giovedì 4 aprile 2024

CONAN DOYLE Arthur (1859 - 1930)

 

Sir Arthur Ignatius Conan Doyle
 (Edimburgo, 22 maggio 1859 – Crowborough, 7 luglio 1930) è stato uno scrittore e drammaturgo britannico, considerato, insieme a Edgar Allan Poe, il fondatore dei due generi letterari del giallo e del fantastico.
In particolare è il capostipite del sottogenere noto come giallo deduttivo, reso famoso dal personaggio dell'investigatore Sherlock Holmes. La sua produzione tuttavia spazia dal romanzo d'avventura alla fantascienza, dal soprannaturale ai temi storici. Dai suoi lavori sono stati tratti molti adattamenti cinematografici e televisivi.
Arthur Conan Doyle nacque in Scozia il 22 maggio 1859, in un piccolo appartamento di Edimburgo al numero 11 di Picardy Place. Suo padre, Charles Altamont Doyle, era inglese con remote origini irlandesi e la famiglia infatti rivendicava di far parte della nobiltà celtica (non titolata) irlandese, oltre a discendere dal duca Conan I di Bretagna; sua madre, Mary Foley, era irlandese. Il cognome composto lo prese dal prozio Michael Conan, noto giornalista dell'epoca e presunto discendente diretto del duca bretone. Il giovane Arthur, secondo di dieci figli, iniziò i suoi studi presso una scuola della sua città, per proseguire alla Hodder Preparatory School nel Lancashire. I suoi studi più importanti proseguirono presso lo Stonyhurst Jesuit College, scuola cattolica di Clitheroe, poi ancora in Austria, in un altro collegio gesuita, e infine all'Università di Edimburgo dal 1876 da cui uscì laureato in Medicina e Chirurgia nel 1881.
È di quel periodo la sua prima opera, Il mistero di Sasassa Valley (1879), (racconto del terrore venduto al Chambers Journal), così come il suo primo articolo medico, su un sedativo sperimentato su di sé. L'anno successivo vendette a The London Society il racconto dell'americano, su una mostruosa pianta originaria del Madagascar che si ciba di carne umana (con buona probabilità questo racconto è tra le fonti del romanzo del mistero Relic, di Douglas Preston e Lincoln Child).
Studente brillante, trovò il modo per ridurre l'anno di studio a sei mesi, per poter iniziare a fare l'assistente medico: prima per il dottor Richardson a Sheffield, poi per il dottor Elliot a Shropshire, ma soprattutto per il dottor Reginald Hoare a Birmingham. Fu qui che, trattato
più come figlio che come assistente, si appassionò molto alla letteratura e scrisse la sua prima opera. Suoi professori di medicina furono Joseph Lister, professore di chirurgia, inventore e propugnatore del metodo dell'antisepsi, e il dottor Joseph Bell, di cui divenne, prima di laurearsi, anche assistente per un breve periodo. Il brillante e freddo dottor Bell, con il suo metodo scientifico e le sue abilità deduttive, gli ispirò in seguito il fortunato personaggio di Holmes che ha così, almeno nelle origini, un legame con il thriller medico.
Il suo aspetto era ingannevole. Dietro ad un comportamento tranquillo, c'era un uomo dalle forti convinzioni, alcune delle quali ritenute eccentriche dai più, come lo spiritismo, ma tutte profondamente sentite. Tutta la vita di Conan Doyle è una lunga serie di crociate molto combattute, delle quali lo spiritismo era solo l'ultima. Nel 1890 mise in guardia il mondo intero contro la tanto decantata cura per la tubercolosi. Nel 1902 difese il governo britannico contro le accuse di cattiva condotta durante la Seconda guerra boera, contribuendo a diffondere false credenze sui boeri, come la presunta negligenza nell'accudire i propri figli, usando anche l'immagine di una bambina boera morta a 7 anni in un campo inglese per denutrizione. Nel 1903 venne insignito del titolo di Knight Bachelor. Nel 1906 sostenne la riforma per il divorzio. Nel 1909 intervenne contro le atrocità in Congo. Nel 1910 difese pubblicamente Oscar Slater, falsamente accusato di omicidio. Nel 1914 mise in guardia tutti contro i devastanti effetti del blocco sottomarino. In ogni caso le sue battaglie, a mezzo stampa, furono condotte con intraprendenza e abilità, a prescindere dai vantaggi che se ne potevano ricavare. Alcune battaglie erano impopolari, ma il personale senso di onore era per lui più importante
dell'opinione pubblica.
Come lui stesso disse in una intervista, conobbe cosa volesse dire essere povero e cosa volesse dire diventare abbastanza influente. Affrontò ogni tipo di esperienza umana. Conobbe le persone più influenti e importanti del suo secolo; ebbe una lunga carriera da scrittore, dopo un periodo da medico, che gli diede il titolo di Dottore di Edimburgo. Praticò moltissimi sport (boxe, cricket, biliardo, motociclismo, calcio e sci), e fu il primo a introdurre l'abitudine di lunghe vacanze in Svizzera, specialmente per cure termali. Nella sua autobiografia Memories and Adventures scrisse di come lo sport fu "una parte apprezzabile della mia vita". Disprezzava l’ippica, che chiamava "la corsa piatta".
Educato secondo i principi della religione cattolica, a cui apparteneva tutta la famiglia, se ne allontanò durante i suoi studi all'Università di Edimburgo, per l'ammirazione nei confronti di Thomas Henry Huxley, il cosiddetto "Mastino di Darwin", e optando per l'agnosticismo. Secondo altre fonti fu successivamente un sostenitore dello Spiritualismo Cristiano e incoraggiò la Spiritualists' National Union ad accettare come ottavo precetto quello di seguire gli insegnamenti di Gesù di Nazareth.
Nella primavera-estate del 1880, prima di laurearsi in medicina, Conan Doyle si imbarcò sulla baleniera Hope come medico di bordo, esperienza che ricorderà spesso come fondamentale nella sua vita. Terminati gli studi, seguì un altro breve periodo come assistente del dott. Hoare a Birmingham. Avrebbe dovuto fare ancora molte esperienze pratiche per poter davvero utilizzare a pieno il titolo di dottore, magari aprendo un piccolo studio medico, ma non aveva
abbastanza denaro. Appena ventiduenne, e insicuro sul suo futuro, iniziò a vagliare varie possibilità, tra cui quella di partire in India come medico del governo. Alla fine accettò la proposta della African Steam Navigation Company che gli offriva, a 12 sterline al mese, un posto da medico di bordo sul battello Mayumba, che collegava regolarmente il porto di Liverpool alle coste occidentali dell'Africa. Partì verso la fine di ottobre del 1881. Poteva in questo modo mettere un po' di soldi da parte e fare esperienza, soprattutto su febbre africana e malaria, usando contro quest'ultima la chinina, la miglior cura possibile a quel tempo. Dopo soli pochi mesi decise che l'esperienza come medico di bordo su una nave che portava in Africa poteva giungere a termine. Rimase così senza lavoro, credendo di potersi mantenere con i guadagni letterari, ma così non fu. Iniziò a vagliare altre possibilità, tra cui quella di trasferirsi a Plymouth e lavorare nello studio di un suo compagno di studi, un certo George Budd, ma anche in questo caso, dopo solo 2 mesi, decise di tornare a casa, per la difficile convivenza lavorativa con il suo nuovo socio.
Aprì, con scarso successo, uno studio medico nel Southsea, sobborgo di Portsmouth: fu proprio in questo periodo - complice la disponibilità di tempo - che Doyle cominciò a scrivere le avventure di Holmes, che così iniziarono ad avere un discreto successo presso il pubblico britannico. Il primo romanzo sul detective dal fisico asciutto fu Uno studio in rosso, del 1887, pubblicato sul Beeton's Christmas Annual, in cui il narratore, il dottor Watson, che in un certo senso rappresenta l'autore stesso, presenta Holmes e la sottile scienza della deduzione. A questa prima opera fece seguito Il segno dei quattro (1890), opera che gli valse enorme
successo. La famosissima frase "Elementare, Watson!" non viene mai pronunciata nelle storie di Doyle.
Durante le Olimpiadi di Londra del 1908, Sir Arthur Conan Doyle scrisse un articolo per il Daily Mail, un pezzo esaltante che ebbe grande risalto, in cui paragonò Dorando Pietri (vincitore della maratona olimpica, ma squalificato) a un antico romano. Egli scrisse che quella vittoria non sarebbe mai stata inficiata dalla semplice decisione di un giudice. Conan Doyle si fece tra l'altro promotore di una colletta per lo sfortunato italiano e raccolse una notevole somma per l'epoca: quasi 300 sterline. È inoltre leggenda che fosse lo stesso Doyle l'addetto al megafono che sorresse Pietri negli ultimi metri della maratona olimpica. Pare tuttavia che i due personaggi che attorniano Pietri siano rispettivamente, alla destra dell'atleta e con il megafono, il giudice di gara Jack Andrew e alla sinistra il capo dello staff medico, il dottor Michael Bulger. Conan Doyle era in effetti presente in tribuna, a pochi metri dalla linea del traguardo, dato che era stato incaricato da Lord Northcliffe di redigere la cronaca della gara per il Daily Mail.
Conan Doyle, nonostante l'enorme successo (senza pari nella storia della letteratura poliziesca), non legò mai abbastanza con il suo personaggio più popolare, che odiava perché divenuto più famoso di lui. Lui stesso, nel 1927, disse che aveva scritto di Holmes più di quello che intendeva inizialmente fare, perché le sue mani erano spinte a scrivere dall'insistenza di alcuni suoi amici. Conan Doyle era invece maggiormente attirato da altri generi letterari come
l'avventura o il fantastico o come opere di ricerca storica: in questo campo realizzò romanzi storici come La compagnia bianca (1891), il suo antefatto Le tre imprese (1905) e la serie di sedici racconti storico-satirici sulle avventure del brigadiere Etienne Gérard, immaginario cugino del generale napoleonico Étienne Maurice Gérard che compie mirabolanti imprese entro il corpo degli ussari (pubblicati tra il 1894 e il 1903). Classico testo di storia militare fu invece The Great Boer War (1900), scritto mentre era corrispondente della guerra anglo-boera in Sudafrica) che gli fruttò nel 1902 il titolo di baronetto. Ripeté l'esperienza di corrispondente di guerra durante la Grande Guerra, visitando anche il fronte italiano, senza però dimenticare la sua attività di romanziere, saggista e giornalista. Scrisse anche, curiosamente, il libretto di un'opera lirica comica, Jane Annie, in collaborazione con l'amico James Matthew Barrie nel 1893.
Numerosi, come detto, i suoi lavori nel campo dell'avventura, del fantastico, del soprannaturale e del terrore: si possono citare a titolo di esempio The Last Of The Legions and other tales of long ago, Tales of Pirates, My Friend The Murderer and other mysteries, Lot 249 (La mummia), Il mondo perduto. Anche se l'elemento fantastico non è mai completamente assente neppure dalla sua produzione realistica - si pensi al romanzo Il mastino dei Baskerville (1902) o al racconto Il vampiro del Sussex (1927), entrambi del ciclo di Sherlock Holmes - Doyle scrisse "solo" cinque romanzi e una quarantina di racconti strettamente fantastici, la maggior parte dei quali dell'orrore e del soprannaturale.
La fantascienza è rappresentata principalmente dalla serie del professor Challenger (1912-
1929), personaggio che lo scrittore modellò sulla figura del professor Ernest Rutherford, eccentrico e irascibile "padre" dell'atomo e della radioattività. Tra questi il più celebre è rimasto Il mondo perduto, un romanzo del 1912 che racconta di una spedizione guidata da Challenger su un altopiano del Sud America popolato da animali preistorici sopravvissuti all'estinzione. La storia ha avuto notevole successo nel mondo del cinema, a partire dall'epoca del muto nel 1925 con il primo film al quale seguirono altre cinque pellicole (compresi due remake) e una serie televisiva.
Il 26 gennaio 1887 fu iniziato alla Massoneria di rito scozzese, presso la Loggia Phoenix No 257, di Southsea Hampshire. Per vari anni ne fu il Presidente, ed era solito leggere i suoi scritti ai Fratelli della Loggia, prima della loro pubblicazione finale. Come altri massoni dell'età vittoriana, fra i quali Arthur Edward Waite, Doyle condivise per tutta la vita uno spiccato interesse per lo spiritismo, in modo particolare per la ricerca del contatto con l'aldilà. Tale interesse era motivato dal proprio vissuto personale, a seguito della morte della moglie e di altri congiunti.
Insieme ad altri massoni, diede supporto allo spiritista scozzese Daniel Dunglas Home, mentre nel 1920 fu coinvolto nell'episodio delle fate di Cottingley, un caso mediatico scoppiato intorno a misteriose creature magiche apparse nelle campagne dell'Inghilterra del nord, nel corso del quale entrò in contatto coi teosofi Edward L. Gardner e Geoffrey Hodson.
Doyle scrisse inoltre nel 1926 il saggio Storia dello Spiritismo (The History of Spiritualism), argomento cui dedicò gli ultimi anni della sua vita, realizzando articoli e conferenze grazie ai contatti con la Golden Dawn. In quegli anni furono molti i contatti con la spiritualista Mabel St
Clair Stobart, presidente del British College of Psychic Science che nel 1924 fondò e divenne presidente della comunità spiritualista; il collega Arthur Conan Doyle ne fu a sua volta presidente fino alla sua morte nel luglio 1930. Stobart fu la presidente della Comunità Spiritualista Countil dal 1924 al 1941 e si unì anche al consiglio del Congresso mondiale delle fedi.
A causa del tema controverso di questi studi, tale attività non gli diede quei riconoscimenti che, come studioso, si attendeva: subì anzi gli attacchi della Chiesa cattolica. Molti critici trovano difficile ammettere che il creatore di Sherlock Holmes, l'esempio perfetto della ragione e dell'osservazione, avesse potuto dedicarsi interamente negli ultimi anni della sua vita ad una causa, quella dello spiritismo, che sembrava sfidare la logica. Un uomo che esponesse tali idee sembrava infatti, a quel tempo, non poter essere realmente considerato uno scrittore. Per molti il vecchio, triste e illuso Conan Doyle stava solo dilapidando la sua grandezza.
Prima della sua morte fece in tempo a pubblicare il suo ultimo lavoro, The Edge of Unknown, nel quale spiega le sue esperienze parapsicologiche, ormai divenute sua unica fonte di interesse.
Un caso singolare fu la pubblicazione nel 1930, dopo la morte di Conan Doyle, di un corpus di comunicazioni medianiche attribuite allo stesso autore e raccolte nel volume noto come Il libro dell'Aldilà. Secondo la prefazione, tali comunicazioni sarebbero state trasmesse tra il 1931 e il 1932 tramite la medium britannica Grace Cooke (detta «Minesta»), attiva nel movimento
spiritualista e ritenuta adatta a tale compito. Le sedute si svolsero in ambienti dello spiritualismo londinese, con la partecipazione anche di membri della famiglia Conan Doyle, e sarebbero state motivate dal presunto intento dello scrittore di rivedere e correggere alcune convinzioni maturate in vita sull'aldilà e sulle comunicazioni spiritiche. Il testo si presenta come una esposizione organica di dottrine sull'evoluzione dell'anima, la sopravvivenza dopo la morte e il rapporto tra mondo materiale e spirituale, configurandosi, secondo i curatori, come una sorta di «sintesi religiosa universale». Le comunicazioni, raccolte nel corso di numerose sedute, furono descritte come caratterizzate da una forte continuità stilistica e personale con la figura di Conan Doyle, e vengono tuttora presentate come una testimonianza diretta della sua identità «disincarnata» e delle sue nuove esperienze post mortem. 
Doyle venne colto da un improvviso attacco cardiaco mentre si trovava nella sua casa in campagna a Windlesham, Crowborough, il 7 luglio 1930, a 71 anni. Al suo capezzale lo assistevano il figlio Adrian e la sua seconda moglie Jean Elizabeth Leckie, per un ultimo saluto a uno dei padri del giallo. Le sue ultime parole, rivolte alla moglie, furono: «Sei meravigliosa, moglie mia».
La sua sepoltura è a Minstead nel New Forest, Hampshire, presso il cimitero parrocchiale di tutti i santi. 

Ciclo di Sherlock Holmes
La saga consiste di quattro romanzi, 59 racconti e 3 drammi teatrali.

Romanzi
Uno studio in rosso (A Study in Scarlet - 1887)
Il segno dei quattro (The Sign of the Four - 1890)
Il mastino dei Baskerville (The Hound of the Baskervilles - 1902)
La valle della paura (The Valley of Fear - 1915)

Raccolte di racconti
Le avventure di Sherlock Holmes (The Adventures of Sherlock Holmes - 1892)
Le memorie di Sherlock Holmes (The Memoirs of Sherlock Holmes - 1894)
Il ritorno di Sherlock Holmes (The Return of Sherlock Holmes - 1905)
L'ultimo saluto di Sherlock Holmes (His Last Bow - 1917)
Il taccuino di Sherlock Holmes (The Casebook of Sherlock Holmes - 1927)

Altro
La fiera per il campo (The Field Bazaar - 1896), racconto
Come Watson imparò il metodo (How Watson Learned the Trick), 1924, racconto
L'avventura dell'uomo alto (The Adventure of the Tall Man), racconto incompiuto, 1900 circa
Sherlock Holmes (1899), commedia teatrale scritta con William Gillette
Il diamante della corona (The Crown Diamond, 1910), commedia teatrale, in seguito adattata nel racconto L'avventura della pietra di Mazzarino
La banda maculata (The Speckled Band, 1910), commedia teatrale tratta dal racconto L'avventura della banda maculata

Ciclo di ser Nigel Loring
La saga consiste di un romanzo autoconclusivo e di un prequel che narra la gioventù di uno dei protagonisti del primo episodio.
La compagnia bianca (The White Company), serializzato in dodici puntate sulla rivista The Cornhill Magazine da Gennaio a Dicembre 1891; prima edizione in volume Smith, Elder & Co., 1891.
Le tre imprese (Sir Nigel), serializzato in tredici puntate sulla rivista The Strand Magazine da Dicembre 1905 a Dicembre 1906; prima edizione in volume Smith, Elder & Co., 1906.

Ciclo del brigadiere Etienne Gérard
La saga consiste di sedici racconti organizzati dall'autore in due raccolte tematiche, un diciassettesimo racconto riunito alla serie in un'edizione postuma, e un romanzo semiautonomo in cui il brigadiere Gérard è un comprimario preminente:
Gli exploit del Brigadiere Gerard (The Exploits of Brigadier Gerard), George Newnes Ltd.,
1896. Contiene:
"La medaglia del brigadiere Gérard" ("The Medal of Brigadier Gerard")
"Come il brigadiere prese il re" ("How the Brigadier Held the King")
"Come il re prese il brigadiere" ("How the King Held the Brigadier")
"Come il brigadiere uccise i Fratelli di Ajaccio" ("How the Brigadier Slew the Brothers of Ajaccio")
"Come il brigadiere giunse al Tetro Castello" ("How the Brigadier Came to the Castle of Gloom")
"Come il brigadiere diede battaglia al maresciallo Millefleurs" ("How the Brigadier Took the Field Against the Marshal Millefleurs")
"Come il brigadiere fu tentato dal diavolo" ("How the Brigadier Was Tempted by the Devil")
"Come il brigadiere giocò per un regno" ("How the Brigadier Played for a Kingdom")
Lo zio Bernac alla corte di Napoleone (Uncle Bernac), 1897. Traduzione di Riccardo Duranti, Roma, Donzelli, 2010.
Le avventure di Gérard (The Adventures of Gérard), George Newnes Ltd., 1903. Conriene:
"Il crimine del brigadiere" ("The Crime of the Brigadier")
"Come il brigadiere Gérard perse l'orecchio" ("How Brigadier Gerard Lost His Ear")
"Come il brigadiere salvò l'esercito" ("How the Brigadier Saved the Army")
"Come il brigadiere cavalcò fino a Minsk" ("How the Brigadier Rode to Minsk")
"Il brigadiere Gérard a Waterloo" ("The Brigadier at Waterloo")
"Il brigadiere in Inghilterra" ("The Brigadier in England")
"Come il brigadiere entrò negli ussari di Conflans" ("How the Brigadier Joined the Hussars of Conflans")
"Come Etienne Gérard disse addio al suo padrone" ("How Etienne Gerard Said Goodbye to His Master")
"Il matrimonio del brigadiere" ("The Marriage of the Brigadier"), confluito nella raccolta completa The Complete Brigadier Gerard, 1995.
La prima traduzione italiana combina assieme le due raccolte di racconti e l'ultimo episodio sparso nel volume omnibus Gli exploit e le avventure del brigadiere Gérard, traduzione di Nello Giugliano, Donzelli, Roma, 2009.

Ciclo del capitano John Sharkey

La saga consiste di quattro racconti riuniti dall'autore nella raccolta Storie di pirati (Tales of Pirates and Blue Water), John Murray, 1922.
"Il ritorno a casa del governatore di Saint Kitt" ("How the Governor of Saint Kitt's Came Home"), nella rivista Pearson's Magazine di Gennaio 1897.
"I rapporti del capitano Sharkey con Stephen Craddock" ("The Dealings of Captain Sharkey with Stephen Craddock"), nella rivista Pearson's Magazine di Marzo 1897.
"Il flagello di Sharkey" ("The Blighting of Sharkey"), nella rivista Pearson's Magazine di Aprile 1911.
"Come Copley Banks assassinò il capitano Sharkey" ("How Copley Banks slew Captain Sharkey"), nella rivista Pearson's Magazine di Maggio 1897.

Ciclo del professor Challenger
La saga consiste di tre romanzi e due racconti.
Il mondo perduto (The Lost World), serializzato in otto puntate sulla rivista The Strand Magazine da Aprile a Novembre 1912; prima edizione in volume Hodder & Stoughton, 1912.
La nube avvelenata o La fine del mondo (The Poison Belt), serializzato in cinque puntate sulla rivista The Strand Magazine da Marzo a Luglio 1913; prima edizione in volume Hodder & Stoughton, 1913.
La terra della nebbia o Nel paese delle nebbie (The Land of Mist), Hutchinson, 1926.
"Quando la Terra urlò" ("When the World Screamed"), serializzato in due puntate sulla rivista Liberty dal 25 Febbraio al 3 Marzo 1928; prima edizione in volume nella raccolta The Maracot Deep and Other Stories, John Murray, 1929.
"La macchina disintegratrice" ("The Disintegration Machine"), nella rivista The Strand Magazine di Gennaio 1929; prima edizione in volume nella raccolta The Maracot Deep and Other Stories, John Murray, 1929.

Romanzi autoconclusivi
Romanzi di avventura storica ed esotica
Micah Clarke, Longmans, Green & Co., 1889.
Caccia ai milioni (The Firm of Girdlestone: A Romance of the Unromantic), serializzato in venticinque puntate sulla rivista The People dal 27 Ottobre 1889 al 13 Aprile 1890; prima edizione in volume Chatto & Windus, 1890.
La grande ombra (The Great Shadow), serializzato sulla rivista The Globe dal 1º Ottobre al 5 Novembre 1892; prima edizione in volume J. W. Arrowsmith, 1892.
I profughi (The Refugees: A Tale of Two Continents), serializzato in sei puntate sulla rivista Harper's Monthly Magazine da Gennaio a Giugno 1893; prima edizione in volume Harper & Brothers, 1893.
Rodney Stone (Rodney Stone), serializzato in dodici puntate sulla rivista The Strand Magazine da Gennaio a Dicembre 1896; prima edizione in volume George Bell & Sons, 1896.
La tragedia del Korosko (The Tragedy of Korosko), serializzato in otto puntate sulla rivista The Strand Magazine da Maggio a Dicembre 1897; prima edizione in volume Smith, Elder & Co., 1898.

Romanzi fantastici e del mistero
Il mistero di Cloomber (The Mystery of Cloomber), serializzato in undici puntate nella rivista The Pall Mall Budget dal 30 agosto all'8 novembre 1888; prima edizione in volume Ward and Downey, 1889.
Il segreto del milionario o Il doppio enigma o La scoperta meravigliosa (The Doings of Raffles Haw), serializato nella rivista Pittsburgh Commercial Gazette dall'11 Luglio al 15 Agosto 1891; prima edizione in volume John W. Lovell, 1891.
Il parassita (The Parasite), serializzato in quattro puntate nella rivista Harper's Weekly da Novembre a Dicembre 1894; prima edizione in volume Harper & Brothers, 1894.
L'abisso di Atlantide o L'abisso di Maracot (The Maracot Deep), serializzato in tre puntate nella rivista The Saturday Evening Post dal 18 ottobre al 1º Novembre 1927; prima edizione in volume nella raccolta The Maracot Deep and Other Stories, John Murray, 1929. Traduzione di Claudi De Nardi, nella raccolta L'anello di Toth: Tutti i racconti fantastici, I Miti di Cthulhu 4, Fanucci Editore, 1986.

Romanzi realistici
Romanzo fantasma (The Narrative of John Smith), testo incompiuto nel 1883, pubblicato postumo per British Library, 2011.
Beyond the City: The Idyl of a Suburb, nella rivista Good Words di Natale 1891; prima edizione in volume nel tomo doppio The Great Shadow and Beyond the City, J. W. Arrowsmith, 1893.
Le lettere del dottore (The Stark Munro Letters), Longmans, Green & Co., 1894.
Un duetto (A Duet, with an Occasional Chorus), Grant Richards, 1899.
Rodney Stone, romanzo
Le cinque rose, romanzo
Le tre imprese, romanzo (stesso protagonista di: Le cinque rose)

Racconti fantastici
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L'ultima legione ed altre storie di tanto tempo fa (c) (racconti)
Il mistero di Sasassa Valley (The Mystery of Sasassa Valley, 1879)
Il racconto dell'americano (The American's Tale, 1880)
La scure d'argento (The Silver Hatchet, 1883)
Un orrore pastorale (A Pastoral Horror)
Il capitano della Stella Polare (The Captain of the Polestar,1883)
Cercasi un fantasma (Selecting a Ghost) (1883)
Dichiarazione di J. Habakuk Jephson (J. Habakuk Jephson's Statement, 1884)
Il grande esperimento di Keinplatz (The Great Keinplatz Experiment, 1885)
John Barrington Cowles (1886)
Un mosaico letterario (A Literary Mosaic) (1886)
La mano nera (The Brown Hand) (1889)
Il guardiano del Louvre; anche L'anello di Thoth (The Ring of Thoth, 1890)
Il mio amico assassino ed altri misteri (My Friend the Murderer and Other Mysteries) (racconti)
La mummia (Lot 249 o Mummy number 249, 1892)
Il fiasco di Los Amigos (The Los Amigos fiasco, 1892)
Il terrore della grotta di Blue John (The Terror of Blue John Gap, 1892)
Il caso di lady Sannox (The Case of Lady Sannox) (1894)
Il demone dell'isola (The Fiend of the Cooperage, 1897)
Moderni gladiatori 1908
Scherzare col fuoco o L'unicorno (Playing with Fire, 1900)
L'imbuto di cuoio (The leather funnel) (1900)
L'orrore delle altezze o Orrore in quota (The Horror of the Heights, 1913)
Il sotterraneo di Cheriton (The Subterranean of Cheriton, 1918)
Come accadde o Per filo e per segno (How It Happened)
Il bullo di Brocas Court (The Bully of Brocas Court, 1921)
Racconti del terrore e del mistero (1925, raccolta)
Il treno scomparso (The Lost Special)
L'uomo dagli orologi (The Man with the Watches)
Il grande motore Brown-Péricord (The Great Brown-Péricord Motor)
L'uomo di Arcangelo (The Man from Archangel)
Pericolo! (Danger!)
Il dottore nero (The Black Doctor)
Il gatto brasiliano (The Brazilian Cat)
La stanza degli incubi (The Nightmare Room)
Lo specchio d'argento (The Silver Mirror)
De Profundis (De Profundis)
Lo scrigno a strisce (The Striped Chest)

Racconti medici
Il chirurgo di Gaster Fell (The surgeon of Gaster Fell)
Il debutto di Hilary Joyce (The debut of Bimbashi Joyce)
Un disperso del 1815 (A straggler of '15)
La moglie del fisiologo (A physiologist's wife)
I medici di Hoyland (The doctors of Hoyland)
La maledizione di Eva (The curse of Eve)
La terza generazione (The third generation)
Una questione di diplomazia (A question of diplomacy)
La clientela di Crabbe (Crabbe's practice)
La prima operazione (His first operation)
Cronache mediche (A medical document)
Riflessioni di un chirurgo (The surgeon talks)
La lampada rossa. Storia di medici e medicina (Round the red lamp, 1894), a cura di Luca Merlini, Bagno a Ripoli, Passigli, 2011.

Saggistica
La grande guerra boera (The Great Boer War, 1900)
The War in South Africa - Its Cause and Conduct (1902)
Through the Magic Door (1907)
Il crimine del Congo (The Crime of the Congo, 1909), a cura di Giuseppe Motta, Roma, Bordeaux, 2020
The Case of Oscar Slater (1912)
The German War: Some Sidelights and Reflections (1914)
A Visit to Three Fronts (1916)
The British Campaign in France and Flanders (1916-1920)
Ucciderò Sherlock Holmes. Memorie e avventure del creatore del celebre detective (Memories and Adventures, 1924), ed. italiana a cura di Gianni Rizzoni, Rosa & Nero, 1987; Milano, Metamorfosi, 2012
Avventura nell'Artico. Sei mesi a bordo della baleniera Hope (Dangerous Work: Diary of an Arctic Adventure, 28 febbraio-11 agosto 1880; pubblicato postumo nel 2012), a cura di Jon Lellenberg e Daniel Stashower, trad. Davide Sapienza, Novara, UTET, 2016

Spiritismo
La nuova rivelazione (The New Revelation, 1918), trattato sullo spiritismo, prima ed. italiana a cura di Francesco Zingaropoli, Napoli, Mondo Occulto, 1931.
Apparizioni delle Fate (1922), trattato sullo spiritismo, prima ed. italiana ("Il ritorno delle fate") a cura di Massimo Introvigne, Milano, Sugarco, 1992.
Storia dello spiritismo, saggio del 1926.
Il libro dell'Aldilà, raccolta postuma di comunicazioni medianiche attribuite ad Arthur Conan Doyle (1931-1932), trasmesse tramite la medium Grace Cooke e pubblicate a cura di Grace e Ivan Cooke, trad. it., Roma, Mediterranee, 2017.

mercoledì 3 aprile 2024

WILDER Thornton (1897 - 1975)

 

Thornton Niven Wilder
 (Madison, 17 aprile 1897 – Hamden, 7 dicembre 1975) è stato un drammaturgo e scrittore statunitense vincitore di tre premi Pulitzer: uno per il romanzo Il ponte di San Luis Rey e due per il teatro; inoltre ottenne il National Book Award per L'ottavo giorno (The Eight Day) nel 1968.
Thornton Wilder era il terzo figlio di Amos Parker Wilder, un diplomatico degli Stati Uniti, e di Isabella Niven. Assieme ai suoi fratelli passò parte dell'infanzia in Cina dove il padre era stato trasferito. Il fratello più vecchio di Wilder, Amos Niven Wilder, era un Hollis Professor of Divinity alla Harvard Divinity School e un noto poeta. La sua sorella più giovane, Isabel Wilder, era una buona scrittrice. Entrambe le altre sorelle, Charlotte Wilder (una poetessa di una certa fama) e Janet Wilder Dakin (una zoologa), frequentarono il Mount Holyoke College con ottimi risultati. Thornton Wilder nacque assieme ad un fratello gemello che morì durante il parto. Wilder iniziò a scrivere testi per il teatro già mentre frequentava la The Thacher School a Ojai, California, dove veniva schernito dai compagni perché eccessivamente intelligente e scarsamente interessato agli sport. Come ricorda un compagno di classe "Lo lasciavamo da solo, semplicemente lo isolavamo. E lui si ritirava nella biblioteca, il suo nascondiglio, imparando ad allontanarsi dalla derisione e dall'umiliazione." La sua famiglia visse per un certo tempo a Berkeley, California dove sua sorella Janet nacque nel 1910. Thornton si iscrisse alla Emerson Elementary School a Berkeley, e si diplomò alla Berkeley High School nel 1915. Dopo aver prestato servizio nell'Artiglieria Costiera durante la prima guerra mondiale, si iscrisse al Oberlin College e si laureò all'Università Yale nel 1920, dove affinò la sua capacità di scrittura frequentando la fraternità Alpha Delta Phi, un circolo letterario. Ottenne un master in francese all'Università di Princeton nel 1926. Dopo la laurea Wilder studiò a Roma, poi insegnò francese alla Lawrenceville School a Lawrenceville, New Jersey. Nel 1926 fu pubblicato The Cabala il primo romanzo di Wilder. Nel 1927, Il ponte di San Luis Rey fu un successo dal punto di vista commerciale e gli fruttò il Premio Pulitzer nel 1928. Dal 1930 al 1937 insegnò all'Università di Chicago. Nel 1938 e 1943 vinse
il Premio Pulitzer per la sua opera Piccola città e La famiglia Antrobus. Nella seconda guerra mondiale venne promosso al grado di tenente colonnello nella aviazione degli Stati Uniti e ricevette diverse decorazioni. Quindi divenne professore all'Università delle Hawaii e insegnante di poesia a Harvard, dove insegnò per anni dalla cattedra dedicata a Charles Eliot Norton. Nonostante si considerasse primariamente un insegnante piuttosto che uno scrittore ha continuato a scrivere per tutta la vita, ricevendo il Friedenspreis des Deutschen Buchhandels nel 1957 e la Medaglia presidenziale della libertà nel 1963. Nel 1967 vinse il National Book Award per il suo romanzo The Eighth Day. Wilder tradusse molte opere di André Obey e Jean-Paul Sartre, e scrisse i libretti di due opere, The Long Christmas Dinner, composta da Paul Hindemith, e The Alcestiad, composta da Louise Talma e basata su un suo romanzo.
Anche Alfred Hitchcock, che egli ammirava, nel 1943 gli chiese di scrivere la sceneggiatura del suo thriller, L'ombra del dubbio (Shadow of a Doubt), ripetutamente indicato dal regista come una delle sue pellicole meglio riuscite.
Il ponte di San Luis Rey (1927) racconta la storia di un gruppo di persone, che non possiedono nessun legame tra di loro e che si trovano sullo stesso ponte in Perù nel momento in cui crolla e li uccide. Filosoficamente, il libro analizza il problema del male, o la questione, del perché si verificano eventi sfortunati a persone che sembrano "innocenti" o "immeritevoli". Il romanzo vinse il Premio Pulitzer nel 1928 e nel 1998 fu selezionato dalla redazione del American Modern Library come uno del migliori 100 romanzi del XX secolo. Il libro fu citato dal Primo Ministro inglese Tony Blair durante il memoriale per le vittime dell'11 settembre. Da quel momento la sua popolarità è enormemente cresciuta. Il libro è il progenitore del moderno disastro
epico in letteratura e nel cinema, dove un singolo disastro intreccia le vittime le cui vite sono esplorate in seguito con l'uso di flashback. Wilder fu l'autore di Piccola città, una famosa commedia (e successivamente film) ambientata a Grover's Corners, nel New Hampshire. Fu ispirata dal romanzo C'era una volta gli americani della sua amica Gertrude Stein e molti elementi dello stile decostruttivo della Stein si possono trovare all'interno di questo lavoro. Wilder soffrì parecchi blocchi dello scrittore mentre provava a scrivere l'atto finale. Piccola città impiega un narratore esterno chiamato "Stage Manager" e la sceneggiatura minimalista aiuta a sottolineare l'esperienza umana. Wilder stesso impersonò lo Stage Manager a Broadway per due settimane e successivamente in una produzione estiva. Seguendo la vita quotidiana delle famiglie Gibbs e Webb, come degli altri abitanti di Grover's Corners, Wilder illustrò l'importanza dell'universalità del semplice e il significato delle vite di tutte le persone del mondo al fine di dimostrare il valore di apprezzare la vita. La commedia vinse il Premio Pulitzer per la letteratura nel 1938. Nel 1938 Max Reinhardt diresse una produzione di Broadway di The Merchant of Yonkers, che Wilder aveva adattato dalla commedia Einen Jux will er sich machen del commediografo austriaco Johann Nestroy. Fu un fallimento che chiuse dopo solo 39 spettacoli. La sua commedia La famiglia Antrobus aprì a New York il 18 novembre del 1942, con Fredric March e Tallulah Bankhead nei ruoli principali. Di nuovo, i temi sono familiari — la condizione umana; la storia come progressiva, ciclica o entropica; la letteratura, la filosofia e la religione come pietre miliari della civilizzazione. Tre atti drammatizzano i travagli della famiglia Antrobus, allegorizzando la storia alternativa dell'umanità. È stato sostenuto da Joseph Campbell e Robert Morton Robinson, autori di A Skeleton Key to Finnegans Wake, che
molto di quest'opera era il risultato di prestiti non riconosciuti dall'ultimo lavoro di James Joyce.
Nel romanzo The Ides of March (1948), dedicato ad uno scrittore italiano anti-fascista, Lauro de Bosis, egli rifletté sul parallelismo tra Benito Mussolini e Giulio Cesare. Aveva incontrato Jean-Paul Sartre in un tour di conferenze negli Stati Uniti dopo la guerra e fu influenzato dall'esistenzialismo, pur respingendone le implicazioni atee.
Nel 1955 Tyrone Guthrie incoraggiò Wilder a riscrivere The Merchant of Yonkers in The Matchmaker. Questa volta la commedia ha goduto di una lunga serie di 486 spettacoli a Broadway con Ruth Gordon nel ruolo principale e un Tony Award per Guthrie, il regista. Successivamente divenne la base per il musical di successo del 1964 Hello, Dolly!, con un libro di Michael Stewart e le musiche di Jerry Herman. Nel 1962 visse temporaneamente nella piccola città di Douglas, Arizona, dove cominciò a scrivere il suo romanzo più lungo The Eighth Day. Il libro vinse il National Book Award.
Il suo ultimo romanzo, Theophilus North, fu pubblicato nel 1973 e adattato per il film Mr. North nel 1988. La Library of America ristampò i suoi primi cinque romanzi, sei primi racconti e quattro saggi sulla narrativa in un volume nel 2009.
Wilder morì nel sonno all'età di 78 anni. Non si sposò mai. Ebbe un'ampia cerchia di amici e gli piaceva farli incontrare con altre persone di affermata notorietà, inclusi Ernest Hemingway, Montgomery Clift, Willa Cather, e Gertrude Stein. Sebbene egli non abbia mai parlato pubblicamente o nei suoi scritti della propria omosessualità, il suo amico Samuel Steward è generalmente riconosciuto essere stato suo amante.

Opere
Prosa
The Cabala (1926)
Il ponte di San Luis Rey (1927) (The Bridge of San Luis Rey)
The Woman of Andros (1930) — basato sulla commedia Andria di Terenzio
Heaven's My Destination (1935)
Idi di marzo (1948)
Early Stories (The Marriage of Zabett; "Spiritus Valet"M Eddy Greater; Précautions Inutiles; A Diary: First and Last Entry; The Warship)
Essays on Fiction (On Reading the Great Letter Writers: James Joyce, 1882-1941; Gertrude Stein's Four in America; Joyce and the Modern Novel)
L'ottavo giorno (The Eighth Day) (1967)
Theophilus North (1973)
American Characteristics and Other Essays (1979)

Teatro
The Trumpet Shall Sound (1926)
An Angel That Troubled the Waters and Other Plays (1928):
The Long Christmas Dinner and Other Plays in One Act (1931):
Piccola città (Our Town, 1938) — vince il Premio Pulitzer
The Merchant of Yonkers (1938)
La famiglia Antrobus (The Skin of Our Teeth, 1942) — vince il Premio Pulitzer
The Matchmaker (1954) — rivisitazione di The Merchant of Yonkers
The Alcestiad: Or, A Life In The Sun (1955)
The Drunken Sisters
Uncollected Plays
Writings on Theater


martedì 2 aprile 2024

STEVENSON Robert Louis (1850 - 1894)

 

Robert Louis Balfour Stevenson
 (Edimburgo, 13 novembre 1850 – Vailima, 3 dicembre 1894) è stato uno scrittore, drammaturgo e poeta scozzese dell'età vittoriana, noto principalmente per i romanzi L'isola del tesoro e Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.
Figlio unico di Thomas Stevenson (1818-1887) e nipote di Robert Stevenson, entrambi ingegneri edili specializzati nella costruzione di fari, temperò la malinconia e la durezza del carattere scozzese con il brio e la gaiezza che gli derivavano dall'origine francese della madre, Margaret Isabella (1829-1897), figlia del reverendo Lewis Balfour (1777-1860), parroco di Colinton. Sia la madre sia il nonno avevano problemi ai polmoni, con febbre e tosse frequenti. Si è parlato di sarcoidosi, tubercolosi o bronchiectasia, e comunque d'una eredità scomoda per il ragazzo che era spesso malato e aveva necessità di trascorrere parecchi mesi all'anno in un clima più salubre, come quello della Francia meridionale. Anche la sua inquietudine di viaggiatore e la costante magrezza erano per lui legate alla salute.
Dalla sua infanzia si portò sempre caro il ricordo di un'infermiera, Alison Cunningham, detta "Cummy", alla quale dedicherà poi un libro di versi, ma che contribuì a sviluppare la sua fantasia raccontandogli molte storie che non lo facevano dormire e allo stesso tempo lo affascinavano oltre misura. Quando s'iscrisse, secondo la tradizione familiare, alla facoltà di ingegneria dell'università di Edimburgo, lo studio passò presto in secondo piano, preferendo dedicarsi alla letteratura. Portava i capelli lunghi e vestiva, come il cugino Bob, "da artista", e benché accompagnasse d'estate il padre nei suoi viaggi d'ispezione ai fari lungo le coste, finì con il cambiare facoltà verso giurisprudenza, laureandosi ma mai esercitando la professione.
Nel 1871 cominciò a collaborare come letterato alla Edinburgh University Magazine e a The Portfolio, da cui si fece pubblicare alcuni saggi. È solo nel 1878, tuttavia, con la pubblicazione di An Inland Voyage – impressioni di un
viaggio in canoa attraverso i fiumi e i canali della Francia settentrionale – l'analogo resoconto dei Travels with a Donkey in the Cevennes (Viaggi con un asinello attraverso le Cevenne), che egli riuscì ad affermare il suo geniale spirito d'osservazione e il suo delizioso umorismo, arricchitosi anche con letture francesi. Durante un viaggio conobbe Fanny Van de Grift (1840-1914), un'americana separata (da tale Samuel Osbourne) e madre di due figli (Isobel e Lloyd Osbourne) della quale si innamorò e, nonostante il parere avverso dei suoi, decise di seguirla nel suo viaggio di ritorno in California. I due si sposarono a San Francisco nel 1880. Frutti del viaggio furono Gli accampati di Silverado (1883), Across the Plains (1892) e The Amateur Emigrant (1895), pubblicati più tardi.
Ritornato in Europa nel 1880, Stevenson entrò in una fase di grande attività creativa che, tenuto conto della sua sempre precarissima salute, sfociò in una produzione davvero ragguardevole, sia per mole sia per valore. Nel 1881 e nel 1882 pubblicò i saggi e le novelle, scritti fino a quella data, rispettivamente nei volumi Virginibus Puerisque e New Arabian Nights. Sempre nel 1882 scrive Familiar Studies of Men and Books, che contiene il massimo contributo di Stevenson alla critica letteraria, con saggi su Hugo, Whitman, Thoreau, Burns. Nel frattempo la sua salute aveva risentito dello strapazzo, tanto che non gli si davano che pochi mesi di vita, e lo scrittore, dalla Scozia, dov'era tornato dopo essersi rappacificato con la famiglia, fu nuovamente costretto a vagabondare per le principali stazioni climatiche europee, da Davos a Hyères e poi a Bournemouth. Nel 1886 scrisse il romanzo storico Kidnapped (Il ragazzo rapito) e, in meno di una settimana, Strange Case of Dr. Jekyll and Mr Hyde (Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde). Questi romanzi contribuirono molto a estendere quella popolarità che la pubblicazione di Treasure Island (L'isola del tesoro), avvenuta nel 1883, gli aveva procurato. Divenne
amico di Henry James e scrisse anche due volumi di versi, A Child's Garden of Verses (1885) e Underwoods (1887).
Nel 1887, dopo la morte del padre, Stevenson ritornò in America, dove enorme era stato il successo del dr. Jekyll. Ma la salute cagionevole l'obbligò ben presto a ritirarsi nella stazione climatica di Saranac, dove iniziò a scrivere nel 1889 The Master of Ballantrae (Il signore di Ballantrae) e il resoconto farsesco The Wrong Box (La cassa sbagliata), finché, spinto anche dai libri d'avventure esotiche di Melville, accettò l'invito di un editore a scrivere un volume sui mari del Sud e partì, con la famiglia, per una crociera verso le isole Marchesi (Polinesia francese), Tahiti e le isole Sandwich (ovvero le Hawaii).
Il viaggio fu positivo sotto ogni punto di vista, tranne che per il libro, giacché il lavoro su ordinazione non era cosa per lui. La sua salute però sorprendentemente migliorò in modo così notevole, che decise di stabilirsi nel Pacifico e, dopo un'ulteriore esplorazione dei vari arcipelaghi e un soggiorno di alcuni mesi a Honolulu (dove finì i due libri sopraccitati), stabilì la sua dimora a Upolu, la principale delle isole Samoa. Qui visse dal 1890 fino alla morte, riverito dagli indigeni che lo chiamavano Tusitala, ("narratore di storie"). A questo periodo risalgono, tra gli altri, il seguito di Kidnapped, Catriona (1893), i Records of a Family of Engineers (uscito postumo nel 1912), quattro racconti dei mari del Sud, pubblicati con il titolo An Island Night's Entertainments (1893), e parecchie ballate, poesie e raccolte d'impressioni.
La morte, probabilmente dovuta a un'emorragia cerebrale, lo colse il 3 dicembre 1894, mentre stava scrivendo un tragico racconto sulla frontiera scozzese, Weir of Hermiston (che verrà pubblicato postumo nel 1896). È sepolto sul monte Vaea, nelle isole Samoa, dove gli fu eretto un monumento funebre. Oggi la casa di Stevenson accoglie una fondazione e un museo in suo onore. Il suo ritratto è un celebre quadro del pittore statunitense Abbott Handerson Thayer. Sulla tomba dello scrittore vennero incisi i versi che egli stesso aveva scritto per sé
qualche anno prima e che aveva voluto come suo epitaffio:
«Sotto il cielo ampio e stellato
Scava la tomba e lasciami giacere
Felice ho vissuto e felicemente muoio
E mi sono sdraiato con una volontà
Questo sia il verso che incidi per me
Qui egli giace dove desiderava essere
A casa è il marinaio, a casa dal mare
E il cacciatore a casa dalla collina»
(Richard Aldington, Portrait of a Rebel - The life and work of R. L. Stevenson, trad. it. Carlo Cossali, Ritratto di un ribelle - Vita e opere di R. L. Stevenson, Milano, Ugo Mursia Editore, 1963, p. 16.)
Stevenson fu essenzialmente un romanziere e, nel genere avventuroso, come ne L'isola del tesoro, rimase insuperato. Tuttavia la sua cultura e la sua educazione lo portavano piuttosto al romanzo storico, a esaltare, sulle orme di Walter Scott, le gloriose vicende della vecchia Scozia, la cui atmosfera seppe evocare pure in terre lontane, in maniera così piena e vera da non far rimpiangere il modello.
Nacquero così Il principe Otto (1885), Kidnapped, probabilmente il migliore della serie, con il suo seguito Catriona, The Black Arrow (1888), The Master of Ballantrae - che presentava, non senza sottigliezze psicologiche, il lungo conflitto attraverso gli anni tra due fratelli eredi di una famiglia nobile scozzese, uno mascalzone e affascinante, l'altro onesto e maleamato, narrato da un
codardo ma tenacissimo e fedele amministratore - e gli incompiuti St. Ives (1897) e Weir of Hermiston. In quest'ultimo, i difetti tipici degli altri romanzi, quali una certa artificiosità di costruzione e un'eccessiva semplificazione, sembrano venir superati, mentre d'altro canto si ha una maggiore caratterizzazione dei personaggi (anche di quelli femminili che, trascurati fino ad allora dall'autore, vengono qui per la prima volta compresi e dipinti con viva penetrazione).
L'autore eccelse anche nel racconto, sia fantastico, come quelli raccolti in The New Arabian Nights e nel seguito The Dynamiter (1885), sia nell'esotico, come pure nel racconto del brivido (alla maniera di Poe) con il suo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, in cui affrontava, in anticipo sulle teorie freudiane, il problema del subconscio e dello sdoppiamento della personalità.
Fu tutt'altro che trascurabile anche la sua produzione poetica, da A Child's Garden of Verses (1885), in cui rivive liricamente le esperienze della sua fanciullezza, a Underwoods (1887), fino a Ballads (1889) e alla raccolta postuma Songs of Travel (1896).
È probabile tuttavia che la migliore produzione di Stevenson, almeno dal punto di vista stilistico, non risieda tanto nei romanzi, nei racconti o nelle liriche, quanto nei saggi, moraleggianti e spontanei, alla maniera dello "Spectator", e soprattutto nelle meravigliose raccolte d'impressioni che accompagnarono le sue peregrinazioni per il mondo, specialmente nelle isole del Pacifico. È nell'affascinante raccolta pubblicata postuma nel 1896, dal titolo In the South Seas, che l'efficacia narrativa e descrittiva dello scrittore raggiunge il massimo splendore e meglio hanno modo di risaltare la sua enorme sensibilità e la sua fresca curiosità. A ciò contribuisce appunto lo stile, non più ornato dagli arcaismi necessari al romanzo storico, eppure ancora di chiara derivazione letteraria, da Thomas Browne e da John Bunyan. Tuttavia, se evidenti sono le derivazioni, il risultato è dei più originali, poiché lo stile di Stevenson, sin dalle prime opere
caratterizzato dalla delicatezza dei ritmi e dalla limpidezza delle frasi, aveva saputo con gli anni acquistare spontaneità e affiancarsi alla scelta del tema esotico nel significare la reazione di Stevenson all'epoca vittoriana, al suo mondo familiare e borghese e al suo stile piatto e uniforme.
Giacché Stevenson, benché vissuto nella seconda metà del XIX secolo, con il suo entusiasmo per il mondo che ci circonda e con il suo stupore e il suo incanto di fronte alla forza e all'intensità di una natura selvaggia e non guastata dalla civiltà, pare piuttosto da accostare all'ardore del primo romanticismo, egualmente lontano dall'ipocrisia vittoriana e dagli eccessi del realismo.
La formazione culturale e umana di Stevenson va ascritta alla sua infanzia, come lui stesso ebbe a dire nell'autobiografico Memoirs of Himself (1880): "Le mie sofferenze quand'ero malato, le gioie della convalescenza... e l'attività innaturale del mio cervello". Con queste parole, infatti, l'autore non solo sintetizza le sue esperienze infantili, ma sembra anche indicare le componenti fondamentali della sua ispirazione letteraria, vale a dire la sofferenza, il gioco e la fantasia. Anche in A Chapter of Dreams, in cui fra l'altro spiega la genesi del Dr. Jekyll and Mr. Hyde, Stevenson richiama alla mente i sogni – talvolta banali, a volte meno strani o informi – che lo tormentavano da bambino: "Una sfumatura d'oscuro di cui non gli importava nulla quando era sveglio, ma che temeva e aborriva nel sogno". Reminiscenze dell'infanzia compaiono, del resto, ripetutamente nell'opera di Stevenson. Basti menzionare The Lantern Bearers, The Manse, Child's Play, e tutte le poesie contenute nella raccolta intitolata A Child's Garden of Verses. Non è facile, tuttavia, stabilire se sia stato il bambino gracile e sognatore a condizionare le scelte letterarie dell'adulto o se lo scrittore abbia cercato nell'infanzia la conferma della propria vocazione per la narrativa fantastica e
avventurosa.
È certo però che una certa influenza sulla formazione di un giovanissimo Stevenson la ebbe l'infermiera-bambinaia "Cummy", a cui dedicò A Child's Garden of Verses, alla quale era stato affidato presumibilmente perché la madre era ammalata. Questa puericultrice aveva, infatti, una forte personalità e convinzioni religiose calviniste che cercò di trasmettere all'autore. Era però anche una donna dalla fervida immaginazione, che sapeva raccontare storie con impeto drammatico, come s'apprende dalla testimonianza indiretta della moglie di Stevenson, contenute nella prefazione alla raccolta di poesie dedicate alla bambinaia.
Dunque dai giochi dell'infanzia (rimasti a sedimentare nella psiche), come il teatrino di Skelt (grandi fogli da ritagliare e colorare per creare scenografie ispirate a Le mille e una notte o alla leggenda di Robin Hood) o da altri, dov'è quasi sempre presente l'elemento avventuroso, riaffioreranno più avanti al momento della creazione artistica quei motivi peculiari alla sua attività di scrittore immaginario e fantastico. In A Chapter on Dreams – un'indagine molto acuta dei processi creativi e forse anche più in generale di quelli psichici – lo scrittore confesserà d'avere come collaboratori instancabili, sia nel sonno sia nella veglia, "quegli uomini che dirigono il teatrino che c'è in ognuno di noi". Invece dagli scritti The Lantern Bearers, in cui descrive gli avventurosi giochi svolti nella sua infanzia, e in Child's Play emerge un'immagine dickensiana dell'infanzia, come età in cui si mescolano terrori e fantasie. Così i ragazzi che si divertono a portare, nascosta sotto una giacca, una lanterna puzzolente di stagno o il bambino che stringe d'assedio una poltrona, come fosse un castello, sono proiezioni mitiche di un mondo perduto che l'adulto può recuperare solo grazie alla capacità di un artista che non obbedisca agli imperativi del realismo, ma lascia libero il bambino
che è in lui.
Una relativa importanza nella formazione dell'autore ebbero anche le storie tratte dalla Bibbia, Il pellegrinaggio del cristiano di Bunyan, il Macbeth di Shakespeare e il Robinson Crusoe di Daniel Defoe.
Stevenson ateo: intorno ai diciassette anni, il bambino gracile, sognatore e timoroso di Dio si tramutò in un giovanotto scapestrato e ribelle, effettuando un apprendistato diverso da quello previsto dal padre e poi professandosi ateo. In quegli anni imparò a conoscere la sua città sia negli aspetti più palesi sia in quelli più nascosti, come si evince dalle descrizioni di Edimburgo: Picturesque Notes e in una dei New Poems. Un simile comportamento, molto frequente nelle famiglie vittoriane negli ultimi decenni del secolo, era principalmente provocato dalla diffusione della teoria evoluzionista di Charles Darwin e dalla sociologia di Herbert Spencer, che inducevano i giovani ad assumere atteggiamenti di ribellione nei confronti della religione e del codice morale repressivo imposto dalla società. Tuttavia un certo pragmatismo di marca puritana rimase in Stevenson sino alla fine della sua vita, insieme a un radicato senso della famiglia, tanto che nella sua opera non sembra emergere alcuna testimonianza di quello scontro fra la vecchia generazione timorata di Dio e avversa alla letteratura e i giovani intellettuali agnostici.
L'incontro, a Cockfield, con Francis Sitwell e con Sidney Colvin, avvenuto nel 1873, fu uno dei momenti più importanti della sua vita, quello che avrebbe determinato le future scelte letterarie dell'autore, mentre nel 1874 entrò al "Sevil Club", dove incontrò importanti personaggi della cultura, tra cui Edmund Gosse e Henry James.
Se il soggiorno a Cockfield gli aprì le porte della scena letteraria, la sosta in Francia gli dischiuse le porte dell'amore e dell'avventura in terre lontane,
proiettandolo concretamente negli spazi che aveva solo percorso con la fantasia. Frutto del soggiorno francese sono, innanzitutto, le opere An Inland Voyage e Travels with a Donkey in the Cévennes, accomunate entrambe dal dichiarato amore per la vita nomade e avventurosa e il mito romantico della solitudine a contatto con la natura. La seconda opera è invece caratterizzata da un tono più serio e meno svagato: il viaggiatore è qui attratto dalla storia tormentata dei luoghi che attraversa, un tempo teatro di sanguinose lotte fra cattolici e protestanti. Ciò gli permette di delineare paralleli con la storia della Scozia e di meditare sul significato e le motivazioni della ribellione dei protestanti e sulla loro vocazione al martirio.
Sempre in Francia incontrò Fanny Osbourne, della quale s'innamorò e che più tardi raggiungerà negli Stati Uniti. Frutto di questo viaggio è la stesura di Amateur Emigrant, opera nella quale Stevenson descrive – fra distacco ironico e coinvolgimento emotivo, tra crudo realismo e slancio sentimentale – le sofferenze, i malanni degli emigranti, ma anche i giochi dei bambini e gli scherzi; insomma un documento realistico dei disagi affrontati da una folla di diseredati per garantirsi la pura sopravvivenza. Il tema degli emigranti fu poi ripreso nell'altrettanto sfortunato resoconto Across the Plains che, nel registrare le traversie degli emigranti durante il lungo e disagevole viaggio in treno dall'Atlantico al Pacifico, demoliva non solo il mito dell'America, ma anche quello della Frontiera che Stevenson aveva conosciuto attraverso i romanzi di James Fenimore Cooper. Entrambe le opere, criticate da Colvin, non ebbero molto successo.
Nel successivo romanzo, Gli accampati di Silverado (The Silverado Squatters, che racconta, sublimando, la sua poco felice luna di miele a Silverado con la
Osbourne), Stevenson, memore della lezione inflittagli da Colvin, attua un processo di sublimazione del reale attraverso lo humour e la fantasia. È così che il soggiorno nella bicocca assediata dalle erbacce, dai crotali e dal pietrisco diventa un'avventura sognata, in un luogo fantastico pieno di luci, suoni e profumi nel quale i protagonisti della vicenda divengono personaggi da fiaba sul punto di prender possesso di un regno incantato. In tal modo vengono anche lasciati fuori gli aspetti riguardanti il rapporto amoroso tra un uomo e una donna, rimanendo così legato alla morale vittoriana.
Chiusasi definitivamente la fase dell'autobiografismo, Stevenson decise di dedicarsi al romance, su cui egli scrisse anche saggi come A Gossip on Romance e A Humble Remonstrance. In essi l'autore difende la narrativa romanzesca o fantastica dagli attacchi degli assertori a oltranza del realismo, mostrando una profonda consapevolezza dei processi psichici e immaginativi che stanno alla base della scrittura: "L'apoteosi e la sublimazione dei sogni ad occhi aperti dell'uomo comune. I suoi racconti possono essere alimentati dalla realtà della vita, ma il loro scopo e la loro caratteristica più vera consisteranno nel rispondere ai desideri inconfessati e indistinti del lettore, a seguire la logica ideale del sogno" (A Gossip on Romance). Inoltre egli continuerà a rivendicare al romanzo d'avventure il compito di far affiorare i desideri inconsci e le fantasie adolescenziali, che si celano sotto l'apparenza pragmatica e moralistica dell'adulto. In A Gossip on Romance compare anche un insistente richiamo al Robinson Crusoe di Defoe (prototipo settecentesco del realistico, ma anche del romanzo d'avventura) il quale, rispetto agli altri rifacimenti (La famiglia Robinson svizzera o L'isola misteriosa di Verne), ha la capacità di conferire anche ai dettagli più banali un fascino irresistibile, in quanto il Robinson Crusoe possiede
tutte le qualità che si richiedono a un romanzo, tranne la capacità pittorica, o anche di evocare immagini fantastiche.
E fu proprio questa capacità evocativa che Stevenson cercò di realizzare in Treasure Island, il cui tema centrale è l'avventura in luoghi esotici, anche se trattasi fondamentalmente di un racconto di formazione: il viaggio iniziatico di Jim Hawkins alla ricerca del tesoro dei pirati, sotterrato in un'isola lontana a forma di drago, compiuto da un gruppo d'inglesi.
Con A Gossip on Romance e A Humble Remonstrance, Stevenson s'inserì prepotentemente in quel dibattito sul romanzo che, nell'ultimo quarto di secolo dell'Ottocento, ha visto contrapporre da un lato i difensori – per esempio Andrew Lang – della narrativa inglese tradizionale, dall'altro le infiltrazioni dei modelli realistici d'oltre Manica. In particolare Flaubert, Zola e quegli scrittori russi, le cui opere si basavano su un profondo scandaglio della psicologia dei personaggi e di racconti improntati a una cupa visione della società e del destino dell'uomo. In questo senso Andrew Lang, sostenendo la necessità di una narrativa carica d'azione e ottimismo, fu sostenuto da Stevenson, secondo il quale "il vero pericolo è che nel tentativo di ritrarre la normalità lo scrittore... sia costretto a scrivere il romanzo della società anziché il romanzo dell'uomo" (A Humble Remonstrance). Il dibattito, tuttavia, non riguardava solo il contrasto tra novel e romance, ma vedeva anche su fronti opposti i sostenitori di un realismo didascalico di derivazione britannica e i propugnatori di un realismo svincolato dai condizionamenti sociali.
Non a caso, dunque, Henry James (in contrapposizione a Walter Besant, fautore invece dell'impegno sociale del romanzo) riaffermava la funzione mimetica della narrativa, nel senso che dovesse essere perfettamente libera, ma interessante.
L'interesse, secondo James, doveva scaturire però dalla struttura interna del romanzo, in ciò trovandosi d'accordo, pur su un diverso fronte, con Stevenson, il quale manifestava in quegli anni un interesse crescente per le questioni tecniche e stilistiche. Non per nulla uno degli aspetti di Treasure Island, maggiormente apprezzati dai critici, era stato appunto la padronanza dello stile, una qualità che si farà sempre più determinante nella narrativa successiva dell'autore. Nell'ambito della saggistica va annoverato anche On Some Technical Elements of Style in Literature, dove Stevenson traccia paralleli e distinzioni fra i ritmi della prosa e i ritmi della poesia, ma soprattutto insiste sull'importanza dei suoni all'interno della frase letteraria accostandola per quest'aspetto alla frase musicale, al punto che gran parte dell'efficacia di un brano di prosa, a suo avviso, deriva dall'uso sapiente degli elementi sonori del linguaggio e dalla capacità dello scrittore di far appello non solo all'occhio, ma anche a "una specie di orecchio interiore, pronto a cogliere tacite melodie". Stevenson insiste però anche sul fatto che non vi deve essere nulla d'ostentato in questi virtuosismi, perché lo stile è perfetto "quando raggiunge il grado più elevato di consapevolezza senza farlo notare". E Stevenson sembra esserci riuscito, secondo Roberto Mussapi, visto che Kidnapped e Treasure Island sono pervase da suggestioni sonore capaci di generare non solo voci e rumori, ma anche immagini. Stevenson, inoltre, non solo imposta il racconto come una ballata, ma v'introduce brani musicali o anche brevi allusioni a motivi popolari scozzesi.
I temi dell'avventura e del mistero si ritrovano in New Arabian Nights, una serie di racconti ispirati alle storie di Sharāzād, nei quali Stevenson ricorre alla finzione di un anonimo arabo per introdurre le sue storie ambientate a Londra (quindi non più
in spazi dilatati ed esotici, ma nell'area più angusta e familiare della città), e imperniati sulla figura di un principe di shakespeariana memoria, Florizel di Boemia. Benché non abbia la vera e propria veste del detective, il protagonista assume di tanto in tanto il ruolo di risolutore d'enigmi e di misteri; inoltre possiede quell'aristocratico distacco di fronte all'abiezione della gente che lo circonda, che è proprio di Sherlock Holmes. A differenza di quest'ultimo, in cui Conan Doyle privilegia l'aspetto razionale e positivista, Stevenson avvolge il protagonista di New Arabian Nights in un alone più vago e favoloso, anche se poi alla fine, con un tocco d'ironia, lo priva del suo trono in Boemia e lo mette a vendere sigari in una tipica tabaccheria londinese. L'autore sembra inoltre tutto proteso a realizzare quella "limpida e schietta atmosfera romanzesca", di cui parla in A Gossip on Romance, e a creare quella suspense in cui tiene avvinto il lettore, sollecitandone la curiosità.
Tale capacità di costruire la suspense, Stevenson non solo la mantenne in una seconda serie di racconti intitolata The Dynamiter, ma anche nei romanzi, specialmente in Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde. È la storia di un uomo, la cui metamorfosi e il cui sdoppiamento di personalità (prima volontario, poi sempre più incontrollabile), avvenuto in seguito ad alcuni esperimenti scientifici (privi di qualsiasi utilità, come li definisce il dr. Lanyon) perpetrati sulla sua persona, sottopone il lettore al manifestarsi degli istinti, pulsioni, manie e comportamenti spregiudicati di Mister Hyde, contrapposti alla parte razionale, controllata e comunemente accettata del dottor Jekyll. Tale sdoppiamento, presente non solo nel protagonista, si rende manifesto anche negli ambienti in cui i vari personaggi si
muovono: un'atmosfera e un'ambientazione gotica nella quale prevalgono il freddo, la notte, la nebbia, il vento e l'intricato labirinto delle strade londinesi (che evocano la logica del mistero, dell'irreale, dell'assurdo e dell'orrore). Conferendo, inoltre, tratti scimmieschi al protagonista, Stevenson sembra aver voluto entrare nel merito dell'ormai dilagante controversia, che aveva coinvolto sociologi, letterati ed ecclesiastici. Il romanzo è, infatti, una testimonianza sconvolgente non solo dell'impatto delle teorie darwiniane sulla moralità vittoriana, ma anche del clima di sfiducia nella scienza e nell'uomo stesso, che si venne creando in Inghilterra verso la fine del secolo, in concomitanza con una vasta crisi economica, politica e sociale. Nella scena finale del romanzo infatti sembrano riemergere appunto le angosce esistenziali dei vittoriani: il timore dell'instaurarsi di un movimento regressivo all'interno del processo evolutivo e la paura di un prepotente riemergere degli impulsi irrazionali della civiltà.
Il tema del doppio è predominante anche nel romanzo storico The Master of Ballantrae, una storia cupa, un resoconto dettagliato dei tragici fatti accaduti in un'antica casa nobiliare scozzese all'indomani dell'insurrezione giacobita del 1745. Tuttavia sul mito più antico della disintegrazione della famiglia s'innesta quello più moderno della disgregazione della personalità. La rivalità fra i due protagonisti/antagonisti, i fratelli Durrisdeer, fisicamente somiglianti (entrambi i fratelli sono scuri perché gli uomini della famiglia Durrisdeer sono neri), ma caratterialmente differenti (il primogenito affascinante, ma dissoluto e dissipatore, e il secondogenito, ligio al dovere, morigerato, ma bruttino e incapace di farsi amare) si configura nel corso della narrativa sempre più come una lotta interiore, un conflitto fra le opposte nature di uno stesso individuo. È dunque l'affinità fisica e la complementarità spirituale a far rientrare i due protagonisti del romanzo nella casistica del doppio. In
particolare il fratello maligno opera una lenta, ma costante persecuzione sul fratello buono, per assorbirlo nella sfera della trasgressione morale, facendo emergere in quest'ultimo i lati oscuri, repressi della personalità dell'altro.
Il malvagio compie, in altre parole, nei confronti del fratello buono quella che di prim'acchito può sembrare un'azione vendicativa, ma che alla lunga si trasforma in un seguito di molestie fini a sé stesse. Ma visto l'apparente insuccesso di quest'azione, cerca di provocarlo ulteriormente insidiandogli la moglie, e questa volta con successo. Il duello, infatti, oltre a mettere di fronte il personaggio e il suo doppio, fa emergere le potenzialità di violenza insite nel personaggio buono e ne rivela le ambiguità morali. Il personaggio buono, pur essendo in un primo momento sconvolto dell'atto delittuoso, tradisce in un secondo tempo il suo disappunto per non esser riuscito a eliminare il rivale. Il finale vede un rovesciamento delle parti, nel quale il fratello perseguitato diventerà il persecutore. E date queste premesse il racconto non può che concludersi con la morte simultanea d'entrambi i fratelli e la loro sepoltura in un'unica tomba in mezzo ad un deserto di ghiaccio.
L'altro tema caro a Stevenson è quello dell'avventura attraverso i mari, presente non solo in Treasure Island, ma anche in Kidnapped (il cui punto di riferimento sembra ancora il Robinson Crusoe di Defoe), le cui vicende toccano i temi romanzeschi del viaggio per mare, della lotta sanguinosa e del naufragio.
L'amore per il mare porterà infine l'autore a trascorrere l'ultima parte della sua vita sulle isole del Pacifico, a rivivere almeno in parte quelle avventure che aveva sognato quand'era in Europa, prendendo nota in un diario d'ogni nuova esperienza e impressione memorabile, che andava facendo nei suoi viaggi. La maggior parte di questa raccolta confluì in quelle lettere dai Mari del Sud (In The South Seas), che
aveva promesso a McClure e che furono poi pubblicate a puntate su riviste americane e inglesi dal 1891, ma anche in altri romanzi, quali The Wrecker o The Beach of Falesà. L'avventura, in ogni caso, non era ormai più concepita a tavolino, ma prendeva forma come esperienza autentica. Per la prima volta, nonostante la sua salute malferma, poteva godere degli spazi aperti e dell'avventura e rivivere fisicamente le esperienze di viaggiatori, come Cook o Darwin. E poteva dar corpo anche alle sue fantasie infantili, impersonando gli eroi dei suoi romanzi preferiti: Robinson, ovviamente, ma anche i ragazzi di Coral Island o della famiglia Robinson svizzera. Nell'approdare alla prima isola lo scrittore rivive le emozioni dei primi esploratori, ma anche di Jim Hawkins, al suo arrivo nell'Isola del Tesoro. Diversamente dal suo personaggio, però, Stevenson non proverà delusioni e rimarrà in questo mondo per il resto della vita, rifiutando esplicitamente il ritorno in patria.
I capitoli di In The South Seas sono pregni delle emozioni provate a contatto con i paesaggi e le figure di un mondo in larga parte ancora primitivo e genuino; lunghe pagine sono poi dedicate anche agli abitanti delle isole, soprattutto agli indigeni, i quali perlopiù vengono connotati positivamente quali eredi della nobiltà dell'uomo non contaminato dalla civiltà, ma che talvolta possono assumere tratti ambigui e inquietanti. Sono rari, tuttavia, i momenti in cui lo scrittore tradisce, nei confronti di quella gente e di quei luoghi, un moto di repulsione, da lui stesso giudicato indegno di un viaggiatore, ma piuttosto una certa curiosità e simpatia. In tal senso si ricollega a Emigrante per diletto, di cui riprende anche la romantica attenzione per gli umili e i diseredati.
Convinto difensore sempre e comunque delle popolazioni polinesiane, non manca di criticare le autorità coloniali, a suo dire causa dei violenti sconvolgimenti operati nel tessuto sociale, denunciando il fatto che, tramite una dura repressione morale, agli abitanti delle Isole Marchesi è stata tolta la gioia di vivere. Ed esprime l'opinione che questa, ancor più del diffondersi delle infezioni e dell'oppio, sia la causa principale della progressiva estinzione di questa razza polinesiana. L'unico caso in cui lo scrittore sembra giudicare utile l'intervento dei bianchi nelle comunità indigene è quello concernente padre Damiano De Veuster, fondatore del lebbrosario di Molokai, il quale aveva contratto la malattia, vivendo a stretto contatto con questi malati.
Dunque l'impressione che si ricava dalla lettura del romanzo è che l'autore, piuttosto che trasmettere al lettore un qualche senso della seduzione di quel mondo, si sia preoccupato di dare una mano per arginare il disfacimento di una cultura.

Opere
Romanzi
1883 - L'isola del tesoro (Treasure Island) // trad. Piero Jahier, Einaudi, 1943 / trad. Angiolo Silvio Novaro, Mondadori 1982 / trad. Libero Bigiaretti, Giunti 1997
1883 - La freccia nera (The Black Arrow. A Tale of the Two Roses) // a cura di Masolino D'Amico, Einaudi 2006 / trad. di Ester Piazza, DeAgostini 2011
1885 - Il principe Otto (Prince Otto. A Romance) // trad. Enzo Giachino, Adelphi 1977 / trad. Masolino D'Amico, Nottetempo 2002
1886 - Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde) // trad. Carlo Fruttero e Franco Lucentini, Einaudi 1996
1886 - Il ragazzo rapito (Kidnapped. Being Memoirs of the Adventures of David Balfour in the Year 1751) // trad. Alberto Mario Ciriello, Garzanti 1976 / trad. Floriana Bossi, Einaudi 1977 / trad. Francesco Saba Sardi, come Rapito, Mondadori 1982
1887 - Ricordo di Fleeming Jenkin (Memoir of Fleeming Jenkin) // trad. Paolo Zanotti, Sellerio 1996
1888 - Il signore di Ballantrae (The Master of Ballantrae. A Winter’s Tale) // trad. Oriana Previtali, Rizzoli 1950 / trad. Giulia Celenza, Garzanti 1978 / trad. Simone Barillari, come Il master di Ballantrae, Nutrimenti 2012
1889 - La cassa sbagliata (The Wrong Box), scritto con Lloyd Osbourne // come Eredità in pericolo, Mondadori, 1941 / trad. Henry Furst, Mursia 1966 / La cassa sbagliata (The Wrong Box), Mattioli 1885, Fidenza 2014 traduzione di Livio Crescenzi  
1892 - Il relitto (The Wrecker), scritto con Lloyd Osbourne // come Il mistero del Turbine Volante, Sonzogno, 1925 / trad. Igor Legati, Einaudi 1991
1893 - Catriona (Catriona. Being Memoirs of the Further Adventures of David Balfour at Home and Abroad), seguito di Kidnapped // trad. Aldo Fulizio, Paoline 1962 / trad. Henry Furst, Mursia 1972 / trad. Andrea Cariello, Leone Editore, 2015 / trad. Maria Grazia Testi Piceni, Landscape Books, 2016
1894 - Il riflusso della marea (The Ebb-Tide. A Trio and a Quartette), scritto con Lloyd Osbourne // a cura di Fabrizio Pasanisi, Sellerio 1994 / trad. Renato Prinzhofer, Bompiani 1997 / trad. Fabrizio Bagatti, Marlin 2006
1896 - Weir di Hermiston (Weir of Hermiston) // trad. Francesco Fenghi, Garzanti 1982 / trad. Giovanna Saffi, Sellerio 1994
1897 - St. Ives (St. Ives. Being the Adventures of a French Prisoner in England), finito da Arthur Quiller-Couch
a cura di Salvatore Rosati, Mursia 1968

Racconti
1877 - Una vecchia canzone (An Old Song) // trad. Ornella De Zordo, in L'incantatrice e Una vecchia storia, Milano, Mursia, 1990, pp. 37–89 / trad. Fabrizio Bagatti, Barbès, 2012; poi Clichy, 2014
1882 - Le nuove Mille e una notte (New Arabian Nights) // Il club dei suicidi (The Suicide Club, 1878), Mattioli 1885, Fidenza 2015 traduzione di Livio Crescenzi  / Il diamante del Rajah (The Rajah’s Diamond, 1878) / Il padiglione sulle dune (The Pavillon on the Links, 1880), Mattioli 1885, Fidenza 2016 traduzione di Livio Crescenzi  / Un tetto per la notte (A Lodging for the Night, 1877) / La porta del sire di Malétroit (The Sire de Malétroits Door, 1878) / La provvidenza e una chitarra (Providence and the Guitar, 1878) / trad. Laura Babini, come Le nuove notti arabe, Casini 1953 / trad. Attilio Brilli, Mondadori 1982, in Romanzi, racconti e saggi / trad. Alessandro Ceni, Einaudi, 1999 / trad. Livio Crescenzi, come Il club dei suicidi e Il padiglione sulle dune, Mattioli 1885, Fidenza 2015-2016 
1885 - Il dinamitardo (More New Arabian Nights: The Dynamiter), scritto con Fanny Osbourne / trad. Enrico Scialoja, Longanesi 1980 / trad. Livio Crescenzi, come Il terrorista, Mattioli 1885, Fidenza 2017 
1887 - Gli allegri compari e altri racconti (The Merry Men and Other Tales and Fables) // Gli Allegri Compari (The Merry Men, 1882) trad. Laura Merletti, Ibis 1995 / trad. Alessandro Ceni, Einaudi 1999 / trad. Fabrizio Pasanisi, prefazione di Dario Pontuale, Nutrimenti 2016 // Will del Mulino (Will o' the Mill, 1878) / trad. Aldo Camerino, Mondadori 1982 // Markheim (Markheim, 1885) / trad. Aldo Camerino, Mondadori 1982 / trad. Marina Vaggi, Interlinea 2001 / trad. Luigi Marfè, Leone Editore, 2013 // Janet la Sbilenca (Thrawn Janet, 1881) / trad. Attilio Brilli, Mondadori 1982 // Olalla (Olalla, 1885) / trad. Aldo Camerino, Einaudi 1974 / trad. Simone Garzella, Passigli 2006 // Il tesoro di Franchard (The Treasure of Franchard, 1883) / trad. Alessandro Ceni, Einaudi 1999 / trad. Daniela Sandid, prefazione di Dario Pontuale, Passigli 2016
1889 - L'incantatrice o L'ammaliatrice (The Enchantress) // trad. Ornella De Zordo, in L'incantatrice e Una vecchia storia, Milano, Mursia, 1990, pp. 13–36 / trad. Alessandro Ceni, in I racconti, Torino, Einaudi, 1999, pp. 767–85
1893 - Gli intrattenimenti delle notti sull'isola (Island Nights' Entertainments): La spiaggia di Falesà (The Beach of Falesà, 1892); Il diavolo nella bottiglia (The Bottle Imp, 1891); L’isola delle voci (The Isle of Voices, 1893) / trad. Attilio Brilli, Mondadori 1982 / trad. Alessandro Ceni, Einaudi 1999
1896 - Favole (Fables) // trad. Aldo Camerino, Einaudi 1960 / trad. Daniela Fink, Le lettere 1992
1905 - Tales and Fantasies (pubblicato postumo): (The Story of a Lie, 1879); Il trafugatore di salme (The Body Snatcher, 1884) / trad. Attilio Brilli, Mondadori, 1985 / trad. Alessandro Ceni, Einaudi, 1999 (in I racconti) / trad. Livio Crescenzi, Mattioli 1885, Fidenza 2016; Le avventure di John Nicholson (The Misadventures of John Nicholson: A Christmas Story, 1887) / trad. Piero Pignata, Passigli, 2010

Teatro con William Ernest Henley:
1880 - Deacon Brodie or The Double Life
1884 - Beau Austin
1884 - The Admiral Guinea
1885 - Macaire
Teatro con Fanny Osbourne:
1915 - The Hanging Judge

Poesie
1882 - Moral Emblems and Other Poems / trad. parziale Roberto Mussapi e Teresa Sorace Maresca in Poesie, Mondadori 1997 / trad. racconto Il pirata e il farmacista Damiano Abeni, Orecchio Acerbo 2013
1885 - Un giardino di versi (A Child’s Garden of Verses) / trad. Francesco Saba Sardi, Mondadori 1987 / trad. Roberto Mussapi, come Il mio letto è una nave, Feltrinelli, 1997 / trad. Raul Montanari, Nutrimenti 2010
1887 - Underwoods (38 poesie in inglese e 16 in scozzese)
1887 - Ticonderoga: A Legend of the West Highlands
1891 - Ballads: The Song of Rahero. A Legend of Tahiti; The Feast of Famine. Marquesan Manners; Ticonderoga. Una leggenda delle Highlands occidentali (Ticonderoga. A Legend of the West Highlands, 1887) / trad. Roberto Mussapi in Poesie, Mondadori 1997; Heather Ale; Christmas at Sea
1896 - Canti di viaggio (Songs of Travel and Other Verses) // trad. Luigi Marfè, ETS 2019
1898 - Quattordici preghiere scritte a Vailima e un sermone di Natale: Prayers Written at Vailima; A Christmas Sermon / trad. Edoardo Albinati, Stampa alternativa 1992
1918 - New Poems
2003 - Collected Poems, a cura di Roger C. Lewis

Saggi e viaggi
1878 - Viaggio nell'entroterra in canoa tra Belgio e Francia (An Inland Voyage) // trad. Donatella Tonitto e Marco Bettini, Muzzio 1991
1879 - Viaggio nelle Cévennes in compagnia di un asino (Travels with a Donkey in the Cévennes) // trad. Piero Pignata, Ibis 1992
1879 - Edimburgo e tre passeggiate a piedi a zonzo tra Scozia e Inghilterra (Edinburgh: Picturesque Notes)  // trad. Valeria Bellazzi, Muzzio 19961882 - Familiar Studies of Men and Books: Victor Hugo’s RomancesM Some Aspects of Robert Burns; Walt Whitman; Henry David Thoreau. His Character and Opinions; Yoshida-Torajiro; François Villon Student Poet and House-Breaker; Charles of Orleans; Samuel Pepys; John Knox and Women / trad. parziale Daniela Fink, come L'isola del romanzo, Sellerio 1987; The Old and New Pacific Capitals; Una chiacchierata sul romanzesco (A Gossip on Romance) / trad. Attilio Brilli, Mondadori, 1982
1883 - Gli accampati di Silverado (The Silverado Squatters. Sketches from a Californian Mountain) / trad. Attilio Brilli, Studio Tesi 1985
1883 - Una nota sul realismo (A Note on Realism) / trad. Attilio Brilli, Mondadori, 1982
1884 - La casa ideale (The Ideal House) / trad. Attilio Brilli, Mondadori, 1982
1887 - I lanternai (The Lantern-Bearers) / trad. Roberto Birindelli, Mondadori, 1982
1887 - Memories and Portraits / Straniero in patria (The Foreigner at Home)
Alcuni ricordi di collegio (Some College Memories)
Vecchia morte (Old Mortality)
Una rivista di collegio (A College Magazine)
Un vecchio giardiniere scozzese (An Old Scotch Gardener)
Pastorale (Pastoral)
La casa parrocchiale (The Manse)
Ricordi di un isolotto (Memories of an Islet)
Thomas Stevenson (Thomas Stevenson Civil Engineer)
Conversazioni e conversatori (Talk and Talkers)
Il carattere dei cani (The Character of Dogs)
Semplici un centesimo e colorate due soldi (A Penny Plain and Twopence Coloured)
A Gossip on a Novel of Dumas’s
A Gossip on Romance
A Humble Remonstrance
trad. parziale Flaminia Cecchi, come Memorie, Editori riuniti 1997
trad. parziale Daniela Fink, come L'isola del romanzo, Sellerio 1987
1889 - Nei mari del sud (In the South Seas) / trad. Corrado Alvaro, Arcana, 1989
1890 - Lettera al dottor Hyde (Father Damien: an Open Letter to the Rev. Dr. Hyde of Honolulu) / a cura di Athos Bigongiali, Sellerio 1994
1891 - Virginibus Puerisque (Virginibus Puerisque, and Other Papers) / trad. parziale a cura di Andrea Minucci, Robin 2004
1892 - Attraverso le pianure (Across the Plains) / trad. Giovanna Mochi, in Emigrante per diletto, Einaudi 1987
1892 - L'isola di Samoa. Note a piè di pagina della storia (A Footnote to History, Eight Years of Trouble in Samoa) // trad. Fabio Macherelli, Shakespeare and company 1995 / trad. e cura di Fabrizio Bagatti, Otto anni di guai. Una nota in margine alla storia, Clichy 2016
1893 - Records of a Family of Engineers
1895 - Emigrante per diletto (The Amateur Emigrant) / trad. Giovanna Mochi, Einaudi 1987 / trad. Teresa Bertuzzi, Nova Delphi 2018
1905 - Essays of Travel / trad. parziale Valeria Bellazzi, come Appunti di viaggio in Francia e Svizzera, Muzzio 1998
L'isola del romanzo, trad. Daniela Fink, Sellerio, 1987
Alcuni elementi tecnici dello stile nella letteratura (On Some Technical Elements of Style in Literature, 1884)
I libri che hanno avuto influenza su di me (Books Which Have Influenced Me, 1887)
Un'umile rimostranza (A Humble Remonstrance, 1887)
A proposito di un romanzo di Dumas (A Gossip on a Novel of Dumas’s, 1887)
I romanzi di Giulio Verne (Jules Verne’s Romances)
I "romances" di Victor Hugo (Victor Hugo’s Romances)
Le opere di Edgar Allan Poe
Walt Whitman (Walt Whitman)
Samuel Pepys (Samuel Pepys)
"Gentlemen" e letteratura (Gentlemen)
1905 - The Art of Writing
1906 - Essays
1905 - L'arte della scrittura / trad. Francesca Frigerio, Mattioli 1885, Fidenza 2009

lunedì 1 aprile 2024

OUREDNIK Patrick (1957 - viv.)

 

Patrik Ouředník
 (Praga, 23 aprile 1957) è uno scrittore, poeta, saggista e drammaturgo ceco e francese.
Patrik Ouředník trascorre la giovinezza nella Cecoslovacchia degli anni ‘70, nel pieno della normalizzazione che aveva messo fine alle speranze della Primavera di Praga. Firmatario della Petizione per la liberazione dei prigionieri politici ed editore di samizdat, è escluso dall'Università per “non-conformità ideologica”. Nel 1984 si esilia in Francia, dove vive da allora.
Tutta l'opera di Patrik Ouředník – dizionari “non convenzionali”, saggi, romanzi, poesie, parodie – è segnata dall'interesse per le idee, i pregiudizi e gli stereotipi, esaminati attraverso la lingua, espressione, a suo avviso, de “la verità di un'epoca”: «Quanto a me, cerco di applicare un principio un po' diverso, a partire dal presupposto che è possibile prendere come sinonimo della “verità di un'epoca” la lingua di quell'epoca, in altre parole, prendere un certo numero di tic linguistici, stereotipi e luoghi comuni e fare in modo che agiscono e si confrontino allo stesso modo dei personaggi di un racconto tradizionale».
Principali opere in prosa
Anno ventiquattro (1995) riprende i “giochi di memoria” di Joe Brainard e Georges Perec. La base di queste “discese” nella memoria dell'autore consiste di ricordi frammentari, introdotto dalla formula “mi ricordo”. Da questi sprazzi di memoria, relativi agli anni 1965 - 1989, l'autore fa riemerge delle istantanee o della propria vita o di ciò che si conviene di chiamare i “grandi” avvenimenti della società. Lascia intravedere cliché specifici di una situazione particolare, dettagli imperituri, frammenti di discorso, truismi, tic attraverso il prisma del soggetto e del “vissuto” dell'autore. Lo sguardo di Ourednik rimane individualizzato, caratterizzato, senza tuttavia emettere giudizio alcuno sugli eventi. L'epoca si smaschera da sé, attraverso la sua lingua, che si ritrova improvvisamente sotto il microscopio dell'autore, sottratta al suo contesto di comunicazione collocato nel tempo.
Europeana (2001) propone, come dice il suo sottotitolo, una “breve storia del ventesimo secolo”, raccontata non da un punto di vista oggettivo, ma come “dal basso”. Il racconto non segue la linearità cronologica, non costruisce una gerarchia tra gli eventi dell'epoca, non cerca legami di causa-effetto, e infine personifica la storia. Sulla scorta di Bouvard e Pécuchet[3], al cuore di Europeana si trova la “lingua del XX secolo”: discorsi diffusi e indifferenziati, concentrati e sistematizzati, che richiamano, indistintamente, in un inventario assurdo che va dalla prima guerra mondiale al Millennium bug, la morte di Dio e la televisione, Buchenwald e positivismo, l'emancipazione delle donne e l'invenzione della scala mobile.
Istante propizio, 1855 (2006). Si ritrova lo stesso progetto di scrittura – la resa della “verità di un'epoca” con l'adozione della sua “lingua” specifico, la sola che possa renderla udibile – Istante propizio, 1855, liberamente ispirato a un'esperienza anarchica tentata in Brasile nel 1890, racconto polimorfo di un'utopia libertaria che si perde in chiacchiere. Come già Europeana, Istante propizio ripercorre le manifestazioni della stupidità umana ponendosi al loro interno: scorciatoie di pensiero e formule preconfezionate, espressioni ideologiche di un tempo, truismi universali.
In Caso irrisolto (2006), definito dal suo postfatore come “falso giallo ma vero thriller metafisico”, Ourednik ritorna a Praga, la capitale di un “nuovo paese senza nome”. Aprendosi come un testo di Queneau, il romanzo si rivela a poco a poco una trappola per il lettore: frustrando le aspettative del “romanzo”, Caso irrisolto elude il conformismo romanzesco. Sempre secondo il postfatore, «Ourednik è stato in grado di portare a compimento […] il progetto flaubertiano di scrivere un libro su nulla». Ourednik stesso aveva indicato una pista in un'intervista concessa nel 2007 alla rivista «Labyrint»: «Come scrivere su nulla? Cos'è nulla? Un vuoto riempito della lingua in senso sia proprio che figurato. L'illusione di un'esistenza degna di essere espressa, l'illusione di una storia degna di essere raccontata, l'illusione di una
coerenza degna di essere dimostrata. La vita umana nelle sue tre forme: io esisto (esistenza), vado da un punto a un altro (storia), un senso emerge (coerenza). Questo libro ci potrebbe anche intitolarsi Se solo»
La fine del mondo sembra non sia arrivata (2017) è il secondo libro di Ourednik scritto in francese. Il romanzo è ambientato in un futuro prossimo, “dopo la fine del mondo”. Il protagonista, Gaspard Boisvert, traduttore di letteratura americana, in seguito a un malinteso diventa consigliere del “presidente americano più stupido della storia del Paese” (innominato). La vicenda di Gaspard, di origine giudeo-ucraina per parte di madre, ma forse anche nipote di Adolf Hitler per parte di padre, permette a Ourednik di sviluppare delle riflessioni sul mondo contemporaneo e di “chiudere i conti con un certo modo di raccontare la storia e di raccontare il presente” (come scrive Jean Montenot nella postfazione), “sovvertendo i codici della scrittura, moltiplicando i giochi di prospettiva, le sciarade, i cliché, le frasi fatte, mescolando ora verità con mezze verità se non con assurdità patenti, ora forzando i limiti, sempre al servizio di un'ironia deliziosa e devastante”. Alla fine del romanzo, Gaspard è colpito da amnesia e questa perdita di memoria si estende senz'altro, per analogia, al mondo occidentale nel suo complesso.

Opere
Romanzi
Rok čtyřiadvacet, Praga, 1995 (Anno ventiquattro, eSamizdat, Padova, 2009)
O princi Čekankovi, jak putoval za princeznou, Praga, 1995 (Le avventure straordinarie del principe Cicoria)
Pojednání o případném pití vína, Praga, 1995 (Trattato sul buon uso del vino, Duepunti, Palermo, 2009; La Vita felice, Milano, 2020)
Europeana. Stručné dějiny dvacáteho věku, Praga, 2001 (Europeana. Breve storia del XX secolo, Duepunti, Palermo, 2005; Patrik Ourednik - Quodlibet, Quodlibet, Roma, 2017)
Příhodná chvíle, 1855, Praga, 2006 (Istante propizio, 1855, Duepunti, Palermo, 2007; Istante propizio, 1855 - Exorma Exorma Edizioni, Roma 2018.)
Ad acta, Praga, 2006 (Caso irrisolto, Keller, Milano, 2016)
Histoire de France. À notre chère disparue, Parigi, 2014 (Storia di Francia. Alla nostra cara estinta)
La fin du monde n'aurait pas eu lieu, Parigi, 2017 (La fine del mondo sembra non sia arrivata, Quodlibet, Roma, 2018)

Poesia
Anebo, Praga, 1992 (Oppure)
Neřkuli, Praga, 1996 (Tanto più)
Dům bosého, Praga, 2004 (La casa dello scalzato)
Básně zčásti v próze, Brno, 2003 (Poesie parzialmente in prosa, eSamizdat, Padova, 2005)

Drammi
Dnes a pozítří. Rozhovory pěti přeživších, Praga, 2011 (Oggi e dopodomani. Discorsi di cinque sopravvissuti, Duepunti, Palermo, 2011)

Saggi
Hledání ztraceného jazyka, Praha, 1997 (Alla ricerca della lingua perduta)
Utopus to byl, kdo učinil mě ostrovem, Praga, 2010 (Utopus in persona mi fece isola)
Svobodný prostor jazyka, Praga, 2013 (Sul libero esercizio del linguaggio)
Antialkorán. Nejasný svět T.H., Praga 2018 (Antialcorano. Lo strano mondo di T.H.)

Lessicografia
Šmírbuch jazyka českého. Slovník nekonvenční češtiny, Parigi, 1988 (Librosceno della lingua ceca: Un dizionario del ceco non convenzionale)
Aniž jest co nového pod sluncem. Slova, rčení a úsloví biblického původu, Praga, 1994 (Niente di nuovo sotto il sole: Parole, frasi e modi di dire di origine biblica)
Klíč je ve výčepu, Praga, 2000 (Chiedere la chiave al bar)

Altri
Des 112 façons desquelles on peut faire rouler un tonneau à huile, Limomges, 1999 (Le 112 maniere in cui si può far rotolare una botte d'olio, + Le 112 maniere in cui si può far rotolare una botte d'olio), con Jiří Pelán
Des 55 espèces de brodequins dont on peut s'entourer les pieds en hiver, Limoges, 2001 (I 55 tipi di calzature con le quali si possono avvolgere i piedi d'inverno), con Jiří Pelán

BROOKS Geraldine (1955 - viv.)

  Geraldine Brooks  (Sydney, 14 settembre 1955) è una scrittrice e giornalista australiana naturalizzata statunitense, vincitrice del Premio...