Tomás Eloy Martínez (San Miguel
de Tucumán, 16 luglio 1934 – Buenos Aires, 31
gennaio 2010) è stato uno scrittore argentino

Le sue prime esperienze lavorative avvengono come giornalista e
critico cinematografico. In particolare a Buenos
Aires collabora per il quotidiano La Nación dal 1957
al 1961 ed è caporedattore del settimanale Primera Plana dal
1962 al 1969. Successivamente è corrispondente
a Parigi (1969-1970), direttore del
settimanale Panorama (1970-1972) e del supplemento
culturale del quotidiano La Opinión (1972-1974). Nel
1975, a causa del Processo di riorganizzazione nazionale, vale
a dire la dittatura militare che colpì l'Argentina tra il 1976 e il
1983, è costretto all'esilio a Caracas, in Venezuela,
dove rimarrà fino 1983. In questi anni lavora per il quotidiano El
Nacional (1975-1977) e fonda El Diario de Caracas (1979).
Al suo ritorno a Buenos Aires, dal 1991 al 1995 dirige il
supplemento letterario «Primer Plano» del quotidiano Página/12,
e dal 1996 scrive nuovamente per La Nación e sul The
New York Times Syndicate.
Fin dai suoi primi scritti letterari è evidente in Tomás Eloy
Martínez il retaggio della sua attività di giornalista, come
dimostra il saggio del 1961 Estructuras del cine argentino. La
sua prima opera letteraria è il romanzo Sagrado, del 1969.
Con La pasión según Trelew (1974) Eloy Martínez ritorna
all'inchiesta giornalistica, questa volta dedicata all'assassinio di
un gruppo di guerriglieri durante la dittatura di Lanusse.
Le sue opere successive mantengono il profilo di cronaca impegnata o
di taglio critico-giornalistico: Los testigos de afuera (1978)
e Retrato del artista enmascarado (1982) sono saggi
letterari, Lugar común la muerte (1979) raccoglie diversi
racconti sotto il comune tema della morte. Ne La novela de
Perón (1985) si racconta sul filo tra verità e finzione la
vita del
presidente argentino Juan Perón. Seguono La mano del
amo (1991), e il libro per cui ha guadagnato fama
internazionale, Santa Evita, del 1995. Las memorias del
general, del 1996, è una cronaca sugli anni settanta in Argentina.
Nel 2002 ha vinto il Premio Internacional Alfaguara de
Novela con il romanzo El vuelo de la reina[1]. Réquiem
por un país perdido (2003). El cantor de tango è la
penultima opera dello scrittore, prima di Purgatorio del
2008. Nel 2009 gli viene conferito il premio Ortega y
Gasset alla carriera, promosso dal quotidiano madrileno «El
País» per i migliori lavori giornalistici del mondo.
Tomás Eloy
Martínez muore il 31 gennaio del 2010 a Buenos Aires.
Opere
1961: Estructuras del cine argentino (saggio).
1969: Sagrado (romanzo).
1974: La pasión según Trelew.
1978: Los testigos de afuera (saggio di critica
letteraria).
1979: Lugar común la muerte.
1982: Ramos Sucre. Retrato del artista enmascarado (saggio
di critica letteraria).
1985: La novela de Perón (romanzo).
1991: La mano del amo (romanzo).
1995: Santa Evita (romanzo);
1996: Las memorias del General.
1999: El sueño argentino.
2000: Ficciones verdaderas.
2002: El vuelo de la reina (premio Alfaguara 2002).
2003: Réquiem por un país perdido.
2004: Las vidas del General.
2004: El cantor de tango (romanzo).
2006: La otra realidad (antologia di racconti).
2008: Purgatorio (romanzo).
2011: Argentina y otras crónicas (saggi e articoli
giornalistici).
Opere tradotte in italiano
Santa Evita, trad. di S. Meucci, Milano, Guanda, 2003; poi in Roma,
Edizioni SUR, 2013.
Il volo della regina, trad. di P. Cacucci, Milano, Guanda, 2003.
Il romanzo di Peron, trad. di P. Cacucci, Milano, Guanda, 1999.
Purgatorio, trad. di Francesca Lazzarato, Roma, Edizioni SUR, 2015.