giovedì 24 agosto 2023

McBRIDE Eimear (1976 - viv.)

 

Eimear McBride
 (Liverpool, 6 ottobre 1976) è una scrittrice irlandese.
Nata a Liverpool da genitori irlandesi nel 1976, vive e lavora a Norwich. Spostatasi in tenera età in Irlanda, si è trasferita a 17 anni a Londra per studiare recitazione al Drama Centre.
Ha scritto il suo primo romanzo, Una ragazza lasciata a metà, in soli sei mesi, a 27 anni, ma ha dovuto attenderne 10 per vederlo pubblicato dopo numerosi rifiuti; attesa premiata con il Geoffrey Faber Memorial Prize, l'Orange Prize e il Premio Desmond Elliott l'anno successivo.
Nel 2016 ha vinto con il secondo romanzo Bohémien minori il James Tait Black Memorial Prize.

Opere
Romanzi
Una ragazza lasciata a metà (A girl is a half-formed thing, 2013), Pordenone, Safarà, 2016 traduzione di Riccardo Duranti 
Bohémien minori (The Lesser Bohemians, 2016), Milano, La nave di Teseo, 2019 traduzione di Tiziana Lo Porto
Strange Hotel (2020)
The city changes its face 2025 Faber & Faber


mercoledì 23 agosto 2023

MARIVAUX (1688 - 1763)

 

Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux, comunemente noto come Marivaux (Parigi, 4 febbraio 1688 – Parigi, 12 febbraio 1763), è stato un drammaturgo e scrittore francese.
Considerato tra i maggiori commediografi di Francia del XVIII secolo, ha composto numerosi testi per la Comédie-Française e la Comédie-Italienne di Parigi. Si è dedicato alla letteratura coltivando sia il romanzo che il teatro. Ha integrato la drammaturgia di Molière, riprendendone alcuni aspetti e dando spazio alla componente amorosa. Nello specifico gli interessa soprattutto l'innamoramento, che diventa un gioco teatrale dove i personaggi cercano di mascherarsi per scoprire se sono corrisposti. Il gioco del mascheramento dei sentimenti è presente in tutte le sue commedie, come sottile gioco psicologico. Nella lingua francese il suo nome ha dato origine al verbo marivauder che indica lo scambio di proposte galanti e molto raffinate.
Nell'introduzione della sua opera Marivaux dramaturge, Françoise Rubellin precisa che possediamo pochissimi documenti riguardanti la vita di Marivaux e che numerose informazioni che lo riguardano sono sbagliate. Per esempio: la sua data di nascita è sconosciuta (è nota soltanto quella del battesimo, l'8 febbraio 1688). Il nome «Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux» non viene mai utilizzato; Marivaux nasce Pierre Carlet, facendosi poi chiamare Pierre Decarlet quando si iscrive alla facoltà di diritto, poi si firma per la prima volta Carlet de Marivaux nel 1716. Chamblain era invece il cognome di un cugino materno, l'architetto Jean-Baptiste Bullet de Chamblain.
Nato in una famiglia di nobili originari della Normandia, che aveva avuto un senatore eletto al parlamento provinciale, suo padre Nicolas Carlet lavora nell’amministrazione della marina militare fino al 1698 quando si sposta con la famiglia (Marivaux aveva 11 anni) a Riom, in Alvernia, dove è stato nominato ispettore della Monnaie prima di diventarne direttore; qui Marivaux studia presso gli Oratoriani. La famiglia si trasferisce poi a Limoges. Di sua madre, Marie-Anne Bullet, si sa ben poco se non che era sorella di un
architetto reale, Pierre Bullet, il che aiuterà Marivaux ad essere introdotto nell’ambiente di Corte. Nel 1710, puntando a seguire la strada paterna (Mari-Anne Bullet aveva ottenuto una proroga della carica alla morte del marito, il 14 aprile 1719), inizia gli studi di diritto a Parigi. Alloggia presso lo zio architetto reale. Abbandona però gli studi nel 1713 e li riprenderà solo saltuariamente: ottiene comunque il diploma nel 1721 ed è nominato avvocato, ma non eserciterà mai la professione.
Il suo primo testo è una commedia di intrighi in versi, in un atto le Père prudent et équitable, ou Crispin l’heureux fourbe recitato davanti a una ristretta cerchia di appassionati nel 1706 e pubblicata nel 1712.. Pubblica il suo primo romanzo nel 1712 I sorprendenti effetti della simpatia. L’incontro con Fontenelle, e la frequentazione del salotto della spiritosa Madame de Lambert, sono determinanti per la sua formazione. Vi incontra dei « Moderni » e si accosta a una forma di « preziosità nuova », che porterà al cosiddetto « marivaudage ». Sviluppa un atteggiamento critico e si impegna nella polemica contro i classici, sperimenta diversi generi: parodie, poemi burleschi, articoli giornalistici. La parodia è in questo periodo il suo genere principale. Riprende, con lo spirito cosiddetto “neo-prezioso” che tratta in modo giocoso i “grandi argomenti” », del patrimonio culturale degli scrittori classici, e li trasfigura in opere originali trasformandoli a seconda dei casi. Scrive così il Telemaco travestito nel 1714-1715 (dove evoca le tragedie degli ugonotti), poi l'Iliade Travestita del 1716, una parodia dell'opera di Omero che è il suo quarto lavoro pubblicato, ed il primo firmato « M. de Marivaux » nel 1718. È considerato un brillante moralista, un nuovo La Bruyère. Si sposa il 7 luglio 1717 con Colombe
Boulogne, figlia di un ricco avvocato « consigliere del Re », la cui dote permette alla coppia di vivere agiatamente. Il padre muore nel 1719, e Marivaux è rovinato dalla bancarotta di Law nel 1720, perde la moglie nel 1723, e da allora è costretto a guadagnarsi di che vivere ed educare la figlia scrivendo.
Presto trova la propria strada nel teatro. Dapprima si cimenta con la tragedia classica in versi, con l'Annibale, rappresentato nel 1720 dalla Comédie-Française, ma l’accoglienza è modesta. Il successo arriva però nello stesso anno con Arlequin poli par l'amour rappresentato dal Théâtre italien de Paris di Luigi Riccoboni. Marivaux apprezza la recitazione degli attori italiani e diventa l’autore preferito dalla compagnia. La giovane e talentuosa Silvia Balletti (strettamente legata a Giacomo Casanova), diventa la sua interprete ideale e Marivaux scrive soprattutto per lei. Rivoluziona il genere della commedia sentimentale, che esplora con Surprises de l’amour o La Double Inconstance, ma soprattutto con i suoi pezzi che diventano grandi classici di questo genere: Le Jeu de l'amour et du hasard (1730) e Le false confidenze (1737). Scrive anche commedie a sfondo sociale su temi come la libertà e l’uguaglianza tra gli uomini (L'Île des esclaves nel 1725), o la condizione femminile (La Nouvelle Colonie nel 1729): ambientate in contesti fantastici e utopici, queste opere, che non ebbero grande successo al loro apparire, sviluppano il suo pensiero sulle relazioni umane.
Il teatro di Marivaux riprende la massima della commedia latina « Castigat ridendo mores » (che corregge i costumi ridendo) e costruisce una sorta di raccordo tra la comicità d'improvvisazione della commedia dell'arte, con i suoi personaggi stereotipati,
soprattutto Arlecchino, e un teatro più letterario e psicologico, vicino agli autori contemporanei inglesi e francesi; utilizza dunque diversi livelli del comico: la farsa, la satira e la poesia. Presso i contemporanei, complessivamente, non gode di un successo esaltante: la Comédie-Française e il suo pubblico non lo apprezzano, e il Théâtre-Italien resta un teatro di secondo piano. D’altronde Marivaux si è sempre tenuto ai margini dell’ambiente dei “philosophes”, che influenza il gusto corrente. Tuttavia, la sua influenza letteraria è profonda: della sua tecnica del romanzo terrà conto Stendhal, ma soprattutto il suo stile di dialogo teatrale ispirerà, nel XIX secolo, le commedie di Musset e, nel XX secolo, quelle di Giraudoux. Oggi Marivaux ha finalmente trovato un pubblico entusiasta che considera moderna proprio la complessità che ai suoi tempi gli veniva rimproverata. È, dopo Molière e Racine, il terzo autore più rappresentato dalla Comédie-Française.
Negli stessi anni espone le sue riflessioni sui giornali, prima Le Spectateur françois (français), sul modello dello Spectator di Joseph Addison e Richard Steele, dal 1721 al 1724 (25 numeri), poi L’Indigent Philosophe,nel 1727 et Le Cabinet du philosophe nel 1734, dove è l’unico redattore, oltre ad autore di racconti, moralista e filosofo. Qui analizza, con penna acuta, i molti aspetti della società frammentata e gerarchica del suo tempo, e descrive con humour le abitudini dei suoi contemporanei. Qui mette a punto le sue concezioni estetiche, il suo gusto per una
scrittura spontanea e il suo diritto di ridere degli uomini in generale e “del me stesso che vedo negli altri” (« et de moi-même que je vois dans les autres », poiché la realtà è sempre più complessa a sfuggente degli schemi nei quali cerchiamo di inquadrarla.
Pietro Citati ha scritto che l'opera di Marivaux, non apprezzata come meritava dai suoi contemporanei tanto che quando morì «Grimm ne parlò appena sul suo giornale», ha le sue radici nella «grande moralistica del seicento, Larochefoucauld, e La Bruyère, Saint-Evremond e Pascal».
Insieme all’abate Prévost, Marivaux è uno degli scrittori che hanno riflettuto con più profondità sul paradosso della scrittura del romanzo[20]. La sua grande opera in forma di romanzo è La Vie de Marianne la cui redazione dura circa quindici anni (1726-1741). La protagonista, avanti negli anni, racconta la sua vita, inframezzando il racconto con riflessioni e meditazioni sull’amore, sull’amicizia, la sincerità, il riconoscimento sociale dei meriti personali. L’opera rimane però incompiuta. Gli stessi temi sono ripresi nel Le Paysan parvenu (il villan rifatto), un romanzo di formazione del 1735 che racconta l’arrivo a Parigi e la scalata sociale di Jacob grazie ai suoi successi amorosi.
A partire dal 1733, frequenta il salotto di Claudine de Tencin, che diventa un’amica preziosa. Grazie a lei viene eletto, sconfiggendo Voltaire all’Académie française nel 1742 (dopo vari rifiuti: l’accademico Pierre-Joseph Thoulier d'Olivet lo accusava di distruggere[ la lingua francese[), e
vi pronuncerà numerosi discorsi: Riflessioni in forma di lettera sul progresso dello spirito umano (1744), Riflessioni sullo spirito umano in relazione a Corneille e
Racine (1749), Riflessioni sui Romani e sugli antichi Persiani (1751). Compone ormai solo alcune pièce destinate alla Comédie-Française, che sono pubblicate ma non rappresentate, e un dialogo, L'Éducation d’un prince. Malato sin dal 1758, muore per una pleurite il 12 febbraio 1763.

Opere teatrali
(Le date, dove non altrimenti specificato, si riferiscono alla prima rappresentazione)
Le Père prudent et équitable (pubblicato nel 1712)
L'Amore e la Verità (L'Amour et la Vérité, 1720)
Arlecchino educato dall'amore (Arlequin poli par l'amour, pubblicato nel 1720)
Annibale (Annibal, tragedia, 1720)
La sorpresa dell'amore (La Surprise de l'amour, 1722)
La doppia incostanza (La Double Inconstance, 1723)
Le Prince travesti (1724)
La Fausse Suivante ou le Fourbe puni (1724)
Le Dénouement imprévu (1724)
L'isola degli schiavi (L'Île des esclaves, 1725)
L'Héritier de village (1725)
L'Île de la raison ou les Petits Hommes (1727)
La Seconde Surprise de l'amour (1727)
Le Triomphe de Plutus (1728)
La Nouvelle Colonie ou la Ligue des femmes (1729)
Il gioco dell'amore e del caso (Le Jeu de l'amour et du hasard, 1729)
La Réunion des amours (1731)
Il trionfo dell'amore (Le Triomphe de l'amour) (1732)
Les Serments indiscrets (1732)
L'École des mères (1732)
Le Petit-Maître corrigé (1733)
L'Heureux Stratagème (1733)
La Méprise (1734)
La Mère confidente (1735)
Le Legs (1736)
Le false confidenze (Les Fausses Confidences, 1737)
La Joie imprévue (1738)
Les Sincères (1739)
L'Épreuve (1740)
La Commère (1741)
La Dispute (1744)
Le Préjugé vaincu (1747)
La Colonie (pubblicato nel 1750)
La Femme fidèle (1755)
Félicie (pubblicato nel 1757)
Les Acteurs de bonne foi (pubblicato nel 1757)
La provinciale (La Provinciale, pubblicato nel 1761)
Mahomet second (incompiuta)
Marivaux scrisse anche Heureuse Surprise e Amante frivole, andate perdute.



martedì 22 agosto 2023

BULWER-LYTTON Edward (1803 - 1873)

 

Sir Edward George Earle Bulwer-Lytton PC (Londra, 25 maggio 1803 – Torquay, 18 gennaio 1873) è stato uno scrittore, drammaturgo e politico britannico, primo barone Lytton.
Personaggio molto popolare e influente al suo tempo, coniò alcune espressioni che sono rimaste nell'uso comune, come «la penna è più potente della spada» e il celeberrimo «era una notte buia e tempestosa», oltre a influenzare molta della letteratura esoterica Ottocentesca, in particolare la società Teosofica.
Edward era il figlio minore del generale William Earle Bulwer di Heydon Hall e Wood Dalling e di Elizabeth Barbara Lytton, figlia di Richard Warburton Lytton di Knebworth, nell'Hertfordshire; dei suoi due fratelli, William intraprese la carriera militare e il maggiore Henry, futuro Lord Dalling, fu anch'egli politico, drammaturgo e romanziere. Suo figlio Robert fu viceré dell'India dal 1876 al 1880.
Il padre morì quando Edward aveva quattro anni e la sua famiglia si trasferì a Londra: il bambino si dimostrò subito molto cagionevole di nervi, ma altrettanto precoce. All'età di quindici anni, su esortazione di un istitutore pubblicò la sua prima opera, Ishmael and other Poems. Nel 1822 entrò al Trinity College di Cambridge ma presto si trasferì al Trinity Hall, dove nel 1825 vinse il premio Chancellor per la poesia. L'anno successivo si laureò e pubblicò un altro piccolo volume di poesie, Weeds and Wild Flowers.
Nel 1827 sposò, contro il volere della madre, la scrittrice Rosina Doyle Wheeler: dopo il matrimonio gli venne così tolta ogni rendita ed Edward si trovò in seri problemi economici. I suoi impegni in letteratura e in politica per guadagnare un sostentamento per la famiglia minarono il
rapporto con la moglie, da cui si separò nel 1836.
Tre anni dopo, Rosina pubblicò un romanzo dal titolo Cheveley, or the Man of Honour, in cui attaccava ferocemente Edward, facendo una caricatura dell'ipocrisia del marito che l'aveva tradita durante il loro matrimonio. Nel giugno 1858, durante la sua candidatura al parlamento per l'Hertfordshire, la moglie fece una comparsa in aula e lo denunciò pubblicamente: venne rinchiusa per squilibrio mentale ma rilasciata qualche settimana dopo, come scrisse successivamente nel suo A Blighted Life.
Nel 1828 pubblicò Pelham, uno studio sul fenomeno dei dandy. Nel 1833 aveva già raggiunto l'apice della sua popolarità con Godolphin, seguito da The Pilgrims of the Rhine (1834), Gli ultimi giorni di Pompei (The Last Days of Pompeii, 1834, per cui coniò il nome Nydia), Rienzi (1835) e Harold: Last of the Saxon Kings (1848).
Gli ultimi giorni di Pompei gli venne ispirato da un dipinto del russo Karl Briullov, che Bulwer-Lytton ebbe modo di ammirare a Milano nel 1833. È probabile che Pelham sia invece stato ispirato dal romanzo Vivian Grey di Benjamin Disraeli, col cui padre, Isaac D'Israeli, rimase a lungo in corrispondenza. Nel 1842 pubblicò Zanoni, un romanzo d'amore con una forte componente esoterica rosacrociana.
Scrisse numerose altre opere, tra cui La razza ventura (The Coming Race, 1871), che risentì profondamente dei suoi interessi per l'occulto, e che contribuì alla nascita della fantascienza e del
filone dei "mondi perduti". È opinione comune che l'opera, dando vita al mito del Vril, abbia favorito la genesi dell'immaginario misticheggiante del nazismo, oltre ad aver probabilmente influenzato La macchina del tempo di Herbert George Wells per il suo tema di una razza sotterranea che attende di conquistare il proprio posto al Sole.
Durante l'epoca della restaurazione Meiji (1868-1912), in Giappone, uno dei suoi romanzi, Ernest Maltravers, fu tradotto in giapponese. Nel 1837 venne pubblicata un'altra famosa opera a soggetto storico: Athens: Its Rise and Fall. Fece parte della Massoneria.[ Diverse sue opere vennero adattate per il cinema.

Opere principali
Ishmael and other Poems
Weeds and Wild Flowers (1826)
Pelham (1828)
Paul Clifford (1830)
Godolphin (1833)
The Pilgrims of the Rhine (1834)
Gli ultimi giorni di Pompei (The Last Days of Pompeii, 1834)
Rienzi (1835)
Athens: Its Rise and Fall (1837)
Ernest Maltravers (1837)
Richelieu; or The Conspiracy (1839)
Zanoni (Zanoni, 1842)
L'ultimo de' baroni (1843)
Harold: Last of the Saxon Kings (1848)
La casa e il cervello (The Haunted and the Haunters; or, The House and the Brain, 1859)
Una strana storia (A Strange Story, 1862, in italiano anche Una storia singolare)
La razza dell'avvenire (The Coming Race, 1871, in italiano anche La razza futura, La razza ventura o La razza che verrà)

lunedì 21 agosto 2023

SPUFFORD Francis (1964 - viv.)


Francis Spufford
 (1964) è uno scrittore britannico.
Nato nel 1964, vive e lavora vicino a Cambridge. Dopo aver conseguito un Bachelor of Arts in letteratura inglese all'Università di Cambridge nel 1985, ha lavorato per un triennio alla Chatto & Windus ricoprendo l'incarico di capo editore prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura e all'insegnamento.
Ha iniziato la sua carriera come saggista ed editore in antologie e, dopo un'opera biografica sulla sua infanzia, The Child That Books Built: A Life in Reading (2002) e un esperimento tra fiction e non fiction, L'ultima favola russa (2010), ha esordito nella narrativa nel 2016 con il romanzo Golden Hill.
Giornalista per il Guardian, insegna al Goldsmiths College di Londra.

Opere
Romanzi

Golden Hill (2016), Torino, Bollati Boringhieri, 2017 traduzione di Carlo Prosperi 
Una luce che non si spegne (Light Perpetual, 2021), Torino, Bollati Boringhieri, 2022 traduzione di Maria Giulia Castagnone 

Saggi
I May Be Some Time: Ice and the English Imagination (1996)
Backroom Boys: The Secret Return of the British Boffin (2003)
L'ultima favola russa (Red Plenty, 2010), Torino, Bollati Boringhieri, 2013 traduzione di Carlo Prosperi 
Unapologetic: Why, despite everything, Christianity can still make surprising emotional sense (2012)

Memoir
The Child That Books Built: A Life in Reading (2002)

Antologie
The Chatto Book Of Cabbages And Kings: Lists In Literature (1989)
Cultural Babbage con Jenny Uglow (1997)
The Vintage Book of The Devil (1997)
The Antarctic (2008)

domenica 20 agosto 2023

BUKOWSKI Charles (1920 - 1994)

 

Henry Charles Bukowski
, nato Heinrich Karl Bukowski (Andernach, 16 agosto 1920 – Los Angeles, 9 marzo 1994), è stato un poeta e scrittore statunitense.
Ha scritto sei romanzi, centinaia di racconti e migliaia di poesie, per un totale di oltre sessanta libri. Il contenuto di questi tratta della sua vita, caratterizzata da un rapporto morboso con l'alcol e il gioco d'azzardo, da frequenti esperienze sessuali (descritte in maniera realistica e senza troppi eufemismi) e da rapporti tempestosi con le persone. La corrente letteraria a cui spesso viene associato è quella del realismo sporco.
Henry Charles Bukowski Jr. nacque ad Andernach, in Germania, con il nome di Heinrich Karl Bukowski da padre statunitense di origini polacche e tedesche, sergente della Third United States Army, Henry Bukowski, e da madre tedesca, Katharina Fett.
Il nonno paterno Leonard emigrò negli Stati Uniti dalla Germania negli anni ottanta del XIX secolo. A Cleveland, Leonard conobbe Emilie Krausse emigrante da Danzica, all'epoca parte della Prussia. Si sposarono a Pasadena. Leonard lavorò come carpentiere, fondando più tardi una sua azienda. La coppia ebbe quattro figli, compreso Henry, il padre di Charles Bukowski.
I genitori di Bukowski si conobbero in Germania, dove il padre svolgeva il servizio militare, dopo la fine della prima guerra mondiale. Ma l'economia tedesca era al collasso, a causa della guerra persa, e così la famiglia si trasferì negli Stati Uniti nel 1923, stabilendosi a Baltimora, nel Maryland.
Per sembrare più americani, i genitori cominciarono a chiamarlo Henry. Dopo aver risparmiato un po', la famiglia si trasferì nella periferia di Los Angeles nel 1930, dove viveva la famiglia del padre.
Durante la sua infanzia, suo padre fu spesso disoccupato (erano gli anni della Grande
depressione) e, secondo Bukowski, molto violento. Fu anche soggetto alla discriminazione dei figli dei vicini, che lo prendevano in giro per il forte accento e i vestiti tedeschi "da femminucce" che i suoi genitori insistevano indossasse. Durante l'infanzia soffrì di timidezza e solitudine, in seguito aggravate da una forma grave di acne, a causa della quale dovette anche sottoporsi a dolorose cure.
In una video intervista a Silvia Bizio disse che la sua infanzia fu un film horror, che dai sei agli undici anni subì percosse dal padre tre volte alla settimana con una cinghia da rasoio.
A tredici-quattordici anni bevve per la prima volta il vino, grazie al suo amico William “Baldy” Mullinax (chiamato nei libri Eli LaCrosse), figlio di un chirurgo alcolista. “Questo mi aiuterà per tanto tempo”, scrisse in seguito, descrivendo l'inizio del suo amore a vita con l'alcol.
Dopo essersi diplomato alla Los Angeles High School, frequentò il L.A. City College (università) per due anni, seguendo corsi di arte, giornalismo e letteratura. Durante quegli anni si associò brevemente con un gruppo di nazisti, il German-American Bund (Amerikadeutscher Volksbund), che prese poi in giro in Panino al prosciutto. Per un po' frequentò anche gruppi di estrema sinistra.
Nella poesia Cosa penseranno i vicini viene sfatata una delle svariate leggende che gli furono attribuite nel corso degli anni, quella di essersi schierato con le frange estremiste di destra: "non ero schierato con nessun gruppo o ideologia. in realtà nell'insieme l'idea della vita e della gente mi ripugnava ma era più facile scroccare da bere a quelli di destra che alle vecchie nei bar"
Il 22 luglio 1944, con la seconda guerra mondiale che ancora infuriava, fu arrestato dagli agenti dell'FBI a Filadelfia, in Pennsylvania (dove viveva in quel periodo), con l'accusa di renitenza alla leva e fu tenuto per diciassette giorni in prigione, per non aver dichiarato i suoi spostamenti all'esercito. Sedici giorni dopo non superò un esame fisico-psicologico e fu dichiarato non adatto al servizio militare.[4] In futuro parteciperà ad alcune campagne pacifiste, ma sarà sostanzialmente disinteressato dalla politica: «La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare.»
A 24 anni (1944), il racconto Aftermath of a Lengthy Rejection Slip fu pubblicato sulla rivista Story. Due anni dopo, un altro racconto, 20 Tanks From Kasseldown uscì su una raccolta di Portfolio III. Non riuscendo però a sfondare nel mondo letterario, Bukowski si rassegnò e smise di scrivere per un decennio, un periodo che lui ha chiamato “una sbronza di dieci anni”. Questi “anni buttati” formarono però le basi di tutto quello che scrisse in seguito, che è largamente autobiografico, sebbene la verità dei suoi resoconti sia stata frequentemente messa in discussione (lui stesso ammette di mescolare realtà e immaginazione).
Durante una parte di questo periodo continuò a vivere a Los Angeles, ma vagabondò anche per tutti gli USA, lavorando sporadicamente e vivendo in pensioni economiche. Nei primi anni cinquanta ottenne un lavoro a Los Angeles come postino, per le poste degli Stati Uniti, ma si dimise dopo meno di tre anni
Nel 1955, dopo aver bevuto molto con la compagna Jane, fu ricoverato in ospedale per un'ulcera perforante, che gli fu quasi fatale. Si salvò grazie alle trasfusioni di sangue, donato dal padre. Quando lasciò l'ospedale, cominciò a scrivere poesie. Nel 1957 decise di sposare una poetessa di una città della provincia texana, Barbara Frye, senza averla mai vista, ma i due divorziarono nel 1959. Barbara dirigeva la rivista Harlequin, sulla quale erano state pubblicate delle poesie di Bukowski. Lei disse che la loro separazione non ebbe niente a che fare con la letteratura, però lei dubitò spesso della sua abilità di poeta. In seguito al divorzio, Bukowski ricominciò a bere e a scrivere poesie.
Nel 1960 era ritornato all'ufficio postale a Los Angeles, dove continuò a lavorare come impiegato archivista per oltre dieci anni. Nel 1962 fu traumatizzato dalla morte di Jane Cooney Baker, il suo primo vero amore. Bukowski sfogò il suo lutto e la sua devastazione in una potente serie di poesie e racconti che piangevano la sua morte. Jane è considerata il più grande amore della sua vita e la più importante tra le Muse che ispirarono la sua scrittura: ne sono convinti i biografi Jory Sherman, Souness, Brewer e Harrison.
Nel 1964 Frances Smith, la sua nuova convivente, partorì l'unica figlia di Bukowski, Marina Louise. Lui però screditava Frances con frasi pesanti: hippy dai capelli bianchi (white-haired hippy), lavoro malfatto (shack-job) e vecchia sdentata (old snaggle-tooth).
Jon e Louise Webb, adesso riconosciuti come giganti del movimento della piccola editoria del dopoguerra, pubblicavano The Outsider literary magazine. Sotto il marchio Loujon Press, fecero uscire It Catches My Heart In Its Hands (1963) e Crucifix in a Deathhand (1965). La
prima raccolta di racconti di Bukowski fu un libretto stampato in 500 copie nel 1965 intitolato Confessions of a Man Insane Enough to Live with Beasts (Confessioni di un uomo folle abbastanza per vivere con le bestie), seguito nel 1966 da All the Assholes in the World and Mine (Tutti gli stronzi del mondo e me).
All'inizio del 1967, cominciò a scrivere Notes of A Dirty Old Man (Taccuino di un vecchio porco), pubblicandolo a puntate sull'Open City di Los Angeles, un giornale underground. Quando fu chiuso nel 1969, i racconti continuarono a uscire sul Los Angeles Free Press, e sul NOLA Express di New Orleans, Louisiana. Sempre nel 1969 lo stesso Bukowski si dedicò a una propria rivista letteraria (intitolata Laugh Literary and Man the Humping Guns), ma senza successo.
Nel 1969 accettò un'offerta dall'editore della Black Sparrow, John Martin: 100$ al mese per tutta la vita. Decise perciò di lasciare il lavoro alle poste per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Aveva quarantanove anni. Come spiegò in una lettera di quel periodo: «Avevo solo due alternative, restare all'ufficio postale e impazzire... o andarmene e giocare a fare lo scrittore e morire di fame. Decisi di morire di fame». Meno di un mese dopo finì il suo primo romanzo autobiografico, Post Office, che lo rese celebre. Come forma di rispetto per la fiducia in uno scrittore relativamente sconosciuto, Bukowski pubblicò quasi tutti i suoi lavori successivi con la Black Sparrow.
Grazie alla fama crescente cominciò a imbarcarsi in una serie di storie di una notte e di relazioni. Quelle più importanti furono con Linda King, poetessa e scultrice, Liza Willams,
manager degli studi di registrazione, e "Tammie", madre single dai capelli rossi. Tutte queste storie fornirono materiale per i suoi racconti e le poesie. Un'altra importante relazione fu con “Tanya”, descritta in Donne (Women) come un'amica di penna. Nell'autunno del 1977 conobbe Jörg Fauser, rappresentante della beat generation tedesca, con il quale strinse amicizia e al quale dedicherà, dopo la sua morte, il poemetto Joe, del 1988.
Nel 1976 incontrò Linda Lee Beighle, proprietaria di un ristorante di cibo salutare, aspirante attrice e devota di Meher Baba, leader di una setta indiana. Due anni dopo si trasferì dalla zona dell'East Hollywood, dove aveva vissuto per la maggior parte della vita, alla comunità rurale di San Pedro, il distretto più a sud di Los Angeles. Linda lo seguì e vissero insieme a intermittenza per più di due anni, perché lui a volte si stancava della relazione e la metteva alla porta.
Dopo una serie di scioperi della fame e preghiere disperate, ci ripensò e la riprese con sé. Linda è chiamata Sara nei romanzi Donne e Hollywood, Hollywood! (Hollywood). Bukowski, scrivendo di lei, disse che gli aveva regalato altri dieci anni di vita (perché l'aveva obbligato a bere un po' meno e solo vino). In seguito furono sposati da Manly Palmer Hall, autore e mistico canadese, nel 1985.
Nel 1988 si ammalò di tubercolosi, ma continuò a scrivere e pubblicare libri fino a quando, il 9 marzo 1994, all'età di 73 anni, morì stroncato da una leucemia fulminante, a San Pedro, poco dopo aver completato il suo ultimo romanzo, Pulp. I funerali furono officiati da monaci buddisti, alla cui disciplina spirituale si era avvicinato negli ultimi anni. Un resoconto
della cerimonia può essere trovato nel libro di Gerald Locklin, Charles Bukowski: A Sure Bet.
La sua lapide recita: "Henry Charles Bukowski Jr - Hank - Don't Try - 1920-1994", e sotto appare l'incisione raffigurante un pugile. La scritta "Don't Try" (Non provare) è una frase che usa in una delle sue poesie, consigliando gli aspiranti scrittori e poeti riguardo l'ispirazione e la creatività Bukowski spiega la frase in una lettera del 1963: «Qualcuno in uno di questi posti... mi chiese: "Cosa fai? Come scrivi, come crei?" Non lo fai, gli dissi. Non provi. È molto importante: non provare, né per le Cadillac, né per la creazione o per l'immortalità. Aspetti, e se non succede niente, aspetti ancora un po'. È come un insetto in cima al muro. Aspetti che venga verso di te. Quando si avvicina abbastanza, lo raggiungi, lo schiacci e lo uccidi. O se ti piace il suo aspetto ne fai un animale domestico.»
La lapide si trova al Green Hills Memorial Park, nel Rancho Palos Verdes, presso Los Angeles.
Bukowski pubblicò numerosissimi scritti in piccole riviste letterarie e con piccoli editori, dai primi anni quaranta fino ai primi anni novanta. In seguito la Black Sparrow Press (ora HarperCollins/ECCO) ripubblicò tutto in volume.
Bukowski riconosce l'influenza sulla sua scrittura di John Fante, James Thurber, Louis-Ferdinand Céline, Anton Čechov, Franz Kafka, Knut Hamsun, Henry Miller, Robinson Jeffers, Fëdor Dostoevskij, David Herbert Lawrence, J.D. Salinger, Antonin Artaud ed Edward Estlin Cummings.
Complesso il suo rapporto con la scrittura di Ernest Hemingway, per la quale non ha mai nascosto la sua ammirazione. Ciononostante, in Donne il suo alter-ego Henry Chinaski fa un impietoso ritratto di Hemingway, definito: "Troppo cupo, troppo serio. Un bravo scrittore, belle frasi. Ma per lui la vita era sempre guerra totale. Non si lasciava mai andare, non ballava mai".
Il suo nome è stato spesso associato al movimento della Beat Generation a causa del suo stile informale e dell'atteggiamento anticonformista verso la letteratura, ma lui non si è mai identificato come un "Beat". I suoi testi portano in scena storie di "ordinaria follia", di disperazione, sesso, alcolismo e solitudine.
Spesso parlò di Los Angeles come del suo soggetto preferito. In un'intervista del 1974 disse: «Vivi in una città tutta la vita, e arrivi a conoscere ogni puttana all'angolo e metà di loro le hai già scopate. Hai il menabò, la struttura, dell'intera zona. Hai una foto di dove sei... Essendo cresciuto a Los Angeles, ho sempre avuto il sentimento geografico e spirituale di essere qui. Ho avuto il tempo di conoscere questa città. Non vedo altro posto che L.A.»

Opere
Romanzi
Post Office, Milano, SugarCo, 1971.
Factotum, Milano, SugarCo, 1975.
Women / Donne, Milano, SugarCo, 1978.
Ham on Rye / Panino al prosciutto, Milano, SugarCo, 1982.
Hollywood / Hollywood, Hollywood!, Milano, Feltrinelli, 1990
Pulp, 1994. ( Pulp. Una storia del XX secolo, Milano, Feltrinelli, 1995

Raccolte di racconti
Notes of a Dirty Old Man, 1969. ( Taccuino di un vecchio sporcaccione, Milano, Guanda, 1979; poi Taccuino di un vecchio porco, Milano, Feltrinelli, 1980.
Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness, 1972. / parzialmente in Storie di ordinaria follia, Milano, Feltrinelli, 1975. / parzialmente in Compagno di sbronze, Milano, Feltrinelli, 1979. / Svastica, Viterbo, Stampa alternativa, 1994. . [racconto singolo]
South of No North. Stories of the buried life, 1973. ( parzialmente in A Sud di nessun Nord, Milano, SugarCo, 1973. / parzialmente in Storie di una vita sepolta, Milano, SugarCo, 1973.
Hot Water Music, 1983. / Musica per organi caldi, Milano, Feltrinelli, 1984 
Septuagenarian Stew: Stories and Poems, 1990. / Niente canzoni d'amore, Milano, A. Mondadori, 1993 
Betting on the Muse: Poems and Stories, 1996. / Confessioni di un codardo, Parma, Guanda, 1997 
Bring Me Your Love/There's No Business / Portami il tuo amore / Non c'è niente da fare, Milano, Topolin, 2000.
Portions from a wine-stained notebook, 2008. / Azzeccare i cavalli vincenti, Milano, Feltrinelli, 2009 
Absence of the hero, 2010. / Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze, Milano, Feltrinelli, 2012 
More notes of a dirty old man / Il ritorno del vecchio sporcaccione, Milano, Feltrinelli, 2017 
The bell tolls for no one / La campana non suona per te, Milano, Guanda, 2018 
The Mathematics of the Breath and the Way: On Writers and Writing, 2018 / Taccuino di un allegro ubriacone, Milano, Guanda, 2019 

HALL Sarah (1974 - viv.)

  Sarah Hall  (Carlisle, 1974) è una scrittrice britannica. Nata nel 1974 a Carlisle, contea di Cumbria, vive e lavora nella Carolina del No...