venerdì 17 aprile 2026

TAWADA Yōko (1960 - viv.)





Yōko Tawada 
(多和田 葉子, Tawada Yōko; Tokyo, 23 marzo 1960) è una scrittrice giapponese che vive in Germania e scrive sia in tedesco che in giapponese.
Tawada Yōko nasce a Tōkyō nel 1960. Studia la lingua e la letteratura russa all’Università di Waseda. Nel 1979 intraprende un viaggio fino in Germania attraverso la Transiberiana, e sviluppa un interesse particolare per la cultura tedesca. Nel 1982, lo stesso anno della sua laurea, all’età di 22 anni si trasferisce ad Amburgo. Qui conseguirà un master in letteratura tedesca contemporanea e successivamente, all'Università di Zurigo, un dottorato di ricerca in letteratura tedesca.
Nel 1987, cinque anni dopo il suo trasferimento, pubblica la sua prima raccolta di poesie e racconti in tedesco e giapponese, Nur da wo du bist da ist nichts. Nel 1991 vince il premio giapponese Gunzo per nuovi scrittori grazie alla novella Kakato o nakushite(かかとを失くして). Nel 1992 vince il prestigioso Premio Akutagawa con Inumuko iri (犬婿入り)[2]; nel 2005 con la Medaglia Goethe, le viene riconosciuto il suo contributo alla cultura tedesca.
Nel 2006 si trasferisce a Berlino, dove continua la sua attività scrivendo sia in giapponese che tedesco, e spaziando tra più generi letterari: romanzo breve, racconto, poesia e teatro. Realizza anche numerose collaborazioni con altri artisti, tra cui musicisti e compositori.
Tawada Yoko scrive in due lingue, giapponese e tedesco: un caso davvero unico tra le scrittrici giapponesi. Viaggia costantemente tra vari paesi, tenendo conferenze, letture e dissertazioni sui suoi lavori.
Appena arrivata in Germania arrivò quasi al punto di perdere la sua lingua madre, perché il vocabolario del giapponese le sembrava del tutto inadeguato per descrivere efficacemente il suo stato d'animo; non padroneggiando ancora il tedesco, attraversò quindi un periodo di transizione in cui non riuscì ad esprimersi in alcuna lingua. Quando riprese a scrivere in giapponese, la sua lingua nativa si era ormai trasformata.
«Durante il mio primo anno in Germania, non potevo più scrivere come avevo fatto. Non potevo più scrivere storie, ma solo frammenti, frasi, parti di frasi, parole, e poi poesie brevi, poesie che si rivelarono le prime ad essere pubblicate[...]. E poi ho scritto il mio primo testo letterale nel 1988… E sentivo di voler scrivere quella storia in tedesco. Prima non ne avevo mai avuto
intenzione. Quando andai in Germania, non era con l’intenzione di scrivere in tedesco: non volevo… È semplicemente successo.» (Yoko Tawada, da "Writing in Two Languages: A Conversation with Yoko Tawada")
I romanzi e le poesie di Tawada sono scritti in giapponese e in tedesco, ma più spesso solo in una delle due lingue: o in tedesco o in giapponese. Si nota la sua tendenza a differenziare la lingua a seconda del genere: predilige scrivere poesie e romanzi in giapponese, mentre scritti per il teatro, saggi e articoli in tedesco. In entrambe le lingue, i temi ricorrenti e fra loro sempre interconnessi sono i viaggi, i miti e le metamorfosi del corpo.
Uno dei suoi primi lavori in doppia lingua, pubblicato nel 1987, è una raccolta di poesie e prosa: la versione tedesca si intitola Die Flucht des Monds, quella giapponese Tsuki no tōso ( 月の逃走). Successivamente elabora un'ulteriore versione, intitolata Die 逃走 des 月 , nella quale sviluppa un processo di ibridazione tra le due lingue unendole in un'unica lingua ottenuta sostituendo tutti i morfemi lessicali delle parole con i kanji e lasciando invece in tedesco le parti grammaticali.
«我 歌 auf der
da der heranget

auf einem 自転車
hatte den mitten den 暗喩公園 ge
um zu»
Il particolare bilinguismo letterario di Tawada è connotato da alcune caratteristiche: la combinazione linguistica di giapponese e tedesco è piuttosto rara come scelta, e i lettori che possono comprenderla sono relativamente pochi; la scrittrice cambia continuamente tra le sue due lingue, e inscrive prospettive bilingui in ciascuna delle sue opere in modo sottile e decostruttivo. Per queste sue particolarità le sue opere hanno ricevuto numerosi riconoscimenti sia in Giappone che in Germania.
I temi più ricorrenti nelle sue opere riguardano il concetto di confine, di “straniero” ed “estraneo”, e di metamorfosi.
Il primo tema la riguarda in prima persona, per le precedenti esperienze di viaggio, primo tra tutti quello lungo la Transiberiana che l’ha poi portata a trasferirsi in Germania, e per la scelta di vivere in un paese diverso da quello natale. Il suo interesse sull’identità nazionale, i rapporti tra le lingue e culture diverse ricorrono spesso nei suoi scritti sotto forma di indagine.
La metamorfosi, altro tema ricorrente nella sua scrittura, è intesa sia come trasformazione del corpo, che come mutamento a livello linguistico: ibridazione degli elementi semantici, grammaticali e sintattici delle due lingue da lei parlate.
Nelle sue opere è peculiare un costante ripensamento dei generi tradizionali attraverso una riscrittura della tradizione culturale, sia giapponese che tedesca: gli elementi del folklore nipponico vengono fatti convivere con momenti della storia culturale europea. L’uso dell'ironia serve a decostruire i tipici stereotipi legati ad entrambe le due culture.
Opere
Opere tradotte in italiano
Memorie di un'orsa polare
 (Etüden im Schnee, 2014)
Scritto in tedesco nel 2014, viene pubblicato in Italia dall'editore Guanda nel 2017. Il romanzo si snoda nel corso di un secolo e racconta la storia di tre generazioni di orsi bianchi, allevati in cattività dagli umani. La matriarca è una stella del circo sovietico in ritiro, che scrive la sua biografia e diventa una scrittrice affermata; la figlia Tosca si affermerà invece come ballerina in un circo nella Germania dell'Est, ma dopo la caduta del muro verrà venduta allo zoo di Berlino, dove darà alla luce il figlio Knut che ne diventerà l'attrazione principale. Sono orsi polari che non sono mai stati al Polo Nord e che vivono in mezzo agli uomini, e hanno la capacità di capirne il linguaggio: non fanno però parte della razza umana, da loro spesso osservata con curiosità, stupore e distanza. Questi animali vivono in sospeso fra i richiami ancestrali della natura e della loro specie, per la quale non esistono cittadinanza e passaporto, barriere linguistiche e sociali, e la ricerca di una radice comune con la comunità umana.
Il bagno (Das Bad, 1988)
Pubblicata in Italia nel 2003, la storia ha come protagonista una giovane ragazza che, svegliandosi la mattina e guardandosi allo specchio, scopre che sulla pelle le sono cresciute tante piccole squame. La sua trasformazione in un ibrido donna-pesce subirà poi un ulteriore degrado con la perdita della parola, rubatale da uno spirito con le sembianze di una donna-ratto. La tematica della metamorfosi, fortemente correlata al tema dell’acqua, è il filo conduttore di tutta la narrazione. Opera complessa, carica di innumerevoli simbologie, presenta un gran numero di significati e temi, spesso ricollegandosi alle atmosfere attinte da leggende sia giapponesi che europee.
Opere in giapponese

1991. 三人関係, Sannin kankei,Tōkyō, Kōdansha (Racconto)
1993. 犬婿入り, Inu mukoiri ,Tōkyō, Kōdansha (Racconto)
1993. アルファベットの傷口, Arufabetto no kizuguchi; Kawade shobō shinsha, Tōkyō, Kōdansha (Romanzo)
1996. ゴットハルト鉄道, Gotthard tetsudō,Gottoharuto tetsudō; (Racconto)
1998. 聖女伝説, Seijo densetsu, Tōkyō, Ōta Shuppan (Romanzo)
1998. きつね月, Kitsune tsuki, Tōkyō, Shinshokan
1998. 飛魂, Hikon, Tōkyō, Kōdansha
1998.ふたくちおとこ, Futakuchi otoko, Kawade shobō shinsha (Racconto)
1999. カタコトのうわごと, Katakoto no uwagoto, Tōkyō, Seidosha (Saggio)
2000. ヒナギクのお茶の場合, Hinagiku no o-cha no baai, Tōkyō, Shinchōsha (Racconto)
2002. 容疑者の夜行列車, Yōgisha no yakōressha, Tokyo, Seidosha
2002. 球形時間, Kyūkei jikan, Tōkyō, Kōdansha
2003. エクソフォニー Exophonie , (Saggio),
2004. 旅をする裸の眼, Tabi o suru hadaka no me, Tōkyō, Kōdansha (Racconto)
2006. 海に落とした名前, Umi ni otoshita namae, Tōkyō, Shinchōsha (Racconto)
2006. 傘の死体とわたしの妻, Kasa no shitai to watashi no tsuma, Tōkyō, Shichōsha (Poesia)
2006. アメリカ 非道の大陸, Amerika – Hidō no tairiku, Reisegeschichten
2007. 溶ける町 透ける路, Tokeru machi sukeru michi, Tōkyō, Nihon Keizai Shinbun Shuppansha Reiseessays
2010. 尼僧とキューピッドの弓, Nisō to kyūpiddo no yumi, Tōkyō, Kōdansha, (Romanzo)
2011. 雪の練習生 , Yuki no renshūsei, Tōkyō, Shinchōsha
2012. 雲をつかむ話, Kumo wo tsukamu hanashi, Tōkyō, Kōdansha, (Romanzo)
2013. 言葉と步く日記, Kotoba to aruku nikki, Tōkyō, Iwanamishoten (Saggio)
2014. 献灯使, Kentoshi, Tōkyō, Kōdansha, (Romanzo)
2017. 百年の散步, Hyakunen no sanpo, Tōkyō, Shinchōsha (Prosa)
2017. シュタイネ, Shutaine, Tōkyō, Seidosha (Poesia)
2018. 地球にちりばめられて, Chikyū ni chiribamerarete, Tōkyō, Kōdansha
Opere in tedesco
1987. Nur da wo du bist da ist nichts, Tübingen, Gehrke (Poesia e Prosa)
1988. Das Bad, Tübingen, Konkursbuch Verl / Il Bagno, Salerno, Ripostes, 2003
1991. Wo Europa anfängt, Tübingen, Konkursbuchverlag (Poesia e Prosa)
1993. Ein Gast, Tübingen, Konkursbuch Verl. C. Gehrk
1993. Die Kranichmaske die bei Nacht strahlt, Tübingen, Konkursbuchverl Gehrke (Opera teatrale)
1994. Tintenfisch auf Reisen, Tübingen, Claudia Gehrke(Racconto)
1996. Talisman, Tübingen, Konkursbuch (Saggio letterario)
1997. Aber die Mandarinen müssen heute abend noch geraubt werden, Tübingen, Konkursbuch (prosa e poesia)
1997. Wie der Wind in Ei, Tübingen, Konkursbuchverlag C. Gehrke (Opera teatrale)
1998. Verwandlungen. Tübinger Poetikvorlesungen. Tübingen : Konkursbuchverlag
1998. Orpheus oder Izanagi. Till, Tübingen, Claudia Gehrke (dramma radiofonico e opera teatrale)
2000. Opium für Ovid, ein Kopfkissenbuch für 22 Frauen, Tübingen : Konkursbuchverl (Prosa)
2002. Überseezungen, Tübingen, Claudia Gehrke (Prosa)
2004. Das nackte Auge, Tübingen, Konkursbuchverlag(Racconto)
2005. Was ändert der Regen an unserem Leben?, Tübingen, Konkursbuch
2007. Sprachpolizei und Spielpolyglotte, Tübingen, Konkursbuch Verl. C. Gehrke
2008. Schwager in Bordeaux, Tübingen, Konkursbuch Verl. C. Gehrke (Romanzo)
2010. Abenteuer der deutschen Grammatik, übingen, Konkursbuch Verl. C. Gehrke (poesia)
2012. Yoko Tawada: fremde Wasser: Vorlesungen und wissenschaftliche Beiträge, Tübingen, Konkursbuch Verlag Claudia Gehrke
2013. Mein kleiner Zeh war ein Wort: 12, Tübingen, Konkursbuch (Opera teatrale)
2014. Etüden im Schnee, Tuebingen: Konkursbuch / Memorie di un'orsa polare, traduzione di Alessandra Iadicicco, Guanda, Milano, 2017 
2016. Akzentfrei, Tübingen, Konkursbuch Verlag Claudia Gehrke (Saggio)
2016. Ein Balkonplatz für flüchtige Abende, Tübingen, konkursbuch
2018, Sendbo-o-te, Tübingen
2020, Paul Celan und der chinesische Engel (Romanzo), Konkursbuch Verlag, Tübingen 2020.
2022, Portrait eines Kreisels. Gedichte und Kurzprosa, Konkursbuch Verlag, Tübingen 2022
2023, Eine Zungengymnastik für die Genderdebatte. Konkursbuch Verlag, Tübingen 2023




giovedì 16 aprile 2026

GLUKHOVSKY Dmitry (1979 - viv.)

 

Dmitrij Alekseevič Gluchovskij
, traslitterato anche come Dmitry Glukhovsky (12 giugno 1979), è uno scrittore e giornalista russo.
Gluchovskij è famoso in Russia per tre romanzi bestseller: Metro 2033 (Метро 2033), It's Getting Darker (Сумерки) (2007) e Metro 2034 (Метро 2034, 2009). È anche autore di una serie di scritti satirici, Рассказы о Родине (lett. "Storie di patria", 2010), con i quali critica la Russia odierna.
Dmitrij Alekseevič Gluchovskij nasce da padre ebreo "di nazionalità": Alexei, e da Larisa sua madre. Incomincia la sua carriera nel 2002 pubblicando il suo primo romanzo, Metro 2033, sul proprio sito e concedendo un accesso gratuito a tutti i lettori. Il romanzo è poi diventato un esperimento interattivo, migliorato gradualmente grazie ai suggerimenti di migliaia di lettori, e in seguito ha originato un videogioco per Xbox 360 e PC.
Come giornalista, Gluchovskij ha lavorato per le televisioni Euronews in Francia, Deutsche Welle, e RT. Nel 2008-2009 ha lavorato come conduttore radiofonico di una radio, Mayak Station. Scrive per Harper's Bazaar, L'Officiel e Playboy. Ha vissuto in Israele, Germania e Francia, e parla inglese, francese, tedesco, ebraico e spagnolo fluentemente come il nativo russo. Nel 2011 ha pubblicato il sequel di Metro 2033, Metro 2034.
Nel giugno del 2022 ha ricevuto un mandato di cattura in Russia per averne "screditato le forze armate".

Opere pubblicate in Italia
Serie Metro
Metro 2033, 2ª ed., Terni, Multiplayer Edizioni, 2012 [2005]
Metro 2034, Terni, Multiplayer Edizioni, 2011 [2009]
Il Vangelo secondo Artyom, in Metro 2033, 2ª ed., Terni, Multiplayer Edizioni, 2012 (racconto)
Metro 2035, Terni, Multiplayer Edizioni, 2016 [2015]
La profezia del crepuscolo, Terni, Multiplayer Edizioni, 2013 [2010]
Futu.re, Terni, Multiplayer Edizioni, 2016 [2013]
Outpost. L'avamposto, Terni, Multiplayer Edizioni, 2022 [2019]
Outpost. Oltre il fiume, Terni, Multiplayer Edizioni, 2023


mercoledì 15 aprile 2026

BRUCK Edith (1931 - viv.)

 

Edith Bruck
, pseudonimo di Edith Steinschreiber (Tiszabercel, 3 maggio 1931), è una scrittrice, poetessa, traduttrice, regista e testimone della Shoah ungherese naturalizzata italiana.
Edith Steinschreiber, poi Bruck dal cognome acquisito dal secondo marito sposato per evitare il servizio militare obbligatorio, nasce a Tiszabercel, e cresce a Tiszakarád, un piccolo villaggio ungherese ai confini con la Slovacchia. È l'ultima dei sei figli di una povera famiglia ebraica. Conosce, fin dall'infanzia, l'ostilità e le discriminazioni che nel suo Paese, come nel resto d'Europa, investono gli ebrei. Nella primavera del 1944, a tredici anni, dal ghetto di Sátoraljaújhely viene deportata ad Auschwitz e poi in altri campi tedeschi: Kaufering, Landsberg, Dachau, Christianstadt e, infine, Bergen-Belsen, dove verrà liberata, insieme alla sorella, nell'aprile del 1945.
Non faranno ritorno la madre, il padre, un fratello e altri familiari. Dopo la liberazione da parte degli anglo-americani tenta il rientro in Ungheria, nella sua casa; ben presto scopre però che la fine della guerra non significa pace né accoglienza, ma nuove difficoltà e, soprattutto, nuove peregrinazioni alla ricerca di un posto nel mondo dove poter vivere. Nel 1946 raggiunge in Cecoslovacchia una delle sue sorelle maggiori, salvate da Perlasca a Budapest, ma il tentativo di ricongiungimento fallisce.
Nel settembre del 1948 raggiunge Israele, a ridosso della nascita del nuovo Stato. Qui - per evitare il servizio militare - si sposa e prende il cognome che ancora oggi porta: Bruck. Nel 1954, spinta dall'impossibilità di inserirsi e di riconoscersi nel Paese immaginato "di latte e miele", non riuscendo ad accettare la realtà segnata da conflitti e tensioni, giunge in Italia e si stabilisce
a Roma, dove ancora oggi risiede.
Con l'opera Chi ti ama così – edita nella collana "Narratori" diretta da Romano Bilenchi e Mario Luzi per Lerici editori nel 1959 – Bruck inizia la sua carriera di scrittrice e testimone della Shoah adottando la lingua italiana, una «lingua non mia», che, secondo l'autrice, le offre quel distacco emotivo che le consente di descrivere le sue esperienze dei campi di concentramento: «La lettura di un racconto come questo, autobiografico, che l'autrice classifica anzi come documento, ci persuase che la semplicità, il candore, la debolezza e la forza della vita assunti come tali sono mezzi inesauribili e in ogni modo ancora i più sicuri per estrarre un sentimento di verità da quella storia enorme e mostruosa che ancora subissa la mente umana. Ne avevamo avuto prova due anni fa con Tanguy di Del Castillo; Il documento di Edith Bruck che nel suo procedere serrato non esclude il racconto e, qua e là, la vera poesia, ce ne dà conferma».
Dopo i primi racconti di deportati pubblicati negli anni immediatamente successivi alla guerra, Edith Bruck, assieme a Emilio Jani, Piera Sonnino, Ruth Weidenreich Piccagli e Corrado Saralvo, fa parte di quella seconda generazione di testimoni che nel decennio 1959-69 produce in Italia nuovi importanti memoriali dell'Olocausto, prima della grande proliferazione di racconti successiva agli anni novanta. A differenza dei primi testimoni della Shoah, Bruck non limita la sua narrazione agli eventi nel lager, ma racconta la sua infanzia prima della sua deportazione e l'ostilità continua dell'Europa verso i sopravvissuti, anche dopo la guerra. È solo l'inizio di una vasta produzione letteraria, che non si limita ai temi dell'Olocausto.
A Roma inizia anche un lungo sodalizio sentimentale e artistico con il poeta e regista Nelo Risi -
che diverrà suo marito - il quale, tra l'altro, trae da un romanzo della Bruck il film Andremo in città nel 1966, sceneggiato da Cesare Zavattini e con protagonisti Geraldine Chaplin e Nino Castelnuovo; così il tema della Shoah assume per Bruck potenzialità cinematografiche, che ha già sperimentato in quegli anni come consulente di Gillo Pontecorvo nella realizzazione di Kapò.
Collabora nel frattempo con alcuni giornali, fra cui Il Tempo, il Corriere della Sera e Il Messaggero, intervenendo in diverse occasioni intorno ai temi dell'identità ebraica e della politica di Israele.
Nel 1971 la sua prima opera teatrale, Sulla Porta, è messa in scena al Piccolo Teatro di Milano e al Teatro Quirinale di Roma. È tra i fondatori del Teatro della Maddalena di Roma, dove l'opera Mara, Maria, Marianna (di Bruck, Maraini, e Boggio) è presentata nel 1974, seguita l'anno successivo da "Per il tuo bene".
Si cimenta anche nella regia, girando nel 1979 il film Improvviso, (storia dell'educazione di un adolescente all'interno di una famiglia cattolica), e più tardi il film per la televisione Un altare per la madre (1986), tratto dall'omonimo romanzo del 1978 di Ferdinando Camon. Collabora alla sceneggiatura del film Fotografando Patrizia (1984) di Salvatore Samperi e gira qualche documentario di viaggio.
Ha tradotto, spesso in collaborazione con Risi, i più grandi poeti ungheresi, Gyula Illyés, Ruth Feldman, Attila József e Miklós Radnóti, e presentato Renukā.

Opere

Narrativa

Chi ti ama così, Milano, Lerici, 1959; Venezia, Marsilio 1974, 2015.
Andremo in città, Milano, Lerici, 1962; Roma, Carucci, 1982; Napoli, L'ancora del Mediterraneo, 2007; Collana Oceani, Milano, La nave di Teseo, 2021
È Natale, vado a vedere, Milano, Scheiwiller, 1962.
Le sacre nozze, Milano, Longanesi, 1969.
Due stanze vuote, Presentazione di Primo Levi, Venezia, Marsilio, 1974.
Transit, Milano, Bompiani, 1978; Venezia, Marsilio, 1995.
Mio splendido disastro, Milano, Bompiani, 1979; Lampi di Stampa, 2011
Nuda proprietà, Venezia, Marsilio, 1993.
L'attrice, Venezia, Marsilio, 1995
Il silenzio degli amanti, Venezia, Marsilio, 1997.
L'amore offeso, Venezia, Marsilio, 2002
Lettera da Francoforte, Collana Oscar Scrittori moderni, Milano, Mondadori, 2004
Quanta stella c'è nel cielo, Milano, Garzanti, 2009. Premio Viareggio 2009[30] - Premio Città di Bari-Costiera del Levante-Pinuccio Tatarella
Privato, Postfazione di Gabriella Romani, Milano, Garzanti, 2010. Premio Europeo di Narrativa G. Ferri - D. H. Lawrence
La donna dal cappotto verde, Collana Nuova Biblioteca n.97, Milano, Garzanti, 2012,. - Collana Oceani n.248, Milano, La nave di Teseo, 2025
Il sogno rapito, Collana Narratori moderni, Milano, Garzanti, 2014; Collana Oceani, Milano, La nave di Teseo, 2024
La rondine sul termosifone, Collana Oceani n.7, Milano, La nave di Teseo, 2017
Ti lascio dormire, Collana Oceani n.72, Milano, La nave di Teseo, 2019
Il pane perduto, Collana Oceani, Milano, La nave di Teseo, 2021

Memorialistica
Lettera alla madre, Milano, Garzanti, 1988, Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice 1989; Collana Oceani, Milano, La nave di Teseo, 2022.
Signora Auschwitz. Il dono della parola, Collana Gli specchi della memoria, Venezia, Marsilio, 1999, 2014; Collana Le onde, Milano, La nave di Teseo, 2023
I frutti della memoria. La mia testimonianza nelle scuole, a cura di E. Bruck con Eugenio Murrali, con testi di René de Ceccatty e Dario Nardella, Collana Le onde n.129, Milano, La nave di Teseo, 2024

Poesia

Il tatuaggio, Presentazione di Giovanni Raboni, Parma, Guanda, 1975.
In difesa del padre, Milano, Guanda, 1980.
Monologo, Milano, Garzanti, 1990
Itinerario / Utirany: poesie scelte, Roma, Quasar, 1998
Specchi, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2005, 2023
Versi vissuti. Poesie (1975-1990), Introduzione e cura di Michela Meschini, Prefazione di Paolo Steffan, Postfazione di E. Bruck, Macerata, EUM-Centro Edizioni Università di Macerata, 2018
Tempi, Prefazione di Michela Meschini, Collana Oceani, Milano, La nave di Teseo, 2021

Teatro
Sulla porta (1970)
Mara, Maria, Marianna (1974, con Dacia Maraini e Maricla Boggio)
Per il tuo bene (1975)

martedì 14 aprile 2026

TSIOLKAS Christos (1965 - viv.)

 

Christos Tsiolkas
 (Melbourne, 1965) è uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore australiano.
Figlio di immigrati greci, è nato e cresciuto a Melbourne. Si è formato presso la Blackburn High School e l'Università di Melbourne, dove ha frequentato un corso d'arte e conseguito un Arts Degree nel 1987. Ha curato la pubblicazione dello storico giornale studentesco Farrago nel 1987. È apertamente gay.
Nel 1995 ha scritto il suo primo romanzo Loaded, da cui tre anni più tardi è stato tratto il film Head On diretto dalla regista Ana Kokkinos, in cui ha recitato anche Alex Dimitriades. Il suo romanzo Dead Europe, pubblicato nel 2006, ha vinto il The Age Book of the Year fiction award ed è stato adattato in un film nel 2012.
Il suo quarto libro, Lo schiaffo (The Slap), del 2008, ha vinto il Premio del miglior scrittore del commonwealth nel 2009 per il miglior romanzo nella zona sud-est asiatico e Sud Pacifico. Da questo volume è stata tratta la miniserie televisiva australiana The Slap del 2011 e l'omonimo remake statunitense del 2015.
Nel 2013 ha pubblicato Barracuda un romanzo dedicato alla storia di Danny, un nuotatore gay greco-scozzese proveniente dalla classe operaia che, grazie ad una borsa di studio sportiva, frequenta una
prestigiosa scuola privata dove è soggetto ad atti di bullismo. Il protagonista, che mira a competere per i Giochi olimpici di Sydney 2000, viene sostenuto dal proprio allenatore, Frank Torma, e intrattiene un rapporto di amicizia e rivalità con il compagno di squadra Martin Taylor. Da questo romanzo nel 2016 è stata tratta l'omonima miniserie televisiva.

Opere
Loaded (1995)
Jump Cuts (con Sasha Soldatow, 1996)
The Jesus Man (1999)
The Devil's Playground (2002)
Dead Europe (2005)
Lo schiaffo The Slap (The Slap) (2008)
Barracuda (2013)
Merciless Gods (2014)


lunedì 13 aprile 2026

COVACICH Mauro (1965 - viv.)


Mauro Covacich
 (Trieste, 1965) è uno scrittore italiano.
Studia filosofia a Trieste, dove si laurea nel 1990 con una tesi su Gilles Deleuze. Giunge a Pordenone nel 1990 per svolgere il servizio civile presso il locale Dipartimento di Salute Mentale, dove si trova a collaborare con Francesco Stoppa: da questa esperienza nasce il primo libro, "Storia di pazzi e di normali" (Theoria, 1993).
Trasferitosi a Pordenone, comincia a insegnare nei licei pubblici della provincia.
Al primo libro seguono Colpo di Lama (Neri Pozza, 1995), Mal d'autobus (Tropea, 1997), Anomalie (Arnoldo Mondadori Editore, 1998, 2001), e La poetica dell'Unabomber (Theoria, 1999) che è una raccolta di reportage. Da Anomalie il regista Igor Pison ricaverà uno spettacolo teatrale, andato in scena al Teatro Rossetti di Trieste nel 2018.
Nel 1999, in seguito a questi suoi primi lavori di narratore, l'Università di Vienna gli conferisce l'Abraham Woursell Prize, una borsa di studio triennale che gli consente di effettuare periodi di “writer in residence” in numerose università europee e statunitensi. Grazie a questo riconoscimento, nel 2000 abbandona l'insegnamento per dedicarsi interamente alla scrittura.
L'anno successivo esce il suo romanzo L'amore contro (Arnoldo Mondadori Editore, 2001), poi ripubblicato da Einaudi.
Con A perdifiato (Mondadori, 2003; La nave di Teseo, 2018), inizia il cosiddetto "ciclo delle stelle". Si tratta di una pentalogia composta da altri tre romanzi: Fiona (Einaudi, 2005), Prima di sparire (Einaudi, 2008), e A nome tuo (Einaudi, 2011), intercalati dalla videoinstallazione L'umiliazione delle stelle, realizzata da Covacich nel 2010 e prodotta da Buziol-Einaudi-Magazzino d'Arte Moderna Roma 2010. Da Fiona viene ricavato nel 2013 uno spettacolo teatrale, prodotto dal Teatro Rossetti di Trieste per la regia di Andrea Liberovici.
Ha scritto alcuni saggi narrativi, tutti pubblicati da Laterza: Storia di pazzi e di normali (1993,
2007), Trieste sottosopra. Quindici passeggiate nella città del vento 2006) e L'arte contemporanea spiegata a tuo marito (2011), le cui lezioni erano prima apparse in forma di post sul sito italiano di Vanity Fair.
Covacich collabora dal 1998 col Corriere della Sera e con altre testate giornalistiche. Ha inoltre realizzato per la Rai alcuni radio documentari e il radiodramma Safari.
Nel 2005 ha lasciato Pordenone per trasferirsi a Roma. Dal 2002 al 2012 ha insegnato, insieme a Roberto Ferrucci, scrittura creativa presso l'Università di Padova.
Nel 2013, dal romanzo A nome tuo sono stati ricavati un'omonima pièce teatrale di Cinzia Spanò, andata in scena al Teatro PimOff di Milano, e il film di Valeria Golino Miele, presentato con successo al festival di Cannes.
Nel 2015 la raccolta di racconti La sposa entra in cinquina finalista al Premio Strega e in terna al Premio Chiara, piazzandosi in ambedue i casi al secondo posto.
Nel 2017 La città interiore (La nave di Teseo) vince il Premio Selezione Campiello e il Premio Brancati.
Nel 2018 gli viene conferito il Premio Tomizza.
Nel 2019 pubblica Di chi è questo cuore (La nave di Teseo).
Nel 2021 pubblica Sulla Corsa (La nave di Teseo)

Opere
Storia di pazzi e di normali. La follia in una città di provincia, Collana Geografie, Roma, Theoria, 1993 - Laterza, 2007.
Colpo di Lama, Vicenza, Neri Pozza, 1995
Mal d'autobus, Collana Le Gaggie, Tropea, 1997
Anomalie, Collana Letteratura contemporanea, Milano, Mondadori, 1998
La poetica dell'Unabomber, Collana Geografie, Roma, Theoria, 1999
L'amore contro, Collana Strade blu, Milano, Mondadori, 2001
A perdifiato, Collana Scrittori Italiani e Stranieri, Milano, Mondadori, 2003 - Einaudi, 2005-2017 - La nave di Teseo, 2018.
Fiona, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2005
Trieste sottosopra. Quindici passeggiate nella città del vento, Collana Contromano, Roma-Bari, Laterza, 2006
Prima di sparire, Collana I Coralli, Torino, Einaudi, 2008 [storia autobiografica sulla separazione dalla moglie]
A nome tuo, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2011 [storia di una donna che aiuta persone malate e disperate a morire]
L'arte contemporanea spiegata a tuo marito, Collana I Robinson.Letture, Roma-Bari, Laterza, 2011
L'esperimento, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2013
La sposa, Collana Narratori italiani, Milano, Bompiani, 2014 [raccolta di 17 racconti, tra cui la storia di Pippa Bacca ]
La città interiore, Collana Oceani n.10, Milano, La nave di Teseo, 2017
Di chi è questo cuore, Collana Oceani n. 55, Milano, La nave di Teseo, 2019
Sulla Corsa, Collana Le Onde, La nave di Teseo , 2021
L'avventura terrestre, Collana Oceani n. 190, Milano, La nave di Teseo, 2023
Kafka, collana Le Onde, La Nave di Teseo, 2024

 

TAWADA Yōko (1960 - viv.)

Yōko Tawada  ( 多和田 葉子 , Tawada Yōko; Tokyo, 23 marzo 1960) è una scrittrice giapponese che vive in Germania e scrive sia in tedesco che in ...