Kenzaburō Ōe (
大江
健三郎?, Ōe Kenzaburō; Uchiko, 31
gennaio 1935 – Tokyo, 3 marzo 2023) è
stato uno scrittore giapponese, premio Nobel per la
letteratura nel 1994 per aver creato "un mondo
immaginario, dove la vita e il mito si condensano per formare
un'immagine sconcertante della situazione umana di oggi". I
suoi romanzi, racconti e saggi, fortemente influenzati dalla
letteratura francese e americana, trattano questioni politiche,
sociali e filosofiche, comprese le armi nucleari, l'energia
nucleare, l'anticonformismo sociale e l'esistenzialismo.
Nato a Ōse (
大瀬村?, Ōse-mura),
un piccolo villaggio ormai assorbito dalla città
di Uchiko (prefettura di Ehime, isola di Shikoku).
Terzo figlio di sette figli. La nonna di Ōe gli insegna arte e
oratoria. Sua nonna morì nel 1944 e, nello stesso anno, il padre di
Ōe morì nella guerra del Pacifico. La madre di Ōe divenne la
sua educatrice principale, comprandogli libri come Le avventure
di Huckleberry Finn e Il viaggio meraviglioso di Nils
Holgersson, il cui impatto, disse Ōe, "lo porterà nella
tomba". Ricordava che il suo insegnante di scuola elementare
affermava che l'imperatore Hirohito era un dio vivente e
gli chiedeva ogni mattina: "Cosa faresti se l'imperatore ti
ordinasse di morire?" Ōe rispondeva sempre: "Morirei,
signore. Mi taglierei la pancia e morirei". A casa, la sera, a
letto, riconosceva la sua riluttanza a morire e si vergognava. Dopo
la guerra, si rese conto che gli erano state insegnate bugie e si
sentì tradito. Questo senso di tradimento è poi apparso nei suoi
scritti.
Ōe ha frequentato il liceo
a Matsuyama dal 1951 al 1953. All'età di diciott'anni si
trasferì a Tōkyō per studiare letteratura francese,
laureandosi nel 1959 con una tesi su Jean-Paul Sartre.
Cominciò a scrivere nel 1957, quando era ancora studente. Il primo
lavoro pubblicato fu "Lavish are the Dead", una breve
storia ambientata a Tokyo durante l'occupazione americana, che fu
pubblicata sulla rivista letteraria Bungakukai. Una
delle sue prime opere, il racconto Animale d'allevamento,
pubblicato nel 1958, gli valse il prestigioso Premio
Akutagawa.
Negli anni seguenti il successo non gli arrise più
e le critiche non furono benevole. Nel 1961 scrisse Seventeen e The
Death of a Political Youth in cui descriveva l'ambiente del
fanatico estremismo nazionalista di destra. Entrambi i libri erano
ispirati dalla vicenda del diciassettenne Yamaguchi Otoya, che
nell'ottobre 1960 aveva ucciso il presidente del Partito Socialista
Giapponese Inejirō Asanuma e si era ucciso in prigione tre
settimane più tardi.
Nel 1963 nacque il suo primo
figlio, Hikari, affetto da una gravissima lesione cerebrale.
Quest’esperienza lasciò una traccia profonda nella sua opera.
Con Un'esperienza personale (1964) Ōe descrive la vicenda
di un padre che rifiuta la menomazione del figlio e pensa di
ucciderlo. Il libro è un atto d'accusa contro i pregiudizi sociali
nei confronti dell'handicap. Nel 1967 vinse il Premio
Tanizaki con Il grido silenzioso, nel 1973 il Premio
Noma e nel 1982 il Premio Yomiuri-bungaku. In quest'opera
recupera poeticamente l'esperienza della realtà rurale descrivendo
un ritorno al villaggio d'origine del protagonista e la riscoperta
delle tradizioni e del folklore originari. Nella vita reale la lotta
di Ōe fu premiata e il figlio Hikari divenne uno dei più noti
compositori del Giappone. Nel 1969 vinse il premio
letterario Noma con Insegnaci a superare la nostra pazzia. Il
titolo cita un verso del famoso poeta inglese W.H. Auden.
Profondo conoscitore della letteratura occidentale, Ōe usava spesso
richiami più o meno evidenti ad autori stranieri.

Nel 1965 pubblica il libro Note su Hiroshima. 18
anni dopo l'apocalisse del 6 agosto 1945, Ōe si reca per
la prima volta a Hiroshima e incontra i sopravvissuti,
simbolo di un Giappone liberato dalla follia distruttrice.
Incontra il dottor Shigetô, direttore dell'ospedale dei contagiati,
e una ragazza che si suicida dopo la morte del suo fidanzato, vittima
delle radiazioni; un giornalista che scrive affinché lo stato
aiuti gli irradiati dal fallout nucleare e le
loro memorie siano raccolte e pubblicate. Ōe analizza le
implicazioni morali e politiche dei due bombardamenti atomici; ci
consegna il quadro della città devastata, innalza un monumento alla
memoria. Nel 2012, dopo un aumento del 20% dei suicidi in
Giappone, lancerà un appello antinucleare per ricordare la
devastazione che, ancor oggi, il nucleare può procurare.
Nel 1994 vinse il premio
Nobel, secondo giapponese dopo Kawabata, che lo aveva vinto
nel 1968. In occasione della consegna del premio, pronunciò un
discorso il cui titolo richiamava da vicino quello che Kawabata tenne
nell'analoga occasione. Se il suo predecessore lo aveva intitolato Il
Giappone, la bellezza e io (ovvero: Io e il mio bel
Giappone), Ōe scelse come titolo Il Giappone, l'ambiguità ed
io (ovvero: Io e il mio ambiguo Giappone). Come Kawabata,
giocava sul doppio senso che la frase ha in giapponese, mettendo però
in luce l'abissale distanza tra sé e il grande autore "classico"
che l'aveva preceduto. Se il mondo di Kawabata era legato a concetti
di bellezza e di espressione tradizionali, il mondo di Ōe è molto
più moderno, contraddittorio, più severo nei confronti di una
società, come quella giapponese, che fatica a fare un riesame
critico della sua storia più recente. Nel 1996 gli viene assegnato
il Premio Grinzane Cavour.

Ōe è stato coinvolto in diverse
campagne pacifiste e antinucleari e ha scritto libri sui
bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki e
sull'Hibakusha. Dopo aver incontrato il famoso attivista
antinucleare Noam Chomsky a una cerimonia di laurea
ad Harvard, Ōe iniziò la sua corrispondenza con Chomsky
inviandogli una copia dei suoi appunti di Okinawa. Pur
discutendo anche delle note di Okinawa di Ōe, la risposta
di Chomsky includeva una storia della sua infanzia. Chomsky gli
scrisse che quando seppe per la prima volta del bombardamento atomico
di Hiroshima, non poteva sopportare che fosse celebrato, e andò nei
boschi rimanendo lì seduto da solo fino a sera. Ōe in seguito disse
in un'intervista: "Ho sempre rispettato Chomsky, ma l'ho
rispettato ancora di più dopo che me lo ha detto". Dopo il
disastro nucleare di Fukushima del 2011, esortò il primo
ministro Yoshihiko Noda a "fermare i piani per riavviare le
centrali nucleari e abbandonare invece l'energia nucleare". Ōe
affermò che il Giappone aveva una "responsabilità etica"
di abbandonare l'energia nucleare all'indomani del disastro nucleare
di Fukushima, proprio come aveva rinunciato alla guerra secondo la
sua Costituzione del dopoguerra. Chiese quindi "l'immediata fine
della produzione di energia nucleare, avvertendo che il Giappone
subirebbe un'altra catastrofe nucleare se tentasse di riprendere le
operazioni delle centrali nucleari". Nel 2013 organizzò una
manifestazione di massa a Tokyo contro il nucleare. Ōe ha anche
criticato i tentativi di modificare l'articolo 9 della Costituzione
del Giappone, che rinuncia per sempre alla guerra.
Molti dei suoi scritti sono stati
tradotti in inglese, francese, tedesco, russo, cinese, italiano,
spagnolo ed altre lingue.
È deceduto all’età di 88 anni nelle prime ore del 3 marzo 2023.
La notizia della sua morte è stata divulgata dalla famiglia
solamente il 13 marzo in modo da poter celebrare in via privata il
funerale.
Si è
sposato nel febbraio 1960. Sua moglie, Yukari, era figlia del
regista Mansaku Itami e sorella del regista Jūzō
Itami. Lo stesso anno incontrò Mao Zedong durante un
viaggio in Cina. Andò anche in Russia e
in Europa l'anno successivo, visitando Sartre a Parigi.
Viveva a Tokyo e aveva tre figli. Nel 1963, suo figlio
maggiore, Hikari, nacque con un'ernia cerebrale. Inizialmente
ha lottato per accettare le condizioni di suo figlio, che
richiedevano un intervento chirurgico che lo avrebbe lasciato con
difficoltà di apprendimento per tutta la vita. Hikari visse
con Kenzaburō e Yukari fino alla mezza età, e spesso componeva
musica nella stessa stanza in cui suo padre stava scrivendo.
Nel 2006 è stato istituito il Premio
Kenzaburō Ōe per promuovere i romanzi letterari giapponesi
pubblicati nell'ultimo anno. L'opera vincitrice è selezionata
esclusivamente da Ōe. Il vincitore non riceve alcun premio in
denaro, ma il romanzo è tradotto in altre lingue.
Opere
Romanzi
L'animale d'allevamento (飼育
Shiiku, 1957)
Memushiri
kōchi (芽むしり仔撃ち
lett. "Strappa il germoglio, spara al bambino",
1958)[
Seventeen (セヴンティーン
Sevuntīn, 1961)
Morte di un giovane
militante (政治少年死す
Seiji syōnen shisu, 1961)
Aghwee il mostro celeste (空の怪物アグイー
Sora no kaibutsu Aguii, 1964)
Un'esperienza personale (個人的な体験,
Kojinteki na taiken, 1964); trad. it. Nicoletta Spadavecchia,
Garzanti, Milano 1996
Il grido silenzioso (万延元年のフットボール
Man'en gan'nen no futtobōru, 1967); letteralmente "Football
americano nel primo anno dell'era Man'en", romanzo,
1967); ed. it. a cura di Mara Muzzarelli, trad. Nicoletta
Spadavecchia, Garzanti, Milano, 1987
Il giorno in cui lui mi asciugherà
le lacrime (みずから我が涙をぬぐいたまう日
Mizukara waga namida wo nuguitamau hi, 1972)
Kōzui wa waga tamashii ni
oyobi (洪水はわが魂に及び,
1973)
Pinchiran'nā
chōsho (lett. "Memorie di un velocista", 1976)[11]
Pinchi ran'nā chōsho (ピンチランナー調書,
1976)
Dojidai gemu (同時代ゲーム,
1979)
Dōjidai
gemu ("Il gioco della contemporaneità", 1979)[11]
Atarashii hito yo,
mezameyo (新しい人よ眼ざめよ,
1983)
M/T
to mori no fushigi no monogatari (M/Tと森のフシギの物語,
"Lettere agli anni della nostalgia", 1986)[
Gli anni della
nostalgia (懐かしい年への手紙 Natsukashii
toshi e no tegami, lett. "Lettere agli anni della nostalgia",
1987), trad. Emanuele Ciccarella, Garzanti, Milano, 1997Kirupu no gundan (キルプの軍団,
1988)
L'eco del paradiso (Jinsei no
shinseki 人生の親戚,
1989); trad. it. Gianluca Coci, Garzanti, Milano 2015.
Chiryou tou (治療塔,
1990)
Shizuka
na seikatsu (静かな生活,
"Un'esistenza tranquilla" 1990)
Trilogia Moeagaru midori no
ki (lett. "Il verde albero in fiamme"):
Sukuinushi
ga nagurareru made ( 「救い主」が殴られるまで,
"E il Salvatore sarà percosso", 1993)
Vashirēshon (揺れ動く
(ヴァシレーション),
"Vacillation", 1994)
Ōinaru
hi ni ( 大いなる日に,
"Nel grande giorno", 1995)
Il salto mortale (宙返り
Chūgaeri, 1999); trad. it. Gianluca Coci, Garzanti
Il bambino scambiato (取り替え子
(チェンジリング)
Torikae ko (Chenjiringu), 2000); trad. it. Gianluca Coci, Garzanti,
Milano 2013.
Sayōnara, watashi no hon
yo! (さようなら、私の本よ!,
2005)
La vergine eterna (臈たしアナベル・リイ
総毛立ちつ身まかりつ Routashi Anaberu Riī souke
dachitu mimakaritu, 2007); trad. it. Gianluca Coci, Garzanti,
Milano, 2011.
La foresta d'acqua (Suishi 水死,
2009), trad. it. Gianluca Coci, Garzanti. Milano, 2019.
Racconti
Kimyō
na shigoto ("Uno strano lavoro", 1957)
Shisha
no ogori ("L'orgoglio dei morti", 1957)
Animale d'allevamento (Shiiku,
letteralmente "Allevamento", 1958), trad. Nicoletta
Spadavecchia, in Insegnaci a superare la nostra pazzia, cit.
Ningen
no hitsuji ("La pecora degli esseri umani", 1958)
Koko
yori hoka no basho ("Da qualche parte altrove",
1959)
Il fratello minore dell'eroico
guerriero (Yūkan na heishi no otōto, 1960)
Seventeen (Sebuntiin, 1961)
Morte di un giovane
militante (Seiji shōnen shisu, 1961)
Sakebigoe ("L'urlo",
1963)
Aghwee, il mostro celeste (Sora
no kaibutsu Aguii, 1964), trad. Nicoletta Spadavecchia, in Insegnaci
a superare la nostra pazzia, cit.
Insegnaci a superare la nostra
pazzia (Warera no kyōki o ikinobiru michi o oshieyo, 1969),
trad. Nicoletta Spadavecchia, Garzanti, Milano, 1992
Kōzui
wa waga tamashii ni yobi ("Le acque hanno invaso la mia
anima", 1973)
Talvolta il cuore della
tartaruga (Ume no chiri, 1982)
Rein
Tree (Rein Tsurī) o kiku onnatachi ("Donne che ascoltano
l'Albero della Pioggia'", 1982)
Come si uccide un albero? (Ika
ni ki o korosu ka, 1984)
Il figlio
dell'imperatore (raccolta di racconti
contenente: Seventeen, Morte di un giovane militante, Io
e il mio ambiguo Giappone, 1997), trad. Michela Morresi, Marsilio,
Venezia, 1997.
Altro
Note su Hiroshima (Hiroshima
nōto, 1965), trad. it. Gianluca Coci, Alet, Padova, 2008
Forza immaginativa dell'era
nucleare (Kakujidai no sozōryoku, raccolta di testi di
conferenze, 1970).
Appunti
di Okinawa (Okinawa nōto, raccolta di appunti, 1970).
Il giorno in cui lui mi asciugherà
le lacrime (Mizukara waga namida o nugui tamau hi, 1972), trad.
Nicoletta Spadavecchia, in Insegnaci a superare la nostra
pazzia, cit.
Il
dopoguerra da me vissuto come contemporaneo (Dōjidai to shite
no sengo, saggio, 1973).
Il
metodo del romanzo (Shōsetsu no hōhō, saggio, 1978)
Raccolta
di storie grottesche moderne (Gendai denkishu, 1980)
Atarashii
hito yo mezameyo ("Svegliati, giovane della nuova era",
testo per il Convegno del PEN Club su "La Letteratura
nell'epoca nucleare: perché scriviamo", 1983).
Atarashii
Bungaku no tame ni (saggio, "Per una Nuova Letteratura",
1988).
Saigo
no shōsetsu (saggio, "L'ultimo romanzo", 1988).
Ieri 50 anni fa (carteggio
con Günter Grass, 1991), trad. Maria Luisa Cantarelli e Mariko
Muramatsu, Archinto, Milano, 1997.
Una famiglia (Kaifuku suru
kazoku, letteralmente "Una famiglia guaritrice" raccolta
articoli apparsi sulla rivista «Sawarabi», 1995), trad. Elena Dal
Prà, Mondadori, Milano, 1997.
La nobile tradizione del
dissenso (con Susan Sontag), trad. Paolo Dilonardo,
Archinto, Milano, 2005.
Il salto mortale (Chūgaeri,
1999), trad. Gianluca Coci, Garzanti, Milano, 2006Il bambino scambiato (Chenjiringu)
2000), trad. Gianluca Coci, Garzanti, Milano, 2013.
La vergine eterna (Rōtashi
Anaberu Rii sōkedachitsu mimakaritsu, lett. "Raggelando e
uccidendo la mia bella Annabel Lee", 2007), trad. Gianluca
Coci, Garzanti, Milano, 2011