venerdì 13 febbraio 2026

LAGERLOF Selma (1858 - 1940)

 

Selma Ottilia Lovisa Lagerlöf 
(Sunne, 20 novembre 1858 – Sunne, 16 marzo 1940) è stata una scrittrice svedese, autrice di numerosi romanzi e racconti basati fra l'altro su vita, usi, costumi e tradizioni della Svezia del passato. Fu la prima donna a vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1909.
Selma Lagerlöf nacque a Mårbacka, una magione di proprietà dei genitori nella municipalità di Sunne, nel Värmland. Lagerlöf era la quinta di sei figli, e naque con una lesione all'anca, che l'avrebbe resa zoppa per tutta la vita.
Era una bambina tranquilla e seria con un profondo amore per la lettura. Fu sua nonna a crescerla, spesso raccontandole fiabe e storie fantasy, e facendole sviluppare la sua più grande passione: la letteratura. Però fu dopo aver letto Osceola di Thomas Mayne Reid all'età di sette anni, che decise che sarebbe diventata una scrittrice.
Nel 1875, Lagerlöf, appena 17enne, andò via di casa, andando a vivere nella canonica della chiesa di Karlskoga insieme alla zia, Ottiliana Lagerlöf, e al marito di questa, Erik Tullius Hammargren.
Iniziò a scrivere il suo primo romanzo nonché suo capolavoro, La saga di Gösta Berling, mentre lavorava come insegnante, e lo pubblicò nel 1891. La saga è una riedizione di racconti folcloristici del Värmland scritti in una prosa lirica che denota l'influenza dello scrittore scozzese Thomas Carlyle.
Grazie a quest'opera e al volume di racconti Legami invisibili (1894), si affermò come scrittrice al grande pubblico. Queste due opere, caratterizzate da grande naturalezza e freschezza, ritraggono personaggi la cui semplicità si manifesta sia nel modo di agire che nel modo di pensare.
Divenuta col tempo figura preminente nella letteratura svedese per ciò che riguarda la tecnica narrativa, fu la prima donna a vincere il premio Nobel per la letteratura, nel 1909, all'età di soli 51 anni.
Grazie ai proventi del Nobel, Selma poté riacquistare e ristrutturare la residenza di Mårbacka. che suo padre era stato costretto a vendere a causa di un dissesto finanziario. La medaglia d'oro del premio fu invece da lei donata a beneficio dei combattenti svedesi all'inizio della seconda guerra mondiale. Nel 1914 divenne ella stessa membro dell'Accademia Svedese.
Thomas Mann ha avuto modo di raccontare, in un saggio dedicato alla posizione dell'Artista nella Società, che nell'inverno del 1929, in occasione di un pranzo offerto dall'Editore Bonnier a Stoccolma, trovandosi seduto accanto a Selma Lagerlöf, si fermò a parlare con lei del successo internazionale di Gösta Berlings saga. La scrittrice, che era stata maestra elementare, racconta con un pizzico di humour che non avrebbe mai potuto immaginare che la storia che aveva scritto per intrattenere i nipoti avesse potuto avere un simile destino di successo. Al che Mann, rispondendo alla scrittrice, fa un nesso con i Buddenbrooks, la cui genesi fu simile essendo la storia inizialmente destinata all'intrattenimento familiare.
Selma Lagerlöf per tutta la sua vita dovette nascondere di essere lesbica, dato che le relazioni omosessuali, sia tra donne che tra uomini, erano tabù e illegali all'epoca in Svezia e in Europa, perciò nessuna delle donne coinvolte rivelò mai pubblicamente di essere lesbica. Nel 1894, incontrò la scrittrice svedese Sophie Elkan, che divenne prima sua amica e poi la sua compagna. Per molti anni, Elkan e Lagerlöf si criticarono a vicenda, anche per via epistolare. Le lettere di Selma a Sophie furono pubblicate in una raccolta nel 1993, con il titolo Du lär mig att bli fri ('Mi insegni a essere libera'). Lagerlöf scrisse che Elkan influenzò fortemente il suo lavoro e che spesso era in netto disaccordo con la direzione che Lagerlöf voleva prendere nei suoi libri.
Ad inizio '900 ebbe anche uno stretto rapporto, molto probabilmente anche amoroso, con la filologa Valborg Olander, che ebbe una certa influenza sulla scrittrice come sua consulente letteraria, agente e anche una sorta di segretaria; la loro corrispondenza fu pubblicata nel 2006 come En riktig författarhustru ('La moglie di uno scrittore perbene').

Opere

La sua opera principale è La saga di Gösta Berling. Tra i suoi scritti vanno ricordati anche i romanzi I miracoli dell'Anticristo (1897), ambientato in Sicilia, Gerusalemme (1901-1902), La casa di Liljecrona (1911), L'imperatore di Portugallia (1914), L'esiliato (1918), il romanzo per bambini Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson attraverso la Svezia (Nils Holgerssons underbara resa genom Sverige) e la trilogia L'anello dei Löwensköld (1925-1928).
Ai volumi di racconti appartengono Le leggende di Gesù (1904), il succitato Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson attraverso la Svezia (1906-1907) e una serie di racconti fantastici per bambini. Scrisse inoltre alcune opere autobiografiche, tra le quali Mårbacka (1922), Ricordi d'infanzia (1930) e Diario (1932).
Le opere di Selma Lagerlöf (con le rispettive traduzioni in italiano) comprendono:
1891 – Gösta Berlings saga (La saga di Gösta Berling, trad. di Giuliana Pozzo e Maria Svendsen Bianchi, Iperborea, Milano, 2007)
1894 – Osynliga länkar (Legami invisibili, trad. di Clemente Giannini, Elliott, Roma, 2017)
1897 – Antikrists mirakler (I miracoli dell'Anticristo)
1899 – En herrgårdssägen
1902 – Jerusalem (Gerusalemme, trad. di Maria Ettlinger Fano, Iperborea, Milano, 1997)
1904 – Herr Arnes penningar (I quattrini del signor Arne)
1904 – Kristuslegender (La notte di Natale, trad. di Maria Svendsen Bianchi, Iperborea, Milano, 2015)
1904 – Legend (La leggenda della rosa di Natale, trad. di Maria Svendsen Bianchi, Iperborea, Milano, 2014, che contiene racconti tratti da Un racconto di un racconto e altre storie, Leggende e I legami invisibili)
1907 – Nils Holgerssons underbara resa genom Sverige (Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson attraverso la Svezia, trad. di Francesco Saba Sardi, Mondadori, Milano, 1982; trad. di Laura Cangemi, Iperborea, 2017)

1908 – En saga om en saga och andra sagor (La saga di una saga ed altre saghe)
1911 – Liljecronas hem (La casa di Liljecrona, UTET, 1979)
1912 – Körkarlen (Il carretto fantasma, trad. di Bruno Berni, Robin, Roma, 2006)
1914 – Kejsarn av Portugallien (L'imperatore di Portugallia, trad. di Adamaria Terziani, Iperborea, Milano, 1991)
1915 – Troll och Människor (Uomini e troll, trad. di Andrea Berardini e Emilia Lodigiani, Iperborea, Milano, 2018, contenente solo una selezione dei racconti compresi nell'opera originale)
1918 – Bannlyst (Bandito, trad. Luca Tapparo, Iperborea, Milano, 2022)
1925 – Löwensköldska ringen (L'anello rubato, trad. di S. Giachetti, Iperborea, Milano, 1995)
1927 – Carlotte Löwensköld
1928 – Anna Svärd
1933 – Julklappsboken (Il libro di Natale, trad. di Maria Cristina Lombardi, Iperborea, Milano, 2012).
Una raccolta italiana di racconti, tratti da varie opere di Selma, è stata pubblicata da Mimesis: La fanciulla della palude grande, a cura di T. Villani, Mimesis, Milano, 1995 (contenente, tra gli altri, i racconti Il tesoro, Piumino, La marcia nuziale, Astrid).

giovedì 12 febbraio 2026

TROISI Dante (1920 - 1989)


Dante Troisi
 (Tufo, 21 aprile 1920 – Roma, 2 gennaio 1989) è stato uno scrittore e magistrato italiano.
Nato nel 1920 a Tufo, provincia di Avellino, da genitori di Dentecane (AV), dove visse tutte le sue estati sino alla morte, compie gli studi classici a Parma ("lì ho capito che non mi sarebbe mai stato perdonato di essere uno del sud").
Si è laureato in giurisprudenza all'Università di Bari, subito prima di partire volontario per la guerra. Destinato in Africa, fu in Libia e in Tunisia, dove fu fatto prigioniero nel 1943: trasferito negli Usa, vi restò fino al 1946, rinchiuso nel campo di concentramento di Hereford, in Texas.
Dal 1947 sino al 1974 (anno delle sue dimissioni) fu magistrato prima a Cassino e quindi a Roma. Un mestiere e un'esperienza che lo segnarono profondamente e costituirono spesso l'argomento dei suoi libri, a cominciare da quel Diario di un giudice, uscito nel 1955 prima su «Il Mondo» di Mario Pannunzio e poi nello stesso anno nei «gettoni» di Einaudi (ideati da Elio Vittorini): scritti che suscitarono tanto scandalo e gli valsero, nonostante la difesa appassionata di Alessandro Galante Garrone, una censura disciplinare per offesa alla magistratura. Il suo debutto era comunque avvenuto 4 anni prima con L'ulivo nella sabbia, più legato al mondo contadino delle sue origini.
Troisi è stato due volte selezionato nella cinquina del premio Campiello, con I bianchi e neri (uscito per Laterza nel 1965) e con il suo ultimo romanzo L'inquisitore dell'interno 16 (edito a Pordenone nel 1986). Con L'odore dei cattolici (1963), che fu tra i finalisti del Premio Strega, vinse invece il Premio di Chianciano. Tra gli altri suoi libri si ricordano Voci di Vallea, uscito per Rizzoli nel 1969, La Sopravvivenza edita da Rusconi nel 1981 e alcuni testi teatrali pubblicati nel '72.
Il Diario di un giudice, del 1955, impose il nome di Dante Troisi nel panorama letterario italiano e fu al centro di un vero e proprio caso giudiziario.
L'autore racconta la sua vita di giudice in un piccolo centro meridionale ancora sconvolto dai postumi di una terribile guerra, individuabile in Cassino, con giudici e avvocati che «regolano, giudicano, accusano, condannano e assolvono i molteplici componenti di un tempo terribilmente arcaico».
Troisi rappresenta in modo non oleografico il mondo della giustizia: i giudici non sono «gli intangibili ministri della divinità» ma sono descritti, più realisticamente, come uomini «zeppi di difetti, di dolori, di noia, di ambizioni, di desideri meschini». Nella sua forma mista, a metà tra invenzione narrativa e riflessione critica, il Diario non è però la ricerca di un saggista che vuole analizzare il rapporto tra individuo e legge, tra cittadini e istituzioni, ma l'opera di un autentico scrittore che racconta la sua angosciata realtà senza mai tradire le speranze ultime della giustizia, frugando nelle pieghe segrete degli uomini, magistrati o imputati, in balia di oscuri desideri, di passioni che sono il fondamento anonimo della vita di tutti.

Opere
L'ulivo nella sabbia, Macchia, Firenze, 1951
Diario di un giudice, Einaudi, 1955; nuova ed. Sellerio editore, Palermo, 2012, con nota di Andrea Camilleri
La gente di Sidaien e altri racconti, Feltrinelli, Milano, 1957
La strada della perfezione, Sodalizio del libro, Venezia, 1960
Innocente delitto, Sodalizio del libro, Venezia, 1960
L'odore dei cattolici, Canesi, Roma, 1963
I bianchi e i neri, Laterza, Bari, 1965; nuova ed. Mephite, Atripalda, 2005
Viaggio scomodo, Laterza, Bari, 1967
Voci di Vallea, Rizzoli, Milano, 1969; nuova ed. Mephite, Atripalda, 2006
Tre storie di teatro, Rizzoli, Milano, 1972
La sopravvivenza, Rusconi, Milano, 1981
La finta notte, Rusconi, Milano, 1984
L'Inquisitore dell'interno sedici, Studio Tesi, Pordenone, 1986
La sera del concerto, Marsilio, Venezia, 1991

mercoledì 11 febbraio 2026

CATTANEO Giulio (1925 - 2010)



Giulio Cattaneo 
(Firenze, 1925 – Roma, 2 settembre 2010) è stato uno scrittore, critico letterario e italianista italiano (nella foto Leone Piccioni e Giulio Cattaneo da giovani).
Nato a Firenze, dove trascorse l'infanzia e la giovinezza, al liceo divenne amico di Piero Polito e Giovanni Spadolini . Si laureò in lettere all'Università di Firenze, dove fu allievo di De Robertis; negli anni dell'università conobbe il prete utopista Ferdinando Tartaglia, che farà protagonista dell'Uomo della novità nel 1968.
Assunto alla Rai nell'estate del 1950, dove lavorerà per quarant'anni, si interessò soprattutto di programmi culturali dedicati alla letteratura, come L'approdo. Alla Rai fu collega e amico fraterno di Gadda, di cui sarà biografo. Fu inoltre direttore dei servizi giornalistici e dei programmi per l'estero dal 1980 al 1990.
Durante la sua attività alla Rai si dedicò anche alla critica letteraria militante, interessandosi soprattutto ai letterati dell'Ottocento. Nel 1968 entrò nella redazione della rivista letteraria e artistica Paragone. Collaborò alla Storia della Letteratura Italiana curata da Emilio Cecchi e Natalino Sapegno per Garzanti con la parte sui «Prosatori e i critici dalla Scapigliatura al Verismo» e su «Benedetto Croce e la critica letteraria». Curò le opere di Ennio Flaiano in dieci volumi. Fu a lungo critico letterario de la Repubblica.

Opere (selezione)
Narrativa
L'uomo della novità, Milano, Garzanti, 1968; con introduzioni di Geno Pampaloni, Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1984; Milano, Adelphi, 2002
Da inverno a inverno, Milano, Il Saggiatore, 1968; Bologna, il Mulino, 1993
Le rughe di Firenze, Milano, Mondadori, 1970.
Insonnia, Milano, Garzanti, 1984.
Viaggi: microscopici miniepisodi, Roma, Edizioni dell'Altana, 1998

Critica letteraria
Bisbetici e bizzarri nella letteratura italiana, Milano, Fabbri, 1957.
Tre esperienze vociane, Roma, De Luca, 1960.
Esperienze intellettuali del primo Novecento, Milano, A. Mondadori, 1968.
Letteratura e ribellione, Milano, Rizzoli, 1972.
La biblioteca domestica, Milano, Longanesi, 1983.
Il lettore curioso: figure e testi della letteratura italiana, Firenze, Sansoni, 1992

Biografie
Giovanni Verga, Torino, UTET, 1973.
Il gran lombardo, Milano, Garzanti, 1973; nuova ed. ampliata, Collana Nuovi Coralli n.447, Torino, Einaudi, 1991
Lo specchio del mondo (Federico II di Svevia), Milano, Mondadori, 1974; Roma, Newton Compton, 1995

martedì 10 febbraio 2026

CHIESURA Giorgio (1921 - 2003)


Giorgio Chiesura Corona
 (Venezia, 29 marzo 1921 – Venezia, 1º marzo 2003) è stato uno scrittore e magistrato italiano.
Nato a Venezia nel 1921, dopo la maturità classica frequenta la facoltà di giurisprudenza di Padova e a vent'anni, nel 1941, pubblica il suo primo lavoro letterario: Ore volute.
Con il secondo conflitto mondiale, interrompe gli studi, frequenta la scuola ufficiali e nel 1943 prende parte alla difesa della Sicilia invasa dalle truppe anglo-americane. Dopo l'armistizio dell'8 settembre, torna a Venezia, si consegna prigioniero dei tedeschi ed è internato in Germania. Terminata la guerra, riprende gli studi interrotti, si laurea in diritto con Norberto Bobbio ed entra nella magistratura.
Nello stesso periodo, collabora come pubblicista con la Gazzetta del Nord e con Letteratura, un'importante rivista letteraria di Firenze fondata da Alessandro Bonsanti. Nel 1957 con l'editore Einaudi pubblica Non scrivete il mio nome una serie di interviste ai profughi della rivolta ungherese rifugiatisi in Italia. Nel 1969, riprendendo i temi del diario di guerra compilato nei giorni dell'invasione della Sicilia esce Sicilia 1943 e nel 1969 pubblica La zona immobile romanzo in versi basato sui ricordi del tempo di prigionia. Il romanzo, apprezzato dal pubblico e dalla critica, è tra i finalisti del Premio Strega. Concludono il suo impegno letterario i romanzi Devozione (1990) e Villa dei cani (2001), riscrittura del precedente lavoro .
È morto nel 2003, a ottantadue anni, nella città natale.

Opere

Ore volute, Mantova, C. Barbieri, 1941.
Non scrivete il mio nome, Torino, G. Einaudi, 1957.
Sicilia 1943, Vicenza, Neri Pozza, 1964.
La zona immobile, Milano, A. Mondadori, 1969.
Devozione, Milano, A. Mondadori, 1990
Villa dei cani, Venezia, Marsilio, 2001

lunedì 9 febbraio 2026

SAITO Nello (1920 - 2006)

 
Nello Saito
 (Roma, 19 aprile 1920 – Roma, 16 ottobre 2006) è stato un germanista e drammaturgo italiano. Nato a Roma da genitori siciliani, si laureò all'Università degli Studi "La Sapienza". Ottenute alcune borse di studio poté viaggiare a Berlino (dove lavorò come professore ospite di italiano presso la locale università) per perfezionarsi in lingua e letteratura tedesca. Tornato in Italia, fu assistente di Natalino Sapegno alla Sapienza per poi divenire professore di Lingua e Letteratura tedesca all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Nel 1948 esordì col romanzo Maria e i soldati, accolto con favore dalla critica, soprattutto da Pietro Pancrazi, Giuseppe De Robertis e Arnaldo Bocelli. Sei anni più tardi uscì per Einaudi, nella collana I gettoni curata da Elio Vittorini, Gli avventurosi siciliani. Nel 1970 pubblicò il suo terzo romanzo Dentro e fuori, che gli valse il Premio Viareggio e la cinquina al Premio Strega, opera anch'essa apprezzata dalla critica.
Germanista, insegnò a lungo nelle università e fu autore di numerosi saggi sulla letteratura tedesca del 18º e 19º secolo (Goethe, Gotthold Lessing, Friedrich Schiller) e di numerose traduzioni (Heinrich von Kleist, Bertolt Brecht).
La sua passione per il teatro si espresse nelle sue commedie, piene di satira nei confronti del potere tra cui si ricordano: I cattedratici (1970), Il maestro Pip (1971), Fix (1973), Es (1974), La speranza (1977) e Déjeuner sur l'herbe (1980). Nel 1977 ottenne il Premio Flaiano per il teatro con La speranza.

Opere

Maria e i soldati, Milano, Bompiani, 1948.
Gli avventurosi siciliani, collana I gettoni, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1954.
Dentro e fuori, Milano, Rizzoli, 1970.
Il maestro Pip, Milano, Garzanti, 1976.
Quattro guitti all'Università, Roma, Bulzoni, 1994.
Una voce, Caltanissetta, Terzo millennio, 2001.

Saggi
Interpretazione del Keller, Roma, Società editrice Dante Alighieri, 1956.
Lessing e Lichtenberg, Roma, Società editrice Dante Alighieri, 1961.
Schiller e il Suo Tempo. Poesia e Polemica, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1963.
Due saggi, Roma, Bulzoni, 1967.

Traduzioni
Gottfried Keller, Il fabbro della sua fortuna e altri racconti, Milano, Universale Economica, 1954.
Gerhart Hauptmann, I tessitori: dramma degli anni intorno al 1844, Roma, Società editrice Dante Alighieri, 1961.
Georg Christoph Lichtenberg, Osservazione e pensieri, collana Nuova Universale Einaudi, prefazione e scelta di Nello Saito, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1963.
Bertolt Brecht, Il signor Puntila e il suo servo Matti. Rappresentazione popolare, collana Collezione di teatro, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1963.
Gotthold Ephraim Lessing, Emilia Galotti, collana Collezione di teatro, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1980.

LAGERLOF Selma (1858 - 1940)

  Selma Ottilia Lovisa Lagerlöf  (Sunne, 20 novembre 1858 – Sunne, 16 marzo 1940) è stata una scrittrice svedese, autrice di numerosi romanz...