venerdì 29 maggio 2026

PIEMONTESE Felice (1942 - viv.)

 

Felice Piemontese (Monte Sant'Angelo, 25 gennaio 1942) è uno scrittore, giornalista e poeta italiano.
Nato nel 1942 a Monte Sant'Angelo, in provincia di Foggia, vive dal 1946 a Napoli. La famiglia vi si trasferì infatti alla fine della seconda guerra mondiale dal momento che l'attività sartoriale del padre era stata resa particolarmente difficoltosa nel piccolo centro, in seguito alla devastazione portata dagli eventi bellici. Fu espulso dal liceo; iniziò poi a collaborare con alcune pubblicazioni culturali.
Dal 1965 lavorò per L'Unità, dapprima come collaboratore non retribuito e poi come praticante; nel 1967 partecipò all'incontro di Fano con il Gruppo 63. Scrisse anche per altre riviste, tra cui Nuovo Impegno, continuando a lavorare per L'Unità fino all'elezione di Rocco Di Blasi quale responsabile di redazione: lasciato il quotidiano comunista, entrò in RAI (1978). All'interno della sezione napoletana della RAI si occupa dapprima del telegiornale e poi del giornale radio.
Come narratore è stato due volte finalista al Premio Bergamo , nel 1990 con Epidemia e nel 2002 con Dottore in niente. Il suo archivio è conservato presso il Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia.

Opere
Curatele
Autodizionario degli scrittori italiani, Milano, Leonardo, 1990

Narrativa
Testo, Ravenna, Longo, 1973
Da un'immensa distanza, Brescia, Shakespeare & Company, 1985
Epidemia, Napoli, Pironti, 1989
Dottore in niente, Venezia, Marsilio, 2001
Fantasmi vesuviani, Matelica, Hacca, 2009


giovedì 28 maggio 2026

VERALDI Attilio (1925 - 1999)

 

Attilio Veraldi 
(Napoli, 1925 – Monte Carlo, 1999) è stato uno scrittore e traduttore italiano.
Nonostante la scarsità di pubblicazioni, Veraldi è considerato, per l'eleganza della sua prosa e la maestria nelle descrizioni taglienti, alle volte impietose ma mai folkloristiche, uno dei padri del giallo italiano.
Attilio Veraldi cominciò a scrivere romanzi gialli relativamente tardi, su insistenza dell'allora direttore editoriale della Rizzoli, Mario Spagnol, che lo convinse, pare con qualche difficoltà, a mettere mano alla sua prima opera La mazzetta, pubblicato dalla stessa casa editrice nel 1976. Fino ad allora Veraldi era stato soprattutto traduttore raffinato ed elegante dall'inglese e dalle lingue scandinave, dividendosi tra Milano, la Scandinavia, l'America del Sud e del Nord. A lui si devono, per esempio, ottime traduzioni degli autori americani della scuola dell'hard boiled. Con La mazzetta, dal quale fu tratto anche un fortunato film con Nino Manfredi ed Ugo Tognazzi, Veraldi creò il personaggio di Sasà Jovine, un ambiguo ma simpatico faccendiere di mezza tacca dedito al disbrigo di incombenze poco pulite al servizio di personaggi compromessi con la camorra, sempre in bilico tra legalità e illegalità, in un'ambientazione da hard boiled californiano, senza nulla concedere alla macchietta partenopea; Jovine tornò poi in Uomo di conseguenza. Un altro fortunato personaggio di Veraldi è il commissario Apicella, presente sia in Naso di cane (trasposto in una miniserie televisiva omonima con Luca De Filippo quale protagonista) sia in L'amica degli amici.
Con Veraldi, Napoli entrò così a pieno titolo nella geografia del giallo italiano contemporaneo.
Veraldi morì a Montecarlo nel 1999. A lui è intitolato un premio agli scrittori di noir nell'ambito del SalerNoir Festival promosso dall'associazione salernitana Porto delle Nebbie.

Opere

La mazzetta (1976)
Uomo di conseguenza (1978)
Il vomerese (1980)
Naso di cane (1982)
L'amica degli amici (1984)
Donna da Quirinale (1990)
Scicco (1991)
L'ombra dell'avventura (1992)
L'inseguimento (1925-1999)


mercoledì 27 maggio 2026

MIZZAU Marina (1936 - 2023)

 

Marina Mizzau
 (Roma, 29 maggio 1936 – Bologna, 3 ottobre 2023) è stata una scrittrice, saggista e filosofa italiana.
Laureatasi in Filosofia presentando una tesi in estetica con Luciano Anceschi all'Università di Bologna nel 1960, vi divenne docente. Negli anni Ottanta fu presidente del corso di laurea in DAMS presso la facoltà di Lettere e filosofia. Legata al Gruppo 63 e alla rivista Il Verri, svolse ricerche rilevanti nel campo della comunicazione; si dedicò parallelamente alla narrativa, risultando tra i dodici finalisti del Premio Strega con i due romanzi pubblicati per l'editore Manni.
Partecipò alla fondazione e a numerose iniziative del Centro delle donne di Bologna, a partire dal 1983.

Opere principali
Saggistica
Tecniche narrative e romanzo contemporaneo: per una fenomenologia dei rapporti fra tecniche artistiche e conoscenza, Milano, Mursia, 1965
Prospettive della comunicazione interpersonale, Bologna, Il mulino, 1974
Eco e Narciso: parole e silenzi nel conflitto uomo-donna, Torino, Boringhieri, 1979
L'ironia: la contraddizione consentita, Milano, Feltrinelli, 1984
Storie come vere: strategie comunicative in testi narrativi, Milano, Feltrinelli, 1998
E tu allora? Il conflitto nella comunicazione quotidiana, Bologna, Il mulino, 2002
Ridendo e scherzando: la barzelletta come racconto, Bologna, Il mulino, 2005

Narrativa
Come i delfini: racconti, Verona, Essedue, 1988; riedito (con una nota di Umberto Eco) da Bompiani nel 1995
I bambini non volano, Milano, Bompiani, 1992
Il silenzio dei pesci, Lecce, Manni, 2004
Se mi cerchi non ci sono, Lecce, Manni, 2015



martedì 26 maggio 2026

VALLE-INCLAN Ramón María del (1866 - 1936)

 

Ramón María del Valle-Inclán
y de la Peña (Vilanova de Arousa, 28 ottobre 1866 – Santiago di Compostela, 5 gennaio 1936) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo spagnolo.
Nasce in Galizia (1866), ma si trasferisce presto in Messico dove scrive su alcuni giornali e conosce il rinnovamento ispanoamericano. Tornato in Spagna, si stabilisce a Pontevedra e pubblica una raccolta di racconti di impostazione modernista Femeninas (1895) con sfumature erotiche e sataniche.
Nel 1896 si trasferisce a Madrid, dove si unisce ad un gruppo di scrittori "bohemien". Lo si colloca (nonostante il suo iniziale periodo modernista) all'interno della cosiddetta Generazione del '98. Durante questo periodo Valle-Inclán si farà conoscere come una figura dagli atteggiamenti anticonformisti (specie contro gli schemi borghesi) ed eccentrica che esaltava un passato libero dalle contraddizioni del presente.
All'inizio del Novecento pubblica i quattro romanzi che formano la serie delle Sonate: Sonata de otoño (1902), Sonata de estío (1903), Sonata de primavera (1904) e Sonata de invierno (1905). Questa serie avrà come protagonista il Marchese de Bradomìn, partigiano carlista che racconta le sue avventure amorose in quattro età diverse della sua vita ambientate in quattro diverse stagioni. Il personaggio è una specie di Don Giovanni, brutto, cattolico e sentimentale, ma “cinico, miscredente e galante come un cardinale del Rinascimento”. In vecchiaia si paragona a San Juan De La Cruz, ma in gioventù è cinico, si compiace delle proprie malefatte, e non critica le barbarie delle guerre carliste, ma le giustifica.
Il primo successo teatrale di Valle-Inclán è l'adattamento teatrale de la Sonata de Otoño. Successivamente viene pubblicata la trilogia Las Comedias barbaras, seguita nel 1907 da un'altra trilogia che tratta sulle guerre carliste, in cui ci sono personaggi che comparivano in altre opere, come Bradomin, e in cui emerge la sua politica nemmeno più totalmente carlista, in
quanto utopica.
A partire dagli anni Dieci scrive lavori teatrali d'ispirazione modernista, come la Farsa infantìl de la cabeza del dragòn (1914), seguita sucecssivamente dalla Farsa italiana de la enamorada del Rey (1920) e dalla Farsa y licencia de la Reina Castiza (1920); le tre commedie verranno poi riunite dall'autore nel Tablado de marionetas para educación de príncipes (1930).
Dopo un altro viaggio in Sudamerica decide di dedicarsi all'agricoltura in Galizia, continuando però a scrivere. Allo scoppio della prima guerra mondiale Valle-Inclán si reca a vedere i luoghi degli scontri per poi scriverne le sue impressioni in un libro: La mezzanotte. Si dedica poi alla poesia e alle prime versioni di Luces de Bohemia, che viene pubblicato come libro solo nel 1934 con il sottotitolo di Esperpento, cioè assurdo, ridicolo. In questo libro viene trattato un genere nuovo, che fonde apparenza e realtà; per percepire il grottesco e tragico della condizione umana bisogna deformare la realtà.
Nel 1921 torna in Messico e si reca anche a L'Avana dove critica aspramente la borghesia e l'esercito spagnolo. Con il titolo Martes de Carneval riunisce tre opere teatrali il cui argomento principale è la critica e la ridicolizzazione dell'esercito. La lingua adottata subisce in questa opera alcune influenze latino-americane.
Nel 1926 scrive Tirano Banderas, in cui narra la caduta di un immaginario dittatore sudamericano, Santos Banderas, personaggio dispotico che mantiene il potere grazie all'oppressione.
Nel 1931 appoggia la Seconda repubblica spagnola, e gli vengono attribuiti incarichi educativi. Nel 1933 va a Roma come direttore dell'Accademia di Spagna, ma si dimetterà dopo un anno. Nel 1935 ritornò in Spagna, a Santiago di Compostela, dove morì di cancro il 5 gennaio del 1936.


lunedì 25 maggio 2026

BECK Béatrix (1914 - 2008)

 

Béatrix Beck
 (Villars-sur-Ollon, 30 luglio 1914 – Saint-Clair-sur-Epte, 30 novembre 2008) è stata una scrittrice belga naturalizzata francese.
Nata in Svizzera, a Villars nel cantone di Vaud, era figlia del poeta e scrittore Christian Beck (di origini lettone e italiana) e di madre irlandese. Era nata da pochi giorni quando la sua famiglia si trasferì in Francia a causa della guerra dove conseguì un titolo di studio in diritto. Militò nelle file del partito comunista, dove conobbe lo studente Naum Szapiro, ebreo apolide, e lo sposò nel 1936. Dopo un mese dal loro matrimonio, la madre della Beck si tolse la vita.
Il 25 dicembre dello stesso anno, la coppia ebbe una figlia, Bernadette, che sarebbe poi diventata scrittrice e pittrice, a sua volta madre della scrittrice Béatrice Szapiro nata dalla sua relazione con Jean-Edern Hallier.
Nel settembre 1939, suo marito si arruolò nelle forze armate francesi e morì in guerra nel 1940. Vedova, orfana e madre di una bimba, Béatrix si adattò a piccoli lavori per guadagnarsi la vita, compreso quello di operaia, donna di servizio, stenodattilografa e modella per una scuola di disegno.
Nel 1948 pubblicò il suo primo romanzo, Barny. In seguito alla pubblicazione, nel 1950 André Gide la assunse come segretaria, avendone egli conosciuto il padre e pubblicato le opere. Gide la spronò a parlare della sua vita, così Béatrix continuò la sua attività di scrittrice.
Il suo romanzo Léon Morin, vinse il Premio Goncourt nel 1952. Dal libro fu tratto l'omonimo film di Jean-Pierre Melville, che fu affascinato dal contesto e dai personaggi del libro, e scelse come protagonista Jean-Paul Belmondo.
Nel 1955, dopo lunghe pratiche con l'amministrazione, fu naturalizzata francese.
Nel 1966 partì per gli Stati Uniti, dove insegnò nelle Università di Berkeley in California, e in Virginia. Insegnò anche nel Québec e nell'Ontario. Al suo ritorno in Francia, nel 1977, riprese la pubblicazione di romanzi.
Nel 2000 dedicò il suo ultimo lavoro, La Petite Italie, alla figlia Bernadette Szapiro, deceduta
nel 1999.
Affetta dal morbo di Parkinson, si ritirò in una casa di riposo a Saint-Clair-sur-Epte, dove si spense il 30 novembre 2008.

Opere
Barny (Gallimard, 1948)
Une mort irrégulière (Gallimard, 1950)
Léon Morin, prêtre, Éditions Gallimard, 1952 / Léon Morin, prete, trad. di Lalla Romano, Einaudi, 1954
Contes à l'enfant né coiffé (raccolta di racconti), Gallimard, 1953
Des accommodements avec le ciel, Gallimard, 1954
Le Muet, 1963
Cou coupé court toujours – riedito nel 2011, illustrazioni di Mélanie Delattre-Vogt Éditions du Chemin de fer, 1967
Mots couverts (poèmes-Verviers) Éditions du Chemin de fer, 1975
L'Épouvante l'émerveillement - riedito nel 2010, Éditions du Chemin de fer (riedito nel 2010)
Noli, Éditions du Chemin de fer, 1977 (riedito nel 2017)
La Décharge, Prix du Livre Inter, Le Sagittaire, 1979
Devancer la nuit, 1980
Josée dite Nancy, seguito da La Mer intérieure, 1981
La Grenouille d'encrier, 1983
Don Juan des forêts, 1983
L'Enfant Chat, Premio letterario Trente millions d'amis, 1984
La Prunelle des yeux, 1986
Stella Corfou, illustrazioni di Florence Reymond, Éditions du Chemin de fer, 1988 (riedito nel 2016)
Une, 1989
Grâce, 1990
Recensement, 1991
Une lilliputienne, 1993
Vulgaires Vies, 1994
Moi ou autres, 1994
Prénoms, 1996
L'Île dans une bassine d'eau, 1996
Plus loin, mais où, 1997
Confidences de gargouille, 1988
La Petite Italie, 2000
Guidée par le songe, 2001
Gide, Sartre et quelques autres, Éditions du Chemin de fer, 2012
Entre le marteau et l'écume, Éditions du Chemin de fer, 2013
La Double Réfraction du spath d'Islande, Éditions du Chemin de fer, 2014
L'Enfant qui cherchait la petite bête (racconti inediti), Éditions du Chemin de fer, 2015
Bribes, Éditions du Chemin de fer, 2016


PIEMONTESE Felice (1942 - viv.)

  Felice Piemontese  (Monte Sant'Angelo, 25 gennaio 1942) è uno scrittore, giornalista e poeta italiano. Nato nel 1942 a Monte Sant'...