domenica 7 aprile 2024

RICHTEROVA Sylvie (1945 - viv.)

 



Sylvie Richterová
 (Brno, 20 agosto 1945) è una scrittrice, poetessa e pedagogista ceca, autrice di prose sperimentali, romanzi, raccolte di poesia e saggi letterari.
Sylvie Richterová è nata e cresciuta in Moravia, nella città di Brno nell'ex Cecoslovacchia. Dal 1963 ha vissuto a Praga, studiando lingue all’Università 17 novembre. Terminati gli studi nel 1967, ha conseguito, nel 1971, il dottorato in filosofia all’Università Carolina di Praga. Nel 1967 ha sposato il boemista italiano Sergio Corduas; nel 1968 è nata la figlia Milena. La famiglia ho vissuto a Brno, a Bratislava e a Praga. L’occupazione della Cecoslovacchia da parte del Patto di Varsavia nell’agosto 1968, la volontà di indipendenza e l’esilio rimandarono la sua entrata nella vita letteraria pubblica. Fino al 1971 ha lavorato come traduttrice, approfondendo gli studi di letteratura e l’estetica fuori dalle istituzioni, aiutata amichevolmente dal filosofo Robert Kalivoda e dal professor Oleg Sus.
Verso la fine del 1971 si è trasferita a Roma insieme al marito e alla figlia. Si è iscritta alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi La Sapienza mettendo al centro dei suoi studi letterature slave, in particolare quella ceca. Lì insegnava Angelo Maria Ripellino, poeta, critico teatrale e slavista il quale l’invitò, nel 1974, a collaborare all’insegnamento della lingua e letteratura ceca e slovacca.
Nel 1974 ha divorziato, ma ha deciso di rimanere in Italia, vista la durezza e la limitatezza del regime totalitario in Cecoslovacchia. Ogni manifestazione di libertà veniva repressa nel paese, in prigione si è trovata anche sua sorella Zuzana Richterová e, nel corso degli anni, diversi amici. A Roma è vissuta di traduzioni, ha ottenuto una borsa di studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e ha lavorato all’Istituto di Filologia Slava della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza. Ha lavorato saltuariamente anche per la televisione
italiana, soprattutto a documentari sul dissenso nell'Europa dell'Est. Insieme al poeta e collega Enzo De Filippis ha scritto per alcuni programmi radiofonici sulla letteratura ceca.
Avendo acquisito fin dal 1967 la doppia cittadinanza, non ha perso il diritto (negato allora agli esuli), di rientrare in Cecoslovacchia. Grazie a questa libertà è diventata, negli anni settanta e ottanta, mediatrice tra esuli e dissidenti cecoslovacchi, collaborando in particolare con il giornalista e uomo politico Jiří Pelikán, direttore della rivista ceca in esilio Listy, la cui redazione si trovava a Roma e sulle cui pagine pubblicava con diversi pseudonimi. Col suo nome scriveva per altre riviste ceche in esilio: Svědectví/Témoignage diretta da Pavel Tigrid e Lettera Internazionale, diretta da Antonín Jaroslav Liehm, entrambe pubblicate a Parigi, e altri periodici cechi dell’emigrazione. Ha collaborato inoltre con diversi scrittori della diaspora ceca nell’Europa occidentale, tenendo i legami stretti e amichevoli con Jiří Kolář, Milan Kundera, Věra Linhartová, Antonín Brousek, Jiří Gruša, Jan Vladislav a Petr Král. La polizia dello Stato cecoslovacca non ha mai smesso di seguirla, sottoponendola a vari interrogatori e minacciandola.
I suoi libri scritti prima del 1989 sono tutti usciti in samizdat e in case editrici dell’emigrazione. Tra i suoi amici più vicini a Praga e a Brno si annoverano Sergej Machonin, Ludvík Vaculík, Jan Skácel, Miroslav Červenka, Josef Hiršal a Bohumila Grögerová. Nel 1987 Sylvie Richterová è riuscita a prendere parte a una riunione di scrittori cechi e slovacchi del dissenso organizzata nella casa di campagna di Václav Havel, a Hrádeček. L’importante obiettivo di riunire sul piano culturale e spirituale l’Europa tragicamente divisa costituisce il denominatore comune del suo
lavoro di scrittrice e di docente, non solo nella la sua opera letteraria ma anche nella partecipazione a numerosi eventi. A partire dagli anni novanta, dopo la caduta dei regimi totalitari nell’est Europeo, Sylvie Richterová vive una parte dell’anno a Praga e una a Roma (a Trevignano Romano). Scrive in ceco e in italiano (in particolare la saggistica).
Negli 1974 – 2009 ha lavorato come docente nelle Università di Roma, Padova, Viterbo e ancora di Roma, in qualità di borsista, ricercatrice, professore associato e ordinario. I primi saggi letterari risalgono agli anni settanta (sulla poesia di J. Prévert, su Věra Linhartová), pubblicati sulle riviste Strumenti critici e Ricerche slavistiche. I suoi studi sulla letteratura ceca si trovano su periodici italiani, francesi, tedeschi ecc. Ha partecipato a colloqui e conferenze organizzati da diverse università (Padova, Napoli, Trento, Pisa, Firenze, Parigi, Berlino, Bruxelles e, a partire dagli anni novanta, da università ceche e slovacche.

Prosa
Nel 1975 ha ultimato a Roma il primo volume di prosa, Návraty a jiné ztráty (Ritorni e altre perdite), diffuso in Cecoslovacchia in samizdat a partire dal 1977 a cura di Sergej Machonin e Drahoslava Janderová, nell’importante collana diretta da Ludvík Vaculík, Edice Petlice. L’anno successivo il volume è stato pubblicato da Josef Škvorecký nella Sixty-Eight Publishers di Toronto, più tardi è stato tradotto in francese. Le prime opere narrative di Sylvie Richterová vengono definite "sperimentali" in quanto trasgrediscono i canoni narrativi tradizionali
collegandosi invece alla ricerca di nuove forme romanzesche portate avanti nel Novecento da Broch e Musil. Sono romanzi nati grazie a una particolare alchimia dei tempi, dei luoghi e degli incontri. La composizione rispecchia processi di riflessione, di ricordi e di ritorni nel tempo e nello spazio; gli eventi vengono illuminati progressivamente e da diverse angolazioni. Il romanzo Každá věc ať dospěje na své místo ("Che ogni cosa arrivi al suo posto") si estende su un ampio arco temporale, dalla seconda guerra mondiale fino all’inizio del terzo millennio. Le domande che pone riguardano la banalità dell’assurdo sociale, la partecipazione sia cosciente che inconscia al male nella vita quotidiana. Invece di esprimere giudizi morali, presenta una fenomenologia espressiva di assurdità concrete, “naturali” eppure patogene e patologiche, spesso al confine tra il riso e il pianto. Una composizione originale evoca il principio dei “frattali” consegnando al lettore un mosaico dinamico di grandi inquadrature e di significativi particolari. Elementi magici e fiabeschi si insinuano tra quelli realistici e storici. Le sorti dei personaggi propone domande esistenziali ed etiche il cui senso va al di là del dato quadro storico.
Poesia
Tre raccolte di versi e poesie sparse su riviste dagli anni ottanta costituiscono una parte minore ma importante dell’opera di Sylvie Richterová, un polo intenso e originale scaturito da esperienze
esistenziali, estetiche e spirituali.
Saggi
I quattro volumi dei suoi saggi sono dedicati in prevalenza alla letteratura ceca moderna. Essi mettono a fuoco aspetti essenziali ma finora sfuggenti o poco valorizzati, ad esempio la fenomenologia dell’idiozia nell’opera di Jaroslav Hašek, autore delle Avventure del buon soldato Švejk, pericoli della disumanizzazione e della robotizzazione nelle distopie di Karel Čapek, la dimensione mistica nell’opera di Bohumil Hrabal o ancora quella esistenziale del linguaggio nelle prose di Věra Linhartová. Un altro tema centrale è il fenomeno della cecità semantica considerata fondamentale nelle questioni esistenziali dell’Europa del XX e del XXI secolo, in particolare nell'opera di Milan Kundera.
Come un genere letterario specifico viene trattato da Sylvie Richterová il diario, inteso come testimonianza oggettiva di un periodo storico, in particolare nelle opere di Jiří Kolář e di Ludvík Vaculík. I saggi mettono a fuoco anche le esperienze derivanti dal concreto contesto storico (aspetti metastorici della letteratura ceca, la diaspora, il samizdat, le ideologie, l’indipendenza dell’arte, la questione del centro e della periferia nella cultura, il poliglottismo). Non meno importanti sono le pagine dedicate a problemi di estetica: la dimensione etica nella letteratura, il fenomeno del riso e il suo valore noetico, il significato di categorie classiche come la bellezza, il bene e la verità nella società contemporanea. I saggi sulla poesia trattano fenomeni specifici come l’ossimoro, il silenzio o la polifonia. Tra i poeti studiati nei saggi figurano: Vladimír Holan, Jan Skácel, Jiří Kolář,
Antonín Brousek, Petr Král, Ivan Wernisch, Petr Kabeš, Ivan Jirous, Miloslav Topinka.

Narrativa
Návraty a jiné ztráty, samizdat 1977; Toronto, Sixty Eight Publishers, 1978 / In francese: Retours et autres pertes, traduzione Nathalie Zanello, Paris, Ed. de Septembre, 1992
Rozptýlené podoby, (Figure dissipate) samizdat 1979; Praha, Mladá fronta, 1993
Místopis, (Topografia) samizdat 1981; Köln am Rhein, Index, 1983 / In italiano: Topografia, traduzione di Caterina Graziadei e dell’autrice, Roma, E/O, 1986
Slabikář otcovského jazyka, (Sillabario della lingua paterna) samizdat 1987.
Slabikář otcovského jazyka (edizione ampliata, comprende Návraty a jiné ztráty, Místopis, Slabikář otcovského jazyka), Brno, Atlantis -Arkýř, 1991
Druhé loučení, (Secondo addio), Praha, Mladá fronta, 1994, ISBN 80-204-0494-5 / In italiano: Il secondo addio, Miraggi, 2023
Každá věc ať dospěje na své místo, Praha, Torst, 2014 /  In italiano: Che ogni cosa trovi il suo posto, traduzione di Alessandra Mura, Mimesis Edizioni, 2018

Poesia
Neviditelné jistoty, (Certezze invisibili) samizdat, Praha, Artforum, 1994
Čas věčnost, (Tempo eternità), Praha, Torst, 2003
Slyšet obrazy, (Udire immagini), Praha, Malvern, 2018
Fuochi segreti, traduzione - riscrittura. S. Richterová, introduzione Rosaria Lo Russo, Nota Milan Kundera, Firenze: Le Lettere, 2025

Saggistica
Slova a ticho, (Parole e silenzio), postfazione di Květoslav Chvatík, München, Arkýř, 1986
Seconda edizione, Praha, Československý spisovatel, 1992
Ticho a smích, (Silenzio e riso), Praha, Mladá fronta, 1997
Místo domova, (Il luogo della dimora), Brno, Host, 2004
Eseje o české literatuře, (Saggi di letteratura ceca), Praha, Pulchra, 2015

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