giovedì 19 marzo 2026

MÜLLER Herta (1953 - viv.)

 

Herta Müller
 (Nitzkydorf, 17 agosto 1953) è una scrittrice, saggista e poetessa tedesca, nata in Romania e vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 2009. È nota per aver descritto nelle sue opere le condizioni di vita in Romania durante la dittatura di Nicolae Ceaușescu.
Si guadagnò da vivere come maestra d'asilo e insegnante di lingua tedesca. Nel 1982 pubblica il suo primo libro, che esce in forma censurata, come gran parte delle pubblicazioni dell'epoca. Nel 1987 lascia la Romania per andare a vivere in Germania dove fino al marzo del 2023 ha vissuto insieme al marito, lo scrittore Richard Wagner, e dove vive tuttora. Da lì inizierà a ricevere proposte per divenire professoressa universitaria.
Nel 2009 ha vinto il premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: «Ha saputo descrivere il panorama dei diseredati con la forza della poesia e la franchezza della prosa». È considerata una delle più grandi scrittrici europee degli ultimi decenni.
Herta Müller nasce nell'odierna Nițchidorf, nel distretto di Timiș, nella regione del Banato (in Romania), il 17 agosto del 1953 in una famiglia facente parte della minoranza tedesca della regione. Il padre aveva militato nelle Waffen-SS durante la seconda guerra mondiale, essendo la Romania un'alleata della Germania nazista. Poco prima della fine del conflitto, il paese passò nella sfera d'influenza dell'Unione Sovietica di Stalin, il quale, nel gennaio del 1945, ordinò per rappresaglia la deportazione di tutti i rumeni di madrelingua tedesca di età compresa tra i 17 e i 45 anni: tra questi deportati figurava anche la madre della scrittrice. Studia letteratura rumena e tedesca presso l'Università di Timișoara, città nella quale entra a far parte del collettivo di scrittori gemanofoni anti-comunisti Aktionsgruppe Banat e nel 1976 inizia a lavorare come traduttrice per un'azienda ingegneristica, dalla quale sarà licenziata nel 1979 per mancata collaborazione con la Securitate, i servizi segreti del regime comunista rumeno.
Si guadagna da vivere come maestra d'asilo e insegnante di lingua tedesca. Nel 1982 pubblica il suo primo libro, Niederungen (Bassure), che tuttavia uscirà solamente in forma censurata, come gran parte delle pubblicazioni dell'epoca,a causa dell'argomento trattato: la dittatura del regime di Ceaușescu, descritta e osservata attraverso gli occhi di un bambino nel ruolo di protagonista. La versione priva di censure esce solamente due anni dopo in Germania, insieme alla sua seconda opera, Drückender Tango (Tango oppressivo). Nel 1987, dopo reiterate persecuzioni da parte della Securitate, lascia la Romania per andare a vivere in Germania, a Berlino (dove risiede tuttora), insieme allo scrittore Richard Wagner, all'epoca suo marito. Da lì inizierà a ricevere proposte per una cattedra universitaria. L'esperienza dell'esilio e della permanenza in terra straniera verrà condensata nel romanzo Reisende auf einem Bein (In viaggio su una gamba sola). Nel maggio del 1989, Roland Kirsch, uno dei suoi migliori amici ed ex-membro dell'Aktionsgruppe Banat, fu trovato impiccato nel suo appartamento. Nonostante il caso sia stato archiviato come suicidio, la Müller ha affermato sul settimanale tedesco Die Zeit di non credere a questa versione dei fatti. A suo dire i vicini di casa di Kirsch avrebbero udito molte persone parlare a voce alta nell'appartamento di Kirsch la sera della sua morte. Kirsch stesso, inoltre, non sarebbe stato sottoposto ad autopsia e il suo nome sarebbe stato cancellato dal dossier della Securitate sull'autrice, quasi non fosse mai esistito.
Vincitrice del Premio Roswitha nel 1990, nel 1991/92 risiede a Roma come borsista dell'Accademia Tedesca Villa Massimo. Nel 1995 Müller diventa membro dell'Accademia tedesca di Letteratura e Poesia. Nel 1997 abbandona il PEN International come forma di protesta per la decisione di riunire le associazioni che facevano capo alla Germania Est ed Ovest prima del crollo del Muro di Berlino. Nel 2008 ha inviato una lettera critica a Horia-Roman Patapievici, presidente dell'Istituto di Cultura Romena, per aver espresso sostegno ad una scuola romeno-tedesca nella quale lavoravano due ex-informatori della Securitate.
Nel 2009 pubblica il romanzo Atemschaukel (L'altalena del respiro), opera di denuncia degli orrori patiti dai rumeni di madrelingua tedesca deportati nei campi di lavoro sovietici. Il libro avrebbe dovuto essere una collaborazione con il poeta rumeno di lingua tedesca ed ex-deportato Oskar Pastior, la cui tragica esperienza di vita funge da ispirazione per la trama, ma Pastior muore nel 2006, costringendo la Müller a rinunciare al suo contributo diretto. Il romanzo riscuote un notevole successo, al punto da venire candidato al Deutscher Buchpreis, uno dei più prestigiosi premi letterari tedeschi. L'8 ottobre dello stesso anno Herta Müller riceve il Premio Nobel per la letteratura, con la seguente motivazione: «Con la concentrazione della poesia e la franchezza della prosa, dipinge il paesaggio degli spodestati». L'ultimo scrittore tedesco a vincerlo prima di lei era stato Günter Grass nel 1999.
Nel 2012, in occasione del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura al cinese Mo Yan, l'autrice definì tale scelta da parte dell'Accademia svedese «una catastrofe», in quanto lo scrittore cinese si sarebbe più volte dimostrato compiacente verso «le dure leggi sulla censura del paese asiatico». Tale accusa sarebbe nata da una affermazione di Mo Yan durante la conferenza stampa dopo la consegna del premio, secondo cui la censura sarebbe un atto necessario.

Opere
Niederungen, 1982 (Bassure, Feltrinelli, 2010).
Drückender Tango, 1984.
Der Mensch ist ein großer Fasan auf der Welt, 1986 (L' uomo è un grande fagiano nel mondo, Feltrinelli, 2014).
Barfüßiger Februar, 1987.
Reisende auf einem Bein, 1989 (In viaggio su una gamba sola, Marsilio, 1992).
Wie Wahrnehmung sich erfindet, 1990.
Der Teufel sitzt im Spiegel, 1991.
Der Fuchs war damals schon der Jäger, 1992 (La volpe era già il cacciatore, Feltrinelli, 2020).
Eine warme Kartoffel ist ein warmes Bett, 1992.
Der Wächter nimmt seinen Kamm, 1993.
Angekommen wie nicht da, 1994.
Herztier, 1994 (Il paese delle prugne verdi, Keller, 2008; Cuoreanimale, Feltrinelli, 2021).
Hunger und Seide, 1995.
In der Falle, 1996 (In trappola, Sellerio, 2010).
Heute wär ich mir lieber nicht begegnet, 1997 (Oggi avrei preferito non incontrarmi, Feltrinelli, 2011).
Der fremde Blick oder das Leben ist ein Furz in der Laterne, 1999 (Lo sguardo estraneo, ovvero la vita è un peto in un lampione, Sellerio, 2009).
Im Haarknoten wohnt eine Dame, 2000.
Heimat ist das, was gesprochen wird, 2001.
Der König verneigt sich und tötet, 2003 (Il re s'inchina e uccide, Keller, 2011).
Die blassen Herren mit den Mokkatassen, 2005.
Este sau nu este Ion, 2005 (Essere o non essere Ion, Transeuropa, 2012).
Atemschaukel, 2009 (L'altalena del respiro, Feltrinelli, 2010).
Cristina und ihre Attrappe oder Was (nicht) in den Akten der Securitate steht, 2009 (Cristina e il suo doppio, Sellerio, 2010).
Immer derselbe Schnee und immer derselbe Onkel, 2011 (La paura non può dormire. Riflessioni sulla violenza del secolo scorso, Feltrinelli, 2012).
Vater telefoniert mit den Fliegen, 2012.
Mein Vaterland war ein Apfelkern. Ein Gespräch mit Angelika Klammer, 2014 (La mia patria era un seme di mela. Una conversazione con Angelika Klammer, Feltrinelli, 2015).


mercoledì 18 marzo 2026

NOTHOMB Amélie (1966 - viv.)

 

Amélie Nothomb
, nata Fabienne Claire Nothomb (Etterbeek, 9 luglio 1966), è una scrittrice belga.
Figlia di un diplomatico belga membro di una delle famiglie brussellesi più in vista, ha trascorso la sua infanzia prima in Giappone e poi in Cina.
«Quitter le Japon fut pour moi un arrachement…», «lasciare il Giappone fu per me uno sradicamento», scrive nel libro autobiografico Stupore e tremori. In Giappone, mentre i suoi fratelli frequentavano la scuola americana, lei frequentò la scuola locale in quanto perfettamente bilingue franco-giapponese: «Moi je parle le franponais» (Biografia della fame) - «io parlo il frangiapponese», scrive nella prima parte della sua autobiografia.
In Cina frequentò la piccola scuola francese locale. Furono anni felici ma comunque difficili, di riflesso alla complicata situazione politica data dal regime comunista. Così Pechino venne vissuta solo nel ghetto degli stranieri di San Li Tun. La tappa successiva fu New York, dove Amélie frequentò il liceo francese e si appassionò alla danza classica, che praticò per breve tempo. L'abbandono di New York coincise con la fine della sua infanzia e l'inizio del duro periodo adolescenziale.
Si trasferisce infatti in Bangladesh: «J'ai vécu dans le pays le plus pauvre au monde» («ho vissuto nel paese più povero del mondo»), dirà in un'intervista alla radio francese; qui conobbe l'anoressia («tra i 15 e i 17 anni smisi di mangiare, il corpo sparisce poco a poco, assieme all'anima») che la marcò profondamente influenzando la sua produzione letteraria. (Biografia della fame). Il Bangladesh la costrinse a lasciare la scuola, che frequentò per corrispondenza, e iniziò a cibarsi esclusivamente di libri. Qui si palesò il forte attaccamento per la sorella maggiore Juliette, «unica compagna della mia adolescenza» ("vivevamo in simbiosi...").
Giunse per la prima volta in Europa a 17 anni e si stabilì a Bruxelles con la famiglia. Nella capitale belga diceva di sentirsi «aussi étrange qu'étrangère» («tanto straniata quanto straniera»); ivi si laureò in filologia classica alla Libera Università di Bruxelles, dove però non riuscì ad integrarsi. Laureatasi, decise di ritornare a Tokyo per approfondire la conoscenza della lingua giapponese studiando la «langue tokyoïte des affaires»: assunta come traduttrice in un'enorme azienda giapponese, visse un'esperienza durissima (da traduttrice fu declassata a guardiana dei servizi igienici), che raccontò in seguito nel libro Stupore e tremori, che riceverà il Grand Prix du Roman dell'Académie française.
Nel 1992 tornò in Belgio e pubblicò Igiene dell'assassino, origine del suo enorme successo letterario. Stabilitasi poi tra Parigi e Bruxelles, dedica 4 ore al giorno alla scrittura e pubblica, per scelta personale, un libro all'anno, alla fine di agosto. I suoi libri vengono tradotti e pubblicati dalle Edizioni Voland di Roma.
I suoi racconti sono prevalentemente autobiografici e la sua fonte di ispirazione è il suo percorso di vita. I suoi romanzi hanno venduto oltre 18 milioni di copie nel mondo.
Con il romanzo Primo sangue, tradotto in Italia da Voland, vince il Premio Strega Europeo nel 2022[4].
Ha una sorella maggiore di nome Juliette, nata a Kinshasa, nel 1963, anch'essa scrittrice, e un fratello maggiore di nome André, nato il 23 maggio del 1962.
La madre, Danièle Scheyven (1938), sposò il barone Patrick Nothomb (1936-2020), figlio di André Nothomb (1912-1937), morto in un incidente di sminamento a soli venticinque anni, e di Claude Lancksweert (1914-1970).
Il nonno di Patrick era il noto scrittore Pierre (1887-1966), figlio di Eugénie de le Court e del consigliere della Court d'Appel belga Paul Nothomb (1855-1916), e lo zio, il politico Charles-Ferdinand Nothomb, è nato solo 21 giorni prima di lui.
È discendente dei politici Jean-Baptiste Nothomb e Alphonse Nothomb

Opere
Romanzi

Igiene dell'assassino (Hygiène de l'assassin, 1992) (Voland, 2001, Guanda, 20023)
(vincitore Prix René-Fallet e Prix Alain-Fournier 1993)
Sabotaggio d'amore (Le Sabotage amoureux, 1993) (Voland, 1998, Guanda, 2001)
(vincitore Prix Littéraire de la Vocation e Prix Chardonne)
Le catilinarie (Les Catilinaires, 1995) (Voland, 2001, Guanda, 2002)
(vincitore Grand Prix Jean Giono)
Ritorno a Pompei (Péplum, 1996) (Voland, 1999)
Attentato (Attentat, 1997) (Voland, 1999)
Mercurio (Mercure, 1998) (Voland, 2000)
Stupore e tremori (Stupeur et tremblements, 1999) (Voland, 2001, Guanda, 2006)
(vincitore Grand Prix du roman de l'Académie française 1999)
Metafisica dei tubi (Métaphysique des tubes, 2000) (Voland, 2002, Guanda, 2004)
Cosmetica del nemico (Cosmétique de l'ennemi, 2001) (Voland, 2003)
Dizionario dei nomi propri (Robert des noms propres, 2002) (Voland, 2004)
Antichrista (Antéchrista, 2003) (Voland, 2004)
Biografia della fame (Biographie de la faim, 2004) (Voland, 2005)
Acido solforico (Acide sulfurique, 2005) (Voland, 2006, Guanda, 2008)
Diario di Rondine (Journal d'Hirondelle, 2006) (Voland, 2006)
Né di Eva né di Adamo (Ni d'Ève ni d'Adam, 2007) (Voland, 2008)
(vincitore Prix de Flore)
Causa di forza maggiore (Le Fait du prince, 2008) (Voland, 2009)
(vincitore Grand Prix Jean Giono)
Il viaggio d'inverno (Le Voyage d'Hiver, 2009) (Voland, 2010)
Una forma di vita (Une Forme de vie, 2010) (Voland, 2011)
Uccidere il padre (Tuer le père, 2011) (Voland, 2012)
Barbablù (Barbe bleue, 2012) (Voland, 2013)
La nostalgia felice (La nostalgie hereuse, 2013) (Voland, 2014)
Pétronille (Pétronille, 2014) (Voland, 2015)
Il delitto del conte Neville (Le Crime du comte Neville, 2015) (Voland, 2016)
Riccardin dal ciuffo (Riquet à la houppe, 2016) (Voland, 2017)
Colpisci il tuo cuore (Frappe-toi le cœur, 2017) (Voland, 2018)
I nomi epiceni (Les Prénoms épicènes, 2018) (Voland, 2019)
Sete (Soif, 2019) (Voland, 2020)
Gli aerostati (Les Aérostats, 2020) (Voland, 2021)
Primo sangue (Premier Sang, 2021) (Voland, 2022)
Il libro delle sorelle (Le livre des soeurs, 2022) (Voland, 2022)
Psicopompo (Psychopompe, 2023) (Voland, 2024)
L'impossibile ritorno (L'impossible retour, 2024) (Voland, 2025 ISBN 9788862435666)

Racconti e novelle
Légende peut-être un peu chinoise (1993), incluso anche nella raccolta Splendente come una padella
Elettra (Électre, 1996) (Voland/Glamour, 2012)
L'Existence de Dieu (1996), incluso anche nella raccolta Splendente come una padella
Simon Wolff (1996)
Généalogie d'un Grand d'Espagne (1996)
Le Mystère par excellence (1999)
Splendente come una padella (con Kikie Crevecoeur) (Brillant comme une casserole, 1999) (Einaudi, 2007), include quattro racconti: Leggenda forse un po' cinese (Légende peut-être un peu chinoise, 1993), L'olandese ferroviario (Le Hollandais ferroviaire), Di qualità migliore (De meilleure qualité), L'esistenza di Dio (L'Existence de Dieu, 1996).
Aspirine (2001)
Sans nom (2001), incluso anche nella raccolta L'entrata di Cristo a Bruxelles
L'entrata di Cristo a Bruxelles (Voland, 2008), include due racconti: L'entrata di Cristo a Bruxelles (L'Entrée du Christ à Bruxelles, 2004) e Senza nome (Sans nom, 2001)
Les Champignons de Paris (2007)
Les myrtilles (2011)

martedì 17 marzo 2026

HIGHSMITH Patricia (1921 - 1995)

 

Patricia Highsmith
, pseudonimo di Mary Patricia Plangman conosciuta anche col nome di Claire Morgan (Fort Worth, 19 gennaio 1921 – Aurigeno, 4 febbraio 1995), è stata una scrittrice statunitense noir.
Divenne nota per i suoi thriller psicologici da cui sono stati tratti più di 24 adattamenti cinematografici; il suo primo romanzo, Sconosciuti in treno, è stato adattato sia per il palcoscenico che come film più volte; è famosa in particolare la versione di Alfred Hitchcock del 1951. Oltre alla sua serie di cinque romanzi con Tom Ripley come protagonista, ha scritto altri 18 romanzi e numerosi racconti.
Patricia Highsmith era figlia unica della coppia di artisti Mary Plangman (nata Coates) e Jay Bernard Plangman. La coppia divorziò dieci giorni prima della nascita della figlia.
Nel 1927, Highsmith, la madre e il patrigno adottivo, che la madre aveva sposato nel 1924, si trasferirono a New York. All'età di 12 anni, Highsmith fu mandata a Fort Worth e visse per un anno con la nonna materna. Definì questo "l'anno più triste" della sua vita, poiché si sentì "abbandonata" dalla madre. Quindi tornò a New York per continuare a vivere con la madre e il patrigno.
Secondo la Highsmith, una volta la madre le disse che aveva cercato di abortire bevendo acquaragia , anche se una biografia della Highsmith indica che Jay Plangman cercò di convincere la moglie ad abortire, ma lei rifiutò. La madre di Highsmith morì soli quattro anni prima della scrittrice, vivendo fino all'età di 95 anni.
Highsmith dimostra fin dalla giovane età un grande talento verso la scrittura. Il suo primo romanzo, Sconosciuti in treno, è del 1950 e alla sua prima apparizione negli Stati Uniti non riscuote un grande successo; tuttavia il grande regista Alfred Hitchcock ne fa il soggetto per il suo film L'altro uomo. Forse anche a causa delle tematiche forti e talora disturbanti, la scrittrice è stata più apprezzata dalla critica europea che non da quella del suo paese natale.
In Europa Highsmith ha vissuto dal 1963 sino alla sua morte.
Nella sua casa ad Aurigeno, nel comune di Maggia, e poi in quella di Tegna, entrambe in Svizzera, ha trascorso gran parte della sua vita appartata e lontana dai riflettori della notorietà, coltivando anche diverse relazioni omosessuali.
Tra i suoi personaggi più noti c'è l'amorale Tom Ripley, truffatore, assassino, protagonista di cinque romanzi dell'autrice e portato più volte anche sugli schermi del cinema da famosi registi, da René Clément (Delitto in pieno sole) ad Anthony Minghella (Il talento di Mr. Ripley), passando per Wim Wenders (L'amico americano) e Liliana Cavani (Il gioco di Ripley). Nel 2024 è uscita una miniserie televisiva intitolata Ripley, prodotta da Netflix, ispirata al primo romanzo della serie, che vede nei panni del protagonista l'attore Andrew Scott.

Opere
Romanzi

1950 Sconosciuti in treno (Strangers on a Train), Bompiani 1954;
1952 Carol (The Price of Salt / Carol), con lo pseudonimo Claire Morgan, Bompiani, La nave di Teseo
1954 Vicolo cieco (The Blunderer), Sonzogno 1985
1957 Acque profonde (Deep Water), Bompiani, La nave di Teseo
1958 Gioco per la vita (A Game for the Living), Bompiani
1960 Quella dolce follia (This Sweet Sickness), Bompiani, La nave di Teseo; pubblicato anche col titolo Per amore di Annabelle, 1960, I Romanzi del Corriere
1962 Il grido della civetta (The Cry of the Owl), Bompiani
1964 I due volti di gennaio (The Two Faces of January), Bompiani, La nave di Teseo
1965 L'alibi di cristallo (The Glass Cell), Bompiani
1965 Senza pietà (A Suspension of Mercy / The Story-teller), Bompiani
1967 Inseguimento (Those Who Walk Away), Bompiani
1969 La spiaggia del dubbio (The Tremor of Forgery), Bompiani, La nave di Teseo
1972 Il riscatto di un cane (A Dog's Ransom), Bompiani
1977 Diario di Edith (Edith's Diary), Bompiani, La nave di Teseo
1983 Gente che bussa alla porta (People Who Knock on the Door), Bompiani
1986 Il piacere di Elsie (Found in the Street), Bompiani
1995 Idilli d'estate (Small g: A Summer Idyll), Bompiani
Ciclo di Tom Ripley
1955 Il talento di mister Ripley (The Talented Mr. Ripley), finalista Edgar Award 1956, Bompiani, La nave di Teseo
1970 Il sepolto vivo (Ripley Under Ground), Bompiani, La nave di Teseo
1974 L'amico americano (Ripley's Game), Bompiani, La nave di Teseo
1980 Il ragazzo di Tom Ripley (The Boy Who Followed Ripley), Bompiani, La nave di Teseo
1991 Ripley sott'acqua (Ripley Under Water), Bompiani, La nave di Teseo

Letteratura per l'infanzia
1958 Miranda the Panda Is on the Veranda (in collaborazione con Doris Sanders)

Saggi
1966 Come si scrive un giallo (Plotting and Writing Suspense Fiction) Minimum fax
2022 Diari e taccuini. 1941-1995 (a cura di Anna von Planta), La nave di Teseo

Raccolte
1970 Urla d'amore (Eleven / The Snail-Watcher and Other Stories), Bompiani, La nave di Teseo
1974 Piccoli racconti di misoginia (Little Tales of Misogyny), Bompiani, La Tartaruga Nera, La nave di Teseo
1975 Delitti bestiali (The Animal Lover's Book of Beastly Murder), Bompiani, La nave di Teseo
1979 Schegge di vetro (Slowly, Slowly in the Wind), Bompiani
1981 La casa nera (The Black House), Sellerio
1985 La follia delle sirene (Mermaids on the Golf Course), Bompiani, La nave di Teseo
1987 Catastrofi più o meno naturali (Tales of Natural and Unnatural Catastrophes), Bompiani
2002 Uccelli sul punto di volare (Nothing That Meets the Eye: The Uncollected Stories ), Bompiani
2002 Gli occhi di Mrs. Blynn (Postumous Short Stories), Bompiani
2021 Donne (Ladies), La nave di Teseo

lunedì 16 marzo 2026

HAASSE Hella S. (1918 - 2011)

 

Hélène Serafia Haasse
 (Batavia, 2 febbraio 1918 – Amsterdam, 29 settembre 2011) è stata una scrittrice olandese.
Figlia dell'ispettore delle finanze del governo olandese Willelm Hendrik Haasse e della pianista Katherina Diehm-Winzenhöhler, trascorre nelle Indie l'infanzia e la giovinezza frequentando le scuole olandesi locali, salvo qualche periodo tra il 1924 e il 1928 in cui è nei Paesi Bassi dai nonni, mentre la madre si cura in un sanatorio a Davos.
Fin da giovanissima si inizia ad interessare al teatro e alla letteratura. A soli undici anni scrive il suo primo romanzo storico ispirandosi ai classici scoperti nella biblioteca del padre e compone testi teatrali, che fa recitare ai suoi compagni di giochi. Durante gli anni del ginnasio i suoi interessi, oltre che sulla letteratura olandese, si concentrano sulla mitologia e sulle saghe medievali.
A vent'anni si trasferisce ad Amsterdam per continuare gli studi di lingua e letteratura scandinava e approfondire le tematiche delle antiche saghe nordiche ma scopre, ben presto, che le grandi epopee eroiche scandinave e germaniche sono sfruttate in quegli anni da una certa propaganda razzista. Tanto basta a farle abbandonare questo filone di studi e a iscriversi, nel 1940, all'accademia di arte drammatica. Negli anni seguenti si dedica alla recitazione e allo studio dei grandi drammaturghi, e gradualmente il teatro diventerà per lei un'autentica forma di vita e di scrittura, da cui trarrà ispirazione per le sue opere letterarie.
Debutta come poetessa nel 1939 ma la svolta vera arriva nel 1948 con Oeroeg (pubblicato in Italia da Lindau nel 1992 con il titolo "Il lago degli spiriti") impregnato di quel senso di lacerazione che le ha dato la guerra di secessione delle Indie olandesi, all'epoca ancora in corso. I ricordi dell'infanzia e dell'adolescenza trascorse nelle Indie e connesse alle problematiche della dominazione coloniale rivivono attraverso la vicenda dell'amicizia tra un giovane olandese e il figlio di un sorvegliante giavanese. In un finale, analogo a quello di Passaggio in India di E. M. Forster, i destini dei due amici si divideranno, a testimoniare che i loro due mondi non saranno mai sullo stesso piano. Non è difficile scorgere nell'ambientazione esotica dell'Indonesia sotto il dominio olandese tipica delle opere giovanili della Haasse la decadenza e la crisi di una classe sociale.
L'interesse per la storia si evidenzia, nelle rievocazioni dell'ambiente coloniale ma si estende anche a tematiche e contesti lontani nello spazio e nel tempo. 
Seguono così i grandi romanzi storici: Het woud der verwachting del 1949 ("Vagando per una selva oscura", Rizzoli 1991), De verborgen bron ("La fonte nascosta"), 1950, De scharlaken stad ("La città scarlatta"), 1952, De ingewijden ("Gli iniziati"), 1957, Cider voor arme mensen ("Sidro per povera gente") 1960, Een nieuwer testament ("Profumo di mandorle amare", Rizzoli 1993) 1966 e un certo numero di saggi. L'amore e il gusto per la mitologia dell'antichità è un tratto distintivo di questa serie di romanzi.
Segue il romanzo De wegen der werbeelding ("Le vie dell'immaginazione") del 1983, il cui protagonista, Klaas, che redige una rivista dal significativo nome di “Enigma”, si imbatte casualmente nei versi di un poeta sconosciuto, certo B. Mork: ritrovare altre sue opere e ricostruirne la biografia diviene per l'uomo una vera ossessione. Torna in quest'opera il riferimento al mito, nella fattispecie a quello di Filemone e Bauci, protagonisti di un episodio delle Metamorfosi ovidiane.
Quando la Hasse scrive Le vie dell'immaginazione, nel 1983, ha lasciato i Paesi Bassi ormai da due anni per ritirarsi a vivere con il marito in un paesino a nord di Parigi dove resterà fino al 1990, anno del suo ritorno ad Amsterdam. In questo periodo si risveglia l'interesse del pubblico e della critica ottenendo un meritato successo internazionale e i più ambiti premi letterari in patria: nel 1981 le viene conferito, infatti, il “Constantijn Huygens Prize”, nel 1983 il Premio per la letteratura dello Stato dei Paesi Bassi, il “P. C. Hooft Prize”, per l'intera sua opera e nel 1988 un dottorato onorario dall'Università di Utrecht.
Nelle opere di questi anni risulta più visibile che mai la paziente sovrapposizione tra elementi storici e autobiografici, come in Mevrouw Bentinck of Onverenigbaarheid van karakter del 1978 e De groten der aarde of Bentinck tegen Bentinck del 1981, pubblicati in italiano da Rizzoli nel 1997 in un unico volume dal titolo "La signora Bentinck", e Heren van de thee del 1992 ("I signori del tè", Rizzoli 1994).
La tormentata questione coloniale tornerà ancora, alla fine della carriera letteraria della Haasse, non più, però, con un j'accuse ma attraverso il vissuto intimo di un'amicizia, con un libro intenso e avvincente che alterna momenti di tenerezza ad altri di respiro quasi epico. Si tratta di Sleuteloog del 2002 ("L'anello della chiave).
Abbandonati i periodi storici remoti con Transit del 1994 ("Di passaggio") la Haasse si immerge per la prima volta nel mondo contemporaneo. Anziché restare negli schemi che le sono consueti, l'autrice si propone in veste del tutto nuova, tralasciando momentaneamente i suoi personaggi educati e colti per calarsi in una realtà quotidiana e moderna e dare spazio ai problemi del mondo attuale.
Di carattere, invece, decisamente autobiografico, è la Haasse stessa a definirlo un “autobioromanzo”, è Zwanen schieten del 1997 ("Tiro ai cigni"): una premessa, il racconto di un viaggio in treno che ne contiene già tutte le tessere, una parte autobiografica, in cui rievoca le vicende della sua famiglia cosmopolita, dalle origini di ebrei ungheresi, attraverso Germania, Paesi Bassi, Giava, l'Amsterdam del presente e della giovinezza, fino all'Australia, scelta come patria del fratello. Al centro il “romanzo”: la storia di Jason, giovane australiano che si perde nella selva oscura del bush per trovare se stesso, dove ricompaiono, mescolati e rielaborati, episodi, motivi e soprattutto la stessa ricerca di verità, che è ricerca di identità e di radici, dell'autobiografia. Ma è il rapporto tra realtà e immaginazione il tema unificatore di fondo, metaforicamente espresso dalle immagini dell'arciere e del cigno scorti dal treno e utilizzati in tutte le loro valenze e mitologiche come filo rosso dei ricordi e della narrazione. Secondo la Haasse vissuto e immaginario non sono scindibili, non è la verità dei fatti che conta, ma il significato che assumo nel racconto che facciamo a noi stessi della nostra vita.
Il mondo reale e quello dell'immaginazione sono sempre più difficili da distinguere in uno dei suoi ultimi romanzi, Fenrir del 2000 ("La pianista e i lupi"). Sfruttando tutta la gamma delle sue contraddittorie rappresentazioni, la Haasse fa del lupo il centro narrativo del romanzo, creando una serie di risonanze simboliche intorno a una storia di famiglia piena di enigmi irrisolti e intricati rapporti affettivi. Con un crescere di interrogativi il romanzo affronta temi quali miti nordici e nazismo, fondamentalismo e identità, immigrazioni e razzismo, neopaganesimo e misticismo, musica e giornalismo senza mai perdere suspense e moltiplicando le interpretazioni.
È scomparsa nel 2011 all'età di 93 anni.

Opere
1948: Oeroeg (romanzo)
1949: Het woud der verwachting (romanzo storico)
1950: De verborgen bron (romanzo storico)
1952: De scharlaken stad (romanzo storico)
1957: De ingewijden (romanzo storico)
1960: Cider voor arme mensen (romanzo storico)
1962: De meermin (romanzo)
1966: Een nieuwer testament (romanzo storico)
1968: De tuinen van Bomarzo (romanzo storico)
1978: Mevrouw Bentinck of Onverenigbaarheid van karakter (romanzo storico)
1981: De groten der aarde of Bentinck tegen Bentinck (romanzo storico)
1983: De wegen der werbeelding (romanzo)
1992: Heren van de thee (romanzo)
1994: Transit (romanzo)
1997: Zwanen schieten (romanzo)
2000: Fenrir (romanzo)
2002: Sleuteloog (romanzo)

In italiano

Vagando per una selva oscura, Rizzoli, 1991
Il lago degli spiriti, Ed. Lindau, 1992
Il profumo di mandorle amare, Rizzoli, 1993
I signori del tè, Rizzoli, 1994
Di passaggio ("Transit", 1994, trad. it. 1996), Iperborea
La signora Bentinck, Rizzoli, 1997
La fonte nascosta ("De verborgen bron", 1950, trad. it. 1997), Iperborea
Le vie dell'immaginazione ("De wegen der verbeelding", 1983, trad. it. 2001), Iperborea
La pianista e i lupi ("Fenrir: een lang weekend in de Ardennen", 2000, trad. it. 2003), Iperborea 
Tiro ai cigni ("Zwanen schieten", 1997, trad. it. 2004), Iperborea
L'anello della chiave ("Sleuteloog", 2002, trad. it. 2006), Iperborea


domenica 15 marzo 2026

DESAI Anita (1937 - viv.)

 

Anita Desai
(nata Anita Mazumdar, 1937) è una scrittrice indiana e professoressa emerita di discipline umanistiche John E. Burchard al Massachusetts Institute of Technology. È stata selezionata per il Booker Prize tre volte. Ha ricevuto il Sahitya Akademi Award nel 1978 per il suo romanzo Fire on the Mountain  dalla Sahitya Akademi, l'Accademia nazionale indiana di letteratura. Ha vinto il Guardian Prize per The Village by the Sea (1983). Le sue altre opere includono Cry, the Peacock, Voices in the City (1963), Fire on the Mountain (1977) e un'antologia di racconti, Games at Twilight (1978). È nel comitato consultivo della Lalit Kala Akademi e membro della Royal Society of Literature di Londra. [ Dal 2020 è Companion of Literature .
Desai nacque nel 1937 a Mussoorie, in India, da madre immigrata tedesca, Toni Nime, e da un uomo d'affari bengalese, DN Mazumdar. [Suo padre incontrò sua madre mentre era uno studente di ingegneria nella Berlino prebellica. Si sposarono in un periodo in cui era ancora insolito per un uomo indiano sposare una donna europea. Poco dopo il loro matrimonio, si trasferirono a Nuova Delhi, dove Desai crebbe con le sue due sorelle maggiori e il fratello. 
Crebbe parlando hindi con i suoi vicini e solo tedesco a casa. Parlava anche bengalese, urdu e inglese. Imparò a leggere e scrivere in inglese a scuola all'età di sette anni. Di conseguenza, l'inglese divenne la sua "lingua letteraria". Pubblicò il suo primo racconto all'età di nove anni. 
Frequentò la Queen Mary's Higher Secondary School a Delhi e conseguì la laurea in letteratura inglese nel 1957 presso la Miranda House dell'Università di Delhi. L'anno seguente sposò Ashvin Desai, in seguito direttore di una società di software per computer e autore del libro Between Eternities: Ideas on Life and The Cosmos. 
Ebbero quattro figli, tra cui la scrittrice vincitrice del Booker Prize Kiran Desai. I suoi figli venivano portati a Thul (vicino ad Alibagh ) per i fine settimana, dove Desai ambientò il suo romanzo The Village by the Sea. Per quell'opera vinse il Guardian Children's Fiction Prize del 198 , un premio letterario unico nella vita, giudicato da una giuria di scrittori per bambini britannici. 
Desai pubblicò il suo primo romanzo, Cry, the Peacock , nel 1963. Nel 1958 collaborò con P. Lal e fondò la casa editrice Writers Workshop. Considera Clear Light of Day (1980) la sua opera più autobiografica, poiché è ambientata durante la sua crescita e nello stesso quartiere in cui è cresciuta. 
Nel 1984 pubblicò In Custody, un romanzo che racconta la storia di un poeta urdu in declino, che fu selezionato per il Booker Prize. Nel 1993 divenne insegnante di scrittura creativa al Massachusetts Institute of Technology. 
Il romanzo Fasting, Feasting, finalista del Booker Prize del 1999, ha accresciuto la sua popolarità. Il suo romanzo The Zigzag Way , ambientato nel Messico del XX secolo, è apparso nel 2004 e la sua ultima raccolta di racconti, The Artist of Disappearance, è stata pubblicata nel 2011.
Desai ha insegnato al Mount Holyoke College, al Baruch College e allo Smith College. È membro della Royal Society of Literature, dell'American Academy of Arts and Letters e membro onorario del Girton College di Cambridge, a cui ha dedicato Bombay di Baumgartner.

Opere tradotte in italiano
Fire on the Mountain, 1977 (Fuoco sulla montagna, trad. di Marina Premoli, Roma: Donzelli, 1993; trad. di Anna Nadotti, Torino : Einaudi, 2006)
Games at Twilight and Other Stories, 1978 (Giochi al crepuscolo, trad. di Vincenzo Vergiani, E/O: Roma, 1996)
Clear Light of Day, 1980 (Chiara luce del giorno, trad. di Anna Nadotti, Torino : Einaudi, 1998)
The Village By The Sea, 1982 (Il villaggio vicino al mare, trad. di Luigi Giobbio, Torino : SEI, 1987; con il titolo Il villaggio sul mare, trad. di Anna Nadotti, Torino : Einaudi, 2002)
In Custody, 1984 (In custodia, trad. di Cinzia Pieruccini, Milano: La Tartaruga, 1990; Torino : Einaudi, 2000)
Baumgartner's Bombay, 1988 (Notte e nebbia a Bombay, trad. di Cinzia Pieruccini, Milano: La Tartaruga, 1992; Torino : Einaudi, 1999)
Journey to Ithaca, 1995 (Viaggio a Itaca, trad. di Bianca Piazzese, Torino : Einaudi, 2005)
Fasting, Feasting, 1999 (Digiunare, divorare, trad. di Anna Nadotti, Torino : Einaudi, 2001)
Diamond Dust and Other Stories, 2000 (Polvere di diamante e altri racconti, trad. di Anna Nadotti e Bianca Piazzese, Torino : Einaudi, 2003)
The Zigzag Way, 2004 (Un percorso a zigzag, trad. dii Anna Nadotti, Torino: Einaudi, 2007)
Tutti i racconti, trad. di Anna Nadotti, Bianca Piazzese e Vincenzo Vergiani, Torino : Einaudi, 2009
The Artist of Disappearance, 2011 (L'artista della sparizione, trad. di Anna Nadotti, Torino : Einaudi, 2013)



MÜLLER Herta (1953 - viv.)

  Herta Müller  (Nitzkydorf, 17 agosto 1953) è una scrittrice, saggista e poetessa tedesca, nata in Romania e vincitrice del Premio Nobel pe...