J. D. Salinger,
all'anagrafe Jerome David Salinger (New York, 1º
gennaio 1919 – Cornish, 27 gennaio 2010) è
stato uno scrittore statunitense. È divenuto celebre
per aver scritto Il giovane Holden (The Catcher in the
Rye), romanzo di formazione che ha riscosso un'enorme
popolarità fin dalla sua pubblicazione, nel 1951, per poi
divenire un classico della letteratura americana.
I temi principali nei lavori di Salinger sono la descrizione dei
pensieri e delle azioni di giovani disadattati, adolescenti sempre
silenziosi che non esprimono ciò che provano, la capacità di
redenzione che i bambini hanno su questi, e il disgusto per la
società borghese e convenzionale. Salinger fu uno degli ispiratori
del movimento letterario della Beat Generation, insieme ad altri
autori.
Salinger partecipò poco più che ventenne alla seconda guerra
mondiale e fu tra i primi soldati americani ad entrare in
un lager nazista, esperienza che lo segnò.
Nel 1953 lasciò New York, andando a Cornish,
riducendo i contatti umani fino a vivere da recluso a partire
dal 1980, forse a causa della difficoltà ad adattarsi alle luci
della ribalta.
Salinger era conosciuto per la sua natura schiva e riservata, e
spesso fu descritto come un misantropo[2]; in cinquant'anni
rilasciò pochissime interviste: nel 1953 ad una
studentessa per la pagina scolastica The Daily Eagle di
Cornish, nel 1974 al The New York Times la sua
ultima intervista. Non effettuò apparizioni pubbliche, né pubblicò
nulla di nuovo dal 1965 (anno in cui apparve sul New
Yorker un ultimo racconto) fino alla morte, benché avesse
continuato a scrivere.
Jerome David Salinger nacque a New York il 1º gennaio
del 1919, secondogenito dei due figli di Solomon "Sol"
Salinger, un commerciante d'origini ebraico-lituane, e di
Miriam Salinger (nata Marie Jillich), una casalinga
d'origini tedesche, scozzesi ed irlandesi,
convertitasi all'ebraismo in occasione delle nozze. Sin dal
momento della conversione, la madre si considerò sempre un'ebrea e
Salinger venne a conoscenza delle proprie origini "gentili"
solamente in seguito alla celebrazione del bar mitzvah[8]. Aveva
una sorella maggiore, Doris (1911–2001).

Il giovane Salinger frequentò le scuole pubbliche nell'Upper West
Side di Manhattan e completò gli studi di base presso
la McBurney School, dopodiché fu ben felice di sottrarsi
all'iperprotettività della madre iscrivendosi al Valley Forge
Military Academy and College di Wayne,
in Pennsylvania. Nonostante avesse già in precedenza
scritto sul giornalino scolastico della McBurney, è alla Valley
Forge che Salinger iniziò a scrivere racconti "la notte,
sotto le coperte, con l'aiuto di una pila elettrica."
Si iscrisse poi come matricola all'Università di New York, ma nella
primavera successiva abbandonò i corsi per accettare un lavoro su
una nave passeggeri. In autunno si convinse ad apprendere il lavoro
del padre nel settore dell'importazione di carne, e fu mandato presso
la filiale di Vienna della società, dove perfezionò la
conoscenza del francese e del tedesco.
Lasciò l'Austria appena un mese prima che il Paese
venisse annesso alla Germania nazista, il 12 marzo 1938.
L'autunno seguente frequentò l'Ursinus College di Collegeville,
ma lo fece soltanto per un semestre. Nel 1939 frequentò
poi il corso serale di scrittura della Columbia University. Il
suo insegnante era Whit Burnett, a lungo direttore della
rivista Story Magazine. Nel corso del secondo semestre Burnett
capì che quel giovane autore aveva talento e, nel numero di
marzo/aprile 1940 della rivista, pubblicò il racconto di
debutto di Salinger, un breve ritratto di alcuni giovani senza uno
scopo nella vita intitolato The Young Folks. Burnett e Salinger
da allora rimasero a lungo in contatto epistolare, anche se un
insieme di incomprensioni, alcune causate dalla proposta di
pubblicare una raccolta di racconti a sua volta intitolata The
Young Folks, finì per allontanarli.
Nel 1941 Salinger iniziò una relazione sentimentale
con Oona O'Neill, figlia di Eugene O'Neill, a cui scriveva
ogni giorno lunghissime lettere. La relazione finì quando Oona
iniziò a frequentare Charlie Chaplin. Salinger fu sorteggiato
per servire sotto le armi nel 1942 e, con il 12º
reggimento di fanteria degli Stati Uniti,
partecipò ad alcune delle
più dure battaglie della seconda guerra mondiale, tra cui lo
sbarco a Utah Beach nel D-Day e la battaglia
delle Ardenne. Durante l'avanzata dalla Normandia verso
la Germania conobbe Ernest Hemingway, allora
corrispondente di guerra da Parigi, e rimase in contatto
epistolare con lui. Dopo aver letto gli scritti di Salinger,
Hemingway commentò: "Gesù! Ha un talento straordinario!".
Fu assegnato al servizio di controspionaggio, nell'ambito del
quale interrogò i prigionieri di guerra, mettendo a frutto la
propria conoscenza delle lingue. Fu tra i primi soldati ad entrare in
un campo di concentramento liberato dagli alleati, forse
uno dei sotto-campi di Dachau. In seguito disse alla figlia "È
impossibile non sentire più l'odore dei corpi bruciati, non importa
quanto a lungo tu viva." Questa esperienza, forse, lo
segnò duramente sotto il profilo emotivo (dopo la sconfitta della
Germania fu ricoverato per alcune settimane in ospedale per curare
una sindrome da reazione allo stress del combattimento) ed è
probabile che si sia servito dei propri ricordi di guerra in molti
dei suoi racconti, come For Esmé with Love and Squalor, narrato
in prima persona da un soldato rimasto traumatizzato. Sia nel corso
della sua esperienza di guerra che quando questa ebbe termine,
continuò a pubblicare racconti su riviste di alto profilo
come Collier's Weekly e il Saturday Evening Post.
Dopo la fine della guerra, Salinger si offrì per trascorrere un
periodo di sei mesi dedicato all'attività di de-nazificazione della
Germania, nel corso del quale incontrò una donna tedesca di nome
Sylvia Welter che poi sposò nel 1945. La portò con sé negli
Stati Uniti, ma il matrimonio fallì dopo appena otto mesi e Sylvia
tornò in Germania. Nel 1972, mentre era assieme a sua
figlia Margaret,
ricevette una lettera da parte di Sylvia. Guardò la
busta, la stracciò e la gettò via. Disse che era la prima volta che
riceveva sue notizie da quando l'aveva lasciato, ma "quando
aveva chiuso con una persona, aveva chiuso per sempre".
Nel 1948 Salinger propose al The New Yorker un
breve racconto intitolato Un giorno ideale per i pescibanana.
Alla redazione della rivista, nota per essere severa nei giudizi,
rimasero così impressionati dalla "eccezionale qualità del
racconto" che i suoi curatori editoriali lo
accettarono immediatamente per la pubblicazione e fecero firmare allo
scrittore un contratto che concedeva loro il diritto di prelazione su
tutti i suoi futuri lavori. L'entusiasmo con
cui Bananafish fu accolto, unito al fatto che a Salinger
non piaceva che i racconti fossero modificati dai "furbastri",
spinse lo scrittore a pubblicare i suoi lavori quasi esclusivamente
sul The New Yorker. Bananafish tuttavia non
rappresentava in realtà la prima volta che Salinger entrava in
contatto con la rivista; nel 1942 avevano accettato di
pubblicare un racconto intitolato Slight Rebellion off Madison,
in cui era presente un personaggio semi-autobiografico
chiamato Holden Caulfield. Il racconto però non venne poi
pubblicato a causa della guerra. Slight Rebellion era
collegato a varie altre storie che avevano come protagonista la
famiglia Caulfield, ma il punto di vista con cui vennero affrontate
si spostò poi dal fratello maggiore, Vince, al minore, Holden.
Salinger aveva confidato a varie persone che sentiva che il
personaggio di Holden meritava di essere il protagonista di un
romanzo. Nel 1951 uscì quindi Il giovane Holden, che
riscosse un immediato successo, anche se le prime reazioni della
critica non furono unanimi nel giudicarlo positivamente. Nel 1953,
in un'intervista rilasciata ad un giornalino scolastico, Salinger
ammise che il romanzo era "una specie di autobiografia",
spiegando che "la mia adolescenza fu molto simile a quella del
ragazzo del libro.... è stato un grande sollievo parlarne alla
gente."
Il romanzo è dominato dal personaggio di Holden, complesso e ricco
di sfumature, e la trama è in sé piuttosto semplice. Divenne famoso
per l'eccezionale abilità di Salinger nel cogliere i più complessi
particolari e dettagli, per la cura delle descrizioni, per il tono
ironico e per le atmosfere tristi e disperate con cui viene
dipinta New York.
Tuttavia, alcuni lettori si scandalizzarono per il fatto che Salinger
affrontava la religione in termini critici e dissacratori e parlava
di sesso nell'adolescenza in modo aperto e disinvolto: la popolarità
del libro iniziò così a vacillare. Diversi critici sostennero che
il libro non andava considerato come un'opera letteraria seria,
motivando l'opinione con il tono spontaneo ed informale con cui era
scritto. Il romanzo fu vietato dalla censura in alcuni
paesi ed in alcune scuole statunitensi per il suo uso disinvolto di
un linguaggio volgare: la parola goddamn (It.
"maledizione!") vi compare 255 volte insieme ad un certo
numero di fuck (It. "cazzo!"); sono inoltre
presenti alcune situazioni piuttosto scabrose, come l'incontro con
una prostituta.
Il romanzo è comunque tuttora popolarissimo, specialmente negli
Stati Uniti, dove è considerato una perfetta descrizione
dell'angoscia adolescenziale. È piuttosto facile trovare Il
giovane Holden nella lista delle letture obbligatorie per gli
studenti delle scuole superiori.
Nel luglio del 1951 il suo amico e curatore editoriale
del New Yorker William Maxwell, in un articolo sulla
rivista Book of the Month Club News, chiese a Salinger di
spiegare quali fossero le sue influenze letterarie. Salinger disse:
"Uno scrittore, quando gli viene chiesto di parlare della sua
arte, dovrebbe alzarsi in piedi e gridare forte semplicemente i nomi
degli autori che ama. Io
amo Kafka, Flaubert, Tolstoj, Čechov, Dostoevskij, Proust, O'Casey, Rilke, Garcia
Lorca, Keats, Rimbaud, Burns, E. Brontë, Jane
Austen, Henry James, Blake, Coleridge. Non farò alcun
nome di autori ancora in vita. Penso che non sia giusto."
Nel 1953 Salinger pubblicò una raccolta di sette racconti
tratti dal The New Yorker (tra di essi c'è Bananafish)
oltre ad altri due che la rivista aveva rifiutato. La raccolta fu
pubblicata con il titolo di Nove racconti. Anche questo libro
riscosse molto successo, anche se lo scrittore, già restio a
pubblicizzare i suoi lavori, non avrebbe permesso al curatore
editoriale di ritrarre i suoi personaggi nelle illustrazioni della
sovraccoperta perché i lettori non si creassero idee preconcette
sull'aspetto che avrebbero dovuto avere.
Dopo aver raggiunto una grande notorietà grazie a Il giovane
Holden, Salinger si rinchiuse gradualmente in se stesso. Nel 1953 si
trasferì da New York a Cornish, nel New Hampshire. Nel
periodo successivo al trasferimento nella cittadina si mostrò
relativamente socievole, in particolare con gli studenti della
Windsor High School, che frequentemente invitò a casa sua per
ascoltare dischi e discutere di problemi scolastici. Una di
questi studenti, Shirley Blaney, convinse Salinger a concederle
un'intervista per la pagina dedicata alla scuola del The Daily
Eagle, il quotidiano locale. Tuttavia, dopo che l'intervista di
Blaney apparve in "magnifica evidenza" nella parte del
giornale dedicata agli editoriali, Salinger interruppe ogni contatto
con gli studenti senza alcuna spiegazione. Si fece inoltre
vedere in città con frequenza molto minore, e prese a frequentare un
solo amico, il giurista Learned Hand, ma anch'egli in modo
piuttosto irregolare.
Nel giugno del 1955, a 36 anni, sposò la studentessa Claire
Douglas. In dicembre nacque Margaret, e nel 1960 nacque Matt.
Salinger insistette perché Claire abbandonasse gli studi, solo
quattro mesi prima di laurearsi, e andasse a vivere con lui, cosa che
la ragazza fece. Alcuni particolari del racconto Franny,
pubblicato nel gennaio 1955, sono ispirati a Claire, tra cui il fatto
che Claire possedeva una copia del libro Racconti di un
pellegrino russo. Sia per l'isolamento della località in
cui vivevano che per l'inclinazione personale dello scrittore,
finirono per trascorrere lunghi periodi di tempo senza praticamente
mai vedere nessuno. La figlia Margaret racconta che la madre ammise
che vivere con Salinger non era facile, sia per l'isolamento sia per
il suo carattere dominante; inoltre era gelosa del fatto che la
figlia la stesse sostituendo come affetto principale per il
marito.
La piccola Margaret era ammalata la maggior parte del tempo, ma
Salinger, che seguiva i dettami della Chiesa scientista,
rifiutava di portarla da un medico. Anni dopo Claire confessò a
Margaret che aveva praticamente superato il limite di rottura, e
aveva progettato di ucciderla per poi suicidarsi. Stava per succedere
durante un viaggio a New York in compagnia del marito. Claire prese
la figlia dall'hotel in cui alloggiavano e fuggì con lei; dopo
alcuni mesi Salinger riuscì a convincerla a tornare a Cornish.
Salinger pubblicò Franny e Zooey nel 1961, e Alzate
l'architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione nel 1963.
Quattro lunghi racconti - due per ogni volume - in cui si sviluppava
la saga della famiglia Glass, ovvero dei fratelli Seymour (già
protagonista del racconto Un giorno ideale per i pescibanana),
Buddy, Walter, Waker, Franny, Zooey e Boo Boo.
Nonostante il Time magazine nel 1961 avesse scritto che la
saga "è lontana dall'essere completa....Salinger intende
scrivere una trilogia sui Glass" da allora fino ai suoi
ultimi giorni Salinger ha pubblicato soltanto un racconto. Il suo
ultimo lavoro è stato Hapworth 16, 1924, un breve romanzo
epistolare, scritto sotto la forma di una lunga lettera scritta dal
campo estivo dal piccolo Seymour Glass, di sette anni. Proprio
in quel periodo la situazione di isolamento da amici e parenti in cui
Salinger costringeva la moglie - Margaret in seguito scrisse che era
una "prigioniera virtuale" - spinse Claire a
separarsi: era il settembre del 1966. Il divorzio fu
ufficializzato nell'ottobre 1967.
Nel 1972, a 53 anni, ebbe per un anno una relazione con la
diciottenne scrittrice Joyce Maynard, che già pubblicava per la
rivista Seventeen. Il New York Times aveva chiesto a
Maynard di scrivere un articolo per loro che, quando il 23 aprile
1972 fu pubblicato col titolo di "An Eighteen Year Old Looks
Back On Life" l'aveva resa la celebrità del momento.
Salinger le scrisse una lettera, mettendola in guardia sui rischi che
la fama comporta. Dopo che si furono scambiati 25 lettere, l'estate
successiva al primo anno trascorso all'Università Yale, Maynard andò
da Salinger.
Quell'autunno Maynard non tornò a Yale e passò dieci mesi a casa di
Salinger a Cornish; la relazione finì, disse in seguito Salinger
alla figlia Margaret, perché la ragazza voleva figli e lui invece
non sopportava di nuovo bambini reali (al
contrario dei bambini immaginari che compaiono nei suoi
scritti). Maynard lo descrisse come un egoista incapace di
amare.
Salinger continuò a scrivere con regolarità, per qualche ora tutte
le mattine; secondo Maynard entro il 1972 aveva già
completato due nuovi romanzi. In una delle rare interviste,
concessa al The New York Times nel 1974, lo scrittore
spiegò: "Non pubblicare mi dà una meravigliosa
tranquillità...Mi piace scrivere. Amo scrivere. Ma scrivo solo per
me stesso e per mio piacere."
Pare che diverse volte, negli anni settanta sia stato sul
punto di pubblicare uno dei nuovi scritti, ma che abbia cambiato idea
all'ultimo momento. Nel 1978 la rivista Newsweek scrisse
che Salinger, mentre partecipava ad una festa in onore di un vecchio
commilitone, disse che aveva da poco completato un "libro lungo
e romantico ambientato durante la seconda guerra mondiale",
ma non si sa nient'altro. Nella sua biografia Margaret Salinger ha
descritto l'accurato sistema di archiviazione che suo padre usava per
i manoscritti che non pubblicava: "Un contrassegno rosso
significa, se muoio prima di averlo finito pubblicatelo così com'è,
uno blu significa pubblicatelo ma prima sottoponetelo a revisione, e
così via."ì
Tentò di sfuggire alla visibilità ed alla pubblica attenzione il
più possibile, a proposito scrisse che "Il desiderio che uno
scrittore ha di anonimato-oscurità è la seconda dote più
importante che gli sia stata affidata". Tuttavia
dovette continuare a lottare contro le indesiderate attenzioni che
riceveva come personaggio entrato nella cultura popolare. Decine di
studenti e semplici lettori andarono fino a Cornish solo per riuscire
a vederlo di sfuggita. Alcuni scrittori gli inviarono dei loro
manoscritti. Negli anni settanta e ottanta, lo scrittore Franz
Douskey, solitario quanto lui e suo vicino di casa, prese l'abitudine
di sviare i turisti mandandoli per una serie di stradine sterrate
allontanandoli da casa Salinger ed indirizzandoli nelle cittadine
circostanti. I fotografi scatteranno molte foto non autorizzate di
lui durante momenti della sua vita quotidiana, come ad esempio le sue
passeggiate o l'uscita da un negozio (una foto del 1990 mostra un
Salinger sorpreso e arrabbiato contro il fotografo, che lo immortalò
al supermercato).
Subito dopo essere venuto a conoscenza del fatto che lo scrittore
britannico Ian Hamilton aveva intenzione di pubblicare In
Search of J. D. Salinger: A Writing Life (1935-65), una sua biografia
che comprendeva alcune lettere che aveva scritto ad altri autori ed
amici, Salinger intentò causa per impedire l'uscita del libro. Il
libro uscì nel 1988 ma con le lettere, anziché in
originale, parafrasate. Il tribunale aveva stabilito che, anche se
una persona può possedere fisicamente delle lettere, il linguaggio
con cui sono scritte appartiene comunque all'autore. Una conseguenza
imprevista della causa fu che molti dettagli della vita privata di
Salinger, tra cui il fatto che aveva passato gli ultimi vent'anni
scrivendo, parole sue, "Solo un'opera di fantasia... tutto
qui", divennero pubblici grazie alla trascrizione degli atti
del processo. Finirono per essere ampiamente diffusi anche estratti
dalle sue lettere. Salinger stesso depose in tribunale affermando,
alla domanda del giudice su quale fosse la sua professione: «Mi
occupo di narrativa, non saprei come meglio definire il mio lavoro.
Seguo i miei personaggi nella loro naturale evoluzione. È quello il
mio punto di partenza».
Nel corso degli anni ottanta Salinger intrattenne una relazione
sentimentale con l'attrice televisiva Elaine Joyce. La
relazione finì quando incontrò Colleen O'Neill, che sposò
verso il 1988. La O'Neill, di quarant’anni più
giovane dello scrittore, una volta ha detto a Margaret che stavano
cercando di avere un figlio.
Con una mossa a sorpresa nel 1997 Salinger concesse ad un
piccolo editore, la Orchises Press, il permesso di
pubblicare Hapworth 16, 1924, il racconto che in precedenza non
era mai stato incluso in alcuna raccolta; la pubblicazione era
prevista per quello stesso anno, e il libro fu incluso tra l'elenco
delle novità di Amazon.com ed altri librai. Tuttavia, è
stata più volte rinviata, fino al 2002. Alla fine non fu
pubblicato né fu più fissata una nuova data.
Nel 1999, venticinque anni dopo la fine della loro relazione,
Joyce Maynard mise all'asta alcune lettere che Salinger le aveva
scritto. La vendita servì per pubblicizzare un'autobiografia della
Maynard stessa, At Home in the World: A Memoir, che uscì in
quell'anno. Tra le altre indiscrezioni, il libro racconta come la
madre della Maynard l'avesse consigliata su come fare colpo
sull'attempato scrittore, e descrive per intero la sua relazione con
lui. Raccontò di averlo incontrato a distanza di anni dalla fine
della relazione, e per l'ultima volta, nel 1997.
Nel dibattito che seguì sia sull'autobiografia che sulle lettere, la
Maynard sostenne che era stata costretta a metterle all'asta per
problemi economici e che avrebbe preferito donarle alla Beinecke
Library. Le lettere furono acquistate per 156 500 dollari
dallo sviluppatore di software Peter Norton, che annunciò la
sua intenzione di restituirle a Salinger.
L'anno seguente, sua figlia Margaret, con l'aiuto della sua seconda
moglie Claire, pubblicò Dream Catcher: A Memoir. Nel suo libro
di "rivelazioni", la Salinger descrisse il terribile
dominio e controllo che il padre esercitava su sua madre e sfatò
molti dei miti su Salinger che erano stati diffusi dal libro di Ian
Hamilton. La donna scrive, sull'esperienza di guerra: "I pochi
uomini che sopravvissero a questo ne riportarono ferite nel corpo e
nell'anima", ma dopotutto per lei suo padre era "Uno dei
primi soldati ad entrare in un vero campo di concentramento appena
liberato". Una delle tesi di Hamilton era che l'esperienza di
Salinger, e il conseguente disturbo post-traumatico da
stress che aveva sofferto, lo avessero lasciato psicologicamente
segnato, e che fosse incapace di affrontare l'aspetto traumatico
della sua esperienza bellica. La figlia invece fa un ritratto del
padre come quello di un uomo enormemente orgoglioso del suo
curriculum militare, che aveva mantenuto lo stesso taglio di capelli
della leva e conservato la divisa, e che per spostarsi nei suoi campi
ed andare in paese usava una vecchia Jeep.
Margaret presentò al pubblico anche altre indiscrezioni sulla
"mitologia" salingeriana, tra cui il suo supposto interesse
per la macrobiotica e l'adesione a quella che oggi viene
definita "medicina alternativa", nonché la passione per le
filosofie orientali. Poche settimane dopo la presentazione del libro,
il fratello Matt, con una lettera al The New York Observer,
screditò il valore dell'autobiografia. Definì lo scritto della
sorella "un racconto gotico ispirato ad una nostra immaginaria
infanzia" ed affermò "Non ho alcuna autorità per dire se
stia alterando i fatti in modo conscio o meno. So solo che sono
cresciuto in una casa molto diversa e con due genitori molto diversi
da quelli descritti da mia sorella".
Nel giugno 2009 Salinger attraverso i propri avvocati ha
chiesto il divieto alla pubblicazione di 60 Years Later: Coming
Through the Rye, il cui autore usa lo pseudonimo di J. D.
California: si tratta di un volume presentato come il seguito
del Giovane Holden, senza aver ottenuto l'autorizzazione da
parte dello stesso Salinger, che del proprio capolavoro intende così
tutelare il copyright assoluto, compreso il diritto di pubblicare
eventuali sequel.
J. D. Salinger, malato da tempo di tumore al pancreas, morì
il 27 gennaio 2010 a 91 anni. Nel 2013
venne presentato Salinger - Il mistero del giovane Holden,
documentario biografico dello scrittore diretto da Shane
Salerno e prodotto dalla casa cinematografica The Weinstein
Company.
Franny and Zooey (1961) / Franny e Zooey, traduzione di Romano Carlo Cerrone e Ruggero Bianchi, Torino: Einaudi, 1963
"Raise High the Roof-Beam, Carpenters" (1955) e "Seymour:
An Introduction" (1959) / Alzate l'architrave, carpentieri, traduzione di Romano Carlo Cerrone, Torino: Einaudi, 1965
The Kit Book for Soldiers, Sailors and Marines (1943) : "The Hang of It" (1941)
Post Stories 1942-45, ed. Ben Hibbs (1946): "A Boy in France" (1945)
Best American Short Stories 1949, ed. Martha Foley (1949): "A Girl I Knew" (1948)
Stories: The Fiction of the Forties, ed. Whit Burnett (1949): "The Long Debut of Lois Taggett" (1942)
The Armchair Esquire, ed. L. Rust Hills (1959): "This Sandwich Has no Mayonnaise" (1945) - protagonista:
Vincent (D.B.) Caulfield
Fiction: Form & Experience, ed. William M. Jones (1969): "Go see Eddie" (1940)
Wonderful Town: New York Stories from the New Yorker, ed. David
Remnick (2000) : "Slight Rebellion off Madison" (1946) -
protagonista: Holden Caulfield