venerdì 30 giugno 2023

STASSI Fabio (1962 - viv.)

 

Fabio Stassi
 (Roma, 2 maggio 1962) è uno scrittore e paroliere italiano di etnia arbëresh.
Di famiglia proveniente da Piana degli Albanesi (Sicilia), è bibliotecario presso la Biblioteca di Studi Orientali della Sapienza. Ha scritto i suoi libri viaggiando in treno fra Viterbo, Orte e Roma. Ha esordito con Fumisteria, pubblicato dalla GBM nel 2006 (poi Sellerio, 2015) ambientato nella Sicilia degli anni cinquanta con la strage di Portella della Ginestra sullo sfondo, con cui ha vinto il "Premio Vittorini opera prima 2007". L'anno seguente ha pubblicato per Minimum Fax È finito il nostro carnevale, una favola picaresca sull'uomo che ha rubato la Coppa Jules Rimet, tradotto in tedesco con il titolo: Die Trophäe. Il terzo romanzo, La rivincita di Capablanca (Minimum Fax, 2008), è incentrato sulla figura del campione di scacchi cubano José Raúl Capablanca, tradotto in lingua tedesca con il titolo Die letzte Partie (Kein & Aber, Zurigo, 2009). Nel 2010 pubblica sempre con Minimum Fax il libro Holden, Lolita, Zivago e gli altri, che nel 2015 diventerà Il libro dei personaggi letterari. Dal dopoguerra a oggi, trecento ritratti in prima persona di protagonisti e comprimari dei migliori romanzi italiani e stranieri del secondo Novecento.
A fine ottobre del 2012 esce per Sellerio L'ultimo ballo di Charlot. Il romanzo, ancora prima di essere pubblicato, diventa un caso editoriale al Salone del Libro di Francoforte, gli editori stranieri ne acquistano i diritti e verrà tradotto in diciannove lingue. L'anno dopo, il libro vince il Premio Selezione Campiello 2013 e ottiene molti altri prestigiosi riconoscimenti. Ha collaborato con vari quotidiani e riviste, e dal 2013 con Lettre internationale (edizione tedesca). Sempre nel 2013 cura l'edizione italiana di Curarsi con i libri, Rimedi letterari per ogni malanno, di Ella Berthoud e Susan Elderkin presso Sellerio
editore, redigendo tutte le schede relative alla letteratura italiana, e scrive il testo del libro fotografico La città nascosta di Bruno Tobia sulla prima Università di Roma La Sapienza. Nel 2014 esce sempre per Sellerio Come un respiro interrotto. Del 2015 è la sua prima graphic novel dal titolo La leggenda di Zumbi l'immortale, illustrata da Federico Appel (Sinnos editore). Del 2016, La lettrice scomparsa (Sellerio), che vince il Premio Scerbanenco. Sempre del 2016 il romanzo per ragazzi L'alfabeto di Zoe (Bompiani).
Del 2017, il romanzo di genere fantastico Angelica e le comete (Sellerio). Nel 2017 scrive anche il programma televisivo "L'attimo fuggente. Storie quasi vere di poeti" che racconta la poesia e dieci poeti del Novecento italiano, prodotto da Minimum Fax Media e in onda su Rai 5. Alla fine dell'anno cura Crescere con i libri, Rimedi letterari per mantenere i bambini sani, saggi e felici di Ella Berthoud e Susan Elderkin. Dal settembre 2017 collabora alla narrativa e ai classici italiani di Minimum Fax. Nel 2018 escono Ogni coincidenza ha un’anima (Sellerio) e Con in bocca il sapore del mondo (Minimum Fax), che raccoglie i monologhi in prima persona dei poeti protagonisti della trasmissione televisiva. Nel 2019 pubblica per Sinnos l'albo illustrato da Veronica Truttero, La gamba di legno di mio zio, e nel 2020, Uccido chi voglio (Sellerio), il cui titolo nasce dalla sua identità d’origine albanese. Nel 2021 pubblica il romanzo Mastro Geppetto (Sellerio), che l'anno successivo vince il Premio Croce, il Premio Dessì, il Premio Stresa.
Nel 2023 escono Notturno francese ed E d'ogni male mi guarisce un bel verso. Breve discorso su Dante, la poesia e il dolore, e l’anno dopo Bebelplatz. La notte dei libri bruciati.
Nel 2024 gli viene assegnato il Premio Hermann Kesten dal Pen Deutschland per la difesa della libertà di parola. Queste le motivazioni del Premio: "Fabio Stassi scrive come un cosmopolita e un illuminista nello spirito dell'umanesimo radicale, proprio della tradizione narrativa del Mediterraneo. Esprime ad alta voce la sua preoccupazione, il suo orrore e il suo disgusto per i sintomi di un'infezione che ci riporta ai fantasmi del passato, alle dittature del XX secolo e ai loro metodi."
Bebelplatz. La notte dei libri bruciati ha vinto il Premio Selezione Campiello 2025, il Premio Isola d’Arturo Elsa Morante e la XV edizione del Premio Maria Teresa Di Lascia.
Da novembre 2025 a gennaio 2026, l'attore e regista svedese Roger Westberg con la sua compagnia di mimi Boulevardteatern ha messo in scena a Stoccolma un libero adattamento teatrale tratto da L'ultimo ballo di Charlot.
Fabio Stassi ha scritto anche testi per la cantante e compositrice romana Pilar, con cui ha vinto nel 2005 il premio indetto dalla rivista L'isola che non c'era e patrocinato dal Club Tenco e nel 2007 la XVIII edizione del Musicultura di Macerata. Nello stesso anno, insieme al compositore Franco Piana e alla stessa Pilar, ha collaborato alla direzione artistica del primo disco della cantautrice Femminile singolare (ValterCasiniMusic), finalista al premio Tenco opera prima 2007. Nel 2010, ha firmato il testo della canzone Calati giunco, con cui Pilar ha vinto il premio come Migliore Interpretazione alla Pjesma Mediterana, il festival della canzone del Mediterraneo di Budva, in Montenegro.
Ha pubblicato molti articoli e saggi letterari in varie testate giornalistiche, e collabora da molti anni con Lettre internationale.

Opere
Romanzi
Fumisteria, GBM, Messina, 2006; Palermo, Sellerio, 2015.
È finito il nostro carnevale, Roma, minimum fax, 2007.
La rivincita di Capablanca, Roma, minimum fax, 2008.
L'ultimo ballo di Charlot, Palermo, Sellerio, 2013.
Come un respiro interrotto , Palermo, Sellerio, 2014.
La lettrice scomparsa, Palermo, Sellerio, 2016.
Angelica e le comete, Palermo, Sellerio, 2017.
Ogni coincidenza ha un'anima, Palermo, Sellerio, 2018.
Con in bocca il sapore del mondo, Roma, minimum fax, 2018.
Uccido chi voglio, Palermo, Sellerio, 2020.
Mastro Geppetto, Palermo, Sellerio, 2021.
Notturno francese, Palermo, Sellerio, 2023.
Bebelplatz. La notte dei libri bruciati, Nota di Alberto Manguel, Collana La memoria n.1316, Palermo, Sellerio, 2024

Saggi
Holden, Lolita, Zivago e gli altri. Piccola enciclopedia dei personaggi letterari (1946-1999), Roma, minimum fax, 2010.
Il libro dei personaggi letterari. Dal dopoguerra a oggi, Roma, minimum fax, 2015.
E d'ogni male mi guarisce un bel verso. Breve discorso su Dante, la poesia e il dolore, Palermo, Sellerio, 2023.

Libri per ragazzi
La leggenda di Zumbi l'immortale (graphic novel), illustrazioni di Federico Appel, Roma, Sinnos, 2015.
L'alfabeto di Zoe, Milano, Bompiani, 2016.
La gamba di legno di mio zio, illustrazioni di Veronica Truttero, Roma, Sinnos, 2019.

Curatele
Ella Berthoud-Susan Elderkin, Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno, Palermo, Sellerio, 2013; nuova ed. accresciuta, 2016.
Ella Berthoud e Susan Elderkin, Crescere con i libri, Rimedi letterari per mantenere i bambini sani, saggi e felici, Palermo, Sellerio, 2017.

Racconti e collaborazioni
"Melù", in: Chiara Belliti, Bonus tracks. Scrittori italiani per Rolling Stone Magazine, Milano, Oscar Mondadori, 2007.
“Waharan”, in: I racconti del Calvados, Roma, La Lepre, 2009.
"Il figlio del Re", in: Camilleri, Cornia, Pariani, Rea, Recami, Stassi, Articolo 1. Racconti sul lavoro, Palermo, Sellerio, 2009.
"Der Schuhe fur die Toten", in: Autori vari, Der Mann meines lebens, Zurigo, Kein & Aber, 2010.
Bruno Tobia-F. Stassi, La città nascosta, (libro fotografico) Roma, Camera 21, 2013.
"Anatomia del pendolare", in: Almanacco Sellerio 2014-2015, Palermo, Sellerio, 2014.
Il racconto onesto: 60 scrittori, 60 risposte, a cura di Goffredo Fofi, Roma, Edizioni Contrasto, 2015.
“Stazione Termini”, in: Calaciura, Di Gregorio, Manzini, Stassi, Tedoldi, Valerio, Storie dalla città eterna, Palermo, Sellerio, 2015.
“Valzer per Euridice”, in: Panamericana. Scrittori italiani raccontano scrittori latinoamericani, a cura di Alessandro Raveggi, Roma, La Nuova Frontiera, 2016.
"Alla fine tutto torna al Monte dei Pegni", in: Storie di Natale, Palermo, Sellerio, 2016.
"Per tutte le destinazioni", in: Agnello Hornby, Aykol, Camilleri, Costa, Giménez-Bartlett, Malvaldi, Manzini, Piazzese, Recami, Robecchi, Savatteri, Stassi, Un anno in giallo, Palermo, Sellerio, 2017.
Vincenzo Di Pasquale-F. Stassi, I ricordi hanno le gambe lunghe, Alcamo, Ernesto Di Lorenzo, 2017.
"Congedo", in: Galateria, Giménez-Bartlett, Cataluccio,Stassi, Spencer, Alajmo, Vivere con i classici, Palermo, Sellerio, 2020.
"Triste, solitario e alla fine", in: Una settimana in giallo, Palermo, Sellerio, 2021.
"Fino a che la realtà non ci separi", in: Una notte in giallo, Palermo, Sellerio, 2022.

giovedì 29 giugno 2023

MECKERT Jean (1910 - 1995)

 

Jean Amila o John Amila, Jean Mekert, pseudonimi di Jean Meckert (Parigi, 24 novembre 1910 – Vaux-sur-Lunain, 6 marzo 1995) è stato uno scrittore e dialoghista francese.
Esercitò numerosi piccoli mestieri prima di dedicarsi alla letteratura. Il suo primo romanzo Les coups (1941), sotto il nome di Jean Mekert, fu notato da Gide e Queneau. Il romanzo mette in scena persone ordinarie alle prese con le difficoltà della società. Nel 1950, su richiesta di Marcel Duhamel, direttore della Série noire, si lanciò, con lo pseudonimo di John Amila, nella letteratura poliziesca. Una ventina di romanzi videro la luce nella Série Noire, tra cui: La lune d'Omaha, Noces de soufre, Pitié pour les rats (1964), Le boucher des Hurlus (1982). Nel 1971, La vierge et le taureau, romanzo scritto dopo un soggiorno a Tahiti, denunciò gli esperimenti atomici e batteriologici. Jean Amila fu vittima di una grave aggressione, forse in seguito alla pubblicazione di questo romanzo, e soffrì per parecchi anni di amnesia parziale. I suoi libri sono tutti imbevuti di uno spirito libertario e antimilitarista.

Opere
Fantascienza
La ville de plomb
Le 9 de pique

Polizieschi
Nous Avons les Mains Rouges (1947)
Y'a pas de Bon Dieu ! (1950)
Motus ! (1953)
La Bonne Tisane (1955)
Sans Attendre Godot (1956)
Le Drakkar (1959)
Les Loups dans la Bergerie (1959)
Jusqu'à Plus Soif (1962)
La Lune d'Omaha (1964)
Noces de Soufre (1964)
Pitié pour les Rats (1964)
Les Fous de Hong-Kong (1969)
Le Grillon Enragé (1970)
Contest-Flic (1972)
La Nef des Dingues (1972)
Terminus Iéna (1973)
A Qui ai-je l'Honneur ?.. (1974)
Le Pigeon des Faubourgs (1981)
Le Chien de Montargis (1983)
Langes Radieux (1963)
Au Balcon d'Hiroshima (1985)

Storici
Le Boucher des Hurlus

mercoledì 28 giugno 2023

DURBRIDGE Francis (1912 - 1998)

 

Francis Henry Durbridge 
(Kingston upon Hull, 25 novembre 1912 – Londra, 18 aprile 1998) è stato uno scrittore e sceneggiatore britannico, tra i più noti della letteratura gialla della seconda metà del XX secolo.
Nato a Kingston upon Hull, cittadina dello Yorkshire in Gran Bretagna, laureatosi a Birmingham in Letteratura inglese, lavorò come agente di cambio per qualche tempo, finché all'età di 21 anni non riuscì a vendere un radiodramma alla BBC. Cominciò così una fortunatissima carriera di scrittore e autore di commedie, film e sceneggiati televisivi che lo resero famoso non solo in Inghilterra ma anche in Germania, e in altre nazioni. Il suo personaggio forse più famoso è Paul Temple, scrittore di gialli e detective. In Italia è noto soprattutto per gli adattamenti televisivi di alcuni suoi lavori, che sono entrati nella storia dello sceneggiato; trasmessi a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, furono sceneggiati e diretti da maestri del genere: Franca Cancogni si occupò delle traduzioni, Biagio Proietti degli adattamenti e Daniele D'Anza, Silverio Blasi, Leonardo Cortese, Alberto Negrin e Salvatore Nocita della regia. A dare corpo ai personaggi furono grandi attori televisivi e teatrali dell'epoca. Durbridge firmò anche molti romanzi tratti dalle sue opere televisive o radiofoniche. Purtroppo in Italia ne sono stati pubblicati solo poco meno della metà. Tra le lacune più vistose, segnaliamo l'assenza nella nostra lingua delle versioni in libro di alcuni suoi popolari originali televisivi come La sciarpa, Paura per Janet e Un certo Harry Brent.

Romanzi
Serie di Paul Temple
Send for Paul Temple (1938) (con John Thewes, aka Charles Hatton)
Paul Temple and the Front Page Men (1939) (con Charles Hatton)
Ritorna Paul Temple (News of Paul Temple) (1940) (con Charles Hatton)
Paul Temple Intervenes (1944) (con Charles Hatton)
Send for Paul Temple Again! (1948) (con Charles Hatton)
The Tyler Mystery (1957) by 'Paul Temple' (con Douglas Rutherford)
East of Algiers (1959) by 'Paul Temple' (con Douglas Rutherford)
Paul Temple and the Kelby Affair (1970)
Una strana rapina (Paul Temple and the Harkdale Robbery) (1970)
Il mistero di Ginevra (The Geneva Mystery) (1971)
The Curzon Case (1971)
Delitto a tempo di rock (Paul Temple and the Margo Mystery) (1986)
Paul Temple and the Madison Case (1988)

Serie di Tim Frazer
The World of Tim Frazer (1962)
Tim Frazer Again (1964)
Tim Frazer Gets the Message (1978)

Altri romanzi
Back Room Girl (1950)
Beware of Johnny Washington (1951) (una riscrittura di Send for Paul Temple)
Design for Murder (1951) (basato su Paul Temple and the Gregory Affair, 1946)
Lungo il fiume e sull'acqua (The Other Man) (1958)
A Time of Day (1959)
The Scarf (1960)
Ritratto di Alison (Portrait of Alison) (1962)
...dai nemici mi guardo io (My Friend Charles) (1963)
La scarpa che mancava sempre (Another Woman's Shoes) (1965) (basato su Paul Temple and the Gilbert Case, 1954)
I disperati (The Desperate People) (1966)
Morto per il mondo (Dead to the World) (1967) (basato su Paul Temple and the Jonathan Mystery, 1951, 1963)
Melissa (My Wife Melissa) (1967)
Mezz'ora per vivere, mezz'ora per morire (The Pig-Tail Murder) (1969) (basato su Step in the Dark, la sceneggiatura per Piccadilly ore X missione segreta, 1963)
A Man Called Harry Brent (1970)
Come un uragano (Bat out of Hell) (1972)
Giocando a golf una mattina (A Game of Murder) (1975)
The Passenger (1977)
Il prezzo del tradimento (Breakaway) (1981)
La bambola sull'acqua (The Doll) (1982)

martedì 27 giugno 2023

SCARAFFIA Giuseppe (1950 - viv.)


Giuseppe Scaraffia
(Torino, 2 aprile 1950) è un francesista, scrittore e conduttore televisivo italiano.
Nato a Torino (sua sorella è la storica Lucetta Scaraffia), si è laureato in Filosofia presso la Università degli Studi di Milano con una tesi sull'idea della felicità in Diderot. Ha insegnato Letteratura francese presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Nel corso degli anni la sua ricerca si è concentrata in particolare modo sui grandi miti ottocenteschi della seduzione, dalla figura della femme fatale a quella del bel tenebroso. Collabora al supplemento letterario de Il Sole 24 ore e al Venerdì. Nel 2000 è stato nominato Cavaliere delle Arti e delle Lettere dall'Ordre des Arts et des Lettres, dal Ministero della Cultura francese. Nel 2008 ha vinto il premio speciale "Grinzane – Beppe Fenoglio" per il libro Cortigiane (2008).
Insieme alla bizantinista Silvia Ronchey, ha scritto e condotto programmi culturali per la Rai collaborando con RAISAT, Rai 1, Rai 2 e Rai 3. Fra questi L'altra edicola, programma culturale in onda su Rai 2 negli anni novanta. Sempre con Silvia Ronchey ha realizzato una serie di interviste a "grandi vecchi" della cultura come Ernst Jünger, Claude Lévi-Strauss, James Hillman, David Lodge e Jean-Pierre Vernant.
Scaraffia ha pubblicato 18 saggi e tre romanzi, oltre ad aver curato le edizioni italiane di oltre 30 opere di vari autori stranieri (da Proust a Mérimée, da Stendhal a Maupassant a Evelyn Waugh).

Opere
Dizionario del dandy, Bari, Laterza, 1981; Collana La memoria, Sellerio 2007
Scritti su Diderot, Roma, Bulzoni, 1983.
Marcel Proust. Alla ricerca di Swann, Collana Iconografia, Pordenone, Studio Tesi, 1986-1992 ; ristampato come Proust, Collana Tascabili. Saggi, Milano-Firenze, Bompiani, 2022 
La donna fatale, Palermo, Sellerio, 1987.
Infanzia, Palermo, Sellerio, 1987-2013.
Il mantello di Casanova, Collana La memoria, Palermo, Sellerio, 1989 
Torri d'avorio, Palermo, Sellerio, 1994; nuova ed., Le torri d'avorio, Excelsior 1881, 2010 
Miti minori, Collana Il divano, Palermo, Sellerio, 1995
Il bel tenebroso. L'uomo fatale nella letteratura del XIX secolo, Collana La Diagonale, Palermo, Sellerio, 1999
Gli ultimi dandies, Collana Il divano, Palermo, Sellerio, 2002
Scrivere è un trucco del cuore, Milano, Ponte delle Grazie, 2002.
Sorridi Gioconda!, Milano, Mondadori, 2005.
Cortigiane, Milano, Mondadori, 2008.
Femme Fatale, Firenze, Vallecchi, 2009
Le signore della notte. Storie di prostitute, artisti e scrittori, Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 2011
I piaceri dei grandi, Collana La memoria, Palermo, Sellerio, 2012
Il romanzo della Costa Azzurra, Milano, Bompiani, 2013
Gli ultimi giorni di Mata Hari, Torino, UTET, 2015
Il demone della frivolezza, Collana La memoria, Palermo, Sellerio, 2016
L'altra metà di Parigi. La Rive Droite, Collana Illustrati, Milano-Firenze, Bompiani, 2019
Scrittori in armi, Collana Piccola Biblioteca, Vicenza, Neri Pozza, 2023

Antologie
AA.VV., Di cosa stiamo parlando?, a cura di Filippo La Porta, Enrico Damiani Editore, 2017.

lunedì 26 giugno 2023

KARAKAS Damir (1967 - viv.)

 

Damir Karakaš 
(nato nel 1967 a Plašćica vicino a Brinje, Croazia) è uno scrittore croato. 
Karakaš ha frequentato le scuole superiori a Senj e Zagabria. Si è laureato in giurisprudenza nel 1993. Ha lavorato come giornalista per il quotidiano croato Večernji list. Dal 2001 al 2007 ha vissuto in Francia. Ha partecipato alla guerra d'indipendenza croata. Ha esordito con il libro di diari di viaggio Bosanci su dobri ljudi (I bosniaci sono brave persone, 1999).  Il romanzo Kombetari (2000) racconta la storia di com'era difendere la Lika all'inizio degli anni '90. Nel 2001, ha pubblicato una raccolta di racconti intitolata Kino Lika, che è stata adattata in un film omonimo, The Lika Cinema, dal regista Dalibor Matanić nel 2008. Il suo romanzo Sjajno mjesto za nesreću (Un ottimo posto per un incidente, 2009) è una storia su Parigi vista attraverso gli occhi di un immigrato, scrittore croato che cerca di sopravvivere disegnando caricature per i turisti. Per il romanzo Sjećanje šume (Memoria della foresta, 2016), ha ricevuto il premio Fric per il miglior libro in prosa in Croazia nel 2017, il premio regionale Petar Kočić per gli alti risultati nella letteratura contemporanea e il prestigioso premio letterario italiano Premio ITAS per il 2021. [Ha pubblicato il romanzo Proslava nel 2019. La traduzione del romanzo, Celebration (2024), è stata inclusa tra le 75 traduzioni più importanti del 2024 di World Literature Today. Lo stesso romanzo è stato incluso nella lista dei migliori libri del 2024 dalla rivista letteraria The Paris Review. Nel 2021 ha pubblicato il romanzo Okretište (Interscambio). Nel 2017, Karakaš ha firmato la Dichiarazione sulla lingua comune.
Karakaš si è sposato due volte. Il suo primo matrimonio è durato dal 1993 al 1997. Attualmente è sposato con Mitra. Ha tre figlie. 

Opere
Bosanci su dobri ljudi ( I bosniaci sono brava gente ), 1999
Kombetari (Domoljub) ( Patriota ), 2000.
Kino Lika ( Il cinema della Lika ), 2001
Kako sam ušao u Europu: reality roman ( Come sono entrato in Europa: un reality novel ), 2004
Eschimesi ( Eskimos ), 2007
Sjajno mjesto za nesreću ( Un ottimo posto per un incidente ), 2009
Pukovnik Beethoven ( Colonnello Beethoven ), 2012
Luna blu 2014
Sjećanje šume ( Un ricordo della foresta ), 2016
Proslava ( Celebrazione ), 2019
Okretište ( Tornello ), 2021
Potop ( inondazione ), 2023
Avijatičari i druge drame ( Aviatori e altri drammi ), 2023

domenica 25 giugno 2023

D'ORTA Marcello (1953 - 2013)

 
Marcello D'Orta
 (Napoli, 25 gennaio 1953 – Napoli, 19 novembre 2013) è stato un insegnante e scrittore italiano divenuto famoso per il libro Io speriamo che me la cavo.
Dal libro venne tratto un omonimo film nel 1992 diretto da Lina Wertmüller e una commedia teatrale del 2008 diretta da Domenico Maria Corrado, con protagonista Maurizio Casagrande e con musiche e canzoni di Enzo Gragnaniello.
Nato in una famiglia di dieci persone in vico Limoncello, nel centro antico di Napoli, da maestro di scuola elementare ha insegnato nelle scuole del territorio napoletano (precisamente Arzano) per quindici anni. Proprio dall'esperienza scolastica trasse ispirazione e materiali per la scrittura del suo primo libro, Io speriamo che me la cavo, rivelatosi un best seller, un libro anomalo nel suo genere che ha venduto due milioni di copie in Italia, diventando un caso nel campo dell'editoria italiana, che raccoglieva sessanta temi scritti da bambini di una scuola elementare di Arzano (Napoli). È morto per un tumore, insorto un anno e mezzo prima, il 19 novembre 2013 a Napoli.

Opere

Io speriamo che me la cavo. Sessanta temi di bambini napoletani, a cura di, Milano, A. Mondadori, 1990
Dio ci ha creato gratis. Il Vangelo secondo i bambini di Arzano, a cura di, Milano, A. Mondadori, 1992
Romeo e Giulietta si fidanzarono dal basso. L'amore e il sesso: nuovi temi dei bambini napoletani, a cura di, Milano, A. Mondadori, 1993
I nonni se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Trecento pensieri e disegni di bambini sui nonni scelti da 50 & PIÙ presentati e commentati da Marcello D'Orta, Roma, Newton Compton, 1994
Introduzione a Edmondo De Amicis, Cuore, Roma, BEN Ragazzi, 1994
Introduzione a Ferenc Molnár, I ragazzi della via Pal, Roma, Biblioteca economica Newton, 1995
Il maestro sgarrupato. Il tema della mia vita (e nuovi temi dei miei alunni), Milano, Mondadori, 1996
Il sole ventiquattrore. A spasso per Napoli, Milano, Zelig, 1997
Prefazione a Dario Assisi e Domenico Raio, San Giuseppe, muoviti e fammi la grazia. Benvenuti in paradiso per le grazie munirsi di scontrino alla cassa, Volla, La Rosa, 1998.
Non è mai troppo tardi. Corso di storia semiseria del mondo dalla preistoria alla scoperta dell'America, Roma, Newton & Compton, 1999
Garantito al limone, Napoli, A. Guida, 2001
Maradona è meglio 'e Pelé. I bambini di Napoli giudicano il pibe de oro, Arezzo, Limina, 2002
Caro maestro raccontaci la Storia semiseria del mondo. L'età moderna e contemporanea, Caserta, Spring, 2004
Nero napoletano. Viaggio tra i misteri e le leggende di Napoli, Venezia, Marsilio, 2004
Elogio della bugia, Napoli, Tullio Pironti, 2005
Fiabe sgarrupate, Venezia, Marsilio, 2005
Prefazione a Tommaso Prestieri, Uomini di cristallo, Napoli, T. Pironti, 2005
Nessun porco è signorina. Nuovi temi dei bambini napoletani, a cura di, Milano, Mondadori, 2008
Aboliamo la scuola!, Firenze-Milano, Giunti, 2010
'A voce d''e creature. La camorra nei temi dei bambini di Napoli, con don Luigi Merola, Milano, Mondadori, 2012
All'apparir del vero. Il mistero della conversione e della morte di Giacomo Leopardi, Milano, Piemme, 2012
Era tutta un'altra cosa. I miei (e i vostri) anni Sessanta, Siena, Barbera, 2012
Cuore del Duemila, Siena, Barbera Editore, 2013
Cuore di Napoli. Viaggio sentimentale tra i vicoli e i bassi della città, Napoli, Rogiosi editore, 2013
La Madonna fece un guaio con l'angelo. Gesù spiegato dai bambini, Milano, Piemme, 2014
Noi speriamo che ce la caviamo, con Dario Assisi e Sergio Assisi, Milano, Cairo Editore, 2014

sabato 24 giugno 2023

RUSSELL Bertrand (1872 - 1970)

 

Bertrand Arthur William Russell
, III conte Russell (Trellech, 18 maggio 1872 – Penrhyndeudraeth, 2 febbraio 1970), è stato un nobile, filosofo, logico, matematico, attivista e saggista britannico.
Fu un autorevole esponente del movimento pacifista nonché divulgatore della filosofia, avvicinato alle correnti filosofiche del razionalismo, dell'antiteismo e del neopositivismo.
Bertrand Russell nacque da una delle più prestigiose e potenti famiglie dell'aristocrazia britannica, i Russell di Bedford, conti e duchi, le cui origini risalgono al XII secolo. Tra coloro che portarono il titolo connesso a questa famiglia vi fu Giovanni Plantageneto ai tempi di Enrico VI. I suoi nonni paterni erano John Russell, I conte di Russell (ex Primo ministro del Regno britannico, che ricevette come cadetto il titolo di Earl, cioè conte del Regno Unito) nonché terzogenito di John Russell, VI duca di Bedford, e la scozzese Lady Frances Anna-Maria Elliot-Murray-Kynynmound (che ebbe molta influenza su di lui), figlia di Gilbert Elliot-Murray-Kynynmound, II conte di Minto e zia di Gilbert Elliot-Murray-Kynynmound, IV conte di Minto, già Governatore Generale del Canada e poi Viceré d'India.
La madre era Katherine Louisa Stanley, figlia di Edward Stanley, II Barone di Alderley, ex ministro del Commercio; sorelle di sua madre erano Rosalind Frances Stanley, che sposò George Howard, IX conte di Carlisle e Henrietta Blanche Stanley, consorte di David Ogilvy, X Conte di Airlie e nonna di Clementine Ogilvy Hozier, la moglie di Winston Churchill. Altre parentele comprendevano il socialista inglese Esmond Romilly e suo fratello Giles (entrambi figli di una sorella di Clementine, Nellie Hozier), le celebri sorelle Mitford, tra le quali spiccano Deborah, Duchessa di Devonshire, la socialista Jessica (moglie dello stesso Esmond Romilly), la scrittrice Nancy e le filo-fasciste Diana e Unity, la prima, moglie del politico fascista Sir Oswald Mosley, e la seconda, amica di Adolf Hitler.
Tra la folla di illustri congiunti spiccano infine Sir Angus Ogilvy, marito della Principessa Alexandra di Kent, cugina della Regina Elisabetta II e, per parte di madre, i
monarchi Carlo II e suo fratello Giacomo II, attraverso sua nonna Henrietta Dillon, di antica famiglia irlandese giacobita. Per parte di padre manteneva poi legami parentali con il IX Duca di Marlborough e suo cugino Winston Churchill, il VII Duca di Buccleuch, il V marchese di Lansdowne e il IX Duca di Devonshire. Dopo aver perduto la madre all'età di due anni e il padre a quattro, fu cresciuto dal nonno John e dalla nonna Frances. Il padrino di battesimo di Russell fu John Stuart Mill, il grande filosofo utilitarista e liberale del XIX secolo. Grazie alle origini familiari, Russell occupò un seggio alla Camera dei lord, dal quale poté difendere le sue posizioni.
L'infanzia e l'adolescenza di Russell, anche a causa di un'oppressiva educazione puritana, non furono felici. L'unica gioia si rivelò per lui, in quegli anni, lo studio della matematica; a quindici anni cominciò ad appassionarsi anche di filosofia, emancipandosi via via da quella religiosità a cui era stato molto legato ma dalla quale si sentiva soffocare. Dal 1890 studiò filosofia e logica presso l'Università di Cambridge. A 17 anni incontrò Alys Pearsall Smith, quacchera statunitense. I due si sposarono nel dicembre del 1894, ma si separarono nel 1911. Russell non fu fedele; ebbe relazioni, tra le altre, con Lady Ottoline Morrell e Constance Malleson. Nel 1908 divenne assistente al Trinity College dell'Università di Cambridge, sotto la direzione di John Ellis McTaggart.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, le sue idee pacifiste lo assorbirono completamente, costandogli – per la pubblicazione, nel 1916, dei Principi di riforma sociale –
l'allontanamento dall'insegnamento e la rottura del contratto con il Trinity College; fu inoltre a causa di un articolo pacifista che, nel 1918, scontò sei mesi di carcere, durante i quali – convintosi che non vi fosse più alcuna azione pacifista che egli potesse portare avanti utilmente – scrisse l'Introduzione alla filosofia matematica. Nel 1920 fece un viaggio in quella che diventerà l'Unione Sovietica e successivamente fu invitato per un anno a Pechino. Nel 1921 divorziò da Alys e sposò Dora Black, attivista femminista e scrittrice, che dopo il matrimonio firmò i propri lavori col cognome del marito. Da Dora ebbe il figlio John e la figlia Kathrine. In quegli anni si mantenne scrivendo testi divulgativi su fisica, etica e pedagogia. Insieme con la moglie scrisse vari testi e nel 1927 fondò la scuola sperimentale per bambini e bambine di Beacon Hill.
Dopo avere divorziato anche da Dora, nel 1936 si sposò con una studentessa di Oxford, Patricia ("Peter") Spence. Nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti per un incarico presso l'UCLA di Los Angeles. Nel 1944 fece ritorno in Inghilterra presso il Trinity College. Nel 1948, a 76 anni, riuscì a salvarsi a nuoto da un incidente aereo. Nel 1952 divorziò anche da Patricia e sposò Edith, che conosceva dal 1925.
Negli anni sessanta Russell scrisse la sua autobiografia in tre volumi che portò a termine prima di morire a causa di una bronchite acuta all'età di quasi 98 anni. Come da sua volontà, non fu celebrato alcun funerale e le sue ceneri furono disperse sulle colline del Galles.
Al sopraggiungere della morte, Russell era anche una voce autorevole nel campo
della morale e dell'etica, conseguentemente alla sua presa di posizione contro le armi nucleari e contro la guerra degli USA in Vietnam.
Nel 1950, Russell fu insignito del premio Nobel per la letteratura "quale riconoscimento ai suoi vari e significativi scritti nei quali egli si leva in alto a campione degli ideali umanitari e della libertà di pensiero".
Russell scrisse il suo stesso elogio funebre nel 1936 in cui, tra l'altro, supponeva sarebbe morto intorno al 1962; nella sua ultima intervista scherza intorno a questa sua previsione dicendosi sempre più preoccupato dall'avvicinarsi della data che poi però supererà di 8 anni, morendo appunto nel 1970 all'età di 97 anni, dopo una lunga agonia determinata da una polmonite.
Nella logica matematica Russell fissò il paradosso che successivamente prese da lui il nome di paradosso di Russell. Il paradosso minava irrimediabilmente il progetto di Gottlob Frege di ridurre la matematica alla logica. Nondimeno, Russell difese la teoria del logicismo e tentò in prima persona di realizzare la riduzione logicista assieme a Alfred North Whitehead, nei Principia Mathematica, un sistema assiomatico con cui tutte le affermazioni della matematica potevano essere costruite, ma che restarono incompleti. Nemmeno i Principia Mathematica, che pure si sottraevano alle aporie contro le quali si era infranto il sogno di Frege, poterono resistere ai teoremi di incompletezza di Kurt Gödel che provavano che nessun sistema logico finito poteva risolvere dentro di sé tutte le verità della matematica.
Successivamente Russell sviluppò, anche a seguito del dialogo filosofico con l'allievo Ludwig Wittgenstein, la visione filosofica dell'atomismo logico, secondo la quale il mondo è costituito da elementi minimi indivisibili di natura logica, i fatti atomici.
Il principale contributo di Russell alla filosofia del linguaggio è la teoria delle descrizioni. Essa è normalmente illustrata con l'argomento de "l'attuale re di Francia", usata per esempio nell'enunciato "L'attuale re di Francia è calvo". A chi si riferisce questo enunciato dal momento che attualmente non esiste alcun re di Francia? Alexius Meinong aveva suggerito che noi dovessimo presupporre un mondo delle "entità non esistenti" a cui poterci riferire quando ricorriamo a enunciati simili; ma si tratta di una teoria quanto meno curiosa. Frege pensava invece che potessimo rifiutare come non significanti tutti gli enunciati le cui parole si riferiscono apparentemente a oggetti che non esistono. D'altra parte una frase come "se l'attuale re di Francia è calvo, allora l'attuale re di Francia non ha capelli sulla testa" non solo non sembra priva di senso ma sembra indubbiamente vera. Infine lo stesso problema si porrebbe se ci fossero due re di Francia: a quale dei due l'espressione "l'attuale re di Francia" si riferisce?
Il problema è posto dalle "descrizioni definite". Esse comprendono tutte le espressioni che cominciano con "il" e alle volte anche i nomi, come "Walter Scott". Qual è la forma logica delle descrizioni definite? Come, in termini fregeani, possiamo parafrasarle così da mostrare che la verità dell'intero dipende dalla verità delle singole parti? Le descrizioni definite sono simili a nomi che per natura denotano esattamente un oggetto, né più né meno.
La soluzione di Russell è di analizzare non le singole parti, ma l'intero enunciato che contiene una descrizione definita. "L'attuale re di Francia è calvo", può essere tradotto in: "Esiste un unico X tale che X è l'attuale re di Francia ed è calvo".
Russell ritiene che ogni "descrizione definita" contenga un'affermazione di esistenza e un'affermazione di unicità, ma esse possono essere distinte e trattate separatamente dal predicato che è contenuto nell'enunciato in cui compaiono. L'enunciato contiene tre dichiarazioni circa un oggetto: la descrizione definita ne contiene due, il resto dell'enunciato contiene la terza. Se l'oggetto non esiste, o se non è unico, allora l'enunciato è falso, ma non privo di significato.
Una delle maggiori critiche mosse alla teoria di Russell è stata formulata da Peter Frederick Strawson: le descrizioni definite non affermano che il loro oggetto esiste, esse semplicemente presuppongono che esso esista.
Russell è generalmente considerato uno dei fondatori della filosofia analitica. Assieme a George Edward Moore è stato protagonista della "rivoluzione contro l'idealismo" della filosofia anglosassone d'inizio Novecento (che fu echeggiata trent'anni dopo a Vienna, dalla "rivoluzione contro la metafisica" del positivismo logico). Russell e Moore hanno lottato per eliminare quello che essi ritenevano una filosofia incoerente e priva di significato e per raggiungere la chiarezza e la precisione del ragionamento. Gli scritti logici redatti assieme a Whitehead hanno continuato questo progetto.
Russell fu maestro di Ludwig Wittgenstein tra il 1911 e il 1914, e lo aiutò a trovare un editore per la pubblicazione del Tractatus logico-philosophicus oltre che garantirgli un incarico all'Università di Cambridge. Tuttavia, Russell disapprovò l'approccio ai problemi filosofici dell'ultimo Wittgenstein, che a sua volta accusò il suo antico maestro di essere "superficiale e falso". L'opera e il pensiero di Russell hanno influenzato i lavori di Willard Van Orman Quine, Karl Popper e molti altri.
Il pensiero politico e filosofico di Russell ha ispirato la corrente del nuovo ateismo, in particolare Richard Dawkins e Piergiorgio Odifreddi, influenzato anche dalla logica russelliana. Ha ispirato anche Noam Chomsky, specialmente per il pacifismo e la filosofia del linguaggio.
Bertrand Russell fu un convinto pacifista. Riteneva che il miglior governo fosse una federazione mondiale tra stati liberi. Si oppose alla partecipazione del Regno Unito alla prima guerra mondiale. Per la sua posizione fu prima allontanato e poi perse la cattedra al Trinity College dell'Università di Cambridge; infine, nel 1918, fu incarcerato per sei mesi nella prigione di Brixton, poiché aveva protestato contro l'intervento degli Stati Uniti nel conflitto.
Negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale, Russell fu fautore di una politica di pacificazione, tendente anche al dialogo con i nazisti per impedire un nuovo conflitto. Arrivò perfino a scrivere una lettera pubblica in cui auspicava il dialogo con Hitler "invitandolo a cena e servendogli il miglior vino" per portarlo, malgrado le leggi antiebraiche ed il riarmo, su
posizioni ragionevoli e pacifiche. Nel 1940 però riconobbe l'impossibilità di trattare con Hitler e che questi doveva essere solo combattuto. Russell chiamò la sua posizione "pacifismo relativo": egli riteneva che la guerra fosse un male, ma anche che, in circostanze estreme (ad esempio, quando Hitler minacciava di occupare l'Europa intera), la guerra stessa potesse essere il male minore. Una posizione analoga avrà nei confronti di Stalin.
Politicamente sostenitore del socialismo democratico e riformista, per un certo periodo aperto sostenitore del Partito Laburista, ma avvicinatosi dopo la guerra al socialismo liberale e al liberalismo sociale, Russell criticò duramente il totalitarismo di Stalin, tanto che fino alla morte del dittatore (1953) mantenne un atteggiamento di netto contrasto al blocco sovietico, ritenendo il comunismo un "sistema dogmatico" e nemico della libertà. Fu anche amico di John Maynard Keynes, di cui condivise alcune impostazioni economiche socio-liberali e per un certo periodo seguace della Società Fabiana, ma l'abbandonò dopo che i fabiani cominciarono a sostenere un sistema di intese militari internazionali in funzione antitedesca, che secondo lui avrebbero portato alla guerra aperta, che all'epoca Russell cercava assolutamente di prevenire.
Russell sostenne in una conferenza pubblica del 1948 la possibilità che ci fosse la necessità di un attacco nucleare preventivo, su obiettivi militari, contro l'Unione Sovietica, al fine di eliminare il comunismo e impedire che ottenesse la bomba atomica. Russell aveva visitato l'Unione Sovietica negli anni venti, osservandone l'involuzione dittatoriale e temeva un espandersi del comunismo in Occidente.
A partire dagli anni cinquanta divenne però, assieme ad Albert Einstein, una volta compresi i danni collaterali delle radiazioni atomiche, un sostenitore autorevole del disarmo nucleare. Secondo alcuni, come Nicholas Griffin della McMaster University, il discorso di Russell, di cui si procurò il testo esatto, non implicava l'uso effettivo della bomba (alla cui realizzazione si era opposto, a differenza di Einstein che l'aveva supportata, pur pentendosene), ma semplicemente il suo utilizzo come minaccia o deterrente, in modo da esercitare una massiccia pressione diplomatica sulle azioni dei sovietici.
Nel 1961 Russell fu processato e condannato a due mesi di carcere, di cui scontò una settimana in prigione sempre a Bixton, in seguito al suo arresto in una manifestazione a Londra contro il proliferare delle armi nucleari. Il giudice gli concesse, data l'età avanzata (89 anni), di avere la libertà condizionale se avesse garantito sull'onore il suo "buon comportamento" futuro, ma Russell rispose di no; rinunciò inoltre al suo privilegio, come Pari d'Inghilterra, di essere esentato dall'arresto senza autorizzazione della Camera dei Lords.
La guerra in Vietnam fu l'ultimo obiettivo polemico del pacifismo di Russell, che insieme con il filosofo comunista esistenzialista Jean-Paul Sartre fondò il tribunale che prese il suo nome per processare gli Stati Uniti d'America per crimini di guerra.
Il filosofo sostenne inoltre che il totalitarismo, in special modo quelli di Hitler e di Stalin, era derivato dall'idea della volontà generale di Rousseau, poi accolta con diversi nomi in altre filosofie, come quella di Hegel e Marx. Russell riconosceva invece la democrazia moderna come figlia del pensiero illuminista classico, in particolare di John Locke e Voltaire.
Russell criticò anche la ricostruzione dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy; lo scritto 16 Questions on the Assassination pubblicato nel 1964 è ancora considerato un buon riassunto delle lacune presenti nella versione ufficiale del caso fornita dalla Commissione Warren, versione che sosteneva la colpevolezza del solo Lee Harvey Oswald (pista del "cecchino solitario", ritenuta da molti come inverosimile).
Una delle sue ultime battaglie, fu quella per la depenalizzazione dell'omosessualità nel Regno Unito, che avrebbe visto realizzata nel 1967.
Russell criticò la nozione vittoriana di moralità. Nei suoi scritti giovanili espresse l'opinione che l'amore tra un uomo e una donna che non sono sposati non è necessariamente immorale se essi si amano veramente. Ciò fu sufficiente a sollevare vigorose proteste e denunce in occasione della sua prima visita negli USA (la vita privata di Russell fu più edonistica di quanto i suoi scritti non rivelassero ma al tempo non era ancora sufficientemente conosciuta). Nei suoi saggi sulla morale diede avvio a una serie di concezioni morali che divennero popolarissime. Va ricordato, in particolare, il dibattito che si innescò a partire dal suo saggio Matrimonio e Morale, pubblicato nel 1929.
In materia di religione, Russell si dichiarava filosoficamente agnostico e ateo nella vita pratica. Il suo atteggiamento verso il Dio cristiano era identico a quello verso gli dei dell'antica Grecia: persuaso della mancanza di prove dell'esistenza di entrambi, con il celebre paragone della teiera celestiale egli mostra come si possa inculcare nella mente delle persone qualcosa che si voglia far passare per "verità". Sostiene inoltre che affermare l'esistenza di qualcosa che
non è dimostrabile è normalmente vista come un'affermazione probabilmente falsa (dice: «si penserebbe giustamente che sto dicendo fesserie»). Diversamente invece avviene quando «la teiera viene affermata nei libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità, instillata nelle menti dei bambini a scuola, l'esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all'attenzione dello psichiatra in un'età illuminata o dell'Inquisitore in un tempo antecedente».[ La sua posizione è spiegata nei saggi Io sono un ateo o un agnostico? e Perché non sono cristiano.
Le posizioni di Russell, da alcuni definite antireligiose, furono oggetto di forti critiche e di pesanti ostracismi. Famoso, ad esempio, è il caso dell'incarico al City College di New York nel 1940 che destò l'avversione dei clericali del tempo e che diede inizio ad alcune ripercussioni.
Nel 1935 Russell pubblica il saggio Scienza e religione (titolo originale: Religion and Science). L'autore delinea il rapporto tra questi due aspetti sociali della vita dell'uomo, facendo particolare riferimento a come la scienza è andata progressivamente emancipandosi dalla religione, liberandosi del peso della superstizione e acquistando un metodo suo proprio. Attraverso l'esposizione delle più classiche tematiche di scontro tra scienza e religione, Russell mostra quali siano i legittimi terreni di indagine delle due: la religione non può essere toccata dalla scienza solo laddove si occupa di un "modo di sentire" e non del vero e del falso, cosa che invece pertiene alla scienza. Alla scienza, inoltre, non si può chiedere (com'è stato fatto invece in alcuni celebri casi nella storia) di soggiacere con fede a dogmi, evinti da qualche testo sacro: la metodologia e l'approccio della scienza sono essenzialmente diversi.
Viene infine riconosciuta alla religione più antica (l'autore si riferisce in realtà quasi sempre al cristianesimo) l'essere stata in grado di purificarsi dalla superstizione e di essere divenuta benefica, in grado cioè di non limitare il progresso della scienza, cosa che non vale per le "nuove religioni" politiche (nazismo e comunismo), che nascevano e prendevano il sopravvento mentre scriveva.

Opere
Principali lavori di Russell in ordine cronologico.
1896 - German Social Democracy, London: Longmans, Green.
1897 - An Essay on the Foundations of Geometry, Cambridge: At the University Press.
1900 - Esposizione critica della filosofia di Leibniz (A Critical Exposition of the Philosophy of Leibniz), Longanesi
1900 - Sur la logique des relations avec des applications à la théorie des séries, Rivista di matematica 7: 115-148.
1901 - On the Notion of Order, Mind (n.s.) 10: 35-51.
1902 - On Cardinal Numbers (with Alfred North Whitehead), American Journal of Mathematics 23: 367-384.
1903 - I principi della matematica (The Principles of Mathematics), Longanesi 
1910 - Philosophical Essays, London: Longmans, Green.
1910/1913 - Principia Mathematica (with Alfred North Whitehead), 3 vols., Cambridge: At the University Press.
1912 - I problemi della filosofia (The Problems of Philosophy), London: Williams and Norgate.
1914 - La conoscenza del mondo esterno (Our Knowledge of the External World as a Field for Scientific Method in Philosophy), Longanesi 
1916 - Principles of Social Reconstruction, London: George Allen & Unwin.
1916 - Justice in War-time, Chicago: Open Court.
1917 - Le idee politiche (Political Ideals), Longanesi 
1918 - Misticismo e logica (Mysticism and Logic and Other Essays), Longanesi 
1918 - Socialismo, anarchismo, sindacalismo (Roads to Freedom: Socialism, Anarchism, and Syndicalism), Longanesi
1919 - Introduzione alla filosofia matematica (Introduction to Mathematical Philosophy), Longanesi 
1920 - The Practice and Theory of Bolshevism, London: George Allen & Unwin
1921 - The Analysis of Mind, London: George Allen & Unwin.
1922 - The Problem of China, London: George Allen & Unwin.
1923 - The Prospects of Industrial Civilization (in collaborazione con Dora Russell), London: George Allen & Unwin, Luiss University Press
1923 - The ABC of Atoms, London: Kegan Paul, Trench, Trubner.
1924 - Icarus, or the Future of Science, London: Kegan Paul, Trench, Trubner.
1925 - L'ABC della relatività (The ABC of Relativity), Longanesi 
1925 - What I Believe, London: Kegan Paul, Trench, Trubner.
1926 - On Education, Especially in Early Childhood, London: George Allen & Unwin.
1927 - The Analysis of Matter, London: Kegan Paul, Trench, Trubner.
1927 - An Outline of Philosophy, London: George Allen & Unwin.
1927 - Perché non sono cristiano (Why I Am Not a Christian), London: Watts.
1927 - Selected Papers of Bertrand Russell, New York: Modern Library.
1928 - Saggi scettici (Sceptical Essays), TEA 
1929 - Matrimonio e morale (Marriage and Morals), Longanesi, TEA
1930 - La conquista della felicità (The Conquest of Happiness), TEA 
1931 - La visione scientifica del mondo (The Scientific Outlook), Laterza
1932 - Education and the Social Order, London: George Allen & Unwin.
1934 - Freedom and Organisation, 1814-1914 (Storia delle idee del secolo XIX), London: George Allen & Unwin.
1935 - Elogio dell'ozio (In Praise of Idleness), Longanesi 
1935 - Religion and Science, London: Thornton Butterworth.
1936 - Which Way to Peace?, London: Jonathan Cape.
1937 - The Amberley Papers: The Letters and Diaries of Lord and Lady Amberley (con Patricia Russell), 2 vols., London: Leonard & Virginia Woolf at the Hogarth Press.
1938 - Il Potere, Universale Economica Feltrinelli UE 551, 1967 (Power: A New Social Analysis, London: George Allen & Unwin.)
1940 - An Inquiry into Meaning and Truth, New York: W. W. Norton & Company.
1945 - Storia della filosofia occidentale (History of Western Philosophy), TEA 
1948 - La conoscenza umana. Le sue possibilità e i suoi limiti (Human Knowledge: Its Scope and Limits), Longanesi
1949 - Autorità e individuo (Authority and the Individual), TEA 
1951 - New Hopes for a Changing World, London: George Allen & Unwin.
1952 - The Impact of Science on Society, London: George Allen & Unwin.
1953 - Satan in the Suburbs and Other Stories, London: George Allen & Unwin.
1954 - Un'etica per la politica (Human Society in Ethics and Politics), Laterza 
1954 - Nightmares of Eminent Persons and Other Stories, London: George Allen & Unwin.
1955- Scrisse il "Manifesto Russell-Einstein" in collaborazione con Albert Einstein
1956 - Ritratti a memoria (Portraits from Memory and Other Essays), London: George Allen & Unwin.
1956 - Logic and Knowledge: Essays 1901-1950 (edited by Robert C. Marsh), London: George Allen & Unwin.
1957 - Perché non sono cristiano (Why I Am Not a Christian and Other Essays on Religion and Related Subjects), Longanesi
1958 - Understanding History and Other Essays, New York: Philosophical Library.
1959 - Common Sense and Nuclear Warfare, London: George Allen & Unwin.
1959 - My Philosophical Development, London: George Allen & Unwin.
1959 - Wisdom of the West ("editor", Paul Foulkes), London: Macdonald.
1960 - Bertrand Russell Speaks His Mind, Cleveland and New York: World Publishing Company.
1961 - The Basic Writings of Bertrand Russell (edited by R.E. Egner and L.E. Denonn), London: George Allen & Unwin.
1961 - Fact and Fiction, London: George Allen & Unwin.
1961 - Has Man a Future?, London: George Allen & Unwin.
1963 - Essays in Skepticism, New York: Philosophical Library.
1963 - Unarmed Victory, London: George Allen & Unwin.
1965 - On the Philosophy of Science (edited by Charles A. Fritz, Jr.), Indianapolis: The Bobbs-Merrill Company.
1967 - Russell's Peace Appeals (edited by Tsutomu Makino and Kazuteru Hitaka), Japan: Eichosha's New Current Books.
1967 - War Crimes in Vietnam, London: George Allen & Unwin.
1967/1969 - The Autobiography of Bertrand Russell, 3 vols., London: George Allen & Unwin.
1969 - Dear Bertrand Russell... A Selection of his Correspondence with the General Public 1950-1968 (edited by Barry Feinberg and Ronald Kasrils), London: George Allen and Unwin.

venerdì 23 giugno 2023

AURIGEMMA Luigi (1923 - 2007)

 


Luigi Aurigemma
 (Napoli, 5 novembre 1923 – Parigi, 16 agosto 2007) è stato un filosofo, psicoanalista e scrittore italiano naturalizzato francese.
Figlio dell'archeologo Salvatore Aurigemma, si laureò in filosofia presso l'Università di Roma nel 1945. Nel 1947, si trasferì a Parigi per motivi di studio, dove intraprese il suo percorso analitico. Per approfondire la sua analisi personale, si trasferì a Zurigo, nel 1961, per lavorare e continuare la sua formazione analitica al C.G. Jung Institute, prima con Lilian Frey, poi con Marie-Louise von Franz, addottorandosi nel 1966. Ritornato quindi a Parigi, venne nominato direttore di ricerca e professore all'École des Hautes Études, per introdurre gli studi junghiani nel contesto francese delle idee e del movimento psicoanalitico. Era analista didatta della Société Francaise de Psychologie Analitique.
Dal 1966 fino al 2007 fu curatore dell'intera opera di Jung per la casa editrice Bollati Boringhieri. Studioso dell'opera junghiana, i suoi scritti vanno visti sia come una vera e propria ricerca sulla vita, la morte ed il dopo, sia come una sua personale ed originale indagine sul significato della sofferenza che contraddistingue il processo di individuazione in senso junghiano.

Opere
Monografie
Il segno zodiacale dello scorpione nelle tradizioni occidentali dall'antichità greco-latina al Rinascimento, Torino: Giulio Einaudi editore, 1976. 
Recenti studi su esperienze psichiche di morenti, Napoli: Istituto italiano per gli studi filosofici, 1987
Prospettive junghiane, Torino: Bollati Boringhieri editore, 1989
Il risveglio della coscienza. Balbettii metafisici, Torino: Bollati Boringhieri editore, 2008

Lavori (selezione)
"La sofferenza e il male nella prospettiva Junghiana", Rivista di Psicologia Analitica, n. 31, 1985
"L'idea di spirito nel pensiero di C.G. Jung", in Rivista di Psicologia Analitica, n. 32, 1985
"Il concetto di sublimazione da Freud a Jung", in Rivista di Psicologia Analitica, n. 36, 1987

Curatele ed altre
Pantaleo Carabellese, La conscience concrète, Paris: Éd. Montaigne, 1955 (a cura di)
Alain Robbe-Grillet, Il voyeur, Torino: Einaudi, 1962 (traduzione)
Carl Gustav Jung, La dimensione psichica, Torino: Boringhieri, 1972; Bollati Boringhieri, 2003  (antologia, a cura di)
Marie-Louise von Franz, Il mito di Jung, Torino: Boringhieri, 1978 (traduzione e introduzione)
Ania Teillard[4], Il mondo dei sogni: simboli, significati, interpretazioni, Milano: Feltrinelli, 1980 (a cura di)
Carl Gustav Jung, La saggezza orientale Torino: Bollati Boringhieri, 1983; Bollati Boringhieri, 2012  (antologia, a cura di)
Carl Gustav Jung, Opere, 19 voll., Torino: Bollati Boringhieri, 1966-2007 (anche trad. per i voll. 3, 6 e 11)


giovedì 22 giugno 2023

LANDERO Luis (1948 - viv.)

 

Luis Landero 
(Alburquerque, 25 marzo 1948) è uno scrittore spagnolo.
Luis Landero è nato il 25 marzo 1948 a Alburquerque, nella comunità autonoma dell'Estremadura, da una famiglia contadina emigrata a Madrid sul finire degli anni cinquanta.
Ha trascorso la sua adolescenza a Madrid dove ha svolto diversi mestieri e compiuto gli studi di Filologia Romanza all'Università Complutense.
Giornalista per il quotidiano El País, ha esordito nella narrativa nel 1989 con il romanzo Giochi tardivi ottenendo numerosi riconoscimenti letterari.
Autore di altri sette romanzi oltre a saggi e memoir, ha insegnato all'Accademia d'arte drammatica e all'Università Complutense di Madrid ed è stato professore invitato all'Università Yale.

Opere principali
Romanzi
Giochi tardivi (Juegos de la edad tardía, 1989), Milano, Feltrinelli, 1991 traduzione di Gianni Guadalupi 
Caballeros de fortuna (1994)
L’apprendista stregone (El mágico aprendiz,1998)
El guitarrista (2002)
Hoy, Júpiter (2007)
Retrato de un hombre inmaduro (2009)
Assoluzione, Absolución (2012)
La vita negoziabile (La vida negociable, 2017), Milano, Mondadori, 2018 traduzione di Sara Cavarero 
Pioggia sottile (Lluvia fina, 2019), Roma, Fazi, 2023, traduzione di Giulia Zavagna
El huerto de Emerson (2021)
Una historia ridícula (2022)

Saggi
Fra le righe, (Entre líneas: el cuento o la vida, 1996) 2000
Ésta es mi tierra (2000)
¿Cómo le corto el pelo, caballero? (2004)

Memoir
El balcón en invierno (2014)


SAER Juan José (1937 - 2005)

  Juan José Saer  (Serodino, 28 giugno 1937 – Parigi, 11 giugno 2005) è stato uno scrittore argentino. È ritenuto uno dei più importanti ed...