giovedì 3 settembre 2026

GIORDANO Paolo (1982 - viv.)

 

Paolo Giordano
 (Torino, 19 dicembre 1982) è uno scrittore e sceneggiatore italiano.
Nel 2008 ha vinto il premio Strega con il suo primo romanzo, La solitudine dei numeri primi.
Paolo Giordano vive a San Mauro Torinese (TO). Il padre Bruno è un ginecologo, la madre Iside è un'insegnante d'inglese; ha una sorella maggiore, Cecilia, di tre anni più grande.
Nel 2001 si è diplomato con 100/100 al Liceo Scientifico di Stato Gino Gegré di Torino; dopo aver conseguito, con lode, nell'anno accademico 2005-2006, la laurea specialistica in Fisica delle interazioni fondamentali presso l'Università degli studi di Torino con una tesi premiata fra le migliori, ha vinto una borsa di studio per frequentare il corso di dottorato di ricerca in Fisica teorica, bastato sulla fisica delle particelle, presso il medesimo ateneo. In un progetto co-finanziato dall'Istituto nazionale di fisica nucleare, ha studiato le proprietà del quark bottom, in particolare il decadimento inclusivo del mesone B nel canale semileptonico e radiativo.
Nel frattempo, nel 2006 Giordano ha iniziato a frequentare due corsi della Scuola Holden; qui ha incontrato Raffaella Lops, divenuta sua editor, agente  e compagna, e grazie a lei ha ottenuto una rubrica su Gioia, per la quale ha scritto racconti prendendo spunto da una notizia e un numero.
Nel 2007 riesce a far avere un suo romanzo ad Arnoldo Mondadori Editore, Dentro e fuori dall'acqua, che grazie alla revisione dell'editor Antonio Franchini e del suo team (Joy Terekiev e Giulia Ichino) diventa La solitudine dei numeri primi, edito nel gennaio del 2008, il quale vince nello stesso anno il premio Campiello Opera Prima, il premio Fiesole Narrativa Under 40, il Premio Strega e il Premio letterario Merck Serono; a 26 anni Giordano è il più giovane scrittore ad aver vinto lo Strega.
Giordano ha ricevuto il 9 luglio 2008 il premio letterario Merck Serono nella sezione narrativa e il 23 agosto 2008 il premio letterario Frignano opera prima. È anche il vincitore della XIV edizione del premio letterario Alassio Cento libri - Un Autore per l'Europa, che ha ricevuto il 13 settembre 2008, ed è stato tra i finalisti della XVIII edizione del premio PEN Club Italiano.
Ha pubblicato il racconto La pinna caudale sul numero 41 (gennaio-marzo 2008) della rivista Nuovi Argomenti, in uno speciale dedicato ai «Non ancora trentenni», gli autori nati negli anni ottanta. Il 12 giugno 2008, al VII Festival delle Letterature di Roma, ha presentato il racconto inedito Vitto in the box.
Dopo aver visitato nel 2006 un progetto di Medici Senza Frontiere a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, nel quale l'organizzazione assiste i malati di AIDS e le prostitute del quartiere Masina, ha scritto il racconto Mundele (il bianco), presentato il 16 maggio 2008 a Milano al festival Officina Italia e pubblicato nel novembre del 2008 nell'antologia Mondi al limite. 9 scrittori per Medici Senza Frontiere, curata da MSF per Feltrinelli.
Nella seconda serata del Festival di Sanremo 2009, il 18 febbraio 2009, una sua lettera scritta per l'occasione viene letta dall'attore Alessandro Haber.
Ha conseguito il dottorato di ricerca in Fisica teorica nel febbraio 2010.
Il 10 settembre 2010 è uscito nelle sale italiane il film tratto dal romanzo, una coproduzione italo-franco-tedesca, con il supporto della Film Commission Torino Piemonte, in concorso alla 67ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il film, girato fra la fine di
agosto del 2009 e il gennaio del 2010, è diretto da Saverio Costanzo, curatore della sceneggiatura assieme a Giordano; nel cast, Alba Rohrwacher nella parte di Alice, e Isabella Rossellini.
Nell'ottobre 2012 Giordano pubblica il nuovo libro, dal titolo Il corpo umano. Il romanzo viene promosso con una serie di reading teatrali in tutta Italia con le musiche originali suonate dal vivo dal duo PLUS (MinusAndPlus), tra gli ospiti sul palco in alcuni teatri anche Alba Rohrwacher.
Nel febbraio 2013 è membro della giuria di qualità alla 63ª edizione del Festival di Sanremo, condotta da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Nell'estate 2014 si sposa in Puglia, a San Michele Salentino, con la compagna Raffaella Lops, con la quale vive a Torino assieme ai due figli di lei.
Il 26 marzo 2020 pubblica per Einaudi il saggio Nel contagio, un saggio ricco di riflessioni sul nostro tempo e sul COVID-19 che è uscito in allegato anche col Corriere della Sera. Il volume è in corso di traduzione in più di trentacinque Paesi. Prosegue poi la sua riflessione sul Covid nel saggio Le cose che non voglio dimenticare, sempre per Einaudi, ma pubblicato nella nuova collana di e-book i Quanti nel giugno 2021.
A ottobre 2022, sempre per la casa editrice Einaudi, pubblica il suo nuovo libro Tasmania. Presentato alla annuale Fiera di Francoforte, l'opera è stata tra le più attese e contese dell'edizione, con i diritti venduti per una sua pubblicazione in 10 paesi.. Per l'edizione francese di Tasmania, il 3 novembre 2023 gli è stato attribuito il Prix André-Malraux quale
migliore fiction impegnata al servizio della condizione umana.
Attualmente è docente di reportage nel master di scrittura dell'Università IULM di Milano.

Opere
Romanzi
La solitudine dei numeri primi, Milano, Mondadori, 2008
Il corpo umano, Milano, Mondadori, 2012. [Rist. Torino, Einaudi, 2024].
Il nero e l'argento, Torino, Einaudi, 2014. 
Divorare il cielo, Torino, Einaudi, 2018. 
Tasmania, Torino, Einaudi, 2022.
Racconti
La pinna caudale, Nuovi Argomenti, n. 41, gennaio-marzo 2008
Vitto in the box, Il corriere della letteratura, 12 giugno 2008
L'uomo che dà un'anima ai sassofoni, La Stampa, 29 ottobre 2008
Mundele, in Mondi al limite, Feltrinelli, novembre 2008
Come le more selvatiche: in Ucraina, tra dolore e resistenza, testo e foto di Paolo Giordano, Corriere della Sera, 21 febbraio 2023

Saggi
Nel contagio, Torino, Einaudi, 26 marzo 2020. 
Le cose che non voglio dimenticare, Torino, Einaudi, 11 giugno 2021. 

Pubblicazioni scientifiche
Paolo Gambino, Paolo Giordano, Giovanni Ossola, Nikolai Uraltsev, Inclusive semileptonic B decays and the determination of |Vub|, Journal of High Energy Physics, n. 10, ottobre 2007, p. 58.
Paolo Giordano, Inclusive semileptonic B decays and the determination of |Vub|, Journal of Physics: Conference Series, v. 110, 30 giugno 2008.
Paolo Gambino, Paolo Giordano, Normalizing inclusive rare B decays, Physics Letter B, maggio 2008.

mercoledì 2 settembre 2026

SAER Juan José (1937 - 2005)

 

Juan José Saer 
(Serodino, 28 giugno 1937 – Parigi, 11 giugno 2005) è stato uno scrittore argentino.
È ritenuto uno dei più importanti ed influenti autori della letteratura latinoamericana e della letteratura in lingua spagnola del XX secolo. Nel 2007 tre dei suoi romanzi (El entenado, La Grande e Glosa), compaiono nella lista dei 100 migliori libri in lingua spagnola degli ultimi 25 anni, stilata da 81 scrittori e critici letterari latinoamericani e spagnoli.
Il figlio Jerónimo (1970-2015) è stato un musicista hip hop e di musica elettronica sperimentale molto noto nell'ambiente artistico.
Figlio di immigrati siriani di religione cristiana nati a Damasco e giunti in Argentina dopo la caduta dell'impero ottomano, Juan José Saer nasce il 28 giugno 1937 a Serodino, una località del Dipartimento di Iriondo situata nella provincia di Santa Fe, a 40 km nord-ovest dalla città di Rosario. Trascorre qui i primi anni della sua infanzia, e nel 1949 si trasferisce con la famiglia a Santa Fe, dove conclude i suoi primi studi ed entra in contatto con un gruppo di scrittori locali, attraverso i quali riesce ad instaurare amicizia con il poeta argentino Juan L. Ortiz. L'opera di quest'ultimo, che Saer riconosce come proprio maestro, influenzerà tutta la sua scrittura.
Nel 1960 fa il suo esordio con En la Zona, racconto nel quale è possibile notare l'influenza dell'opera dello scrittore argentino Jorge Luis Borges e dove compare per la prima volta il suo paese natale, Santa Fe, destinato poi a diventare il luogo principale dello spazio narrativo nelle sue successive opere.
Nel 1962 si sposta nel quartiere costiero di Colastiné Norte; all'Universidad Nacional del Litoral studia letteratura, e in seguito insegna Storia del Cinema, Critica ed Estetica Cinematografica. In questo periodo riesce a coniugare l'insegnamento universitario alla sua attività di scrittura, dando vita a quattro opere che vedranno la pubblicazione negli anni successivi: i romanzi Responso (1964), La vuelta completa (1966) e i racconti Palo y hueso (1965) e Unidad de lugar (1967).
Nel 1968, grazie ad una borsa di studio della fondazione culturale de l'Alliance Française, si
trasferisce a Parigi dove ottiene una cattedra per l'insegnamento di Estetica alla facoltà di Lettere dell'Università di Rennes. In questo stesso anno si separa dalla prima moglie, sposa Laurence Gueguen e si stabilisce definitivamente in Francia.
Il definitivo trasferimento nella capitale francese segna l'inizio della sua maturità letteraria, poiché da allora pubblica le sue opere più celebri. Dopo alcuni testi di impianto realistico (come i racconti En la zona, Unidad de Lugar e i romanzi Responso, La vuelta completa), con i successivi romanzi Cicatrices, El limonero real, Nadie nada nunca, La ocasión e Glosa, orienta la sua narrativa verso la sperimentazione avvicinandosi al genere del nouveau roman francese.
Cicatrices, pubblicato nel 1969, inizia con l'assassinio che un operaio metallurgico, Luis Fiore, compie ai danni della propria moglie, il 1º maggio, nella notte della festa dei lavoratori. Questo episodio fa da base alle quattro storie successive narrate da protagonisti differenti, che hanno punti di contatto ma non si incontrano mai. Il giornalista e scrittore Carlos Tomatis rappresenta l'alter ego di Saer. Lo sfondo politico della storia è caratterizzato dal ricordo della sconfitta del Peronismo, che, come riportato dal titolo, ha lasciato delle "cicatrici" nella storia e nella vita dell'Argentina.
Un'opera più complessa della precedente, El limonero real, viene pubblicata nel 1974. Ambientata a Colastiné, un paese nei pressi di Santa Fe, è incentrata su una famiglia che periodicamente si ritrova per festeggiare con una cena la fine dell'anno. Il ritmo della narrazione è molto semplice, ma allo stesso tempo poetico e spesso ripetitivo, qualità che fanno ricordare la caratteristica scrittura di Joyce.
Gli anni tra il 1974 e il 1980 sono stati definiti da Saer come il periodo più difficile della sua vita, caratterizzato dal senso di sradicamento derivatogli dal vivere all'estero, dalla critica situazione politica dell'Argentina di quegli anni, e da altri problemi personali, come il divorzio dalla sua prima moglie e il trasferimento che lo tiene lontano dal figlio. Durante questo periodo pubblica il libro di racconti La Mayor (1976) e un libro di poesie El arte de narrar (1977) che avrebbe ripreso poi nel 1988 e nel 2000 in edizioni ampliate.
Nel 1980, dopo quattro anni di completo isolamento viene pubblicato Nadie nada nunca, una sorta di romanzo poliziesco con scarsa attenzione alla trama, incentrato su un seriale e misterioso assassino di cavalli, in cui l'autore sperimenta ancora una volta la ricorsività della narrazione raccontata da diversi punti di vista. Fra i personaggi dell'opera vi è una coppia, Gato Garay ed Elisa, che vive in una casa sulla costa di Rincón Norte, vicino alla città di Santa Fe, il giornalista Tomatis, il commissario Caballo, un bagnino che lavora vicino alla casa di Gato, e Ladeado, un personaggio che ha già fatto la sua comparsa nel precedente romanzo El limonero real. Lo scenario di fondo rappresenta un'allegoria della situazione politica dell'Argentina di quel periodo, una dittatura che sequestra, tortura, estorce false confessioni, uccide e fa sparire gli oppositori.
Nel 1983 viene data alle stampe una delle sue principali opere di impronta storica, El entenado (L'arcano). Il protagonista è un adolescente che, entrato a far parte di una compagnia di conquistatori spagnoli durante una spedizione navale nel Sud America del XV secolo, rimane vittima di una tribù nativa antropofaga. Il mozzo, unico sopravvissuto, rientrato in Spagna dopo
dieci anni di convivenza con la tribù, testimone di quanto accaduto, decide di trascriverne il racconto. Come indicato dalla critica, questo testo riporta a dibattiti moderni di carattere antropologico, etnografico e storiografico. In molti punti rievoca Il manoscritto di Brodie dello scrittore e poeta argentino Jorge Luis Borges, come la tematica del salvataggio a partire da una riflessione sulla lingua dei nativi e l'interrogativo creato dalla fragilità e dalla percezione del mondo esterno che ricordano il pensiero filosofico dedicato alla realtà del filosofo irlandese George Berkeley.
Glosa, pubblicato nel 1985, è ritenuto da Saer uno dei suoi romanzi migliori e del quale è rimasto più soddisfatto. L'opera racconta di una passeggiata nel centro città di due amici, Angél Leto e il Matematico, durante la quale cercano di ricostruire una festa di compleanno, quella di Jorge Washington Noriega, alla quale però non hanno partecipato. In questa conversazione che si presenta come un viaggio ironico ma al tempo stesso sentimentale, vengono raccontati aneddoti, ricordi e vecchie storie. Figurano numerose citazioni dal Simposio di Platone e l'Ulisse di James Joyce.
Nel 1999 Saer pubblica La Narración-Objeto, un saggio tradotto in numerose lingue (francese, tedesco, italiano, olandese, portoghese, svizzero e greco), nel quale trascrive le sue riflessioni sulla letteratura da Cervantes, Faulkner, Kafka, Borges e la poesia argentina, rivelando inoltre la sua personale idea sull'arte.
L'11 giugno 2005 a Parigi, Juan José Saer muore all'età di 67 anni per un cancro ai polmoni; la sua salma è sepolta nel cimitero parigino di Père-Lachaise.
Al momento della sua morte l'autore stava ultimando il capitolo finale dell'opera che aveva pianificato essere il romanzo più importante della sua carriera, La Grande, pubblicato postumo pochi mesi dopo. Il testo, in cui ogni capitolo è un giorno della settimana, inizia con quattro epigrafi tra cui quella famosa di epoca surrealista «Le cadavre exquis boira le vin nouveau», la prima frase in assoluto ottenuta dal gioco di carta e matita di origine francese Cadaveri Eccellenti. Il protagonista Nula, venditore di vini, fa di questa bevanda il filo conduttore dell'intera opera; definito un "sacro elisir", esso accompagna riunioni ed incontri.
Postuma è anche la pubblicazione tra il 2012 e 2015 di una raccolta di testi inediti Borradores inéditos, a cura dell'editore Seix Barral. L'opera è divisa in quattro volumi: due di abbozzi e note (Papeles de rabajo), uno di poesie e un altro di saggi. La pubblicazione di questi ultimi testi ha concluso e completato l'intera opera di Saer.
Uno degli elementi caratterizzanti l'opera di Saer è lo spazio: la città di Santa Fe insieme al Fiume Paraná rappresentano i luoghi più importanti nella vita di Saer, e fanno da ambientazione alla gran parte della sua intera opera. Gli scenari, i luoghi e i paesaggi assumono quindi un ruolo fondamentale; egli li descrive con una intensità ed una abilità tale da renderli parte integrante e protagonisti della narrazione. L'altro elemento caratterizzante della sua scrittura è il tempo: viene inteso come memoria della storia politica argentina, tempo della
narrazione e confronto generazionale tra i diversi personaggi.

Romanzi
1964. Responso
1966. La vuelta completa
1969. Cicatrici (Cicatrices), La Nuova Frontiera, 2012
1974. El limonero real
1980. Nadie nada nunca
1983. L'arcano (El entenado), Giunti, 1993
1986. Glossa (Glosa), La nuova frontiera, 2018
1987. La ocasión
1992. Lo imborrable
1994. L'indagine (La pesquisa), La Nuova Frontiera, 2014
1997. Le nuvole (Las nubes), La Nuova Frontiera, 2017
2005. La grande

Racconti
1960. En la zona
1965. Palo y hueso
1967. Unidad de lugar
1976. La mayor
2000. Lugar
2001. Cuentos completos (1957-2000)
2017. A medio borrar
Poesia
1977. El arte de narrar: poemas, 1960/1975

Saggi
1991. El río sin orillas: tratado imaginario
1997. El concepto de ficción
1999. La narración-objeto
2005. Trabajos

Miscellanee
2012. Borradores inéditos: Papeles de trabajo 1
2013. Borradores inéditos: Papeles de trabajo 2
2013. Borradores inéditos 3: Poemas
2015. Borradores inéditos 4: Ensayos

martedì 1 settembre 2026

JI-YOUNG Gong (1963 - viv.)

 

Gong Ji-young
, in hangŭl: 공지영 (Seul, 31 gennaio 1963), è una scrittrice sudcoreana.
Nata nel 1963 a Seul, ha studiato letteratura inglese all'Università Yonsei.
Cresciuta durante le dittatura di Park Chung-hee e Chun Doo-hwan, negli anni '80 ha preso parte alle proteste studentesche in difesa della democrazia.
Ha iniziato a scrivere romanzi e saggi negli anni '90, ma ha ottenuto notorietà internazionale nel 2011 grazie alla trasposizione cinematografica del romanzo Togani, Ch'angbi. Pubblicato inizialmente online nel 2008 sul portale "Daum" con il titolo preso in prestito dal dramma teatrale Il crogiuolo di Arthur Miller, è ispirato a un caso di molestie sessuali avvenute nella scuola per non udenti "Gwangju Inhwa" venute alla luce nel 2005. La grande indignazione pubblica suscitata dall'uscita della pellicola ha fatto riaprire le indagini e portato alla firma di una legge soprannominata "Legge Dogani" contro i crimini sessuali nei confronti di minori e disabili.
Tra le autrici più popolari in Corea del Sud, i suoi libri hanno venduto più di 12 milioni di copie.

Opere (parziale)
Narrativa
Muso-ŭi ppul-chŏrŏm honjasŏ kara (1993)
Kodŭngŏ, Woongjin (1994)
Ch'akhan yŏja, Han'gyŏre sinmunsa (1997)
Come una sorella (Pongsun-i ŏnni, P'urŭn sup, 1998), Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2007 traduzione di Ombretta Marchetti 
Tŏ isang arŭmdaun panghwang-ŭn ŏpta, P'urŭn sup (1998)
Le nostre ore felici (Uri-dŭl-ŭi haengbokhan sigan, P'urŭn sup, 2005), Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2009 traduzione di Vincenza D'Urso
Togani, Ch'angbi (2009)

Saggistica
Ingan-e taehan yeŭi, Ch'angbi (1994)
Chonjae-nŭn nunmul-rŭl hŭllinda, Ch'angbi (1999)
Pyŏl-dŭr-ŭi tŭlp'an, Ch'angbi (2004)

domenica 30 agosto 2026

MEJIA VALLEJO Manuel (1923 - 1998)

 

Manuel Mejía Vallejo
 (Jericó, 23 aprile 1923 – El Retiro, 23 luglio 1998) è stato uno scrittore, giornalista e poeta colombiano, ha vinto il premio Nadal nel 1963 e il premio Rómulo Gallegos nel 1989.
Nasce a Jericó, nel dipartimento di Antioquia (Colombia), il 23 aprile, data simbolica per la letteratura.
A 22 anni scrive il suo primo romanzo intitolato La tierra éramos nosotros; la sua lettura suscita una grande impressione nel gruppo dei Los Panidas coordinato da León de Greiff tanto che questi ne favorisce la pubblicazione nel 1945.
La Violencia lo costringe all'esilio nel 1949; lavora come giornalista in Venezuela, Guatemala e Salvador; rientra in Colombia nel 1957.
Per molti anni, Mejía Vallejo è professore di Letteratura all'Università Nazionale della Colombia, sezione di Medellín. L'Università Nazionale gli conferisce la laurea honoris causa nel 1985.
Muore a El Retiro, nel dipartimento di Antioquia.
Per Luis Carlos Molina, Manuel Mejía Vallejo «rappresenta la versione andina della narrativa colombiana contemporanea, caratterizzata da un mondo di simboli che si vanno perdendo nella memoria della montagna».
Mejía Vallejo ha creato il villaggio di Balandú, circondato dalla Cordigliera, che rappresenta un microcosmo della provincia colombiana e in particolare della cultura Paisa.
Nel 1963 gli viene assegnato il premio Eugenio Nadal per il romanzo El día señalado, primo scrittore latino-americano ad ottenerlo.
Nel 1989 gli viene conferito il premio Rómulo Gallegos per il romanzo La casa de las dos palmas. A questo romanzo si è ispirata una omonima telenovela trasmessa da una TV colombiana nel 1990-1991.

Romanzi
La tierra éramos nosotros (1945)
Al pie de la ciudad (1958)
El día señalado (1964)
Aire de tango (1973)
Las muertes ajenas (1979)
Tarde de verano (1981)
Y el mundo sigue andando (1984)
La sombra de tu paso (1987)
La casa de las dos palmas (1988)
Los abuelos de la cara blanca (1991)

Novelle
Tiempo de sequía (1957)
Cielo cerrado (1963)
Cuentos de zona tórrida (1967)
Las noches de las vigilias (1975)
Otras historias de Balandú (1990)
Sombras contra el muro (1993)
La venganza y otros relatos (1995)

Poesie
Prácticas para el olvido (1977)
El viento lo dijo (1981)
Memoria del olvido (1990)
Soledumbres (1990)

sabato 29 agosto 2026

GAMBOA Santiago (1965 - viv.)

 

Santiago Gamboa
 (Bogotà, 1965) è uno scrittore colombiano.
Santiago Gamboa, è un filologo, diplomatico, editorialista, corrispondente e giornalista colombiano, nato a Bogotà nel 1965, figlio dell'artista Carolina Samper e dello storico dell'arte Pablo Gamboa Hinestrosa. Gamboa ha studiato all'Università Javeriana letteratura. Quando la famiglia si è trasferita in Europa si è laureato in Filologia Ispanica all'Università di Madrid, per poi trasferirsi a Parigi dove ha lavorato come giornalista dal 1993 al 1997 come responsabile di programmi letterari e culturali. Lo stesso anno entra a far parte della RFI, diventa anche corrispondente per El Tiempo , il giornale colombiano con la più alta diffusione e la maggiore influenza nel paese.
A Roma ha collaborato col gruppo editoriale Repubblica - l'Espresso; a Nuova Delhi ha svolto l'incarico di consigliere culturale presso l'ambasciata colombiana.
Nel 1995 esce il suo primo romanzo, Páginas de vuelta e due anni dopo appare il suo secondo romanzo, Perdere è una questione di metodo.

Opere principali

1995 - Páginas de vuelta
1997 - Perder es cuestión de método, Perdere è una questione di metodo, trad. di Pino Cacucci Guanda, 1998 (poi, TEA, 2001)
2000 - Vida feliz de un joven llamado Esteban, Vita felice del giovane Esteban, Guanda, 2001
2002 - Ottobre a Pechino, Guanda, 2002
2001 - Los impostores, Gli impostori, Guanda, 2004
2011 - Morte di un biografo, Roma, edizioni e/o, 2011
2012 - Plegarias nocturnas, Preghiere notturne, Roma, edizioni e/o, 2013
2014 - Una casa en Bogotá, Una casa a Bogotá, Roma, edizioni e/o, 2016
2016 - Volver al oscuro valle, Ritorno alla buia valle, Roma, edizioni e/o, 2018
2019 - Será larga la noche, Sarà lunga la notte, Roma, edizioni e/o, 2022

GIORDANO Paolo (1982 - viv.)

  Paolo Giordano  (Torino, 19 dicembre 1982) è uno scrittore e sceneggiatore italiano. Nel 2008 ha vinto il premio Strega con il suo primo ...