martedì 30 giugno 2026

PUERTOLAS Soledad (1947 - viv.)

 

Soledad Puértolas Villanueva
 (Saragozza, 3 febbraio 1947) è una scrittrice e docente spagnola laureata in giornalismo e con un Master in lingua spagnola e portoghese presso l'Università della California. Dal 2010 è docente presso la Real Academia Española.
Soledad Puértolas nacque a Saragozza e durante la sua adolescenza si trasferì a Madrid con la sua famiglia. Studiò giornalismo presso la Escuela de la Iglesia e fu redattrice della rivista España Económica dal 1968 al 1970. Aveva precedentemente avviato gli studi in Scienze Politiche a Madrid, ma per problemi politici fu impossibilitata a proseguirli. Ha conoscenze economiche, anche se non ha terminato gli studi in Economia.
Si sposò a 21 anni e, con il marito, andò a vivere fuori dalla Spagna, a Trondheim (Norvegia). Successivamente si trasferirono in California, dove Puértolas ottenne un Master in Lingua e Letteratura spagnola e portoghese presso l'Università della California, Santa Barbara. In questa città nacque il suo primo figlio, Diego Pita, anche lui scrittore. Nel 1974, dopo tre anni trascorsi in California, tornarono in Spagna.
Nominata docente della RAE il 28 gennaio 2010, ottenne la cattedra come docente di Lingua spagnola il 21 novembre 2010.
Nel 2011 presentò in televisione il documentario Esta es mi tierra. Guiada por el agua. Questo documentario letterario raccoglieva le opere di scrittori e scrittrici, collegandole con i paesaggi che hanno influenzato i propri lavori. "Saragozza, Pamplona e Galizia costituiscono l'itinerario della vita privata e professionale della scrittrice Soledad Puértolas. I loro paesaggi e i loro popoli sono le radici delle sue opere". In quello stesso anno la Revista Cultural Turia le dedicó l'uscita numero 100.
Nel 2013, Soledad Puértolas, già nominata docente della RAE, fu protagonista di una delle conferenze con le quali il Governo di Aragona celebró i trecento anni dalla sua istituzione,
intitolata "trabajar y disfrutar en la Academia". Puértolas è un'editorialista abituale di vari giornali e riviste specialistiche. Una selezione dei suoi articoli è raccolta ne La vida se mueve (1995). La sua carriera letteraria, il suo contributo intellettuale e personale nell'ambito culturale le sono stati riconosciuti con numerosi premi. Le sue opere sono state tradotte in varie lingue.
Con El bandido doblemente armado, vinse nel 1979 il Premio Sésamo per le novelle nella sua XXIV edizione, in cui furono presentate 96 opere.
Nel 1989 ricevette il Premio Planeta con il suo libro Queda la noche. Soledad Puértolas divenne la sesta donna ad esser stata premiata con questo premio da quando lo ottenne per la prima volta Mercedes Salisachs con l'opera La gangrena, en 1975.
Iniziò la propria opera di saggistica La vida oculta, che dichiarò essere "una riflessione sul lavoro di scrittura" e di cui sottolineò "la necessità di analizzare la difficile convivenza in questo nucleo interno nel quale si forgiano la necessità di finzione e la realtà che ti circonda". Per questa opera le conferirono il Premio Anagrama di Saggistica nel 1993.
Ricevette il Premio de las Letras Aragonesas nel 2003, "per la sua rilevante carriera letteraria come narratrice e saggista", premio più ambito di questa categoria concesso dalla comunità autonoma dell'Aragona.
Nel 2001 vinse il Premio NH per Adiós a las novias, un libro de storie che riunisce 21 racconti che parlano del periodo della gioventù in cui i protagonisti si pongono domande sul proprio passato per cercare di comprenderlo..Quello stesso anno ricevette il Premio Glauka come riconoscimento alla sua carriera nell'ambito culturale.
Nel 2008 le fu riconosciuto il Premio alla cultura della Comunidad de Madrid, una delle migliori onorificenze concesse dalla giunta regionale nell'ambito culturale.
Ricevette inoltre la Medalla de Oro di Saragozza nel 2012  ed il Premio José Antonio Labordeta di Letteratura nel 2016.
Il 28 gennaio 2010 fu nominata insegnante di Lingua Spagnola dopo esser stata eletta nella terza fase di votazioni, ricoprendo il posto vacante del docente Antonio Colino nella Real Academia Española. Ne prese possesso il 21 novembre 2010 con il discorso intitolato Aliados. Los personajes secundarios del «Quijote». Le rispose, a nome della corporazione, José María Merino. Fu portavoce della Giunta di Governo della RAE (2012-2014).
Il 5 settembre del 2018 fu nominata presidente del Real Patronato della Biblioteca Nacional de España (BNE) in sostituzione di Luis Alberto de Cuenca.

Opere
El Madrid de "La lucha por la vida". Madrid: Helios, 1971. Saggio.
El recorrido de los animales. Madrid: Júcar, 1975. Racconto.
El bandido doblemente armado. Madrid: Legasa, 1980. Romanzo. Premio Sésamo 1979
Una enfermedad moral. Madrid: Trieste, 1982. Racconti.
A través de las ondas. Racconto. En: Doce relatos de mujeres. Navajo, Ymelda (ed.) . Madrid: Alianza, 1982, pp. 165–177. Racconti.
Burdeos. Barcelona: Anagrama, 1986. Romanzo.
La sombra de una noche. Madrid: Anaya, 1986. Racconto.
Todos mienten. Barcelona: Anagrama, 1988. Romanzo.
Queda la noche. Barcelona: Planeta, 1989. Romanzo. Premio Planeta 1989
Días del Arenal. Barcelona: Planeta, 1992. Romanzo.
La corriente del golfo. Barcelona: Anagrama, 1993. Romanzo.
La vida oculta. Barcelona: Anagrama, 1993. Saggio. Premio Anagrama 1993
Si al atardecer llegara el mensajero. Barcelona: Anagrama, 1995. Romanzo.
La vida se mueve. Madrid: El País-Aguilar, 1995. Articoli.
Recuerdos de otra persona. Barcelona: Anagrama, 1996. Biografia.
La hija predilecta. Racconto. En: Madres e hijas. Freixas, Laura (ed.). Barcelona: Anagrama, 1996. Racconti.
Una vida inesperada. Barcelona: Anagrama, 1997. Romanzo.
Rosa Chacel. Saggio. En: Retratos literarios: Escritores españoles del siglo XX evocados por sus contemporáneos . Freixas, Laura (ed.) . Madrid: Espasa Calpe, 1997, pp. 181–182. Saggio.
Gente que vino a mi boda. Barcelona: Anagrama, 1998. Racconti.
A la hora en que cierran los bares. Madrid: Difusión Directa Édera, 1998. Racconti.
El cuarto secreto. Racconto. En: Relatos para un fin de milenio. Barcelona: Plaza y Janés, 1998, pp. 15–26
El inventor del tetrabrik. Racconto. En: Vidas de mujer. Monmany, Mercedes (ed.) . Madrid: Alianza, 1998, pp. 131–143. Racconti.
La señora Berg. Barcelona: Anagrama, 1999. Romanzo.
La rosa de plata. Madrid: Espasa Calpe, 1999. Romanzo.
Un poeta en la piscina. Racconto. En: Cuentos solidarios. Madrid: ONCE, 1999, pp. 13–15. Racconti.
La carta desde el refugio. Racconto. En: Mujeres al alba. Madrid: Alfaguara, 1999, pp. 133–136. Racconti.
Adiós a las novias. Barcelona: Anagrama, 2000. Racconti.
Con mi madre. Barcelona: Anagrama, 2001
Pisando jardines. Racconto. En: Orosia: Mujeres de sol a sol . Jaca: Pirineum Multimedia, 2002, pp. 159–164. Racconti.
Ausencia. Racconto. En: Mujeres en ruta, 2005, pp. 41–47. Racconti.
Historia de un abrigo. Barcelona: Anagrama, 2005. Romanzo.
Cielo nocturno. Barcelona: Anagrama, 2008. Romanzo.
Masajes. Racconto. En: Cuentos de amigas. Laura Freixas (ed.) Anagrama, 2009. Racconti
Compañeras de viaje. Barcelona. Anagrama, 2010. Racconti.
Mi amor en vano. Barcelona: Anagrama, 2012. Romanzo.
El fin. Barcelona. Anagrama, 2015. Racconto.
Chicos y chicas. Barcelona: Anagrama, 2016. Racconti.
Lúcida melancolía. Pamplona. Ipso ediciones. 2017. Colección Baroja & Yo. Saggio.
Música de ópera. Barcelona: Anagrama, 2019. Romanzo.

lunedì 29 giugno 2026

SELIMOVIC Meša (1910 - 1982)

 

Meša Selimović
, all'anagrafe Mehmed Selimović (Tuzla, 26 aprile 1910 – Belgrado, 11 luglio 1982) è stato uno scrittore bosniaco.
Nato in una famiglia bosniaca musulmana, Selimović fu vincitore di numerosi premi letterari. I suoi libri scritti in lingua serbocroata sono tradotti in moltissime lingue, tra cui l'italiano e l'inglese.
Le sue opere più famose sono i romanzi Il derviscio e la morte (Derviš i smrt) e La fortezza (Tvrđava). Ambedue le opere sono ambientate nella Bosnia dell'Impero ottomano. Nel febbraio del 2016 viene per la prima volta pubblicata in Italia la parte conclusiva della trilogia, così la definisce lo scrittore Božidar Stanišić, Ostrvo (L'isola), edito da Bordeaux. Il romanzo era stato pubblicato in Jugoslavia nel 1974, da Prosveta, a quel tempo l'editore più famoso di letteratura contemporanea in Jugoslavia.

domenica 28 giugno 2026

RIVERA LETELIER Hernán (1950 - viv.)

 

Hernán Rivera Letelier
 (Talca, 1950) è uno scrittore cileno.
Hernán Rivera Letelier nacque a Talca nel 1950, nel Cile centrale, e trascorse la sua infanzia nei campi dell'industria mineraria del Sodanitro nel deserto di Atacama, nel Cile settentrionale. Alla morte della madre, quando aveva 11 anni, si trasferì con suoi fratelli a casa di una zia ad Antofagasta. Nella sua adolescenza lavorò vendendo i giornali e come messaggero in una società mineraria.
Iniziò la sua carriera di scrittore nel 1988 scrivendo poesie e racconti brevi, ma il suo primo successo derivò dal suo primo romanzo, pubblicato nel 1994: "La regina cantava rancheras" (La Reina Isabel cantaba rancheras) con il quale vinse il Premio Consiglio Nazionale del Libro del Cile.
Le opere di Hernán Rivera Letelier sono state tradotte in diverse lingue, compreso l'italiano.

Opere
"Poemas y pomadas" (1988)
"Cuentos breves y cuesco de brevas" (1990)
"La reina Isabel cantaba rancheras " (tradotto in italiano: "La regina cantava rancheras") (1994)
"Himno del ángel parado en una pata" (1996)
"Fatamorgana de amor con banda de música" (tradotto in italiano: "Fata morgana d'amore") (1998)
"Donde mueren los valientes" (1999)
"Los trenes se van al Purgatorio" (tradotto in italiano: "I treni vanno in Purgatorio") (2000)
"Santa María de las flores negras" (tradotto in italiano: "Santa Maria dei fiori neri") (2002)
"Canción para caminar sobre las aguas" (2004)
"Romance del duende que me escribe las novelas" (2005)
"El fantasista" (2006)
"Mi nombre es Malarrosa" (2008)
"La Contadora de Películas" (tradotto in italiano: "La bambina che raccontava i film") (2009)
"El arte de la resurrección" (tradotto in italiano: "L'arte della resurrezione") (2010)
"El Escritor de Epitafios" (2011)
"Historia de amor con hombre bailando" (2013)
"El vendedor de pájaros" (2014)
"La muerte es una vieja historia" (2015)
"La muerte tiene olor a pachulí" (2016)
"La muerte se desnuda en la Habana" (2017)
"El autodidacta" (2019)
"Epifania en el desierto" (2020)
"El secuestro de la hermana Tegualda" (2021)
"Hombre que llegan a un pueblo" (2022)
"La vida oculta de un escritor" (2023)
"Del diario de vita que nunca" (2024)

sabato 27 giugno 2026

KARINTHY Ferenc (1921 - 1992)

 

Ferenc Karinthy
 (Budapest, 2 giugno 1921 – Budapest, 29 febbraio 1992) è stato uno scrittore, linguista, drammaturgo, giornalista e traduttore ungherese.
Era figlio del famoso scrittore e umorista Frigyes Karinthy e della psichiatra di origine ebraica Aranka Böhm. Dopo la morte improvvisa del padre, nonostante la sua grande fama, la famiglia visse in ristrettezze economiche tanto che Ferenc si iscrisse alla facoltà di letteratura dell'Università Cattolica Pázmány Péter, che era gratuita, e qui studiò l'italiano. Durante la seconda guerra mondiale venne selezionato nella squadra di pallanuoto e pubblicò i suoi primi lavori. La madre gli propose di trasferirsi negli Stati Uniti ma lui rifiutò; la donna venne poi catturata dai nazisti e uccisa ad Auschwitz.
Terminata la guerra conseguì la laurea e il dottorato, che completò con una tesi illustrante i collegamenti tra la lingua italiana e quella ungherese. Ottenne quindi borse di studio che gli permisero di andare prima a Parigi e poi a Roma. Negli anni cinquanta affiancò all'attività letteraria anche quella politica che abbandonò dopo il fallimento del governo di Imre Nagy. Pubblicò Budapesti Tavasz (Primavera a Budapest) dal quale il regista Félix Máriássy trasse l'omonimo film.
Negli anni 60, oltre a viaggiare per approfondire gli studi sulle lingue ugro-finniche, collaborò con la radio e la televisione dove propose giochi letterari e di cultura generale ma soprattutto collaborò con il teatro Nazionale di Budapest come drammaturgo e adattatore, attività che sarà fonte di ispirazione per il suo romanzo Ősbemutató del 1972.
Nello stesso periodo venne pubblicato quello che forse è considerato il suo libro più famoso, Epepe, che racconta le disavventure - quasi kafkiane - di un linguista capitato per sbaglio in un paese dove non riesce a comunicare con nessuno.
Tradusse in ungherese autori italiani (Machiavelli), francesi (Molière), inglesi, tedeschi.

Opere pubblicate in Italia
Epepe (Epepe), 2015 ed. Adelphi 
Tempi felici (Aranyidő), 2016 ed. Adelphi 

venerdì 26 giugno 2026

TERZIJSKI Kalin (1970 - 2026)

 

Kalin Terzijski
 (in bulgaro Калин Терзийски; Sofia, 22 marzo 1970 – Sofia, 22 gennaio 2026) è stato uno scrittore e poeta bulgaro.
Ha studiato medicina - lavorando nel frattempo come falegname, geometra, inserviente e infermiere - specializzandosi poi in psichiatria presso l'Istituto superiore di Medicina di Sofia, a partire dal 1996. A causa dell'elevato carico di lavoro e della scarsa retribuzione di medico specializzando, ha iniziato a scrivere per giornali e riviste come secondo lavoro. Dal 2000 si dedica interamente alla scrittura.
Le sue prime pubblicazioni letterarie risalgono al 2008, anno in cui escono la silloge poetica Сол e la raccolta di racconti 13 парчета от счупеното време.
Autore poliedrico, negli anni successivi dà alle stampe due raccolte di versi e sette volumi di racconti, fra cui C’è qualcuno che vi ama? (Има ли кой да ви обича, 2009), per il quale nel 2011 gli è stato assegnato il Premio letterario dell'Unione europea.
Si è cimentato anche nel romanzo: in Алкохол (scritto insieme a Dejana Dragoeva), titolo di fiction più venduto in patria nel 2010, Terzijski elabora esperienze della sua vita privata e professionale, in particolare con pazienti affetti da alcolismo.
È morto nel 2026, all'età di 55 anni.

Opere
Poesia
Сол (Sale, 2008).
Нови стихове съвсем в началото (Nuove poesie appena iniziate, 2010).
За ползата от позите (I vantaggi del posare, 2011).

Racconti
13 парчета от счупеното време (13 frammenti di tempo spezzato, 2008; ed. limitata illustrata dall'autore).
Сурови мисли със странен сос (Rigidi pensieri stranamente conditi, 2009).
C’è qualcuno che vi ama?, Voland, Roma, 2021 - ISBN 9788862434157 (Има ли кой да ви обича, 2009, trad. dal bulgaro di Daniela Di Sora).
Любовта на 35-годишната жена (L'amore di una donna di trentacinque anni, 2010).
Имен ден за добрия човек (Un buon giorno per l'uomo buono, 2011).
Ной дава последни указания на животните (Gli ultimi ordini di Noè agli animali, 2012).
Аскетът в Мола и други разкази (Un asceta al centro commerciale e altri racconti, 2014).

Romanzi
Алкохол (Alcool, con Dejana Dragoeva, 2010).
Лудост (Follia, 2011).
Войник (Soldato, 2012).
Любовта на 45-годишния мъж (L'amore di un uomo di quarantacinque anni, 2013).




 

giovedì 25 giugno 2026

SETH Vikram (1952 - viv.)


Vikram Seth
 (Calcutta, 20 giugno 1952) è uno scrittore e poeta indiano, autore di diversi romanzi e libri di poesia. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui Padma Shri, Sahitya Akademi Award, Pravasi Bharatiya Samman, WH Smith Literary Award e Crossword Book Award. Le sue raccolte di poesie come Mappings e Beastly Tales hanno contribuito al canone poetico della lingua inglese in India, così come le sue opere hanno concorso ad arricchire il romanzo indo-inglese, sia per la tecnica utilizzata che per le tematiche contenute.
Vikram Seth, il maggiore di tre figli, nasce il 20 Giugno 1952 a Calcutta, nel Bengala Occidentale, da Justice Leila Seth e Mr. Premnath Seth. Il padre fu dirigente di Bata Shoes e la madre, avvocato, divenne la prima donna giudice della Corte Suprema in India.
Nel 1954 la famiglia, per motivi di lavoro del padre, si trasferisce in Inghilterra per tre anni. Al ritorno in India, Vikram inizia i suoi studi alla Doon School a Patna, scuola molto prestigiosa, e successivamente si trasferisce nel Kent, in Inghilterra, per studiare un anno alla Tonbridge School e poi al Corpus Christi, ad Oxford. Si laurea in Filosofia, Politica ed Economia, e in quel periodo inizia anche a scrivere le sue prime poesie. Si sposta in California, dove nel 1975 ottiene una laurea magistrale in Economia alla Stanford University. Durante la sua permanenza a Stanford, il poeta Timothy Steele diventa il suo mentore e lo aiuta a sviluppare le sue capacità di scrittore e la sua creatività. Il suo dottorato di ricerca invece, lo svolge in Cina, alla Nanjing University.
Terminati i suoi studi, intraprende un viaggio in autostop attraverso la Cina, il Tibet e il Nepal per poi fare ritorno a casa dei genitori, a Delhi. Da quest’avventura trae ispirazione per Autostop per l'Himalaya, libro con cui vincerà il premio Thomas Cook Travel Book Award.
Un’altra sua passione, oltre alla scrittura, è la musica: ne sono prova il libretto commissionatogli nel 1994 dalla Baylis National Opera, Arione e il Delfino e il romanzo del 1999 Una musica costante. Sa suonare il flauto e il violoncello e ha anche preso lezioni di canto. Scrittore versatile, cosmopolita e poliglotta (è fluente in inglese, hindī, cinese, tedesco, bengali, gallese, urdu), nelle sue opere si percepisce l’influenza che hanno
avuto su di lui i suoi viaggi e le culture con cui è entrato in contatto. Le sue opere sono permeate dalle tradizioni, dai riti, dalle credenze e da tutti gli aspetti della vita quotidiana che ha osservato nei luoghi in cui è stato. Affronta gli argomenti più disparati, dalla medicina al matrimonio, ma anche temi più delicati, tra i quali l’AIDS, come in Soon, in All You Who Sleep Tonight, scritto interamente con parole composte da una sola sillaba.
Nel 2006 diventa leader della campagna contro la Section 377 of the Indian Penal Code, legge contro l’omosessualità e nel 2014 firma una petizione contro la pena di morte in India.
Mappings è la prima raccolta di poesie, pubblicata nel 1981, nella quale Vikram esplora temi come l’amicizia, l’amore, la perdita, la solitudine, la natura. Autostop per l'Himalaya invece, pubblicato nel 1983, racconta il suo viaggio di ritorno in India passando per il Tibet. The Humble Administrator's Garden è la sua seconda raccolta di poesie, vincitrice del Commonwealth Poetry Prize, nella quale racchiude le sue diverse esperienze culturali: i viaggi in India, in Cina, in California.
Nel 1986 esce Golden Gate, un romanzo in versi sullo stile di vita delle persone americane, composto da 594 sonetti e diviso in 13 capitoli, che vince l'Annual Sahitya Akademi Award nel 1988.
Nel 1990 esce il terzo volume di poesie, All You Who Sleep Tonight: Poems. Nel 1992, scrive un libro per bambini, Beastly Tales from Here and There, composto da 10 storie in versi.
Il ragazzo giusto, diventato un bestseller internazionale, è pubblicato nel 1993 dopo ben sei anni di lavoro. Ambientato negli anni Cinquanta, nelle sue 1.349 pagine racconta la nascita
dell’India indipendent e descrive al lettore la religione, la politica e le condizioni socio-culturali di quel paese. Ha vinto il WH Smith Literary Award e il Commonwealth Writers Prize.
Nel 1994 gli viene commissionata la scrittura di un’opera classica musicale, Arione e il Delfino e nel 1999 pubblica, ispirato dalla musica, Una musica costante che nel 2001 vince come miglior libro l'EMMA (Ethnic and Multicultural Media Award).
Due Vite, 2005, vince il premio Pravasai Bharatiya Samman. The Rivered Earth, 2011, opera ispirata alla poesia cinese e indiana, è composta da quattro libretti, intitolati Songs in Time of War, Shared Ground, The Traveller and Seven Elements.
Spesso trae ispirazione dalla sua stessa famiglia per i protagonisti dei suoi libri.

Opere
Romanzi
Golden Gate (1986), trad. Luca Dresda, Christian Raimo, Veronica Raimo, Guanda, Parma, 2012
Il ragazzo giusto (1993), trad. Lidia Perria, TEA, Milano, 2014.
Arione e il Delfino (1995), trad. Glauco Arneri, Mondadori, Milano, 1994
Una musica costante (1999), trad. Massimo Birattari, TEA, Milano, 2014
A Suitable Girl (2017)

Poesie
Mappings (1980)
The Humble Administrator's Garden (1985)
All You Who Sleep Tonight (1990)
Beastly Tales (1991)
Three Chinese Poets (1992)
At Evening (1993)
The Frog and the Nightingale (1994)
A Doctor's Journal Entry
Summer Requiem: A Book of Poems (2012)
The Eagle and The Beetle
The Louse and the Mosquito
Round And Round

Libri per bambini
Beastly Tales from Here and There (1991)

Saggistica
Autostop per l'Himalaya (1983), trad. Alessandro Cogolo, TEA, Milano, 2016
Due Vite (2005), trad. Stefano Beretta, TEA, Milano, 2008
The Rivered Earth


mercoledì 24 giugno 2026

TAYAMA Katai (1872 - 1930)

 

Katai Tayama 
(田山 花袋?, Tayama Katai; Tatebayashi, 22 gennaio 1872 – Tokyo, 13 maggio 1930) è stato uno scrittore giapponese.
Ritenuto uno dei maggiori esponenti del naturalismo giapponese, è famoso soprattutto per le sue opere Futon e Jūemon no saigo.
Katai Tayama nasce il 22 gennaio 1872 a Tatebayashi, nella prefettura di Gunma, con il nome di Tayama Rokuya, sesto figlio di una famiglia di origini samuraiche. In seguito alle riforme Meiji, per provvedere alla famiglia numerosa, il padre Tayama Shōjūrō entra nelle forze di polizia a Tokyo, ma dopo essersi arruolato volontariamente nell’esercito, viene ucciso nell’aprile del 1877 durante la ribellione di Satsuma. A causa della grave condizione economica della famiglia, Katai, a soli nove anni, viene mandato a Tokyo con il fratello maggiore e una sorella per trovare lavoro. Viene assunto come garzone in una libreria, ma perde il lavoro ed è costretto a tornare a Tatebayashi nel 1882. Il suo esordio letterario risale al 1885 quando, con i compagni di scuola, compila una raccolta di poesie illustrata, Jōnuma Shiji Zatsuei, in cui scrive kanshi ("poesia in cinese").
Grazie al supporto economico del fratello maggiore Miyato, nel 1886 tutta la famiglia si trasferisce a Tokyo. Qui Katai segue le lezioni di poesia del famoso Matsuura Tatsuo, avvicinandosi al waka ("poesia in giapponese") ed entrando in contatto con altri futuri scrittori di successo come Doppo Kunikida, Ōta Gyokumei e Kunio Yanagita. Inizia inoltre a pubblicare diari di viaggio nel giornale Eisai Shinshi e nel 1889 scrive il suo primo lavoro in prosa: Aki no Yū. Non riesce a concludere gli studi di legge, interrotti per mancanza di denaro, né ad accedere al servizio militare a causa dei suoi problemi di vista.
Katai si ammala di tifo nel 1890, e dopo la sua guarigione, la madre inizia a criticarlo per la mancanza di un lavoro fisso. In questo periodo decide di fare della letteratura la sua professione. Con l'aiuto di Kōyō Ozaki fa conoscenza dello scrittore Suiin Emi che lo avvia alla carriera letteraria, aiutandolo a pubblicare i suoi lavori nonostante molti siano ispirati ad opere di altri autori.
Nel 1892 usa per la prima volta lo pseudonimo Katai e lo stile del genbun itchi per pubblicare Rakkason, e ottiene il suo primo vero compenso per la pubblicazione di Shin Sakuragawa. Un anno più tardi traduce I cosacchi di Tolstoj dall'inglese, grazie agli studi condotti presso la Sokusei Gakkan. Si interessa molto alla letteratura europea, e ne sono esempi le citazioni di Turgenev, Tolstoj e Daudet in Tōkyō no Sanjūnen (1917). Viene influenzato soprattutto dalla lettura di opere di Émile Zola e Guy Maupassant e dai naturalisti tedeschi. Si unisce al gruppo di romantici raccolti attorno alla rivista Bungakukai nel 1896, e stringe una profonda amicizia con Doppo Kunikida.
Il 1899 è un anno pieno di importanti eventi per Katai. In febbraio si sposa con la sorella di Ōta Gyokumei, Risa, con la quale avrà cinque figli. Nell'agosto dello stesso anno sua madre muore, e in settembre inizia a scrivere per il giornale Hakubunkan grazie al supporto di Emi Suiin. Riesce a leggere l’intera opera di Maupassant, del quale produce numerosi adattamenti e traduzioni. Ottiene il successo come scrittore grazie a Jūemon no saigo ("La fine di Jūemon," 1902), ispirato al Katzensteg di Hermann Sudermann.
Nel 1903, Michiyo Okada, ammiratrice di Katai, gli scrive per chiedergli di diventare sua
allieva. Arriva a Tokyo nel febbraio 1904, poco prima che Katai venga inviato in Manciuria come corrispondente di guerra. Questa esperienza lo porterà a scrivere diverse storie, fra cui Ippeisotsu (Un soldato, 1908). Pur non iniziando una relazione con l'allieva, lo scrittore sfrutta la tensione romantica come materiale per il suo lavoro più ambizioso, Futon (1907). Ispirato a Einsame Menschen di Hauptmann, è ritenuto il primo esempio di shishōsetsu (romanzo dell'io), nonostante attiri parecchie critiche negative dovute alla descrizione dei pensieri più intimi del protagonista.
Nel decennio che va dal 1904 al 1914, Katai scrive numerosi saggi sulla letteratura, tra i quali Rokotsunaru byōsha, nel quale esprime la propria predilezione per una descrizione priva di abbellimenti retorici e per una resa più realistica. Per questo motivo critica anche il gruppo dei Ken'yusha (Società degli amici del calamaio), di cui Kōyō Ozaki fa parte, ritenendoli più interessati alla tecnica letteraria che al contenuto delle loro opere.
Nel 1907 inizia una relazione con la geisha Yone IIda. Questa esperienza si rivela essere molto infelice e lo condurrà alla depressione. Si ritira per ben due volte in meditazione, la prima nel 1913 nel tempio di Inō a Nikko e la seconda nel 1916 a Fujimi. Il 1º settembre 1923 il Grande Terremoto colpisce il Kanto, e tra le tante abitazioni distrutte c’è anche quella di IIda Yone. Katai compra una nuova casa alla donna che decide di abbandonare la sua professione di geisha per stare con lui.
Dopo un viaggio in Manciuria e Mongolia la sua salute inizia a peggiorare: ha un'emorragia cerebrale e poco dopo gli viene diagnosticato un cancro alla gola. Continua
a scrivere perlopiù articoli fino all’aprile del 1930, quando le sue condizioni fisiche lo costringono ad essere ricoverato in ospedale. Decide di trascorrere gli ultimi giorni nella sua dimora a Yoyogi, dove gli fanno visita molte figure di spicco dell’ambiente letterario, come Shimazaki Tōson.
Muore per cancro alla gola il 13 maggio dello stesso anno.
Futon
Tra il 1902 e il 1903, Katai legge la versione inglese dell’opera Einsame Menschen di Hauptmann. Viene particolarmente colpito dallo stile e dall’avversione mostrata nei confronti delle convenzioni sociali come la monogamia. Quest’ultimo tema interessa Katai a livello personale: insoddisfatto del rapporto con la moglie, rivede sé stesso nel protagonista, Johannes. Qualche anno più tardi, con l’arrivo di Okada Michiyo, l’autore sembra vivere in una sua personale versione dell’opera di Hauptmann, tanto che definisce la studentessa la sua “Anna Mahr” in Tōkyō no Sanjūnen. Futon è ritenuto uno dei primi esempi di shishōsetsu poiché Katai utilizza la propria vicenda personale come base per la trama, seppur con qualche modifica.[
Takenaka Tokio, alter ego di Katai, è uno scrittore infelice del proprio matrimonio. La sua vita è scossa dall’arrivo di Yokoyama Yoshiko, una sua allieva molto più giovane di lui, emblema della donna moderna che condivide i suoi stessi interessi letterari. Innamoratosi della ragazza, Tokio è combattuto tra la tensione che prova nei suoi confronti e i suoi doveri di uomo sposato. La sua situazione peggiora ulteriormente quando la ragazza si innamora di un suo coetaneo, Tanaka. Tokio, sopraffatto dalla gelosia, decide di rivelare al padre della ragazza la relazione dei due costringendola a tornare a casa in provincia.
Futon rappresenta inoltre l'applicazione pratica delle teorie espresse da Katai all'interno di Rokotsunaru byōsha. Attratto dalle opere dei naturalisti francesi, ma soprattutto tedeschi, e dal realismo delle loro descrizioni, Katai sostiene il bisogno di rappresentare la realtà così com'è. Da queste idee nasce il saggio Rokotsunaru byōsha, "La descrizione cruda", in cui lo scrittore sottolinea la necessità di esprimersi, nella letteratura, senza l'utilizzo di vuote espressioni retoriche, tanto amate dai suoi predecessori.
Nonostante le numerose voci positive, molti sono anche i giudizi negativi legati soprattutto al particolare stile di scrittura. Alcuni critici, per esempio, non approvano la scelta di narrare eventi troppo vicini alla reale vita dell'autore, eliminando la distanza tra lo stesso Katai e il suo personaggio Tokio. La differenza tra autore e personaggio sbiadisce soprattutto nelle frasi in cui il soggetto è sottinteso: sebbene la narrazione sia in terza persona singolare, in assenza di kare (“egli”), sembra che i pensieri di Tokio vengano espressi in modo diretto, come in un monologo. Questo effetto viene perso nella traduzione in altre lingue.

Opere principali
1891, Uribatake (瓜畑, Il campo di meloni)
1899, Furusato (ふる郷, Città natale)
1902, Jūemon no saigo (重右衛門の最期, La fine di Jūemon)
1907, Futon (蒲団, Il futon) / Il futon, Venezia, Marsilio, 2015
1908, Ippeisotsu (一兵卒, Un soldato)
1908, Sei (,Vita)
1909, Tsuma (, Moglie)
1909, Inaka Kyōshi (田舎教師, Il maestro di campagna)
1910, En (, Legami)
1916, Toki wa Sugiyuku (時は過ぎ行く, Il tempo passa)
1917, Tōkyō no Sanjunen (東京の三十年, Trent'anni a Tokyo)
1917, Ippeisotsu no jūsatsu (一兵卒の銃殺, La fucilazione di un soldato)
1918, Zansetsu (残雪, L'ultima neve)
1927, Momoyo (百夜, Cento notti)

martedì 23 giugno 2026

RESTREPO Laura (1950 - viv.)

 

Laura Restrepo González
 (Bogotà, 1950) è una scrittrice colombiana.
Nata a Bogotà nel 1950, si è laureata in Filosofia e Letteratura all'Università delle Andre, dopodiché ha conseguito il dottorato in Scienze Politiche. È stata docente di letteratura all'Università Nazionale, ma negli anni sessanta abbandonò la cattedra per concentrarsi sull'ala della sinistra politica trascorrendo un periodo in Spagna ed Argentina, dove prese parte alla resistenza clandestina. Oltre all'attività politica si dedica alla scrittura e al giornalismo.
Nel 1983 fu nominata dall'allora presidente Belisario Betancur, membro della commissione per la negoziazione della pace fra il governo e il gruppo di guerriglieri M-19. Nel 1986 pubblica Historia de entusiasmo, frutto della sua esperienza con gli M-19, in cui esprime l'incapacità del governo e dei ribelli di venire a patti, per poi autoimporsi l'esilio che trascorrerà fra la Spagna e il Messico fino al 1989, quando gli M-19 si accordano per il disarmo.
I temi dell'esilio li riprende nella sua prima novella La isla de la pasión, che si basa sugli eventi storici dell'isola di Clipperton.
La sua terza novella Dolce compagnia, vince nel 1997 il Premio Sor Juana Inés de la Cruz e in quest'opera così come ne Il giaguaro al sole e L'oscura sposa, gli avvenimenti e il filo della narrazione sono sostenuti da una giornalista.
Nel 1998 è stata nominata dalla critica francese, miglior autrice straniera.
Nel 2004 vince il Premio Alfaguara per il romanzo Delirio, che riceve nel 2006, anche in Italia, il premio Grinzane Cavour.

Opere
Historia de un entusiasmo (1986)
La isla de la pasión (1989)
Las vacas comen espaguetis (1989)
Il giaguaro al sole (1993 - Leopardo al sol)
Dolce compagnia (1995 - Dulce compañía)
L'oscura sposa (1999 - La novia oscura)
La multitud errante (2001)
Olor a rosas invisibles (2002)
Delirio (2004 - Delirio)
Demasiados héroes (2009)

lunedì 22 giugno 2026

ALBAHARI David (1948 - 2023)

 

David Albahari
(Peć, 15 marzo 1948 – Belgrado, 30 luglio 2023) è stato uno scrittore serbo, emigrato nel 1993 in Canada, nato in Kosovo da una famiglia ebrea sefardita.
Laureato in letteratura inglese, all'Università di Belgrado, è stato membro dell'Accademia serba delle scienze e delle arti.
Albahari pubblicò la prima raccolta di racconti Porodično vreme (Tempo di famiglia) nel 1973. Divenne più noto al pubblico più vasto nel 1982 con il volume Opis smrti (Descrizione della morte) per il quale vinse il premio Ivo Andrić.
Alla fine degli anni '80, Albahari avviò la prima petizione formale per legalizzare la marijuana in Jugoslavia.
Nel 1991 divenne presidente della Federazione delle Comunità Ebraiche della Jugoslavia e lavorò all'evacuazione della popolazione ebraica dalla Sarajevo assediata. Nel 1994 si trasferisce con la famiglia a Calgary in Canada, dove vive fino al 2012 quando torna a vivere a Belgrado. Ha continuato a scrivere e pubblicare in lingua serba.
I suoi romanzi contemplano sempre implicazioni politiche, derivanti dalla grande sofferenza con cui egli visse la dissoluzione della Jugoslavia.
Albahari ha ricevuto il prestigioso NIN Award per il miglior romanzo del 1996 per Mamac (Esca). È stato tra i finalisti del premio in altre 7 occasioni.
Ha ricevuto i seguenti premi: Premio Ivo Andrić (1982), Premio Stanislav Vinaver (1993), Premio NIN (1996), Premio Biblioteca Nazionale di Serbia per il bestseller (1996), Premio Internazionale Balkanika (1996), Premio Bridge Berlin (1998) ), Premio Città di Belgrado (2005), Premio Vilenica (2012) e Premio Isidora Sekulić (2014).[2] Nel 2016, Albahari ha vinto il primo premio al festival letterario "Druga prikazna" ("Un'altra storia") a Skopje, in Macedonia.
Albahari è morto dopo una lunga malattia a Belgrado il 30 luglio 2023, all'età di 75 anni.

Opere tradotte in italiano
La morte di Ruben Rubenović, racconti, introduzione Milorad Pavić, traduzione di Silvio Ferrari, Hefti, Milano 1989
Il buio, Besa, Nardò, 2006
Goetz e Meyer, Einaudi, Torino 2006
L'esca, Zandonai, Rovereto 2008
Zink, Zandonai, Rovereto 2009
Ludwig, Zandonai, Rovereto 2010
Sanguisughe, Zandonai, Rovereto, 2012


domenica 21 giugno 2026

MARSE' Juan (1933 - 2020)

 

Juan Marsé Carbó
 (Barcellona, 8 gennaio 1933 – Barcellona, 19 luglio 2020) è stato uno scrittore spagnolo appartenente alla cosiddetta "Generazione del '50" - che annovera, tra gli altri, i suoi amici Montalbán e Mendoza. Nel 2008 gli è stato conferito il Premio Cervantes, con il quale è di fatto asceso all'Olimpo della Letteratura spagnola. Due giorni prima dell'assegnazione, gli è stata intitolata una "caja de securidad" - praticamente una capsula del tempo - perché possa preservare qualcosa che sia poi rivelato, quando e se vorrà in vita.
È nato come Juan Faneca Roca ma, in seguito al decesso della madre durante il parto, viene adottato dalla famiglia Marsé Carbó. Non terminò gli studi, anzi iniziò a lavorare come gioielliere e, allo stesso tempo, scriveva per la rivista Arcinema. Nel 1958 si distinse per un articolo sulle riviste Ínsula e El Ciervo, imprimendo una definitiva svolta letteraria alla propria esistenza. Già nel 1959 vinse un piccolo premio, poi nel 1961 pubblicò il primo vero romanzo, Encerrados con un solo juguete - nel frattempo, s'era già trasferito a Parigi, dove sarebbe rimasto sino al 1962, mantenendosi insegnando spagnolo e facendo occasionali traduzioni, oltre alle pulizie presso l'Istituto Pasteur.
Tornato a Barcellona, scrisse un altro romanzo, Esta cara de la luna - anni dopo, ha deciso di ripudiarlo: infatti, non è compreso nell'opera omnia. Sopravvive lavorando nella pubblicità, nell'editoria, nella critica cinematografica, infine diventa stabilmente giornalista e redattore della rivista Por favor.
Raggiunge l'agognato successo grazie al romanzo La oscura historia de la prima Montse, verso la fine degli anni Sessanta, e riesce a mantenersi tra i principali autori catalani del suo tempo: arriva infatti a collaborare con El País, per il quale scrive, a puntate, Aventuras del capitán Blay. Tuttavia, è solo negli anni Novanta che arriva la definitiva consacrazione: proprio nel 1990, per El amante bilingüe, gli è conferito, a Siviglia, il Premio Ateneo de Sevilla - premio abbastanza importante, nato nel 1969 - e poi, nel 1994, per El embrujo de Shanghai - forse il suo romanzo più famoso, visto che ha ispirato l'omonimo film del 2002 - il Premio de la Crítica y el Aristeion.
Il suo romanzo Últimas tardes con Teresa è stato tradotto in Italia come Ultime sere con Teresa ed edito da Bompiani nel 2017.


sabato 20 giugno 2026

DERY Tibor (1894 - 1977)

 

Tibor Déry 
(Budapest, 18 ottobre 1894 – Budapest, 18 agosto 1977) è stato uno scrittore ungherese.
Fu uno dei maggiori rappresentanti della moderna letteratura ungherese, Déry nacque a Budapest nel 1894 in una famiglia borghese. Fin dal 1919 divenne un letterato di grande spessore e impegno politico, inizialmente con il governo liberale, ma dopo la presa di potere di Béla Kun, lo scrittore fu esiliato dalla Repubblica sovietica ungherese. Avvicinatosi all'ideologia comunista, visitò vari paesi d'Europa, fra cui: la Francia, la Germania e l'Italia.
Tornato in patria nel 1926 si dedicò principalmente alle traduzioni dei romanzi stranieri, ma il suo impegno politico non si fermò, patì di nuovo l'esilio nel 1939, durante il periodo del governo filofascista dell'Ammiraglio Horthy, per la traduzione di Ritorno dall'URSS di André Gide. Tornato in Ungheria fu membro della resistenza durante il secondo conflitto mondiale. Dopo la liberazione però si oppose al regime d'impronta stalinista di Mátyás Rákosi, contrario alla sua idea di comunismo, e per questo motivo partecipò all'insurrezione del 1956.
Sedata la rivolta dall'intervento cruento dell'Armata rossa, Déry fu tradotto in prigione dove rimase fino al 1960.
All'inizio della sua carriera di scrittore si avvicinò alle avanguardie, in particolare al surrealismo. Il romanzo che l'impose all'attenzione del pubblico internazionale fu Niki, storia di un cane, proprio del 1956, dove l'impronta di forte realismo lo vide uno dei maggiori rappresentanti del genere ammirato dallo stesso György Lukács, il filosofo e critico letterario più importante del realismo. Dopo l'esperienza della prigionia, invece, si rivolse ad una prosa più satirica, ritornando talvolta al surreale come nel caso del Signor A.G. nella città di X dove il personaggio si ritrovava casualmente in una specie di mondo rovesciato, apparentemente privo di regole, e metteva in burla l'Ungheria stalinista, con un sapore però più amaro che divertito.
Tibor Déry morì nel 1977 e i suoi romanzi sono stati tradotti in molte lingue.

Opere
La frase incompiuta (1947)
Risposta (1952)
Niki, storia di un cane (1956)
Il signor A.G. nella città di X (1964)
Lo scomunicatore (1969)
Reportage immaginario da un festival pop americano (1971)
Caro suocero, Editori Riuniti, I David - collana diretta da Gian Carlo Ferretti (1981), traduzione a cura di Margherita Stocco

venerdì 19 giugno 2026

ATTANASIO Maria (1943 - viv.)

 

Maria Attanasio
 (Caltagirone, 2 febbraio 1943) è una poetessa e scrittrice italiana, autrice di romanzi e di saggi.
Nativa di Caltagirone, ha esercitato l'attività di insegnante di storia e filosofia al civico liceo classico Secusio (di cui fu altresì allieva) e che ha anche diretto per qualche anno. Ha militato nel Partito Comunista Italiano e ha sempre rivendicato l'appartenenza a tale fede politica.
Dedicatasi alle lettere fin dall'adolescenza (dapprima alla poesia e poi, nei primi anni 1990, su sollecitazione dell’editrice e amica Elvira Sellerio, anche alla prosa), ha fortemente legato la propria produzione alla propria città natale (trasposta nell'immaginaria Calacte), alla Sicilia e al proprio retroterra ideale, ponendosi in continuità ideale con l'eredità delle grandi firme della letteratura regionale, sulle quali spicca Sebastiano Addamo, che praticò e considera suo maestro di vita e scrittura.
Suoi testi poetici, narrativi e saggistici sono apparsi su riviste e antologie, nazionali e internazionali, nonché tradotti in altre lingue.

Opere
Narrativa
Correva l'anno 1698 e nella città avvenne il fatto memorabile (Sellerio 1993; premio opera prima Pirandello di Agrigento e premio L'isola di Arturo-Elsa Morante di Procida)
Piccole cronache di un secolo (Sellerio 1998, con Domenico Amoroso)
Di Concetta e le sue donne (Sellerio 1999, premio Sciascia-Racalmare), in corso di traduzione
e pubblicazione in Francia; riduzione teatrale del testo di Nicoleugenia Prezzevento, allestita e inscenata dall’Associazione Nave Argo
Il falsario di Caltagirone, notizie e ragguagli sul curioso caso di Paolo Ciulla (Sellerio 2007, supervincitore del Premio Elio Vittorini)
Dall’Atlante agli Appennini (Ed. Orecchio Acerbo, premio Martoglio 2008)
Il condominio di Via della Notte (Sellerio 2013, finalista Premio Stresa)
La ragazza di Marsiglia (Sellerio 2018, premio Alessandro Manzoni per il romanzo storico, premio internazionale città di Como, premio Basilicata, premio Maria Messina, premio I quattro elementi - finalista ai premi Acqui Storia sez. romanzo storico, Rapallo per la Donna Scrittrice, Asti d’Appello)
Lo splendore del niente e altre storie (Sellerio 2020, premio Chiara 2020)
La Rosa Inversa (Sellerio 2026)

Saggistica
Scuola e sistema mafioso (Ed. Tringale, 1983)
Della città d'argilla (Ed. Mesogea, 2012)

giovedì 18 giugno 2026

KARAVELOVA Ekaterina (1860 - 1947)



Ekaterina Karavelova
 (in bulgaro Екатерина Каравелова; Ruse, 21 ottobre 1860 – Sofia, 1 aprile 1947) è stata un'attivista e scrittrice bulgara.
Ekaterina Karavelova nacque il 21 ottobre 1860 a Ruse, in Bulgaria. Suo padre, un pellicciaio, manteneva la famiglia con il proprio lavoro, finché morì in giovane età, lasciando la madre a prendersi cura dei loro quattro figli. La donna se ne assunse la responsabilità lavorando come lavandaia per crescere Ekaterina, le sue due sorelle, Sia e Mariola, e suo fratello Atanas.
La zia di Ekaterina, Kiryaki Nikolaki Minkova, una parente ricca, ebbe un ruolo significativo nella sua vita e divenne la sua tutrice. Grazie al sostegno della zia, Ekaterina, a soli nove anni, fu mandata in una casa aristocratica a Mosca per continuare la propria istruzione. Lì completò gli studi e vinse una medaglia d'oro in una scuola superiore femminile. All'età di 17 anni, parlava fluentemente russo, francese, tedesco e inglese.
Nel 1878 tornò in Bulgaria. Grazie alla sua vasta conoscenza, Ekaterina intraprese la carriera di insegnante, lavorando per 14 anni nelle città di Ruse, Sofia e Plovdiv. In seguito descrisse come iniziò la sua carriera di insegnante: "Il ginnasio di Ruse era usato come magazzino. Arrivò settembre e non c'era alcun piano di riapertura. Dissi a mia madre che avrei preso le lenzuola dal soggiorno, allestito alcuni tavoli e invitato dei bambini a studiare a casa nostra. Già dalla prima settimana, la mia classe era piena di bambini di tutte le età... ". Questa iniziativa segnò l'inizio della sua dedizione all'istruzione, ambito in cui si distinse per passione e creatività.
A Ruse, Ekaterina ritrovò Petko Karavelov, un vecchio amico di Mosca, che in seguito divenne il leader del Partito Liberale e fratello dello scrittore Lyuben Karavelov. Sebbene Ekaterina inizialmente lo considerasse un amico, Petko era profondamente innamorato di lei e le chiese di sposarlo tre volte prima che lei acconsentisse.[3] Ekaterina e Petko Karavelov si sposarono nel 1880 ed ebbero tre figlie: Rada (1880-1883), Viola (1884-1934) e Laura (1886-1913).
Nel 1880, Petko Karavelov divenne Primo Ministro della Bulgaria e la coppia si trasferì a Sofia. Grazie alle sue capacità diplomatiche e di traduzione, Ekaterina divenne una collaboratrice chiave per Karavelov nella sua carriera politica. La sua formazione in Russia e la posizione del marito le permisero di integrarsi rapidamente nell'élite politica del neonato stato bulgaro, dove sostenne le sue attività. Lavorò come sua segretaria e traduttrice.
Nel 1881, durante un periodo di disordini politici e tensioni interne, il principe Alessandro I di Battenberg sospese la costituzione. I Karavelov si trasferirono a Plovdiv, dove iniziarono a insegnare e pubblicarono il giornale Indipendence, che annoverava contributi di un loro amico, Penčo Slavejkov.
Nelle elezioni del maggio 1884, il Partito Liberale ottenne una vittoria schiacciante e Petko Karavelov divenne Primo Ministro per un secondo mandato. Questo fu un periodo di successo professionale per lui, con Ekaterina che rimase al suo fianco come sua fidata collaboratrice. Tuttavia, le preferenze politiche cambiarono e, quando Stefan Stambolov salì al potere nel 1887 in seguito al rovesciamento del principe Alessandro I di Battenberg, Karavelov divenne un membro dell'opposizione. Nel marzo 1891, il Ministro delle Finanze Hristo Belchev fu assassinato e, in seguito alla sua morte, la polizia arrestò i leader dell'opposizione, tra cui Karavelov, accusandolo di essere coinvolto nell'omicidio. Gli uomini furono imprigionati nella Moschea Nera (ora Chiesa dei sette santi), dove, secondo alcune voci, furono sottoposti a gravi torture. In risposta, Ekaterina Karavelova prese l'iniziativa di raccogliere le firme delle madri e delle mogli dei prigionieri. Insieme, si appellarono ai diplomatici stranieri in Bulgaria, esprimendo la loro preoccupazione per la vita dei loro cari. Questo atto di coraggio fu visto dal governo come un atto di tradimento. Ekaterina e le altre donne furono arrestate e poste agli arresti domiciliari, con guardie appostate fuori dalle loro case. Durante il processo, il pubblico ministero accusò Ekaterina di tradimento per il suo intervento presso i diplomatici stranieri a favore delle prigioniere. Fu condannata a morte per impiccagione.
Ekaterina riuscì a evitare la condanna a morte, mentre Petko Karavelov fu rilasciato dal carcere nel 1901. Dopo il suo rilascio, riprese la carica di Primo Ministro della Bulgaria, ma morì nel 1903, probabilmente a causa di un ictus o di un'altra patologia.
Dal 1912 al 1918, Ekaterina lavorò come infermiera, prendendosi cura dei soldati feriti e dei malati durante le guerre balcaniche (1912-1913) e la prima guerra mondiale (1914-1918).
Ekaterina Karavelova ebbe una prolifica carriera come scrittrice, traduttrice e giornalista. Collaborò a diverse pubblicazioni come "Grido per il popolo libero", "La Costituzione di Tarnovo", "Patria", "Arcobaleno", "Voce femminile", "Il mondo delle donne" e altre. Fu autrice di numerose serie, opuscoli, poesie e racconti, la maggior parte dei quali incentrati su temi politici. Svolse inoltre un ruolo significativo nel campo della traduzione, realizzando numerose versioni di opere classiche della letteratura russa, francese, tedesca e inglese . Tradusse le opere di autori prestigiosi come Tolstoj, Dostoevskij, Hugo, Maupassant, Flaubert e Dickens.
Come insegnante, Ekaterina ebbe un profondo impatto su un'intera generazione di donne che frequentarono il primo istituto superiore femminile di Sofia, tra cui Anna Karima ed Ekaterina Zlatoustova.
Nel 1899 fondò l'organizzazione culturale femminile Maika ("Madre" in bulgaro) e ne fu presidente fino al 1929. Ekaterina credeva fermamente che l'indipendenza e l'uguaglianza delle donne dipendessero dalla capacità di guadagnarsi da vivere. Pertanto, si adoperò attivamente per promuovere la formazione professionale femminile. In questo spirito, l'associazione Maika lanciò campagne per la creazione di scuole professionali, tra cui la prima scuola professionale femminile in Bulgaria, la scuola Maria Luisa.
Nel 1901, Ekaterina fondò, insieme a Vela Blagoeva, Kina Konova, Anna Karima e Julia Malinova, l'Unione delle Donne Bulgare. Si trattò della prima organizzazione femminista in Bulgaria, che riuniva tutti i gruppi femministi locali sorti a partire dal 1878. L'Unione nacque in risposta alle restrizioni all'istruzione femminile e al limitato accesso delle donne agli studi universitari negli anni 1890, con l'obiettivo di promuovere la loro crescita intellettuale. A tal fine, l'Unione organizzò congressi e utilizzò la pubblicazione Zhenski per diffondere le proprie idee. L'Unione svolse un ruolo significativo nel plasmare il dibattito sull'istruzione femminile e sullo status professionale delle insegnanti.
Dal 1915 al 1925, Ekaterina Karavelova fu vicepresidente dell'Unione delle donne bulgare, prima di diventare presidente della sezione bulgara della Lega internazionale delle donne per la pace e la libertà nel 1925. Questa organizzazione mirava a unire donne di diversa estrazione politica, filosofica e religiosa per studiare le cause della guerra e promuovere una pace duratura. Si concentrava su temi quali la pace, l'eliminazione delle discriminazioni, la tutela dei diritti umani e la promozione del disarmo a tutti i livelli. Ekaterina rappresentò la Bulgaria in molti forum internazionali, tra cui quelli di Washington e Dublino. Durante il Congresso di Dublino del 1926, dichiarò: "Il nostro ideale non è la pace che i governi impongono senza comprendere le vere aspirazioni del popolo, ma la pace di una vera democrazia".
Nel 1932, Ekaterina fu tra i fondatori dell'Associazione bulgaro-rumena e, nel 1935, anche dell'Associazione degli scrittori bulgari, di cui assunse la carica di presidente.
Rappresentò la sua nazione come delegata in numerose altre conferenze internazionali. Nel 1935 si espresse contro la pena di morte per i prigionieri politici in Bulgaria e nel 1938 fece parte di una commissione che si oppose alla chiusura delle scuole bulgare in Romania.
Ekaterina Karavelova è stata una delle prime e più influenti donne bulgare ad aprire la strada all'affermazione delle donne come difensori dello spirito nazionale bulgaro. Si è dedicata alla difesa dei diritti delle donne per tutta la vita ed è rimasta attiva nelle sfere sociali e culturali della Bulgaria fino alla fine dei suoi giorni.
La sua dedizione alla difesa degli ebrei bulgari fu duratura. All'età di ottantatré anni, percorse da sola le strade di Sofia, determinata a contribuire personalmente a fermare la deportazione degli ebrei bulgari. Tuttavia, trascorsero molti anni prima che fossero gli ebrei bulgari residenti in Israele, e non i bulgari, a fornire prove documentali che il loro salvataggio era dovuto in gran parte agli sforzi di Ekaterina Karavelova.
Ekaterina Karavelova svolse un ruolo cruciale nella fondazione del Comitato per la protezione degli ebrei, lavorando al fianco dello scrittore Anton Strashimirov e dei professori Asen Zlatarov e Petko Stainov.
Il 23 gennaio 1941 fu promulgata la Legge sulla protezione delle nazioni, che regolava le relazioni pubbliche relative allo status delle organizzazioni segrete, al popolo ebraico, alle loro proprietà, nonché alle attività antinazionali e sospette durante la Seconda Guerra Mondiale. Nell'agosto del 1942, un decreto impose misure più severe contro gli ebrei e fu istituito il Commissariato per gli Affari Ebraici (KEV) sotto la direzione di Aleksandar Belev. Agli ebrei bulgari fu imposto di indossare la stella gialla e le loro case e attività commerciali furono contrassegnate con simboli distintivi. Il 2 marzo 1943, il governo bulgaro autorizzò segretamente la deportazione di 20.000 ebrei. Agli ebrei di Sofia fu ordinato di lasciare la capitale entro tre giorni. I leader ebrei contattarono il segretario del re Boris III e Ekaterina Karavelova, la quale promise di parlare direttamente con il re.
Su consiglio del metropolita Stefan, il rabbino capo, il dottor Hananel, condusse diversi delegati a casa di Karavelova, dove redassero insieme una petizione al re. Caterina aggiunse alcune parole: "Sinko, sei un padre, non fare del male a nessuno". La petizione fu sottoscritta da tutti, dopodiché si recarono dalla principessa Eudossia, dal vicario papale monsignor Giuseppe Mazzoli e da alcuni sacerdoti cattolici vicini alla regina Giovanna – nota per la sua compassione verso gli ebrei – per ottenere il loro sostegno.
Ekaterina Karavelova morì il 1º aprile 1947 a Sofia e fu sepolta dietro l'altare della Chiesa dei sette santi, accanto al marito.
Fu sposata con Petko Karavelov, un politico di spicco, leader del Partito Liberale e quattro volte Primo Ministro della Bulgaria. Insieme ebbero tre figlie: Rada (1880-1883), Viola (1884-1934) e Laura (1886-1913).
Le vite dei loro figli furono segnate dalla tragedia. La figlia maggiore, Rada, morì all'età di tre anni a causa di una lunga malattia. Viola sposò il giornalista Joseph Herbst, che scomparve dopo l'attentato alla chiesa di Santa Nedelya, probabilmente ucciso dopo l'arresto. Cadde in una profonda depressione e trascorse il resto della sua vita a Karlukovo, dove morì nel 1934. Laura si tolse tragicamente la vita in seguito a una relazione travagliata con il poeta Pejo Javorov, a sua volta suicida. Ekaterina Karavelova, fino alla propria morte, rimase convinta che Javorov avesse ucciso sua figlia.


mercoledì 17 giugno 2026

de KRETSER Michelle (1957 - viv.)

 

Michelle de Kretser
 (Colombo, 11 novembre 1957) è una scrittrice australiana originaria dello Sri Lanka. Nata nel 1957 a Colombo, a 14 anni è emigrata in Australia con la famiglia.
Ha studiato in una scuola multiculturale a Elwood, sobborgo di Melbourne, prima di laurearsi in letteratura a Parigi e iniziare, senza portare a termine, un dottorato all'Università di Melbourne.
Dopo aver lavorato come editrice presso la Lonely Planet e aver co-fondato l'Australian Women's Book Review, ha esordito nella narrativa nel 1999 con il romanzo The Rose Grower.
Dopo Il caso Hamilton, Encore Award nel 2004, ha pubblicato altri 7 romanzi ottenendo il Miles Franklin Award nel 2013 con Questions of Travel e nel 2018 con The Life to Come.

Opere
The Rose Grower (1999)
Il caso Hamilton (The Hamilton Case, 2003), Vicenza, Neri Pozza, 2006 traduzione di Ada Arduini
Il cane scomparso tra le foglie (The Lost Dog, 2007), Vicenza, Neri Pozza, 2009 traduzione di Daniela Middioni
Questions of Travel (2012)
Springtime (2014)
The Life to Come (2017)
On Shirley Hazzard (2019)
Scary Monsters (2021)
Theory and Practice (2024)


MATUTE AUSEJO Ana Maria (1925 - 2014)

  Ana María Matute Ausejo  (Barcellona, 26 luglio 1925 – Barcellona, 25 giugno 2014) è stata una scrittrice spagnola. Ana María Matute nac...