sabato 20 gennaio 2024

MASTRIANI Francesco (1819 - 1891)

 

Francesco Mastriani
 (Napoli, 23 novembre 1819 – Napoli, 6 gennaio 1891) è stato uno scrittore italiano, autore di romanzi d'appendice di grande successo. Fu inoltre drammaturgo e giornalista.
Mostrò fin dagli esordi letterari grande attenzione nei confronti delle classi subalterne napoletane. Benché la sua narrativa, pittoresca e consolatoria (ma non corriva), non abbia quasi spessore politico (per lui si è parlato di un generico socialismo cristiano e di «basso romanticismo»), diede un grande contributo alla nascita del meridionalismo e gettò le basi per la nascita del verismo.
Nacque da agiata famiglia borghese. I suoi genitori erano Filippo M. e Teresa Cava, che aveva avuto già due figli (Vincenzo e Gennaro) da una precedente unione con Raffaele Giardullo; Francesco fu il terzo dei sette figli che la Cava diede a Filippo M. (gli altri erano il primogenito e il secondogenito Giuseppe e Ferdinando, cui seguirono Francesco, appunto, Giovanni, Raffaele, Marianna e Rachele).
La sua formazione letteraria consistette, oltre che nel regolare corso di studi (dal 1825 fu allievo dell'istituto di don Raffaele Farina), nelle più disparate e voraci letture; nel 1835 pare avesse terminato di leggere tutta la biblioteca di classici, tra cui molti francesi e spagnoli, del maestro, 400 volumi; tra le sue letture, non tutte di prim'ordine, si accavallano La nouvelle Eloise di Jean-Jacques Rousseau, I martiri di François-René de Chateaubriand, tutti i romanzi di D'Arlincourt, la Mathilde di Sophie Cottin, le tragedie di Vittorio Alfieri, la Commedia di Dante Alighieri, le opere di William Shakespeare. Nello stesso anno intraprese lo studio del greco e del tedesco. Tra gli scrittori napoletani, concorsero alla sua formazione Basilio Puoti, Francesco de Sanctis e Saverio Costantino Amato (pel quale ebbe speciale
affetto ed ammirazione).
Nel 1836 Teresa Cava morì. Nello stesso anno Mastriani si piegò al volere del padre impiegandosi presso la Società Industriale Partenopea diretta da Carlo Filangieri.
Nel 1837 si iscrisse alla facoltà di medicina, che avrebbe frequentato per qualche anno, interrompendo tuttavia gli studi per dedicarsi ad un'intensa collaborazione giornalistica con vari giornali, già cominciata alla fine degli anni trenta, ma destinata ad intensificarsi dopo la morte del padre, avvenuta il 21 aprile 1842. In seguito a questo lutto lasciò l'abitazione paterna in via Concezione Montecalvario al numero 52, trasferendosi alla Salita Infrascata (oggi via Salvator Rosa) 271.
Il 30 agosto 1840 aveva conosciuto in casa di un cugino la cugina e futura moglie Concetta Mastriani, con cui si sarebbe fidanzato il 4 agosto 1844, sposandola verosimilmente tra la fine del 1844 e l'inizio del 1845. Nello stesso periodo lasciò la Società Industriale Partenopea, dedicandosi esclusivamente all'insegnamento privato di lingue straniere. Come ricorda Luigi Russo (ne I narratori) la frenetica attività letteraria degli anni seguenti (il figlio e biografo Filippo Mastriani ha censito 900 titoli, di cui 107 romanzi), per cui provvedeva personalmente a procurarsi la ricca e disordinata documentazione necessaria ai suoi romanzi (in questo differenziandosi dagli omologhi scrittori "industriali" d'Oltralpe, che ricorrevano a nègres), non gli avrebbe mai consentito di affrancarsi completamente da un lavoro remunerato, innanzitutto le lezioni private, e poi un modesto impiego alla dogana.
Matilde Serao, nel suo articolo commemorativo per la scomparsa del Mastriani (1891), fa compiaciuto riferimento alla sua totale indipendenza dai circoli accademici ed artistici, e
all'energia con cui diede vita al proprio smisurato mondo letterario. Nelle ore libere arrotondava il magro stipendio facendo anche da guida turistica per gli stranieri di passaggio, un mezzo per perfezionare e apprendere il francese, l'inglese, il tedesco e lo spagnolo.
Cominciò nel 1837 a scrivere articoli di costume per "Il Sibilo", giornale napoletano "di mode e di teatri" (che cessò la pubblicazione nel 1846). Dopo un profluvio di prose e articoli di costume, nel 1838 stampò su quelle pagine la sua prima opera narrativa, la novella Il diavoletto. Parte della sua prima produzione giornalistica, in particolare quella relativa ai primissimi anni di collaborazione (1837-'39), sarà da lui stesso antologizzata nei due volumi di Novelle Scene Racconti (1869-'70): si tratta di una letteratura ancora sostanzialmente ancorata ai modi di un romanticismo manierato, aperto al bizzarro e al pittoresco. Nel 1845 si trasferisce in un casinetto allo Scudillo, dove, il 27 aprile 1846 vede la luce la primogenita Sofia; qui si dedica alla stesura del primo romanzo, Sotto altro cielo (1847), di genere gotico. Dello stesso 1847 è la pubblicazione di Lazzaro. Racconto, e l'impiego presso la direzione del quotidiano Il Tempo, specialmente come traduttore dal francese e dall'inglese.
Molto forte, parallelamente, fu l'interesse del Mastriani per il teatro, una passione che coltivò sino alla fine; molto spesso si trattava di rielaborazioni delle sue opere narrative, come nel caso di Vito Bergamaschi, novella in due capitoli per "Il Sibilo", adattata per le scene in collaborazione con Francesco Rubino, rappresentata nel 1840 al Teatro Fiorentini dalla compagnia Monti e Alberti, e stampata (nella sua versione scenica) in volume nel 1841. Un tipico dramma borghese è Un'ora di
separazione. Scherzo comico in un atto, pubblicato in data ignota (ma dopo il 1840), la sua prima opera a stampa in volume che sia pervenuta. Altri adattamenti scenici entrarono nel repertorio tipico di alcuni attori, come F. Stella, C. di Mario, il «guappo» Del Giudice. Lo stesso Mastriani, occasionalmente, partecipò alle rappresentazioni in veste d'attore.
Un ruolo importante ha sempre occupato nella vita dello scrittore il malocchio. Mastriani affronta tra credenze e tradizione nera tutta partenopea il fenomeno con serietà e drammaticità dichiarando che "ci credo, anzi ci stracredo". Contro quello che considera un vero flagello suggerisce gli antidoti che chiama "preservativi" come il corno e il ferro di cavallo. In proposito cita il giureconsulto Nicola Valletta, autore della famosa Cicalata sul fascino volgarmente detto jettatura. Mastriani parla diffusamente della iettatura alla quale dedica un intero capitolo de La cieca di Sorrento. Agli "occhi avvelenatori" il romanziere napoletano attribuisce buona parte delle sue disgrazie (dal colera da cui fu colpito alla morte di tre dei suoi sette figli, agli sfratti, almeno una trentina).
Questi primi anni sono economicamente i più disagiati. Una costante della vita del Mastriani saranno i numerosi traslochi. Nel 1848 si trasferisce in via Teatro Nuovo al 54; il 16 novembre dello stesso anno, incapace di far fronte alle spese per l'affitto, è costretto ad accettare l'ospitalità del suocero, nella cui casa nasce il figlio Filippo. Entro la fine di quest'anno riesce a trasferirsi con la moglie e i due figli in un casinetto al Vico Lieto a Capodimonte. All'inizio del 1849, essendo l'alloggio troppo angusto, trova una sistemazione meno scomoda alla Salita Tarsia nº 18. I ripetuti cambi di abitazione, almeno una trentina, non finiscono qui.
Una relativa ventata di benessere è rappresentata dalla nomina, nel gennaio 1851, a compilatore del Giornale delle Due Sicilie e de L'ordine, giornale ministeriale. A giugno
nasce il figlio Edmondo.
Il Mastriani stampa nel 1852 La cieca di Sorrento, il suo romanzo più noto e ristampato (nel suo secolo e per tutto il Novecento), oscillante tra romanzo d'ambiente borghese e un primo ma sensibile affiorare di tematiche sociali, affrontate con una forte empatia per i deboli e i diseredati. Gli fa seguito Federico Lennois, 2 voll., 1853 (nello stesso anno, il 9 ottobre, un altro figlio vede la luce, Adolfo).
Altri romanzi, più o meno su questa scia, in questa fase della carriera del Mastriani sono: Il conte di Castelmoresco (1853, 3 voll.); Il mio cadavere, pubblicato con dispense a puntate (la prima uscì nel dicembre 1851) e nel 1852 in volume dall'editore Rossi di Genova. Il mio cadavere ha importanza storica perché è considerato il primo romanzo noir scritto in Italia[4]; Matteo l'idiota (nel quale il tema sociale diventa preponderante, 1856-'57, 4 voll.); Acaja (1860); La poltrona del diavolo (1861, 3 voll.); il «romanzo comico» Quattro figlie da maritare (1861); e Le anime salvate (1862).
Nel frattempo, nel 1854, era scoppiata un'epidemia di colera, che aveva colpito anche lo scrittore. Ad ottobre ebbe nuovamente bisogno dell'ospitalità del suocero. A dicembre, nuovo trasloco (Santa Teresa degli Spagnuoli). Del 1857 è la dolorosa perdita di Adolfo, l'ultimo nato, all'età di 3 anni e 7 mesi. Nel 1861 i Mastriani si trasferiscono in via Mandato 78.
Con la venuta di Garibaldi a Napoli nel 1860, si nota nella letteratura e nel giornalismo locali un forte accentuarsi delle istanze sociali, anche in termini rivendicativi. Mastriani, in una fase della sua vita non meno critica del solito, giunge al
termine della sua lunga evoluzione con una serie di romanzi-saggio, perlopiù organizzati come «nebulose» di episodi indipendenti tenuemente legati tra loro, che costituiscono un imponente ed esaustivo affresco del popolo basso napoletano. Escludendo La figlia del croato (dopo il 1866) e Un martire (1868-69, 5 voll.), formano un gruppo a sé - non per nulla chiamato «trilogia socialista», benché non siano pensati come corpus unitario - I vermi. Studi storici su le classi pericolose in Napoli (1863-64, 10 voll.), sulla camorra napoletana; Le ombre. Lavoro e miseria (1868), sullo sfruttamento femminile; e il celeberrimo I misteri di Napoli. Studi storico-sociali (1869-70), l'opera più ambiziosa e complessa del Mastriani, oltreché una delle sue più vive.
Il titolo I misteri di Napoli riecheggia I misteri di Parigi di Eugène Sue, ma è più un omaggio ad una moda letteraria che il segno di una vera e propria filiazione. Bisogna ricordare che il romanzo sociale aveva avuto il proprio atto di nascita a Napoli già nel 1839, qualche anno prima dei primi esempi europei (di Benjamin Disraeli e, appunto, di Eugène Sue), che risalgono ai primi anni quaranta, con Ginevra o l'orfana della Nunziata di Antonio Ranieri; immediatamente sequestrato, il romanzo aveva avuto un'enorme circolazione clandestina. Il Mastriani, anche nell'inserzione dell'enorme materiale digressivo, segue maggiormente questo esempio locale rispetto alla coeva letteratura europea. Non si tratta di romanzi, ma, come recitano i sottotitoli, di studi: tutto quello che c'è di nota di costume o di cronaca è rigorosamente tratto dal vero, e, come confermerà Matilde Serao nel suo articolo di commemorazione per il Corriere di Napoli (9 gennaio 1891), Mastriani non esitava, quando li conosceva, a chiamare i suoi personaggi con i loro veri nomi e cognomi. Anche per questo lo scrittore, noto e regolarmente
riconosciuto mentre correva tra l'ufficio della dogana, il tipografo e le case dei "signorini", era additato argutamente come «l'autore dei romanzi di Francesco Mastriani».
Con la nascita del meridionalismo il «romanzo-saggio» dalla struttura incerta, capace di profonde indagini ma aperto anche a cadute di gusto e di stile, perde a mano a mano l'interesse del pubblico. Dal 1875 Mastriani (che nel frattempo, dal 1874, ha ottenuto il primo e ultimo impiego fisso della sua vita, come professore di lettere presso il ginnasio "Cirillo" di Aversa) comincia a collaborare con il quotidiano Roma, di Napoli. Si tratta di un periodo fecondissimo di opere quasi tutte sensazionalistiche; inoltre scrive per il teatro Nerone in Napoli. Dramma storico in cinque atti e in versi (1876) e Valentina. Dramma in un prologo e quattro atti (1878), e i romanzi storici Lo zingaro (1870, 2 voll.), Giambattista Pergolesi (1874?), Messalina, La Medea di porta Medina (1882) e Il barcaiuolo di Amalfi (1883).
Questi ultimi anni sono funestati da altre due dolorose perdite, quella del figlio Edmondo (13 novembre 1875) e quella della primogenita Sofia (1878). Nel 1880 si trasferisce alla Strada Fonseca 80; nel 1883 al Palazzo Sant'Agostino alla Sanità 97; tra il 1883 e il 1889 passa dalla Salita Scudillo 4 alla via di Capodimonte alla Penninata San Gennaro dei Poveri 29; il 4 novembre 1889 va in un quartino al Moiariello a Capodimonte, a maggio 1890 torna alla casetta in San Gennaro dei Poveri; in agosto va a Largo Amoretti; il 5 ottobre torna di nuovo a San Gennaro dei Poveri.
Qui, esattamente tre mesi e due giorni dopo, (7 gennaio 1891), muore.
Nel suo corsivo dedicato alla morte dello scrittore Matilde Serao attesta che il Mastriani attese alla compilazione degli ultimi romanzi sul letto di morte. Diversi uscirono
postumi: La comare di borgo Loreto (1894), Il figlio del forzato (1906), I delitti di Napoli (1907), La sonnambula di Montecorvino (1915), ecc.
Attualmente l'opera del Mastriani è dispersa tra molte biblioteche. Manca una bibliografia esaustiva. Le ricerche svolte a Napoli e nell'Italia meridionale hanno dato risultati deludenti. La più ricca raccolta nota di scritti mastrianeschi era posseduta dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, ma durante l'alluvione del 1966 la gran parte dei testi è andata distrutta.

Opere
Romanzi

1848, Sotto altro cielo – Napoli, Salvati-1883
1850, Un destino color di rosa o Fortunato Belcore alla ricerca di una disgrazia Napoli, Rondinella -1866
1851, La cieca di Sorrento – Napoli, Omnibus-1853
1851, Il mio cadavere – Napoli, Tramater-1853
1852, Federico Lennois – Napoli, Tramater-1853
1854, La comare di Borgo Loreto - Napoli, Salvati-1883
1854, Acaja o il cuore di una giovanetta - Napoli, Salvati-1883
1855, Il Conte di Castelmoresco Armando - Asmodeo di Volterra Napoli, Salvati-1883
1856, Matteo l’idiota – Napoli, Guerrero-1856
1857, Angiolina o La corifea – Napoli, Lombardi-1856
1859, Una figlia nervosa o il mal di nervi - Napoli, Gargiulo-1865
1859, La poltrona del diavolo – Napoli, Salvati-1883
1859, Quattro figlie da maritare - Napoli, Rondinella -1861
1862, Il materialista ovvero I misteri della scienza - Napoli, Rondinella -1876
1863, I Vermi - Studi storici sulle classi pericolose in Napoli – Napoli, Gargiulo-1867 Napoli, Rondinella-1865
1865, I Lazzari - Romanzo storico - Napoli, Salvati-1883
1865, Le anime gemelle - Romanzo umoristico - Napoli, Rondinella 1865
1866, I figli del lusso o Oro e fango - Storia infernale, seguito dei Vermi – Napoli, Gargiulo-1866
1866, La brutta – Napoli, Gargiulo-1867
1867, La figlia del croato - Romanzo storico - Napoli, Rondinella-1877
1868, Le Ombre, lavoro e miserie o La figlia del forzato – Napoli, Gargiulo-1868
1868, Eufemia ovvero Il segreto di due amanti – Napoli, Salvati-1883
1868, I vampiri - Romanzo umoristico Napoli, Regina-1879
1868, Una martire – Napoli, Gargiulo-1868
1869, Il figlio del diavolo – Napoli, Salvati-1883
1869, I Misteri di Napoli - Studi storico sociali Napoli, Nobile-1870
1870, Due feste al mercato o Luigia Sanfelice Memorie del 1799 – Napoli, Regina-1876
1871, Lo zingaro – Napoli, Gargiulo-1871
1871, Giovanni d’Austria - Romanzo storico Napoli, Perucchetti-1871
1872, L’ossesso - Cronaca del sec.XVII Napoli, Gargiulo-1872
1873, La contessa di Montès Seguito della Cieca di Sorrento – Napoli, Gargiulo-1869
1873, Arlecchino o Il muratore della Sanità o Ridi buffone – Napoli, Gargiulo-1873
1873, Un muscolo cavo o La trovatella - Studi fisiologici su l’odierna società Napoli, Gargiulo-1876
1874, Giambattista Pergolesi - Romanzo storico Napoli, Rondinella-1874
1875, Nerone in Napoli - Romanzo storico Napoli, Giannini-1875
1876, La catalettica o Il dottor Nereo d’Orsani Napoli, Regina-1878
1876, Jelma o La stella di Federico II di Svevia Romanzo storico – Napoli, Regina-1877
1876, Erodiade – Vallo Lucania, Ierolla-1876
1876, Homuncolo o I gesuiti e il Testamento - Cronaca napoletana del sec.XVII Napoli, Regina-1877
1876, La rediviva - Romanzo contemporaneo Napoli, Gargiulo-1877
1877, Cenere o La sepolta viva-Roma, Pierino-1889
1877, Processo Cordier – Napoli, Regina-1878
1877, Messalina - Romanzo storico Napoli, Romano-1923
1878, Fatum o I drammi di Napoli - Romanzo storico Napoli, Regina-1878
1878, La polizia del cuore - Storie napoletane dei tempi nostri – Napoli, Regina-1879
1879, Le caverne delle Fontanelle - Cronaca del principio di questo secolo - Napoli, Lubrano e Palmieri-1879
1879, La maschera di cera Seguito della Polizia del cuore - Storie napoletane dei tempi nostri - Napoli, Regina-1879
1879, Le due sorelle – Napoli, Regina-1879
1879, Le memorie di una monaca Napoli, Gargiulo-1879
1879, Il Duca di Calabria – Napoli, Regina-1879
1879, Emma o le ricchezze Cronaca del principio di questo secolo Seguito della Caverna delle Fontanelle Napoli, Regina-1879
1878, L’automa o L’eredità del delitto Napoli, Regina-1880
1880, La signora della morte – Napoli, regina-1880
1880, La figlia del muratore o Storia di ogni giorno – Firenze, Salani-1926
1880, Le sorti di due fanciulle - Cronache napoletane del secolo scorso – Napoli, Regina-1880
1880, Il bettoliere di Borgo Loreto o Ciccio il pizzaiuolo – Napoli, Salvati-1880
1880, La spia – Napoli, Salvati-1883
1880, Il fantasma – Napoli, Salvati-1881
1881, Il largo delle baracche – Firenze, Salani-1922
1881, La sonnambula di Montecorvino o Peppe il brigante di Sora-Napoli, Monte-1906
1881, La Medea di Portamedina Napoli, Monte-1911
1881, L’ebreo di Porta Nolana-Napoli, Salvati-1883
1882, Il signor Bruno o Il ratto di Laura Napoli, Salvati-1887
1882, Il barcaiuolo d’Amalfi – Napoli, Salvati-1883
1882, Maddalena ovvero La figlia adottiva seguito del Barcaiuolo d’Amalfi Firenze, Salani-1935
1882, L’assassinio in via Portacarrese a Montecalvario – Dalle appendici del Roma-1882
1882, Il dramma della montagna Napoli, Gargiulo-1887
1882, Giovanni Blondini - Memorie di un artista - Napoli, Salvati, 1882
1882, La pazza di Piedigrotta – Napoli, Salvati-1887 Napoli, Salvati-1887
1882, Karì-Tismé - Memorie di una schiava Dalle appendici del Roma-1883
1883, Caterina la pettinatrice in via Carbonara - Romanzo napoletano – Napoli, Marzano
1883, Una chioma di sangue – Napoli, Salvati-1887
1883, Compar Leonardo da Pontescuro Dalle appendici del Roma-1883
1883, La maledetta o Una passione fatale Napoli, Salvati-1908
1883, Carmela – Dalle appendici del Roma-1883-84; Napoli, Guida-Editori, 2017;
1884, Le due gemelle Dalle appendici del Roma-1884
1884, Il suicida – dalle appendici del Roma-1884
1884, La gente per bene o Schizzi di costumi contemporanei – Romanzo non reperito. Forse si tratta di un rifacimento dei Figli del lusso da identificare con quello intitolato Oro e fango. Storia infernale pubblicato in appendice al Roma
1884, Il cocchiere della Carità Dalle appendici del Roma-1884
1884, L’orfana del colera Dalle appendici del Roma-1884-85
1885, Lucia la muzzonara Dalle appendici del Roma-1885
1885, Il campanello dei Luizzi - Cronaca napoletana del 1799 Dalle appendici del Roma-1885
1885, Povero cuore! Dalle appendici del Roma-1885
1885, Pasquale il calzolaio del Borgo S.Antonio Abate – Dalle appendici del Roma-1885-86
1886, Bernardina - Seguito di Pasquale il calzolaio Dalle appendici del Roma-1886
1886, La jena delle Fontanelle Dalle appendici del Roma-1886; Napoli, Guida-Editori, 2016
1886, Cosimo Giordano e la sua banda - Episodi di brigantaggio del 1861 Dalle appendici del Roma-188
1886, Il figlio del mare Dalle appendici del Roma-1886-87
1887, Il parricida ovvero il capraio di Ottocalli Dalle appendici del Roma-1887
1887, La figlia del birro ovvero La polizia napoletana sotto il regno di Francesco I Dalle appendici del Roma-1887
1887, L’occhio del morto Dalle appendici del Roma-1887
1887, Fior d’arancio la cantatrice di Mergellina Dalle appendici del Roma-1887-88
1888, Tobia il gobbetto-Seguito di Fior d’arancio Dalle appendici del Roma-1888
1888, I due furieri - Episodi di vita militare Dalle appendici del Roma-1888
1888, Il talamo di morte – Firenze, Salani-1927
1888, Rosella la spigaiola del Pendino Dalle appendici del Roma-1888
1889, Pioggia d’oro Dalle appendici del Roma-1889
1889, Il brindisi di sangue – Napoli, Salvati-1883
1889, Giosuè il marinaio di Pozzuoli - Dalle appendici del Roma-1889
1889, La malavita - Dalle appendici del Roma-1889-90; Napoli, Guida-Editori, 2016
1890, Forza morale – Dalle appendici del Roma-1890
1890, La figlia del boscaiuolo o I mostri della campagna – Dalle appendici del Roma-1890
1890, Il padrone della vetraia all’Arenaccia o Della Pignasecca Dalle appendici del Roma-1890
1890, Paolo Retti - Storia di un genio Dalle appendici del Roma-1890
1891, I delitti dell’eredità Dalle appendici del Roma-1891
1891, La nonna – Dalle appendici del Roma-1891
2011, Il mio cadavere - Versione riscritta con linguaggio aggiornato da Divier Nelli. Trento, Rusconi Libri, collana Gialli Rusconi. ISBN 978-88-18-02746-4
2016, La malavita - Romanzo inedito proposto da Emilio e Rosario Mastriani. Napoli, Guida-Editori, 340 pp.
2017, La iena delle Fontanelle - Romanzo inedito proposto da Emilio e Rosario Mastriani. Napoli, Guida-Editori, 370 pp.
2017, Carmela - Romanzo inedito proposto da Emilio e Rosario Mastriani. Napoli, Guida-Editori, 353 pp.
2017, Rosella la spigaiola del Pendino - Romanzo inedito proposto da Emilio e Rosario Mastriani. Napoli, Guida-Editori, 260 pp..
Romanzi postumi
1892. Delitto impunito. Preceduto dalle memorie dell'autore, per Filippo Mastriani. Napoli, L. D'Angelilli,
1893. Il brindisi di sangue. Napoli, Salvati.,
1906. La figlia del forzato: le ombre. Milano, Soc. Ed. La Milano.
1907. I delitti di Napoli (le ombre). Milano, Soc. Ed. La Milano.
1915. La sonnambula di Montecorvino. Firenze, Salani.
1915. La Medea di porta Medina (1882). Napoli.

Altri titoli
Giovanni d'Austria. Romanzo storico. Napoli, F. Perrucchetti, 1871, 4 voll.
Dolci sorprese. Novella. Napoli, Lezzi, 18??, 128 pp.
Adolphe Nourrit. Romanzo storico. Roma, Tombolini, 18??, 64 pp.
Messalina
Fior d'Arancio la cantatrice di Mergellina
Caterina la pettinatrice di via Carbonara.
Peccato originale.
Il segreto di Olga.
Vostra figlia è libera!.
Un fatale errore!.
Il diavolo zoppo.
Amore e vendetta.
Delitto impunito.
I capricci di Angiolina.

Nessun commento:

Posta un commento

ULITSKAYA Ljudmila (1943 - viv.)

  Ljudmila Evgen'evna Ulickaya  (in russo  Людмила Евгеньевна Улицкая ; Davlekanovo, 21 febbraio 1943) è una scrittrice e sceneggiatrice...