sabato 23 agosto 2025

MUNRO Alice (1931 - 2024)

 

Alice Ann Munro
, nata Alice Ann Laidlaw (Wingham, 10 luglio 1931 – Port Hope, 13 maggio 2024) è stata una scrittrice canadese, vincitrice del premio Nobel per la letteratura nel 2013.
Alice Munro ambientò la maggior parte dei racconti nella sua regione natale, il Southwestern Ontario, indagando le relazioni umane attraverso la lente della vita quotidiana, con uno stile solo ingannevolmente semplice. La sua scrittura fu definita rivoluzionaria, capace di ristrutturare completamente l'architettura del racconto breve, in particolare per il suo trattamento del tempo del racconto, con la narrazione passante continuamente dal passato al futuro.
L'opera di Munro fu insignita di numerosi riconoscimenti letterari, incluso il Premio Nobel per la letteratura nel 2013 per il suo ruolo di "maestra del racconto breve contemporaneo", e il Man Booker International Prize nel 2009 quale premio alla carriera. Vinse per tre volte l'importante premio canadese Governor's General Award, del Marian Engel Award conferitole dalla Writers' Trust of Canada nel 1996, e il Rogers Writers' Trust Fiction Prize nel 2004, per la raccolta di racconti In Fuga.
Nacque a Wingham, Ontario, in una famiglia di allevatori e agricoltori. Nel 1949, grazie a una borsa di studio biennale, intraprese gli studi di inglese presso la University of Western Ontario, e iniziò a pubblicare i suoi primi racconti nella rivista letteraria studentesca. firmando ancora con il proprio cognome di nascita. Durante questo periodo lavorò come cameriera, raccoglitrice di tabacco e impiegata di biblioteca. Nel 1951 abbandonò l'Università e si trasferì a Victoria, Columbia Britannica insieme al marito, James Munro, con il quale ebbe quattro figlie (di cui una morta piccolissima); nel 1963 la coppia aprì una libreria, la Munro's Books. Separatasi dal primo marito, Munro ottenne il posto di "Writer-in-residence" presso la University of Western Ontario e tornò così a vivere nell'Ontario, dove nel 1976 si risposò con Gerald Fremlin continuando però a pubblicare col cognome Munro del primo marito.
La prima raccolta di racconti di Alice Munro, La danza delle ombre felici (Dance of the Happy Shades; trad. it. 1994) uscì nel 1968 e ottenne subito un gran favore di critica, che in quello stesso anno le valse il Governor General's Award, al tempo il più alto premio letterario canadese. A questo successo seguì quello di Lives of Girls and Women (1971), una raccolta di storie interconnesse tra loro, che fu pubblicata come romanzo. Nel 1978, con la raccolta di novelle Chi ti credi di essere? (Who Do You Think You Are?), Munro vinse il Governor General's Literary Award per la seconda volta. Nel 1980 ottenne il posto di "Writer-in-Residence" sia all'Università della Columbia Britannica che all'Università del Queensland. A partire dal suo esordio nel 1968, Alice Munro pubblicò altre quindici raccolte di racconti, di cui molti spesso pubblicati su riviste quali The New Yorker, The Atlantic Monthly, Grand Street, Mademoiselle e The Paris Review. Il racconto The Bear Came Over the Mountain (tratto dalla raccolta Nemico, amico, amante...) fu inoltre adattato per il grande schermo dalla regista Sarah Polley, che ne trasse un film dal titolo Away from Her - Lontano da lei, interpretato da Julie Christie e Gordon Pinsent. Il film fu presentato nel 2006 al Toronto International Film Festival. Nel 2013 Alice Munro fu insignita del premio Nobel per la letteratura come "maestra del racconto breve contemporaneo", e annunciò il suo ritiro dall'attività letteraria.
Malata da oltre dieci anni di demenza senile, Alice Munro morì a Port Hope, in Ontario, il 13 maggio 2024 all'età di 92 anni. Dopo la sua morte sua figlia Andrea Skinner rivelò di essere stata molestata sessualmente all'età di nove anni dal secondo marito di Munro, ma che la madre, pur sapendolo, scelse comunque di rimanere con il marito.

Collezioni originali dei racconti
La danza delle ombre felici (Dance of the Happy Shades, 1968), Milano, La Tartaruga, 1994; col titolo Danza delle ombre felici, trad. Susanna Basso, Torino, Einaudi, 2013
La vita delle ragazze e delle donne (Lives of Girls and Women, 1971), trad. Susanna Basso, Torino, Einaudi, 2018
Una cosa che volevo dirti da un po' (Something I've Been Meaning to Tell You, 1974), trad. Susanna Basso, Torino, Einaudi, 2016.
Chi ti credi di essere? (Who Do You Think You Are?; pubblicato anche col titolo The Beggar Maid, 1978), Roma, Edizioni e/o, 1995; Torino, Einaudi, 2012
Le lune di Giove (The Moons of Jupiter, 1982), Torino, Einaudi, 2008
Il percorso dell'amore (The Progress of Love, 1986), Milano, Serra e Riva, 1989, ISBN 88-7798-016-8; Torino, Einaudi, 2005
Stringimi forte, non lasciarmi andare (Friend of My Youth, 1990), Milano, La Tartaruga, 1998; Amica della mia giovinezza, trad. Susanna Basso, Torino, Einaudi, 2015
Segreti svelati (Open Secrets, 1994), Milano, La Tartaruga, 2000; Torino, Einaudi, 2008
Il sogno di mia madre (The Love of a Good Woman, 1998), Torino, Einaudi, 2001
Nemico, amico, amante... (Hateship, Friendship, Courtship, Loveship, Marriage, 2001; anche col titolo Away from Her), Torino, Einaudi, 2003
In fuga (Runaway, 2004), Torino, Einaudi, 2004
La vista da Castle Rock (The View from Castle Rock, 2006), Torino, Einaudi, 2007
Troppa felicità (Too Much Happiness, 2009), trad. Susanna Basso, Torino, Einaudi, 2011
Uscirne vivi (Dear Life, 2012), trad. Susanna Basso, Torino, Einaudi, 2014

Raccolte antologiche dei racconti
Selected Stories (1996, anche coi titoli: Selected Stories 1968–1994; A Wilderness Station: Selected Stories, 1968–1994)
No Love Lost (2003)
Vintage Munro (2004)
Lasciarsi andare (Carried Away: A Selection of Stories, 2006), introduzione di Margaret Atwood, trad. Susanna Basso, Torino, Einaudi, 2014 [pubblicati tra il 1977 e il 2004]
My Best Stories (2009)
New Selected Stories (2011; poi Lying Under the Apple Tree. New Selected Stories, Vintage, London, 2014) [15 racconti]
Racconti, a cura e con un saggio introduttivo di Marisa Caramella, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 2013
Mobili di famiglia, 1995-2014 (Family Furnishings: Selected Stories 1995–2014, 2014), trad. Susanna Basso, Torino, Einaudi, 2016 [24 racconti].

venerdì 22 agosto 2025

FANTE John (1909 - 1983)

 

John Fante (Denver, 8 aprile 1909 – Los Angeles, 8 maggio 1983) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense.
Nacque a Denver, nel Colorado, l'8 aprile del 1909, figlio di Nicola Fante, un immigrato italiano originario di Torricella Peligna (in provincia di Chieti), e di Mary Capolungo, una casalinga statunitense, nata a Chicago (nell'Illinois) da genitori italiani originari della Basilicata. Fante cresce a Boulder, dove trascorre un'infanzia turbolenta, ma nonostante tutto riesce a diplomarsi e ad iscriversi, seppur per un breve periodo, presso l'Università del Colorado. Lasciati gli studi universitari, inizia molto presto a fare lavori precari. La condizione di povertà e i suoi continui dissapori con il padre lo portano ad abbandonare il tetto famigliare nella provinciale Boulder e stabilirsi a Los Angeles, dove arriva nel 1930, per dedicarsi seriamente alla scrittura.
Dopo i primi racconti brevi pubblicati da varie riviste letterarie californiane, anche i fratelli e la madre si trasferiscono in California, a Roseville. Scrive con una certa regolarità per le riviste The American Mercury e The Atlantic anche grazie al supporto di Henry Louis Mencken, di cui è da tempo corrispondente. Sempre all'inizio degli anni trenta inizia la sua collaborazione con Hollywood in veste di sceneggiatore, un lavoro che non ama ma che comunque gli porta discreti guadagni (avrebbe lavorato anche in Italia come sceneggiatore per Dino De Laurentiis). Si trasferisce in una piccola stanza nel residence Alta Vista, 255 South Bunker Hill Avenue, nel quartiere di Bunker Hill, celebrata con affetto nei suoi romanzi.
Nel 1934 inizia il suo primo romanzo La strada per Los Angeles, concluso nel 1936, che verrà pubblicato però solo postumo nel 1985. Nel 1938 con Aspetta primavera, Bandini riscuote subito un grande successo, che replica un anno dopo con uno dei suoi romanzi più famosi, Chiedi alla polvere. Durante la guerra John Fante vive un periodo di crisi narrativa dovuto anche all'impegno come collaboratore per i servizi d'informazione e alla nascita dei suoi quattro figli (di cui uno, il secondogenito Dan, intraprenderà anch'egli la carriera di scrittore) dalla moglie Joyce Smart, sposata nel 1937. Il suo lavoro successivo è del 1952, anno di pubblicazione di Una vita piena.
Si ammala di diabete e, sfiduciato, pubblica il suo romanzo La confraternita dell'uva nel 1977. L'anno 1978 vede l'incontro tra Fante e Charles Bukowski, che dichiara di considerarlo "il migliore scrittore che abbia mai letto" e "il narratore più maledetto d'America" (Bukowski giunge a dichiarare "Fante era il mio Dio"). Bukowski gli chiede l'autorizzazione di ristampare Chiedi alla polvere, con una sua appassionata prefazione. Pur di convincere la casa editrice Black Sparrow per cui scriveva a ristampare le opere di Fante, da lungo tempo fuori stampa, Bukowski minaccia l'editore di non consegnargli il manoscritto del suo nuovo romanzo.
La ripubblicazione delle sue opere fa vivere un periodo di speranza a John Fante, che a causa della malattia è diventato cieco ed è stato sottoposto all'amputazione di entrambe le gambe. Il suo ultimo romanzo è Sogni di Bunker Hill, che Fante detta alla moglie, pubblicato nel 1982 a conclusione della saga del suo alter ego Arturo Bandini.
John Fante muore l'8 maggio del 1983 in una stanza della clinica Motion picture and television country house a Woodland Hills, sobborgo di Los Angeles, lasciando numerosi inediti.

Romanzi
La strada per Los Angeles (1933)
Aspetta primavera, Bandini (1938)
Chiedi alla polvere (1939)
Una vita piena (1952)
Bravo, Burro! (1970, con Rudolf Borchardt)
La confraternita dell'uva (1977)
Sogni di Bunker Hill (1982)
Un anno terribile (1985)

Raccolte di racconti
Dago Red (1940)
Il Dio di mio padre (1985)
Una moglie per Dino Rossi (1985)
A ovest di Roma (1986)
La grande fame (2000)

Epistolario
Lettere 1932-1981 (Selected Letters 1932-81) (1991), a cura di Seamus Cooney
Tesoro, qui è tutto una follia. Lettere dall'Europa (1957-60)
Sto sulla riva dell'acqua e sogno. Lettere a Mencken 1930-1952, a cura di Michael Moreau

giovedì 21 agosto 2025

RAHIMI Atiq (1962 - viv.)


Atiq Rahimi (Kabul, 26 febbraio 1962) è uno scrittore e regista cinematografico afgano naturalizzato francese. Figlio di un funzionario statale, nasce nel 1962 a Kabul e frequenta le scuole superiori al Liceo Esteqlal. Dopo l'invasione sovietica, Rahimi fugge dall'Afghanistan, trovando rifugio in Pakistan per un anno e quindi trasferendosi in Francia all'ottenimento dell'asilo politico. Completati i suoi studi alla Sorbona, Rahimi ha collaborato con una casa di produzione di Parigi, dove ha realizzato sette documentari per la televisione francese e numerosi spot pubblicitari.
A partire dalla fine degli anni '90, Rahimi si è cimentato con il suo primo progetto letterario. Il suo romanzo del 2000, Terra e cenere, scritto nella lingua persiana dell'Afghanistan, è diventato un immediato best seller in Europa ed in Sud America. L'adattamento cinematografico del romanzo, diretto dallo stesso Rahimi, ha vinto il Prix du Regard vers l'Avenir al Festival di Cannes 2004. Il film ha partecipato a 50 festival cinematografici, ottenendo 25 riconoscimenti compreso quello di Cannes ed il premio Golden Dhow per il miglior lungometraggio allo Zanzibar International Film Festival.
Nel novembre 2008, Rahimi ha vinto il più prestigioso premio letterario francese, il Premio Goncourt, con Pietra di pazienza, romanzo descritto come "sobrio e vivo" dal ministro francese della cultura Christine Albanel. Questo quarto libro di Rahimi, il primo scritto in francese, racconta la storia di una donna il cui marito è stato ferito in battaglia in un luogo che assomiglia all'Afghanistan ed ora giace paralizzato come una pietra.
Ritornato nel 2002 nel nativo Afghanistan, Rahimi collabora in qualità di consulente creativo senior con il Moby Group, il più importante gruppo editoriale del Paese. Rahimi, che si divide tra Kabul e Parigi, continua a lavorare in stretta collaborazione con Moby Group nella realizzazione di programmi per le sue produzioni e nello sviluppo e nella formazione di una nuova generazione di maestranze cinematografiche e di registi afghani.
Nel 2012 Rahimi ha scritto in collaborazione con Jean-Claude Carrière la sceneggiatura del film tratto da Pietra di pazienza, film di cui ha curato la regia, il cui titolo in italiano è Come pietra paziente.

Libri tradotti in italiano
Terra e cenere. Torino, Einaudi, 2010ì
Le mille case del sogno e del terrore. Torino, Einaudi, 2003ì
ìL'immagine del ritorno. Torino, Einaudi, 2004ì
Pietra di pazienza. Torino, Einaudi, 2009
Maledetto Dostoevskij. Torino, Einaudi, 2012.
Grammatica di un esilio. Udine, Bottega Errante Edizioni, 2018
I portatori d'acqua. Torino, Einaudi, 2020
Alice Rahimi e Atiq Rahimi, Se solo la notte, traduzione di Emanuelle Caillat, Torino, Einaudi, 2024

mercoledì 20 agosto 2025

MODIANO Patrick (1945 - viv.)

 


Jean Patrick Modiano 
(Boulogne-Billancourt, 30 luglio 1945 - foto di Renée Burri per Magnum Foto) è uno scrittore e sceneggiatore francese.
Nasce a Boulogne-Billancourt, città poco distante da Parigi, il 30 luglio del 1945, figlio di Albert Modiano, francese di origini ebraico-italiane, e di Louisa Colpijn, un'attrice belga di etnia fiamminga. Studia dapprima in Alta Savoia, poi al Liceo Henri-IV di Parigi; conosce Raymond Queneau, amico della madre, che gli darà anche delle lezioni individuali di geometria e con il quale entrerà anch'egli in amicizia.
Termina gli studi liceali ad Annecy, conseguendo il baccalauréat nel 1962, senza proseguire.
Introdotto dall'amico Queneau nel mondo letterario, conosce l'editore Gallimard e, nel 1967, scrive il suo primo romanzo La Place de l'Étoile, che viene pubblicato dallo stesso Gallimard; il romanzo gli vale il Premio Roger Nimier. È documentarista per Carlo Ponti e paroliere per Françoise Hardy. Nei suoi romanzi, per lo più ambientati nella Parigi occupata dai nazisti e costruiti intorno alla figura dello straniero, dell'esule, dell'ebreo, si intrecciano una vena disperata di ascendenza esistenzialista e il gusto della rievocazione. L'autore rievoca molto spesso, nei personaggi dei suoi romanzi, l'ambigua figura del padre, un ebreo sicuramente vittima del Nazismo, che però, arrestato nel 1943, si dimostrò pronto a tutto pur di sopravvivere (infatti, riuscì a sfuggire alla deportazione grazie a potenti amicizie collaborazioniste): una figura dalla duplice e ambigua identità, invischiata molto spesso in rapporti di complicità con i carnefici.
Nel 1978 il romanzo Rue des Boutiques Obscures (titolo che si riferisce a via delle Botteghe Oscure, di Roma, dove ha anche abitato), gli vale il Premio Goncourt. Nel 1996 riceve dal Ministero della Cultura francese il Grand Prix national des lettres. Nel 2000 l'Académie française gli conferisce il Grand Prix de littérature Paul Morand.
In Italia i primi libri dello scrittore appaiono presso la casa editrice Rusconi; Villa triste viene tradotto in italiano da Alfredo Cattabiani. Nel 2008 ha scritto la prefazione al diario di Hélène Berr e l'anno successivo a un'edizione del romanzo Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque.
Nel 2014 l'Accademia svedese gli ha assegnato il Premio Nobel per la letteratura, «per l'arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inesplicabili e scoperto il mondo della vita nel tempo dell'occupazione».


Romanzi
La Place de l'Étoile, Paris, Gallimard, 1968.
La Ronde de nuit, Paris, Gallimard, 1969.
Les Boulevards de ceinture, Paris, Gallimard, 1972 / I viali di circonvallazione, trad. di Annamarcella Falco Tedeschi, Milano, Rusconi, 1973; Milano, Bompiani, 2014
Villa triste, Paris, Gallimard, 1975 / Villa triste, trad. di Anna e Alfredo Cattabiani, Milano, Rusconi, 1976; Milano, Bompiani, 2014
Livret de famille, Paris, Gallimard, 1977.
Rue des Boutiques Obscures, Paris, Gallimard, 1978 / Via delle Botteghe Oscure, trad. di Giancarlo Buzzi, Milano, Rusconi, 1979; Milano, Bompiani, 2014
Memory Lane, 1980.
Une jeunesse, Paris, Gallimard, 1981.
De si braves garçons, Paris, Gallimard, 1982.
Quartier perdu, Paris, Gallimard, 1984.
Dimanches d'août, Paris, Gallimard, 1986 / Domeniche d'agosto, trad. di Leonella Prato Caruso, Feltrinelli, 1987
Remise de peine, Paris, Seuil, 1988 / Riduzione di pena, trad. di Maruzza Loria, con un'intervista all'Autore di Maryline Heck, Roma, Lantana, 2011
Vestiaire de l'enfance, Paris, Gallimard, 1989.
Voyage de noces, Paris, Gallimard, 1990 / Viaggio di nozze, trad. di Leonella Prato Caruso, Milano, Frassinelli, 1991
Fleurs de ruine, Paris, Seuil, 1991 / Fiori di rovina, trad. di Maruzza Loria, Roma, Lantana, 2012
Un cirque passe, Paris, Gallimard, 1992.
Chien de printemps, Paris, Seuil, 1993 / Primavera da cani, trad. di Maruzza Loria, Roma, Lantana, 2014
Du plus loin de l'oubli, Paris, Gallimard, 1996 / Dall'oblio più lontano, trad. di Emanuelle Caillat, Einaudi, 2017
Dora Bruder, Paris, Gallimard, 1997 / Dora Bruder, trad. di Francesco Bruno, Guanda, 1998, TEA, 2000
Des inconnues, Paris, Gallimard, 1999 / Sconosciute, trad. di Paola Gallo, Einaudi, 2000, 2014
La Petite Bijou, Paris, Gallimard, 2001 / Bijou, trad. di Irene Babboni, Einaudi, 2005
Accident nocturne, Paris, Gallimard, 2003 / Incidente notturno, trad. di Emanuelle Caillat, Einaudi, 2016
Un pedigree, Paris, Gallimard, 2005 / Un pedigree, trad. di Irene Babboni, Einaudi, 2006, Einaudi, 2014
Dans le café de la jeunesse perdue, Paris, Gallimard, 2007 / Nel caffè della gioventù perduta, trad. di Irene Babboni, Einaudi, 2010
L'Horizon, Paris, Gallimard, 2010 / L'orizzonte, trad. di Emanuelle Caillat, Einaudi, 2012
L'Herbe des nuits, Paris, Gallimard, 2012 / L'erba delle notti, trad. di Emanuelle Caillat, Einaudi, 2014
Pour que tu ne te perdes pas dans le quartier, 2014 / Perché tu non ti perda nel quartiere, trad. di Irene Babboni, Einaudi, 2015
Souvenirs dormants, Paris, Gallimard, 2017 / Ricordi dormienti, trad. di Emanuelle Caillat, Einaudi, 2018
Encre Sympathique, Paris, Gallimard, 2019 / Inchiostro simpatico, trad. Emanuelle Caillat, Einaudi, 2021
Chevreuse, Paris, Gallimard, 2021 / La strada per Chevreuse, trad. di Emanuelle Caillat, Einaudi, 2023
La danseuse, Paris, Gallimard, 2023.

Romanzi per ragazzi
Catherine Certitude (1988), con disegni di Jean-Jacques Sempé
Sogni senza occhiali, a cura di Jean-Jacques Sempè Fatucci O., trad. di Giulio Lughi, Collana Storie e Rime, Trieste, Einaudi Ragazzi, 1993
Caterina Certezza, trad. di Maria Vidale, Roma, Donzelli, 2014

Teatro
La Polka, 1974.
Poupée blonde, con disegni di Pierre Le-Tan, Paris, Seuil, 1992.
Nos debuts dans la vie, Paris, Gallimard, 2017.
Il nostro debutto nella vita, trad. di Emanuelle Caillat, Torino, Einaudi, 2020

martedì 19 agosto 2025

KADARE Ismail (1936 - 2024)

 

Ismail Kadare (Argirocastro, 28 gennaio 1936 – Tirana, 1º luglio 2024) è stato uno scrittore, poeta, saggista e sceneggiatore albanese.
Considerato uno dei più grandi scrittori albanesi, durante il regime comunista fu membro dell'Assemblea del Popolo per 12 anni (1970-1982) e vicepresidente del Fronte Democratico dell'Albania. Iniziò scrivendo poesie, ma fu la pubblicazione del suo primo romanzo, Il generale dell'armata morta, che ne fece la figura letteraria dominante in Albania e gli diede notorietà internazionale.
Kadare visse e pubblicò le sue opere in condizioni non paragonabili a quelle di altri paesi comunisti europei, dove comunque un certo livello di dissenso pubblico era tollerato, essendo la situazione in Albania simile a quella nella Corea del Nord o nell'Unione Sovietica degli anni Trenta sotto Stalin. Kadare nondimeno usò ogni occasione per attaccare il regime nelle sue opere per mezzo di allegorie politiche. Più romanzi di Kadare, come Concerto alla fine dell'inverno, Il mostro e Il palazzo dei sogni, sono stati banditi dallo stato.
Kadare nacque il 28 gennaio 1936 ad Argirocastro, città dell'Albania meridionale, dove trascorse l'infanzia e terminò la scuola superiore. In seguito si laureò nella Facoltà della Storia e Filologia presso l'Università di Tirana. Studiò per due anni letteratura mondiale all'Istituto Gor'kij a Mosca, ma fu costretto ad abbandonare a causa del rapporto diplomatico complicato con l'Unione Sovietica. Tornato in patria, iniziò la sua carriera come giornalista in una rivista nota nel paese come Drita ("Luce"); in breve tempo divenne noto e passò alla direzione della rivista Les letres albanaises.
Inizialmente si dedicò alla poesia, passione avuta fin dai tempi del liceo, pubblicando varie raccolte aventi successo. Nel 1963 scrisse il primo romanzo, Il generale dell'armata morta, il quale non solo risultò la sua opera principale, ma gli diede una spinta per occuparsi soprattutto di questo genere. Negli anni Settanta formò un trio con altri poeti albanesi, che elevarono in alto la poesia nel paese, ma limitandosi solo nella madre patria. Nel 1990 per esprimere pubblicamente a livello internazionale la propria disapprovazione nei confronti dell'immobilità della dirigenza comunista albanese, chiese e ottenne asilo politico in Francia, dove già in precedenza divenne noto anche come Ismail Kadaré.
L'opera letteraria dell'autore, che trascorse la sua vita divisa tra Tirana e Parigi, fu molto varia, ma i contributi maggiori furono nel campo della poesia e del romanzo. Considerato come uno dei più grandi scrittori e intellettuali europei del XX secolo fu, inoltre, un'autorevole voce universale contro il totalitarismo: «La letteratura autentica e le dittature sono incompatibili... lo scrittore è nemico naturale delle dittature


Opere
Raccolte di poesie
1954 - Le ispirazioni giovanili
1957 - I sogni...
1961 - Il mio secolo
1964 - Perché pensano queste montagne
1968 - Motivi di sole
1976 - Il tempo
2003 - Gocce di pioggia caddero sul vetro

Narrativa
1963 - Il generale dell'armata morta
1968 - Le nozze
1970 - I tamburi della pioggia
1971 - La città di pietra
1973 - L'inverno della grande solitudine
1977 - Le generazione degli Hankonati
1977 - L'emblema di un tempo
1978 - Il ponte a tre archi
1978 - La commissione delle feste
1978 - Il crepuscolo degli dei della steppa
1980 - Aprile spezzato
1980 - Chi ha riportato Doruntina?
1980 - Sangue freddo- raccolta di novelle
1981 - Il palazzo dei sogni
1985 - Chiaro di luna
1986 - L'anno avverso
1988 - Concerto alla fine dell'inverno
1990 - Il mostro
1991 - L'occhio del tiranno
1995 - La piramide
1996 - Spiritus
1996 - Le spiagge d'inverno
1999 - Tre canti funebri per il Kosovo
1999 - La fuga del migrante
1999 - Il furto del sonno reale
2001 - L'anello negli altigli
2001 - La città senza pubblicità
2005 - Freddi fiori d'aprile
2006 - Vita, avventure e morte di un attore
2007 - La figlia di Agamennone
2007 - L'aquila
2008 - Il Successore
2008 - La cena sbagliata
2009 - Un invito a cena di troppo
2009 - La provocazione
2009 - L'impedita - requiem per Linda B.
2010 - L'incidente
2015 - La bambola

Saggistica
1981 - Una cartella per Omero
1991 - Il peso della croce
1995 - Albania
1996 - Dialogo con Alain Bosquet
1997 - Il cugino degli angeli
1998 - La nazione albanese nell'entrar del terzo millennio
2000 - Tempi barbari
2006 - L'identità europea degli Albanesi
2006 - Amleto, il principe difficile
2007 - Dante, l'inevitabile
2008 - Eschilo il gran perdente
2018 - Kur sunduesit grinden

SOAVI Giorgio (1923 - 2008)

  Giorgio Soavi  (Broni, 26 novembre 1923 – Milano, 1º dicembre 2008) è stato uno scrittore, poeta e giornalista italiano. Nacque a Broni, ...