Gore Vidal, pseudonimo di Eugene Luther Gore Vidal (West Point, 3 ottobre 1925 – Los Angeles, 31 luglio 2012), è stato uno scrittore, saggista, sceneggiatore, attore e drammaturgo statunitense.
Autore prolifico di romanzi, saggi, opere teatrali, è altresì famoso per aver scritto sceneggiature di film di successo come Improvvisamente, l'estate scorsa di Joseph L. Mankiewicz e Ben-Hur di William Wyler. Nei primi anni cinquanta, usando lo pseudonimo di "Edgar Box", scrisse tre romanzi gialli su di un detective immaginario di nome Peter Cutler Sargeant II.
Figlio di Eugene Vidal e Nina Gore, nasce all'Accademia militare degli Stati Uniti, dove il padre è istruttore aeronautico. Non appena ha inizio la sua carriera letteraria, sceglie come nome il cognome del nonno materno Thomas P. Gore, senatore democratico dello Stato dell'Oklahoma.
Cresce a Washington, dove frequenta la St. Albans School. Il nonno materno, il senatore Gore, è cieco, e il nipote, che legge spesso per lui, di tanto in tanto gli fa da guida: ciò gli consente l'accesso - insolito per un bambino - ai corridoi del potere. L'isolazionismo del senatore Gore è uno dei principi ispiratori della filosofia politica di Vidal, che ha sempre criticato con fermezza l'imperialismo statunitense. Non a caso, oltre a un'innumerevole serie di saggi sull'argomento (molti dei quali pubblicati in Italia da Fazi Editore), ha scritto un ciclo di romanzi che descrive proprio il passaggio degli Stati Uniti da repubblica a impero: le cosiddette Narratives of Empire sono un ciclo di sette romanzi che abbracciano la storia statunitense dai primi dell'Ottocento (Burr) alla seconda guerra mondiale (L'età dell'oro).
Dopo aver frequentato la Phillips Exeter Academy, Gore Vidal si arruola come riservista nell'esercito degli Stati Uniti. È il 1943 e gli Stati Uniti sono in guerra da un paio d'anni. Nello sbarco alleato di Iwo Jima perde la vita Jimmy Trimble, "la mia altra metà", come lo definisce lo stesso Vidal nel suo libro di memorie Palinsesto, del 1994: "Io ero più grande di lui di una settimana. Avevamo la stessa altezza e lo stesso peso. Lui aveva l'occhio lungo dell'atleta-cacciatore; io quello miope del lettore-scrittore. Io ero biondo con i capelli lisci. Lui era biondo, con i capelli ricci." Sul suo rapporto con Jimmie, Vidal ha anche concesso un'intervista al quotidiano inglese The Independent
Per circa trent'anni ha vissuto in Italia, prima a Roma (in largo di Torre Argentina) e poi a Ravello nella costiera amalfitana. Dopo la morte nel 2005 del compagno di una vita, Howard Austen, ha venduto la villa La Rondinaia di Ravello ed è ritornato stabilmente a Los Angeles. Austen è stato sepolto nel cimitero di Rock Creek a Washington D.C., in una tomba destinata a ricevere anche le spoglie di Gore Vidal stesso.
Vidal, che fu anche membro onorario della National Secular Society, morì nella sua casa di Hollywood Hills il 31 luglio 2012 all'età di 86 anni a seguito di complicazioni per una polmonite[7]. La sua salma è inumata nel cimitero di Rock Creek a Washington.
Dopo aver scritto e dato alle stampe un paio di romanzi, tra i quali spicca Williwaw, basato sulle sue esperienze militari nel Alaskan Harbor Detachment (distaccamento portuale in Alaska), Vidal decise di pubblicare La statua di sale. È il 1948 e il libro suscita immediatamente le attenzioni del pubblico e le critiche non proprio entusiastiche di buona parte della stampa degli Stati Uniti. Il libro narra infatti le vicende di Jim Willard, figlio di una "normale" famiglia della media borghesia del Sud degli Stati Uniti, bello, atletico, schivo e innamorato del suo migliore amico. Si tratta per certi aspetti del primo romanzo statunitense che tratti con estrema disinvoltura della passione di un ragazzo per un suo coetaneo senza cadere nella caratterizzazione dell'omosessuale effeminato dominante nell'immaginario collettivo (non solo statunitense).
Non a caso, racconta Vidal nella sua autobiografia Palinsesto: "Uno dei redattori della Dutton [la casa editrice che già aveva pubblicato Williwaw e In a yellow wood, ndr] mi aveva detto che se il libro fosse stato pubblicato, mi sarebbero toccati vent'anni di recensioni negative e la mia reputazione letteraria sarebbe finita per sempre. La mia risposta fu una sorta di fischio a mezzanotte: «Se c'è un mio libro che ancora verrà ricordato nel 1968... questa è la fama, o no?». Il redattore della Dutton non era lontano dal vero se, come ricorda Vidal: «Per vent'anni - e più - venni regolarmente attaccato per non avere sufficientemente adorato l'altare della Famiglia. Un certo Orville Prescott, il recensore del New York Times, disse al mio redattore che non avrebbe mai più letto e ancor meno recensito un mio libro. Time e Newsweek fecero altrettanto.»
Il libro è dedicato a "J.T.", ovvero Jimmie Trimble, il ragazzo della St. Albans di cui Vidal è stato innamorato per anni, nonostante la sua morte prematura durante la battaglia di Iwo Jima, nel febbraio del 1945. A questo proposito sono significative le parole che a Jimmie dedica Vidal in chiusura del primo volume delle sue memorie, Palinsesto.
Il titolo italiano dell'opera è un richiamo alla citazione biblica in esergo che apre la narrazione e che dà per certi aspetti la dimensione di immobilità in cui si trova il protagonista per buona parte del libro: «Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.»
Dopo lo scandalo suscitato da La statua di sale, Vidal comincia a lrare come autore televisivo e teatrale (due sue commedie The Best Man e Visit to a Small Planet si impongono a Broadway e vengono in seguito adattate per la TV). Nel frattempo dà alle stampe Il giudizio di Paride (1952) e la satira Messiah (1954).
Assunto come autore alla MGM nel 1956, tre anni più tardi è a Roma, a Cinecittà, dove William Wyler sta dirigendo il remake di Ben-Hur, con Charlton Heston. Vidal accetta, insieme con lo sceneggiatore Christopher Fry, di rivedere lo screenplay originale di Karl Tunberg, a patto che la Metro-Goldwyn-Mayer acconsenta a rescindere il suo contratto con due anni di anticipo (così da potersi dedicare nuovamente alla narrativa).
Il contributo di Vidal alla sceneggiatura, per nulla marginale, non è mai stato accreditato dall'Associazione degli Sceneggiatori che hanno negato il riconoscimento sia a Vidal sia a Fry. Lo scrittore è tornato sulla vicenda nei suoi due libri di memorie Palinsesto (1994) e Navigando a vista (2006), ricordando con divertimento l'episodio della lettura dello screenplay davanti al boss della MGM Zimbalist, a Wyler e allo stesso Heston, allorché l'acredine tra Ben Hur (Heston) e Messala (Stephen Boyd), viene ascritta da Vidal a un "rifiuto sessuale" del primo al secondo, con conseguente sconcerto generale e riscrittura della scena incriminata.
Abbandonati gli studios e dopo una breve parentesi politica (si candida per il Congresso nel 1960, l'anno dell'elezione alla Casa Bianca di John F. Kennedy), Vidal, con il compagno Howard Austen, si trasferisce in Italia. Dopo aver preso casa a Roma, in Largo di Torre Argentina, si butta a capofitto nello studio dell'antichità classica, si documenta presso le maggiori biblioteche capitoline e inizia così la stesura di Giuliano (1964). Il romanzo narra la vita privata e le scelte politico-militari di Giuliano, imperatore romano del quarto secolo, nipote di Costantino, che durante i brevi anni del suo regno tenta di restaurare il culto degli dei pagani, passando per questo motivo alla storia con l'appellativo di "Apostata".
Dopo Giuliano, Vidal dà alle stampe Washington D.C. (1967) primo volume della serie Narratives of Empire, il ciclo storico con cui lo scrittore ha inteso narrare le vicende politico-istituzionali degli Stati Uniti, dai padri fondatori alla guerra fredda. Seguiranno gli altri capitoli della serie che, cronologicamente, coprono 150 anni di storia statunitense: Burr (del 1973), Lincoln (pubblicato nel 1984), Il Candidato (1876, del 1976), Impero (Empire, del 1987), Hollywood (del 1990), e L'età dell'oro (The golden age, pubblicato nel 2000).
In pieno clima da "contestazione", appare in libreria l'audace e inattesa commedia satirica transessuale Myra Breckinridge (1968). «Donna Trionfante, prototipo di una nuova genia di esseri dotati di intelligenza superiore, bellezza indiscutibile, ambizioni altissime e di una fantasia smisurata che non si contenta di vagheggiamenti» Myra (al secolo Myron Breckinridge), è una neo-donna che, dopo aver cambiato sesso, decide di spacciarsi per la vedova di sé stesso e ottenere dallo zio la scuola per aspiranti artisti che questo dirige a Hollywood. Scritto come una sorta di diario, il libro ha imposto Vidal come grande autore satirico («...la linea è quella che va da Petronio a Swift a Butler») e fustigatore dei vizi della società statunitense. Come ha notato Graziella Pulce sulle pagine di Alias, l'inserto settimanale del quotidiano Il manifesto: «La storia di Myra/Myron toccava questioni scottanti (siamo nel 1968, ndr): ruoli sessuali e relative lotte, la natura del potere, la funzione della letteratura, la facoltà dichiaratamente mitopoietica del cinema, ma anche il binomio cultura-denaro. Tutto ciò non solo era esposto brillantemente da un Vidal in stato di grazia, ma ogni elemento era anche consapevolmente messo in discussione e trattato criticamente. [...] Myra Breckinridge è davvero un romanzo scabroso perché celebra il trionfo di un nuovo genere sessuale e insegna a combattere contro il potere degli uomini, di cui il protagonista conosce vizi (tanti) e virtù (pochissime e caduche).» Il piano di Myra è semplice: procedere con «...la distruzione delle ultime tracce residue nella razza della virilità tradizionale allo scopo di riallineare i sessi, riducendo così la popolazione mentre si aumenta la felicità umana e si prepara l'umanità per il suo stadio successivo».
Scritto in un mese e dedicato all'amico Christopher Isherwood, il libro ha un enorme successo di pubblico: tre milioni di copie vendute in poche settimane e novecentomila dollari pagati dalla Fox a Vidal per i diritti cinematografici. Rifiutato in Australia, edulcorato per il mercato inglese, in Italia è stato rifiutato da un paio di editori e pubblicato da Valentino Bompiani nel 1969. Oggi è edito da Fazi, l'editore romano che sta ripubblicando l'opera completa dello scrittore statunitense.
Il 1975 è l'anno del sequel del romanzo, Myron. Per ovviare la censura, e fare satira sul potere giudiziario statunitense, Vidal sostituisce tutti i termini sessuali e le parti anatomiche dei personaggi con i nomi dei giudici della Corte suprema degli Stati Uniti. Nel 1987 i due libri sono pubblicati in un unico volume e il turpiloquio di Myron ripristinato.
Dopo l'insuccesso di due opere, Weekend (1968) e Un pomeriggio con Richard Nixon (1972), e la sua strana semi-autobiografia Due sorelle, Vidal si concentrò soprattutto sui saggi e due distinti argomenti: i romanzi storici sulla storia americana come Burr (1973), 1876 (1976), Lincoln (1984), Impero (1987), Hollywood (1989), L'età dell'oro (2000), e altre escursioni nel mondo antico: Creazione (1981, pubblicato in forma estesa nel 2002), e le divertenti e spesso impietose "invenzioni satiriche": Myron (1975, un sequel di Myra Breckinridge), Kalki (1978), Duluth (1983), Live from Golgotha (1992) e The Smithsonian Institution (1998). Vidal è anche autore di un'autobiografia in due volumi, composta da Palinsesto (1995) e Navigando a vista (2007).
Vidal, occasionalmente, è tornato a scrivere per cinema e televisione; si ricorda il film basato sul suo Billy the Kid, con Val Kilmer, e una miniserie di Lincoln. Ha inoltre scritto la sceneggiatura originale del controverso Caligola, ma più tardi fece rimuovere il suo nome poiché il regista e l'attore protagonista la corressero profondamente, cambiando completamente temi e toni complessivi. Ironicamente, in un tentativo fallito di ristabilire la visione di Vidal in postproduzione, i produttori del film finirono per renderlo qualcosa che né Vidal, né Brass, né McDowell avevano in mente.
Forse contrariamente alle sue volontà, Vidal era più rispettato come saggista che come romanziere. Egli scriveva soprattutto su temi politici, storici e letterari, e vinse il National Book Award nel 1993 per Stati Uniti (1952-1992). Una collezione successiva nel 2000 è L'ultimo impero; da allora lo scrittore ha pubblicato pamphlet estremamente critici rispetto all'amministrazione Bush-Cheney, oltre al testo sui padri fondatori degli USA, Inventare una Nazione. Ha pubblicato un'autobiografia di successo, Palinsesto, nel 1995, e secondo recenti notizie stava lavorando sul seguito.
Negli anni sessanta Vidal si trasferì in Italia, scegliendo di risiedere a Ravello.
Fu ingaggiato per interpretare sé stesso in Roma di Federico Fellini; le sue politiche liberali sono ben documentate. Nel 1987 scrisse una serie di saggi come Armageddon, che esplora gli intrighi del potere nei moderni Stati Uniti e condanna in maniera spietata la politica presidenziale di Ronald Reagan, il quale fu descritto come un «trionfo dell'arte dell'imbalsamatore». A parte il suo padre politico, Vidal ha altri collegamenti con il Partito Democratico americano: sua madre Nina sposò Hugh D. Auchincloss Jr., che più tardi divenne patrigno di Jacqueline Kennedy Onassis; inoltre, Vidal è cugino di quinto grado di Jimmy Carter. È stato anche candidato, senza successo, alle elezioni per il Congresso del 1960, perdendo per 24 000 voti in un distretto tradizionalmente repubblicano sul fiume Hudson. Nel 1982, perse contro Jerry Brown nelle primarie del Partito Democratico per il Senato, nonostante il sostegno di celebrità liberali come Paul Newman e Joanne Woodward. Vidal affermò che lui ed Al Gore, ex vicepresidente degli USA, sono cugini alla lontana, ma ricerche genealogiche non hanno scoperto alcun legame familiare.
Ha recitato nel film Bob Roberts (1992) con Tim Robbins, oltre ad altri film come Gattaca, With Honors e Igby Goes Down.
Vidal si considera un "riformatore radicale", ed è descritto come un nostalgico del "repubblicanesimo puro" dei primi anni della storia statunitense. Come studente delle superiori è stato un sostenitore dell'American First Committee. Differentemente da altri sostenitori del movimento, continua a credere che gli Stati Uniti non avrebbero dovuto intervenire nel secondo conflitto mondiale (sebbene sembra abbia poi sostenuto che la fornitura di aiuti materiali agli alleati fosse stata una buona idea). Ha anche ipotizzato che il presidente Roosevelt avesse "incitato" i giapponesi ad attaccare gli Stati Uniti, con il fine di giustificare l'entrata in guerra degli statunitensi, e crede anche che questi fosse a conoscenza dell'attacco prima che fosse condotto.
L'attivismo politico lo portò, nel 1960, a essere candidato alla Camera per il Partito Democratico nel nord dello Stato di New York (You'll get more with Gore), ricevendo più voti di ogni altro candidato del Partito Democratico nei cinquanta anni precedenti. Dal 1970 al 1972 ha fatto parte del consiglio direttivo del People's Party, e nelle Primarie del Partito Democratico del 1982 in California per il Senato, arrivò secondo su nove candidati (con circa mezzo milione di voti).
Vidal fu membro della direzione di World Can't Wait, un'organizzazione che partecipa del movimento per la incriminazione di George W. Bush per alto tradimento.
Vidal fu fortemente critico nei confronti dell'amministrazione Bush, così come lo era stato delle precedenti amministrazioni che considerava aver avuto una agenda espansionista implicita o esplicita. Spesso affermò - in interviste, articoli e in un libro - che gli Americani «...sono oggi governati da una combriccola di petrolieri guerrafondai (oil-Pentagon men nell'originale) [...] Bush padre e figlio, Cheney, Rumsfeld, e così via».
Relativamente agli attentati dell'11 settembre 2001, Vidal scrisse che affermava essere stati previsti dai servizi di intelligence statunitensi, giustificavano politicamente i piani d'invasione dell'Afghanistan (ottobre 2001) dell'amministrazione Bush, preparati precedentemente agli attentati. Sottolineava la mancanza di meccanismi di difesa, incluso il ritardo per l'attivazione dei caccia intercettori, i cui tempi di azione furono molto più lenti di quanto ci si sarebbe potuto aspettare. Se, affermava Vidal, tali mancanze fossero frutto di incompetenza, meriterebbero un congruo numero di corti marziali e uno o due rinunce da parte delle maggiori cariche dello Stato. Invece, abbiamo solo una inchiesta su come i «...potenziali errori di comunicazione tra agenzie federali ... possano aver permesso la realizzazione degli attacchi».
Opere
Romanzi
L'uragano (Williwaw, 1946), trad. di Stanis La Bruna, Milano, Elmo, 1950.
In a Yellow Wood (1947)
La statua di sale (The City and the Pillar, 1948) // La città perversa, trad. di Giorgio Monicelli, Collezione L'Olimpo, Milano, Elmo, 1949. / Jim, trad. di Vincenzo Mantovani, Milano, Bompiani, 1972. / La statua di sale, trad. di Alessandra Osti, Collana Le strade n.17, Roma, Fazi Editore, 1998
The Season of Comfort (1949)
Alla ricerca del re (A Search for the King, 1950), Milano, Garzanti, 1951.
Dark Green, Bright Red (1950, pseudo-profezia del colpo di Stato del Guatemala del 1954, vedi In the Lair of the Octopus, Dreaming War)
Il giudizio di Paride (The Judgment of Paris, 1953), Roma, Fazi, 2006
Messiah (1954)
Giuliano (Julian, 1964), trad. di Ida Omboni, Milano, Rizzoli, 1969; Milano, Bompiani, 1990; Roma, Fazi, 2003
Myra Breckinridge (Myra Breckinridge, 1968), trad. di Vincenzo Mantovani, Milano, Bompiani, 1969; Bompiani, 1989; Roma, Fazi, 2007
Due sorelle (Two Sisters, 1970), Milano, Bompiani, 1971.
Myron (Myron, 1974), Milano, Bompiani, 1985.
Kalki (Kalki, 1978), Milano, Bompiani, 1980.
Creazione (Creation, 1981), Milano, Garzanti, 1983; Roma, Fazi, 2005
Duluth: tutta l'America in una città (Duluth, 1983), Milano, Garzanti, 1984; Roma, Fazi, 2007
In diretta dal Golgota (Live from Golgotha: the Gospel according to Gore Vidal, 1992), trad. di Pier Francesco Paolini, Milano, Longanesi, 1992; Milano, TEA, 1994
The Smithsonian Institution (1998)
L'uragano (Williwaw, 1946), trad. di Stanis La Bruna, Milano, Elmo, 1950.
In a Yellow Wood (1947)
La statua di sale (The City and the Pillar, 1948) // La città perversa, trad. di Giorgio Monicelli, Collezione L'Olimpo, Milano, Elmo, 1949. / Jim, trad. di Vincenzo Mantovani, Milano, Bompiani, 1972. / La statua di sale, trad. di Alessandra Osti, Collana Le strade n.17, Roma, Fazi Editore, 1998
The Season of Comfort (1949)
Alla ricerca del re (A Search for the King, 1950), Milano, Garzanti, 1951.
Dark Green, Bright Red (1950, pseudo-profezia del colpo di Stato del Guatemala del 1954, vedi In the Lair of the Octopus, Dreaming War)
Il giudizio di Paride (The Judgment of Paris, 1953), Roma, Fazi, 2006
Messiah (1954)
Giuliano (Julian, 1964), trad. di Ida Omboni, Milano, Rizzoli, 1969; Milano, Bompiani, 1990; Roma, Fazi, 2003
Myra Breckinridge (Myra Breckinridge, 1968), trad. di Vincenzo Mantovani, Milano, Bompiani, 1969; Bompiani, 1989; Roma, Fazi, 2007
Due sorelle (Two Sisters, 1970), Milano, Bompiani, 1971.
Myron (Myron, 1974), Milano, Bompiani, 1985.
Kalki (Kalki, 1978), Milano, Bompiani, 1980.
Creazione (Creation, 1981), Milano, Garzanti, 1983; Roma, Fazi, 2005
Duluth: tutta l'America in una città (Duluth, 1983), Milano, Garzanti, 1984; Roma, Fazi, 2007
In diretta dal Golgota (Live from Golgotha: the Gospel according to Gore Vidal, 1992), trad. di Pier Francesco Paolini, Milano, Longanesi, 1992; Milano, TEA, 1994
The Smithsonian Institution (1998)
Ciclo Narratives of Empire
Washington, D.C. (Washington, D.C., 1967), trad. di Luciano Bianciardi, Milano, Rizzoli, settembre 1968; trad. di Daniela Paladini, Collana Le strade n.609, Roma, Fazi, ottobre 2025
Burr (Burr, 1973), trad. di Pier Francesco Paolini, Milano, Bompiani, 1975; Collana Le strade n.528, Roma, Fazi, 2022
1876 (1976), trad. di Pier Francesco Paolini, Milano, Bompiani, 1977; col titolo Il candidato, trad. di Silvia Castoldi, Collana Le strade n.138, Roma, Fazi, 2008; col titolo Emma, 1876, Collana Le strade n.345, Roma, Fazi, 2018
Lincoln (Lincoln, 1984), trad. di Pier Francesco Paolini, Milano, Bompiani, settembre 1988.
Impero (Empire, 1987), trad. di Benedetta Marietti, Collana Le strade n.55, Roma, Fazi, 2002
Hollywood (Hollywood, 1989), trad. di Adriana Dell'Orto, Milano, Bompiani, gennaio 1990; Collana I grandi tascabili, Milano, Bompiani, 1991; Trezzano sul Naviglio, Euroclub, 1991; Collana Le strade n.608, Roma, Fazi, ottobre 2025
L'età dell'oro (The Golden Age, 2000), trad. di Luca Scarlini, Collana Le strade n.43, Roma, Fazi, 2001
Pubblicati sotto diversi pseudonimi
A Star's Progress (1950), come Katherine Everard
Death in the Fifth Position (1952) come Edgar Box
Thieves Fall Out (1953), come Cameron Kay
La morte in agguato (Death Before Bedtime, 1953), come Edgar Box, Milano, Garzanti, 1955; col titolo Intrigo a Washington, trad. di Lucio Trevisan, Collana L'Avventura, Milano, Feltrinelli, giugno 1988
Alla morte piace il caldo (Death Likes It Hot, 1954), come Edgar Box, Milano, Garzanti, 1956.
Raccolte di racconti
A Thirsty Evil (1956)
Three by Box: The Complete Mysteries of Edgar Box (1978)
Clouds and Eclipses: The Collected Short Stories (2006) [contiene l'antologia A Thirsty Evil (1956), col racconto "Clouds and Eclipses"
Raccolte di saggi
Rocking the Boat (1963)
Reflections Upon a Sinking Ship (1969)
Sex, Death and Money (1969)
Una nave che affonda. Commenti politici, letterari e teatrali, trad. di Luciana Bulgheroni, Collana Cose d'oggi n.77, Milano, Bompiani, 1971. [contiene le raccolte di scritti apparsi in Rocking the Boat e Reflections Upon a Sinking Ship]
Homage to Daniel Shays: Collected Essays, 1952–1972 (1972)
Le parole e i fatti. Politica, letteratura, società in un'analisi profetica e irriverente (Matters of Fact and of Fiction, 1977), trad. di Pier Francesco Paolini, Prefazione di Gianfranco Corsini, Collana Saggi n.27, Milano, Bompiani, 1978.
Sex is Politics and Vice Versa (1979), ed. limitata per Sylvester & Orphanos
The Second American Revolution (1982)
Vidal In Venice (1985)
Armageddon? Essays 1983-1987 (1987)
At Home: Essays 1982-1988 (1988)
A View From The Diner's Club: Essays 1987-1991 (1991)
Remotamente su questi schermi (Screening History, 1992), trad. di Claudio Mussolini, Collana Ariele n.7, Milano, Anabasi, 1993
La fine dell'impero (Decline and Fall of the American Empire, 1992), trad. di Alberto Antonangeli, a cura di Gianfranco Corsini, Collana I Libelli, Roma, Editori Riuniti, settembre 1992
United States: Essays 1952–1992 (1993)
Virgin Islands: Essays 1992-1997 (1997)
The American Presidency (1998)
Sexually Speaking: Collected Sex Writings (1999)
The Last Empire: Essays 1992–2000 (2001)
Perpetual War for Perpetual Peace or How We Came To Be So Hated (2002)
Le menzogne dell'impero e altre tristi verità. Perché la junta petrolifera Cheney-Bush vuole la guerra con l'Iraq e altri saggi (Reflection upon Imperial Mendacity and Other Sad Truths, 2002), Collana Le terre, Roma, Fazi, 2002
Dreaming War: Blood for Oil and the Cheney-Bush Junta (2002)
L'invenzione degli Stati Uniti. I padri: Washington, Adams, Jefferson (Inventing a Nation: Washington, Adams, Jefferson, 2003), Collana Le terre, Roma, Fazi, 2005
Imperial America: Reflections on the United States of Amnesia (2004)
The Selected Essays of Gore Vidal (2008)
Gore Vidal: Snapshots in History's Glare (2009)
I Told You So: Gore Vidal Talks Politics: Interviews with Jon Wiener (2013)
Gore Vidal History of the National Security State, Introduction by Paul Jay, The Real News Network, (2014)
Buckley vs. Vidal: The Historic 1968 ABC News Debates (2015)
Raccolte italiane
Il mondo di Watergate. Personaggi, figure, situazioni nello scandalo del secolo, trad. di Pier Francesco Paolini, Collana Saggi n.6, Milano, Bompiani, 1974.
La fine della libertà: verso un nuovo totalitarismo?, trad. di Laura Pugno, Collana Le terre n.34, Roma, Fazi, 2001
Il canarino e la miniera. Saggi letterari 1956-2000, Postfazione di Claudio Magris, trad. di Stefano Tummolini, Luciana Bulgheroni Spallino, Alessandra Osti, Pier Francesco Paolini, Chiara Vatteroni, Collana Le terre. Scritture n.66, Roma, Fazi, 2003, ISBN 88-8112-428-9. [raccolta di trenta saggi]
Democrazia tradita. Discorso sullo stato dell'Unione 2004 e altri saggi, trad. di Marina Astrologo, Giuseppina Oneto e Stefano Tummolini, Collana Le terre n.78, Roma, Fazi, 2004
Trilogia dell'impero: La fine della libertà. Le menzogne dell'impero. Democrazia tradita, con una nuova prefazione dell'Autore, Collana Tascabili, Roma, Fazi, 2005
E domani ancora guerra. La crisi dell'impero USA, Collana Alhambra, Roma, Datanews, 2007
Se controlli i media è fatta: interviste di Giulietto Chiesa e The Real News, Collana Alhambra, Roma, Datanews, 2008
Drammaturgie teatrali
Visit to a Small Planet (1957)
The Best Man (1960), dal quale fu tratto il film L'amaro sapore del potere
On the March to the Sea (1960-1961; 2004)
Romulus, adattato dal testo teatrale di Friedrich Dürrenmatt del 1950 Romulus der Große, (1962)
Weekend (1968)
Drawing Room Comedy (1970)
An Evening with Richard Nixon (1970)
Memorie
Palinsesto (Palimpsest: A Memoir, 1995), Collana Le strade, Roma, Fazi, 2000
Navigando a vista (Point to Point Navigation: A Memoir, 2006), Roma, Fazi, 2006

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