mercoledì 11 febbraio 2026

CATTANEO Giulio (1925 - 2010)



Giulio Cattaneo 
(Firenze, 1925 – Roma, 2 settembre 2010) è stato uno scrittore, critico letterario e italianista italiano (nella foto Leone Piccioni e Giulio Cattaneo da giovani).
Nato a Firenze, dove trascorse l'infanzia e la giovinezza, al liceo divenne amico di Piero Polito e Giovanni Spadolini . Si laureò in lettere all'Università di Firenze, dove fu allievo di De Robertis; negli anni dell'università conobbe il prete utopista Ferdinando Tartaglia, che farà protagonista dell'Uomo della novità nel 1968.
Assunto alla Rai nell'estate del 1950, dove lavorerà per quarant'anni, si interessò soprattutto di programmi culturali dedicati alla letteratura, come L'approdo. Alla Rai fu collega e amico fraterno di Gadda, di cui sarà biografo. Fu inoltre direttore dei servizi giornalistici e dei programmi per l'estero dal 1980 al 1990.
Durante la sua attività alla Rai si dedicò anche alla critica letteraria militante, interessandosi soprattutto ai letterati dell'Ottocento. Nel 1968 entrò nella redazione della rivista letteraria e artistica Paragone. Collaborò alla Storia della Letteratura Italiana curata da Emilio Cecchi e Natalino Sapegno per Garzanti con la parte sui «Prosatori e i critici dalla Scapigliatura al Verismo» e su «Benedetto Croce e la critica letteraria». Curò le opere di Ennio Flaiano in dieci volumi. Fu a lungo critico letterario de la Repubblica.

Opere (selezione)
Narrativa
L'uomo della novità, Milano, Garzanti, 1968; con introduzioni di Geno Pampaloni, Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1984; Milano, Adelphi, 2002
Da inverno a inverno, Milano, Il Saggiatore, 1968; Bologna, il Mulino, 1993
Le rughe di Firenze, Milano, Mondadori, 1970.
Insonnia, Milano, Garzanti, 1984.
Viaggi: microscopici miniepisodi, Roma, Edizioni dell'Altana, 1998

Critica letteraria
Bisbetici e bizzarri nella letteratura italiana, Milano, Fabbri, 1957.
Tre esperienze vociane, Roma, De Luca, 1960.
Esperienze intellettuali del primo Novecento, Milano, A. Mondadori, 1968.
Letteratura e ribellione, Milano, Rizzoli, 1972.
La biblioteca domestica, Milano, Longanesi, 1983.
Il lettore curioso: figure e testi della letteratura italiana, Firenze, Sansoni, 1992

Biografie
Giovanni Verga, Torino, UTET, 1973.
Il gran lombardo, Milano, Garzanti, 1973; nuova ed. ampliata, Collana Nuovi Coralli n.447, Torino, Einaudi, 1991
Lo specchio del mondo (Federico II di Svevia), Milano, Mondadori, 1974; Roma, Newton Compton, 1995

martedì 10 febbraio 2026

CHIESURA Giorgio (1921 - 2003)


Giorgio Chiesura Corona
 (Venezia, 29 marzo 1921 – Venezia, 1º marzo 2003) è stato uno scrittore e magistrato italiano.
Nato a Venezia nel 1921, dopo la maturità classica frequenta la facoltà di giurisprudenza di Padova e a vent'anni, nel 1941, pubblica il suo primo lavoro letterario: Ore volute.
Con il secondo conflitto mondiale, interrompe gli studi, frequenta la scuola ufficiali e nel 1943 prende parte alla difesa della Sicilia invasa dalle truppe anglo-americane. Dopo l'armistizio dell'8 settembre, torna a Venezia, si consegna prigioniero dei tedeschi ed è internato in Germania. Terminata la guerra, riprende gli studi interrotti, si laurea in diritto con Norberto Bobbio ed entra nella magistratura.
Nello stesso periodo, collabora come pubblicista con la Gazzetta del Nord e con Letteratura, un'importante rivista letteraria di Firenze fondata da Alessandro Bonsanti. Nel 1957 con l'editore Einaudi pubblica Non scrivete il mio nome una serie di interviste ai profughi della rivolta ungherese rifugiatisi in Italia. Nel 1969, riprendendo i temi del diario di guerra compilato nei giorni dell'invasione della Sicilia esce Sicilia 1943 e nel 1969 pubblica La zona immobile romanzo in versi basato sui ricordi del tempo di prigionia. Il romanzo, apprezzato dal pubblico e dalla critica, è tra i finalisti del Premio Strega. Concludono il suo impegno letterario i romanzi Devozione (1990) e Villa dei cani (2001), riscrittura del precedente lavoro .
È morto nel 2003, a ottantadue anni, nella città natale.

Opere

Ore volute, Mantova, C. Barbieri, 1941.
Non scrivete il mio nome, Torino, G. Einaudi, 1957.
Sicilia 1943, Vicenza, Neri Pozza, 1964.
La zona immobile, Milano, A. Mondadori, 1969.
Devozione, Milano, A. Mondadori, 1990
Villa dei cani, Venezia, Marsilio, 2001

lunedì 9 febbraio 2026

SAITO Nello (1920 - 2006)

 
Nello Saito
 (Roma, 19 aprile 1920 – Roma, 16 ottobre 2006) è stato un germanista e drammaturgo italiano. Nato a Roma da genitori siciliani, si laureò all'Università degli Studi "La Sapienza". Ottenute alcune borse di studio poté viaggiare a Berlino (dove lavorò come professore ospite di italiano presso la locale università) per perfezionarsi in lingua e letteratura tedesca. Tornato in Italia, fu assistente di Natalino Sapegno alla Sapienza per poi divenire professore di Lingua e Letteratura tedesca all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Nel 1948 esordì col romanzo Maria e i soldati, accolto con favore dalla critica, soprattutto da Pietro Pancrazi, Giuseppe De Robertis e Arnaldo Bocelli. Sei anni più tardi uscì per Einaudi, nella collana I gettoni curata da Elio Vittorini, Gli avventurosi siciliani. Nel 1970 pubblicò il suo terzo romanzo Dentro e fuori, che gli valse il Premio Viareggio e la cinquina al Premio Strega, opera anch'essa apprezzata dalla critica.
Germanista, insegnò a lungo nelle università e fu autore di numerosi saggi sulla letteratura tedesca del 18º e 19º secolo (Goethe, Gotthold Lessing, Friedrich Schiller) e di numerose traduzioni (Heinrich von Kleist, Bertolt Brecht).
La sua passione per il teatro si espresse nelle sue commedie, piene di satira nei confronti del potere tra cui si ricordano: I cattedratici (1970), Il maestro Pip (1971), Fix (1973), Es (1974), La speranza (1977) e Déjeuner sur l'herbe (1980). Nel 1977 ottenne il Premio Flaiano per il teatro con La speranza.

Opere

Maria e i soldati, Milano, Bompiani, 1948.
Gli avventurosi siciliani, collana I gettoni, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1954.
Dentro e fuori, Milano, Rizzoli, 1970.
Il maestro Pip, Milano, Garzanti, 1976.
Quattro guitti all'Università, Roma, Bulzoni, 1994.
Una voce, Caltanissetta, Terzo millennio, 2001.

Saggi
Interpretazione del Keller, Roma, Società editrice Dante Alighieri, 1956.
Lessing e Lichtenberg, Roma, Società editrice Dante Alighieri, 1961.
Schiller e il Suo Tempo. Poesia e Polemica, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1963.
Due saggi, Roma, Bulzoni, 1967.

Traduzioni
Gottfried Keller, Il fabbro della sua fortuna e altri racconti, Milano, Universale Economica, 1954.
Gerhart Hauptmann, I tessitori: dramma degli anni intorno al 1844, Roma, Società editrice Dante Alighieri, 1961.
Georg Christoph Lichtenberg, Osservazione e pensieri, collana Nuova Universale Einaudi, prefazione e scelta di Nello Saito, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1963.
Bertolt Brecht, Il signor Puntila e il suo servo Matti. Rappresentazione popolare, collana Collezione di teatro, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1963.
Gotthold Ephraim Lessing, Emilia Galotti, collana Collezione di teatro, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1980.

domenica 8 febbraio 2026

DOS PASSOS John (1896 - 1970)

 

John Roderigo Dos Passos
(Chicago, 14 gennaio 1896 – Baltimora, 28 settembre 1970) è stato uno scrittore, giornalista, saggista, pittore, drammaturgo, poeta e reporter di viaggio statunitense.
Occupa nella letteratura, non solo del suo paese, un posto del tutto particolare, grazie soprattutto al grande impegno civile e politico di uno scrittore sempre ancorato ai fatti, all'osservazione sociologica, alieno da quelle evasioni, da quelle mistificazioni tra letterarie e ideologiche che caratterizzano invece la narrativa statunitense degli anni ruggenti.
Dos Passos nacque a Chicago, nell'Illinois, il 14 gennaio 1896, frutto di una relazione adulterina tra John Randolph Dos Passos (1844-1917), un benestante avvocato statunitense, figlio di immigrati portoghesi originari di Madera, già sposato al tempo del concepimento del futuro scrittore, e Lucy Addison Sprigg Madison, casalinga statunitense originaria di Petersburg, in Virginia. Dopo la morte della moglie, il padre di John si sposò con la madre di Dos Passos, ma ne riconobbe la paternità soltanto quando costui ebbe compiuto l'età di 16 anni.
Giovanissimo, Dos Passos è un radicale, il che, negli Stati Uniti dell'epoca, significa soprattutto essere un anarchico. Dos Passos figura tra i più accaniti difensori di Sacco e Vanzetti, i due emigrati italiani implicati in un clamoroso processo per le loro idee politiche di tipo libertario. Egli compie gli studi a Harvard, dove si laurea nel 1916, e dopo il college inizia a studiare architettura, ma è ancora molto giovane quando decide di dedicarsi interamente al giornalismo e alla narrativa. Sopraggiunta intanto la prima guerra mondiale, Dos Passos è dapprima sul fronte italiano, dove presta servizio nelle ambulanze della Croce Rossa francese, e in seguito nel corpo sanitario statunitense.
Dos Passos esordisce nel 1917 con One Man's Initiation - 1917, pubblicato nel 1920, lo stesso anno di Di qua dal Paradiso (This Side of Paradise) di Francis Scott Fitzgerald.
Con il suo secondo romanzo, Three Soldiers (I tre soldati) del 1921, lo scrittore si ritaglia un posto di rilievo tra i giovani autori del proprio tempo. John Andrews, un musicista che, stanco della propria libertà, decide, allo scoppio della Grande Guerra, di recarsi al fronte, convinto che il cameratismo e il campo di battaglia possano fargli ritrovare il senso della propria esistenza. Ma presto la vita militare trascorsa prima in America e poi in Francia, e la realtà della guerra lo sconvolgono tanto da spingerlo a disertare; mentre sta componendo una musica, ispirata dall'opera di Gustave Flaubert Le Tentation de Saint Antoine, la polizia lo arresta mentre i fogli della musica interrotta si disperdono nel vento, simbolico gesto della sua protesta estetica.
Nel 1925 lo scrittore pubblica Nuova York (Manhattan Transfer), in cui affronta il principio del collettivismo in modo più drammatico. Il romanzo si avvale di un frequente utilizzo del flusso di coscienza e di una tecnica narrativa particolare che l'autore perfezionerà poi nella trilogia USA. In esso si segue l'intrecciarsi, nell'arco di venti anni, delle vite di decine di personaggi appartenenti a vari strati sociali, che l'autore descrive mentre crescono, invecchiano, salgono o scendono sulla ruota della fortuna.
Tranne Jimmy Herf, il personaggio centrale del romanzo che riesce a fuggire dal divorante ingranaggio, tutti gli altri scompaiono risucchiati dalla città. Scritto con una prosa estremamente accurata, il libro non manca di perfette descrizioni di carattere impressionista, come "Il mozzo guardava le nuvole, steso sul dorso. Fluttuavano verso est, simili a grandi edifici ammassati, che rompevano a tratti la luce del sole, candida e brillante come carta argentata".
Con la trilogia USA, composta da The 42nd parallel (Il 42º parallelo), 1919 e The Big money (Un mucchio di quattrini), pubblicati rispettivamente nel 1930, 1932 e 1936, Dos Passos ritorna sul tema del collettivismo abbracciando questa volta tutta l'America. Dos Passos usa tecniche di scrittura sperimentali, inserendo ritagli di giornali, autobiografia, biografia e finzione realista per dipingere un panorama della cultura americana durante i primi decenni del XX secolo. Anche se ciascun romanzo è autonomo, la trilogia è progettata per essere letta come un'unica entità.
Le riflessioni sociali e politiche di Dos Passos espresse in questi romanzi sono profondamente pessimistiche, riguardo alla direzione politica e economica in cui si muovevano gli Stati Uniti; pochi dei suoi personaggi riescono a restare fedeli ai propri ideali durante la prima guerra mondiale. In 1919 l'autore parla del massacro di Centralia, Washington, avvenuto nel giorno commemorativo dell'armistizio della prima guerra mondiale. Questo scontro sanguinoso, determinato dalla paura del "pericolo rosso", aveva contrapposto i Wobblies, lavoratori dell'IWW (Industrial Workers of the World), ai reduci dell'American Legion. A questo evento s'ispira Chaim Potok quando, in L'arpa di Davita, racconta di un giornalista statunitense morto in Spagna nel massacro di Guernica e che in gioventù era stato colpito profondamente dal massacro di Centralia.
Insieme a Ernest Hemingway nel 1937 prende parte alla guerra civile spagnola, nelle file dei repubblicani. I due amici scrivono insieme il film-documentario Terra di Spagna (The Spanish Earth), diretto dal regista Joris Ivens. L'assassinio a Madrid ad opera dei sovietici dell'amico José Robles, che gli aveva tradotto i romanzi in Spagna, sospettato di essere una spia dei franchisti solo perché il fratello combatteva con i nazionalisti, lo allontanano dal comunismo e rompe anche con Hemingway. Nel 1939 pubblica Le avventure di un giovane americano, che narra di un disincantato giovane radicale americano che combatte a fianco della Seconda repubblica spagnola durante la Guerra Civile dove verrà ucciso. È il primo racconto della trilogia detta del distretto di Columbia, cui seguono Numero uno (1943) e Il grande paese (1949).
Alla fine degli anni trenta, Dos Passos scrive una serie di articoli critici verso il comunismo come teoria politica, dopo aver già ritratto nel 1936 in The Big Money un comunista idealista che gradualmente logorato e poi distrutto dal pensiero unico del partito. In quegli anni il comunismo sta guadagnando consensi in Europa, in quanto oppositore del fascismo, e gli scritti di Dos Passos subiscono una brusca flessione delle vendite. Le sue opinioni politiche, che avevano sempre sostenuto i suoi lavori, si spostano intanto verso la destra più conservatrice. Tra il 1942 e il 1945, durante la seconda guerra mondiale, è corrispondente di guerra.
Nel 1947 è eletto alla American Academy of Arts and Letters. Quell'anno sua moglie, Katharine Smith, con cui era sposato da 18 anni, muore in un incidente stradale, in cui Dos Passos perde un occhio. Dos Passos si risposa nel 1949 con Elizabeth Hamlyn Holdridge (1909-1998), da cui ha Lucy Hamlin Dos Passos, nata nel 1950. Sempre più a destra, arriva ad ammirare McCarthy nei primi anni cinquanta e negli anni '60 sostiene alle presidenziali i repubblicani Goldwater e Nixon.
Un riconoscimento europeo per la sua carriera letteraria gli arriva solo nel 1967, quando l'Accademia Nazionale dei Lincei lo invita a Roma per ritirare il prestigioso Premio Internazionale Feltrinelli per i suoi meriti. Continua a scrivere fino alla morte, sopraggiunta a Baltimora nel 1970. Dos Passos scrisse quarantadue romanzi, poesie, saggi e opere teatrali. Fu anche pittore.

Opere
Against American Literature (1916, saggio)
One Man's Initiation: 1917 (1920, romanzo), tr. Giorgio Monicelli, Iniziazione, Elmo, Milano 1949; tr. Alessandro Pugliese, Iniziazione di un uomo, Marietti, Bologna 2020
Letters and Diaries 1916-1920 (in Travel Books and Other Writings, 1916-1941)
Three Soldiers (1921, romanzo), tr. Lamberto Rem Picci, Il mondo fuori casa, Jandi Sapi, Roma 1944; tr. Luigi Ballerini, I tre soldati, Casini, Roma 1967
Rosinante to the Road Again (1922, articoli di viaggio)
A Pushcart at the Curb (1922, poesie)
Streets of Night (1923)
Manhattan Transfer (1925, romanzo), tr. Alessandra Scalero Nuova York, Corbaccio, Milano 1932; Dall'Oglio, Milano 1946; Mondadori, Milano 1953; come Manhattan Transfer, Baldini e Castoldi, Milano 2002; collana Romanzi e Racconti, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2003-2006-2012-2014.
Is the "Realistic" Theatre Obsolete? (1925) saggio
Facing the Chair. Story of the Americanization of Two Foreignborn Workmen (1927, saggio), tr. Filippo Benfante e Piero Colacicchi, Davanti alla sedia elettrica. Come Sacco e Vanzetti furono americanizzati, Edizioni Spartaco, Santa Maria Capua Vetere 2005
Orient Express (1927, articoli di viaggio, trad. it. di Maurizio Bartocci, coll. meledonzelli, Donzelli editore, 2011)
Paint the Revolution! (1927) saggio
A City That Died by Heartfailure (1928) saggio
Edison and Steinmetz: Medicine Men (1929) saggio
In All Countries (1934, articoli di viaggio)
Grosz Comes to America (1936, saggio)
Farewell to Europe! (1937, saggio)
Journeys Between Wars (1938, articoli di viaggio in precedenza pubblicati in volume anche con titolo diverso, o qui riuniti)
U.S.A. (1938, trilogia dei romanzi:)
The 42nd Parallel (1930), tr. Cesare Pavese, Il quarantaduesimo parallelo, Mondadori, Milano 1934; Rizzoli, Milano 2008
Nineteen Nineteen oppure 1919 (1932), tr. Glauco Cambon, Millenovecentodiciannove, Mondadori, Milano 1951
The Big Money (1936), tr. Cesare Pavese, Un mucchio di quattrini, Mondadori, Milano 1938
The Death of José Robles (1939, saggio)
To a Liberal in Office (1941, saggio)
The Ground We Stand On. Some Examples from the History of a Political Creed (1941, saggio), tr. Giorgio Monicelli, Le vie della libertà, Mondadori, Milano 1948
State of the Nation (1944)
Tour of Duty (1946, romanzo), tr. Glauco Cambon, Servizio speciale, Mondadori, Milano 1950; tr. Giancarlo Buzzi, Servizio speciale, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2008
The Prospect before Us (1950)
District of Columbia (1952, trilogia dei romanzi:)
Adventures of a Young Man (1939), tr. Enzo Giachino, Le avventure di un giovane americano, Rizzoli, Milano 1984
Number One (1943), tr. Fluffy Mella Mazzucato, Numero uno, Mondadori, Milano 1952
The Grand Design (1949), tr. Luigi Brioschi, Il grande paese, Rizzoli, Milano 1968; De Agostini, Novara 1986
Chosen Country (1951, romanzo), tr. Glauco Cambon, Riscoperta dell'America, Mondadori, Milano 1954; Baldini Castoldi Dalai, Milano 2006
Most Likely to Succeed (1954, romanzo), tr. Lydia Lax, Un uomo che promette bene, Vincitorio, Milano 1972
The Head and Heart of Thomas Jefferson (1954, saggio), tr. Rodolfo del Minio, Thomas Jefferson, Mondadori, Milano 1963
The Men Who Made the Nation (1957, saggio)
The Great Days (1958, romanzo), tr. Bruno Oddera, Giorni memorabili, Feltrinelli, Milano 1963
Prospects of a Golden Age (1959)
Midcentury (1961, romanzo), tr. Bruno Oddera, A metà secolo, Feltrinelli, Milano 1965
Mr. Wilson's War (1962)
Brazil on the Move (1963)
The Best Times: An Informal Memoir (1966, autobiografia), tr. Lina Angioletti, La bella vita, Palazzi, Milano 1969; come Tempi migliori, SugarCo, Milano 1991; Baldini Castoldi Dalai, Milano 2004
The Shackles of Power. Three Jeffersonian Decades (1966, saggio)
World in a Glass. A View of Our Century From the Novels of John Dos Passos (1966)
The Portugal Story (1969)
Century's Ebb: The Thirteenth Chronicle (1970)
Easter Island: Island of Enigmas (1970)
The Fourteenth Chronicle: Letters and Diaries of John Dos Passos, a cura di Townsend Ludington (1973)
John Dos Passos: the Major Nonfictional Prose, a cura di Donald Pizer (1988)
Travel Books and Other Writings, 1916-1941, a cura di Townsend Ludington (2003)
Lettres à Germaine Lucas Championnière (2007) in francese



sabato 7 febbraio 2026

KUNDERA Milan (1929 - 2023)

 

Milan Kundera
 (Brno, 1º aprile 1929 – Parigi, 11 luglio 2023) è stato uno scrittore, poeta, saggista e drammaturgo cecoslovacco di etnia ceca, naturalizzato francese. La sua opera più nota è il romanzo L'insostenibile leggerezza dell'essere.
Biografia
Nato a Brno, nell'allora Cecoslovacchia (attualmente in Repubblica Ceca), il 1º aprile del 1929, Kundera studiò letteratura e musica a Praga. Suo padre Ludvík (1891-1971) era direttore dell'Accademia musicale di Brno, la JAMU, e un noto pianista. Fin da piccolo Kundera studiò musica, in particolare pianoforte, e la passione per la musica tornerà spesso nei suoi testi letterari. Pubblica le prime poesie ancora adolescente, grazie al cugino Ludvík, di alcuni anni più anziano di lui, figura poliedrica nella cultura ceca, poeta uscito negli anni della Seconda guerra mondiale dalla costola "surrealista" del gruppo RA, prosatore, pittore, traduttore dal tedesco e studioso del Dadaismo, all'epoca già collaboratore di varie riviste letterarie.
Dopo aver seguito per un anno (a partire dal 1948) i corsi di letteratura all'Università Carolina di Praga, Kundera passa alla Scuola di Cinema, la FAMU, dove si laureò e dove in seguito tenne corsi di letterature comparate. Nel 1948, ancora studente, si iscrisse al Partito Comunista, ma ne fu espulso nel 1950 per via di alcune critiche alla sua politica culturale contenute in una lettera a lui indirizzata da un amico; tuttavia nel 1956 fu riammesso, diventando un punto di riferimento importante nelle discussioni di quegli anni. Nel 1968 si schierò apertamente a favore della cosiddetta "Primavera di Praga", e fu per questo costretto a lasciare il posto di docente e, nel 1970, nuovamente espulso dal partito.
Nel 1975 è emigrato in Francia, ove ha insegnato alle Università di Rennes e di Parigi, dove ha vissuto fino alla morte con la moglie Vera Hrabanková. Nel 1979, a seguito della pubblicazione de Il libro del riso e dell'oblio, gli fu tolta la cittadinanza cecoslovacca. Nel 1981, grazie a un interessamento da parte del presidente francese François Mitterrand, ottenne quella francese. Nel 2008 un documento rinvenuto a Praga negli archivi della Polizia e ritenuto attendibile testimonia di una sua delazione, nel 1950, nei confronti di un ventenne impegnato in un'ingenua operazione di "spionaggio" tra Germania Ovest e Cecoslovacchia; il giovane venne poi condannato a 22 anni di lavori forzati. Kundera ha sempre negato ogni responsabilità nella vicenda.
Dopo la Primavera di Praga le sue opere sono state proibite in Cecoslovacchia; i suoi romanzi più recenti li ha scritti in lingua francese e solo negli ultimi anni ne ha permesso la traduzione in lingua ceca. Anche per questa ragione, Kundera subì forti critiche in patria, persino negli ambienti del dissenso, sin dall'atto della pubblicazione nel 1984 del suo più clamoroso successo, L'insostenibile leggerezza dell'essere, in Francia. Bisognerà attendere sino al 2006 affinché Kundera dia il permesso di pubblicazione del romanzo anche nella Repubblica Ceca, fino a quel momento in ceco esisteva soltanto quella pubblicata da una casa editrice dell'emigrazione a Toronto nel 1985.
È morto nella sua casa di Parigi, dopo una lunga malattia, l'11 luglio 2023 a 94 anni.

Dopo tre volumi di poesia (i primi due alquanto radicati nella realtà politica del tempo), un testo teatrale che sembra forse risentire del pensiero sartriano, e un saggio sulla prosa di Vladislav Vančura, Kundera ottiene un grande successo a partire dal 1963 con il primo dei tre volumetti di racconti degli Amori ridicoli (poi riuniti in un unico volume nel 1970), che si fanno notare per la loro satira pungente e corrosiva, e poi soprattutto col suo primo romanzo, Lo scherzo. Uscito nel 1967 mentre il paese sta attraversando i forti cambiamenti che porteranno alla cosiddetta "Primavera di Praga", il libro è un'amara ricostruzione della realtà cecoslovacca del secondo dopoguerra, e vince il premio dell'Unione degli Scrittori Cechi.
Kundera tornerà ancora a teatro con tre opere, l'ultima delle quali sarà Jacques e il suo padrone, variazione da Jacques il fatalista e il suo padrone di Denis Diderot, ma sarà soprattutto il romanzo e la saggistica a interessarlo. Nei successivi romanzi, soprattutto in quelli del periodo francese, Kundera svilupperà un proprio stile personale, quello del "romanzo-saggio", alternando cioè elementi tipicamente narrativi a vere e proprie parentesi saggistiche.

Romanzi
In lingua ceca

Lo scherzo (Žert, 1967), trad. di Arrigo Bongiorno, Milano, Mondadori, 1969; nuova trad. di Antonio Barbato [cioè, Giuseppe Dierna], Milano, Adelphi, 1986 
Il valzer degli addii (Valčík na rozloučenou, 1972), trad. di Serena Vitale, Milano, Bompiani, 1977; Milano, Adelphi, 1989 
La vita è altrove (Život je jinde, 1973), trad. di Serena Vitale, Milano, Mondadori, 1976; Milano, Adelphi, 1987 
Il libro del riso e dell'oblio (Kniha smíchu a zapomnění, 1978), trad. di Serena Vitale, Milano, Bompiani, 1980; nuova trad. e cura di Alessandra Mura, Milano, Adelphi, 1991 
L'insostenibile leggerezza dell'essere (Nesnesitelná lehkost bytí, 1984), trad. di Antonio Barbato [= Giuseppe Dierna], Milano, Adelphi, 1985 
L'immortalità (Nesmrtelnost, 1990), trad. di Alessandra Mura, Milano, Adelphi, 1990 

In lingua francese
La lentezza (La Lenteur, 1995), trad. di Ena Marchi, Milano, Adelphi, 1995 
L'identità (L'Identité, 1997), trad. di Ena Marchi, Milano, Adelphi, 1997 
L'ignoranza (L'Ignorance, 2001), trad. di Giorgio Pinotti, Milano, Adelphi, 2001 
La festa dell'insignificanza (La fête de l'insignifiance, 2013), trad. di Massimo Rizzante, Milano, Adelphi, 2013 

Raccolte di racconti
Amori ridicoli (Směšné lásky, 1968), trad. di Serena Vitale, Milano, Mondadori, 1973; nuova trad. di Antonio Barbato (cioè, Giuseppe Dierna), Milano, Adelphi, 1988 

Saggistica

O sporech dědických, 1955
Umění románu: Cesta Vladislava Vančury za velkou epikou, 1960
Il destino boemo (Český úděl, 1968) e Radicalismo ed esibizionismo (Radikalismus a exhibicionismus, 1969), trad. di Giuseppe Dierna, in "Il Sessantotto ceco e il destino di una nazione", MicroMega, 2018, n. 2, pp. 130-159.
L'occidente rubato e la tragedia dell'Europa centrale (Únos západu aneb Tragédie střední Evropy), 1983
Un Occidente prigioniero, premessa di Pierre Nora, traduzione di Giorgio Pinotti, Piccola Biblioteca, Milano, Adelphi, 2022 [oltre al discorso del 1983, contiene anche un altro, del 1967: La letteratura e le piccole nazioni, premesso da Jacques Rupnik]
L'arte del romanzo. Saggio (L'Art du roman, 1986), trad. di Ena Marchi e Anna Ravano, Milano, Adelphi, 1988 
I testamenti traditi (Les Testaments trahis, 1993), trad. di Maia Daverio, Milano, Adelphi, 1994 
Il sipario (Le Rideau, 2005), trad. di Massimo Rizzante, Milano, Adelphi, 2005 
Un incontro (Une rencontre, 2009), trad. di Massimo Rizzante, Milano, Adelphi, 2009 
Praga, poesia che scompare, traduzione di Giorgio Pinotti, Collana Piccola Biblioteca n.803, Milano, Adelphi, 2024 

Raccolte di poesia

L'uomo, ampio giardino (Člověk, zahrada širá, 1953)
L'ultimo maggio (Poslední máj, 1955, poi 1961)
Monologhi (Monology, 1965)

Drammaturgie
I proprietari delle chiavi (Majitelé klíčů, 1962)
Una castroneria (Ptákovina, 1966)
Due orecchie, due nozze (Dvě uši, dvě svatby, 1968)
Jacques e il suo padrone. Omaggio a Denis Diderot in tre atti (Jakub a jeho pán: Pocta Denisu Diderotovi, 1971; Jacques et son maître, hommage à Denis Diderot, 1984), trad. di Alessandra Mura, Milano, Adelphi, 1993 

Scritti vari
in Antonio Moscato, La ferita di Praga. Dalla primavera di Dubcek al rinnovamento di Gorbaciov, Edizioni Associate, 1988 (con testi e interventi di Alexander Dubček, Milan Kundera, Petr Uhl e i principali documenti della primavera di Praga)
Intervista con Milan Kundera, a cura di Christian Salmon, introduzione di Emanuele Trevi, trad. Irene Duranti, Roma, Minimum fax, 1999 
Milan Kundera, monografia di "Riga", n.20, a cura di Massimo Rizzante e Marco Belpoliti, Marcos y Marcos, 2002 
Massimo Rizzante, L'albero. Saggi sul romanzo, Presentazione di M. Kundera, Venezia, Marsilio, 2007 
in Oscar V. Milosz, Sinfonia di novembre e altre poesie, Milano, Adelphi, 2008 (prefazione di Milan Kundera)
Alessandro Catalano e Simone Guagnelli (a cura di), eSamizdat, VII, n. 2-3, 2009 (n. speciale sulla "Primavera di Praga",


CATTANEO Giulio (1925 - 2010)

Giulio Cattaneo  (Firenze, 1925 – Roma, 2 settembre 2010) è stato uno scrittore, critico letterario e italianista italiano ( nella foto Leon...