venerdì 6 febbraio 2026

VIDAL Gore (1925 - 2012)

 

Gore Vidal
, pseudonimo di Eugene Luther Gore Vidal (West Point, 3 ottobre 1925 – Los Angeles, 31 luglio 2012), è stato uno scrittore, saggista, sceneggiatore, attore e drammaturgo statunitense.
Autore prolifico di romanzi, saggi, opere teatrali, è altresì famoso per aver scritto sceneggiature di film di successo come Improvvisamente, l'estate scorsa di Joseph L. Mankiewicz e Ben-Hur di William Wyler. Nei primi anni cinquanta, usando lo pseudonimo di "Edgar Box", scrisse tre romanzi gialli su di un detective immaginario di nome Peter Cutler Sargeant II.
Figlio di Eugene Vidal e Nina Gore, nasce all'Accademia militare degli Stati Uniti, dove il padre è istruttore aeronautico. Non appena ha inizio la sua carriera letteraria, sceglie come nome il cognome del nonno materno Thomas P. Gore, senatore democratico dello Stato dell'Oklahoma.
Cresce a Washington, dove frequenta la St. Albans School. Il nonno materno, il senatore Gore, è cieco, e il nipote, che legge spesso per lui, di tanto in tanto gli fa da guida: ciò gli consente l'accesso - insolito per un bambino - ai corridoi del potere. L'isolazionismo del senatore Gore è uno dei principi ispiratori della filosofia politica di Vidal, che ha sempre criticato con fermezza l'imperialismo statunitense. Non a caso, oltre a un'innumerevole serie di saggi sull'argomento (molti dei quali pubblicati in Italia da Fazi Editore), ha scritto un ciclo di romanzi che descrive proprio il passaggio degli Stati Uniti da repubblica a impero: le cosiddette Narratives of Empire sono un ciclo di sette romanzi che abbracciano la storia statunitense dai primi dell'Ottocento (Burr) alla seconda guerra mondiale (L'età dell'oro).
Dopo aver frequentato la Phillips Exeter Academy, Gore Vidal si arruola come riservista nell'esercito degli Stati Uniti. È il 1943 e gli Stati Uniti sono in guerra da un paio d'anni. Nello sbarco alleato di Iwo Jima perde la vita Jimmy Trimble, "la mia altra metà", come lo definisce lo stesso Vidal nel suo libro di memorie Palinsesto, del 1994: "Io ero più grande di lui di una settimana. Avevamo la stessa altezza e lo stesso peso. Lui aveva l'occhio lungo dell'atleta-cacciatore; io quello miope del lettore-scrittore. Io ero biondo con i capelli lisci. Lui era biondo, con i capelli ricci." Sul suo rapporto con Jimmie, Vidal ha anche concesso un'intervista al quotidiano inglese The Independent.
Per circa trent'anni ha vissuto in Italia, prima a Roma (in Largo di Torre Argentina) e poi a Ravello nella costiera amalfitana. Dopo la morte nel 2005 del compagno di una vita, Howard Austen, ha venduto la villa La Rondinaia di Ravello ed è ritornato stabilmente a Los Angeles. Austen è stato sepolto nel cimitero di Rock Creek a Washington D.C., in una tomba destinata a ricevere anche le spoglie di Gore Vidal stesso.
Vidal, che fu anche membro onorario della National Secular Society, morì nella sua casa di Hollywood Hills il 31 luglio 2012 all'età di 86 anni a seguito di complicazioni per una polmonite. La sua salma è inumata nel cimitero di Rock Creek a Washington.
La statua di sale (The City and the Pillar)
Dopo aver scritto e dato alle stampe un paio di romanzi, tra i quali spicca Williwaw, basato sulle sue esperienze militari nel Alaskan Harbor Detachment (distaccamento portuale in Alaska), Vidal decise di pubblicare La statua di sale. È il 1948 e il libro suscita immediatamente le attenzioni del pubblico e le critiche non proprio entusiastiche di buona parte della stampa degli Stati Uniti. Il libro narra infatti le vicende di Jim Willard, figlio di una "normale" famiglia della media borghesia del Sud degli Stati Uniti, bello, atletico, schivo e innamorato del suo migliore amico. Si tratta per certi aspetti del primo romanzo statunitense che tratti con estrema disinvoltura della passione di un ragazzo per un suo coetaneo senza cadere nella caratterizzazione dell'omosessuale effeminato dominante nell'immaginario collettivo (non solo statunitense).
Non a caso, racconta Vidal nella sua autobiografia Palinsesto: "Uno dei redattori della Dutton [la casa editrice che già aveva pubblicato Williwaw e In a yellow wood, ndr] mi aveva detto che se il libro fosse stato pubblicato, mi sarebbero toccati vent'anni di recensioni negative e la mia reputazione letteraria sarebbe finita per sempre. La mia risposta fu una sorta di fischio a mezzanotte: «Se c'è un mio libro che ancora verrà ricordato nel 1968... questa è la fama, o no?». Il redattore della Dutton non era lontano dal vero se, come ricorda Vidal: «Per vent'anni - e più - venni regolarmente attaccato per non avere sufficientemente adorato l'altare della Famiglia. Un certo Orville Prescott, il recensore del New York Times, disse al mio redattore che non avrebbe mai più letto e ancor meno recensito un mio libro. Time e Newsweek fecero altrettanto.»
Il libro è dedicato a "J.T.", ovvero Jimmie Trimble, il ragazzo della St. Albans di cui Vidal è stato innamorato per anni, nonostante la sua morte prematura durante la battaglia di Iwo Jima, nel febbraio del 1945. A questo proposito sono significative le parole che a Jimmie dedica Vidal in chiusura del primo volume delle sue memorie, Palinsesto.
Il titolo italiano dell'opera è un richiamo alla citazione biblica in esergo che apre la narrazione e che dà per certi aspetti la dimensione di immobilità in cui si trova il protagonista per buona parte del libro: «Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.»
Tra Broadway e Hollywood
Dopo lo scandalo suscitato da La statua di sale, Vidal comincia a lavorare come autore televisivo e teatrale (due sue commedie The Best Man e Visit to a Small Planet si impongono a Broadway e vengono in seguito adattate per la TV). Nel frattempo dà alle stampe Il giudizio di Paride (1952) e la satira Messiah (1954).
Assunto come autore alla MGM nel 1956, tre anni più tardi è a Roma, a Cinecittà, dove William Wyler sta dirigendo il remake di Ben-Hur, con Charlton Heston. Vidal accetta, insieme con lo sceneggiatore Christopher Fry, di rivedere lo screenplay originale di Karl Tunberg, a patto che la Metro-Goldwyn-Mayer acconsenta a rescindere il suo contratto con due anni di anticipo (così da potersi dedicare nuovamente alla narrativa).
Il contributo di Vidal alla sceneggiatura, per nulla marginale, non è mai stato accreditato dall'Associazione degli Sceneggiatori che hanno negato il riconoscimento sia a Vidal sia a Fry. Lo scrittore è tornato sulla vicenda nei suoi due libri di memorie Palinsesto (1994) e Navigando a vista (2006), ricordando con divertimento l'episodio della lettura dello screenplay davanti al boss della MGM Zimbalist, a Wyler e allo stesso Heston, allorché l'acredine tra Ben Hur (Heston) e Messala (Stephen Boyd), viene ascritta da Vidal a un "rifiuto sessuale" del primo al secondo, con conseguente sconcerto generale e riscrittura della scena incriminata.
Giuliano (Julian)
Abbandonati gli studios e dopo una breve parentesi politica (si candida per il Congresso nel 1960, l'anno dell'elezione alla Casa Bianca di John F. Kennedy), Vidal, con il compagno Howard Austen, si trasferisce in Italia. Dopo aver preso casa a Roma, in Largo di Torre Argentina, si butta a capofitto nello studio dell'antichità classica, si documenta presso le maggiori biblioteche capitoline e inizia così la stesura di Giuliano (1964). Il romanzo narra la vita privata e le scelte politico-militari di Giuliano, imperatore romano del quarto secolo, nipote di Costantino, che durante i brevi anni del suo regno tenta di restaurare il culto degli dei pagani, passando per questo motivo alla storia con l'appellativo di "Apostata".
Dopo Giuliano, Vidal dà alle stampe Washington D.C. (1967) primo volume della serie Narratives of Empire, il ciclo storico con cui lo scrittore ha inteso narrare le vicende politico-istituzionali degli Stati Uniti, dai padri fondatori alla guerra fredda. Seguiranno gli altri capitoli della serie che, cronologicamente, coprono 150 anni di storia statunitense: Burr (del 1973), Lincoln (pubblicato nel 1984), Il Candidato (1876, del 1976), Impero (Empire, del 1987), Hollywood (del 1990), e L'età dell'oro (The golden age, pubblicato nel 2000).
Myra Breckinridge
«Io sono nata per essere una stella, e oggi ne ho tutta l’aria.»
(Gore Vidal, Myra Breckinridge)
In pieno clima da "contestazione", appare in libreria l'audace e inattesa commedia satirica transessuale Myra Breckinridge (1968). «Donna Trionfante, prototipo di una nuova genia di esseri dotati di intelligenza superiore, bellezza indiscutibile, ambizioni altissime e di una fantasia smisurata che non si contenta di vagheggiamenti» Myra (al secolo Myron Breckinridge), è una neo-donna che, dopo aver cambiato sesso, decide di spacciarsi per la vedova di sé stesso e ottenere dallo zio la scuola per aspiranti artisti che questo dirige a Hollywood. Scritto come una sorta di diario, il libro ha imposto Vidal come grande autore satirico («...la linea è quella che va da Petronio a Swift a Butler») e fustigatore dei vizi della società statunitense. Come ha notato Graziella Pulce sulle pagine di Alias, l'inserto settimanale del quotidiano Il manifesto: «La storia di Myra/Myron toccava questioni scottanti (siamo nel 1968, ndr): ruoli sessuali e relative lotte, la natura del potere, la funzione della letteratura, la facoltà dichiaratamente mitopoietica del cinema, ma anche il binomio cultura-denaro. Tutto ciò non solo era esposto brillantemente da un Vidal in stato di grazia, ma ogni elemento era anche consapevolmente messo in discussione e trattato criticamente. [...] Myra Breckinridge è davvero un romanzo scabroso perché celebra il trionfo di un nuovo genere sessuale e insegna a combattere contro il potere degli uomini, di cui il protagonista conosce vizi (tanti) e virtù (pochissime e caduche).» Il piano di Myra è semplice: procedere con «...la distruzione delle ultime tracce residue nella razza della virilità tradizionale allo scopo di riallineare i sessi, riducendo così la popolazione mentre si aumenta la felicità umana e si prepara l'umanità per il suo stadio successivo».
Scritto in un mese e dedicato all'amico Christopher Isherwood, il libro ha un enorme successo di pubblico: tre milioni di copie vendute in poche settimane e novecentomila dollari pagati dalla Fox a Vidal per i diritti cinematografici. Rifiutato in Australia, edulcorato per il mercato inglese, in Italia è stato rifiutato da un paio di editori e pubblicato da Valentino Bompiani nel 1969. Oggi è edito da Fazi, l'editore romano che sta ripubblicando l'opera completa dello scrittore statunitense.
Il 1975 è l'anno del sequel del romanzo, Myron. Per ovviare la censura, e fare satira sul potere giudiziario statunitense, Vidal sostituisce tutti i termini sessuali e le parti anatomiche dei personaggi con i nomi dei giudici della Corte suprema degli Stati Uniti. Nel 1987 i due libri sono pubblicati in un unico volume e il turpiloquio di Myron ripristinato.
Dagli anni settanta
«La mia esperienza, durante la guerra, fu che in pratica quasi tutti, sia attivamente che passivamente, erano disponibili al momento giusto
(Gore Vidal, Palinsesto)
Dopo l'insuccesso di due opere, Weekend (1968) e Un pomeriggio con Richard Nixon (1972), e la sua strana semi-autobiografia Due sorelle, Vidal si concentrò soprattutto sui saggi e due distinti argomenti: i romanzi storici sulla storia americana come come Burr (1973), 1876 (1976), Lincoln (1984), Impero (1987), Hollywood (1989), L'età dell'oro (2000), e altre escursioni nel mondo antico: Creazione (1981, pubblicato in forma estesa nel 2002), e le divertenti e spesso impietose "invenzioni satiriche": Myron (1975, un sequel di Myra Breckinridge), Kalki (1978), Duluth (1983), Live from Golgotha (1992) e The Smithsonian Institution (1998). Vidal è anche autore di un'autobiografia in due volumi, composta da Palinsesto (1995) e Navigando a vista (2007)
Vidal, occasionalmente, è tornato a scrivere per cinema e televisione; si ricorda il film basato sul suo Billy the Kid, con Val Kilmer, e una miniserie di Lincoln. Ha inoltre scritto la sceneggiatura originale del controverso Caligola, ma più tardi fece rimuovere il suo nome poiché il regista e l'attore protagonista la corressero profondamente, cambiando completamente temi e toni complessivi. Ironicamente, in un tentativo fallito di ristabilire la visione di Vidal in postproduzione, i produttori del film finirono per renderlo qualcosa che né Vidal, né Brass, né McDowell avevano in mente.
Forse contrariamente alle sue volontà, Vidal era più rispettato come saggista che come romanziere. 
Egli scriveva soprattutto su temi politici, storici e letterari, e vinse il National Book Award nel 1993 per Stati Uniti (1952-1992). Una collezione successiva nel 2000 è L'ultimo impero; da allora lo scrittore ha pubblicato pamphlet estremamente critici rispetto all'amministrazione Bush-Cheney, oltre al testo sui padri fondatori degli USA, Inventare una Nazione. Ha pubblicato un'autobiografia di successo, Palinsesto, nel 1995, e secondo recenti notizie stava lavorando sul seguito.
Negli anni sessanta Vidal si trasferì in Italia, scegliendo di risiedere a Ravello. Fu ingaggiato per interpretare sé stesso in Roma di Federico Fellini; le sue politiche liberali sono ben documentate. Nel 1987 scrisse una serie di saggi come Armageddon, che esplora gli intrighi del potere nei moderni Stati Uniti e condanna in maniera spietata la politica presidenziale di Ronald Reagan, il quale fu descritto come un «trionfo dell'arte dell'imbalsamatore». A parte il suo padre politico, Vidal ha altri collegamenti con il Partito Democratico americano: sua madre Nina sposò Hugh D. Auchincloss Jr., che più tardi divenne patrigno di Jacqueline Kennedy Onassis; inoltre, Vidal è cugino di quinto grado di Jimmy Carter. È stato anche candidato, senza successo, alle elezioni per il Congresso del 1960, perdendo per 24 000 voti in un distretto tradizionalmente repubblicano sul fiume Hudson. Nel 1982, perse contro Jerry Brown nelle primarie del Partito Democratico per il Senato, nonostante il sostegno di celebrità liberali come Paul Newman e Joanne Woodward. Vidal affermò che lui ed Al Gore, ex vicepresidente degli USA, sono cugini alla lontana, ma ricerche genealogiche non hanno scoperto alcun legame familiare.
Ha recitato nel film Bob Roberts (1992) con Tim Robbins, oltre ad altri film come Gattaca, With Honors e Igby Goes Down.
Attivismo e opinioni politiche

Vidal si considera un "riformatore radicale", ed è descritto come un nostalgico del "repubblicanesimo puro" dei primi anni della storia statunitense. Come studente delle superiori è stato un sostenitore dell'American First Committee. Differentemente da altri sostenitori del movimento, continua a credere che gli Stati Uniti non avrebbero dovuto intervenire nel secondo conflitto mondiale (sebbene sembra abbia poi sostenuto che la fornitura di aiuti materiali agli alleati fosse stata una buona idea). Ha anche ipotizzato che il presidente Roosevelt avesse "incitato" i giapponesi ad attaccare gli Stati Uniti, con il fine di giustificare l'entrata in guerra degli statunitensi, e crede anche che questi fosse a conoscenza dell'attacco prima che fosse condotto.
L'attivismo politico lo portò, nel 1960, a essere candidato alla Camera per il Partito Democratico nel Nord dello Stato di New York (You'll get more with Gore), ricevendo più voti di ogni altro candidato del Partito Democratico nei cinquanta anni precedenti. Dal 1970 al 1972 ha fatto parte del consiglio direttivo del People's Party, e nelle Primarie del Partito Democratico del 1982 in California per il Senato, arrivò secondo su nove candidati (con circa mezzo milione di voti).
L'emittente televisiva ABC News lo mise sotto contratto insieme a William Buckley Jr. come analista per le convention dei partiti Democratico e Repubblicano del 1968, prevedendo che gli spettatori avrebbero gradito lo spettacolo delle battaglie verbali tra due uomini famosi per la loro intelligenza pungente e il loro sarcasmo. La battaglia verbale ci fu eccome, e si arrivò quasi allo scontro fisico. Dopo alcuni giorni di battibecchi che spesso si trasformavano in attacchi puerili e personali da ambo i lati, Vidal definì Buckley "pro-crypto Nazi", offesa alla quale Buckley, visibilmente alterato, replicò così: «Adesso ascolta, depravato. Smetti di chiamarmi pro-crypto Nazi, altrimenti ti do un cazzotto in faccia e ti distruggo».
In seguito Buckley chiese scusa a Vidal per averlo chiamato depravato; in ogni caso, l'attacco a Vidal continuò in un lungo saggio pubblicato nella rivista Esquire nell'agosto del 1969, intitolato On Experiencing Gore Vidal (pubblicato anche in The Governor Listeth, una collezione degli scritti di Buckley di quel periodo). Il numero di settembre 1969 di Esquire presentava una risposta di Vidal, nella quale Vidal affermava che Buckley e/o altri membri della sua famiglia avevano vandalizzato una chiesa nella loro città natale di Sharon, nel Connecticut, nel 1944, dopo che la moglie del pastore aveva venduto una casa a una famiglia ebrea.
Buckley querelò Vidal ed Esquire per diffamazione; Vidal replicò querelando a sua volta per diffamazione Buckley, per aver definito il racconto di Vidal Myra Breckinridge come "pornografia". L'azione giuridica di Vidal fu respinta dalla corte e Buckley accettò come riparazione la cifra di 115 000 dollari per spese legali e la dichiarazione da parte di Esquire di essere "profondamente convinti" della falsità della accuse di Vidal. I costi legali per Vidal si aggirarono intorno ai 75 000 dollari. L'intera faccenda venne di nuovo a galla nel 2003, quando Esquire pubblicò l'Esquire's Big Book of Great Writing, una antologia che comprendeva l'articolo ingiurioso di Vidal. Buckley di nuovo querelò la rivista per diffamazione e la stessa si accordò per un risarcimento che ammontò a 55 000 dollari per spese legali e 10 000 dollari per danni morali nei confronti di Buckley.
Oggetto di serie controversie furono le relazioni che Vidal intrattenne con Timothy McVeigh. I due cominciarono uno scambio di lettere mentre McVeigh era in prigione. Vidal crede che McVeigh abbia avuto dei complici oppure sia stato direzionato per realizzare l'attacco dinamitardo di Oklahoma City. Vidal ha anche suggerito che l'attacco possa essere stato effettuato dall'FBI per permettere l'approvazione di leggi anti terrorismo più rigide. In un'altra occasione affermò che Timothy McVeigh aveva commesso l'attentato come un contributo agli Stati Uniti per quello che l'FBI faceva, ossia, spiare e assassinare cittadini statunitensi.
Nel 1994 Vidal scrisse una prefazione per il controverso libro di Israel Shahak: Jewish History, Jewish Religion: The Weight of Three Thousand Years, che ha ricevuto critiche da parte della scuola Talmudica. In questa prefazione Vidal afferma che «...a un certo punto, verso la fine degli anni Cinquanta, quel pettegolo di prima classe e storico occasionale di John Frank Kennedy mi raccontava di come, nel 1948, Harry Truman fosse stato abbandonato da tutti al momento della campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti. Fu allora che un sionista americano gli portò due milioni di dollari in contanti in una valigetta, per sovvenzionare la campagna. Ecco perché il riconoscimento dello Stato di Israele da parte degli Stati Uniti è stato così rapido. Siccome né Jack né io eravamo antisemiti (al contrario dei nostri nonni), la considerammo solo come un'altra delle storielle divertenti su Truman e la serena corruzione della politica americana.» 
Vidal fu membro della direzione di World Can't Wait, un'organizzazione che partecipa del movimento per la incriminazione di George W. Bush per alto tradimento.
Vidal era fortemente critico nei confronti dell'amministrazione Bush, così come lo era stato delle precedenti amministrazioni che considerava aver avuto una agenda espansionista implicita o esplicita. Ha spesso affermato in interviste, articoli, e in un recente libro, che gli statunitensi «...sono oggi governati da una combriccola di petrolieri guerrafondai (oil-Pentagon men nell'originale) [...] Bush padre e figlio, Cheney, Rumsfeld, e così via».
Relativamente agli attacchi dell'11 settembre 2001, Vidal scrisse che tali attentati, che affermava essere stati previsti dai servizi di intelligence statunitensi, giustificavano politicamente i piani d'invasione dell'Afghanistan (ottobre 2001) dell'amministrazione Bush, preparati precedentemente agli attentati. Sottolineava la mancanza di meccanismi di difesa, incluso il ritardo per l'attivazione dei caccia intercettori, i cui tempi di azione furono molto più lenti di quanto ci si sarebbe potuto aspettare. Se, affermava Gore Vidal, tali mancanze fossero frutto di incompetenza, meriterebbero un congruo numero di corti marziali e uno o due rinunce da parte delle maggiori cariche dello Stato. Invece, abbiamo solo una inchiesta su come i «...potenziali errori di comunicazione tra agenzie federali ... possano aver permesso la realizzazione degli attacchi.».

Romanzi
L'uragano (Williwaw, 1946), trad. di Stanis La Bruna, Milano, Elmo, 1950.
In a Yellow Wood (1947)
La statua di sale (The City and the Pillar, 1948) /La città perversa, trad. di Giorgio Monicelli, Collezione L'Olimpo, Milano, Elmo, 1949 / Jim, trad. di Vincenzo Mantovani, Milano, Bompiani, 1972 / La statua di sale, trad. di Alessandra Osti, Collana Le strade n.17, Roma, Fazi Editore, 1998 
The Season of Comfort (1949)
Alla ricerca del re (A Search for the King, 1950), Milano, Garzanti, 1951.
Dark Green, Bright Red (1950, pseudo-profezia del colpo di Stato del Guatemala del 1954, vedi In the Lair of the Octopus, Dreaming War)
Il giudizio di Paride (The Judgment of Paris, 1953), Roma, Fazi, 2006
Messiah (1955)
Giuliano (Julian, 1964), trad. di Ida Omboni, Milano, Rizzoli, 1969; Milano, Bompiani, 1990; Roma, Fazi, 2003 
Myra Breckinridge (Myra Breckinridge, 1968), trad. di Vincenzo Mantovani, Milano, Bompiani, 1969; Bompiani, 1989 ; Roma, Fazi, 2007 
Due sorelle (Two Sisters, 1970), Milano, Bompiani, 1971.
Myron (Myron, 1975), Milano, Bompiani, 1985.
Kalki (Kalki, 1978), Milano, Bompiani, 1980.
Creazione (Creation, 1981), Milano, Garzanti, 1983; Roma, Fazi, 2005 
Duluth: tutta l'America in una città (Duluth, 1983), Milano, Garzanti, 1984; Roma, Fazi, 2007
In diretta dal Golgota (Live from Golgotha: the Gospel according to Gore Vidal, 1992), trad. di Pier Francesco Paolini, Milano, Longanesi, 1992; Milano, TEA, 1994 
The Smithsonian Institution (1998)

Ciclo Narratives of Empire
Washington D.C. (Washington, D.C., 1967), Milano, Rizzoli, 1968; Roma, Fazi, 2017.
Burr (Burr, 1973), trad. di Pier Francesco Paolini, Milano, Bompiani, 1975; Collana Le strade n.528, Roma, Fazi, 2022,  
1876 (1976), Milano, Bompiani, 1977; col titolo Il candidato, trad. di Silvia Castoldi, Fazi, 2008 ; col titolo Emma, 1876,  Fazi, 2018 
Lincoln (Lincoln, 1984), Milano, Bompiani, 1988.
Impero (Empire, 1987), trad. di B. Marietti, Collana Le strade n.55, Roma, Fazi, 2002
Hollywood (Hollywood, 1989), Milano, Bompiani, 1990; Milano, Bompiani, 1991
L'età dell'oro (The Golden Age, 2000), trad. di Luca Scarlini, Fazi, 2001

Pubblicati sotto pseudonimo
A Star's Progress (1950), come Katherine Everard
Thieves Fall Out (1953), come Cameron Kay
La morte in agguato (Death Before Bedtime, 1953), come Edgar Box, Milano, Garzanti, 1955; col titolo Intrigo a Washington, Milano, Feltrinelli, 1988
Death in the Fifth Position (1954), come Edgar Box
Alla morte piace il caldo (Death Likes It Hot, 1954), come Edgar Box, Milano, Garzanti, 1956.

Raccolte di racconti
A Thirsty Evil (1956)

Raccolte di saggi
Una nave che affonda (Rocking the Boat, 1963) Bompiani, 1971
Reflections Upon a Sinking Ship (1969)
Sex, Death and Money (1969)
Homage to Daniel Shays (1973)
Le parole e i fatti (Matters of Fact and of Fiction, 1977) Bompiani, 1978
The Second American Revolution (1982)
Armageddon? (1987)
At Home (1988)
A View From The Diner's Club (1991)
Remotamente su questi schermi (Screening History, 1992) Anabasi, 1993
La fine dell'impero (Decline and Fall of the American Empire, 1992)
United States: essays 1952–1992 (1993)
Virgin Islands (1997)
The American Presidency (1998)
Sexually Speaking: Collected Sex Writings (1999)
The Last Empire: essays 1992–2000 (2001)
Perpetual War for Perpetual Peace or How We Came To Be So Hated (2002)
Le menzogne dell'impero e altre tristi verità (Reflection upon Imperial Mendacity and Other Sad Truths, 2002) Fazi Editore, 2002
Dreaming War: Blood for Oil and the Cheney-Bush Junta (2002)
L'invenzione degli Stati Uniti. I padri: Washington, Adams, Jefferson (Inventing a Nation: Washington, Adams, Jefferson, 2003) Fazi Editore, 2005
Imperial America: Reflections on the United States of Amnesia (2004)

Raccolte italiane
Il mondo di Watergate: personaggi, figure, situazioni nello scandalo del secolo (1974) Bompiani
La fine della libertà: verso un nuovo totalitarismo? (2001) Fazi Editore
Il canarino e la miniera: saggi letterari : 1956-2000 (2003) Fazi Editore
Democrazia tradita: discorso sullo stato dell'Unione 2004 e altri saggi (2004) Fazi Editore 
E domani ancora guerra: la crisi dell'impero USA (2007) Datanews 
Se controlli i media è fatta: interviste di Giulietto Chiesa e The Real News (2008) Datanews 

Drammaturgie
Visit to a Small Planet (1957)
The Best Man (1960), dal quale è tratto il film L'amaro sapore del potere
On the March to the Sea (1960-1961, 2004)
Romulus (1962)
Weekend (1968)
Drawing Room Comedy (1970)
An evening with Richard Nixon (1970)

Memorie
Palinsesto (Palimpsest: a memoir, 1995) Fazi Editore, 2000 
Navigando a vista (Point to Point Navigation: A Memoir) Fazi Editore, 2006 


giovedì 5 febbraio 2026

COHEN Albert (1895 - 1981)

 

Albert Cohen
 (Corfù, 16 agosto 1895 – Ginevra, 17 ottobre 1981) è stato uno scrittore svizzero, ebreo d'origine greca, naturalizzato svizzero, funzionario della Società delle Nazioni (poi Nazioni Unite).
Nato sull'isola greca di Corfù, Cohen proveniva da una famiglia ebrea di industriali del sapone. Nel 1900 i suoi genitori (Albert aveva solo 5 anni) emigrarono a Marsiglia per sfuggire alle persecuzioni razziali. Qui si diedero al commercio di olio d'oliva e poi di uova, mandando dapprima il figlio a scuola presso un istituto privato cattolico, poi al liceo Thiers, dove tra i compagni di scuola diventò amico di Marcel Pagnol. Si diplomò nel 1913 e l'anno successivo si trasferì a Ginevra, dove studiò diritto e letteratura.
In quegli anni divenne sionista e chiese la cittadinanza svizzera. Nel 1919 si sposò con Élisabeth Brocher, dalla quale ebbe la figlia Myriam, che rimase presto orfana dopo che la madre morì di cancro nel 1924, a soli cinque anni dal matrimonio.
Nel 1925 divenne il direttore della Revue juive di Parigi, una rivista che aveva tra i membri della redazione personalità quali Albert Einstein e Sigmund Freud. Dal 1926 al 1931 lavorò presso l'Organizzazione internazionale del lavoro, agenzia della Società delle Nazioni.
Nel 1931 sposò in seconde nozze Marianne Goss, da cui presto divorziò. Durante l'invasione tedesca del maggio 1940 fuggì a Bordeaux e poi a Londra, dove si attivò con altri intellettuali rifugiati a favore della fondazione dello Stato ebraico di Israele, nel quale però non mise mai piede. Tra i compiti che si prefissò ci fu quello di mettersi in contatto con il governo in esilio, ma quando capì che la realizzazione del sionismo sarebbe dipesa più dagli Stati Uniti d'America che dall'Europa, e che i suoi sforzi si facevano vani, si dimise deluso dall'Agenzia ebraica per la Palestina che aveva collaborato a fondare.
Nel 1943, intanto, sua madre morì, e nel 1944 si sposò per la terza volta (con Bella Berkowich, fedele curatrice delle opere del marito fino a quando restò in vita). Lavorò quindi per il "Comitato intergovernamentale per i rifugiati" (a cui parteciparono oltre ad altri Paesi, almeno la Francia, il Regno Unito e gli USA) che portò alla stesura e alla ratifica dello "Statuto per la protezione internazionale dei rifugiati" (a fondamento del nascente Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati o UNHCR).
Nel 1947 rientrò a Ginevra, rinunciando al posto di ambasciatore di Israele per dedicarsi all'attività letteraria.
Diversi suoi libri sono ambientati nell'universo delle carriere internazionali, tra ambasciatori e funzionari gelosi e pieni di sé, in mezzo ai quali si era mosso per tutta la vita.
Nel 1970 fu fatto cavaliere della Legion d'onore, ma poi prese a soffrire di depressione nervosa che lo portò a voler morire abbandonandosi a un'anoressia volontaria nel 1978, ma non riuscendovi si decise a promuovere la propria opera, pubblicando il Carnet 1978 e lasciandosi intervistare (per esempio anche da Bernard Pivot, per la sua famosa trasmissione Apostrophes).
L'ultimo suo testo uscì nel 1981, scritto per glorificare l'amore verso la moglie (che sentiva ancora travolgente all'età di 86 anni).
Per la rottura di una costola a seguito di una caduta, alla quale seguì anemia e bronco-polmonite, morì nello stesso anno e fu sepolto al cimitero israelita di Veyrier, vicino a Ginevra.
L'attività letteraria di Cohen cominciò nel 1921, con la pubblicazione della raccolta di poesie Paroles juives. In seguito pubblicò il romanzo Solal (1930), che intendeva parte di un ciclo su una famiglia ebrea i cui membri erano coraggiosi combattenti di buonumore contro le ingiustizie sociali. In qualche modo autobiografico (come in fondo tutti i suoi scritti), il protagonista era un giovane greco che si affacciava ai primi amori sull'isola di Cefalonia affascinato dall'avventura e dalla morte. La reazione della critica fu ottima e il libro ebbe un grande successo.
Nel 1938 uscì Mangeclous, un romanzo attorno all'ipocrisia e ai tentativi di scavalcarla da parte di cinque amici, anche loro greci, tra educazione sentimentale e politica.
Dopo 16 anni, Cohen diede alle stampe Le Livre de ma mère (1954), un ritratto affettuoso dal tono tenero considerato d'ottima misura da parte dei critici.
Nel 1968 uscì il suo libro più famoso, Belle du Seigneur. Premiato con il Grand Prix du roman de l'Académie française, il romanzo riprende i personaggi di Solal del libro omonimo e di Mangeclous come fosse una sorta di trilogia. Alcune sue scene, tagliate su richiesta dell'editore Gaston Gallimard, vennero pubblicate a parte l'anno successivo con il titolo Les Valeureux. Da qualcuno considerato come il migliore "inno alla donna" del XX secolo, il libro è tuttora venduto in molte copie come una delle più affascinanti e liriche storie d'amore della letteratura francese.
La sua opera è oggi raccolta a cura di Christel Peyrefitte e Bella Cohen in due volumi presso la Bibliothèque de la Pléiade di Gallimard (nn. 331 e 402, rispettivamente 1986 e 1993).

Opere
Paroles juives (1921)
Solal (1930 e, corretta, 1969), trad. Elena Tessadri, Solal, Rusconi, 1982; trad. Giovanni Bogliolo, Rizzoli, 1994
Mangeclous (1938 e, corretta, 1969)
Le Livre de ma mère (1954), trad. Giovanni Bogliolo, Il libro di mia madre, Rizzoli, 1992
Ezéchiel (teatro) (ed. definitiva 1956)
Bella del Signore (Belle du Seigneur 1968), trad. Eugenio Rizzi, Rizzoli, 1991
Les Valeureux (1969)
Ô vous, frères humains (1972), trad. Carla Coletti, A voi fratelli umani, Marietti, 1990
Carnets 1978 (1979), trad. Dianella Selvatico Estense, Diario, Rizzoli, 1995

mercoledì 4 febbraio 2026

PAVIĆ Milorad (1929 - 2009)

 

Milorad Pavić
(Belgrado, 15 ottobre 1929 – Belgrado, 30 novembre 2009) è stato uno scrittore, poeta, saggista e drammaturgo serbo. Storico della letteratura serba classica e specialista nella poesia barocca, Pavić è stato autore di saggi e di opere di poesia.
È conosciuto all'estero soprattutto per le sue opere di fantasia; i suoi romanzi e le sue novelle, zeppi di dettagli misteriosi e di connotazioni esoteriche, si caratterizzano per un'avvincente alternanza di sogno e realtà.
Particolare è la costruzione di molti dei suoi romanzi, come ad esempio il Dizionario dei Chazari (Milano, Garzanti, 1988), suddiviso in tre dizionari, ciascuno rappresentante un particolare punto di vista, con due versioni differenti del romanzo, una maschile e una femminile, che differiscono per un solo paragrafo.
I suoi romanzi sono stati tradotti in svariate lingue. Oltre al Dizionario dei Chazari, in italiano sono tradotti anche Paesaggio dipinto con il tè (Milano, Garzanti, 1991) e Il lato interno del vento (Milano, Garzanti, 1993).
È morto a Belgrado il 30 novembre 2009.


martedì 3 febbraio 2026

O'BRIEN Flann (1911 - 1966)

 

Flann O'Brien
, pseudonimo di Brian O'Nolan (Strabane, 5 ottobre 1911 – Dublino, 1º aprile 1966), è stato uno scrittore e giornalista irlandese.
L'attività di romanziere occupò uno spazio marginale nella vita di Brian O'Nolan. Dopo la morte del padre, egli si ritrovò, ancora giovane, unico sostentamento di una famiglia di dodici persone e si vide costretto ad intraprendere la carriera del funzionario governativo della Repubblica d'Irlanda. Nel 1940 cominciò a pubblicare articoli umoristici in inglese e in gaelico sul giornale bilingue The Irish Times con lo pseudonimo di Myles na Gopaleen (Myles dei Cavallini) e, successivamente su The Nationalist e sul Leinster Times con lo pseudonimo di George Knowall.
Morì a Dublino il 1º aprile 1966.
L'opera letteraria
"Cruiskeen Lawn"
Flann O'Brien in vita acquistò una certa fama nazionale come Myles na gCopaleen, brillante giornalista satirico e fustigatore dei costumi dei suoi conterranei. Per quasi trent'anni la colonna "Cruiskeen Lawn" (il boccale traboccante), apparve con una certa costanza sulle pagine dell'Irish Times, presentando con tocchi pittorici il vivido e ironico quadro di una Dublino sospesa tra genio e straccioneria e una galleria di ritratti irresistibilmente comici, in un trionfo dell'assurdo, del vano, del banale.
At Swim-Two-Birds
La fama internazionale come romanziere di Flann O'Brien è dovuta al suo primo, e per molto
tempo unico, romanzo in lingua inglese At Swim-Two-Birds, tradotto in italiano da Rodolfo Wilcock con il titolo Una pinta d'inchiostro irlandese. Si tratta di un «romanzo dentro un romanzo dentro un romanzo» nel quale i personaggi si ribellano all'autore organizzandosi per mettere fine alle angherie del capriccioso scrittore. Il romanzo, pubblicato nel 1939 e considerato uno dei primi esempi di antiromanzo, si rivelò un insuccesso commerciale, ma divenne un caso letterario presso gli intellettuali, tra i quali trovò gelidi detrattori che lo liquidarono frettolosamente come un'opera divertente ma superficiale, e pochi, ma entusiasti estimatori che salutarono un'opera a loro avviso rivoluzionaria. Tra questi James Joyce, che scrisse dell'autore «ecco uno scrittore vero, con un autentico spirito comico», Graham Greene, che definì il romanzo «un libro tra mille… sulla linea di Tristram Shandy e dell'Ulisse» e Samuel Beckett. In ogni caso il libro, una riflessione sulla natura della fiction e sulla cultura irlandese, gli dette una fama di scrittore brillante e di promessa della letteratura nazionale.
The Third Policeman
Nel 1940 il suo secondo romanzo, The Third Policeman, venne rifiutato dagli editori e O'Brien, avvilito, raccontò di averne perduto il manoscritto. L'opera fu ritrovata tra le sue carte solo dopo la sua morte e pubblicata nel 1967.
Gli anni del silenzio
L'insuccesso commerciale del primo romanzo, il rifiuto del secondo e le gravi difficoltà economiche
che egli dovette affrontare aggravarono la naturale insicurezza e disistima dell'autore verso la propria produzione letteraria, determinandone il silenzio come romanziere per due decenni. Queste circostanze, insieme all'acuirsi dei suoi problemi di alcolismo che lo costrinsero alle dimissioni dal suo impiego presso il governo, contribuirono a creare un alone di pregiudizio verso l'autore, considerato ormai una promessa non mantenuta della letteratura irlandese.
Gli ultimi romanzi
Nel 1959, gli editori MacGibbon and Kee contattarono O'Brien proponendo una riedizione di At Swim-Two-Birds che vide la luce l'anno successivo. Nonostante O'Brien dichiarasse ormai di detestare il romanzo, il riaccendersi dell'interesse attorno alla sua attività dovette agire da forte stimolo visto che lo spinse a scrivere un nuovo romanzo. The Hard Life fu pubblicato nel 1961, seguito nel 1964 da The Dalkey Archive. Al loro apparire i romanzi suscitarono scarso interesse, poiché ritenuti troppo convenzionali se paragonati ad At Swim-Two-Birds che aveva indissolubilmente bollato O'Brien come autore d'avanguardia.
O' Brien fu soprattutto un creatore di mondi in cui fantastico e quotidiano, mito e realtà si fondono con effetti sorprendentemente umoristici. La sua attenzione per i modi della letteratura e per la cultura irlandese, la sua abilità nel ritrarre la società irlandese, con le sue ossessioni, i suoi pregiudizi e il suo provincialismo, e la sensibilità per il linguaggio (in modo particolare per la resa del parlato dublinese) hanno spesso indotto critici e recensori a evocare la figura di Joyce.

Opere
At Swim-Two-Birds (1939) [romanzo] / London: Macgibbon & Kee, 1966 / Harmondsworth: Penguin, 1967 / New York: New American Library, 1976 / London: Penguin 2001 // tr. it. Juan Rodolfo Wilcock: Una pinta d'inchiostro irlandese; Torino: Einaudi («Supercoralli»), 1968; Milano: Adelphi («Biblioteca» 268), 1993; Milano: Bompiani («Tascabili» 647), 1999 e 2001  
Faustus Kelly (1943) [commedia] // tr. it. Gabriella Mannoni Lanzoni e Alex R. Falzon, in Due commedie, Roma: Bonacci, 1984
An Beal Bocht (1941) [romanzo] / tr. inglese Patrick C. Power: The Poor Mouth (1973) con illustrazioni di Ralph Steadman, London: Jacobson e Hart-Davis / London: Pan Books, 1978 ISBN 0-330-24584-8 / Normal: Dalkey Archive Press, 1996 / London: Flamingo, 1993 // tr. it. Daniele Benati: La miseria in bocca, Milano: Feltrinelli («Impronte» 44), 1987 (con introduzione di Gianni Celati); ivi («UE» 1221) 2000 
The Hard Life. An Exegesis of Squalor (1961) [romanzo] / London: Pan Books, 1976 / London: Paladin, 1990 / London: Harper Collins, 1995 / Normal: Illinois State University, 1996 / con introduzione di Jamie O'Neill, London: Scribner e Dublin: TownHouse, 2003 // tr. it. Daniele Benati, L'ardua vita, Varese: Giano, 2002 / Vita dura, Vicenza: Neri Pozza, 2009
The Dalkey Archive (1964) [romanzo] / London: Hart-Davis, MacGibbon, 1973 / London: Grafton,
1986 / London: Flamingo, 1993 ISBN // tr. it. Adriana Bottini: L'archivio di Dalkey, Milano: Adelphi («Biblioteca» 304), 1995 
The Third Policeman (1968 ma scritto nel 1939-1940) [romanzo] / London: Macgibbon, 1968 / London: Picador Pan Books, 1974  / London: Flamingo, 1993  //tr. it. Bruno Fonzi, Il terzo poliziotto, Torino: Einaudi (»Supercoralli»), 1971/ Milano: Adelphi («Biblioteca» 246), 1992 
The Best of Myles: a selection from "Cruiskeen Lawn" (1968), a cura di Kevin O'Nolan [scelta da 25 anni di rubriche e articoli sull'«Irish Times» pubblicati con lo pseudonimo di Myles na Gopaleen o Myles na gCopaleen] / London: MacGibbon & Kee, 1968  // tr. it. Daniele Benati, Il boccale traboccante, Varese: Giano, 2005 / Cronache dublinesi, Vicenza: Neri Pozza, 2008
Two in One (1954) [racconto ritrovato e pubblicato postumo nel 1974] // tr. it. Francesco Laurenti, Due in uno, in Scene e scenate. Racconti brevi 1934-1967, Milano: Feltrinelli, 2016 
Stories and Plays (1973) [contiene: Slattery's Sago Saga, The Martyr's Crown, John Duffy's Brother, Thirst, Faustus Kelly, A Bash in the Tunnel] / London: Hart-Davis, 1973 / London: Paladin Grafton books, 1991 // tr. it. Francesco Laurenti, Scene e scenate. Racconti brevi 1934-1967, Milano: Feltrinelli, 2016 [contiene: Scene e scenate di un romanzo, Il fratello di John Duffy, Quando conobbi Guglielmo d'Orange, Non vi dico bugie!, Bersi il tempo a Dublino, La corona della martire, Donate, Due in uno, Fuori orario]
The Hair of the Dogma: a Further Selection from "Cruiskeen Lawn", a cura di Kevin O'Nolan [altra
scelta di articoli dall'«Irish Times»]/ London: Hart-Davis, MacGibbon, 1977  / London: Grafron books, 1989
Further Cuttings from "Cruiskeen lawn" a cura di Kevin O'Nolan [altra scelta di articoli] / London: Paladin Grafton Books, 1989
Myles Away from Dublin (1985)[antologia delle rubriche su «The Nationalist» e «Leinster Times» firmate come George Knowall] / London: Flamingo, 1993
Arsura [commedia] // in Due commedie, tr. it. Gabriella Mannoni Lanzoni e Alex R. Falzon, Roma: Bonacci, 1984 
Myles Before Myles: portraits of Brian O'Nolan, a cura di Timothy O'Keeffe / London: Martin Brian and O'Keeffe Ltd, 1973 
The Various Lives of Keats and Chapman and The Brother (1976), a cura di Benedict Kiely / London: Hart-Davis, 1976  / London: Paladin Grafton Books, 1990
At War, a cura di John Wyse Jackson [scelta di articoli 1940-1945] / con disegni di Hector McDonnell, London: Duckworth, 1999 / Champaign: Dalkey Archive Press, 2003  


lunedì 2 febbraio 2026

EISENSTADTJill (1963 -viv.)

 

Jill Eisenstadt (nata il 15 giugno 1963) è una scrittrice, sceneggiatrice, insegnante e giornalista freelance statunitense.
Nata nel Queens, a New York, ha frequentato il Bennington College, laureandosi nel 1985. E' considerata parte del "Literary Brat Pack ", i cui membri includevano Bret Easton Ellis, Jay McInerney, Donna Tartt e Tama Janowitz. Come i suoi contemporanei al Bennington, ha scritto spesso in uno stile minimalista scarno, influenzato da scrittori come Raymond Carver e Joan Didion. 
Il suo primo romanzo, From Rockaway, pubblicato da Knopf nel 1987, fu presentato come tesi di laurea magistrale mentre frequentava la Columbia University. Il libro è un racconto di formazione su quattro adolescenti di Rockaway Beach, nel Queens. La protagonista, Alex, fugge dall'ambiente operaio con una borsa di studio per il fittizio Camden College (un sostituto di Bennington), mentre i suoi tre amici svolgono lavori umili e vivono nel presente, trascorrendo le estati come bagnini e gli inverni facendo lavoretti saltuari. Alla fine, i quattro si riuniscono a una festa in spiaggia e fanno i conti con le loro vite divergenti. Publishers Weekly lo ha definito un "primo romanzo ben calibrato". From Rockaway è stato tradotto in sei lingue e opzionato dal regista Sydney Pollack. È stato ripubblicato da Little, Brown & Co nel 2017. 
Eisenstadt ha poi pubblicato un secondo romanzo presso Knopf, Kiss Out , nel 1991 e un terzo romanzo, Swell, nel 2017. Pur non essendo un sequel, Swell è ambientato a Rockaway Beach e presenta diversi personaggi del suo primo romanzo. Oltre alle sue opere più lunghe, Eisenstadt ha contribuito con racconti, saggi, articoli, interviste e recensioni di libri a pubblicazioni come The New York Times, Vogue, Mademoiselle, Elle, The Boston
Review, New York Magazine, BKYLN (di cui è stata redattrice), BOMB e Glamour e alle antologie ALTARED: Essays About Modern Weddings (Anchor Books 2007), Queens Noir ( Akashic Books , 2007) e The Best Sex Writing 2008. 
Ha collaborato con la sorella Debra , scrittrice e regista , come co-sceneggiatrice della sceneggiatura del film indipendente The Limbo Room (2006) e come produttrice del film Before the Sun Explodes. Ha anche scritto ampiamente sulla spaventosa esperienza di perdere il suo appartamento nel 1989 a causa dell'esplosione di una conduttura del vapore che contaminò i suoi beni, compresi i suoi manoscritti, con l'amianto .
È sposata con il romanziere Michael Drinkard. La coppia ha tre figlie: Jane, Lena e Colette Drinkard.

Opere selezionate
From Rockaway (1987), reissued 2017
Kiss Out (1991)
Swell (2017)


VIDAL Gore (1925 - 2012)

  Gore Vidal , pseudonimo di Eugene Luther Gore Vidal (West Point, 3 ottobre 1925 – Los Angeles, 31 luglio 2012), è stato uno scrittore, sag...