mercoledì 24 giugno 2026

TAYAMA Katai (1872 - 1930)

 

Katai Tayama 
(田山 花袋?, Tayama Katai; Tatebayashi, 22 gennaio 1872 – Tokyo, 13 maggio 1930) è stato uno scrittore giapponese.
Ritenuto uno dei maggiori esponenti del naturalismo giapponese, è famoso soprattutto per le sue opere Futon e Jūemon no saigo.
Katai Tayama nasce il 22 gennaio 1872 a Tatebayashi, nella prefettura di Gunma, con il nome di Tayama Rokuya, sesto figlio di una famiglia di origini samuraiche. In seguito alle riforme Meiji, per provvedere alla famiglia numerosa, il padre Tayama Shōjūrō entra nelle forze di polizia a Tokyo, ma dopo essersi arruolato volontariamente nell’esercito, viene ucciso nell’aprile del 1877 durante la ribellione di Satsuma. A causa della grave condizione economica della famiglia, Katai, a soli nove anni, viene mandato a Tokyo con il fratello maggiore e una sorella per trovare lavoro. Viene assunto come garzone in una libreria, ma perde il lavoro ed è costretto a tornare a Tatebayashi nel 1882. Il suo esordio letterario risale al 1885 quando, con i compagni di scuola, compila una raccolta di poesie illustrata, Jōnuma Shiji Zatsuei, in cui scrive kanshi ("poesia in cinese").
Grazie al supporto economico del fratello maggiore Miyato, nel 1886 tutta la famiglia si trasferisce a Tokyo. Qui Katai segue le lezioni di poesia del famoso Matsuura Tatsuo, avvicinandosi al waka ("poesia in giapponese") ed entrando in contatto con altri futuri scrittori di successo come Doppo Kunikida, Ōta Gyokumei e Kunio Yanagita. Inizia inoltre a pubblicare diari di viaggio nel giornale Eisai Shinshi e nel 1889 scrive il suo primo lavoro in prosa: Aki no Yū. Non riesce a concludere gli studi di legge, interrotti per mancanza di denaro, né ad accedere al servizio militare a causa dei suoi problemi di vista.
Katai si ammala di tifo nel 1890, e dopo la sua guarigione, la madre inizia a criticarlo per la mancanza di un lavoro fisso. In questo periodo decide di fare della letteratura la sua professione. Con l'aiuto di Kōyō Ozaki fa conoscenza dello scrittore Suiin Emi che lo avvia alla carriera letteraria, aiutandolo a pubblicare i suoi lavori nonostante molti siano ispirati ad opere di altri autori.
Nel 1892 usa per la prima volta lo pseudonimo Katai e lo stile del genbun itchi per pubblicare Rakkason, e ottiene il suo primo vero compenso per la pubblicazione di Shin Sakuragawa. Un anno più tardi traduce I cosacchi di Tolstoj dall'inglese, grazie agli studi condotti presso la Sokusei Gakkan. Si interessa molto alla letteratura europea, e ne sono esempi le citazioni di Turgenev, Tolstoj e Daudet in Tōkyō no Sanjūnen (1917). Viene influenzato soprattutto dalla lettura di opere di Émile Zola e Guy Maupassant e dai naturalisti tedeschi. Si unisce al gruppo di romantici raccolti attorno alla rivista Bungakukai nel 1896, e stringe una profonda amicizia con Doppo Kunikida.
Il 1899 è un anno pieno di importanti eventi per Katai. In febbraio si sposa con la sorella di Ōta Gyokumei, Risa, con la quale avrà cinque figli. Nell'agosto dello stesso anno sua madre muore, e in settembre inizia a scrivere per il giornale Hakubunkan grazie al supporto di Emi Suiin. Riesce a leggere l’intera opera di Maupassant, del quale produce numerosi adattamenti e traduzioni. Ottiene il successo come scrittore grazie a Jūemon no saigo ("La fine di Jūemon," 1902), ispirato al Katzensteg di Hermann Sudermann.
Nel 1903, Michiyo Okada, ammiratrice di Katai, gli scrive per chiedergli di diventare sua
allieva. Arriva a Tokyo nel febbraio 1904, poco prima che Katai venga inviato in Manciuria come corrispondente di guerra. Questa esperienza lo porterà a scrivere diverse storie, fra cui Ippeisotsu (Un soldato, 1908). Pur non iniziando una relazione con l'allieva, lo scrittore sfrutta la tensione romantica come materiale per il suo lavoro più ambizioso, Futon (1907). Ispirato a Einsame Menschen di Hauptmann, è ritenuto il primo esempio di shishōsetsu (romanzo dell'io), nonostante attiri parecchie critiche negative dovute alla descrizione dei pensieri più intimi del protagonista.
Nel decennio che va dal 1904 al 1914, Katai scrive numerosi saggi sulla letteratura, tra i quali Rokotsunaru byōsha, nel quale esprime la propria predilezione per una descrizione priva di abbellimenti retorici e per una resa più realistica. Per questo motivo critica anche il gruppo dei Ken'yusha (Società degli amici del calamaio), di cui Kōyō Ozaki fa parte, ritenendoli più interessati alla tecnica letteraria che al contenuto delle loro opere.
Nel 1907 inizia una relazione con la geisha Yone IIda. Questa esperienza si rivela essere molto infelice e lo condurrà alla depressione. Si ritira per ben due volte in meditazione, la prima nel 1913 nel tempio di Inō a Nikko e la seconda nel 1916 a Fujimi. Il 1º settembre 1923 il Grande Terremoto colpisce il Kanto, e tra le tante abitazioni distrutte c’è anche quella di IIda Yone. Katai compra una nuova casa alla donna che decide di abbandonare la sua professione di geisha per stare con lui.
Dopo un viaggio in Manciuria e Mongolia la sua salute inizia a peggiorare: ha un'emorragia cerebrale e poco dopo gli viene diagnosticato un cancro alla gola. Continua
a scrivere perlopiù articoli fino all’aprile del 1930, quando le sue condizioni fisiche lo costringono ad essere ricoverato in ospedale. Decide di trascorrere gli ultimi giorni nella sua dimora a Yoyogi, dove gli fanno visita molte figure di spicco dell’ambiente letterario, come Shimazaki Tōson.
Muore per cancro alla gola il 13 maggio dello stesso anno.
Futon
Tra il 1902 e il 1903, Katai legge la versione inglese dell’opera Einsame Menschen di Hauptmann. Viene particolarmente colpito dallo stile e dall’avversione mostrata nei confronti delle convenzioni sociali come la monogamia. Quest’ultimo tema interessa Katai a livello personale: insoddisfatto del rapporto con la moglie, rivede sé stesso nel protagonista, Johannes. Qualche anno più tardi, con l’arrivo di Okada Michiyo, l’autore sembra vivere in una sua personale versione dell’opera di Hauptmann, tanto che definisce la studentessa la sua “Anna Mahr” in Tōkyō no Sanjūnen. Futon è ritenuto uno dei primi esempi di shishōsetsu poiché Katai utilizza la propria vicenda personale come base per la trama, seppur con qualche modifica.[
Takenaka Tokio, alter ego di Katai, è uno scrittore infelice del proprio matrimonio. La sua vita è scossa dall’arrivo di Yokoyama Yoshiko, una sua allieva molto più giovane di lui, emblema della donna moderna che condivide i suoi stessi interessi letterari. Innamoratosi della ragazza, Tokio è combattuto tra la tensione che prova nei suoi confronti e i suoi doveri di uomo sposato. La sua situazione peggiora ulteriormente quando la ragazza si innamora di un suo coetaneo, Tanaka. Tokio, sopraffatto dalla gelosia, decide di rivelare al padre della ragazza la relazione dei due costringendola a tornare a casa in provincia.
Futon rappresenta inoltre l'applicazione pratica delle teorie espresse da Katai all'interno di Rokotsunaru byōsha. Attratto dalle opere dei naturalisti francesi, ma soprattutto tedeschi, e dal realismo delle loro descrizioni, Katai sostiene il bisogno di rappresentare la realtà così com'è. Da queste idee nasce il saggio Rokotsunaru byōsha, "La descrizione cruda", in cui lo scrittore sottolinea la necessità di esprimersi, nella letteratura, senza l'utilizzo di vuote espressioni retoriche, tanto amate dai suoi predecessori.
Nonostante le numerose voci positive, molti sono anche i giudizi negativi legati soprattutto al particolare stile di scrittura. Alcuni critici, per esempio, non approvano la scelta di narrare eventi troppo vicini alla reale vita dell'autore, eliminando la distanza tra lo stesso Katai e il suo personaggio Tokio. La differenza tra autore e personaggio sbiadisce soprattutto nelle frasi in cui il soggetto è sottinteso: sebbene la narrazione sia in terza persona singolare, in assenza di kare (“egli”), sembra che i pensieri di Tokio vengano espressi in modo diretto, come in un monologo. Questo effetto viene perso nella traduzione in altre lingue.

Opere principali
1891, Uribatake (瓜畑, Il campo di meloni)
1899, Furusato (ふる郷, Città natale)
1902, Jūemon no saigo (重右衛門の最期, La fine di Jūemon)
1907, Futon (蒲団, Il futon) / Il futon, Venezia, Marsilio, 2015
1908, Ippeisotsu (一兵卒, Un soldato)
1908, Sei (,Vita)
1909, Tsuma (, Moglie)
1909, Inaka Kyōshi (田舎教師, Il maestro di campagna)
1910, En (, Legami)
1916, Toki wa Sugiyuku (時は過ぎ行く, Il tempo passa)
1917, Tōkyō no Sanjunen (東京の三十年, Trent'anni a Tokyo)
1917, Ippeisotsu no jūsatsu (一兵卒の銃殺, La fucilazione di un soldato)
1918, Zansetsu (残雪, L'ultima neve)
1927, Momoyo (百夜, Cento notti)

martedì 23 giugno 2026

RESTREPO Laura (1950 - viv.)

 

Laura Restrepo González
 (Bogotà, 1950) è una scrittrice colombiana.
Nata a Bogotà nel 1950, si è laureata in Filosofia e Letteratura all'Università delle Andre, dopodiché ha conseguito il dottorato in Scienze Politiche. È stata docente di letteratura all'Università Nazionale, ma negli anni sessanta abbandonò la cattedra per concentrarsi sull'ala della sinistra politica trascorrendo un periodo in Spagna ed Argentina, dove prese parte alla resistenza clandestina. Oltre all'attività politica si dedica alla scrittura e al giornalismo.
Nel 1983 fu nominata dall'allora presidente Belisario Betancur, membro della commissione per la negoziazione della pace fra il governo e il gruppo di guerriglieri M-19. Nel 1986 pubblica Historia de entusiasmo, frutto della sua esperienza con gli M-19, in cui esprime l'incapacità del governo e dei ribelli di venire a patti, per poi autoimporsi l'esilio che trascorrerà fra la Spagna e il Messico fino al 1989, quando gli M-19 si accordano per il disarmo.
I temi dell'esilio li riprende nella sua prima novella La isla de la pasión, che si basa sugli eventi storici dell'isola di Clipperton.
La sua terza novella Dolce compagnia, vince nel 1997 il Premio Sor Juana Inés de la Cruz e in quest'opera così come ne Il giaguaro al sole e L'oscura sposa, gli avvenimenti e il filo della narrazione sono sostenuti da una giornalista.
Nel 1998 è stata nominata dalla critica francese, miglior autrice straniera.
Nel 2004 vince il Premio Alfaguara per il romanzo Delirio, che riceve nel 2006, anche in Italia, il premio Grinzane Cavour.

Opere
Historia de un entusiasmo (1986)
La isla de la pasión (1989)
Las vacas comen espaguetis (1989)
Il giaguaro al sole (1993 - Leopardo al sol)
Dolce compagnia (1995 - Dulce compañía)
L'oscura sposa (1999 - La novia oscura)
La multitud errante (2001)
Olor a rosas invisibles (2002)
Delirio (2004 - Delirio)
Demasiados héroes (2009)

lunedì 22 giugno 2026

ALBAHARI David (1948 - 2023)

 

David Albahari
(Peć, 15 marzo 1948 – Belgrado, 30 luglio 2023) è stato uno scrittore serbo, emigrato nel 1993 in Canada, nato in Kosovo da una famiglia ebrea sefardita.
Laureato in letteratura inglese, all'Università di Belgrado, è stato membro dell'Accademia serba delle scienze e delle arti.
Albahari pubblicò la prima raccolta di racconti Porodično vreme (Tempo di famiglia) nel 1973. Divenne più noto al pubblico più vasto nel 1982 con il volume Opis smrti (Descrizione della morte) per il quale vinse il premio Ivo Andrić.
Alla fine degli anni '80, Albahari avviò la prima petizione formale per legalizzare la marijuana in Jugoslavia.
Nel 1991 divenne presidente della Federazione delle Comunità Ebraiche della Jugoslavia e lavorò all'evacuazione della popolazione ebraica dalla Sarajevo assediata. Nel 1994 si trasferisce con la famiglia a Calgary in Canada, dove vive fino al 2012 quando torna a vivere a Belgrado. Ha continuato a scrivere e pubblicare in lingua serba.
I suoi romanzi contemplano sempre implicazioni politiche, derivanti dalla grande sofferenza con cui egli visse la dissoluzione della Jugoslavia.
Albahari ha ricevuto il prestigioso NIN Award per il miglior romanzo del 1996 per Mamac (Esca). È stato tra i finalisti del premio in altre 7 occasioni.
Ha ricevuto i seguenti premi: Premio Ivo Andrić (1982), Premio Stanislav Vinaver (1993), Premio NIN (1996), Premio Biblioteca Nazionale di Serbia per il bestseller (1996), Premio Internazionale Balkanika (1996), Premio Bridge Berlin (1998) ), Premio Città di Belgrado (2005), Premio Vilenica (2012) e Premio Isidora Sekulić (2014).[2] Nel 2016, Albahari ha vinto il primo premio al festival letterario "Druga prikazna" ("Un'altra storia") a Skopje, in Macedonia.
Albahari è morto dopo una lunga malattia a Belgrado il 30 luglio 2023, all'età di 75 anni.

Opere tradotte in italiano
La morte di Ruben Rubenović, racconti, introduzione Milorad Pavić, traduzione di Silvio Ferrari, Hefti, Milano 1989
Il buio, Besa, Nardò, 2006
Goetz e Meyer, Einaudi, Torino 2006
L'esca, Zandonai, Rovereto 2008
Zink, Zandonai, Rovereto 2009
Ludwig, Zandonai, Rovereto 2010
Sanguisughe, Zandonai, Rovereto, 2012


domenica 21 giugno 2026

MARSE' Juan (1933 - 2020)

 

Juan Marsé Carbó
 (Barcellona, 8 gennaio 1933 – Barcellona, 19 luglio 2020) è stato uno scrittore spagnolo appartenente alla cosiddetta "Generazione del '50" - che annovera, tra gli altri, i suoi amici Montalbán e Mendoza. Nel 2008 gli è stato conferito il Premio Cervantes, con il quale è di fatto asceso all'Olimpo della Letteratura spagnola. Due giorni prima dell'assegnazione, gli è stata intitolata una "caja de securidad" - praticamente una capsula del tempo - perché possa preservare qualcosa che sia poi rivelato, quando e se vorrà in vita.
È nato come Juan Faneca Roca ma, in seguito al decesso della madre durante il parto, viene adottato dalla famiglia Marsé Carbó. Non terminò gli studi, anzi iniziò a lavorare come gioielliere e, allo stesso tempo, scriveva per la rivista Arcinema. Nel 1958 si distinse per un articolo sulle riviste Ínsula e El Ciervo, imprimendo una definitiva svolta letteraria alla propria esistenza. Già nel 1959 vinse un piccolo premio, poi nel 1961 pubblicò il primo vero romanzo, Encerrados con un solo juguete - nel frattempo, s'era già trasferito a Parigi, dove sarebbe rimasto sino al 1962, mantenendosi insegnando spagnolo e facendo occasionali traduzioni, oltre alle pulizie presso l'Istituto Pasteur.
Tornato a Barcellona, scrisse un altro romanzo, Esta cara de la luna - anni dopo, ha deciso di ripudiarlo: infatti, non è compreso nell'opera omnia. Sopravvive lavorando nella pubblicità, nell'editoria, nella critica cinematografica, infine diventa stabilmente giornalista e redattore della rivista Por favor.
Raggiunge l'agognato successo grazie al romanzo La oscura historia de la prima Montse, verso la fine degli anni Sessanta, e riesce a mantenersi tra i principali autori catalani del suo tempo: arriva infatti a collaborare con El País, per il quale scrive, a puntate, Aventuras del capitán Blay. Tuttavia, è solo negli anni Novanta che arriva la definitiva consacrazione: proprio nel 1990, per El amante bilingüe, gli è conferito, a Siviglia, il Premio Ateneo de Sevilla - premio abbastanza importante, nato nel 1969 - e poi, nel 1994, per El embrujo de Shanghai - forse il suo romanzo più famoso, visto che ha ispirato l'omonimo film del 2002 - il Premio de la Crítica y el Aristeion.
Il suo romanzo Últimas tardes con Teresa è stato tradotto in Italia come Ultime sere con Teresa ed edito da Bompiani nel 2017.


sabato 20 giugno 2026

DERY Tibor (1894 - 1977)

 

Tibor Déry 
(Budapest, 18 ottobre 1894 – Budapest, 18 agosto 1977) è stato uno scrittore ungherese.
Fu uno dei maggiori rappresentanti della moderna letteratura ungherese, Déry nacque a Budapest nel 1894 in una famiglia borghese. Fin dal 1919 divenne un letterato di grande spessore e impegno politico, inizialmente con il governo liberale, ma dopo la presa di potere di Béla Kun, lo scrittore fu esiliato dalla Repubblica sovietica ungherese. Avvicinatosi all'ideologia comunista, visitò vari paesi d'Europa, fra cui: la Francia, la Germania e l'Italia.
Tornato in patria nel 1926 si dedicò principalmente alle traduzioni dei romanzi stranieri, ma il suo impegno politico non si fermò, patì di nuovo l'esilio nel 1939, durante il periodo del governo filofascista dell'Ammiraglio Horthy, per la traduzione di Ritorno dall'URSS di André Gide. Tornato in Ungheria fu membro della resistenza durante il secondo conflitto mondiale. Dopo la liberazione però si oppose al regime d'impronta stalinista di Mátyás Rákosi, contrario alla sua idea di comunismo, e per questo motivo partecipò all'insurrezione del 1956.
Sedata la rivolta dall'intervento cruento dell'Armata rossa, Déry fu tradotto in prigione dove rimase fino al 1960.
All'inizio della sua carriera di scrittore si avvicinò alle avanguardie, in particolare al surrealismo. Il romanzo che l'impose all'attenzione del pubblico internazionale fu Niki, storia di un cane, proprio del 1956, dove l'impronta di forte realismo lo vide uno dei maggiori rappresentanti del genere ammirato dallo stesso György Lukács, il filosofo e critico letterario più importante del realismo. Dopo l'esperienza della prigionia, invece, si rivolse ad una prosa più satirica, ritornando talvolta al surreale come nel caso del Signor A.G. nella città di X dove il personaggio si ritrovava casualmente in una specie di mondo rovesciato, apparentemente privo di regole, e metteva in burla l'Ungheria stalinista, con un sapore però più amaro che divertito.
Tibor Déry morì nel 1977 e i suoi romanzi sono stati tradotti in molte lingue.

Opere
La frase incompiuta (1947)
Risposta (1952)
Niki, storia di un cane (1956)
Il signor A.G. nella città di X (1964)
Lo scomunicatore (1969)
Reportage immaginario da un festival pop americano (1971)
Caro suocero, Editori Riuniti, I David - collana diretta da Gian Carlo Ferretti (1981), traduzione a cura di Margherita Stocco

TAYAMA Katai (1872 - 1930)

  Katai Tayama  ( 田山 花袋 ?, Tayama Katai; Tatebayashi, 22 gennaio 1872 – Tokyo, 13 maggio 1930) è stato uno scrittore giapponese. Ritenuto u...