mercoledì 21 ottobre 2026

MATAR Hisham (1970 - viv.)

 

Hisham Matar
 (New York, 1970) è uno scrittore libico.
Il suo romanzo Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro (The return: Fathers, Sons and the Land in Between, 2016), ha vinto nel 2017 il Premio Pulitzer per la biografia e autobiografia. I saggi di Matar sono apparsi su The New York Times, The Times, The Guardian, The Independent, e Asharq al-Awsat. Il suo primo romanzo Nessuno al mondo (In the Country of Men, 2006), è stato selezionato per il Man Book Prize nel 2006, e tradotto in oltre 20 lingue.
Matar attualmente vive e scrive a Londra.
Hisham Matar è nato a New York nel 1970 e ha trascorso la sua prima infanzia negli Stati Uniti insieme ai genitori, poiché suo padre, Jaballa Matar, in quel periodo lavorava per la delegazione libica alle Nazioni Unite. All'età di circa tre anni torna a vivere con la sua famiglia a Tripoli, dove trascorre i successivi sei anni della sua vita. Nel 1979 le persecuzioni politiche perpetrate dal regime di Gheddafi presero di mira suo padre, leader dell'opposizione libica, costringendolo ad abbandonare il paese con i suoi famigliari. Il luogo d'esilio fu il Cairo, dove Matar e il fratello continuarono i loro studi. Dopo essersi trasferito a Londra nel 1986, conseguì la laurea in architettura al Goldsmiths College.
Nel 1990, mentre si trovava nella capitale britannica, gli agenti dei servizi segreti egiziani rapirono suo padre al Cairo. Essi fecero credere alla famiglia durante i successivi due anni che Jaballa fosse detenuto in Egitto, mentre in realtà era stato consegnato al regime libico e incarcerato nella prigione di Abu Salim, a Tripoli. Nel 1992 i famigliari ricevettero una lettera inequivocabilmente vergata dalla mano di Jaballa, nella quale egli chiedeva scusa alla moglie e ai due figli per le difficoltà e il dolore che stavano attraversando per causa sua, ma
ribadiva che, se avesse avuto la possibilità di tornare indietro nel tempo, non avrebbe comunque cambiato la strada intrapresa. Nel 1995 giunse una seconda lettera, e poi non si seppe più nulla fino a quando i media, nel 2001, divulgarono la notizia che nel 1996 era stata ordinata dalle autorità libiche un'esecuzione di massa nella prigione di Abu Salim. I prigionieri politici fucilati allora furono circa 1200, la carneficina durò sei ore. Matar e la sua famiglia perdettero quindi ogni speranza di rivedere Jaballa vivo. Tuttavia dal 2010 nuovi indizi, quali la notizia di un suo trasferimento in un altro penitenziario appena due mesi prima della carneficina, e un suo avvistamento risalente al 2002, riaccesero la speranza che il padre di Hisham Matar potesse essersi salvato.
Quando nel 2010 Hisham Matar ne fu informato, rimase estremamente scosso. Dopo 20 anni che non vedeva suo padre, e nell'esatto momento in cui dava alle stampe un romanzo incentrato su quell'assenza, scrisse in un articolo pubblicato sul Guardian:
"Dov'è l'uomo che amavo far ridere? Dov'è colui che rispondeva alle mie lettere soltanto se erano scritte in arabo? Dov'è l'uomo che pronunciava la parola 'pazienza' come una promessa? Dov'è colui al quale avevo promesso una nipotina di nome Taswahin, ovvero 'donna che eguaglia qualsiasi uomo'?...Dov'è l'uomo che mi chiamava Sharh Elbal, ovvero 'colui che placa la mente'?..."
Il 16 gennaio 2010, su iniziativa della sezione inglese del Pen Club, venne pubblicato sul Times un appello sottoscritto da 270 scrittori, tra cui Salman Rushdie, Kazuo Ishiguro, J. M. Coetzee, Orhan Pamuk, Ian McEwan, Kiran Desai e Zadie Smith, nel quale si sollecitava il
Ministro degli Esteri britannico, David Miliband, a richiedere al governo libico il ripristino dei diritti umani e informazioni precise sulla sorte di Jaballa Matar e di altri prigionieri politici.

Opere
Nessuno al mondo (In the Country of Men, 2006), traduzione di A. Sirotti, Torino, Einaudi, 2008
Anatomia di una scomparsa (Anatomy of a Disappearance, 2011), traduzione di M. Pareschi, Torino, Einaudi, 2013
Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro (The return: Fathers, Sons and the Land in Between, 2016), traduzione di A. Nadotti, Torino, Einaudi, 2017
Il libro di Dot, di Hisham Matar e Gianluca Buttolo, traduzione di Anna Nadotti e Gianluca Buttolo, Milano, ReNoir Comics, 2017
Un punto di approdo (A month in Siena, 2019), traduzione di A. Nadotti, Torino, Einaudi, 2019
Amici di una vita (My Friends, 2024), traduzione di A. Nadotti, Torino, Einaudi, 2024

martedì 20 ottobre 2026

RYAN Donal (1976 - viv.)

 

Donal Ryan
 (Nenagh, 1976) è uno scrittore irlandese. Nato nel 1976 vicino Nenagh, Contea di Tipperary, vive e lavora con la moglie e i due figli nella Contea di Limerick.
Laureato in legge alla University of Limerick, ha lavorato per la National Employment Rights Authority prima d'intraprendere la carriera di scrittore.
Membro dalla Chiesa d'Irlanda, ha esordito con il romanzo Il cuore girevole scritto nel 2010 e pubblicato, dopo 47 rifiuti, nel 2014 vincendo, tra gli altri riconoscimenti, il Guardian First Book Award e il Premio letterario dell'Unione europea.
Autore (al 2025) di altri 6 romanzi e di una raccolta di racconti, nel 2017 ha dichiarato che, non bastandogli il lavoro di scrittore per pagare il mutuo, è stato costretto a tornare a lavorare nel servizio civile.

Opere (parziale)
Romanzi
Il cuore girevole (The Spinning Heart, 2012), Roma, Minimum Fax, 2015 traduzione di Andrea Binelli 
The Thing about December (2013)
All We Shall Know (Sept 2016)
From a Low and Quiet Sea (2018)
Strange Flowers (2020)
The Queen of Dirt Island (2022)
Heart, Be at Peace (2024)

Racconti

A Slanting of the Sun: Stories (2015)

lunedì 19 ottobre 2026

KEEGAN Claire (1968 - viv.)

 

Claire Keegan
 (Contea di Wicklow, 1968) è una scrittrice irlandese.
Nata nel 1968 nella Contea di Wicklow, ha studiato alla Loyola University New Orleans e ha conseguito un M.A. all'Università del Galles e un M.Phil. al Trinity College.
Nel 1999 ha esordito nella narrativa con la raccolta di racconti Dove l'acqua è più profonda grazie alla quale è stata insignita del Premio Rooney per la letteratura irlandese.
Insegnante di scrittura creativa, è considerata tra le nuove voci più interessanti della narrativa breve irlandese.

Opere
Raccolte di racconti

Dove l'acqua è più profonda (Antarctica, 1999), traduzione di Massimiliano Morini, Vicenza, Neri Pozza, 2010
Nei campi azzurri (Walk the Blue Fields, 2007), traduzione di Massimiliano Morini, Vicenza, Neri Pozza, 2009
So Late in the Day: stories of women and men, New York, Grove Press, 2023

Romanzi brevi
Un'estate (Foster, 2010), traduzione di Monica Pareschi, Torino, Einaudi, 2023
Piccole cose da nulla (Small Things like These, 2021), traduzione di Monica Pareschi, Torino, Einaudi, 2022
Quando ormai era tardi (So late in the day, 2022), traduzione di Monica Pareschi, Torino, Einaudi, 2024

domenica 18 ottobre 2026

BURNS Anna (1962 - viv.)


Anna Burns
 (Belfast, 7 marzo 1962) è una scrittrice britannica, vincitrice del Booker Prize nel 2018.
È cresciuta a Ardoyne, un distretto popolare e cattolico di Belfast nord; nel 1987 si trasferisce a Londra e dal 2014 vive nell'East Sussex, sulla costa sud dell'Inghilterra.
Il suo primo romanzo No Bones è la biografia di una ragazza cresciuta a Belfast durante il conflitto nordirlandese; fra le opere nordirlandesi ambientate in quel periodo, No Bones è considerato un lavoro importante, paragonato a Gente di Dublino di James Joyce per il suo ritratto del linguaggio quotidiano. Nel romanzo la famiglia disfunzionale della protagonista simbolizza la situazione politica dell'Irlanda del Nord. No Bones ha vinto il Winifred Holtby Memorial Prize per il migliore romanzo regionale nel 2001 ed è stato fra i finalisti del Women's Prize for Fiction.
Il suo secondo romanzo, Little Constructions, è stato pubblicato nel 2007 dalla Fourth Estate. È la biografia, ricca di humor nero, di una donna appartenente a una famiglia criminale che deve vendicare un torto subito.
Nel 2018 Burns vince il Booker Prize con il romanzo Milkman; è il primo scrittore nordirlandese a vincere il premio. Milkman è un romanzo sperimentale, nel quale il narratore è una diciottenne senza nome, nota solo come middle sister (sorella di mezzo), che è perseguitata da un uomo molto più anziano, un paramilitare noto come Milkman.
Nel 2020 è stata insignita dell'International IMPAC Dublin Literary Award divenendo la prima autrice nordirlandese a vincere il premio.

Opere
Romanzi
Amelia (No Bones, 2001), Rovereto, Keller, 2024, traduzione di Elvira Grassi.
Little Constructions (2007)
Milkman (2018), Rovereto, Keller, 2019, traduzione di Elvira Grassi

Racconti
Mostly Hero (2014)

sabato 17 ottobre 2026

MORRIS Priscilla (1973 - viv.)



Priscilla Morris
, nata a Cambridge nel 1973, è una scrittrice britannica; il suo romanzo d'esordio, Le farfalle di Sarajevo, è stato selezionato come finalista del Women's Prize for Fiction 2023.
Figlia di madre bosniaca e di padre inglese, Morris ha conseguito un dottorato di ricerca in scrittura creativa presso l'Università dell'East Anglia e lavora come docente. Il suo romanzo d'esordio è ambientato durante l'assedio di Sarajevo ed è ispirato alle esperienze di Morris e della sua famiglia. Nel 2023 è stato selezionato per il Women's Prize for Fiction, l'Ondaatje Prize e l'Authors' Club Best First Novel Award.

Opere
Le farfalle di Sarajevo (Black Butterflies), Milano, Neri Pozza, 2023

MATAR Hisham (1970 - viv.)

  Hisham Matar  (New York, 1970) è uno scrittore libico. Il suo romanzo Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro (The return: Father...