Maeve Brennan (Dublino, 6 gennaio 1917 – New York, 1º novembre 1993) è stata una scrittrice e giornalista irlandese.
I genitori di Maeve Brennan, Robert e Úna, nata Anastasia Bolger, erano entrambi attivi nel movimento repubblicano irlandese. Il padre partecipò alla Rivolta di Pasqua del 1916, fu condannato a morte ed ebbe poi commutata la sentenza; Maeve nacque mentre si trovava in carcere. Durante la guerra civile irlandese Robert Brennan fu direttore della propaganda dell'IRA contraria al trattato, e la casa della famiglia a Ranelagh, sobborgo meridionale di Dublino, fu più volte perquisita dalle forze dello Stato Libero d'Irlanda.
Nel 1934 Robert Brennan ebbe l'incarico di segretario della legazione irlandese a Washington e la famiglia si trasferì negli Stati Uniti. Nel 1938 fu nominato ministro plenipotenziario, incarico che mantenne fino al 1947. Maeve completò gli studi secondari in una scuola cattolica, si laureò all'American University nel 1938 e seguì successivamente corsi di biblioteconomia alla Catholic University of America. Quando i genitori tornarono in Irlanda nel 1947, Maeve e due delle sue sorelle rimasero negli Stati Uniti. Trasferitasi a Manhattan, lavorò inizialmente per la rivista Harper's Bazaar.
Nel 1949 entrò nella redazione del New Yorker, dove si occupò dapprima di moda femminile e in seguito di recensioni librarie, racconti e brevi prose per la rubrica «Talk of the Town». Al 1948 risale il servizio fotografico realizzato da Karl Bissinger, che contribuì a fissarne l'immagine di figura elegante e sofisticata dell'ambiente letterario newyorchese.
Brennan è stata indicata fra i possibili modelli di Holly Golightly, protagonista del romanzo Colazione da Tiffany di Truman Capote. La biografa Angela Bourke ha giudicato plausibile l'ipotesi, pur sottolineando che rimane una speculazione e che, comunque, il personaggio non restituisce la complessità intellettuale della scrittrice.
Nel 1954 sposò St. Clair McKelway, redattore del New Yorker di dodici anni più anziano; il matrimonio ebbe breve durata. Negli anni successivi visse soprattutto in appartamenti in affitto e alberghi, cambiando spesso residenza insieme al cane Bluebell e ai suoi gatti.
A partire dagli anni settanta la sua vita si fece progressivamente più precaria, anche a causa dell'alcolismo e di gravi disturbi psichici. Continuò a collaborare in modo intermittente con il New Yorker, sul quale il suo ultimo testo apparve nel 1981, ma trascorse lunghi periodi senza una dimora stabile e in strutture psichiatriche. All'inizio degli anni novanta un docente inglese la rintracciò in una casa di cura e avvertì la famiglia in Irlanda. Brennan vi morì il 1º novembre 1993, all'età di settantasei anni.
Nel gennaio 1954 apparve sul New Yorker Skunked, la prima prosa attribuita alla Long-Winded Lady, letteralmente «la signora prolissa». Il testo fu presentato dalla redazione come la comunicazione di una lettrice particolarmente loquace, ma la figura divenne in seguito una presenza ricorrente nella rubrica «Talk of the Town».
Le prose della Long-Winded Lady, pubblicate dal 1954 al 1981, sono brevi osservazioni in prima persona sulla vita quotidiana di New York. La narratrice attraversa strade, ristoranti, bar, alberghi e parchi, oppure osserva la città da una finestra, soffermandosi su incontri casuali, figure anonime e minimi particolari del comportamento. Nel necrologio dedicato a Brennan, il New Yorker le definì nel loro insieme un diario della città, del suo clima, del suo aspetto e dei suoi abitanti più fragili.
Brennan teneva a distinguere sé stessa dalla figura che aveva creato. Nella nota introduttiva alla raccolta The Long-Winded Lady: Notes from The New Yorker, pubblicata nel 1969, descrisse la narratrice come una «viaggiatrice stanziale»: non una vera newyorchese, quindi, ma un'osservatrice attratta dai gesti ordinari e dai momenti di parziale riconoscimento fra sconosciuti. La Long-Winded Lady è stata perciò interpretata come una persona letteraria autonoma, nella quale confluiscono soltanto alcuni aspetti dell'esperienza personale e della sensibilità dell'autrice.
Nel 1950 Brennan pubblicò sul New Yorker The Holy Terror, il suo primo racconto per la rivista. Ambientato a Dublino, il testo presenta già alcuni motivi ricorrenti della sua narrativa: l'osservazione implacabile della vita altrui, il risentimento, la solitudine e la difficoltà di esprimere l'affetto all'interno dei rapporti familiari.
I racconti pubblicati dalla rivista confluirono nelle raccolte In and Out of Never-Never Land, uscita nel 1969, e Christmas Eve, del 1974. Alcuni sono ambientati nella Dublino dell'infanzia dell'autrice e seguono, in episodi collegati, la vita domestica di famiglie della piccola borghesia; altri si svolgono negli Stati Uniti, fra New York e la comunità suburbana immaginaria di Herbert's Retreat, osservata attraverso il rapporto fra i suoi ricchi residenti, gli ospiti e le domestiche irlandesi.
Dopo la morte di Brennan, ventuno racconti ambientati a Dublino furono riuniti in The Springs of Affection: Stories of Dublin, pubblicato nel 1997 con un'introduzione del suo storico curatore editoriale William Maxwell. Il volume avviò la riscoperta della scrittrice e fu seguito nel 2000 da The Rose Garden, che raccolse gran parte della restante narrativa breve.
Nello stesso periodo fu recuperata la novella The Visitor, composta probabilmente nella seconda metà degli anni quaranta. L'unico dattiloscritto conosciuto era conservato fra i documenti della casa editrice cattolica Sheed & Ward, acquisiti dall'Università di Notre Dame. L'opera fu pubblicata postuma nel 2001.
La scrittura di Brennan si sviluppa attorno ai due poli geografici di Dublino e New York. I racconti irlandesi sono incentrati soprattutto sugli interni domestici e sulle relazioni familiari della piccola borghesia suburbana, mentre le prose newyorchesi esplorano la strada, i locali pubblici e le sistemazioni provvisorie della metropoli. New York giunge così a rivaleggiare con Dublino come centro della sua immaginazione letteraria. I due spazi sono uniti dalla ricorrenza della casa, rappresentata non come rifugio stabile, ma come luogo minacciato, perduto, ricordato o continuamente ricostruito.
Il tema dell'esilio non coincide tuttavia con una semplice nostalgia dell'Irlanda. La posizione transatlantica di Brennan le permette di mettere in discussione ogni idea definitiva di appartenenza e di attribuire anche alla mobilità e allo sradicamento una funzione conoscitiva. Nei racconti dublinesi e soprattutto in The Visitor, il ritorno alla casa d'origine non ricompone l'identità, ma ne rivela la fragilità e mostra gli spazi domestici come luoghi di esclusione e di conflitto. La novella è stata pertanto interpretata come una critica delle strutture patriarcali e dei modelli di femminilità affermatisi nell'Irlanda successiva all'indipendenza.
Nelle prose della Long-Winded Lady, il vagabondaggio e la solitudine diventano invece un metodo di osservazione. La narratrice è stata descritta come una flâneuse che rivendica il diritto di sostare da sola negli spazi pubblici, guardare gli sconosciuti e attribuire importanza a gesti e oggetti apparentemente insignificanti. Il suo stile combina ironia, autoironia e compassione per le figure comuni o marginali incontrate nella città. Lo stesso nome «Long-Winded Lady» riprende ironicamente lo stereotipo secondo il quale le donne parlerebbero troppo e di argomenti irrilevanti: Brennan lo trasforma orgogliosamente in uno strumento espressivo, facendo delle commissioni quotidiane, delle divagazioni e della curiosità personale una forma di scrittura insieme lieve e sovversiva.
Brian Dillon ha individuato proprio nell'attenzione al particolare il tratto distintivo delle prose della Long-Winded Lady. In Essayism contrappone la narrativa quieta, essenziale e precisamente immaginata di Brennan alle prose della Long-Winded Lady, formate da brevi e incisivi ritratti della vita metropolitana. I personaggi vi compaiono per pochi istanti sotto lo sguardo della narratrice e scompaiono lasciando dietro di sé un gesto o un dettaglio che non verrà spiegato. Commentando l'articolo di costume Broccoli, Dillon ha accostato Brennan a Virginia Woolf e Walter Benjamin come interprete dei momenti minimi e interstiziali della città: l'oggetto viene reso pienamente presente sulla pagina e insieme aperto alla rete di associazioni, smarrimenti e ricordi che porta con sé.
Opere
In lingua originale
In and Out of Never-Never Land: 22 Stories, New York, Charles Scribner's Sons, 1969.
The Long-Winded Lady: Notes from The New Yorker, New York, William Morrow, 1969.
Christmas Eve: 13 Stories, New York, Charles Scribner's Sons, 1974
The Springs of Affection: Stories of Dublin, Boston, Houghton Mifflin, 1997.
The Rose Garden: Short Stories, Washington, Counterpoint, 2000
The Visitor, Dublino, New Island Books, 2001
Principali edizioni italiane
Maeve Brennan, La visitatrice, traduzione di Ada Arduini, Milano, Rizzoli, 2005
Maeve Brennan, Il principio dell'amore, traduzione di Ada Arduini, Milano, Rizzoli, 2006, antologia di sei racconti
Maeve Brennan, Racconti di New York, traduzione di Ada Arduini, Milano, Rizzoli, 2010
Maeve Brennan, La sposa irlandese, traduzione di Chiara Gabutti, Milano, Rizzoli, 2011, antologia di racconti
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