domenica 11 ottobre 2026

DE SILVA Diego (1964 - viv.)

 

Diego De Silva
 (Napoli, 5 febbraio 1964) è uno scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano.
Fratello di Amleto De Silva, presso Einaudi ha pubblicato i romanzi La donna di scorta (2001, precedentemente pubblicato da Pequod Edizioni nel 1999), Certi bambini (2001, Premio Selezione Campiello, Premio Brancati e Premio Bergamo.), Voglio guardare (2002), Da un'altra carne (2004), Non avevo capito niente (2007, Premio Napoli - Libro dell'anno; finalista premio Strega), Mia suocera beve (2010), Sono contrario alle emozioni (2011), Mancarsi (2013), Terapia di coppia per amanti (2015, Premio Cimitile), Divorziare con stile (2017), Superficie (2018), I titoli di coda di una vita insieme (2025, Premio Viareggio per la narrativa). Ha ricevuto tra gli altri premi anche il Premio Nazionale Letterario Pisa ex aequo di Narrativa nel 2003.
Da Certi bambini è stato tratto nel 2004 il film omonimo diretto dai fratelli Andrea e Antonio Frazzi, vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali, fra cui l'Oscar europeo e due David di Donatello; da Terapia di coppia per amanti, nel 2017, il film omonimo diretto da Alessio Maria Federici.
Scrive anche per il cinema, collabora al quotidiano Il Mattino, al settimanale L'Espresso e all'inserto culturale Tuttolibri del quotidiano La Stampa.
I suoi libri sono tradotti in Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Grecia, Israele, Serbia, USA.

Opere
Romanzi
La donna di scorta, 1999, 2001
Certi bambini, 2001,
Voglio guardare, 2002
Da un'altra carne, 2004
Tre terzi, con Valeria Parrella e Antonio Pascale, 2009
Mancarsi, 2013
Terapia di coppia per amanti, 2015
Superficie, 2018
I titoli di coda di una vita insieme, 2024
Serie di Vincenzo Malinconico
Non avevo capito niente, 2007
Mia suocera beve, 2010
Sono contrario alle emozioni, 2011
Arrangiati, Malinconico, 2013 (contiene i 3 romanzi precedenti)
Divorziare con stile, 2017
I valori che contano (avrei preferito non scoprirli), 2020
Sono felice, dove ho sbagliato?, 2022

Raccolte di racconti
Meglio dell'amore, in Disertori, (Einaudi Stile Libero, 2000)
Il covo di Teresa, in Crimini, (Einuadi Stile Libero, 2004)
Nascondi le macerie, in De Andreide (Rizzoli, 2006)
L'intervista, in Bonus tracks (Mondadori, 2007)
Non è vero, in Crimini Italiani (Einaudi Stile Libero, 2008)
Le donne più belle si vedono negli aeroporti in Corti di carta (Corriere della Sera, 2008)
Il mezzo nichilismo dell'homo democraticus, in Questo terribile intricato mondo (Einaudi, 2009)
Pornostardust, in Ti vengo a cercare, (Einaudi Stile Libero, 2011)
Corpo a corpo, in Granta Italia/2, (Rizzoli, 2011)
Come te, in È tutta una follia, (Guanda, 2012)
Diventare è capire di essere, in Scena padre, (Einaudi, 2013)
Patrocinio gratuito, in Giochi criminali, (Einaudi, 2014)
You and me alone (La commensale), in Figuracce, (Einaudi, 2014)
Diversamente rockstar, in Ho sete ancora (iocisto, 2015)
Lievitazione, in Parole ostili (Laterza, 2018)

Teatro
Casa chiusa (atto unico dello spettacolo Tre terzi, scritto con Antonio Pascale e Valeria
Parrella e diretto da Giuseppe Bertolucci, andato in scena al teatro Mercadante di Napoli nella stagione 2007/2008 e pubblicato nei Tascabili Einaudi nel 2009)
Proprio come se nulla fosse avvenuto (Natura morta per la Darsena Acton di Napoli, di Roberto Andò, Napoli Teatro Festival 2008, testi da Anna Maria Ortese, Diego De Silva, Vincenzo Pirrotta. Con Anna Bonaiuto, Maria Nazionale, Vincenzo Pirrotta)
L'arteteca del porno (atto unico delle Interviste impossibili interpretato dall'autore con Marina Massironi e andato in scena al Teatro della Torre di Caserta Vecchia nel settembre 2009 nell'ambito della 39ª edizione del Festival Settembre al Borgo)
Dobbiamo parlare, andato in scena anche in versione teatrale nel corso del 2016 sui palchi di Ancona (Teatro delle Muse), Milano (Teatro Franco Parenti), Pontedera (Teatro Era), Roma (Ambra Jovinelli), Firenze (Teatro della Pergola), Siena (Teatro dei Rinnovati), Napoli (Teatro Diana), Verona (Teatro Nuovo), Orvieto (Teatro Mancinelli), per la regia di Sergio Rubini, con Fabrizio Bentivoglio, Sergio Rubini, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese. Produzione Nuovo Teatro in collaborazione con Palomar Television.

LEPORI Pierre (1968 - viv.)

 

Lou Lepori o Pierre Lepori (Lugano, 26 novembre 1968) è uno scrittore, traduttore, regista teatrale saggista e giornalista svizzero.
Cresciuto in Ticino (di padre svizzero e madre di origini marchigiane), si laurea in Lettere all'Università di Siena e consegue un dottorato a Berna in Theaterwissenschaft; ha diretto la redazione italiana del Dizionario Teatrale Svizzero (Chronos Verlag, 2005). Giornalista culturale per la Radio della Svizzera Italiana e per la Radio Suisse Romande, è stato redattore della rivista di scambi culturali Viceversa e insegna all'Università di Ginevra.
Ha esordito come poeta nel 2003, con Qualunque sia il nome (introduzione di Fabio Pusterla), ottenendo il Premio Schiller. È traduttore dal e verso il francese (Monique Laederach, Gustave Roud, Claude Ponti, Leopoldo Lonati, Mathilde Vischer, Sandro Penna) e narratore. Il suo secondo romanzo, Sessualità è stato pubblicato contemporaneamente in versione italiana, francese e tedesca (un quarto volume alterna le tre lingue, parlate a turno dai tre protagonisti). Come saggista, si è occupato di teatro (Alberto Canetta, Luigi Pirandello), letteratura (Philippe Rahmy) e Gender Studies.
Dal 2015 al 2017 ha seguito, senza diplomarsi, un master di regia alla Manufacture (Scuola universitaria professionale delle arti sceniche di Losanna) e firmato gli spettacoli Sans peau (2016, adattamento del suo romanzo d’esordio), Les Zoocrates di Thierry Besançon (prima mondiale all'Opera de Losanna, con François Renou), Klaus Nomi Projekt (2018-20), Le Voyageur insomniaque (Sandro Penna), 2022 e 2024).
Persona apertamente queer e nonbinary, ha fondato nel 2008 a Losanna il semestrale di letteratura e riflessione queer Hétérographe, revue des homolittératures ou pas: (2009-2013) e realizzato un podcast sul proprio cambiamento di nome (2022). Ha ricevuto nel 2022 il
Premio Lilly Rocchetti della Società Autrici e Autori svizzera.

Opere
Poesia
Canto oscuro e politico, in Quaderni italiani di poesia contemporanea, a.c. di Franco Buffoni, Milano, Marcos y Marcos, 2001.
Qualunque sia il nome, introduzione di Fabio Pusterla, Bellinzona, Casagrande, 2003.
Fr. : Quel que soit le nom, traduit de l’italien par Mathilde Vischer, Losanna, Éditions d'en bas, 2010
Engl.: Wathever The Name, poems, translated by Peter Valente, New-York, Spuyten Duyvil, 2017.
Vento, introduzione di Stefano Raimondi, Faloppio, LietoColle Libri, 2004.
Di rabbia / De rage, versione francese di Mathilde Vischer, Bellinzona, Edizioni Sottoscala, 2010.
Strade bianche, Novara, Interlinea, 2013.
Quasi amore, Bellinzona, Edizioni Sottoscala, 2018.
Engl.: Almost Love, poems, translated by Peter Valente, Toronto, Guernica Editions, 2022.

Prosa
Grisù, Bellinzona, Casagrande, 2007.
Sessualità, Bellinzona, Casagrande, 2011, versione originale italiana.
Sexualité, Losanna, Editions d'en bas, 2011, versione originale francese.
Sexualität, Biel, Verlag die Brotsuppe, 2011, traduzione tedesca di Jacqueline Aerne.
Sexualität, Bellinzona/Losanna/Biel, Casagrande/Editions d'en bas,/Verlag die Brotsuppe, 2011, versione trilingue (capitoli tedeschi tradotti dal francese e dall'italiano da Jacqueline Aerne).
Sans peau, Losanna, Editions d'en bas, 2013, versione francese di Grisù.
Come cani, Milano, Effigie, 2015.
Comme un chien, Losanna, Editions d'en bas, 2015.
Nuit américaine, Losanna, Editions d'en bas, 2018.
Klaus Nomi Projekt, Losanna, Editions HumuS, 2018 (libro+CD con Cédric Leproust, Marc Berman, Albertine Zullo)
Effetto notte, Milano, Effigie, 2019.
Corpi, Milano, Effigie, 2024.
Corps perdus, Vevey, La Veilleuse, 2025.

Saggistica
Alberto Canetta. La traversata del teatro, prefazione di Paolo Di Stefano, DVD a cura delle Teche RTSI, Bellinzona/Basilea, Casagrande/Theaterkultur Verlag, 2007.
Il teatro nella Svizzera italiana. La generazione dei fondatori (1932-
1987), Bellinzona, Casagrande, 2008.
Wolf in translation, in Louis Wolfson, cronache da un pianeta infernale, a cura di Piero Barbetta, Roma, Manifestolibri, 2014.
Obscenity is joyous: il ritorno del rimosso sulla scena occidentale, in Disgusto e desiderio. Enciclopedia dell’Osceno, a cura di Martino Doni, Milano, Medusa, 2015.
Queer in translation, in La traduction comme création / Translation and creativity, a cura di Martine Hennard Dutheil de la Rochère etIrene Weber Henking, Losanna, Centre de Traduction Littéraire, 2016.
"Creare, crearsi": Pirandello queer, in Pirandello tra presenza e assenza. Per una mappatura internazionale di un fenomeno culturale, a cura di Paola Casella e Thomas Klinkert, Berna, Peter Lang, 2020, pp. 277–300.
Le Théâtre de Luigi Pirandello, Losanna, Ides & Calendes, 2020.
Philippe Rahmy, le voyageur de cristal, Ginevra, Éditions Double-Ligne, 2023.

Traduzioni
Anne-Lou Steininger, Il teatro delle mosche, Losanna, SSA, 1998.
Anne Cunéo, Ofelia dei quartieri bassi, Losanna, SSA, 2001.
Monique Laederach, Voci sparse d'ombra, Milano, Marcos y Marcos, 2004.
Gustave Roud, Requiem e altre prose poetiche, Novara, Interlinea, 2006.
Claude Ponti, Catalogo dei genitori, per i bambini che vogliono cambiarli, Milano, Babalibri,
2010.
Leopoldo Lonati, Les Mots que je sais, con Mathilde Vischer, Losanna, Editions d'en bas, 2014.
Disaccordati accordi. Quattro poeti svizzeri contemporanei, cura e traduzione di Anna Ruchat et Pierre Lepori, Livorno, Valigie Rosse, 2015.
Sandro Penna, Poesie / Poèmes (1973), prefazione di Roberto Deidier, Losanna, Éditions d'en bas, 2022.
Mathilde Vischer, Lisières / Margini, prefazione di Fabio Pusterla, immagini di Muriel Zeender, Bellinzona, Sottoscala, 2023.
Philippe Rahmy, La trilogia del ritorno, con Luciana Cisbani e Monica Pavani, Milano, Effigie, 2025.

Teatro
Sans peau, Losanna, testo e regia, Théâtre 2.21, marzo-aprile 2015.
Thierry Besançon, Les Zoocrates, Opéra de Lausanne, (con François Renou), aprile-maggio 2017.
Luigi Pirandello, Se Trouver, Losanna, La Manufacture, settembre 2018.
Klaus Nomi Projekt, testo e regia, Losanna, Festival InCité, 2018 (tournée 2020-21).
Le Voyageur insomniaque (Sandro Penna), testo e regia, Losanna, Théâtre 2.21, gennaio 2022, 2024 (Théâtre Pulloff).

sabato 10 ottobre 2026

CRACE Jim (1946 - viv.)

 

Jim Crace
 (St Albans, 1º marzo 1946) è uno scrittore inglese vincitore del National Book Critics Circle Award nel 2000 per il romanzo Una storia naturale dell'amore; vive e lavora a Birmingham.
Dopo gli studi all'Università di Londra si arruola nel VSO (Voluntary Services Overseas) e viene mandato in Sudan dove svolge l'incarico di assistente in una televisione locale.
Il suo esordio letterario avviene nel 1974 con il racconto Annie, California Plates uscito nel New Review.
Nella sua prolifica carriera di scrittore ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali l'International IMPAC Dublin Literary Award nel 2015 e il National Book Critics Circle Award nel 2000 oltre ad essere arrivato tra i finalisti del Booker Prize in due occasioni, nel 1997 e nel 2013.
Dopo l'uscita della sua undicesima opera, Il raccolto (premiato con il James Tait Black Memorial Prize), ha annunciato il suo ritiro dalla scena letteraria, ma 5 anni dopo ha dato alle stampe un altro romanzo, The Melody.

Opere
Racconti
Settimo continente (Continent, 1986), Firenze, Giunti, 1992
The Slow Digestions of the Night (1995)

Romanzi
The Gift of Stones (1988)
Arcadia (1992)
Signals of Distress (1994)
Il diavolo nel deserto (Quarantine, 1997), Parma, Guanda, 1998
Una storia naturale dell'amore (Being Dead, 1999), Parma, Guanda, 2004 
La dispensa del diavolo (The Devil's Larder, 2001), Parma, Guanda, 2002
La città dei baci (Six, 2003), Parma, Guanda, 2006
Tutto ciò che abbiamo amato (The Pesthouse, 2007), Parma, Guanda, 2010
On Heat (2008)
All That Follows (2010)
Il raccolto (Harvest, 2013), Parma, Guanda, 2016 
The Melody (2018)

venerdì 9 ottobre 2026

KIRINO Natsuo (1951 - viv.)

 

Natsuo Kirino
 (桐野 夏生, Kirino Natsuo), pseudonimo di Mariko Hashioka (橋岡 まり子 , Hashioka Mariko), (Kanazawa, 7 ottobre 1951) è una scrittrice giapponese nota soprattutto per i suoi romanzi di genere thriller psicologico dalle tematiche femministe.
Dopo aver debuttato nel 1993 con il romanzo Pioggia sul viso (顔に降りかかる雨 Kao ni Furikakaru Ame), con cui ha vinto il Premio Edogawa Ranpo, ha raggiunto la notorietà con il suo romanzo Le quattro casalinghe di Tokyo, pubblicato nel 1997. È considerata una delle più importanti scrittrici giapponesi.
Kirino nasce nel 1951 a Kanazawa, nella prefettura di Ishikawa. A causa della professione del padre, architetto, passa la sua infanzia e adolescenza in varie città, come Sapporo e Sendai, prima di stabilirsi a Tokyo a quattordici anni, dove ancora risiede. Sposatasi nel 1975, ha avuto una figlia nel 1981.
Nel 1974 si laurea in legge all'Università Seikei, e prima di diventare scrittrice a tempo pieno ha svolto altre attività, fra cui programmatrice e organizzatrice di spettacoli cinematografici,[4] editor e autrice di articoli per una rivista. Nel 1980, insoddisfatta della sua condizione lavorativa, inizia a prendere lezioni di sceneggiatura.
Già prima di compiere quarant'anni, i suoi lavori la portano a raggiungere una discreta notorietà come scrittrice.
Kirino inizia la sua carriera nel 1984 con la scrittura di romanzi rosa, un genere di letteratura non molto popolare in Giappone, che lei non amava particolarmente e che non le permise di guadagnare a sufficienza per vivere. Attratta maggiormente da opere riguardanti gli aspetti psicologici del crimine, nei primi anni '90 sposta il suo interesse verso la scrittura di romanzi thriller e hard boiled, più in linea sia con i suoi gusti che con quelli del mercato.
Scrive anche diverse collezioni di racconti brevi e svariati romanzi, ma è famosa soprattutto per il suo romanzo Le quattro casalinghe di Tokyo, pubblicato nel 1997, vincitore del Premio della lega degli scrittori giapponesi di romanzi gialli (日本推理作
家協会賞 
Nihon Suiri Sakka Kyōkai Shō), e finalista, nella traduzione inglese, agli Edgar Award del 2004.[3] Ha ricevuto nel 1993 il Premio Edogawa Ranpo per romanzi thriller grazie al suo romanzo di debutto, Kao ni Furikakaru Ame (Pioggia sul viso), e nel 1999 il Premio Naoki per il romanzo Yawarakana hoho (Morbide Guance).
Kirino ha ricevuto svariate critiche per le sue trame anticonvenzionali, specialmente quella de Le quattro casalinghe di Tokyo, in quanto i suoi detrattori hanno affermato che, in quanto donna, si sarebbe dovuta dedicare principalmente a storie d'amore. Un conduttore radiofonico si rifiutò addirittura di parlare con lei perché un suo romanzo trattava del caso di un uomo assassinato dalla moglie. Le trame delle sue opere hanno spesso riscontro nella realtà, prendendo spunto da casi di cronaca nera giapponese (nel 2007 una donna assassinò il marito, ne smembrò il corpo e se ne sbarazzò seminandone i pezzi in giro per Tokyo)
I lavori di Kirino rimandano ai romanzi americani hard boiled, ma il suo uso di narrazioni e prospettive multiple evita quel tipo di "narrazione autoritaria [...] che alla fine rassicura il lettore indirizzandolo verso i personaggi positivi". Il suo stile pulito, mai ridondante, fornisce soltanto i dettagli fondamentali alla comprensione della storia e del contesto in cui si sviluppa, dedicando invece maggiore spazio ai momenti di introspezione psicologica. Ne deriva un'impressione di sincerità nelle confessioni dei personaggi che permette all'autrice di aggiungere trappole e colpi di scena.
Contrariamente alla maggior parte della narrativa hard boiled, i romanzi di Kirino presentano spesso una protagonista femminile, come la detective Miro Murano, che
complica il tipico ruolo delle donne nel genere, assumendo sia la parte del detective che della vittima. Kirino stessa ha affermato di essere affascinata dalla natura umana e da ciò che trasforma una persona dalla fedina penale immacolata in un criminale.
Oltre ad essere paragonati ai romanzi hard boiled, i lavori di Kirino sono stati accostati al romanzo horror, ad esempio per le scene di macabri smembramenti de Le quattro casalinghe di Tokyo, e alla letteratura proletaria de Il peschereccio di granchi di Takiji Kobayashi. Molti suoi romanzi trattano infatti anche delle condizioni delle classi inferiori e della perdita di identità e, mettendo al centro argomenti sordidi e meschini come il crimine e la prostituzione, presentano una versione poco idilliaca del Giappone, lontana dalle immagini stereotipate dei fiori di ciliegio e di Hello Kitty.
Kirino ha affermato che i suoi lavori possono essere visti come una rappresentazione della vita nel Giappone contemporaneo, in contrasto con quella che definisce la "letteratura globale" di Haruki Murakami, il quale secondo l'autrice scrive per un pubblico internazionale. Metabola (2007) rappresenta ad esempio un'allegoria della tendenza del Giappone a dimenticare e a rinnegare gli eventi della Seconda Guerra Mondiale, specialmente riguardanti Okinawa e la colonizzazione delle isole.
In una intervista del LA Weekly, l'autrice ha dichiarato di avere una particolare attenzione per i dettagli; quando deve scrivere un nuovo romanzo, ama recarsi direttamente nei luoghi in cui ambienterà le sue storie: «Per esempio, ne Le quattro casalinghe di Tokyo, volevo capire in prima persona l'esperienza del lavoro in una fabbrica di bentō. Guarda caso una mia conoscenza sapeva di una persona che
lavorava in una di queste. Così, per due sere ho lavorato nei turni di notte.» (Natsuo Kirino, LA Weekly)
La solitudine è spesso un tema importanti della sua scrittura, così come l'idea che il denaro e il materialismo abbiano corrotto la vita nel Giappone moderno, specialmente in ambito familiare e all'interno delle relazioni sentimentali. Le quattro casalinghe di Tokyo è stato interpretato come "un cupo ritratto delle classi inferiori del Giappone, delle vite dei suoi personaggi femminili, e delle ingiustizie sociali, sessuali ed economiche che devono affrontare".
La maggior parte dei romanzi di Kirino è incentrata su donne criminali. Il suo stile è realistico e convincente, fondato sull'"abilità di farci immedesimare con queste donne”. Questa messa a fuoco su rappresentazioni più realistiche di donne giapponesi sembra essere una caratteristica peculiare del suo lavoro, riscontrabile in molti dei suoi romanzi come ad esempio Grotesque. Poiché, secondo Kirino, la società trae ingiustamente vantaggio dalle donne impotenti, diventa un obbiettivo importante per il suo lavoro creare personaggi femminili potenti che mostrino ai lettori la forza del "sesso debole.” La sua prospettiva su genere, sessualità e violenza è in Le quattro casalinghe di Tokyo più esplicita che altrove, proprio per il ritratto surreale e crudo delle protagoniste, semplici operaie che per una serie di eventi si macchiano di un grave crimine.
Proprio per questo, la trama di Le quattro casalinghe di Tokyo è stata descritta come cornice per la sua critica ai "problemi delle donne ordinarie nella società giapponese contemporanea."

Opere principali
Serie della detective Miro Murano
1993. 顔に降りかかる雨, Kao ni Furikakaru Ame / Pioggia sul viso, traduzione di Gianluca Coci, Neri Pozza, 2015
1994. 天使に見捨てられた夜, Tenshi ni misuterareta yoru / La notte dimenticata dagli angeli, traduzione dal giapponese di Gianluca Coci, Vicenza, Neri Pozza, 2016
1995. 水の眠り 灰の夢, Mizu no nemuri hai no yume
2002. ダーク, Dâku
Fireball Blues
1998. ファイアボール・ブルース, Faiabōru burūsu, Fireball blues
2001. ファイアボール・ブルース. 2 , Faiabōru burūsu 2, Fireball blues 2

Romanzi
1997. アウト, Out / Le quattro casalinghe di Tokyo, trad. Lydia Origlia, Neri Pozza, 2003
1999. 柔らかな頬 , Yawarakana hoho / Morbide guance, trad. di Antonietta Pastore, Vicenza, Neri Pozza, 2004
2000. 光源, Kōgen
2001. 玉蘭, Gyokuran
2003. グロテスク, Gurotesuku / Grotesque, traduzione di Gianluca Coci, Vicenza, Neri Pozza, 2008
2003. リアルワールド, Riaru warudo / Real World, traduzione di Gianluca Coci, Vicenza, Neri Pozza, 2009 
2004, 残虐記 Zangyakuki / Una storia crudele, traduzione di Gianluca Coci, Vicenza, Neri Pozza, 2011 
2004. アイムソーリー, ママ, Aimu sōrī mama, (trad. ingl. I'm sorry, mama)
2005. 魂萌え! , Tamamoe!
2005. 冒険の国, Boken no kuni
2007. メタボラ, Metabola
2008. 東京島, Tokyojima / L'isola dei naufraghi, traduzione di Gianluca Coci, Vicenza, Neri Pozza, 2010 
2008. 女神記, Joshinki
2009. イン, In / In (romanzo), traduzione di Gianluca Coci, Vicenza, Neri Pozza, 2018  
2010. ナニカアル, Nanikaaru
2010. 優しいおとな, Yasashii otona
2011. ポリティコン, Poriticon
2011. 緑の毒, Midori no doku

Racconti
1997. 錆びる心, Sabiru kokoro
1998. ジオラマ, Jiorama
2000. ローズガーデン, Rozu gâden
2005. アンボス・ムンドス, Ambosu mundosu / Ambos Mundos , traduzione di Gianluca Coci, Vicenza, Neri Pozza, 2024

giovedì 8 ottobre 2026

KAPLLANI Gazmend (1967 - viv.)

 

Gazmend Kapllani
è uno scrittore e giornalista di origine albanese. È l'autore del romanzo di successo A Short Border Handbook. Vive a Chicago, Illinois. 
Gazmend Kapllani è nato a Lushnjë, in Albania, il 1° agosto 1967. La famiglia Kapllani è stata costretta ad abbandonare la propria terra e a trasferirsi altrove dal regime comunista di Enver Hohxa. Nel 1991, quando il movimento popolare contro il regime comunista iniziò a prendere slancio in Albania, Kapllani guidò una manifestazione politica a Lushnjë . In seguito, dovette nascondersi dalla polizia segreta e alla fine fuggì in Grecia. Kapllani si stabilì ad Atene, dove si laureò in Filosofia presso l'Università Nazionale e Capodistriana di Atene e conseguì il dottorato di ricerca in Scienze Politiche e Storia presso l'Università Panteion di Atene, con una tesi sull'immagine degli albanesi nella stampa greca e dei greci nella stampa albanese. Dal 2005 al 2010 ha insegnato corsi di laurea e post-laurea in storia e cultura albanese presso l'Università Panteion di Atene. Nel 2015, dopo aver vissuto in Grecia per 24 anni, Kapllani annunciò di aver deciso di lasciare definitivamente il paese, citando le sistematiche molestie da parte di elementi deviati nella polizia greca, le minacce di gruppi neofascisti e il rifiuto delle autorità greche di rispondere alla sua domanda di cittadinanza greca, presentata nel 2008. Negli Stati Uniti, Kapllani è stato ricercatore presso il Radcliffe Institute for Advanced Study di Harvard, e ha insegnato all'Emerson College di Boston, Massachusetts . Ora insegna alla DePaul University di Chicago, Illinois .
Nel 2006 Kapllani pubblicò il suo romanzo A Short Border Handbook, liberamente ispirato alla sua storia personale di attraversamento del confine con la Grecia nel 1991. Questo romanzo di successo è stato da allora pubblicatol tra le altre lingue, anche in greco,
albanese, inglese, francese e italiano. Kapka Kassabova scrisse sul Guardian che "il laconico memoir di Kapllani è imbarazzantemente divertente, ma mostra anche la sofferenza degli albanesi che attraversarono il confine con la Grecia negli anni '90. Maya Jaggi elogiò il romanzo, scrivendo sull'Independent che "...combina l'occhio argutamente malizioso per l'assurdità di How to be an Alien di George Mikes con l'intuizione filosofica di Milan Kundera". Il romanzo è stato descritto dal Financial Times come "un bestseller insolito... adottato come libro di testo non ufficiale nelle scuole con alunni immigrati". Nel 2017 Kapllani ha ricevuto il premio di Letterature dal Fronte a Cassino, in Italia, per l'edizione italiana di A Short Border Handbook. L'esperienza di Kapllani nell'attraversamento delle frontiere è stata citata in pubblicazioni accademiche dedicate alla migrazione europea. La traduzione francese del suo altro romanzo La Dernière Page, la storia di uno scrittore albanese che vive in Grecia e che ritorna per ricostruire la vita di suo padre, pubblicata nel 2015, ha ricevuto il premio letterario del Salon du livre des Balkans a Parigi, in Francia. Il Federalist ha scritto della traduzione inglese di My Name Is Europe , un altro romanzo di Kapllani pubblicato nel 2017, che "egli lancia un appello per un'Europa unita". 
Dal 2001 al 2011 Kapllani ha collaborato con articoli e editoriali al quotidiano di sinistra a maggiore diffusione in Grecia, Ta Nea , pubblicato ad Atene. Ha inoltre scritto rubriche settimanali per i quotidiani albanesi Shekulli e Standard.
Kapllani ha collaborato con l'artista visivo franco-marocchino Bouchra Khalili al progetto di videoarte Tempest Society, incentrato sulla poesia civica e sulle testimonianze personali dei rifugiati in Europa. Il progetto è stato presentato alla mostra d'arte documenta 14 nel 2017
a Kassel, in Germania , e ad Atene, in Grecia.
L'opera teatrale di Kapllani ΕΔΩ (QUI) , diretta da Yorgos Nanouris, è stata prodotta ad Atene nel 2008. Aliens/Strangers , basata su A Short Border Handbook, è stata prodotta dal Teatro dei Sordi in Grecia nel 2013. [ 12 ] Un'altra opera teatrale, anch'essa basata su Short Border Handbook, è stata prodotta nel 2014 dal Rønne Theater, a Rønne, Bornholm, Danimarca. 

Bibliografia
Mikro Imerologio Synoron/ μικρό ημερολόγιο συνόρων , Ekdoseis Epikentro, 2018
Lathos Xora/Λαθος Χωρα , Ekdoseis Epikentro, 2018
I keqi i vetes , ALBAS, 2018
Breve guida di frontiera: un viaggio attraverso il labirinto dell'immigrato, New Europe Books, 2017
Breve diario di frontiera (Edizione italiana), Del Vecchio Editore, 2016
Ditar i shkurtër kufijsh , NERAIDA, 2016, ISBN 9928227055.
Petit journal de bord des frontières: Un vibrant témoignage sur l'immigration (edizione francese), Éditions Intervalles, 2015
La dernière page , Éditions Intervalles, 2015
Je m'appelle Europe. Éditions Intervalles , 2013
I teleutaia selida / η τελευταία σελίδα , Ekdotikos Oikos AA Livani, 2012
Me lene europi / με λένε ευρώπη , Ekdotikos Oikos AA Livani, 2010
Mikro imerologio synoron / μικρό ημερολόγιο συνόρων , Ekdotikos Oikos AA Livani, 2006

mercoledì 7 ottobre 2026

EGOLF Tristan (1971 - 2005)

 

Tristan Egolf
 (19 dicembre 1971 – 7 maggio 2005) è stato un romanziere, autore e attivista politico statunitense. 
Egolf è nato a San Lorenzo de El Escorial , in Spagna. Suo padre, Brad Evans, era un giornalista del National Review e sua madre, Paula, una pittrice. Sua sorella minore è l'attrice americana Gretchen Egolf . Il suo fratellastro minore è il musicista anglo-americano Siegfried Faith-Evans. Di fede cattolica, i suoi padrini furono Leo Brent Bozell II e Patricia Lee Buckley. I suoi genitori divorziarono durante l'infanzia di Egolf, che prese il cognome del patrigno, Gary Egolf. Fu però la vita a Filadelfia, insieme alle visite estive nella nuova casa del padre in Indiana, a ispirare Egolf. Si diplomò alla Hempfield High School di Landisville, in Pennsylvania , nel 1990. Egolf frequentò brevemente la Temple University di Filadelfia.
Egolf abbandonò la Temple University e si unì a una band punk rock chiamata "Freak Thing", in seguito nota come "Kitschchao". La band pubblicò un singolo a 45 giri per la Compulsive Records, ma dopo lo scioglimento del gruppo, Egolf volle concentrarsi sulla scrittura e si trasferì a Parigi, che a suo dire era il posto migliore per scrivere del Kentucky, ambientazione di "Lord of the Barnyard" . Per 18 mesi scrisse di giorno e si mantenne all'affitto suonando la chitarra nei pub irlandesi e sul Pont des Arts come musicista di strada.
A Parigi, Egolf strinse amicizia con Marie Modiano. Suo padre Patrick Modiano, scrittore e sceneggiatore francese (Lacombe Lucien) e in seguito vincitore del Premio Nobel per la Letteratura, aiutò Egolf a pubblicare il suo primo romanzo in Francia nel 1998 con Gallimard , dopo che era stato rifiutato da oltre 70 editori statunitensi. Lord of the Barnyard fu successivamente pubblicato nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ricevendo recensioni moderatamente favorevoli, con alcune recensioni entusiastiche in tutto il mondo. Il suo
secondo libro, Skirt and the Fiddle, fu pubblicato nel 2002 con un'accoglienza critica ancora migliore; il terzo, Kornwolf , fu pubblicato postumo. Aveva anche lavorato a una sceneggiatura per Lord of the Barnyard , rimasta incompiuta.
Oltre alla sua attività di scrittore, Egolf si guadagnò una certa notorietà come attivista politico. Nel luglio del 2004, lui e un gruppo di amici, in seguito noti come gli Smoketown Six, furono arrestati nei pressi di Lancaster, in Pennsylvania , per essersi spogliati fino a rimanere in perizoma e essersi ammassati l'uno sull'altro lungo una strada percorsa dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush per protestare contro lo scandalo degli abusi nella prigione di Abu Ghraib .
Il 7 maggio 2005, poco dopo aver completato il manoscritto di Kornwolf , Egolf si sparò nel suo appartamento a Lancaster, in Pennsylvania. Lasciò una figlia di sette anni nata in Francia e una figlia di nove mesi nata negli Stati Uniti. 

Opere
Lord of the Barnyard: Killing the Fatted Calf and Arming the Aware in the Corn Belt (1999)
Skirt and the Fiddle (2002)
Kornwolf (2006)


martedì 6 ottobre 2026

BOSC Adrien (1986 - viv.)


Adrien Bosc
, nato il 20 gennaio 1986 ad Avignone (Vaucluse), è uno scrittore ed editore francese .
Nato da un padre architetto, Adrien Bosc ha cinque fratelli. Suo fratello maggiore, David Bosc, è romanziere ed editore. Dopo essersi diplomato in letteratura al Lycée Mistral di Avignone, Adrien Bosc frequentò i corsi preparatori per le grandes écoles al Lycée Condorcet di Parigi, ma non superò l'esame di ammissione all'École Normale Supérieure. I seguito si iscrisse all'Università della Sorbona, dove conseguì un master in letteratura.
Un "giovane con tanta fretta", fu assunto da Philippe Tesson presso la rivista L'Avant-scène. Nel 2011, fondò Éditions du Sous-sol, con il supporto di Pierre Bergé, Victor Robert, Gérard Berréby e Olivier Diaz. Lì, creò due riviste, Feuilleton e Desports, e vendette l'azienda a Éditions du Seuil. Nel 2016, fu nominato vicedirettore editoriale di Éditions du Seui . Dal 2018 al 2021, ha ricoperto la carica di amministratore delegato della loro sussidiaria, Éditions Points.
Nel 2024, ha lasciato il gruppo Média-Participations, insieme a Éditions du Sous-Sol, per unirsi al suo rivale Editis. È stato anche nominato direttore generale di Éditions Julliard.
Nel 2014 ha pubblicato un romanzo, Constellation, il cui soggetto è l' aereo Lockheed Constellation del volo Air France 009 Parigi-New York che si è schiantato il 27 ottobre 1949 sul Pico da Vara, una montagna sull'isola di São Miguel nell'arcipelago delle Azzorre, con 48 passeggeri e membri dell'equipaggio, tra cui Marcel Cerdan e la violinista Ginette Neveu. Il romanzo ha ricevuto nel settembre 2014 il Prix littéraire de la vocazione e in ottobre il Grand prix du roman de l'Académie française. Vengono vendute più di 100.000 copie.

Opere
Constellation, Paris, Stock, 2014 (Grand prix du roman de l'Académie française, 2014 ; Prix littéraire de la vocation, 2014 ; Prix « Gironde–Nouvelles écritures », 2014; Prix « Paris Diderot-Esprits libres », 2015)
Capitaine, Paris, Stock, 2018
Colonne, Paris, Stock, 2022
L'invention de Tristan, Stock, 2025, (une introduction à l'œuvre de l’écrivain Tristan Egolf)

lunedì 5 ottobre 2026

ÖZLÜ Tezer (1943 - 1986)

 

Tezer Özlü
 (10 settembre 1943 - 18 febbraio 1986) è stata una scrittrice turca.
Nacque a Simav e trascorse l'infanzia lì e a Ödemiş e Gerede, dove lavoravano i suoi genitori. Si trasferì a Istanbul all'età di 10 anni e frequentò il liceo femminile austriaco (Avusturya Lisesi) senza diplomarsi.
Nel 1961 andò all'estero e poi viaggiò in autostop per l'Europa nel 1962-1963. Sposò l'attore e scrittore Güner Sümer, che aveva conosciuto a Parigi, nel 1964. Insieme si stabilirono ad Ankara . Durante questo periodo, mentre Sümer lavorava al Teatro d'Arte di Ankara (AST), Özlü lavorava come traduttrice di tedesco. Nella stagione 1963-64 all'AST, recitò in Gizli Ordu (Esercito Segreto) di Brendan Behan, diretto da Sümer. 
In seguito, lasciò Sumer e si stabilì a Istanbul, ricevendo cure intermittenti nelle cliniche psichiatriche di diversi ospedali tra il 1967 e il 1972. Scrisse delle sue esperienze infantili e della sua esperienza di cura in Çocukluğun Soğuk Geceleri (pubblicato in una traduzione inglese da Maureen Freely nel 2023 con il titolo Cold Nights of Childhood). 
Nel 1968 sposò il regista Erden Kıral e nel 1973 nacque la loro figlia Deniz. Dopo aver lasciato Kıral, nel 1981 andò a Berlino con una borsa di studio. Lì incontrò Hans Peter Marti, un artista svizzero residente in Canada, e lo sposò nel 1984, stabilendosi a Zurigo. Morì lì il 18 febbraio 1986 di cancro al seno ed è sepolta ad Aşiyan Mezarlığı a Istanbul. 
Özlü è stata interpretata da Yelda Reynaud nel film Yolda del suo ex marito Erden Kıral, in cui descrive gli eventi accaduti durante le riprese del film Yol.
Il primo libro di Özlü, pubblicato nel 1978, fu Eski Bahçe (Vecchio giardino), una raccolta dei suoi racconti pubblicati su riviste a partire dal 1963. Il suo primo romanzo, Çocukluğun Soğuk Geceleri (Notti fredde dell'infanzia), fu pubblicato nel 1980. Seguendo le orme di tre scrittori che ebbero una profonda influenza su di
lei, Svevo , Kafka e Pavese, scrisse il suo secondo romanzo, Auf den Spuren eines Selbstmords (Alla ricerca di un suicidio), in tedesco. Il libro, vincitore del Premio Letterario di Marburgo del 1982, fu ampiamente riscritto dall'autrice in turco con il titolo Yaşamın Ucuna Seyahat , pubblicato nel 1984. Il manoscritto originale in tedesco fu pubblicato postumo dalla casa editrice Suhrkamp Verlag nel 2024. La sua prima raccolta di racconti, Eski Bahçe, fu ripubblicata nel 1987, dopo la sua morte, con il titolo Eski Bahçe - Eski Sevgi (Vecchio Giardino - Vecchio Amore), per includere i racconti che aveva scritto in seguito.
La sceneggiatura inedita di Özlü, Zaman Dışı Yaşam, è stata pubblicata anche nel 1993 da Yapı Kredi Yayınları (YKY), che pubblica tutte le opere dell'autrice. Questa serie include anche Tezer Özlü'den Leyla Erbil'e Mektuplar (Lettere da Tezer Özlü a Leyla Erbil, 1995), che consiste nelle lettere che scrisse alla sua amica Leyla Erbil . Inoltre, il libro di Özlü, Her Şeyin Sonundayım, consistente nella sua corrispondenza con il suo amico scrittore Ferit Edgü, è stato pubblicato nel 2010 da SEL Yayıncılık. Ha tradotto in turco l'opera di Wolfgang Hildesheimer I corvi di Walser e l'ha adattata per la radio. 
La rivista Gergedan pubblicò una "fotobiografia" in sua memoria nel suo tredicesimo numero. Alcuni estratti del suo diario e dei suoi racconti furono raccolti in un piccolo opuscolo intitolato The Remains (1990). La maggior parte dei testi in tedesco contenuti in questo libro furono tradotti in turco da Sezer Duru .

Opere
Eski Bahçe (Il vecchio giardino, 1978)
Çocukluğun Soğuk Geceleri (1980) (tradotto nel 2023 come Cold Nights of Childhood)
Auf den Spuren eines Selbstmords (1983)
Yaşamın Ucuna Yolculuk (1984)
Eski Bahçe - Eski Sevgi (Old Garden - Old Love, 1987)
Kalanlar (Resti, 1995)
Zaman Dışı Yaşam (2000).

domenica 4 ottobre 2026

ARJOUNI Jakob (1964 - 2013)

 

Jakob Bothe, nato Jakob Michelsen e conosciuto come Jakob Arjouni (Francoforte sul Meno, 8 ottobre 1964 – Berlino, 17 gennaio 2013), è stato uno scrittore tedesco autore di romanzi gialli.
Figlio del drammaturgo Hans Günter Michelsen e dell'editrice Ursula Bothe, Jakob è stato registrato all'anagrafe con il cognome del padre, ma in seguito ha adottato formalmente il cognome della madre. È cresciuto a Francoforte dove ha frequentato la scuola, ma allo studio preferiva il gioco del biliardo e la lettura di romanzi gialli, principalmente quelli di Raymond Chandler, Dashiell Hammett e Georges Simenon. Dopo aver conseguito il diploma di maturità, si è trasferito in Francia a Montpellier per studiare lettere alla locale università, effettuando lavori saltuari per mantenersi. In questo periodo ha cominciato a scrivere "per non sprofondare nella stupidita". Rientrato in Germania nel 1985, si è stabilito a Berlino e ha pubblicato il suo primo libro (il romanzo giallo Happy Birthday, Türke), adottando come pseudonimo il cognome della sua prima moglie, Kadisha Arjouni, di origini marocchine. Il libro, che ha come protagonista l'investigatore Kemal Kayankaya, turco di nascita ma cresciuto in Germania, ha avuto successo. Nel 1987 ha pubblicato il suo secondo libro (Mehr Bier) e nel 1988 il suo primo lavoro teatrale, Die Garage. Nel 1991 ha pubblicato il suo terzo romanzo, Ein Mann Ein Mord, che nel 1992 ha vinto il premio German Crime Fiction Prize; nello stesso anno è uscita la versione cinematografica del suo primo romanzo, Happy Birthday, Türke, diretto da Doris Dörrie. Arjouni è morto prematuramente all'età di 48 anni per un cancro al pancreas, lasciando la sua seconda moglie Miranda e i figli Emil, Lucy ed Elsa, quest'ultima nata dal precedente matrimonio.
Arjouni ha scritto tredici romanzi (di cui cinque con protagonista Kemal Kayankaya, tradotti in diverse lingue), due raccolte di racconti brevi e tre opere teatrali.

Opere
Romanzi gialli con Kemal Kayankaya
Happy Birthday, Türke! (Diogenes, 1985) – pubblicato in Italia con il titolo Happy birthday, turco! (Marcos y Marcos, 1996)
Mehr Bier (Diogenes, 1987)
Ein Mann ein Mord (Diogenes, 1991) - pubblicato in Italia con il titolo Carta straccia (Marcos y Marcos, 1996)
Kismet (Diogenes, 2001) - pubblicato in Italia con il titolo Kismet – Destino (Marcos y Marcos, 2008)
Bruder Kemal (Diogenes, 2012) - pubblicato in Italia con il titolo Fratello Kemal (Marcos y Marcos, 2014)

Altri romanzi
Edelmanns Tochter (1996)
Magic Hoffmann (Diogenes, 1996) - pubblicato in Italia con il titolo Magic Hofmann (Marcos y Marcos, 1996)
Hausaufgaben (Diogenes, 2004)
Es gibt in Deutschland so wenige Leute, die mit Humor ernsthaft sind, Meranier-Gymnasium Lichtenfels (2006)
Chez Max (Diogenes, 2006)
The show must go on? (Diogenes, 2008)
Der heilige Eddy (Diogenes, 2009) - pubblicato in Italia con il titolo Eddy il santo (Marcos y Marcos, 2012)
Cherryman jagt Mr. White (Diogenes, 2011) - pubblicato in Italia con il titolo Cherryman dà la caccia a mister White (Marcos y Marcos, 2016)

Raccolte di racconti brevi
Ein Freund (Diogenes, 1998) - pubblicato in Italia con il titolo Un amico (Marcos y Marcos, 1999)
Idioten. Fünf Märchen (Diogenes, 2003) - pubblicato in Italia con il titolo Idioti (Guanda, 2004)

Opere teatrali
Die Garage (1988)
Nazim schiebt ab (1990)
Edelmanns Tochter: theaterstück (1996)

sabato 3 ottobre 2026

RATTO Patricia (1962 - viv.)

 

Patricia Ratto
 (Tandil, 18 novembre 1962) è una scrittrice e insegnante argentina. Autrice di tre romanzi e una raccolta di racconti, la sua opera, che tratta di problemi sociali e dell'ultima dittatura argentina, è stata tradotta in italiano e in inglese ed è stata elogiata da autori come Osvaldo Quiroga e Martín Kohan.
Patricia Ratto è nata il 18 novembre 1962 nella città di Tandil, provincia di Buenos Aires, Argentina. Si è specializzata in Didattica delle pratiche linguistiche e ha tenuto laboratori di scrittura accademica e di lettura e scrittura letteraria. 
Nel 2006, ha pubblicato il suo primo romanzo, Little White Men, sulla storia di un maestro di scuola rurale durante l'ultima dittatura argentina. Nel 2008, ha pubblicato il suo secondo romanzo, Knots, che racconta storie diverse su figure marginalizzate nella città di Tandil. Il quotidiano El Eco ha descritto la struttura del testo come "impegnativa, complessa e degna di apprezzamento". 
Nel 2012, ha pubblicato la sua terza opera di narrativa, Trasfondo. Il romanzo, che racconta la partecipazione del sottomarino ARA San Luis alla guerra delle Falkland, è stato elogiato da autori come Osvaldo Quiroga e Martín Kohan. Quest'ultimo lo ha paragonato a Los pichiciegos (1983) di Rodolfo Fogwill, e ha osservato che mentre i personaggi dello scrittore "nella loro guerra sotterranea, vedono fantasmi in un dato momento, l'equipaggio di Ratto, nella loro guerra sottomarina, sono fantasmi in ogni momento". 
Nel 2017, Ratto ha pubblicato il suo primo libro di racconti, Faunas. Il quotidiano argentino Página/12 ha affermato che il libro, "al confine tra l'assurdo, il realismo e il fantastico [...] indaga l'irruzione del sinistro nella quotidianità, con situazioni scomode, perverse e, a volte, umoristiche". Ha partecipato al volume collettivo Ruta Salamone (2023) pubblicato da Ediciones Bonaerenses.

Opere

Romanzi
Pequeños hombres blancos (2006, Adriana Hidalgo)
Nudos (2008, Adriana Hidalgo)
Trasfondo (2012, Adriana Hidalgo)

Racconti
Faunas (2017, Adriana Hidalgo)

venerdì 2 ottobre 2026

MARKOVITS Benjamin (1973 - viv.)

 

Benjamin Markovits
 (Palo Alto, 1973) è uno scrittore statunitense che ha vissuto a Berlino, Oxford e nel Texas.
Ha studiato all'Università Yale e, dopo una parentesi nella pallacanestro, a Oxford prima d'insegnare inglese e scrivere recensioni, poesie e racconti per riviste e quotidiani come il Guardian, The Paris Review e il New York Times.
Dopo il suo esordio nel 2004 con The Syme Papers, ha pubblicato altri 7 romanzi e un memoir vincendo nel 2015 il James Tait Black Memorial Prize con Esperimento americano.
Selezionato nel 2013 dalla rivista Granta tra i migliori giovani romanzieri britannici ed eletto membro della Royal Society of Literature nel 2018, vive e lavora a Londra dove insegna scrittura creativa alla Royal Holloway.

Opere principali
Trilogia Lord Byron
Imposture (2007)
A quiet adjustment (2008)
Childish Loves (2011)

Altri romanzi
The Syme Papers (2004)
Either side of winter (2005)
Fathers and daughters (2005)
Esperimento americano (You don't have to live like this, 2015), Roma, 66Thand2nd, 2017
traduzione di Gabriella Tonoli 
A Weekend in New York (2018)

Memoir
Un gioco da grandi (Playing Days, 2010), Roma, 66Thand2nd, 2012 traduzione di Michele Martino

giovedì 1 ottobre 2026

RIDGWAY Keith (1965 - viv.)

 

Keith Ridgway
 (Dublino, 2 ottobre 1965) è uno scrittore irlandese che vive e lavora a Londra.
Dopo aver pubblicato il racconto lungo Horses nel 1997, ha esordito nella narrativa l'anno successivo con il romanzo The Long Falling, vincitore del Prix Femina Étranger nel 2001 e trasposto in pellicola nel 2011.
Autore di 5 romanzi e una raccolta di racconti, nel 2001 è stato insignito del Premio Rooney per la letteratura irlandese per Standard Time.
Il suo ultimo romanzo, A Shock, uscito a 9 anni di distanza dal precedente, il giallo Hawthorn and Child, ha vinto nel 2022 il James Tait Black Memorial Prize per la narrativa.
Suoi racconti e articoli sono apparsi in varie riviste quali il New Yorker.

Opere
Romanzi
The Long Falling (1998)
The Parts (2003)
Animals (2006)
Hawthorn and Child (2012), Roma, Castelvecchi, 2013 traduzione di Daniele Cianfriglia
A Shock (2021)

Raccolte di racconti
Standard Time (2001)

Racconti singoli
Horses (1997)
Goo Book (2011)
The Spectacular (2012)
Never Love a Gambler (2014)
The Party (2021)

mercoledì 30 settembre 2026

GORRITI Juana Manuela (1819 - 1892)

 

Juana Manuela Gorriti
 (Horcones, 15 giugno 1819 – Buenos Aires, 6 novembre 1892) è stata una scrittrice e giornalista argentina tra le prime autrici donne riconosciute nel panorama letterario ispanoamericano del XIX secolo.
Juana Manuela Gorriti è riconosciuta oggi come una figura chiave per la cultura latinoamericana ottocentesca. Il suo impegno per la diffusione della letteratura e dell’istruzione femminile le ha assicurato un posto nella storia delle lettere ispanoamericane.
Nacque nella provincia di Salta, in una famiglia di rilievo: il padre, José Ignacio Gorriti, fu generale durante le guerre civili e più volte governatore della provincia. A causa delle tensioni politiche, la famiglia fu costretta all’esilio in Bolivia, dove Juana sposò Manuel Isidoro Belzú, che divenne presidente boliviano tra il 1848 e il 1855. Dopo il divorzio, si trasferì in Perù, stabilendosi a Lima, dove creò uno dei salotti letterari più celebri del suo tempo, frequentato da intellettuali e artisti dell’America Latina.
Gorriti si affermò come una delle principali voci femminili del Romanticismo ispanoamericano. Le sue opere esplorano un ampio spettro di temi, dal folclore alle autobiografie, dal patriottismo alla spiritualità. Tra le sue pubblicazioni più importanti figurano raccolte come Sueños y realidades, Panoramas de la vida, La tierra natal e El mundo de los recuerdos. Il racconto La quena, edito nel 1845, affronta tematiche indigene e sociali, e viene considerato un testo pionieristico nella narrativa decoloniale.
Oltre che scrittrice, Gorriti fu anche giornalista e animatrice culturale. I suoi contributi apparvero su riviste letterarie in Argentina, Bolivia e Perù, e trattavano di storia, attualità e condizioni delle donne nella società. Il suo ruolo di mediatore culturale è stato recentemente rivalutato in chiave di studi di genere e postcoloniali.

Opere

- La quena (1845) - Racconto che intreccia elementi del romanticismo con una riflessione sulle popolazioni indigene andine. Affronta temi come il conflitto culturale, la memoria collettiva e la giustizia sociale.
- Sueños y realidades (1865) - Raccolta di racconti in cui si fondono sogno e memoria storica. Analizza il ruolo della donna, la condizione sociale in America Latina e il rapporto con l’identità nazionale.
- Panoramas de la vida (1876)- Opera che raccoglie articoli e saggi a carattere autobiografico, riflessioni su episodi storici, ritratti di personaggi e narrazioni personali. La scrittura diventa mezzo per costruire un’identità pubblica e politica.
- El mundo de los recuerdos (1886) - Raccolta memorialistica che offre uno spaccato della società peruviana e delle esperienze personali dell’autrice. Misura il confine tra ricordo privato e cronaca pubblica.
- La tierra natal (1889) - Viaggio letterario e affettivo nel paesaggio e nella storia della sua Salta. Opera intrisa di nostalgia, che celebra la patria e riflette sull’esilio e il ritorno.

DE SILVA Diego (1964 - viv.)

  Diego De Silva  (Napoli, 5 febbraio 1964) è uno scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano. Fratello di Amleto De Silva, presso Eina...