sabato 30 settembre 2023

MILLER Madeline (1978 - viv.)

 

Madeline Miller
 (Boston, 24 luglio 1978) è una scrittrice statunitense, vincitrice dell'Orange Prize con il libro La canzone di Achille.
Nata a Boston ma cresciuta a New York e Filadelfia, Madeline Miller ha studiato lettere classiche alla Brown University e ha insegnato per anni greco e latino nei licei americani.
Nel settembre 2011 ha pubblicato il romanzo d'esordio, La canzone di Achille, la cui scrittura l'aveva impegnata per circa dieci anni. Il romanzo racconta la storia dell'amore tra Patroclo e Achille prima e durante la guerra di Troia e la scrittrice dichiara di aver usato come fonti Omero, Ovidio, Platone, Eschilo, Sofocle, Apollonio Rodio e Virgilio. Madeline Miller aveva già cominciato a interessarsi alla storia di Achille e Patroclo all'università, quando aveva diretto una produzione studentesca della tragedia shakespeariana Troilo e Cressida.
Nel 2018 pubblica il secondo libro, Circe, incentrato sulla figura della maga di Eea, al di là dell'episodio narrato da Omero nell'Odissea. Il romanzo viene accolto positivamente dalla critica ed è stato candidato al Women's Prize for Fiction, un premio che la Miller aveva già vinto con la sua opera di esordio nel 2013.

Opere
La canzone di Achille, collana Universale economica Feltrinelli, traduzione di Matteo Curtoni, Maura Parolini, Marsilio, 2019 [2011]
Galatea, traduzione di Marinella Magrì, Sonzogno, 21 ottobre 2021 [2013]
Circe, traduzione di Marinella Magrì, Marsilio, 14 gennaio 2021 [10 aprile 2018]
Mestra, traduzione di Marinella Magrì, illustrazioni di Ambra Garlaschelli, Sonzogno, 2026 [2026]

venerdì 29 settembre 2023

TARCHETTI Igino Ugo (1839 - 1869)

  

Igino Ugo Tarchetti,
noto anche come Iginio Ugo Tarchetti, nato Igino Pietro Teodoro Tarchetti (San Salvatore Monferrato, 29 giugno 1839 – Milano, 25 marzo 1869), è stato uno scrittore, giornalista e militare italiano.
Collaborò con le testate Rivista minima, Il giornale per tutti, La settimana illustrata, Il gazzettino rosa, Il pungolo, e tentò di lanciare senza successo un periodico proprio, il Piccolo giornale.
Igino Pietro Teodoro Tarchetti (Iginio è il nome con cui si firmava, mentre lo pseudonimo Ugo fu aggiunto a partire dal 1864, in omaggio a Ugo Foscolo) nacque a San Salvatore Monferrato, vicino ad Alessandria, nel 1839, da Fernando Tarchetti e Giuseppina Monti. Studiò a Casale e a Valenza, e si arruolò giovane nell'esercito, partecipando a varie campagne per la repressione del brigantaggio nel Sud Italia. Descrizioni delle cronache del suo tempo ci descrivono Tarchetti come un giovane alto all'incirca un metro e ottantaquattro, con volto ovale, il naso diritto, gli occhi azzurri: un bell'uomo, capace di provare e scatenare grandi passioni.
Nel 1863 a Varese intrecciò una relazione sentimentale con Carlotta Ponti, testimoniata da varie lettere del suo epistolario. Trasferitosi a Milano l'anno successivo per motivi di salute, entrò in contatto con gli ambienti della Scapigliatura e strinse fraterna amicizia con Salvatore Farina. In questi anni compose e pubblicò lo scritto teorico Idee minime sul romanzo e il romanzo di scarso successo Paolina (entrambi usciti sulla Rivista minima nel 1865).
Verso il mese di novembre del 1865 Tarchetti, che si trovava a Parma per incarichi militari, conobbe una donna, una certa Carolina (o forse Angiolina), parente di un suo superiore, malata di epilessia e prossima alla morte. Pur non essendo bella, questa suscitò subito un'attrazione da parte dello scrittore, forse per i grandissimi occhi neri e le trecce color
ebano. Tarchetti stesso così la descrive: "Quell'infelice mi ama perdutamente… il medico mi disse che morrà fra sei o sette mesi, ciò mi lacera l'anima, vorrei consolarla e non ho il coraggio, vorrei abbellire d'una misera e fuggevole felicità i suoi ultimi giorni e v'ha la natura che mi respinge da lei". La relazione fra i due fu uno scandalo e la donna fu fonte di ispirazione per il personaggio di Fosca nell'omonimo romanzo (1869).
Nel 1865 Tarchetti abbandonò la vita militare per problemi di salute, trasferendosi definitivamente a Milano. Qui trascorse i suoi ultimi anni, frequentando salotti culturali (come quello della contessa Clara Maffei) e conducendo una frenetica attività letteraria che portò alla pubblicazione di articoli, romanzi, racconti e poesie.
Malato di tisi, morì per una febbre tifoide il 25 marzo 1869 in casa dell'amico Salvatore Farina, venendo sepolto al Cimitero monumentale di Milano e successivamente trasferito al cimitero di San Salvatore Monferrato. La fine avvenne ben prima di quella della malata Carolina, che – si dice – gli sopravvisse e onorò la scomparsa del poeta il 1º novembre di ogni anno, mandando fiori alla sua lapide.
Tarchetti fu uno dei più importanti esponenti della Scapigliatura milanese. Anticonformista e tendente alla malinconia e alle fantasie macabre, ha lasciato diverse opere tra romanzi, racconti e poesie. Si tratta in certi casi di opere di critica sociale, spesso supportanti tesi antimilitariste, altre volte di racconti che presentano un certo gusto per il macabro, l'abnorme e il patologico, frutto in particolare della lettura delle opere di Poe e Hoffmann. Il suo capolavoro è però il romanzo Fosca, pubblicato postumo e terminato dall'amico Salvatore Farina. Dal romanzo, nel 1981, il regista Ettore Scola trasse il film Passione d'amore.

Romanzi
Paolina. Mistero del coperto del Figini, romanzo di critica sociale pubblicato sulla Rivista minima dal 30-11-1865 al 31-1-1866, Milano 1867
Drammi di vita militare, poi pubblicato con il titolo di Una nobile follia, romanzo antimilitarista pubblicato in Il sole dal 12-11-1866 al 27-3-1867, Milano 1869
Fosca, pubblicato sul Pungolo dal 21-2-1869 al 6-4-1869, poi in volume, Milano 1869 (romanzo incompiuto portato a termine da Salvatore Farina)

Racconti
Storia di una gamba, racconto lungo sul tema della morte, Milano 1869, L'Alcova Letteraria 2024 (Edizione restaurata)
Amore nell'arte, tre racconti dedicati ai temi dell'arte, della musica e dell'amore, Milano 1869
L'innamorato della montagna. Impressioni di un viaggio, Milano 1869
Racconti fantastici, racconti in bilico tra illusione e certezza, fantastico e reale, Milano 1869
Racconti umoristici, In cerca di morte e Re per ventiquattrore, Milano 1869
Le leggende del castello nero, racconto breve, a cura di Dafne Munro, Urban Apnea 2015
I fatali, L'Alcova Letteraria 2025

Poesie
Disjecta, raccolta postuma di poesie curata da Domenico Milelli, Bologna 1879 Archiviato l'11 settembre 2017 in Internet Archive., edizione critica, introduzione e commento a cura di Roberto Mosena, Carabba, Lanciano 2017

Scritti teorici
Idee minime sul romanzo, pubblicato su Rivista minima del 31-10-1865

giovedì 28 settembre 2023

HAMMENHOG Waldemar (1902 - 1972)

 

Per Waldemar Hammenhög
 (18 aprile 1902 – 1 novembre 1972) è stato uno scrittore e romanziere svedese. L'ambiente urbano piccolo-borghese e banale costituisce la base di molti dei suoi primi romanzi realistici, mentre le sue opere successive si sono rivolte a questioni religiose e morali.
Autore di oltre 40 romanzi, Hammenhög è probabilmente più noto per Pettersson & Bendel (1931), un romanzo umoristico adattato due volte per il cinema. 
Nato a Stoccolma nel 1902 come Waldemar Anderson, era figlio del caposquadra Per Anderson e di sua moglie Lydia Källgren. Dopo essersi diplomato al liceo Högre realläroverket å Östermalm di Stoccolma nel 1919, Hammenhög lavorò come fattorino, e in seguito come impiegato fino al 1930. Lasciò il suo lavoro di impiegato dopo aver vinto il primo premio in un concorso letterario organizzato dalla casa editrice di Stoccolma Natur & Kultur con il suo romanzo d'esordio Esther och Albert. Presentò il testo con lo pseudonimo "Hammenhög", che divenne il suo nome ufficiale nel 1931.
Tra i momenti salienti della scrittura di Hammenhög c'è il romanzo umoristico Petterson & Bendel (1931), adattato allo schermo nel 1933 con Adolf Jahr nel ruolo di Pettersson; e come P&B (1983) con Stellan Skarsgård nei panni di Petterson e Allan Edwall nei panni di Bendel. Anche Esther och Alberts äktenskap (1936) fu un successo, adattato per essere proiettato come Ung man söker sällskap (1954), con Ulf Palme e Gaby Stenberg. 
Alla fine degli anni '40, la scrittura di Hammenhög si allontanò dall'umorismo realistico per concentrarsi su questioni morali, mentre lottava contro il suo alcolismo. La sua scrittura raggiunse un punto di svolta con Torken (1951), un romanzo sul fallimento della cura
tradizionale per gli alcolisti . Il romanzo è talvolta considerato la seconda svolta di Hammenhög come romanziere. Un anno dopo, Hammenhög pubblicò Omne animal (1952), un romanzo che lasciava intendere che Hammenhög si stesse avvicinando al cattolicesimo romano . La maggior parte dei romanzi successivi si concentrarono spesso su questioni religiose e morali. 
Vita e morte successive
Il precoce successo commerciale di Hammenhög come prolifico romanziere lo portò a uno stile di vita stravagante e a un grave alcolismo. Per anni, i problemi legati all'alcol influenzarono la sua scrittura, che fu in gran parte devastata dalla superficialità e dalla fretta. Più tardi nella vita, Hammenhög divenne un "alcolista sobrio". In tale veste, parlò spesso in pubblico di questioni legate al suo alcolismo. 
Scrivendo sui giornali, la sua firma era W Hg . Hammenhög morì a Stoccolma nel 1972 all'età di 70 anni. È sepolto nel cimitero cattolico romano, parte del cimitero Norra begravningsplatsen nel comune di Solna a nord di Stoccolma. 

Opere
1930 – Esther och Albert (novel)
1931 – Pettersson & Bendel (novel)
1934 – Lindbergs (novel)
1935 – Svenske Apollo (novel)
1936 – Hustru eller lakej (novel)
1936 – Esthers och Alberts äktenskap (novel)
1937 – Anna Sevardt (novel)
1938 – Uppvaktningen och andra noveller
1938 – Det är bara ovanan, damen (novel)
1939 – Fallet Antonsson (detective novel)
1939 – Fallet Sehling (detective novel)
1939 – Löpande band (novel)
1940 – Kärälskeliga vänner (novel)
1941 – Svar med amatörfoto (novel)
1942 – Edens lustgård (short stories)
1942 – Erik, skogsluffaren (Sports book for youths)
1942 – Det var en gång en musiker (novel)
1943 – Nils, skolungdomsmästaren (Sports book for youths)
1944 – Pettersson & Bendels nya affärer (novel)
1944 – Olle, brottaren (Sports book for youths)
1945 – Sven, skidlöparen (Sports book for youths)
1946 – Hur mycket skall du ha (novel)
1947 – Halvbröderna (novel)
1949 – Livia (novel)
1950 – Sol och vår. Dokumentariska närbilder. (together with Bertel Janson)
1950 – Pettersson och Bendel på Sicilien (novel)
1951 – Torken (novel)
1952 – Omne Animal (novel)
1953 – I en fransk småstad
1953 – Lycklig resa (novel)
1954 – I en svensk sovstad
1955 – Älsken varandra (novel)
Den eviga kärleken:
1957 – Inledningen till ett drama
1958 – Dramat
Berättelsen om Petter Larsson:
1959 – Regeringsgatan
1960 – Helga Lekamens gränd
1961 – Ensittarvägen
1962 – Det är ingen mark att bygga på, min älskade
1962 – Berättelsen om Pisinus
1962 – I en sydengelsk by
1966 – Moderna Häxprocesser
1969 – Gustav Tjäder (novel)
1970 – Lallo (novel)
1971 – Herr Anderson med ett s (novel)


mercoledì 27 settembre 2023

TERRANOVA Nadia (1978 - viv.)

 

Nadia Terranova
 (Messina, 1º gennaio 1978) è una scrittrice italiana. Nella sua produzione letteraria ha alternato romanzi classici a libri per ragazzi.
Nata a Messina nel 1978, consegue la laurea in Filosofia nella città di origine e il dottorato in Storia a Catania. Nel 2004 si trasferisce a Roma. Nel 2012 pubblica Bruno. Il bambino che imparò a volare, ispirato alla vita dello scrittore Bruno Schulz. Nel 2015 esce Gli anni al contrario, romanzo accolto positivamente da pubblico e critica, e tradotto in francese. Lo stesso anno pubblica Le nuvole per terra (selezionato al Premio Bancarellino), mentre nel 2016 esce Casca il mondo (finalista ai premi nazionali di Letteratura per Ragazzi Premio Cento e Il Gigante delle Langhe).
Il 25 settembre del 2018 è uscito Addio fantasmi. Il romanzo è stato finalista al Premio Strega 2019. Nel 2022 Fanny & Alexander hanno portato in scena al Ravenna Festival l'adattamento teatrale del romanzo (regia di Luigi De Angelis, interpreti le attrici Anna Bonaiuto e Valentina Cervi).
Nel marzo 2019 è stato pubblicato Omero è stato qui, con le illustrazioni di Vanna Vinci, inserito tra i 12 finalisti per il Premio Strega Ragazze e Ragazzi. Sempre nel 2019 Nadia Terranova ha curato la traduzione di Lettera all'insegnante di mio figlio di Abraham Lincoln (Einaudi Ragazzi) e scritto l'introduzione di Company Parade di Margaret Storm Jameson. A novembre dello stesso anno è uscito il suo primo saggio Un’idea di infanzia. Libri, bambini e altra letteratura.
A maggio 2020 è uscita la raccolta di racconti Come una storia d’amore, che a giugno dello stesso anno è tra le opere candidate al Premio Viareggio. Dalla collaborazione con il fumettista Lorenzo Mattotti, nel novembre 2020 è uscito Aladino e la lampada magica. Ed è del
2020 anche "Non sono mai stata via". Vita in esilio di María Zambrano, libro dedicato alla filosofa spagnola Maria Zambrano con illustrazioni di Pia Valentinis.
Nel febbraio 2022 è uscito il romanzo Trema la notte ambientato nei giorni del terremoto di Messina del 28 dicembre 1908.
Suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie. Collabora con varie testate tra cui Vanity Fair (dal 2021, dove ha una rubrica, “Sirene”, dedicata a storie di donne contemporanee), La Repubblica, Il Foglio, Tuttolibri. È stata coautrice del programma radiofonico Pascal condotto da Matteo Caccia su Radio Due. Dal novembre 2020 cura e dirige "K", la rivista letteraria de Linkiesta. È tra i docenti della Scuola del libro di Roma.
Nel 2025 con il romanzo Quello che so di te è nella cinquina finalista al Premio Strega.

Opere
Romanzi
Gli anni al contrario, Torino, Einaudi, 2015
Addio fantasmi, Torino, Einaudi, 2018
Trema la notte, Torino, Einaudi, 2022
Quello che so di te, Milano, Guanda, 2025

Raccolte di racconti
Come una storia d’amore, Roma, Perrone, 2020 

Libri per ragazzi
Caro diario ti scrivo... con Patrizia Rinaldi, Casale Monferrato, Sonda, 2011
Bruno. Il bambino che imparò a volare, Roma, Orecchio acerbo, 2012
Storia d'agosto, di Agata e d'inchiostro, Casale Monferrato, Sonda, 2012.
Le Mille e una Notte raccontate da Nadia Terranova, Roma, La Nuova Frontiera junior, 2013 
Le nuvole per terra, San Dorligo della Valle, Einaudi Ragazzi, 2015 
Casca il mondo, Milano, Mondadori, 2016
Omero è stato qui, Milano, Bompiani, 2019 illustrazioni di Vanna Vinci
Aladino e la lampada magica, Roma, Orecchio Acerbo, 2020, illustrazioni di Lorenzo Mattotti
Non sono mai stata via. Vita in esilio di María Zambrano, Palermo, RueBallu, 2020, illustrazioni di Pia Valentinis
Il segreto, Milano, Mondadori, 2021, illustrazioni di Mara Cerri
Il cortile delle sette fate, Milano, Guanda, 2022

Saggi
Un’idea di infanzia. Libri, bambini e altra letteratura, Trieste-Roma, Italo Svevo Editore, 2019

Racconti in antologie collettive
Me 619753, in Quello che hai amato (Autori Vari, a cura di Violetta Bellocchio, Utet, 2015)
La parola “normale”, in Di cosa stiamo parlando? (Autori Vari, a cura di Filippo La Porta, Enrico Damiani Editore, 2017)
La testa piena di voci, in Che cosa ho in testa (Autori Vari, a cura di Alberto Rollo, Baldini & Castoldi, 2017)
Il tempo di una cometa, in Giovani Leoni (Autori Vari a cura di Angelo Ferracuti e Marco Filoni, Minimum Fax, 2017)
Il peso delle parole, in Parole ostili (Autori Vari, a cura di Loredana Lipperini, Laterza 2018)
M come Messina, in Alfabeto Camilleri (Autori Vari, a cura di Paolo Di Paolo, Sperling & Kupfer, 2019)

martedì 26 settembre 2023

SZALAY David (1974 - viv.)

 

David Szalay
 (Montréal, 1974) è uno scrittore canadese con cittadinanza ungherese.
David Szalay è nato a Montréal nel 1974 da madre canadese e padre ungherese. La sua famiglia si è poi trasferita a Beirut. Fu costretta a lasciare il Libano dopo l'inizio della guerra civile libanese. Szalay si trasferì quindi a Londra, dove frequentò la Sussex House School e studiò all'Università di Oxford. Dopo aver lasciato l'università, Szalay svolse vari lavori nel settore delle vendite a Londra. Si è trasferito a Bruxelles e poi a Pécs, in Ungheria, per perseguire la sua ambizione di diventare scrittore. Vive a Budapest, con la moglie e due figli.
Ha esordito nel 2008 con London and the South-East vincendo il Betty Trask Award e nel 2009, il Geoffrey Faber Memorial Prize. In seguito ha scritto altri due romanzi e due raccolte di racconti.
Inserito nel 2013 da Granta nella lista dei Best Young British Novelists, nel 2016 con Tutto quello che è un uomo è stato finalista del Man Booker Prize[ e ha vinto il Premio Gordon Burn. Col romanzo Nella carne ha vinto il Booker Prize 2025. In Italia le sue opere sono pubblicate da Adelphi.

Opere
Romanzi
London and the South-East (2008)
Innocent (2009)
Spring (2011)
Nella carne (Flesh, 2025), Milano, Adelphi, 2025, traduzione di Anna Rusconi 

Racconti
Tutto quello che è un uomo (All That Man Is, 2016), Milano, Adelphi, 2017, traduzione di Anna Rusconi 
Turbolenza (Turbulence, 2018), Milano, Adelphi, 2019, traduzione di Anna Rusconi 

lunedì 25 settembre 2023

CILENTO Antonella (1970 - viv.)

 

Antonella Cilento
 (Napoli, 18 novembre 1970) è una scrittrice, drammaturga e insegnante italiana.
Autrice di romanzi e opere teatrali, è insegnante di lettere e collabora saltuariamente (attraverso articoli di presentazione o critica di pubblicazioni) con Il Mattino, Corriere della Sera, L'Indice dei libri del mese e Grazia. Ha collaborato inoltre con Rai Radio 3 proponendo propri racconti via radio, tra cui Napoli sul mare luccica e Scisciano Paradise.
Ha esordito nel 1997, venendo segnalata al Premio Calvino con il romanzo Ora d'aria, e nel 1999, nell'ambito del Premio Riccione, ha vinto il Premio Tondelli con la sua tesi di laurea sull'omonimo giornalista e scrittore. Nel 2014 ha vinto il Premio Letterario Boccaccio, con il romanzo Lisario o il piacere infinito delle donne, arrivato finalista al Premio Strega.
Svolge inoltre attività di formazione e divulgazione dal 1993; nel 2000 ha pubblicato un manuale sulla scrittura creativa Scrivere. Dalla scrittura creativa all'articolo di giornale. Guida ai mondi della parola scritta (coautore Antonio Emanuele Piedimonte) e conduce regolarmente attività di formazione chiamata Lalineascritta, una serie di laboratori di scrittura presso l'Associazione Culturale Aldebaran Park di Napoli saltuariamente svolge corsi di scrittura fuori sede, come stage di scrittura creativa a Certaldo, in concomitanza del Premio Letterario Boccaccio, corsi di scrittura creativa presso la Fondazione UPAD, a Bolzano, corsi in occasione del laboratorio permanente su lettura e narrazione Ti racconto un libro, a Campobasso, e in occasione dell'evento letterario Il giardino dell’arte e della letteratura, a Bordighera. In collaborazione con l'Institut Français de Naples, Goethe Institut e Instituto Cervantes tiene annualmente una rassegna di incontri a tema letterario detta Strane coppie.
Un suo romanzo, Lisario o il piacere infinito delle donne, è stato finalista al Premio Strega nel 2014 e vincitore del Premio Letterario Boccaccio.

Opere
La caffettiera di carta. Inventare, trasfigurare, narrare: un manuale di lettura e scrittura
creativa, Bompiani, 2021
Asino chi legge. I giovani, i libri, la scrittura, ed. Guanda, 2010
Scrivere. Dalla scrittura creativa all'articolo di giornale. Guida ai mondi della parola scritta, coautore Antonio Emanuele Piedimonte, Edizioni Giuridiche Simone, 2000
Quaderno di scrittura creativa. Esercizi e suggerimenti per trovare e migliorare il tuo stile, Giunti Editore, ottobre 2024

Romanzi
Solo di uomini il bosco può morire, Aboca Edizioni, 2022
Non leggerai, ed. Giunti, 2019
Morfisa (o l'acqua che dorme), ed. Mondadori, 2018
La Madonna dei mandarini, Milano, NN Editore, 2015
Bestiario napoletano, ed. Laterza, 2015
Lisario o il piacere infinito delle donne, prima edizione Mondadori, 2014.
La paura della lince, ed. Rogiosi, 2012, 2015
Isole senza mare, ed. Guanda, 2009
Napoli sul mare luccica, ed. Laterza, 2006
L'amore, quello vero, ed. Guanda, 2005
Neronapoletano, ed. Guanda, 2004
Non è il paradiso, ed. Sironi, 2003
Una lunga notte, ed. Guanda, 2002
Il cielo capovolto, Avagliano Editore, 2000
Ora d'aria, 1997.
La babilonese, Bompiani, 2024

Romanzi per ragazzi
Nessun sogno finisce, illustrato da Giuseppe Palumbo, ed. Stoppani, 2007
Le vacanze di Emily, Edizioni Simone per la Scuola, 2004

Racconti
Di fatto, una coppia racconto presente nell'antologia Se stiamo insieme, ed. Caracò, 2013
M'ama? Mamme, madri, matrigne oppure no antologia, coautrici Saveria Chemotti e Annalisa Bruni, Padova, ed. Il Poligrafo, 2008
Fonsino, Venezia, ed. Fondazione Querini Stampalia, 2007, SBN VEA073241.
La città difficile. Venti racconti da e per Napoli, coautore Amato Massimiliano, Edizioni dell'Ippogrifo, 2006
In terra straniera, di Antonella Cilento, Lia Polcari, Rita Bondioli e Valeria Pannuti, Napoli, ed. Eurograph, 1999, seconda edizione del Premio Letterario Anibelle e la composizione delle nuvole

domenica 24 settembre 2023

PONTALIS J.B. (1924 - 2013)

 

Jean-Bertrand Lefèvre-Pontalis, noto come J.-B. Pontalis e per gli amici Jibé (Parigi, 15 gennaio 1924 – Parigi, 15 gennaio 2013), è stato un filosofo, psicoanalista e scrittore francese.
Di famiglia alto-borghese, frequenta il Lycée Pasteur e il Lycée Henri-IV, quindi la Sorbonne, dove studia filosofia. Si impegna nei movimenti politici di sinistra, a seguito di Maurice Merleau-Ponty (che lo aiuta a entrare al Centre national de la recherche scientifique), quindi di Jean-Paul Sartre, che è stato suo docente. Scrive su "Les Temps modernes" e ne accede al comitato di redazione. Dopo aver insegnato in licei di Alessandria d'Egitto (1948-49), Nizza (1949-51) e Orléans (1951-52), diviene psicoanalista, seguendo Jacques Lacan (con cui è in analisi didattica dal 1953 al 1960 e di cui raccoglie i seminari del 1956-59).
Con Jean Laplanche, sotto la direzione di Daniel Lagache, Pontalis porta a termine nel 1967 la prima edizione del Vocabulaire de la psychanalyse, sintesi scientifica e successo editoriale tradotto in diverse lingue. Nel 1964 ha intanto partecipato alla fondazione dell'Association psychanalytique de France (APF) e inizia a insegnare all'École pratique des hautes études.
Dirige presso Gallimard la collana "Connaissance de l'inconscient". Nel 1970 fonda la rivista "Nouvelle Revue de psychanalyse" (NRP) con Didier Anzieu, André Green, Jean Pouillon, Guy Rosolato, Victor Smirnoff, Jean Starobinski, François Gantheret e Masud Khan, più tardi anche con Michel Schneider, Michel Gribinski e Laurence Kahn. La rivista chiude, dopo 50 numeri, nel 1994.
A partire dal 1980 pubblica opere letterarie. È convinto che esista "un'evidente analogia tra psicoanalisi e letteratura. Vediamo compiersi, sicuramente attraverso vie diverse [...] la stessa premessa: essere, per la prima volta, sentiti, riconosciuti, [...] e nello stesso movimento, avere paura di essere assorbiti dal pensiero e dal linguaggio".
Nel 1989 fonda e dirige la collana "L'Un et l'autre", ancora da Gallimard.
Nel 2011 riceve il Grand Prix de littérature de l'Académie française.
Muore il giorno del suo 89º compleanno.

Opere
Après Freud, Paris: Julliard, 1965; 1993. / Dopo Freud, trad. Filippo Di Forti, Milano: Rizzoli, 1968.
Vocabulaire de la psychanalyse, con Jean Laplanche, Paris: PUF, 1967; ultima ed., 2007. / Enciclopedia della psicanalisi, sotto la direzione di Daniel Lagache, ed. italiana a cura di Giancarlo Fuà, Biblioteca di Cultura Moderna n.654, Bari Laterza, 1968; 2 voll., Collana Universale nn.259-260, Laterza, 1973; Collana Biblioteca Universale n.4, Laterza, 1981, 1984, 1987, 6° ed. 1990; Nuova ed. a cura di Luciano Mecacci e Cynthia Puca, 2 voll., Collana Economica n.7, Laterza, 1993-2010; Collana Manuali, Laterza, 2008 / Vocabolario della psicoanalisi, Nuova revisione a cura di Alberto Luchetti, Biblioteca di Psicoanalisi. Classici, Sesto San Giovanni, Mimesis, 2024 
Entre le rêve et la douleur, Paris: Gallimard, 1977 / Tra il sogno e il dolore, trad. Céline Menghi, Roma: Borla, 1988 
Loin, Gallimard, 1980
Fantasme originaire, fantasmes des origines, origines du fantasme, con Jean Laplanche, Paris: Hachette, 1985; 1998 / Fantasma originario, fantasmi delle origini, origini del fantasma, trad.
Pina Lalli, Bologna: Il Mulino, 1988 
cura di Jean-Paul Sartre, Freud: una sceneggiatura, trad. Angelo Morino, Torino: Einaudi, 1985 
L'Amour des commencements, Gallimard, 1986; 1994 (con un poscritto inedito) / L'amore degli inizi, trad. Céline Menghi, Roma: Borla, 1990 
Perdre de vue, Gallimard, 1988 / Perdere di vista, trad. Céline Menghi, introduzione di Carlo Traversa, ed. italiana a cura di Alberto Luchetti, Roma: Borla, 1993 
La Force d'attraction, Paris: Le Seuil, 1990 / La forza d'attrazioe, Roma-Bari: Laterza, 1992 
Détournement de la psychanalyse?, con altri, "Revue Le Débat" nº 79, 13 aprile 1994
Un homme disparaît, Gallimard, 1996
Ce temps qui ne passe pas, suivi de Le Compartiment de chemin de fer, Gallimard, 1997 / Questo tempo che non passa, introduzione di Giovanni De Renzis, Roma: Borla, 1999 
L'Enfant des Limbes, Gallimard, 1998 / Limbo. Un piccolo inferno più dolce, trad. Monica Miniati, Milano: Raffaello Cortina, 2000 
Fenêtres, Gallimard, 2000 / Finestre, trad. Linda Ferri, Roma: e/o, 2001 
Anzieu, puis Didier, in Les Voies de la psyché. Hommage à Didier Anzieu, a cura di René Kaës, Paris: Dunod, 2000
Bisexualité et difference des sexes (a cura di), Gallimard, 2000
En marge des jours, Gallimard, 2002
Traversée des ombres, Gallimard, 2003
Le Dormeur éveillé, Paris: Mercure de France, 2004
Frère du précédent, Gallimard, 2006 (Prix Médicis)
Passé présent, con Jacques André, Françoise Coblence e Jeffrey Mehlman, Paris: PUF, 2007
Elles, Gallimard, 2007
Le Songe de Monomotapa, Gallimard, 2009
En marge des nuits, Gallimard, 2010
Un jour, le crime, Gallimard, 2011 / Un giorno, il crimine, Roma: Borla, 2012 
Avant, Gallimard, 2012
Le Laboratoire central. Entretiens, 1970-2012, Paris: Éditions de l'Olivier, 2012
Freud avec les écrivains, con Edmundo Gómez Mango, Gallimard, 2012
Marée basse, marée haute, Gallimard, 2013
Œuvres littéraires, Gallimard (coll. Quarto), 2015 - contiene oltre a diversi già elencati: L'enfance d'un autre, La maladie de Flaubert, Michel Leiris ou La psychanalyse sans fin, À propos de deux récits de Henry James, Préface à Joseph Conrad, Le Duel, À propos de Virginia Woolf, Paul Ambroise tel quel, Analayse d'un miracle (entretien avec Françoise Dolto), L'homme immobile, L'inquiétude des mots, Instantanés, Le souffle de la vie, Entretien avec Michel de M'Uzan, Entretien avec Pierre Bayard
Lo psicoanalista toccato in ciò che ignora. Intervista con Otto Hahn, in "Rivista di psicoanalisi", vol. 59, n. 1, 2013, pp. 91-98

sabato 23 settembre 2023

PRAGA Emilio (1839 - 1875)


Emilio Praga
(Gorla, 18 dicembre 1839 – Milano, 26 dicembre 1875) è stato uno scrittore, poeta, pittore e librettista italiano. Esponente della scapigliatura, emulo di Baudelaire, fu il padre di Marco Praga, drammaturgo verista e tra i fondatori e direttori della SIAE.
Nacque da un'agiata famiglia industriale, e la sua condizione sociale gli permise, tra il 1857 e il 1859, di compiere numerosi viaggi in Europa, durante i quali trascorse lunghi soggiorni a Parigi e si dedicò allo studio di Baudelaire, Victor Hugo, Alfred de Musset e Heinrich Heine. Fu nella capitale francese che iniziò a dipingere, utilizzando la tecnica dell'acquerello.
Tornato a Milano, cominciò a frequentare gli ambienti della Scapigliatura, divenendone uno dei maggiori esponenti e legandosi di amicizia con i fratelli Camillo ed Arrigo Boito. Ma dopo la morte del padre, e il dissesto finanziario dell'azienda familiare, non seppe adattarsi a un lavoro regolare e si diede all'alcool, abbandonandosi a una vita disordinata, costellata spesso dall'uso di sostanze stupefacenti. In questo, tra gli scapigliati, fu quello che visse più autenticamente il modello del maledettismo (o del poeta maledetto) incarnato da Baudelaire. Il litigio e la separazione dalla moglie e dal figlio Marco di 11 anni (1873) accentuarono il suo malessere: morì in miseria, nel 1875, a soli 36 anni, distrutto dai propri vizi; la morte sopraggiunse a casa del fratello, probabilmente per cirrosi epatica.
Giovanissimo, oltre che come pittore, si era affermato come poeta con la raccolta Tavolozza (1862), che ebbe un notevole successo, e in cui vi sono descrizioni di paesaggi che rivelano un vivo senso del colore, di tipo impressionistico. È interessante anche il linguaggio, che impiega espressioni comuni, ignote alla lingua poetica tradizionale. Ma si ritrovano anche componimenti di impostazione sociale, di polemica contro la borghesia e il culto del denaro, contro il progresso scientifico e tecnico che minaccia la bellezza, nonché poesie "maledette", che esaltano la dissolutezza sessuale, l'orgia, l'incesto e l'abuso di alcool.
Il maledettismo assume il predominio nella seconda raccolta, Penombre (1864); ma il poeta cerca anche il conforto nella sanità della Natura e nel mondo familiare. Il linguaggio si fa volutamente esasperato, con l'uso di termini brutalmente realistici: la raccolta, come è facile intuire, scandalizzò il pubblico, soprattutto quello "salottiero", contro cui Praga si scagliava spesso. Con la successiva opera poetica, Fiabe e leggende (1869), Praga decise di attenuare la provocazione, tornando a temi di tipo romantico e sentimentale.
Secondo un recente studio di Patrizia Deabate, intitolato Le origini dell'Inno dei Laureandi Il Commiato (in "Studi Piemontesi", giugno 2013, vol. XLII fasc. 1), il poeta Nino Oxilia nel 1909, nel comporre Il commiato (o Inno dei laureandi, ma meglio noto come Giovinezza) si era ispirato ad una poesia di Emilio Praga, appartenente alla raccolta Penombre, ovvero A Vittor Hugo. Attraverso questa poesia, l'Inno affonderebbe le radici più remote nell'esaltazione della giovinezza della Rivoluzione Francese, e in un simbolo contenuto nel celebre dipinto La Libertà che guida il popolo, di Eugène Delacroix, custodito al Museo del Louvre di Parigi.
Sebbene non poeticamente eccelso come Baudelaire, è evidente l'ispirazione e il tentativo di portare il modello del poeta maledetto simbolista in Italia; si veda il confronto tra l'incipit Al lettore de I fiori del male (famosa è la definizione data da Praga "un'imprecazione, cesellata nel diamante") e il Preludio di Penombre:
«La stoltezza, l’errore, il peccato, l’avarizia / occupano gli spiriti tormentando i corpi / nell’infame serraglio dei nostri vizi, (...) / eccolo là il più brutto, il più immondo, il più maligno: / la Noia! (...) quel leggendario mostro, tu, lettore, lo conosci, / - ipocrita lettore, – mio simile – fratello!»
(C. Baudelaire)
«Noi siamo i figli dei padri ammalati: / aquile al tempo di mutar le piume (...) / O nemico lettor, canto la Noia, / Canto litane di martire e d'empio; / canto gli amori dei sette peccati...»
(E. Praga)
In generale tutta la raccolta è disseminata di omaggi e citazioni a Baudelaire: una lirica porta il nome della quinta sezione dei Fleurs du Mal, ossia Rivolta, un'altra poesia, L'anima del vino, riprende esattamente il titolo di una composizione situata nella terza sezione dell'opera del poeta parigino. Il Preludio è anche una dichiarazione di poetica antimanzoniana e anticattolica: «Casto poeta che l'Italia adora, / vegliardo in sante visioni assorto, / tu puoi morir!... / Degli antecristi è l'ora! / Cristo è rimorto!»; Praga, sempre su modelli francesi e assieme al Rapisardi del poema Lucifero, anticipa quasi il concetto di Nietzsche sulla morte di Dio.
Pubblicati postumi, nel 1878, sono i carmi di Trasparenze, in cui si fa strada un tono di rassegnazione e di confidenza intima, un desiderio di purezza proiettato nella rievocazione dell'infanzia.
Negli ultimi giorni di vita, Praga lavorò anche a un romanzo, Memorie del presbiterio, che fu successivamente completato dall'amico Roberto Sacchetti.
L'opera, uscita a puntate su Il Pungolo tra giugno e novembre del 1877, e in volume nel 1881, è una grande storia in cui si esprime un bisogno di purezza, proiettato nella pace della campagna e nella figura del vecchio prete, ma in cui sono presenti anche intrighi romanzeschi complicati e a tinte forti.
Praga fu anche autore di teatro: nella sua pur breve vita realizzò di un discreto numero di libretti d'opera per melodrammi musicati da autori come Amilcare Ponchielli, Franco Faccio, Giuseppe Gallignani, ecc.

Opere
Poesia

Tavolozza, Milano, 1862
Penombre, Milano, 1864
Fiabe e leggende, Milano, 1867
Trasparenze, Milano, 1878
Edizioni novecentesche
Poesie, Milano, 1922 (raccolta completa dell'opera poetica)

Narrativa
Le memorie del presbiterio, romanzo terminato da Roberto Sacchetti e pubblicato a Torino nel 1881 e a Milano nel 1940; pubblicato da Millennium editore, a cura di Lorenzo Flabbi, Bologna 2003

Teatro

Le madri galanti, Milano, 1863 (opera teatrale composta in collaborazione con Arrigo Boito)

Libretti per melodrammi
I profughi fiamminghi, Milano, 1864, musicato da Franco Faccio
L'avvocato Patelin, Milano, 1871, tratto da La Farce de Maître Pathelin (François Villon?), musicato da Achille Montuoro
I promessi sposi, tratto da I promessi sposi di Alessandro Manzoni, musicato da Amilcare Ponchielli
Il viandante, tratto da Le passant di François Coppée, musicato da Giulio Litta Visconti Arese
Atala, Milano, 1876, musicato da Giuseppe Gallignani
Il conte di Montecristo, Milano, 1888, tratto dall'omonimo romanzo di Alexandre Dumas, terminato da Ferdinando Fontana, musicato da Raffaele Dell'Aquila
Maria Tudor, Milano, 1879, tratto da Marie Tudor di Victor Hugo, musicato da Antônio Carlos Gomes
Fantasma, musicato da Andrea Ferretto

venerdì 22 settembre 2023

DOUBROVSKY Serge (1928 - 2017)

 

Julien Serge Doubrovsky
 (Parigi, 22 maggio 1928 – Boulogne-Billancourt, 23 marzo 2017) è stato uno scrittore, critico letterario e docente francese, autore di opere pseudo-autobiografiche e vincitore del Prix Médicis con Le Livre brisé (1989).
Figlio di Israël, sarto, e di Mme Doubrovsky, nata Weitzmann, segretaria, riesce a sfuggire nel 1943 alla deportazione nazista grazie a un gendarme di Le Vésinet che lo nasconde, quindi si rifugia fuori Parigi, presso la zia. Dopo la seconda guerra mondiale e la liberazione, studia all'École normale supérieure e prende l'"agrégation" in inglese, per poi essere nominato cavaliere dell'Ordine delle Palme Accademiche e insegnare letteratura francese in diverse università statunitensi, tra le quali l'Università di New York, l'Università di Harvard, lo Smith College e la Brandeis University.
Nel 1977, pubblica Fils, che definisce di "autofiction", termine da lui creato per raccontare la propria vita come avventura del linguaggio.
Nel 1989 vince il Prix Médicis per Le Livre brisé, quindi altri premi come il Prix de l'écrit intime per Laissé pour conte (1999) e il Grand prix de littérature de la SGDL per Un homme de passage (2011).
Nel 1997, una polemica lo oppone al cugino Marc Weitzmann, che pubblica il romanzo Chaos con Doubrovsky dipinto tra i personaggi.
Nel dicembre 2000, diviene commendatore dell'Ordre des arts et des lettres. Nel 2012 gli viene assegnata la Medal of Honor of the Center for French Civilization and Culture dall'Università di New York.

Opere
Romanzi
Le Jour S, Mercure de France, 1963.
La Dispersion, Mercure de France, 1969.
Fils, Galilée, 1977.
Un amour de soi, Hachette, 1982.
La Vie l'Instant, Balland, 1984.
Le Livre brisé, Grasset, 1989.
L'Après-vivre, Grasset, 1994.
Laissé pour conte, Grasset, 1999.
Un homme de passage, Grasset, 2011.
Le Monstre, Grasset, 2014.

Saggi
Corneille et la dialectique du héros, Gallimard, 1964, 1982.
Pourquoi la nouvelle critique: critique et objectivité, 1966; trad. di Francesca De Michelis Barnabo, Critica e oggettività, Marsilio, Venezia, 1967.
La Place de la madeleine: écriture et fantasme chez Proust, Mercure de France, 1974.
Parcours critique, Galilée, 1980.
Autobiographiques. De Corneille à Sartre, PUF, 1988.
Parcours critique 2, ELLUG, 2006.

Opere in collaborazione
L'Enseignement de la littérature, con Tzvetan Todorov, Plon, 1971.
Eugène Ionesco, Comédie-Française, 1966.
Les Chemins actuels de la critique, Union générale d'éditions, 1968.
Proust et le texte producteur, Université de Guelph, 1980.
Etudes proustiennes VI, Cahiers Marcel Proust, 1995.

giovedì 21 settembre 2023

CAMINITO Giulia (1988 - viv.)

 

Giulia Caminito (Roma, 1988) è una scrittrice italiana.
Nata a Roma nel 1988, è laureata in filosofia politica. È figlia di Maurizio Caminito, che è stato direttore delle Biblioteche di Roma.
Ha esordito nella narrativa nel 2016 con il romanzo La grande A, ascrivibile al genere postcoloniale africano e basato su vicende familiari, ricevendo numerosi riconoscimenti tra i quali il Premio Berto, il Premio Bagutta (sezione Opera Prima) e il Premio Brancati (sezione Giovani).
In seguito ha pubblicato la raccolta di racconti Guardavamo gli altri ballare il tango nel 2017, la fiaba La ballerina e il marinaio nel 2018 e il romanzo Un giorno verrà nel 2019, ottenendo con quest'ultimo il Premio Fiesole.
Nel 2021 ha dato alle stampe il suo terzo romanzo, L'acqua del lago non è mai dolc], finalista al Premio Strega 2021, vincitore del Premio Strega Off e del Premio Campiello.
Del 2024 è il suo quarto romanzo, Il male che non c'è. È uscito nel settembre 2025, Amatissime, edito da Bompiani. Collabora con il quotiiano La Stampa.

Opere
Romanzi
La grande A, collana Scrittori Giunti, Firenze, Giunti, 2016 
Un giorno verrà, Milano, Bompiani, 2019 
L'acqua del lago non è mai dolce, Milano, Bompiani, 2021 
Il male che non c'è, Milano, Bompiani, 2024 
Amatissime, Milano, Bompiani, 2025

Racconti
Guardavamo gli altri ballare il tango, Roma, Elliot, 2017 
 
Letteratura per l'infanzia
La ballerina e il marinaio (con illustrazioni di Maja Celija), Roma, Orecchio acerbo, 2018 
Mitiche. Storie di donne della mitologia greca (con illustrazioni di Daniela Tieni), Roma, La Nuova Frontiera Junior, 2020 

mercoledì 20 settembre 2023

AUDRY Colette (1906 - 1990)

 

Colette Audry
 (Orange, 6 luglio 1906 – Parigi, 20 ottobre 1990) è stata una drammaturga, scrittrice, sceneggiatrice e dialoghista francese.

Nipote dell'ex-presidente della Repubblica francese Gaston Doumergue, fu agrégée di lettere e insegnante al liceo Molière di Parigi, prima d'intraprendere una carriera di romanziera e di sceneggiatrice. Fu docente al liceo Jeanne d'Arc di Rouen (1930-1936) contemporaneamente a Simone de Beauvoir.
Direttrice di collana presso la casa editrice Denoël, fu autrice di numerosi libri. Dal 1945 al 1955 collaborò a Les Temps Modernes di Sartre e ottenne nel 1962 il prix Médicis per il romanzo Derrière la baignoire.
Fu la sceneggiatrice di La Bataille du rail di René Clément, nonché di film realizzati da sua sorella Jacqueline Audry: Les Malheurs de Sophie e I frutti amari (Fruits amers - Soledad).
Militante socialista di lunga data (fu militante del Parti socialiste ouvrier et paysan), ha fatto parte del comitato direttivo del Partito socialista dal 1971 al 1981. Ha presieduto l'Institut d'études et de recherches socialistes (ISER) e fu cofondatrice del Mouvement Démocratique Féminin (MDF) all'inizio degli anni sessanta.


martedì 19 settembre 2023

DAMIANI Luca (1956 - viv.)

 

Luca Damiani 
(Firenze, 29 maggio 1956) è uno scrittore e conduttore radiofonico italiano.
Nato a Firenze, ma trasferitosi ventenne a Roma, ha esordito nella narrativa nel 1990 con il romanzo Guardati a vita vincitore del Premio Grinzane Cavour nella categoria Giovane Autore Esordiente ex aequo con Enzo Muzii.
Successivamente ha vinto nel 1992 la prima edizione del Premio Fiesole con il secondo romanzo Una, fatale al quale hanno fatto seguito un altro romanzo, Il baro, nel 1997, una raccolta di racconti e tre saggi spazianti dalla critica musicale a quella mediatica. Nel 2018 pubblica per Stampa Alternativa POW.
Parallelamente all'attività di scrittore, ha affiancato quella di critico musicale e conduttore radiofonico, in particolare del programma Sei gradi di Rai Radio 3. Consulente musicale per il programma Passepartout di Philippe Daverio. Dal 2018 è direttore artistico della Fondazione Entroterre.

Opere
Romanzi
Guardati a vita, Venezia, Marsilio, 1990
Una, fatale, Venezia, Marsilio, 1992
Il baro, Venezia, Marsilio, 1997
Pow, Roma, Stampa Alternativa, 2018

Racconti
Che ne sarà di lei, Firenze, Loggia de' Lanzi, 1995

Saggi
Del saper vivere: savoir-faire e successo nella società del 2000, Fiesole, Nardini, 1998 
Ivano Fossati: un dialogo in forma di intervista, Firenze, Loggia de' Lanzi, 1998
Bufale: breve storia delle beffe mediatiche da Orson Welles a Luther Blissett, Roma, Castelvecchi, 2004 

lunedì 18 settembre 2023

HOIJER Björn-Erik (1907 - 1996)

 

Björn-Erik Höijer
 (Malmberget, 14 marzo 1907 – Uppsala, 10 febbraio 1996) è stato un drammaturgo e romanziere svedese.
Originariamente insegnante di sartoria, Höijer ha fatto il suo debutto letterario nel 1940 con la raccolta di racconti Grått berg. Tra i suoi romanzi ricordiamo Parentation del 1945 e Lavinen del 1961. Tra i suoi lavori figurano Isak Juntti hade många söner del 1954 e En gruvarbetares död del 1990. Nel 1967 ha ricevuto il premio Dobloug.

domenica 17 settembre 2023

NIGRO Raffaele (1947 - viv.)

 

Raffaele Nigro
 (Melfi, 9 novembre 1947) è uno scrittore, giornalista e politico italiano.
Di origini lucane, vive e lavora a Bari, dov'è stato programmista-regista dal 1979 al 1989. Iscritto all'Ordine dei giornalisti della Puglia, è stato nominato direttore e successivamente caporedattore per la sede regionale della RAI. Come giornalista, Nigro collabora ai quotidiani Avvenire, Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Corriere della Sera. Con il poeta Lino Angiuli ha fondato le riviste Fragile, In/Oltre, Incroci. Con Giuseppe Lupo, Mimmo Sammartino e Piero Lacorazza ha fondato la rivista Appennino.
L'inizio della sua attività di scrittore risale alla metà degli anni settanta, quando ha pubblicato le risultanze di alcune ricerche condotte nell'ambito dell'etno-antropologia nel volume Tradizioni e canti popolari lucani: il melfese (Bari, 1976) e negli lp U timb jè nnuvl, Bari,Compagnia dell'Arco, 1977 e La serpa lucend, Bari, Compagnia dell'Arco, 1981. Ha condotto nel contempo indagini sulla letteratura lucana e sulla storia culturale del Sud, tra cui Centri intellettuali e poeti nella Basilicata del secondo Cinquecento e Basilicata tra Umanesimo e Barocco (premio Basilicata per la saggistica), oltre a una serie di saggi su Giacomo Cenna, Antonio Persio, Donato Porfido Bruno, Maria Carlucci, Rocco Scotellaro e ad antologie di poeti meridionali della seconda metà del XX secolo. Nel 1975, Nigro e un gruppo di poeti pugliesi, tra cui Daniele Giancane, Alessandro Zaffarano, Francesco Bellino, hanno fondato il movimento Interventi culturali.
Il 1980 è l'anno del suo esordio come drammaturgo con Il Grassiere, allestito dal teatro Abeliano di Bari. Altre opere drammaturgiche sono: Il santo e il Leone, Hohenstaufen, portate in scena nel 1986 dal gruppo teatrale di Giorgio Albertazzi e Bande, Discarica, Tutti i colori del Novecento. In poesia ha pubblicato Giocodoca, Nulla concede il doganiere e La metafisica come scienza: quest'opera analizza e sperimenta la lingua dei mass-media e la trasformazione della cultura contemporanea.
Nella narrativa ha esordito nel 1986 con la raccolta di racconti A certe ore del giorno e della notte, cui hanno fatto seguito i romanzi I fuochi del Basento (1987; vincitore del premio Campiello), La baronessa dell'Olivento (1990), Ombre sull'Ofanto (1992) e Dio di
levante (1994).
Quella di Nigro può essere considerata una scrittura "sperimentale" e "antropologica". Il suo lavoro è tipico di uno scrittore che si sforza di inventare una nuova tipologia letteraria in rotta di collisione con il convenzionale, in quanto va oltre le formule del realismo e si fonda sull'uso di metafore e di invenzioni proprie del realismo magico.
Nel 1997 ha pubblicato Adriatico, finalista al Premio Strega. Tra i suoi libri ricordiamo anche i reportage Viaggio in Albania, edito da Thoena di Tirana, Viaggio in Basilicata, pubblicato da Adda Editore, Diario mediterraneo e Viaggio in Puglia, editi da Laterza; per la sua attività di giornalista e di scrittore gli è stata attribuita la cittadinanza onoraria dal comune di Pomarico - che nel 1992 gli ha conferito anche il Premio LucaniaOro per la Cultura.
Hanno fatto seguito i romanzi Desdemona e Cola Cola, Gli asini volanti, Viaggio a Salamanca, Diario Mediterraneo e Malvarosa (2005; finalista al Premio Campiello). Nel 2006 presso Rizzoli è uscito il saggio Giustiziateli sul campo. Letteratura e banditismo da Robin Hood ai giorni nostri, vincitore dei premi Vinadio e Capitanata, e nel 2009 il romanzo Santa Maria delle battaglie. Del 2010 è Fernanda e gli elefanti bianchi di Hemingway, Premio Nazionale Letterario Pisa. Nel 2011, infine, un suo testo è apparso nell'antologia Meridione d'inchiostro. Racconti inediti di scrittori del Sud (Stilo Editrice). Nel 2012 ha scritto con Cosimo Damiano Damato e Lucio Dalla il musical Il bene mio, andato in scena al Petruzzelli di Bari. Lo stesso spettacolo è stato poi reinterpretato da Moni Ovadia. Nello stesso anno ha visto la luce il saggio Ascoltate signore e signori. Ballate banditesche del settecento meridionale, pubblicato
con la Capone di Lecce.
Nel 2021 pubblica Il cuoco dell'imperatore per i tipi de La nave di Teseo, ricostruzione letteraria dedicata alla figura di Federico II. Nel 2024 sempre per La nave di Teseo ha pubblicato il romanzo Il dono dell'amore
Nel 2004 Nigro ha partecipato al film Darsi alla macchia di Fulvio Wetzl, docu-dramma che ricostruisce alcuni episodi minori della vita del brigante Carmine Crocco: nel film Nigro ha contestualizzato la personalità del brigante post-unitario, ridimensionandone la negatività.
Per il cinema ha sceneggiato Il viaggio della sposa, regia di Sergio Rubini; La luna nel deserto, regia di Cosimo Damiano Damato, film d'animazione liberamente ispirato al romanzo Desdemona e Cola Cola.
Ha recitato, interpretando con autoironia la parte di sé stesso, nella sedicesima puntata de Il Polpo (fiction andata in onda negli anni novanta su Telenorba con Toti e Tata).
Dal 1979 al 1989 è stato Programmista Regista presso le sedi Rai di Roma, Potenza e Bari, realizzando una ventina di documentari.
Dal 1989 al 1993 è stato giornalista presso la sede Rai della Puglia, collaborando ai settimanali "Bellitalia" e "Mediterraneo" con numerosi servizi. Una volta nominato direttore di sede e poi Caporedattore per la Puglia, dal 1997 al 2013 ha realizzato come inviato per i suddetti programmi innumerevoli reportage e rubriche.
Chiamato nel 1987 da Angelo Guglielmi alla curatela di alcune rubriche televisive e da Demattè per la direzione del Prix Italia, ha declinato gli inviti, accettando di dirigere la sede Rai della
Puglia.
Nel 1987 gli fu proposta la condirezione di Radio 3 e successivamente la costituzione di un Tg del Mediterraneo per il quale ha visitato le capitali di tutti i paesi del Magreb.
Nel 2010 è candidato come capolista al Consiglio Regionale della Regione Puglia nelle liste di Sinistra Ecologia Libertà che sostengono il presidente uscente Nichi Vendola.
Dall'agosto 2016 Nigro è stato nominato vicesindaco e assessore alla Cultura del comune di Melfi dal sindaco in carica Livio Valvano. Dal 2019 è stato nominato "ambasciatore alla cultura" dello stesso comune di Melfi. Ha costituito il Comitato scientifico per il Millenario della fortificazione di Melfi, presieduto dallo storico medievista e accademico dei Lincei, Cosimo Damiano Fonseca, già fondatore e primo rettore per 12 anni dall’Università degli Studi della Basilicata insieme a Francesco Panarelli, ordinario di Storia Medievale della stessa Università, Pietro Dalena, prorettore dell'Università della Calabria e Livio Valvano, sindaco di Melfi. Le manifestazioni sono state avviate da Vera von Falkenhausen e con il sostegno del Ministero dei Beni Culturali, presieduto da Dario Franceschini, si sono svolte negli anni 2018 - 2021, attraverso tre convegni internazionali sulla presenza di Longobardi, Bizantini, Normanni, Svevi e Angioini. Gli atti sono stati pubblicati dalla casa editrice Adda di Bari. Il 9 settembre 2021, per le molteplici attività svolte in favore della Comunità, gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Melfi.

Opere
Narrativa
Il grassiere: storie, glorie e patorie per Franceschiello e re Vittorio, ovvero, Canzone a ballo per Pulcinelli, bruiganti. cantimpanchi e Congedo finale, pref. di Aldo De Jaco, con un saggio di Leonardo Mancino, Ancona, Quattrocittà, 1981. Ristampa, Fasano, Schena,1992
A certe ore del giorno e della notte, Foggia, Bastogi, 1986.
I fuochi del Basento, Milano, Camunia, 1987
La baronessa dell'Olivento, Camunia, 1990
Il piantatore di lune e altri racconti, introduzione di Geno Pampaloni, Rizzoli, 1991
Ombre sull'Ofanto, Camunia, 1992
Dio di Levante, Milano, Mondadori, 1994; 2ª edizione, Hacca, 2011
Adriatico, Giunti, 1998
Desdemona e Cola Cola, Firenze, Giunti, 1999
Viaggio a Salamanca, Torino, Aragno, 2000
Gli asini volanti, Torino, Aragno, 2002
Malvarosa, Milano, Rizzoli, 2005
L'utopia della città felice: un racconto con dodici finali, Roma, Gremese, 2006
Maschere serene e disperate, Lecce, Manni, 2008
Santa Maria delle Battaglie, Rizzoli, 2009
L'uomo che vendeva entusiasmo, racconto, in Grand Tour. Rivisitare l'Italia nei suoi 150 anni, Italianieuropei, n. 5 (2010).
Fernanda e gli elefanti bianchi di Hemingway, Rizzoli, 2010
Memorie di un barbaro e di un latino, Catania, Editoriale Stilos, 2010.
Lettera di Natale, in Natale Mediterraneo. Scrittori del sud raccontano, Novara, Interlinea, 2012.
Gente in Adriatico, Mario Adda Editore, 2013.
Il muro del mare, Tirana, LBN editor, 2013.
Il custode del museo delle cere, Rizzoli, 2013.
Il Vangelo secondo Pasolini, Monologo per l'interpretazione di Michele Placido, Matera 2015.
Il cuoco dell'imperatore, Milano, la Nave di Teseo, 2021
Storia della pioppa che aveva vergogna e di una nonna picciona che amava la mia casa, in AA.VV., Amati, misteriosi, maledetti racconti di luoghi, Potenza, Edizioni Hermaion,2024, pp.45 - 62
Il dono dell'amore,Milano, La Nave di Teseo, 2024
Il girasole, in AA.VV. Disperato Erotico Sud, Soveria Mannelli, Rubbettino,2024, pp.235-242

TSIOLKAS Christis (1965 - viv.)

  Christos Tsiolkas  (Melbourne, 1965) è uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore australiano.  Figlio di immigrati greci, è nato e cresc...