domenica 7 luglio 2024

GINZBURG Carlo (1939 - 2026)

 

Carlo Ginzburg 
(Torino, 15 aprile 1939 – Bologna, 17 giugno 2026) è stato uno storico e saggista italiano. I suoi libri sono tradotti in più di venti lingue.
Figlio dell'intellettuale antifascista ebreo Leone Ginzburg, e della scrittrice Natalia Levi in Ginzburg (di padre ebreo e madre cattolica), fratello dell'economista Andrea Ginzburg, ha studiato all'Università di Pisa e alla Scuola Normale, quindi al Warburg Institute di Londra; ha insegnato storia moderna all'Università di Bologna e poi alle università Harvard, Yale (New Haven) e alla Università della California a Los Angeles (dove è stato anche titolare di una cattedra di storia del Rinascimento italiano). Nel 1975-76 ha insegnato all'università di Princeton con una borsa di studio Fulbright. Dal 2006 al 2010 ha insegnato Storia delle Culture Europee alla Normale di Pisa.
Attento studioso degli atteggiamenti religiosi e delle credenze popolari all'esordio dell'età moderna, ha pubblicato nel 1966 I Benandanti, ricerca sulla società contadina friulana del Cinquecento che, sulla base di un cospicuo materiale documentario relativo ai processi inquisitoriali, illumina il rapporto dialettico tra un complesso sistema di credenze diffuse in modo capillare nel mondo contadino, esito probabilmente dell'evoluzione di un antico culto agrario con caratteristiche sciamaniche, e la sua interpretazione da parte degli inquisitori, che tendono a una semplificatoria equiparazione con i codificati moduli della stregoneria. Alcuni storici hanno espresso varie critiche all'interpretazione dei benandanti data da Ginzburg: Cohn ha scritto che non c'era nulla nelle fonti che potesse giustificare l'idea che i benandanti fossero una sopravvivenza di un antico culto della fertilità; Hutton ha scritto che l'affermazione di Ginzburg secondo cui le tradizioni dei benandanti fossero la sopravvivenza di pratiche pre-cristiane era basata su imperfette basi concettuali e che non era confermata da alcuna
evidenza documentale.
Con Il formaggio e i vermi (1976) prende invece in esame le vicende di un mugnaio friulano del XVI secolo, Menocchio, per due volte sottoposto a processo da parte dell'inquisizione romana, una prima volta condannato al carcere a vita (fu poi liberato con un atto di clemenza per le cattive condizioni di salute e per la precaria situazione economica della sua famiglia) e in seguito arso al rogo come relapso e pertinace. In questo libro Ginzburg evidenzia, ancora una volta sulla base di un'analisi delle carte processuali, i diversi aspetti dell'universo sorprendentemente variegato degli orientamenti culturali, filosofici, politici e religiosi di Menocchio, soltanto in minima parte riconducibile agli influssi della cultura "alta".
In virtù dell'esperienza maturata nel campo della ricerca relativa alla storia delle mentalità, condotta generalmente mediante l'analisi di figure apparentemente poco importanti e marginali, ma giudicate emblematiche di orientamenti in realtà ampiamente diffusi, è stato invitato a scrivere il saggio Folklore, magia, religione per il primo volume della Storia d'Italia della Einaudi (I caratteri originali). Negli anni Ottanta ha diretto, con Giovanni Levi, la collana "Microstorie" della Einaudi.
Era nel consiglio scientifico della rivista Communications.
Carlo Ginzburg è morto nel 2026, a 87 anni.
Ebbe due figlie dal matrimonio (in seguito sciolto) con Anna Rossi-Doria: Silvia, storica dell'arte, e Lisa, storica della filosofia e scrittrice.

Opere
I benandanti. Ricerche sulla stregoneria e sui culti agrari tra Cinquecento e Seicento, Torino, Einaudi, 1966; nuova ed., Einaudi, 1972, 2002; nuova postfazione dell'Autore, Collana L'oceano delle storie n.26, Milano, Adelphi, 2020.
I costituti di don Pietro Manelfi, Firenze, Sansoni, 1970.
Il nicodemismo. Simulazione e dissimulazione religiosa nell'Europa del Cinquecento, Torino, Einaudi, 1970.
Folklore, magia, religione, in: Storia d'Italia, vol. 1: I caratteri originali, Torino, Einaudi, 1972.
Giochi di pazienza. Un seminario sul «Beneficio di Cristo», con Adriano Prosperi, Collana Piccola Biblioteca n.258, Torino, Einaudi, 1975; Macerata, Quodlibet, 2020.
Geografia dell'Italia e dell'Europa, Bologna, Zanichelli, 1977 (con Lisa Foa e Silvio Paolucci)
Il formaggio e i vermi. Il cosmo di un mugnaio del Cinquecento, Torino, Einaudi, 1976, n. ed. 1999, 2009; nuova postfazione dell'Autore, Collana L'oceano delle storie n.24, Milano, Adelphi, 2019.
Spie. Radici di un paradigma indiziario, in: Crisi della ragione, a cura di Aldo Gargani, Torino, Einaudi, 1979, pp. 57–106.
Enrico Castelnuovo-C. Ginzburg, Centro e periferia nella storia dell'arte italiana, in: Storia dell'arte italiana, Torino, Einaudi, 1979; Collana Storie, Roma, Officina Libraria, 2019.
Indagini su Piero. Il «Battesimo», il ciclo di Arezzo, La «Flagellazione» di Urbino, Collana Microstorie n.1, Torino, Einaudi, 1981; Con l'aggiunta di quattro Appendici, II Prefazione dell'autore, Collana Saggi, Einaudi, 1994; Collana Biblioteca, Einaudi, 2001; nuova Postfazione dell'autore, Apparato iconografico rinnovato, Collana Imago n.8, Milano, Adelphi, 2022.
Miti emblemi spie. Morfologia e storia, Collana Nuovo Politecnico n.152, Torino, Einaudi, 1986; Collana Piccola Biblioteca Einaudi n.567, Einaudi, 1992; ed. aggiornata, Collana Piccola Biblioteca n.71, Einaudi, 2000-2016; Nuova ed., Collezione Il ramo d'oro n.75, Milano, Adelphi, 2023. [Raccolta dI 7 saggi: Stregoneria e pietà popolare (1961), Da A. Warburg a E.H. Gombrich (1966), L'alto e il basso (1976, in inglese), Tiziano, Ovidio e i codici della figurazione erotica nel Cinquecento (1978), Spie. Radici di un paradigma indiziario (1979), Mitologia germanica e nazismo (1984) e Freud, l'uomo dei lupi e i lupi mannari (precedentemente inedito)]
Storia notturna. Una decifrazione del sabba, Torino, Einaudi, 1989, nuova ed., 2008; Collana Il ramo d'oro n.67, Milano, Adelphi, 2017.
Il giudice e lo storico. Considerazioni in margine al processo Sofri, Torino, Einaudi, 1991; n.ed., Milano, Feltrinelli, 2006.
Jean Fouquet. Ritratto del buffone Gonella, Modena, Franco Cosimo Panini, 1996.
Occhiacci di legno. Nove riflessioni sulla distanza, Milano, Feltrinelli, 1998. Premio Viareggio
History, Rhetoric, and Proof. The Menahem Stern Jerusalem Lectures, 1993, Hanover, New Hampshire, University Press of New England, 1999.
italiano: Rapporti di forza. Storia, retorica, prova, Milano, Feltrinelli, 2000; Macerata, Quodlibet, 2022.
No Island Is an Island: Four Glances at English Literature in a World Perspective, Italian Academy Lecture Series, 1998, New York, Columbia University Press, 2000.
italiano: Nessuna isola è un'isola. Quattro sguardi sulla letteratura inglese, Milano, Feltrinelli, 2002.
Un dialogo, con Vittorio Foa, Milano, Feltrinelli, 2003.
Il filo e le tracce. Vero falso finto, Milano, Feltrinelli, 2006. Premio Brancati 2007
Paura, reverenza, terrore. Rileggere Hobbes oggi, Monte Università Parma, 2008; nuova ed., Collana Imago n.1, Milano, Adelphi, 2015.
Nondimanco. Machiavelli, Pascal, Collana Saggi. Nuova serie n.81, Milano, Adelphi, 2018.
La lettera uccide, Collezione Il ramo d'oro n.71, Milano, Adelphi, 2021.
Old Thiess, a Livonian Werewolf: A Classic Case in Comparative Perspective, scritto con Bruce Lincoln, Chicago, University of Chicago Press, 2020.
italiano: Il vecchio Thiess. Un lupo mannaro baltico tra caso e comparazione, Collana Storie, Roma, Officina Libraria, 2022.
Il vincolo della vergogna. Letture oblique, Collezione Il ramo d'oro n.77, Milano, Adelphi, 2026.


sabato 6 luglio 2024

GIACOBBE Maria (1928 - 2024)

 

Maria Giacobbe
 (Nuoro, 14 agosto 1928 – Copenaghen, 27 gennaio 2024) è stata una scrittrice e saggista italiana naturalizzata danese.
Maria era la figlia di Dino Giacobbe, un ingegnere antifascista, ufficiale pluridecorato nella prima guerra mondiale, tra i fondatori del Partito Sardo d'Azione e poi combattente repubblicano in Spagna ed esule negli Stati Uniti sino alla fine della guerra, e di Graziella Sechi, insegnante elementare, la quale, condividendo le idee del marito, come lui fu perseguitata dal regime fascista. Crebbe e studiò a Nuoro dove, dopo aver frequentato il Regio Liceo ginnasio Giorgio Asproni, preferì conseguire il diploma magistrale. Ciò le consentì di avere fin dal secondo dopoguerra un posto di insegnante elementare nei paesi del circondario di Nuoro. In seguito iniziò a collaborare con vari giornali e riviste ed esordì come scrittrice narrando le sue esperienze di giovane maestra. Dopo aver conosciuto il futuro marito, lo scrittore danese Uffe Harder, nel 1958 si trasferì con lui a Copenaghen, dove, nel 1959 e nel 1964, nacquero i due figli della coppia.
Nel 1956 iniziò una lunga collaborazione con il settimanale Il Mondo di Mario Pannunzio, cui fecero seguito esperienze presso vari periodici italiani e stranieri, per le quali ottenne riconoscimenti, come ad esempio il Premio Iglesias di giornalismo attribuitole nel 1985 per la sua collaborazione al quotidiano L'Unione Sarda.
Pubblicò oltre dieci libri, fra cui romanzi, raccolte di racconti e cinque antologie di poesie. Il suo primo libro, Diario di una maestrina (1957), vinse il Premio Viareggio-Opera prima e la Palma d'oro dell'Unione Donne in Italia. L'opera fu poi tradotta in altre 15 lingue. Molte sue opere
furono pubblicate prima in danese e poi in italiano. Tra queste Dagbog mellen to verdener (Diario tra due mondi), edito nel 1975 e pubblicato in Italia due anni dopo col titolo Le radici, libro di memorie della Nuoro dei suoi avi, tema che sarà ripreso anche nel successivo Masker og nøgne engle del 1994, pubblicato in Italia nel 1999 col titolo Maschere e angeli nudi: ritratto d'infanzia.
Per le sue attività e produzioni in campo culturale, avendo notevolmente contribuito alla conoscenza della cultura sarda e italiana in Danimarca e danese in Italia, ricevette riconoscimenti in entrambi i paesi: tra questi, il titolo di Cavaliere dell'Ordine della Solidarietà Nazionale,[ conferitole dal Presidente della Repubblica Italiana nel 1967 e il vitalizio statale col quale il Ministro per gli Affari Culturali della Danimarca volle esprimere ufficialmente nel 1996 "la gratitudine del paese per i valori culturali di cui Maria Giacobbe, con la sua arte, ha arricchito la società danese nella sua totalità".
Nel 2000 il regista Giovanni Columbu realizzò il film Arcipelaghi[ tratto dal romanzo omonimo, per il quale, nel 1995, la scrittrice ricevette il Premio Dessì Speciale della Giuria.
Dal 2008 fu presidente del Comitato degli scrittori danesi per la difesa della libertà di espressione e fu membro fondatore del Comitato per la coesistenza israelo-palestinese.
La narrativa di Maria Giacobbe è stata associata a quella di Grazia Deledda, scrittrice della quale Giacobbe si occupò più volte. Angela Guiso, per esempio, trova il filo rosso di una sottile
continuità tra le due scrittrici. Se l'universo di Grazia Deledda si colloca fra i poli opposti, bene e male, giusto e ingiusto, Maria Giacobbe utilizza nuovi imperativi e stimoli contraddittori che suscitano molteplici risposte.

Opere
Narrativa
Diario di una maestrina, Laterza, Milano 1957
Piccole cronache, Bari, Laterza, 1961
Male kronike, Ljubljana, Mladinska knjiga, 1963
Il mare, Vallecchi, Firenze 1967
Eurydike, Gyldendal, Copenaghen 1970
Stemmer og breve fra den europæiske provins, Gyldendal, Copenaghen 1978
Le radici, Edizioni della Torre, Cagliari 1977; 1979; 1996; Il Maestrale, Nuoro 2005
Kald det så bare kærlighed: tre noveller, Gyldendal, Copenaghen 1986
Gli arcipelaghi, Biblioteca del Vascello, Roma 1995; Il Maestrale, Nuoro 2001
Maschere e angeli nudi: ritratto d'infanzia, Il Maestrale, Nuoro 1999.
Scenari d'esilio. Quindici parabole, Il Maestrale, Nuoro 2003
Pòju Luàdu, Il Maestrale, Nuoro 2005
Chiamalo pure amore, Il Maestrale, Nuoro 2008
Euridice, Il Maestrale, Nuoro 2011

Saggi
Poesia moderna danese, Edizioni di Comunità, Milano 1971
Grazia Deledda. Introduzione alla Sardegna, Bompiani, Milano 1973; 1974
Giovani poeti danesi, Einaudi, Torino 1979
Lærerinde på Sardinien, Gyldendal, Copenaghen 1979
"Grazia Deledda a Stoccolma", Atti del Convegno su Grazia Deledda, vol. II, Biblioteca Sebastiano Satta, Nuoro, 1985
"Tra memoria e rancore: La Sardegna del desiderio di Lina Unali", L'Unione Sarda, 11 giugno 1991
Sorelle, in AA. VV. (a cura di Giulio Angioni), Cartas de logu. Scrittori sardi allo specchio, Cagliari, CUEC, 2007.

venerdì 5 luglio 2024

LACKBERG Camilla (1974 - viv.)

 

Camilla Läckberg
, nome completo Jean Edith Camilla Läckberg Eriksson (Fjällbacka, 30 agosto 1974), è una scrittrice svedese i cui romanzi si svolgono all'interno o intorno al paese in cui è nata e cresciuta, Fjällbacka, sulla costa occidentale della Svezia. 
Dopo gli studi e la laurea in Economia all'Università di Göteborg si trasferisce nella capitale Stoccolma dove lavora nel marketing, attività che abbandona per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura che già costituiva una sorta di hobby.
Läckberg ha pubblicato undici romanzi e due collezioni di racconti. La sua serie di libri è stata una delle più vendute in Svezia e anche a livello internazionale. In totale Camilla Läckberg ha venduto venti milioni di copie e la sua serie è stata venduta in cinquanta paesi.
I suoi primi due romanzi criminali, con protagonisti l'ispettore di polizia Patrik Hedström e la scrittrice Erica Falck, Isprinsessan (La principessa di ghiaccio) e Predikanten (Il predicatore) sono stati lodati dalla stampa e hanno trovato velocemente una grossa cerchia di lettori. La principessa di ghiaccio ha vinto in Francia il Grand Prix de Littérature Policière. Ma il vero successo è arrivato con Stenhuggaren (Lo scalpellino), che nel 2005 è stato nominato il miglior romanzo criminale svedese dell'anno dalla Svenska Deckarakademin (Accademia svedese di libri gialli) assieme a Olycksfågeln (L'uccello del malaugurio) e Tyskungen (Il bambino segreto), che sono stati i libri principali del Club letterario Bonniers.
I suoi primi quattro libri sono stati trasposti in film per la TV e sono stati trasmessi sull'emittente svedese SVT nell'autunno del 2007. SVT ha anche trasmesso Fjällbackamorden, una serie TV basata sulle figure romanzesche dei gialli della Läckberg. La serie Fjällbackamorden è stata prodotta dalla compagnia Tre Vänner, che ha anche trasposto in film il romanzo Tyskungen (Il bambino segreto). La prima cinematografica in Svezia de Tyskungen (Il bambino segreto) si è tenuta il 28 giugno 2013. Nel 2014 il canale televisivo Laeffe ha trasmesso in italiano la serie
TV Fjällbackamorden con il titolo Omicidi tra i fiordi.
Ha ideato storie originali per film e televisione, tra cui la serie Netflix Glaskupan: La cupola di vetro andata in onda nel 2025.
Ha anche scritto due libri di cucina e, ispirandosi ad uno dei figli, una serie di racconti per bambini.
Si è sposata per la prima volta con Micke Eriksson; i due però hanno divorziato nel 2007. Secondo il diritto svedese, in qualità di ex marito di Läckberg, Eriksson aveva diritto alla metà delle entrate derivanti dai contratti firmati durante il loro matrimonio. Alla fine fu concordato che lei gli avrebbe pagato una somma forfettaria.
Läckberg si è sposata per la seconda volta nel 2010 con Martin Melin, poliziotto e vincitore della Expedition Robinson, e insieme hanno avuto un figlio nel 2009.[ I due si sono lasciati nel 2014. Nel 2015, si è fidanzata con Simon Sköld, lottatore di MMA, e i due si sono sposati nel 2017. Insieme hanno avuto una bambina, nel 2016.
Camilla Läckberg vive a Enskede e ha quattro figli: Wille e Meja dal primo matrimonio, Charlie dal secondo e Polly dalla sua relazione con Sköld. Charlie è anche il soggetto del primo libro per bambini di sua madre, Super-Charlie.

Opere
Serie I delitti di Fjällbacka
2002 – La principessa di ghiaccio (Isprinsessan)
2004 – Il predicatore (Predikanten)
2005 – Lo scalpellino (Stenhuggaren)
2006 – L'uccello del malaugurio (Olycksfågeln)
2007 – Il bambino segreto (Tyskungen)
2008 – La sirena (Sjöjungfrun)
2009 – Il guardiano del faro (Fyrvaktare)
2011 – Il segreto degli angeli (Änglamakerskan)
2014 – Il domatore di leoni (Lejontämjaren)
2017 – La strega (Häxan)
2022 – Il figlio sbagliato (Gökungen)
Serie Martin Molin
2013 – Tempesta di neve e profumo di mandorle (Mord och mandeldoft)
Serie Faye
2019 – La gabbia dorata (En bur av guld, 2019)
2020 – Ali d'argento (Vingar av silver, 2020)
2025 – Sogni di bronzo (Drömmar av brons, 2024)
Serie Hämndserien
2018 – Donne che non perdonano (Kvinnor utan nåd, 2021)
2021 – Il gioco della notte (Gå i fängelse, 2021)
Serie Mina Dabiri e Vincent Walder (scritta con Henrik Fexeus)
2021 – Il codice dell'illusionista (Box, 2021)
2022 – La setta (Kult, 2022)
2024 - Il miraggio (Mirage, 2023)

Libri di cucina
2008 – Smaker från Fjällbacka (inedito in italiano) con Christian Hellberg
2011 – Fest, mat och kärlek (inedito in italiano) con Christian Hellberg.

Fumetti
2011 – Super-Charlie (inedito in italiano)

Saggi
2011 – A scuola di Giallo: guida in 7 passi per aspiranti scrittori di gialli (saggio, ebook gratuito)

giovedì 4 luglio 2024

DEXTER Colin (1930 - 2017)

 

Norman Colin Dexter
 (Stamford, 29 settembre 1930 – Oxford, 21 marzo 2017) è stato uno scrittore britannico, conosciuto per aver creato il personaggio dell'Ispettore Morse.
Figlio di un tassista, Dexter è stato educato alla St. John's Infants School, Bluecoat Junior School, dalla quale ha ottenuto una borsa di studio per la Stamford School, una scuola privata per ragazzi, dove uno dei suoi coetanei era il capitano della nazionale inglese di cricket e giocatore di rugby MJK Smith. Dopo aver lasciato la scuola, Dexter completò il servizio militare con il Royal Corps of Signals e poi si iscrisse alla facoltà di Lettere classiche del Christ's College di Cambridge, laureandosi nel 1953 e conseguendo un master nel 1958.
Dexter è stato uno dei massimi specialisti britannici di enigmistica e soprattutto di parole crociate, dote che utilizzò spesso nelle complicate trame dei suoi libri e che volle trasmettere al suo investigatore Endeavour Morse.
Nel 1954 Dexter iniziò la sua carriera di insegnante nelle East Midlands, diventando assistente di lingue classiche (greco e latino) alla Wyggeston School, Leicester. Fino al 1966 Dexter ha lavorato come insegnante, ma il progredire della sordità, che lo affliggeva fin da giovane, lo ha costretto a lasciare la cattedra e a dedicarsi a compiti amministrativi all'Università di Oxford. Nel 1988 andò in pensione.
Nel 1999, per ulteriori problemi di salute (soffriva di diabete), Dexter decise di concludere la serie dell'ispettore Morse e ritirarsi dall'attività letteraria, fatta eccezione per qualche successivo racconto sparso. Solo nel penultimo romanzo di Dexter, La morte mi è vicina, viene rivelato il nome di battesimo di Morse, tenuto segreto - esclusa la lettera iniziale - per l'intero ciclo. Nel 2000 dichiarò di condividere le stesse opinioni sulla politica e la religione dell'ispettore Morse, che fu ritratto come ateo nel romanzo finale Il giorno del rimorso. Nello
stesso anno venne insignito del titolo di Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico (OBE).
È morto il 21 marzo 2017 ad Oxford all'età di 86 anni.
I libri iniziali scritti da Dexter erano libri di testo di studi generali. Ha iniziato a scrivere mistery nel 1972, durante una vacanza in famiglia. Last Bus to Woodstock è stato pubblicato nel 1975 e ha introdotto il personaggio dell'ispettore Morse, l'investigatore irascibile i cui prediletti sono le parole crociate criptiche, la letteratura inglese, la birra inglese e la musica di Wagner (temi che riflettono gli entusiasmi di Dexter). I romanzi di Dexter sono caratterizzati da una robusta miscela di ironia tipicamente britannica e di smisurata erudizione letteraria e musicale: Morse è un grande appassionato di Richard Wagner, fa largo sfoggio di citazioni, alcune delle quali inventate di sana pianta dall'autore e da lui attribuite al fittizio lessicografo "Diogenes Small", del quale Dexter ha anche costruito una fasulla bio-bibliografia.
Col romanzo Questione di metodo (The Wench Is Dead), Dexter volle rendere omaggio ad una celebre esponente del giallo classico inglese, Josephine Tey; come nel romanzo della Tey La figlia del tempo (The Daughter of Time), scritto nel 1951, in cui il protagonista, l'ispettore Alan Grant, è costretto a letto da una malattia e, per passare il tempo, ripercorre ed infine risolve un famoso mistero storico, così nel libro di Dexter l'ispettore Morse - in un'analoga situazione - risolve un caso del passato.
I romanzi di Dexter sono stati tradotti in italiano prima da Longanesi e successivamente da Giallo Mondadori, restando infine a lungo fuori catalogo. Dal 2010 al 2019,
l'Editore Sellerio ha ritradotto e pubblicato tutti i titoli della serie dell'ispettore Morse.
L'Ispettore capo della Thames Valley Police Endeavour Morse divenne popolarissimo in Gran Bretagna anche grazie a una fortunata serie televisiva di 33 episodi, intitolata Inspector Morse, interpretata da John Thaw e Kevin Whately e trasmessa ininterrottamente dal 1987 al 2000, nella quale lo stesso Dexter - alla maniera di Alfred Hitchcock - è apparso quasi in ogni episodio in un cameo. Dopo la morte di Thaw, nel 2002, è stata varata - sempre con la supervisione di Dexter - una nuova serie televisiva, lo spin-off Lewis, il cui protagonista è l'ex sergente e spalla di Morse, Robbie Lewis (ancora interpretato da Kevin Whately), promosso ispettore dopo la scomparsa del suo vecchio capo. In questa nuova serie l'assistente di Lewis è il giovane sergente James Hathaway, interpretato da Laurence Fox. Di Lewis sono state realizzate e trasmesse 9 stagioni, l'ultima andata in onda nel 2015. A differenza della serie Morse, la Thames Valley Police non ha qui consentito l'utilizzo del proprio nome e la produzione è stata costretta a inventarsi una fittizia Oxfordshire Police, un corpo di polizia non esistente nella realtà. Nel 2012 è stato girato e trasmesso il pilota di una nuova serie, Endeavour - The Origins of Inspector Morse, ambientata nel 1965 e in cui Shaun Evans interpreta il giovane Morse ai suoi esordi investigativi. Il successo di questo prequel ha spinto la produzione ad allestire altri episodi: nel 2023 la serie è giunta alla nona ed ultima stagione con 36 episodi complessivi (incluso un episodio pilota).


mercoledì 3 luglio 2024

CARNES Luisa (1905 - 1964)



Luisa Genoveva Carnes Caballero
, nota anche con gli pseudonimi di Clarita Montes e Natalia Valle (Madrid, 3 gennaio 1905 – Città del Messico, 12 marzo 1964), è stata una scrittrice e giornalista spagnola, appartenente alla Generazione del '27.
Costretta a causa del suo impegno repubblicano ad abbandonare la Spagna nel 1939, fece parte della comunità degli esiliati in Messico, distinguendosi per il suo impegno politico e giornalistico. Qui morì nel 1964, senza fare ritorno in patria.
La sua produzione ammonta a una dozzina di romanzi, oltre sessanta racconti, decine di opere teatrali e centinaia di articoli e reportage.
Apprezzata dalla critica spagnola negli anni Trenta del Novecento e in seguito dimenticata, è stata riscoperta negli ultimi decenni del Novecento grazie alla nuova attenzione posta alla letteratura femminile dell’esilio repubblicano e ad alcuni studi pioneristici sulla sua opera. La sua produzione, in parte inedita, è stata riportata alla luce e pubblicata in Spagna a partire dai primi anni del XXI secolo. Quello che viene generalmente ritenuto il suo migliore romanzo, Tea Rooms, ripubblicato nel 2016 e tradotto in diversi paesi, fra cui l'Italia[ha riscontrato un forte successo di pubblico, grazie alla modernità dei temi trattati.
«E’ passato il tempo in cui le donne che si preoccupavano della vita sociale e politica venivano considerate ridicole e mascoline. Prima credevamo che la donna servisse solo a pregare e a rammendare i calzini al marito. Oggi sappiamo che i pianti e le preghiere non servono a niente. Le lacrime ci danno il mal di testa e la religione ci abbrutisce, ci rende superstiziose e ignoranti.» (Luisa Carnés, Tea rooms, operaie della ristorazione, 1934 (trad. it. 2021))
Luisa Carnés nacque il 3 gennaio 1905 da un'umile famiglia madrilena nel quartiere popolare di Las Letras (allora chiamato las Musas, o Huertas). Il padre, Luis Carnés, era un barbiere e la madre, Rosario Caballero, una sarta che lasciò il proprio lavoro per prendersi cura di sei figli, di cui Luisa era la maggiore.
Le difficoltà economiche della sua famiglia la costrinsero a lasciare all'età di undici anni il collegio religioso gestito dalle suore della congregazione Hijas de Cristo, allora frequentato, per diventare apprendista cappellaia presso il laboratorio della zia, lavoro che avrebbe abbandonato dopo circa sei-sette anni per prendere servizio in una pasticceria.
Coltivò la sua passione per la lettura nutrendosi dei romanzi a puntate pubblicati nei giornali e nei libri presi in prestito o in scambio nelle librerie popolari; da autodidatta scoprì Dickens, Cervantes, Dostoevskij, Tolstoj e iniziò a desiderare di intraprendere la carriera di scrittrice.
Nel 1926 pubblicò il suo primo racconto, Mar Adentro, sulla rivista La Voz di Madrid. Nel 1928 uscì la sua prima raccolta di racconti, Peregrinos de Calvario, che riuniva tre romanzi brevi (El pintor de los bellos horrores, El otro amor, La ciudad dormida), dai quali traspare l'influenza di Dostoevskij, Tolstoj e del romanzo popolare. Nel 1930 uscì il suo primo romanzo, Natacha, nome della protagonista del libro, una giovane madrilena che lavora come operaia tessile in un laboratorio. Queste prime due opere vennero entrambe pubblicate dalla Compañía Iberoamericana de Publicaciones (CIAP), presso cui Luisa, intorno al 1928, aveva trovato lavoro come dattilografa e dove conobbe il marito, l'illustratore Ramón Puyol (1907-1981), autore del celebre manifesto repubblicano diffuso durante la guerra civile ¡No pasarán!
Il favore con cui la critica accolse Natacha aprì alla neoscrittrice nuove opportunità: nell'inverno del 1930 la CIAP le affidò l'incarico di scrivere il prologo a due opere di Tolstoj e
di Gogol nella collana Bibliotecas Populares Cervantes. Nello stesso anno iniziò la sua collaborazione nella rivista Estampa, pubblicando articoli, interviste, racconti.
Nel 1931, lo stesso anno in cui Luisa diede alla luce il suo unico figlio, Ramón, fallì l'editore CIAP presso cui lavorava con il marito e la coppia si trasferì da Madrid ad Algeciras, città natale di Puyol.
Nel 1933, tornata sola a Madrid mentre il marito era a Mosca per un lavoro al Teatro Nazionale con la compagnia di César Falcón[, continuò la sua collaborazione con Estampa; scrisse due brevi racconti, Tres estampas andaluzas (terminato nel 1941 in Messico con il titolo Un día negro) e Olivos, quest'ultimo sul tema dello sfruttamento dei contadini andalusi, e continuò la scrittura di Olor de Santidad (o Fusilamiento de Alonso Quijano), dedicato alla memoria del fratello del marito, Miguel Puyol, giornalista andaluso fucilato nel 1936 ad Algeciras "dallo stesso piombo che uccise García Lorca a Granada”, iniziato nel 1931 e successivamente rivisto e corretto in Messico negli anni Quaranta e rimasto inedito.
Per mantenersi trovò un secondo lavoro come cameriera in una sala da tè, un'esperienza che avrebbe ispirato la scrittura del suo libro più famoso, Tea Rooms. Mujeres obreras, pubblicato nel 1934, il cui sottotitolo, "novela reportaje" rivelava l'intenzione di offrire un quadro dettagliato, quasi da inchiesta giornalistica, sulle condizioni di lavoro della manodopera femminile nei caffè dell'epoca. Tea Rooms, di forte impegno sociale, "figlio dei forti dibattiti sorti durante la Seconda Repubblica", ha per protagonista la giovane Matilde, commessa in una distinta caffetteria del centro di Madrid. Carnés intende denunciare le
condizioni di sfruttamento cui erano sottoposte le donne lavoratrici, la disparità salariale rispetto agli uomini, la situazione di alienazione che rendeva le cameriere incapaci di comprendere e di modificare la propria realtà lavorativa, difendendo nello stesso tempo il valore emancipatorio dell'istruzione e del lavoro femminile e il nuovo modello di "donna moderna". In Tea Rooms i temi toccati risultano di forte impatto per la loro modernità: "le differenze generazionali, le molestie sul posto di lavoro, i diritti dei lavoratori, la mancanza di solidarietà fra le donne a causa di problemi di classe, la prostituzione legata alla povertà", così come le questioni del matrimonio, divorzio, maternità, aborto.
Nel 1936, all'inizio della Guerra Civile, Luisa Carnés sperimentò la scrittura teatrale con il dramma Así empezar, andato in scena il 22 ottobre al Teatro Lara di Madrid, sede dell'attività di Altavoz del Frente, insieme ad un'opera di Rafael Alberti, Bazar de la providencia, e La conquista de la Prensa di Irene Falcón.
Negli anni Trenta la critica iniziò a considerarla come una delle autrici con maggiori doti letterarie fra gli scrittori del tempo, collocandola come importanza "tra Concha Espina e Rosa Chacel".
Fin dall'inizio degli anni Trenta la scrittrice affiancò all'impegno letterario quello giornalistico, collaborando con varie testate come El Sol, La Voz, La Esfera, Crónica, La Raza e Estampa (1928-1938), quest'ultima la rivista illustrata di maggior tiratura della Spagna del tempo. Nel 1935 si separò dal compagno e nel 1937 si iscrisse al Partito Comunista Spagnolo (PCE), offrendo il suo contributo alla stampa di partito, come Mundo
Obrero e Altavoz del Frente, senza cessare la sua collaborazione con Estampa e Ahora.
Nel 1937, con l'avanzare delle truppe di Franco sulla capitale, riparò a Valencia, e da qui a Barcellona, dove sotto lo pseudonimo di Natalia Valle, la protagonista di Natacha, scrisse articoli di diverso contenuto sul quotidiano del PCE Frente Rojo (1937-1939). Attraverso l'attività in questa rivista conobbe il suo secondo marito, lo scrittore e poeta Juan Rejano.
Sotto lo pseudonimo di Natalia Valle collaborò anche al giornale La Hora (1938), edizione nazionale di Ahora pubblicato a Valencia dal 1937.
Secondo lo studio di Anton Plaza, tra il 1934 e il 1939, prima di lasciare la Spagna, Luisa Carnés scrisse circa 260 articoli, quasi uno alla settimana, la maggior parte dei quali, circa 112, pubblicati su Estampa. Il tema maggiormente trattato era quello della questione femminile; gli aspetti affrontati rispecchiavano il nuovo modello di "donna moderna": il lavoro retribuito, la cultura e lo studio, lo sport femminile, il cinema, l'accesso al divorzio. Lo scoppio della guerra civile aggiunse altri contenuti: l'incorporazione delle donne nella lotta armata, la loro partecipazione a numerose attività nelle retrovie, la situazione della popolazione sfollata, la vita nella regione levantina. I due principali generi giornalistici praticati furono l'intervista e il servizio.
«Conservo un unico tesoro unico: i miei ricordi. E mentre vivo una vita che mi sembra presa in prestito, li contemplo ogni notte, come un avaro contempla il suo oro»(Luisa Carnés, El eslabón perdido)
Nel gennaio del 1939, con la vittoria del franchismo, Luisa Carnés attraversò il confine con la Francia, rimanendo bloccata per alcuni mesi in un campo profughi a Le Pouliguen, nella regione dei paesi della Loira. Il suo trasferimento a Parigi, dove si trovava il figlio di otto anni, venne ottenuto grazie alla mediazione di Margarita Nelken, in collaborazione con la Junta de Cultura Española. Dopo una breve tappa a New York, a bordo del Veendam giunse il 23 maggio a Città del Messico; il 13 giugno si riunì al compagno Juan Rejano, arrivato a Veracruz via mare con altri 1.600 esuli.
I suoi ultimi mesi in Spagna, così come la sua partenza nel 1939 e il suo arrivo in Messico, sono narrati nella sua opera De Barcelona a la Bretaña francesa, conservata dal figlio e rimasta inedita fino al 2014, quando è stata pubblicata dall'editore madrileno Renacimiento.
In Messico Luisa Carnés si distinse per il suo lavoro di militante comunista. Collaborò regolarmente a varie pubblicazioni, molte delle quali legate all'organizzazione messicana del PCE, come España Popular (1940-1968), Reconquista de España (1944-1946), Juventud de España (1939-1948), Nuestro Tiempo (1949-1953), España y la Paz (1951- 1955). Scrisse in periodici culturali pubblicati dagli esuli repubblicani spagnoli, come Romance (1940-1941), Ars (1942- 1943) e Ultramar (1947), nei quali pubblicò articoli letterari e recensioni di libri.
Iniziò a pubblicare sulla stampa periodica messicana intorno al 1943. Il suo primo articolo, su La Prensa (1943-1961), del febbraio 1943, è scritto sotto lo pseudonimo di Clara
Montes. Negli anni seguenti pubblicò su El Nacional (1947-1964) e Novedades, nei cui supplementi letterari uscirono anche diversi suoi racconti, ambientati durante la guerra civile spagnola, o in terra messicana. Il 4 marzo 1941 ricevette la nazionalità messicana.
Negli anni Quaranta la produzione letteraria di Luisa Carnés si fece intensa: nel 1941 terminò un breve romanzo iniziato in Spagna, Tres estampas andaluzas (poi reintitolato Un día negro) e raccolto con altre tre racconti nell'opera inedita La camisa y la virgen del 1942. Nel 1945 pubblicò una biografia sulla poetessa spagnola Rosalía de Castro e terminò Olor de santidad, iniziato nel 1931 ad Algeciras.
Fu direttrice dal 1951 al 1957 di Mujeres españolas (in precedenza denominata Union de Mujeres Antifascistas), edita dall'Unione delle donne spagnole Mariana Pineda e fondata da un gruppo di repubblicane esiliate in Messico negli anni Quaranta.
Nel 1948 terminò il romanzo, Juan Caballero, ispirato alle azioni dei guerriglieri repubblicani nelle retrovie dell'esercito franchista, che ricevette il Premio dei Talleres Gráficos La Nación; l'opera fu pubblicata nel 1956.
A lungo Carnés considerò il suo esilio temporaneo e sperò in un'imminente caduta della dittatura di Franco. Nel 1951, quando gli Stati Uniti fornirono sostegno economico e militare alla Spagna, si rese conto che questa sua speranza non si sarebbe realizzata a breve, e che il Messico sarebbe potuto diventare il paese della sua residenza permanente. Una delle sue prime reazioni fu la decisione di abbandonare lo pseudonimo di Natalia Valle, da lei usato fin ad allora per esprimere il suo stato di "refugiada española", "con i
piedi in una terra e il cuore in un'altra".
Negli anni Cinquanta la sua produzione si intensificò: scrisse dei testi sulla rivoluzione messicana, come La puerta cerrada (1956), ancora inedito, e El eslabón perdido, prodotto tra il 1957-1958 e pubblicato postumo in Spagna nel 2002, in cui descrisse l'alienazione e il conflitto generazionale tra gli adulti esuli, alla ricerca di un proprio posto sulla terra che li aveva accolti, e i loro discendenti che non avrebbero mai conosciuto la patria perduta e agognata dai loro genitori.
Sempre in questo stesso decennio compose quattro opere teatrali: Los bancos del Prado, scritta nel 1951-1952, rimasta inedita fino al 2002, che tratta dell'installazione delle basi militari statunitensi in Spagna; Cumpleaños (1951), un monologo di ispirazione autobiografica; Los vendedores de miedo (1953-1954), ripubblicata in Spagna nel 2002, in cui, sull'onda del dibattito in corso nel PCE in Messico durante la guerra di Corea, Carnés critica l'uso delle armi chimiche; una quarta opera, sulla rivoluzione messicana, pervenuta incompleta.
Complessivamente, durante la sua permanenza in Messico, scrisse una biografia, quattro romanzi, tre romanzi brevi, oltre trenta racconti riuniti nel 2018 nella raccolta Donde brotó el laurel, quattro opere teatrali e due componimenti poetici.
Lucia Carnés morì il 12 marzo 1964, all'età di 59 anni, a seguito delle ferite riportate in un incidente d'auto, dopo aver festeggiato l’8 marzo con altre esiliate.
Dopo la sua morte, la sua produzione letteraria ha conosciuto un lungo periodo di oblio,
"prima a causa della dittatura franchista, poi a causa dell’ombra in cui è stata lasciata per lungo tempo la letteratura femminile dell’esilio repubblicano".
Dal 2002 gran parte del suo lavoro è stato ripubblicato in Spagna e il romanzo Tea Rooms. Mujeres obreras (1930), ristampato nel 2017, è diventato un libro di culto.
Nel 2019 il Comune di Madrid ha posto una targa commemorativa sull'edificio in cui è nata, in Calle Lope de Vega 31.
Ritenuta una precorritrice del romanzo sociale del periodo precedente la seconda guerra mondiale, i temi ricorrenti nella sua opera, caratterizzata da un forte impegno politico, sono la denuncia dell'emarginazione femminile, in una società in cui il ruolo delle donne rimane secondario, dipendente dall'uomo; il sostegno alla causa della classe operaia, in particolare delle donne lavoratrici; la difesa della legalità repubblicana e la denuncia della dittatura franchista; la cura della memoria dell'esperienza storica e politica vissuta in patria, unita al senso di sradicamento dell'esilio.

Opere principali
Racconti pubblicati in Spagna
1926. Mar adentro (racconto pubblicato su La voz del 22 ottobre 1926)
1928. Peregrinos de Calvario, Madrid, Compañía Iberoamericana de Publicaciones (CIAP). Comprende i tre racconti: El pintor de los bellos horrores, El otro amor, La ciudad dormida
1930. La señorita número 15 (La Raza, nº 188, 14 de agosto de 1930).
1930. 5+3=8 (La Esfera, nº 873, 27 de septiembre de 1930).
1930. Una muñeca (La Voz, nº 3088, 20 de noviembre de 1930).
1932. Bronca andaluza (Crónica, nº 163, 11 de diciembre de 1932).
1932. Contrabando (Estampa, nº 258, 17 de diciembre de 1932).
1933. El único sistema (Estampa, nº 302, 21 de octubre de 1933).

Romanzi
1930. Natacha, Madrid, Compañía Iberoamericana de Publicaciones (CIAP)
1934. Tea Rooms. Mujeres obreras (novela reportaje), Madrid, Juan Pueyo / Tea Rooms. Operaie della ristorazione, traduzione di Alberto Prunetti, Roma, Edizioni Alegre, 2021
1956. Juan Caballero

Biografie
1945. Rosalia. Raíz apasionada de Galicia , Hoja de Lata, Asturie, 2018.

Teatro
1936. Así empezar
1951. Cumpleaños
1951-52. Los bancos del Prado
1953-54. Los vendedores de miedo

Componimenti poetici
1946. Salmos al adolescente desterrado
1952. Elegía de los siete puñales de la madre

Pubblicazioni postume
Raccolte di racconti
2017. Trece cuentos (1931-1963), Gijón, Hoja de Lata
2018. Rojo y gris, Sevilla, Espuela de Plata (scritti in Spagna fra il 1924 e il 1939)
2018. Donde brotó el Laurel : escritos del exilio, 1940-1964, Sevilla, Espuela de Plata
2018. Cuentos completos, Sevilla, Espuela de Plata

Teatro
2002. Cumpleaños: Los bancos del Prado; Los vendedores de miedo, Madrid, Asociación de Directores de Escena de España

Memorie
2002. El eslabón perdido, Sevilla, Editorial Renacimiento
2014. De Barcelona alla Bretaña francesa: episodios de heroísmo y martirio de la evacuación española (memorias) ; seguido de La hora del odio : narración de la guerra española. Siviglia, Renacimiento

martedì 2 luglio 2024

TOGAWA Masako (1931 - 2016)

 

Masako Togawa
 (戸川昌子; Tōkyō, 23 marzo 1931 – Shizuoka, 26 aprile 2016) è stata una scrittrice, attrice e cantante giapponese.
Perde il padre ed il fratello durante la Seconda guerra mondiale, si mantiene come cantante nei locali. Dopo la guerra, diviene molto famosa.
Parallelamente, portò avanti una carriera nella scrittura, dedicandosi soprattutto al giallo. Nel 1962 il suo primo romanzo Appartamenti per signore sole vinse il premio Ranpo Edogawa.
Dal 1969 al 1974 scrisse i 287 episodi del telefilm giapponese Playgirl, in cui recita il ruolo principale di Masako Makoto.
Il supplemento letterario del Times l'ha definita: «La P.D. James giapponese».

Opere
1957 - Appartamenti per signore sole (Oinaru Genei), Corbaccio, 1994; TEA, 1997 - riedizione con il titolo Residenza per signore sole (trad. Antonietta Pastore), Marsilio, 2022
1962 - Di amore si muore (Ryojin Nikki), Il Giallo Mondadori n. 2008 (1987) - riedizione con il titolo Diario di un seduttore (trad. Antonietta Pastore), Marsilio, 2023
1967 - Nemurenai yoru no hon
1968 - Saketa nemuri
1968 - Mitsu no aji
1968 - Kaso gyoretsu
1968 - Motto keo o!
1969 - Muma
1969 - Aka Kasa
1969 - Kamen no sei
1970 - Kari no jikoku
1971 - Seijo
1976 - Fukai Shissoku
1976 - Un bacio di fuoco (Hi no seppun), Il Giallo Mondadori n. 2332 (1993)
1977 - Hanayakanaru hy oga
1977 - Nijiiro no funsui

lunedì 1 luglio 2024

STEN Viveca (1959 - viv.)

 

Viveca Sten
 (nata Bergstedt) (Stoccolma, 18 giugno 1959) è una scrittrice ed economista svedese.
Viveca Sten lavora come scrittrice, consigliere giuridico, membro del consiglio d'amministrazione e docente universitario. Ha conseguito una laurea in Giurisprudenza all'Università di Stoccolma ed è anche economista presso la scuola di economia di Stoccolma. Precedentemente ha lavorato tra l'altro come consulente generale presso la compagnia di viaggi Amadeus Scandinavia e la società di commercio elettronico Letsbuyit.com e successivamente presso l'operatore postale PostNord.
È stata ospite nel programma radiofonico Sommar della radio svedese Sveriges Radio P1.
Per quanto concerne la sua carriera da scrittrice, i suoi libri, da cui è stata tratta anche una serie televisiva (Omicidi a Sandhamn), narrano le vicende del detective Thomas Andreasson e della sua migliore amica Nora Linde sull'isola di Sandhamn.
Viveca attualmente vive a Djursholm, nella contea di Stoccolma, con il marito Lennart e i tre figli e trascorre lunghi periodi sull'isola di Sandhamn dove la sua famiglia possiede una casa da generazioni.
Per molte generazioni la famiglia di Viveca Sten ha vissuto in una casa a Sandhamn nell'arcipelago di Stoccolma e dopo la sua infanzia anche Viveca ha trascorso le sue estati su quest'isola. Questo fatto è stato d'ispirazione per la sua produzione e nel 2008 ha debuttato con il romanzo I de lugnaste vatten (Il corpo che affiora). Le successive pubblicazioni indipendenti della serie, I den innersta kretsen (Nella cerchia più interna) e I grunden utan skuld (Nel nome di mio padre) sono stati i primi successi. Il quarto e il quinto libro della serie, I natt är du död (Questa notte morirai) e I stundens hetta (Nel bruciore dell'attimo) sono entrambi entrati nella classifica dei libri svedesi più letti. Il sesto libro, I farans riktning (Verso il pericolo) è uscito nel maggio 2013 ed è stato il più grande successo editoriale di Viveca Sten finora. Il settimo libro, I maktens skugga (Nell'ombra del potere) è stato pubblicato nel 2014 e nel 2015 è uscito anche l'ottavo libro I sanningens namn (Nel nome della verità). La serie è stata venduta in più di tre milioni di esemplari in tutto il mondo ed è stata pubblicata in venti paesi, fra cui Germania, Spagna, Olanda, Polonia e Giappone, oltre agli altri paesi nordici. Esiste una
trasposizione cinematografica dei primi 5 libri, che sono stati trasmessi come una miniserie su TV4: Morden i Sandhamn (Omicidi a Sandhamn).
Oltre ai romanzi criminali Viveca Sten ha scritto una serie di saggi riguardanti la sfera giuridica.
Nel 2016 è stato pubblicato il libro Djupgraven (La tomba profonda), scritto da Viveca in collaborazione con sua figlia Camilla Sten.

Opere
Serie degli Omicidi di Sandhamn (edizioni italiane)
2008 - I de lugnaste vatten - Still Waters - Il corpo che affiora (2010), Rizzoli, traduzione di Alessandro Storti. Trasposizione cine matografica nel 2010. Primo volume.
2009 - I den innersta kretsen - Closed Circles - Tempesta sul Baltico (2012), Marsilio Editori, traduzione di Stefania Forlani. Trasposizione cinematografica nel 2012. Secondo volume.
2010 - I grunden utan skuld - Guiltless - Nel nome di mio padre (2016), Marsilio Editori, traduzione di Alessia Ferrari. Trasposizione cinematografica nel 2013. Terzo volume
2011 - I natt är du död - Tonight You're Dead - Questa notte morirai (2017), Marsilio Editori, traduzione di Alessia Ferrari. Trasposizione cinematografica nel 2014. Quarto volume
2012 - I stundens hetta - In the Heat of the Moment - L'estate senza ritorno (2018), Marsilio Editori, traduzione di Alessia Ferrari. Trasposizione cinematografica nel 2015. Quinto volume
2013 - I farans riktning - Ritorno all’isola (2019), Marsilio Editori, traduzione di Alessia Ferrari. Sesto volume
2014 - I maktens skugga - In the Shadow of Power - L'ombra del potere (2020), Marsilio Editori, traduzione di Alessia Ferrari. Trasposizione cinematografica nel 2018. Settimo volume.
2015 - I sanningens namn - In the Name of Truth - In nome della verità (2021), Marsilio Editori, traduzione di Laura Cangemi. Ottavo volume.
2018 - I fel sällskap - La scelta (2023), Marsilio Editori, traduzione di Alessandra Scali
Serie degli Omicidi di Sandhamn (opere non edite in Italia)
2017 - Iskalla ögonblick Tio skärgårdsberättelser
2019 - I hemlighet begravd

Saggistica
Förhandla i affärer ("Negoziazione negli affari")
Outsourcing av IT-tjänster ("Esternalizzazione di servizi informatici")
Internationella avtal – i teori och praktik ("Accordi internazionali - teoria e pratica")

Libri di cucina
2014 - Skärgårdssommar ("Estate nell'arcipelago")

Altri libri
2016 - Djupgraven
2018 - Mareld

de KRETSER Michelle (1957 - viv.)

  Michelle de Kretser  (Colombo, 11 novembre 1957) è una scrittrice australiana originaria dello Sri Lanka. Nata nel 1957 a Colombo, a 14 an...