sabato 10 gennaio 2026

DEL GIUDICE Daniele (1949 - 2021)

 

Daniele Del Giudice
 (Roma, 11 luglio 1949 – Venezia, 2 settembre 2021) è stato uno scrittore italiano.
Da bambino rimase orfano del padre, svizzero dei Grigioni.
Dopo un periodo come critico e giornalista per Paese Sera, Del Giudice ha esordito nel 1983 con il romanzo Lo stadio di Wimbledon, scoperto da Italo Calvino, edito, come i successivi, da Einaudi, incentrato sulla figura di Bobi Bazlen.
Il suo secondo libro, che lo ha imposto all'attenzione della critica e dei lettori internazionali, è stato Atlante occidentale (1985), che racconta il rapporto tra il fisico Pietro Brahe e lo scrittore Ira Epstein, mettendo in dialogo, tra i primi, scienza e letteratura.
Nel 1988 Del Giudice ha pubblicato Nel museo di Reims, sul singolare rapporto tra il giovane Barnaba, sull'orlo della cecità, e una misteriosa presenza femminile, fondato sulle reciproche menzogne.
Nel 1994 esce Staccando l'ombra da terra, libro unitario che intreccia sei racconti dedicati al volo, alla responsabilità, alla perdita e alla testimonianza. Salutato dalla critica come il libro della maturità letteraria di Del Giudice, vinse numerosi premi nazionali tra i quali il prestigioso Bagutta. Dal racconto Unreported inbound Palermo, contenuto in Staccando l'ombra da terra, sono stati poi tratti l'omonimo spettacolo teatrale di Marco Paolini (con musiche di Giovanna Marini) e il dramma musicale di Alessandro Melchiorre.
Il 1997 è l'anno di edizione della raccolta Mania, che include sei racconti visionari sul nostro tempo, dedicati alle manie (L'orecchio assoluto), ai paradossi (Com'è adesso), alla necessaria transitorietà (Come cometa) o al progressivo affermarsi della realtà virtuale (Evil live!, Dillon Bay), anticipando i temi della narrativa europea successiva.
Nel 2001, riprendendo la tematica di Unreported inbound Palermo, scrive insieme a Marco Paolini I-TIGI, Canto per Ustica, testo di uno spettacolo teatrale sulla tragedia del DC9 Itavia precipitato nel 1980. Lo spettacolo, prodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri, è andato in scena a Bologna e a Palermo nel 2000 (ventennale della strage) ed è successivamente stato pubblicato in confezione libro + DVD dall'editore Einaudi. Il filmato dello spettacolo è stato anche trasmesso dalla RAI nel 2017.
Del Giudice ha ottenuto numerosi riconoscimenti: il Premio Viareggio Opera Prima nel 1983, il Premio letterario Giovanni Comisso nel 1985, il Premio Bergamo nel 1986, il Premio Bagutta nel 1995; per due volte, nel 1994 e 1997, è stato selezionato per il Premio Campiello. Nel 2002 riceve il Premio Feltrinelli dall'Accademia Nazionale dei Lincei per l'insieme dell'opera narrativa. I suoi lavori sono stati pubblicati in 12 lingue.
Il suo ultimo romanzo, Orizzonte mobile, collega i primi viaggi di esplorazione dell'Antartide alla sua personale esperienza di viaggiatore in Antartide e Terra del Fuoco; vincitore del Premio letterario dell'Unione europea nel 2009, era stato indicato come vincitore del premio Strega, notizia che lo stesso autore ha smentito dichiarandosi disinteressato alla competizione.
All'indomani della diagnosi di Alzheimer, nel 2014, la Presidenza dei Ministri gli ha attribuito un assegno straordinario vitalizio in base alla Legge Bacchelli, riconoscendo il suo alto ruolo nel rappresentare la cultura italiana nel mondo non solo attraverso l'opera letteraria e saggistica, ma anche come promotore e organizzazione di eventi culturali di respiro internazionale; tra questi la rassegna "Fondamenta" (Venezia 1999-2003).
Il 27 luglio 2021 gli è stato assegnato il Premio Campiello alla carriera, che avrebbe dovuto ritirare il 4 settembre dello stesso anno.
Del Giudice morì il 2 settembre 2021.

Opere

Romanzi

Lo stadio di Wimbledon, risvolto di copertina di Italo Calvino, Collana Nuovi Coralli n.350, Torino, Einaudi, 1983
Atlante occidentale, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 1985
Nel museo di Reims, con 16 dipinti di Marco Nereo Rotelli, Collezione L'Ottagono, Milano, Mondadori, 1988; Collana L'Arcipelago n.170, Torino, Einaudi, 2010
Orizzonte mobile, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2009
In questa luce, Collana Frontiere, Torino, Einaudi, 2013

Raccolte di racconti
Staccando l'ombra da terra, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 1994
Mania, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 1997
I racconti, Prefazione di Tiziano Scarpa, Collana Letture n.67, Torino, Einaudi, 2016

Teatro
I-TIGI. Canto per Ustica, con Marco Paolini, Collana Stile Libero. Video, Torino, Einaudi, 2001

Saggi
Del narrare, a cura di Enzo Rammairone, Torino, Einaudi, 2023

venerdì 9 gennaio 2026

BIAMONTI Francesco (1928 - 2001)

 

Francesco Biamonti
 (San Biagio della Cima, 3 marzo 1928 – San Biagio della Cima, 17 ottobre 2001) è stato uno scrittore italiano.
Francesco Biamonti trascorse alcuni periodi della sua giovinezza in Francia e in Spagna, ebbe l'incarico di bibliotecario all'Aprosiana di Ventimiglia tra gli anni '50 e gli anni '60. Approdò alla narrativa per lento accumulo, in età adulta. Il suo romanzo L'angelo di Avrigue, primo della tetralogia stampata dalla casa editrice torinese Einaudi, uscì nel 1983, elogiato e presentato ai lettori da Italo Calvino, con una consentanea quarta di copertina. Biamonti fu legato da un'intensa amicizia al pittore Ennio Morlotti, al quale annuncerà nel 1981 il riscontro positivo ottenuto dall'editore e dallo stesso Calvino. All'amico pittore, Biamonti dedica inoltre alcuni saggi critici e diverse presentazioni, riflettendo in poche battute sugli esiti estetici del pensiero di Martin Heidegger, Albert Camus, Edmund Husserl o Maurice Merleau-Ponty. La leggenda letteraria, favorita dalle note del suo editore, lo considerava come un solitario e schivo coltivatore di mimose. Intervistato da Fulvio Panzeri per il quotidiano Avvenire, nel gennaio del 1998 Francesco Biamonti, chiarendo in poche battute alcuni aspetti fondamentali della sua poetica letteraria e della propria concezione della stessa letteratura, affermava: «Il confine non è tra Italia e Francia: coinvolge tutto il Mediterraneo. Ci sono tre grandi personaggi nel Mediterraneo: il Golfo di Genova (Montale); il Golfo di Marsiglia (Valéry), e il Golfo di Orano (Camus) che hanno creato una civiltà letteraria legata alle cose, in cui le cose parlano al posto dell'uomo. I loro paesi diventano aspri e emblematici di una civiltà umana legata a una sorta di corrosione dell'esistenza, quella che provoca il salino. È una civiltà data dalla luce e dal sapere, dalla lucidità e dalla corrosione.» (Francesco Biamonti, in F. Panzeri, Biamonti: inseguendo la luce, Avvenire, 22 gennaio 1998, pp. 23-24)
Dal 2016 è nato nel paese natale di San Biagio della Cima il Parco Biamonti un ente che fa capo al Comune della cittadina e che, oltre a organizzare iniziative di studio e ricerca sulla storia e le risorse produttive del territorio, ha realizzato un sistema segnaletico interattivo dei vari luoghi del borgo e delle campagne circostanti componendo un itinerario attraverso i luoghi della vita e delle opere dello scrittore.


Opere

L'angelo di Avrigue, Einaudi, Torino 1983
Vento largo, Einaudi, Torino 1991,
Attesa sul mare, Einaudi, Torino 1994,
Le parole la notte, Einaudi, Torino 1998,
Il silenzio, Einaudi, Torino 2003
Ennio Morlotti. Pazienza nell'azzurro, Ananke, Torino 2006
Scritti e parlati, Einaudi, Torino 2008
Il romanzo di Gregorio, Il Canneto, Genova 2015
L’angelo di Avrigue. Vento largo. Attesa sul mare, prefazione di Carlo Boccadoro, Einaudi, Torino 2020

giovedì 8 gennaio 2026

ATZENI Sergio (1952 - 1995)

 

Sergio Atzeni
 (Capoterra, 14 ottobre 1952 – Carloforte, 6 settembre 1995) è stato uno scrittore,  giornalista e traduttore italiano. Nato a Capoterra, trascorre la prima infanzia a Orgosolo per poi approdare a Cagliari.
Da giovane si dedica al giornalismo, collaborando con le principali testate sarde, e in questo stesso periodo si iscrive al Partito Comunista Italiano, partecipando attivamente alla vita politica del capoluogo, dove suo padre Licio sarà a lungo segretario di federazione del PCI. Solo negli anni seguenti riesce a trovare un lavoro stabile (all'Enel), che tuttavia abbandonerà presto.
Nel 1977 è tra i fondatori del periodico «Altair: mensile sardo di turismo e tempo libero» di cui sarà anche direttore responsabile, e che viene pubblicato fino al 1981. Nel 1986 parte per l'Europa, e in seguito si trasferisce a Torino.
Questi si riveleranno gli anni più fecondi nella sua carriera di romanziere: sono quelli in cui scrive le opere più importanti, come L'apologo del giudice bandito, Il figlio di Bakunìn, Passavamo sulla terra leggeri e Il quinto passo è l'addio.
I suoi romanzi sono ambientati in Sardegna e traggono spunto soprattutto dalla passione dell'autore per la ricostruzione storica di scenari del passato sardo, dall'epoca dei nuraghi fino alle lotte sociali dei minatori del Sulcis e dell'Iglesiente a inizio Novecento. I protagonisti delle sue storie appartengono alle più diverse classi sociali, ma Atzeni mette in scena soprattutto il popolo degli umili, degli sconfitti, dei marginali.
Passavamo sulla terra leggeri, pubblicato postumo, è una rievocazione mitica della storia dei sardi, vista e raccontata come memoria comune tramandata di padre in figlio; qui, come nel pure postumo Bellas mariposas (Sellerio 1996, da cui nel 2012 Salvatore Mereu ha tratto l'omonimo film, selezionato per il Festival di Venezia), Atzeni combina
insieme sardo (in specie quello popolare della periferia di Cagliari) e italiano attuando una rivalutazione della lingua locale simile a quella operata da Andrea Camilleri con il siciliano.
Negli ultimi anni, dopo aver abbandonato la militanza politica, si riavvicina, sia pure problematicamente, alla religione.
«Sono sardo, italiano, europeo», così si definisce durante il consolidamento dell'integrazione europea.
La vita e la carriera di scrittore si concludono tragicamente nel mare di Carloforte, dove Atzeni muore il 6 settembre 1995 gettato da un'onda sugli scogli dell'isola di San Pietro. Dopo la sua morte si sono ritrovati altri scritti, buona parte dei quali rapidamente pubblicati. I libri di Atzeni sono ancora oggi molto letti in Sardegna e trovano numerosi estimatori anche nel resto del Paese. Con quella di Salvatore Mannuzzu e di Giulio Angioni, la sua opera è spesso citata come fondante di una nouvelle vague o Nuova letteratura sarda, ormai diffusa in Italia e in Europa.

Opere
Romanzi
L'Apologo del giudice bandito, Palermo, Sellerio, 1986.
Il figlio di Bakunin, Palermo, Sellerio, 1991.
Il quinto passo è l'addio, Milano, Mondadori, 1995; poi: Nuoro, Il Maestrale, 1996; Nuoro, Ilisso, 2001.
Passavamo sulla terra leggeri, Milano, Mondadori, 1996; poi: Nuoro, Il Maestrale, 1997; Nuoro, Ilisso, 2000; Palermo, Sellerio, 2023.

Racconti e raccolte di racconti
Araj Dimoniu. Antica leggenda sarda, Cagliari, Le Volpi Editrice, 1984 (riedito in: Bellas mariposas 1996).
Bellas mariposas, Palermo, Sellerio, 1996.
Gli anni della grande peste, Palermo, Sellerio, 2003.
I sogni della città bianca, a cura di Giuseppe Grecu, Nuoro, Il Maestrale, 2005.
Racconti con colonna sonora e altri in giallo, a cura di Giancarlo Porcu, Nuoro, Il Maestrale, 2002; 2ª ed. 2008.

Poesia
Quel maggio 1906-Ballata per una rivolta cagliaritana, introduzione di G. Podda, Cagliari, Edes, 1977.
Due colori esistono al mondo, il verde è il secondo, Nuoro, Il Maestrale, 1997 (raccolta di versi).
Versus, Edizione critica di Giancarlo Porcu, Nuoro, Il Maestrale, 2008 (Contiene tutta l'opera poetica),

Saggistica
Raccontar fole, a cura di Paola Mazzarelli, Palermo, Sellerio, 1999 (spigolature di fraintendimenti e fantasie trovate nei resoconti relativi alla Sardegna di viaggiatori ottocenteschi).
Scritti giornalistici (1966-1995), a cura di Gigliola Sulis, 2 voll., Nuoro, Il Maestrale, 2005.

Altri scritti
Si... otto!, Cagliari, Condaghes, 1996.
Fiabe sarde, raccontate da Sergio Atzeni e Rossana Copez, disegni di Franco Pruna, presentazione di Albino Bernardini, Cagliari, Zonza editore, 1978.
Fiabe sarde, raccontate da Sergio Atzeni e Rossana Copez, presentate da Albino Bernardini, introduzione di Giacomo Mameli, illustrazioni di Bruno Olivieri, Cagliari, Condaghes, 1996.

mercoledì 7 gennaio 2026

ROBBE-GRILLET Alain (1922 - 2008)

 

Alain Robbe-Grillet
(Brest, 18 agosto 1922 – Caen, 18 febbraio 2008) è stato uno scrittore, saggista, regista e sceneggiatore francese.
Massimo teorico ed esponente, assieme a Nathalie Sarraute, Michel Butor e Claude Simon, del gruppo del Nouveau roman (Nuovo romanzo), movimento che ha espresso una rigorosa e totale alternativa allo psicologismo del romanzo moderno, Alain Robbe-Grillet è stato eletto membro dell'Académie française il 25 marzo 2004, succedendo a Maurice Rheims al seggio n. 32. Ha profondamente influenzato la letteratura europea della seconda metà del Novecento, tra cui anche gli italiani Edoardo Sanguineti e Ferdinando Camon.
Era sposato con Catherine Robbe-Grillet (nata Rstakian, nel 1930), anche nota come Jeanne de Berg e come Jean De Berg, nome con il quale ha pubblicato il libro L'image (1956), da cui è stato tratto il film omonimo, noto anche come The Punishment of Anne o L'Esclave, per la regia di Radley Metzger.
Alain Robbe-Grillet nacque a Brest, in Bretagna, nel 1922 in una famiglia di ingegneri e scienziati. Inizia a lavorare come agronomo ma durante la seconda guerra mondiale, tra il 1943 e il 1944, viene reclutato dal Service du travail obligatoire, che lo costringerà a lavorare come macchinista a Norimberga. I primi mesi di lavoro sono visti da Robbe-Grillet come una sorta di vacanza, dal momento che la formazione molto rudimentale che gli era stata fatta sul funzionamento della macchina gli permette di avere il tempo libero per andare a teatro e all'opera.
Nel 1945 ottiene il diploma presso l'Istituto Nazionale di Agronomia di Parigi, dopodiché inizia a lavorare come agronomo in Martinica, Guinea francese, Guadalupa, e Marocco. Sposa Catherine Rstakian. Come attrice ha preso spesso parte ai suoi film. È anch'essa scrittrice, firmando i suoi lavori come Catherine Robbe-Grillet o sotto lo pseudonimo di Jean De Berg o Jeanne De Berg. Il suo libro più conosciuto è L'immagine (1956). Dopo la morte del marito ha scritto, tra l'altro, anche un libro di ricordi su di lui, Alain (2012). Muore a Caen, il 18 febbraio 2008, per problemi cardiaci.
Alain Robbe-Grillet esordisce nel 1953 con il suo primo romanzo Le gomme. Fin da quest'opera, eliminata ogni interiorità psicologica, riducendo i personaggi alla pura funzione percettiva (e questa limitata allo sguardo), Robbe-Grillet fa compiere al romanzo una svolta che è quasi un capovolgimento: l'attenzione non è più volta al personaggio ed alle sue azioni, ma alle cose; la trama (spesso modellata su quella dei gialli o dei miti) serve solo a tenere unite le notazioni percettive di per sé disgregate in una miriade di minuziosi particolari.
Per i suoi primi lavori viene elogiato da critici eminenti, quali ad esempio Roland Barthes (che lo recensisce su "Critique") e Maurice Blanchot. All'epoca dell'uscita del suo secondo romanzo, Le Voyeur (1955), diviene direttore letterario delle Éditions de Minuit, posizione che occuperà fino al 1985 e che gli permette di conoscere scrittori come Michel Butor e Nathalie Sarraute, anche loro attenti più all'esterno che all'interno del personaggio.
In questo periodo affianca all'opera narrativa una serie di dichiarazioni poetiche, che poi raccoglie in Per un nuovo romanzo (Pour un nouveau roman, 1963). Si tratta infatti di una raccolta di scritti teorici relativi al romanzo, pubblicati precedentemente.
Dopo aver pubblicato La gelosia (1957) e Nel labirinto (1959), inizia a dedicarsi al cinema. Scrive i dialoghi e la sceneggiatura di L'anno scorso a Marienbad di Alain Resnais (L'année dernière à Marienbad, 1961) e dirige dieci film, tra cui Trans-Europ-Express (1967) e Spostamenti progressivi del piacere (Glissment progresif du plaisir, 1974).
Dal 1966 al 1968 Alain Robbe-Grillet è stato membro dell'Alto Consiglio per la Difesa e l'Espansione della Lingua Francese (Haut comité pour la défense et l'expansion de la langue française). Inoltre è stato a capo del Centro di sociologia della letteratura (Centre de sociologie de la littérature) all'Università di Bruxelles dal 1980 al 1995. Dal 1972 al 1997 svolge l'attività di professore alla New York University e alla Università Washington a Saint Louis, insegnando materie inerenti esclusivamente ai suoi racconti.
Nonostante sia stato eletto membro dell'Académie française nel 2004, a ottant'anni, non è mai stato formalmente ricevuto dall'Académie a causa di controversie relative alle procedure di accoglienza dello stesso organo. Robbe-Grillet si è infatti rifiutato di preparare un discorso di benvenuto in anticipo e di sottoporlo a lettura preventiva, preferendo improvvisare, né ha voluto indossare il celebre abito verde (habit vert) e la sciabola, che considerava obsoleti e superati.
Lo stile di scrittura di Alain Robbe-Grillet è stato definito "realista" o "fenomenologico" (nel senso inteso da Heidegger) o "teoria della superficie pura". La sua descrizione metodica, geometrica e spesso ripetitiva degli oggetti sostituisce (anche se spesso rivela) la psicologia e l'interiorità del personaggio.
Il lettore deve così lentamente ricostruire la storia e l'esperienza emozionale, per esempio, della gelosia, nella ripetizione delle descrizione, nell'attenzione agli strani dettagli, e nelle continue interruzioni, un metodo che ricorda l'esperienza della psicoanalisi, in cui i significati più profondi dell'inconscio sono contenuti nel flusso di interruzioni e di libere associazioni.
La cronologia e la trama vengono spezzate, e il romanzo risulta l'equivalente letterario di un quadro cubista. Eppure la sua opera in ultima analisi è caratterizzata dalla sua capacità di produrre significati diversi a molte persone diverse.
Alain Robbe-Grillet scrive il suo primo romanzo, Un regicidio (Un régicide), nel 1949. Lo scritto gli viene rifiutato da Gallimard, una delle più grandi case editrici francesi, e sarà pubblicato successivamente nel 1978 con lievi correzioni dall'editore Éditions de Minuit, al quale resterà legato per tutta la vita.
Il suo primo romanzo pubblicato è stato Le gomme (Les Gommes), nel 1953 che nel 1954 vince il Prix Fénéon. Pubblicato in Italia da Einaudi nel 1961. Il romanzo ricorda superficialmente un romanzo poliziesco, ma al suo interno si può trovare una struttura più profonda, basata sulla storia di Edipo. Il detective cerca l'assassino di un omicidio che non si è ancora verificato, solo per scoprire che il suo destino è quello di diventare egli stesso l'assassino.
Il suo successivo e più acclamato romanzo è 'Le Voyeur, pubblicato dapprima in Francia nel 1955, poi tradotto in inglese da Richard Howard nel 1958 e in italiano nel 1962. Racconta la storia di Mathias, un commesso viaggiatore di orologi che ritorna all'isola della sua giovinezza con un obiettivo disperato. Così come per molti dei racconti e film di Robbe-Grillet, Le Voyeur ruota attorno ad un omicidio apparente: in tutto il romanzo, Mathias dispiega un ritaglio di giornale contenente i dettagli dell'omicidio di una giovane ragazza e la scoperta del suo corpo tra gli scogli. La relazione di Mathias con una ragazza morta, forse quella della storia, viene rivelata in modo obliquo nel corso del romanzo, in modo che il lettore non capisca mai se Mathias sia realmente un assassino o solamente una persona che immagina di uccidere. Significativamente l'assassinio "reale", se mai esiste, è assente dal testo. La narrazione contiene pochi dialoghi e la cronologia ambigua degli eventi. Infatti l'incipit del romanzo è indicativo del tono dell'intera opera: "Era come se nessuno avesse sentito." Al romanzo è stato assegnato il Prix des Critiques.
Nel 1957 Robbe-Grillet scrive La gelosia (La Jalousie), uno dei suoi romanzi ambientato in uno scenario non urbano, in questo caso una piantagione di banane. Nonostante la popolarità de Il guardone, nel primo anno di pubblicazione di La gelosia ne vengono vendute solamente 746 copie. Con il tempo è diventato un grande successo letterario ed è stato tradotto in inglese da Richard Howard. L'autore stesso sosteneva che il racconto è strutturato secondo le linee di un narratore in terza persona assente. 
Secondo Robbe-Grillet, il narratore assente, un marito geloso, osserva in silenzio gli incontri della propria moglie (chiamata solamente "A...") con il vicino Franck. Il narratore silenzioso, che non nomina mai sé stesso (la sua presenza è deducibile, per esempio, dal numeri di posti a tavola o delle sedie a sdraio nella veranda) è estremamente sospettoso che A... stia avendo una relazione con Franck. Per tutto il racconto, il narratore assente ripete di continuo le sue osservazioni e i suoi sospetti (che diventano delle vere e proprie scene con protagonisti A... e Franck) a tal punto da rendere impossibile distinguere tra momenti realmente "osservati" e momenti "sospettati".
Nel 1978 viene pubblicato Ricordi del triangolo d'oro (Souvenirs du Triangle d'Or), che in Italia uscirà per Spirali soltanto nel 1987. Il protagonista viene arrestato e interrogato a lungo dalla polizia, in merito all'omicidio di una ragazza. Tra un interrogatorio e l'altro si alternano strane visioni, sorta di allucinazioni o quadri, in cui l'unico filo conduttore è una ragazzina dai lunghi boccoli d'oro.
Nel 1984 Alain Robbe-Grillet pubblica una sperimentale e personale sintesi della sua infanzia, vita e teorie estetiche in Lo specchio che ritorna (Le Miroir qui revient).
Robbe-Grillet è stato anche sceneggiatore, in particolare per Alain Resnais, per il quale nel 1961 scrive la sceneggiatura del film L'anno scorso a Marienbad (L'année dernière à Marienbad), un successo di critica considerato uno dei migliori film francesi degli anni sessanta.
Successivamente Robbe-Grillet decide di dirigere da sé i propri film: Trans-Europ-Express (1966); le due produzioni franco-cecoslovacche L'uomo che mente (L'homme qui ment, 1968) e Oltre l'Eden (L'eden et après, 1970); il visionario Spostamenti progressivi del piacere (Glissments progressifs du plaisir, 1974); Giochi di fuoco (Le Jeu avec le feu, 1975) a cui prendono parte Philippe Noiret e Sylvia Kristel, oltre all'abituale Jean-Louis Trintignant, già interprete di diversi suoi film; La belle captive (1983); Gradiva (Gradiva (C'est Gradiva qui vous appelle), 2006) e altri.

Opere
Narrativa
Un régicide, 1949, trad. Renato Barilli, Un regicidio, Testo e immagine, Torino 1999
Les Gommes, 1953, trad. Franco Lucentini, Einaudi, Torino 1961
Le Voyeur, 1955, trad. Luigi Aurigemma, Il voyeur, Einaudi, Torino 1962; trad. Stefania Ricciardi, Il voyeur, Nonostante, Trieste 2013
La Jalousie, 1957, trad. Franco Lucentini, La gelosia, Einaudi, Torino 1958
Dans le labyrinthe, 1959, trad. Franco Lucentini, Nel labirinto, Einaudi, Torino 1960; SE, Milano, 1987
L'Année dernière à Marienbad (cine-romanzo), 1961, trad. Carlo Cignetti e Alberto Savini, L'anno scorso a Marienbad, Einaudi, Torino 1961
Instantanés, 1962 (racconti), trad. Guido Neri, Istantanee, Einaudi, Torino 1963; trad. Laura Brignoli, Istantanee, Arcipelago, Milano 2000
La Maison de rendez-vous, 1965, trad. Clara Lusignoli, La maison de rendez-vous, Einaudi, Torino 1966; Casa d'appuntamenti, ES, Milano 1996
Projet pour une révolution à New York, 1970, trad. Clara Lusignoli, Progetto per una rivoluzione a New York, Einaudi, Torino 1972; trad. Roberto Marro, Progetto per una rivoluzione a New York, Testo e immagine, Torino 2000
Glissements progressifs du plaisir (cine-romanzo), 1974, trad. Fiorenza Caselli e Guido Davico Bonino, Slittamenti progressivi del piacere, Einaudi, Torino 1974
La Belle Captive (cine-romanzo), 1975
L'immortelle (cine-romanzo), 1975
Topologie d'une cité fantôme, 1976, trad. Roberta Maccagni e Lina Zecchi, Topologia di una città fantasma, Guanda, Milano 1983
Souvenirs du triangle d'or, 1978, trad. Alessandra Tamburini, Ricordi del triangolo d'oro, Spirali, Milano 1987
Djinn: un trou rouge entre les paves disjoints, 1981, trad. Roberto Rossi, Djinn: una buca rossa nel selciato sconnesso, Guanda, Milano 1982
Le Miroir qui revient, 1985, trad. Anna Zanon, Lo specchio che ritorna, Spirali, Milano 1985
Angélique, ou l'Enchantement, 1988, trad. Isabella Facco, Angelica, o L'incanto, Spirali, Milano 1989
Les Derniers Jours de Corinthe, 1994
La Reprise, 2001, trad. La ripresa, Testo e immagine, Torino 2001
C'est Gradiva qui vous appelle (cine-romanzo), 2002
Un roman sentimental, 2007

Saggistica e altro
Pour un Nouveau Roman, 1963, trad. parziale Renato Barilli, Una via per il romanzo futuro, Rusconi e Paolazzi, Milano 1961; trad. Luciano De Maria e Marcello Militello, Il nouveau roman, Sugar, Milano 1965
Le Voyageur: textes, causeries et entretiens, 1947-2001, 2001
Préface à une vie d'écrivain, 2005
Scénarios en rose et noir 1966-1983, 2005
La Forteresse: scénario pour Michelangelo Antonioni, 2009
Porquoi j'aime Barthes, 2010, trad. Perché amo Barthes, Archinto, Milano 2004
Catherine Robbe-Grillet, Jeune mariée: journal, 1957-1962, 2004, trad. Annalisa Bove, Giovane sposa: diario 1957-1962, Casini, Roma 2005
Correspondance, 1951-1990, con Catherine Robbe-Grillet, 2012
Catherine Robbe-Grillet, Alain, 2012

martedì 6 gennaio 2026

FITZGERALD Penelope (1916 - 2000)

 

Penelope Fitzgerald
, nata Penelope Knox (Lincoln, 17 dicembre 1916 – Londra, 28 aprile 2000), è stata una scrittrice britannica, vincitrice del Booker Prize nel 1979 per il romanzo La casa sull'acqua (Offshore).
Penelope Fitgerald studiò alla Wycombe Abbey di High Wycombe e al Somerville College dell'Università di Oxford. Durante la seconda guerra mondiale lavorò per la BBC. Perse la madre nel 1935 e, nel 1937, il padre si risposò con Mary Shepard, che per lei più che una matrigna col tempo divenne un'amica. Nel 1941 sposò il militare irlandese Desmond Fitzgerald, da cui ebbe tre figli. Negli anni sessanta, insegnò alla scuola di arte drammatica Italia Conti Academy, lavorò in una libreria a Southwold, nel Suffolk, per un certo periodo visse a Battersea, in una houseboat sul Tamigi.
Iniziò la carriera letteraria solo nel 1975, a quasi sessant'anni, pubblicando una biografia dell'artista preraffaelita Edward Burne-Jones, a cui seguì due anni dopo The Knox Brothers, una biografia di suo padre Edmund Knox, e degli zii, il teologo e scrittore Ronald, il crittologo Dilly e l'esegeta biblico Wilfred.
Nel 1977 pubblicò il suo primo romanzo Il fanciullo d'oro (The Golden Child), un romanzo giallo di ambiente museale.
I quattro romanzi successivi sono tutti in qualche modo collegati alle sue esperienze personali. La libreria (The Bookshop, 1978) racconta di una libreria in un'immaginaria città dell'East Anglia alla fine degli anni cinquanta ed è incentrata sull'evento della vendita del romanzo scandalo Lolita. 
Con La casa sull'acqua (Offshore, 1979), ambientato nel 1961 nella comunità delle houseboat di Battersea, vince il Booker Prize, prestigioso premio per cui era già stata nominata con il romanzo precedente. Voci umane (Human Voices) racconta la vita alla BBC negli anni di guerra, Da Freddie (At Freddie's) è invece ambientato in una scuola d'arte drammatica.
Esauriti gli argomenti legati alla propria vita, nel 1984 pubblicò una biografia della poetessa Charlotte Mew, a cui segue una serie di romanzi storici: Innocenza (Innocence) è una storia sentimentale ambientata nell'Italia degli anni cinquanta; L'inizio della primavera (The Beginning of Spring) è ambientato a Mosca nel 1913 e racconta il periodo precedente alla Rivoluzione russa dal punto di vista di una famiglia britannica stabilitasi in Russia; Il cancello degli angeli (The Gate of Angels) è ambientato all'Università di Cambridge nel 1912; Il fiore azzurro (The Blue Flower) è incentrato sulla figura del poeta e filosofo tedesco Novalis.
L'antologia di racconti Strategie di fuga (The Means of Escape) e la raccolta di saggi e recensioni A House of Air vengono pubblicate postume.

Opere
Biografie
Edward Burne-Jones (1975)
The Knox Brothers (1977)
Charlotte Mew and Her Friends: With a Selection of Her Poems (1984)

Romanzi
Il fanciullo d'oro (The Golden Child) (1977) Sellerio, 2002
La libreria (The Bookshop) (1978) Sellerio, 1999
La casa sull'acqua (Offshore) (1979) Sellerio, 2003
Voci umane (Human Voices) (1980) Sellerio, 2003
Da Freddie (At Freddie's) (1982) Sellerio, 2004
Innocenza (Innocence) (1986) Sellerio, 2004
L'inizio della primavera (The Beginning of Spring) (1988) Sellerio, 1999
Il cancello degli angeli (The Gate of Angels) (1990) Sellerio, 2001
Il fiore azzurro (The Blue Flower) (1995) Sellerio, 1998

Racconti
Strategie di fuga (The Means of Escape) (2000) Sellerio, 2008

Saggistica
A House of Air (2005), curato da Terence Dooley


ENRIQUEZ Mariana (1973 - viv.)

Mariana Enríquez  (Buenos Aires, 1973) è una giornalista e scrittrice argentina. Si è laureata in Comunicazione Sociale presso l'Unive...