Ezio Vendrame (Casarsa della Delizia, 21 novembre 1947 – Treviso, 4 aprile 2020) è stato un calciatore, allenatore di calcio e scrittore italiano.
Nato a Casarsa della Delizia, a sei anni fu mandato in un orfanotrofio, esperienza difficile che lo segnò per tutta la vita.
Diventò presto un idolo per i tifosi delle squadre in cui giocava, sebbene non avesse sfondato nel calcio. In verità Vendrame rappresenta uno dei più grandi talenti inespressi che il calcio italiano abbia prodotto negli anni settanta, alla stregua di un George Best italiano.
L'allora presidente della Juventus, Boniperti, lo paragonò all'argentino Kempes. Con il suo modo di fare scanzonato, l'aria da hippy, i capelli lunghi, il suo spiccato anticonformismo, si accattivò subito le simpatie dei tifosi del LR Vicenza, per i quali sarà idolo indimenticato.
Già affetto da un tumore, morì il 4 aprile 2020, vittima di complicazioni da COVID-19; da tempo si era ritirato dalla vita pubblica, dopo essere stato anche allenatore e scrittore.
Si distinse presto indifferentemente nei ruoli di ala o mezzala, e grazie alla sua abilità con la palla iniziò una trafila tra le giovanili in squadre minori friulane.
A 13 anni approdò all'Udinese. Passò successivamente alla SPAL, ma per la sua irrequietudine non legò con Paolo Mazza che lo cedette prima alla Torres e poi nel 1969 al Siena. Nell'estate 1971 esordì in Serie A 1971-1972 con il Lanerossi Vicenza, proveniente dal Rovereto, militante in Serie C.
Dopo tre anni al Lanerossi Vicenza, per la stagione 1974-1975 passò al Napoli disputando tuttavia solo tre partite in campionato, prima voluto poi osteggiato dall'allenatore Luis Vinício. Successivamente nel 1975 passò al Padova in Serie C dove rimase due stagioni con 57 presenze. Debuttò il 5 ottobre 1975 in Trento-Padova (1-1). Giocò la sua ultima partita in maglia biancoscudata il 6 giugno 1977 in Padova-Alessandria (0-0).
Passò poi all'Audace San Michele, squadra veronese, in Serie C 1977-1978 e poi tra i dilettanti nel Pordenone contribuendo alla vittoria nel campionato di Serie D 1978-1979 con la promozione in serie C2 e nello Juniors Casarsa dove fu squalificato a vita per aver strappato cartellino e fischietto ad un arbitro nel 1981.
La squalifica a vita fu prima commutata, in sede regionale, in squalifica di 5 anni e poi amnistiata per la vittoria dell'Italia al Mondiale del 1982. A squalifica annullata giocò, nella stagione 1982-83, per i colori dell'Opitergina, con compagni di squadra Renato Faloppa e Gianfranco Zigoni, sfiorando la promozione in serie C2, e quindi, dopo essere tornato nelle file della S.a.S. Juniors, dove terminò la carriera di calciatore nella stagione 1985-86, iniziò quella di allenatore.
Dopo aver appeso le scarpette al chiodo, allenò i ragazzi del settore giovanile del Casarsa (gli allievi), per tre anni quelli del Pordenone, per uno quelli del Venezia e successivamente quelli della Sanvitese per undici anni (principalmente i pulcini, di cui aveva una vera venerazione perché, diceva, non avevano ancora avuto il tempo di trovare qualcuno che gli mettesse "i paletti nell'anima"[4]). Allenò pure la prima squadra della Tilaventina, di un paese vicino a San Vito al Tagliamento, in Terza Categoria.
Ritiratosi a vita privata nella campagna friulana, dedicandosi ai suoi hobby (tra cui suonare la chitarra e scrivere poesie), ha pubblicato alcuni libri nell'ultimo decennio in cui raccoglie le sue esperienze di vita e di calciatore (fra i quali Se mi mandi in tribuna godo), nel quale ricorda fra i suoi pochi rammarichi, il tunnel fatto al suo idolo, Gianni Rivera, quasi come una mancanza di rispetto verso il grande campione del Milan.
Opere
Io di nascosto, Pasian di Prato, Campanotto, 1994
Senza alcun anticorpo, Udine, Campanotto, 1994
Inamovibilità di un marchio, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 1997.
Quel che rimane... Le non poesie di un non poeta, Rodeano Alto, LitoImmagine, 1998
Un farabutto esistere, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 1999
Le cose della vita, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2002
Se mi mandi in tribuna, godo, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2002
Ezio Vendrame, Gianfranco Zigoni, Dio Zigo pensaci tu, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2003
Vietato alla gente perbene, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2003.
Il mio cuore stuprato, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2004
Una vita fuorigioco, Milano, Rizzoli, 2004.
Calci al vento, Milano, Rizzoli, 2005
Il mio miele ti avvelenerà, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2006
Via Quarto 49, Pordenone, Biblioteca dell'immagine, 2009
Capolavoro dell'inutile. Treviso. Devanzis, 2013

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