sabato 30 novembre 2024

SHAFFER Anthony (1926 - 2001)

 

Anthony Joshua Shaffer
 (Liverpool, 15 maggio 1926 – Londra, 6 novembre 2001) è stato un drammaturgo, sceneggiatore e scrittore inglese.
Di famiglia di origini ebraiche nacque a Liverpool, figlio di Reka (nata Fredman) e Jack Shaffer, agente immobiliare. Fratello gemello omozigote dello scrittore e drammaturgo Peter Shaffer, aveva un altro fratello.
Laureato in legge presso il Trinity College di Cambridge esercitò la professione di avvocato abilitato all'azione legale nelle corti di grado superiore.
È conosciuto internazionalmente soprattutto per la sua carriera di drammaturgo e sceneggiatore. Dalla sua opera più famosa L'inganno (Sleuth) (1970) è stato tratto il film del 1972 Gli insospettabili (nominato al Premio Oscar), successivamente rifatto nel 2007 con la sceneggiatura di Harold Pinter e la regia di Kenneth Branagh.
Morto all'età di 75 anni, Shaffer è stato sepolto nel Cimitero di Highgate, a Londra.

Opere
Romanzi
The Woman in the Wardrobe: a lighthearted detective story (1951) 
How Doth the Little Crocodile? (1952) – scritto con Peter Shaffer, pubblicato sotto lo pseudonimo di "Peter Anthony"
Withered Murder (1955) – scritto con Peter Shaffer, pubblicato sotto lo pseudonimo di "Peter Anthony"
Absolution (1979) – basato sulla sceneggiatura dell'omonimo film del 1978
The Wicker Man (1979) – scritto con Robin Hardy


Opere teatrali
The Savage Parade (1963; rivisitato con il titolo This Savage Parade nel 1987)
L'inganno (titolo originale: Sleuth) (1970)
Murderer (1975)
Whodunnit (1977; inizialmente con il titolo The Case Of The Oily Levantine)
Widow's Weeds (1986; inizialmente intitolato For Years I Couldn't Wear My Black presentato nel 1977 a Brisbane)
The Thing In The Wheelchair (2001)

Memorie
So What Did You Expect? (2001)
Lock The Door And Tell Nobody (2001)

venerdì 29 novembre 2024

OSBORNE John (1929 - 1994)


John James Osborne
(Londra, 12 dicembre 1929 – Clun, 24 dicembre 1994) è stato un drammaturgo britannico.
John Osborne nacque a Londra nel 1929, da una famiglia borghese poco agiata. Avendo avuto da sempre un grande interesse per il teatro, a diciannove anni cominciò a lavorare come attore e poi come commediografo. Nel 1956 venne accettato nella English Stage Company e conquistò inaspettatamente la celebrità con la commedia Ricorda con rabbia; l'opera teatrale tenne cartello per 18 mesi a Londra, dopo esser stata rifiutata da molti impresari, e a dispetto delle critiche stroncatorie. Il suo successo era dovuto al fatto che larghi settori di pubblico, specie giovanile e intellettuale, vi trovavano espressi senza peli sulla lingua i loro problemi. In quell'opera, come in quelle che seguirono, l'establishment britannico era travolto da un'ondata di ribellione violenta, globale, dissacrante.
Nel 1964 vinse il premio Oscar alla migliore sceneggiatura non originale per il film Tom Jones. All'anno successivo risale la composizione di Un patriota per me, dramma ispirato alla vita del colonnello Alfred Redl, da cui il regista ungherese István Szabó trasse il film Il colonnello Redl (1985).
Recitò inoltre con Michael Caine nel film Carter (1971).
Morì nel 1994, pochi giorni dopo aver compiuto 65 anni.
Ebbe un'esistenza turbolenta e controversa, a partire dalle numerose relazioni sentimentali, sino al rapporto conflittuale con sua figlia Nolan. Si sposò cinque volte con le seguenti donne: Pamela Lane, attrice (1951 – 1957), Mary Ure, attrice (1957 – 1963), Penelope Gilliatt, drammaturga e critica cinematografica (1963 – 1968), Jill Bennett, attrice (1968 – 1977), Helen Osborne, giornalista e critica d'arte (1978 – 1994).


giovedì 28 novembre 2024

BOND Edward (1934 - 2024)

 


Edward Bond
 (Londra, 18 luglio 1934 – Cambridge, 3 marzo 2024) è stato un drammaturgo, poeta, sceneggiatore e regista teatrale britannico.
Autodidatta, come Harold Pinter e Tom Stoppard, regista dei suoi testi, riscontrò nella scuola la prima forma di violenza sociale e la necessità di ribellarvisi. Nei primi anni '60, proprio all'inizio della sua carriera, entrò a far parte del Writer's Group, riunito presso il Royal Court Theatre sotto la direzione del regista William Gaskill, proponente un'esperienza teatrale concreta, iniziando i giovani alle tecniche brechtiane e all'improvvisazione. Debuttò con Il matrimonio del Papa (The Pope's Wedding, 1962) e si affermò con Salvo (Saved, 1965), impressionando il pubblico con un ritratto impietoso della vita squallida e violenta di un gruppo di operai londinesi arrivati a compiere l'atto mostruoso della lapidazione di un bambino nella sua culla. Assimilata la lezione brechtiana, Bond predilesse la divisione del testo in scene e non in atti, orientandosi verso un'estrema essenzialità scenografica e ricorrendo in modo sistematico alle note introduttive al testo, costruite come analisi e non come drammatizzazione della vicenda. Partendo dal teatro epico per spingersi oltre, sviluppò una poetica teatrale non naturalistica, usando la storia come ambientazione privilegiata da cui osservare con distacco gli eventi e le problematiche contemporanee.
La necessità di rinnovamento e sperimentazione lo spinsero all'impiego di stili diversi: dal realismo scarnificato dei primi lavori alla fantasia surreale, dai toni farseschi, in Quando si fa giorno (Early Morning, 1968, testo censurato), alla parabola brechtiana in La stretta via al profondo Nord (Narrow road to the deep North), e ancora alla rivisitazione shakespeariana in Lear (1971), come pure al mitico della tragedia greca in La donna (The Woman, 1978), rilettura della guerra di Troia da un punto di vista prettamente femminile, il cui testo, ispirato
agli scritti di Sofocle e Euripide, fu presentato dall'autore nello spazio dell'Olivier al National Theatre.
L'umana specie e la mutevolezza dei suoi valori furono il centro del suo teatro: con un interesse inizialmente puntato su fenomeni di alienazione e violenza, si rivolse poi alla causa di tali atteggiamenti analizzando il potere nelle sue sfaccettature (Il mare, The sea, 1973; Il fagotto, The Bundle, 1978; Restaurazione, Restoration, 1981) per approdare alla controversa questione della figura e del ruolo del poeta nella società e i suoi rapporti con la classe egemone (La stretta via al profondo Nord, 1968; Bingo, 1973 e Il giullare, The fool, 1975).
Attento curatore della parte riservata alla regia, ebbe sempre uguale attenzione sia per il testo che per gli attori, dovendo essi essere, nelle sue parole, «the illustrations of the story as well as the speakers of the text [...] and not be swept by emotion» (gli illustratori della storia e i portavoce del testo [...] e non lasciarsi trascinare dalle emozioni).
La violenza, la crudeltà e in genere le immagini aspre e brutali del suo teatro gli procurarono poco favore tra il pubblico. Ciò nonostante divenne uno dei più celebrati scrittori di sinistra ad essere emerso dal teatro fringe con vera originalità e grande forza per farsi spazio nei teatri istituzionali come presso la Royal Shakespeare Company (RSC) nel 1985 con la trilogia The war plays sulla guerra e l'olocausto nucleare (messi in scena da Luca Ronconi, sotto il titolo Atti di guerra, in scena a Torino durante le manifestazioni dei Giochi olimpici) e al Leicester Haymarket con Jackett II nel '90.
Partecipò, inoltre, a numerose sceneggiature tra cui quella di Blow-Up (1966, regia
di Michelangelo Antonioni) e di Nicholas and Alexandra (1971, regia di Franklin J. Schaffner).
Nel 2015 il Teatro di Roma produsse lo spettacolo Lear nella traduzione di Tommaso Spinelli, con la regia di Lisa Ferlazzo Natoli. Con l'occasione venne presentato anche il volume omonimo, pubblicato dalla casa editrice minimum fax. Bond tenne inoltre una lectio magistralis all'Università La Sapienza dal titolo "Dealing with Shakespeare's heritage", dove presentò il volume Edward Bond. La parola al drammaturgo, un testo esaminante tutto il suo teatro in una lunga conversazione con il ricercatore francese David Tuaillon, pubblicato dalla casa editrice sillabe.
Nel dicembre 2017 il Teatro Vascello produsse Saved, nella traduzione di Tommaso Spinelli e la regia di Gianluca Merolli.

Teatro
The Pope's Wedding (1961–62)
Saved (1964)
Early Morning (1965–67)
Narrow Road to the Deep North (1968)
Black Mass (1970)
Passion, "un'opera per CND" (1971)
Lear (1969–71)
The Sea, "una commedia" (1971–72)
Bingo (1973)
The Fool (1974)
A-A-America!: Grandma Faust, "un burlesque" eThe Swing, "un documentario" (1976)
Stone, "un breve dramma" (1976)
The Woman, "scene di guerra e libertà" (1974–77)
The Bundle or New Narrow Road To The Deep North (1977)
The Worlds (1979)
Restoration, "una pastorale" (1979–1980)
Summer, "un dramma europeo" (1980–81)
Derek (1982)
Human Cannon (1979–1983)
The War Plays: Red Black and Ignorant (1983–84); The Tin Can People (1984); Great Peace (1984–85)
Jackets or The Secret Hand (1986)
In the Company of Men (1987–88)
September (1989)
Olly's prison (1990)
Tuesday
Coffee, "una tragedia" (1993–94)
At the Inland Sea (1995)
Eleven Vests (1995–97)
The Crime of the twenty-first Century (1996–98)
The Children (1999)
Have I None (2000)
Existence (2002)
Born (2002–03)
The Balancing Act (2003)
The Short Electra (2003-4)
People (2005)
The Under Room (2005)
Chair (2005)
Arcade (2006)
Tune (2006)
Innocence (2008), mai rappresentata
A Window (2009)
There Will Be More (2010)
The Edge (2011)
The Broken Bowl (2012)

mercoledì 27 novembre 2024

LEVIN Ira (1929 - 2007)

 

Ira Marvin Levin
 (New York, 27 agosto 1929 – New York, 12 novembre 2007) è stato uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore statunitense.
Studiò all'Università di New York, laureandosi in filosofia e inglese.
A 22 anni scrisse il suo primo romanzo, Un bacio prima di morire, per il quale vinse anche un premio nel 1954 il prestigioso Edgar Allan Poe Award. Il suo romanzo più famoso è Rosemary's Baby, una storia horror con risvolti nel satanico e nell'occulto. Dalla maggior parte dei suoi scritti sono stati tratti film di successo.
Nel 2003 viene premiato con il Mystery Writers of America Grand Master.

Opere
Romanzi
Un bacio prima di morire (A Kiss Before Dying, 1953), Garzanti 1955; Arnoldo Mondadori Editore 1997
Rosemary's Baby (Rosemary's Baby, 1967), finalista Edgar Award 1968; Garzanti 1969 come Nastro rosso a New York; Euroclub 1986; Arnoldo Mondadori Editore 2005.
Questo giorno perfetto (This Perfect Day, 1970), Garzanti 1970
La fabbrica delle mogli (The Stepford Wives, 1972), Garzanti 1973
I ragazzi venuti dal Brasile (The Boys from Brazil, 1976), Club degli Editori 1977; Arnoldo Mondadori Editore 2006.
Scheggia (Sliver, 1991), Interno Giallo 1991
Son of Rosemary, 1997

Opere teatrali

No Time For Sergeants, 1956
Interlock, 1958
Critic's Choice, 1962
Dr. Cook's Garden, 1968
Veronica's Room, 1974
Deathtrap, 1979
Break a Leg: A Comedy in Two Acts, 1981
Cantorial, 1982
General Seeger, 1998


martedì 26 novembre 2024

AIRA César (1949 - viv.)


César Tomás Aira González ( Coronel Pringles , 23 febbraio 1949) è uno scrittore e traduttore argentino. 
Considerato uno degli scrittori latinoamericani e argentini più importanti e prolifici, ha pubblicato più di cento libri, principalmente novelle che ha descritto come " fiabe dadaiste " o "giocattoli letterari per adulti", che gli sono valse il Premio Roger Caillois (2014), il Premio narrativo iberoamericano Manuel Rojas (2016) e il Premio Formentor (2021), tra gli altri. È stato anche candidato al Premio Nobel per la Letteratura in più di un'occasione . Gran parte del suo lavoro è esposto al Museo Barrio de Flores, Ramón Falcón 2207.
César Tomás Aira González è nato il 23 febbraio 1949, nella città argentina di Coronel Pringles (provincia di Buenos Aires). Di origine galiziana, suo nonno, Robustiano, era originario del comune di Junquera de Ambía (provincia di Ourense). 
A Pringles, strinse amicizia con il poeta Arturo Carrera , che aveva un anno più di lui. Nel 1967 si trasferì nella città di Buenos Aires, più precisamente nel quartiere di Flores, dove si stabilì da allora in poi.
Nel 1968, fondò con Carrera la rivista letteraria El Cielo , che durò solo tre numeri. 
Ha tradotto dal francese gli scrittori Antoine de Saint-Exupéry e Jan Potocki, dall'inglese Jane Austen, Raymond Chandler, Donna W. Cross, Brian W. Aldiss, Stephen King e Art Spiegelman, e dal tedesco il romanzo di Franz Kafka La metamorfosi . Si è specializzato nell'opera della poetessa argentina Alejandra Pizarnik e dello scrittore e drammaturgo Copi. Inoltre, ha sostenuto e contribuito a ripubblicare e promuovere l'opera dello scrittore e poeta argentino Osvaldo Lamborghini, che era suo amico. 
Dal 1992 ha pubblicato uno o due libri all'anno, quasi sempre di circa cento pagine. Nel 1993, il suo quindicesimo romanzo, Come sono diventata suora, è stato scelto dal quotidiano spagnolo El País come uno dei dieci migliori libri di narrativa di quell'anno, il che le ha procurato riconoscimento letterario e visibilità internazionale. 
Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue. Ha ricevuto due premi Konex per la letteratura, nel 1994 per la traduzione e nel 2004 per il romanzo. Ha ricevuto una borsa di studio Guggenheim nel 1996. Ha vinto il premio alla carriera del National Arts Fund nella categoria Letteratura nel 2013. È stato nominato Chevalier dans l'Ordre des Arts et Lettres dal governo francese. Ha vinto il premio Roger Caillois per autori latinoamericani nel 2014. Il Consiglio nazionale per la cultura e le arti del governo del Cile , con il patrocinio della Fondazione Manuel Rojas, gli ha conferito il premio narrativo iberoamericano Manuel Rojas nel 2016 e nel 2021 ha ricevuto il premio Formentor. 

Opere
Narrativa
1975: Moreira
1981: Ema, la cautiva
1983: La luz argentina
1984: El vestido rosa. Las ovejas
1984: Canto castrato
1987: Una novela china
1990: Los fantasmas
1991: El bautismo
1991: La liebre
1992: La guerra de los gimnasios
1992: Embalse
1992: El llanto
1992: El volante
1992: La prueba
1993: Cómo me hice monja
1993: Fragmentos de un diario en los Alpes
1994: Diario de la hepatitis
1994: El infinito
1994: La costurera y el viento
1994: Los misterios de Rosario
1995: Los dos payasos
1995: La fuente
1996: La abeja
1997: Dante y Reina
1997: Taxol: precedido de Duchamp en México y La broma
1997: El congreso de literatura
1997: La serpiente
1998: Las curas milagrosas del Doctor Aira
1998: La trompeta del mimbre
1998: El sueño
1999: La mendiga
2000: Haikus
2000: El juego de los mundos
2000: Un episodio en la vida del pintor viajero
2001: Un sueño realizado
2001: La villa
2002: Varamo
2002: El mago
2002: La pastilla de hormona
2003: La princesa Primavera
2003: Mil gotas
2003: El tilo
2004: Las noches de Flores
2004: Yo era una chica moderna
2004: Cumpleaños
2005: Yo era una niña de siete años
2005: El cerebro musical
2005: El pequeño monje budista
2005: Cómo me reí
2006: Parménides
2006: La cena
2006: La villa
2006: El todo que surca la nada
2007: Las conversaciones
2007: La vida nueva
2007: Picasso
2008: Las aventuras de Barbaverde
2009: La confesión
2009: La revista Atenea
2010: Yo era una mujer casada
2010: El perro
2010: El té de Dios
2010: El error
2010: El divorcio
2010: Festival
2011: En el café
2011: El hornero
2011: El criminal y el dibujante
2011: Cecil Taylor
2011: El mármol
2011: El náufrago
2011: Los dos hombres
2012: Entre los indios
2013: Relatos reunidos
2013: El ilustre mago
2013: El testamento del mago tenor
2013: Tres historias pringlenses
2013: Actos de caridad
2013: Margarita (un recuerdo)
2014: Artforum
2014: Triano
2014: Biografía
2015: El santo
2015: La invención del tren fantasma
2017: Una aventura
2017: Eterna juventud
2017: Saltó al otro lado
2018: El gran misterio
2018: Un filósofo
2018: Prins
2019: El presidente
2019: Pinceladas musicales
2020: Fulgentius
2020: Lugones
2020: El pelícano
2021: Kómodo
2021: En la confitería del Gas
2021: En el Congo
2021: Vilnius
2022: El jardinero, el escultor y el fugitivo
2022: El panadero
2022: Los últimos días de Nostradamus
2024: En El Pensamiento
2024: Los hombrecitos con sobretodo
2025: El arqueólogo
2025: La sala

Saggi
1991: Nouvelles Impressions du Petit-Maroc
1991: Copi
1998: Alejandra Pizarnik
2001: Diccionario de autores latinoamericanos
2001: Las tres fechas
2004: Edward Lear
2014: Continuación de ideas diversas
2016: Sobre el arte contemporáneo seguido de En la Habana
2017: Evasión y otros ensayos
2021: La ola que lee
2021: Catálogo descriptivo de la obra de Emeterio Cerro
2022: El crítico - La prosopopeya
2022: Una educación defectuosa: Discurso de recepción del Premio Formentor
2024: Ideas diversas
2025: Actos de presencia: Disertaciones

Teatro
1993: Madre e hijo (una pieza en un acto)
1996: El mensajero

lunedì 25 novembre 2024

LE GUIN Ursula K. (1929 - 2018)

 

Ursula Kroeber Le Guin
, meglio conosciuta come Ursula K. Le Guin (Berkeley, 21 ottobre 1929 – Portland, 22 gennaio 2018), è stata una scrittrice e glottoteta statunitense, autrice di fantascienza e di fantasy.
Ha vinto otto premi Hugo, sei premi Nebula e ventiquattro premi Locus - i massimi riconoscimenti della letteratura fantastica - ed è considerata una delle principali autrici di fantascienza. La profondità e attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo all'utopia e al pacifismo, hanno reso i suoi romanzi noti e apprezzati ben oltre il tradizionale circolo di lettori di genere. Tra le sue opere si ricordano in particolare La mano sinistra delle tenebre (1969), I reietti dell'altro pianeta (1974) e il Ciclo di Earthsea (1968-2001).
Ursula Kroeber era figlia dell'antropologo Alfred Kroeber, di origine tedesca, studioso della University della California - Berkeley, e della scrittrice Theodora Kracaw, di origini tedesche e inglesi.
Ursula e i suoi tre fratelli, Clifton, Theodore e Karl Kroeber, furono incoraggiati a leggere sotto l'influenza dei genitori e delle loro amicizie, tra cui gruppi di Nativi Americani e J. Robert Oppenheimer, che in seguito divenne il parziale modello per l'eroe ne I reietti dell'altro pianeta. Le Guin affermò che, in retrospettiva, era grata per la sua educazione. In questo ambiente stimolante Le Guin nutrì il suo interesse per la letteratura; scrisse la sua prima storia fantasy a nove anni e inviò alla rivista Amazing Stories il suo primo racconto di fantascienza quando aveva undici anni, il racconto fu rifiutato e Le Guin non presentò altri racconti fino ai 21 anni. Con la famiglia durante l'anno accademico viveva a Berkeley, ma passava le estati a "Kishamish" presso la Napa Valley, così descritto: «Un vecchio ranch fatiscente ... [e] un punto d'incontro per scienziati, scrittori, studenti e Indiani della California. Anche se non ci prestavo grande attenzione, ascoltai molte interessanti conversazioni da adulti.»
Le Guin si interessava di biologia e poesia, ma aveva difficoltà con la matematica. Frequentò la Berkeley High School. Ottenne un Bachelor of Arts in letteratura rinascimentale francese e italiana presso il Radcliffe College nel 1951, e un Master of Arts in letteratura italiana e francese presso la Columbia University nel 1952. Poco più tardi, Le Guin iniziò a lavorare al Ph.D. e grazie al programma Fulbright poté continuare i suoi studi in Francia dal 1953 al 1954.
Nel 1953, mentre viaggiava verso la Francia a bordo della Queen Mary, Le Guin conobbe il suo futuro marito, lo storico Charles Le Guin. Si sposarono l'anno seguente a Parigi. Dopo il matrimonio, Le Guin decise di non proseguire il Dottorato di Ricerca sul poeta Jean Lemaire de Belges.
La coppia tornò negli Stati Uniti per permettere a Charles di concludere il suo Ph.D. alla Emory University. In questo periodo, Ursula lavorò come segretaria e insegnò francese a livello universitario. La loro prima figlia, Elisabeth, nacque nel 1957 a Moscow (Idaho), dove Charles insegnava. Nel 1958 si trasferirono a Portland,[9] dove nacque la figlia Caroline nel 1959 e dove continuarono a vivere. Nel 1964, nacque il terzo figlio Theodore.
La ricezione delle sue opere in Italia fu promossa da Riccardo Valla, in qualità di curatore delle collane dell'editore Nord, presso cui uscirono numerosi titoli a partire dagli anni Settanta. Oltre a tradurre egli stesso diversi romanzi, Valla divenne amico di penna dell'autrice.
Le Guin morì il 22 gennaio 2018 nella sua casa a Portland; il figliò dichiarò che le sue condizioni di salute erano gravi da diversi mesi. Il suo necrologio sul New York Times la ricordò con queste parole: «L'autrice immensamente popolare che portò profondità letteraria e una tenace sensibilità femminista alla fantascienza e al fantasy con libri come La mano sinistra delle tenebre e il ciclo di Earthsea.»
Le Guin cominciò a interessarsi alla letteratura molto presto. All'età di undici anni propose la sua prima storia alla rivista Astounding Science Fiction, ma non fu pubblicata.
Dal 1951 al 1961 scrisse cinque romanzi, tutti rifiutati dalle case editrici perché considerati inaccessibili. In questo periodo scrisse anche poesie, tra cui Wild Angels (1975).
Le sue prime opere, che furono in parte riadattate in Orsinian Tales e Malafrena, erano storie realistiche ambientate nel paese immaginario di Orsinia. Alla ricerca di un modo per esprimere i suoi interessi, tornò alla passione per la fantascienza; all'inizio degli anni '60 i suoi lavori cominciarono ad essere pubblicati regolarmente. Uno degli Orsinian Tales fu pubblicato nell'estate del 1961 da The Western Humanities Review e altre tre storie apparirono nel 1962 e nel 1963 su Fantastic Stories of Imagination, un mensile diretto da Cele Goldsmith. Goldsmith era curatrice anche di Amazing Stories, che pubblicò due racconti di Le Guin nel 1964, inclusa la prima storia del ciclo hainita. 
Nel 1964 vennero pubblicati i racconti La parola dello scioglimento e La legge dei nomi, i primi del ciclo fantasy di Earthsea, che comprende cinque romanzi e sette racconti. I primi tre romanzi furono Il mago di Earthsea (1968), Le tombe di Atuan (1970) e La spiaggia più lontana (1972), talvolta denominati la Trilogia di Earthsea, perché furono seguiti solo diversi anni più tardi da L'isola del drago (1990), Leggende di Earthsea (2001), una raccolta di racconti, e I venti di Earthsea (2001).
Le Guin ottenne un ampio riconoscimento per il romanzo La mano sinistra delle tenebre, che vinse i premi Hugo e Nebula nel 1970. Il romanzo successivo I reietti dell'altro pianeta la resero la prima persona a vincere sia il premio Hugo che il premio Nebula per il Miglior Romanzo due volte per gli stessi due libri.
Le Guin si occupò in seguito anche di cinema: contribuì a The Lathe of Heaven, film basato sul suo omonimo romanzo. Nel 1985 collaborò con il compositore David Bedford per il libretto di Rigel 9.
Nel 1983 fu invitata al Mills College di Oakland a pronunciare un discorso alla cerimonia di laurea degli studenti. Il discorso, intitolato "A Left-Handed Commencement Address", fu inserito al no. 82 della lista dei 100 migliori Discorsi del XX secolo di American Rhetoric ed è incluso nella sua raccolta di saggi Danzando al confine del mondo.
Nel 1984, Le Guin fece parte, insieme a Ken Kesey e William Stafford, del gruppo che fondò l'Oregon Institute of Literary Arts, ora conosciuto come Literary Arts, a Portland.
Nel dicembre del 2009, Le Guin si ritirò dalla Authors Guild, la più grande e più antica associazione di scrittori negli Stati Uniti, per protestare contro il sostegno a Google Libri, il progetto di digitalizzazione di libri creato da Google. Nella lettera alla Authors Guild scrisse: «Avete stretto un patto con il diavolo. Ci sono dei principi coinvolti, soprattutto l'intero concetto di copyright; e sono questi che vi è sembrato opportuno abbandonare a una corporation, alle loro condizioni, senza lottare.» (Ursula K. Le Guin)
Le Guin subì l'influenza di svariati autori fantasy, compreso J. R. R. Tolkien; di autori di fantascienza, come Philip K. Dick (che era suo compagno di classe alla scuola superiore, anche se non si frequentarono); di figure centrali nella letteratura occidentale quali Lev Tolstoj, Virgilio e le sorelle Brontë; di scrittrici femministe tra cui Virginia Woolf; di classici della letteratura per l'infanzia come Alice nel Paese della Meraviglie, Il vento tra i salici, Il libro della giungla; della mitologia norrena; nonché di libri appartenenti alle tradizioni orientali come il Tao Te Ching.
Quando le furono chieste le sue fonti di ispirazione, rispose così: «Appena imparai a leggere, lessi di tutto. Lessi tutti i fantasy famosi – Alice nel Paese delle Meraviglie, e Il vento tra i salici, e Kipling. Adorai Il libro della giungla di Kipling. E poi quando fui più grande scoprii Lord Dunsany. Mi aprì un intero nuovo mondo – il mondo del fantasy puro. E... Il serpente Ouroboros. Ancora, puro fantasy. Mi ha molto, molto arricchita. E poi mio fratello ed io ci addentrammo nella fantascienza quando avevo 11 o 12 anni. All'inizio Asimov, roba del genere. Ma non ebbe troppo effetto su di me. Fu solo quando tornai alla fantascienza e scoprii Sturgeon – ma soprattutto Cordwainer Smith. ... Lessi il racconto "Alpha Ralpha Boulevard", e mi fece solo pensare, "Wow! Questa roba è così bella, e così strana, e voglio fare qualcosa di simile."» (Ursula K. Le Guin)
A metà degli anni '50 lesse Il Signore degli Anelli di Tolkien, che ebbe un enorme impatto su di lei. Ma piuttosto che spingerla a seguire le orme di Tolkien, questa lettura le dimostrò le possibilità del genere fantasy.
Le Guin sfruttò la flessibilità creativa della fantascienza e del fantasy per esplorare i temi delle identità e delle strutture sociali. In questo modo, il ricorso a discipline quali sociologia, antropologia e psicologia portò alcuni critici a includere le sue opere nella categoria della fantascienza soft. Lei si oppose a questa classificazione, sostenendo che il termine sia divisivo e implichi un'idea ristretta di quanto costituisce una forma valida di fantascienza. Le tematiche dell'anarchismo e dell'ambientalismo riaffiorano inoltre lungo tutta l'opera di Le Guin.
Nel 2014 Le Guin parlò a proposito del fascino di immaginare possibili futuri nella fantascienza: «Si può dire che davvero qualunque cosa può succedere [nel futuro] senza paura di essere contraddetto da chi ci nascerà. Il futuro è un laboratorio sicuro, sterile per sperimentare le idee, un mezzo per riflettere sulla realtà, un metodo.»
Conoscendo profondamente le prospettive delle scienze sociali circa l'identità e la società, Le Guin decide razze e generi a ragion veduta. La maggior parte dei suoi personaggi sono persone di colore, una scelta fatta per rispecchiare la maggioranza non bianca dell'umanità (motivo a cui attribuisce la scarsità di personaggi illustrati sulle copertine dei suoi libri). La sua scrittura ricorre spesso a culture aliene - umane ma non terrestri - per esaminare le caratteristiche strutturali della società e della cultura umana, nonché del loro impatto sull'individuo.
L'evidente tematica dell'interazione culturale è molto probabilmente radicata nel fatto che Le Guin crebbe in una famiglia di antropologi impegnata nel caso di Ishi - un nativo americano considerato "l'ultimo indiano selvaggio" - e nelle sue relazioni con il mondo degli uomini bianchi. Il padre di Le Guin era il direttore del University of California Museum of Anthropology, dove Ishi fu studiato e lavorò come assistente ricercatore. Sua madre scrisse il bestseller Ishi in Two Worlds. Tali elementi si ripresentano in molte storie di Le Guin – da Il pianeta dell'esilio, a Città delle illusioni, da Il mondo della foresta a I reietti dell'altro pianeta.
La scrittura di Le Guin fa un notevole uso di azioni ordinarie, allo scopo di chiarire come le attività quotidiane inseriscano gli individui in un contesto di relazioni con il mondo fisico e con il prossimo. Per esempio, l'impegno dei protagonisti negli affari comuni, come badar agli animali, curare l'orto e fare i lavori di casa, è centrale nel romanzo L'isola del drago. Pure i temi della psicologia junghiana sono fondamentali nella sua produzione.
Un altro esempio è il Ciclo dell'Ecumene, una serie di romanzi che comprende una vasta raccolta di società, composte di varie specie umane che vivono per lo più in isolamento l'una dall'altra. La mano sinistra delle tenebre, I reietti dell'altro pianeta, La salvezza di Aka trattano tutti le conseguenze di contatti tra mondi e culture differenti. L'impatto sociale e culturale dell'arrivo di emissari dell'Ecumene su pianeti remoti e lo shock culturale che gli emissari provano costituiscono temi importanti ne La mano sinistra delle tenebre. Le concezioni di Le Guin sono state in seguito prese in prestito da molti famosi autori, che citarono a loro volta sue invenzioni come l'ansible, un dispositivo di comunicazione. La mano sinistra delle tenebre esplora in particolar modo le conseguenze sociali, culturali e personali dell'identità sessuale attraverso la narrazione dell'incontro con una razza androgina. Oltre all'ermafroditismo, Le Guin si concentra sull'abbattimento delle norme sulla sessualità e sul ruolo di genere. Il racconto Solitudine segue una ragazza, più temeraria di suo fratello maggiore, che si avventura in un mondo dominato da donne forti, territoriali. In Paradisi perduti, i passeggeri di una nave spaziale alla ricerca di un nuovo mondo da colonizzare sono salvati da una viaggiatrice interstellare, un ruolo tipicamente riservato agli uomini.
Le Guin considera l'attuale sistema sociopolitico americano problematico per la salute e la vita della natura, dell'umanità e del loro rapporto. Questa idea ricorre in molte opere di Le Guin, specialmente ne La mano sinistra delle tenebre, Il mondo della foresta, I reietti dell'altro pianeta, L'occhio dell'airone, Sempre la valle, Le ragazze bufalo. Tutti questi libri vertono sull'organizzazione sociopolitica e sui sistemi di valori di utopie e distopie. Oltre alla produzione di romanzi, Il libro Out Here: Poems and Images from Steens Mountain Country, scritto in collaborazione con l'artista Roger Dorband, è un'evidente dichiarazione ambientalista dedicata alla bellezza dell'Oregon. Le Guin scrisse anche numerose poesie e saggi sul Monte Sant'Elena in seguito all'eruzione del 1980. Questi scritti esplorano i racconti e le discussioni dei locali dovuti all'eruzione, in unione alla prospettiva di Le Guin che vide l'evento dalla sua casa di Portland, oltre alle sue varie visite sul sito.
Le concezioni di Le Guin verso l'anarchismo erano strettamente collegate alla sua fede nel Taoismo. «Il taoismo e l'anarchismo si armonizzano in modi molto interessanti e sono una taoista sin da quando scoprii che cosa fosse.»
Prendeva parte a numerose marce delle pace e benché non si dichiarasse esplicitamente anarchica, era convinta che la democrazia fosse buona, ma non l'unico modo per ottenere giustizia ed equità. Le Guin disse: "I reietti dell'altro pianeta è un romanzo utopistico anarchico. Le sue idee derivano dalla tradizione anarchica pacifista – Kropotkin ecc. Così come fecero certe idee della cosiddetta controcultura degli anni sessanta e settanta". Di fatto la sua produzione influenzò lo sviluppo di un nuovo pensiero anarchico postmoderno.


Ciclo di Terramare
Esalogia principale
Il mago di Terramare o Il mago (A Wizard of Earthsea), Parnassus Press, 1968. Traduzione di Roberta Rambelli, Fantacollana 27, Editrice Nord, 1979.
Le tombe di Atuan (The Tombs of Atuan), Atheneum, 1971. Traduzione di Roberta Rambelli, Fantacollana 32, Editrice Nord, 1980.
La spiaggia più lontana o Il signore dei draghi (The Farthest Shore), Atheneum, 1972. Traduzione di Roberta Rambelli, Fantacollana 37, Editrice Nord, 1981.
L'isola del drago o Tehanu (Tehanu), Atheneum, 1990. Traduzione di Riccardo Valla, La Gaja Scienza 366, Longanesi & C., 1992.
I venti di Terramare (The Other Wind), Harcourt, 2001. Traduzione di Piero Anselmi, Fantasy Urania 2ª serie n. 4, Arnoldo Mondadori Editore, marzo 2004.
Leggende di Earthsea o Leggende di Terramare (Tales from Earthsea), Harcourt, 2001. Traduzione di Piero Anselmi, Fantasy Urania 2ª serie n. 5, Arnoldo Mondadori Editore, luglio 2004. Raccolta di due romanzi brevi, tre racconti e un saggio

Racconti
Appartengono al ciclo di Terramare anche quattro racconti autoconclusivi originariamente composti da Le Guin per riviste o antologie:
"La parola dello scioglimento" ("The Word of Unbinding"), Fantastic Stories of Imagination di gennaio 1964. Confluito nella raccolta I dodici punti cardinali.
"La legge dei nomi" ("The Rule of Names"), Fantastic Stories of Imagination di aprile 1964. Confluito nella raccolta I dodici punti cardinali.
"La figlia di Odren" ("The Daughter of Odren"), edito come chapbook da Houghton Mifflin Harcourt, 2014.
"Luce di fuoco" ("Firelight"), Paris Review 225, estate 2018.
La prima edizione integrale del Ciclo di Terramare è stata la raccolta The Books of Earthsea: The Complete Illustrated Edition, illustrato da Charles Vess, Saga Press e Gollancz, 2018; Traduzione di Ilva Tron, Oscar Draghi, Arnoldo Mondadori Editore, 2020. Tale omnibus riunisce assieme i sei volumi principali e vi aggiunge come appendice i quattro racconti minori.

Ciclo dell'Ecumene o Ciclo hainita
Romanzi
Il mondo di Rocannon (Rocannon's World), nel volume doppio Rocannon's World / The Kar-Chee Reign, Ace Double G-574, Ace Books, 1966. Traduzione di Pier Antonio Rumignani, Delta Fantascienza Fantasia Eroica 1, Delta, 1973.
Il pianeta dell'esilio (Planet of Exile), nel volume doppio Planet of Exile / Mankind Under the Leash, Ace Double G-597, Ace Books, 1966. Traduzione di Riccardo Valla, Cosmo. Collana di Fantascienza 84, Editrice Nord, 1979.
Città delle illusioni (City of Illusions), Ace Books, 1967. Traduzione di Margherita Molinari, I Libri Pocket 529, Longanesi & C., 1975.
La mano sinistra delle tenebre (The Left Hand of Darkness), Ace Books, 1969. Traduzione di Ugo Malaguti, Slan. Il Meglio della Fantascienza 9, Libra Editrice, 1971.
Il mondo della foresta (The Word for World is Forest), nell'antologia Again, Dangerous Visions, a cura di Harlan Ellison, Doubleday, 1972; prima edizione in volume per Berkley/Putnam, 1976. Traduzione di Riccardo Valla, Cosmo. Collana di Fantascienza 62, Editrice Nord, 1977.
I reietti dell'altro pianeta o Quelli di Anarres (The Dispossessed: an Ambiguous Utopia), Harper & Row, 1974. Traduzione di Riccardo Valla, SF Narrativa d'Anticipazione 6, Editrice Nord, 1976.
Il giorno del perdono (Four Ways to Forgiveness), HarperPrism, 1995; Traduzione di Giancarlo Carlotti, Il Libro d'Oro 98, Fanucci Editore, 1997. In seguito espanso e rinominato Five Ways to Forgiveness, The Library of America, 2017; nuova edizione inedita in italiano. Composto da quattro novelle interconnesse e semiautonome corredate da un saggio, l'edizione espansa include una quinta novella aggiuntiva
La salvezza di Aka (The Telling), Harcourt, 2000. Traduzione di Piero Anselmi, Strade Blu, Arnoldo Mondadori Editore, 2002.

Racconti

Appartengono al ciclo dell'Ecumene anche dodici racconti autoconclusivi originariamente composti da Le Guin per riviste o antologie e da lei distribuiti su tre diverse raccolte:
"La collana di Semley" ("Dowry of the Angyar" o "Semley's Necklace"), Amazing Stories di settembre 1964. Confluito come prologo ne Il mondo di Rocannon.
"Il re d'Inverno" ("Winter's King"), nell'antologia Orbit 5, a cura di Damon Knight, G. P. Putnam's Sons, 1969.
"Più vasto degli imperi e più lento" ("Vaster Than Empires and More Slow"), nell'antologia New Dimensions 1, a cura di Robert Silverberg, Doubleday, 1971.
"La vigilia della rivoluzione" ("The Day Before the Revolution"), Galaxy Science Fiction di agosto 1974.
Contenuti nella raccolta A Fisherman of the Inland Sea (1994):
"La storia degli Shoby" ("The Shobies' Story"), nell'antologia Universe 1, a cura di Karen Haber e Robert Silverberg, Doubleday, 1990. Traduzione di Nicoletta Vallorani in Supernovæ, IperFICTION, Interno Giallo, 1993.
"Una danza per Ganam" ("Dancing to Ganam"), Amazing Stories di settembre 1993. Traduzione di Giovanni Sanfratello nell'antologia Millemondiestate 1994: 20 racconti, Urania Millemondi 1ª serie n. 27, Arnoldo Mondadori Editore, 1994.
"Una storia alternativa o un pescatore del Mare Interno" ("Another Story or A Fisherman of the Inland Sea"), composto appositamente per A Fisherman of the Inland Sea, HarperPrism, 1994. Traduzione di Teresa Albanese, in Ritrovato e perduto, Oscar Fantastica, Arnoldo Mondadori Editore, 2018.
Contenuti nella raccolta The Birthday of the World (2002):
"Come si diventa adulti a Karhide" ("Coming of Age in Karhide"), nell'antologia Nuove leggende del futuro (New Legends), a cura di Greg Bear e Martin H. Greenberg, Legend, 1995. Traduzione di Gloria Barberi, Grandi Opere Nord 28, Editrice Nord, 1996.
"Una questione di Seggri" ("The Matter of Seggri"), Crank! 3, estate 1994. Traduzione di Teresa Albanese, in Ritrovato e perduto, Oscar Fantastica, Arnoldo Mondadori Editore, 2018.
"Unchosen Love", Amazing Stories autunno 1994.
"Mountain Ways", Asimov's Science Fiction di agosto 1996.
"Solitudine" ("Solitude"), The Magazine of Fantasy and Science Fiction di dicembre 1994. Traduzione di Franco Lato, Robot 68, aprile 2013.
Vecchia Musica e la schiava (Old Music and the Slave Women), nell'antologia Universi lontani (Far Horizons), a cura di Robert Silverberg, Avon Eos, 1999. Traduzione di Simona Adami, I Libri della Mezzanotte 10, Sperling & Kupfer, 2002. Successivamente confluito in Five Ways to Forgiveness (The Library of America, 2017).
La prima edizione integrale del Ciclo dell'Ecumene è stata la raccolta Hainish Novels & Stories (2 voll.), The Library of America 296 e 297, 2017. Tale edizione inframmezza i dodici racconti autoconclusivi agli otto romanzi, seguendo l'ordine cronologico di composizione.

Orsinia

Dilogia composta inizialmente da un romanzo unitario e un volume di testi brevi.
Orsinian Tales, Harper & Row, 1976. Raccolta di undici racconti
Malafrena, G. P. Putnam's Sons, 1979.
Successivamente l'autrice ha espanso il ciclo con due ulteriori racconti, stilisticamente diversi dal nucleo originario:
"Due ritardi sulla linea nord " ("Two Delays on the Northern Line"), in The New Yorker del 12 novembre 1979. Traduzione di Roberta Rambelli nella raccolta La rosa dei venti, SF Narrativa d'Anticipazione 45, Editrice Nord, 1984.
"Si apre l'aria" ("Unlocking the Air"), in Playboy di dicembre 1990. Traduzione di Silvia Piraccini nell'antologia Il meglio di quarant'anni di racconti. Playboy Stories (Playboy Stories: The Best of Forty Years of Short Fiction), a cura di Alice K. Turner, Oscar Narrativa 1549, Arnoldo Mondadori Editore, 1995.
La prima edizione a riunire assieme il romanzo e tutti i tredici racconti è stata il volume omnibus The Complete Orsinia: Malafrena / Stories and Songs, The Library of America 281, 2016; tale raccolta comprende anche un inserto di quattro poesie inedite.

Annals of the Western Shore

I doni (Gifts), Harcourt, 2004. Traduzione di Riccardo Valla, Narrativa Nord 249, Editrice Nord, 2006.
Voices, Harcourt, 2006.
Powers, Harcourt, 2007.
La prima edizione integrale della trilogia è stata il volume omnibus Annals of the Western Shore, The Library of America 335, 2020.

Romanzi autoconclusivi
Sono elencati sia i romanzi veri e propri (novel) sia i romanzi brevi (novella).
La falce dei cieli (The Lathe of Heaven), serializzato in due puntate su Amazing Science Fiction di marzo e maggio 1971; prima edizione in volume Charles Scribner's Sons, 1971. Traduzione di Riccardo Valla, Cosmo. Collana di Fantascienza 37, Editrice Nord, 1974.
L'occhio dell'airone (The Eye of the Heron), nell'antologia Le donne del millennio (Millennial Women), a cura di Virginia Kidd, Delacorte Press, 1978. Traduzione di Roberta Rambelli, SF Narrativa d'Anticipazione 30, Editrice Nord, 1982.
La soglia (The Beginning Place o Threshold ), Harper & Row, 1980. Traduzione di Roberta Rambelli, SF Narrativa d'Anticipazione 27, Editrice Nord, 1981.
Sempre la valle (Always Coming Home), Harper & Row, 1985. Traduzione di Riccardo Valla, Arnoldo Mondadori Editore, 1986.
Herne (Hernes), nella raccolta La via del mare. Cronache di Klatsand (Searoad: Chronicles of Klatsand), HarperCollins, 1991. Traduzione di Vincenzo Mantovani, Editrice A, 1994.
Lavinia (Lavinia), Harcourt, 2008. Traduzione di N. Pennacchietti e C. Rodotà, Cavallo di Ferro, 2011.

Raccolte di racconti

I dodici punti cardinali (The Wind's Twelve Quarters), Harper & Row, 1975. Traduzione di Roberta Rambelli, SF Narrativa d'Anticipazione 18, Editrice Nord, 1979. Comprende una prefazione di Le Guin stessa, due racconti del ciclo di Terramare, quattro racconti del ciclo dell'Ecumene, e undici racconti autoconclusivi.
La rosa dei venti (The Compass Rose), Pendragon Press & Underwood-Miller, 1982. Traduzione di Roberta Rambelli, SF Narrativa d'Anticipazione 45, Editrice Nord, 1984. Comprende una prefazione di Le Guin stessa, un racconto del ciclo di Orsinia, e diciannove racconti autoconclusivi.
Buffalo Gals and Other Animal Presences, Capra Press, 1987.
La via del mare. Cronache di Klatsand (Searoad: Chronicles of Klatsand), HarperCollins, 1991. Traduzione di Vincenzo Mantovani, Editrice A, 1994. Comprende undici racconti e la novella Herne.
Blue Moon Over Thurman Street, NewSage Press, 1993. Corredato da fotografie di Roger Dorband.
A Fisherman of the Inland Sea, HarperPrism, 1994.
Unlocking the Air and Other Stories, HarperCollins, 1996.
The Birthday of the World, Harper Collins, 2002.
Science Fiction Stories, Harper Collins, 2003.
Su altri piani (Changing Planes), Harcourt, 2003. Traduzione di Riccardo Valla, Narrativa Nord 218, Editrice Nord, 2003.
The Unreal and the Real: Selected Stories of Ursula K. Le Guin. Selezione in due volumi apparsa anche come omnibus (Saga Press, 2016)
Ritrovato e perduto (The Found and the Lost: The Collected Novellas of Ursula K. Le Guin), Saga Press, 2016. Traduzione di Teresa Albanese e Pietro Anselmi, Oscar Fantastica, Arnoldo Mondadori Editore, 2018.

Saggistica

Il linguaggio della notte (The Language of the Night: Essays on Fantasy and Science Fiction), G. P. Putnam's Sons, 1979; riedito con alcune correzioni testuali per The Women's Press, 1989. Traduzione di Anna Sacchi, Universale Letteratura 176, Editori Riuniti, 1986. Raccoglie ventiquattro saggi di critica letteraria corredati da prefazioni di Susan Wood.
Dancing at the Edge of the World: Thoughts on Words, Women, Places, Grove Press, 1989. Raccoglie trentotto saggi di critica letteraria e tredici recensioni.
Steering the Craft, Eighth Mountain Press, 1998. Manuale pratico di scrittura narrativa.
The Wave in the Mind: Talks and Essays on the Writer, the Reader, and the Imagination, Shambhala Publications, 2004. Raccoglie ventinove saggi e una poesia, illustrato da Le Guin stessa.
Cheek by Jowl, Aqueduct Press, 2009.
Words Are My Matter: Writings About Life and Books, 2000-2016, Small Beer Press, 2016.
No Time to Spare: Thinking About What Matters, Houghton Mifflin Harcourt, 2017.
Ursula K. Le Guin: Conversations on Writing, Tin House Books, 2018. Raccolta di interviste condotte da David Naimon.
I sogni si spiegano da soli (Dreams Must Explain Themselves: The Selected Non-Fiction of Ursula K. Le Guin), Gollancz, 2018. Traduzione di Veronica Raimo, BIGSUR 66, Edizioni SUR, 2022.
The Last Interview and Other Conversations, Melville House, 2019.

Poesia

Wild Angels, Capra Press, 1975.
Hard Words and Other Poems, Harper Colophon, 1981.
Wild Oats and Fireweed, Harper & Row, 1988. Comprende anche una lirica di Wynn Bullock.
Going Out with Peacocks and Other Poems, Harper Perennial, 1994.
Sixty Odd: New Poems, Shambhala Publications, 1999.
Finding My Elegy: New and Selected Poems, Houghton Mifflin Harcourt, 2012.
Late in the Day: Poems 2010-2014, PM Press, 2015.
Collected Poems, The Library of America 368, The Library of America, 2023.

domenica 24 novembre 2024

CONTI Guido (1965 - viv.)

 

Guido Conti
 (Parma, 24 gennaio 1965) è uno scrittore italiano.
Ha esordito nell'antologia Papergang, facente parte del progetto "Under 25", a cura di Pier Vittorio Tondelli (Transeuropa, 1990) con il racconto Notti d'estate; ha pubblicato i suoi primi racconti sulla rivista il ClanDestino. Fondatore della rivista letteraria Palazzo Sanvitale è stato direttore editoriale della casa editrice Monte Università Parma (MUP) fino a dicembre 2010. Il suo stile abbina descrizioni realistiche degli ambienti e delle atmosfere padane con suggestioni surreali legate all'immaginario della sua terra. La sua attività editoriale comprende la promozione della lettura e della scrittura. Interessante il carteggio fra Cesare Zavattini ed Attilio Bertolucci ricordato in Un'amicizia lunga una vita. Carteggio 1929-1984.
Ha vinto il premio Hemingway per la critica 2008 con Giovannino Guareschi, biografia di uno scrittore. Ha pubblicato una ventina di testi in print on demand per la scuola ed insegna tecniche della scrittura. Ha ideato per due anni dal 1995 "I Nuovi selvaggi, Ricomincia il racconto, le condizioni del narrare oggi", seguito, l'anno dopo, da "La vita della letteratura è la vita dell'editoria?" in collaborazione con l'editore Guaraldi di Rimini. Dal 2003 al 2009 insieme al Comune di Parma ha organizzato "Inchiostri d'autore" con personaggi e protagonisti della cultura nazionale di oggi. È stato uno dei fondatori del Festival del racconto di Carpi che si svolge nel primo fine settimana di ottobre a Carpi. Nel 2007 ha progettato per il comune di Casalmaggiore gli incontri di Casalmaggiorenarra. Nel dicembre del 2009, a Viadana, ha avuto il titolo di Governatore Ellittico presso il Collegio di Patafisica. Tiene corsi di aggiornamento per insegnanti e corsi sulla creatività nelle aziende. È docente di scrittura creativa presso il Master "Web Communication& Social Media" dell'Università di Parma.
Le sue opere hanno meritato numerosi riconoscimenti: il Premio letterario Piero Chiara nel 1998; il Premio Stresa 1998; il Premio Selezione Campiello 1999; il Premio Frignano 2005; il Premio Fiesole Narrativa Under 40 2004; il Premio Settembrini per il racconto 2004; il Premio Nazionale Letterario Pisa e il Premio Carlo Levi 2013. Inoltre è arrivato finalista al Premio Dessì 2007. Nel 2018 ha ricevuto il premio Emilio Lussu alla carriera.

Opere
Della pianura e del sangue (Guaraldi, 1995)
Sotto la terra il cielo (Guaraldi, 1996)
Il coccodrillo sull'altare (Guanda, 1998)
I cieli di vetro (Guanda, 1999)
Il taglio della lingua (Guanda, 2000)
Cesare Zavattini, Dite la vostra, a cura di Guido Conti, (Guanda, 2002)
La piena e altri racconti (Monte Università Parma, 2003)
Tre bambini nella nebbia (Monte Università Parma, 2004)
Un medico all'opera (Guanda, 2004)
Il tramonto sulla pianura (Guanda, 2005)
La palla contro il muro (Guanda, 2007)
Giovannino Guareschi, Biografia di uno scrittore (Rizzoli, 2008) (Premio Hemingway per la critica letteraria)
Le mille bocche della nostra sete (Mondadori, 2010) (Tradotto nei Paesi Bassi e Spagna)
Il grande fiume Po: una storia da raccontare (Mondadori, 2012)
Il volo felice della cicogna Nilou (Rizzoli, 2014)
Arrigo Sacchi Calcio totale La mia vita raccontata a Guido Conti (Mondadori 2015)
Nilou e i giorni meravigliosi dell'Africa, (Rizzoli, 2015)
Tra la via Emilia e il Po, Geografie letterarie e topografie immaginarie tra il Po e la via Emilia (Libreria Ticinum Editore, 2015)
La profezia di Cittastella, (Mondadori, 2016)
Imparare a scrivere con i grandi, (Bur Rizzoli, 2016)
Nilou e le avventure del coraggioso Hadì (Libreria Ticinum Editore, 2018)
Quando il cielo era il mare e le nuvole balene (Giunti, 2018)
Cesare Zavattini a Milano (1929-1939) Letteratura, Rotocalchi, Radio, Fotografia, editoria, fumetti, cinema, pittura (Libreria Ticinum Editore, 2019)
Parma, la città d'oro 1200-2020 (Libreria Ticinum Editore, 2020)
Un giorno tornerò da te, (Libreria Ticinum Editore, 2020)
Notti magiche in città, con illustrazioni dell'autore, (Libreria Ticinum editore, 2021)
L'oro della terra, in collaborazione con la fotografa Marzia Lodi, testo inglese a fronte, (Libreria Ticinum editore, 2022)
La siccità, (Bompiani, 2023)
App-prendere, dieci lezioni per imparare a leggere e scrivere con il web (Libreria Ticinum
editore, 2024)
Citazioni/riscritture, catalogo della mostra presso il Municipio di Colorno (Libreria Ticinum editore, 2025)
Io mi chiamo Eleda e il mio nome non ce l'ha nessuno, 33 biografie (Libreria Ticinum editore, 2025)
Zavattini AZ, (Electa, Milano, 2025).
Citazioni, riscritture, Catalogo della mostra, Municipio di Colorno, 10 maggio-30 giugno 2025 (Libreria Ticinum editore, 2025)

sabato 23 novembre 2024

BENATI Daniele (1953 - viv.)

 

Daniele Benati
 (Masone, 1953) è uno scrittore e traduttore italiano.
Ha insegnato in varie università in Irlanda e negli Stati Uniti d'America.
Ha collaborato alla rivista Il semplice (1995-97) con Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni dove ha pubblicato alcuni racconti e traduzioni e ha fatto parte, con Paolo Nori, della redazione della rivista L'accalappiacani (2006-2010).
Un suo racconto appare anche nell'antologia Narratori delle riserve, a cura di Celati, che riunisce prose scelte da quest'ultimo per una rubrica su Il manifesto (poi in volume presso Feltrinelli, 1992).
Ancora con Celati, ha curato Storie di solitari americani (Milano, Rizzoli, 2006), dove ha tradotto racconti di Mark Twain, Jack London, Sherwood Anderson, Ring Lardner, Delmore Schwartz e Flannery O'Connor.
Ha anche tradotto opere di Flann O'Brien (La miseria in bocca; Il boccale traboccante; L'ardua vita, Cronache dublinesi), James Joyce (Gente di Dublino), Ring Lardner (Tagliando i capelli), Tony Cafferky (Storie di identità), Seumas O'Kelly (La tomba del tessitore), Brian Friel (Tutto in ordine e al suo posto) e ha curato l'edizione americana di Carta canta, monologo teatrale di Raffaello Baldini (2000).
Il suo testo Cani dell'Inferno è risultato finalista al Premio Bergamo. Ha scritto Opere complete di Learco Pignagnoli (Reggio Emilia: Aliberti, 2006).

Opere
Silenzio in Emilia, Milano: Feltrinelli, 1997; nuova edizione: Macerata, Quodlibet 2009
Cani dell'inferno, Milano: Feltrinelli, 2004; nuova edizione: Macerata, Quodlibet 2018
Opere complete di Learco Pignagnoli, Reggio Emilia, Aliberti 2006; nuova edizione accresciuta: Opere complete di Learco Pignagnoli e altre Opere complete, Macerata, Quodlibet 2022
Un altro che non ero io, Reggio Emilia, Aliberti 2007; nuova edizione riveduta: Racconti, Reggio Emilia, Compagnia Editoriale Aliberti 2023
Baltica 9. Guida ai misteri d'oriente (con Paolo Nori), Bari-Roma, Laterza 2009

venerdì 22 novembre 2024

PONTIGGIA Giuseppe (1934 - 2003)


Giuseppe Pontiggia
, detto Peppo (Como, 25 settembre 1934 – Milano, 27 giugno 2003), è stato uno scrittore, aforista, critico letterario e curatore editoriale italiano.
Nato da una madre attrice dilettante e da un padre funzionario di banca e dirigente fascista (Ugo Pontiggia fu, infatti, segretario del PNF a Bosisio Parini), trascorse l'infanzia a Erba, nella campagna brianzola. In seguito, dopo l'uccisione del padre da parte dei partigiani gappisti nelle prime avvisaglie della Resistenza partigiana (1943), la famiglia si sposta a Santa Margherita Ligure e poi a Varese, infine definitivamente a Milano dal 1948.
Pontiggia, mosso da innata propensione allo scrivere e da un desiderio irrefrenabile di conoscere l'universo attraverso i libri, ereditato dal padre bibliofilo, scopre lo stile come felicità del linguaggio attraverso la lettura adolescenziale di Guy de Maupassant. Ultimato il liceo classico con due anni di anticipo, per necessità familiari comincia a lavorare in banca, e al contempo collabora fin dalla sua fondazione (1956) con la rivista d'avanguardia Il Verri, diretta da Luciano Anceschi. Intorno alla rivista Il Verri, della cui redazione Pontiggia entra presto a far parte con un ruolo importante (che non è sempre stato valutato adeguatamente dalla critica), ruotano anche Umberto Eco e Nanni Balestrini.
Contemporaneamente completa gli studi universitari in Lettere moderne all'Università Cattolica del Sacro Cuore, e nel 1959 si laurea con una tesi sulla tecnica narrativa di Italo Svevo. Lo stesso anno pubblica il suo primo romanzo autobiografico La morte in banca, frutto d'una profonda insoddisfazione per la sua esperienza lavorativa e per un mondo che considera frustrante, pieno di adulti che non sono maturi. Grazie all'incoraggiamento di Elio Vittorini, che gli consiglia di dedicare più tempo alla narrativa, nel 1961 lascia l'impiego in banca e si dedica all'insegnamento serale.
Nel 1963 si sposa con Lucia Magnocavallo, e sei anni dopo diviene padre di Andrea.
Il tempo libero gli consente di approfondire letture, interessi ed esperienze culturali in molteplici direzioni. Pontiggia diventa consulente di alcune case editrici: Adelphi per la quale pubblica nel 1968 L'arte della fuga; e la Arnoldo Mondadori Editore con la quale collabora attivamente, anche curando insieme con Marco Forti l'Almanacco dello Specchio fin dal primo numero del 1972. Intanto amplia la sua attività di saggista e di critico e occupandosi di autori classici, quali Ausonio, Macrobio, Sallustio, Lucano, Bonvesin de la Riva, successivamente Francesco Guicciardini e anche di autori moderni e contemporanei come Manzoni, Verga, Collodi, Morselli, D'Arrigo, Sinisgalli, Porta, ecc. Nel 1978 pubblica con Mondadori il romanzo Il Giocatore invisibile. Protagonista ne è un professore (attaccato anonimamente su una rivista per l'etimologia di "ipocrita"), che vede crollare tutte le certezze su cui ha costruito falsamente l'esistenza. Il tema era stato suggerito a Pontiggia dalla lettura di un feroce scambio polemico tra filologi su una rivista di studi classici. Nel 1983 il tradimento di un infiltrato in un gruppo clandestino comunista sarà il filo conduttore del romanzo Il raggio d'ombra. Le vicende sono ispirate da un evento reale accaduto nel 1927; Pontiggia ripubblicherà il libro in un'edizione riveduta nel 1988, ma del risultato non sarà mai pienamente convinto.
Negli anni Ottanta comincia a tenere corsi di scrittura al Teatro Verdi e presso università e altre sedi, incentrati sui vari modi, problemi e aspetti dello scrivere e sullo studio del linguaggio della prosa.
Pontiggia inizia a pubblicare anche raccolte di saggi dalla scrittura limpida e di forte tensione stilistica e critica: Il giardino delle Esperidi (1984), a cui fanno seguito il volumetto satirico Le sabbie immobili (1991), L'isola volante (1996) e I contemporanei del futuro: viaggio nei classici (1998), una delle riflessioni più profonde del secolo su chi sono i classici e perché, e sul rapporto che è possibile intrattenere con loro. Nella narrativa riesce a cogliere brillanti successi, di critica come di pubblico, vincendo tra l'altro il Premio Strega nel 1989 con "La grande sera", un affresco a tratti perfino spietato della società italiana degli anni Ottanta; il Superpremio Flaiano nel 1994 con Vite di uomini non illustri (1993); il Premio Chiara alla carriera nel 1997; infine il Premio Campiello, il Premio Società dei Lettori e Pen Club nel 2001 con Nati due volte (2000), romanzo in cui un tema che lo tocca (la disabilità del figlio) si articola in una narrazione non riducibile all'autobiografismo e da cui è stato tratto il film Le chiavi di casa. Durante questo periodo felice, riesce a prestare attenzione a suoi vecchi lavori, ampliando o ripubblicando alcuni dei suoi precedenti libri.
Pontiggia partecipò anche a numerose trasmissioni radiofoniche tra cui Dentro la sera, su Rai Radio 2, Vedi alla voce, Damasco e infine Passaggi mobili, una serie di conversazioni radiofoniche progettata dall'autore stesso e interrotta però dalla sua morte improvvisa.
Oltre al film citato di Gianni Amelio, da Vite di uomini non illustri Mario Monicelli trae il film
Facciamo paradiso, mentre nel 1989 il musicista Marco Tutino scrive Due arie per soprano e pianoforte su due testi di Pontiggia.
Tra gli autori stranieri che ha presentato Hermann Hesse, Isaac Bashevis Singer, Rex Stout, E. M. Forster, Valery Larbaud, ecc.
Le sue opere, in particolare Nati due volte, ebbero grande successo internazionale e vennero tradotte in spagnolo, tedesco, inglese, olandese, ungherese, francese, svedese, cinese e giapponese.
Muore a Milano il 27 giugno 2003, colpito da collasso cardio-circolatorio mentre è ancora in piena attività. Dopo i funerali milanesi nella chiesa di San Giovanni in Laterano, ai quali partecipa un ingente numero di persone, la salma viene portata al cimitero di Arcellasco, frazione di Erba.
La sua biblioteca e le sue carte sono state acquistate nel 2005 dalla BEIC. La biblioteca è composta da 35.640 volumi e comprende libri antichi, opere di narrativa, monografie e saggi, dizionari, vocabolari ed enciclopedie, riviste, cataloghi, estratti, manuali e testi scolastici; sono inoltre presenti le sue opere in italiano e in lingua straniera. L'elenco completo è disponibile in una sezione del catalogo della Biblioteca digitale BEIC ; L'archivio comprende sue carte dal 1947 al 2004.

Romanzi e racconti
La morte in banca. Cinque racconti e un romanzo breve, Milano, Rusconi e Paolazzi, 1959; Un
romanzo breve e undici racconti, ed. aumentata con altri racconti, Milano, A. Mondadori, 1979; Un romanzo breve e sedici racconti, ed. ampliata con racconti inediti, Milano, A. Mondadori, 1991 / Lettore di casa editrice, a cura di Antonio Franchini, Collana Piccola biblioteca oggetti letterari, Milano, Henry Beyle, 2013
L'arte della fuga, Milano, Adelphi, 1968, 1990
Il giocatore invisibile, Milano, A. Mondadori, 1978.
Il raggio d'ombra, Milano, A. Mondadori, 1983, 1988
La grande sera, Milano, A. Mondadori, 1989, ISBN 88-04-32426-0; 1995
Vite di uomini non illustri, Milano, A. Mondadori, 1993
Nati due volte, Milano, A. Mondadori, 2000
Il residence delle ombre cinesi, Collana Scrittori italiani e stranieri, Milano, A. Mondadori, 2003, 
Una lettera dal Paradiso. Storie di Natale, a cura di Fulvio Panzeri, Collana Nativitas, Novara, Interlinea, 2017

Racconti per l'infanzia
Chichita la scimmia parlante, ill.ni di D. De Luca, Collana Leggo io, Firenze, Giunti, 2001

Saggi
Il giardino delle Esperidi, Milano, Adelphi, 1984
Le sabbie immobili, Bologna, Il Mulino, 1991
L'isola volante, Milano, A. Mondadori, 1996
I contemporanei del futuro. Viaggio nei classici, Milano, A. Mondadori, 1998
Prima persona, Milano, A. Mondadori, 2002
Leggere, Milano, Lucini, 2004.
I classici in prima persona, Milano, A. Mondadori, 2006
Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere, Milano, Belleville, 2016
La lente di Svevo, a cura di Daniela Marcheschi, Collana Lapislazzoli, Bologna, EDB; Collana I melograni, Bologna, Marietti 1820, 2022 [La tesi di laurea di Pontiggia del 1959 era titolata in origine "La tecnica narrativa di Italo Svevo"; già affidata dall’Autore alla rivista «Kamen’», nn. 21-22, Gennaio-Giugno 2003]
Le parole necessarie. Tecniche della scrittura e utopia della lettura, a cura di Daniela Marcheschi, Bologna, Marietti, 2018
Dialoghi sul romanzo, la psicanalisi, la scrittura e altro, A cura di Giovanni Sias, Polimnia Digital Editions, 2020
Per scrivere bene imparate a nuotare. Trentasette lezioni di scrittura, cura di e con Postfazione di Cristiana De Santis, Introduzione di Paolo di Paolo, cura e Postfazione di Cristiana De Santis, Collana Sentieri, Milano, Mondadori, 2020 [pubblicate a puntate su due riviste, «Wimbledon» (marzo 1990-febbraio 1993) e «Sette» (agosto-settembre 1994)]
Il linguaggio della narrativa, in «Kamen’», XXXII, n. 63, Giugno 2023.
Ricordo di Antonio Porta, a cura di Daniela Marcheschi, Viadana (MN), FuocoFuochino, 2023.
Tradurre bene contro la cattiva globalizzazione, Collana Pochi libri per pochi, Firenze, De Piante, 2024
«Un libro che divorerei». Pareri di lettura, a cura di Daniela Marcheschi, Collana Le fondamenta, Venezia, Palingenia, 2024

 

TISMA Aleksandar (1924 - 2003)

  Aleksandar Tišma  (grafia cirillica: Александар Тишма; Horgoš, 16 gennaio 1924 – Novi Sad, 16 febbraio 2003) è stato uno scrittore serbo. ...