Natsume Sōseki (
夏目
漱石), pseudonimo di Natsume Kinnosuke (
夏目
金之助; Edo, 9 febbraio 1867 – Tokyo, 9
dicembre 1916), è stato uno scrittore giapponese attivo
nel periodo Meiji.
Natsume Sōseki nasce nella città di Babashita, nella regione di
Ushigome (attuale Kikui, Shinjuku) il 9 febbraio 1867, in un
momento di cambiamenti rivoluzionari per il Giappone, collocabili
all'interno del processo noto come Restaurazione Meiji. Ultimo
di otto figli di un samurai di basso rango, è
inizialmente affidato ad una nutrice e in seguito adottato da una
famiglia, quella di Shiobara Masanosuke e sua moglie. All'età di
nove anni, quando la coppia divorzia, Sōseki ritorna a quella
d'origine. Le basi della sua complessa e irrequieta personalità
sono ricondotte da molti critici a questa infanzia infelice. Le
sue scelte negli studi sono osteggiate dalla famiglia, ma non gli
impediscono di conseguire la laurea all'Università imperiale di
Tokyo nel 1893. Sōseki è considerato da molti il più
grande scrittore del Giappone moderno e uno dei primi
studiosi giapponesi di letteratura inglese moderna.

Negli anni in cui Sōseki studia alla First Tokyo Middle School
(attualmente Hibiya High School) emerge il suo interesse per la
letteratura cinese classica, poi coltivato grazie all'amicizia con
il poeta Masaoka Shiki (
正岡子規),
che lo sostiene nel sogno di diventare scrittore e con cui compone
diversi haiku. Quando inizia i suoi studi all'Università
imperiale di Tokyo nel settembre del 1884, all'interesse per la
letteratura cinese classica, scelta ritenuta utile per la propria
carriera futura, accompagna quello per la lingua inglese. Per
diversi anni dopo la laurea, Sōseki insegna inglese a Tokyo e nella
scuole di provincia, come la Matsuyama Middle School nello Shikoku,
che diventerà il luogo d'ambientazione della sua
opera Bocchan (
坊っちゃん , Il
signorino), e la Fifth High School a Kumamoto, nel Kyūshū, fino
ad una decisiva svolta: il Ministero dell'Istruzione lo riconosce
tra i migliori candidati per svolgere ricerche e studi in
Inghilterra, dal 1900 al 1902. Prima della partenza, nel 1896, lo
studioso sposa Nakane Kyōko.
Il governo invia Sōseki a Londra come "Japan's first Japanese
English literary scholar"; lo studioso
visita Cambridge e vi trascorre una notte, ma rinuncia
all'idea di studiare all'università per limiti economici legati
alla borsa di studio ricevuta. Studia invece allo University
College London. (UCL). L'esperienza a Londra, che gli permette
di avvicinarsi a concetti propri della cultura occidentale e a
comprendere diversi aspetti di quella inglese, coincide con uno dei
periodi più difficili della sua vita: a causa della solitudine,
soffrirà di esaurimento nervoso e problemi psicofisici, come
confesserà anni dopo. A Londra vive in quattro diversi
alloggi; solo l'ultimo di questi, nel distretto di Clapham,
condiviso con Priscilla
Leale e la sorella Elizabeth, gli procura
vera soddisfazione. Con Priscilla condivide l'amore per la
letteratura, per Shakespeare e Milton. Cinque anni
dopo Natsume scrive nell'introduzione al suo saggio
critico Bungakuron (
文学論 , Teoria
della letteratura): «
I due anni trascorsi a Londra furono
gli anni più spiacevoli della mia vita. Io mi trovai a vivere in
miseria tra gentiluomini inglesi, come un povero cane in un branco
di lupi.»
Nell'aprile del 1903 torna in Giappone e ottiene il prestigioso
incarico di insegnante di inglese all'Università Imperiale di
Tokyo, prima tenuto da Koizumi Yakumo (Lafcadio Hearn). Nel
1905 Sōseki scrive la sua prima opera di narrativa, Io sono un
gatto (Wagahai wa neko de aru,
吾輩は猫である),
che viene serializzata in una rivista haiku.
La carriera di Sōseki inizia già nel 1903, con la scrittura di
haiku umoristici (brevi poesie di diciassette sillabe spesso
contenenti allusioni alla stagioni), renku, kaishi (poesie scritte
in cinese classico) e bozze letterarie, in riviste
come Hototogisu (Il cuculo), diretta dal suo
mentore Masaoka Shiki e più tardi da Takahama
Kyoshi; il gruppo sviluppa il concetto di prosa "shasei",
una prosa realistica basata non sul naturalismo europeo,
ma sulle tradizioni haikai del Giappone. "Shaseibun"
sono i racconti scritti secondo questo principio, perlopiù brevi,
con trama semplice o descrizione dettagliata di cose
osservate. Sōseki concepisce in questo spirito il primo
capitolo del suo famoso romanzo Io sono un gatto, e visto
l'apprezzamento dell'episodio, procede con il lavoro.
Wagahai wa neko de aru (
吾輩は猫である , Io
sono un gatto, 1905), seguito da Bocchan (
坊っちゃん , Il
signorino, 1906), ispirato al periodo di Matsuyama, consolidano
la fama dello
scrittore.
Nel 1907 Sōseki decide di ritirarsi dalla sua posizione di docente
universitario e di lavorare presso il quotidiano nazionale Asahi
Shinbun (
朝日新聞 , Giornale
del sole del mattino) come scrittore a contratto esclusivo.
Dopo la pubblicazione del poema in prosa Kusamakura (
草枕 , Guanciale
d'erba), una riflessione sull'arte e sulla vita, in cui Sōseki
esprime il suo ideale di artista, lo scrittore contribuisce alla
teoria della letteratura con i saggi
critici Bungakuron (
文学論 , Teoria
della letteratura, 1907) e Bungaku hyōron (
文学評論 , Critica
letteraria, 1908).
Tra il 1908 e il 1910 pubblica la trilogia Sanshirō (
三四郎), Sore
kara (
それから), Mon (
門).
Nel 1911 ai problemi di salute si unisce la morte della figlia
minore, nata dal matrimonio con Nakane Kyōko, sposata negli anni di
insegnamento in provincia. Tra il 1912 e il 1914 pubblica la
trilogia formata da Higan sugi made (
彼岸過迄 , Dopo
l'equinozio), Kojin (
行人 , Viandanti) e Kokoro (
こころ , Il
cuore delle cose). Dopo aver completato quest'opera Sōseki propone
la sua riflessione sull'individualismo in Watakushi no
kōjinshugi (
私の個人主義 , Il
mio individualismo), influente saggio sulla valenza psicologica e
sociale dell'autonomia intellettuale.
La creazione successiva, nel 1915, è Michikusa (
道草 , Erba
lungo la via), il solo testo dichiaratamente autobiografico della
sua carriera, che copre il periodo dal 1903, anno di ritorno
dall'Inghilterra, al 1905, anno di inizio della scrittura del suo
primo romanzo. Garasuto no uchi (
硝子戸の中 , Dietro
la porta a vetri), dello stesso anno, è una raccolta di ricordi
personali sugli ultimi anni di vita, segnati da continue crisi
fisiche e psicologiche.
L'ultima opera è Meian (
明暗 , Luce
e ombra) del 1916, la più lunga ed elaborata, la cui trama
però si interrompe per la morte di Natsume.
Sōseki soggiorna alla locanda Kikuya di Shuzenji dal 6 agosto
all'11 ottobre dell'anno 1910, un periodo di convalescenza
consigliato dai medici dopo il ricovero in ospedale per un'ulcera,
derivatagli da una malattia nervosa manifestatasi fin dalla
giovinezza e ora estesa fino allo stomaco. Le sue condizioni si
aggravano improvvisamente il 24 agosto: una grave emorragia pone la
sua vita a repentaglio, e gli impedisce di tornare a Tokyo.
L'esperienza di quel 24 agosto, in cui per circa trenta minuti
Sōseki effettivamente muore, lo lascia profondamente scosso.
«
Avevo sempre pensato che dal momento
in cui mi giravo nel letto, mezzo addormentato, al momento in cui
avevo visto tutto quel sangue nella bacinella al mio capezzale,
fosse trascorso solo un attimo. Ero convinto di essere sempre stato
cosciente, e che da quel momento all'altro non fosse trascorso che
lo spazio di un minuto.» (Natsume Sōseki, Le cose che
ricordo)
Dopo questo estremo episodio, la prematura morte avviene il 9
dicembre del 1916, a 49 anni, a causa di un'ulcera duodenale.
Natsume Sōseki è ritenuto da molti lo scrittore che meglio ha
rappresentato la crisi dell'uomo moderno. Un carattere
distintivo della sua produzione letteraria è la posizione
intermedia tra letteratura pura e letteratura popolare: in questo
senso non appartiene al bundan e non rispetta esattamente
i canoni dei romanzi storici popolari della sua epoca. Sōseki, in
quanto
scrittore, percepisce il suo lavoro in funzione sociale e
pone enfasi su un tipo di letteratura accessibile a
chiunque. Inizialmente le sue storie sono piene di
umorismo, ma successivamente esplorano la profonda psicologia umana,
l'isolamento e l'egoismo, le contraddizioni interne alla società
giapponese. Ne è un esempio Io sono un gatto, in cui la
narrazione è affidata a un gatto senza nome, il cui punto di vista
produce effetti di straniamento. In Kōfu (
坑夫, , Il
minatore) Sōseki utilizza la tecnica del flusso di
coscienza consistente nella libera rappresentazione dei
pensieri così come compaiono nella mente, prima di essere
riorganizzati logicamente in frasi. Molti studiosi hanno
sottolineato come la sua conoscenza della letteratura inglese abbia
contribuito alla ricchezza e alla diversificazione del suo stile.
Alcuni hanno ritrovato in Io sono un gatto l'influenza
di Jonathan Swift, autore de I viaggi di Gulliver, per la
satira pungente contro la società umana, altri quella di Laurence
Sterne. Sōseki scrive anche storie romantiche, come la
leggenda arturiana Kairo-kō.
Egli sostiene l'idea che né un pittore né un poeta possano
raffigurare la realtà che li circonda, e che l’artista abbia
esclusivamente la possibilità di fornire un’immagine di riflesso
del mondo, dallo specchio della propria coscienza, mutevole e
incostante. Nelle sue opere, non a caso, compaiono sovente i sakura,
simbolo dell'impermanenza della bellezza e della malinconia legata
al cambiamento, concetto estetico del mono no
aware. Murakami Haruki, nel suo Il mestiere dello
scrittore definisce i personaggi di Soseki "policromi e
affascinanti. Anche in quelli che si intravedono appena c'è un
senso di vitalità, e c'è originalità."

Durante la sua carriera artistica Sōseki ha condotto una ricerca
intensa e articolata, assumendo spesso una posizione critica e
anticonformista e riuscendo a cogliere l'ambiguità di ciò che
veniva definito "moderno". Tema principale nelle
sue opere è l'individualismo, la tensione fra bisogni individuali e
ricerca di appartenenza ad un gruppo. Anticipato in Io sono un
gatto, ma sviluppato soprattutto in Kokoro, l'individualismo è
inteso come rifiuto dell'omologazione, libertà di vivere dando
priorità alle opinioni e alle scelte personali, anche se - come
risulta evidente in Kokoro e Sanshirō, Sōseki
dimostra come il prezzo da pagare per la realizzazione di sé stessi
sia la solitudine, una costante dell'uomo moderno e tematica
fondamentale della sua opera.
Se nella prima conversazione di Sōseki al Gakushūin lo
scrittore si difende dall'accusa di chi ritiene che la sua idea di
individualismo sia nemica del nazionalismo nipponico e quindi
ostacolo alla sopravvivenza del Giappone, in un saggio del
1911, Gendai Nihon no kaika (La civilizzazione del
Giappone moderno) non risparmia però le sue critiche alle modalità
con cui è avvenuto il processo di modernizzazione del paese, altro
tema presente nelle sue opere. La sua critica si basa sul concetto
di jiko hon'i, "mettere se stesso sul luogo principale",
che caratterizza l'atteggiamento di agire secondo valori propri,
stabiliti come giusti, e non secondo valori altrui. Secondo lo
scrittore, la modernizzazione in Giappone si sarebbe realizzata solo
a livello superficiale, esteriore, e sarebbe stata generata da
spinte esterne, straniere, slegata quindi da un percorso naturale
interno. Ne sarebbe una riprova la velocità con cui il suo paese

in
pochi decenni avrebbe realizzato il cambiamento, avvenuto in
Occidente nel corso di un secolo. La mancata consapevolezza da parte
del popolo giapponese delle modalità con cui si è compiuto questo
processo, sarebbe causa - a suo parere - dell'inevitabile senso di
insicurezza e di vuoto (kūukyo no kan) che caratterizza la società
nipponica, e sarebbe questo il motivo che gli fa ritenere vicino il
tramonto della nazione
Alcune considerazioni sul nazionalismo presenti nel saggio si
ritrovano anche nel romanzo Sanshirō del 1908. Il
protagonista, un giovane ragazzo che lascia la provincia di Kumamoto
per studiare a Tokyo, durante una discussione con il Professor
Hirota, incontrato sul treno diretto alla capitale, sbalordito dalle
considerazioni di questi nei confronti del suo paese, ne tenta le
difese. Hirota, consigliando al ragazzo di non sacrificare mai la
sua individualità, gli dirà: "Quello che abbiamo in testa è
più grande del Giappone. Non dobbiamo lasciare imprigionare il
nostro pensiero. Per quanto si possa pensare al bene del nostro
paese, si rischia solo di restarne vittime.".
Natsume Sōseki si presenta al lettore come una figura di
riferimento in un clima di forti cambiamenti politici, storici e
culturali che investono il paese, raccontando l’incertezza, la
curiosità, la difficoltà del pensare liberamente e della
narrazione stessa, rivendicando sempre e comunque la propria libertà
di intellettuale:
«
Salivo per un sentiero di montagna e
riflettevo. Se si usa la ragione il carattere si inasprisce, se si
immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se si impone il
proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere
nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s'aggrava,
si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile.
Quando s'intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca,
inizia la poesia, nasce la pittura.» (Natsume
Sōseki, Guanciale
d'erba)
Opere
1905, Wagahai wa neko de aru (
吾輩は猫である, Io
sono un gatto) / Io sono un gatto, Vicenza, Neri Pozza, 2006
1905, Kairo-kō (
薤露行)
1906, Bocchan (
坊っちゃん, Il
signorino) / Il signorino, Vicenza, Neri Pozza, 2007
1906, Shumi no Iden (
趣味の遺伝, L'eredità
del gusto)
1906, Kusamakura (
草枕, Guanciale
d'erba) / Guanciale d'erba, Vicenza, Neri Pozza, 2001
1907, Gubijinsō (
虞美人草, Il
papavero selvatico)
1907, Nowaki (
野分, Raffiche
d'autunno) / Raffiche d'autunno, Torino, Lindau, 2017
1907, Bungakuron (
文学論, Teoria
della letteratura)
1908, Bungaku hyōron (
文学評論, Critica
letteraria)
1908, Kōfu (
坑夫, Il
minatore) / Il minatore, Youcanprint, 2015
1908, Yumejūya (
夢十夜, Dieci
notti di sogni) 7 Dieci notti di sogni, Milano, Editoriale Jouvence, 2016
1908, Sanshirō (
三四郎) 7 Sanshirō, Venezia, Marsilio, 1990
1909-1910 Eijitsu Shōhin (
永日商品, Piccoli
racconti di un'infinita giornata di primavera) / Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera, Torino,
Lindau, 2017
1910, Sorekara (
それから, E
poi) / E poi, Vicenza, Neri Pozza, 2012
1910, Mon (
門, La
porta) / La porta, Vicenza, Neri Pozza, 2013
1911, Gendai Nihon no kaika (
現代日本のかいか, La
civilizzazione del Giappone moderno)
1912, Kōjin (
行人, Il
viandante)
1912, Higan sugi made (
彼岸過迄, Fino
a dopo l'equinozio) / Fino a dopo l'equinozio, Vicenza, Neri Pozza, 2017
1914, Watakushi no kojinshugi (
私の個人主義, Il
mio individualismo) / Il mio individualismo, Palermo, :duepunti, 2010
1914, Kokoro (
こころ, Anima) / Il cuore delle cose, Milano, Neri Pozza, 2006
1915, Michikusa (
道草, Erba
lungo la via) / Erba lungo la via, Youcanprint, 2014
1915, Garasuto no naka (
硝子戸の中, Dietro
la porta a vetri) / Dietro la porta a vetri, Lecce, Pensa Multimedia, 2011
1916, Meian (
明暗, Luce
e oscurità)