Vladislav Vančura (Háj ve
Slezsku, 23 giugno 1891 – Praga, 1º
giugno 1942) è stato un poeta e scrittore ceco.
Personalità particolarmente complessa, è considerato il massimo
rappresentante dell'espressionismo ceco: nella sua opera
confluiscono inoltre motivi e influssi della cosiddetta corrente
proletaria, che operò nella letteratura ceca subito dopo la prima
guerra mondiale.
Audace sperimentatore nella ricerca stilistica e di linguaggio, è
autore di numerosi romanzi, tra cui si ricordano Il fornaio Jan
Marhoul, del 1924; Campi di battaglia e arabili, del 1925,
allucinante quadro della prima guerra mondiale; Markéta
Lazarová, del 1931; La fine dei vecchi tempi, del 1934; I
tre fiumi, del 1936.

Nacque in un villaggio presso Opava nella Slesia austriaca,
da un'antica famiglia nobile acattolica; il padre Václav Vojtěch,
nato nel 1856 a Čáslav, evangelico, era direttore dello
zuccherificio di Háj e la madre Marie Svobodová, cattolica, era
nata nel 1863 a Kluky, vicino a Čáslav. Nel 1896, la famiglia si
trasferì a Davle, un incantevole paesino sulle rive
della Moldava, circa 20 chilometri a sud di Praga, e
abitava in una grande casa di campagna. A Davle, il giovane Vladislav
fu educato da un precettore dal 1898 al 1904. Nel 1905, si trasferì
a Praga con le sorelle più grandi per proseguire gli studi;
Vladislav fu iscritto alla quinta classe della scuola elementare
di Josefská ulice.
Nel 1907 Vladislav si iscrisse al Regio Ginnasio di Malá
Strana, ma ebbe problemi con la routine scolastica e la
pedanteria degli insegnanti, tanto che abbandonò la scuola l'anno
seguente. Fra il 1909 e il 1910, frequentò il Regio Ginnasio
di Benešov, una cittadina a 45 chilometri a sud-est di Praga.
Era questa una vecchia scuola fondata nel 1704, che nel passato era
stata retta dagli scolopi, con disciplina severa e insegnanti
rigidi. Vančura odiò profondamente questa scuola; il 14 maggio
1909, pubblicò la sua prima novella V aleji ("Nel
viale") sul supplemento letterario di Horkého týdeník.
Gli studi a Benešov terminarono nel 1910 con l'espulsione dalla
scuola (consilium abeundi), per via della sua appartenenza in
un'associazione studentesca segreta. I genitori lo mandarono a Vysoké
Mýto, come apprendista del libraio Čermák. Vladislav era depresso
e sognava di diventare un pittore. Nel 1911 studiò la
tecnologia della fotografia a Praga e iniziò a frequentare i corsi
della Scuola di Arti e Mestieri; non ebbe successo nel tentativo di
iscriversi alla Regia

Accademia delle Arti per intraprendere una
carriera di pittore. Pensò anche al suicidio, quando i genitori
volevano farne un ufficiale di marina o un soldato. A causa della
malattia della madre, Vladislav tornò a Davle. Nel 1912 studiò
privatamente a casa e superò gli esami di quarta e quinta ginnasio.
L'anno successivo si iscrisse al Regio Ginnasio di Křemencová
ulice a Praga e terminò il sesto anno. Fra il 1914 e il 1915 lo
ritroviamo come studente al Ginnasio di Malá Strana, dove
superò gli esami di diploma il 6 giugno 1915.
Nell'ottobre del 1915, Vladislav si iscrisse alla facoltà di
giurisprudenza dell'Università Carolina di Praga, ma gli studi
di diritto lo annoiarono ben presto. Nell'inverno del 1916 passò
alla facoltà di medicina nella stessa università; la sua
famiglia intanto si trasferì da Davle alla tenuta di Humburky,
non lontano da Praga e Vladislav incontrò la diciannovenne Ludmila
"Lida" Tuhá, studentessa di medicina. Nel 1917 Josef
Čapek, Jan Zrzavý, Václav Špála, Vlastimil
Hofman, Bedřich Feuerstein, Zdeněk Rykr e altri
amici di Vladislav si riunirono nel gruppo di pittori Tvrdošíjní ("I
Testardi"). Scrisse di loro e Josef Čapek divenne
l'illustratore del suo futuro libro "Un'estate capricciosa",
edito nel 1926. Dal 1º ottobre al 31 dicembre 1918, Vladislav
fu praticante di medicina all'ospedale di Německý Brod.
Intanto il 3 ottobre aveva pubblicato la sua breve prosa Ráj ("Il
paradiso") sul giornale Červen e lavorava al libro di
fiabe Kolébka (La culla) e
alla pièce teatrale Iason ("Giasone").
Nel 1919 Vladislav tornò a Praga per continuare gli studi; fra il
1919 e il 1920 scrisse numerose recensioni artistiche sul
quotidiano České slovo.

Il 2 giugno 1921 Vladislav e Lída si laurearono in
medicina e si sposarono il successivo 16 agosto. In autunno, presero
casa a Zbraslav, dove aprirono un ambulatorio. Nel 1923,
Vladislav pubblicò il libro di novelle Amazonský proud ("La
corrente dell'Amazzonia"). Più importante fu il suo secondo
libro di novelle, uscito nel 1924, Dlouhý, Široký a
Bystrozraký ("Lungo, largo e di vista acuta"), che
contiene pezzi eccellenti come Cesta do světa ("Viaggio
verso il mondo") e F. C. Ball. Il suo terzo libro, Pekař
Jan Marhoul ("Il fornaio Jan Marhoul"), pubblicato nel
1924, ne fece un grande autore noto al pubblico. È il primo romanzo
di Vančura e forse anche il migliore - la storia della tragica vita
di un abbiente fornaio che declina inesorabilmente verso la povertà
e la morte nonostante la sua magnanimità. La storia è scritta in
una lingua straordinaria e con uno stile brillante. Nel 1925 Vančura
diede alle stampe il romanzo Pole orná a válečná (Campi
di battaglia e arabili) e l'anno successivo il romanzo Rozmarné
léto ("Un'estate capricciosa"), che divenne un best
seller. È l'avventura comica di tre uomini - un colonnello, un prete
e un guardiano di un bagno pubblico - durante le piovose vacanze
estive. Nel 1967 il libro sarà trasposto nel
film Un'estate capricciosa del regista ceco Jiří
Menzel, che nello stesso film sarà anche attore, impersonando
Arnoštek. Nel 1928 Vančura scrisse il suo quarto
romanzo Poslední soud (L'ultimo giudizio), pubblicato
nel 1929 e costruì la bianca
villa funzionalista a Zbraslav, opera
dell'architetto Jaromír Krejcar, il marito di Milena
Jesenská, giornalista e traduttrice amica

di Franz Kafka.
Il quinto romanzo di Vančura Hrdelní pře aneb Přísloví ("La
disputa criminale ossia i proverbi") pubblicato nel 1930 non
riscosse all'epoca un vasto successo: si tratta infatti di una delle
opere più complicate di Vančura, il cui genere oscilla tra un
romanzo poliziesco e un trattatello di noetica. Dal punto di
vista del linguaggio il libro pone seri problemi ai traduttori, per
via delle centinaia di proverbi presenti nel testo; anche per questo
motivo esiste un'unica traduzione, in polacco. Nel 1931 fu
pubblicato il romanzo Markéta Lazarová, che ottenne grande
successo di vendita. Il romanzo è ispirato alle vicende storiche dei
cavalieri della famiglia nel Medioevo, che ingaggiarono una
guerra privata contro altri nobili e contro la città di Mladá
Boleslav. Vančura dedicò il libro all'amico e cugino Jiří
Mahen. Nel 1967 dal libro sarà ricavato il film omonimo del
regista František Vláčil. Sempre nel 1931 Vančura pubblicò
anche il libro di fiabe Kubula a Kuba Kubikula ("Kubula
e Kuba Kubikula") che restò popolare per decenni. L'attività
di Vančura proseguì l'anno successivo con il romanzo Útěk
do Budína ("Fuga a Budapest"), una storia
contemporanea d'amore, matrimonio e di vita fra una donna della
classe media praghese e un nobile slovacco. Nel 1934 uscirono
altri due suoi libri: Luk královny Dorotky ("L'arco
della regina Dorotea"), una raccolta di novelle, e Konec
starých časů ("La fine dei vecchi tempi") un
best-seller, un romanzo satirico e umoristico che dipinge la vita in
un maniero della campagna ceca nei primi anni della repubblica (il
libro sarà anche il soggetto di un film di Jiří Menzel del 1989).
Sempre nel 1934 Vančura diresse il film Marika Nevernice, da un

soggetto di Ivan Olbracht. Con "La fine dei vecchi tempi",
terminò anche il periodo più fecondo dell'attività letteraria di
Vančura. I suoi due libri successivi, l'opera teatrale Jezero
Ukerewe ("Lago Ukerewe") del 1935 e il
romanzo Tři řeky ("I tre fiumi"), del 1936,
imbevuto di socialismo, non ebbero grande successo.
Nel marzo del 1938, Adolf Hitler annetté l'Austria.
Un amico di Vančura, il drammaturgo Otokar Fischer, morì di
infarto per questa notizia: Vančura ne scrisse il necrologio sul
giornale Literární listy. Nel 1938 pubblicò anche il
romanzo Rodina Horvátova ("La famiglia Horvát"),
una saga di una famiglia di proprietari terrieri che si snoda lungo
tre generazioni, che, anche a causa della crisi politica, non
riscosse interesse da parte dei lettori. Nel dicembre dello stesso
1938, Vančura partecipò ai funerali di Karel Čapek, il suo
amico e scrittore famoso, che morì in seguito a problemi psicologici
e di salute, probabilmente sviluppati dall'esperienza della
capitolazione della Cecoslovacchia.
Vančura aderì alla resistenza antinazista e iniziò a scrivere il
libro Obrazy z dějin národa českého ("Quadri dalla
storia della nazione ceca"); i primi capitoli furono pubblicati
e riscossero immediato successo, come simbolo della resistenza.
Il 15 marzo 1939 Hitler occupò la Cecoslovacchia, e
una settimana più tardi, il 22, Jiří Mahen si suicidò
come protesta contro il nazismo.
Vančura era un membro del Partito Comunista di Cecoslovacchia.
In risposta al terrore hitleriano contro i Cechi, Vančura aderì a
un gruppo segreto di partigiani cechi nell'autunno 1939. Il 12 maggio
12 1942, alle 5:00 del mattino, la Gestapo fece
irruzione nella sua casa di
Zbraslav, lo arrestò e lo torturò nel
covo della Gestapo di Praga. Il 27 maggio 1942, un comando britannico
dell'esercito cecoslovacco in esilio assassinò Reinhard
Heydrich, governatore nazista di Boemia e Moravia. I nazisti per
rappresaglia rastrellarono e giustiziarono 2000 membri dell'élite
ceca. Vančura fu uno di loro, ucciso dalle SS nel poligono
di Praga-Kobylisy il 1º giugno 1942 alle 6:45 della sera. Il suo
corpo con quelli di molte altre vittime fu cremato segretamente
a Strašnice.
Un commosso ritratto di lui lo tratteggia Jaroslav Seifert nel
libro di ricordi Tutte le bellezze del mondo.