sabato 30 maggio 2026

BUTOR Michel (1926 - 2016)

 

Michel Butor
 (Mons-en-Barœul, 14 settembre 1926 – Contamine-sur-Arve, 24 agosto 2016) è stato un poeta e scrittore francese. Come scrittore di romanzi è assimilato al nouveau roman.
È il terzo dei sette figli di Emil Butor impiegato nelle ferrovie. Nel 1929 la sua famiglia si trasferisce a Parigi, città dove compie tutti i suoi studi. Negli anni 1939-1940 abitano a Évreux. Studia lettere e filosofia e contemporaneamente è segretario di Jean Wahl: questo incarico gli permette di frequentare i maggiori intellettuali del tempo. Insegna per poco tempo al liceo Mallarmé a Sens e poi diviene professore in Egitto. In seguito è lettore all'Università di Manchester in Inghilterra. Viaggia molto, in Svizzera incontra Marie-Jo che sposa nel 1958 e da cui ha 4 figlie. Nel 1968 è professore a Nizza, poi diviene professore all'Università di Ginevra. In pensione dal 1991 vive gli ultimi anni in un villaggio della Haute-Savoie. È morto il 24 agosto 2016 all'età di 90 anni.
Butor pubblica i suoi primi tre romanzi Passage de Milan (1954) , L'emploi du temps (1957) e La modification (1957) nel periodo in cui si afferma le nouveau roman. Questa contemporaneità e la novità stessa dei tre romanzi hanno iscritto d'ufficio Butor al nouveau roman, tanto più che Butor li pubblica nelle Éditions de Minuit come fa Alain Robbe-Grillet con i suoi romanzi. Sia Butor che Robbe-Grillet affermeranno in seguito il carattere individuale del loro lavoro, negando che sia esistita una ‘scuola’ a loro comune. Ci sono invece delle esigenze simili sentite da entrambi: da un lato riprendere il romanzo del primo Novecento là dove si era fermato, a Joyce, Proust, Kafka; e dall'altro ampliare, quantitativamente e approfonditamente per meglio esplorare e illustrare la società contemporanea.
Butor, prima di essere un romanziere, era un poeta e concepì questi suoi primi romanzi come
‘capaci di raccogliere tutta l'eredità della vecchia poesia'. Esplora e scrive il reale per dargli una sistemazione, per inquadrarlo. In Passage de Milan (1954) il reale è la città, un immobile parigino dove vivono alcune famiglie viste simultaneamente. Ne L'emploi du temps (1957) , premiato nello stesso anno con il Prix Fénéon, il reale è la città di Bleston in Inghilterra, in cui Jacques Revel abita per un anno, con la doppia cronologia nel suo diario, in La modification (1957) un viaggio in treno dove si mescolano la realtà di Parigi, da dove Léon Delmon, il protagonista, proviene e la città dove va, Roma, che è il suo sogno, il suo desiderio.l, mentre nel viaggio modifica, lui stesso, il progetto per il quale era partito. Questi romanzi vengono fuori con una dettagliata narrazione, quasi un'elencazione, di fatti comuni e circostanze banali dell'esistenza. La vita in un immobile, il viaggio, la vita in una città straniera sono quasi dei pretesti dove la banalità della realtà diviene il soggetto complesso di un romanzo in cui il flusso di coscienza dei personaggi è ciò che lega il tutto, le situazioni, le persone, gli oggetti, in un'analisi minuziosa. Butor a differenza di Robbe-Grillet pone la sua attenzione più sulla coscienza e l'interiorità che sugli oggetti.
In Degrées 1960 racconta un'ora di lezione in un liceo parigino come Joyce aveva scritto l'Ulysses. Butor rende evidente il riferimento a Joyce nel titolo del romanzo Portrait de l'artiste en jeune singe 1967, parafrasi di Ritratto dell'artista da giovane, che è una riflessione sull'imitazione e praticamente l'ultimo romanzo.
Butor ritorna alla poesia: Illustration, Travaux d'approche. Poi pubblica diverse opere che non sono
più dei romanzi ma sono delle nuove esplorazioni. Come Description de San Marco (1964) in cui descrive minuziosamente la basilica di San Marco a Venezia; o 6 810 000 litres d'eau par seconde, cifra che corrisponde alla portata delle Cascate del Niagara. In La reve d'Irénée (1979) tenta di sovrapporre il testo scritto e la registrazione sonora come fa Luigi Nono, oppure di lasciar fare all'aleatorio come Stockhausen.
Un libro di Butor non è un libro compiuto, nel senso di finito. Butor lascia aperti al lettore, la possibilità e il piacere di comporre scegliendo tra i materiali che lo scrittore accumula sulla pagina Intervalle. Jean Roudaut nel 1964 parlava dei libri di Butor come di libri ‘futuri’.

Opere
Il passaggio (Passage de Milan, 1954), Milano, Mondadori, 1966.
L'impiego del tempo (L'Emploi du temps, 1956), traduzione di Oreste Del Buono, Milano, Mondadori, 1960.
La modificazione (La Modification, 1957), traduzione di Oreste Del Buono, Milano, Mondadori, 1959.
(FR) Le Génie du lieu, Paris, La Galerie Grasset, 1958.
(FR) Degrés: roman, Paris, Gallimard, 1960.
Repertorio. Studi e Conferenze 1948-1959, traduzione di Paolo Caruso, Collana La Cultura, Milano,
Il Saggiatore, 1961.
Una lettera di Baudelaire: saggio su un sogno di Baudelaire (Histoire Extraordinaire: Essai sur un Rêve de Baudelaire, 1961), traduzione di Paolo Caruso, Biblioteca delle Silerchie n.XCI, Milano, Il Saggiatore, 1962.
Descrizione di San Marco (Description de San Marco, 1963), traduzione di Luca Tognoli, Collana Carte d'artisti n.39, Milano, Abscondita, 2003, ISBN 978-88-8416-058-4.
Ritratto dell'artista da scimmiotto (Portrait de l'artista en jeune singe, 1967), traduzione di Oreste Del Buono, Collana La ricerca letteraria.Serie straniera n.19, Torino, Einaudi, 1969.
Rete aerea, traduzione di Oreste Del Buono, Milano, Scheiwiller, 1967.
(FR) La reve d'Irénée, 1979.
Le parole nella pittura, traduzione di Rosanna Albertini, Arsenale Editrice s.r.l., Venezia, 1987
Saggi sulla pittura, traduzione di Massimo Porfido, Collana Saggi e documenti del Novecento, Milano, SE, 1990.
Vanità, Collana Prosa del Novecento n.40, Milano, SE, 1991
Improvvisazioni su Rimbaud, Bologna, Collana Intersezioni n.117, Il Mulino, 1995
Michel Butor - Jiři Kolár, Praga, Collana Le porpore, Milano, Medusa Edizioni, 2016


venerdì 29 maggio 2026

PIEMONTESE Felice (1942 - viv.)

 

Felice Piemontese (Monte Sant'Angelo, 25 gennaio 1942) è uno scrittore, giornalista e poeta italiano.
Nato nel 1942 a Monte Sant'Angelo, in provincia di Foggia, vive dal 1946 a Napoli. La famiglia vi si trasferì infatti alla fine della seconda guerra mondiale dal momento che l'attività sartoriale del padre era stata resa particolarmente difficoltosa nel piccolo centro, in seguito alla devastazione portata dagli eventi bellici. Fu espulso dal liceo; iniziò poi a collaborare con alcune pubblicazioni culturali.
Dal 1965 lavorò per L'Unità, dapprima come collaboratore non retribuito e poi come praticante; nel 1967 partecipò all'incontro di Fano con il Gruppo 63. Scrisse anche per altre riviste, tra cui Nuovo Impegno, continuando a lavorare per L'Unità fino all'elezione di Rocco Di Blasi quale responsabile di redazione: lasciato il quotidiano comunista, entrò in RAI (1978). All'interno della sezione napoletana della RAI si occupa dapprima del telegiornale e poi del giornale radio.
Come narratore è stato due volte finalista al Premio Bergamo , nel 1990 con Epidemia e nel 2002 con Dottore in niente. Il suo archivio è conservato presso il Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia.

Opere
Curatele
Autodizionario degli scrittori italiani, Milano, Leonardo, 1990

Narrativa
Testo, Ravenna, Longo, 1973
Da un'immensa distanza, Brescia, Shakespeare & Company, 1985
Epidemia, Napoli, Pironti, 1989
Dottore in niente, Venezia, Marsilio, 2001
Fantasmi vesuviani, Matelica, Hacca, 2009


giovedì 28 maggio 2026

VERALDI Attilio (1925 - 1999)

 

Attilio Veraldi 
(Napoli, 1925 – Monte Carlo, 1999) è stato uno scrittore e traduttore italiano.
Nonostante la scarsità di pubblicazioni, Veraldi è considerato, per l'eleganza della sua prosa e la maestria nelle descrizioni taglienti, alle volte impietose ma mai folkloristiche, uno dei padri del giallo italiano.
Attilio Veraldi cominciò a scrivere romanzi gialli relativamente tardi, su insistenza dell'allora direttore editoriale della Rizzoli, Mario Spagnol, che lo convinse, pare con qualche difficoltà, a mettere mano alla sua prima opera La mazzetta, pubblicato dalla stessa casa editrice nel 1976. Fino ad allora Veraldi era stato soprattutto traduttore raffinato ed elegante dall'inglese e dalle lingue scandinave, dividendosi tra Milano, la Scandinavia, l'America del Sud e del Nord. A lui si devono, per esempio, ottime traduzioni degli autori americani della scuola dell'hard boiled. Con La mazzetta, dal quale fu tratto anche un fortunato film con Nino Manfredi ed Ugo Tognazzi, Veraldi creò il personaggio di Sasà Jovine, un ambiguo ma simpatico faccendiere di mezza tacca dedito al disbrigo di incombenze poco pulite al servizio di personaggi compromessi con la camorra, sempre in bilico tra legalità e illegalità, in un'ambientazione da hard boiled californiano, senza nulla concedere alla macchietta partenopea; Jovine tornò poi in Uomo di conseguenza. Un altro fortunato personaggio di Veraldi è il commissario Apicella, presente sia in Naso di cane (trasposto in una miniserie televisiva omonima con Luca De Filippo quale protagonista) sia in L'amica degli amici.
Con Veraldi, Napoli entrò così a pieno titolo nella geografia del giallo italiano contemporaneo.
Veraldi morì a Montecarlo nel 1999. A lui è intitolato un premio agli scrittori di noir nell'ambito del SalerNoir Festival promosso dall'associazione salernitana Porto delle Nebbie.

Opere

La mazzetta (1976)
Uomo di conseguenza (1978)
Il vomerese (1980)
Naso di cane (1982)
L'amica degli amici (1984)
Donna da Quirinale (1990)
Scicco (1991)
L'ombra dell'avventura (1992)
L'inseguimento (1925-1999)


mercoledì 27 maggio 2026

MIZZAU Marina (1936 - 2023)

 

Marina Mizzau
 (Roma, 29 maggio 1936 – Bologna, 3 ottobre 2023) è stata una scrittrice, saggista e filosofa italiana.
Laureatasi in Filosofia presentando una tesi in estetica con Luciano Anceschi all'Università di Bologna nel 1960, vi divenne docente. Negli anni Ottanta fu presidente del corso di laurea in DAMS presso la facoltà di Lettere e filosofia. Legata al Gruppo 63 e alla rivista Il Verri, svolse ricerche rilevanti nel campo della comunicazione; si dedicò parallelamente alla narrativa, risultando tra i dodici finalisti del Premio Strega con i due romanzi pubblicati per l'editore Manni.
Partecipò alla fondazione e a numerose iniziative del Centro delle donne di Bologna, a partire dal 1983.

Opere principali
Saggistica
Tecniche narrative e romanzo contemporaneo: per una fenomenologia dei rapporti fra tecniche artistiche e conoscenza, Milano, Mursia, 1965
Prospettive della comunicazione interpersonale, Bologna, Il mulino, 1974
Eco e Narciso: parole e silenzi nel conflitto uomo-donna, Torino, Boringhieri, 1979
L'ironia: la contraddizione consentita, Milano, Feltrinelli, 1984
Storie come vere: strategie comunicative in testi narrativi, Milano, Feltrinelli, 1998
E tu allora? Il conflitto nella comunicazione quotidiana, Bologna, Il mulino, 2002
Ridendo e scherzando: la barzelletta come racconto, Bologna, Il mulino, 2005

Narrativa
Come i delfini: racconti, Verona, Essedue, 1988; riedito (con una nota di Umberto Eco) da Bompiani nel 1995
I bambini non volano, Milano, Bompiani, 1992
Il silenzio dei pesci, Lecce, Manni, 2004
Se mi cerchi non ci sono, Lecce, Manni, 2015



martedì 26 maggio 2026

VALLE-INCLAN Ramón María del (1866 - 1936)

 

Ramón María del Valle-Inclán
y de la Peña (Vilanova de Arousa, 28 ottobre 1866 – Santiago di Compostela, 5 gennaio 1936) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo spagnolo.
Nasce in Galizia (1866), ma si trasferisce presto in Messico dove scrive su alcuni giornali e conosce il rinnovamento ispanoamericano. Tornato in Spagna, si stabilisce a Pontevedra e pubblica una raccolta di racconti di impostazione modernista Femeninas (1895) con sfumature erotiche e sataniche.
Nel 1896 si trasferisce a Madrid, dove si unisce ad un gruppo di scrittori "bohemien". Lo si colloca (nonostante il suo iniziale periodo modernista) all'interno della cosiddetta Generazione del '98. Durante questo periodo Valle-Inclán si farà conoscere come una figura dagli atteggiamenti anticonformisti (specie contro gli schemi borghesi) ed eccentrica che esaltava un passato libero dalle contraddizioni del presente.
All'inizio del Novecento pubblica i quattro romanzi che formano la serie delle Sonate: Sonata de otoño (1902), Sonata de estío (1903), Sonata de primavera (1904) e Sonata de invierno (1905). Questa serie avrà come protagonista il Marchese de Bradomìn, partigiano carlista che racconta le sue avventure amorose in quattro età diverse della sua vita ambientate in quattro diverse stagioni. Il personaggio è una specie di Don Giovanni, brutto, cattolico e sentimentale, ma “cinico, miscredente e galante come un cardinale del Rinascimento”. In vecchiaia si paragona a San Juan De La Cruz, ma in gioventù è cinico, si compiace delle proprie malefatte, e non critica le barbarie delle guerre carliste, ma le giustifica.
Il primo successo teatrale di Valle-Inclán è l'adattamento teatrale de la Sonata de Otoño. Successivamente viene pubblicata la trilogia Las Comedias barbaras, seguita nel 1907 da un'altra trilogia che tratta sulle guerre carliste, in cui ci sono personaggi che comparivano in altre opere, come Bradomin, e in cui emerge la sua politica nemmeno più totalmente carlista, in
quanto utopica.
A partire dagli anni Dieci scrive lavori teatrali d'ispirazione modernista, come la Farsa infantìl de la cabeza del dragòn (1914), seguita sucecssivamente dalla Farsa italiana de la enamorada del Rey (1920) e dalla Farsa y licencia de la Reina Castiza (1920); le tre commedie verranno poi riunite dall'autore nel Tablado de marionetas para educación de príncipes (1930).
Dopo un altro viaggio in Sudamerica decide di dedicarsi all'agricoltura in Galizia, continuando però a scrivere. Allo scoppio della prima guerra mondiale Valle-Inclán si reca a vedere i luoghi degli scontri per poi scriverne le sue impressioni in un libro: La mezzanotte. Si dedica poi alla poesia e alle prime versioni di Luces de Bohemia, che viene pubblicato come libro solo nel 1934 con il sottotitolo di Esperpento, cioè assurdo, ridicolo. In questo libro viene trattato un genere nuovo, che fonde apparenza e realtà; per percepire il grottesco e tragico della condizione umana bisogna deformare la realtà.
Nel 1921 torna in Messico e si reca anche a L'Avana dove critica aspramente la borghesia e l'esercito spagnolo. Con il titolo Martes de Carneval riunisce tre opere teatrali il cui argomento principale è la critica e la ridicolizzazione dell'esercito. La lingua adottata subisce in questa opera alcune influenze latino-americane.
Nel 1926 scrive Tirano Banderas, in cui narra la caduta di un immaginario dittatore sudamericano, Santos Banderas, personaggio dispotico che mantiene il potere grazie all'oppressione.
Nel 1931 appoggia la Seconda repubblica spagnola, e gli vengono attribuiti incarichi educativi. Nel 1933 va a Roma come direttore dell'Accademia di Spagna, ma si dimetterà dopo un anno. Nel 1935 ritornò in Spagna, a Santiago di Compostela, dove morì di cancro il 5 gennaio del 1936.


BUTOR Michel (1926 - 2016)

  Michel Butor  (Mons-en-Barœul, 14 settembre 1926 – Contamine-sur-Arve, 24 agosto 2016) è stato un poeta e scrittore francese. Come scritto...