domenica 7 giugno 2026

MATVEJEVIC Predrag (1932 - 2017)

 

Predrag Matvejević
 (Mostar, 7 ottobre 1932 – Zagabria, 2 febbraio 2017) è stato un francesista jugoslavo con cittadinanza croata naturalizzato italiano. Docente di letterature alle università di Zagabria, Parigi e Roma, è conosciuto per il saggio del 1987 Breviario mediterraneo, lavoro fondativo della storia culturale della regione del Mediterraneo, che è stato tradotto in oltre venti lingue. Anche un altro suo libro, L'altra Venezia, è stato tradotto in numerose lingue. Matvejević è ancora oggi l'autore croato più tradotto nel mondo.
Matvejević nasce nel 1932 a Mostar, allora nel regno di Jugoslavia e oggi nella Bosnia ed Erzegovina. Suo padre, Vsevolod Matveevič, giudice a Mostar dopo il 1945, era di etnia russa, benché nato a Odessa, in Ucraina (nonno e zio furono prigionieri in un gulag sovietico); sua madre era jugoslava di etnìa croato-bosniaca.
Durante la seconda guerra mondiale in Jugoslavia, ancora pre-adolescente, fa da messaggero per i partigiani comunisti mentre il padre è prigioniero in Germania. Dopo la guerra si diploma al liceo di Mostar e compie il servizio militare a Fiume, da poco annessa alla Jugoslavia socialista, dove è testimone dell'esodo giuliano-dalmata.
Prosegue gli studi di lingua e letteratura francese, prima all'Università di Sarajevo e quindi a Zagabria, dove si laurea. Continua gli studi in Francia, e nel 1967 ottiene un dottorato alla Sorbona in letteratura comparata ed estetica sulla poesia impegnata.
Ritorna quindi in Jugoslavia, dove insegna letteratura francese alla sua alma mater di Zagabria fino al 1991. Matvejević credette per tutta la vita nell'ideale jugoslavo (jugoslavenstvo) "come idea romanticamente generosa di convivenza delle diversità e di abbattimento delle frontiere: mentali, culturali, oltre che fisiche". In ciò si scontrò tanto con i nascenti nazionalismi (incarnati, a Zagabria, dalla primavera croata del 1971) tanto con la rigidità dell'élite socialista al potere.
Matvejević è membro del gruppo di Praxis (1964-1974), rivista zagabrese di umanesimo marxista che organizza seminari estivi sull'isola di Curzola; come tale gli è impedito di parlare agli studenti a Zagabria nel 1968.
Dal 1970 Matvejević interviene nel dibattito pubblico con una serie di 75 “lettere aperte” (raccolte come samizdat e pubblicate in seguito col titolo Epistolario dall'altra Europa) in cui difende i dissidenti, sovietici o jugoslavi che fossero, e osa perfino chiedere a Tito di dimettersi per il bene del paese. In quei primi anni '70 Matvejević prese perfino le difese del futuro presidente croato Franjo Tuđman, incarcerato due anni per attività sovversive legate alla “primavera croata”, credendolo malato di cuore. Si tiene in contatto con gli altri intellettuali e dissidenti dell'Europa orientale; è amico del polacco Jacek Kuroń. Matvejević viene espulso dalla Lega dei Comunisti Jugoslavi nel 1974, diventando dissidente egli stesso. In quegli anni è membro del consiglio del Partito Socialista dei Lavoratori (SRP) e del comitato editoriale della rivista di sinistra Novi Plamen (Nuova fiamma). Nel 1982 passa un periodo come visiting professor alla New York University.
Del 1987 è la sua opera più famosa, Breviario mediterraneo in cui ricostruisce in modo narrativo la storia “geopoetica” del Mediterraneo e dei paesi che vi si affacciano. Considerato dalla critica come un “saggio poetico”, un “poema in prosa”, un “diario di bordo” o un “romanzo sui luoghi” alla maniera di Fernand Braudel, infine una “gaia scienza” secondo lo stesso autore, è tradotto in una ventina di lingue. Claudio Magris, che lo definì “libro geniale, fulminante, inatteso” e sostenne la sua pubblicazione in italiano, vi si ispirò poi per il suo Danubio.
Nel 1989, durante la fallimentare transizione politica jugoslava, Matvejević partecipa assieme ai
colleghi professori Milorad Pupovac e Zarko Puhovski e al generale Koča Popović alla fondazione dell’Associazione per l’iniziativa democratica jugoslava (UJDI), che proponeva la democratizzazione del sistema politico all'interno del rinnovato quadro jugoslavo.
Lo scoppio delle guerre jugoslave, e tre colpi di pistola contro la sua cassetta delle lettere a Zagabria, lo spingono a lasciare il paese e a riparare, “tra esilio e asilo”, prima a Parigi e poi a Roma. A Mostar un suo nipote, pacifista, viene torturato, ucciso e gettato dagli ustaša nella Neretva.
Dal 1991 Matvejević insegna letterature slave comparate all'Università Sorbonne Nouvelle, Nel 1992 è ufficialmente candidato al Parlamento croato sulla lista del partito jugoslavista SDU (Unione Socialdemocratica) di Branko Horvat, e nel 1993 invia una lettera a Slobodan Milošević e Franjo Tuđman consigliando ad entrambi il suicidio per il bene dei loro popoli. L'anno successivo ottiene l'abilitazione come professeur des universités.
Dal 1994 è a Roma, dove insegna lingua e letteratura serba e croata (Slavistica). Compie un primo viaggio di ritorno a Mostar nel 1997, ma è scosso dalle rovine lasciate dal conflitto. Alle elezioni europee del 1999 è candidato europarlamentare per il Partito dei Comunisti Italiani, senza risultare eletto. Nel 2000 di nuovo è visiting professor, per un periodo, all'Université catholique de Louvain in Belgio. Cittadino italiano dal 2006, Matvejević resta a Roma fino alla pensione, a 75 anni, nel 2007.
Matvejević è stato consulente per il Mediterraneo nel Gruppo dei saggi della Commissione
Prodi, vicepresidente onorario del PEN Club Internazionale, e cofondatore nonché presidente del comitato scientifico della Fondazione Laboratorio Mediterraneo (poi Fondazione Mediterraneo) di Napoli. Ha partecipato inoltre alla fondazione della Conferenza Permanente del Mediterraneo (COPEAM), Associazione delle Televisioni del bacino del Mediterraneo ed è stato Presidente del Centro Internazionale di Cooperazione Culturale (CICC) durante tutta la sua permanenza in Italia.
Di Matvejević è il conio del termine democratura, crasi di democrazia e dittatura, volto ad indicare l'incompiutezza della transizione democratica negli stati dell'Europa centrale e orientale finito il periodo socialista. "È un ibrido di democrazia e dittatura, si proclama la democrazia mentre si praticano forme di dittatura nascosta".
Nel novembre 2001 Matvejević pubblica un saggio breve, I nostri talebani, sul quotidiano Jutarnji List, in cui accusa vari intellettuali (Ivan Aralica, Dobrica Ćosić, Andjelko Vuletic, Matija Bećković, Momo Kapor, Mile Pešorda, Rajko Petrov Nogi) di nazionalismo e bellicismo durante le guerre jugoslave, e che chiede che siano giudicati da una corte speciale "più restrittiva del Tribunale dell'Aja" come "talebani cristiani" e "scrittori Quisling", "responsabili dei crimini di guerra commessi in Bosnia ed Erzegovina". Uno di questi, il poeta e traduttore Mile Pešorda (anch'egli docente universitario in Francia nel 1990-1994), lo cita in giudizio per diffamazione. Il processo inizia nel marzo 2003 e si conclude a novembre 2005 con una condanna del tribunale di Zagabria a cinque mesi di prigione (con pena sospesa) per calunnia
e ingiuria.. Matvejević rifiuta di fare appello per non dare legittimità al processo e al verdetto. «Non avrei mai pensato di venir punito per uno scritto. I talebani si sono moltiplicati», afferma. Contro di lui si pronunciano sul settimanale zagabrese Fokus Darko Kovačić l'11 novembre 2005 e Zdravko Tomac il 25 aprile 2008[16]. La condanna viene confermata nel 2010 dalla Corte Suprema croata, che respinge la richiesta dell'Avvocato di Stato di annullare la sentenza.
Nel 2008 Matvejević rientra a Zagabria, "dove il nazionalismo abbaia ma non morde perché ha perso i denti in guerra". Negli ultimi anni una petizione, rimasta senza riscontro, lo propone per il Premio Nobel per la Letteratura.
Per la sua attività di scrittore Matvejević ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all'estero, fra cui il Premio Malaparte nel 1991, il Premio Strega europeo nel 2003 e il Prix du Meilleur livre étranger 1993 a Parigi. Il governo francese gli conferì la Legion d'Onore, il presidente della Repubblica Italiana gli attribuì la cittadinanza italiana e il titolo di Commendatore dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana; anche Slovenia e Croazia gli offrirono decorazioni. Matvejević ha ricevuto inoltre dottorati ad honorem dalle università di Genova, Trieste, Mostar "Džemal Bijedić" e Perpignano Nel 2014 è insignito "cittadino onorario di Sarajevo" dal sindaco Ivo Komsic per la sua opera di informazione durante l'assedio della capitale bosniaca.

Opere
Libri pubblicati originariamente in lingua serbo-croata
Sartre (saggio, Zagabria, 1965)
Razgovori s Krležom (Zagabria, 1969, 1971, 1974, 1978, 1982, Belgrado, 1987, Zagabria, 2001)
Prema novom kulturnom stvaralaštvu (Zagabria, 1975, 1977)
Književnost i njezina društvena funkcija (Novi Sad, 1977)
Te vjetrenjače (Zagabria, 1977, 1978)
Jugoslavenstvo danas (Zagabria, 1982, Belgrado-BIGZ, 1984)
Otvorena pisma (Belgrado, 1985, 1986)
Mediteranski brevijar (Zagabria, 1987, 1990, 1991, 2002; Milano, 1991, Parigi 1992, Barcellona, 1992, Praga, 1992, Zurigo, 1993, Amsterdam, 1994, Lisbona, 1995, Sarajevo, 1998, Atene, 1998, Los Angeles, 1999, Istanbul, 1999, Casablanca, 2000, Tel Aviv, 2001, Podgorica, 2002, Lubiana, 2002, Cluj-Napoca, 2002, Helsinki, 2002, Skopje, 2002, Varsavia, 2003, Tirana, 2003, Tokyo, 2003, Budapest, 2006, Cairo, 2007) / Mediterraneo. Un nuovo breviario, Milano, Garzanti, 1991. - col titolo Breviario mediterraneo, Prefazione di Claudio Magris, Garzanti, 2006.
Istočni epistolar (Zagabria, 1994; Parigi, 1993, Roma, 1998) / Epistolario dell'altra Europa. Un panorama culturale e politico dell'Europa Centrale e Orientale. Una poetica per il dissenso di ieri e di oggi, Milano, Garzanti, 1992. riporta gli scritti in difesa dei diritti dell'uomo e, in particolare, degli intellettuali dissidenti di numerosi paesi dell'Est perseguitati dal potere
(Sacharov, Havel, Kundera, Mandel'štam, Gotovac, Solženicyn, Brodskij, Sinjavskij, ecc.).
Gospodari rata i mira (con V. Stevanovićem i Z. Dizdarevićem, Spalato, 2000, 2001)
Druga Venecija (Zagabria, 2002; Spalato, 2005; Varsavia, 2002, Milano, 2003, Parigi, 2004) / L'altra Venezia, Prefazione di Raffaele La Capria, Collana Narratori moderni, Milano, Garzanti, 2003. - Asterios, 2012.
Kruh naš (Zagabria, 2009) / Pane nostro, Collana Nuova biblioteca, Milano, Garzanti, 2010.

Libri pubblicati originariamente in lingua francese
Pour une poétique de l'événement (préface de J.-M. Palmier, Parigi, 1979, Bucarest, 1980, Skopje, 1983)
De la dissidence (Losanna, 1996)
Le monde «ex» - Confessions (postfazione di Robet Bréchon, Parigi 1996, Milano, 1996, Zurigo, 1996) / Mondo «Ex». Confessioni, identità, ideologie, nazioni nell'una e nell'altra Europa, Collana Saggi blu, Milano, Garzanti, 1996.
La Méditerranée et l'Europe - Leçons au College de France (Parigi, 1998, Milano, 1998) / Il Mediterraneo e l'Europa, Milano, Magma, 1995. - Garzanti, 1998.
Les Seigneurs de la guerre (sous la direction de P. Matvejevitch, Parigi, 1999, Milano, 1999, Praga, 2003) / I signori della guerra, Milano, Garzanti, 1999.
L'Ile-Méditerranée (Parigi, 2000)

Libri pubblicati originariamente in lingua italiana
Sarajevo, Milano, Motta, 1995.
Ex Jugoslavia. Diario di una guerra, Milano, Magma, 1995.
Sulle identità dell'Europa, Milano, Magma, 1995.
Tra asilo ed esilio. Romanzo epistolare, Roma, Meltemi, 1998.
Golfo di Venezia, Venezia, Consorzio Venezia Nuova, 1997.
Isolario Mediterraneo, Milano, Motta, 2000.
Ivo Andrić, Romanzi e racconti, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 2001.
Sul Danubio, Roma, Le impronte degli uccelli, 2001.
Compendio d'irriverenza (a cura di Sergej Roić), Lugano, Casagrande, 2001.
Lo specchio del Mare mediterraneo, Lecce, Congedo, 2002.
Oltre Odessa, Olmis, 2003.
Un'Europa maledetta. Sulle persecuzioni degli intellettuali dell'Est. Con lettere inedite a Karol Wojtyla, Collana I Saggi, Milano, Dalai Editore, 2005.
"Il ponte che unisce Oriente e Occidente", in Se dici guerra umanitaria, a cura di Corrado Veneziano e Domenico Gallo (Besa, Lecce 2005)
Nessuno di noi poteva immaginare, Olmis, 2006.
Mondo «ex» e tempo del dopo. Identità, ideologie, nazioni dell'una e dell'altra Europa, Collana Saggi, Milano, Garzanti, 2006.
Pane, Olmis, 2008.
Confini e frontiere. Fantasmi che non abbiamo saputo seppellire, Asterios, 2008.
R come Religioni in Il gioco serio dell'arte, a cura di Massimiliano Finazzer Flory, Milano, Rizzoli, 2008 
Venezia minima, traduzione di G. Scotti, Collana Nuova biblioteca n.75, Milano, Garzanti, 2009.

sabato 6 giugno 2026

SABATO Ernesto (1911 - 2011)

 

Ernesto Roque Sabato
 (Rojas, 24 giugno 1911 – Santos Lugares, 30 aprile 2011) è stato uno scrittore argentino.
Sabato nacque e crebbe a Rojas, nella provincia di Buenos Aires, decimo degli undici figli di due immigrati italiani originari della Calabria (il padre, Francesco Sabato, era nativo di Fuscaldo, mentre la madre, Giovanna Maria Ferrari, era un'arbëreshë nativa di San Martino di Finita, entrambi comuni della provincia di Cosenza); Sabato, chiamato "Ernesto" in omaggio al suo nono fratello deceduto prematuramente proprio pochi mesi prima dalla sua nascita, venne educato in seno ad una famiglia severa e rigidissima. Terminata la scuola elementare nella città natía, frequentò la scuola secondaria nel Colegio Nacional di La Plata, dove conobbe il rinomato filologo e critico letterario dominicano Pedro Henríquez Ureña, all'epoca docente presso l'Istituto, che - come da lui più volte affermato - seppe indirizzare i suoi interessi nell'ambito della letteratura.
Nel 1929 si iscrisse alla Facoltà di Scienze fisico-matematiche dell'Università Nazionale di La Plata, dove si distinse anche in qualità di militante del movimento politico di sinistra conosciuto come Reforma Universitaria. Successivamente, nel 1933, fondò il Grupo Insurrexit, venendo inoltre eletto, in quello stesso anno, segretario generale della federazione giovanile comunista; durante un corso sul marxismo, conobbe Matilde Kusminsky Richter, una studentessa di 17 anni, che abbandonò la casa dei suoi genitori per andare a vivere con lui.
Nel 1934 cominciò ad avere dubbi sul comunismo e la dittatura di Stalin. Il partito, che avvertì questo cambiamento, decise di mandarlo alle scuole leniniste di Mosca, un luogo dove, secondo le parole di Sabato: "o si «guariva» o si finiva in un gulag o in un ospedale
psichiatrico". Il 25 maggio del 1938 nacque il suo primo figlio, Jorge Federico.
Dopo aver conseguito il dottorato in fisica e seguito i corsi di filosofia, si recò a Parigi dove rimase per due anni verso la fine degli anni Trenta, interrotti da un breve soggiorno in Argentina, due anni decisivi prima della guerra in cui condusse una doppia vita: assisté ai corsi della Sorbona e lavorò come ricercatore sulle radiazioni atomiche presso il Laboratorio Curie a fianco d'Irène e Frédéric Joliot-Curie; di sera frequentò a Montparnasse i poeti surrealisti di cui aveva fatto conoscenza.
Ritornato definitivamente in Argentina, proseguì con i suoi lavori sulla relatività. Nel 1940 insegnò all'università di La Plata e nel 1945 abbandonò definitivamente le scienze fisiche per dedicarsi esclusivamente alla letteratura e alla pittura. Si stabilì nei dintorni di Pantanillo, nella provincia di Córdoba, in un ranch senza acqua e luce. Alla fine della seconda guerra mondiale, nacque il suo secondo figlio, Mario Sabato.
Svolse un ruolo importante nella storia argentina post-golpista, prevelantemente durante il governo di Raúl Alfonsín, in quanto fondatore e primo presidente della CONADEP, la Commissione che si occupò delle ricerche e delle denunce relative ai desaparecidos della dittatura militare del 1976-1983 e che produsse il corposo dossier Nunca más (Mai più). Nel 1999 acquisì la cittadinanza italiana, oltre a quella argentina di nascita. Morì nel 2011, a 99 anni, a causa di una bronchite.
Ha scritto varie opere di saggistica sull'uomo e la crisi del nostro tempo e sulle motivazioni dell'attività letteraria, e i tre romanzi Il tunnel (1948, trad. italiana 1967), Sopra eroi e
tombe (1961, trad. italiana 1964) e L'angelo dell'abisso (1973 trad. it 1977). Solo di recente in Italia ha assunto — con la traduzione del suo libro di memorie Prima della fine (Antes del fin, del 1998) — il ruolo che gli spetta nella letteratura mondiale.

Opere
Romanzi
Il tunnel (El túnel), 1948 ; prima ed. italiana 1967 Feltrinelli trad. Paolo Vita-Finzi
Sopra eroi e tombe (Sobre héroes y tumbas), 1961
L'angelo dell'abisso (Abaddón el exterminador), 1974

Saggi
Uno y el universo (1945)
Hombres y engranajes (1951)
Heterodoxia (1953)
El caso Sabato. Torturas y libertad de prensa. Carta abierta al general Aramburu (1956)
El otro rostro del peronismo (1956)
El escritor y sus fantasmas (1963)
Tango, discusión y clave (1963)
Romance de la muerte de Juan Lavalle. Cantar de Gesta (1966), libro-disco.
Significado de Pedro Henríquez Ureña (1967)
Aproximación a la literatura de nuestro tiempo: Robbe-Grillet, Borges, Sartre (1968)
La cultura en la encrucijada nacional (1973)
Diálogos con Jorge Luis Borges (1976)
Apologías y rechazos (1979)
Los libros y su misión en la liberación e integración de la América Latina (1979)
Nunca más. Informe de la Comisión Nacional sobre la desaparición de personas (1985)
Entre la letra y la sangre (1988)
Prima della fine, Antes del fin (1998); prima ed. italiana 2000 Einaudi, trad. Paola Tomasinelli
La Resistencia (2000)
España en los diarios de mi vejez (2004)

venerdì 5 giugno 2026

TWAN ENG Tan (1972 - viv.)

 

Tan Twan Eng 
(in cinese: 陳團英S) (Penang, 1972) è uno scrittore malese.
Nato a Penang nel 1972 e cresciuto in Malaysia, ha studiato legge all'Università di Città del Capo.
Dopo aver lavorato come avvocato e procuratore legale in uno studio legale di Kuala Lumpur, nel 2007 ha esordito nella narrativa con il romanzo Il dono della pioggia narrante le vicissitudini di un giovane a Penang durante l'occupazione giapponese della Malesia.
Cinque anni dopo ha dato alle stampe il secondo romanzo, Il giardino delle nebbie notturne, insignito del Man Asian Literary Prize e del Walter Scott Prize e adattato in pellicola cinematografica nel 2019.
Nel 2023 ha pubblicato il terzo romanzo, La casa delle mille porte.

Opere
Romanzi
Il dono della pioggia (The Gift of Rain, 2007), Roma, Newton Compton, 2008 traduzione di Chiara Vatteroni
Il giardino delle nebbie notturne (The Garden of Evening Mists, 2012), Roma, Elliot, 2013 traduzione di Manuela Francescon
La casa delle mille porte (The house of doors), Vicenza, Neri Pozza, 2023 traduzione di Daria Restani

giovedì 4 giugno 2026

MILLER Andrew (1960 - viv.)

 

Andrew Miller
 (Bristol, 29 aprile 1960) è uno scrittore britannico.
Ha vinto l'International IMPAC Dublin Literary Award nel 1999 per il romanzo Il talento del dolore (Ingenious Pain), pubblicato nel 1997 e tradotto in trentasei lingue. Ha nel curriculum diversi altri premi, oltre l'International IMPAC Award: il James Tait Black Memorial Prize vinto nel 1997, un Premio Grinzane Cavour, un Costa Book Awards per il romanzo Pure ed è stato finalista al Man Booker Prize con Ossigeno (Oxygen).

Opere
Il talento del dolore (Ingenious Pain) (1997) Bompiani, 1998 
Casanova innamorato (Casanova) (1998) Bompiani, 2000 
Ossigeno (Oxygen) (2001) Bompiani, 2002 
The Optimists (2005)
One Morning Like a Bird (2008)
Pura (Pure) (2011) Bompiani, 2014 

mercoledì 3 giugno 2026

CALDWELL Lucy (1981 - viv.)

 

Lucy Caldwell 
(Belfast, 1981) è una scrittrice e drammaturga nordirlandese.
Nata a Belfast nel 1981, ha compiuto gli studi al Queens' College di Cambridge e ha conseguito un M.A. in scrittura creativa alla Goldsmiths.
Ha esordito nella narrativa nel 2005 con il romanzo Where They Were Missed e in seguito ha pubblicato 2 raccolte di racconti, radiodrammi, testi teatrali e altri 3 romanzi ancora inediti in Italia ottenendo alcuni riconoscimenti letterari.
Eletta membra della Royal Society of Literature nel 201, suoi contributi sono apparsi in riviste quali Granta.

Opere
Romanzi
Where They Were Missed (2005)
The Meeting Point (2011)
All the Beggars Riding (2013)
These Days (2022)

Raccolte di racconti
Multitudes: eleven stories (2016)
Intimacies (2021)

Teatro
Leaves (2007)
Carnival (2008)
Guardians (2009)
The Luthier (2009)
Notes to Future Self (2011)
Hier Soir, Demain Soir (2012)

Radiodrammi
Girl from Mars (2008)
Avenues of Eternal Peace (2009)
The Watcher on the Wall (2013)

MATVEJEVIC Predrag (1932 - 2017)

  Predrag Matvejević  (Mostar, 7 ottobre 1932 – Zagabria, 2 febbraio 2017) è stato un francesista jugoslavo con cittadinanza croata naturali...