martedì 19 maggio 2026

BUZZI Giancarlo (1929 - 2015)

 

Giancarlo Buzzi
 (Como, 18 aprile 1929 – Milano, 2 maggio 2015) è stato uno scrittore, traduttore, dirigente d'azienda, pubblicitario e imprenditore italiano.
Сompì in Italia (risiedette nel Collegio Ghislieri a Pavia), in Francia e negli Stati Uniti studi letterari, filologici e sociologici. In Italia e in Spagna lavorò per aziende industriali e commerciali di vari settori – fra le quali il Touring Club Italiano, la Pirelli, la Bassetti, la Olivetti, la Standa – di volta in volta come consulente, dirigente, amministratore delegato. Questi lavori lo familiarizzarono coi principali aspetti della gestione aziendale e del personale (dalla pianificazione, al marketing strategico e operativo, alla formazione, alla comunicazione ecc.). La sua presenza fu particolarmente significativa nel campo editoriale (Il Saggiatore, Mondadori, Vallecchi).
Fra le sue esperienze più stimolanti e formative egli considerò sempre quella legata alla sua collaborazione col Movimento Comunità promosso da Adriano Olivetti (attività culturali d'ogni genere in un centinaio di comuni del Canavese, di organizzazione del territorio, economiche, assistenziali, sindacali, urbanistiche, sportive, ricreative, di studio e ricerca). Fu anche imprenditore in proprio nel settore della ristorazione.
Autore nei primi anni Sessanta del Novecento di un testo per molti aspetti anticipatorio (La tigre domestica), nel quale ci si occupa degli aspetti culturali, sociali e politici della pubblicità e se ne ipotizza il ruolo nella società “neocapitalistica”, “dei consumi”, “del benessere”, Buzzi realizzò alcune campagne pubblicitarie reputate fra gli addetti ai lavori di particolare interesse per modi originali e stimolanti.
I temi di altri suoi libri di saggistica letteraria e di biografia sono Grazia Deledda, Giuseppe Tomasi
di Lampedusa, Matilde Serao, André Gide, Giovanni Pascoli, Giuseppina Bonaparte. I suoi due primi romanzi, Il senatore e L'amore mio italiano, si collocano fra i principali del filone di narrativa che nell'immediato secondo dopoguerra affrontò la problematica dei rapporti fra due realtà – sociale e aziendale – in profondo mutamento.
Nei romanzi successivi – Isabella delle acque (dittico composto da Isabella della grazia e Isabella della stella), L'impazienza di Rigo, Dell'amore – la trattazione di tematiche spirituali sociali e politiche si accompagna a una strenua tensione all'innovazione linguistica. Buzzi ha fondato e diretto la rivista culturale «Concertino» (1992-1996), e per un paio d'anni ha diretto la rivista di comunicazione pubblicitaria «Strategia». Si cimentò anche nella divulgazione (specialmente felici i suoi volumi sugli etruschi, sui greci in Italia, sulle civiltà del Mediterraneo). Prefece, curò, tradusse testi di narrativa e saggistica francesi, inglesi, spagnoli. Nel 1952 sposò Marta Maresca (1925-2012), con la quale ebbe due figli, Michele (1953) e Marco (1956). Morì a Milano il 2 maggio 2015.

Opere
Saggistica e biografia
Grazia Deledda (Bocca, 1953)
La tigre domestica (Vallecchi, 1964, Hacca, 2012)
Tomasi di Lampedusa (Mursia, 1972)
La vita e il tempo di Giulio Cesare (Arnoldo Mondadori, 1970)
Matilde Serao (Mursia, 1981)
André Gide (La Nuova Italia, 1981)
Giuseppina Bonaparte. La creola dell'imperatore (Rusconi, 1983)
Micropascoliana. I dubbi interventi del maieutico fanciullino (Book, 2012)

Narrativa
Il senatore (Feltrinelli, 1958; poi in edizioni rivedute Vallecchi 1981, Lampi di stampa 2010)
L'amore mio italiano (Mondadori, 1963; ora in una nuova edizione riveduta Avagliano 2014)
Isabella delle acque (dittico composto da Isabella della grazia e Isabella della stella, Scheiwiller 1977; seconda ediz. anastatica La Vita Felice 2002)
L'impazienza di Rigo (Giunti/Camunia – Premio Pisa, Premio Feronia –, 1997)
Dell'amore (Aliberti, 2004)


lunedì 18 maggio 2026

ROA BASTOS Augusto (1917 - 2005)

 

Augusto Roa Bastos (Asunción, 13 giugno 1917 – Asunción, 26 aprile 2005) è stato uno scrittore paraguaiano. Autore di romanzi, racconti, poesie, drammi teatrali, sceneggiature cinematografiche, e critiche d'arte, è considerato il massimo autore paraguayano e tra i grandi maestri della letteratura latinoamericana e una figura fondamentale della narrativa contemporanea. In gioventù partecipò alla guerra del Chaco, la cui esperienza lo segnò profondamente nelle idee; in seguito lavorò come giornalista, autore cinematografico e docente. La sua fama è dovuta principalmente al complesso romanzo Yo el Supremo (Io il Supremo), un racconto sulla dittatura e sulla reazione del popolo, incentrato sulla figura di José Gaspar Rodríguez de Francia, il dittatore che incarnò il potere assoluto in Paraguay tra il 1814 e il 1840.
La vita stessa di Roa Bastos dovette confrontarsi con diversi regimi militari di carattere dittatoriale. Nel 1947 lo scrittore fuggì in Argentina a causa della repressione attuata dal governo paraguaiano e, per motivi simili, nel 1976 fu costretto ad abbandonare Buenos Aires e rifugiarsi in Francia. Anche se la maggior parte delle sue opere fu scritta in esilio, Roa Bastos non smise mai di trattare nei suoi lavori le istanze storiche e sociali oltre che i miti e i simboli della sua terra natale; la sua stessa scrittura è a volte fortemente impregnata di termini guaraní, la seconda lingua ufficiale del Paraguay. Lo scrittore è in genere considerato tra i maggiori esponenti della corrente del realismo magico.
Ad Augusto Roa Bastos fu assegnato nel 1989 il Premio Miguel de Cervantes, attribuito dal Ministero dell'Educazione, della Cultura e dello Sport spagnolo per onorare un autore di opere letterarie in lingua spagnola il cui contributo sia stato particolarmente rilevante per la cultura ispanica.
Nato ad Asunción il 13 giugno 1917, Augusto Roa Bastos si spostò però presto con la famiglia nel villaggio di Iturbe, dove il padre, Lucio Roa, trovò lavoro come impiegato in uno zuccherificio; in questo luogo il contatto con i braccianti agricoli indigeni lo facilitò nell'apprendimento del guaraní, lingua in genere disprezzata dalle classi più elevate, presso le quali era bandita. All'età di otto anni tornò nella capitale sotto la custodia dello zio, il vescovo Hermenegildo Roa, che lo seguì negli studi; nel 1930 scrisse a soli 13 anni in collaborazione con la madre, Lucía Bastos, un dramma
teatrale intitolato La carcajada ("La risata"), che rappresentò in vari villaggi del Paraguay.
Il protrarsi della guerra del Chaco tra Paraguay e Bolivia, scoppiata nel 1932, lo spinse nel 1934 ad arruolarsi come volontario nell'esercito, dove fu impiegato in compiti di retroguardia; Roa Bastos ne ricavò una profonda delusione, unita ad un forte disgusto verso ogni tipo di vessazione. Dopo l'esperienza bellica lasciò incompiuti i propri studi per cominciare a lavorare come giornalista per il periodico El País, realizzando inchieste sulla condizione dei braccianti agricoli impiegati nei latifondi coltivati a yerba mate nelle zone al confine con il Brasile; in questo periodo vinse un premio letterario per il racconto Fulgencio Miranda, rimasto inedito, e pubblicò El ruiseñor de la aurora y otros poemas, una raccolta di poesie che presto ripudiò.
Dopo aver fondato con Josefina Pla e Hérib Campos Cervera un gruppo di rinnovamento letterario chiamato Vy´a Raity (in guaraní "il nido dell'allegria"), fu invitato dal British Council in Gran Bretagna, dove assistette agli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, descrivendone le vicende nelle sue corrispondenze per El País. In particolare si occupò di descrivere la liberazione della Francia e riuscì ad ottenere un'intervista esclusiva con il generale Charles De Gaulle. Lo scrittore tornò in patria nel 1946 ma ci rimase meno di un anno: i suoi feroci articoli nei quali attaccava i governi militari che si stavano succedendo in Paraguay lo costrinsero presto all'esilio a Buenos Aires, dove cadde in una forte depressione che lo spinse a
scrivere con maggiore intensità. Risale a questo periodo la pubblicazione del libro di racconti El trueno entre las hojas ("Il tuono tra le foglie") che attirò l'attenzione dell'ambiente letterario argentino e del regista cinematografico Armando Bó, che gli chiese di adattarne una parte a sceneggiatura per un film; fu questo l'inizio di un'attività che gli permise per anni di sostenersi economicamente.
In Argentina Roa Bastos pubblicò nel 1960 Hijo de hombre ("Figlio di uomo"), un romanzo che gli diede notorietà e per il quale lo scrittore ricevette numerosi premi.[9] L'invito rivoltogli da Carlos Fuentes e Mario Vargas Llosa a scrivere un capitolo sul dittatore José Gaspar Rodríguez de Francia nell'ambito di un progetto che prevedeva una raccolta di profili inerenti alla figura del dittatore sudamericano lo spinse a raccogliere materiale storico a questo scopo. Anche se il progetto non fu mai realizzato, tuttavia ad esso si deve la pubblicazione a pochi mesi di distanza di tre libri di grande importanza per la letteratura latinoamericana: El otoño del patriarca (L'autunno del patriarca) di Gabriel García Márquez, El recurso del método (Il ricorso del metodo) di Alejo Carpentier e Yo el Supremo dello stesso Augusto Roa Bastos. Il romanzo, che la critica considera la sua opera più importante, gli procurò un enorme successo, ma anche l'ostilità della giunta militare argentina che si installò a Buenos Aires nel 1976 e che lo costrinse a riparare in Francia,
dove ottenne la cattedra di Letteratura ispanoamericana all'Università di Tolosa. A seguito del ritiro del passaporto da parte delle autorità paraguaiane ottenne la cittadinanza sia dalla Spagna che dalla Francia.
Nel 1989, alla caduta del regime di Alfredo Stroessner, lo scrittore riottenne i documenti dal suo paese di nascita; fu questo l'atto che pose termine a 42 anni d'esilio. Nello stesso anno ottenne il prestigioso Premio Miguel de Cervantes, considerato il più importante premio letterario per gli scrittori di lingua spagnola.
Augusto Roa Bastos morì ad Asunción il 26 aprile 2005; in occasione dei suoi funerali il Paraguay decretò tre giorni di lutto nazionale.

Opere
Romanzi

Figlio di uomo (Hijo de hombre) (1960), Milano, Feltrinelli, 1976
Io il Supremo (Yo el Supremo) (1974), Milano, Feltrinelli, 1978
Vigilia del Almirante (1992)
El fiscal (1994)
Contravida (1994)

Racconti

El trueno entre las hojas (1953)
El baldío (1966)
Los pies sobre el agua (1967)
Madera quemada (1967)
Moriencia (1969)
Cuerpo presente y otros cuentos (1971)
Il pulcino di fuoco (El pollito de fuego) (1974), Milano, Mondadori, 1994
Lucha hasta el alba (1979)
I bambini volanti (Los juegos de Carolina y Gaspar) (1994), Milano, Mondadori, 1999
Madama Sui (1996)
Metaforismos (1996)

domenica 17 maggio 2026

CHAMOISEAU Patrick (1953 - viv.)

 

Patrick Chamoiseau 
(Fort-de-France, 3 dicembre 1953) è uno scrittore francese.
Dopo aver compiuto studi a Parigi, influenzato dai lavori di Édouard Glissant, Patrick Chamoiseau ritorna in Martinica e s'interessa approfonditamente alla cultura creola. Pubblica il suo primo romanzo nel 1986. Ottiene la consacrazione letteraria nel 1992 vincendo il premio Goncourt con Texaco, romanzo che disegna un affresco della vita Martinicana su tre generazioni.
La sua opera dipinge i tratti della cultura popolare martinicana, quella delle persone modeste e delle loro lotte. Chronique des Sept misères ("Cronaca delle sette miserie") evoca il triste destino dei djobeurs, uomini tuttofare nei mercati di Fort-de-France, la cui presenza si fece sempre più rara con la perdita d'influenza commerciale di questi stessi mercati.
Texaco descrive la vita in una bidonville nei pressi di Fort-de-France e la lotta per la salvaguardia dei costumi autenticamente creoli.
Cercando di restituire i sapori e i dolori dell'esistenza caraibica, l'autore preferisce tuttavia l'evocazione del passato a scapito d'una trama ambientata in un'epoca contemporanea. L'altra direzione intrapresa dall'autore consiste nel lavoro di scrittura, innovativo dal punto di vista tecnico e stilistico.
Secondo Chamoiseau, la cultura antillana si è creata sulla base dell'oralità. Così, tutta la sua opera è volta alla ricerca di una traduzione scritta dell'oralità e di una vera riflessione su questo tipo di scrittura (cfr. Ecrire en pays dominé).
Chamoiseau partecipa anche alla creazione del manifesto della Créolité con Jean Bernabé e Raphaël Confiant.
Questo movimento susciterà un grande interesse, prima di tutto negli ambienti letterari antillani (si può evocare qui il relativo ravvicinamento di autori come il guadalupegno Ernest Pépin, o anche l'interesse dimostrato dall'haitiano René Depestre).
Chamoiseau presta il suo talento anche al cinema scrivendo le sceneggiature de l'Exil du roi Behanzin (1994), Passage du milieu (2000) e Biguine (2004) (tutti e tre diretti da Guy Deslauriers). Nel 2007 scrive la sceneggiatura di un nuovo film che ripercorre la vita del giornalista André Aliker (che fu assassinato mentre si apprestava a smascherare un affare compromettente fra béké, ricchi proprietari terrieri di origine francese).
Amico di Édouard Glissant, cerca di sviluppare con quest'ultimo il concetto di mondialità, in vista di tradurre, su un piano sia politico che poetico, una nuova concezione del mondo che sarebbe fondata sull'apertura delle culture, la protezione degli immaginari dei popoli, i quali scompaiono lentamente sotto l'azione uniformatrice del mondo provocata dalla globalizzazione.

Bibliografia
Manman Dlo contre la fée Carabosse, teatro, 1982
Chronique des sept misères, romanzo, 1986 trad. italiana "Cronache delle sette miserie" Ed.Serra & Riva, 1991
Solibo magnifique, romanzo, 1988
Éloge de la créolité, manifesto letterario, 1989 (con Jean Bernabé e Raphaël Confiant)
Une Enfance créole 1, Antan d'enfance, autobiografia, 1993, Prix Carbet
Lettres créoles: tracées antillaises et continentales de la littérature (1635-1975), saggio, 1991
(con Raphaël Confiant)
Texaco, romanzo, 1992, Prix Goncourt
Martinique, saggio, 1994 (con V. Renaudeau)
Guyane: Traces-Mémoires du bagne, saggio, 1994
Une enfance créole 2, Chemin d'école, autobiografia, 1994
Écrire en pays dominé, saggio, 1997
L'Esclave vieil homme et le molosse, romanzo, 1997
Elmire des sept bonheurs: confidences d'un vieux travailleur de la distillerie Saint-Etienne, saggio, 1998
Biblique des derniers gestes, romanzo, 2002, Prix Spécial du Jury RFO
À bout d'enfance, romanzo, 2005

In italiano
Una domenica in cella, (romanzo, traduzione di Paola Ghinelli), Il Maestrale, Nuoro 2010
Il vecchio schiavo e il molosso, (romanzo, traduzione di Paola Ghinelli), Il Maestrale, Nuoro 2005
Texaco, (romanzo, traduzione di Sergio Atzeni), Il Maestrale, Nuoro 2004
Elogio della creolità-Eloge de la créolité, manifesto letterario, Ibis, 1999
Solibo magnifique, Einaudi, Torino 1998
Cronaca delle sette miserie, Serra e Riva, Milano 1991


sabato 16 maggio 2026

ROSSO Renzo (1926 - 2009)

 

Renzo Rosso
 (Trieste, 15 aprile 1926 – Tivoli, 21 ottobre 2009) è stato uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore italiano.
Diplomato in violino, laureato in filosofia, dirigente RAI e collaboratore di quotidiani e riviste (Nuovi argomenti, L'Espresso, Avanti!, The London Magazine), fruisce di complesse radici culturali di tradizione mitteleuropea.
Narratore acuto  e raffinato , indaga le contraddizioni umane con “uno sguardo che parte da milioni di occhi e spazia a trecentosessanta gradi sul mondo” (Calvino). In particolare l'ultima opera, vincitrice del Premio Letterario Feronia (indetto dalla città di Fiano), esprime tutto il forte pessimismo dell'autore riguardo alla possibilità dell'umanità di sfuggire dalla sua condizione naturale d'infelicità.
Il trono della bestia, una delle sue opere di maggior successo, narra la vicenda storica e umana di Papa Benedetto IX, l'unico pontefice ad aver regnato più d'una volta, incarnazione delle contraddizioni e delle problematiche della Chiesa cattolica nel Medioevo.
Per la televisione nel 1979 è stato co-sceneggiatore con Marco Leto della miniserie televisiva I vecchi e i giovani tratta dal romanzo omonimo di Luigi Pirandello.
Nel 1960 si è sposato con la doppiatrice Benita Martini, da cui ha avuto due figli.
È morto all'età di 83 anni.
Nel 1967 ha ricevuto il Premio Sila sezione narrativa per Sopra il museo della scienza. Nel 1988 Le
donne divine ha ottenuto il Premio Selezione Campiello.

Opere
Romanzi

La dura spina, Milano, Feltrinelli, 1963.
Il segno del toro, Milano, Mondadori, 1980.
Le donne divine, Milano, Garzanti, 1988.
L'adolescenza del tempo, Segrate (Milano), Frassinelli, 1991 (Roma, Azimut, 2009).
Il trono della bestia, Segrate (Milano), Piemme, 2002.
La casa disabitata, Torino, Nino Aragno editore, 2003.
Il gabbiano nero, Roma, Azimut, 2006.

Racconti
L'adescamento, Milano, Feltrinelli, 1959.
Sopra il museo della scienza, Milano, Feltrinelli, 1967.
Gli uomini chiari, Torino, Einaudi, 1974.


venerdì 15 maggio 2026

EDWARDS Jorge (1931 - 2023)



Jorge Edwards Valdés
 (Santiago del Cile, 29 giugno 1931 – Madrid, 17 marzo 2023) è stato uno scrittore, critico letterario, giornalista e diplomatico cileno che dal 2010 aveva anche la nazionalità spagnola.
Membro a pieno titolo dell'Accademia Cilena della Lingua, ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Nazionale di Letteratura del Cile nel 1994 e il Premio Miguel de Cervantes nel 1999.
Edwards collaborava regolarmente con diversi giornali in Cile (la sua rubrica di opinione appariva ogni venerdì su La Segunda), Argentina (La Nación), Spagna (El País), Francia (Le Monde) e Italia (Corriere della Sera).
Figlio di Sergio Edwards Irarrázabal e Carmen Valdés Lira, era il più giovane dei fratelli Edwards Valdés, una famiglia composta da Carmen, Laura, Angélica, Luis Germán e lui stesso. Era un discendente diretto di José Miguel Carrera, per parte materna.
È stato educato dai gesuiti al Colegio San Ignacio, dove è stato allievo di padre Alberto Hurtado, santo cileno canonizzato nel 2005. Sulla rivista della scuola pubblicò i suoi primi scritti e fu in quegli anni che si cimentò anche nella poesia.
Studiò Diritto presso l'Università del Cile, dove entrò nel 1950. Due anni dopo venne pubblicato il suo primo libro, una raccolta di racconti intitolata El patio.
Era sposato con Pilar Fernández de Castro Vergara, la coppia ebbe due figli: Ximena e Jorge.
Nel 1954 iniziò la carriera diplomatica e, dopo aver conseguito una specializzazione in Scienze Politiche presso l'Università di Princeton, negli Stati Uniti d'America (1959), ottenne la sua prima nomina nel 1962 come segretario dell'ambasciata cilena a Parigi. In quell'anno vinse il Premio Municipale di Letteratura di Santiago nella categoria racconti con Gente de ciudad.
Al ritorno dalla Francia, dove rimase fino al 1967, il Ministero degli Affari Esteri lo nominò capo del dipartimento per l'Europa dell'Est.
Durante la sua prima missione diplomatica nella capitale francese stringe amicizia, tra gli altri, con Mario Vargas Llosa, Gabriel García Márquez e Julio Cortázar. Il suo nome è quindi associato al cosiddetto boom latinoamericano. Dopo la pubblicazione di Persona Non Grata, i suoi rapporti con molti di questi scrittori si allontanarono, ad esempio con Julio Cortázar, che disse "che Jorge Edwards è mio amico, ma non voglio vederlo".
Nel 1971 il governo di Salvador Allende lo nominò incaricato d'affari presso l'ambasciata cilena nella Cuba di Fidel Castro. Il frutto di queste esperienze sarà il suo lavoro Persona Non Grata (1973), in cui critica la società cubana. Il libro, che avrebbe ottenuto il raro merito di essere bandito sia dal governo cubano che da quello cileno, gli valse l'inimicizia delle forze politiche di sinistra e suscitò grandi polemiche tra gli scrittori latinoamericani.
Al suo ritorno da Cuba, Edwards fu nuovamente inviato come segretario d'ambasciata a Parigi, dove avrebbe riferito a Pablo Neruda. Dopo il Colpo di Stato in Cile del 1973 guidato da Augusto Pinochet, Edwards fu costretto ad abbandonare la carriera diplomatica. Andò in esilio a Barcellona, dove lavorò presso la casa editrice Seix Barral, dedicandosi alla letteratura e al giornalismo.
Edwards ritornò nel 1978 a Santiago del Cile, dove fu uno dei fondatori e, più tardi, presidente del Comitato per la Difesa della Libertà di Espressione. Nel 1988 è stato uno dei fondatori del
movimento politico Indipendenti per il Consenso Democratico. Una volta ripristinata la democrazia, il presidente Eduardo Frei Ruiz-Tagle lo nominò ambasciatore presso l'UNESCO (1994-1996).
Nel 2010 è stato nominato ambasciatore a Parigi dal nuovo governo di Sebastián Piñera, un politico che Edwards aveva pubblicamente sostenuto durante la campagna elettorale, nonostante l'altro candidato fosse Eduardo Frei Ruiz-Tagle. Nello stesso anno gli fu concessa la nazionalità spagnola per lettera naturale.
Nel novembre 2012, ha rivelato che all'età di undici anni ha subito abusi sessuali da parte di un prete di nome Cádiz, quando studiava alla scuola San Ignacio.
All'inizio di ottobre 2018, in un incontro con personaggi come Felipe Kast e Hernán Larraín Matte, ha firmato la sua adesione al partito Evolución Política.
Il tema di Edwards rappresenta un allontanamento dalla consueta letteratura cilena, poiché ignora il tema rurale e si concentra sugli ambienti urbani e mesocratici del paese. In Cile è classificato nella Generazione Letteraria del 1950.
Ha pubblicato una dozzina di romanzi in cui ha affrontato il declino di una famiglia borghese (El peso de la noche), il Cile del colpo di stato del 1973 (Los convidados de piedra), temi legati all'arte (La mujer imaginaria) e molti altri. In diversi libri si è ispirato a persone reali: Enrique Lihn (La casa de Dostoievsky), Joaquín Toesca (El sueño de la historia), Pablo Neruda (Oh, maligna), María Edwards
McClure (La última hermana) o Michel de Montaigne (La muerte de Montaigne). Si è cimentato in tutti i generi, ad eccezione del teatro: poesia nella prima giovinezza, narrativa poi (oltre ai romanzi, ha diversi libri di racconti), cronache, saggi e memorie.

Opere
Romanzi
El peso de la noche, 1965
Los convidados de piedra, 1978
El museo de cera, 1981
La mujer imaginaria, 1985
El anfitrión, 1987
L'origine del mondo (El origen del mundo, 1996)
El sueño de la historia, 2000
El inútil de la familia, 2004
La casa de Dostoievsky, 2008
La muerte de Montaigne, 2011
El descubrimiento de la pintura, 2013
La última hermana, 2016
Oh, maligna, 2019

Racconti
El patio, 1952; contiene otto racconti: «El regalo»; «Una nueva experiencia»; «El señor»; «La virgen de cera»; «Los pescados»; «La salida»; «La señora Rosa»; «La desgracia»
Gente de la ciudad, 1961; contiene otto racconti: «El funcionario»; «El cielo de los domingos»; «Rosaura»; «A la deriva»; «El fin del verano»; «Fatiga»; «Apunte»; «El último día»
Las máscaras, 1967; contiene otto racconti: «Después de la procesión»; «La experiencia»; «Griselda»; «Adiós Luisa»; «Los domingos en el hospicio»; «Los zulúes»; «Noticias de Europa»; «El orden de las familias»
Fantasmas de carne y hueso, 1992; contiene otto racconti: «La sombra de Huelquiñur»; «El pie de Irene»; «Creaciones imperfectas»; «Cumpleaños feliz»; «La noche de Montparnasse»; «El amigo Juan»; «Mi nombre es Ingrid Larsen»; «In memoriam»
La inmortalidad de los relojes y otros cuentos, 2015; contiene sei racconti: «Manterola y Williamson»; «La inmortalidad de los relojes»; «Longotoma»; «El botero de Don Claudio»; «Después de la procesión»; «El orden de las familias»







BUZZI Giancarlo (1929 - 2015)

  Giancarlo Buzzi  (Como, 18 aprile 1929 – Milano, 2 maggio 2015) è stato uno scrittore, traduttore, dirigente d'azienda, pubblicitario ...