martedì 4 agosto 2026

ELOY MARTINEZ Tomás (1934 - 2010)

 

Tomás Eloy Martínez 
(San Miguel de Tucumán, 16 luglio 1934 – Buenos Aires, 31 gennaio 2010) è stato uno scrittore argentino
Le sue prime esperienze lavorative avvengono come giornalista e critico cinematografico. In particolare a Buenos Aires collabora per il quotidiano La Nación dal 1957 al 1961 ed è caporedattore del settimanale Primera Plana dal 1962 al 1969. Successivamente è corrispondente a Parigi (1969-1970), direttore del settimanale Panorama (1970-1972) e del supplemento culturale del quotidiano La Opinión (1972-1974). Nel 1975, a causa del Processo di riorganizzazione nazionale, vale a dire la dittatura militare che colpì l'Argentina tra il 1976 e il 1983, è costretto all'esilio a Caracas, in Venezuela, dove rimarrà fino 1983. In questi anni lavora per il quotidiano El Nacional (1975-1977) e fonda El Diario de Caracas (1979). Al suo ritorno a Buenos Aires, dal 1991 al 1995 dirige il supplemento letterario «Primer Plano» del quotidiano Página/12, e dal 1996 scrive nuovamente per La Nación e sul The New York Times Syndicate.
Fin dai suoi primi scritti letterari è evidente in Tomás Eloy Martínez il retaggio della sua attività di giornalista, come dimostra il saggio del 1961 Estructuras del cine argentino. La sua prima opera letteraria è il romanzo Sagrado, del 1969. Con La pasión según Trelew (1974) Eloy Martínez ritorna all'inchiesta giornalistica, questa volta dedicata all'assassinio di un gruppo di guerriglieri durante la dittatura di Lanusse.
Le sue opere successive mantengono il profilo di cronaca impegnata o di taglio critico-giornalistico: Los testigos de afuera (1978) e Retrato del artista enmascarado (1982) sono saggi letterari, Lugar común la muerte (1979) raccoglie diversi racconti sotto il comune tema della morte. Ne La novela de Perón (1985) si racconta sul filo tra verità e finzione la vita del
presidente argentino Juan Perón. Seguono La mano del amo (1991), e il libro per cui ha guadagnato fama internazionale, Santa Evita, del 1995. Las memorias del general, del 1996, è una cronaca sugli anni settanta in Argentina. Nel 2002 ha vinto il Premio Internacional Alfaguara de Novela con il romanzo El vuelo de la reina[1]. Réquiem por un país perdido (2003). El cantor de tango è la penultima opera dello scrittore, prima di Purgatorio del 2008. Nel 2009 gli viene conferito il premio Ortega y Gasset alla carriera, promosso dal quotidiano madrileno «El País» per i migliori lavori giornalistici del mondo.
Tomás Eloy Martínez muore il 31 gennaio del 2010 a Buenos Aires.

Opere
1961: Estructuras del cine argentino (saggio).
1969: Sagrado (romanzo).
1974: La pasión según Trelew.
1978: Los testigos de afuera (saggio di critica letteraria).
1979: Lugar común la muerte.
1982: Ramos Sucre. Retrato del artista enmascarado (saggio di critica letteraria).
1985: La novela de Perón (romanzo).
1991: La mano del amo (romanzo).
1995: Santa Evita (romanzo);
1996: Las memorias del General.
1999: El sueño argentino.
2000: Ficciones verdaderas.
2002: El vuelo de la reina (premio Alfaguara 2002).
2003: Réquiem por un país perdido.
2004: Las vidas del General.
2004: El cantor de tango (romanzo).
2006: La otra realidad (antologia di racconti).
2008: Purgatorio (romanzo).
2011: Argentina y otras crónicas (saggi e articoli giornalistici).

Opere tradotte in italiano
Santa Evita, trad. di S. Meucci, Milano, Guanda, 2003; poi in Roma, Edizioni SUR, 2013.
Il volo della regina, trad. di P. Cacucci, Milano, Guanda, 2003.
Il romanzo di Peron, trad. di P. Cacucci, Milano, Guanda, 1999.
Purgatorio, trad. di Francesca Lazzarato, Roma, Edizioni SUR, 2015.

lunedì 3 agosto 2026

PHILLIPS Caryl (1958 - viv.)

 

Caryl Phillips
 (St. Kitts, 13 marzo 1958) è uno scrittore, drammaturgo e saggista britannico. Meglio conosciuto per i suoi romanzi, per i quali ha vinto diversi premi, Phillips è considerato uno dei principali autori della sua generazione ed è spesso descritto come uno scrittore dell’Atlantico nero, dato che molte delle sue produzioni letterarie sono influenzate dal suo interesse e dalla sua attitudine indagatoria nei confronti delle popolazioni che hanno vissuto la diaspora africana in Inghilterra, nei Caraibi e negli Stati Uniti. 
Oltre al ruolo di scrittore, Phillips ha ricoperto l'incarico di docente presso numerose università americane, tra cui l’Amherst College nel Massachusetts, la Columbia University e l’Università di Yale, nella quale insegna letteratura inglese dal 2005.
Caryl Phillips nasce a St. Kitts, un'isola delle Piccole Antille, da Malcom e Lilian Phillips, il 13 marzo 1958. Quando ha appena quattro mesi di vita, si trasferisce con la sua famiglia in Inghilterra e si stabilisce a Leeds, nello Yorkshire. La sua infanzia è pervasa da un grande senso di non-appartenenza e dalla difficoltà di integrazione sociale, e così la lettura diviene il suo unico rifugio.
Nel 1976 Phillips vince una borsa di studio al Queen's College a Oxford, dove inizialmente segue un corso di laurea in psicologia, ma che abbandona a favore dello studio della letteratura, ritenendolo un percorso più efficace per comprendere la complessità della mente umana. Ed è così che intraprende lo studio della letteratura inglese, per poi laurearsi nel 1979. Mentre si trova ad Oxford, partecipa alla direzione di numerose opere teatrali e passa diverse estati a lavorare come macchinista all'Edinburgh International Festival.
Una volta laureato conduce una brillante carriera da scrittore e inizia a comporre opere per il teatro. Si trasferisce a Edimburgo, dove vive per un anno, e si dedica alla stesura della sua prima opera teatrale, Strange Fruit (1980), un titolo ispirato alla nota canzone di Billie Holliday, che fu prodotta dal Crucible Theatre di Sheffield. L'opera racconta i drammi di una famiglia afro-caraibica che risiede da circa vent'anni in Gran Bretagna, stretta fra due culture e attraversata da conflitti intergenerazionali.
A Londra, dove si sposta qualche anno dopo, Phillips si dedica alla stesura di altre due opere teatrali: Where There is Darkness (1982) e Shelter (1983), messe in scena al Lyric Hammersmith.
A ventidue anni, Phillips visita St. Kitts per la prima volta dopo che la sua famiglia aveva lasciato l'isola nel 1958. Nel viaggio trova l'ispirazione per scrivere il suo primo romanzo, The Final Passage, che viene pubblicato cinque anni dopo. Dopo aver pubblicato il suo secondo libro, A State of Independence (1986), Phillips compie un viaggio in Europa, che riporta in una collezione di saggi chiamata The European Tribe (1987). Tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta Phillips divide il suo tempo tra l'Inghilterra e St. Kitts, mentre lavora ai romanzi Higher Ground (1989) e Cambridge (1991).
In seguito Phillips intraprende la carriera accademica come docente universitario di letteratura inglese, che lo porta a viaggiare in tutto il mondo.
Nel 1990 accetta un posto come docente ospite presso l'Amherst College nel Massachusetts, dove rimane per otto anni, diventando nel 1995, anno della promozione, il più giovane professore di inglese di ruolo negli Stati Uniti. Nel frattempo, scrive quello che è il più famoso dei suoi romanzi, Crossing the River (1993), che vince il James Tait Black Memorial Prize, e viene selezionato per il Booker Prize. Dopo aver accettato il posto all'Amherst College, Phillips si divide per un certo numero di anni tra l'Inghilterra, St. Kitts e gli Stati Uniti. Trovando questo modo di vivere incredibilmente estenuante e costoso, Phillips decide infine di rinunciare alla sua residenza a St. Kitts, anche se riferisce di continuare a visitarla
regolarmente.
Nel 1998, viene assunto come Professore di Migrazione e Ordine Sociale presso il Barnard College della Columbia University. Nel 2005 si trasferisce presso l'Università di Yale, dove ancora oggi lavora come professore di letteratura inglese e conduce corsi di Narrativa Avanzata, Narrativa Inglese Contemporanea e Scrittura Creativa. Il suo insegnamento è principalmente centrato sulla Letteratura Contemporanea Post-coloniale in lingua inglese.
Ha ricoperto inoltre incarichi temporanei come professore ospite presso le università in Ghana, Svezia, Singapore, Barbados, Canada, Polonia, Inghilterra e India.
La sua produzione letteraria esplora i temi dell'identità nazionale, dell'esilio, del disorientamento culturale, dell'appartenenza etnica, della sessualità e delle differenze di genere, in un amalgama di storie e personaggi che vivono la diaspora africana in Inghilterra, nei Caraibi e negli Stati Uniti, in uno stato di continua dislocazione identitaria.
L’Africa, secondo Phillips “non può guarire, non è uno psichiatra”; alla nozione di “home”, intesa come famiglia e come patria, egli - rifiutando di confinare l’identità in un solo luogo - oppone l’idea dell’ “Atlantic home”, rappresentata da un triangolo in cui all'apice si trova la Gran Bretagna, e ai lati l’Africa e il Nord America.
La schiavitù è un ambito di particolare interesse per Phillips. Le sue opere trattano questioni come la storia, le origini, l'appartenenza e l'esclusione. Un'attenta lettura dei suoi lavori rivela infatti una rete di relazioni inter-testuali con fonti più antiche e spesso contraddittorie, e la sua preoccupazione predominante consiste nell'esplorare quelle voci a cui non è arrivata la
testimonianza storica della schiavitù.

Opere
Romanzi
The Final Passage (1985)
A State of Independence (1986)
Higher Ground (1989)
Cambridge (1991)
Crossing the River (1994)
La memoria del sangue (The Nature of Blood, 1997), Imprimatur, 2016
A Distant Shore (2003)
Dancing in the Dark (2005)
Sotto la nevicata (In the Falling Snow, 2009), Mondadori, 2011, traduzione di B. Draghi
The Lost Child (2015)
A View of the Empire at Sunset: A Novel (2018)

Saggistica
The European Tribe (1987)
The Atlantic Sound (2000)
A New World Order (2001)
Foreigners (2007)
Colour Me English (2011)

Antologie
Extravagant Strangers: A Literature of Belonging (1997)
The Right Set: A Tennis Anthology (1999)

Opere teatrali
Strange Fruit (1981)
Where There is Darkness (1982)
Il rifugio (The Shelter, 1984), Liguori editore, 2015
Rough Crossing (2007)

Sceneggiature
Playing Away(1987)
The Mystic Masseur (2001)

Opere radiofoniche
The Wasted Years (1985)

domenica 2 agosto 2026

MORA Terezia (1971 - viv.)

 

Térezia Mora
 (Sopron, 5 febbraio 1971) è una scrittrice ungherese naturalizzata tedesca.
Nata in Ungheria da una famiglia con origini tedesche e cresciuta bilingue, a seguito dei mutamenti politici in Ungheria, nel 1990 si trasferì in Germania per studiare lingua e cultura ungherese e teatro all'Università Humboldt di Berlino e, in seguito, sceneggiatura all'Accademia tedesca del cinema e della televisione di Berlino.
Dopo gli studi, ha continuato a vivere a Berlino e a pubblicare le sue opere in tedesco, oltre ad occuparsi di traduzioni dall'ungherese. Tra i temi esplorati, sono ricorrenti le afflizioni della vita umana.
È stata insignita di diversi premi letterari: nel 2000 e nel 2010 il Premio Adelbert von Chamisso, nel 2006 il Premio Roma dell'Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, nel 2013 il Deutscher Buchpreis per il suo romanzo Das Ungeheuer, nel 2018 il Premio Roswitha e il Premio Georg Büchner. Nel 2021 ha ricevuto la Croce dell'Ordine al merito di Germania.
Dal 2015 è membro dell'Accademia tedesca per la lingua e la letteratura. È sposata e ha una figlia.

Opere
Racconti
Seltsame Materie, Rowohlt Verlag, Reinbek, 1999

Romanzi
Tutti i giorni [Alle tage], traduzione di Margherita Carbonaro, Mondadori, 8 settembre 2009 [2004]
Dall'album di famiglia prose brevi [Aus dem Familienalbum. Einige kurze Texte], collana Neapolitanische Lesungen, Berlino-Roma, Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, 2007.
Der einzige Mann auf dem Kontinent, Luchterhand Literaturverlag, Monaco, 2009
Das Ungeheuer, Luchterhand Literaturverlag, Monaco, 2013
L'amore tra alieni [Die Liebe unter Aliens], traduzione di Daria Biagi, Keller, 29 settembre 2021 [2016]
Auf dem Seil, Luchterhand Literaturverlag, Monaco, 2019
Fleckenverlauf. Ein Tage- und Arbeitsbuch, Luchterhand, Monaco, 2021
La metà della vita [Muna oder Die Hälfte des Lebens], traduzione di Daria Biagi, Gramma Feltrinelli, 5 novembre 2024 [2023]

sabato 1 agosto 2026

PRON Patricio (1975 - viv.)

 

Patricio Pron 
(Rosario, 9 dicembre 1975) è uno scrittore e critico letterario argentino.
Considerato uno dei maggiori autori argentini della sua generazione, le sue opere sono state tradotte in diverse lingue tra cui italiano, tedesco, francese, olandese, norvegese, giapponese, portoghese e cinese.
La rivista Granta lo ha selezionato nel 2010 come uno dei 22 migliori giovani scrittori in lingua spagnola. Con la sua opera Domani avremo altri nomi ha vinto nel 2019 il prestigioso Premio Alfaguara.
Patricio Pron si è laureato in Comunicazione presso l'Università Nazionale di Rosario (Argentina) e ha conseguito il dottorato di ricerca in Filologia Romanza presso Georgia Augusta di Göttingen (Germania).
Ha iniziato la sua attività giornalistica nel 1992 e tra il 2000 e il 2001 ha girato l'Europa, i Balcani, il Nord Africa e la Turchia come corrispondente del quotidiano La Capital (Rosario). Tra il 2009 e il 2019 è stato uno dei collaboratori più letti del blog El Boomeran(g). Oggi scrive regolarmente per "Babelia", il supplemento culturale del quotidiano El País (Spagna), la rivista Letras Libres, La Tempestad e La Vanguardia, fra gli altri.
Tra il 2002 e il 2007 ha lavorato come assistente presso l'Università di Göttingen, dove ha scritto la tesi di dottorato sulle tecniche narrative nell'opera di Copi, dal titolo “Aquí me río de las modas”. Si è trasferito a Madrid nel 2008, dove vive da allora.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Juan Rulfo per il racconto, il Cálamo Extraordinario alla carriera e il Premio Alfaguara, oltre alla borsa di studio Antorchas e a quella della Fondazione BBVA. È stato “Fellow Guest” della Fondazione Civitella Ranieri. I suoi racconti hanno fatto parte di antologie in vari paesi e sono stati tradotti in diverse lingue.
El comienzo de la primavera (2008) è un romanzo filosofico. Lo spirito dei miei padri si innalza nella pioggia (2013) è dedicato alla generazione dei suoi genitori e alle loro vicissitudini politiche; difende il peronismo e utilizza tecniche del "nuovo giornalismo" come il fisking. Non spargere lacrime per chiunque viva in queste strade (2018) parla
degli scrittori fascisti di metà Novecento. Domani avremo altri nomi (2021) analizza le moderne relazioni personali e affettive come forme di consumo e di alienazione.
Patricio Pron è riconosciuto per il suo stile di scrittura innovativo e per la sua capacità di affrontare argomenti complessi in modo profondo e originale. Come critico letterario, si distingue per la sua capacità di mettere in relazione la letteratura contemporanea, la cultura e la società, ponendo al lettore interrogativi sul mondo che ci circonda.

Opere
Racconti
Hombres infames, Bajo la Luna Nueva, 1999
El vuelo magnífico de la noche, Colihue, Buenos Aires, 2001
El mundo sin las personas que lo afean y lo arruinan, Mondadori, Barcelona, 2010
La vida interior de las plantas de interior, Mondadori, 2013
Lo que está y no se usa nos fulminará, Literatura Random House, Barcelona, 2018
Trayéndolo todo de regreso a casa, Alfaguara, Madrid, 2021

Romanzi
Formas de morir, Universidad Nacional de Rosario Editora, Rosario, 1998
Nadadores muertos, Editorial Municipal de Rosario, 2001
Una puta mierda, El cuenco de plata, Buenos Aires, 2007
El comienzo de la primavera, Mondadori, Barcelona, 2008
Lo spirito dei miei padri si innalza nella pioggia (El espíritu de mis padres sigue subiendo en la lluvia, Mondadori, 2011), traduzione di Roberta Bovaia, Guanda,
Parma, 2013
Nosotros caminamos en sueños, Literatura Random House, Barcelona, 2014
Non spargere lacrime per chiunque viva in queste strade (No derrames tus lágrimas por nadie que viva en estas calles, Literatura Random House, 2016), traduzione di Francesca Lazzarato, Gran vía, Narni, 2018
Domani avremo altri nomi (Mañana tendremos otros nombres, Alfaguara, 2019), traduzione di Francesca Lazzarato, SUR, Roma, 2021

giovedì 30 luglio 2026

RAMIREZ Sergio (1942 - viv.)

 

Sergio Ramírez Mercado
 (Masatepe, 5 agosto 1942) è uno scrittore e politico nicaraguense.
È stato una figura chiave della Rivoluzione sandinista del 1979, ha fatto parte della giunta di governo di sinistra per la ricostruzione nazionale ed è stato vicepresidente del paese dal 1985 al 1990 sotto la presidenza di Daniel Ortega. Dopo l'irrigidimento del regime di Ortega e le grandi repressioni degli anni duemiladieci e venti, si è trasferito in Spagna. Nel 2023 gli è stata revocata la cittadinanza perché definito traditore della patria dal regime. È stato descritto come il "più noto scrittore vivente del Nicaragua".
È il secondo figlio di Pedro Ramirez Gutiérrez e Luisa Mercado Gutiérrez.
Ancora studente, nel 1960 fondò con Fernando Gordillo la rivista Ventana. Nel 1963 pubblicò il suo primo libro, Cuentos, e diventò una delle figure della nuova generazione letteraria nicaraguense. Si laureò all'Università di Leon nel 1964, per poi proseguire gli studi a Berlino dal 1973 al 1975, grazie a una borsa di studio del Servizio Tedesco per lo scambio accademico. Nel 1968 e nel 1976 venne eletto segretario generale della Confederazione delle università centroamericane.
Nel 1977 partecipò alla creazione del gruppo di artisti e intellettuali nicaraguensi I Dodici, che si oppose al governo di Anastasio Somoza. Nel 1979, a seguito della Rivoluzione sandinista, divenne membro dell'Assemblea di Governo che prese il potere dopo la caduta del dittatore. Nel 1981 fondò l'Editorial Nueva Nicaragua.
Alle elezioni presidenziali del febbraio 1990 sostenne la neoeletta presidente Violeta Barrios de Chamorro e nello stesso anno venne insignito dell'Ordine di Carlos Fonseca, la più importante decorazione del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN). Dal 1990 al 1995 presiedette il banco sandinista dell'Assemblea nazionale del Nicaragua e nel 1991 fu eletto membro della direzione nazionale del partito. Nel 1994 ruppe definitivamente con Daniel Ortega, a causa delle sue tendenze sempre più autoritarie e repressive, e nel maggio 1995 fondò il Movimento di Rinnovamento Sandinista (MRS), di tendenza centro-sinistra.
Come giornalista, fu editorialista di diversi giornali in lingua spagnola, tra cui El
País (Spagna), El Tiempo (Colombia), La Jornada (Messico), El Nacional (Venezuela), La Prensa (Nicaragua) e La Opinión (California).
Fu inoltre professore presso l'Università del Maryland tra il 1999 e il 2000 e presso la Libera Università di Berlino. Divenne dell'Accademia Nicaraguense della Lingua, membro associato dell'Accademia Reale Spagnola e partecipò come giurato ai festival cinematografici di Cartagena (1993) e Huelva (2002). Nel 2000 gli fu conferito un dottorato onorario dall'Università Blaise-Pascal (Clermont-Ferrand II).
Nel 2017 gli venne attribuito il Premio Cervantes, la più alta onorificenza letteraria del mondo di lingua spagnola.
Nel 2021, dopo che il regime di Daniel Ortega si irrigidì, abbandonò il territorio del Nicaragua per trasferirsi in Spagna, intimorito dalla serie di arresti di attivisti e critici nei confronti del governo.
Un tribunale del Nicaragua nel 2023 lo privò della cittadinanza in quanto "traditore della patria".
Ha sposato Gertrudis "Tulita" Guerrero Mayorga nel 1964. Ha tre figli: Sergio, María e Dorel.

Opere
Novelle, racconti, romanzi
Tiempo de Fulgor (1967)
De tropeles y tropelías (1972)
Charles Atlas también muere (1976)
Te dio miedo la sangre? (1977)
Castigo Divino (1988)
Clave de Sol (1992)
Un Baile de Máscaras (1995)
Cuentos Completos (1997)
Margarita, está linda la mar (1998)
Sombras nada más (2002)
Mil y una muertes, (2004)
El Reino Animal (2006)
Juego Perfecto (2008)
El cielo llora por mí (2009)
Ya nadie llora por mi (2017)
Tongolele no sabía bailar (2021)

mercoledì 29 luglio 2026

UMBRAL Francisco (1932 - 2007)

 

Francisco Umbral
, all'anagrafe: Francisco Pérez Martinez (Madrid, 11 maggio 1932 – Madrid, 28 agosto 2007), è stato uno scrittore e giornalista spagnolo.
Nel 2000 è stato insignito del Premio Miguel de Cervantes, e nel 1996 del Premio Principe delle Asturie per la Letteratura.
Autore assai prolifico, ha pubblicato numerosi testi di narrativa in cui prevalgono i temi dell'adolescenza e dell'infanzia, e si è inoltre dedicato assiduamente al genere memorialistico. È stato autore di importanti opere di saggistica, dedicate prevalentemente a grandi nomi della tradizione letteraria spagnola, da Mariano José de Larra a Ramón María del Valle-Inclán, da Ramón Gómez de la Serna a Federico García Lorca.
In Italia lo studio più recente sulla sua opera è quello di Marco Ottaiano, intitolato El tiempo parado. Palinsesti narrativi e strategie linguistiche in Francisco Umbral (1965-1975), Edizioni Ets, Pisa, 2019

martedì 28 luglio 2026

AGUINIS Marcos (1935 - viv.)

 

Marcos Aguinis
 (Cruz del Eje, 13 gennaio 1935) è uno scrittore argentino, il cui lavoro è incentrato sulle nozioni di indipendenza, democrazia e reiezione dell'autoritarismo.
È un sostenitore del liberalismo politico e partecipa a seminari e conferenze della Fondazione di Libertà organizzata da Mario Vargas Llosa.
È nato il 13 gennaio 1935 a Cruz del Eje, Córdoba. Figlio di immigrati ebrei, quando aveva sette anni la famiglia ebbe la notizia che suo nonno e il resto della sua famiglia rimasta in Europa erano stati uccisi dai Nazisti. Lo scrittore descrive questo come il momento fondamentale della sua vita, che alla fine lo ha spinto a scrivere nel tentativo di chiudere quella ferita, per riparare il "meccanismo rotto dell'umanità. Ha avuto una vasta formazione internazionale in letteratura, neurochirurgia, psicoanalisi, arte e storia."Ho viaggiato in tutto il mondo, ma ho anche viaggiato in diverse professioni."
Ha pubblicato il suo primo libro nel 1963 e ha scritto quattordici romanzi, diciassette collezioni di saggi, quattro raccolte di racconti e due biografie. La maggior parte dei suoi libri sono diventati bestseller e spesso sono stati discussi. Lo scrittore è stato il primo autore al di fuori della Spagna a ricevere il premio Planeta per il suo libro La Cruz invertida; il suo romanzo Contro l'Inquisizione (Le gesta del marrano) è stato tradotto in diverse lingue e definito da Mario Vargas Llosa come "canto di libertà". Ha scritto, inoltre, numerosi articoli per giornali e riviste latinoamericani, americani e europei e ha tenuto numeroseconferenze e seminari presso organizzazioni educative, artistiche, scientifiche e politiche in Germania, Spagna, Stati Uniti, Israele, Russia, Italia e in quasi tutti i paesi dell'America Latina.

Opere
Romanzi
Refugiados: crónica de un palestino (1969)
La cruz invertida (1970)
Cantata de los diablos (1972)
La conspiración de los idiotas (1978)
Profanación del amor (1978)
El combate perpetuo (1981)
La gesta del marrano (1991)
Todos los cuentos (1995)
La matriz del infierno (1997)
Los iluminados (2000)
Asalto al paraíso (2002)
La pasión según Carmela (2008)
Liova corre hacia el poder (2011)
La furia de Evita (2013)
Las aventuras del joven Trotsky (2013)
Sabra (2014, insieme a Gustavo Perednik)
La novela de mi vida (2016)
Incendio de ideas (2017)

Raccolte di racconti

Operativo Siesta (1977)
Y la rama llena de frutos: todos los cuentos (1986)
Importancia por contacto (1986)
Todos los cuentos (1995)

Biografie
Maimónides, un sabio de avanzada (1963)
El combate perpetuo (1981)

lunedì 27 luglio 2026

SMOLE Dominik (1929 - 1992)

 

Dominik Smole
 (Lubiana, 24 agosto 1929 – Lubiana, 29 luglio 1992) è stato uno scrittore e drammaturgo jugoslavo e sloveno. Esponente del teatro dell'assurdo e dal pensiero esistenzialista.
Nato nel 1929 a Lubiana, all'epoca Regno di Jugoslavia. Frequenta il liceo classico a Lubiana e dopo la fine della seconda guerra mondiale lavora per l'emittente radiofonica Radio Primorska, istituita ad Ajdovščina dalle autorità jugoslave di occupazione della Venezia Giulia. In seguito torna a Lubiana e lavora come direttore di scena presso il Teatro sloveno giovanile (Slovensko mladinsko gledališče) e poi al Teatro Drammatico (Drama). Lì incontra Jože Javorsek, Žarko Petan e Bojan Stih, che lo influenzano nella ricerca di nuove modalità espressive per il teatro.
A metà degli anni cinquanta del XX secolo lavora a Stage '57, un teatro alternativo creato da giovani artisti e autori sloveni, che introduce approcci moderni nel teatro sloveno. Smole fa parte della cosiddetta generazione Critical, un gruppo di giovani talenti intellettuali, per lo più di Lubiana, che cercano di sfidare le politiche culturali rigide e repressive del regime di Tito in Slovenia.
Dopo la scomparsa del gruppo, determinata dalla reclusione di Jože Pučnik e la soppressione dello Stage '57 e delle loro due riviste letterarie, Revija 57 e Perspektive, si ritira a vita privata. Per alcuni anni lavora come operaio, in segno di protesta contro la repressione della libertà di parola da parte del regime,
ma in seguito si dedica alla scrittura. Durante questo periodo mantiene stretti contatti con il poeta dissidente e pensatore Edvard Kocbek, che lo incoraggia a proseguire la sua carriera letteraria.
Smole ha trascorso gran parte della sua vita a Lubiana, come scrittore free-lance. Muore a Lubiana nel 1992, le sue spoglie sono sepolte nel cimitero centrale Žale.

domenica 26 luglio 2026

GALEANO Eduardo (1940 - 2015)

 

Eduardo Germán María Hughes Galeano
(Montevideo, 3 settembre 1940 – Montevideo, 13 aprile 2015) è stato uno scrittore, giornalista e saggista uruguaiano.
È stata una delle personalità più autorevoli e stimate della letteratura latinoamericana. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue e combinano documentazione, narrazione, giornalismo, analisi politica e storia, sebbene l'autore stesso non si riconoscesse quale storico.
Galeano nacque a Montevideo, in Uruguay, il 3 settembre del 1940 in una famiglia altoborghese e di fede cattolica, figlio di Eduardo Hughes Roosen, d'origini gallesi e tedesche, e di Licia Esther Galeano Muñoz, d'origini italiane (più precisamente di Genova) e spagnole. A causa d'un grave dissesto che colse la sua famiglia, Galeano fu costretto sin da giovane a mantenersi con svariati lavori: operaio, pittore di insegne, messaggero, dattilografo, cassiere di banca. All'età di 14 anni vendette il suo primo fumetto politico al settimanale del Partito Socialista dell'Uruguay, El Sol, firmandovisi con lo pseudonimo di Gius (derivato da una storpiatura della pronuncia approssimativa in spagnolo del suo cognome Hughes).
Cominciò la carriera di giornalista all'inizio degli anni sessanta come direttore di Marcha, un influente settimanale a cui collaboravano Mario Vargas Llosa, Mario Benedetti, Manuel Maldonado Denis e Roberto Fernández Retamar. Per due anni diresse il quotidiano Época e lavorò come redattore capo di una University Press. Nel 1973, con un colpo di Stato i militari presero il potere in Uruguay; Galeano fu imprigionato e successivamente costretto a fuggire. Si stabilì in Argentina dove fondò la rivista culturale Crisis.
Nel 1976, quando il regime di Videla prese il potere in Argentina con un sanguinoso colpo di Stato, il suo nome fu aggiunto alla lista dei condannati dagli "squadroni della morte"; fuggì nuovamente, questa volta in Spagna, dove scrisse la famosa trilogia Memoria del fuoco (Memoria del Fuego). All'inizio del 1985 Galeano tornò a Montevideo, dove visse fino alla fine dei suoi giorni.
Morì il 13 aprile 2015 all'età di 74 anni a seguito di un tumore del polmone.
Le vene aperte dell'America Latina (Las venas abiertas de América Latina) è un'opera di accusa dello sfruttamento dell'America Latina da parte di poteri stranieri a partire dal XVI Secolo giorni nostri. Memoria del fuoco (Memoria del fuego) è un racconto in tre parti della storia dell'America del Nord e del Sud: Genesi (Los nacimentos), Facce e maschere (Las caras y las mascaras), Il secolo del vento (El siglo del viento). I personaggi sono figure storiche: generali, artisti, rivoluzionari, lavoratori, conquistatori e conquistati che vengono ritratti in brevi episodi che riflettono la storia coloniale del continente. Comincia con i miti precolombiani della creazione e finisce nel 1986.
Per Memoria del fuoco (Memoria del fuego), Galeano fu paragonato dai critici letterari a John Dos Passos e a Gabriel García Márquez. Ronald Wright scrisse sul Times Literary Supplement: "I grandi scrittori... dissolvono i vecchi generi per fondarne di nuovi. Questa trilogia di uno degli scrittori più coraggiosi e raffinati dell'America Latina è di difficile classificazione".
Galeano è anche stato un appassionato tifoso di calcio: il suo Splendori e miserie del gioco del calcio (1997) è un'analisi della storia di questo sport. Galeano lo paragona a una recita teatrale e a una guerra; critica il patto scellerato con le multinazionali e attacca gli intellettuali di sinistra che rifiutano, per ragioni ideologiche, il gioco e il suo fascino nei confronti delle masse.
I suoi libri sono stati tradotti in oltre 20 lingue.

Scritti in lingua originale
Los días siguientes, 1962
China 1964. Crónica de un desafío, Buenos Aires, J. Alvarez, 1964
Los fantasmas del día del león y otros relatos, 1967
Reportajes. Tierras de Latinoamérica, otros puntos cardinales, y algo más, 1967
Su majestad el fútbol, 1968
Siete imágenes de Bolivia, 1971
Violencia y enajenación, 1971
La cancion de nosotros, Buenos Aires, Editorial Sudamericana, 1975
Conversaciones con Raimón, 1977
La piedra arde, 1980
Voces de nuestro tiempo, 1981
Ventana sobre Sandino, 1985
Aventuras de los jóvenes dioses, 1986
La encrucijada de la biodiversidad colombiana, 1986
El descubrimiento de América que todavía no fue y otros escritos, 1986
Entrevistas y artículos (1962-1987), 1988
Nosotros decimos no. Crónicas (1963-1988), 1989
América Latina para entenderte mejor, 1990
Palabras: antología personal, 1990
Ser como ellos y otros artículos, 1992
Amares, 1993
Amares (Antología de relatos), 1993
Úselo y tírelo, 1994
Mujeres (antología de textos), 1995
Carta al señor futuro, 2007
El cazador de historias, (opera postuma), Buenos Aires, Siglo veintiuno, 2016

Edizioni italiane di altre opere
Guatemala. Una rivoluzione in lingua maya, Bari, Laterza, 1968 (Guatemala, un país ocupado, México, Editorial Nuestro Tiempo, 1967)
Voci da un mondo in rivolta, Bari, Dedalo, 1973 (Crónicas latinoamericanas, Montevideo, Giron, 1972)
Il saccheggio dell'America Latina. Ieri e oggi, Torino, Einaudi, 1976 (Las venas abiertas de America Latina, La Habana, Casa de las Américas, 1971)
Giorni e notti di amore e di guerra, Roma, Edizioni Associate, 1987 (Dias y noches de amor y de guerra, La Habana, Casa de las Americas, 1978)
L'America non ancora scoperta, Roma, Edizioni Associate, 1987 (Contraseña, Buenos Aires, Ediciones del Sol, 1985)
Memoria del fuoco, 3 voll., Firenze, Sansoni, 1989 (Memoria del Fuego, 3 voll., Mexico-Madrid, Siglo veintiuno, 1982-1986)
Il libro degli abbracci, Firenze, Sansoni, 1992 (El libro de los abrazos, Madrid, Siglo Veintiuno de Espana, 1989)
La conquista che non scoprì l'America, Roma, Manifestolibri, 1992 (El Tigre Azul y Otros Articulos, La Habana, Editorial de ciencias sociales, 1991)
Vagamundo, Roma, Coletti, 1992 (Vagamundo, 1973)
Las palabras andantes, Milano A. Mondadori, 1996 (Las palabras andantes, Madrid, Siglo ventiuno de Espana, 1993)
Splendori e miserie del gioco del calcio, Milano, Sperling & Kupfer, 1997 (El fútbol a sol y sombra, Madrid, Siglo veintiuno, 1995)
A testa in giù, Milano, Sperling & Kupfer, 1999 (Patas arriba. La escuela del mundo al reves, Madrid, Siglo veintiuno, 1998)
Un incerto stato di grazia, fotografie di Sebastião Salgado; con testi di Eduardo Galeano e Fred Ritchin, Roma, Contrasto, 2002 (An Uncertain Grace)
Le labbra del tempo, Milano, Sperling & Kupfer, 2004 (Bocas del Tiempo, Madrid, Siglo veintiuno de Espana, 2004)
Specchi. [Una storia quasi universale], Milano, Sperling & Kupfer, 2008(Espejos. Una historia casi universal, Madrid, Siglo veintiuno de Espana, 2008)
I figli dei giorni, Milano, Sperling & Kupfer, 2012 (Los hijos de los dias, Buenos Aires, Siglo veintiuno, 2012)
Le vene aperte dell’America Latina, Sur, 2021 (Las venas abiertas de América Latina, 1971)


sabato 25 luglio 2026

LEVY Andrea (1956 - 2009)

 

Andrea Levy 
(Londra, 7 marzo 1956 – 14 febbraio 2019) è stata una scrittrice britannica, famosa per il romanzo Un'isola di stranieri (Small Island), pubblicato nel 2004 in Gran Bretagna e l'anno dopo in Italia, vincitore di numerosi premi.
Andrea Levy nasce a Londra nel 1956 da una famiglia di origini giamaicane. Il padre lasciò la Giamaica nel 1948 e giunse in Gran Bretagna a bordo della Empire Windrush. Trovò lavoro in un ufficio postale e sei mesi dopo fu raggiunto dalla moglie che, fino ad allora insegnante, una volta arrivata a Londra dovette adattarsi a umili lavori saltuari per essere di sostegno alla famiglia.
La Levy è cresciuta in un quartiere popolare a maggioranza bianca nella zona di Highbury, nel nord di Londra, e ha frequentato la Highbury Hill Grammar School. La sua vita nella capitale è stata alquanto dura a causa della discriminazione razziale.
All'età di vent'anni, mentre lavorava nel reparto guardaroba della BBC, inizia a leggere voracemente le opere di scrittrici afro-americane come Maya Angelou, Toni Morrison e Alice Walker che la inducono a interrogarsi sulla sua identità di donna di colore britannica.
Inizia a scrivere solamente all'età di circa trentacinque anni, dopo aver partecipato ad alcuni workshop di scrittura creativa. Nel 1994 pubblica il suo primo romanzo, a sfondo autobiografico, Tutte le luci accese (Every Light in the House Burnin), che narra la storia di una famiglia giamaicana trasferitasi a Londra. Prima di essere pubblicato, il libro ricevette numerosi rifiuti da parte delle case editrici. La scrittrice così commenterà in seguito: «Gli editori hanno una mentalità da branco. Erano preoccupati del fatto che solo persone di colore mi avrebbero letto [...] Nessuno aveva mai avuto veramente successo come scrittrice di colore britannica che parlava delle cose di tutti i giorni».
Il suo secondo romanzo, Never Far from Nowhere (1996), ambientato a Londra negli anni Settanta, racconta la storia di due sorelle, Olive e Vivien, figlie di emigranti
caraibici, e dei pregiudizi a cui sono sottoposte a causa delle loro origini e del loro aspetto fisico. Dopo la sua pubblicazione, la Levy visitò per la prima volta la Giamaica e questa esperienza le diede nuovo materiale per il suo terzo romanzo, Il frutto del limone (1999), ambientato nell'isola caraibica e nella Gran Bretagna dell'era di Margaret Thatcher.
È con il quarto romanzo, Un'isola di stranieri (Small Island, 2004), che la Levy ha raggiunto la notorietà. L'opera ha vinto numerosi premi: l'Orange Prize, il Whitbread Prize nelle categorie "Fiction" e "Book of the Year" e il Commonwealth Prize 2005. In seguito al grande successo e ai riconoscimenti ottenuti, il romanzo venne adattato in una mini serie televisiva dallo stesso titolo, trasmessa dalla BBC nel dicembre 2009.
Il quinto romanzo, Una lunga canzone (The Long Song, 2010), racconta la storia, narrata in prima persona, della schiava July, costretta a lavorare e a vivere in una piantagione di canna da zucchero a metà del XIX secolo. Vinse il Walter Scott Prize nel 2011.
Nel 2014 è stato pubblicato il suo libro breve Six Stories and an Essay.
La Levy è stata giudice per l'Orange Prize e per il Saga Prize. Nel novembre 2017 la BBC ha annunciato che verrà trasmesso l'adattamento dell'ultimo romanzo della scrittrice, Una lunga canzone, in una mini serie televisiva in tre parti che verrà scritta dalla stessa sceneggiatrice dell'adattamento di Un'isola di stranieri, Sarah Williams.
Andrea Levy è morta nel 2019 per un tumore al seno.
Inizialmente influenzata da scrittrici statunitensi di colore, come Toni Morrison e Audre Lourde, la Levy si ispira successivamente alla letteratura femminista di Michelle Roberts e Zoe Fairbairn. Sarà però James Baldwin lo scrittore che maggiormente segnerà il suo modo di guardare alle questioni politiche
attraverso la narrativa. Da lui, la Levy eredita il modo di descrivere le dinamiche dell’imperialismo, del potere e del razzismo.
Per quanto riguarda l'influenza di scrittori caraibici, con i quali condivide lo stesso background, la Levy trova ispirazione in Sam Selvon, autore di Londinesi solitari, di cui apprezza la scrittura e, soprattutto, lo humour disinvolto.
Tutte le opere di Andrea Levy mirano ad esplorare le sue origini caraibiche, in connessione alla storia britannica. La Levy ritiene che quelle popolazioni relegate ai margini, usate come merce o condannate allo sfruttamento nel caso della schiavitù, debbano avere una loro voce e diventare parte integrante della storia.
Il suo primo romanzo, Every Light in the House Burnin′ (1994), è semi-autobiografico e mostra, coerentemente alle tematiche trattate dall'autrice, il travagliato rapporto di incontro-scontro tra black british e inglesi bianchi. Nel suo primo romanzo la protagonista e unica voce narrante è Angela, la quarta e ultima figlia di una famiglia giamaicana, che alterna ricordi della propria infanzia e impressioni da neolaureata. Nel suo secondo romanzo, Never Far from Nowhere, viene data voce a due sorelle, Vivien e Olive, che ricevono un trattamento differente dalla società in cui vivono, a causa del colore diverso della loro carnagione. Il filo conduttore dei suoi primi tre romanzi è rappresentato dalla voce di giovani donne, nate in Gran Bretagna da famiglie di origini caraibiche, che si ritrovano a vivere fra due mondi, in conflitto sia con i genitori immigrati, che con la società che le ospita sin dalla loro nascita, senza però considerarle vere cittadine inglesi.
Lo stile della Levy muta considerevolmente nel suo terzo romanzo, Il frutto del limone, in cui la trama viene narrata a più voci dai protagonisti per dar vita a una narrazione polifonica, in precedenza mai sperimentata dall'autrice. Le quattro voci
distinte dei protagonisti e l'utilizzo di flashback narrativi, conducono l'azione avanti e indietro nel tempo, dall'India agli Stati Uniti, a diverse regioni della Gran Bretagna.
Un cambiamento tematico si ha invece nel quarto romanzo, Un'isola di stranieri. Da una parte l'autrice rimane fedele al filone letterario caraibico, i cui temi principali sono la casa, la migrazione e la costante presenza di un background autobiografico: le vicissitudini dei due protagonisti di colore del romanzo ricalcano quelle attraversate dai genitori della Levy. Dall'altra parte tenta di compiere un'analisi a tutto tondo della nuova fisionomia acquistata della società inglese degli anni Sessanta, segnata dal razzismo, e dà spazio ai temi della discriminazione di genere e di classe e della guerra.
Un'isola di stranieri (Small Island)
Ritenuto l'opera più importante di Levy, il romanzo è ambientato in Giamaica e Gran Bretagna nel periodo precedente e successivo alla seconda guerra mondiale. I protagonisti sono una coppia di giamaicani di colore, giunti a Londra nel 1948, e una coppia di londinesi bianchi, i cui destini saranno legati per sempre, a simboleggiare l'incontro dei primi immigrati dai Caraibi negli anni Cinquanta e la popolazione londinese dell'epoca.
La storia della coppia caraibica rispecchia l'amara realtà vissuta dai genitori della Levy, immigrati in Inghilterra con la speranza di un futuro migliore, ma le cui aspettative vengono precocemente deluse. Discriminato e maltrattato, Gilbert scopre che l'aver combattuto nell'esercito non gli garantisce la cittadinanza inglese. La moglie Hortense si trova ugualmente perseguitata e chiamata con disprezzo darkie dagli inglesi bianchi. I due stringeranno un rapporto con la coppia di londinesi bianchi, Queenie e Bernard, altrettanto poveri e infelici. Nonostante l'iniziale sentimento di superiorità di questi ultimi, progressivamente sostituito da una perdita
di certezze e da un'amara disillusione, le due coppie trovano sostegno l'una nell'altra per affrontare la crisi economica, materiale e identitaria che affligge l'Inghilterra del periodo postbellico.
Il focus del libro non è tanto sul periodo successivo alla guerra, quanto sulle vite dei personaggi precedenti ad essa, sugli avvenimenti che li hanno portati a incontrarsi a Londra nel 1948. La contrapposizione tra i due periodi è marcata dal titolo delle sezioni in cui si divide il romanzo, «1948», in cui la narrazione è a più voci, e «Before», dove le vicende sono narrate a turno dalla voce del personaggio che ne è protagonista.

Opere
1994, Every Light in the House Burnin′ / Tutte le luci accese, Baldini Castoldi Dalai, 2008
1996, Never Far from Nowhere
1999, Fruit of the Lemon / Il frutto del limone, Baldini Castoldi Dalai, 2006 ISBN 88-8490-879-5
2004, Small Island / Un'isola di stranieri, Baldini Castoldi Dalai editore, 2005 ISBN 978-88-6620-057-4
2010, The Long Song / Una lunga canzone, Dalai Editore, 2011 ISBN 978-88-6073-775-5
2014, Six Stories and an Essay

venerdì 24 luglio 2026

TISMA Aleksandar (1924 - 2003)

 

Aleksandar Tišma
 (grafia cirillica: Александар Тишма; Horgoš, 16 gennaio 1924 – Novi Sad, 16 febbraio 2003) è stato uno scrittore serbo.
Aleksandar Tišma nasce a Horgoš, in Voivodina al confine tra Serbia e Ungheria, da padre serbo e madre ungherese di origine ebraica nel 1924.
Compie gli studi a Budapest (dove si era rifugiato per sfuggire allo sterminio degli ebrei a Novi Sad) e Zagabria, per poi laurearsi in Germanistica a Belgrado, dove lavora come giornalista e redattore.
Esordisce nella narrativa nel 1951 con un racconto al quale seguiranno numerosi romanzi e raccolte di poesie. In particolare acquista fama internazionale con la ʿTrilogia di Novi Sadʾ composta da Il libro di Blam, L'uso dell'uomo e Kapò, scritti tra il 1970 e il 1987.
Muore il 16 febbraio 2003 a Novi Sad.

Opere
Poesia
Naseljeni svet (1956)
Krčma (1961)

Racconti
Krivice (1965)
Nasilje (1965)
Mrtvi ugao (1973)
Povratak miru (1977)
Scuola di empietà (Škola bezbožništva) (1978), Roma, E/O, 1988
Hiljadu i druga noć (1987)

Romanzi
Za crnom devojkom (1969)
Il libro di Blam (Knjiga o Blamu) (1971), Milano, Feltrinelli, 1998
L'uso dell'uomo (Upotreba čoveka) (1976), Milano, Jaca book, 1988
Begunci (1981)
Vere i zavere (1983)
Kapò (Kapo) (1987), Rovereto, Zandonai, 2010
Široka vrata (1989)
Pratiche d'amore (Koje volimo) (1990), Milano, Garzanti, 1993

giovedì 23 luglio 2026

SENDER Ramón José (1901 - 1982)

 

Ramón José Sender Garcés
 (Chalamera, 3 febbraio 1901 – San Diego, 16 gennaio 1982) è stato uno scrittore spagnolo naturalizzato statunitense.
Nato e cresciuto in Aragona, si trasferì a Madrid all'età di diciassette anni e, vivendo in povertà, cominciò a scrivere articoli per giornali e riviste come El Imparcial, El País, España Nueva e La Tribuna. Dopo essere stato arruolato, fu costretto a combattere nella guerra del Rif, al termine della quale tornò a dedicarsi al giornalismo e alla scrittura. Essersi schierato politicamente con gli anarchici gli costò un periodo di prigionia nel 1927 e tre anni più tardi pubblicò il suo primo romanzo, Imán (1930). Cinque anni più tardi avrebbe vinto il Premio Nacional de Literatura per il romanzo storico Míster Witt en el cantón.
Al termine della guerra civile, Sender lasciò la Spagna e si trasferì prima in Messico e poi negli Stati Uniti, diventandone cittadino nel 1946. Si affermò come uno dei più noti e prolifici autori dell'esilio spagnolo e trovò il successo anche nel mondo anglofono grazie alle traduzioni in inglese realizzate da Peter Chalmers Mitchell. Fu candidato al Premio Nobel per la letteratura nel 1963 e nel 1964

Opere tradotte in italiano
I cinque libri di Arianna, traduzione di Paolo Venchieredo, Venezia, Sodalizio del Libro, 1960.
Cronaca dell'alba, traduzione di L. Orioli, Einaudi, 1962.
L'attesa di Mosén Millán, traduzione di M.S. Malossi, Genova, Marietti, 1986.
Il re e la regina, collana Siglo XX. Piccola Biblioteca Ispanica, traduzione di Graziella Fantini, Le Lettere, 2011
L'avventura equinoziale di Lope de Aguirre, traduzione di Lorenzo Mari, Arkadia


mercoledì 22 luglio 2026

SCORZA Manuel (1928 - 1983)

 

Manuel Scorza Torres
 (Lima, 9 settembre 1928 – Madrid, 27 novembre 1983) è stato uno scrittore e politico peruviano.
Iniziò la sua formazione culturale e politica in Perù, anche se a soli 20 anni, a causa della sua febbrile attività politica fu costretto all'esilio. Soggiornò per molti anni in Messico, Uruguay e Spagna.
Ritornato in Perù dopo oltre un decennio, Scorza fu costretto nel 1968 ad un secondo esilio, sempre a causa del suo impegno politico a favore delle comunità indigene. Soggiornò a Parigi dove fu lettore di letteratura ispanoamericana all'École normale supérieure di Saint Cloud.
Morì nel 1983, quando il Boeing 747 della compagnia colombiana Avianca sul quale viaggiava si schiantò al suolo un minuto prima di atterrare all'aeroporto di Madrid-Barajas, per cause tuttora poco chiare. Scorza stava andando a Bogotà in Colombia per partecipare a un convegno. Insieme a lui persero la vita anche lo scrittore messicano Jorge Ibargüengoitia e la politica Bernadette Landru.
L'opera letteraria di Scorza è tutta incentrata sulla difesa della causa degli indigeni e delle comunità contadine del Perù.
Con l'obiettivo di difendere l'identità e i diritti del suo popolo, Scorza scrive una pentalogia conosciuta come "La Ballata" (la Balada), o anche "Guerra silenziosa", con la quale, combinando sapientemente poesia, racconti popolari e storia, racconta la lotta senza tempo dei contadini per recuperare le proprie terre, sottratte dalle multinazionali minerarie e dai fazenderos latifondisti. In questo scenario prendono corpo le epiche lotte contro il recinto, che giorno dopo giorno e avanzando con la sua barriera di acciaio e filo
spinato, sottrae campi agli indios contadini e le rivolte di questi ultimi, represse con il sangue.
La pentalogia si apre con Rulli di tamburo per Rancas (Redobles por Rancas, 1970), continua con Storia di Garabombo, l'invisibile (Historia de Garabombo, el Invisible, 1972), Il cavaliere insonne (El Jinete Insomne, 1976), Cantare di Agapito Robles (Cantar de Agapito Robles, 1976) e si conclude con La Vampata (La Tumba del Relámpago, 1978).
I protagonisti dei primi quattro romanzi sono eroi indios, ciascuno affetto da una malattia meravigliosa: Héctor Chacón (Rulli di tamburo per Rancas) è affetto dalla nictalopia: come i gatti vede meglio di notte che di giorno. In questo modo riuscirà ad organizzare la lotta contro l'oppressore, rappresentato dal Giudice Montenegro, emissario del governo di Lima.
Fermín Espinoza (Garabombo), gode invece del dono dell'invisibilità. È visibile a tutti coloro che sono oppressi e invisibile agli oppressori; diventa visibile a tutti quando lotta e reclama per i suoi diritti e per i diritti della comunità indigena. Questa condizione rappresenta metaforicamente la mancanza di coraggio degli indios, l'invisibilità è determinata dal silenzio, dalla rinuncia a rivendicare i propri diritti.
Anche a Raymundo Herrera (Il Cavaliere Insonne) accade una condizione simile a quella di Garabombo: quando nel 1705 vengono sottratte le terre alla comunità indigena, per Raymundo il tempo si ferma ed egli inizia a soffrire di insonnia. Malattia che riesce a superare soltanto il giorno in cui la sua comunità decide di lottare, 257 anni dopo.
Agapito Robles (Cantare di Agapito Robles) ha ricevuto come sortilegio da una strega, la capacità di trasformarsi in un puma. A differenza degli altri tre precedenti eroi, Agapito non cerca di ottenere la restituzione delle terre, di rivendicare i propri diritti dimostrando con le carte e con i vecchi contratti il diritto di proprietà delle comunità indigene: egli vuole conquistare le terre usurpate con la forza e istigando il suo popolo a prendere le armi.
Genaro Ledesma (La Vampata) non è un eroe campesino come gli altri quattro precedenti. Ledesma è un avvocato del popolo, fervente sostenitore delle idee del socialismo di Mariátegui, amico dello stesso Scorza, lettore appassionato di César Vallejo. Anche per lui è chiaro che il problema degli indios è la perdita del possesso delle terre e che, fino a quando lo schema socioeconomico rimanga fondato sul latifondo, le comunità indigene non avranno giustizia. Per questo accetta di guidare la lotta dei comuneros, ma si accorge ben presto che gli indios non sono preparati per la lotta armata: se il problema è quello di scontrarsi con un sistema economico latifondista finanziato da capitali stranieri, l'azione di un gruppo di indios male organizzati e male armati non si potrà risolvere in forme diverse dall'ennesimo massacro di contadini.
Durante il suo esilio parigino Scorza scrive quello che doveva essere il primo libro di una trilogia dedicata ai conflitti individuali e collettivi provocati dalle guerre rivoluzionarie in America Latina, La danza immobile (La Danza Inmóvil). Questo romanzo, scritto poco prima della sua tragica scomparsa è una riflessione esistenziale stesa con ironia pungente e fondamentalmente è anche una storia di amore e di guerra. I personaggi sono essenzialmente due: uno scrittore, membro di un movimento guerrigliero peruviano ed il suo testo. La narrazione si apre a descrivere la vita degli esiliati sudamericani a Parigi, la
sovversione, gli amori, la vita sregolata, le frustrazioni e le delusioni umane.

Opere
La danza immobile (1983)
Rulli di tamburo per Rancas (1970)
Storia di Garabombo l'Invisibile (1972)
Il cavaliere insonne (1977)
Cantare di Agapito Robles (1977)
La Vampata (1979)

ELOY MARTINEZ Tomás (1934 - 2010)

  Tomás Eloy Martínez  (San Miguel de Tucumán, 16 luglio 1934 – Buenos Aires, 31 gennaio 2010) è stato uno scrittore argentino Le sue pri...