Giampaolo Pansa (Casale Monferrato, 1º ottobre 1935 – Roma, 12 gennaio 2020) è stato un giornalista e scrittore italiano.
Nativo di Casale Monferrato, dopo aver conseguito il diploma di liceo classico, si è laureato in scienze politiche con 110/110 e lode e dignità di stampa presso l'Università degli Studi di Torino, con una tesi in Storia moderna e contemporanea intitolata La Resistenza in provincia di Alessandria (1943-1945) (relatore Guido Quazza), il 16 luglio 1959. Il lavoro gli procurò il «premio Einaudi» (la tesi fu poi pubblicata da Laterza nel 1967). Durante gli anni universitari, Pansa fu anche allievo di Alessandro Galante Garrone, il quale lo indirizzò per primo verso gli studi storici sulla seconda guerra mondiale e sulla Resistenza italiana.
Dal primo matrimonio, con Lidia Casalone, è nato nel 1962 un figlio, Alessandro, ex amministratore delegato di Finmeccanica, morto l'11 novembre 2017, all'età di 55 anni. In seconde nozze Pansa ha sposato la scrittrice Adele Grisendi con la quale conviveva dal 1989.
È deceduto il 12 gennaio 2020 a Roma all’età di 84 anni a causa di una diverticolite. Il suo archivio, contenente sia materiale relativo alla sua attività di scrittore sia a quella di giornalista, è stato donato nel 2021 al Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell'Università di Pavia.
Nella carriera di Pansa hanno avuto un ruolo preponderante i giornali del Gruppo L'Espresso (la Repubblica e L'Espresso), coi quali Pansa ha collaborato (non ininterrottamente) dal 1977 al 2008. Negli anni della sua collaborazione alla Repubblica, Pansa fu tra i rappresentanti della linea editoriale vicina alla sinistra di opposizione, senza risparmiare critiche anche al Partito Comunista Italiano. A la Repubblica ed al suo fondatore Pansa ha dedicato anche un libro: "La repubblica di Barbapapà", dal soprannome che la redazione del giornale aveva dato a Scalfari,[ il ritratto, tra le tante cose, mette in luce i difetti del fondatore di Repubblica: faziosità politica ed estrema autostima, dall'altra i suoi pregi: genialità e completa dedizione al lavoro.
Abile cronista politico, è considerato un "caposcuola" del giornalismo della prima repubblica; attento osservatore dei fatti e dei personaggi, partecipava ai congressi politici armato di taccuino e binocolo da teatro, ed era solito arrivare tra i primi in tribuna stampa.
Dopo la strage di piazza Fontana realizzò una preziosa opera di "controinformazione" che contribuì a smascherare le bugie delle autorità sulla strage, tuttavia si tenne lontano dalle campagne più virulente rifiutandosi, ad esempio, di firmare il manifesto contro il commissario Calabresi. È stato, inoltre, uno dei primi giornalisti di sinistra a riconoscere negli anni di piombo che "le Brigate Rosse erano rosse". Per la sua attività di giornalista, insieme al collega e amico Walter Tobagi, finì nel mirino delle stesse Brigate Rosse, che tuttavia scelsero di colpire quest'ultimo e non Pansa.
Sono note, inoltre, alcune sarcastiche definizioni e neologismi che Pansa ha dedicato ai politici ed ai partiti italiani: "Parolaio rosso" per Fausto Bertinotti, "Dalemoni" allusiva al cosiddetto "inciucio" tra Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi ai tempi della Bicamerale, "Balena Bianca" per la Democrazia Cristiana in riferimento alla capacità di uscire indenne da "mille battaglie" del partito come la balena del romanzo di Herman Melville, "truppe mastellate" per indicare i fedelissimi di Clemente Mastella derivando l'espressione da "truppe cammellate", "elefante rosso" per il Partito Comunista Italiano, "coniglio mannaro" per Arnaldo Forlani. Pansa non fu tenero neanche con i colleghi giornalisti: nel 1980 scrisse su La Repubblica un articolo titolato «Il giornalista dimezzato», nel quale stigmatizzava il comportamento, da lui giudicato ipocrita, dei colleghi che, a suo dire, "cedeva[no] metà della propria professionalità al partito, all'ideologia che gli era cara e che voleva[no] comunque servire anche facendo il [proprio] mestiere".
La sua attività di scrittore ha avuto come principale interesse la Resistenza italiana, già oggetto della sua tesi di laurea (pubblicata da Laterza nel 1967 con il titolo Guerra partigiana tra Genova e il Po).
Nel 2001 Pansa pubblica Le notti dei fuochi, ambientata tra il 1919 e il 1922, sulla nascita dello squadrismo, la marcia su Roma e i primi anni del regime fascista. Nel 2002 esce I figli dell'Aquila, racconto della storia di un soldato volontario dell'esercito della Repubblica Sociale Italiana. Comincia poi il «ciclo dei vinti», cioè una serie di libri sulle violenze compiute da partigiani nei confronti di fascisti durante e dopo la seconda guerra mondiale: Il sangue dei vinti (vincitore del Premio Cimitile 2005), Sconosciuto 1945, La grande bugia e I vinti non dimenticano.
Pansa recupera fonti come il neofascista Giorgio Pisanò e Antonio Serena e racconta molte storie personali di cosiddetti "vinti" con metodo già descritto da Nicola Gallerano e in una forma che è stata definita un misto fra romanzo storico, feuilleton e pamphlet per il gruppo delle sue sei opere principali sulla resistenza.
Nel 2011 pubblica Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri, in cui ritrae l'Italia degli umili tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX attraverso la storia dei propri nonni e genitori.
Pansa muore a Roma il 12 gennaio 2020. I funerali si tengono due giorni più tardi presso la Collegiata dei Santi Leonardo e Cassia a San Casciano dei Bagni, al termine dei quali viene sepolto nel cimitero locale.
Opere
Saggi
Viva l'Italia libera. Storia e documenti del primo Comitato militare del C.L.N. regionale piemontese, Torino, Istituto per la storia della Resistenza in Piemonte, 1964.
La Resistenza nel saluzzese, con Mario Giovana, Giorgio Bocca, Piero Caleffi, Saluzzo, R.P.C., 1964.
La Resistenza in Piemonte. Guida bibliografica 1943-1963, Torino, Giappichelli, 1965.
Guerra partigiana tra Genova e il Po. La Resistenza in provincia di Alessandria, Bari, Laterza, 1967.
L'esercito di Salò nei rapporti riservati della Guardia nazionale repubblicana, 1943-44, Milano, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione, 1969; col titolo L'esercito di Salò. La storia segreta dell'ultima battaglia di Mussolini, Collana gli Oscar, Milano, A. Mondadori, 1970.
Borghese mi ha detto, Milano, Palazzi, 1971; nuova ed., con Appendice di altri testi dell'Autore, Collana La Storia · Le Storie, Milano, BUR-Rizzoli, 2022
Bisaglia: una carriera democristiana, Milano, SugarCo, 1975.
Cronache con rabbia, Torino, SEI, 1975.
Trent'anni dopo, con Vittorio Gorresio e Lietta Tornabuoni, Milano, Bompiani, 1976.
Comprati e venduti. I giornali e il potere negli anni '70, Collana Saggi n.26, Milano, Bompiani, 1977. Premio Nazionale Rhegium Julii per la Saggistica.
La guerra lampo di Cefis, Bologna, Il Mulino, 1977.
Storie italiane di violenza e terrorismo, Roma-Bari, Laterza, 1980.
Ottobre addio. Viaggio fra i comunisti italiani, Milano, A. Mondadori, 1982.
Carte false. Peccati e peccatori del giornalismo italiano, Milano, Rizzoli, 1986; Milano, BUR, 1988
I soldi in testa, testo di G. Pansa, fotografie di Gianni Berengo Gardin, Milano, Banca Mercantile Italiana, 1986.
Lo sfascio. Politici, politicanti, portaborse e malfattori, Milano, Sperling & Kupfer, 1987
Il malloppo. Finanzieri, tangentisti, onestuomini, furboni e altre storie di un'Italia ossessionata dal denaro, Milano, Rizzoli, 1989
L'intrigo. Come diventare qualunquisti senza esserlo, Milano, Sperling & Kupfer, 1990
Il gladio e l'alloro. L'esercito di Salò, Collezione Le Scie, Milano, A. Mondadori, 1991
Il regime. Dal disastro dei partiti alla Repubblica autoritaria, Milano, Sperling & Kupfer, 1991
I bugiardi. Tivù, giornali e partiti nell'Italia delle tangenti e della mafia, Milano, Sperling & Kupfer, 1992
L'utopia armata. Come è nato il terrorismo in Italia, Milano, A. Mondadori, 1992; Milano, Sperling & Kupfer, 2006.
L'anno dei barbari. Diario cattivo di come la crisi dei partiti ci ha regalato l'incognita leghista, Milano, Sperling & Kupfer, 1993
Romanzo di un ingenuo, Milano, Sperling & Kupfer, 2000
Le notti dei fuochi, Milano, Sperling & Kupfer, 2001
Bestiario d'Italia. 1994-2004, Milano, Sperling & Kupfer, 2004
Il revisionista, Milano, Rizzoli, 2009
I cari estinti. Faccia a faccia con quarant'anni di politica italiana, Milano, Rizzoli, 2010
Carta straccia. Il potere inutile dei giornalisti italiani, Milano, Rizzoli, 2011
Poco o niente. Eravamo poveri, torneremo poveri, Milano, Rizzoli, 2011
Tipi sinistri. I gironi infernali della casta rossa, Milano, Rizzoli, 2012
La Repubblica di Barbapapà. Storia irriverente di un potere invisibile, Milano, Rizzoli, 2013
Sangue, sesso, soldi. Una controstoria d'Italia dal 1946 a oggi, Milano, Rizzoli, 2013
Bella ciao. Controstoria della Resistenza, Milano, Rizzoli, 2014
Eia Eia Alalà. Controstoria del fascismo, Milano, Rizzoli, 2014
La destra siamo noi. Una controstoria da Scelba a Salvini, Milano, Rizzoli, 2015
L'Italiaccia senza pace. Misteri, amori e delitti del dopoguerra, Milano, Rizzoli, 2015
Il rompiscatole. L'Italia raccontata da un ragazzo del '35, Milano, Rizzoli, 2016
Vecchi, folli e ribelli. Il piacere della vita nella terza età, Milano, Rizzoli, 2016
L'Italia non c'è più. Come eravamo, come siamo, Milano, Rizzoli, 2017
Il mio viaggio tra i vinti. Neri, bianchi e rossi, Milano, Rizzoli, 2017
Uccidete il comandante bianco. Un mistero nella Resistenza, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli, 2018
La repubblichina. Memorie di una ragazza fascista, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli, 2018
Quel fascista di Pansa, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli, 2019
Il dittatore. Matteo Salvini: ritratto irriverente di un seduttore autoritario, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli, 2019
L'Italia si è rotta, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli, 2020 [libro incompiuto, pubblicato postumo]
Il sangue degli italiani. 1943-1946. Una storia per immagini della guerra civile, A cura di Adele Grisendi, Collana Saggi, Milano, Rizzoli, 2020 [raccolta di scritti]
Non è storia senza i vinti. La memoria negata della guerra civile, Collana Saggi, Milano, Rizzoli, 2022
Piombo e sangue. Da Piazza Fontana a Marco Biagi: violenza e terrorismo nelle cronache di un grande giornalista, a cura di Marco Damilano e Adele Grisendi, Collana Saggi, Milano, Rizzoli, 2023 [raccolta di scritti]
Romanzi
Ma l'amore no. Una storia di gente comune nell'Italia della guerra civile, Milano, Sperling & Kupfer, 1994
Siamo stati così felici. Un amore semplice nell'Italia del '48, Milano, Sperling & Kupfer, 1995
I nostri giorni proibiti. Romanzo di una passione nel dopoguerra, Milano, Sperling & Kupfer, 1996
La bambina dalle mani sporche, Milano, Sperling & Kupfer, 1997
Ti condurrò fuori dalla notte, Milano, Sperling & Kupfer, 1998
Il bambino che guardava le donne, Milano, Sperling & Kupfer, 1999
Notte a Is Arenas, Collana La Biblioteca della nuova Sardegna, Sassari, La nuova Sardegna, 2004; Il Maestrale, 2010
I tre inverni della paura, Milano, Rizzoli, 2008
La guerra sporca dei partigiani e dei fascisti, Milano, Rizzoli, 2012
Il «ciclo dei vinti»
I figli dell'Aquila, Milano, Sperling & Kupfer, 2002
Il sangue dei vinti, Milano, Sperling & Kupfer, 2003
Prigionieri del silenzio. Una storia che la sinistra ha sepolto, Milano, Sperling & Kupfer, 2004
Sconosciuto 1945, Milano, Sperling & Kupfer, 2005
La grande bugia, Milano, Sperling & Kupfer, 2006
I gendarmi della memoria, Milano, Sperling & Kupfer, 2007.
I vinti non dimenticano. I crimini ignorati della nostra guerra civile, Milano, Rizzoli, 2010









