Michel Butor (Mons-en-Barœul, 14
settembre 1926 – Contamine-sur-Arve, 24
agosto 2016) è stato un poeta e scrittore francese.
Come scrittore di romanzi è assimilato al nouveau roman.
È il terzo dei sette figli di Emil
Butor impiegato nelle ferrovie. Nel 1929 la
sua famiglia si trasferisce a Parigi, città dove compie tutti i
suoi studi. Negli anni 1939-1940 abitano a Évreux.
Studia lettere e filosofia e contemporaneamente
è segretario di Jean Wahl: questo incarico gli
permette di frequentare i maggiori intellettuali del tempo. Insegna
per poco tempo al liceo Mallarmé a Sens e poi
diviene professore in Egitto. In seguito
è lettore all'Università di Manchester in Inghilterra.
Viaggia molto, in Svizzera incontra Marie-Jo che sposa
nel 1958 e da cui ha 4 figlie. Nel 1968 è
professore a Nizza, poi diviene professore all'Università di
Ginevra. In pensione dal 1991 vive gli ultimi anni in un
villaggio della Haute-Savoie. È morto il 24 agosto 2016 all'età
di 90 anni.
Butor pubblica i suoi primi tre
romanzi Passage de Milan (1954) , L'emploi du
temps (1957) e La modification (1957) nel periodo in
cui si afferma le nouveau roman. Questa contemporaneità e la
novità stessa dei tre romanzi hanno iscritto d'ufficio Butor
al nouveau roman, tanto più che Butor li pubblica
nelle Éditions de Minuit come fa Alain
Robbe-Grillet con i suoi romanzi. Sia Butor
che Robbe-Grillet affermeranno in seguito il carattere
individuale del loro lavoro, negando che sia esistita una ‘scuola’
a loro comune. Ci sono invece delle esigenze simili sentite da
entrambi: da un lato riprendere il romanzo del primo Novecento là
dove si era fermato, a Joyce, Proust, Kafka; e
dall'altro ampliare, quantitativamente e approfonditamente per meglio
esplorare e illustrare la società contemporanea.
Butor, prima di essere un romanziere,
era un poeta e concepì questi suoi primi romanzi come

‘capaci di raccogliere tutta l'eredità della vecchia poesia'.
Esplora e scrive il reale per dargli una sistemazione, per
inquadrarlo. In Passage de Milan (1954) il reale è la
città, un immobile parigino dove vivono alcune famiglie viste
simultaneamente. Ne L'emploi du temps (1957) , premiato
nello stesso anno con il Prix Fénéon, il reale è la città
di Bleston in Inghilterra, in cui Jacques Revel abita per
un anno, con la doppia cronologia nel suo diario, in La
modification (1957) un viaggio in treno dove si mescolano la
realtà di Parigi, da dove Léon Delmon, il protagonista,
proviene e la città dove va, Roma, che è il suo sogno, il suo
desiderio.l, mentre nel viaggio modifica, lui stesso, il progetto per
il quale era partito. Questi romanzi vengono fuori con una
dettagliata narrazione, quasi un'elencazione, di fatti comuni e
circostanze banali dell'esistenza. La vita in un immobile, il
viaggio, la vita in una città straniera sono quasi dei pretesti dove
la banalità della realtà diviene il soggetto complesso di un
romanzo in cui il flusso di coscienza dei personaggi è ciò
che lega il tutto, le situazioni, le persone, gli oggetti, in
un'analisi minuziosa. Butor a differenza di Robbe-Grillet pone
la sua attenzione più sulla coscienza e l'interiorità che
sugli oggetti.
In Degrées 1960 racconta
un'ora di lezione in un liceo parigino come Joyce aveva
scritto l'Ulysses. Butor rende evidente il riferimento a Joyce nel
titolo del romanzo Portrait de l'artiste en jeune singe 1967,
parafrasi di Ritratto dell'artista da giovane, che è una
riflessione sull'imitazione e praticamente l'ultimo romanzo.
Butor ritorna
alla poesia: Illustration, Travaux d'approche. Poi
pubblica diverse opere che non sono
più dei romanzi ma sono delle
nuove esplorazioni. Come Description de San Marco (1964) in
cui descrive minuziosamente la basilica di San Marco a Venezia;
o 6 810 000 litres d'eau par seconde, cifra che corrisponde alla
portata delle Cascate del Niagara. In La reve
d'Irénée (1979) tenta di sovrapporre il testo scritto e la
registrazione sonora come fa Luigi Nono, oppure di lasciar fare
all'aleatorio come Stockhausen.
Un libro di Butor non è un libro
compiuto, nel senso di finito. Butor lascia aperti al lettore, la
possibilità e il piacere di comporre scegliendo tra i materiali che
lo scrittore accumula sulla pagina Intervalle. Jean
Roudaut nel 1964 parlava dei libri di Butor come di
libri ‘futuri’.
Opere
Il passaggio (Passage de
Milan, 1954), Milano, Mondadori, 1966.
L'impiego del tempo (L'Emploi
du temps, 1956), traduzione di Oreste Del Buono, Milano,
Mondadori, 1960.
La modificazione (La
Modification, 1957), traduzione di Oreste Del Buono, Milano,
Mondadori, 1959.
(FR) Le Génie du lieu,
Paris, La Galerie Grasset, 1958.
(FR) Degrés: roman, Paris,
Gallimard, 1960.
Repertorio. Studi e Conferenze
1948-1959, traduzione di Paolo Caruso, Collana La Cultura, Milano,
Il Saggiatore, 1961.
Una lettera di Baudelaire: saggio
su un sogno di Baudelaire (Histoire Extraordinaire: Essai sur un
Rêve de Baudelaire, 1961), traduzione di Paolo Caruso, Biblioteca
delle Silerchie n.XCI, Milano, Il Saggiatore, 1962.
Descrizione di San Marco
(Description de San Marco, 1963), traduzione di Luca Tognoli,
Collana Carte d'artisti n.39, Milano, Abscondita,
2003, ISBN 978-88-8416-058-4.
Ritratto dell'artista da
scimmiotto (Portrait de l'artista en jeune singe, 1967), traduzione
di Oreste Del Buono, Collana La ricerca letteraria.Serie straniera
n.19, Torino, Einaudi, 1969.
Rete aerea, traduzione di Oreste
Del Buono, Milano, Scheiwiller, 1967.
(FR) La reve d'Irénée,
1979.
Le parole nella pittura,
traduzione di Rosanna Albertini, Arsenale Editrice s.r.l., Venezia,
1987
Saggi sulla pittura, traduzione di
Massimo Porfido, Collana Saggi e documenti del Novecento, Milano,
SE, 1990.
Vanità, Collana Prosa del
Novecento n.40, Milano, SE, 1991
Improvvisazioni su Rimbaud,
Bologna, Collana Intersezioni n.117, Il Mulino,
1995
Michel Butor - Jiři
Kolár, Praga, Collana Le porpore, Milano, Medusa Edizioni,
2016