino Gennaro, assegnato ogni anno dal Sicilia Queer filmfest a persone che si siano distinte a livello internazionale per la promozione e la difesa della cultura LGBTQI+.

Opere
Family Dancing, racconti, 1984.
The Lost Language of Cranes, romanzo, 1986.
Equal Affections, romanzo, 1989.
A Place I've Never Been, racconti, 1990.
While England Sleeps, romanzo, 1993; edizione riveduta e corretta, 1995.
Arkansas, racconti, 1997.
The Page Turner, romanzo, 1998.
Martin Bauman, romanzo, 2000.
The Marble Quilt, racconti, 2001.
Florence, A Delicate Case, saggio, 2003.
The Body of Jonah Boyd, romanzo, 2004.
The Man Who Knew Too Much: Alan Turing and the Invention of the Computer, saggio, 2006.
The Indian Clerk, romanzo, 2007.
The Two Hotel Francforts, romanzo, 2013.
Shelter in Place, romanzo, 2020.
Curatore con Mark Mitchell
The Penguin Book of Gay Short Stories, 1994.
Italian Pleasures, 1996.
Pages Passed from Hand to Hand: The Hidden Tradition of Homosexual Literature in English from 1748 to 1914, 1997.
In Maremma: Life and a House in Southern Tuscany, 2001.

Traduzioni in italiano
Ballo di famiglia, racconti, Milano, Mondadori, 1986.
La lingua perduta delle gru, romanzo, Milano, Mondadori, 1987.
Eguali amori, romanzo, Milano, Mondadori, 1988.
Un luogo dove non sono mai stato, racconti, Milano, Mondadori, 1990.
Mentre l'Inghilterra dorme, romanzo, Milano, Mondadori, 1995.
Arkansas, racconti, Milano, Mondadori, 1997.
La nuova generazione perduta, saggio/raccolta di articoli, Milano, Mondadori, 1998.
Il voltapagine, romanzo, Milano, Mondadori, 1999.
La trapunta di marmo, racconti, Milano, Mondadori, 2001.
Martin Bauman, romanzo, Milano, Mondadori, 2002.
Il corpo di Jonah Boyd, romanzo, Milano, Mondadori, 2005.
L'uomo che sapeva troppo. Alan Turing e l'invenzione del computer, saggio, Torino, Codice, 2007.
Il matematico indiano, romanzo, Milano, Mondadori, 2008; nuova edizione, Milano, SEM, 2018.
I due Hotel Francfort, romanzo, Milano, Mondadori, 2015.
Il decoro, romanzo, Milano, SEM, 2020.

DIVAKARUNI Chitra Banerjee (1956 - viv.)

  Chitra Banerjee Divakaruni  è una scrittrice e poetessa indo-americana . Scrive sia per adulti che per bambini. Nel 1991 è stata pubblica...