lunedì 20 luglio 2026

FORNA Aminatta (1964 - viv.)

 

Aminatta Forna
 (Bellshill, 1964) è una scrittrice britannica, di origine sierraleonese; nasce a Bellshill, in Scozia, nel 1964 da padre sierraleonese e madre scozzese.
Dopo pochi mesi dalla sua nascita, la sua famiglia si trasferisce in Sierra Leone, dove suo padre, Mohamed Forna, esercita la professione di medico. Divenuto attivista politico, Mohamed Forna entra nel governo del suo paese, ma si dimette dopo poco tempo denunciando l'aumento della violenza e della corruzione nella vita politica. Tra il 1970 e il 1973 finisce in carcere, e viene dichiarato prigioniero politico da Amnesty International. Nel 1975 viene condannato a morte per impiccagione, accusato di alto tradimento. Gli eventi che Aminatta Forna vivrà da piccola la porteranno a ricercare, da adulta, le ragioni della cospirazione attorno alla morte di suo padre: queste ricerche diventeranno un memoir intitolato The Devil that Danced on the Water.
Aminatta Forna ha studiato legge al University College di Londra e in seguito ha collaborato con l'Università della California - Berkeley.
Tra il 1989 e il 1999, Forna ha lavorato per la BBC, sia per la radio che per la televisione, come giornalista e documentarista nel campo dell'arte e della politica. È inoltre nota nel suo paese per i documentari sull'Africa: Through African Eyes (1995), Africa Unmasked (2002) e The Lost Libraries of Timbuktu (2009).
Attualmente Aminatta Forna vive a Londra

Opere
Nei suoi romanzi e nei suoi documentari Aminatta Forna si concentra sul tema della guerra, di ciò che la provoca e delle sue conseguenze, della memoria e del conflitto tra narrazioni
private e storie ufficiali. L'uso di voci narranti multiple e di slittamenti nel tempo narrativo sono la cifra stilistica dei suoi romanzi.
Il suo primo libro, il memoir The Devil that Danced on the Water, è stato accolto con grande favore dalla critica in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, diventando anche una trasmissione sulla BBC Radio e concorrendo al prestigioso Samuel Johnson Prize.
Le pietre degli antenati, il secondo libro di Aminatta Forna e il primo romanzo vero e proprio, ha vinto il premio Hurston-Wright Legacy Award come miglior romanzo d'esordio negli Stati Uniti, il LiBeraturpreis in Germania, ed è stato segnalato per il premio International IMPAC Award. Il quotidiano The Washington Post ha definito Le pietre degli antenati uno dei più importanti libri pubblicati nel 2006.
Con il libro The Memory of Love ha vinto il Commonwealth Writer's Prize nel 2011. Il libro è anche stato nominato per l'Orange Prize nel 2011 e il Warwick Prize for Writing.

Libri
The Devil that Danced on the Water, Grove Press, 2003
Ancestor Stones, Atlantic Monthly Press, 2006 (Edizione italiana Le pietre degli antenati)
The Memory of Love, Bloomsbury, 2010
The Hired Man, Bloomsbury, 2013

domenica 19 luglio 2026

GIRONELLA José Maria (1917 - 2003)

 

José Maria Gironella Pous
 (Darnius, 31 dicembre 1917 – Arenys de Mar, 3 gennaio 2003) è stato uno scrittore e poeta spagnolo.
Pur avendo egli vissuto in Catalogna, tutta la sua opera è scritta in lingua castigliana, che durante il franchismo era la lingua ufficiale di tutta la Spagna.
José Maria Gironella nacque in una famiglia modesta. Il padre era di Madrid, politicamente vicino al socialismo. Mentre la madre era basca e al contrario del marito era una fervente cattolica, al limite del fanatismo. Dall'età di dieci anni frequentò un seminario fino ai dodici anni. In seguito fece molti mestieri: commesso in un negozio di drogheria, operaio e impiegato di banca. Durante il periodo Seconda repubblica spagnola, Gironella fu indotto a partire per la Francia, a causa dei tumulti che investirono tutta la Catalogna all'inizio degli anni trenta del XX secolo.
Gerona, in quel periodo, era dilaniata dalle lotte intestine che seguirono il periodo della presa di potere dei socialisti.ai quali s'opposero i neonati falangisti di José Antonio Primo de Rivera. All'inizio della Guerra civile spagnola Gironella rientrò in Spagna a San Sebastián per arruolarsi volontario sotto le file nazionaliste di Francisco Franco.
Fu mandato con un corpo di sciatori a presidiare i Pirenei aragonesi. Come molti altri spagnoli Gironella rimase segnato dalla guerra civile. Infatti la sua opera di maggior successo fu una trilogia ambientata durante la guerra, vista dalla parte dei nazionalisti.
Nel 1946 sposò Maddalena Castañer, e pubblicò il suo primo libro di poesie, Ha llegado el invierno y tú no estás aquí il primo di una lunga serie di romanzi che lo imporrà come uno dei più importanti scrittori del periodo franchista.
L'amore per la letteratura nacque dopo la lettura della Storia di Cristo di Giovanni Papini. Il libro dove lo scrittore fiorentino annunciava la sua conversione al cattolicesimo. Papini dopo anni turbolenti tra i maggiori intellettuali del periodo, gli anni del futurismo a cui aderì, iniziò un
percorso personale ma che trovò risonanza nei suoi ultimi scritti.
Gironella ne fu affascinato e iniziò un suo percorso che lo portò, nel 1946, a pubblicare prima un libro di poesie: Ha llegado el invierno y tu no estas aqui (È tornato l'inverno e tu non sei qui). E in seguito, sempre nel 1946, il suo primo romanzo: Un hombre (Un uomo). Gironella, nel suo esordio fu fortunato perché vinse il prestigioso Premio Nadal. Dopo La marea il suo secondo romanzo, del 1948 iniziò, nel 1953 la sua opera maggiore: la trilogia della famiglia Alvéar.
La trilogia degli Alvéar
La prima parte della trilogia fu anche il suo libro più venduto in assoluto: Los cipreses creen en Dios. Questo libro ebbe un grande successo, tale da essere stato considerato il primo best seller della letteratura della Spagna moderna.
L'avvenire del libro non fu inizialmente promettente dato che non passò la censura franchista. Anche se si trattava di un romanzo di chiara appartenenza nazionalista, tutto ciò che era stato scritto sul periodo della guerra civile, era sospetto per il regime la cui censura bloccava spesso scritti di questa natura. Ciò che poteva sembrare la morte del romanzo, fu invece la sua fortuna. Infatti fu in un primo tempo pubblicato in Francia. Oltre il fascino della storia, la fascetta con la scritta Censurato in Spagna probabilmente aveva incrementato la curiosità e le vendite.
Essendosi accorte dell'errore di tattica, le autorità del regime sbloccarono la censura e il libro ebbe altrettanta fortuna in patria. In Italia questo romanzo è, ad oggi, l'unica opera di
Gironella tradotta e stampata. Infatti nel 1959 uscì in Italia per l'editore Longanesi con il titolo I cipressi credono in Dio.
La storia raccontata nell'opera è quella della famiglia Alvéar e il suo passaggio attraverso il periodo della seconda repubblica dal 1931 all'inizio della guerra civile nel 1936.
Il protagonista del romanzo Ignacio Alvéar ha molti punti di contatto con l'adolescenza dello scrittore. L'ambientazione catalana, a Girona, il padre del protagonista è un madrileno e la madre basca e ultracattolica. Ignacio fa un suo percorso personale che diventa anche politico. Descrive nel dettaglio le varie fasi della crescita politica del protagonista. Le varie fasi del racconto sono il microcosmo delle fasi politiche della Spagna, in particolare della Catalogna.
La prima fase è quella socialista. Ignacio in questa fase aderisce all'idea paterna di una Spagna repubblicana e di sinistra. La seconda fase è quella anarchica, dove lo trascina il cugino madrileno che abbraccia la lotta libertaria. Infine, trascinato dalla sorella, diventa falangista. Non dopo di aver subito il fascino dell'ideale comunista incontrato nel posto di lavoro nella figura di un impiegato di banca di cui sente la potenza ideologica e organizzativa.
Il franchismo tollerava poco la neutralità che compare nella storia degli Alvéar. Nonostante l'appartenenza alla destra franchista, la dettagliata descrizione dell'evoluzione del personaggio attraverso le ideologie continuò a rimanere sospetto nonostante la scomparsa di queste dopo la guerra civile. Scomparse ma non certo completamente represse.
Sulla scia del grande successo di questo primo libro, la saga degli Alvéar, continua nel 1961 con la pubblicazione di Un millón de muertos(Un milione di morti). Il seguito dell'epopea ci porta nel pieno della guerra civile. Gli Alvéar, come tutti gli spagnoli del periodo non passano indenni dal bagno di sangue, dalla tragedia di un popolo diviso.
L'ultima parte Ha estallado la paz (È scoppiata la pace) del 1966 è il ritorno della Spagna alle antiche tradizioni e alla pace imposta dai vinti agli sconfitti. Il libro è blandamente trionfalistico, ma con una vena intimistica e psicologica molto più sviluppata.
Dopo un ventennio, nel 1986, Gironella pubblicò un'ulteriore parte dell'epopea familiare degli Alvéar, che da trilogia si trasformò in tetralogia: Los hombres lloran solos (Gli uomini piangono da soli). L'autore decise di continuare, con questo libro, la storia della famiglia fino alla fine del regime, nel 1975 con la morte di Francisco Franco. L'autore, in un'intervista del 1994, prometteva una quinta e una sesta parte dell'epopea, che non ebbe il tempo di scrivere.
L'intera trilogia ebbe un gran numero di copie vendute. Si crede che ne siano state più di sei milioni. In Spagna preceduto solo dalla Bibbia e il Don Chisciotte di Cervantes.
Altre opere
Gironella fu un autore prolifico, scrisse fino al 2003 l'anno della sua morte. Patì dopo la fine del regime una certa rimozione, visti i contenuti franchisti di gran parte della sua opera. Rimane, insieme a Camilo José Cela lo scrittore più importante del periodo degli anni cinquanta-sessanta in Spagna. Le altre opere di successo sono molte ma non si devono
dimenticare: Condenados a vivir del 1971, vincitore del Premio Planeta, La duda inquietante del 1988, vincitore del Premio Ateneo di Siviglia, 100 españoles y Dios (1969) e molti altri.
José Maria Gironella morì di ictus all'età di 85 anni il 3 gennaio 2003.

Bibliografia
Ha llegado el invierno y tú no estás aquí (1946)
Un hombre (1946, Premio Nadal)
La marea (1948)
Los cipreses creen en Dios (1953) prima parte della trilogia degli Alvear.
Los fantasmas de mi cerebro (1958)
Un millón de muertos (1961) seconda parte della trilogia.
Mujer, levántate y anda (1962)
Personas, ideas, mares (1963)
El Japón y su duende(1964)
Todos somos fugitivos (1965)
China, lágrima innumerable (1965)
Ha estallado la paz (1966) terza parte della trilogia
Gritos del mar (1967)
En Asia se muere bajo las estrellas (1968)
100 españoles y Dios (1969)
Gritos de la tierra (1970)
Condenados a vivir (1971, Premio Planeta)
El Mediterráneo es un hombre disfrazado de mar (1974)
El escándalo de Tierra Santa (1978)
Carta a mi padre muerto (1978)
100 españoles y Franco (1979)
Mundo tierno, mundo cruel (1981)
El escándalo del Islam (1982)
Cita en el cementerio (1983)
Los hombres lloran solos (1986)
La duda inquietante (1988, Premio Ateneo de Sevilla)
Jerusalén de los evangelios (1989)
A la sombra de Chopin (1990)
Yo, Mahoma (1992)
Carta a mi madre muerta (1992)
Nuevos 100 españoles y Dios (1994)
El corazón alberga muchas sombras (1995)
Se hace camino al andar (1997)
Las pequeñas cosas de Dios (1999)
El apocalipsis (2001)
Por amor a la verdad (2003)

sabato 18 luglio 2026

BENET Juan (1927 - 1993)

 

Juan Benet Goitia 
(Madrid, 7 ottobre 1927 – Madrid, 5 gennaio 1993) è stato uno scrittore spagnolo, tra i più influenti del XX secolo.
Nacque a Madrid; figlio di Tomás Benet e Teresa Gotilla, perse il padre, avvocato, ucciso durante la guerra civile spagnola. Si trasferì poi con la madre a San Sebastián; studiò dapprima a San Sebastián e poi a Madrid. Conobbe, nei caffè letterari madrileni, alcuni scrittori, tra cui Luis Martín Santos; una volta laureatosi, visse per un periodo a Ljungby e poi a Helsinki; tornato in patria, sposò Nuria Jordana, da cui avrà 4 figli. Dagli anni 1960 collaborò con numerose riviste, tra cui Revista de Occidente, Cuadernos Hispanoamericanos e Triunfo; nel 1969 vinse il Premio Biblioteca Breve per il romanzo Una meditación. Nel 1974 morì la moglie Nuria Jordana; due anni dopo Benet iniziò a scrivere per El País. Nel 1985 si sposò con Blanca Andreu, conosciuta nel 1982. Morì nel 1993 per un tumore al cervello, che gli era stato diagnosticato l'anno precedente.
In Italia, Volverás a Región di Juan Benet è stato tradotto da Sebastiano Gatto, contribuendo in modo decisivo alla diffusione dell’autore spagnolo presso il pubblico italiano. La traduzione, pubblicata da Amos Edizioni, restituisce con finezza il tono enigmatico e la struttura complessa della prosa benetiana, mantenendo intatta la densità espressiva e la stratificazione temporale che caratterizzano l’originale. Il romanzo, considerato uno dei capisaldi della narrativa spagnola del secondo Novecento, ha trovato nella versione italiana una voce capace di trasmetterne l’atmosfera sospesa e il ritmo ipnotico.

Opere
Romanzi
Ritornerai a Región (Volverás a Región, 1967), traduzione di S. Gatto e P. Dal Bon, Amos Edizioni, 2015
Una meditación, Barcellona, Seix-Barral, 1970
Un viaggio d'inverno (Un viaje de invierno, 1972), Napoli, Guida, 1993
La otra casa de Mazón, Barcellona, Seix-Barral, 1973
En el Estado, Madrid, Alfaguara, 1977
Saúl ante Samuel, Madrid, Alfaguara, 1980
L'aria di un crimine (El aire de un crimen, 1980), traduzione di Jaime Riera Rehren, Prefazione a cura di Elide Pittarello, Collana Letture, Torino, Einaudi, 2021
Lance spezzate (Herrumbrosas lanzas I, 1983), a cura di Morino e Piloto Di Castri, Napoli, Guida, 1990.
Herrumbrosas lanzas II, Madrid, Alfaguara, 1985
Herrumbrosas lanzas III, Madrid, Alfaguara, 1986
Nella penombra (En la penumbra, 1989), traduzione di Carlo Brera, Collana Fabula, Milano, Adelphi, 1991
Il cavaliere di Sassonia (El caballero de Sajonia, 1991), Napoli, Guida, 1994.

Racconti
Nunca llegarás a nada, Madrid, Tebas, 1961
Una tumba, Barcellona, Lumen, 1971
Numa (una leggenda) (1971), a cura di P. L. Crovetto, Collana I Coriandoli, Milano, Garzanti, 1991
5 Narraciones y 2 fábulas, Barcellona, La Gaya Ciencia, 1972
Sub rosa, Barcellona, La Gaya Ciencia, 1973
Cuentos completos I, Alianza, Madrid, 1977
Cuentos completos II, Alianza, Madrid, 1981
Tredici favole e mezza (Trece fábulas y media, 1981), traduzione di A. Bertolotti, Collana Le foglie n.23, Marcos & Marcos, 1991
Variaciones sobre un tema romántico, Lumen, 2011, cinque racconti, di cui quattro inediti
El amanecer podrido, Galaxia Gutenberg, 2020, racconti scritti in gioventù con Luis Martín-Santos; libro inedito, con nuovi documenti dell'autore.

venerdì 17 luglio 2026

TORRENTE BALLESTER Gonzalo (1910 - 1999)

 

Gonzalo Torrente Ballester
 (Ferrol, 13 giugno 1910 – Salamanca, 27 gennaio 1999) è stato uno scrittore spagnolo, appartenente alla cosiddetta Generazione del 36.
Nato a Serantes, allora frazione di Ferrol, in Galizia, studiò all'università di Oviedo. Nel 1933 si iscrisse al partito nazionalista Galeguista. Nel 1936 divenne assistente di Storia antica all'università di Santiago de Compostela. Durante l'Alzamiento nazionalista del luglio 1936 si trovava a Parigi. Tornato in ottobre, si iscrisse alla Falange Española. Nel 1937 a Burgos fece parte del gruppo di intellettuali falangisti detto il Grupo de Burgos, collaborando al quotidiano Arriba España. Nel 1941 fu tra i fondatori della rivista Escorial. Nel 1943 pubblicò la sua prima novella, Javier Mariño, e iniziò anche l'attività di critica teatrale.
Nel 1947 si trasferì a Madrid come docente di storia alla scuola militare navale, dove restò fino al 1964. Tra il 1957 e il 1962 pubblicò la trilogia Los gozos y las sombras, che gli diede notorietà presso il grande pubblico.
Nel 1966 andò a insegnare alla State University of New York, tornando in Spagna nel 1970.
Nel 1975 fu eletto membro della Real Academia Española. Nel 1982 ha vinto il premio principe delle Asturie per la letteratura e nel 1985 il premio Miguel de Cervantes.

Opere
El viaje del joven Tobías, 1938;
El casamiento engañoso, 1939;
Lope de Aguirre, 1941;
Javier Mariño, 1943;
El golpe de estado de Guadalupe Limón, 1946
El retorno de Ulises, 1946;
Atardecer de Longwood, 1950;
Los gozos y las sombras, trilogia (El señor llega, 1957; Donde da la vuelta el aire, 1960; La Pascua triste, 1962)
Don Juan, 1963;
Off-side, 1969;
La saga/fuga de J. B., 1972;
El Quijote como juego, 1974
Fragmentos de Apocalipsis, 1977;
La isla de los jacintos cortados, 1980;
Quizá nos lleve el viento al infinito, 1984;
Yo no soy yo, evidentemente, 1987;
Filomeno a mi pesar, 1988;
Crónica del rey pasmado, 1989
Las islas extraordinarias, 1991

In italiano
Don Juan (Don Juan), Jaca book, Milano, 1984
Scherzo in re maggiore, (Crónica del rey pasmado), Frassinelli, 1992

giovedì 16 luglio 2026

MATUTE AUSEJO Ana Maria (1925 - 2014)

 

Ana María Matute Ausejo
 (Barcellona, 26 luglio 1925 – Barcellona, 25 giugno 2014) è stata una scrittrice spagnola.
Ana María Matute nacque da padre catalano e madre castigliana. Bambina fragile e timida, fu costretta a spostarsi continuamente tra Madrid e Barcellona a causa del lavoro del padre, proprietario di una fabbrica di ombrelli. Per un periodo crebbe a Mansilla de la Sierra, un piccolo paese della campagna spagnola, dove Matute e i suoi fratelli si mischiarono ai bambini dei contadini, permettendole di acquisire una prima percezione delle difficoltà della vita vera.
Matute era balbuziente e trovò nella scrittura un ottimo rimedio. Iniziò a scrivere così in tenera età racconti che la madre poi batteva a macchina, sviluppando una grande immaginazione alimentata dalle storie raccontate dal padre, i libri di fiabe dei fratelli Grimm, Charles Perrault e Hans Christian Andersen, e i luoghi che la circondavano, in particolare il bosco, dove prendevano vita le creature protagoniste dei racconti che leggeva.
Con lo scoppio della guerra civile spagnola fu costretta ad affrontare con la sua famiglia gli orrori che il conflitto portò con sé. Da bambina Matute fu testimone di odio, morte, miseria e saccheggi. Gli eventi drammatici a cui assistette influenzarono la sua vita e la sua visione della scrittura, in quanto il suo scopo è sempre stato protestare attraverso le pagine dei suoi scritti in difesa degli esseri umani più deboli. Pubblicò i suoi primi racconti a soli 14 anni e il suo primo romanzo, Los Abel, quando era ventiduenne.
Da quel momento a cadenza quasi annua ha presentato una nuova opera che spaziava tra i romanzi, le raccolte di racconti e le opere per l'infanzia. Nel 1955 il suo romanzo Luciérnagas fu fatto a pezzi dalla censura del regime franchista, che nel 1956 colpì anche la sua raccolta di microracconti I bambini tonti, che subì vari tagli e rimozioni.
Nel 1952 sposò il poeta Ramón Eugenio de Goicoechea senza il consenso dei suoi genitori, che la diseredarono. Nel 1954 nacque il suo primo e unico figlio, Juan Pablo. Il matrimonio tuttavia non fu felice e nel 1962 Ana María Matute ottenne la separazione, ma non l'affidamento del figlio. Passò tre anni senza vederlo, ma finalmente nel 1965 ottenne la patria potestà e lei e il figlio si trasferirono immediatamente negli Stati Uniti, dove da scrittrice ormai affermata tenne conferenze
e lezioni universitarie.
A partire dagli anni Settanta entrò in un periodo di depressione senza un'evidente ragione: era una scrittrice di successo, aveva ottenuto premi e riconoscimenti per le sue opere, era felice con il nuovo marito Juan Brocard, a differenza degli anni della separazione dal primo marito, non aveva nessuna difficoltà economica, e dopo la caduta di Franco non avrebbe più subito censure. Ad ogni modo, Matute passò questi anni dimostrando nessuna voglia di scrivere né di far pubblicare l'opera a cui aveva dedicato gran parte della sua vita: Dimenticato Re Gudù, che venne dato alle stampe solo nel 1996. Nel 1998 entrò a far parte della Real Academia Española, ovvero il massimo riconoscimento per uno scrittore iberico, sostituendo Carmen Conde.
Ha vinto vari premi letterari, tra cui premio Planeta nel 1954, il premio della Critica Nazionale e della Letteratura, il premio Nadal nel 1959, il premio Fastenrath de la Real Academia Española, il premio Nacional de las Letras Española nel 2007 e il Premio Miguel de Cervantes nel 2010 per il romanzo breve Aranmanoth, che conclude la trilogia ambientata nel Medioevo dopo Il cavaliere solitario e Dimenticato Re Gudù; è stata inoltre candidata per tre volte al premio Nobel per la letteratura. Tra le maggiori influenze sono individuabili le fiabe di Charles Perrault, dei fratelli Grimm e lo scrittore danese Hans Christian Andersen. Come scrittrice, ha spaziato tra vari generi, tra i quali il romanzo storico e il romanzo sociale. In alcuni romanzi, come Dimenticato Re
Gudù, ha scelto il genere letterario del fantasy storico.
I temi comuni essenziali nelle opere di Ana María Matute trovano tutti radice nell'infanzia dell'autrice. Il più comune è senza dubbio la guerra, approfondita e interpretata non nella sua accezione politica, ma in quella più umana. La scrittrice mette in risalto gli orrori e le ingiustizie portate dai conflitti e che colpiscono prima di tutti i bambini e gli esseri umani indifesi, oppressi e fragili. Annessi al tema della guerra sono presenti anche i problemi sociali che ne conseguono. Il secondo tema più trattato s'identifica nel cainismo, la lotta tra fratelli e i suoi effetti.
L'argomento, assieme alla guerra, è diretta conseguenza dell'esperienza di Ana María Matute della guerra civile spagnola, in particolare della lotta interna tra repubblicani e franchisti. L'infanzia e i bambini sono spesso protagonisti degli scritti, siano essi destinati alla letteratura per l'infanzia o adulta. In quest'ultima i bambini sono vittime della società e delle incomprensioni tra gli uomini che si ripercuotono su di loro. Nella visione dell'autrice sono i primi a subire le conseguenze della guerra. Matute è sempre stata affascinata dalla fantasia e dal mondo magico che l'immaginazione può creare, non a caso è al centro della sua trilogia medioevale.
Creature magiche come fate, orchi e folletti sono spesso presenti nelle sue opere, perché l'autrice vede la magia come parte integrante della realtà. Mondo magico e mondo umano coesistono sempre nella stessa dimensione. Ultimo, ma non meno importante, è il pessimismo integrato al tema della morte. I personaggi sono frequentemente esposti a una condizione sfavorevole che conduce a un destino fatale. Diventano così simbolo delle vittime di
una società subdola che impedisce loro di realizzare i sogni e le speranze. Le opere di Ana María Matute sono perciò interpretabili come una denuncia contro la società stessa e contro le ingiustizie.

Opere
Los Abel (1948)
Fiesta al Noroeste (Festa al Nordovest, Torino: Einaudi, 1961) (1953)
En esta tierra (1955)
Pequeño Teatro (1956)
Los niños tontos (1956)
El país de la pizarra (1957)
Los hijos muertos (1958)
Primera memoria (Prima memoria, Torino: Società editrice internazionale, 1972; Ricordo di un’isola, trad. it. Maria Nicola, Roma: Fazi, 2021) (1960)
Paulina, el mundo y las estrellas (1960)
El saltamontes verde y el aprendiz (1960)
El arrepentido (1961)
Libros de juegos para los niños de los otros (1961)
Historias de la Artámila y Caballito loco (1961)
Los soldados lloran de noche (I soldati piangono di notte, trad. it. Gina Maneri, Roma: Fazi, 2023) (1964)
Algunos muchachos (1964)
El polizón del Ulises (1965)
La trampa (La trappola, trad. it. Gina Maneri, Roma: Fazi, 2024) (1969)
La torre vigía (Il cavaliere senza ritorno, Palermo: Sellerio, 1999) (1971)
Olvidado Rey Gudú (Dimenticato re Gudù, Milano: Rizzoli, 2000) (1996)
La virgen de Antioquía y otros relatos (1991)
Luciergánas (1993)
El verdadero final de la Bella Durmiente (1995)
Aranmanoth (2000)
Paraíso inhabitado (2008)

FORNA Aminatta (1964 - viv.)

  Aminatta Forna  (Bellshill, 1964) è una scrittrice britannica, di origine sierraleonese; nasce a Bellshill, in Scozia, nel 1964 da padre s...