domenica 16 novembre 2025

WHITE Patrick (1912 - 1990)

 

Patrick Victor Martindale White
 (Londra, 25 maggio 1912 – Sydney, 30 settembre 1990) è stato uno scrittore, drammaturgo e saggista australiano. È stato uno dei maggiori scrittori del ventesimo secolo. Nella sua carriera ha pubblicato dodici romanzi, due raccolte di racconti, otto drammi e altre opere non narrative. Nella sua narrativa cambia frequentemente il punto di vista attraverso il quale la vicenda viene narrata e fa uso della tecnica del flusso di coscienza. Nel 1973 è stato insignito con il Premio Nobel per la letteratura.
White nacque a Londra, nel distretto di Knightsbridge, in una famiglia della borghesia terriera australiana di origini inglesi, che sei mesi dopo la sua nascita ritornò in Australia. Durante l'infanzia White visse in un appartamento con la sorella (di due anni più giovane), una bambinaia e una cameriera, mentre i genitori vivevano in un appartamento attiguo. A quattro anni White manifestò i primi sintomi dell'asma che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita, una malattia che non gli permise di giocare e socializzare con gli altri bambini, obbligandolo ad una solitudine forzata, una condizione che lo costrinse ad usare l'immaginazione e che accentuò il suo carattere solitario. I suoi genitori cercarono di dargli la migliore istruzione e sua madre cominciò presto a portarlo a teatro, di cui White si innamorò immediatamente. Dopo due anni e mezzo di scuola a Cranbrook (Kent), l'asma di White si acuì e i genitori lo iscrissero alla Tudor House School, un collegio sulle Southern Highlands, nel Nuovo Galles del Sud, dove l'aria era più salubre. Dato l'isolamento forzato in cui aveva vissuto faticò ad adattarsi alla presenza di altri bambini. Fu in questo periodo che scrisse i primi drammi (The Mexican Bandits e Love's Awakening) e un poema (The Tramp). Nel 1924, il collegio incontrò alcuni problemi finanziari e il suo direttore convinse i genitori di White a mandarlo in un collegio in Inghilterra, come del resto di usava nella borghesia australiana.
Nel 1925 iniziò la frequentazione del Southern College a Cheltenham. White lottò per adattarsi a questo nuovo ambiente, ma i compagni lo canzonavano per le sue origini australiane e questo lo isolò dal gruppo. Anni dopo definì l'esperienza al Southern come "una sentenza a quattro anni di prigione". 
White aveva dei parenti in Europa, ma nonostante gli facesse visita in occasione delle vacanze furono una presenza sempre molto lontana. In questo periodo ebbe un unico amico, Ronald Waterall, anch'esso appassionato di teatro. Scrive il più autorevole tra i biografi di White, David Marr, che i due erano soliti sostare vicino all'entrata degli artisti per vederli di sfuggita, sovente scacciati dalle ragazze del coro[senza fonte]. Quando Waterall lasciò la scuola, White si chiuse nuovamente in sé stesso. Chiese ai genitori se poteva lasciare la scuola per diventare uno scrittore o un attore di teatro e giunsero ad un compromesso, obbligandolo a finire la scuola e ritornare in Australia per provare la vita da agricoltore, nonostante fosse una delusione per loro dato il suo scarso rendimento. Passa molto tempo a scrivere, componendo alcune poesie (che la madre pubblicò a proprie spese in un volumetto intitolato Thirteen Poems e una prima parte del romanzo Maelstorm.
Nei due anni successivi White lavorò come jackaroo prima in una fattoria sul fiume Monaro e successivamente da uno zio a Walgett. I genitori di White consideravano un dovere del figlio occuparsi delle terre della famiglia e speravano che, una volta diventato jackeroo, le sue ambizioni artistiche scemassero, ma al contrario riuscì a scrivere tre romanzi rimasti inediti, The Immigrants, Sullen Moon e Finding Heaven, e studiò per gli esami di ammissione ad un corso di storia al King's College di Cambridge. 
Data la sua palese inadeguatezza a quel tipo di lavoro White si trasferì in Inghilterra nel 1932 e iniziò a studiare tedesco e francese al King's College, recandosi spesso in Francia e Germania per migliorare l'apprendimento della lingua. Durante il primo semestre White si innamorò di un ragazzo entrato al college per diventare un sacerdote anglicano, ma tenne nascosti i suoi sentimenti per paura di perdere la sua amicizia. Tale ragazzo dopo un'impacciata relazione con due donne confessò a White di essere omosessuale a sua volta, e cominciarono una relazione. 
Mentre era a Cambridge pubblicò, a spese della madre, la raccolta di poesie The Ploughman and Other Poems, alcune delle quali già edite in Thirteen Poems, e scrisse un dramma che fu messo in scena da attori dilettanti. Scrisse anche altre poesie, e in particolare The Ploughman e Meeting Again vennero pubblicate nella rivista The London Mercury.
Nel 1935, appena laureatosi, si trasferì a Londra a casa dell'amico pittore australiano Roy de Maistre, un'amicizia molto importante per la sua vita artistica. De Maistre risiedeva in una zona di Londra molto frequentata da artisti e in questo ambiente White cercò di diventare un attore, ma dopo qualche tentativo fallito la scrittura divenne il suo interesse principale. Nel 1937 morì il padre di White lasciandogli un'eredità di diecimila sterline che gli consentì di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. In questi anni scrisse alcuni racconti che rimarranno inediti e il dramma Return to Abyssinia, ma fu con Valle felice che riuscì a guadagnarsi la fiducia di un editore. Il romanzo venne pubblicato nel 1939 e riscosse un buon successo in Inghilterra, diversamente dall'Australia. Lavorò anche ad un altro romanzo, Nightside, ma lo abbandonò dopo aver ricevuto dei commenti negativi, una decisione di cui si pentì.
Nella primavera del 1939 visitò gli Stati Uniti, in particolare Cape Cod e New York, dove scrisse The Living and the Dead, pubblicato nel 1941. Allo scoppio della seconda guerra mondiale ritornò a Londra e venne arruolato nella Royal Air Force come funzionario del servizi segreti ed inviato in Medio Oriente. Nel 1941 incontrò ad Alessandria d'Egitto Manoly Lascaris, il quale diventò il suo compagno per tutta la vita. Durante il periodo passato nell'esercito la pressoché totale impossibilità di scrivere gli causò molte sofferenze. Scrisse soltanto tre racconti: On the Balcony, The Sewing Machine e Tobruck e After Alep.
Nel 1946 White decise di trasferirsi in Australia col suo compagno nonostante sua madre, che nel frattempo si era trasferita a Londra, cercasse di dissuaderlo. Nell'ultimo periodo della sua residenza londinese iniziò a scrivere The Ham Funeral. Alla fine dell'anno partì per l'Australia, dove risiedette per i successivi diciotto anni in una vecchia casa a Castle Hill, nella periferia semi-rurale di Sydney. Iniziarono la coltivazione di fiori e ortaggi e l'allevamento di cani schnauzer, un'attività che occupava molto tempo a White, il quale non riuscì più a scrivere e temeva che la sua attività letteraria fosse giunta alla fine, con suo grande sconforto. A peggiorare la condizione di White, che si era dichiarato omosessuale, anche il clima di aperta censura cresciuto in quegli anni in Australia.
Riprese a scrivere solo nel gennaio del 1950, quando aveva più tempo libero grazie all'aiuto che i coniugi Kubic davano nella fattoria. L'anno successivo sorsero alcuni problemi con i Kubic, i quali furono licenziati riducendo così nuovamente il tempo libero di White. Inoltre White e Lascaris non riescono a far fronte alle spese di gestione e della fattoria e un forte attacco di asma mise in pericolo la vita di White.
Nel 1951 successe un avvenimento fondamentale nella vita di White. Mentre accudiva i cani scivolò nel fango e iniziò a bestemmiare. Questo avvenimento gli fece rivalutare la sua vita considerando la presenza di un dio fino ad allora sempre negato. Dopo quest'episodio ricominciò a scrivere, anche se frequenti attacchi d'asma lo costringevano a lunghe giornate di riposo. Nel 1954 terminò L'albero dell'uomo e lo inviò all'editore a Londra e New York.
L'albero dell'uomo venne pubblicato nel 1955 negli Stati Uniti e subito dopo in Inghilterra dove ricevette delle entusiastiche recensioni, ma, come da tradizione, fu stroncato dai critici australiani. White ebbe dei dubbi se continuare a scrivere dopo che le sue opere furono largamente ignorate in Australia (tre delle quali furono definite non-australiane dai critici), ma si rimise subito al lavoro con la stesura del romanzo successivo, L'esploratore, il romanzo con cui sfondò anche in Australia e con cui vinse la prima edizione del Miles Franklin Award.
Nel 1958 pubblicò il saggio autobiografico The Prodigal Son e nell'ottobre del 1961 I passeggeri del carro, un best seller e col quale vinse il secondo Miles Franklin Award. Dopo la rappresentazione di The Ham Funeral all'Adelaide Festival gli venne riconosciuto anche il suo talento di drammaturgo. Scrisse la commedia La stagione a Sarsaparilla e contemporaneamente iniziò la stesura del romanzo Frangia di foglie. Negli anni sessanta White ambientò molte delle sue opere nella città immaginaria di Sarsaparilla e sono incluse in The Burnt Ones, una raccolta di racconti scritti dopo aver abbandonato la stesura di Una frangia di foglie nel 1963 da cui trasse, per i racconti Clay e Down at the Dump, una sceneggiatura per la televisione. Lavorò ancora per il teatro drammatizzando il racconto A Cheery Soul.
Da quel momento nessuno mise più in dubbio che sia uno dei migliori autori al mondo. White era una persona riservata, sempre restio a concedere interviste e alla mondanità, sebbene la sua cerchia di amici si allargasse in modo significativo.
Nel 1964 vendette la casa a Castle Hill e si trasferì a Sydney. Contemporaneamente iniziò la stesura di Il mandala solido, che venne pubblicato nel 1966. Nel 1968 White iniziò la stesura di The Vivisector, il ritratto dell'indole di un artista. Alcuni videro nel protagonista l'amico Sidney Nolan, ma White ha sempre fortemente negato che il romanzo fosse basato su di lui. In questo periodo prese la decisione di rifiutare qualsiasi premio per i suoi lavori. Declinò sia i diecimila dollari del Britania Award che il terzo Miles Franklin Literaly Award. White fu contattato da Henry Miller per lavorare alla sceneggiatura di L'esploratore, ma il progetto andò alla deriva.
Dopo la morte della sorella nel 1969 White scrisse la seconda stesura di The Vivisector, che venne pubblicato l'anno successivo. Nello stesso anno prese posizione contro la censura e si unì ad altri personaggi pubblici contro la decisione del governo australiano di partecipare alla guerra del Vietnam. Questo romanzo fu selezionato tra i sei finalisti del Lost Man Booker Prize assegnato nel 2010.
Nel 1973 gli venne conferito il premio Nobel per la letteratura "per un'epica e psicologica arte narrativa che ha introdotto un nuovo continente nella letteratura". White non andò di persona a ritirare il premio, ma mandò l'amico Sidney Nolan. L'annuncio del Nobel ebbe effetti immediati sulla sua carriera: il suo editore raddoppiò la tiratura di L'occhio dell'uragano, uscito lo stesso anno, e gli diede un cospicuo anticipo per le sue opere successive. Nel 1974 White istituì il Premio Patrick White, conferito annualmente a scrittori che dimostrino una grande creatività per un lungo periodo di tempo, ma senza riceverne un adeguato riconoscimento. White fu anche nominato australiano dell'anno. Lo stesso anno uscì The Crockatoos.
White sostenne il governo laburista di Gough Whitlam dal 1972 al 1975, e dopo la crisi costituzionale del 1975 e la conseguente cacciata di Whitlam divenne particolarmente antimonarchico ed espose quest'idea in alcune rare apparizioni televisive.
Nel 1976 terminò Una frangia di foglie, un romanzo iniziato molti anni prima. Tra il 1977 e il 1978 scrisse le sceneggiature di Monkey Puzzle e Last Words e il romanzo The Twyborn Affair'', che uscì nel 1979. Per questo romanzo fu candidato al Booker Prize, ma rifiutò la candidatura per lasciare spazio ai giovani scrittori.
Nel 1981 uscì la sua autobiografia, Flaws in the Glass: A Self Portrait, in cui esplora molti aspetti della sua vita, tra cui l'omosessualità e le ragioni per cui rifiutò di ritirare personalmente il premio Nobel. Nello stesso anno iniziò la stesura dell'ultimo romanzo, Memoirs of Many in One, che viene curiosamente attribuito alla penna "di Alex Xenophon Demirjan Gray, curato da Patrick White", ma il lavoro procedette a rilento per il peggioramento della sua salute che lo costrinse a periodi di inattività. Il romanzo L'esploratore venne trasformato in uno spettacolo teatrale e White fu invitato per assistere alla rappresentazione all'Adelaide Festival, ma rifiutò per la presenza della regina Elisabetta II, andando invece a vederlo a Sydney.
Nel 1986 uscì Memoirs of Many in One e l'anno successivo Three Uneasy Pieces. Nonostante la sua salute peggiorasse ulteriormente e seppur costretto ad una degenza ospedaliera, collaborò con David Marr alla sua biografia, Patrick White. A Life. Morì il 30 settembre nella sua casa di Sydney per complicazioni polmonari.
Nel 2012 gli eredi testamentari pubblicarono un romanzo incompleto, dal titolo The Hanging Garden, che Bompiani ha pubblicato in Italia nel 2014, a cura di Mario Fortunato, col titolo di Il giardino sospeso.

Opere
Romanzi
1939. Happy Valley
1941. The Living and the Dead
1948. The Aunt's Story / Mai un passo amico, Roma, Casini, 1951
1955. The Tree of Man
1957.Voss / L'esploratore, traduzione di Piero Jahier, Torino, Einaudi, 1965
1961.Riders in the Charriot / I passeggeri del carro, traduzione di Camillo Pennati, Torino, Einaudi, [1976]
1966. The Solid Mandala / Mándala solido, traduzione di Andrea D'Anna, Milano, Bompiani, 1973
1970. The Vivisector
1973. The Eye of the Storm / L'occhio dell'uragano, Trad. di Paola Bottalla Nordio, Loredana Da Schio, Rodolfo Delmonte, Bompiani, 1974
1976. A Fringe of Leaves
1979. The Twyborn Affair
1986. Memoirs of Many in One
2012. The Hanging Garden (postumo, incompleto) / Il giardino sospeso, traduzione e cura di Mario Fortunato, Bompiani, 2014

Raccolte di racconti
1964. The Burnt Ones
1974. The Cockatoos (comprende: A woman's hand, The full belly, The night the prowler, Five-twenty, Sicilian vespers, The cockatoos) / La mano di una donna, traduzione di Simone Garzella, Mendrisio, Capelli, c2008 
1987. Three Uneasy Pieces (comprende: The screaming potato, Dancing with both feet on the ground, The age of a wart) / Tre storie insolite, traduzione di Giovanni Soldini, Macerata, Simple, 2014. Contiene: L'urlo della patata, Ballare con entrambi i piedi per terra, L'età di una verruca

Autobiografie
1981. Flaws in the Glass

Poesie
1929 circa. Thirteen Poems, scritti sotto lo pseudonimo di Patrick Victor Martindale
1935. Ploughman and Other Poems

Teatro
1935. Bread and Butter Women Inedito
1935. The School for Friends Inedito
1947. Return to Abyssinia Inedito
1947. The Ham Funeral
1962. The Season at Sarsaparilla
1964. Night on Bald Mountain (play)
1963. A Cheery Soul
1977. Big Toys
1982. Signal Driver: A Morality Play for the Times
1983. Netherwood
1987. Shepherd on the Rocks



sabato 15 novembre 2025

AGUALUSA José Eduardo (1960 - viv.)

 

José Eduardo Agualusa Alves da Cunha
 (Huambo, 13 dicembre 1960) è uno scrittore angolano.
Ha studiato agronomia e silvicoltura all'Istituto Superiore di Agronomia di Lisbona.
Nato e cresciuto ad Huambo, nell'allora Angola portoghese, da padre d'origine brasiliana e da madre d'origine portoghese, Agualusa collabora con il giornale portoghese Público dalla sua fondazione; sulla rivista domenicale di questo quotidiano firma una cronaca quindicinale. Realizza il programma A Hora das Cigarras (L'ora delle cicale), sulla musica e sulla poesia africane, diffuso la domenica, nelle stazioni radio portoghesi Antena 1 e RDP África. Firma inoltre una cronaca mensile sulla rivista Pais e Filhos (Padri e Figli). È membro dell'Unione degli Scrittori Angolani (União dos Escritores Angolanos).
Noto per il suo nomadismo reale e culturale (vive tra Luanda, Lisbona e Rio de Janeiro, quando non è in giro per fiere del libro o conferenze), riversa nella sua opera tutta la frammentarietà della sua parabola esistenziale. Difatti, malgrado abbia dimostrato grandi prove di narrativa lunga, il suo genere d'elezione è il racconto, o la cronaca, cioè prosa breve.
Lo spazio culturale in cui si muove l'opera di Agualusa non è solo quello dell'Angola post-indipendenza: forse siamo davanti a uno dei primi autori autenticamente "lusofoni". Agualusa, pur appartenendo alla letteratura angolana, non ha infatti molto di nazionale e tanto meno di nazionalista, proiettando il lettore in uno scandaglio più ampio che abbraccia, a pieno titolo, il Portogallo, il Brasile, gli altri paesi dell'Africa lusofona e i luoghi di presenza portoghese in Asia (Goa, ad esempio, è l'ambientazione di uno dei suoi romanzi). A conferma del suo scandaglio lusofono, ha firmato la prefazione all'edizione portoghese di un romanzo dello scrittore est-timorese Luís Cardoso (Crónica de uma Travessia) e promuove la conoscenza della musica africana in Europa, recensendo, ad esempio, la cantante capoverdiana Lura.

Opere
Romanzi
A Conjura (1989) / La congiura (1997), Pironti
Estação das Chuvas (1996)
Nação crioula (1997)
Um estranho em Goa (2000) / Un estraneo a Goa (2009), Edizioni dell'Urogallo
O Ano em que Zumbi Tomou o Rio (2003) / Quando Zumbi prese Rio (2003), La Nuova Frontiera
O Vendedor de Passados (2004) / Il venditore di passati (2008), La Nuova Frontiera
As Mulheres do Meu Pai (2007)
Barroco Tropical (2009) ( Barocco tropicale (2012), La Nuova Frontiera
A Rainha Ginga (2014) / La regina Ginga (2016), Edizioni Lindau
A Sociadade dos Sonhadores Involuntários (2017)
O Vivos e os Outros (2020)

Racconti
Raccolte di racconti
D. Nicolau Água-Rosada e outras estórias verdadeiras e inverosímeis (1990) / Borges all'inferno e altri racconti (2009), Edizioni dell'Urogallo
Fronteiras Perdidas, contos para viajar (1999) / Frontiere perdute (2007), Morlacchi
O Homem que Parecia um Domingo (2002)
Catálogo de Sombras (2003)
Manual Prático de Levitação (2005)
O Livro dos Camaleões (2015)

Racconti non antologizzati
A feira dos assombrados (1992)

Poesia
O coração dos bosques (1991), raccolta di versi

Altro
Estranhões e Bizarrocos (2000), letteratura per bambini
A Substância do Amor e Outras Crónicas (2000), cronache

venerdì 14 novembre 2025

PEREC Georges (1936 - 1982)

 


Georges Perec
 (Parigi, 7 marzo 1936 – Ivry-sur-Seine, 3 marzo 1982) è stato uno scrittore francese, membro dell'OuLiPo, le cui opere sono basate sull'utilizzo di limitazioni formali, letterarie o matematiche.
Suo padre Icek Peretz (1909-1940) e sua madre Cyrla Szulewicz (1913-1945), entrambi ebrei d'origine polacca, si sposano nel 1934. Georges nasce la sera di sabato 7 marzo 1936 in una clinica parigina e passa l'infanzia nella rue Vilin nel quartiere di Belleville di Parigi.
Nel 1941 un treno della Croce Rossa lo porta verso Villard-de-Lans dove passa il resto della guerra con parte della famiglia paterna (il padre muore in guerra nel 1940, mentre la madre, tre anni più tardi, viene deportata e uccisa in un campo di concentramento, forse quello di Auschwitz). Torna a Parigi nel 1945 e viene adottato dalla sorella di suo padre, Esther Bienenfeld, e dal marito di quest'ultima.
Dal 1946 al 1954 compie i propri studi dapprima presso il liceo Claude Bernard e quindi al collegio Etampes; nel 1954, dopo un corso preparatorio al Liceo Enrico IV, inizia presso la Sorbona gli studi di storia, che abbandona però velocemente. Comincia, nel 1949, la psicoterapia presso Françoise Dolto. Nel 1956 inizia la psicoanalisi con Michel de M'Uzan.
Dal 1958 al 1959 presta servizio militare come paracadutista a Pau (Pirenei francesi). Nel 1960 si sposa con Paulette Pétras e parte per Sfax (Tunisia) da dove torna l'anno seguente. Nel 1962 diventa archivista presso il Laboratorio di ricerche neurofisiologiche del CNRS (Centre national de la recherche scientifique), posto che manterrà fino al 1978. Nel 1965 ottiene il Premio Renaudot per Le cose quindi, nel 1967, entra a far parte dell'OuLiPo divenendone ben presto figura di spicco: "dell'Ou-Li-Po Perec era diventato il maggiore esponente, e si può dire che almeno due terzi della produzione del gruppo erano opera sua" (Italo Calvino, Ricordo di Georges Perec, in "Perec, gnomo e cabalista", 1982).
Dal 1971 al 1975 è in psicoanalisi da Pontalis. Nell'ottobre del 1974, per tre giorni consecutivi, siede ai tavolini di un caffè di Place Saint-Sulpice osservando e annotando accuratamente tutto quello che gli passa davanti: questo esperimento "etno-antropologico" darà vita al libro "Tentativo di esaurimento di un luogo parigino".
Nel 1976 pubblica, settimanalmente, sul giornale "Le Point" una serie di parole crociate. Nel 1978 scrive La vita, istruzioni per l'uso e, in seguito al successo dell'opera, abbandona il posto al CNRS per dedicarsi completamente alla scrittura.
Passa i seguenti sei anni della sua vita con la cineasta Catherine Binet.
Muore di tumore ai polmoni il 3 marzo 1982 all'ospedale d'Ivry e viene sepolto nel famoso cimitero di Père-Lachaise. Sono seguite numerose pubblicazioni postume di romanzi e di raccolte di scritti.
Il libro più noto di Perec è, probabilmente, La vita, istruzioni per l'uso (La vie mode d'emploi, 1978) dedicato alla memoria di Queneau, in cui descrive metodicamente la vita degli abitanti di una casa parigina seguendo uno schema circolare (lo schema del cavaliere, ripreso dal movimento del cavallo nel gioco degli scacchi). Con questo libro ottenne il Prix Médicis.
Perec era fanatico di elenchi, liste ed altre enumerazioni (in quest'ottica può essere vista anche la produzione di parole crociate e giochi di logica per i settimanali Le Point e Télérama): questo denota da un lato organizzazione e semplicità di spirito, ma dall'altro anche un bisogno di rassicurazione. In uno dei suoi elenchi, Perec ci dà una chiave di lettura della sua produzione: «[...] i libri che ho scritto si rifanno a quattro campi diversi, a quattro modi di interrogare che, alla fine, pongono forse tutti la stessa domanda, ma secondo prospettive particolari che ogni volta corrispondono per me a un diverso tipo di lavoro letterario. La prima di queste interrogazioni può essere considerata di tipo “sociologico”: come guardare il quotidiano, ed è all'origine di testi come Les Choses (Le cose) [...]; la seconda è di ordine autobiografico: W ou le souvenir d'enfance, La Boutique obscure, Je me souviens, Liex où j'ai dormi, ecc.; la terza, ludica, rinvia al mio gusto per i contrasti, le prodezze, le “gamme”, e a tutti i lavori per i quali le ricerche dell'OuLiPo mi hanno dato l'idea e i mezzi: palindromi, lipogrammi, pangrammi, anagrammi, isogrammi, acrostici, parole incrociate, ecc.; la quarta, infine, riguarda il romanzesco, il gusto per le storie e le peripezie, la voglia di scrivere libri che si divorano stando comodamente a letto: La Vie mode d'emploi (La vita istruzioni per l'uso) ne è l'esempio tipico.» (G. Perec: Note su ciò che cerco, in Pensare/Classificare)
La dimensione autobiografica è presente in tutte le opere di Perec: dall'autobiografia pura in W ou le souvenir d'enfance al romanzo autoreferenziante Un uomo che dorme (Un homme qui dort, 1967): «[...] quasi tutti i miei libri non sfuggono a una certa impronta autobiografica (per esempio, inserisco in un capitolo che sto scrivendo un'allusione a un avvenimento che mi è capitato durante la giornata).» (G. Perec: Note su ciò che cerco, in Pensare/Classificare)
Tra le opere di Perec che hanno conosciuto successo, Mi ricordo (Je me souviens), che è ispirato a I remember di Joe Brainard. Brainard ne pubblicò i primi frammenti nel 1970. Appartenente al genere del frammento, è una lista di piccole cose poco note e talvolta dimenticate dalle persone di una generazione, la cui enumerazione finisce per creare una particolare climax; questo testo è stato poi trasposto in ambito teatrale da Sami Frey.
Tra i suoi esercizi di stile più notevoli vi sono poi: La Recinzione ed altre poesie che raccoglie giochi, palindromi, eterogrammi, acrostici (La Clôture et autres poèmes, Hachette, Parigi 1978); il Petit abécédaire illustré (pubblicato privatamente nel 1969 e poi in: OuLiPo, La littérature potentielle, Gallimard 1973) è composto di 16 brevissimi testi narrativi, dello stesso significato a un altro testo di poche sillabe, e che a sua volta equivale in suono alla successione d'una consonante e delle cinque vocali (come nei sillabari: BA-BE-BI-BO-BU, CA-CE-CI-CO-CU e così via per tutte le lettere dell'alfabeto); un esempio del procedimento ma in italiano è stato fatto da Calvino (Italo Calvino, Piccolo sillabario illustrato - da Georges Perec in RR III - 1977) per la successione SA-SE-SI-SO-SU: «Per convincere il proprietario d'un night-club a scritturarla, una spogliarellista lo assicura della propria efficacia nel provocare l'eccitazione degli spettatori: - Sa? Sessi isso su
Ancora, il libretto di poesie Ulcerazioni (Ulcérations): Perec, partendo dal dato statistico che le undici lettere più frequenti nel francese scritto sono quelle che si ritrovano nella parola ulcérations ed utilizzando un calcolatore elettronico che gli fornisce tutte le permutazioni possibili di queste undici lettere, sceglie pazientemente, da questi anagrammi senza senso, quelli che, letti uno di seguito all'altro (e introducendo stacchi e punteggiatura), possano formare dei versi liberi dotati d'un senso e d'un ritmo, costruendo così un testo che consiste esclusivamente di 399 tra le permutazioni di queste undici lettere; un lipogramma di trecento pagine, La scomparsa (La Disparition, 1969), scritto senza l'utilizzo della vocale "e" al quale segue un secondo lipogramma, come séguito in forma di specchio de La scomparsa, intitolato Le ripetizioni (Les revenentes) nel quale utilizza come sola vocale in tutto il testo proprio la lettera "e" (si tratta dunque di un lipogramma in a, i, o, u, y - anche quest'ultima lettera, vocale in francese); la trasposizione in poesia d'un principio della musica seriale: non riutilizzare una consonante appartenente ad un insieme prima d'aver fatto uso di tutte le altre consonanti del medesimo insieme: si tratta del poema Alfabeti (Alphabets, pubblicato nel 1976, è quindi una raccolta di testi eterogrammatici, in cui - cioè - appaiono solo determinate lettere, ed in cui ogni verso è anagramma dell'altro); infine, "9691" è il racconto palindromo di circa cinquemila lettere (il più lungo testo letterario palindromo): Le Grand Palindrome de Georges Perec.

Opere
Romanzi e racconti
Le cose. Una storia degli anni Sessanta (Les Choses. Une histoire des années soixante, 1965), trad. di Leonella Prato Caruso, Prefazione di Giansiro Ferrata, Milano, Mondadori, 1966; Milano, Rizzoli, Milano, 1986; Prefazione di Andrea Canobbio, Torino, Einaudi, 2011. Premio Renaudot
Quale motorino con il manubrio cromato giù in fondo al cortile? (Quel petit vélo à guidon chromé au fond de la cour ?, 1966), trad. di Emanuelle Caillat, Roma, e/o, 2004.
Un uomo che dorme (Un homme qui dort, 1967), trad. di Maria Pia Tosti Croce, Milano, Guanda, 1980; trad. di Jean Talon, postfazione di Gianni Celati, Macerata, Quodlibet, 2009 
La scomparsa (La Disparition, 1969), trad. di Piero Falchetta, Napoli, Guida, Napoli, 1995, ISBN 88-78-352-35-7. [ Premio Monselice per la traduzione, 1996]
Les Revenentes, coll. « Idée fixe », Julliard, 1972.
La bottega oscura. 124 sogni (La Boutique obscure. 124 rêves, 1973), trad. di Ferdinando Amigoni, Macerata, Quodlibet, 2011 
La vita, istruzioni per l'uso (La Vie mode d'emploi, 1978), premio Médicis), trad. di Dianella Selvatico Estense, Milano, Rizzoli, 1984. prix Médicis
Storia di un quadro (Un cabinet d'amateur. Histoire d'un tableau, 1979), trad. di Sergio Pautasso, Milano, Rizzoli, Milano, 1990; Milano, Skira, 2011.
Ellis Island. Storie di erranza e di speranza (Récits d'Ellis Island, 1980), trad. di Maria Sebregondi, Milano, Archinto, 1996.

Altre opere
Petit abécédaire illustré, 1969, au moulin d'Andé (10,5 x 13,5 cm), pubblicato in 100 esemplari firmati.
Specie di spazi (Espèces d'espaces, 1974), trad. di Roberta Delbono, Torino, Bollati Boringhieri, 2008.
Ulcérations, coll. « La Bibliothèque oulipienne », 1974, cap. 1.
''W o il ricordo d'infanzia (W ou le Souvenir d'enfance, 1975), trad. di Daniella Selvatico Estense, Milano, Rizzoli, 1991; trad. di Henri Cinoc, Torino, Einaudi, 2005.
Tentativo di esaurire un luogo parigino (Tentative d'épuisement d'un lieu parisien, 1975; Christian Bourgois, 1982), trad. di Eileen Romano, Bologna, Baskerville, 1989; come Tentativo di esaurimento di un luogo parigino, trad. di Alberto Lecaldano, Voland, Roma, 2011.
Alphabets. Cent soixante-seize onzains hétérogrammatiques, ill.ni di Dado, coll. « Écritures/Figures », Galilée, 1976.
Mi ricordo (Je me souviens. Les choses communes I, 1978), trad. di Daniella Selvatico Estense, Torino, Bollati Boringhieri, 1988.
Les Mots croisés, précédés de Considérations de l'auteur sur l'art et la manière de croiser les mots, Mazarine, 1979; POL, 2003.
La Clôture et autres poèmes, Hachette, coll. « P.O.L », 1980.
Teatro: Il posto delle patate preceduto da L'aumento (Théâtre I : La Poche Parmentier, précédé de L'Augmentation, 1981), trad. di Laura Vettori, Torino, Bollati Boringhieri, 1991.
L'Éternité, Orange Export Ltd, coll. « Trente », 1981.
Pubblicazioni postume
Épithalames, Oulipo, coll. « La Bibliothèque oulipienne » (no 19), 1982.
Pensare/Classificare (Penser/Classer, 1985), trad. di Sergio Pautasso, Collana La Scala Stranieri, Milano, Rizzoli, marzo 1989; Compagnia Extra, Macerata, Quodlibet, 2024 
Brevi note sull'arte e il modo di riordinare i propri libri (Notes brèves sur l'art et la manière de ranger ses livres, 1985), trad. di Elena Vicari, Milano, Henry Beyle, 2010.
Les Mots croisés II, P.O.L/Mazarine, 1986.
53 giorni (« 53 jours », 1989), testo stabilito da Harry Mathews e Jacques Roubaud, trad. di Sergio Pautasso, Milano, Rizzoli, 1996. [romanzo incompiuto]
Entretien avec Gabriel Simony, Bègles, Le Castor astral, 1989.
L'infra-ordinario (L'Infra-ordinaire, 1989) a cura di d'Éric Beaumatin e Marcel Bénabou e Maurice Olender, trad. di Roberta Delbono, Torino, Bollati Boringhieri, 1994; Collezione Compagnia Extra, Macerata, Quodlibet, 2023
Vœux, coll. « Librairie du xxe siècle », édition d'Éric Beaumatin et Marcel Bénabou, Seuil, 1989.
Sono nato (Je suis né, 1990), a cura di di Éric Beaumatin e Marcel Bénabou e Philippe Lejeune, trad. di Roberta Delbono, Torino, Bollati Boringhieri, 1992.
Cantatrix Sopranica L. e altri scritti scientifici (Cantatrix sopranica L. et autres écrits scientifiques, 1991), a cura di Marcel Bénabou, trad. di Roberta Delbono, Torino, Bollati Boringhieri, 1996; Collezione Compagnia Extra, Macerata, Quodlibet, 2021
L.G., une aventure des années soixante, coll. « Librairie du xxe siècle », édition de Claude Burgelin, Seuil, 1992.
Cahier des charges de « La Vie mode d'emploi », édition de Hans Hartje, Bernard Magné et Jacques Neefs, Paris et Cadeilhan, CNRS/Zulma, 1993.
Beaux présents, belles absentes, coll. « Librairie du xxe siècle », édition d'Éric Beaumatin, Marcel Bénabou et Bernard Magné, Seuil, 1994.
Jeux intéressants, édition de Bernard Magné, Cadeilhan, Zulma, 1997.
Perec/rinations, édition de Bernard Magné, Cadeilhan, Zulma, 1997.
Poésie ininterrompue. Inventaire, présentation de Bernard Magné, Marseille, André Dimanche, 1997.
Nouveaux Jeux intéressants, coll. « Grain d'orage », édition de Jacques Bens et Bernard Magné, Cadeilhan, Zulma, 1998.
Entretiens et conférences, 2 voll. (tome I : 1968-1978 ; tome II : 1979-1981), édition de Dominique Bertelli et Mireille Ribière, Nantes, Joseph K., 2003.
L'arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento (L'Art et la Manière d'aborder son chef de service pour lui demander une augmentation, 2008), trad. di Emanuelle Caillat, Torino, Einaudi, 2010.
56 lettres à un ami, édition de Claude Burgelin, Coutras, Le Bleu du ciel, 2011.
« Ce qui stimule ma racontouze », propos recueillis et retranscrits par Claudette Oriol-Boyer, notes de Dominique Bertelli et Mireille Ribière, Le Gua/Grenoble, Le Fond du tiroir/Pré carré, 2011.
En dialogue avec l'époque et autres entretiens (1965-1981), édition de Dominique Bertelli et Mireille Ribière, Nantes, Joseph K., 2012.
Le Condottière, coll. « La Librairie du xxie siècle », édition de Claude Burgelin, Seuil, 2012.
L'Attentat de Sarajevo, coll. « La Librairie du xxie siècle », édition de Claude Burgelin, Seuil, 2016.
Palindrome, Paris/53-Mayenne, coll. « Romans français », Denoël, 2019
Entretiens, conférences, textes rares, inédits, édition de Dominique Bertelli et Mireille Ribière, Nantes, Joseph K., 2019, pp.1096.
Lieux, Seuil, coll. « La Librairie du xxie siècle », édition de Jean-Luc Jolly, Seuil, marzo 2022

Opere collettive
Breve trattato sulla sottile arte del go (Petit traité invitant à la découverte de l'art subtil du go, 1969), con Pierre Lusson e Jacques Roubaud, a cura di Martina Cardelli, postfazione di Tiziana Zita, Macerata, Quodlibet, 2014
Die Maschine, con Eugen Helmlé, Stuttgart, Reclam, 1972.
Oulipo, La Littérature potentielle. Créations, re-créations, récréations, Gallimard, coll. « Idées », 1972.
Harry Mathews (tradotto da Perec con l'autore), Les Verts Champs de moutarde de l'Afghanistan, coll. « Les Lettres nouvelles », Denoël, 1975.
Georges Perec (ill.ni di Cuchi White), Trompe l'œil : six poèmes de Georges Perec et six photographies de Cuchi White, Imprimerie Patrick Guérard, 1978.
Viaggio d'inverno (Le Voyage d'hiver, 1979, 1993), trad. di Laura Vettori, Roma, Biblioteca del vascello, Roma, 1994; Roma, Robin, 2001.
Harry Mathews (trad. di Georges Perec in collaborazione con l'autore), Le Naufrage du stade Odradek, coll. « P.O.L », Hachette, 1981.
Oulipo, Atlas de littérature potentielle, coll. « Idées », Gallimard, 1981.
Oulipo, La Cantatrice sauve, coll. « La Bibliothèque oulipienne » (no 16), Oulipo, 1981.
Georges Perec et Cuchi White, L'Œil ébloui, Chêne / Hachette, 1981.
Sept sonnets hétérogrammatiques pour accompagner sept graphisculptures de Paolo Boni, R.L.D., 1985.
Marcel Bénabou et Georges Perec, Presbytères et prolétaires. Le dossier P.A.L.F., Éditions du Limon, 1989.
Georges Perec (ill.ni di Fabrizio Clerici), Un petit peu plus de quatre mille poèmes en prose pour Fabrizio Clerici suivi de Un petit peu plus de quatre mille dessins fantastiques, Les Impressions nouvelles, 1996.
What a man!, a cura di Marcel Bénabou et al., Le Castor astral, 1996.
« Cher, très cher, admirable et charmant ami… ». Correspondance Georges Perec : Jacques Lederer (1956-1961), Flammarion, 1997.
Harry Mathews-Oskar Pastior-Georges Perec, Variations, Variations, Variationen, Oulipo, coll. « La Bibliothèque oulipienne » (no 91), 1997.
Quelques-unes des choses qu'il faudrait tout de même que je fasse, ill. di Bruno Gibert, Autrement Jeunesse, 2009.
Jacques Bens et Georges Perec, 50 choses qu'il ne faut tout de même pas oublier de faire avant de mourir, L’œil ébloui, collection Perec 53, n°1, 2024

Opere raccolte
Romans et récits, a cura di Bernard Magné, coll. « La Pochothèque », Le Livre de poche, 2002.
Œuvres, 2 voll., edizione diretta a cura di Christelle Reggiani, coll. « Bibliothèque de la Pléiade », Gallimard, 2017.

giovedì 13 novembre 2025

CHUN Ye (1999 - viv.)

 

Ye Chun
 (cinese tradizionale: 叶春; Luoyang, 1999) è una scrittrice cinese naturalizzata statunitense.
Nata a Luoyang, nel 1994 si è laureata alla Luoyang Foreign Languages University con un Bachelor of Arts in lingua inglese prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1999.
Professoressa presso il Providence College, ha compiuto gli studi all'Università del Missouri dove ha conseguito un dottorato di ricerca e all'Università della Virginia (Master of Fine Arts).
Scrittrice bilingue, è autrice di romanzi, raccolte di racconti e di poesie oltre che traduttrice dal cinese e nel 2024 è stata insignita del Premio Janet Heidinger Kafka per il romanzo Cani di paglia nell'universo

Opere
Raccolte di poesie

Travel Over Water (2005)
Lantern Puzzle (2015)

Raccolte di racconti
Hao (2021)

Romanzi
海上的桃树 (2011)
Cani di paglia nell'universo (Straw Dogs of the Universe, 2023), Vicenza, Neri Pozza, 2024 traduzione di Maddalena Togliani 


mercoledì 12 novembre 2025

OFFUTT Chris (1958 - viv.)

 


Christopher John 'Chris' Offutt 
è uno scrittore e sceneggiatore  statunitense.
Nato a Lexington, nel Kentucky, il 24 agosto 1958, vive e lavora a Oxford, nel Mississippi.
A partire dal suo esordio nel 1992 con la raccolta di racconti Nelle terre di nessuno, ha pubblicato un romanzo, un'altra raccolta e tre memoir.
Sceneggiatore televisivo per il canale HBO, suoi articoli e saggi sono apparsi in importanti riviste quali Harper's Magazine, Oxford American, e The New York Times.
Professore invitato presso l'Iowa Writers’ Workshop, nel 1996 è stato insignito di un Whiting Award nella sezione "Narrativa e saggistica".

Opere
Kentucky Straight, 1992 (Nelle terre di nessuno, trad. di Roberto Serrai, Minimum fax, Roma, 2017)
The Same River Twice: A Memoir, 1993
The Good Brother, 1997 (Il fratello buono, trad. di Roberto Serrai, Minimum fax, Roma, 2020)
Out of the Woods, 1999 (A casa e ritorno, trad. di Roberto Serrai, Minimum fax, Roma, 2019)
No Heroes: A Memoir of Coming Home, 2002
My father, the Pornographer, 2016 (Mio padre, il pornografo , trad. di Roberto Serrai, Minimum fax, Roma, 2019)
Country Dark, 2018 (Country Dark, trad. di Roberto Serrai, Minimum fax, Roma, 2018)
The Killing Hills, 2021 (Le colline della morte, trad. di Roberto Serrai, Minimum fax, Roma, 2021)
Second hand, 2022 (Di seconda mano, trad. di Roberto Serrai, Minimum fax, Roma, 2022)
Shifty's Boys, 2022 (Una questione di famiglia trad. di Roberto Serrai, Minimum fax, Roma, 2023
Code of the Hills (2023)
The Reluctant Sheriff (2025)

SOAVI Giorgio (1923 - 2008)

  Giorgio Soavi  (Broni, 26 novembre 1923 – Milano, 1º dicembre 2008) è stato uno scrittore, poeta e giornalista italiano. Nacque a Broni, ...