mercoledì 2 settembre 2026

SAER Juan José (1937 - 2005)

 

Juan José Saer 
(Serodino, 28 giugno 1937 – Parigi, 11 giugno 2005) è stato uno scrittore argentino.
È ritenuto uno dei più importanti ed influenti autori della letteratura latinoamericana e della letteratura in lingua spagnola del XX secolo. Nel 2007 tre dei suoi romanzi (El entenado, La Grande e Glosa), compaiono nella lista dei 100 migliori libri in lingua spagnola degli ultimi 25 anni, stilata da 81 scrittori e critici letterari latinoamericani e spagnoli.
Il figlio Jerónimo (1970-2015) è stato un musicista hip hop e di musica elettronica sperimentale molto noto nell'ambiente artistico.
Figlio di immigrati siriani di religione cristiana nati a Damasco e giunti in Argentina dopo la caduta dell'impero ottomano, Juan José Saer nasce il 28 giugno 1937 a Serodino, una località del Dipartimento di Iriondo situata nella provincia di Santa Fe, a 40 km nord-ovest dalla città di Rosario. Trascorre qui i primi anni della sua infanzia, e nel 1949 si trasferisce con la famiglia a Santa Fe, dove conclude i suoi primi studi ed entra in contatto con un gruppo di scrittori locali, attraverso i quali riesce ad instaurare amicizia con il poeta argentino Juan L. Ortiz. L'opera di quest'ultimo, che Saer riconosce come proprio maestro, influenzerà tutta la sua scrittura.
Nel 1960 fa il suo esordio con En la Zona, racconto nel quale è possibile notare l'influenza dell'opera dello scrittore argentino Jorge Luis Borges e dove compare per la prima volta il suo paese natale, Santa Fe, destinato poi a diventare il luogo principale dello spazio narrativo nelle sue successive opere.
Nel 1962 si sposta nel quartiere costiero di Colastiné Norte; all'Universidad Nacional del Litoral studia letteratura, e in seguito insegna Storia del Cinema, Critica ed Estetica Cinematografica. In questo periodo riesce a coniugare l'insegnamento universitario alla sua attività di scrittura, dando vita a quattro opere che vedranno la pubblicazione negli anni successivi: i romanzi Responso (1964), La vuelta completa (1966) e i racconti Palo y hueso (1965) e Unidad de lugar (1967).
Nel 1968, grazie ad una borsa di studio della fondazione culturale de l'Alliance Française, si
trasferisce a Parigi dove ottiene una cattedra per l'insegnamento di Estetica alla facoltà di Lettere dell'Università di Rennes. In questo stesso anno si separa dalla prima moglie, sposa Laurence Gueguen e si stabilisce definitivamente in Francia.
Il definitivo trasferimento nella capitale francese segna l'inizio della sua maturità letteraria, poiché da allora pubblica le sue opere più celebri. Dopo alcuni testi di impianto realistico (come i racconti En la zona, Unidad de Lugar e i romanzi Responso, La vuelta completa), con i successivi romanzi Cicatrices, El limonero real, Nadie nada nunca, La ocasión e Glosa, orienta la sua narrativa verso la sperimentazione avvicinandosi al genere del nouveau roman francese.
Cicatrices, pubblicato nel 1969, inizia con l'assassinio che un operaio metallurgico, Luis Fiore, compie ai danni della propria moglie, il 1º maggio, nella notte della festa dei lavoratori. Questo episodio fa da base alle quattro storie successive narrate da protagonisti differenti, che hanno punti di contatto ma non si incontrano mai. Il giornalista e scrittore Carlos Tomatis rappresenta l'alter ego di Saer. Lo sfondo politico della storia è caratterizzato dal ricordo della sconfitta del Peronismo, che, come riportato dal titolo, ha lasciato delle "cicatrici" nella storia e nella vita dell'Argentina.
Un'opera più complessa della precedente, El limonero real, viene pubblicata nel 1974. Ambientata a Colastiné, un paese nei pressi di Santa Fe, è incentrata su una famiglia che periodicamente si ritrova per festeggiare con una cena la fine dell'anno. Il ritmo della narrazione è molto semplice, ma allo stesso tempo poetico e spesso ripetitivo, qualità che fanno ricordare la caratteristica scrittura di Joyce.
Gli anni tra il 1974 e il 1980 sono stati definiti da Saer come il periodo più difficile della sua vita, caratterizzato dal senso di sradicamento derivatogli dal vivere all'estero, dalla critica situazione politica dell'Argentina di quegli anni, e da altri problemi personali, come il divorzio dalla sua prima moglie e il trasferimento che lo tiene lontano dal figlio. Durante questo periodo pubblica il libro di racconti La Mayor (1976) e un libro di poesie El arte de narrar (1977) che avrebbe ripreso poi nel 1988 e nel 2000 in edizioni ampliate.
Nel 1980, dopo quattro anni di completo isolamento viene pubblicato Nadie nada nunca, una sorta di romanzo poliziesco con scarsa attenzione alla trama, incentrato su un seriale e misterioso assassino di cavalli, in cui l'autore sperimenta ancora una volta la ricorsività della narrazione raccontata da diversi punti di vista. Fra i personaggi dell'opera vi è una coppia, Gato Garay ed Elisa, che vive in una casa sulla costa di Rincón Norte, vicino alla città di Santa Fe, il giornalista Tomatis, il commissario Caballo, un bagnino che lavora vicino alla casa di Gato, e Ladeado, un personaggio che ha già fatto la sua comparsa nel precedente romanzo El limonero real. Lo scenario di fondo rappresenta un'allegoria della situazione politica dell'Argentina di quel periodo, una dittatura che sequestra, tortura, estorce false confessioni, uccide e fa sparire gli oppositori.
Nel 1983 viene data alle stampe una delle sue principali opere di impronta storica, El entenado (L'arcano). Il protagonista è un adolescente che, entrato a far parte di una compagnia di conquistatori spagnoli durante una spedizione navale nel Sud America del XV secolo, rimane vittima di una tribù nativa antropofaga. Il mozzo, unico sopravvissuto, rientrato in Spagna dopo
dieci anni di convivenza con la tribù, testimone di quanto accaduto, decide di trascriverne il racconto. Come indicato dalla critica, questo testo riporta a dibattiti moderni di carattere antropologico, etnografico e storiografico. In molti punti rievoca Il manoscritto di Brodie dello scrittore e poeta argentino Jorge Luis Borges, come la tematica del salvataggio a partire da una riflessione sulla lingua dei nativi e l'interrogativo creato dalla fragilità e dalla percezione del mondo esterno che ricordano il pensiero filosofico dedicato alla realtà del filosofo irlandese George Berkeley.
Glosa, pubblicato nel 1985, è ritenuto da Saer uno dei suoi romanzi migliori e del quale è rimasto più soddisfatto. L'opera racconta di una passeggiata nel centro città di due amici, Angél Leto e il Matematico, durante la quale cercano di ricostruire una festa di compleanno, quella di Jorge Washington Noriega, alla quale però non hanno partecipato. In questa conversazione che si presenta come un viaggio ironico ma al tempo stesso sentimentale, vengono raccontati aneddoti, ricordi e vecchie storie. Figurano numerose citazioni dal Simposio di Platone e l'Ulisse di James Joyce.
Nel 1999 Saer pubblica La Narración-Objeto, un saggio tradotto in numerose lingue (francese, tedesco, italiano, olandese, portoghese, svizzero e greco), nel quale trascrive le sue riflessioni sulla letteratura da Cervantes, Faulkner, Kafka, Borges e la poesia argentina, rivelando inoltre la sua personale idea sull'arte.
L'11 giugno 2005 a Parigi, Juan José Saer muore all'età di 67 anni per un cancro ai polmoni; la sua salma è sepolta nel cimitero parigino di Père-Lachaise.
Al momento della sua morte l'autore stava ultimando il capitolo finale dell'opera che aveva pianificato essere il romanzo più importante della sua carriera, La Grande, pubblicato postumo pochi mesi dopo. Il testo, in cui ogni capitolo è un giorno della settimana, inizia con quattro epigrafi tra cui quella famosa di epoca surrealista «Le cadavre exquis boira le vin nouveau», la prima frase in assoluto ottenuta dal gioco di carta e matita di origine francese Cadaveri Eccellenti. Il protagonista Nula, venditore di vini, fa di questa bevanda il filo conduttore dell'intera opera; definito un "sacro elisir", esso accompagna riunioni ed incontri.
Postuma è anche la pubblicazione tra il 2012 e 2015 di una raccolta di testi inediti Borradores inéditos, a cura dell'editore Seix Barral. L'opera è divisa in quattro volumi: due di abbozzi e note (Papeles de rabajo), uno di poesie e un altro di saggi. La pubblicazione di questi ultimi testi ha concluso e completato l'intera opera di Saer.
Uno degli elementi caratterizzanti l'opera di Saer è lo spazio: la città di Santa Fe insieme al Fiume Paraná rappresentano i luoghi più importanti nella vita di Saer, e fanno da ambientazione alla gran parte della sua intera opera. Gli scenari, i luoghi e i paesaggi assumono quindi un ruolo fondamentale; egli li descrive con una intensità ed una abilità tale da renderli parte integrante e protagonisti della narrazione. L'altro elemento caratterizzante della sua scrittura è il tempo: viene inteso come memoria della storia politica argentina, tempo della
narrazione e confronto generazionale tra i diversi personaggi.

Romanzi
1964. Responso
1966. La vuelta completa
1969. Cicatrici (Cicatrices), La Nuova Frontiera, 2012
1974. El limonero real
1980. Nadie nada nunca
1983. L'arcano (El entenado), Giunti, 1993
1986. Glossa (Glosa), La nuova frontiera, 2018
1987. La ocasión
1992. Lo imborrable
1994. L'indagine (La pesquisa), La Nuova Frontiera, 2014
1997. Le nuvole (Las nubes), La Nuova Frontiera, 2017
2005. La grande

Racconti
1960. En la zona
1965. Palo y hueso
1967. Unidad de lugar
1976. La mayor
2000. Lugar
2001. Cuentos completos (1957-2000)
2017. A medio borrar
Poesia
1977. El arte de narrar: poemas, 1960/1975

Saggi
1991. El río sin orillas: tratado imaginario
1997. El concepto de ficción
1999. La narración-objeto
2005. Trabajos

Miscellanee
2012. Borradores inéditos: Papeles de trabajo 1
2013. Borradores inéditos: Papeles de trabajo 2
2013. Borradores inéditos 3: Poemas
2015. Borradores inéditos 4: Ensayos

martedì 1 settembre 2026

JI-YOUNG Gong (1963 - viv.)

 

Gong Ji-young
, in hangŭl: 공지영 (Seul, 31 gennaio 1963), è una scrittrice sudcoreana.
Nata nel 1963 a Seul, ha studiato letteratura inglese all'Università Yonsei.
Cresciuta durante le dittatura di Park Chung-hee e Chun Doo-hwan, negli anni '80 ha preso parte alle proteste studentesche in difesa della democrazia.
Ha iniziato a scrivere romanzi e saggi negli anni '90, ma ha ottenuto notorietà internazionale nel 2011 grazie alla trasposizione cinematografica del romanzo Togani, Ch'angbi. Pubblicato inizialmente online nel 2008 sul portale "Daum" con il titolo preso in prestito dal dramma teatrale Il crogiuolo di Arthur Miller, è ispirato a un caso di molestie sessuali avvenute nella scuola per non udenti "Gwangju Inhwa" venute alla luce nel 2005. La grande indignazione pubblica suscitata dall'uscita della pellicola ha fatto riaprire le indagini e portato alla firma di una legge soprannominata "Legge Dogani" contro i crimini sessuali nei confronti di minori e disabili.
Tra le autrici più popolari in Corea del Sud, i suoi libri hanno venduto più di 12 milioni di copie.

Opere (parziale)
Narrativa
Muso-ŭi ppul-chŏrŏm honjasŏ kara (1993)
Kodŭngŏ, Woongjin (1994)
Ch'akhan yŏja, Han'gyŏre sinmunsa (1997)
Come una sorella (Pongsun-i ŏnni, P'urŭn sup, 1998), Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2007 traduzione di Ombretta Marchetti 
Tŏ isang arŭmdaun panghwang-ŭn ŏpta, P'urŭn sup (1998)
Le nostre ore felici (Uri-dŭl-ŭi haengbokhan sigan, P'urŭn sup, 2005), Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2009 traduzione di Vincenza D'Urso
Togani, Ch'angbi (2009)

Saggistica
Ingan-e taehan yeŭi, Ch'angbi (1994)
Chonjae-nŭn nunmul-rŭl hŭllinda, Ch'angbi (1999)
Pyŏl-dŭr-ŭi tŭlp'an, Ch'angbi (2004)

domenica 30 agosto 2026

MEJIA VALLEJO Manuel (1923 - 1998)

 

Manuel Mejía Vallejo
 (Jericó, 23 aprile 1923 – El Retiro, 23 luglio 1998) è stato uno scrittore, giornalista e poeta colombiano, ha vinto il premio Nadal nel 1963 e il premio Rómulo Gallegos nel 1989.
Nasce a Jericó, nel dipartimento di Antioquia (Colombia), il 23 aprile, data simbolica per la letteratura.
A 22 anni scrive il suo primo romanzo intitolato La tierra éramos nosotros; la sua lettura suscita una grande impressione nel gruppo dei Los Panidas coordinato da León de Greiff tanto che questi ne favorisce la pubblicazione nel 1945.
La Violencia lo costringe all'esilio nel 1949; lavora come giornalista in Venezuela, Guatemala e Salvador; rientra in Colombia nel 1957.
Per molti anni, Mejía Vallejo è professore di Letteratura all'Università Nazionale della Colombia, sezione di Medellín. L'Università Nazionale gli conferisce la laurea honoris causa nel 1985.
Muore a El Retiro, nel dipartimento di Antioquia.
Per Luis Carlos Molina, Manuel Mejía Vallejo «rappresenta la versione andina della narrativa colombiana contemporanea, caratterizzata da un mondo di simboli che si vanno perdendo nella memoria della montagna».
Mejía Vallejo ha creato il villaggio di Balandú, circondato dalla Cordigliera, che rappresenta un microcosmo della provincia colombiana e in particolare della cultura Paisa.
Nel 1963 gli viene assegnato il premio Eugenio Nadal per il romanzo El día señalado, primo scrittore latino-americano ad ottenerlo.
Nel 1989 gli viene conferito il premio Rómulo Gallegos per il romanzo La casa de las dos palmas. A questo romanzo si è ispirata una omonima telenovela trasmessa da una TV colombiana nel 1990-1991.

Romanzi
La tierra éramos nosotros (1945)
Al pie de la ciudad (1958)
El día señalado (1964)
Aire de tango (1973)
Las muertes ajenas (1979)
Tarde de verano (1981)
Y el mundo sigue andando (1984)
La sombra de tu paso (1987)
La casa de las dos palmas (1988)
Los abuelos de la cara blanca (1991)

Novelle
Tiempo de sequía (1957)
Cielo cerrado (1963)
Cuentos de zona tórrida (1967)
Las noches de las vigilias (1975)
Otras historias de Balandú (1990)
Sombras contra el muro (1993)
La venganza y otros relatos (1995)

Poesie
Prácticas para el olvido (1977)
El viento lo dijo (1981)
Memoria del olvido (1990)
Soledumbres (1990)

sabato 29 agosto 2026

GAMBOA Santiago (1965 - viv.)

 

Santiago Gamboa
 (Bogotà, 1965) è uno scrittore colombiano.
Santiago Gamboa, è un filologo, diplomatico, editorialista, corrispondente e giornalista colombiano, nato a Bogotà nel 1965, figlio dell'artista Carolina Samper e dello storico dell'arte Pablo Gamboa Hinestrosa. Gamboa ha studiato all'Università Javeriana letteratura. Quando la famiglia si è trasferita in Europa si è laureato in Filologia Ispanica all'Università di Madrid, per poi trasferirsi a Parigi dove ha lavorato come giornalista dal 1993 al 1997 come responsabile di programmi letterari e culturali. Lo stesso anno entra a far parte della RFI, diventa anche corrispondente per El Tiempo , il giornale colombiano con la più alta diffusione e la maggiore influenza nel paese.
A Roma ha collaborato col gruppo editoriale Repubblica - l'Espresso; a Nuova Delhi ha svolto l'incarico di consigliere culturale presso l'ambasciata colombiana.
Nel 1995 esce il suo primo romanzo, Páginas de vuelta e due anni dopo appare il suo secondo romanzo, Perdere è una questione di metodo.

Opere principali

1995 - Páginas de vuelta
1997 - Perder es cuestión de método, Perdere è una questione di metodo, trad. di Pino Cacucci Guanda, 1998 (poi, TEA, 2001)
2000 - Vida feliz de un joven llamado Esteban, Vita felice del giovane Esteban, Guanda, 2001
2002 - Ottobre a Pechino, Guanda, 2002
2001 - Los impostores, Gli impostori, Guanda, 2004
2011 - Morte di un biografo, Roma, edizioni e/o, 2011
2012 - Plegarias nocturnas, Preghiere notturne, Roma, edizioni e/o, 2013
2014 - Una casa en Bogotá, Una casa a Bogotá, Roma, edizioni e/o, 2016
2016 - Volver al oscuro valle, Ritorno alla buia valle, Roma, edizioni e/o, 2018
2019 - Será larga la noche, Sarà lunga la notte, Roma, edizioni e/o, 2022

venerdì 28 agosto 2026

KYUNG-SOOK Shin (1963 - viv.)

 

Shin Kyung-sook
(Jeongeup, 12 gennaio 1963) è una scrittrice sudcoreana.
È stata la prima scrittrice della Corea del Sud e la prima donna a vincere nel 2012 il Man Asian Literary Prize, il più prestigioso premio asiatico, per il suo libro Prenditi cura di lei (엄마를 부탁해, Eommareul ButakhaeLR), pubblicato in 32 paesi.
Kyung-sook Shin nasce nel 1963 in un villaggio vicino Jeongeup, nella provincia del Nord Jeolla in Corea del Sud. Quarta di sei figli, è la maggiore tra le sue sorelle. Suo padre è un orfano di guerra e sua madre una donna devota: l'infanzia di Shin trascorre tra semina e mietitura. Presto si rende conto del suo amore per la lettura ed inizia a prendere in prestito libri dai suoi fratelli. La vita che lei e la sua famiglia conducono nel villaggio tuttavia non favorisce un'istruzione soddisfacente, così i genitori di Shin, che ancora vivono in campagna, sacrificano tutto per mandare i loro sei figli all'università.
A sedici anni Shin si trasferisce a Seul, dove inizia a lavorare in uno stabilimento di elettronica mentre vive con il fratello maggiore. Sono gli anni della legge marziale imposta dal Generale Chun Doo dopo il colpo di stato del 1979 e, mentre gli studenti protestano, decisi a far sentire la propria voce in quello che sarebbe stato ricordato come il massacro di Gwangju, Shin frequenta una scuola serale. In una sua intervista riportata nel The Guardian ricorda come quell'evento l'abbia segnata in maniera indelebile, tanto che alcuni dei suoi personaggi sono stati ispirati proprio da alcune vicende legate a quell'evento storico.
Il debutto letterario di Kyung-sook Shin risale al 1985, a 22 anni, dopo la laurea in scrittura creativa presso l'Istituto d'Arte di Seul. In quell'anno pubblica la novella Favola della Notte (in Hangul: 겨울우화, Kyeoruhwa) con cui vince il premio Munye Joogang (문예중앙) come autrice emergente.
Assieme a Kim In-Suk e Gong Ji-Yeong, Kyung-sook Shin è una delle scrittrici del gruppo
definito "Generazione 386" (386 세대; Sampallyuk sedae).
Nel 1999 si sposa con il critico letterario, poeta e professore Jin-u Nam e nel 2008 pubblica il romanzo che l'ha resa celebre nel mondo: Prenditi cura di lei (엄마를 부탁해 - lett. "Prenditi cura della mamma per favore"). Kyung-sook Shin ha rivelato alla CNN che avrebbe voluto scrivere 30 anni prima questa sua opera ma che, a causa della continua evoluzione della sua idea di "madre", elaborare il romanzo si è rivelato più difficile del previsto.
Shin ha vinto moltissimi premi letterari inclusi il Today’s Young Artist Award offerto dal Ministro della Cultura, dello Sport e del Turismo sud coreano, il premio letterario Hanguk Ilbo, il premio letterario Hyundae e quello Manhae, il Premio Dong-In, Yi Sang e Oh Yung-Su. Nel 2009 la traduzione francese di una sua opera, Una Stanza Solitaria (La Chambre Solitaire) è una delle vincitrici del Prix de l'Inapercu, che premia le eccellenze letterarie che ancora non hanno raggiunto un pubblico vasto.
I diritti per il bestseller Prenditi cura di lei sono stati venduti in 32 Paesi inclusi l'America e innumerevoli nazioni in Europa ed Asia, a partire dalla Cina. In inglese è stato tradotto da Kim Chi-Young e pubblicato nel 2011, classificandosi al primo posto al Man Asian Literary Prize nel 2012.
Kyung-sook Shin vive a Seoul con il marito nei pressi del Monte Bukhansan.

Traduzioni italiane
(2011) Prenditi cura di lei , trad. di Vincenzo Mingardi, Vicenza, Neri Pozza - È la storia di una madre scomparsa, raccontata dai diversi punti di vista dei membri della sua famiglia. Il contesto storico è quello del drammatico periodo di cambiamento della Corea del Sud a società post-moderna.
(2013) Io ci sarò , traduzione di Benedetta Merlini, Palermo, Sellerio - É un romanzo fortemente introspettivo, ambientato negli anni ottanta che vede la protagonista, Jeong Yun, rivivere i suoi ricordi del college nello scenario di una Seul attraversata dalle contestazioni studentesche.

SAER Juan José (1937 - 2005)

  Juan José Saer  (Serodino, 28 giugno 1937 – Parigi, 11 giugno 2005) è stato uno scrittore argentino. È ritenuto uno dei più importanti ed...