Manuel
Scorza Torres (Lima, 9 settembre 1928 – Madrid, 27
novembre 1983) è stato uno scrittore e politico peruviano.
Iniziò la sua formazione culturale e politica in Perù, anche
se a soli 20 anni, a causa della sua febbrile attività politica fu
costretto all'esilio. Soggiornò per molti anni
in Messico, Uruguay e Spagna.
Ritornato in Perù dopo oltre un decennio, Scorza fu
costretto nel 1968 ad un secondo esilio, sempre a causa del
suo impegno politico a favore delle comunità indigene. Soggiornò
a Parigi dove fu lettore di letteratura
ispanoamericana all'École normale supérieure di Saint
Cloud.
Morì nel 1983, quando il Boeing 747 della compagnia
colombiana Avianca sul quale viaggiava si schiantò al
suolo un minuto prima di atterrare all'aeroporto di Madrid-Barajas,
per cause tuttora poco chiare. Scorza stava andando a Bogotà in
Colombia per partecipare a un convegno. Insieme a lui persero
la vita anche lo scrittore messicano Jorge Ibargüengoitia e
la politica Bernadette Landru.
L'opera letteraria di Scorza è tutta incentrata sulla difesa della
causa degli indigeni e delle comunità contadine del Perù.
Con l'obiettivo di difendere l'identità e i diritti del suo popolo,
Scorza scrive una pentalogia conosciuta come "La
Ballata" (la Balada), o anche "Guerra silenziosa", con
la quale, combinando sapientemente poesia, racconti popolari e
storia, racconta la lotta senza tempo dei contadini per recuperare le
proprie terre, sottratte dalle multinazionali minerarie e
dai fazenderos latifondisti. In questo scenario prendono
corpo le epiche lotte contro il recinto, che giorno dopo giorno
e avanzando con la sua barriera di acciaio e filo
spinato, sottrae
campi agli indios contadini e le rivolte di questi ultimi,
represse con il sangue.
La pentalogia si apre con Rulli di tamburo per Rancas (Redobles
por Rancas, 1970), continua con Storia di Garabombo,
l'invisibile (Historia de Garabombo, el Invisible, 1972), Il
cavaliere insonne (El Jinete Insomne, 1976), Cantare
di Agapito Robles (Cantar de Agapito Robles, 1976) e si
conclude con La Vampata (La Tumba del Relámpago, 1978).
I protagonisti dei primi quattro romanzi sono eroi indios,
ciascuno affetto da una malattia meravigliosa: Héctor Chacón
(Rulli di tamburo per Rancas) è affetto dalla nictalopia: come
i gatti vede meglio di notte che di giorno. In questo modo riuscirà
ad organizzare la lotta contro l'oppressore, rappresentato dal
Giudice Montenegro, emissario del governo di Lima.
Fermín Espinoza (Garabombo), gode invece del dono dell'invisibilità.
È visibile a tutti coloro che sono oppressi e invisibile
agli oppressori; diventa visibile a tutti quando lotta e reclama
per i suoi diritti e per i diritti della comunità indigena. Questa
condizione rappresenta metaforicamente la mancanza di coraggio degli
indios, l'invisibilità è determinata dal silenzio, dalla rinuncia a
rivendicare i propri diritti.
Anche a Raymundo
Herrera (Il Cavaliere Insonne) accade una condizione simile a quella
di Garabombo: quando nel 1705 vengono sottratte le terre alla
comunità indigena, per Raymundo il tempo si ferma ed egli inizia a
soffrire di insonnia. Malattia che riesce a superare soltanto il
giorno in cui la sua comunità decide di lottare, 257 anni dopo.
Agapito Robles (Cantare di Agapito Robles) ha ricevuto come
sortilegio da una strega, la capacità di trasformarsi in un puma. A
differenza degli altri tre precedenti eroi, Agapito non cerca di
ottenere la restituzione delle terre, di rivendicare i propri diritti
dimostrando con le carte e con i vecchi contratti il diritto di
proprietà delle comunità indigene: egli vuole conquistare le terre
usurpate con la forza e istigando il suo popolo a prendere le armi.
Genaro Ledesma (La Vampata) non è un eroe campesino come
gli altri quattro precedenti. Ledesma è un avvocato del popolo,
fervente sostenitore delle idee del socialismo di Mariátegui,
amico dello stesso Scorza, lettore appassionato di César
Vallejo. Anche per lui è chiaro che il problema degli indios è la
perdita del possesso delle terre e che, fino a quando lo schema
socioeconomico rimanga fondato sul latifondo, le comunità indigene
non avranno giustizia. Per questo accetta di guidare la lotta
dei comuneros, ma si accorge ben presto che gli indios non sono
preparati per la lotta armata: se il problema è quello di scontrarsi
con un sistema economico latifondista finanziato da capitali
stranieri, l'azione di un gruppo di indios male organizzati e male
armati non si potrà risolvere in forme diverse dall'ennesimo
massacro di contadini.
Durante il suo esilio parigino Scorza scrive quello che doveva essere
il primo libro di una trilogia dedicata ai conflitti individuali e
collettivi provocati dalle guerre rivoluzionarie in America
Latina, La danza immobile (La Danza Inmóvil). Questo
romanzo, scritto poco prima della sua tragica scomparsa è una
riflessione esistenziale stesa con ironia pungente e fondamentalmente
è anche una storia di amore e di guerra. I personaggi sono
essenzialmente due: uno scrittore, membro di un movimento
guerrigliero peruviano ed il suo testo. La narrazione si apre a
descrivere la vita degli esiliati sudamericani a Parigi, la
sovversione, gli amori, la vita sregolata, le frustrazioni e le
delusioni umane.