domenica 17 maggio 2026

CHAMOISEAU Patrick (1953 - viv.)

 

Patrick Chamoiseau 
(Fort-de-France, 3 dicembre 1953) è uno scrittore francese.
Dopo aver compiuto studi a Parigi, influenzato dai lavori di Édouard Glissant, Patrick Chamoiseau ritorna in Martinica e s'interessa approfonditamente alla cultura creola. Pubblica il suo primo romanzo nel 1986. Ottiene la consacrazione letteraria nel 1992 vincendo il premio Goncourt con Texaco, romanzo che disegna un affresco della vita Martinicana su tre generazioni.
La sua opera dipinge i tratti della cultura popolare martinicana, quella delle persone modeste e delle loro lotte. Chronique des Sept misères ("Cronaca delle sette miserie") evoca il triste destino dei djobeurs, uomini tuttofare nei mercati di Fort-de-France, la cui presenza si fece sempre più rara con la perdita d'influenza commerciale di questi stessi mercati.
Texaco descrive la vita in una bidonville nei pressi di Fort-de-France e la lotta per la salvaguardia dei costumi autenticamente creoli.
Cercando di restituire i sapori e i dolori dell'esistenza caraibica, l'autore preferisce tuttavia l'evocazione del passato a scapito d'una trama ambientata in un'epoca contemporanea. L'altra direzione intrapresa dall'autore consiste nel lavoro di scrittura, innovativo dal punto di vista tecnico e stilistico.
Secondo Chamoiseau, la cultura antillana si è creata sulla base dell'oralità. Così, tutta la sua opera è volta alla ricerca di una traduzione scritta dell'oralità e di una vera riflessione su questo tipo di scrittura (cfr. Ecrire en pays dominé).
Chamoiseau partecipa anche alla creazione del manifesto della Créolité con Jean Bernabé e Raphaël Confiant.
Questo movimento susciterà un grande interesse, prima di tutto negli ambienti letterari antillani (si può evocare qui il relativo ravvicinamento di autori come il guadalupegno Ernest Pépin, o anche l'interesse dimostrato dall'haitiano René Depestre).
Chamoiseau presta il suo talento anche al cinema scrivendo le sceneggiature de l'Exil du roi Behanzin (1994), Passage du milieu (2000) e Biguine (2004) (tutti e tre diretti da Guy Deslauriers). Nel 2007 scrive la sceneggiatura di un nuovo film che ripercorre la vita del giornalista André Aliker (che fu assassinato mentre si apprestava a smascherare un affare compromettente fra béké, ricchi proprietari terrieri di origine francese).
Amico di Édouard Glissant, cerca di sviluppare con quest'ultimo il concetto di mondialità, in vista di tradurre, su un piano sia politico che poetico, una nuova concezione del mondo che sarebbe fondata sull'apertura delle culture, la protezione degli immaginari dei popoli, i quali scompaiono lentamente sotto l'azione uniformatrice del mondo provocata dalla globalizzazione.

Bibliografia
Manman Dlo contre la fée Carabosse, teatro, 1982
Chronique des sept misères, romanzo, 1986 trad. italiana "Cronache delle sette miserie" Ed.Serra & Riva, 1991
Solibo magnifique, romanzo, 1988
Éloge de la créolité, manifesto letterario, 1989 (con Jean Bernabé e Raphaël Confiant)
Une Enfance créole 1, Antan d'enfance, autobiografia, 1993, Prix Carbet
Lettres créoles: tracées antillaises et continentales de la littérature (1635-1975), saggio, 1991
(con Raphaël Confiant)
Texaco, romanzo, 1992, Prix Goncourt
Martinique, saggio, 1994 (con V. Renaudeau)
Guyane: Traces-Mémoires du bagne, saggio, 1994
Une enfance créole 2, Chemin d'école, autobiografia, 1994
Écrire en pays dominé, saggio, 1997
L'Esclave vieil homme et le molosse, romanzo, 1997
Elmire des sept bonheurs: confidences d'un vieux travailleur de la distillerie Saint-Etienne, saggio, 1998
Biblique des derniers gestes, romanzo, 2002, Prix Spécial du Jury RFO
À bout d'enfance, romanzo, 2005

In italiano
Una domenica in cella, (romanzo, traduzione di Paola Ghinelli), Il Maestrale, Nuoro 2010
Il vecchio schiavo e il molosso, (romanzo, traduzione di Paola Ghinelli), Il Maestrale, Nuoro 2005
Texaco, (romanzo, traduzione di Sergio Atzeni), Il Maestrale, Nuoro 2004
Elogio della creolità-Eloge de la créolité, manifesto letterario, Ibis, 1999
Solibo magnifique, Einaudi, Torino 1998
Cronaca delle sette miserie, Serra e Riva, Milano 1991


sabato 16 maggio 2026

ROSSO Renzo (1926 - 2009)

 

Renzo Rosso
 (Trieste, 15 aprile 1926 – Tivoli, 21 ottobre 2009) è stato uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore italiano.
Diplomato in violino, laureato in filosofia, dirigente RAI e collaboratore di quotidiani e riviste (Nuovi argomenti, L'Espresso, Avanti!, The London Magazine), fruisce di complesse radici culturali di tradizione mitteleuropea.
Narratore acuto  e raffinato , indaga le contraddizioni umane con “uno sguardo che parte da milioni di occhi e spazia a trecentosessanta gradi sul mondo” (Calvino). In particolare l'ultima opera, vincitrice del Premio Letterario Feronia (indetto dalla città di Fiano), esprime tutto il forte pessimismo dell'autore riguardo alla possibilità dell'umanità di sfuggire dalla sua condizione naturale d'infelicità.
Il trono della bestia, una delle sue opere di maggior successo, narra la vicenda storica e umana di Papa Benedetto IX, l'unico pontefice ad aver regnato più d'una volta, incarnazione delle contraddizioni e delle problematiche della Chiesa cattolica nel Medioevo.
Per la televisione nel 1979 è stato co-sceneggiatore con Marco Leto della miniserie televisiva I vecchi e i giovani tratta dal romanzo omonimo di Luigi Pirandello.
Nel 1960 si è sposato con la doppiatrice Benita Martini, da cui ha avuto due figli.
È morto all'età di 83 anni.
Nel 1967 ha ricevuto il Premio Sila sezione narrativa per Sopra il museo della scienza. Nel 1988 Le
donne divine ha ottenuto il Premio Selezione Campiello.

Opere
Romanzi

La dura spina, Milano, Feltrinelli, 1963.
Il segno del toro, Milano, Mondadori, 1980.
Le donne divine, Milano, Garzanti, 1988.
L'adolescenza del tempo, Segrate (Milano), Frassinelli, 1991 (Roma, Azimut, 2009).
Il trono della bestia, Segrate (Milano), Piemme, 2002.
La casa disabitata, Torino, Nino Aragno editore, 2003.
Il gabbiano nero, Roma, Azimut, 2006.

Racconti
L'adescamento, Milano, Feltrinelli, 1959.
Sopra il museo della scienza, Milano, Feltrinelli, 1967.
Gli uomini chiari, Torino, Einaudi, 1974.


venerdì 15 maggio 2026

EDWARDS Jorge (1931 - 2023)



Jorge Edwards Valdés
 (Santiago del Cile, 29 giugno 1931 – Madrid, 17 marzo 2023) è stato uno scrittore, critico letterario, giornalista e diplomatico cileno che dal 2010 aveva anche la nazionalità spagnola.
Membro a pieno titolo dell'Accademia Cilena della Lingua, ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Nazionale di Letteratura del Cile nel 1994 e il Premio Miguel de Cervantes nel 1999.
Edwards collaborava regolarmente con diversi giornali in Cile (la sua rubrica di opinione appariva ogni venerdì su La Segunda), Argentina (La Nación), Spagna (El País), Francia (Le Monde) e Italia (Corriere della Sera).
Figlio di Sergio Edwards Irarrázabal e Carmen Valdés Lira, era il più giovane dei fratelli Edwards Valdés, una famiglia composta da Carmen, Laura, Angélica, Luis Germán e lui stesso. Era un discendente diretto di José Miguel Carrera, per parte materna.
È stato educato dai gesuiti al Colegio San Ignacio, dove è stato allievo di padre Alberto Hurtado, santo cileno canonizzato nel 2005. Sulla rivista della scuola pubblicò i suoi primi scritti e fu in quegli anni che si cimentò anche nella poesia.
Studiò Diritto presso l'Università del Cile, dove entrò nel 1950. Due anni dopo venne pubblicato il suo primo libro, una raccolta di racconti intitolata El patio.
Era sposato con Pilar Fernández de Castro Vergara, la coppia ebbe due figli: Ximena e Jorge.
Nel 1954 iniziò la carriera diplomatica e, dopo aver conseguito una specializzazione in Scienze Politiche presso l'Università di Princeton, negli Stati Uniti d'America (1959), ottenne la sua prima nomina nel 1962 come segretario dell'ambasciata cilena a Parigi. In quell'anno vinse il Premio Municipale di Letteratura di Santiago nella categoria racconti con Gente de ciudad.
Al ritorno dalla Francia, dove rimase fino al 1967, il Ministero degli Affari Esteri lo nominò capo del dipartimento per l'Europa dell'Est.
Durante la sua prima missione diplomatica nella capitale francese stringe amicizia, tra gli altri, con Mario Vargas Llosa, Gabriel García Márquez e Julio Cortázar. Il suo nome è quindi associato al cosiddetto boom latinoamericano. Dopo la pubblicazione di Persona Non Grata, i suoi rapporti con molti di questi scrittori si allontanarono, ad esempio con Julio Cortázar, che disse "che Jorge Edwards è mio amico, ma non voglio vederlo".
Nel 1971 il governo di Salvador Allende lo nominò incaricato d'affari presso l'ambasciata cilena nella Cuba di Fidel Castro. Il frutto di queste esperienze sarà il suo lavoro Persona Non Grata (1973), in cui critica la società cubana. Il libro, che avrebbe ottenuto il raro merito di essere bandito sia dal governo cubano che da quello cileno, gli valse l'inimicizia delle forze politiche di sinistra e suscitò grandi polemiche tra gli scrittori latinoamericani.
Al suo ritorno da Cuba, Edwards fu nuovamente inviato come segretario d'ambasciata a Parigi, dove avrebbe riferito a Pablo Neruda. Dopo il Colpo di Stato in Cile del 1973 guidato da Augusto Pinochet, Edwards fu costretto ad abbandonare la carriera diplomatica. Andò in esilio a Barcellona, dove lavorò presso la casa editrice Seix Barral, dedicandosi alla letteratura e al giornalismo.
Edwards ritornò nel 1978 a Santiago del Cile, dove fu uno dei fondatori e, più tardi, presidente del Comitato per la Difesa della Libertà di Espressione. Nel 1988 è stato uno dei fondatori del
movimento politico Indipendenti per il Consenso Democratico. Una volta ripristinata la democrazia, il presidente Eduardo Frei Ruiz-Tagle lo nominò ambasciatore presso l'UNESCO (1994-1996).
Nel 2010 è stato nominato ambasciatore a Parigi dal nuovo governo di Sebastián Piñera, un politico che Edwards aveva pubblicamente sostenuto durante la campagna elettorale, nonostante l'altro candidato fosse Eduardo Frei Ruiz-Tagle. Nello stesso anno gli fu concessa la nazionalità spagnola per lettera naturale.
Nel novembre 2012, ha rivelato che all'età di undici anni ha subito abusi sessuali da parte di un prete di nome Cádiz, quando studiava alla scuola San Ignacio.
All'inizio di ottobre 2018, in un incontro con personaggi come Felipe Kast e Hernán Larraín Matte, ha firmato la sua adesione al partito Evolución Política.
Il tema di Edwards rappresenta un allontanamento dalla consueta letteratura cilena, poiché ignora il tema rurale e si concentra sugli ambienti urbani e mesocratici del paese. In Cile è classificato nella Generazione Letteraria del 1950.
Ha pubblicato una dozzina di romanzi in cui ha affrontato il declino di una famiglia borghese (El peso de la noche), il Cile del colpo di stato del 1973 (Los convidados de piedra), temi legati all'arte (La mujer imaginaria) e molti altri. In diversi libri si è ispirato a persone reali: Enrique Lihn (La casa de Dostoievsky), Joaquín Toesca (El sueño de la historia), Pablo Neruda (Oh, maligna), María Edwards
McClure (La última hermana) o Michel de Montaigne (La muerte de Montaigne). Si è cimentato in tutti i generi, ad eccezione del teatro: poesia nella prima giovinezza, narrativa poi (oltre ai romanzi, ha diversi libri di racconti), cronache, saggi e memorie.

Opere
Romanzi
El peso de la noche, 1965
Los convidados de piedra, 1978
El museo de cera, 1981
La mujer imaginaria, 1985
El anfitrión, 1987
L'origine del mondo (El origen del mundo, 1996)
El sueño de la historia, 2000
El inútil de la familia, 2004
La casa de Dostoievsky, 2008
La muerte de Montaigne, 2011
El descubrimiento de la pintura, 2013
La última hermana, 2016
Oh, maligna, 2019

Racconti
El patio, 1952; contiene otto racconti: «El regalo»; «Una nueva experiencia»; «El señor»; «La virgen de cera»; «Los pescados»; «La salida»; «La señora Rosa»; «La desgracia»
Gente de la ciudad, 1961; contiene otto racconti: «El funcionario»; «El cielo de los domingos»; «Rosaura»; «A la deriva»; «El fin del verano»; «Fatiga»; «Apunte»; «El último día»
Las máscaras, 1967; contiene otto racconti: «Después de la procesión»; «La experiencia»; «Griselda»; «Adiós Luisa»; «Los domingos en el hospicio»; «Los zulúes»; «Noticias de Europa»; «El orden de las familias»
Fantasmas de carne y hueso, 1992; contiene otto racconti: «La sombra de Huelquiñur»; «El pie de Irene»; «Creaciones imperfectas»; «Cumpleaños feliz»; «La noche de Montparnasse»; «El amigo Juan»; «Mi nombre es Ingrid Larsen»; «In memoriam»
La inmortalidad de los relojes y otros cuentos, 2015; contiene sei racconti: «Manterola y Williamson»; «La inmortalidad de los relojes»; «Longotoma»; «El botero de Don Claudio»; «Después de la procesión»; «El orden de las familias»







giovedì 14 maggio 2026

ROMANO Lalla (1906 - 2001)

 


Graziella Romano
, detta Lalla (Demonte, 11 novembre 1906 – Milano, 26 giugno 2001), è stata una poetessa, scrittrice, giornalista e aforista italiana.
Nata in un'antica famiglia piemontese, ha come primo grande amore la pittura, cui si dedica fin dall'adolescenza con grande partecipazione e passione. La scrittrice è la pronipote del grande matematico Giuseppe Peano, infatti sua madre Giuseppina Peano è figlia di Michele Peano, fratello maggiore di Giuseppe.. La famiglia materna era molto numerosa, il nonno Michele e la nonna Giuseppina Pellegrino ebbero ben sette figli: Michele, Alessio, Carmelo, Giuseppina, Carola, Caterina e Maria. Lo zio Alessio sposò Frieda von Kleudgen, figlia del pittore Friederich von Kleudgen.
Dopo la maturità classica, conseguita presso il liceo Silvio Pellico di Cuneo, s'iscrisse all'Università di Torino, dove frequentò i corsi di Lionello Venturi (che per il suo carattere spigoloso la chiama scherzosamente "Cardo selvatico"), Annibale Pastore e Ferdinando Neri. Ha come amici e compagni Mario Soldati, Franco Antonicelli, Carlo Dionisotti, Arnaldo Momigliano e Cesare Pavese, dal quale rimane molto colpita, definendolo nel suo diario "un giovane occhialuto, pallido, magro". Si lega sentimentalmente al sanremese Giovanni Ermiglia, al quale dedicherà numerose poesie che andranno a comporre la raccolta postuma Poesie per Giovanni.
Per anni il racconto e il romanzo non rientrano, come forma letteraria, nei suoi progetti artistici, e il "maestro" Lionello Venturi, com'era definito nell'ambiente universitario, le suggerisce di iscriversi alla scuola di pittura di Felice Casorati. Lalla frequenta la scuola e contemporaneamente lo studio del pittore Giovanni Guarlotti, dove inizia ad occuparsi di critica d'arte, e compie numerosi viaggi
a Parigi, dove rimane affascinata e molto colpita dai fermenti culturali e pittorici del quartiere latino.
Nel 1928 si laurea a pieni voti in lettere con una tesi sui poeti del dolce stil novo. Per un breve periodo dirige la Biblioteca civica di Cuneo, in seguito si trasferisce con il marito, Innocenzo Monti, e con il figlio a Torino, dove insegna storia dell'arte nelle scuole medie, coltivando sempre la sua passione per la poesia e la pittura. Diversi suoi quadri sono esposti in mostre collettive.
Durante la seconda guerra mondiale torna a vivere presso la madre a Cuneo. Legata politicamente a Livio Bianco e al movimento Giustizia e Libertà, prende parte attiva alla Resistenza e s'impegna nei "Gruppi di difesa della donna". Eugenio Montale, con un giudizio positivo sui suoi versi, la incoraggia a pubblicare alcune sue poesie e il 1941 segna il suo esordio come poetessa con la raccolta Fiore, pubblicata da Frassinelli dopo il rifiuto della Einaudi. La Romano, a dimostrazione del suo carattere riservato, chiuso ma anche molto determinato, invia una copia fresca di stampa all'editore Giulio Einaudi, con dedica "a chi non ha voluto stampare questo libro". Questo lato del carattere severo, rigoroso, introverso, portato a scavare nell'intimo, diventa l'impronta più specifica del suo percorso letterario. Nel frattempo Pavese le commissiona la traduzione dei Tre racconti di Gustave Flaubert (1943).
Nel dopoguerra raggiunge a Milano il marito, diventato nel frattempo un alto funzionario della Banca Commerciale. Qui riprende a insegnare, inizia a scrivere opere di narrativa e, nel 1951 pubblica Le metamorfosi, una serie di brevi testi in prosa dedicati alla descrizione
di sogni. Nel 1953 e nel 1957 pubblica i suoi due primi romanzi. Il primo, Maria, storia di un complicato rapporto serva-padrona, ottiene un notevole successo di critica. Viene salutato da Gianfranco Contini come un piccolo capolavoro, ma il libro è stranamente stroncato da Pavese (nel 1950), stufo morto, a suo dire, di leggere storie di donne di servizio. Nel secondo, Tetto murato, la protagonista è Ada, una donna di forte moralità. Nel 1953 pubblica anche una raccolta di poesie, L'autunno, e nel 1960 un libro di viaggio dal titolo Diario di Grecia.
Romano, donna dal carattere chiuso e introverso, conduce un'esistenza schiva e molto appartata, con scarsi contatti con il mondo intellettuale e letterario; la sua narrativa, spesso autobiografica, descrive rapporti familiari non privi d'asprezze, reticenze e mezze verità tipiche della buona borghesia settentrionale, ne La penombra che abbiamo attraversato, pubblicato nel 1964, rievoca l'infanzia vissuta nella campagna cuneese e la morte della madre.
L'opera che rivela la scrittrice al grande pubblico è il romanzo Le parole tra noi leggere, che ottiene il Premio Strega nel 1969, il cui titolo è tratto da un verso di Montale. In esso Romano descrive e analizza il rapporto con suo figlio, ragazzo difficile e ribelle, asociale e anticonformista. Il libro riscuote un notevole successo, forse anche perché tratta i temi propri della rivolta giovanile, particolarmente sentiti in quel periodo.
Il protagonista del romanzo L'ospite (1973) è ancora un bambino, trascinato nelle complicazioni di un matrimonio fallito, e il tema del matrimonio è anche filo conduttore del romanzo Inseparabile: il linguaggio incisivo ed efficace entusiasma tanto Pier Paolo Pasolini, che elogia Lalla Romano per la sua prosa.
Scrittrice infaticabile, contemporaneamente alle pubblicazioni dei libri, svolge anche un'intensa attività giornalistica in diversi quotidiani, da Il Giorno, Il Corriere della sera a Il Giornale Nuovo.
Nel 1976 compie anche una breve incursione nella politica attiva, venendo eletta consigliera comunale a Milano come indipendente del partito comunista italiano, ma dopo poco tempo si dimette, delusa e annoiata. Libera ormai dagli impegni politici, in quel periodo al centro dei suoi interessi ci sono, come lei li chiama, i "misteriosi anni venti", che, nelle intenzioni della scrittrice, doveva essere il titolo del libro Una giovinezza inventata: un viaggio della memoria, nei ricordi della sua infanzia, una specie di ideale continuazione del libro Le parole tra noi leggere.
Ancora una volta, la scrittrice procede a ritroso nel tempo e racconta la propria giovinezza, la malinconia, l'amore, i disagi, le difficoltà legate alla condizione femminile nel suo romanzo "più autobiografico e più romanzesco". È anche la storia dell'"educazione sentimentale" di Romano (non è un caso che a suo tempo avesse tradotto il celebre romanzo di Gustave Flaubert), dove si racconta l'intellettuale travolgimento per la pittura, i rapimenti sentimentali per Antonicelli, la fatica di crescere, l'attrazione per il sesso, le amicizie femminili.
Nel 1986, dopo la scomparsa del marito, inizia per l'infaticabile, tenace ed anticonformista scrittrice una nuova vita: conosce un giovane fotografo e giornalista, Antonio Ria, che sarà il compagno di vita e di lavoro degli ultimi tempi. Nonostante la differenza di età li accomuna l'amore per l'arte sotto tutti i
profili, sia umani ed esistenziali che progettuali. Con lui pubblica, primo di una serie di volumi con fotografie, La treccia di Tatiana.
Pubblica nel 1987 Nei mari estremi, dove rievoca la sua vita coniugale, a cui fa seguire Un sogno del Nord (1989), Le lune di Hvar (1991) e Un caso di coscienza (1992). Queste opere sono destinate a rafforzare l'immagine di Romano romanziera impietosa, a volte crudele narratrice dei vizi della borghesia italiana, che si riscatta dai perduranti sensi di colpa tramite aforismi ed un personale, specifico modo di scrivere.
Negli ultimi anni continua a scrivere e, nonostante una progressiva malattia agli occhi la consegni ad una cecità quasi totale, assistita amorevolmente dal suo compagno Antonio Ria, lascia incompiuto nel gennaio del 2001, dopo una lunga stesura iniziata a marzo del 2000, Diario ultimo. Il libro sarà poi pubblicato postumo, a cura di Antonio Ria, nel 2006, ovvero nel centenario della nascita della scrittrice.
Dopo pochi mesi muore, il 26 giugno 2001, a Milano, nella sua amata casa di via Brera 17. La salma fu poi tumulata nel cimitero di Demonte. A lei sono dedicate una strada a Borgo san Dalmazzo di Cuneo, una a Lecce, i giardini Lalla Romano a Cuneo e la biblioteca comunale di Castagnole Piemonte.
Spazio Lalla Romano
Presso il Palazzo Borelli di Demonte dalla fine del 2008 è stato aperto lo "Spazio Lalla Romano". Il progetto "Spazio Lalla Romano" prevede, oltre alla mostra permanente, il trasferimento della biblioteca civica di Demonte (con intitolazione all'artista), un laboratorio didattico e la realizzazione di un centro studi sul paesaggio.
Lo spazio occuperà anche il secondo piano e alcuni locali limitrofi, presenta dipinti e disegni dell'artista, una ricostruzione fotografica della sua libreria milanese di via Brera, le copertine delle sue opere letterarie, la mostra fotografica di Alessandro Vicario Paesaggi d'assenza. Sulle tracce di Lalla Romano e un documentario realizzato dall'associazione culturale Libre di Torino, Ritorno a Ponte Stura, che rivisita i luoghi nativi della scrittrice basandosi su testi letterari.
La sua casa di Milano, in Via Brera 17, è stata trasformata in un museo.

Opere
Raccolte

Opere, a cura di Cesare Segre, 2 voll., Milano, Meridiani Mondadori, 1991-1992

Narrativa e memorie
Le metamorfosi, Torino, Einaudi, 1951 (collana I gettoni, n. 2); Milano, Mondadori, 1986
Maria, Torino, Einaudi, 1953
Tetto murato, Torino, Einaudi, 1957
Diario di Grecia, Padova, Rebellato, 1960; Torino, Einaudi, 1974
L'uomo che parlava solo, Torino, Einaudi, 1961; Milano, Mondadori, 1995
La penombra che abbiamo attraversato, Torino, Einaudi, 1964; Milano, Mondadori, 1972
Le parole tra noi leggere, Torino, Einaudi, 1969; Milano, Mondadori, 2015
L'ospite, Torino, Einaudi, 1973; Milano, Mondadori, 2000; Torino, Lindau, 2016
La villeggiante, Torino, Einaudi,1975; con il titolo Pralève, Torino, Einaudi, 1978
Una giovinezza inventata, Torino, Einaudi, 1979
Lo stregone, Torino, Stampatori, 1979; Milano, Mondadori, 1986 (due racconti per ragazzi)
Inseparabile, Torino, Einaudi, 1981; Milano, Mondadori, 1986; Torino, Lindau, 2017
Nei mari estremi, Milano, Mondadori, 1987; Torino, Einaudi, 2000
Un sogno del Nord, Torino, Einaudi, 1989 Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante
Le lune di Hvar, Torino, Einaudi, 1991
Un caso di coscienza, Torino, Bollati Boringhieri, 1992; ora in Due racconti, Torino, Lindau, 2017
Minima personalia : né rimorsi né rimpianti, Firenze, Leo S. Olschki, 1994
Ho sognato l'Ospedale, Genova, Il melangolo, 1995; ora in Due racconti, Torino, Lindau, 2017
In vacanza col buon samaritano, Torino, Einaudi, 1997
L'eterno presente. Conversazione con Antonio Ria, Torino, Einaudi, 1998
Dall'ombra, Torino, Einaudi, 1999
La villeggiante e altri racconti, Milano, Mondadori, 2001
Diario di Grecia, Le lune di Hvar e altri racconti di viaggio, Torino, Einaudi, 2003
Diario ultimo, Torino, Einaudi, 2006
Vetan, Liaison editrice, Courmayeur, 2008
Pralève e altri racconti di montagna, Torino, Lindau, 2017 (comprende A Cheneil d'autunno, Profili di pietra, Vetan)

Romanzi per immagini
Lettura di un'immagine, Torino, Einaudi, 1975
Romanzo di figure : lettura di un'immagine, Torino, Einaudi, 1986
La treccia di Tatiana, Torino, Einaudi, 1986
Nuovo romanzo di figure, Torino, Einaudi, 1997
Ritorno a Ponte Stura, Torino, Einaudi, 2000

Poesia
Fiore, Torino, Frassinelli, 1941
L'autunno, con note di Carlo Bo, Milano, Edizioni della meridiana, 1955
Giovane è il tempo, Torino, Einaudi, 1974
Poesie, Torino, Einaudi, 2000 (contiene Fiore, L'Autunno e Giovane è il tempo)
Poesie per il Sig. E. Montale; seguite da Parole ultime, a cura di A. Ria, Einaudi, Torino 2001
Poesie (forse) utili, Novara, Interlinea, 2002
Poesie per Giovanni, Ventimiglia, Philobiblon, 2007


mercoledì 13 maggio 2026

DONOSO José (1924 - 1996)



José Donoso
Yáñez (Santiago del Cile, 5 ottobre 1924 – Santiago del Cile, 7 dicembre 1996) è stato uno scrittore e giornalista cileno.
Le sue prime opere furono dei racconti. Nel 1957, mentre viveva con una povera famiglia di pescatori a Isla Negra, pubblicò il suo primo romanzo, Coronación, una descrizione della vita delle classi alte di Santiago e della loro decadenza.
Nel 1961 si sposò con María Pilar Serrano. Nel 1963, Coronación fu pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti dalla casa editrice di Alfred A. Knopf. Fra il 1967 e il 1981 Donoso si trasferì in Spagna dove pubblicò El obsceno pájaro de la noche (It. L'osceno uccello della notte, 1970), unanimemente considerato la sua opera migliore e sicuramente quella di maggior ambizione.
Nel 1972 pubblicò il saggio Historia personal del Boom e nel 1973 il volume Tres novelitas burguesas. Dal momento del colpo di Stato di Augusto Pinochet in Cile si considerò esiliato in Spagna. Nel 1978 pubblicò Casa de campo, un libro che critica sottilmente la dittatura cilena.
Il suo racconto erotico La misteriosa desaparición de la marquesita de Loria (1979) fu criticato perché, secondo alcuni, dimostrava che Donoso non dominava con eguale maestria tutti i registri stilistici letterari. Lo scrittore cileno tornò al successo con El jardín de al lado (1981) e La desesperanza (1986) che lo consacrarono come uno degli autori cileni più brillanti della seconda metà del XX secolo.
Fra il 1960 e il 1965 lavorò nel campo del giornalismo per la rivista cilena Ercilla e collaborò anche alla rivista messicana Siempre. Nel 1981 fu uno dei primi scrittori cileni a condurre workshop
di scrittura ai quali parteciparono scrittori come Carlos Iturra, Marco Antonio de la Parra, Darío Oses, Roberto Brodsky, Aberto Fuguet, Arturo Fontaine Talavera o Carlos Franz.
Nel 1990 fu insignito del prestigioso Premio Nazionale di Letteratura del Cile alla carriera.
Nel 2007 è stato pubblicato un suo racconto lungo inedito (e imperfetto), Lagartija sin cola, e una biografia, opera di sua figlia Pilar Donoso.

Opere
Verano y otros cuentos (1955)
Coronación (1957)
El charleston (1960)
Il posto che non ha confini (El lugar sin límites) (1965)
Este domingo (1966)
L'osceno uccello della notte (El obsceno pájaro de la noche) (1970)
Historia personal del boom (1972)
Tres novelitas burguesas (1973)
Casa di campagna (Casa de campo) (1978)
La misteriosa desaparición de la marquesita de Loria (1980)
El jardín de al lado (1981)
Poemas de un novelista (1981)
Cuatro para Delfina (1982)
La disperanza (La desesperanza) (1986)
Taratuta y Naturaleza muerta con cachimba (1989)
Donde van a morir los elefantes (1995)
Conjeturas sobre la memoria de mi tribu (1996)
Nueve novelas breves (1997) - postumo
El mocho (1997) - postumo
Lucertola senza coda (2007) - postumo

CHAMOISEAU Patrick (1953 - viv.)

  Patrick Chamoiseau  (Fort-de-France, 3 dicembre 1953) è uno scrittore francese. Dopo aver compiuto studi a Parigi, influenzato dai lavori ...