sabato 30 marzo 2024

BLOY Léon (1846 - 1917)

 

Léon Henri Marie Bloy
 (Périgueux, 11 luglio 1846 – Bourg-la-Reine, 3 novembre 1917) è stato uno scrittore, saggista, poeta e giornalista francese.
Nato in una famiglia borghese, dopo un'infanzia tormentata e un'adolescenza solitaria, a diciott'anni si trasferisce a Parigi, dove svolge umili lavori. Inizialmente appartenente alla scuola simbolista, sotto l'influsso dell'amicizia con il colto scrittore dandy Jules Amédée Barbey d'Aurevilly, conosciuto nel 1866 e di cui diventa segretario, si converte da violento anticlericale, decadente poeta maledetto alla Baudelaire, in fervente cattolico, da esteta diventa asceta.
Nel 1871 servì l'esercito negli eventi seguiti alla guerra franco-prussiana. In questi anni nasce in lui la convinzione di dover compiere una missione straordinaria e di dover realizzare lavori letterari fondamentali. Il suo maestro lo introduce anche alle liriche simboliste e decadenti, instillandogli una certa avversione al naturalismo come emerge nell'opera Les funérailles du naturalisme del 1891. Diventa anche molto amico di Joris-Karl Huysmans e condivide, come l'autore stesso dopo la conversione, il giudizio elogiativo ma lapidario su A rebours, la "Bibbia del decadentismo francese", scritto da Huysmans nel 1884, di cui prevede il ritorno alla religione.
Lavora nella redazione di Univers, insieme con Louis Veuillot. Dopo aver perso i genitori lo stesso anno (1877), durante una visita al santuario di La Salette conosce l'abate Tardif, il quale lo introduce allo studio della simbologia biblica e lo invita a scrivere un'opera sull'apparizione della Vergine, avvenuta alcuni mesi prima della sua nascita e 12 anni prima di quella più famosa a Lourdes. Divenne quindi il più celebre portavoce della cerchia dei "melanisti".
In questo periodo maturano gli elementi essenziali del suo pensiero e conosce personaggi importanti della vita letteraria parigina, come il poeta Paul Verlaine.
Dal 1877 al 1879 ebbe una relazione sentimentale con una prostituta del Quartiere Latino, Anne-Marie Roulé (la Véronique di Il disperato), che si convertì influenzata da Bloy, ma finì in manicomio per eccessivo delirio mistico nel 1882, forse ammalata di demenza da neurosifilide. Vive in seguito con un'altra donna, Berthe Dumont, che però muore nel 1885. In seguito, si ritira nel monastero di Soligny-la-Trappe con l'intenzione di farsi monaco benedettino come Huysmans, ma «lacerato tra Dio e le donne, sopraffatto dal perpetuo fallimento delle sue eroiche purezze sognate» (così parla del suo alter ego letterario Cain Marchenoire de Il disperato), ne esce dopo poco.
Nel 1890, dopo la morte l'anno prima del suo mentore Barbey d'Aurevilly, si sposa con una donna di origine danese, Jeanne Molbeck, sua fidanzata dal 1889, e cui rimarrà fortemente legato fino alla morte. Dalla moglie ha quattro figli, due maschi e due femmine: Véronique (1891-1956), coniugata Tichý, compositrice, André (1894-1895), Pierre (1895, vissuto pochi mesi) e Madeleine (1897-1990), coniugata Souberbielle, violinista, e che gli darà un nipote postumo chiamato anche lui Léon (1923-1991), pianista.
Lo scrittore visse gran parte della sua vita in ristrettezze economiche, vivendo principalmente del suo lavoro di impiegato delle ferrovie. Litiga spesso con intellettuali ed editori per il suo carattere collerico e intransigente, e sceglie infine di vivere in povertà, nonostante la difficoltà quotidiana di
provvedere alle figlie.
Del 1900 è il pamphlet Je m'accuse, in cui attacca Émile Zola facendo il verso al suo j'accuse.
Nel 1905 stringe amicizia con Raïssa e Jacques Maritain (futuro filosofo cattolico, prima legato all'Action Française e poi cristiano-democratico), a cui fece da padrino in occasione del loro battesimo.
La sua ultima opera, Nelle tenebre (1916), fu un attacco alla guerra tecnologica e ai suoi massacri in riferimento alla prima guerra mondiale, nonché alla società dominata dall'egoismo.
Negli ultimi mesi di vita mise in guardia, in piena Grande Guerra, dalla rivoluzione russa e da ciò che in effetti avvenne con la rivoluzione d'ottobre: «in Russia c’è un subbuglio spaventoso, e tra breve ci sarà il più orribile dei terrori», scrive il 6 giugno, quattro mesi prima della presa del potere bolscevica, e anche il mese prima: «faccio osservare a Valentine, che ne pare stupefatta come d’una rivelazione, che i rivoluzionari dell'89, nonostante le loro illusioni o i loro crimini, erano pur sempre uomini nelle cui anime c'era la cultura cristiana di molti secoli, ciò che ai Russi manca – schiavi che la repentina emancipazione renderà simili a bestie feroci» (Diario, 20 maggio 1917).
Morì per uremia a Bourg-la-Reine la sera del 3 novembre 1917, dopo una lunga e dolorosa malattia renale; è sepolto nel locale cimitero. Nonostante la fama di controrivoluzionario, rendendo omaggio alla sua figura di "intellettuale povero" alle esequie intervenne anche una folta rappresentanza di anarchici.
I suoi lavori esprimono, in apparenza, devozione alla Chiesa Cattolica e, più in generale, un ardente desiderio dell'Assoluto; tuttavia i toni violenti di molte sue opere gli valsero la nomea di integralista religioso che, seppur tradizionalista, risulta duro e sferzante anche con lo stesso clero, al punto di venire pesantemente criticato dai gesuiti e venire paragonato ai dolciniani.
Come Gioacchino da Fiore, Bloy scandiva la storia in tre fasi, corrispondenti alle Persone della Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, la terza epoca di cui si fece apocalittico "profeta". Come il Figlio non è stato accolto dagli Israeliti, così lo Spirito (il Paraclito) sarà rifiutato da molti cristiani. Secondo critici di area più cattolica-ortodossa tradizionale, Bloy, avvezzo fin da giovanissimo alla sconcertante esegesi critica della Bibbia secondo il suo maestro l'abbé Tardif de Moidry, mistico eccentrico, diede diverse interpretazioni eretiche, e nel suo volume Christophe Colomb devant les Taureaux (1890), un'interpretazione del "Nome d'Iddio" con l'uso delle parole: "L'esegesi biblica ha rivelato questa notevole particolarità, che nei libri sacri la parola DENARO è sinonimo e figurativa della parola viva di Dio" ("L'exegese biblique a revelé cette particularité notable, que dans les livres sacrées le mot ARGENT est synonyme et figuratif de la vivant parole de Dieu"). In particolare furono discussi anche i suoi rapporti con il "melanismo" di La Salette, corrente di esoterismo cristiano millenarista legata alla veggente e profetessa mariana Mélanie Calvat e al predicatore Eugene Vintras (per un certo periodo fu seguace di Vintras anche il
prete occultista scomunicato per eresia e blasfemia Joseph-Antoine Boullan, amico di Joris-Karl Huysmans prima della conversione, il quale ne portò all'estremo le teorie, ricavate dalle teorie medievali-rinascimentali di alcuni gioachimiti che predicavano il libertinismo spirituale, onde giustificare il libertinaggio e un culto orgiastico). Il testo di Bloy Il miracolo di La Salette raccoglie i suoi tre saggi sull'evento: Il simbolismo dell'apparizione, Colei che piange e Introduzione alla vita di Melanie. In alcune opere appoggia l'idea sull'apocatastasi dell'origenismo, dichiarata eretica in antichità.
Il suo primo romanzo (Le Désespéré, 1887) rappresentò un attacco furioso nei confronti del razionalismo e contribuì alla sua esclusione dalla comunità letteraria del tempo, inserendosi nella corrente dell'esistenzialismo cristiano e del decadentismo. Politicamente si segnalò come vagamente monarchico legittimista, oltre che reazionario, controrivoluzionario e anti-giacobino, pur non aderendo a partiti politici di nessun tipo, come fecero altri monarchici e reazionari (come l'amico Maritain che aderì per un periodo all'Action française), probabilmente per il suo disprezzo per la politica attiva.
I primi lavori sono pervasi da un romanticismo visionario e da un insistente simbolismo decadente in grado di descrivere il mistero e le tematiche sacre, il tutto puntellato da intensi slanci di entusiasmo, di passione estatica e di amore.
Con i Propos d'un entrepreneur de démolitions (Propositi di un impresario di demolizioni)
del 1884 e dalle pagine del periodico Le Pal (1885), inizia a criticare duramente i vizi di una società conformista e imborghesita, ormai sull'orlo del precipizio. In questi lavori, l'autore alterna osanna a dure invettive verbali ed in questo clima difficile, di disagio, povertà ed emarginazione, scrive i romanzi Le Désespéré (1887) e La Femme pauvre (1897), che elaborano il tema quasi autobiografico dell'uomo genio incompreso e della sola donna adorante e comprensiva.
Seguono i saggi La Cavaliera della Morte (1891, riedito nel 1896, ma scritto diversi anni prima nel 1877, risultando la sua prima opera), testo mistico-poetico e agiografico incentrato su Maria Antonietta come "regina espiatoria", "ghigliottinata giuridicamente dalla canaglia" e descritta con toni visionari magniloquenti, e Le Salut par les Juifs (1892), pamphlet apprezzato da Franz Kafka nonostante l'accusa di antisemitismo gravante su di esso (in realtà, se criticherà Émile Zola sull'affare Dreyfus, Bloy è anche contro il colonialismo francese e l'antisemitismo, il suo è difatti un puro antigiudaismo religioso classico: avendo gli Ebrei rifiutato il Messia, non resta loro che il suo esatto contrario, il danaro, l'altra faccia della divinità, e la sua croce). Tuttavia scrive: «Alcune delle anime più nobili che ho incontrato erano anime ebree. Il pensiero della Chiesa in ogni momento è che la santità è insita in questo popolo eccezionale, unico e imperituro, custodito da Dio, conservato come pupilla del suo occhio, in mezzo alla distruzione di tanti popoli, per il
compimento dei suoi ulteriori scopi.»
Con Le Fils de Louis XVI. Avec un portrait de Louis XVII (incluso nell'edizione italiana de La Cavaliera della morte, assieme a un terzo piccolo saggio su Napoleone Eugenio Luigi Bonaparte, intitolato Il principe nero), Exégèse des lieux communs (1902-1912), Le Sang du Pauvre (1909), Il miracolo di La Salette, L'Ame de Napoléon (1912) e molte altri, lo scrittore continua a sviluppare i suoi concetti fondamentali: una visione della storia umana intesa come espiazione, tramite la sofferenza, che conduce dopo la purificazione alla Città Celeste; una netta esaltazione dell'irrazionale a scapito dell'ambito intellettuale; e un rimpianto dei valori teocratici, riprendendo la visione metastorica di de Maistre, e la filosofia di Bossuet. Per un certo periodo fu un naundorffista, ossia sosteneva che Karl Wilhelm Naundorff fosse Luigi XVII sopravvissuto, e la sua discendenza fosse la vera linea reale di Francia che si sarebbe poi dovuta rivelare "divinamente" al mondo dopo la morte di Enrico di Borbone-Francia (1883). Nell'Esegesi dei luoghi comuni si coglie invece tutta la difficoltà della sua fede: «La creazione lascia molto a desiderare. Anzi diciamo pure che è fallita e abborracciata. Dio non ha fatto quello che ci si aspettava; un operaio che lavorasse come lui non resterebbe per sei giorni in officina.»
Un'influenza letterario-artistica di Bloy è stata riconosciuta su Louis-Ferdinand Céline, sullo scrittore cattolico e antifascista Georges Bernanos, su Ernst Jünger, Jorge Luis Borges (che espressamente lo cita ripetutamente), Henri Bergson, Emil Cioran, Guido Ceronetti e, sia filosoficamente che politicamente, sui resistenti antinazisti cristiani Hans e Sophie Scholl della Rosa Bianca.
Nel 1993, in Italia, la decisione da parte dell'Adelphi di pubblicare Le Salut par le Juifs (con il titolo Dagli Ebrei la salvezza) l'anno seguente, con una recensione di Mario Andrea Rigoni accusata da alcuni intellettuali ebrei di velato antisemitismo determinò una spaccatura all'interno della casa editrice, in quanto per Susanna Zevi, figlia di Alberto, uno dei fondatori, si trattava di "un documento dell'antisemitismo cattolico ottocentesco, pubblicabile soltanto se corredato da commenti e apparati che lo presentino qual è." Attacchi pesanti vennero anche da Cesare Segre che definì il libro "immondo, fanatico, delirante".
L'Adelphi antepose comunque come introduzione una prefazione di Guido Ceronetti, poeta, aforista e traduttore dall'ebraico biblico, di ispirazione neo-gnostica ma notoriamente di posizioni politiche filosemite ed esperto delle opere di Bloy, e rispose alle accuse direttamente con un articolo del proprietario ed editore Roberto Calasso su la Repubblica nel 1994, in cui, tra riferimenti colti, accusò sostanzialmente i critici di tentata censura.
Tale libro era stato in passato elogiato come detto da Franz Kafka (che lo definì "un libro contro l'antisemitismo"), Emmanuel Lévinas, Octave Mirbeau, Paul Claudel, Georges Bernanos, Jorge Luis Borges e, in anni recenti, dalla studiosa universitaria israeliana Rachèle Goëtin.
Lo scrittore francese è stato però altresì anche citato positivamente nella prima omelia di papa Francesco e in altre occasioni dal pontefice.
Citazioni di Bloy sono presenti anche nel romanzo Sottomissione di Michel Houellebecq.
L'astrofisico e sacerdote belga Georges Lemaître, il primo propositore della la teoria del Big Bang, era un ammiratore di Bloy. Lo incontrò all'inizio della sua carriera, desiderando sottoporgli la sua prima esegesi, che mirava a collegare scienza e fede, intitolata Le prime tre parole di Dio (1921), ma la sua opera fu accolta molto male e Bloy gli consigliò di leggere i Padri della Chiesa. Lemaître ne fu deluso; questo è sicuramente uno dei motivi che lo spinsero a modificare il suo pensiero e ad abbandonare la visione concordista (una sorta di creazionismo attenuato).

Opere
Romanzi

Le Désespéré (1887) Il disperato, traduzione di Gennaro Auletta, Vicenza : Edizioni Paoline, 1957, 1959 e 1977 (riveduta e integrata); Castelvecchi, 2018
La Femme pauvre (1897) La donna povera, traduzione di Gennaro Auletta, Milano, IPL, 1956, 1970, 1980 e Fede & Cultura, 2020; trad. F. Mazzariol, Reggio Emilia, Città Armoniosa, 1978;

Saggi
Propos d'un entrepreneur de démolitions (1884)
Le Salut par les Juifs (1892) (La salvezza dai giudei, introduzione e traduzione di Gennaro Auletta,
Milano, Edizioni paoline, 1960; Dagli ebrei la salvezza, con un saggio di Guido Ceronetti, traduzione di Ottavio Fatica e Eva Czerkl, Adelphi, Piccola Biblioteca n. 330, 1994)
La Chevalière de la mort (1896) (La Cavaliera della morte, a cura di Nicola Muschitiello Adelphi, Piccola Biblioteca n. 364, 1996)
Je m'accuse (1900)
Le Fils de Louis XVI. Avec un portrait de Louis XVII (1900)
Exégèse des lieux communs (1902-1912) (Esegesi dei luoghi comuni, traduzione di Gennaro Auletta, Milano, Ediz. Paoline, 1960; a cura di Valeria Gianolio, traduzione di Gennaro Auletta, Genova, Il melangolo, 1993; trad. di S. Teroni, Prato, Piano B, 2011)
Belluaires et porchers (1905)
Celle qui pleure (1908)
Le Sang du Pauvre (1909) (Il sangue del povero, traduzione di Rina Detti, Firenze, C. CYA,1947; introduzione e traduzione di Gennaro Auletta, Milano, Edizioni paoline, 1961; a cura di Giancarlo Pavanello, Milano, SE, 1987)
L'Âme de Napoléon (1912) (L'anima di Napoleone, traduzione e studio di Domenico Giuliotti, Firenze, Rinascimento del Libro, 1927; Milano, Edizioni Paoline, 1960)
Jeanne d'Arc et l'Allemagne (1915)
Constantinople et Byzance (1917) (Costantinopoli e Bisanzio, a cura di Graziano Lingua, prefazione di Olivier Clément, Milano, Medusa, 2003)
Dans les ténèbres (postumo, 1918) (Nelle tenebre e pensieri scelti dal diario, a cura di Vittorio Di Giacomo, Roma, Anonima Veritas Editrice, 1946; Nelle tenebre, traduzione di Giancarlo Marinelli, Roma, EL, 1995)
Le Symbolisme de l'apparition, (postumo, 1925) (Il miracolo di La Salette, prefazione Alessandro Zaccuri ; traduzione e postfazione Mario Porro, Milano : Medusa, 2012

Racconti e novelle
Sueur de sang (1893) (Sudore di sangue, traduzione di Felicia Lustri ; introduzione di Giuliano Vigini, Milano, Bibliografica, 1992
Histoires désobligeantes (1894) (Storie sgradevoli, a cura di Jorge Luis Borges, Milano, Franco Maria Ricci, 1975; Milano, A. Mondadori, 1989; Il telefono di Calipso e altre Storie sgradevoli, traduzione di Emanuela Schiano di Pepe, Genova, Il melangolo, 2012)

Diari
Le Mendiant ingrat (1898) (Il mendicante ingrato : diario 1892-1895, a cura di Vito Sorbello, Palermo, Novecento, 2003)
Mon Journal (1904)
Quatre ans de captivité à Cochons-sur-Marne (1905)
L'Invendable (1909)
Le Vieux de la montagne (1911)
Le Pèlerin de l'Absolu (1914) (Il pellegrino dell'assoluto : diari 1892-1917, introduzione di Sergio Quinzio, traduzione di Francesco Maria Petrone, Roma, Città nuova, 1992
Au seuil de l'Apocalypse (1916)
La Porte des humbles (postumo, 1920)
Diario : la fede, l'impazienza, il povero, il soprannaturale, a cura di Daniele Garota, traduzione e note di G. Marinelli, Padova, Messaggero, 2001)

Corrispondenza
Lettres à sa fiancée (1922), (Lettere alla fidanzata, traduzione di Ferruccio Rubbiani, Roma, Formiggini, 1926; Mia Jeanne amata, mio unico amore, traduzione di Paola Leoni, Reggio Emilia, Città armoniosa, 1977; Lettere a Jeanne Molbeck, traduzione di Giovanni Riva, notizia di Antonio De Petro, Reggio Emilia, Città armoniosa, 1990; Lettere alla fidanzata, traduzione, nota critica, biografica e bibliografica a cura di Giuliano Vigini, Torino, Nino Aragno, 2001)

Antologie in italiano
La fede impaziente, traduzione di Emiliano Zazo, Milano, V. Bompiani e C., 1946
Tristezza e gioia del cristiano, testi scelti da Gennaro Auletta, Torino, Libreria dottrina cristiana, stampa 1960
Un cattolico credente, a cura di Grazia Maggi, Vicenza, La locusta, 1965
Pagine scelte raccolte da Raissa Maritain, presentate da Jacques Maritain, traduzione di L. Castiglione, Torino, SEI, 1968
Miei contemporanei, a cura di Adriano Marchetti, Franca Santini, Gianni Scalia, Rimini, Panozzo, 1988
La tristezza di non essere santi : antologia dagli scritti, traduzione, introduzione e scelta dei brani a cura di Giuliano Vigini, Milano, Paoline, 1998

venerdì 29 marzo 2024

ALLILUEVA Svetlana (1926 - 2011)

 

Svetlana Allilueva,
o Allilujeva, nata Svetlana Iosifovna Stalina, successivamente nota come Lana Peters (Mosca, 28 febbraio 1926 – Richland Center, 22 novembre 2011), è stata una scrittrice sovietica naturalizzata statunitense, figlia di Iosif Stalin e della sua seconda moglie Nadežda Allilueva, nonché l'ultima figlia superstite della famiglia.
Nel 1966, tredici anni dopo la morte di suo padre, quando il processo di destalinizzazione dell'Unione Sovietica era stato avviato già da molto, Svetlana Allilueva decide di fuggire dal suo Paese, e di trasferirsi negli Stati Uniti, a New York. Nel 1967 pubblica il libro Twenty Letters to a Friend (Venti lettere a un amico), per la casa editrice Harper & Row. Il libro riporta le memorie della figlia del politico che per vent'anni resse i destini dell'URSS. Tre anni dopo, nel 1970, a Mosca le autorità annunciano di averla privata della nazionalità sovietica.
Nata nel febbraio 1926, come molti figli di alti ufficiali della nomenklatura, Svetlana e suo fratello maggiore Vasilij furono cresciuti dalla balia Aleksandra Bychkova, vedendo i loro genitori solo in saltuarie occasioni. Sua madre, Nadežda Allilueva, seconda moglie di Stalin, morì il 9 novembre 1932, quando Svetlana aveva solo sei anni. Secondo le fonti ufficiali, la morte di Nadežda avvenne a causa di una peritonite acuta, risultato di un'appendicite; varie altre teorie sono state elaborate, quali il suicidio, o l'omicidio su ordine di Stalin, o ad opera di Stalin stesso.
Svetlana si innamorò a sedici anni del regista ebreo Aleksej Kapler, allora quarantenne, ma Stalin non era assolutamente d'accordo con questa storia d'amore. Così, successivamente, Kapler nel 1943 fu internato nel gulag di Vorkuta, nell'estremo nord della Russia, mentre nel 1948, condannato nuovamente, fu costretto al lavoro forzato in un gulag nei pressi di Inta. Il regista «fu rilasciato solo nel luglio 1953, dopo la morte di Stalin. Kapler riprese quindi a lavorare nel cinema e in televisione».
A 17 anni si innamorò di un compagno dell'Università di Mosca, Grigorij Morozov, anch'egli ebreo. Il padre permise alla coppia di sposarsi, anche se giurò di non incontrare mai lo sposo. Dopo la nascita di un figlio, Joseph, nel 1945, la coppia divorziò nel 1947. Il secondo marito di Svetlana era uno stretto collaboratore di
Stalin, Jurij Ždanov (figlio del suo braccio destro, Andrej Ždanov). I due si sposarono nel 1949, ed ebbero una figlia, Ekaterina, nel 1950, ma anche questo matrimonio si dissolse poco dopo.
Dopo la morte del padre nel 1953, Svetlana adottò il cognome da nubile della madre e lavorò come insegnante e traduttrice a Mosca. Nel 1963 incontrò ed entrò in intimità con un comunista indiano in visita nella capitale sovietica, Brajesh Singh. Egli fece ritorno a Mosca nel 1965, per lavorare come traduttore, ma ai due non venne permesso sposarsi. Singh morì nel 1966 e a Svetlana venne concesso di viaggiare in India per riportare le ceneri alla famiglia, in modo da poterle versare nel Gange. Svetlana restò in India per due mesi e si immerse nella cultura locale.
Il 6 marzo 1967, dopo aver visitato l'ambasciata sovietica di Nuova Delhi, la Allilueva si recò all'ambasciata statunitense e fece formale richiesta di asilo politico all'ambasciatore Chester Bowles. L'asilo le fu concesso. Per evitare che, conseguentemente alla concessione dell'asilo, il governo indiano potesse subire ritorsioni da parte dell'Unione Sovietica, venne fatto in modo che lasciasse immediatamente il paese per la Svizzera, via Roma. Rimase in Svizzera per sei settimane, prima di proseguire per gli Stati Uniti.
Al suo arrivo, nell'aprile 1967, la Allilueva tenne una conferenza stampa in cui denunciò il regime del padre e il governo sovietico. La sua intenzione di pubblicare l'autobiografico Twenty Letters To A Friend, nel cinquantesimo anniversario della Rivoluzione d'ottobre, provocò rabbia in URSS, e il governo minacciò di pubblicare una versione non autorizzata; la pubblicazione in Occidente venne quindi anticipata, e quel particolare caso diplomatico venne disinnescato. A causa dell'alto
profilo della defezione di Svetlana Allilueva, della sua schiettezza e delle sue connessioni in quanto figlia di Stalin, l'Unione Sovietica chiese e ottenne dagli Stati Uniti, nel dicembre 1967, un'assicurazione che, prima di concedere futuri asili politici, il governo statunitense avrebbe permesso a funzionari sovietici di interrogare i richiedenti.
Nel 1970 la Allilueva rispose ad un invito della vedova di Frank Lloyd Wright, Olgivanna Wright, a visitare Taliesin West a Scottsdale, in Arizona. Come descrisse nell'autobiografico Faraway Music, Olgivanna credeva nel misticismo e si era convinta che Svetlana fosse una sostituta spirituale della propria figlia, anch'essa di nome Svetlana, che aveva sposato il capo apprendista di Wright, William Wesley Peters, ed era morta in un incidente stradale un anno prima. Incredibilmente la Allilueva si recò in Arizona, accettò di sposare Peters nel giro di qualche settimana (le nozze ebbero luogo negli Stati Uniti nel 1971), si spostò con la Taliesin Fellowship tra Scottsdale e Spring Green, e adottò il nome di Lana Peters. La coppia ebbe una figlia, Olga. La Allilueva ebbe, per sua stessa ammissione, rispetto e affetto per Wes Peters, ma il loro matrimonio si dissolse a causa delle pressioni e dell'influenza della vedova Wright.
Nel 1982 si trasferì con la figlia a Cambridge, in Inghilterra, e nel 1984 ritornò in Unione Sovietica, dove lei e la figlia ottennero la cittadinanza e si stabilirono a Tbilisi. Nel 1986 la Allilueva ritornò negli Stati Uniti, e successivamente a Bristol negli anni novanta. Gli ultimi anni di vita li ha trascorsi in una casa di riposo nel Wisconsin. Svetlana si fece battezzare nella Chiesa ortodossa russa e fu coinvolta dalla sua religiosità tanto che in un momento della sua vita voleva farsi suora. In seguito il prete italo-americano padre Garbolino la convinse ad andare in pellegrinaggio a Fátima e in New Jersey fu influenzata da due fratelli (un fratello e una sorella) cattolici e si convertì al cattolicesimo a Cambridge il giorno di Santa Lucia del 1982. Morì a Richland Center il 22 novembre 2011, all'età di 85 anni, per complicazioni di un carcinoma del colon-retto. La sua morte fu annunciata solo il 29 novembre.

Opere
Twenty Letters to a Friend (titolo originale: Dvadcaj Pisem'k drugu, autobiografia, pubblicata a Londra nel 1967, scritta nel 1963). Edizione in lingua italiana: Venti lettere ad un amico, traduzione di Pietro Zveteremich, Collezione Le scie, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1967.
Only One Year (New York, 1969), Edizione in lingua italiana: Soltanto un anno. L'anno cruciale che ha fatto della figlia di Stalin il simbolo delle contraddizioni della nostra epoca, traduzione di Pietro Zveteremich, Collezione Le scie, Milano, A. Mondadori, 1970.
Faraway Music (India, 1984, Mosca, 1992)

giovedì 28 marzo 2024

LONDON Jack (1876 - 1916)

 

Jack London
, all'anagrafe John Griffith Chaney London (San Francisco, 12 gennaio 1876 – Glen Ellen, 22 novembre 1916), è stato uno scrittore, giornalista e drammaturgo statunitense, noto per romanzi come Il richiamo della foresta, Martin Eden, Zanna Bianca, Il tallone di ferro, Il vagabondo delle stelle, Il lupo dei mari e La peste scarlatta.
La sua vita fu caratterizzata da attività e interessi personali diversi, coerenti con uno stile di vita vagabondo: fu strillone di giornali, pescatore clandestino di ostriche, lavandaio, cacciatore di foche, corrispondente di guerra (guerra russo-giapponese), agente di assicurazioni, pugile, coltivatore e cercatore d'oro, prima di realizzarsi, dopo innumerevoli tentativi, come scrittore di successo; infine morì nel 1916 forse per suicidio o per un'accidentale overdose di antidolorifici.
Jack London nacque a San Francisco in California nel 1876, figlio naturale (secondo Clarice Stasz e altri biografi professionisti) di un astrologo ambulante irlandese, William Henry Chaney, e di Flora Wellman figlia di un ricco inventore dell'Ohio. Il padre si disinteressò di lui, anche perché otto mesi dopo la sua nascita la madre si sposò con John London, contadino vedovo con due figli. Jack venne cresciuto dalla madre e dal padre adottivo. Terminata la scuola elementare nel 1889, London iniziò a passare da un lavoro all'altro frequentando compagnie assai poco raccomandabili, come ladri e contrabbandieri. Dopo numerose esperienze lavorative, tornò a Oakland per frequentare la Oakland High School, dove partecipò alla redazione del giornale scolastico, The Aegis.
Durante la gioventù, London venne mandato in diversi centri di rieducazione dove visse per diversi mesi.
A partire dal 1894 London aderì al socialismo sulle idee di Karl Marx, battendosi in difesa delle fasce deboli della società, partecipando ad esempio a una marcia di disoccupati su Washington per chiedere al Presidente il finanziamento di programmi di lavori pubblici
contro la povertà e la mancanza di lavoro (richiesta che precorreva di decenni il New Deal Roosveltiano). Abbandonata questa marcia, si diede al vagabondaggio per gli Stati Uniti d'America, di cui tenne un diario trasformato anni dopo nel romanzo itinerante The Road.
Nel 1894, volendo iscriversi alla Berkeley University, decise di concludere gli studi secondari, finanziandosi con lavoretti di pulizia nella scuola, sul giornale della quale scrisse alcuni racconti ispirati soprattutto a Stevenson e Kipling. Si iscrisse a Berkeley, due anni dopo e si diede a un'intensa e variegata attività politica, con orizzonti la giustizia sociale e corrispondenti lotte organizzate, interessandosi anche a Darwin, Herbert Spencer, Nietzsche e all'evoluzionismo condividendo le teorie relative alla sopravvivenza del più forte sul più debole proprie del darwinismo sociale e condividendo anche la teoria dell'oltreuomo, la quale sostiene che il concetto di lotta per la vita e la morte debba essere la regola delle comunità umane. Nel 1897 lasciò l'università a causa di problemi finanziari.
Il 12 luglio 1897, il ventunenne London venne a conoscenza della scoperta di ricchi giacimenti d'oro nel Klondike, sul confine fra Canada e Alaska, e con il marito di sua sorella, il capitano Shepard, salpò per unirsi alla Klondike Gold Rush, corsa all'oro che aveva il suo centro a Dawson City, dove incappò in avventure e disavventure d'ogni tipo, spesso tragiche e crudeli, che sarebbero state fonti ispiratrici di molti suoi scritti. Come tanti altri malnutriti cercatori d'oro, London sviluppò lo scorbuto.
Nel 1898 rientrò a San Francisco con un misero sacchetto d'oro, che gli fruttò pochi dollari. Si dedicò allora intensamente al lavoro letterario, riuscendo a far pubblicare solo una minima
parte dei suoi numerosi scritti. Fra la fine del XIX secolo e il 1916 London giunse finalmente al successo, seppur con alti e bassi notevoli, come scrittore, giornalista e inviato speciale, e ben presto divenne uno tra i più prolifici, famosi e meglio retribuiti scrittori del suo tempo: in tutta la sua carriera letteraria scrisse oltre 50 volumi.
Intanto nel 1900 aveva sposato Elisabeth Maddern, da cui ebbe due figlie, Joan e Bessie, ma dalla quale si separò nel 1904 per sposare l'anno successivo la scrittrice e attivista Charmian Kittredge, con cui aveva già da tempo una relazione segreta. Con la nuova moglie non ebbe prole ma Charmian fu per lui compagna affezionata fino alla fine della sua vita, accompagnandolo nei suoi viaggi, sostenendolo nelle sue iniziative e collaborando concretamente alle sue opere letterarie.
Nel 1903, dopo un viaggio nel Regno Unito, scrisse Il richiamo della foresta, pubblicato in seguito in circa 6.500.000 di copie solo in lingua inglese, ma pagato all'autore una somma irrisoria, diritti compresi. Dopo il successo del suo romanzo più famoso, London si dedicò interamente all'attività letteraria, trattando i temi sociali che suscitavano via via i suoi interessi. Tra gli appassionati di fantascienza tuttavia i suoi racconti godono fama di classici in netto anticipo sui tempi, sebbene questo lato della sua attività sia poco noto al grande pubblico. In numerosi di questi scritti ricorre il tema del 'giorno dopo', che descrive un'umanità ritornata ai primordi o in procinto di farlo e prospetta anticipazioni dell'ancora inesistente 'guerra batteriologica', contro una Cina divenuta enormemente popolosa e pericolosamente concorrenziale sul piano produttivo.
Nel 1904 salpò per la Corea, dove seguì, come corrispondente, la guerra russo-giapponese.
L'esperienza durò circa sei mesi, durante i quali fu più volte arrestato dalle autorità giapponesi. Dopo il primo arresto fu rilasciato attraverso l'intervento dell'ambasciatore statunitense Lloyd Griscom. Durante il viaggio in Corea, fu nuovamente arrestato dalle autorità per essersi avvicinato troppo al confine con la Manciuria senza il permesso ufficiale e fu rimandato a Seul. Rilasciato gli fu permesso di viaggiare con l'esercito imperiale giapponese fino al confine e di osservare la battaglia di Yalu. Del terzo arresto non si sa nulla, mentre il quarto ed ultimo avvenne per aver aggredito i suoi assistenti giapponesi, che accusò di aver rubato il foraggio per il suo cavallo. Per liberarlo fu necessario l'intervento personale del presidente Theodore Roosevelt. London nel giugno 1904 lasciò definitivamente il fronte.
Nel 1905, acquistò un ranch di 1.000 acri (4,0 km quadrati) ubicato a Glen Ellen, Sonoma County, California sul versante orientale del Monte Sonoma, ma fu un disastro finanziario. Stasz, suo simpatizzante, considera il suo progetto potenzialmente fattibile ma attribuisce il successivo fallimento a sfortuna o all'essere stato in anticipo sui tempi. Kevin Starr invece ritiene che London fosse stato distratto da altre occupazioni e soprattutto dal suo problema di sempre: l'alcolismo. L'area costruita fu chiamata Wolf House ma, proprio mentre l'edificio stava per essere ultimato, fu distrutto da un incendio. I resti di pietra del ranch sono ora un monumento storico nazionale protetto nel Jack London State Historic Park.
Nel 1906 decise di farsi costruire uno yacht per effettuare, in sette anni, il giro del mondo, cosa che non farà mai. Fra il 1907 e il 1909 viaggiò e soggiornò nei Mari del Sud e in Australia e nel frattempo diede alle stampe Il tallone di ferro, romanzo fantapolitico che immagina la presa del
potere, negli Stati Uniti d'America, da parte di una ristretta oligarchia dittatoriale, con situazioni che sembrano precorrere la nascita dei regimi nazi-fascisti ma anche mettere in evidenza il carattere disumano e dispotico della stessa società capitalistica.
Nel 1909 venne pubblicato il lungamente preparato Martin Eden, una sorta di libera autobiografia in terza persona, che ottenne grande successo di pubblico.
Durante l'ultimo viaggio, avvenuto nel 1915, London incontrò il surfista Kahanamoku, il principe Jonah Kūhiō Kalaniana'ole, l'ex regina delle Hawaii Lili'uokalani e molti altri, per poi tornare nel suo ranch nel luglio 1916.
Il 22 novembre 1916 venne ritrovato cadavere in un cottage nel suo ranch, probabilmente a causa di un'overdose di antidolorifici. Aveva solo 40 anni. Pur essendo stato sempre un uomo robusto, nell'arco della sua travagliata esistenza era stato colpito da gravi malattie tra cui lo scorbuto, contratto nel Klondike e da infezioni tropicali durante i viaggi sullo Snark. Soffriva inoltre di insufficienza renale, ma nonostante tutti questi problemi non smise mai di lavorare. Va ricordato inoltre che al momento della sua morte l'alcolismo era in fase avanzata e per alleviare le sofferenze assumeva molti antidolorifici, tra cui morfina e oppio, sostanze allora liberamente vendute in farmacia.
Si è dibattuto a lungo sulla sua morte. Si è sostenuta particolarmente la tesi del suicidio, quella di un'overdose puramente accidentale e quella di una necessità di assumere molti farmaci, a causa del dolore fisico, anche sfiorando il limite e alla fine superandolo e incorrendo
nell'overdose fatale. Il certificato di morte riporta invece come causa del decesso l'uremia come conseguenza di insufficienza renale cronica.
Un recente studio realizzato negli Stati Uniti d'America da medici della divisione di nefrologia e ipertensione della facoltà di Medicina della University of North Carolina, partendo dal fatto che lo scrittore in una fotografia presenta sul viso i segni di una dermatite da mercurio, metallo utilizzato nella terapia della sifilide, ha sostenuto che è verosimile che questa malattia venerea possa essere stata la causa della sua morte assieme all'avvelenamento da mercurio la cui tossicità avrebbe accelerato il decorso fatale, anziché rallentarlo.
Come riportato nel suo romanzo Il tallone di ferro, Jack London conosceva le confraternite filomatiche, in particolare quella di Chicago. La sua appartenenza all'ordine filomatico, comunque, non è stata mai smentita dall'Associazione Filomati, che in Italia ha sempre promosso i libri del romanziere, in particolare, per l'attenzione che lo scrittore volse verso i disagiati e gli emarginati. Questo particolare piglio "socialista" di London è stato ripreso in Il popolo dell'abisso, testo redatto in forma diaristica ed in cui egli stesso ne è protagonista in un suo soggiorno a Londra, dove tra l'altro conobbe l'Esercito della Salvezza.

Opere
Romanzi
The Cruise of the Dazzler, New York, Grosset & Dunlap, 1902. / La crociera della Saetta, Sesto San Giovanni, Barion, 1931.
A Daughter of the Snows, New York, Grosset & Dunlap, 1902. / La figlia delle nevi, Milano, Modernissima, 1925.
The Call of the Wild, New York, Macmillan & co., 1903. / Il richiamo della foresta, Milano, Modernissima, 1924.
The Sea Wolf, New York, The Jack London Society, 1904. / Il lupo di mare, Milano, Morreale, 1924; Il lupo dei mari, Milano, Sonzogno, 1927.
The Game, New York-London, The Macmillan Co., 1905. / Il romanzo di un boxeur, Milano, Sonzogno, 1928; La sfida, Roma, Tascabili Economici Newton, 1994.
White Fang, New York, Grosset & Dunlap, 1906. / Zanna Bianca, Milano, Modernissima, 1925.
Before Adam, New York, The Regent press, 1907. / Prima di Adamo, Milano, Modernissima, 1926.
The Iron Heel, New York, The Macmillan Co., 1908. / Il tallone di ferro. Romanzo di previsione sociale, Milano, Modernissima, 1925.
Martin Eden, New York, The Jack London Society, 1908. / Martin Eden, Milano, Modernissima, 1925.
Burning Daylight, 1910. / Radiosa aurora, Milano, Modernissima, 1926; Burning Daylight, Mattioli1885, Fidenza 2008.
Adventure, 1911. / L'avventura, Milano, Sonzogno, 1927.
The Scarlet Plague, 1912. / La peste scarlatta, Milano, Modernissima, 1928;Il morbo scarlatto, Milano, Nord, 1996.
The Abysmal Brute, New York, The Century Co., 1913. / Il bruto delle caverne
The Valley of the Moon, 1913. / La valle della Luna. Romanzo californiano, Milano, Monanni, 1928.
The Mutiny of the Elsinore, 1914. / La rivolta dell'Elsinore, Milano, Modernissima, 1928; L'ammutinamento della Elsinore, Sesto San Giovanni, Barion, 1931; L'ammutinamento dell'Elsinore, Mattioli1885 (Fidenza, 2011)
The Star Rover oppure The Jacket, 1915. / Il vagabondo delle stelle, Milano, Modernissima, 1928.
The Little Lady of the Big House, 1916. / La piccola signora della grande casa, Milano, Modernissima, 1927.
Jerry of the Islands, 1917. / Jerry delle isole, Milano, Modernissima, 1928.
Michael, Brother of Jerry, 1917. / Micaèle, fratello di Jerry, cane da circo, Milano, Modernissima, 1928; Michael, fratello di Jerry, Milano, Mursia, 1959.
Hearts of Three, 1920. / Tre cuori in lizza, Milano, Modernissima, 1928. [tratto da una
sceneggiatura di Charles Goddard]
Eyes of Asia, 1924. [lasciato incompiuto, col titolo di Cherry, completato dalla moglie Charmian Kittredge London]
The Assassination Bureau, Ltd iniziato da Jack London e terminato su note di Jack London dopo la sua morte da Robert L. Fish. È stato pubblicato nel 1963. / Assassini S.p.A.', Milano, Rizzoli, 1965.

Racconti
Il titolo principale è riferito alla prima raccolta in volume; 
Il figlio del lupo (The Son of the Wolf, 1900)
Il Dio dei suoi padri (The God of His Fathers and Other Stories, 1901)
I figli del gelo (Children of the Frost and Other Stories, 1902) 
La fede degli uomini (The Faith of Men and Other Stories, 1904)
Racconti della pattuglia guardiapesca (Tales of the Fish Patrol, 1905) 
Faccia di luna (Moon-Face and Other Stories, 1906)
L'amore della vita (Love of Life and Other Stories, 1907) 
Perdere la faccia (Lost Face, 1910) 
Quando Dio ride (When God Laughs and Other Stories, 1911) 
Racconti dei mari del Sud (South Sea Tales, 1911)
La casa dell'orgoglio (The House of Pride and Other Tales of Hawaii, 1912)
Un figlio del sole (A Son of the Sun, 1912)
"Smoke" Bellew (Smoke Bellew, 1912)
Nato di notte (The Nightborn, 1913)
Le tartarughe di Tasman (The Turtles of Tasman, (1916)
Il Dio Rosso (The Red One, 1918)
Sulla stuoia di Makaloa (On the Makaloa Mat, 1919)
Coraggio olandese (Dutch Courage and Other Stories, 1922)

Racconti non presenti in nessuna di queste raccolte:
Two Gold Bricks, set 1897
Mille volte morto oppure Le mille e una morte (A Thousand Deaths, mag 1899)
Il giorno del Ringraziamento a Slav Creek (Thanksgiving On Slav Creek, 1900)
Come si manda avanti una casa nel Klondike (Housekeeping in the Klondike, 1900)
Il vagabondo (The Tramp, 1901)
Come sono diventato socialista (How I Became a Socialist, 1903)
Un'arrampicata sulla slavina (Up the Slide, 1906)

Teatro
Scorn of Women, 1906
Theft, 1910
Daughters of the Rich: A One Act Play, 1915
The Acorn Planter: A California Forest Play, 1916
The First Poet, 1916 (scritta da George Sterling, che chiese a London di pubblicarla a nome suo)
A Wicked Woman. In The Human Drift, 1917 (rappresentato per la prima volta come Her Brother's Clothes a San Francisco nel 1910)

Memorie
Il diario del vagabondo (The Tramp Diary, 1894; appunti di viaggio)
La strada (The Road, 1907; raccolta di nove articoli apparsi su Cosmopolitan tra il 1906 e il 1907)
La crociera dello Snark (The Cruise of the Snark, 1911; diari di viaggio) / trad. di Maria Luisa Giartosio de Courten, Roma, Sampietro, 1958; Collana Gli struzzi n.326, Torino, Einaudi, 1987 / trad. di Laura Nicoletta Zema e Maria Cristina Zema, Collana Le pagine del mare, Milano, Effemme, 2004. / trad. di Carlo Padovani, Fidenza, Mattioli 1885, 2018
John Barleycorn. Memorie alcoliche oppure Ricordi di un bevitore (John Barleycorn, 1913; autobiografia) / traduzione di Davide Sapienza, Fidenza, Mattioli 1885, 2010

Saggi
The Kempton-Wace Letters, 1903. [dialogo epistolare scritto in collaborazione con Anna Strunsky]
Il popolo degli abissi o Il popolo dell'abisso (The People of the Abyss, New York, Grosset & Dunlap, 1903), Milano, Corticelli, 1928. [studio sociologico sulle condizioni di vita dell'East End di Londra]
Guerra di classe (War of the Classes, New York, The Regent Press, 1905), Camerano, Gwynplaine, 2009.
Rivoluzione (Revolution and Other Essays, New York, Macmillan, 1910), Fidenza, Mattioli 1885, 2007.
Il flusso umano (The Human Drift, New York, Macmillan, 1917).

Saggi non pubblicati:
L'azione efficace e la stupidità collettiva (1902-1903)

Opere pubblicate in italiano
Il richiamo della foresta, trad. Gastone Rossi, Sonzogno 1928; trad. Dienne Carter e Gian Dàuli, Modernissima 1928
I cercatori d'oro (poi ristampato come L'amore della vita), trad. G. Delaudi, Monanni 1928 (racconti)
Il tallone di ferro, Monanni 1928 (romanzo)
La valle della luna, trad. G. Delchiaro, Monanni 1928
L'avventura di Giovanna Lackland, trad. Gianni D'Arezzo, Modernissima 1928
La rivolta dell'Elsinore (stampato anche come L'ammutinamento dell'Elsinore), trad. Mario Benzi, Modernissima 1928; trad. Giuseppina Taddei, Bietti 1931; Barion 1940; trad. Mario Malatesta, Sonzogno 1931, trad. Mario Malatesta, 1952, trad. Livio Crescenzi e Silvia Zamagni, Mattioli 1885 - 2011
Tre cuori in lizza, Modernissima 1928
La figlia delle nevi, trad. Giovanni Marcellini, Modernissima 1928; trad. Adelel Levi, Barion 1929
Il vagabondo delle stelle, trad. di G. Delchiaro, Monanni 1928; trad. di S. Manferlotti, Adelphi 2005
La guardia di pesca, trad. Gastone Rossi, Sonzogno 1928
Jerry delle isole, trad. Gian Dàuli, Modernissima 1928
Zanna bianca, trad. Gian Dàuli, Modernissima 1928
Il lupo dei mari (stampato anche come Il lupo di mare), trad. Gastone Rossi, Sonzogno 1928; trad. Mario Benzi, Barion 1929; trad. Amy Coopmans De Yoldi, Longanesi 1972
Martin Eden, trad. Gastone Rossi, Sonzogno 1928; trad. Gian Dàuli, Modernissima 1928; trad. Mario Benzi, Bietti, 1928; trad. Amy Coopmans de Yoldi, Longanesi 1972; trad. Giovanni Baldi,
Garzanti 1989; trad. C. Scerbanenco, Frassinelli 1997.
Nella tempesta, trad. Dienne Carter e Gian Dàuli, Modernissima 1928
La peste scarlatta, trad. Dienne Carter e Gian Dàuli, Modernissima 1928
La piccola signora della grande casa, trad. Aldo Traverso e Gian Dauli, Modernissima 1928
Tre cuori in lizza, trad. Mario Benzi, Modernissima 1928
Quando Dio ride, trad. Gian Dàuli, Modernissima, 1928; Bietti 1930; Edizioni Lindau 2017
Il popolo dell'abisso, trad. Gianni D'Arezzo, Corticelli 1928; trad. Giovanni Marcellini, Modernissima 1928; Bietti 1930
Radiosa aurora, trad. Gastone Rossi, Sonzogno 1928
Racconti del Mare del Sud, trad. Teresa Novi, La nuova Italia 1928
Ricordi di un bevitore, trad. Dienne Carter e Gian Dàuli, Delta 1928; sotto il titolo "Memorie", trad. G. Delchiaro, Monanni 1929
Il dio rosso - Il pianto di Ah Kim, trad. Tullio Silvestri, Barion 1929
Il Dio dei suoi padri, trad. Tullio Silvestri, Modernissima 1929
Micaele, fratello di Jerry, cane da circo, trad. Gian Dauli, Modernissima 1929
All'osteria dell'ultima fortuna, trad. Lucia Krasnik, Modernissima 1929
L'avventura, trad. Rosalia Gwis Adami, Bietti 1929; Essedue edizioni 1982
I figli del gelo, trad. Ida Lori, Bietti 1929
I cercatori d'oro, trad. G. Delchiaro, Monanni 1929
La strada, trad. L. Viscardini, Modernissima 1930
Fumo Bellew, Barion 1931
Memorie, Monanni 1931
Il figlio del lupo, Barion 1936
La peste scarlatta, Barion 1936 (comprende altri otto racconti), Adelphi 2000 (a cura di Ottavio Fatica).
Sui mari del sud, Sonzogno 1961
" Michael cane da circo", titolo originale: Michael brother of Jerry, traduzione Carla Ferri,prefazione e note Gemma Villa Guglielmetti,Milano Bietti 1967
Assassini S.p.A., traduzione di Maria Gallone, I Delfini Fabbri Editori, 2003, Bergamo
Le mille e una morte, a cura di O. Fatica, Adelphi 2006
Il nemico del mondo, (Finisterrae, Mantova, 2008).
Guerra di classe. Il sogno di Debs. Saggi sulla lotta di classe negli Stati Uniti e un racconto, a cura di Orlando Micucci, prefazione di Valerio Evangelisti, traduzione di Laura Emilia Barchiesi, Gwynplaine, 2009.
Opere complete di Jack London a cura di Gian Dàuli: Confessione, Sul treno, Figure, Acciuffato, Il Penitenziario, Vagabondi che passan nella notte, Sbarazzini e ladruncoli, Duemila vagabondi, Poliziotti, Radiosa aurora; Appunto di Mamas Patata per Mavalepami.
Guerra alla Cina. L'inaudita invasione, O barra O Edizioni, Milano, 2012
L'avventura, Leone Editore, Milano, 2014.
Prima di Adamo, Leone Editore, Milano, 2011.
Preparare un fuoco, Mattioli 1885, Fidenza 2007 traduzione di Davide Sapienza 
Cacciatore di anime, Mattioli 1885, Fidenza 2009 traduzione di Davide Speranza 
Oltre la morte, traduzione di Marcello Figoni, prefazione di Dario Pontuale, Illustrazioni di Ilenia Loddo, Black Dog, Savona, 2024.
La classica faccia da pugile, Mattioli 1885, Fidenza 
Jack London, Accendere un fuoco, traduzione di Riccardo Mainetti, Prefazione di Sara Staffolani, flower-ed, Roma 2020
Il messiciano, a cura di Giampaolo Mascheroni, La Vita Felice, Milano 2020
Koolau il lebbroso, a cura di Giampaolo Mascheroni, La Vita Felice, Milano 2021
I favoriti di Mida, a cura di Valeria Laura Carozzi, La Vita Felice, Milano 2021.

mercoledì 27 marzo 2024

LEBLANC Maurice (1864 - 1941)

 

Maurice Marie Émile Leblanc
 (Rouen, 11 dicembre 1864 – Perpignano, 6 novembre 1941) è stato uno scrittore francese. È conosciuto principalmente quale creatore del ladro gentiluomo Arsenio Lupin, spesso definito la controparte francese del personaggio Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, dal momento che nelle sue opere racconta che Lupin sfida "Herlock Sholmes".
Nacque a Rouen, in Normandia, nel 1864. Dopo un breve soggiorno in Scozia tra il 1870 e il 1871, terminò gli studi preuniversitari nella natia Rouen, dopo di che abbandonò gli studi in legge e si spostò a Parigi, dove iniziò a scrivere racconti gialli. Le sue novelle, che furono largamente influenzate da scrittori quali Gustave Flaubert e Guy de Maupassant, vennero apprezzate dalla critica, ma inizialmente non ebbero grande successo commerciale. Era generalmente considerato poco più di uno scrittore di brevi storie per gli svariati periodici francesi di quell'epoca e, proprio in uno di questi, apparve per la prima volta Arsenio Lupin, nel 1905. Probabilmente influenzato dal grande successo di Sherlock Holmes, e in reazione a esso, l'intrigante ladro gentiluomo portò inaspettatamente l'autore al successo.
Nel 1907 incominciò a scrivere vere e proprie novelle incentrate su Lupin, ottenendone buoni profitti, assieme alle buone critiche, tanto da essere spinto a dedicare la sua intera carriera esclusivamente a questo personaggio. A differenza di Arthur Conan Doyle, che a volte tentò opere di maggiori ambizioni letterarie, non sembrò mai stancarsi del suo personaggio e continuò a scriverne fino agli anni trenta. Nel 1921 venne premiato con la Legion d'onore per la sua opera.
Morì a Perpignan nel 1941 e nell'ottobre del 1947 la salma fu traslata nel cimitero di Montparnasse a Parigi.

Opere
Bibliografia parziale
Des couples (1890), racconti.
Una donna (Une femme, 1893), romanzo.
Armelle et Claude (1897).
Voici des ailes (1898), romanzo
Les lèvres jointes (1899)
L'enthousiasme (1901) (romanzo autobiografico).
Un vilain couple (1901)
Un gentiluomo (Un gentleman, 1903), racconto
Service d'ami (1904), racconto
Gueule rouge (1904)
80 chevaux (1904)
La pitié (1906), commedia teatrale
La frontiera (La frontière, 1911), romanzo
Morituri (1915), racconto
Contes héroïques (1915-1916), serie di racconti
La robe d'écaille rose (1920)
L'avvenimento formidabile (Le formidable événement, 1921), romanzo
I tre occhi (Les trois yeux) (1921), romanzo
Le avventure di Fiorenza (Le cercle rouge) (1922)
Dorothée, danseuse de corde (1923), romanzo
La vita stravagante di Balthazar (La vie extravagante de Balthazar, 1925), romanzo
Le prince de Jéricho (1930), romanzo
Les clefs mystérieuses (1932)
Cinque minuti d'orologio (Cinq minutes montre en main), commedia teatrale (1932)
La forêt des aventures (1933)
Le chapelet rouge (1934), romanzo poliziesco
L'image de la femme nue (1934)
Le scandale du gazon bleu (1935), romanzo
De minuit à sept heures (1937)
La dent d'Hercule Petitgris (1924), racconto
Le basset artésien normand, saggistica
Contes 1892-1897 (2015), (racconti, Editions Bibebook)

Ciclo di Arsène Lupin
Il canone originale è costituito da 18 romanzi, 39 racconti e 5 pièce teatrali.
A oggi, l'opera italiana più completa che raccoglie tutto il materiale su Arsène Lupin è Le avventure di Arsène Lupin edita dal Corriere della Sera, composta da 21 albi brossurati usciti in edicola con cadenza settimanale nel 2015. L'opera viene nuovamente ristampata nel 2022 (senza però il 21° numero).

martedì 26 marzo 2024

SOUVESTRE Pierre (1874 - 1914)


Pierre Souvestre
(Plomelin, 1º giugno 1874 – Parigi, 26 febbraio 1914) è stato un avvocato, giornalista e scrittore francese, co-creatore, insieme a Marcel Allain, del personaggio criminale di Fantômas.
Figlio di un ex prefetto, Souvestre si diplomò a Parigi al liceo Janson-de-Sailly, poi studiò giurisprudenza e divenne prima avvocato e successivamente giornalista. Nel 1906 fondò una rivista mensile, assumendo come segretario di redazione Marcel Allain. Nel 1909, quando era già un personaggio conosciuto nei circoli letterari francesi, Souvestre pubblicò il suo primo romanzo, Le Rour, scritto insieme ad Allain. Nel 1911 Souvestre e Allain intrapresero la scrittura del primo romanzo di Fantômas su richiesta della casa editrice Arthème Fayard. Il successo fu immediato e i due scrissero altri romanzi con lo stesso personaggio. Souvestre si interessò anche di automobili, su cui scrisse anche alcuni libri.
Souvestre morì di polmonite a 39 anni. La sua compagna, Henriette Kistler, sposò qualche anno dopo Marcel Allain, che continuò da solo la saga di Fantômas.

Opere
Romanzi con Fantômas
1911, Fantômas (Fantômas), stampato nel 2001 nella collana Il Giallo Mondadori con il numero 2740.
1911, Juve contro Fantomas (Juve contre Fantômas)
1911, L'assassino cadavere (Le mort qui tue)
1911, L'agente segreto (L'agent secret)
1911, Un illustre prigioniero di Fantomas (Un roi prisonnier de Fantômas)
1911, Il poliziotto criminale (Le policier apache)
1911, L'impiccato di Londra (Le pendu de Londres)
1911, La figlia di Fantomas (La fille de Fantômas)
1911, Taxi notturno (Le fiacre de nuit)
1911, La mano tagliata (La main coupée)
1912, L'arresto di Fantomas (L'arrestation de Fantômas)
1912, Il giudice scassinatore (La livrée du crime)
1912, L'agenzia del crimine (L'evadée de Saint-Lazare)
1912, La morte di Juve (La mort de Juve)
1912, Fandor scomparso (La disparition de Fandor)
1912, Il matrimonio di Fantomas (Le mariage de Fantômas)
1912, La morte di lady Beltham (L'assassin de lady Beltham)
1912, La vespa rossa (La guêpe rouge)
1912, Scarpe letali (Les souliers du mort)
1912, Il treno scomparso (Le train perdu)
1912, L'amore di un principe (Les amours d'un prince)
1912, Bouquet mortale (Le bouquet tragique)
1913, Il fantino mascherato (Le jockey masqué)
1913, La bara vuota (Le cercueil vide)
1913, La regina creatrice (Le faiseur de Reines)
1913, Il cadavere gigante (Le cadavre géant)
1913, Il ladro d'oro (Le voleur d'or)
1913, Sangue in serie (La série rouge)
1913, L'hotel del crimine (L'hôtel du crime)
1913, La cravatta del boia (La cravate de chanvre)

Libri di automobilismo
1903, Silhouettes sportives
1907, Histoire de l'automobile
1908, L'auto, comment s'en servir, son entretien
1910, Dictionnaire français-anglais de l'automobile

lunedì 25 marzo 2024

ALLAIN Marcel (1885 - 1969)

 

Marcel Allain
 (Parigi, 15 settembre 1885 – Saint-Germain-en-Laye, 25 agosto 1969) è stato uno scrittore francese, co-creatore, insieme a Pierre Souvestre, del personaggio criminale di Fantômas. 
Figlio di un borghese parigino, Allain studiò legge prima di diventare giornalista. Divenne poi il segretario di Souvestre, che era già una figura conosciuta nei circoli letterari. Nel 1909 i due pubblicarono il loro primo romanzo in collaborazione, Le Rour; il magistrato investigatore Germain Fuselier, che in seguito sarebbe diventato un personaggio ricorrente nella serie di Fantômas, appare in questo romanzo.
Nel febbraio 1911 Allain e Souvestre intrapresero la scrittura del primo romanzo di Fantômas, su richiesta dell'editore Arthème Fayard, il quale voleva creare una nuova rivista mensile di feuilleton. Il successo fu immediato e duraturo; nel 1913 apparve la versione in volume di Fantômas.
Dopo la morte di Souvestre nel febbraio 1914, Allain continuò da solo la saga di Fantômas e lanciò anche varie altre serie, tra cui Tigris, Fatala, Miss Téria e Férocias, anche se nessuna di esse raggiunse la stessa popolarità di Fantômas. Scrisse più di 400 opere.
S'interessò al cinema, al fumetto, alle nuove tecnologie tra cui l'automobile, che lo affascinava. Sposò, il 27 settembre 1926, Henriette Kistler, la compagna di Pierre Souvestre.

Opere
1911, Fantômas (Fantômas), stampato nel 2001 nella collana Il Giallo Mondadori con il numero 2740.
1911, Juve contro Fantomas (Juve contre Fantômas)
1911, Il morto che uccide (Le mort qui tue)
1911, L'agente segreto (L'agent secret)
1911, Un re prigioniero di Fantomas (Un roi prisonnier de Fantômas)
1911, Il poliziotto apache (Le policier apache)
1911, L'appiccato di Londra (Le pendu de Londres)
1911, La figlia di Fantomas (La fille de Fantômas)
1911, Il fiacchiere di notte (Le fiacre de nuit)
1911, La mano troncata (La main coupée)
1912, L'arresto di Fantomas (L'arrestation de Fantômas)
1912, Il magistrato ladro (Le magistrat cambrioleur)
1912, La livrea del delitto (La livrée du crime)
1912, La morte di Juve (La mort de Juve)
1912, L'evasa da San Lazzaro (L'evadée de Saint-Lazare)
1912, La sparizione di Fandor (La disparition de Fandor)
1912, Il matrimonio di Fantomas (Le mariage de Fantômas)
1912, L'assassino di Lady Beltham (L'assassin de lady Beltham)
1912, La Vespa Rossa (La guêpe rouge)
1912, Le scarpe del morto (Les souliers du mort)
1912, Il treno perduto (Le train perdu)
1912, Gli amori di un principe (Les amours d'un prince)
1912, I fiori della morte (Le bouquet tragique)
1913, Il fantino mascherato (Le jockey masqué)
1913, La bara vuota (Le cercueil vide)
1913, La caccia al trono (Le faiseur de Reines)
1913, Il cadavere gigante (Le cadavre géant)
1913, Il mistero della zecca (Le voleur d'or)
1913, Il tesoro di Fantomas (La série rouge)
1913, L'albergo dei delitti (L'hôtel du crime)
1913, La cravatta di canapa (La cravate de chanvre)
1913, La fine di Fantomas (La fin de Fantômas)

SEMPRUN Jorge (1923 - 2011)

  Jorge Semprún  (Madrid, 10 dicembre 1923 – Parigi, 7 giugno 2011) è stato uno scrittore e politico spagnolo, che visse in Francia la magg...