Hisham Matar (New York, 1970)
è uno scrittore libico.
Il suo romanzo Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro
(The return: Fathers, Sons and the Land in Between, 2016), ha vinto
nel 2017 il Premio Pulitzer per la biografia e autobiografia.
I saggi di Matar sono apparsi su The New York Times, The
Times, The Guardian, The Independent, e Asharq al-Awsat. Il
suo primo romanzo Nessuno al mondo (In the Country of Men,
2006), è stato selezionato per il Man Book Prize nel
2006, e tradotto in oltre 20 lingue.
Matar attualmente vive e scrive a Londra.
Hisham Matar è nato a New York nel 1970 e ha trascorso la sua prima
infanzia negli Stati Uniti insieme ai genitori, poiché suo padre,
Jaballa Matar, in quel periodo lavorava per la delegazione libica
alle Nazioni Unite. All'età di circa tre anni torna a vivere
con la sua famiglia a Tripoli, dove trascorre i successivi sei
anni della sua vita. Nel 1979 le persecuzioni politiche perpetrate
dal regime di Gheddafi presero di mira suo padre, leader
dell'opposizione libica, costringendolo ad abbandonare il paese con i
suoi famigliari. Il luogo d'esilio fu il Cairo, dove Matar e il
fratello continuarono i loro studi. Dopo essersi trasferito a Londra
nel 1986, conseguì la laurea in architettura al Goldsmiths
College.
Nel 1990, mentre si trovava nella capitale britannica, gli agenti dei
servizi segreti egiziani rapirono suo padre al Cairo. Essi fecero
credere alla famiglia durante i successivi due anni che Jaballa fosse
detenuto in Egitto, mentre in realtà era stato consegnato al regime
libico e incarcerato nella prigione di Abu Salim, a Tripoli. Nel 1992
i famigliari ricevettero una lettera inequivocabilmente vergata dalla
mano di Jaballa, nella quale egli chiedeva scusa alla moglie e ai
due figli per le difficoltà e il dolore che stavano attraversando
per causa sua, ma

ribadiva che, se avesse avuto la possibilità di
tornare indietro nel tempo, non avrebbe comunque cambiato la strada
intrapresa. Nel 1995 giunse una seconda lettera, e poi non si seppe
più nulla fino a quando i media, nel 2001, divulgarono la notizia
che nel 1996 era stata ordinata dalle autorità libiche un'esecuzione
di massa nella prigione di Abu Salim. I prigionieri politici fucilati
allora furono circa 1200, la carneficina durò sei ore. Matar e la
sua famiglia perdettero quindi ogni speranza di rivedere Jaballa
vivo. Tuttavia dal 2010 nuovi indizi, quali la notizia di un suo
trasferimento in un altro penitenziario appena due mesi prima della
carneficina, e un suo avvistamento risalente al 2002, riaccesero la
speranza che il padre di Hisham Matar potesse essersi salvato.
Quando
nel 2010 Hisham Matar ne fu informato, rimase estremamente scosso.
Dopo 20 anni che non vedeva suo padre, e nell'esatto momento in cui
dava alle stampe un romanzo incentrato su quell'assenza, scrisse in
un articolo pubblicato sul Guardian:
"Dov'è l'uomo che amavo far ridere? Dov'è colui che rispondeva
alle mie lettere soltanto se erano scritte in arabo? Dov'è l'uomo
che pronunciava la parola 'pazienza' come una promessa? Dov'è colui
al quale avevo promesso una nipotina di nome Taswahin, ovvero 'donna
che eguaglia qualsiasi uomo'?...Dov'è l'uomo che mi chiamava Sharh
Elbal, ovvero 'colui che placa la mente'?..."
Il 16 gennaio 2010, su iniziativa della sezione inglese del Pen
Club, venne pubblicato sul Times un appello sottoscritto da 270
scrittori, tra cui Salman Rushdie, Kazuo Ishiguro, J. M. Coetzee,
Orhan Pamuk, Ian McEwan, Kiran Desai e Zadie Smith, nel quale si
sollecitava il
Ministro degli Esteri britannico, David Miliband,
a richiedere al governo libico il ripristino dei diritti umani e
informazioni precise sulla sorte di Jaballa Matar e di altri
prigionieri politici.
Opere
Nessuno al mondo (In the Country of Men, 2006), traduzione di
A. Sirotti, Torino, Einaudi, 2008
Anatomia di una scomparsa (Anatomy of a Disappearance, 2011),
traduzione di M. Pareschi, Torino, Einaudi, 2013
Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro (The return:
Fathers, Sons and the Land in Between, 2016), traduzione di A.
Nadotti, Torino, Einaudi, 2017
Il libro di Dot, di Hisham Matar e Gianluca Buttolo, traduzione
di Anna Nadotti e Gianluca Buttolo, Milano, ReNoir Comics,
2017
Un punto di approdo (A month in Siena, 2019), traduzione di A.
Nadotti, Torino, Einaudi, 2019
Amici di una vita (My Friends, 2024), traduzione di A. Nadotti,
Torino, Einaudi, 2024