martedì 18 luglio 2023

UNDSET Sigrid (1882 - 1949)

 

Sigrid Undset
 (Kalundborg, 20 maggio 1882 – Lillehammer, 10 giugno 1949) è stata una scrittrice norvegese, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1928.
Premio Nobel nel 1928 a soli quarantasei anni, rispecchia nelle sue opere la profondità umana, la libertà intellettuale e la generosità con cui ha vissuto, spesso controcorrente, come nella conversione al cattolicesimo o nella resistenza antinazista, che le è costata la vita di un figlio e la fuga dalla Norvegia durante l’occupazione tedesca. Le sue opere più note sono i grandi romanzi storici, ambientati nel Medioevo vichingo, Olav Audunssøn, e soprattutto Kristin figlia di Lavrans, di cui La saga di Vigdis è in un certo senso la preparazione. Nei romanzi contemporanei racconta, con modernità e realismo, la ricerca della realizzazione umana.
Nacque a Kalundborg, che si trova nell'attuale Danimarca, ma la sua famiglia si trasferì a Oslo, che allora si chiamava Cristiania, quando aveva due anni. A undici anni perse il padre Ingvald. Per le difficoltà economiche che ne conseguirono fu costretta a lasciare la scuola che frequentava e si iscrisse a scuole di livello inferiore, finalizzate alla formazione professionale, che le fruttarono, nel 1897, un impiego presso il rappresentante locale della AEG.
Nel frattempo cominciò a scrivere: nel 1902 presentò un romanzo storico ad un editore, ma fu rifiutato. Nel 1907, invece, riuscì a pubblicare La signora Marta Oulie, un romanzo di genere sentimentale che ebbe un discreto successo. Nel 1909 lasciò l'impiego ed effettuò alcuni viaggi, visitando la Germania e l'Italia. Nel 1912 si sposò con Anders Svarstad, pittore norvegese, da cui ebbe tre figli. Il matrimonio si rivelò un fallimento: nel 1919 si separarono e nel 1925 divorziarono.
Fra il 1920 e il 1922 fu pubblicato, in tre parti, il suo capolavoro: Kristin, figlia di Lavrans, un romanzo storico che narra la vita di una donna in Scandinavia durante il Medioevo. Durante un
viaggio a Montecassino, nel 1925, annunciò ufficialmente di aver abbracciato la fede cattolica. Scrisse un saggio intitolato Propaganda cattolica. Nel 1928 ricevette il Premio Nobel per la letteratura.
Poiché era un'attenta osservatrice della società fu uno dei primi intellettuali, a livello internazionale, ad accorgersi della gravità dello svilupparsi del nazismo e ad esporsi pubblicamente contro tale ideologia. Per questo motivo, quando la Norvegia fu invasa dai tedeschi, fu costretta alla fuga: raggiunse gli Stati Uniti viaggiando verso Oriente, attraverso la Russia e il Pacifico, e si stabilì a New York. Il figlio Anders morì in guerra. Nel 1945 rientrò in patria, a Lillehammer, dove si dedicò soprattutto alle biografie dei santi fino al 1949, anno della sua morte.
Durante una messa sull'isola di Selje nel luglio 2026, il vescovo di Oslo, Fredrik Hansen, ha annunciato l'apertura della causa di canonizzazione per Sigrid Undset descrivendola come un «modello di fede cristiana e una persona che ha mostrato una particolare attenzione verso i poveri, per avere dedicato la sua vita a curare la figlia e promuovere la sacralità della vita». Il vescovo ha raccolto segni di culto e ha iniziato formalmente il processo di beatificazione, previsto per il prossimo autunno, chiedendo ai fedeli di pregare per questo lavoro.

Le opere
1907: Fru Marta Oulie, romanzo
1908: Den lykkelige alder, racconti
1909: Fortællingen om Viga-Ljot og Vigdis, romanzo
1910: Ungdom, poesie
1911: Jenny, romanzo
1912: Fattige skjebner, racconti
1914: Våren, romanzo
1915: Fortellinger om Kong Artur og ridderne av Det runde bord, riproposizione di La morte di Artù di Thomas Malory
1917: Splinten av
1927: Katholsk propaganda, saggio
1929: Gymnadenia, romanzo
1929: Etapper, saggio
1930: Den brændende busk, romanzo
1930: Hellig Olav, Norges konge, agiografia
1932: Ida Elisabeth, romanzo
1933: Etapper. Ny række, saggio
1933: To europeiske helgener, agiografia
1934: Elleve aar, romanzo autobiografico
1936: Den trofaste hustru, romanzo
1937: Norske helgener, agiografia
1938: Selvportretter og landskapsbileder
1939: Madame Dorthea, romanzo
1939: Klosterliv – På pilegrimsferd – Sognekirken (in Norsk kulturhistorie II)
1942: Happy times in Norway, memoriale
1943: Sigurd and his brave companions. A tale of medieval Norway, libro per ragazzi

Opere pubblicate postume
1951: Caterina av Siena, agiografia
1952: Artikler og taler fra krigstiden, saggio
1955: Sigurd og hans tapre venner, romanzo
1957: Sten Steensen Blicher, biografico
1968: I grålysningen, romanzo (scritto nel 1911)
1972: Østenfor sol og vestenfor måne, libro per ragazzi (scritto nel 1927)
1973: Prinsessene i Berget det blå, libro per ragazzi (scritto nel 1928)
1979: Kjære Dea, epistolario
1992: Fred på jorden, racconti

Opere pubblicate in Italia
Kristin Lavransdatter. I. La ghirlanda (2023, Utopia).
La saga di Vigdis (2021, Utopia).
Santa Sunniva e gli uomini di Selje (1934, trad. it. 2015), a cura di Marco Tornar, Edizioni Solfanelli.
La saga di Vigdis ("Viga-Ljot og Vigdis", 1909, trad. it. 1992), Iperborea 
L'età felice ("Den lykkelige alder", 1908, trad. it. 1998), Iperborea
Jenny ("Jenny", 1911, trad. it. 1945), Garzanti.
Primavera ("Våren", 1914, trad. it. 1968), Fabbri Editori.
Una donna e l'amore ("Fru Hjelde",in "Splinten av Troldspejlet" 1917, trad. it. 1931), Sperling e Kupfer Milano.
Il peccato ("Fru Waage",in "Splinten av Troldspejlet" 1917, trad. it. 1933), I romanzi dell'iride.
Maternità ("Thjodolf",in "De kloge jomfruer" 1918, trad. it. 1938), Edizioni S.A.C.S.E. Milano.
Kristin, figlia di Lavrans ("Kristin Lavransdatter", 1920-22, trad. it. 1996), Rizzoli
Olav Audunsson ("Olav Audunssøn i Hestviken" e "Olav Audunssøn og hans barn", 1925-1927, trad. it. 1951), Garzanti.
Undici anni ("Elleve aar", 1934, trad. it. 1947), Collana "Le Najadi", edito da Jandi Sapi.
Vita di sant'Halvard, traduzione di Alda Manghi, Brescia, Morcelliana, 1956. Nuova edizione: presentazione di Marco Tornar, introduzione di Alda Manghi, Solfanelli, Chieti, 2013

lunedì 17 luglio 2023

MARSHALL Paule (1929 - 2019)

 

Paule Marshall
, nata con il nome di Valenza Pauline Burke da genitori originari dalle Barbados (Brooklyn, 9 aprile 1929 – Richmond, 12 agosto 2019), è stata una scrittrice statunitense.
Valenza Pauline Burke nacque il 9 aprile 1929 a Brooklyn da Samuel Burke e Ada Clement.
Studiò letteratura presso il Brooklyn College e l'Hunter College nei primi anni cinquanta. All'inizio della sua carriera scrisse principalmente raccolte di poesie. Ottenne la notorietà con le opere di narrativa del successivo periodo.
Docente in diverse importanti università statunitensi tra le quali la New York University, la Università della California - Berkeley e la Columbia University, è considerata una delle autrici di riferimento della letteratura afroamericana contemporanea e le origini culturali dei popoli africani dei caraibi sono un tema importante della sua letteratura.
Paule Marshall è morta il 12 agosto 2019 a Richmond, in Virginia all'età di 90 anni.

Opere
Romanzi
Brown Girl, Brownstones (1959)
The Chosen Place, the Timeless People (1969)
Danza per una vedova (Praisesong for the Widow, 1983), Firenze, Le Lettere, 1999 traduzione di Orsola Brizio e M. Giulia Fabi
Daughters (1991)
The Fisher King (2001)

Raccolte di racconti
Anima batti le mani e canta (Soul Clap Hands and Sing, 1961), Repubblica di San Marino, AIEP, 2000 traduzione di Valeria Moscariello 
Reena and Other Stories (1983)
Merle : a novella and Other Stories (1985)

Saggi
Paule Marshall Interview with Kay Bonetti (1987)

Memoir
Triangular Road (2009)

domenica 16 luglio 2023

WEISS Peter (1916 - 1982)

 

Peter Weiss
 (Nowawes, 8 novembre 1916 – Stoccolma, 10 maggio 1982) è stato uno scrittore e drammaturgo tedesco. Con la sua opera, che si situa sulla strada aperta da Bertolt Brecht, il teatro si fa documento ed atto di accusa della brutalità e della crudeltà umana.
Il padre era un commerciante ungherese ebreo convertitosi al protestantesimo, la madre era cattolica. Weiss nacque a Nowawes, oggi quartiere di Potsdam, l'8 novembre 1916. Nel 1918, a due anni, seguì la famiglia nel trasferimento a Brema. Nello stesso anno, in seguito alla dissoluzione dell'Impero austro-ungarico, il padre ottenne la cittadinanza ceca, acquisita dallo stesso Weiss. Nel 1929 un altro trasferimento mobilitò la famiglia Weiss, stavolta a Berlino. Qui il giovane Peter si iniziò alla lettura di nuovi autori e condusse esperienze significative che troveranno eco nelle pubblicazioni successive.
Nel 1934, per sfuggire all'antisemitismo che si manifestava in forme sempre più evidenti, la famiglia si rifugiò a Londra, dove il giovane Weiss si dedicò alla pittura, allestendo una mostra personale all'interno di un garage, e studiò fotografia al Politecnico di Fotografia dell'Università di Westminster. Nel 1936, mentre la famiglia si trasferisce a Warnsdorf, in Boemia, Weiss si stabilisce a Praga, dove viene accolto all'Accademia di Belle Arti. Lo stile pittorico di questo periodo risentì molto dell'influenza dei pittori Pieter Bruegel e Hieronymus Bosch. In questo periodo prende inoltre contatti epistolari con lo scrittore Hermann Hesse dopo averne letto Il lupo della steppa. Hesse lo raccomandò per l'accettazione all'Accademia tramite la figura del giornalista e scrittore Max Barth, socialista, rifugiato a Praga a causa delle persecuzioni naziste contro gli oppositori politici. L'anno successivo Weiss andò in visita da Hesse, che risiedeva a Montagnola, in Svizzera. Incoraggiato dallo scrittore che ne appoggiava l'operato, nel 1938 trovò rifugio nella casa di questi e illustrò per lui la favola L'infanzia del mago.
Nel frattempo i familiari di Weiss avevano trovato riparo in Svezia, dove Peter li raggiunse nel
1939 per accertarsi della loro incolumità. Dopo pochi mesi si separò da loro per andare a Stoccolma, da Barth, dove si unì ad un gruppo di socialdemocratici composto da un gran numero di rifugiati di diversa provenienza sia ideologica che geografica. Qui Weiss strinse amicizia con il medico Max Julius, che ricorderà in scritti successivi come Punto di fuga e Estetica della resistenza. Weiss avrebbe vissuto a Stoccolma per il resto della sua vita, ottenendo la cittadinanza svedese nel 1946.
Nel 1943 si sposa con l'artista Helga Henschen, da cui avrà una figlia, ma il matrimonio finirà dopo soli quattro anni. Weiss ebbe altre due mogli: Carlota Dethorey, da cui divorziò nel 1949, e Gunilla Palmstierna, sua consorte fino alla morte. Nel 1946, un anno prima del divorzio dalla prima moglie, Weiss pubblica il suo primo scritto, illustrato da lui stesso, dal titolo in svedese: Di isola in isola (Från ö till ö). La raccolta di poesie riceve una buona accoglienza da parte della critica.
A partire dagli anni cinquanta, lo stile artistico di Weiss tende ad orientarsi sempre più verso il surrealismo, sia fuori che dentro l'ambito pittorico. Nel 1952, assecondando questo cambiamento di direzione, Weiss si unisce allo Studio di Cinema Sperimentale di Svezia, dove dirige alcuni cortometraggi cinematografici di carattere sperimentale e alcuni minidocumentari a sfondo sociale. Nel 1959 dirigerà il primo lungometraggio della sua carriera, Hägringen (Scomparsa).
Il 1947 si configura come un anno importante del suo percorso esistenziale. Terminato il matrimonio, Weiss si reca a fine marzo in visita a Parigi, dove, maturando l'idea di non avere futuro nella pittura, abbandona quest'arte a favore della letteratura come nuovo mezzo
espressivo, recuperando l'importanza della lingua tedesca come espressione della propria identità individuale. Nel 1948 scrive ancora in lingua svedese il radiodramma Der Turm (La torre), incentrato sulla figura di un artista che vive all'interno di una particolare torre-circo intenzionato ad eseguire un numero chiamato "scioglimento da legami", e nel 1951 un ultimo testo nella stessa lingua: Duellen (Il duello). Nel 1952 Weiss scrive due opere in tedesco: il dramma L'assicurazione (Die Versicherung) e il romanzo breve L'ombra del corpo del cocchiere (Der Schatten des Körpers des Kutschers), che resterà inedito fin quasi agli anni sessanta.
Sempre nel 1947 Weiss fa ritorno a Berlino, un evento che, dal suo punto di vista di esule in terra straniera, costituisce un vero e proprio trauma culturale, al punto da fargli provare la sensazione distaccata di essere uno straniero nella sua stessa patria. Ad acuire tale sensazione contribuisce anche l'incarico assegnatogli dal quotidiano svedese Stockholms-Tidningen di redigere una serie di articoli-reportage sulle condizioni della capitale tedesca nell'immediato dopoguerra. L'ultimo di questi articoli, La letteratura delle tenebre, fornisce un resoconto dei primi tentativi della letteratura tedesca di fare i conti col passato scabroso del regime nazista. Sul versante letterario, si rivela invece decisivo l'incontro berlinese con l'editore Peter Suhrkamp che lo aiuterà poi a pubblicare diverse opere.
Nonostante l'interesse per la letteratura e l'attività di scrittore, gli scarsi risultati fecero sì che Weiss si dedicasse alla saggistica sul cinema, per il quale l'artista nutrì sempre un profondo amore. Pubblica nel 1955 Avantgarde Film e nel 1960 Il grosso sogno del postino Cheval (Der
grosse Traum des Briefträgers Cheval) e Diario di Copenaghen (Aus dem Kopenhagener Journal).
Scrive due opere autobiografiche (Congedo dai genitori, 1961 e Punto di fuga, 1962) che lo rendono noto al grande pubblico. Oltre alla fama acquisita con queste opere, accolte positivamente da pubblico e addetti ai lavori, l'adesione al Gruppo 47 e le letture svolte nell'ambito degli incontri che l'associazione promuoveva permisero a Weiss di divulgare maggiormente le sue idee sull'arte e sulla letteratura.
Il 1964 segna il suo passo decisivo nell'ambito teatrale, con la pubblicazione de La persecuzione e l'assassinio di Jean-Paul Marat. L'opera, che riscosse grande successo, permise a Weiss di porre il pubblico nella condizione di giudice e critico anziché di passivo spettatore, sulla scia del teatro didattico di Bertolt Brecht: scopo dichiarato di Weiss è costringere lo spettatore a confrontarsi con verità spesso sepolte e scomode, sfruttando l'ambientazione e l'atmosfera grottesca della rappresentazione.
Nel 1965 inscenando L'istruttoria contemporaneamente in 14 teatri della Germania dell'Est e dell'Ovest, Weiss porta in scena gli stessi personaggi e le stesse parole che da un anno risuonavano al processo di Auschwitz nelle aule del tribunale di Francoforte, e riesce a stabilire con il pubblico un rapporto stimolante e provocatorio. Procedendo oltre la denuncia dei crimini, Weiss accusa l'intero sistema capitalista di avere permesso alla Germania nazista di produrre i campi di concentramento. La suddivisione del dramma in undici canti è
testimonianza della profonda influenza esercitata dalla Divina Commedia sull'opera di Weiss, e in particolar modo dall'Inferno. La profonda differenza con quest'opera risiede tuttavia negli abitatori dell'inferno weissiano, che patiscono sofferenze indicibili senza essersi macchiati di alcuna colpa. I veri carnefici, anch'essi presenti nell'opera, non soffrono, bensì creano e plasmano questo inferno in terra.
Gli anni sessanta videro un intensificarsi del radicalismo politico di Weiss. Attivo politicamente nel Partito della Sinistra, nel 1967 partecipa alle manifestazioni indette da Bertrand Russell contro la guerra in Vietnam. Negli stessi anni, la sua accusa si estende al colonialismo ed al razzismo nella Cantata del fantoccio lusitano, prendendo spunto dall'operato dei portoghesi in Angola. Il fantoccio rappresenta il dittatore del Portogallo novecentesco, Salazar. Nel 1968 allarga ancora la sua problematica inscenando un Discorso sul progresso della prolungata guerra di liberazione del Vietnam e gli eventi che hanno portato a essa come illustrazione della necessità della resistenza armata contro l'oppressione e sui tentativi degli Stati Uniti d'America di distruggere le fondamenta della rivoluzione. Come si può evincere dal titolo stesso, il conflitto vietnamita assurge nell'ottica di Weiss a emblema delle controrivoluzioni novecentesche e ad atto d'accusa contro l'intervento americano nelle lotte di liberazione. Le opere successive, Trotskij in esilio e Hölderlin, si concentrano sul ruolo svolto da intellettuali e scrittori nei periodi rivoluzionari.
Nel 1970 Weiss è vittima di un attacco cardiaco che per poco non gli costa la vita. A partire
dall'anno seguente, si dedica alla stesura di un monumentale romanzo autobiografico a sfondo saggistico in tre volumi, L'estetica della resistenza, in cui l'analisi estetica di alcune opere d'arte novecentesche e la cronaca storica vanno a integrare e arricchire lo sfondo della resistenza tedesca al regime hitleriano. A quest'opera imponente, seguono due diversi adattamenti teatrali del romanzo kafkiano Il processo.
Weiss muore per crisi cardiaca a Stoccolma il 10 maggio 1982.

Opere
Teatro
1948. Der Turm. Traduzione italiana: La torre, trad. Giovanni Magnarelli, in Tre atti unici, Collezione di teatro n.196, Torino, Einaudi, 1975
1952. Die Versicherung. Traduzione italiana: L'assicurazione, trad. Giovanni Magnarelli, in Tre atti unici, Collezione di teatro n.196, Torino, Einaudi, 1975
1963. Nacht mit Gästen. Traduzione italiana: Notte con ospiti, Einaudi, 1979
1962-1965. Die Verfolgung und Ermordung Jean Paul Marats, dargestellt durch die Schauspielgruppe des Hospizes zu Charenton unter Anleitung des Herrn de Sade. Traduzione italiana: La persecuzione e l'assassinio di Jean-Paul Marat, rappresentato dalla compagnia filodrammatica dell'ospizio di Charenton sotto la guida del marchese de Sade, trad. Ippolito Pizzetti, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 1967
1963-1968. Wie dem Herrn Mockinpott das Leiden ausgetrieben wird. Traduzione
italiana: Come il Signor Mockinpott è liberato dal dolore, trad. Giovanni Magnarelli, in Tre atti unici, Collezione di teatro n.196, Torino, Einaudi, 1975
1964. Inferno (ma pubblicato postumo nel 2003). Traduzione italiana: Inferno: testo drammatico e materiali critici, a cura di Marco Castellari, Milano, Mimesis, 2008
1965. Die Ermittlung. Oratorium in 11 Gesängen. Traduzione italiana: L'istruttoria. Oratorio in undici canti, trad. Giorgio Zampa, Torino, Einaudi, 1967
1965-1967. Gesang vom lusitanischen Popanz: Nacht mit Gästen. Traduzione italiana: Cantata del fantoccio lusitano: notte con ospiti, trad. Giovanni Magnarelli, Collezione di teatro n.123, Torino, Einaudi, 1968
1966-1968. Diskurs über die Vorgeschichte und den Verlauf des lang andauernden Befreiungskrieges in Viet Nam als Beispiel für die Notwendigkeit des bewaffneten Kampfes der Unterdrückten gegen ihre Unterdrücker sowie über die Versuche der Vereinigten Staaten von Amerika die Grundlagen der Revolution zu vernichten. Traduzione letterale: Discorso sulla preistoria e lo svolgimento della interminabile guerra di liberazione nel Viet Nam quale esempio della necessità della lotta armata degli oppressi contro i loro oppressori come sui tentativi degli Stati Uniti d'America di annullare i fondamenti della rivoluzione, pubblicato in Italia col titolo: Discorsi sul Viet Nam, trad. Ippolito Pizzetti, Torino, Einaudi, 1968
1968-1969. Trotzki im Exil: Stück in zwei Akten. Traduzione italiana: Trotskij in esilio: dramma in due atti, trad. Enrico Filippini, Torino, Einaudi, 1970
1970-1972. Hölderlin: Stück in zwei Akten. Traduzione italiana: Hölderlin: dramma in due atti, trad. Giovanni Magnarelli, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 1973
1974-1976. Der Prozeß. Traduzione italiana: Il processo: commedia in due atti dal romanzo omonimo di Franz Kafka, trad. Umberto Gandini, Collezione di teatro n.210, Torino, Einaudi, 1977
1981-1982. Der neue Prozeß: Stück in drei Akten,

Narrativa
1947. Från ö till ö (Da isola a isola, scritto in svedese; in tedesco: Von Insel zu Insel, 1984)
1948. De besegrade (Il conquistato, scritto in svedese; tedesco: Die Besiegten, 1985)
1949. Dokument I, Stockholm, (pure col titolo: Der Vogelfreie; pubblicato in tedesco col pseudonimo Sinclair, titolo: Der Fremde. Erzählung, 1980)
1953. Duellen (Il duello, scritto in svedese; in tedesco: Das Duell, 1972)
1956. Situationen, (scritto in svedese, ma pubblicato postumo; in tedesco: Die Situation, 2000)
1960. Der Schatten des Körpers des Kutschers. Traduzione italiana: L'ombra del corpo del cocchiere: microromanzo, trad. Bruna Bianchi, Collana I Narratori n.129, Milano, Feltrinelli, 1968
1961. Abschied von den Eltern. Erzählung. Traduzione italiana: Congedo dai genitori, trad. Francesco Manacorda, Collana La ricerca letteraria n.4, Torino, Einaudi, 1965; Postfazione di
Clemens-Carl Harle, Napoli, Cronopio, 2008
1962. Fluchtpunkt. Roman. Traduzione italiana: Punto di fuga, trad. Ugo Gimmelli, Collana La ricerca letteraria, Torino, Einaudi, 1967
1963. Das Gespräch der drei Gehenden. Fragment. Traduzione italiana: Colloquio dei tre viandanti, trad. Francesco Manacorda, Collana La ricerca letteraria, Torino, Einaudi, 1969
1975-1981. Die Ästhetik des Widerstands, Roman, 3 volumi: I: 1975; II: 1978; III: 1981. Traduzione italiana: L'Estetica della Resistenza, Milano, Settecolori.

Scritti in prosa e postumi
1956. Avantgardefilm, Wahlström & Widstrand, Stockholm (Svensk Filmbibliotek 7) (= Avantgarde Film, erweiterte deutsche Übersetzung, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1995 unter Verwendung eines Typoskripts und einer Teilübersetzung in Akzente Nr. 2/1963).
1968-1971. Rapporte / Rapporte 2. Traduzioni italiane: Critica e lotta, trad. Aloisio Rendi, Mario Devena e Uta Devena, Collezione Materiali n.42, Milano, Feltrinelli, 1976; col titolo Inferni: Auschwitz, Dante, Laocoonte, a cura di Clemens-Carl Härle, trad. Anna Pensa, Napoli, Cronopio, 2007
1968. Notizen zum kulturellen Leben der DRV. Traduzione italiana: Note politico-culturali dal Viet Nam, trad. Alberto Scarponi, Roma, Editori Riuniti, 1969.
1970. Rekonvaleszenz (pubblicato nel 1991)
1981/82. Notizbücher. 1971–1980 / Notizbücher. 1960–1971, Zwei Bände, Suhrkamp (= edition suhrkamp 1067 / 1135), Frankfurt am Main.
2006. Das Kopenhagener Journal. Kritische Ausgabe, Hrsg. von Rainer Gerlach, Jürgen Schutte. Wallstein (scritto nel 1960), Göttingen.
2008. Füreinander sind wir Chiffren. Das Pariser Manuskript von Peter Weiss, Hrsg. von Axel Schmolke. Rotbuch 2008 (scritto nel 1950), Berlin.
2011. Die Notizbücher. Kritische Gesamtausgabe, Hrsg. von Jürgen Schutte in Zusammenarbeit mit Wiebke Amthor und Jenny Willner. Zweite, verb. und erg. Auflage. Röhrig Universitätsverlag, St. Ingbert [Mit den Notizbüchern 1960–1971 und den Notizbüchern 1971–1980 sowie in der zweiten Auflage mit dem Verzeichnis der Arbeitsbibliothek von Peter Weiss und Gunilla Palmstierna-Weiss]

sabato 15 luglio 2023

ECHEGARAY José (1832 - 1916)



José Echegaray y Eizaguirre
 (Madrid, 19 aprile 1832 – Madrid, 14 settembre 1916) è stato un matematico, drammaturgo e politico spagnolo, insignito nel 1904 del premio Nobel per la letteratura insieme al poeta provenzale Frédéric Mistral.
Dal 1854 al 1868 insegnò matematica e fisica alla Scuola di Ingegneria di Madrid, della quale era stato studente laureandosi a 20 anni d'età con il massimo dei voti.
A 32 anni faceva parte della Real Academia de las Ciencias Exactas coltivando contemporaneamente la sua passione per la letteratura.
Fu considerato in Spagna il più importante matematico del XIX secolo. Vi introdusse per primo la geometría di Michel Chasles, la teoría di Évariste Galois, le funzioni ellittiche, e anche per i suoi personali apporti alla Fisica e alla Matematica, facendo affermare a Julio Rey Pastor che, per la Matematica spagnola, il XIX secolo comincia dal 1865 con Echegaray.
Di idee politiche ed economiche liberali, pur non partecipando alla rivoluzione democratica del settembre 1868, a partire da allora per tutto il cosiddetto Sexenio Democrático (1868 - 1874) ricoprì importanti cariche pubbliche. Fu eletto deputato delle Cortes constituyentes che approvarono la Costituzione spagnola del 1869, fu direttore generale delle Opere pubbliche (1868-1869), ministro dei lavori pubblici (1869-1870 e 1872) e ministro dell'economia (1872-1873). Fu tra i fondatori del Partito radicale e ricoprì per due volte (nel 1873 e nel 1874) la carica di ministro dell'economia anche durante la breve esperienza della Prima Repubblica.
Liberista convinto, fu tra i fondatori della Società Libera di Economia Politica insieme a Luis María Pastor, Gabriel Rodríguez, Manuel Colmeiro, Laureano Figuerola, Segismundo Moret e altri. Dopo la restaurazione borbonica, pur rimanendo fedele agli ideali repubblicani, fece parte del Parlamento monarchico del 1876 in cui difese il suo precedente operato dalle critiche dei conservatori. Fu tra i primi soci azionisti della neocostituita Institución Libre de
Enseñanza (ILE). Nel 1880 fu tra i fondatori, con Nicolás Salmerón e Marcos, del Partito Repubblicano Progressista per entrare in seguito a far parte della corrente di sinistra del Partito Liberale.
Si dedicò alla letteratura a partire dal 1874, quando esordì con "El libro talonario" (anche se alcuni anni prima, nel 1865 aveva scritto, senza pubblicarla, "La hija natural"). La sua produzione contempla oltre sessanta drammi sia in prosa che in versi. Le prime opere sono pervase di una malinconia romantica mentre quelle successive risentono dell'influenza dell'opera di Henrik Ibsen. Le sue opere furono accolte benissimo dal pubblico e gli valsero nel 1904 il Premio Nobel per la letteratura. Tale apprezzamento non fu però mai condiviso dalla critica e esponenti di punta della cosiddetta generazione del '98, tra cui Miguel de Unamuno e Rubén Darío, si pronunciarono criticamente sull'assegnazione del premio al drammaturgo madrileno.
Fu comunque famosissimo ai suoi tempi e ricoprì cariche di prestigio: Presidente dell'Ateneo di Madrid (1888), membro della Real Academia Española (dal 1896), senatore a vita (dal 1900) e, per ben due volte (1894-1896 e 1901-1916) Presidente dell'Accademia delle Scienze esatte, fisiche e naturali.
Grande ammiratore dell'attrice spagnola Maria Álvarez Tubau, firmò nel 1891, insieme a José Zorrilla, Nuñez de Arce, Campoamor, Emilio Castelar, oltre ad altri giornalisti, politici e intellettuali, un documento in cui definiva la Tubau "Dottoressa in Arte Drammatica".

Opere letterarie
La esposa del vengador (1874)
En el puño de la espada (1875)
Locura o santidad (1876)
El gran galeoto (1881)
Mariana (1892)
El hijo de Don Juan (1892)
Mancha que limpia (1895)
El loco de Dios (1900)

Pubblicò molti saggi di fisica e matematica, e la sua produzione scientifica di José Echegaray continuò fino alla morte.

venerdì 14 luglio 2023

HAMSUN Knut (1859 - 1952)


Knut Hamsun
, nato Knut Pedersen (Vågå, 4 agosto 1859 – Nørholm, 19 febbraio 1952), è stato uno scrittore norvegese. Fu vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1920. Nel 1943, per ossequio al regime nazista che occupava la Norvegia, donó la sua medaglia a Joseph Goebbels, ministro della propaganda del Terzo Reich; la medaglia è andata persa durante il conflitto.
Nacque a Vågå, in Norvegia. Era il quarto figlio di Peder Pedersen e Tora Olsdatter. Crebbe in povertà a Hamarøy nel Nordland. A 17 anni divenne apprendista di un fabbricante di corde e circa nello stesso periodo iniziò a scrivere. Trascorse parecchi anni in America, viaggiando e facendo diversi lavori, pubblicando poi le sue impressioni sotto il titolo di Fra det moderne Amerikas Aandsliv (Dalla vita spirituale dell'America moderna, 1889).
Nel 1898 Hamsun sposò Bergljot Goepfert, ma il matrimonio fallì nel 1906. Hamsun sposò in seconde nozze Marie Andersen nel 1909, che gli fu accanto fino alla fine della sua vita. La Andersen scrisse della loro vita insieme nei suoi due diari. Marie era una giovane e promettente attrice quando incontrò Hamsun, ma abbandonò la carriera, trasferendosi con il marito a Hamarøy. Comprarono una fattoria, l'idea era "di vivere del lavoro della fattoria, con la scrittura per sbarcare il lunario".
Comunque, dopo pochi anni, decisero di trasferirsi a sud, a Larvik. Nel 1918 la coppia comprò Nørholm, una vecchia tenuta tra Lillesand e Grimstad. L'edificio principale fu restaurato e ridecorato. Qui Hamsun poté occuparsi di scrivere indisturbato, sebbene spesso viaggiasse per scrivere in altre città e luoghi (preferibilmente in sistemazioni spartane).
Già sostenitore del nazionalsocialismo, durante la seconda guerra mondiale aderì al governo filotedesco di Vidkun Quisling. Per questo alla fine della guerra fu posto sotto processo per collaborazionismo e internato fino al 1948. Da questa esperienza nacque il libro Per i sentieri dove cresce l'erba.
Knut Hamsun morì nella sua casa a Nørholm, a 92 anni nel 1952.
Hamsun venne acclamato per la prima volta con il suo romanzo Fame. Il lavoro semi-autobiografico descrive la discesa di un giovane ed egocentrico scrittore nel tunnel
della pazzia, a causa della fame e della povertà nella capitale norvegese di Kristiania (oggi Oslo). Per molti, il romanzo precorre le opere di Franz Kafka e di altri scrittori del ventesimo secolo con il suo monologo interiore e la logica bizzarra.
Il suo capolavoro resta Markens Grøde del 1917, che gli è valso il Premio Nobel per la letteratura. Il romanzo narra la storia di Isak, personaggio di non ben chiare origini, che decide di stabilirsi in un appezzamento di terra senza padrone nella Norvegia settentrionale, insieme con la moglie Inger. La loro vita viene scandita dal succedersi delle stagioni e dal corrispondente lavoro nei campi. Alcuni hanno definito il romanzo un idillio, altri un'utopia conservatrice. Proprio nei toni pacati e nello stile semplice e lineare, tipico di molti autori scandinavi, che conferiscono al romanzo un senso di serenità ed eternità, traspare la sfiducia nella modernità, la paura che il progresso allontani l'uomo dalla sua dimensione più autentica, quella naturale.
Un tema a cui spesso Hamsun ritorna è quello dell'eterno girovago, uno straniero in movimento (spesso il narratore) che compare e si insinua nella vita di piccole comunità rurali. Questo tema del girovago è centrale nei romanzi Misteri, Pan, Sotto la stella d'autunno, Un vagabondo suona in sordina, La regina di Saba e altri.
La prosa di Hamsun spesso contiene fervide descrizioni del mondo naturale, con intimi riflessi delle foreste e delle coste norvegesi. Per questa ragione è stato collegato al movimento spirituale noto come panteismo. Hamsun vede umanità e natura unite da un forte e qualche volta mistico legame. Questa connessione tra i personaggi e i loro ambienti naturali è esemplificato nel romanzo Pan.
Hamsun era un eminente sostenitore della cultura tedesca e della Germania, che sostenne durante la prima e la seconda guerra mondiale, nonché un avversario dell'imperialismo britannico e dell'Unione Sovietica. Malgrado la sua grandissima popolarità in Norvegia e nel mondo, Hamsun attraversò un periodo di considerevole
sfavore a causa del suo sostegno al governo nazionalsocialista di Vidkun Quisling. Nel 1943 conobbe Joseph Goebbels, e dopo tale incontro gli inviò come regalo la medaglia ottenuta per il premio Nobel. Hamsun conobbe anche Adolf Hitler e tentò di fargli rimuovere Josef Terboven dalla carica di Reichskommissar per la Norvegia.
Dopo la morte di Hitler, Hamsun scrisse un necrologio per l'autorevole quotidiano norvegese Aftenposten, in cui lo descriveva come un "guerriero per l'umanità". Si obiettò che le sue "simpatie" fossero quelle di una nazione occupata. Talvolta egli utilizzò il suo status di personaggio famoso per migliorare le condizioni del suo paese durante l'occupazione e criticò la quantità delle esecuzioni. Tuttavia, dopo la fine della guerra, nelle principali città norvegesi folle inferocite bruciarono i suoi libri in pubblico.
Al termine della seconda guerra mondiale Hamsun, ottantaseienne, fu accusato di collaborazionismo e rinchiuso in un ospedale psichiatrico fino al 1948, dove un medico concluse che le sue facoltà mentali erano state "permanentemente danneggiate", e su tale base l'accusa di tradimento venne archiviata. Lo stesso Hamsun scrisse di questa esperienza nel suo libro del 1949 Per i sentieri dove cresce l'erba, un testo da molti considerato come la prova del corretto funzionamento delle sue facoltà mentali.
Contro di lui fu avviato comunque un procedimento per responsabilità civile e nel 1948 fu condannato al pagamento di 325.000 corone norvegesi per la sua presunta iscrizione al Nasjonal Samling, ma scagionato da qualsiasi forma di affiliazione al regime nazista. Che fosse un membro del Nasjonal Samling o no, e se le sue facoltà mentali fossero state o meno "danneggiate" è tuttora una questione molto dibattuta. Hamsun affermò di non essersi mai iscritto ad alcun partito politico.
L'autore danese Thorkild Hansen studiò il processo intentatogli e scrisse il libro
Processo a Hamsun (1978), che fu accolto con grande clamore in Norvegia. Tra le altre cose Hansen dichiarò: "Se si vuole incontrare degli idioti, bisogna andare in Norvegia", poiché riteneva che un tale trattamento nei confronti di un uomo anziano fosse un vero oltraggio.
Sulla base del libro di Hansen, lo scrittore svedese Per Olov Enquist scrisse il suo Processo a Hamsun (1996), da cui è tratto il film Hamsun del regista svedese Jan Troell. Nella pellicola, l'attore svedese Max von Sydow interpreta il ruolo di Knut Hamsun, mentre la moglie Marie è interpretata dall'attrice danese Ghita Nørby.

Opere
Den Gaadefulde. En kjærlighedshistorie fra Nordland, 1877 (con il nome originario Knud Pedersen)
Et Gjensyn, 1878 (con il nome Knud Pedersen Hamsund)
Bjørger, 1878 (con il nome Knud Pedersen Hamsund)
Lars Oftedal. Udkast, 1889 (11 articoli da Dagbladet)
Fra det moderne Amerikas Aandsliv, 1889 (nuova ed. 1969) / La vita culturale dell'America moderna, trad. it. Enrica Berto, Arianna, Casalecchio di Reno, 1999
Sult, 1890 / Fame, trad. Federigo Verdinois, Gennaro Giannini, Milano 1921 / Fame, trad. Ervino Pocar, Aldo Martello, Milano, 1952; poi Adelphi, Milano, 1974 / Fame, trad. Maria Valeria D'Avino, Marsilio, Venezia, 2023
Mysterier, 1892 / Misteri, trad. it. L.F.P., Sonzogno, Milano, 1931 / Misteri, trad. it. Attilio Veraldi, Rizzoli, Milano, 1979 
Redaktør Lynge, 1893
Ny Jord, 1893 / La nuova terra, trad. it. Giuseppe Isani, Longanesi, Milano, 1942-1984
Pan, 1894 / trad. it. Federigo Verdinois, Giannini, Napoli, 1919 / trad. it. Giovanni Marcellini, Sonzogno, Milano, 1926 / trad. it. Ervino Pocar, Mondadori, Milano, 1955 / trad. it. Romana Mariani, Mundus, Ancona, 1955 / trad. it. Silvia De Cesaris, Fabbri, Milano, 1986 / trad. it. Fulvio Ferrari, Adelphi, Milano, 2001 
Ved Rigets Port, 1895 (commedia in 4 atti) / Alle porte della gloria, trad. it. Francesco Franceschini, in Nuova Antologia, vol. 220, 1908, pp. 12–47 e 218-253. / Sulla soglia del regno, trad. it. Raffaello Casertano, Alpes, Milano, 1927
Livets Spil, 1896
Siesta, 1897 / Siesta, trad. it. Clemente Giannini, in I capolavori, Casini, Roma, 1966 // Dronnigen av Saba (La regina di Saba, parte di Siesta) / La regina di Saba, trad. it. Clemente Giannini, Airoldi, Verbania, 1940 / La regina di Saba, trad. it. Giovanna Paterniti, Iperborea, Milano, 1999; (nuova edizione 2017, con postfazione di Goffredo Fofi)
Aftenrøde. Slutningspil, 1898
Victoria. En kjærlighedshistorie, 1898 / Victoria, Morreale, Milano, 1925 / Victoria, trad. it. Luca Taglianetti, Lindau, Torino, 2019 
Munken Vendt. Brigantines saga I, 1902
I Æventyrland. Oplevet og drømt i Kaukasien, 1903 / Terra favolosa, trad. it. Clemente
Giannini, in I capolavori, Casini, Roma, 1966 / Viaggio nel Caucaso, trad. it. Reporter, Roma, 1968
Dronning Tamara, 1903 (dramma in 3 atti)
Kratskog, 1903 / Cespugli, trad. it. Clemente Giannini, Epidem, Novara, 1983 / Schiavi dell'amore, trad. it. Clemente Giannelli, L'argonauta, Latina, 1985 (parte di Cespugli)
Det vilde Kor, 1904 (poesie) / Il coro selvaggio, trad. it. Luca Taglianetti, Lindau, Torino, 2022 
Sværmere, 1904 / Sognatori, trad. it. Fulvio Ferrari, Iperborea, Milano, 1992
Stridende Liv. Skildringer fra Vesten og Østen, 1905
Under Høststjærnen. En Vandrers Fortælling, 1906 / Sotto la stella d'autunno, trad. S. Ardelli, Edizioni Delta, Milano, 1929 / Sotto la stella d'autunno, trad. it. Fulvio Ferrari, Iperborea, Milano, 1995 
Benoni, 1908
Rosa. Af student Pærelius' Papirer, 1908 / Quelli di Sirilund, trad. it. Luigi Taroni, ELI, Milano, 1949
En Vandrer spiller med Sordin, 1909 / Un vagabondo suona in sordina, trad. it. Giovanni Bach, Slavia, Torino, 1932 / Un vagabondo suona in sordina, trad. it. Fulvio Ferrari, Iperborea, Milano, 2005 
Livet i Vold, 1910 (commedia in 4 atti)
Den sidste Glæde, 1912 / L'ultima gioia, trad. it. Rosa Spaini Pisaneschi, Carabba, Lanciano, 1930 / La gioia suprema, trad. it. Antonio Vellini e Giovanni Bach, De Carlo, Roma, 1946
Børn av Tiden, 1913 / Figli dei loro tempi, trad. it. Giacomo Pesenti, Rizzoli, Milano, 1934
Segelfoss by, 1915 (2 volumi)
Markens Grøde, 1917 (2 volumi) / Il risveglio della terra, trad. it. Luigi Taroni, ELI, Milano,
1945 / I frutti della terra, Casini, Roma, 1966 / Germogli della terra, trad. it. Sara Culeddu, Einaudi, Torino, 2021 
Sproget i Fare, 1918
Konerne ved Vandposten, 1920 (2 volumi)
Siste Kapitel, 1923 (2 volumi)
Landstrykere, 1927 (2 volumi) / Vagabondi, trad. it. Ervino Pocar, Mondadori, Milano, 1941
August, 1930 (2 volumi)
Men Livet lever, 1933 (2 volumi)
Ringen sluttet, 1936 / Il cerchio si chiude, trad. it. Gustavo Sacerdote, Mondadori, Milano, 1939
På giengrodde stier, 1949 / Io traditore, Edizioni del Borghese, Roma, 1962 / Io traditore, trad. it. Alfhild Motzfeldt, Ciarrapico, Roma, 1983  / Per i sentieri dove cresce l'erba, trad. it. Maria Valeria D'Avino, Fazi, Roma, 1995 
Paa turné: tre foredrag om litteratur, 1960 (a cura di Tore Hamsun)
Livsfragmenter: ni noveller, 1988 (a cura di Lars Frode Larsen) / Frammenti di vita, trad. it. Fulvio Ferrari, Mondadori, Milano, 1991  
Over havet: artikler, reisebrev, 1990 (a cura di Lars Frode Larsen)
Knut Hamsuns brev, 1994-2001 (7 volumi di lettere a cura di Harald S. Næss)

BROOKS Geraldine (1955 - viv.)

  Geraldine Brooks  (Sydney, 14 settembre 1955) è una scrittrice e giornalista australiana naturalizzata statunitense, vincitrice del Premio...