Bertrand Arthur William Russell, III
conte Russell (Trellech, 18
maggio 1872 – Penrhyndeudraeth, 2
febbraio 1970), è stato
un nobile, filosofo, logico, matematico, attivista e saggista britannico.
Fu un autorevole esponente del movimento pacifista nonché
divulgatore della filosofia, avvicinato alle correnti
filosofiche del razionalismo, dell'antiteismo e
del neopositivismo.
Bertrand Russell nacque da una delle più prestigiose e potenti
famiglie dell'aristocrazia britannica, i Russell di
Bedford, conti e duchi, le cui origini risalgono
al XII secolo. Tra coloro che portarono il titolo connesso a
questa famiglia vi fu Giovanni Plantageneto ai tempi
di Enrico VI. I suoi nonni paterni erano John Russell, I
conte di Russell (ex Primo ministro del Regno
britannico, che ricevette come cadetto il titolo di Earl, cioè
conte del Regno Unito) nonché terzogenito di John Russell,
VI duca di Bedford, e la scozzese Lady Frances Anna-Maria
Elliot-Murray-Kynynmound (che ebbe molta influenza su di lui), figlia
di Gilbert Elliot-Murray-Kynynmound, II conte di Minto e
zia di Gilbert Elliot-Murray-Kynynmound, IV conte di Minto,
già Governatore Generale del Canada e poi Viceré
d'India.
La madre era Katherine Louisa Stanley, figlia di Edward Stanley, II
Barone di Alderley, ex ministro del Commercio; sorelle di sua madre
erano Rosalind Frances Stanley, che sposò George Howard, IX
conte di Carlisle e Henrietta Blanche Stanley, consorte di David
Ogilvy, X Conte di Airlie e nonna di Clementine Ogilvy
Hozier, la moglie di Winston Churchill. Altre parentele
comprendevano il socialista inglese Esmond Romilly e suo fratello
Giles (entrambi figli di una sorella di Clementine, Nellie Hozier),
le celebri sorelle Mitford, tra le quali spiccano Deborah,
Duchessa di Devonshire, la socialista Jessica (moglie dello
stesso Esmond Romilly), la scrittrice Nancy e le
filo-fasciste Diana e Unity, la prima, moglie del
politico fascista Sir Oswald Mosley, e la seconda,
amica di Adolf Hitler.
Tra la folla di illustri congiunti spiccano infine Sir Angus Ogilvy,
marito della Principessa Alexandra di Kent, cugina della
Regina Elisabetta II e, per parte di madre, i
monarchi Carlo II e suo fratello Giacomo II,
attraverso sua nonna Henrietta Dillon, di antica
famiglia irlandese giacobita. Per parte di padre manteneva
poi legami parentali con il IX Duca di Marlborough e suo
cugino Winston Churchill, il VII Duca di Buccleuch, il V
marchese di Lansdowne e il IX Duca di Devonshire. Dopo aver
perduto la madre all'età di due anni e il padre a quattro, fu
cresciuto dal nonno John e dalla nonna Frances. Il padrino di
battesimo di Russell fu John Stuart Mill, il grande
filosofo utilitarista e liberale del XIX
secolo. Grazie alle origini familiari, Russell occupò un seggio
alla Camera dei lord, dal quale poté difendere le sue
posizioni.
L'infanzia e l'adolescenza di Russell, anche a causa di
un'oppressiva educazione puritana, non furono felici. L'unica
gioia si rivelò per lui, in quegli anni, lo studio della matematica;
a quindici anni cominciò ad appassionarsi anche di filosofia,
emancipandosi via via da quella religiosità a cui era stato molto
legato ma dalla quale si sentiva soffocare. Dal 1890 studiò
filosofia e logica presso l'Università di Cambridge. A 17
anni incontrò Alys Pearsall Smith, quacchera statunitense.
I due si sposarono nel dicembre del 1894, ma si separarono
nel 1911. Russell non fu fedele; ebbe relazioni, tra le altre,
con Lady Ottoline Morrell e Constance Malleson.
Nel 1908 divenne assistente al Trinity
College dell'Università di Cambridge, sotto la direzione
di John Ellis McTaggart.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, le sue
idee pacifiste lo assorbirono completamente, costandogli
– per la pubblicazione, nel 1916, dei Principi di
riforma sociale –

l'allontanamento dall'insegnamento e la
rottura del contratto con il Trinity College; fu inoltre a causa di
un articolo pacifista che, nel 1918, scontò sei mesi di
carcere, durante i quali – convintosi che non vi fosse
più alcuna azione pacifista che egli potesse portare
avanti utilmente – scrisse l'Introduzione alla filosofia
matematica. Nel 1920 fece un viaggio in quella che
diventerà l'Unione Sovietica e successivamente fu invitato per
un anno a Pechino. Nel 1921 divorziò da Alys e
sposò Dora Black, attivista femminista e scrittrice, che dopo
il matrimonio firmò i propri lavori col cognome del marito. Da Dora
ebbe il figlio John e la figlia Kathrine. In quegli anni si mantenne
scrivendo testi divulgativi su fisica, etica e pedagogia.
Insieme con la moglie scrisse vari testi e nel 1927 fondò
la scuola sperimentale per bambini e bambine di Beacon Hill.
Dopo avere divorziato anche da Dora, nel 1936 si sposò con
una studentessa di Oxford, Patricia ("Peter") Spence.
Nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti per un incarico
presso l'UCLA di Los Angeles. Nel 1944 fece
ritorno in Inghilterra presso il Trinity College. Nel 1948, a 76
anni, riuscì a salvarsi a nuoto da un incidente
aereo. Nel 1952 divorziò anche da Patricia e sposò
Edith, che conosceva dal 1925.
Negli anni sessanta Russell scrisse la sua autobiografia in
tre volumi che portò a termine prima di morire a causa di
una bronchite acuta all'età di quasi 98 anni. Come da sua
volontà, non fu celebrato alcun funerale e le
sue ceneri furono disperse sulle colline del Galles.
Al sopraggiungere della morte, Russell era anche una voce autorevole
nel campo
della morale e dell'etica, conseguentemente alla
sua presa di posizione contro le armi nucleari e contro
la guerra degli USA in Vietnam.
Nel 1950, Russell fu insignito del premio Nobel per la
letteratura "quale riconoscimento ai suoi vari e
significativi scritti nei quali egli si leva in alto a campione degli
ideali umanitari e della libertà di pensiero".
Russell scrisse il suo stesso elogio funebre nel 1936 in cui,
tra l'altro, supponeva sarebbe morto intorno al 1962; nella sua
ultima intervista scherza intorno a questa sua previsione dicendosi
sempre più preoccupato dall'avvicinarsi della data che poi però
supererà di 8 anni, morendo appunto nel 1970 all'età di 97 anni,
dopo una lunga agonia determinata da una polmonite.
Nella logica matematica Russell fissò il paradosso che
successivamente prese da lui il nome di paradosso di Russell. Il
paradosso minava irrimediabilmente il progetto di Gottlob
Frege di ridurre la matematica alla logica. Nondimeno, Russell
difese la teoria del logicismo e tentò in prima persona di
realizzare la riduzione logicista assieme a Alfred North
Whitehead, nei Principia Mathematica, un sistema
assiomatico con cui tutte le affermazioni della matematica
potevano essere costruite, ma che restarono incompleti. Nemmeno
i Principia Mathematica, che pure si sottraevano
alle aporie contro le quali si era infranto il sogno di
Frege, poterono resistere ai teoremi di incompletezza di Kurt
Gödel che provavano che nessun sistema logico finito poteva
risolvere dentro di sé tutte le verità della matematica.

Successivamente Russell sviluppò, anche a seguito del dialogo
filosofico con l'allievo Ludwig Wittgenstein, la visione
filosofica dell'atomismo logico, secondo la quale il mondo è
costituito da elementi minimi indivisibili di natura logica, i fatti
atomici.
Il principale contributo di Russell alla filosofia del
linguaggio è la teoria delle descrizioni. Essa è
normalmente illustrata con l'argomento de "l'attuale re di
Francia", usata per esempio nell'enunciato "L'attuale
re di Francia è calvo". A chi si riferisce questo enunciato dal
momento che attualmente non esiste alcun re di Francia? Alexius
Meinong aveva suggerito che noi dovessimo presupporre un mondo
delle "entità non esistenti" a cui poterci riferire quando
ricorriamo a enunciati simili; ma si tratta di una teoria quanto meno
curiosa. Frege pensava invece che potessimo rifiutare come non
significanti tutti gli enunciati le cui parole si riferiscono
apparentemente a oggetti che non esistono. D'altra parte una frase
come "se l'attuale re di Francia è calvo, allora l'attuale re
di Francia non ha capelli sulla testa" non solo non sembra priva
di senso ma sembra indubbiamente vera. Infine lo stesso problema si
porrebbe se ci fossero due re di Francia: a quale dei due
l'espressione "l'attuale re di Francia" si riferisce?
Il problema è posto dalle "descrizioni definite". Esse
comprendono tutte le espressioni che cominciano con "il" e
alle volte anche i nomi, come "Walter Scott". Qual è la
forma logica delle descrizioni definite? Come, in termini fregeani,
possiamo parafrasarle così da mostrare che la verità dell'intero
dipende dalla verità delle singole parti? Le descrizioni definite
sono simili a nomi che per natura denotano esattamente un oggetto, né
più né meno.
La soluzione di
Russell è di analizzare non le singole parti, ma l'intero enunciato
che contiene una descrizione definita. "L'attuale re di Francia
è calvo", può essere tradotto in: "Esiste un unico X tale
che X è l'attuale re di Francia ed è calvo".
Russell ritiene che
ogni "descrizione definita" contenga un'affermazione di
esistenza e un'affermazione di unicità, ma esse possono essere
distinte e trattate separatamente dal predicato che è contenuto
nell'enunciato in cui compaiono. L'enunciato contiene tre
dichiarazioni circa un oggetto: la descrizione definita ne contiene
due, il resto dell'enunciato contiene la terza. Se l'oggetto non
esiste, o se non è unico, allora l'enunciato è falso, ma non privo
di significato.
Una
delle maggiori critiche mosse alla teoria di Russell è stata
formulata da Peter Frederick Strawson: le descrizioni definite
non affermano che il loro oggetto esiste, esse semplicemente
presuppongono che esso esista.
Russell è generalmente considerato uno dei fondatori della filosofia
analitica. Assieme a George Edward Moore è stato
protagonista della "rivoluzione contro l'idealismo" della
filosofia anglosassone d'inizio Novecento (che fu
echeggiata trent'anni dopo a Vienna, dalla "rivoluzione
contro la metafisica" del positivismo logico). Russell e
Moore hanno lottato per eliminare quello che essi ritenevano una
filosofia incoerente e priva di significato e per raggiungere la
chiarezza e la precisione del ragionamento. Gli scritti logici
redatti assieme a Whitehead hanno continuato questo
progetto.

Russell fu maestro di Ludwig Wittgenstein tra il 1911 e
il 1914, e lo aiutò a trovare un editore per la pubblicazione
del Tractatus logico-philosophicus oltre che garantirgli un
incarico all'Università di Cambridge. Tuttavia, Russell disapprovò
l'approccio ai problemi filosofici dell'ultimo Wittgenstein, che a
sua volta accusò il suo antico maestro di essere "superficiale
e falso". L'opera e il pensiero di Russell hanno influenzato i
lavori di Willard Van Orman Quine, Karl Popper e molti
altri.
Il pensiero politico e filosofico di Russell ha ispirato la corrente
del nuovo ateismo, in particolare Richard
Dawkins e Piergiorgio Odifreddi, influenzato anche dalla
logica russelliana. Ha ispirato anche Noam Chomsky,
specialmente per il pacifismo e la filosofia del linguaggio.
Bertrand Russell fu un convinto pacifista. Riteneva che il
miglior governo fosse una federazione mondiale tra stati
liberi. Si oppose alla partecipazione del Regno Unito alla prima
guerra mondiale. Per la sua posizione fu prima allontanato e poi
perse la cattedra al Trinity College dell'Università di
Cambridge; infine, nel 1918, fu incarcerato per sei mesi nella
prigione di Brixton, poiché aveva protestato contro l'intervento
degli Stati Uniti nel conflitto.
Negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale,
Russell fu fautore di una politica di pacificazione, tendente anche
al dialogo con i nazisti per impedire un nuovo conflitto.
Arrivò perfino a scrivere una lettera pubblica in cui auspicava il
dialogo con Hitler "invitandolo a cena e servendogli
il miglior vino" per portarlo, malgrado le leggi antiebraiche ed
il riarmo, su
posizioni ragionevoli e pacifiche. Nel 1940
però riconobbe l'impossibilità di trattare con Hitler e
che questi doveva essere solo combattuto. Russell chiamò la sua
posizione "pacifismo relativo": egli riteneva che la guerra
fosse un male, ma anche che, in circostanze estreme (ad esempio,
quando Hitler minacciava di occupare l'Europa intera), la guerra
stessa potesse essere il male minore. Una posizione analoga
avrà nei confronti di Stalin.
Politicamente sostenitore del socialismo
democratico e riformista, per un certo periodo aperto
sostenitore del Partito Laburista, ma avvicinatosi dopo la
guerra al socialismo liberale e al liberalismo
sociale, Russell criticò duramente il totalitarismo di
Stalin, tanto che fino alla morte del dittatore (1953) mantenne un
atteggiamento di netto contrasto al blocco sovietico, ritenendo
il comunismo un "sistema dogmatico" e nemico
della libertà. Fu anche amico di John Maynard
Keynes, di cui condivise alcune impostazioni
economiche socio-liberali e per un certo periodo seguace
della Società Fabiana, ma l'abbandonò dopo che i fabiani
cominciarono a sostenere un sistema di intese militari internazionali
in funzione antitedesca, che secondo lui avrebbero portato alla
guerra aperta, che all'epoca Russell cercava assolutamente di
prevenire.
Russell sostenne in una conferenza pubblica del 1948 la
possibilità che ci fosse la necessità di un attacco nucleare
preventivo, su obiettivi militari, contro l'Unione Sovietica, al fine
di eliminare il comunismo e impedire che ottenesse la bomba
atomica. Russell aveva visitato l'Unione Sovietica negli
anni venti, osservandone l'involuzione dittatoriale e temeva un
espandersi del comunismo in Occidente.

A partire dagli anni cinquanta divenne però, assieme
ad Albert Einstein, una volta compresi i danni collaterali delle
radiazioni atomiche, un sostenitore autorevole del disarmo
nucleare. Secondo alcuni, come Nicholas Griffin della
McMaster University, il discorso di Russell, di cui si procurò
il testo esatto, non implicava l'uso effettivo della bomba (alla cui
realizzazione si era opposto, a differenza di Einstein che l'aveva
supportata, pur pentendosene), ma semplicemente il suo utilizzo come
minaccia o deterrente, in modo da esercitare una massiccia pressione
diplomatica sulle azioni dei sovietici.
Nel 1961 Russell fu processato e condannato a due mesi di
carcere, di cui scontò una settimana in prigione sempre a Bixton, in
seguito al suo arresto in una manifestazione a Londra contro il
proliferare delle armi nucleari. Il giudice gli concesse, data l'età
avanzata (89 anni), di avere la libertà condizionale se
avesse garantito sull'onore il suo "buon comportamento"
futuro, ma Russell rispose di no; rinunciò inoltre al suo
privilegio, come Pari d'Inghilterra, di essere esentato
dall'arresto senza autorizzazione della Camera dei Lords.
La guerra in Vietnam fu l'ultimo obiettivo polemico del
pacifismo di Russell, che insieme con il
filosofo comunista esistenzialista Jean-Paul
Sartre fondò il tribunale che prese il suo nome per
processare gli Stati Uniti d'America per crimini di
guerra.
Il filosofo sostenne inoltre che il totalitarismo, in special modo
quelli di Hitler e di Stalin, era derivato dall'idea della volontà
generale di Rousseau, poi accolta con diversi nomi in altre
filosofie, come quella di Hegel e Marx. Russell
riconosceva invece la democrazia moderna come figlia del
pensiero illuminista classico, in particolare di John
Locke e Voltaire.
Russell criticò anche la ricostruzione dell'assassinio di John
Fitzgerald Kennedy; lo scritto 16 Questions on the
Assassination pubblicato nel 1964 è ancora
considerato un buon riassunto delle lacune presenti nella versione
ufficiale del caso fornita dalla Commissione Warren, versione
che sosteneva la colpevolezza del solo Lee Harvey Oswald (pista
del "cecchino solitario", ritenuta da molti come
inverosimile).
Una delle sue ultime battaglie, fu quella per
la depenalizzazione dell'omosessualità nel Regno
Unito, che avrebbe visto realizzata nel 1967.
Russell criticò la nozione vittoriana di moralità. Nei
suoi scritti giovanili espresse l'opinione che l'amore tra un uomo e
una donna che non sono sposati non è necessariamente immorale se
essi si amano veramente. Ciò fu sufficiente a sollevare vigorose
proteste e denunce in occasione della sua prima visita negli USA (la
vita privata di Russell fu più edonistica di quanto i suoi
scritti non rivelassero ma al tempo non era ancora sufficientemente
conosciuta). Nei suoi saggi sulla morale diede avvio a una serie
di concezioni morali che divennero popolarissime. Va
ricordato, in particolare, il dibattito che si innescò a partire dal
suo saggio Matrimonio e Morale, pubblicato nel 1929.
In materia di religione, Russell si dichiarava
filosoficamente agnostico e ateo nella vita
pratica. Il suo atteggiamento verso il Dio cristiano era
identico a quello verso gli dei dell'antica Grecia: persuaso
della mancanza di prove dell'esistenza di entrambi, con il celebre
paragone della teiera celestiale egli mostra come si possa
inculcare nella mente delle persone qualcosa che si voglia far
passare per "verità". Sostiene inoltre che affermare
l'esistenza di qualcosa che

non è dimostrabile è normalmente vista
come un'affermazione probabilmente falsa (dice: «si penserebbe
giustamente che sto dicendo fesserie»). Diversamente invece avviene
quando «la teiera viene affermata nei libri antichi, insegnata ogni
domenica come la sacra verità, instillata nelle menti dei bambini a
scuola, l'esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un
segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all'attenzione dello
psichiatra in un'età illuminata o dell'Inquisitore in un tempo
antecedente».[ La sua posizione è spiegata nei saggi Io
sono un ateo o un agnostico? e Perché non sono cristiano.
Le posizioni di Russell, da alcuni definite antireligiose, furono
oggetto di forti critiche e di pesanti ostracismi. Famoso, ad
esempio, è il caso dell'incarico al City College di New
York nel 1940 che destò l'avversione dei clericali del tempo e
che diede inizio ad alcune ripercussioni.
Nel 1935 Russell pubblica il saggio Scienza e religione (titolo
originale: Religion and Science). L'autore delinea il rapporto
tra questi due aspetti sociali della vita dell'uomo, facendo
particolare riferimento a come la scienza è andata progressivamente
emancipandosi dalla religione, liberandosi del peso della
superstizione e acquistando un metodo suo proprio. Attraverso
l'esposizione delle più classiche tematiche di scontro tra scienza e
religione, Russell mostra quali siano i legittimi terreni di indagine
delle due: la religione non può essere toccata dalla
scienza solo laddove si occupa di un "modo di sentire"
e non del vero e del falso, cosa che invece pertiene alla scienza.
Alla scienza, inoltre, non si può chiedere (com'è stato fatto
invece in alcuni celebri casi nella storia) di soggiacere con fede a
dogmi, evinti da qualche testo sacro: la metodologia e l'approccio
della scienza sono essenzialmente diversi.

Viene infine
riconosciuta alla religione più antica (l'autore si riferisce in
realtà quasi sempre al cristianesimo) l'essere stata in grado di
purificarsi dalla superstizione e di essere divenuta benefica, in
grado cioè di non limitare il progresso della scienza, cosa che non
vale per le "nuove religioni" politiche (nazismo e
comunismo), che nascevano e prendevano il sopravvento mentre
scriveva.
Opere
Principali lavori
di Russell in ordine cronologico.
1896 - German Social Democracy, London: Longmans, Green.
1897 - An Essay on the Foundations of Geometry, Cambridge:
At the University Press.
1900 - Esposizione critica della filosofia di Leibniz (A
Critical Exposition of the Philosophy of Leibniz), Longanesi
1900 - Sur la logique des relations avec des applications
à la théorie des séries, Rivista di matematica 7: 115-148.
1901 - On the Notion of Order, Mind (n.s.) 10: 35-51.
1902 - On Cardinal Numbers (with Alfred North
Whitehead), American Journal of Mathematics 23: 367-384.
1903 - I principi della matematica (The Principles of
Mathematics), Longanesi
1910 - Philosophical Essays, London: Longmans, Green.
1910/1913 - Principia Mathematica (with Alfred
North Whitehead), 3 vols., Cambridge: At the University Press.
1912 - I problemi della filosofia (The Problems of
Philosophy), London: Williams and Norgate.
1914 - La conoscenza del mondo esterno (Our Knowledge
of the External World as a Field for Scientific Method in
Philosophy), Longanesi
1916 - Principles of Social Reconstruction, London: George
Allen & Unwin.
1916 - Justice in War-time, Chicago: Open Court.
1917 - Le idee politiche (Political
Ideals), Longanesi
1918 - Misticismo e logica (Mysticism and Logic and
Other Essays), Longanesi
1918 - Socialismo, anarchismo, sindacalismo (Roads to
Freedom: Socialism, Anarchism, and Syndicalism), Longanesi
1919 - Introduzione alla filosofia
matematica (Introduction to Mathematical
Philosophy), Longanesi
1920 - The Practice and Theory of Bolshevism, London:
George Allen & Unwin
1921 - The Analysis of Mind, London: George Allen &
Unwin.
1922 - The Problem of China, London: George Allen &
Unwin.
1923 - The Prospects of Industrial Civilization (in
collaborazione con Dora Russell), London: George Allen &
Unwin, Luiss University Press
1923 - The ABC of Atoms, London: Kegan Paul, Trench,
Trubner.
1924 - Icarus, or the Future of Science, London: Kegan
Paul, Trench, Trubner.
1925 - L'ABC della relatività (The ABC of
Relativity), Longanesi
1925 - What I Believe, London: Kegan Paul, Trench,
Trubner.
1926 - On Education, Especially in Early Childhood,
London: George Allen & Unwin.
1927 - The Analysis of Matter, London: Kegan Paul, Trench,
Trubner.
1927 - An Outline of Philosophy, London: George Allen &
Unwin.
1927 - Perché non sono cristiano (Why I Am Not a
Christian), London: Watts.
1927 - Selected Papers of Bertrand Russell, New York:
Modern Library.
1928 - Saggi scettici (Sceptical Essays), TEA
1929 - Matrimonio e morale (Marriage and
Morals), Longanesi, TEA
1930 - La conquista della felicità (The Conquest of
Happiness), TEA
1931 - La visione scientifica del mondo (The
Scientific Outlook), Laterza
1932 - Education and the Social Order, London: George
Allen & Unwin.
1934 - Freedom and Organisation, 1814-1914 (Storia
delle idee del secolo XIX), London: George Allen & Unwin.
1935 - Elogio dell'ozio (In Praise of
Idleness), Longanesi
1935 - Religion and Science, London: Thornton Butterworth.
1936 - Which Way to Peace?, London: Jonathan Cape.
1937 - The Amberley Papers: The Letters and Diaries of
Lord and Lady Amberley (con Patricia Russell), 2 vols., London:
Leonard & Virginia Woolf at the Hogarth Press.
1938 - Il Potere, Universale Economica Feltrinelli UE 551, 1967
(Power: A New Social Analysis, London: George Allen & Unwin.)
1940 - An Inquiry into Meaning and Truth, New York: W. W.
Norton & Company.
1945 - Storia della filosofia occidentale (History of
Western Philosophy), TEA
1948 - La conoscenza umana. Le sue possibilità e i suoi
limiti (Human Knowledge: Its Scope and Limits), Longanesi
1949 - Autorità e individuo (Authority and the
Individual), TEA
1951 - New Hopes for a Changing World, London: George
Allen & Unwin.
1952 - The Impact of Science on Society, London: George
Allen & Unwin.
1953 - Satan in the Suburbs and Other Stories, London:
George Allen & Unwin.
1954 - Un'etica per la politica (Human Society in
Ethics and Politics), Laterza
1954 - Nightmares of Eminent Persons and Other Stories,
London: George Allen & Unwin.
1955- Scrisse
il "Manifesto Russell-Einstein" in collaborazione con
Albert Einstein
1956 - Ritratti a memoria (Portraits from Memory and
Other Essays), London: George Allen & Unwin.
1956 - Logic and Knowledge: Essays 1901-1950 (edited
by Robert C. Marsh), London: George Allen & Unwin.
1957 - Perché non sono cristiano (Why I Am Not a
Christian and Other Essays on Religion and Related
Subjects), Longanesi
1958 - Understanding History and Other Essays, New York:
Philosophical Library.
1959 - Common Sense and Nuclear Warfare, London: George
Allen & Unwin.
1959 - My Philosophical Development, London: George Allen
& Unwin.
1959 - Wisdom of the West ("editor", Paul
Foulkes), London: Macdonald.
1960 - Bertrand Russell Speaks His Mind, Cleveland and New
York: World Publishing Company.
1961 - The Basic Writings of Bertrand Russell (edited
by R.E. Egner and L.E. Denonn), London: George Allen & Unwin.
1961 - Fact and Fiction, London: George Allen & Unwin.
1961 - Has Man a Future?, London: George Allen &
Unwin.
1963 - Essays in Skepticism, New York: Philosophical
Library.
1963 - Unarmed Victory, London: George Allen & Unwin.
1965 - On the Philosophy of Science (edited by
Charles A. Fritz, Jr.), Indianapolis: The Bobbs-Merrill Company.
1967 - Russell's Peace Appeals (edited by Tsutomu
Makino and Kazuteru Hitaka), Japan: Eichosha's New Current Books.
1967 - War Crimes in Vietnam, London: George Allen &
Unwin.
1967/1969 - The Autobiography of Bertrand Russell, 3
vols., London: George Allen & Unwin.
1969 - Dear Bertrand Russell... A Selection of his
Correspondence with the General Public 1950-1968 (edited by
Barry Feinberg and Ronald Kasrils), London: George Allen and Unwin.