martedì 28 luglio 2026

AGUINIS Marcos (1935 - viv.)

 

Marcos Aguinis
 (Cruz del Eje, 13 gennaio 1935) è uno scrittore argentino, il cui lavoro è incentrato sulle nozioni di indipendenza, democrazia e reiezione dell'autoritarismo.
È un sostenitore del liberalismo politico e partecipa a seminari e conferenze della Fondazione di Libertà organizzata da Mario Vargas Llosa.
È nato il 13 gennaio 1935 a Cruz del Eje, Córdoba. Figlio di immigrati ebrei, quando aveva sette anni la famiglia ebbe la notizia che suo nonno e il resto della sua famiglia rimasta in Europa erano stati uccisi dai Nazisti. Lo scrittore descrive questo come il momento fondamentale della sua vita, che alla fine lo ha spinto a scrivere nel tentativo di chiudere quella ferita, per riparare il "meccanismo rotto dell'umanità. Ha avuto una vasta formazione internazionale in letteratura, neurochirurgia, psicoanalisi, arte e storia."Ho viaggiato in tutto il mondo, ma ho anche viaggiato in diverse professioni."
Ha pubblicato il suo primo libro nel 1963 e ha scritto quattordici romanzi, diciassette collezioni di saggi, quattro raccolte di racconti e due biografie. La maggior parte dei suoi libri sono diventati bestseller e spesso sono stati discussi. Lo scrittore è stato il primo autore al di fuori della Spagna a ricevere il premio Planeta per il suo libro La Cruz invertida; il suo romanzo Contro l'Inquisizione (Le gesta del marrano) è stato tradotto in diverse lingue e definito da Mario Vargas Llosa come "canto di libertà". Ha scritto, inoltre, numerosi articoli per giornali e riviste latinoamericani, americani e europei e ha tenuto numeroseconferenze e seminari presso organizzazioni educative, artistiche, scientifiche e politiche in Germania, Spagna, Stati Uniti, Israele, Russia, Italia e in quasi tutti i paesi dell'America Latina.

Opere
Romanzi
Refugiados: crónica de un palestino (1969)
La cruz invertida (1970)
Cantata de los diablos (1972)
La conspiración de los idiotas (1978)
Profanación del amor (1978)
El combate perpetuo (1981)
La gesta del marrano (1991)
Todos los cuentos (1995)
La matriz del infierno (1997)
Los iluminados (2000)
Asalto al paraíso (2002)
La pasión según Carmela (2008)
Liova corre hacia el poder (2011)
La furia de Evita (2013)
Las aventuras del joven Trotsky (2013)
Sabra (2014, insieme a Gustavo Perednik)
La novela de mi vida (2016)
Incendio de ideas (2017)

Raccolte di racconti

Operativo Siesta (1977)
Y la rama llena de frutos: todos los cuentos (1986)
Importancia por contacto (1986)
Todos los cuentos (1995)

Biografie
Maimónides, un sabio de avanzada (1963)
El combate perpetuo (1981)

lunedì 27 luglio 2026

SMOLE Dominik (1929 - 1992)

 

Dominik Smole
 (Lubiana, 24 agosto 1929 – Lubiana, 29 luglio 1992) è stato uno scrittore e drammaturgo jugoslavo e sloveno. Esponente del teatro dell'assurdo e dal pensiero esistenzialista.
Nato nel 1929 a Lubiana, all'epoca Regno di Jugoslavia. Frequenta il liceo classico a Lubiana e dopo la fine della seconda guerra mondiale lavora per l'emittente radiofonica Radio Primorska, istituita ad Ajdovščina dalle autorità jugoslave di occupazione della Venezia Giulia. In seguito torna a Lubiana e lavora come direttore di scena presso il Teatro sloveno giovanile (Slovensko mladinsko gledališče) e poi al Teatro Drammatico (Drama). Lì incontra Jože Javorsek, Žarko Petan e Bojan Stih, che lo influenzano nella ricerca di nuove modalità espressive per il teatro.
A metà degli anni cinquanta del XX secolo lavora a Stage '57, un teatro alternativo creato da giovani artisti e autori sloveni, che introduce approcci moderni nel teatro sloveno. Smole fa parte della cosiddetta generazione Critical, un gruppo di giovani talenti intellettuali, per lo più di Lubiana, che cercano di sfidare le politiche culturali rigide e repressive del regime di Tito in Slovenia.
Dopo la scomparsa del gruppo, determinata dalla reclusione di Jože Pučnik e la soppressione dello Stage '57 e delle loro due riviste letterarie, Revija 57 e Perspektive, si ritira a vita privata. Per alcuni anni lavora come operaio, in segno di protesta contro la repressione della libertà di parola da parte del regime,
ma in seguito si dedica alla scrittura. Durante questo periodo mantiene stretti contatti con il poeta dissidente e pensatore Edvard Kocbek, che lo incoraggia a proseguire la sua carriera letteraria.
Smole ha trascorso gran parte della sua vita a Lubiana, come scrittore free-lance. Muore a Lubiana nel 1992, le sue spoglie sono sepolte nel cimitero centrale Žale.

domenica 26 luglio 2026

GALEANO Eduardo (1940 - 2015)

 

Eduardo Germán María Hughes Galeano
(Montevideo, 3 settembre 1940 – Montevideo, 13 aprile 2015) è stato uno scrittore, giornalista e saggista uruguaiano.
È stata una delle personalità più autorevoli e stimate della letteratura latinoamericana. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue e combinano documentazione, narrazione, giornalismo, analisi politica e storia, sebbene l'autore stesso non si riconoscesse quale storico.
Galeano nacque a Montevideo, in Uruguay, il 3 settembre del 1940 in una famiglia altoborghese e di fede cattolica, figlio di Eduardo Hughes Roosen, d'origini gallesi e tedesche, e di Licia Esther Galeano Muñoz, d'origini italiane (più precisamente di Genova) e spagnole. A causa d'un grave dissesto che colse la sua famiglia, Galeano fu costretto sin da giovane a mantenersi con svariati lavori: operaio, pittore di insegne, messaggero, dattilografo, cassiere di banca. All'età di 14 anni vendette il suo primo fumetto politico al settimanale del Partito Socialista dell'Uruguay, El Sol, firmandovisi con lo pseudonimo di Gius (derivato da una storpiatura della pronuncia approssimativa in spagnolo del suo cognome Hughes).
Cominciò la carriera di giornalista all'inizio degli anni sessanta come direttore di Marcha, un influente settimanale a cui collaboravano Mario Vargas Llosa, Mario Benedetti, Manuel Maldonado Denis e Roberto Fernández Retamar. Per due anni diresse il quotidiano Época e lavorò come redattore capo di una University Press. Nel 1973, con un colpo di Stato i militari presero il potere in Uruguay; Galeano fu imprigionato e successivamente costretto a fuggire. Si stabilì in Argentina dove fondò la rivista culturale Crisis.
Nel 1976, quando il regime di Videla prese il potere in Argentina con un sanguinoso colpo di Stato, il suo nome fu aggiunto alla lista dei condannati dagli "squadroni della morte"; fuggì nuovamente, questa volta in Spagna, dove scrisse la famosa trilogia Memoria del fuoco (Memoria del Fuego). All'inizio del 1985 Galeano tornò a Montevideo, dove visse fino alla fine dei suoi giorni.
Morì il 13 aprile 2015 all'età di 74 anni a seguito di un tumore del polmone.
Le vene aperte dell'America Latina (Las venas abiertas de América Latina) è un'opera di accusa dello sfruttamento dell'America Latina da parte di poteri stranieri a partire dal XVI Secolo giorni nostri. Memoria del fuoco (Memoria del fuego) è un racconto in tre parti della storia dell'America del Nord e del Sud: Genesi (Los nacimentos), Facce e maschere (Las caras y las mascaras), Il secolo del vento (El siglo del viento). I personaggi sono figure storiche: generali, artisti, rivoluzionari, lavoratori, conquistatori e conquistati che vengono ritratti in brevi episodi che riflettono la storia coloniale del continente. Comincia con i miti precolombiani della creazione e finisce nel 1986.
Per Memoria del fuoco (Memoria del fuego), Galeano fu paragonato dai critici letterari a John Dos Passos e a Gabriel García Márquez. Ronald Wright scrisse sul Times Literary Supplement: "I grandi scrittori... dissolvono i vecchi generi per fondarne di nuovi. Questa trilogia di uno degli scrittori più coraggiosi e raffinati dell'America Latina è di difficile classificazione".
Galeano è anche stato un appassionato tifoso di calcio: il suo Splendori e miserie del gioco del calcio (1997) è un'analisi della storia di questo sport. Galeano lo paragona a una recita teatrale e a una guerra; critica il patto scellerato con le multinazionali e attacca gli intellettuali di sinistra che rifiutano, per ragioni ideologiche, il gioco e il suo fascino nei confronti delle masse.
I suoi libri sono stati tradotti in oltre 20 lingue.

Scritti in lingua originale
Los días siguientes, 1962
China 1964. Crónica de un desafío, Buenos Aires, J. Alvarez, 1964
Los fantasmas del día del león y otros relatos, 1967
Reportajes. Tierras de Latinoamérica, otros puntos cardinales, y algo más, 1967
Su majestad el fútbol, 1968
Siete imágenes de Bolivia, 1971
Violencia y enajenación, 1971
La cancion de nosotros, Buenos Aires, Editorial Sudamericana, 1975
Conversaciones con Raimón, 1977
La piedra arde, 1980
Voces de nuestro tiempo, 1981
Ventana sobre Sandino, 1985
Aventuras de los jóvenes dioses, 1986
La encrucijada de la biodiversidad colombiana, 1986
El descubrimiento de América que todavía no fue y otros escritos, 1986
Entrevistas y artículos (1962-1987), 1988
Nosotros decimos no. Crónicas (1963-1988), 1989
América Latina para entenderte mejor, 1990
Palabras: antología personal, 1990
Ser como ellos y otros artículos, 1992
Amares, 1993
Amares (Antología de relatos), 1993
Úselo y tírelo, 1994
Mujeres (antología de textos), 1995
Carta al señor futuro, 2007
El cazador de historias, (opera postuma), Buenos Aires, Siglo veintiuno, 2016

Edizioni italiane di altre opere
Guatemala. Una rivoluzione in lingua maya, Bari, Laterza, 1968 (Guatemala, un país ocupado, México, Editorial Nuestro Tiempo, 1967)
Voci da un mondo in rivolta, Bari, Dedalo, 1973 (Crónicas latinoamericanas, Montevideo, Giron, 1972)
Il saccheggio dell'America Latina. Ieri e oggi, Torino, Einaudi, 1976 (Las venas abiertas de America Latina, La Habana, Casa de las Américas, 1971)
Giorni e notti di amore e di guerra, Roma, Edizioni Associate, 1987 (Dias y noches de amor y de guerra, La Habana, Casa de las Americas, 1978)
L'America non ancora scoperta, Roma, Edizioni Associate, 1987 (Contraseña, Buenos Aires, Ediciones del Sol, 1985)
Memoria del fuoco, 3 voll., Firenze, Sansoni, 1989 (Memoria del Fuego, 3 voll., Mexico-Madrid, Siglo veintiuno, 1982-1986)
Il libro degli abbracci, Firenze, Sansoni, 1992 (El libro de los abrazos, Madrid, Siglo Veintiuno de Espana, 1989)
La conquista che non scoprì l'America, Roma, Manifestolibri, 1992 (El Tigre Azul y Otros Articulos, La Habana, Editorial de ciencias sociales, 1991)
Vagamundo, Roma, Coletti, 1992 (Vagamundo, 1973)
Las palabras andantes, Milano A. Mondadori, 1996 (Las palabras andantes, Madrid, Siglo ventiuno de Espana, 1993)
Splendori e miserie del gioco del calcio, Milano, Sperling & Kupfer, 1997 (El fútbol a sol y sombra, Madrid, Siglo veintiuno, 1995)
A testa in giù, Milano, Sperling & Kupfer, 1999 (Patas arriba. La escuela del mundo al reves, Madrid, Siglo veintiuno, 1998)
Un incerto stato di grazia, fotografie di Sebastião Salgado; con testi di Eduardo Galeano e Fred Ritchin, Roma, Contrasto, 2002 (An Uncertain Grace)
Le labbra del tempo, Milano, Sperling & Kupfer, 2004 (Bocas del Tiempo, Madrid, Siglo veintiuno de Espana, 2004)
Specchi. [Una storia quasi universale], Milano, Sperling & Kupfer, 2008(Espejos. Una historia casi universal, Madrid, Siglo veintiuno de Espana, 2008)
I figli dei giorni, Milano, Sperling & Kupfer, 2012 (Los hijos de los dias, Buenos Aires, Siglo veintiuno, 2012)
Le vene aperte dell’America Latina, Sur, 2021 (Las venas abiertas de América Latina, 1971)


sabato 25 luglio 2026

LEVY Andrea (1956 - 2009)

 

Andrea Levy 
(Londra, 7 marzo 1956 – 14 febbraio 2019) è stata una scrittrice britannica, famosa per il romanzo Un'isola di stranieri (Small Island), pubblicato nel 2004 in Gran Bretagna e l'anno dopo in Italia, vincitore di numerosi premi.
Andrea Levy nasce a Londra nel 1956 da una famiglia di origini giamaicane. Il padre lasciò la Giamaica nel 1948 e giunse in Gran Bretagna a bordo della Empire Windrush. Trovò lavoro in un ufficio postale e sei mesi dopo fu raggiunto dalla moglie che, fino ad allora insegnante, una volta arrivata a Londra dovette adattarsi a umili lavori saltuari per essere di sostegno alla famiglia.
La Levy è cresciuta in un quartiere popolare a maggioranza bianca nella zona di Highbury, nel nord di Londra, e ha frequentato la Highbury Hill Grammar School. La sua vita nella capitale è stata alquanto dura a causa della discriminazione razziale.
All'età di vent'anni, mentre lavorava nel reparto guardaroba della BBC, inizia a leggere voracemente le opere di scrittrici afro-americane come Maya Angelou, Toni Morrison e Alice Walker che la inducono a interrogarsi sulla sua identità di donna di colore britannica.
Inizia a scrivere solamente all'età di circa trentacinque anni, dopo aver partecipato ad alcuni workshop di scrittura creativa. Nel 1994 pubblica il suo primo romanzo, a sfondo autobiografico, Tutte le luci accese (Every Light in the House Burnin), che narra la storia di una famiglia giamaicana trasferitasi a Londra. Prima di essere pubblicato, il libro ricevette numerosi rifiuti da parte delle case editrici. La scrittrice così commenterà in seguito: «Gli editori hanno una mentalità da branco. Erano preoccupati del fatto che solo persone di colore mi avrebbero letto [...] Nessuno aveva mai avuto veramente successo come scrittrice di colore britannica che parlava delle cose di tutti i giorni».
Il suo secondo romanzo, Never Far from Nowhere (1996), ambientato a Londra negli anni Settanta, racconta la storia di due sorelle, Olive e Vivien, figlie di emigranti
caraibici, e dei pregiudizi a cui sono sottoposte a causa delle loro origini e del loro aspetto fisico. Dopo la sua pubblicazione, la Levy visitò per la prima volta la Giamaica e questa esperienza le diede nuovo materiale per il suo terzo romanzo, Il frutto del limone (1999), ambientato nell'isola caraibica e nella Gran Bretagna dell'era di Margaret Thatcher.
È con il quarto romanzo, Un'isola di stranieri (Small Island, 2004), che la Levy ha raggiunto la notorietà. L'opera ha vinto numerosi premi: l'Orange Prize, il Whitbread Prize nelle categorie "Fiction" e "Book of the Year" e il Commonwealth Prize 2005. In seguito al grande successo e ai riconoscimenti ottenuti, il romanzo venne adattato in una mini serie televisiva dallo stesso titolo, trasmessa dalla BBC nel dicembre 2009.
Il quinto romanzo, Una lunga canzone (The Long Song, 2010), racconta la storia, narrata in prima persona, della schiava July, costretta a lavorare e a vivere in una piantagione di canna da zucchero a metà del XIX secolo. Vinse il Walter Scott Prize nel 2011.
Nel 2014 è stato pubblicato il suo libro breve Six Stories and an Essay.
La Levy è stata giudice per l'Orange Prize e per il Saga Prize. Nel novembre 2017 la BBC ha annunciato che verrà trasmesso l'adattamento dell'ultimo romanzo della scrittrice, Una lunga canzone, in una mini serie televisiva in tre parti che verrà scritta dalla stessa sceneggiatrice dell'adattamento di Un'isola di stranieri, Sarah Williams.
Andrea Levy è morta nel 2019 per un tumore al seno.
Inizialmente influenzata da scrittrici statunitensi di colore, come Toni Morrison e Audre Lourde, la Levy si ispira successivamente alla letteratura femminista di Michelle Roberts e Zoe Fairbairn. Sarà però James Baldwin lo scrittore che maggiormente segnerà il suo modo di guardare alle questioni politiche
attraverso la narrativa. Da lui, la Levy eredita il modo di descrivere le dinamiche dell’imperialismo, del potere e del razzismo.
Per quanto riguarda l'influenza di scrittori caraibici, con i quali condivide lo stesso background, la Levy trova ispirazione in Sam Selvon, autore di Londinesi solitari, di cui apprezza la scrittura e, soprattutto, lo humour disinvolto.
Tutte le opere di Andrea Levy mirano ad esplorare le sue origini caraibiche, in connessione alla storia britannica. La Levy ritiene che quelle popolazioni relegate ai margini, usate come merce o condannate allo sfruttamento nel caso della schiavitù, debbano avere una loro voce e diventare parte integrante della storia.
Il suo primo romanzo, Every Light in the House Burnin′ (1994), è semi-autobiografico e mostra, coerentemente alle tematiche trattate dall'autrice, il travagliato rapporto di incontro-scontro tra black british e inglesi bianchi. Nel suo primo romanzo la protagonista e unica voce narrante è Angela, la quarta e ultima figlia di una famiglia giamaicana, che alterna ricordi della propria infanzia e impressioni da neolaureata. Nel suo secondo romanzo, Never Far from Nowhere, viene data voce a due sorelle, Vivien e Olive, che ricevono un trattamento differente dalla società in cui vivono, a causa del colore diverso della loro carnagione. Il filo conduttore dei suoi primi tre romanzi è rappresentato dalla voce di giovani donne, nate in Gran Bretagna da famiglie di origini caraibiche, che si ritrovano a vivere fra due mondi, in conflitto sia con i genitori immigrati, che con la società che le ospita sin dalla loro nascita, senza però considerarle vere cittadine inglesi.
Lo stile della Levy muta considerevolmente nel suo terzo romanzo, Il frutto del limone, in cui la trama viene narrata a più voci dai protagonisti per dar vita a una narrazione polifonica, in precedenza mai sperimentata dall'autrice. Le quattro voci
distinte dei protagonisti e l'utilizzo di flashback narrativi, conducono l'azione avanti e indietro nel tempo, dall'India agli Stati Uniti, a diverse regioni della Gran Bretagna.
Un cambiamento tematico si ha invece nel quarto romanzo, Un'isola di stranieri. Da una parte l'autrice rimane fedele al filone letterario caraibico, i cui temi principali sono la casa, la migrazione e la costante presenza di un background autobiografico: le vicissitudini dei due protagonisti di colore del romanzo ricalcano quelle attraversate dai genitori della Levy. Dall'altra parte tenta di compiere un'analisi a tutto tondo della nuova fisionomia acquistata della società inglese degli anni Sessanta, segnata dal razzismo, e dà spazio ai temi della discriminazione di genere e di classe e della guerra.
Un'isola di stranieri (Small Island)
Ritenuto l'opera più importante di Levy, il romanzo è ambientato in Giamaica e Gran Bretagna nel periodo precedente e successivo alla seconda guerra mondiale. I protagonisti sono una coppia di giamaicani di colore, giunti a Londra nel 1948, e una coppia di londinesi bianchi, i cui destini saranno legati per sempre, a simboleggiare l'incontro dei primi immigrati dai Caraibi negli anni Cinquanta e la popolazione londinese dell'epoca.
La storia della coppia caraibica rispecchia l'amara realtà vissuta dai genitori della Levy, immigrati in Inghilterra con la speranza di un futuro migliore, ma le cui aspettative vengono precocemente deluse. Discriminato e maltrattato, Gilbert scopre che l'aver combattuto nell'esercito non gli garantisce la cittadinanza inglese. La moglie Hortense si trova ugualmente perseguitata e chiamata con disprezzo darkie dagli inglesi bianchi. I due stringeranno un rapporto con la coppia di londinesi bianchi, Queenie e Bernard, altrettanto poveri e infelici. Nonostante l'iniziale sentimento di superiorità di questi ultimi, progressivamente sostituito da una perdita
di certezze e da un'amara disillusione, le due coppie trovano sostegno l'una nell'altra per affrontare la crisi economica, materiale e identitaria che affligge l'Inghilterra del periodo postbellico.
Il focus del libro non è tanto sul periodo successivo alla guerra, quanto sulle vite dei personaggi precedenti ad essa, sugli avvenimenti che li hanno portati a incontrarsi a Londra nel 1948. La contrapposizione tra i due periodi è marcata dal titolo delle sezioni in cui si divide il romanzo, «1948», in cui la narrazione è a più voci, e «Before», dove le vicende sono narrate a turno dalla voce del personaggio che ne è protagonista.

Opere
1994, Every Light in the House Burnin′ / Tutte le luci accese, Baldini Castoldi Dalai, 2008
1996, Never Far from Nowhere
1999, Fruit of the Lemon / Il frutto del limone, Baldini Castoldi Dalai, 2006 ISBN 88-8490-879-5
2004, Small Island / Un'isola di stranieri, Baldini Castoldi Dalai editore, 2005 ISBN 978-88-6620-057-4
2010, The Long Song / Una lunga canzone, Dalai Editore, 2011 ISBN 978-88-6073-775-5
2014, Six Stories and an Essay

venerdì 24 luglio 2026

TISMA Aleksandar (1924 - 2003)

 

Aleksandar Tišma
 (grafia cirillica: Александар Тишма; Horgoš, 16 gennaio 1924 – Novi Sad, 16 febbraio 2003) è stato uno scrittore serbo.
Aleksandar Tišma nasce a Horgoš, in Voivodina al confine tra Serbia e Ungheria, da padre serbo e madre ungherese di origine ebraica nel 1924.
Compie gli studi a Budapest (dove si era rifugiato per sfuggire allo sterminio degli ebrei a Novi Sad) e Zagabria, per poi laurearsi in Germanistica a Belgrado, dove lavora come giornalista e redattore.
Esordisce nella narrativa nel 1951 con un racconto al quale seguiranno numerosi romanzi e raccolte di poesie. In particolare acquista fama internazionale con la ʿTrilogia di Novi Sadʾ composta da Il libro di Blam, L'uso dell'uomo e Kapò, scritti tra il 1970 e il 1987.
Muore il 16 febbraio 2003 a Novi Sad.

Opere
Poesia
Naseljeni svet (1956)
Krčma (1961)

Racconti
Krivice (1965)
Nasilje (1965)
Mrtvi ugao (1973)
Povratak miru (1977)
Scuola di empietà (Škola bezbožništva) (1978), Roma, E/O, 1988
Hiljadu i druga noć (1987)

Romanzi
Za crnom devojkom (1969)
Il libro di Blam (Knjiga o Blamu) (1971), Milano, Feltrinelli, 1998
L'uso dell'uomo (Upotreba čoveka) (1976), Milano, Jaca book, 1988
Begunci (1981)
Vere i zavere (1983)
Kapò (Kapo) (1987), Rovereto, Zandonai, 2010
Široka vrata (1989)
Pratiche d'amore (Koje volimo) (1990), Milano, Garzanti, 1993

AGUINIS Marcos (1935 - viv.)

  Marcos Aguinis  (Cruz del Eje, 13 gennaio 1935) è uno scrittore argentino, il cui lavoro è incentrato sulle nozioni di indipendenza, democ...