lunedì 22 aprile 2024

STRACHEY Dorothy (1865 - 1960)

 

Dorothy Strachey
, conosciuta come Dorothy Bussy (29 luglio 1865 – 1º marzo 1960), è stata una scrittrice e traduttrice britannica.
Figlia dell'ufficiale Richard Strachey e dell'attivista Jane Maria Strachey, ha compiuto gli studi al collegio fondato da Marie Souvestre prima a Fontainebleau e in seguito a Wimbledon.
Sposatasi nel 1903 con il pittore Simon Bussy, ha vissuto tra la Francia e l'Inghilterra ed è stata vicina al Bloomsbury Group (che contava tra i suoi membri il fratello Lytton Strachey) e ha tradotto in inglese André Gide.
Nel 1949 ha pubblicato in forma anonima il suo unico romanzo, Olivia, storia in parte autobiografica di un amore segreto tra una giovane allieva e la sua insegnante all'interno di un collegio francese. Divenuto nel tempo un classico della letteratura lesbica è stato trasposto nell'omonima pellicola due anni dopo per la regia di Jacqueline Audry.

Opere (parziale)
Romanzi
Olivia (1949) / Milano, Edizioni dell'Orsa Maggiore, 1950 traduzione di Alpha / Torino, Einaudi, 1959 traduzione di Carlo Fruttero / Milano, Baldini & Castoldi, 2001 traduzione di Carlo Fruttero / Milano, Astoria, 2024 traduzione di Carlo Fruttero

Raccolte di racconti
Fifty Nursery Rhymes (1951)

domenica 21 aprile 2024

SALINGER J.(Jerome) D.(David) (1919 - 2010)

 

J. D. Salinger
, all'anagrafe Jerome David Salinger (New York, 1º gennaio 1919 – Cornish, 27 gennaio 2010) è stato uno scrittore statunitense. È divenuto celebre per aver scritto Il giovane Holden (The Catcher in the Rye), romanzo di formazione che ha riscosso un'enorme popolarità fin dalla sua pubblicazione, nel 1951, per poi divenire un classico della letteratura americana.
I temi principali nei lavori di Salinger sono la descrizione dei pensieri e delle azioni di giovani disadattati, adolescenti sempre silenziosi che non esprimono ciò che provano, la capacità di redenzione che i bambini hanno su questi, e il disgusto per la società borghese e convenzionale. Salinger fu uno degli ispiratori del movimento letterario della Beat Generation, insieme ad altri autori.
Salinger partecipò poco più che ventenne alla seconda guerra mondiale e fu tra i primi soldati americani ad entrare in un lager nazista, esperienza che lo segnò. Nel 1953 lasciò New York, andando a Cornish, riducendo i contatti umani fino a vivere da recluso a partire dal 1980, forse a causa della difficoltà ad adattarsi alle luci della ribalta.
Salinger era conosciuto per la sua natura schiva e riservata, e spesso fu descritto come un misantropo[2]; in cinquant'anni rilasciò pochissime interviste: nel 1953 ad una studentessa per la pagina scolastica The Daily Eagle di Cornish, nel 1974 al The New York Times la sua ultima intervista. Non effettuò apparizioni pubbliche, né pubblicò nulla di nuovo dal 1965 (anno in cui apparve sul New Yorker un ultimo racconto) fino alla morte, benché avesse continuato a scrivere.
Jerome David Salinger nacque a New York il 1º gennaio del 1919, secondogenito dei due figli di Solomon "Sol" Salinger, un commerciante d'origini ebraico-lituane, e di Miriam Salinger (nata Marie Jillich), una casalinga d'origini tedesche, scozzesi ed irlandesi, convertitasi all'ebraismo in occasione delle nozze. Sin dal momento della conversione, la madre si considerò sempre un'ebrea e Salinger venne a conoscenza delle proprie origini "gentili" solamente in seguito alla celebrazione del bar mitzvah[8]. Aveva una sorella maggiore, Doris (1911–2001).
Il giovane Salinger frequentò le scuole pubbliche nell'Upper West Side di Manhattan e completò gli studi di base presso la McBurney School, dopodiché fu ben felice di sottrarsi all'iperprotettività della madre iscrivendosi al Valley Forge Military Academy and College di Wayne, in Pennsylvania. Nonostante avesse già in precedenza scritto sul giornalino scolastico della McBurney, è alla Valley Forge che Salinger iniziò a scrivere racconti "la notte, sotto le coperte, con l'aiuto di una pila elettrica."
Si iscrisse poi come matricola all'Università di New York, ma nella primavera successiva abbandonò i corsi per accettare un lavoro su una nave passeggeri. In autunno si convinse ad apprendere il lavoro del padre nel settore dell'importazione di carne, e fu mandato presso la filiale di Vienna della società, dove perfezionò la conoscenza del francese e del tedesco.
Lasciò l'Austria appena un mese prima che il Paese venisse annesso alla Germania nazista, il 12 marzo 1938. L'autunno seguente frequentò l'Ursinus College di Collegeville, ma lo fece soltanto per un semestre. Nel 1939 frequentò poi il corso serale di scrittura della Columbia University. Il suo insegnante era Whit Burnett, a lungo direttore della rivista Story Magazine. Nel corso del secondo semestre Burnett capì che quel giovane autore aveva talento e, nel numero di marzo/aprile 1940 della rivista, pubblicò il racconto di debutto di Salinger, un breve ritratto di alcuni giovani senza uno scopo nella vita intitolato The Young Folks. Burnett e Salinger da allora rimasero a lungo in contatto epistolare, anche se un insieme di incomprensioni, alcune causate dalla proposta di pubblicare una raccolta di racconti a sua volta intitolata The Young Folks, finì per allontanarli.
Nel 1941 Salinger iniziò una relazione sentimentale con Oona O'Neill, figlia di Eugene O'Neill, a cui scriveva ogni giorno lunghissime lettere. La relazione finì quando Oona iniziò a frequentare Charlie Chaplin. Salinger fu sorteggiato per servire sotto le armi nel 1942 e, con il 12º reggimento di fanteria degli Stati Uniti,
partecipò ad alcune delle più dure battaglie della seconda guerra mondiale, tra cui lo sbarco a Utah Beach nel D-Day e la battaglia delle Ardenne. Durante l'avanzata dalla Normandia verso la Germania conobbe Ernest Hemingway, allora corrispondente di guerra da Parigi, e rimase in contatto epistolare con lui. Dopo aver letto gli scritti di Salinger, Hemingway commentò: "Gesù! Ha un talento straordinario!".
Fu assegnato al servizio di controspionaggio, nell'ambito del quale interrogò i prigionieri di guerra, mettendo a frutto la propria conoscenza delle lingue. Fu tra i primi soldati ad entrare in un campo di concentramento liberato dagli alleati, forse uno dei sotto-campi di Dachau. In seguito disse alla figlia "È impossibile non sentire più l'odore dei corpi bruciati, non importa quanto a lungo tu viva." Questa esperienza, forse, lo segnò duramente sotto il profilo emotivo (dopo la sconfitta della Germania fu ricoverato per alcune settimane in ospedale per curare una sindrome da reazione allo stress del combattimento) ed è probabile che si sia servito dei propri ricordi di guerra in molti dei suoi racconti, come For Esmé with Love and Squalor, narrato in prima persona da un soldato rimasto traumatizzato. Sia nel corso della sua esperienza di guerra che quando questa ebbe termine, continuò a pubblicare racconti su riviste di alto profilo come Collier's Weekly e il Saturday Evening Post.
Dopo la fine della guerra, Salinger si offrì per trascorrere un periodo di sei mesi dedicato all'attività di de-nazificazione della Germania, nel corso del quale incontrò una donna tedesca di nome Sylvia Welter che poi sposò nel 1945. La portò con sé negli Stati Uniti, ma il matrimonio fallì dopo appena otto mesi e Sylvia tornò in Germania. Nel 1972, mentre era assieme a sua figlia Margaret,
ricevette una lettera da parte di Sylvia. Guardò la busta, la stracciò e la gettò via. Disse che era la prima volta che riceveva sue notizie da quando l'aveva lasciato, ma "quando aveva chiuso con una persona, aveva chiuso per sempre".
Nel 1948 Salinger propose al The New Yorker un breve racconto intitolato Un giorno ideale per i pescibanana. Alla redazione della rivista, nota per essere severa nei giudizi, rimasero così impressionati dalla "eccezionale qualità del racconto" che i suoi curatori editoriali lo accettarono immediatamente per la pubblicazione e fecero firmare allo scrittore un contratto che concedeva loro il diritto di prelazione su tutti i suoi futuri lavori. L'entusiasmo con cui Bananafish fu accolto, unito al fatto che a Salinger non piaceva che i racconti fossero modificati dai "furbastri", spinse lo scrittore a pubblicare i suoi lavori quasi esclusivamente sul The New Yorker. Bananafish tuttavia non rappresentava in realtà la prima volta che Salinger entrava in contatto con la rivista; nel 1942 avevano accettato di pubblicare un racconto intitolato Slight Rebellion off Madison, in cui era presente un personaggio semi-autobiografico chiamato Holden Caulfield. Il racconto però non venne poi pubblicato a causa della guerra. Slight Rebellion era collegato a varie altre storie che avevano come protagonista la famiglia Caulfield, ma il punto di vista con cui vennero affrontate si spostò poi dal fratello maggiore, Vince, al minore, Holden.
Salinger aveva confidato a varie persone che sentiva che il personaggio di Holden meritava di essere il protagonista di un romanzo. Nel 1951 uscì quindi Il giovane Holden, che riscosse un immediato successo, anche se le prime reazioni della critica non furono unanimi nel giudicarlo positivamente. Nel 1953, in un'intervista rilasciata ad un giornalino scolastico, Salinger ammise che il romanzo era "una specie di autobiografia", spiegando che "la mia adolescenza fu molto simile a quella del ragazzo del libro.... è stato un grande sollievo parlarne alla gente."
Il romanzo è dominato dal personaggio di Holden, complesso e ricco di sfumature, e la trama è in sé piuttosto semplice. Divenne famoso per l'eccezionale abilità di Salinger nel cogliere i più complessi particolari e dettagli, per la cura delle descrizioni, per il tono ironico e per le atmosfere tristi e disperate con cui viene dipinta New York.
Tuttavia, alcuni lettori si scandalizzarono per il fatto che Salinger affrontava la religione in termini critici e dissacratori e parlava di sesso nell'adolescenza in modo aperto e disinvolto: la popolarità del libro iniziò così a vacillare. Diversi critici sostennero che il libro non andava considerato come un'opera letteraria seria, motivando l'opinione con il tono spontaneo ed informale con cui era scritto. Il romanzo fu vietato dalla censura in alcuni paesi ed in alcune scuole statunitensi per il suo uso disinvolto di un linguaggio volgare: la parola goddamn (It. "maledizione!") vi compare 255 volte insieme ad un certo numero di fuck (It. "cazzo!"); sono inoltre presenti alcune situazioni piuttosto scabrose, come l'incontro con una prostituta.
Il romanzo è comunque tuttora popolarissimo, specialmente negli Stati Uniti, dove è considerato una perfetta descrizione dell'angoscia adolescenziale. È piuttosto facile trovare Il giovane Holden nella lista delle letture obbligatorie per gli studenti delle scuole superiori.
Nel luglio del 1951 il suo amico e curatore editoriale del New Yorker William Maxwell, in un articolo sulla rivista Book of the Month Club News, chiese a Salinger di spiegare quali fossero le sue influenze letterarie. Salinger disse: "Uno scrittore, quando gli viene chiesto di parlare della sua arte, dovrebbe alzarsi in piedi e gridare forte semplicemente i nomi degli autori che ama. Io
amo Kafka, Flaubert, Tolstoj, Čechov, Dostoevskij, Proust, O'Casey, Rilke, Garcia Lorca, Keats, Rimbaud, Burns, E. Brontë, Jane Austen, Henry James, Blake, Coleridge. Non farò alcun nome di autori ancora in vita. Penso che non sia giusto."
Nel 1953 Salinger pubblicò una raccolta di sette racconti tratti dal The New Yorker (tra di essi c'è Bananafish) oltre ad altri due che la rivista aveva rifiutato. La raccolta fu pubblicata con il titolo di Nove racconti. Anche questo libro riscosse molto successo, anche se lo scrittore, già restio a pubblicizzare i suoi lavori, non avrebbe permesso al curatore editoriale di ritrarre i suoi personaggi nelle illustrazioni della sovraccoperta perché i lettori non si creassero idee preconcette sull'aspetto che avrebbero dovuto avere.
Dopo aver raggiunto una grande notorietà grazie a Il giovane Holden, Salinger si rinchiuse gradualmente in se stesso. Nel 1953 si trasferì da New York a Cornish, nel New Hampshire. Nel periodo successivo al trasferimento nella cittadina si mostrò relativamente socievole, in particolare con gli studenti della Windsor High School, che frequentemente invitò a casa sua per ascoltare dischi e discutere di problemi scolastici. Una di questi studenti, Shirley Blaney, convinse Salinger a concederle un'intervista per la pagina dedicata alla scuola del The Daily Eagle, il quotidiano locale. Tuttavia, dopo che l'intervista di Blaney apparve in "magnifica evidenza" nella parte del giornale dedicata agli editoriali, Salinger interruppe ogni contatto con gli studenti senza alcuna spiegazione. Si fece inoltre vedere in città con frequenza molto minore, e prese a frequentare un solo amico, il giurista Learned Hand, ma anch'egli in modo piuttosto irregolare.
Nel giugno del 1955, a 36 anni, sposò la studentessa Claire Douglas. In dicembre nacque Margaret, e nel 1960 nacque Matt. Salinger insistette perché Claire abbandonasse gli studi, solo quattro mesi prima di laurearsi, e andasse a vivere con lui, cosa che la ragazza fece. Alcuni particolari del racconto Franny, pubblicato nel gennaio 1955, sono ispirati a Claire, tra cui il fatto che Claire possedeva una copia del libro Racconti di un pellegrino russo. Sia per l'isolamento della località in cui vivevano che per l'inclinazione personale dello scrittore, finirono per trascorrere lunghi periodi di tempo senza praticamente mai vedere nessuno. La figlia Margaret racconta che la madre ammise che vivere con Salinger non era facile, sia per l'isolamento sia per il suo carattere dominante; inoltre era gelosa del fatto che la figlia la stesse sostituendo come affetto principale per il marito.
La piccola Margaret era ammalata la maggior parte del tempo, ma Salinger, che seguiva i dettami della Chiesa scientista, rifiutava di portarla da un medico. Anni dopo Claire confessò a Margaret che aveva praticamente superato il limite di rottura, e aveva progettato di ucciderla per poi suicidarsi. Stava per succedere durante un viaggio a New York in compagnia del marito. Claire prese la figlia dall'hotel in cui alloggiavano e fuggì con lei; dopo alcuni mesi Salinger riuscì a convincerla a tornare a Cornish.
Salinger pubblicò Franny e Zooey nel 1961, e Alzate l'architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione nel 1963. Quattro lunghi racconti - due per ogni volume - in cui si sviluppava la saga della famiglia Glass, ovvero dei fratelli Seymour (già protagonista del racconto Un giorno ideale per i pescibanana), Buddy, Walter, Waker, Franny, Zooey e Boo Boo.
Nonostante il Time magazine nel 1961 avesse scritto che la saga "è lontana dall'essere completa....Salinger intende scrivere una trilogia sui Glass" da allora fino ai suoi ultimi giorni Salinger ha pubblicato soltanto un racconto. Il suo ultimo lavoro è stato Hapworth 16, 1924, un breve romanzo epistolare, scritto sotto la forma di una lunga lettera scritta dal campo estivo dal piccolo Seymour Glass, di sette anni. Proprio in quel periodo la situazione di isolamento da amici e parenti in cui Salinger costringeva la moglie - Margaret in seguito scrisse che era una "prigioniera virtuale" - spinse Claire a separarsi: era il settembre del 1966. Il divorzio fu ufficializzato nell'ottobre 1967.
Nel 1972, a 53 anni, ebbe per un anno una relazione con la diciottenne scrittrice Joyce Maynard, che già pubblicava per la rivista Seventeen. Il New York Times aveva chiesto a Maynard di scrivere un articolo per loro che, quando il 23 aprile 1972 fu pubblicato col titolo di "An Eighteen Year Old Looks Back On Life" l'aveva resa la celebrità del momento. Salinger le scrisse una lettera, mettendola in guardia sui rischi che la fama comporta. Dopo che si furono scambiati 25 lettere, l'estate successiva al primo anno trascorso all'Università Yale, Maynard andò da Salinger.
Quell'autunno Maynard non tornò a Yale e passò dieci mesi a casa di Salinger a Cornish; la relazione finì, disse in seguito Salinger alla figlia Margaret, perché la ragazza voleva figli e lui invece non sopportava di nuovo bambini reali (al contrario dei bambini immaginari che compaiono nei suoi scritti). Maynard lo descrisse come un egoista incapace di amare.
Salinger continuò a scrivere con regolarità, per qualche ora tutte le mattine; secondo Maynard entro il 1972 aveva già completato due nuovi romanzi. In una delle rare interviste, concessa al The New York Times nel 1974, lo scrittore spiegò: "Non pubblicare mi dà una meravigliosa tranquillità...Mi piace scrivere. Amo scrivere. Ma scrivo solo per me stesso e per mio piacere."
Pare che diverse volte, negli anni settanta sia stato sul punto di pubblicare uno dei nuovi scritti, ma che abbia cambiato idea all'ultimo momento. Nel 1978 la rivista Newsweek scrisse che Salinger, mentre partecipava ad una festa in onore di un vecchio commilitone, disse che aveva da poco completato un "libro lungo e romantico ambientato durante la seconda guerra mondiale", ma non si sa nient'altro. Nella sua biografia Margaret Salinger ha descritto l'accurato sistema di archiviazione che suo padre usava per i manoscritti che non pubblicava: "Un contrassegno rosso significa, se muoio prima di averlo finito pubblicatelo così com'è, uno blu significa pubblicatelo ma prima sottoponetelo a revisione, e così via."ì
Tentò di sfuggire alla visibilità ed alla pubblica attenzione il più possibile, a proposito scrisse che "Il desiderio che uno scrittore ha di anonimato-oscurità è la seconda dote più importante che gli sia stata affidata". Tuttavia dovette continuare a lottare contro le indesiderate attenzioni che riceveva come personaggio entrato nella cultura popolare. Decine di studenti e semplici lettori andarono fino a Cornish solo per riuscire a vederlo di sfuggita. Alcuni scrittori gli inviarono dei loro manoscritti. Negli anni settanta e ottanta, lo scrittore Franz Douskey, solitario quanto lui e suo vicino di casa, prese l'abitudine di sviare i turisti mandandoli per una serie di stradine sterrate allontanandoli da casa Salinger ed indirizzandoli nelle cittadine circostanti. I fotografi scatteranno molte foto non autorizzate di lui durante momenti della sua vita quotidiana, come ad esempio le sue passeggiate o l'uscita da un negozio (una foto del 1990 mostra un Salinger sorpreso e arrabbiato contro il fotografo, che lo immortalò al supermercato).
Subito dopo essere venuto a conoscenza del fatto che lo scrittore britannico Ian Hamilton aveva intenzione di pubblicare In Search of J. D. Salinger: A Writing Life (1935-65), una sua biografia che comprendeva alcune lettere che aveva scritto ad altri autori ed amici, Salinger intentò causa per impedire l'uscita del libro. Il libro uscì nel 1988 ma con le lettere, anziché in originale, parafrasate. Il tribunale aveva stabilito che, anche se una persona può possedere fisicamente delle lettere, il linguaggio con cui sono scritte appartiene comunque all'autore. Una conseguenza imprevista della causa fu che molti dettagli della vita privata di Salinger, tra cui il fatto che aveva passato gli ultimi vent'anni scrivendo, parole sue, "Solo un'opera di fantasia... tutto qui", divennero pubblici grazie alla trascrizione degli atti del processo. Finirono per essere ampiamente diffusi anche estratti dalle sue lettere. Salinger stesso depose in tribunale affermando, alla domanda del giudice su quale fosse la sua professione: «Mi occupo di narrativa, non saprei come meglio definire il mio lavoro. Seguo i miei personaggi nella loro naturale evoluzione. È quello il mio punto di partenza».
Nel corso degli anni ottanta Salinger intrattenne una relazione sentimentale con l'attrice televisiva Elaine Joyce. La relazione finì quando incontrò Colleen O'Neill, che sposò verso il 1988. La O'Neill, di quarant’anni più giovane dello scrittore, una volta ha detto a Margaret che stavano cercando di avere un figlio.
Con una mossa a sorpresa nel 1997 Salinger concesse ad un piccolo editore, la Orchises Press, il permesso di pubblicare Hapworth 16, 1924, il racconto che in precedenza non era mai stato incluso in alcuna raccolta; la pubblicazione era prevista per quello stesso anno, e il libro fu incluso tra l'elenco delle novità di Amazon.com ed altri librai. Tuttavia, è stata più volte rinviata, fino al 2002. Alla fine non fu pubblicato né fu più fissata una nuova data.
Nel 1999, venticinque anni dopo la fine della loro relazione, Joyce Maynard mise all'asta alcune lettere che Salinger le aveva scritto. La vendita servì per pubblicizzare un'autobiografia della Maynard stessa, At Home in the World: A Memoir, che uscì in quell'anno. Tra le altre indiscrezioni, il libro racconta come la madre della Maynard l'avesse consigliata su come fare colpo sull'attempato scrittore, e descrive per intero la sua relazione con lui. Raccontò di averlo incontrato a distanza di anni dalla fine della relazione, e per l'ultima volta, nel 1997.
Nel dibattito che seguì sia sull'autobiografia che sulle lettere, la Maynard sostenne che era stata costretta a metterle all'asta per problemi economici e che avrebbe preferito donarle alla Beinecke Library. Le lettere furono acquistate per 156 500 dollari dallo sviluppatore di software Peter Norton, che annunciò la sua intenzione di restituirle a Salinger.
L'anno seguente, sua figlia Margaret, con l'aiuto della sua seconda moglie Claire, pubblicò Dream Catcher: A Memoir. Nel suo libro di "rivelazioni", la Salinger descrisse il terribile dominio e controllo che il padre esercitava su sua madre e sfatò molti dei miti su Salinger che erano stati diffusi dal libro di Ian Hamilton. La donna scrive, sull'esperienza di guerra: "I pochi uomini che sopravvissero a questo ne riportarono ferite nel corpo e nell'anima", ma dopotutto per lei suo padre era "Uno dei primi soldati ad entrare in un vero campo di concentramento appena liberato". Una delle tesi di Hamilton era che l'esperienza di Salinger, e il conseguente disturbo post-traumatico da stress che aveva sofferto, lo avessero lasciato psicologicamente segnato, e che fosse incapace di affrontare l'aspetto traumatico della sua esperienza bellica. La figlia invece fa un ritratto del padre come quello di un uomo enormemente orgoglioso del suo curriculum militare, che aveva mantenuto lo stesso taglio di capelli della leva e conservato la divisa, e che per spostarsi nei suoi campi ed andare in paese usava una vecchia Jeep.
Margaret presentò al pubblico anche altre indiscrezioni sulla "mitologia" salingeriana, tra cui il suo supposto interesse per la macrobiotica e l'adesione a quella che oggi viene definita "medicina alternativa", nonché la passione per le filosofie orientali. Poche settimane dopo la presentazione del libro, il fratello Matt, con una lettera al The New York Observer, screditò il valore dell'autobiografia. Definì lo scritto della sorella "un racconto gotico ispirato ad una nostra immaginaria infanzia" ed affermò "Non ho alcuna autorità per dire se stia alterando i fatti in modo conscio o meno. So solo che sono cresciuto in una casa molto diversa e con due genitori molto diversi da quelli descritti da mia sorella".
Nel giugno 2009 Salinger attraverso i propri avvocati ha chiesto il divieto alla pubblicazione di 60 Years Later: Coming Through the Rye, il cui autore usa lo pseudonimo di J. D. California: si tratta di un volume presentato come il seguito del Giovane Holden, senza aver ottenuto l'autorizzazione da parte dello stesso Salinger, che del proprio capolavoro intende così tutelare il copyright assoluto, compreso il diritto di pubblicare eventuali sequel.
J. D. Salinger, malato da tempo di tumore al pancreas, morì il 27 gennaio 2010 a 91 anni. Nel 2013 venne presentato Salinger - Il mistero del giovane Holden, documentario biografico dello scrittore diretto da Shane Salerno e prodotto dalla casa cinematografica The Weinstein Company.

Opere
Pubblicate e uscite in raccolte e libri
The Catcher in the Rye (1951) - protagonista: Holden Caulfield / Vita da uomo, traduzione di Jacopo Darca, Roma: Gherardo Casini, 1952 / Il giovane Holden, traduzione di Adriana Motti, Torino: Einaudi, 1961 / Il giovane Holden, traduzione di Matteo Colombo, Torino: Einaudi, 2014
Nine Stories (1953) /  Nove storie, traduzione di Carlo Fruttero, Torino: Einaudi, 1962
Franny and Zooey (1961) / Franny e Zooey, traduzione di Romano Carlo Cerrone e Ruggero Bianchi, Torino: Einaudi, 1963
"Raise High the Roof-Beam, Carpenters" (1955)  e "Seymour: An Introduction" (1959)  / Alzate l'architrave, carpentieri, traduzione di Romano Carlo Cerrone, Torino: Einaudi, 1965
The Kit Book for Soldiers, Sailors and Marines (1943) : "The Hang of It" (1941)
Post Stories 1942-45, ed. Ben Hibbs (1946): "A Boy in France" (1945)
Best American Short Stories 1949, ed. Martha Foley (1949): "A Girl I Knew" (1948)
Stories: The Fiction of the Forties, ed. Whit Burnett (1949): "The Long Debut of Lois Taggett" (1942)
The Armchair Esquire, ed. L. Rust Hills (1959): "This Sandwich Has no Mayonnaise" (1945) - protagonista: Vincent (D.B.) Caulfield
Fiction: Form & Experience, ed. William M. Jones (1969): "Go see Eddie" (1940)
Wonderful Town: New York Stories from the New Yorker, ed. David Remnick (2000) : "Slight Rebellion off Madison" (1946) - protagonista: Holden Caulfield

Pubblicate solo su riviste
The Young Folks (1940) / traduzione Delfina Vezzoli in I giovani, Milano, Il Saggiatore, 2015
Go See Eddie (1940) / traduzione Delfina Vezzoli in I giovani, Milano, Il Saggiatore, 2015
The Heart of a Broken Story (1941)
Personal Notes of an Infantryman (1942)
The Varioni Brothers (1943)
Both Parties Concerned (1944)
Soft Boiled Sergeant (1944)
Last Day of the Last Furlough (1944) - protagonista: Holden Caulfield
Once a Week Won't Kill You (1944) / traduzione Delfina Vezzoli in I giovani, Milano, Il Saggiatore, 2015
Elaine (1945)
The Stranger (1945)
I'm Crazy (1945) - protagonista: Holden Caulfield
A Young Girl in 1941 with No Waist at All (1947)
The Inverted Forest (1947)
Blue Melody (1948)
Hapworth 16, 1924 (1965) / traduzione Simona Magherini, Milano: Eldonejo, 1997

Non pubblicate
Salinger avrebbe dato disposizione testamentaria che il materiale inedito venisse pubblicato 50 anni dopo la sua morte, quindi nel 2060. Ma nel novembre 2013 i tre suoi scritti The Ocean Full of Bowling Balls, Paula e Birthday Boy sono stati resi pubblici sul web[. Nella biografia intitolata Salinger - Il mistero del giovane Holden (Salinger), David Shields e Shane Salerno sostengono invece che la data autorizzata sia tra il 2015 e il 2020: i lavori riguarderebbero cinque storie della famiglia Glass; un romanzo basato sul matrimonio con la prima moglie Sylvia; un romanzo in forma di diario sul controspionaggio nella seconda guerra mondiale; un manuale sulle storie Vedānta; altre storie sulla vita di Holden Caulfield.


sabato 20 aprile 2024

MURGIA Michela (1972 - 2023)

 

Michela Murgia
 (Cabras, 3 giugno 1972 – Roma, 10 agosto 2023) è stata una scrittrice, drammaturga, conduttrice televisiva e opinionista italiana, autrice del romanzo Accabadora per il quale ha vinto i premi Campiello, Dessì e SuperMondello.
Michela Murgia ha frequentato l'istituto tecnico commerciale. Dopo il diploma ha frequentato l'Istituto di Scienze Religiose della Diocesi di Oristano, senza terminare gli studi. Fra le varie esperienze lavorative svolte prima di dedicarsi all'attività di scrittrice, rientrano quella di insegnante di religione nelle scuole, per sei anni, di venditrice di multiproprietà, di operatrice fiscale, di dirigente amministrativa in una centrale termoelettrica e quella di portinaia notturna. Nel suo primo libro, Il mondo deve sapere, dapprima concepito e praticato come un blog, ha raccontato in chiave satirica la realtà degli operatori di telemarketing all'interno del call center di un'importante multinazionale (Kirby Company), descrivendo lo sfruttamento economico e la manipolazione psicologica a cui sono sottoposti i lavoratori precari di tale realtà. Dal libro è stata tratta l'opera teatrale Il mondo deve sapere (di David Emmer, con Teresa Saponangelo) e ha ispirato la sceneggiatura del film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, con Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Valerio Mastandrea e Massimo Ghini.
Di formazione cattolica, è stata socia dell'Azione Cattolica, prima come animatrice, e poi come referente regionale del settore Giovani. Ha ideato uno spettacolo teatrale rappresentato nella piana di Loreto al termine del pellegrinaggio nazionale dell'Azione Cattolica del settembre 2004, al quale ha assistito anche papa Giovanni Paolo II. Aveva un blog, Il Mio Sinis, nel quale descriveva, anche con fotografie, la penisola del Sinis. Nel 2007 è già, con un suo scritto, tra i 42 scrittori riuniti da Giulio Angioni in Cartas de logu: scrittori sardi allo specchio. Nel 2008 pubblica per Einaudi Viaggio in Sardegna, una guida
letteraria a luoghi meno noti dell'isola. Nel 2009 pubblica, sempre per Einaudi, il romanzo Accabadora, una storia che intreccia nella Sardegna degli anni cinquanta i temi dell'eutanasia e dell'adozione. Il romanzo è uscito in traduzione tedesca nel 2010 per l'editore Wagenbach. Nel 2011 il free climber Maurizio Zanolla, in arte Manolo, ha intitolato al romanzo Accabadora un settore di arrampicata a Gutturu Cardaxius, da lui aperto in Sardegna con Bruno Fonnesu.
Con Accabadora ha vinto la sezione narrativa del premio Dessì nel 2009. Questo romanzo esce anche in audiolibro, con la voce della stessa autrice, per la Emons Audiolibri. Nel 2010 si aggiudica anche il SuperMondello nell'ambito del premio Mondello e il premio Campiello. Nel 2011 pubblica, per Einaudi, Ave Mary. E la chiesa inventò la donna. Dal libro hanno tratto ispirazione i Punkreas per il testo Santa Madonna, scritto per Fedez e contenuto nell'album Mr. Brainwash del 2013.
Nel 2012, sempre da Einaudi, pubblica L'incontro e un racconto all'interno dell'antologia Presente (AA.VV.). Sempre nello stesso anno, per conto di Caracò Editore, pubblica, all'interno dell'antologia Piciocas. Storie di ex bambine dell'Isola che c'è, il racconto L'aragosta. Nel 2013 ha pubblicato per Laterza il pamphlet contro il femminicidio scritto a quattro mani con Loredana Lipperini e intitolato L'ho uccisa perché l'amavo: falso! Nell'ottobre del 2015 esce per Einaudi il romanzo Chirú. Nella primavera del 2016, ancora per Einaudi, dà alle stampe il pamphlet Futuro Interiore sui temi dell'identità, del potere e della democrazia.
Nella stagione televisiva 2016-2017 partecipa alla trasmissione Quante storie di Rai 3 con una rubrica quotidiana di recensioni letterarie e consigli librari. Dal 30 settembre 2017 al 4 novembre 2017 ha condotto, il sabato pomeriggio su Rai 3, Chakra. Nel 2018 ha pubblicato per Marsilio il memoir letterario L'inferno è una buona memoria, ispirato al romanzo Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley. Due mesi dopo viene dato alle stampe per i tipi di Einaudi il pamphlet politico Istruzioni per diventare fascisti, che viene tradotto in cinque lingue. Nel febbraio del 2019 esce per Salani la raccolta di storie illustrate Noi siamo tempesta, che nello stesso anno vince il premio Morante e la menzione speciale della giuria del premio Andersen.
Nel 2019, in collaborazione con Chiara Tagliaferri, pubblica per Mondadori la raccolta di racconti biografici Morgana, storie di ragazze che tua madre non approverebbe, tratto dall'omonimo podcast della piattaforma Storie Libere che le due autrici realizzano insieme dal 2018. Nello stesso anno contribuisce all'antologia Le nuove Eroidi per Harper Collins, con il racconto Elena. Dal settembre 2019 all'agosto del 2020 ha condotto a Radio Capital, insieme ad Edoardo Buffoni, la trasmissione serale quotidiana TgZero, fino al gennaio 2019 condotta da Vittorio Zucconi. Il 7 dicembre 2020 Murgia è stata invitata ad aprire, con un discorso introduttivo, la prima del Teatro alla Scala di Milano, svoltasi a porte chiuse per l'emergenza COVID e trasmessa in televisione. Dal gennaio 2021 ha curato L'Antitaliana, la storica rubrica de L'Espresso nata negli anni '80 e curata prima da Giorgio Bocca e poi da Roberto Saviano; Murgia è stata la prima donna a firmare questa rubrica.
Il 6 maggio del 2023, in un'intervista al Corriere della Sera, Murgia ha dichiarato di avere pochi mesi di vita a causa di una forma di adenocarcinoma renale al quarto stadio con metastasi ai
polmoni, al tessuto osseo e al cervello. Nello stesso mese, l'autrice ha pubblicato il suo ultimo libro in vita, Tre ciotole. Rituali per un anno di crisi, edito da Mondadori. Murgia è morta a Roma il 10 agosto successivo, all'età di 51 anni. Due giorni dopo, è stato celebrato il suo funerale nella basilica di Santa Maria in Montesanto in piazza del Popolo a Roma. Al funerale è stata letta una lettera personale del cardinale Zuppi, con cui Murgia aveva avuto un dialogo su temi religiosi. Inoltre, l'autrice è stata commemorata da Roberto Saviano, che ne ha anche sorretto la bara all'uscita della chiesa, e dalle colleghe Chiara Valerio e Lella Costa: sul sagrato la folla accorsa alla celebrazione ha intonato la canzone Bella ciao.
Il 9 gennaio 2024, è stato pubblicato il primo libro postumo di Murgia, Dare la vita, uscito per Rizzoli; completato nelle ultime settimane di vita della scrittrice e curato da Alessandro Giammei, il saggio raccoglie una serie di riflessioni sui concetti di maternità e famiglia, includendo temi come i legami familiari non tradizionali, l'interpretazione del calo demografico da parte della politica e la gestazione per altri. Il saggio, inoltre, include un confronto con il punto di vista della religione cattolica sui temi trattati, come nel caso della gestazione per altri. Il 30 aprile dello stesso anno, è uscito nelle librerie il suo secondo libro postumo, Ricordatemi come vi pare, edito da Mondadori; il volume contiene nuovi dettagli autobiografici sulla vita e sulle idee di Murgia, ed è nato da una serie di conversazioni fra l'autrice e Beppe Cottafavi nel maggio e nel luglio del 2023, poi messe per iscritto e riadattate dallo stesso editor insieme ad Alessandro Giammei.
Nel 2016, per la produzione del Teatro di Sardegna, scrive due testi teatrali che vanno in
scena al Teatro Massimo di Cagliari. Uno è la distopia in tre atti Cento, per la regia di Marco Sanna, con Lia Careddu, Felice Montervino, Isella Orchis, Leonardo Tomasi e Francesca Ventriglia. L'altro è il monologo in lingua sarda Spadoneri, portato in scena e diretto da Elio Turno Arthemalle. Nel novembre dello stesso anno al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo viene realizzata, per la regia di Serena Sinigaglia, la lettura scenica del suo testo Caterina da Siena, scritto con Elena Maffioletti e interpretato da Arianna Scommegna.
Nel settembre 2017, per la produzione del Teatro di Roma, il suo testo Festa nazionale viene inserito nel progetto collettivo "Ritratto di una nazione", in cui assieme a Murgia partecipano altri drammaturghi italiani come Vitaliano Trevisan e Marco Martinelli, e va in scena con la regia di Fabrizio Arcuri e l'interpretazione di Arianna Scommegna e Fonte Fantasia. Nello stesso anno debutta, al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma, lo spettacolo Accabadora tratto dal romanzo omonimo, con l'adattamento di Carlotta Corradi, la regia e la produzione di Veronica Cruciani e del Teatro Donizetti di Bergamo e l'interpretazione di Monica Piseddu. Nello stesso anno debutta anche al Teatro Eliseo di Nuoro come attrice, interpretando il ruolo di Grazia Deledda nello spettacolo Quasi Grazia, scritto da Marcello Fois e prodotto dal Teatro di Sardegna per la regia di Veronica Cruciani, insieme a Marco Brinzi, Valentino Mannias e Lia Careddu.
Dal 2018 porta in scena due produzioni teatrali: Istruzioni per diventare fascisti, tratto dal suo
omonimo libro e accompagnato dalle musiche di Frantziscu Medda Arrogalla, e Dove sono le donne, un monologo sull'assenza di rappresentanza di genere nelle istituzioni della politica, della cultura e della magistratura.

Opere
Narrativa
Il mondo deve sapere. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria, Milano, ISBN, 2006 [Rist. Einaudi, 2017]
Accabadora, Torino, Einaudi, 2009
L'incontro, Milano, Corriere della Sera, 2011 [rist. Torino, Einaudi, 2012]
Chirú, Torino, Einaudi, 2015
Tre ciotole. Rituali per un anno di crisi, Milano, Mondadori, 2023
Anna della pioggia, Torino, Einaudi, 2025

Saggistica
Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell'isola che non si vede, Torino, Einaudi, 2008
Ave Mary. E la chiesa inventò la donna, Torino, Einaudi, 2011
L'ho uccisa perché l'amavo (falso!), con Loredana Lipperini, Roma-Bari, Laterza, 2013
Futuro interiore, Torino, Einaudi, 2016
Persone che devi conoscere, Padova, EMP, 2018
L'inferno è una buona memoria. Visioni da «Le nebbie di Avalon» di Marion Zimmer Bradley,
Venezia, Marsilio, 2018
Istruzioni per diventare fascisti, Torino, Einaudi, 2018
Noi siamo tempesta, Milano, Salani, 2019
Persone che devi conoscere vol. 2, Padova, EMP, 2021
Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe, con Chiara Tagliaferri, Milano, Mondadori, 2019
Morgana. L'uomo ricco sono io, con Chiara Tagliaferri, Milano, Mondadori, 2021
Persone che devi conoscere. Vol. 2, Padova, EMP, 2021
Stai Zitta, e altre nove frasi che non vogliamo sentire più, Torino, Einaudi, 2021
God Save the Queer. Catechismo femminista, Torino, Einaudi, 2022
Dare la vita, Milano, Rizzoli, 2024
Ricordatemi come vi pare, Milano, Mondadori, 2024
Morgana. Il corpo della madre, con Chiara Tagliaferri, Milano, Mondadori, 2024.
Lezioni sull'odio, Torino, Einaudi, 2026

Contributi
Presente, con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta, Torino, Einaudi, 2011
L'aragosta, in Piciocas. Storie di ex bambine dell'Isola che c'è, Bologna-Napoli, Caracò, 2012
Efisio, l'uomo del grano; Giuseppe che si vuole pastore; Il campo viola di Elvio, in Left Avvenimenti del 10 Agosto 2013.
L'eredità, in Sei per la Sardegna, Torino, Einaudi, 2014
Elena, in Le nuove Eroidi, Milano, Harper Collins, 2019
La sfida di una santità rivoluzionaria, in Maschilità in questione. Sguardi sulla figura di san Giuseppe, Brescia, Queriniana, 2021

venerdì 19 aprile 2024

DELIBES Miguel (1920 - 2010)

 

Miguel Delibes
 (Valladolid, 17 ottobre 1920 – Valladolid, 12 marzo 2010) è stato uno scrittore spagnolo, membro della Reale Accademia Spagnola.
Partecipò alla Guerra civile spagnola dalla parte nazionalista.
Dopo gli studi di diritto ed economia, diventò titolare di una cattedra di Diritto mercantile, parallelamente alla propria attività di giornalista: diresse infatti il periodico "El Norte de Castilla" dal 1958 al 1963.
Scrittore dalla personalità schiva, descrive nei suoi romanzi la sua regione d'origine, la Castiglia e León, con la sua terra arida, le piccole città e tutto il mondo dei contadini lontani da ogni innovazione tecnologica o scientifica.
Il suo esordio letterario è del 1947 con La sombra del ciprés es alargada (La lunga ombra del cipresso) che ha come protagonista un uomo che evita ogni affetto perché teme che la morte gli porti via ciò che ama. Con questo primo romanzo, ancora carico di moralismo e realizzato con un occhio di riguardo verso il movimento realista, ottenne il Premio Nadal.
Risale al 1949 Aún es de día (È ancora giorno), storia di un uomo deforme e miserabile che ama, di un amore non confessato, una ricca fanciulla.
Nel 1950 ha scritto, con uno stile più stringato e sciolto, El camino (La strada) che narra la storia di un ragazzo di undici anni che, la notte prima della partenza per la città dove andrà a proseguire gli studi per volere del padre, non riuscendo ad addormentarsi, ricorda in modo nostalgico la sua breve esperienza campagnola. L'autore utilizza spesso il discorso indiretto libero attenuando così la tristezza del personaggio filtrandola con il distacco del narratore.
Nel 1953 ha pubblicato Mi idolatrado hijo Sisí (Il mio adorato figlio Sisí), simile nello stile alle opere degli esordi, dove tratta la vita della borghesia di provincia in una città che sembra
rispecchiare quella di Valladolid e racconta la storia di un ipocrita che gestisce affari e sentimenti con lo stesso stile freddamente calcolatore, restando però colpito da eventi imprevisti che avranno la loro conclusione nella guerra civile.
Più agevoli nella struttura e con la prevalenza del discorso sull'intreccio sono i due romanzi, Diario de un cazador (Diario di un cacciatore) del 1955 con il quale otterrà il Premio Nazionale di Letteratura per la Narrativa di Spagna (Premio Nacional de Literatura de España) e Diario de un emigrante (Diario di un emigrante) del 1958, che narrano le vicende di un bidello di una città di provincia che annota, con un lessico gergale, le sue esperienze di caccia in Castiglia e quelle lavorative in Cile e che alla fine ritorna a casa dove ritrova quei valori genuini che gli riempiono la vita. I due romanzi fanno parte di una trilogia che verrà completata con il Diario de un jubilado (Diario di un pensionato) nel 1966 e verrà scritta nell'abituale lessico dell'autore.
I due romanzi che seguono saranno tesi alla salvaguardia della lingua castigliana e presenteranno più ampi esempi di diversi tipi di parlata, alternando le storie di città, come in La hoja roja (La foglia rossa) del 1959 che rappresenta il mondo provinciale visto con gli occhi di un vecchio vedovo e della sua giovane domestica analfabeta, e le storie di rurali come in Las ratas (I ratti) del 1962 costruito a partire da una successione di aneddoti autobiografici nei quali evoca l'ambiente contadino degli emarginati.
Nei difficili anni sessanta Delibes arriva a una nuova forma di scrittura sperimentale rendendo più
ampia la mimesi a sacrificio della diegesi come si può osservare dalla sua opera maestra Cinco horas con Mario (Cinque ore con Mario) pubblicata nel 1966. Si tratta di un lungo monologo di Menchu, la moglie di Mario (un professore di letteratura con ideologie di sinistra, che ha passato un lungo periodo in carcere durante la dittatura di Franco), borghese di destra e con idee reazionarie, davanti al cadavere del marito la notte precedente i funerali. La vedova, malgrado ostenti il suo cordoglio ad amici e parenti, vive quella morte come un tradimento e, prendendo spunto da alcuni versi della Bibbia che il marito era solito leggere, inizia ad apostrofare il cadavere con una sequela di recriminazioni.
«La casa e la terra sono eredità dei padri, ma una moglie prudente è un dono di Javeh e per quel che ti riguarda, caro mio, penso che sarai soddisfatto, che motivi ne hai da vendere, che qua, inter nos, la vita non ti ha trattato poi tanto male, vorrei vedere, una donna tutta per te, che non è poi neanche male, che con quattro soldi ha fatto miracoli, non si trova neanche all'angolo della strada, svegliati. E adesso che cominciano le complicazioni, zac, tanti saluti, come la prima notte, ricordi?, te ne vai e mi lasci sola a tirare la carretta. E non è che mi lamenti, cerca di capire, c'è chi sta peggio di me, guarda Transi, pensa con tre creature, ma mi fa rabbia, dico sul serio, che tu te ne vada senza notare le mie ansie, senza neanche un grazie, come se questa fosse la regola.»
Lo sproloquio profano di Nenchu crea effetti comici ed ella si trasforma nella caricatura del
modello franchista di moglie e madre borghese, ottusa e ipocrita. Con un abile esercizio di retorica, Delibes critica, in questo romanzo, i difetti della provincia spagnola del dopoguerra.
Nel 1969 ha pubblicato un romanzo, aperto ad una tematica nota che si ispira alle idee della Primavera di Praga, intitolato Parábola de un náufrago (Parabola di un naufrago) di carattere fantastico.
Il tema principale è quello della metamorfosi animale e narra le vicende di un contabile che, avendo posto domande sul senso del proprio lavoro, viene condannato al lavoro nei campi. Deve coltivare una siepe e alla fine rimane prigioniero fra le piante e viene trasformato in un agnello. Esiste quindi una evidente morale e l'autore vuole così rappresentare il degradarsi dell'uomo attraverso il passaggio dalla lingua umana al verso animale.
Il romanzo El príncipe destronado (Il principe senza trono) del 1974 ha un carattere più leggero e narra la storia di un bambino di quattro anni che, sconvolto per la nascita di una sorellina, guarda al mondo degli adulti in modo critico.
Nel 1973 è stato chiamato a far parte della Real Academia Española. Nel novembre 1974 la morte della moglie Ángeles, fece precipitare lo scrittore in una depressione durata quasi tre anni; poco dopo venne pubblicata la sua opera Las guerras de nuestros antepasados (Le guerre dei nostri antenati) (1975). Prese pieno possesso del suo titolo di accademico il 25 maggio 1975 e nel suo discorso d'ingresso trattò di El sentido del progreso desde mi obra, che verrà pubblicato nel 1979 col titolo di Un mundo que agoniza.
Nel romanzo Las guerras de nuestros antepasados del 1975 così come nel precedente Delibes,
per prendere le distanze da ciò che racconta e affermare la sua etica, utilizza un punto di vista insolito. In Las guerras de nuestros antepasados, attraverso la finta trascrizione di un dialogo che avviene tra un carcerato, recluso per un omicidio che non ha commesso, e il medico dell'ospedale del carcere, si parla di un uomo di umili origini, Pacífico, che racconta come sia stato contaminato dalla violenza a causa delle vite burrascose del padre, del nonno e del bisnonno.
Nel 1978 ha pubblicato El disputado voto del señor Cayo (edito in Italia con il titolo Per chi voterà il signor Cayo?[2]), dove si comprende come l'autore sia cauto nei confronti del passaggio dalla dittatura alla democrazia, e riduce quella che era stata la grande propaganda elettorale del 1977 alla minuscola dimensione di due candidati che si combattono per il voto di un solo elettore che se ne fa beffe con saggezza contadina.
Nel 1982 ha pubblicato Los santos inocentes (I santi innocenti), dove racconta la degradazione di una famiglia rurale del Sud della Spagna. In esso l'autore contrappone il diverso tenore di vita dei signori, colti e cinici e dei contadini, miseri e semplici. Dal romanzo è stato tratto nel 1984 un film, diretto dal regista Mario Camus, che ha riscosso un ottimo successo.
Tra le sue ultime pubblicazioni, di tono più lieve e con accenti umoristici, si ricordano Cartas de amor de un sexagenario voluptuoso del 1983, storia interamente raccontata in prima persona dal protagonista, un pensionato sessantenne che, avendo risposto all'inserzione sul giornale di una
signora, intreccia con lei un romantico epistolario. Ma quando alfine avverrà il primo incontro, questo diventerà anche l'ultimo perché la donna ha nel frattempo iniziato una relazione con un amico del protagonista, più anziano ma più intraprendente.
Con 377A, Madera de héroe (377A, stoffa da eroe), l'autore ritorna al genere del romanzo di formazione con una vicenda che si svolge quasi interamente in un interno borghese. Racconta la vicenda di un giovane nel periodo della dittatura di Primo de Rivera che, dopo essere stato educato per essere un eroe, si dimostra alla prova dei fatti un vigliacco.
In Señora de rojo sobre fondo gris del 1991, la voce del narratore è quella di un pittore che, sullo sfondo del regime franchista ormai alla deriva (siamo nel 1975), persa la sua vena creativa, racconta alla figlia che si trova in carcere a causa delle posizioni politiche, della moglie, rendendole omaggio in una sorta di retrospettiva dai caratteri elegiaci.
Dopo aver aggiornato nel 1995 la storia del bidello nel Diario de un jubilado (Diario di un pensionato), lo scrittore affronta per la prima volta nel 1998 con El hereje (L'eretico), il romanzo storico. Il libro, che l'autore dedica alla sua città, tratta della persecuzione dei luterani da parte dell'Inquisizione spagnola a Valladolid nel secolo XVI ai tempi di Carlo V e rappresenta un documento a favore della libertà religiosa. Con questa opera Delibes ottenne, nel 1999, il "Premio Nacional de Literatura de España".
Di minor rilevanza è la sua attività nel campo della narrativa breve, come La partida (La partita) del 1954, Siestas con viento sur (Siesta con vento sud) del 1957 che ottenne il Premio Fastenrath e La mortaja (Il sudario) del 1970.
Delibes è inoltre autore di molti volumi di carattere diverso, come le cronache della Vecchia Castiglia (da ricordare Castilla habla del 1986); le esperienze di viaggio fatte all'estero, la collaborazione a diversi giornali e i numerosi diari.
Nel 2000 la Giunta di Castilla y León propose la candidatura di Miguel Delibes al Premio Nobel per la Letteratura ottenendo l'appoggio di numerose entità culturali e intellettuali spagnole e internazionali.
Il Consiglio della Direzione della SGAE (Società Generale degli Autori e Editori) ha proposto all'Accademia Svedese i nomi degli scrittori Miguel Delibes, Francisco Ayala e Ernesto Sabato come candidati al Premio Nobel per la letteratura del 2007.

Opere
La sombra del ciprés es alargada (1947). Premio Nadal
Aún es de día (1949)
El camino (1950)
El loco (1953)
Mi idolatrado hijo Sisí (1953)
La partida (1954)
Diario de un cazador (1955). Premio Nazionale di Letteratura per la Narrativa di Spagna.
Siestas con viento sur (1957). Premio Fastenrath.
La hoja roja (1959). Premio della Fundación Juan March.
Las ratas (1962). Premio della Critica.
Europa: parada y fonda (1963)
La caza de la perdiz roja (1963)
Viejas historias de Castilla la Vieja (1964)
Usa y yo (1966)
El libro de la caza menor (1966)
Cinco horas con Mario (1966)
Diario de un emigrante (1968)
Parábola del náufrago (1969)
Por esos mundos: Sudamérica con escala en las Canarias (1970)
Con la escopeta al hombro (1970)
La primavera de Praga (1970)
Castilla en mi obra (1972)
La caza de España (1972)
El príncipe destronado (1973)
Las guerras de nuestros antepasados (1975)
Vivir al día (1975)
Un año de mi vida (1975)
SOS: el sentido del progreso desde mi obra (1976)
Alegrías de la Caza (1977)
El disputado voto del señor Cayo (1978).
Aventuras, venturas y desventuras de un cazador a rabo (1978)
Un mundo que agoniza (1979)
Las perdices del domingo (1981)
Los santos inocentes (1982)
El otro fútbol (1982)
Dos viajes en automóvil (1982)
Cartas de amor de un sexagenario voluptuoso (1983)
La censura en los años cuarenta (1984)
Kastila zaharreko kontu zaharrak (Vecchie storie di Castiglia la vecchia)(1985)
El tesoro (1985)
Tres pájaros de cuenta (1987)
La mortaja (1987)
Mis amigas las truchas (1987)
377A, Madera de héroe (1987)
Mi querida bicicleta (1988)
Dos días de caza (1988)
Castilla, lo castellano y los castellanos (1988)
Mi vida al aire libre (1989)
Nacho, el mago (1990)
Pegar la hebra (1991)
El conejo (1991)
Señora de rojo sobre fondo gris (1991)
La vida sobre ruedas (1992)
El último coto (1992)
Un deporte de caballeros (1993)
25 años de escopeta y pluma (1995)
Los niños (1995)
Diario de un jubilado (1996)
He dicho (1997)
El hereje (1998). Premio Nazionale di Letteratura per la Narrativa di Spagna.
Los estragos del tiempo (1999)
Castilla habla (2000)
Castilla como problema (2001)
Delibes-Vergés. Correspondencia, 1948-1986 (2002)
España 1939-1950: Muerte y resurrección de la novela (2004)
La tierra herida: ¿qué mundo heredarán nuestros hijos? (2005). Scritto insieme al figlio Miguel Delibes de Castro.

giovedì 18 aprile 2024

MILLER Arthur (1915 - 2005)

 

Arthur Asher Miller
 (New York, 17 ottobre 1915 – Roxbury, 10 febbraio 2005) è stato un drammaturgo, scrittore, giornalista e sceneggiatore statunitense.
Per oltre un sessantennio è stato una figura di primo piano della letteratura americana, in particolare teatrale, e del cinema. Le opere più note di Miller sono Il crogiuolo, Erano tutti miei figli (che vinse nel 1947 il Tony Award come migliore opera) e Morte di un commesso viaggiatore, ancora studiato e rappresentato in tutto il mondo. È noto anche per essere stato sposato con Marilyn Monroe dal 1956 al 1961.
Arthur Miller nacque in una famiglia di ebrei benestanti a New York. Suo padre, Isidore Miller, che produceva e vendeva abiti da donna, cadde in rovina durante la grande depressione; sua madre era casalinga. La sorella Joan divenne attrice con il nome di Joan Copeland (avrebbe lavorato in alcune opere del fratello).
Miller frequentò la scuola pubblica dal 1920 al 1928 e la sua prima opera, un melodramma scritto quando era ancora studente, fu messa in scena per la prima volta nel 1923 allo Shubert Theatre. Negli anni in cui frequentava la Abraham Lincoln High School vicino a Coney Island, a Brooklyn, New York, Miller era un buon atleta e uno studente mediocre. All'inizio fu rifiutato dall'università del Michigan e subì l'odio antisemita, che avrebbe influenzato i suoi ultimi lavori. Miller mise da parte 13 dei 15 dollari di assegno che guadagnava al college e fece di nuovo domanda all'università del Michigan, dove fu accettato nel 1934. Alla Michigan, Miller studiò giornalismo e teatro, e si interessò soprattutto al teatro classico greco e alle opere di Henrik Ibsen.
Nella primavera del 1936 (il suo secondo anno), scrisse il suo primo lavoro, No Villain (pare per vincere un premio di 250 dollari in una gara), e vinse il premio Avery Hopwood, il primo dei due
che ricevette. Miller mantenne forti rapporti con la sua università per il resto della sua vita, che in seguito istituì il premio Arthur Miller nel 1985 e il premio Arthur Miller per il teatro nel 1999, e dando il suo nome al teatro Arthur Miller l'anno successivo. Nel 1938, Miller si laureò in letteratura inglese. Nel 1940, sposò la sua collega dell'università Mary Slattery (con cui ebbe due figli, Jane e Robert). Fu esonerato dal servizio militare nella seconda guerra mondiale per una ferita che si fece giocando a football.
Miller raggiunse la fama con il dramma teatrale Erano tutti miei figli (All my Sons) nel 1947, incentrato sul proprietario di una fabbrica che vende pezzi di ricambio difettosi per aerei durante la seconda guerra mondiale provocando così la morte di diversi piloti; l'opera vinse il premio New York Drama Critics Circle e due Tony Awards. La sua consacrazione definitiva come drammaturgo avvenne due anni dopo, con Morte di un commesso viaggiatore (Death of a Salesaman) del 1949, che ottenne un grande successo di pubblico e critica vincendo il premio Pulitzer, tre Tony Awards e il premio New York Drama Critics Circle: era il primo lavoro a vincerli tutti e tre.
Il suo lavoro successivo fu Il crogiuolo (The Crucible), che esordì a Broadway il 22 gennaio del 1953; ambientata a Salem (Massachusetts) nel 1692, l'opera sfrutta l'evento storico della caccia alle streghe per tracciare un implicito parallelo con il Maccartismo americano degli anni cinquanta e confermò Miller come uno dei più importanti autori del nuovo teatro americano. Uno sguardo dal ponte (A View from the Bridge), del 1955, è un melodramma
sociale che narra le tragiche vicende di una famiglia di immigrati italiani a Brooklyn.
Nel 1956 Miller divorziò dalla moglie Mary. Nel giugno successivo dovette presentarsi di fronte al comitato di Stato sulle attività anti americane, e il 29 giugno sposò Marilyn Monroe, che aveva conosciuto otto anni prima tramite Elia Kazan; per poter sposare Miller, di religione ebraica, Monroe si convertì all'ebraismo, di cui cercò di seguire le regole. Durante i cinque anni del suo matrimonio con l'attrice, dal 1956 al 1961, Miller visse sotto i riflettori dello star system diventando molto popolare non solo come drammaturgo ma soprattutto come marito della diva. Monroe mantenne Miller nel lusso per tutta la durata del matrimonio; famoso rimane l'episodio in cui Miller, in Europa per accompagnare la moglie impegnata nelle riprese de Il principe e la ballerina, acquistò una costosa automobile sportiva e la spedì negli Stati Uniti d'America, il tutto a spese dell'attrice. Durante i cinque anni di matrimonio con Monroe, Miller non scrisse alcun nuovo dramma teatrale.
Il 31 maggio 1957 lo scrittore fu giudicato colpevole di insulto al Congresso per aver rifiutato di rivelare i nomi dei membri del circolo letterario sospettato di avere legami con il comunismo; la sua condanna fu però annullata il 7 agosto 1958 dalla corte d'appello. Lo stesso anno pubblicò una sua raccolta di opere, che rimase per la maggior parte nei magazzini dell'editore.
Miller scrisse la sceneggiatura di The Misfits (Gli spostati), un western atipico e crepuscolare, come regalo di San Valentino per la moglie; il film, interpretato oltre che dalla Monroe, anche da Clark Gable, Montgomery Clift ed Eli Wallach, venne diretto da John Huston nel 1961,
quando il matrimonio fra i due era ormai finito; il film non ottenne il successo sperato, ma nel corso degli anni è stato ampiamente rivalutato e oggi è considerato alla stregua di un cult movie. Ottenuto il divorzio, il 17 febbraio 1962 Miller sposò Inge Morath, fotografa della nota agenzia Magnum, che aveva, fra l'altro, documentato con straordinarie immagini in Nevada le riprese de Gli spostati. Il film rimase l'ultimo girato dalla Monroe, che morì il 5 agosto successivo.
Per gran parte della sua vita lo scrittore si rifiutò di parlare pubblicamente del suo matrimonio con la diva, e prima delle interviste era solito avvisare i giornalisti che non sarebbero state gradite domande al riguardo; solo molti decenni dopo, nella sua autobiografia dal titolo Svolte pubblicata negli anni ottanta, Miller per la prima volta ripercorse le tappe di questa tormentata e chiacchierata unione: dalla fragilità psicologica dell'attrice ai ripetuti tentativi di avere un bambino (la Monroe non riuscì a portare a termine almeno due gravidanze) fino al naufragio del matrimonio fra incomprensioni e litigi. Miller lo definì "il punto più basso della mia carriera", ricavando dal matrimonio due gravidanze non concluse, una ispirazione per un capolavoro mal sfruttata ed un ranch latifondistico nel Connecticut, in cui abiterà per tutta la vita.
Nel 1964 Miller tornò a scrivere un nuovo dramma teatrale dopo nove anni, Incidente a Vichy (Incident at Vichy), ambientato durante la Repubblica di Vichy, in cui affronta i temi della natura umana, della paura e del senso di colpa, interrogandosi su come i nazisti abbiano potuto realizzare la Shoah con così poca resistenza. Il lavoro seguente, Dopo la caduta (After the Fall), suscitò reazioni di disapprovazione perché Maggie, il personaggio principale, venne interpretata
come una ingiusta parodia di Marilyn Monroe, rappresentata come una donna-bambina viziata e capricciosa.
Nei decenni successivi Miller continuò a scrivere per il teatro, senza però raggiungere l'incisività delle sue prime opere; maggior successo hanno avuto alcuni lavori degli ultimi anni, come L'ultimo Yankee (The last Yankee, 1993) e Vetri rotti (Broken Glass, 1994), che hanno nuovamente suscitato l'interesse della critica. Alcuni dei suoi lavori teatrali sono stati adattati per il cinema.
Dalla terza moglie ebbe altri due figli: Rebecca Miller nata nel 1962 (divenuta attrice e regista, moglie dell'attore Daniel Day-Lewis) e Daniel Miller. Quest'ultimo, nato nel 1966, fu ripudiato dallo scrittore giacché affetto dalla sindrome di Down, e segregato in un istituto. Miller non lo volle rivedere più e non ne parlò mai neanche nella sua autobiografia, fino a quando, nel 2005, Daniel riuscì ad incontrarlo in occasione di un congresso. Preso allora da sensi di colpa e prossimo alla fine, lo scrittore lo citò nel testamento. L'intera vicenda è emersa soltanto nell'agosto del 2007, scatenando molte polemiche[3] e causando inedite "rivisitazioni" dell'uomo Miller (l'accaduto viene anche citato nel film Gli abbracci spezzati di Pedro Almodóvar).
Dopo la morte della moglie nel 2002, lo scrittore si legò alla pittrice Agnes Barley, più giovane di lui di cinquant'anni, con cui, nonostante la disapprovazione della figlia Rebecca, visse fino alla morte.
Arthur Miller è morto a novanta anni il 10 febbraio 2005 nel ranch di Roxbury in Connecticut, lo stesso che aveva acquistato Marilyn Monroe ai tempi del loro matrimonio, e che l'attrice scelse di regalargli per convincerlo a non opporsi al divorzio.

Opere
Opere teatrali
No Villain, 1936.
They Too Arise, 1937, basato su No Villain.
Honors at Dawn, 1938, basato su They Too Arise.
The Grass Still Grows, 1938, basato su They Too Arise.
The Great Disobedience, 1938.
Listen My Children, 1939, con Norman Rosten.
The Golden Years, 1940.
The Man Who Had All The Luck, 1940.
The Half-Bridge, 1943.
Erano tutti miei figli (All My Sons), 1947.
Morte di un commesso viaggiatore (Death of a Salesman), 1949.
An Enemy of the People, 1950, basato sull'opera omonima di Henrik Ibsen.
Il crogiuolo (The Crucible), 1953.
Uno sguardo dal ponte (A View from the Bridge), 1955.
A Memory of Two Mondays, 1955.
Incidente a Vichy (Incident at Vichy), 1964.
Dopo la caduta (After the Fall), 1964.
Il prezzo (The Price), 1968.
The Reason Why, 1970.
Fame, un atto, 1970; riveduto per la TV, 1978.
The Creation of the World and Other Business, 1972.
Up From Paradise, 1974.
The Archbishop's Ceiling, 1977.
L'orologio americano (The American Clock), 1980.
Playing for Time, rappresentazione televisiva, 1980.
Elegy for a Lady, corto, 1982; prima parte di Two Way Mirror.
Some Kind of Love Story, corto, 1982; seconda parte di Two Way Mirror.
I Think About You a Great Deal, 1986.
Playing for Time, versione teatrale, 1985.
I Can't Remember Anything, 1987, raccolta in Danger: Memory!.
Clara, 1987, raccolta in Danger: Memory!.
La discesa da Mount Morgan (The Ride Down Mt. Morgan, 1991). a cura di Masolino D'Amico, Einaudi, Collana Supercoralli, 1992.
L'ultimo Yankee (The Last Yankee), 1993.
Vetri rotti (Broken Glass), 1994.
Mr Peters' Connections, 1998.
Resurrections Blues, 2002.
Finishing the Picture, 2004.

Romanzi, racconti, saggi
A fuoco (Focus, 1945), traduzione di Igor Legati, Fuori collana, Torino, Einaudi, 2015 [romanzo]
Gli spostati (The Misfits, 1957), Collana I coralli, Torino, Einaudi, 1961. [novella]
I Don't Need You Anymore, short stories, 1967.
Homely Girl: A Life, short story, 1992; pubblicata in UK col titolo Plain Girl: A Life, 1995.
The Performance, short story.
Svolte: la mia vita (c, 1987), traduzione di Maria Teresa Marenco e Marco e Dida Poggi, Collana Ingrandimenti, Milano, Mondadori, 1988. [Autobiografia]
Io la conoscevo [Biografia dell'ex moglie Marilyn Monroe]
Presenza (Presence: Stories, 2007), traduzione di Federica Oddera, Fuori collana, Torino,
Einaudi, 2017

Sceneggiature
The Hook regia di Elia Kazan (1947) - non realizzato
Facciamo l'amore (Let's Make Love), regia di George Cukor (1960)
Gli spostati (The Misfits) regia di John Huston (1961)
Morte di un commesso viaggiatore (Death of a Salesman) regia di Volker Schlöndorff – film TV (1985)
Alla ricerca dell'assassino (Everybody Wins), regia di Karel Reisz (1990)
La seduzione del male (The Crucible) regia di Nicholas Hytner (1996)

Opere raccolte

The theater essays of Arthur Miller, prefazione di A. Miller, a cura di Robert A. Martin, NY, Viking Press, 1978.
Echoes Down the Corridor: Arthur Miller, Collected Essays 1944-2000, a cura di Steven R. Centola, Viking Penguin (Methuen, in UK), 2000.
Arthur Miller, Collected Plays, 1944-1961, Library of America, 2006.
Arthur Miller: Collected Essays, a cura di Susan C. W. Abbotson, Penguin, 2016.

ARJOUNI Jakob (1964 - 2013)

  Jakob Bothe, nato Jakob Michelsen e conosciuto come  Jakob Arjouni  (Francoforte sul Meno, 8 ottobre 1964 – Berlino, 17 gennaio 2013), è s...