giovedì 15 ottobre 2026

BROOKS Geraldine (1955 - viv.)

 

Geraldine Brooks 
(Sydney, 14 settembre 1955) è una scrittrice e giornalista australiana naturalizzata statunitense, vincitrice del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2006 con il romanzo March (L'idealista).
Geraldine Brooks è nata nel 1955 nei quartieri ovest di Sydney in Australia, ha frequentato dapprima il Bethlehem College (nel quartiere di Ashfield), una scuola secondaria cattolica per sole ragazze dalla caratteristica uniforme viola, e in seguito l'Università di Sydney, l'università pubblica della città e anche la più antica dell'Australia.
Finiti gli studi la sua prima occupazione come reporter al The Sydney Morning Herald, un quotidiano tra i più letti in Australia (e, curiosamente, anch'esso il più vecchio del paese, proprio come l'università da lei frequentata). In seguito si è trasferita a New York dove ha conseguito un master in giornalismo alla Columbia University Graduate School of Journalism, e ha iniziato a lavorare per il Wall Street Journal e nel 1990 ha ottenuto, con il marito Tony Horwitz, l'Overseas Press Club per il miglior servizio di giornalismo dall'estero, grazie al suo lavoro di inviata in Africa, nel Medio Oriente, nei Balcani e soprattutto nel Golfo Persico. Successivamente ha lavorato anche per il New York Times e per il Washington Post, sempre come corrispondente di guerra.
Nel 1994, in qualità di corrispondente, si è recata in Nigeria per documentare le proteste dell'etnia Ogoni a causa della devastazione del Delta del Niger per l'eccessivo sfruttamento petrolifero da parte di Shell e Chevron. La Brooks è stata arrestata dai militari nigeriani e trattenuta per tre giorni.
Il suo primo libro risale all'anno 1994, pubblicato in Italia nel 1998 da Sperling & Kupfer con il titolo Padrone del desiderio: L'universo nascosto delle donne musulmane, subito rivelatosi un best seller tradotto in 17 lingue; si tratta di una sorta di documentario sulla vita delle donne
in Medio oriente, basato sulle sue esperienze da giornalista. Il suo secondo libro Padrona del mio destino è invece del 1997 (pubblicato in Italia nel 2001, ancora con Sperling & Kupfer), che nel 1999 le è valso il premio letterario Nita Kibble per scrittrici.
Il suo primo romanzo, Year of Wonders, è stato pubblicato nel 2001, ed edito in Italia nel 2005 da Neri Pozza con il titolo Annus mirabilis. Si tratta di un romanzo storico ambientato in un villaggio del Derbyshire nel 1665-66, gli anni della grande peste di Londra, protagonista una giovane ragazza intenta a salvare il proprio villaggio dall'epidemia. Con questo romanzo, che l'ha lanciara a livello internazionale, nel 2002 Brooks ha vinto il Premio Alex.
Molto importante anche il romanzo successivo March (edito in Italia nel 2005 da Neri Pozza con il titolo L'idealista), grazie al quale si guadagnò la vittoria del Premio Pulitzer per la narrativa. Si tratta di un altro romanzo storico, sostanzialmente basato sulla storia di Piccole donne di Louisa May Alcott e che narra dell'esperienza del padre delle sorelle March durante la guerra di secessione, negli Stati Uniti d'America. Molto ben accolto dalla critica vinse l'ambito premio nell'aprile del 2006, prima australiana a vincerlo.
Anche il successivo People of the Book del 2008 (pubblicato da Neri Pozza nel 2009 con il titolo I custodi del libro) è di stampo storico e narra la vera storia della Haggadah di Sarajevo, un manoscritto miniato del XIV secolo, attraverso gli occhi di una giovane restauratrice nell'ultima fase dell'assedio di Sarajevo. La vicenda è stata ispirata alla Brooks da un articolo che la stessa aveva scritto, pubblicato dal New Yorker il 3 dicembre 2007. Il romanzo ha vinto
l'Australian Book of the Year Award e l'Australian Literary Fiction Award nel 2008.
Del 2011 il romanzo Caleb's Crossing (L'isola dei due mondi, nell'edizione italiana di Neri Pozza), ispirato alla vita di Caleb Cheeshahteaumauk, della tribù Wampanoag, convertito al cristianesimo, che è stato il primo nativo americano a laurearsi all'Harvard Indian College negli anni sessanta del XVII secolo. Del 2015 The Secret Chord (L'armonia segreta, nell'edizione italiana di Neri Pozza), sulla vita del re biblico Davide e del suo profeta Natan.
Nel 2022 è uscito Horse (edito in Italia da Neri Pozza con il titolo Come il vento). Il titolo originale si riferisce allo stallone baio Lexington, realmente vissuto negli anni 1850-1875, e del suo addestratore afroamericano che segue il cavallo nei vari passaggi di proprietà. È anche l'occasione per la Brooks di affrontare il tema del razzismo tuttora presente negli Stati Uniti del XXI secolo.
È stata sposata con il giornalista Tony Horwitz (1958 – 2019), per il quale si è convertita all'ebraismo, che gli ha dato un figlio di nome Nathaniel e con il quale ha adottato un bambino etiope, Bizuayehu detto "Bizu". Naturalizzata statunitense nel 2002, ha mantenuto la cittadinanza australiana. Vive a West Tisbury, sull'isola di Martha's Vineyard.

Opere
Narrativa
Annus mirabilis (Year of Wonders, 2001), traduzione di Francesca Diano, Neri Pozza, 2003
L'idealista (March, 2005), traduzione di Chiara Gabutti, Neri Pozza, 2005
I custodi del libro (People of the Book, 2008), traduzione di Massimo Ortelio, Neri Pozza, 2009
L'isola dei due mondi (Caleb's Crossing, 2011), traduzione di Massimo Ortelio, Neri Pozza, 2011
L'armonia segreta (The Secret Chord, 2015), traduzione di Massimo Ortelio, Neri Pozza, 2016
Come il vento (Horse, 2022), traduzione di Massimo Ortelio, Neri Pozza, 2022

Saggistica
Padrone del desiderio. L'universo nascosto delle donne musulmane (Nine Parts of Desire: The Hidden World of Islamic Women, 1994), Sperling & Kupfer, 1998
Padrona del mio destino (Foreign Correspondence: A Pen Pal's Journey from Down Under to All Over, 1997), Sperling & Kupfer, 2001
The Idea of Home: Boyer Lectures 2011, ABC Books, 2011

mercoledì 14 ottobre 2026

UN Ko (1933 - viv.)


Ko Un, in hangŭl: 고 은 (Gunsan, 1º agosto 1933), è un poeta, scrittore, saggista, autore teatrale e pittore sudcoreano, tra le figure più rappresentative della Corea del Sud contemporanea.
Ko Un nasce a Gunsan, nella provincia sudcoreana del Jeolla Settentrionale, nel 1933, durante l'occupazione giapponese della Corea, e sarà il testimone delle vicende dolorose che il suo Paese dovrà affrontare nell'arco di numerosi decenni: dalla dominazione coloniale giapponese, agli orrori della Seconda guerra mondiale, dalla guerra fratricida della Corea del 1950-53 alla sua divisione al trentottesimo parallelo durante la Guerra fredda, dalle numerose dittature militari susseguitesi per poi giungere negli anni novanta a testimoniare una "pacifica rivoluzione" che conduce alla guida della Repubblica di Corea come governo democratico e progressista.
Primogenito di una modesta famiglia, sia per il livello economico che culturale, apprende dal nonno la storia coreana e il perché della resistenza all'occupazione giapponese. Legato da profondo affetto alla nonna materna, che morirà durante l'esodo del dopoguerra coreano, scriverà una poesia a lei dedicata nella raccolta poetica Nanimbo.
Ko Un inizia le scuole nel periodo in cui l'uso della lingua coreana, essendo il Paese dietro gestione di un'amministrazione coloniale giapponese, era in esse vietato e, come egli stesso ricorda, anche il suo nome era stato cambiato in Dakkabayai Dorasuke. Affronta gli studi con grande impegno e già all'età di otto anni conosce i testi della letteratura classica cinese. Nel 1945 inizia a scrivere i suoi primi versi ispirato da un libro trovato per caso sulla strada di casa mentre ritorna dalla scuola media che frequentava a quattro chilometri da casa sua. Il libro, che lo colpisce enormemente, era una raccolta del poeta lebbroso Han Haun intitolato "Poesie scelte".
Nel 1950 gli viene assegnata una cattedra nella scuola media di Kunsan dove insegna coreano e arte, ma nel mese di giugno scoppia la guerra facendo precipitare il paese, che si sollevava a fatica dalla trascorsa dominazione coloniale, nell'orrore della distruzione e sconvolgendo a tal punto il giovane che tenterà il suicidio. Si salva ma perde per sempre l'uso di un orecchio.
Nel 1952, stanco degli orrori visti, trova rifugio nella religione e diventa monaco buddista dedicandosi allo studio della meditazione Sǒn con il maestro Hyobong. Viaggia per alcuni anni senza sosta vivendo di elemosina finché nel 1957, insieme ad un altro monaco, fonda il "Buddhist Newspaper" e ne diventa il direttore. Riprende così l'impegno poetico e inizia a pubblicare saggi e poesie.
Il 1958 sarà l'anno del suo debutto letterario con una poesia dal titolo "Tubercolosi" che pubblica sulla rivista "Modern Poetry" con l'incoraggiamento del poeta Co Chihun. La sua prima raccolta di poesie, Other World Sensibility, esce nel 1960 quando il giovane monaco è ormai famoso negli ambienti buddhisti e letterari.
Nel 1962, deluso ancora una volta dalla corruzione che vige nel clero buddista, decide di abbandonare la vita monastica per riprendere le vesti di laico e lo dichiara sul quotidiano "Hankook Ilbo" con un Manifesto di rinuncia. Per tre anni, dal 1963 al 1966, vive sull'isola Cheju dove insegna gratuitamente coreano e arte in una scuola di carità. In questo periodo legge Il placido Don di Michail Sholokhov in traduzione giapponese ma la vastità e grandezza del testo lo sconforta e brucia tutti i suoi manoscritti che ritiene, al confronto, misera cosa. Non è questo un periodo sereno per il poeta che, depresso dall'alcool e dall'insonnia, tenta nuovamente il suicidio. Continua comunque a scrivere e pubblica il suo secondo volume in versi Seaside Poems: God, The Last Village of Languages.
Nel 1967 il poeta fa ritorno a Seul dove ha inizio un terribile periodo nichilista nel quale, pur continuando a scrivere, non migliora il suo stato psicologico che lo porta a bere e ad ubriacarsi e nel 1970 a tentare per la terza volta il suicidio con il veleno rimanendo in coma per trenta ore.
Nel 1973 un profondo cambiamento avviene nella vita del poeta che, abbandonato e rinnegato l'atteggiamento nichilista, diventa un appassionato militante nazionalista impegnandosi negli eventi storici e sociali contemporanei. Profondamente coinvolto nel movimento per i diritti umani e nel movimento dei lavoratori dirige la sua protesta contro il tentativo del presidente Park Chung-hee di emendare la costituzione e salire al potere.
Gli anni che vanno dal 1974 al 1978 lo vedono sempre più impegnato nella lotta per i diritti umani. Nel 1974 viene fondata l'Associazione degli scrittori per la Libertà e il poeta ne diventa primo segretario generale, mentre nel 1978 sarà eletto rappresentante dell'Associazione per i diritti umani. Inserito nelle liste nere della KCIA (Korean Central Intelligence Agency), i servizi segreti della Corea del Sud, nel 1974 viene arrestato e imprigionato per la prima volta. Nello stesso anno riceve il "Korean Literature Prize". Risalgono a questi anni, nei quali non smette mai di scrivere, le raccolte On the Way to Munui Village (1977), Going into Mountain Seclusion (1977), Early Morning Road (1978), le traduzioni dai classici cinesi Selected Poems of Tu Fu, i saggi e le biografie di famosi poeti e artisti, come Critical Biography of Yi Joong-Sup, Han Hong-Un, Critical biography of the Poet Yi Sang.
Nel 1979 il poeta viene eletto vicepresidente dell'Associazione per l'unità nazionale e, imprigionato per la seconda volta, sarà presto scarcerato. Nel frattempo la situazione del paese si sta facendo sempre più critica. Assassinato nell'ottobre del 1979 il presidente Park Chung-hee, la dittatura riprende il potere nel 1980 con il colpo di Stato del generale Chun Doo-Hwan e nel maggio dello stesso anno Ko Un, accusato di alto tradimento, viene imprigionato per la terza volta e condannato all'ergastolo ma sarà liberato nell'agosto del 1982 grazie ad un'amnistia.
Nel 1983 la vita del poeta subisce una nuova svolta. Conosce Lee Sang-Wha, docente universitaria di letteratura inglese e il 5 maggio dello stesso anno si sposa e si trasferisce a sud di Seul, nella piccola città di Ansǒng dove pubblica i due volumi Collected Poems e gli nasce la figlia Cha-Ryong.
Da questo momento la vena creativa di Ko Un diventa più ricca e scrive e pubblica numerose opere di poesia, prosa e saggistica (Homeland Stars (1984), Pastoral Poems (1986), Fly High, Poem! (1986), Your Eyes (1988), Morning Dew (1990). Tra il 1986 e il 1997 inizia la pubblicazione dei primi quindici volumi di Maninbo (Diecimila vite) e tra il 1987 e il 1994 quella di Paektu Mountain: An epic in sette volumi e inoltre la prima serie di venti volumi dei Collected Works e i cinque volumi della sua Autobiography.
Nel 1987 riceve per la seconda volta il "Korean Literature Prize", ma nel 1989 viene incarcerato per la quarta volta. Nello stesso anno riceve il "Manhae Literary Prize". Riceve il "Jong-Ang Cultural Prize" nel 1991, anno della pubblicazione di For Tears, Sea Diamond Mountain, What!-Zen poems!, Garland Sutra: A Novel, e dal 1991 al 1994 sarà Presidente dell'Associazione degli scrittori per la letteratura nazionale.
Gli anni tra il 1994 e il 1998 lo vedono impegnato nell'insegnamento presso la Graduate school della Kyonggi University a Seul e sempre nel 1994 ottiene il "Daesan Literary Prize". Nel 1995 esce la raccolta di versi Dokdo Island ed esce anche il romanzo Chongsun Arirang. Nel 1997 si reca per un viaggio di quaranta giorni nel Tibet e sull'Himalaya e pubblica la raccolta di poesie A Memorial Stone oltre a un libro di saggi dal titolo At the Living Plaza.
Su invito dell'Harvard Yenching Institute trascorre un anno negli Stati Uniti (1999) dove, presso l'Università della California, insegna letteratura coreana moderna per la durata di un semestre, mentre proseguono le pubblicazioni delle sue opere: il poema epico Far, Far Journey, i due volumi del romanzo Sumi Mountain, il libro di viaggi Mountains and Rivers, My mountain and Rivers, oltre a un testo di critica poetica dal titolo Morning with Poetry. Sempre nel 1999 riceve il "Buddhist Literature Prize".
Risale al 2000 la pubblicazione dei due volumi di poesie South and North e The Himalayas e il viaggio nella Corea del nord come delegato per l'incontro al vertice tra i leader delle due Coree. Viene nel frattempo eletto co-presidente del "National Trust of Korea". Nel 2001 esce la raccolta di poesie brevi dal titolo Flowers of a moment, tradotta anche in italiano nel 2006 con il titolo Fiori d'un istante. Esce anche la raccolta in prosa intitolata The Road Has Traces of Those Who Went Before.
Nel 2002 viene pubblicata la raccolta in versi Poetry Left Behind e il poeta si dedica all'opera completa in 38 volumi dal titolo Ko Un's Complete Works oltre a pubblicare la raccolta poetica Late-Coming Song. Viene anche nominato per la prima volta candidato per la Corea al Premio Nobel per la Letteratura. I volumi 16-20 della raccolta poetica Ten Thousand Lives escono nel 2003 e nel 2004 il poeta ottiene diverse nomine, tra le quali quelle di presidente del "Korean Literary Peace Forum" e, per la seconda volta, la candidatura al Premio Nobel per la Letteratura.
Il 2005 lo vede impegnato in una visita alla Corea del Nord per partecipare ad un comitato congiunto per la stesura di un dizionario pan-coreano. Vengono intanto annunciate le pubblicazioni dei volumi 21-25 di Ten Thousand Lives e gli giunge la terza nomina a candidato al Premio Nobel che lo vede tra i finalisti. Nello stesso anno riceve il "Literary Award for Unification" e il "Bijorns Ordere for Literature".
Ha scritto poesie in quasi ogni genere immaginabile, di fatto su ogni tema. Le sue prime poesie erano perlopiù brevi liriche contrassegnate da una manifestazione straordinariamente sensuale di intensità verbale. Molto spesso, le sue poesie sono ispirate dalla visione di scorci di paesaggi, da parte di un individuo o in un ricordo fugace. Queste poesie possono essere piuttosto lunghe o molto brevi. È autore di una raccolta di poesie Zen, nonché di altre raccolte di brevi epigrammi. Ha inoltre scritto un'epopea in 7 volumi, Baektusan, sulla lotta coreana per l'indipendenza dal Giappone.
La sua più straordinaria impresa poetica è il Maninbo (Ten Thousand Lives, ovvero "Diecimila vite"), serie attualmente (2006) giunta al volume 23, nella quale egli rievoca ogni persona da lui conosciuta personalmente o incontrata nel corso delle sue conferenze durante la sua vita. Nonostante una concezione sbagliata che su di lui è stata formulata, la politica e la lotta non sono mai state pervasive nei suoi lavori pubblicati, benché egli leggesse poesie di protesta a tutte le più importanti manifestazioni pro-democrazia durante gli anni settanta e ottanta. Le sue poesie sono intensamente spontanee, caratterizzate da un linguaggio vernacolare più che da una finezza letteraria.
Ko Un ha pubblicato oltre centoventi volumi, tra cui molti volumi di poesia, varie opere di narrativa (in particolare narrativa buddista), autobiografia, teatro, saggi, traduzioni dal cinese classico, libri di viaggi, ecc. Selezioni di sue opere sono state tradotte in inglese (6-7 volumi), spagnolo (4-5 volumi), italiano, francese, tedesco, giapponese, cinese, vietnamita, ceco, bulgaro, svedese e danese.

L’ANIMO DI UN POETA

Un poeta nasce negli spazi tra crimini,
furti, uccisioni, frodi, violenze,
nelle zone più oscure di questo mondo.

Le parole di un poeta s’insinuano tra le
espressioni più volgari e basse,
nei quartieri più poveri della città,
e per qualche tempo dominano la società.

L’animo di un poeta è un solitario grido di verità
nato negli spazi fra mali e bugie del nostro tempo,
picchiato a morte da tutti gli altri animi.

L’animo di un poeta è condannato, non c’è dubbio.


UNA MIA BREVE BIOGRAFIA

A volte sogno.
Dopo il volo lontano d’un pellicano sull’Oceano Indiano
io sogno.
Come usava fare mio padre al paese natio.
Scomparsa la luce dopo il tramonto, in quell’oscurità
io sogno.
Risvegliato dal sogno
sono vivo come una linea elettrica che piange nel vento.
Finora ho respinto i miei sogni.
Persino in sogno
ho lottato per respingere i sogni.
Così,
che fossero fantasie
o teorie dominanti di un’era
le ho respinte.
Esistevano solo le cose così come sono.
Ho visto
luci fosforescenti brillare sul mare notturno.
Ho visto
le bianche fauci delle onde scintillare appena
mentre l’oscurità le seppelliva.
Esistono solo le cose così come sono.
Ho visto
lo scintillio della luce fosforescente e il suo nascondersi,
simili allo sguardo che unisce la madre e il suo neonato.
Ora accetto i sogni.
Le cose non sono più solo come sono.
Io sogno.
Ieri
non è oggi.
Oggi
Non è domani.
Ma io sogno il domani.
La Madre terra è tomba d’esperienze.

Mi resta un sogno:
possa in un futuro lontano il mio Io-fossile sepolto nella terra
diventare un canto fossile.



RAGGIO DI SOLE

Non puoi farci niente!
Perciò respira profondamente
e accetta il tuo triste destino.
Un illustre ospite visita
la mia minuta cella esposta a nord.
Non il supervisore in un normale giro d’ispezione,
ma un raggio di sole nell’incalzare della sera,
più piccolo d’un foglietto più volte ripiegato.
Sono pazzo di te, mio primo amore!
Si posa sul palmo della mano,
riscalda le dita d’un timido piede nudo.
Poi, mentre mi inchino,
e poco religiosamente sto per offrirgli un volto scarno,
quel briciolo di luce in un attimo scivola via.
Dopo la sua scomparsa là, oltre le sbarre,
la cella appare mille volte più fredda, buia.
Cella speciale di una prigione militare,
somiglia a una camera oscura.
Privo del raggio di sole, il mio riso sa di follia.
Un giorno è una bara con un cadavere,
un altro è il grande mare.
Che meraviglia! Lì qualcuno riesce anche a sopravvivere!
Essere vivi è un mare in tempesta, senza neanche una vela in vista!

 

(Traduzioni di Vicenza D’Urso)


martedì 13 ottobre 2026

YANAGIHARA Hanya (1974 - viv.)

 

Hanya Yanagihara
 (Los Angeles, 20 settembre 1974) è una scrittrice e giornalista statunitense cresciuta alle Hawaii.
Hanya Yanagihara è nata a Los Angeles. Suo padre, Roland Yanagihara, medico specializzato in ematologia e oncologia, ha origini hawaiane e giapponesi, mentre sua madre è nata a Seul, in Corea del Sud. Da bambina, Yanagihara ha traslocato spesso con la sua famiglia, trascorrendo l'infanzia tra le Hawaii, New York, il Maryland, la California e il Texas.
Dopo essersi laureata presso lo Smith College, un'università privata femminile ad indirizzo artistico, nel 1995, Yanagihara si trasferisce a New York, dove lavora per diversi anni come giornalista pubblicista. Nel 2007 inizia a scrivere per la rivista Condé Nast Traveler, occupandosi di viaggi, mentre dal 2015 lavora per T: The New York Times Style Magazine.
Il suo primo romanzo, The People in the Trees, è ispirato alla storia del virologo Daniel Carleton Gajdusek, ed è stato acclamato come uno dei migliori romanzi del 2013. Nel 2020 è uscito in Italia per Feltrinelli col titolo Il popolo degli alberi.
Nel marzo 2015 viene dato alle stampe il secondo romanzo di Yanagihara, A Little Life, che riceve ottime critiche da parte della stampa e un successo inaspettato. Il 15 settembre 2015 il romanzo entra tra i finalisti del Man Booker Prize. Successivamente, viene selezionato come finalista anche del National Book Award e viene pubblicato in Italia da Sellerio con il titolo Una vita come tante.
L'11 gennaio 2022 viene presentato, in contemporanea mondiale, il suo terzo romanzo, To Paradise, pubblicato in Italia sempre da Feltrinelli con il titolo Verso il paradiso.

Opere
Il popolo degli alberi (titolo originale: The People in the Trees, 2013), pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2020, tradotto da Francesco Pacifico, 448 pagine.
Una vita come tante (titolo originale: A Little Life, 2015), pubblicato in Italia da Sellerio nel 2016, tradotto da Luca Briasco, 1094 pagine
Verso il paradiso (titolo originale: To Paradise, 2022), pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2022, tradotto da Francesco Pacifico, 768 pagine

lunedì 12 ottobre 2026

ARIDJIS Chloe (1971 - viv.)

 

Chloe Aridjis 
(New York, 1971) è una scrittrice statunitense.
Nata a New York nel 1971, è cresciuta nei Paesi Bassi e a Città del Messico.
Ha conseguito un B.A. all'Università di Harvard e un dottorato di ricerca a Oxford e risiede a Londra.
Nel 2009 ha esordito nella narrativa con il romanzo Book of Clouds ottenendo il Prix du Premier Roman Etranger e in seguito ha vissuto per 5 anni a Berlino.
Dopo il romanzo Asunder del 2013, nel 2019 ha pubblicato I mostri del mare, prima opera tradotta in italiano e vincitrice l'anno successivo del Premio PEN/Faulkner per la narrativa.

Opere
Romanzi
Book of Clouds (2009)
Asunder (2013)
I mostri del mare (Sea Monsters, 2019), Roma, Playground, 2021 traduzione di Antonio Bravati

Saggi
Magic and the Literary Fantastique in Nineteenth-Century France (2002)
Topografía de lo insólito (2005)

domenica 11 ottobre 2026

DE SILVA Diego (1964 - viv.)

 

Diego De Silva
 (Napoli, 5 febbraio 1964) è uno scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano.
Fratello di Amleto De Silva, presso Einaudi ha pubblicato i romanzi La donna di scorta (2001, precedentemente pubblicato da Pequod Edizioni nel 1999), Certi bambini (2001, Premio Selezione Campiello, Premio Brancati e Premio Bergamo.), Voglio guardare (2002), Da un'altra carne (2004), Non avevo capito niente (2007, Premio Napoli - Libro dell'anno; finalista premio Strega), Mia suocera beve (2010), Sono contrario alle emozioni (2011), Mancarsi (2013), Terapia di coppia per amanti (2015, Premio Cimitile), Divorziare con stile (2017), Superficie (2018), I titoli di coda di una vita insieme (2025, Premio Viareggio per la narrativa). Ha ricevuto tra gli altri premi anche il Premio Nazionale Letterario Pisa ex aequo di Narrativa nel 2003.
Da Certi bambini è stato tratto nel 2004 il film omonimo diretto dai fratelli Andrea e Antonio Frazzi, vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali, fra cui l'Oscar europeo e due David di Donatello; da Terapia di coppia per amanti, nel 2017, il film omonimo diretto da Alessio Maria Federici.
Scrive anche per il cinema, collabora al quotidiano Il Mattino, al settimanale L'Espresso e all'inserto culturale Tuttolibri del quotidiano La Stampa.
I suoi libri sono tradotti in Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Grecia, Israele, Serbia, USA.

Opere
Romanzi
La donna di scorta, 1999, 2001
Certi bambini, 2001,
Voglio guardare, 2002
Da un'altra carne, 2004
Tre terzi, con Valeria Parrella e Antonio Pascale, 2009
Mancarsi, 2013
Terapia di coppia per amanti, 2015
Superficie, 2018
I titoli di coda di una vita insieme, 2024
Serie di Vincenzo Malinconico
Non avevo capito niente, 2007
Mia suocera beve, 2010
Sono contrario alle emozioni, 2011
Arrangiati, Malinconico, 2013 (contiene i 3 romanzi precedenti)
Divorziare con stile, 2017
I valori che contano (avrei preferito non scoprirli), 2020
Sono felice, dove ho sbagliato?, 2022

Raccolte di racconti
Meglio dell'amore, in Disertori, (Einaudi Stile Libero, 2000)
Il covo di Teresa, in Crimini, (Einuadi Stile Libero, 2004)
Nascondi le macerie, in De Andreide (Rizzoli, 2006)
L'intervista, in Bonus tracks (Mondadori, 2007)
Non è vero, in Crimini Italiani (Einaudi Stile Libero, 2008)
Le donne più belle si vedono negli aeroporti in Corti di carta (Corriere della Sera, 2008)
Il mezzo nichilismo dell'homo democraticus, in Questo terribile intricato mondo (Einaudi, 2009)
Pornostardust, in Ti vengo a cercare, (Einaudi Stile Libero, 2011)
Corpo a corpo, in Granta Italia/2, (Rizzoli, 2011)
Come te, in È tutta una follia, (Guanda, 2012)
Diventare è capire di essere, in Scena padre, (Einaudi, 2013)
Patrocinio gratuito, in Giochi criminali, (Einaudi, 2014)
You and me alone (La commensale), in Figuracce, (Einaudi, 2014)
Diversamente rockstar, in Ho sete ancora (iocisto, 2015)
Lievitazione, in Parole ostili (Laterza, 2018)

Teatro
Casa chiusa (atto unico dello spettacolo Tre terzi, scritto con Antonio Pascale e Valeria
Parrella e diretto da Giuseppe Bertolucci, andato in scena al teatro Mercadante di Napoli nella stagione 2007/2008 e pubblicato nei Tascabili Einaudi nel 2009)
Proprio come se nulla fosse avvenuto (Natura morta per la Darsena Acton di Napoli, di Roberto Andò, Napoli Teatro Festival 2008, testi da Anna Maria Ortese, Diego De Silva, Vincenzo Pirrotta. Con Anna Bonaiuto, Maria Nazionale, Vincenzo Pirrotta)
L'arteteca del porno (atto unico delle Interviste impossibili interpretato dall'autore con Marina Massironi e andato in scena al Teatro della Torre di Caserta Vecchia nel settembre 2009 nell'ambito della 39ª edizione del Festival Settembre al Borgo)
Dobbiamo parlare, andato in scena anche in versione teatrale nel corso del 2016 sui palchi di Ancona (Teatro delle Muse), Milano (Teatro Franco Parenti), Pontedera (Teatro Era), Roma (Ambra Jovinelli), Firenze (Teatro della Pergola), Siena (Teatro dei Rinnovati), Napoli (Teatro Diana), Verona (Teatro Nuovo), Orvieto (Teatro Mancinelli), per la regia di Sergio Rubini, con Fabrizio Bentivoglio, Sergio Rubini, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese. Produzione Nuovo Teatro in collaborazione con Palomar Television.

BROOKS Geraldine (1955 - viv.)

  Geraldine Brooks  (Sydney, 14 settembre 1955) è una scrittrice e giornalista australiana naturalizzata statunitense, vincitrice del Premio...