lunedì 6 ottobre 2025

DURAS Marguerite (1914 - 1996)

 

Marguerite Duras
, pseudonimo di Marguerite Germaine Marie Donnadieu (Saigon, 4 aprile 1914 – Parigi, 3 marzo 1996), è stata una scrittrice, regista e sceneggiatrice francese.
Le sono stati conferiti svariati premi cinematografici per le sue grandi doti di sceneggiatrice e regista: è anche stata candidata all'Oscar.
Nacque a Gia Dinh, città che negli anni cinquanta venne agglomerata da Saigon, nell'Indocina francese (oggi Vietnam), il 4 aprile 1914. Il padre, Henri Donnadieu, era dirigente scolastico e la madre, Marie, insegnante, ambedue coloni francesi. Successivamente la famiglia si trasferì a Sadek e poi a Vĩnh Long.
Marguerite, tanto amata da suo padre, con cui la ragazzina aveva un rapporto molto stretto e che la chiamava affettuosamente "mia splendida pietra preziosa", fu mandata, per volere dell'uomo, che teneva molto alla sua istruzione, in un prestigioso collegio privato a Saigon, ove Marguerite si innamorò di un ricco e giovane cinese di 27 anni, in una controversa storia d'amore che la ispirò poi per la scrittura di uno dei suoi capolavori: L'amante. La sua esperienza in Indocina, la lebbra, la giungla, la società coloniale e la natura selvaggia riemersero sempre nei suoi numerosi romanzi.
Nel 1932 si trasferì in Francia, per studiare diritto, matematica e scienze politiche, non smettendo però mai di pensare all'Indocina. Affermò infatti:
"Da otto anni a diciassette ho vissuto in un paradiso terrestre pacifico e delicato, l'Asia; ho visto, vicino a Vinh-Long, il sole tramontare fra le risaie, i fiori sbocciare, le fronde degli alberi danzare nel vento… ora qui, tra i palazzi della città, detesto la montagna che mi angoscia e mi nasconde i tramonti. Non mi sono mai abituata ai frutti europei."
Nel 1939 sposò lo scrittore Robert Antelme. Nel 1942 morirono il suo amato fratello Paulo, di 30 anni, e sfortunatamente anche il suo primo figlio: infatti il piccolo, di salute molto debole e cagionevole, morì di polmonite all'età di appena 2 anni, cosa che fece entrare Marguerite in depressione e le richiese qualche anno per uscirne. Nel 1943 cambiò il proprio cognome in Duras, dal nome di un villaggio nel dipartimento del Lot e Garonna, dove si trovava la casa del padre, che quando morì le lasciò tutto, tra cui una villetta a picco sull'acqua in Liguria, terra da lui tanto amata.
Partecipò alla Resistenza durante l'occupazione nazista, insieme al marito Robert Antelme, che venne deportato a Dachau perché ebreo. Collaborò anche alla compilazione di Libres ("Liberi"), giornale che informava i parenti delle persone deportate in Germania sulla posizione e condizione dei loro cari.
Dopo la seconda guerra mondiale militò tra le file del PCF fino al 1950, quando venne espulsa essendo considerata dissidente. Nel frattempo, nel 1946, aveva divorziato dal primo marito ed aveva incontrato l'intellettuale e scrittore Dionys Mascolo, da cui ebbe un figlio, Jean Mascolo.
Il suo esordio in campo letterario avvenne nel 1942 con il romanzo Gli impudenti (Les Impudents), nel quale denuncia anche la realtà degradante dell'Olocausto.
La vera fama per la Duras arrivò nel 1950, col capolavoro Una diga sul Pacifico (Un barrage contre le Pacifique) nel quale si sentono gli influssi delle letture di autori statunitensi come Hemingway e Steinbeck oltre che quelle dello scrittore italiano Cesare Pavese. Elio Vittorini definì il libro "il più bel romanzo francese del dopoguerra".
Fu autrice di numerosi racconti brevi, film e, soprattutto, romanzi, tra cui il più noto è l'autobiografico L'amante, il suo capolavoro assoluto, pubblicato nel 1984, che le valse il prestigioso premio Goncourt.
Nel 1991 la Duras pubblicò un altro romanzo intitolato L'amante della Cina del Nord, nel quale riscrisse l'intera vicenda. Altre opere importanti sono: Moderato cantabile, da cui fu tratto un film con lo stesso nome; Il rapimento di Lol V. Stein; India Song, anch'esso ispirazione di un lungometraggio del 1975.
La Duras fu anche la sceneggiatrice del film del 1959 Hiroshima mon amour, diretto da Alain Resnais, per cui fu candidata all'Oscar alla miglior sceneggiatura originale.
Partecipò alla contestazione degli studenti nel 1968, salendo sulle barricate.
Nel 1989 iniziarono le riprese del film tratto da L'amante, girato dal regista Jean-Jacques Annaud, che si prese alcune libertà sulla sceneggiatura.
Passò gli ultimi anni della sua vita chiusa in casa. L'unico a rimanerle vicino fu il compagno Yann Andréa. Disse: È difficile morire, ma a un certo momento t'accorgi che le cose della vita devono finire. È la vita. È tutto.
Morì a 81 anni per un grave tumore alla gola; è sepolta nel cimitero di Montparnasse.
Le prime opere di Duras sono scritte in maniera molto convenzionale (il loro "romanticismo" fu molto criticato dallo scrittore Raymond Queneau); con Moderato cantabile Duras inaugura un lungo periodo di sperimentazione, legato al Nouveau roman, un movimento letterario francese tra i cui esponenti figura anche Alain Robbe-Grillet.
Il suo stile viene da lei definito stile paratattico cioè fatto solo di proposizioni principali ("sono qui", "ti sento", "mi vedo", etc).

Opere
Gli impudenti (Les Impudents, 1943), trad. e Nota di Letizia Imola, Postfazione di Rosella Postorino, Collezione Le Comete, Milano, Feltrinelli, 2024
La vita tranquilla (La Vie tranquille, 1944), trad. di Laura Guarino, Collana I Narratori n.508, Feltrinelli, Milano, ottobre 1996.
Una diga sul Pacifico (Un barrage contre le Pacifique, 1950), trad. di Giulia Veronesi, Collana I Gettoni n.4, Einaudi, Torino, 1951; Collana I Coralli n.76, Einaudi, Torino, 1957; Collana I libri del Pavone n.245-246, Mondadori, Milano, gennaio 1961; Collana Nuovi Coralli, Einaudi, Torino, 1997 ; Postfazione di Rosella Postorino, Einaudi, 2025.
Il marinaio di Gibilterra (Le Marin de Gibraltar, 1952), Roma, Gherardo Casini Editore, 1967; trad. di Leonella Prato Caruso, Collana I Narratori n.417, Feltrinelli, Milano, 1991; Collana UEF n.1236, Feltrinelli, Milano, marzo 1993
I cavallini di Tarquinia (Les petits chevaux de Tarquinia, 1953), Collana Supercoralli, Einaudi, Torino, 1958.
Giornate intere fra gli alberi (Des journées entières dans les arbres - Le Boa, Madame Dodin, Les Chantiers, Gallimard, 1954), trad. di Laura Guarino, Collana I Narratori, Milano, Feltrinelli, 1989; Collana UEF, Milano, Feltrinelli, 1991-1997
Lo square (Le Square, 1955)
Moderato cantabile (Moderato cantabile, 1958), in I cavallini di Tarquinia, Einaudi, 1958; / trad. di Raffaella Pinna Venier, Milano, Feltrinelli, 1985; Collana UEF n.997, Feltrinelli, Milano, 1997 ; / trad. di Rosella Postorino, Collana Scrittura bianca, Nonostante editore, giugno 2013 
Alle dieci e mezzo di sera, d'estate (Dix heures et demie du soir en été, Gallimard, 1960), in Il pomeriggio del signor Andesmas, Torino, Einaudi, 1962, 1996, 2024.
Il pomeriggio del signor Andesmas (L'Après-midi de Monsieur Andesmas, 1960), Einaudi, Torino, 1962; Il pomeriggio del signor Andesmas. Alle dieci e mezzo di sera, d'estate, trad. e cura di Gioia Zannino Angiolillo e Dianella Selvatico Estense, Collana Einaudi Tascabili. Letteratura n.473, Einaudi, Torino, 1996 ; Collana ET Scrittori, Einaudi, 2024.
Il rapimento di Lol V. Stein (Le Ravissement de Lol V. Stein, 1964), Einaudi, 1966; trad. di Clara Lusignoli, Collana I Narratori n.376, Feltrinelli, Milano, 1989 
Il viceconsole (Le Vice-Consul, 1966), trad. di Angelo Morino, Collana I Narratori n.319, Milano, Feltrinelli, maggio 1986 
L'amante inglese (L'Amante anglaise, 1967), trad. di Ginetta Vittorini, Collana I Coralli n.289, Torino, Einaudi, 1973; nuova ed. a cura di Edda Melon, con una conversazione del 1988 con
l'Autrice, Collana Nuovi Coralli, Torino, Einaudi, 1988-1997 
Distruggere, ella disse (Détruire, dit-elle, 1969), trad. di Ginetta Vittorini, Collana I Coralli, Torino, Einaudi, 1969; col titolo Distruggere, lei disse, trad. di Ada Ceruti, Collana Le foglie n.22, Marcos y Marcos, 1991-1996 
Abahn Sabana David, Paris, Gallimard, 1970.
Ah! Ernesto (racconto per l'infanzia, ill.ni di Bernard Bonhomme, Harlin Quist/Ruy-Vidal, 1971), cura e traduzione di Cinzia Bigliosi, illustrazioni di Katy Couprie, Milano, Rizzoli, 2018.
L'amore (L'Amour, 1972), trad. e postfazione di Angelo Morino, Collana Oscar Classici Moderni n.106, Milano, Mondadori, 1995 
Vera Baxter ou les Plages de l'Atlantique (1980)
L'uomo seduto nel corridoio (L'Homme assis dans le couloir, 1980), in Testi segreti, Milano, Feltrinelli, 1987.
L'uomo atlantico (L'Homme atlantique, 1982), in Testi segreti, Milano, Feltrinelli, 1987.
La malattia della morte (La Maladie de la mort, 1982), in Testi segreti, Milano, Feltrinelli, 1987.
L'amante (L'Amant, 1984), Collana I Narratori, Milano, Feltrinelli, 1985.
Occhi blu, capelli neri (Les Yeux bleus, cheveux noirs, 1986), trad. di Laura Guarino, Collana I Narratori n.335, Milano, Feltrinelli, 198 
La sgualdrina della costa normanna (La Pute de la côté normande, 1986), trad. di Sandro Naglia, Collana Il Ponte di Heidelberg, Edizioni Tracce, Pescara, 1991.
Emily L. (Emily L., 1987), trad. di Laura Guarino, Collana I Narratori n.363, Milano, Feltrinelli, 1988 
La pioggia d'estate (La Pluie d'été, 1990), Collana I Narratori, Milano, Feltrinelli, 1990.
L'amante della Cina del Nord (L'Amant de la Chine du Nord, 1991), Collana I Narratori n.428, Feltrinelli, Milano, 1992; Collana UEF, Feltrinelli, Milano,
Yann Andréa Steiner (1992), trad. di Lionella Prato Caruso, Collana I Narratori, Milano, Feltrinelli, 1993.
Scrivere (Écrire, 1993), trad. di L. Prato Caruso, Collana Idee n.41, Milano, Feltrinelli, 1994 [5 testi: Scrivere, riflessione sulla morte, sceneggiatura su Roma antica, puro e concetto di purezza, saggio sul dipingere]

Raccolte
L'estate '80 (L'Été 80, 1980), a cura di A. Correale, trad. di S. Marino, Collana Ritagli n.2, Filema, 1994
Storie di amore estremo (Outside - Papiers d'un jour, Albin Michel, coll. «Illustrations», 1981), Collana Oscar Original, Milano, Mondadori, 1997
Il dolore (La Douleur, 1985), trad. di Laura Guarino e Giovanni Mariotti, Collana I Narratori, Milano, Feltrinelli, ottobre 1985.
Testi segreti, trad. di Laura Guarino, Collana I Narratori n.325, Milano, Feltrinelli, 1987, ISBN 978-88-070-1325-6; Collana UEF, Milano, Feltrinelli, 1993; trad. e postfazione di Rosella Postorino, Collana Scrittura bianca, Trieste, Nonostante edizioni, 2015, ISBN 978-88-981-1205-0.
La vita materiale. Marguerite Duras parla a Jérome Beaujour (La Vie matérielle - Marguerite Duras parle à Jérôme Beaujour, 1987), trad. di Laura Guarino, Feltrinelli, 1988; Feltrinelli, 1991 
Gli occhi verdi (Les Yeux verts, éditions des Cahiers du cinéma, 1980 in rivista, poi 1987 in volume) trad. di Donata Feroldi, Collana Re/search n.2, SHAKE, 2000 
Una grande bestia di colore nero (Le Monde extérieur - Outside 2, 1993), Collana Original, Mondadori, Milano, 1998 
C'est tout (1995), trad. di Donata Feroldi, Collana Oscar Piccoli Saggi n.126, Milano, Mondadori, 1996 
Il mare scritto. Hélène Bamberger fotografie (La Mer écrite textes, d'après des photographies d'Hélène Bamberger, 1996), trad. di Maria Sebregondi, Collana Lo Zibaldone, Archinto, Milano, 1996 
Il nero Atlantico, trad. e note di Donata Feroldi, Collana Oscar Piccola Biblioteca n.165 (Oscar Original n.27), Milano, Mondadori, 1998 
La Cuisine de Marguerite, éditions Benoît Jacob, 1999. [libro interdetto] / La cucina di Marguerite, testo incluso in Annalisa Comes, Il gusto delle parole in Marguerite Duras. Scrivere, scriversi, cucinare, Torino, Il leone verde, 2022, ISBN 978-88-658-0351-6.
Quaderni della guerra e altri testi (Cahiers de la guerre et autres textes, établie par Olivier Corpet et Sophie Bogaert, POL/Imec, 2006) trad. di Laura Frausin Guarino, Collana I Narratori, Milano, Milano, 2008, ISBN 978-88-07-01751-3.
La Beauté des nuits du monde, textes choisis et présentés par Laure Adler, éditions La Quinzaine littéraire, coll. «Voyager avec», 2010.
Deauville la mort, de L'Herne, 2014.
La ragazza del cinema, trad. di Angelo Molica Franco, prefazione di Sandra Petrignani, Collana FormeBrevi n.6, Del Vecchio Editore, 2014, ISBN 88-6110-100-3. [contiene i due racconti lunghi, in forma di soggetto cinematografico: 'Agatha' e 'Il camion']


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