mercoledì 21 maggio 2025

CALDWELL Erskine (1903 - 1987)

 

Erskine Preston Caldwell
 (White Oak, 17 dicembre 1903 – Paradise Valley, 11 aprile 1987) è stato uno scrittore e giornalista statunitense.
Figlio di un ministro di culto della Chiesa associata e riformata presbiteriana, nacque in una casa in mezzo ai boschi nei pressi di Moreland, in Georgia. Trascorse la sua infanzia trasferendosi di stato in stato per tutti gli Stati Uniti meridionali seguendo il padre nelle diverse chiese che gli venivano affidate.
In seguito frequentò, ma senza diplomarsi, l'Erskine College. Era un ragazzo atletico, alto più di 1,80 m, e fu descritto da uno dei suoi editori come dotato di un viso insolitamente gentile, dalle sembianze quasi angeliche. Politicamente le sue simpatie andavano nella direzione delle rivendicazioni operaie e, dal momento che in gioventù era passato da un lavoro all'altro, si ispirò alle sue esperienze tra i lavoratori comuni per scrivere libri che lodavano la vita semplice di chi era meno fortunato di lui. Tempo dopo tenne anche dei seminari sulla vita dei poveri mezzadri nel sud degli Stati Uniti. Il suo stile era semplice e diretto, simile a quello di John Steinbeck e Francis Scott Fitzgerald, suoi contemporanei.
I suoi primi due libri ad essere pubblicati furono Il Bastardo (Orig. Bastard) nel 1929 e Un povero scemo (Orig. Poor Fool) nel 1930, ma le opere che gli diedero la fama furono i romanzi La via del tabacco (Orig. Tobacco Road) del 1932 che ebbe fortuna anche nella versione teatrale, e Il piccolo campo (Orig. God's Little Acre) del 1933 dal quale fu tratta, nel 1958, la sceneggiatura del film diretto dal regista Anthony Mann.
Quando il suo primo libro uscì ne fu subito vietata la diffusione (forse semplicemente sulla base del suo titolo, dato che bastardo potrebbe essere stato preso per un insulto) e le copie furono sequestrate dalle autorità. 
Più tardi, dopo la pubblicazione de Il piccolo campo, le autorità si spinsero ancora più in là e, su istigazione della Società newyorkese per la soppressione del vizio, arrestarono lo scrittore e sequestrarono nuovamente le copie dei suoi libri quando si recò a New York per autografarne alcune per i lettori. Il processo che ne seguì scagionò completamente Caldwell, che presentò una controdenuncia per l'arresto e la persecuzione illeciti e immotivati.
Nel corso degli anni 1930 Caldwell e la moglie gestirono una libreria nel Maine. Dopo il divorzio dalla prima moglie, sposò nel 1939 la fotografa Margaret Bourke-White, con la quale nel 1937 aveva collaborato alla stesura di You Have Seen Their Faces, un libro che trattava della condizione della gente del sud negli anni della Grande depressione. Il matrimonio durò fino al 1942.
Al culmine della seconda guerra mondiale Caldwell ottenne dall'Unione Sovietica il permesso di recarsi in Ucraina e lavorarvi come corrispondente estero documentando gli effetti della guerra in quel paese. La delusione provata vedendo i continui e terribili intrighi del regime stalinista lo spinsero a scrivere un breve racconto di quattro pagine, Sylvia, che pubblicò nel 1944 al suo ritorno negli Stati Uniti. Il racconto parla di una giornalista che viene fucilata dopo essere stata processata da un tribunale segreto con l'accusa di spionaggio.
Rientrato dopo la guerra, Caldwell andò ad abitare a San Francisco. La sua ex moglie si tenne la libreria nel Maine in seguito all'accordo sulla spartizione dei beni.
Negli ultimi vent'anni della sua vita prese l'abitudine di viaggiare per il mondo per sei mesi all'anno, portando con sé molte agendine dove appuntava le idee che gli venivano in mente. La maggior parte di queste agende non fu pubblicata, ma entrò a far parte del suo lascito e possono essere viste nel museo a lui dedicato. La sua casa natale è stata infatti spostata dal luogo dove si trovava originariamente e collocata in una posizione più vicina al centro abitato dopo essere stata restaurata e trasformata in un museo.
Caldwell morì per le complicazioni derivanti da un enfisema e per un tumore polmonare l'11 aprile 1987, all'età di 83 anni. Fu sepolto allo Scenic Hills Memorial Park in Oregon.

Opere
The Bastard (Il bastardo) (romanzo), 1929.
Poor Fool (Un povero scemo), 1930.
American Earth (short stories), 1931.
Tobacco Road (La via del tabacco) (romanzo), 1932.
Tobacco Road: A Three Act Play (adattamento di Jack Kirkland, basato sul romanzo), 1941.
We Are the Living (racconti), 1933.
God's little acre (Il piccolo campo di Dio) (romanzo), 1933.
Tenant Farmers (saggio), 1935.
Some American People (saggio), 1935.
Journeyman (Il predicatore vagante), 1935.
Kneel to the Rising Sun and others (38 Racconti), 1935.
The Sacrilege of Alan Kent, 1936.
You Have Seen Their Faces (con Margaret Bourke-White), 1937.
Southways (racconto), 1938.
North of the Danube, 1939.
Trouble in July (Fermento di luglio) (romanzo), 1940.
Say Is This the USA?, 1941.
Moscow under Fire (Mosca sotto il fuoco) (corrispondenze dall'estero), 1942.
Russia at War (corrispondenze dall'estero), 1942.
All-Out on the Road to Smolensk (Sulla strada di Smolensk) (corrispondenze dall'estero), 1942.
All Night Long, A Novel of Guerilla Warfare in Russia (romanzo), 1942.
Georgia Boy (Ragazzo di Sycamore) (romanzo), 1943.
Tragic Ground (Terra tragica), 1944.
The Sure Hand of God (La mano di Dio), 1947.
This Very Earth (Questa nostra terra), 1948.
Place called Estherville (Un luogo chiamato Estherville) (romanzo), 1949.
A Swell Looking Girl, 1949.
The Humorous Side of Erskine Caldwell, a cura di Robert Cantwell (antologia), 1949.
Episode in Palmetto (Episodio a Palmetto), 1950.
Call it Experience (autobiografia), 1951.
The Courting of Susie Brown (racconti), 1952.
A Lamp for Nightfall (La lampada della sera), 1952.
Love and Money (Amore e soldi), 1954.
The Complete Stories of Erskine Caldwell, 1954.
Gretta, 1955.
Gulf Coast Stories (racconti), 1956.
Certain Women (racconti), 1957.
Claudelle Inglish, 1958.
Molly Cottontail (libro per bambini), 1958.
When You think of Me (racconti), 1959.
Jenny a Milo, 1961.
Men and Women (racconti), 1961.
Jackpot (Il fiume caldo) (racconti), 1961.
The Last Night of Summer, 1963.
In Search of Bisco (In cerca di Bisco) (appunti di viaggio), 1965.
The Deer at Our House (libro per bambini), 1966.
Writing in America (saggio), 1967.
Miss Mamma Aimee, 1967.
Deep South (appunti di viaggio), 1968.
The Weather Shelter (Vento sul fienile), 1969.
Annette, 1973.
Afternoons in Mid America (saggi), 1976.
With All My Might (autobiografia), 1987.
Erskine Caldwell: Selected Letters, 1929-1955, a cura di Robert L. McDonald, 1999.

martedì 20 maggio 2025

GHOSH Amitav (1956 - viv.)

 

Amitav Ghosh
 (Calcutta, 11 luglio 1956) è uno scrittore, giornalista e antropologo indiano.
Ha vinto il 54º premio Jnanpith nel 2018, il massimo riconoscimento letterario dell'India. Le sue opere spaziano soprattutto tra i generi del romanzo storico e del saggio giornalistico e presentano complesse strategie narrative per indagare temi come il postcolonialismo, l'identità culturale, il cambiamento climatico. Il suo lavoro è pluripremiato ed è stato tradotto in più di trenta lingue.
Nato a Calcutta, figlio di un diplomatico, Ghosh è cresciuto tra Bangladesh (allora Pakistan orientale), Sri Lanka, Iran e India. A tredici anni è entrato nella Doon School di Dehradun, mentre la famiglia si era trasferita in Iran. Negli anni di scuola ha contribuito regolarmente con opere di narrativa e poesia a The Doon School Weekly (allora diretto da Vikram Seth) e ha fondato la rivista History Times insieme a Ram Guha. Ghosh ha poi frequentato il prestigioso St. Steven's College di Delhi, dove ha studiato storia (BA) per poi passare all'antropologia sociale per il biennio di specializzazione (MA). Dopo la laurea ha proseguito gli studi a Oxford, grazie a una borsa di studio in antropologia presso il St Edmund Hall. La sua tesi di dottorato verteva sui rapporti di invidia in un villaggio egiziano dell'Alto Delta, poi descritto nello Schiavo del manoscritto. Tornato a Delhi, ha lavorato come giornalista e antropologo prima di trasferirsi brevemente nel Kerala e poi negli Stati Uniti, dove ha conosciuto la moglie, Deborah Baker. Nel 2009 è stato eletto Fellow della Royal Society of Literature. Nel 2015 Ghosh è stato nominato Fellow Art of Change della Ford Foundation.
Gli è stato conferito il Padma Shri dal governo indiano nel 2007. Per lungo tempo ha insegnato scrittura creativa alla Columbia University di New York ed è stato corrispondente per il New Yorker. Nel 2018 è stato insignito del Premio Jnanpith ed è stato il primo scrittore indiano in lingua inglese a ricevere il premio.
Oggi Ghosh vive tra New York e Goa con sua moglie, Deborah Baker, autrice della biografia di Laura Riding In Extremis: The Life of Laura Riding (1993) e redattore senior presso Little, Brown and Company. Hanno due figli, Lila e Nayan. Ghosh, definito "il più grande scrittore indiano di lingua inglese", lavora come antropologo e giornalista.
Amitav Ghosh ha ottenuto quattro Lifetime Achievement awards ed è stato insignito di cinque lauree honoris causa da numerose università, tra le quali quella di New York, la Sorbona di Parigi e il Queens College. Nel 2007, il Presidente dell'India gli ha conferito il Padma Shri, una delle onorificenze più prestigiose del paese. Nel 2010, ha condiviso il Premio Dan David con Margaret Atwood, e nel 2011 ha ricevuto il Grand Prix al festival Blue Metropolis di Montreal. Nel 2018, ha vinto il Premio Jnanpith, il massimo riconoscimento letterario indiano, diventando il primo autore di lingua inglese a riceverlo. Nel 2019, la rivista Foreign Policy lo ha riconosciuto come uno dei pensatori globali più influenti del decennio precedente. Nel 2023 è stato vincitore del Premio Internazionale Dialoghi di Pistoia e nel 2024 Ghosh è stato insignito del Premio Erasmo per i suoi lavori sul cambiamento climatico.

Opere
Narrativa

The Circle of Reason (1986) (Il cerchio della ragione, trad. di Vincenzo Mantovani, Milano: Garzanti, 1986; Torino: Einaudi, 2002)
The Shadow Lines (1988) (Le linee d'ombra, trad. di Anna Nadotti, Torino: Einaudi, 1990; Vicenza: Neri Pozza, 2010; Vicenza: BEAT, 2017)
The Calcutta Chromosome (1995) (Il cromosoma Calcutta: un romanzo di febbre, delirio e scoperta, trad. di Anna Nadotti, Torino: Einaudi, 1996; Vicenza: Neri Pozza, 2008; Vicenza: BEAT, 2013)
The Glass Palace (2000) (Il Palazzo degli specchi, trad. di Anna Nadotti, Torino: Einaudi 2001; Vicenza: Neri Pozza, 2007; Vicenza: BEAT, 2015)
The Hungry Tide (2004) (Il paese delle maree, trad. di Anna Nadotti, Vicenza: Neri Pozza, 2005)
Gun Island (2019) (L'Isola dei fucili, trad. di Anna Nadotti e Norman Gobetti, Vicenza: Neri Pozza, 2019) ISBN 978-88-545-1760-8
Jungle Nama (2021) (Jungle nama, 2021 trad. di Anna Nadotti e Norman Gobetti, disegnato da Salman Toor, Vicenza, Neri Pozza)
Trilogia Ibis
Sea of Poppies, 2008 (Mare di papaveri, trad. di Anna Nadotti e Norman Gobetti, Vicenza: Neri Pozza, 2008; Vicenza: Beat edizioni, 2011)
River of Smoke, 2011 (Il fiume dell'oppio, trad. di Anna Nadotti e Norman Gobetti, Vicenza: Neri Pozza, 2011; Vicenza: BEAT, 2017)
Flood of Fire, 2015 (Diluvio di fuoco, trad. di Anna Nadotti e Norman Gobetti, Vicenza: Neri Pozza, 2015; Vicenza : Beat, 2017)

Saggistica
In an Antique Land (1992) (Lo schiavo del manoscritto, trad. di Anna Nadotti, Torino: Einaudi, 1993; Vicenza, Neri Pozza, 2009)
Dancing in Cambodia and at Large in Burma, 1998 (Estremi orienti: due reportage, trad. di Anna Nadotti, Torino: Einaudi, 1998)
Countdown (1999)
The Imam and the Indian (2002; Essays)
Incendiary circumstances: a chronicle of the turmoil of our times, 2006 (Circostanze incendiarie: cronaca del mondo che viene, trad. di Anna Nadotti, Vicenza: Neri Pozza, 2006)
The Great Derangement. Climate Change and the Unthinkable, 2016 (La grande Cecità: Il cambiamento climatico e l’impensabile, trad. di Anna Nadotti e Norman Gobetti, Vicenza, Neri Pozza, 2017, ISBN 978 88 545 1337 2)
The Nutmeg's Curse, 2021 (La maledizione della noce moscata. Parabole per un pianeta in crisi, trad. di Norman Gobetti e Anna Nadotti, Vicenza, Neri Pozza, 2022)
Uncanny and Improbable Events (2021)
The Living Mountain (2022)
Smoke and Ashes: A Writer's Journey Through Opium's Hidden Histories (2023) [9]



lunedì 19 maggio 2025

YEHOSHUA Abraham (1936 - 2022)

 

Abraham Yehoshua
, detto Boolie (Gerusalemme, 9 dicembre 1936 – Tel Aviv, 14 giugno 2022), è stato uno scrittore e drammaturgo israeliano.
Nato a Gerusalemme nel 1936 in una famiglia d'origine sefardita, viveva ad Haifa dove insegnava letteratura comparata e letteratura ebraica presso l'università locale. Suo padre, Yaakov Yehoshua, era uno storico, specializzato nella storia di Gerusalemme; sua madre, Malka Rosilio, era giunta dal Marocco nel 1932. Dopo avere servito nell'esercito dal 1954 al 1957, Yehoshua frequentò la scuola Tikhonaime per poi laurearsi in letteratura ebraica e filosofia all'Università Ebraica di Gerusalemme. Ebbe incarichi come professore esterno nelle Università di Harvard, di Chicago e di Princeton. Nel 2003 gli venne conferito il Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa per La sposa liberata.
Visse a Parigi per quattro anni, dal 1963 al 1967; oltre all'insegnamento, a Parigi ricoprì anche l'incarico di Segretario Generale dell'Unione Mondiale degli Studenti Ebrei. Inizialmente autore di racconti e opere teatrali, conobbe il successo con i suoi romanzi, tanto da diventare uno degli scrittori israeliani più noti. Cominciò a pubblicare le sue prime opere subito dopo aver concluso il servizio di leva militare, diventando un esponente del Nuovo Movimento degli scrittori israeliani (in inglese Israeli New Wave). Le sue opere sono state tradotte in ventidue lingue. In Italia è stato scoperto dalla casa editrice La Giuntina per poi essere pubblicato da Einaudi.
Yehoshua era sposato con Rivka, psicanalista specializzata in psicologia clinica. La coppia ha avuto tre figli e sei nipoti.
Opere

Una volta terminato il servizio militare Yehoshua iniziò a pubblicare opere di narrativa. Il suo primo libro Mot Hazaken (La morte del vecchio), una raccolta di racconti, uscì nel 1962. Come figura di spicco nella "New Wave" degli scrittori israeliani, contribuì a spostare l'attenzione sull'individuo e sui rapporti interpersonali piuttosto che sui gruppi e sulle collettività.
Al centro del pensiero e dell'opera di Yehoshua si trova la questione del rapporto tra popoli diversi, che hanno religioni e culture differenti. I suoi personaggi sperimentano in forme a volte drammatiche, spesso tormentate, la difficoltà di costruire relazioni umane autentiche che non si lascino incasellare nel pregiudizio o nell'intolleranza. Questo tema, di evidente attualità, trova anche una proiezione storica: in Viaggio alla fine del millennio si incontra un modo di costruire le relazioni tra Ebrei, Arabi, Europei diverso e più aperto di quanto accada nel presente. Nel Signor Mani sono più d'uno i contesti storici rappresentati, con sfaccettature varie e sorprendenti.
Un altro tema costante nei suoi libri è l'analisi dei rapporti familiari. I personaggi sono inseriti in una rete di relazioni di parentela, in cui si incontrano le diverse generazioni e vengono esplorati i rapporti tra padre e figlio, tra nonno e nipote, e soprattutto tra marito e moglie. Spesso queste relazioni sono rese difficili dalla lontananza, o dalla incomprensione, o da un "non detto" che addolora e induce all'autocritica il personaggio principale (che spesso è un uomo di mezza età: forse un tratto autobiografico). 
L'amore coniugale è oggetto di particolare analisi, in quanto non fondato su un legame di sangue e perciò tale da dover essere continuamente rimesso in gioco, giorno per giorno, nelle situazioni più diverse. Yehoshua ritiene infatti che il rapporto di coppia sia il legame più difficile da "tenere in piedi" e perciò quello che va più approfondito. Nel rappresentare situazioni a volte anche potenzialmente scabrose, la parola di Yehoshua è tuttavia semplice, comprensiva, priva di morbosità. Non a caso Yehoshua viene spesso definito il simbolo della complessità ebraica: sentimenti amorosi, religione e fede, ideologia politica e routine quotidiana costituiscono un unicum nei suoi scritti e tutto ciò si trova sempre ben contestualizzato nella dimensione storica dello Stato d'Israele e nel mondo ebraico.
Lo stile di questo scrittore non si lascia definire in modo univoco; al contrario, da un romanzo all'altro Yehoshua adotta modalità narrative diverse. Dal racconto ininterrotto in terza persona, senza dialogo, al dialogo "con una voce sottintesa"; dall'identificazione dei diversi capitoli con i punti di vista di altrettanti personaggi, alla narrazione in prima persona, fino alla costruzione bipartita, a "duetto", come recita il sottotitolo del romanzo Fuoco amico, lo scrittore opera una notevole varietà di scelte stilistiche. Non viene meno tuttavia la coerenza di un linguaggio curato, ricco, capace di dar vita a descrizioni di alta espressività o ad approfondimenti psicologici molto intensi.
In un colloquio con Wlodek Goldkorn, avvenuto nel 2017, raccontò che stava lavorando a un nuovo romanzo dove scrive sull'essere nonni e dell'incertezza della memoria.

Racconti
Tutti i racconti (Kol Ha-Sipurim) (1993)

Romanzi
L'amante (Ha-meahèv) (1977)
Un divorzio tardivo (Gerushìm meuḥarìm) (1982)
Cinque stagioni (Molkho) (1987)
Il signor Mani (Mar Màni) (1990)
Ritorno dall'India (Ha-shivàh me-Hòdu) (1994)
Viaggio alla fine del millennio (Massà‘ el tom ha-èlef) (1997)
La sposa liberata (Ha-kalàh ha-meshaḥrèret, letter. "La sposa liberatrice") (2001)
Il responsabile delle risorse umane (Shliḥutò shel ha-memunèh al mashavéy enòsh) (2004), da cui è stato tratto l'omonimo film per la regia di Eran Riklis nel 2010
Fuoco amico (Esh yedidutìt) (2007)
La scena perduta (Ḥèssed sfaradì, lett. "Pietà spagnola") (2011)
La comparsa (2015)
Il tunnel (2018)
La figlia unica, collana Supercoralli, traduzione di Alessandra Shomroni, Einaudi, 2021

Saggi
Elogio della normalità (1991)
Diario di una pace fredda (Articoli) (1996)
Ebreo, israeliano, sionista: concetti da precisare (1996)
Il potere terribile di una piccola colpa. Etica e letteratura (2000)
Il labirinto dell'identità (2009)

Opere teatrali
Una notte di maggio (Layla Be-May) (1975)
Possesso (Hafatzim, letter. "Oggetti") (1986)
Bambini della notte (Tinokot Ha-Layla) (1992)
Camminano forse due uomini insieme? Dramma in due atti (Yahlchu shneiem beYachad) (2013)


domenica 18 maggio 2025

SEBALD W.(Winfried) G.(Georg) (1944 - 2001)




Winfried Georg „Max“ Sebald
 (Wertach, 18 maggio 1944 – Norfolk, 14 dicembre 2001) è stato uno scrittore tedesco, conosciuto come W.G. Sebald.
Più volte annoverato da eminenti critici letterari fra i più grandi saggisti e prosatori contemporanei, prima della sua improvvisa e tragica morte, avvenuta in un incidente stradale, in molti lo avevano individuato come possibile vincitore del Premio Nobel per la letteratura.
Nato e cresciuto in Baviera, dal 1948 al 1963 visse a Sonthofen. Suo padre, Georg Sebald, si arruolò nel 1929 nella Reichswehr e rimase nella Wehrmacht sotto i nazisti. Figura scostante nella vita dell'autore, fu prigioniero di guerra fino al 1947; il nonno rimase la presenza più importante degli anni giovanili. A Sebald furono mostrate immagini dell'Olocausto mentre era a scuola a Oberstdorf e narrò come nessuno dei suoi compagni seppe spiegare tali immagini. Olocausto e Germania del dopoguerra gravitano pesantemente nelle opere di Sebald.
Studiò letteratura alle Università di Friburgo in Brisgovia (Germania), Friburgo (Svizzera) e Manchester (Gran Bretagna). Diventò Assistente Lettore all'University of Manchester nel 1966 e si trasferì definitivamente in Inghilterra nel 1970, lavorando presso la University of East Anglia (UEA). Nel 1987 fu nominato titolare della Cattedra di Letteratura Europea alla UEA e nel 1989 fondò il British Centre for Literary Translation, divenendone anche direttore. In quel periodo visse principalmente a Wymondham e Poringland. Sposatosi con Ute nel 1967, Sebald morì in un incidente stradale nel 2001. Stava guidando l'auto, accompagnato da sua figlia Anna, che sopravvisse allo scontro (sembra che Sebald abbia subito un infarto improvviso e sia stato sbalzato nella corsia opposta, causando uno scontro frontale). È sepolto nel cimitero di St. Andrew a Framingham Earl, vicino a dove viveva.
Le opere di Sebald si concentrano soprattutto sul tema della memoria e dei ricordi, specie quelli personali e collettivi. Sono principalmente un tentativo di riconciliare se stesso - in termini sia personali sia letterari - con il trauma della Seconda guerra mondiale e i suoi effetti sul popolo tedesco. Le sue profonde preoccupazioni in merito all'Olocausto vengono espresse in diversi scritti, che tracciano le sue connessioni biografiche con gli ebrei. Le sue opere sono scritte in tedesco, ma tradotte in diverse lingue, tra le quali l'inglese che lui stesso controllava attentamente insieme ai relativi traduttori, tra cui si annoveravano Anthea Bell e Michael Hulse.
Tra le opere principali si segnalano Austerlitz, Gli anelli di Saturno, Gli emigrati e Vertigini. Tali scritti sono una combinazione curiosa di fatti (o fatti apparenti), memorie e fantasia, spesso corredati di fotografie in bianco e nero che vengono a fungere da contrappunto alla narrativa, piuttosto che illustrarla direttamente. Tutti i suoi romanzi sono presentati come osservazioni e rimembranze di Sebald mentre viaggiava in svariate parti dell'Europa. Sebald è anche l'autore di tre libri di poesia, uno dei quali è stato pubblicato in italiano. Le edizioni inglesi sono: After Nature (1998); For Years Now (2001) e The Unrecounted (2004).
Le opere di Thomas Browne, Honoré de Balzac, Italo Calvino, Robert Walser, Virginia Woolf e Jorge Luis Borges sono state quelle che maggiormente hanno influenzato Sebald; di Borges, specialmente Il giardino dei sentieri che si biforcano e Tlön, Uqbar, Orbis Tertius. Sebald fa riferimento a Tlön nel suo Gli anelli di Saturno.

Opere

Secondo natura. Un poema degli elementi (Nach der Natur. Ein Elementargedicht, 1988), traduzione di Ada Vigliani, Collana Biblioteca n.545, Milano, Adelphi, 2009
Vertigini (Schwindel. Gefühle. Eichborn, 1990), Collana Letteraria, Milano, Bompiani, 2000; traduzione di Ada Vigliani, Collana Fabula n.153, Milano, Adelphi, 2003
Gli emigrati (Die Ausgewanderten, 1992), a cura di Gabriella Rovagnati, Collana Letteraria, Milano, Bompiani, 2000; traduzione di Ada Vigliani, Collana Fabula n.185, Milano, Adelphi, 2007 
Gli anelli di Saturno. Un pellegrinaggio in Inghilterra (Die Ringe des Saturn. Eine englische Wallfahrt, 1995), a cura di Gabriella Rovagnati, Collana Letteraria straniera, Milano, Bompiani, 1998; traduzione di Ada Vigliani, Collana Fabula n.227, Milano, Adelphi, 2010 
Austerlitz (2001), traduzione di Ada Vigliani, Collana Fabula n.143, Milano, Adelphi, 2002 
Le Alpi nel mare (Kleine Exkursion nach Ajaccio. Campo Santo. Die Alpen im Meer. La cour de l'ancienne école, 2003), traduzione di Ada Vigliani, Collana Biblioteca minima n.46, Milano, Adelphi, 2011 
Tessiture di sogno (Campo Santo, 2003), a cura di Sven Meyer, traduzione di Ada Vigliani, Collana Biblioteca n.737, Milano, Adelphi 2022 
Sulla terra e sull'acqua. Poesie scelte (1964-2001) (Über das Land und das Wasser. Ausgewählte Gedichte 1964–2001, 2008), a cura di Sven Meyer, Collana Biblioteca, Milano, Adelphi, 2025 
Moments musicaux (2012), trad. di Ada Vigliani, Collana Biblioteca minima n.56, Milano, Adelphi, 2013 

Saggistica e Critica letteraria
Carl Sternheim: Kritiker und Opfer der Wilhelminischen Ära, Magisterarbeit, Kohlhammer, Stuttgart, 1969.
Der Mythus der Zerstörung im Werk Döblins. Dissertation, Ernst Klett, Stuttgart, 1980.
Die Beschreibung des Unglücks. Zur österreichischen Literatur von Stifter bis Handke, Residenz-Verlag, Salzburg/Wien, 1985.
A radical stage: theatre in Germany in the 1970s and 1980s (Radikale Bühne – Theater in Deutschland in den 1970er und 1980er Jahren), a cura di W.G. Sebald. Berg, Oxford, 1988.
Unheimliche Heimat. Essays zur österreichischen Literatur, Residenz-Verlag, Salzburg/Wien, 1991.
Soggiorno in una casa di campagna. Su Gottfried Keller, Johann Peter Hebel, Robert Walser e altri (Logis in einem Landhaus. Autorenporträts über Gottfried Keller, Johann Peter Hebel, Robert Walser und andere, 1998), traduzione di Ada Vigliani, Collana Biblioteca n.596, Milano, Adelphi, 2012; Il passeggiatore solitario. In ricordo di Robert Walser (Le promeneur solitaire. Zur Erinnerung an Robert Walser, 1998), traduzione di Ada Vigliani, Milano, Adelphi, 2006, ISBN 978-88-459-2073-8. [capitolo di Soggiorno in una casa di campagna]
Storia naturale della distruzione (Luftkrieg und Literatur. Mit einem Essay zu Alfred Andersch, 1999), traduzione di Ada Vigliani, Collana Biblioteca n.463, Milano, Adelphi, 2004 
Ich möchte zu ihnen hinabsteigen und finde den Weg nicht. Zu den Romanen Jurek Beckers. In: Sinn und Form 2/2010, S. 226–234 (Erstveröffentlichung, ursprünglich verfasst für eine 1992 erschienene Materialiensammlung zum Werk Jurek Beckers, die Aufnahme von Sebalds Essay wurde damals jedoch abgelehnt).


sabato 17 maggio 2025

CERCAS Javier (1962 - viv.)

 

Javier Cercas Mena (Ibahernando, 6 aprile 1962) è uno scrittore e saggista spagnolo.
Cercas lavora anche come opinionista per il quotidiano spagnolo El País, e per anni è stato insegnante universitario di filologia. La sua opera è principalmente narrativa, e si caratterizza per la mescolanza di vari generi letterari, l'uso del cosiddetto romanzo non-fiction e l'unione di cronaca e saggio con la finzione. Ha anche realizzato varie traduzioni di opere di altri autori. A partire dal suo romanzo di successo Soldados de Salamina, le sue opere sono state tradotte in più di venti paesi e in più di trenta lingue.
Figlio di un veterinario di campagna e cugino di primo grado del politico Alejandro Cercas, Javier Cercas è nato a Ibahernando, un paesino della provincia di Cáceres, in Estremadura. Nel 1966, all'età di quattro anni, si trasferì con la famiglia a Gerona, dove compì gli studi. Fino all'età di quindici anni tornò tutte le estati al paese natale, conservando con i luoghi natii un rapporto strettissimo, che dura tuttora. Nel corso dell'adolescenza cominciò a interessarsi alla letteratura e al cinema, ed era solito consumare droghe leggere. Alcuni membri della sua famiglia, incluso suo padre, erano falangisti, ma nonostante ciò Cercas iniziò a farsi una propria opinione sulla guerra civile spagnola, leggendo molto riguardo all'argomento.
Nel 1985 si laureò in Filologia ispanica all'Università autonoma di Barcellona, e in seguito prese il dottorato nella stessa disciplina all'Università di Barcellona. Lavorò anche per due anni presso l'Università dell'Illinois (Urbana-Champaign) nel Midwest, negli Stati Uniti d'America. Qui scrisse il suo primo romanzo. Dal 1989 cominciò a lavorare come professore di letteratura spagnola all'Università di Girona, e al contempo scrisse articoli e recensioni per alcuni periodici. È infine un collaboratore abituale dell'edizione catalana di El País e del supplemento del sabato.
Dopo aver vissuto molti anni a Barcellona, Cercas tornò a Gerona con sua moglie e suo figlio nel 1999. Fino al 2000 Javier Cercas era un autore poco conosciuto. Questo si desume anche dal fatto che in un'antologia degli autori spagnoli pubblicata quell'anno, intitolata Páginas amarillas, il suo nome non era presente all'interno di una lista che comprendeva molti scrittori della sua generazione. Nonostante ciò, un suo amico, il rinomato scrittore cileno Roberto Bolaño, riconobbe in lui un talento fuori dal comune e lo esortò a continuare a scrivere.
Nel 2001 pubblicò il romanzo Soldados de Salamina, che ne fece uno scrittore universalmente riconosciuto, ricevendo critiche eccellenti da autori del calibro di Mario Vargas Llosa, J. M. Coetzee, Doris Lessing, Susan Sontag e George Steiner. Le numerose vendite di questo romanzo gli permisero di dedicarsi esclusivamente all'attività di scrittore, lasciando l'incarico di professore universitario. Dal libro fu anche tratta due anni dopo una versione cinematografica, diretta dal regista spagnolo David Trueba.
Il suo romanzo seguente, La velocità della luce, pubblicato nel 2005, lo rivalutò ulteriormente come scrittore, e oltre a essere considerato il romanzo dell'anno da El País, ottenne vari premi letterari. Nei suoi romanzi successivi, Anatomia di un istante (2009), Le leggi della frontiera (2012), L'impostore (2014) e Il re delle ombre (2017), Cercas ha mantenuto un forte interesse per i temi storici della guerra civile spagnola e della transizione spagnola successiva alla fine del Franchismo.
La sua opera è stata tradotta in più di venti lingue. Egli stesso svolge anche l'attività di traduttore, traducendo opere di autori catalani contemporanei, nonché le opere di H. G. Wells.
La narrativa di Cercas si caratterizza per l'uso del romanzo non-fiction, in cui si mischiano fatti realmente accaduti con altri fittizi, senza che il limite che separa il reale dall'immaginario risulti sempre ben chiaro. Per lo scrittore, tutto il romanzo è autobiografico, ma deve anche condurre a una catarsi, ossia a una forma di salvezza. Questa maniera di concepire la letteratura, che Cercas applica nello strutturare e raccontare le sue storie, è stata apprezzata da molti, però ha anche generato critiche da parti di altri autori, come lo scrittore Félix de Azúa o il giornalista Arcadi Espada, i quali difendono la necessità di una maggiore nitidezza e distinzione tra finzione e realtà. Le sue opere tendono a essere generalmente ambientate in ambienti urbani, al tempo presente o in un passato non troppo lontano, e posseggono un tono piacevole e a tratti umoristico.
In quanto al processo di scrittura, secondo lo stesso Cercas, nonostante i suoi romanzi siano tutti molto diversi tra di loro, cominciano tutti con una domanda, e il libro altro non è che una ricerca della risposta a quella domanda, che alla fine, o non si trova, oppure è contenuta nella stessa domanda. Cercas afferma inoltre che al momento di iniziare a scrivere un nuovo romanzo, lui ha solo una vaga idea di come sarà, e questa idea va definendosi a mano a mano che si sviluppa. Il suo modello principale sono «i romanzi facili da leggere e difficili da capire», come nel caso del Don Chisciotte della Mancia, il suo romanzo preferito. Lo stesso Cercas ha infine riconosciuto nello scrittore argentino Jorge Luis Borges uno dei suoi principali modelli e stimoli per scrivere, avendolo iniziato a leggere all'età di 14 anni, e ha riconosciuto che per lui i due autori letterari più importanti sono Borges e Franz Kafka.
I romanzi e le cronache di Cercas sono soliti possedere un forte contenuto politico, per il quale Cercas può essere definito un autore di tendenze di sinistra, sebbene fortemente critico dello stato attuale della sinistra nel suo paese. È inoltre un fervente oppositore della dittatura di Francisco Franco, e proprio per questo ha polemizzato con vari intellettuali, giornalisti e politici, riguardo alle responsabilità durante la guerra civile spagnola, la dittatura di Franco e la transizione spagnola. Tra questi, ha polemizzato con José Ignacio Wert e Gregorio Morán. Cercas si dichiara ateo e anticlericale, ma è molto interessato alla politica del Vaticano.
Cercas, che ha vissuto per quasi tutta la sua vita in Catalogna, si considera, per sua stessa ammissione, un «abitante dell'Estremadura catalanizzato o un catalano che non riesce a smettere di essere dell'Estremadura (o al contrario)». In Catalogna esiste un forte nazionalismo, che a volte porta con sé il desiderio di rendersi indipendente dalla Spagna. Cercas rifugge il nazionalismo in generale, poiché lo considera un mero fatto passionale, a differenza dell'indipendentismo, che è un tema politico, appena accennato, e al quale sarebbe disposto ad aderire se gli fosse dimostrato che l'indipendenza della Catalogna o dei Paesi Baschi possono portare reali benefici ai suoi abitanti. Questo antinazionalismo gli ha provocato dispute con altri scrittori e storici catalani, come Joan B. Culla, e lo ha portato a criticare apertamente i manifestanti nazionalisti simpatizzanti per l'ETA. Inoltre, si è mostrato favorevole a un'Europa federale o confederata.



Opere
Romanzi

Il movente [El móvil], collana Prosa contemporanea, Milano, Guanda, 2004 [1987]
Il nuovo inquilino [El inquilino], collana Narratori della Fenice, Milano, Guanda, 2011 [1989]
La donna del ritratto [El vientre de la ballena], collana Narratori della Fenice, Milano, Guanda, 2008 [1997]; riscritto e riedito nel 2014, trad. Pino Cacucci, Guanda, 2018
Soldati di Salamina [Soldados de Salamina], collana Narratori della Fenice, Milano, Guanda, 2002 [2001] [Storia di Rafael Sánchez Mazas durante la guerra civile spagnola ]
La velocità della luce [La velocidad de la luz], collana Narratori della Fenice, Milano, Guanda, 2006 [2005] [Storia dell'amicizia tra uno scrittore ed un veterano della guerra in Vietnam]
Anatomia di un istante [Anatomía de un instante], collana Narratori della Fenice, Milano, Guanda, 2010 [2009] [Storia del fallito colpo di Stato in Spagna del 23 febbraio 1981]
Le leggi della frontiera [Las leyes de la frontera], collana Narratori della Fenice, Milano, Guanda, 2013 [2012]
L'impostore [El impostor], collana Narratori della Fenice, Milano, Guanda, 2015 [2014]
Il sovrano delle ombre [El monarca de las sombras], collana Narratori della Fenice, Milano, Guanda, 2017 [2017]
Il folle di Dio alla fine del mondo [El loco de Dios en el fin del mundo], collana Narratori della Fenice, traduzione di Bruno Arpaia, Milano, Guanda, 2025.
Trilogia Terra Alta:
Terra Alta [Terra Alta], traduzione di Bruno Arpaia, Milano, Guanda, 2020 [2019]
Indipendenza [Independencia], traduzione di Bruno Arpaia, Milano, Guanda, 2021 [2021]
Il castello di Barbablù [El castillo de Barbazul], collana noir, traduzione di Bruno Arpaia, Milano, Guanda, 2022 [2022]

Raccolte di articoli
Una buena temporada, 1998.
Relatos reales, 2000.
La verità di Agamennone (La verdad de Agamenón, 2006), Collana Biblioteca della Fenice, Milano, Guanda, 2012
Formas de ocultarse, 2016.

Saggi
La obra literaria de Gonzalo Suárez, 1993.
J. Cercas-Bruno Arpaia, L'avventura di scrivere romanzi, Collana Piccola biblioteca, Parma, Guanda, 2013
Il punto cieco (El punto ciego, 2016), Collana Biblioteca della Fenice, Parma, Guanda, 2016


ENRIQUEZ Mariana (1973 - viv.)

Mariana Enríquez  (Buenos Aires, 1973) è una giornalista e scrittrice argentina. Si è laureata in Comunicazione Sociale presso l'Unive...