martedì 30 settembre 2025

TREVISAN Vitaliano (1960 - 2022)

 

Vitaliano Trevisan (Sandrigo, 12 dicembre 1960 – Crespadoro, 7 gennaio 2022) è stato uno scrittore, attore, drammaturgo, regista teatrale, librettista e sceneggiatore italiano.
Trevisan nasce a Sandrigo, nel Vicentino, nel 1960. Dopo una giovinezza trascorsa come impiegato nel settore edilizio e dell'arredamento, si dedica a lavori più manuali fino ad approdare alla letteratura. 
Dopo alcune prove letterarie di buona levatura, raggiunge il successo nazionale e la notorietà nel 2002 con il romanzo I quindicimila passi, apprezzato dalla critica, che racchiude i pensieri di un uomo, Thomas, dalle mille fobie e dai meccanici comportamenti ossessivo-compulsivi. Il libro ha ricevuto il Premio Lo Straniero e il premio Campiello Francia 2008 (terza edizione del premio Campiello Europa).
Nel 2003 è l'attore protagonista, nonché tra gli sceneggiatori, del film Primo amore di Matteo Garrone, girato a Vicenza, presentato in concorso al 54º Festival di Berlino. È attore nel film Riparo di Marco Simon Puccioni (miglior film al festival di Annecy nel 2007), oltre che nel film Dall'altra parte del mare di Jean Sarto. Nel 2009 ha un importante ruolo nella serie televisiva R.I.S. Roma - Delitti imperfetti di Fabio Tagliavia. Nel 2016 è co-protagonista del film Senza lasciare traccia diretto da Gianclaudio Cappai.
I suoi testi teatrali sono stati messi in scena da Valter Malosti, Renato Chiocca e Toni Servillo; pubblicati da Einaudi i Due monologhi, ossia Oscillazioni e Solo RH, portato in scena nell'edizione del Festival delle Mura 2007 da Roberto Herlitzka. Nel 2012 il regista Michele Angrisani scrive il copione di uno spettacolo teatrale liberamente tratto dal romanzo Il ponte. Un crollo; questo verrà poi portato in scena dalla compagnia teatrale Il Canovaccio, per la regia di Antonello Pagotto e con Diego De Francesco nella parte del protagonista.
Nell'anno 2016 realizza il romanzo autobiografico Works in cui, attraverso il racconto di diversi lavori svolti nel corso della propria vita, nonché alcune proprie vicissitudini personali, dipinge un vasto affresco del corrotto e furbesco mondo del lavoro italiano, nonché, più in generale, della società italiana tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Zero. Il romanzo, votato tra i dieci migliori romanzi del ventennio 2000-2019 dai 600 addetti ai lavori interpellati dalla rivista "L'indiscreto" per il suo canone, dove peraltro Trevisan è tra i pochi autori a figurare con più di un titolo, è stato oggetto di sei ristampe e di una "edizione ampliata", con un brano inedito in chiusura, nel 2022.
Nel settembre 2017, per la produzione del Teatro di Roma, un suo testo viene inserito nel progetto collettivo Ritratto di una nazione, in cui assieme a Trevisan partecipano altri drammaturghi italiani come Michela Murgia e Marco Martinelli, progetto con la regia di Fabrizio Arcuri. Nel 2017 vince il Premio Riccione con Il delirio del particolare. Ein Kammerspiel, andato poi in scena a Brescia, Palermo, Trieste e Milano con la regia di Giorgio Sangati e Maria Paiato in veste di attrice protagonista a fine 2021. Già nella precedente edizione del premio (2015) aveva ottenuto la "Menzione Franco Quadri" con Cerchio rosso. Studio per un affresco.
La sua ultima apparizione in video avviene nel 2021, nel film documentario La Rua. La magia di Vicenza, di Daniele Cazzola, in cui Trevisan recita la parte del Giano Bifronte, anche da coautore del ruolo da lui interpretato. A ottobre viene sottoposto a un accertamento sanitario obbligatorio, e passa dieci giorni al reparto di psichiatria dell'ospedale di Montecchio Maggiore. A gennaio 2022, nella sua casa di Crespadoro, dopo aver scritto a penna un foglietto di spiegazioni si autoinfligge un'overdose di psicofarmaci. Vedendo il suo cane abbandonato in giardino, un vicino chiama i carabinieri, i quali trovano il corpo senza vita di Trevisan.

Opere
Narrativa

Un mondo meraviglioso. Uno standard, Theoria, 1997 (riedizione Einaudi, 2003).
I quindicimila passi. Un resoconto, Einaudi, 2002
Il ponte. Un crollo, Einaudi, 2007
Works, Einaudi, 2016; nuova edizione ampliata, 2022
Black Tulips, Einaudi, 2022
Trilogia di Thomas, postfazione di Emanuele Trevi, Torino, Einaudi, 2024 (contiene Un mondo meraviglioso, I quindicimila passi e Il ponte).

Raccolte di prose
Trio senza pianoforte, Editrice Veneta, 1995; con Oscillazioni, Theoria, 1998
Standards vol. I, Sironi, 2002
Shorts, Einaudi, 2004. Premio letterario Piero Chiara
Wordstar(s). Trilogia alla memoria, Sironi, 2004
Grotteschi e arabeschi, Einaudi, 2009

Testi teatrali
Il lavoro rende liberi (2005)
Oscillazioni (2006)
Solo RH (2007)
3 drammi brevi (2008), contiene Fulvio Falzarano non compra nulla ma viene a prendere un caffè con me, La scrittura del territorio e Fulvio Falzarano e Pierluigi Cecchin da Righetti.
Una notte in Tunisia (2011)
Cerchio rosso. Studio per un affresco (2015)
Il delirio del particolare. Ein Kammerspiel (2020), vincitore del Premio Riccione nel 2017.

Libretti
Note sui sillabari (2007)
Madre con cuscino (2009)

Saggi
Tristissimi giardini, Laterza, 2010
Billy Budd, Billy Budd. An inside reading, Oligo, 2022

lunedì 29 settembre 2025

FOER Jonathan Safran (1977 - viv.)

 

Jonathan Safran Foer
 (Washington, 21 febbraio 1977) è uno scrittore e saggista statunitense.
Foer è nato a Washington, D.C., figlio di Albert Foer (1944), avvocato e presidente dell'American Antitrust Institute, e di Esther Safran Foer (1946), figlia di sopravvissuti all'olocausto in Polonia, consigliera anziana della storica sinagoga Sixth & I. Ha frequentato la Princeton University, dove gli sono stati assegnati vari premi di scrittura creativa. Curatore dell'antologia A Convergence of Birds: Original Fiction and Poetry Inspired by the Work of Joseph Cornell, prima di cominciare a scrivere frequentò per un certo periodo la Mount Sinai School of Medicine. Nel 2000 gli è stato assegnato il premio per la narrativa della rivista Zoetrope: All-Story.
È stato pubblicato su The Paris Review, Conjunctions, The Guardian, The New York Times e The New Yorker. Nel 1999 si è spostato in Ucraina per fare ricerche sulla vita di suo nonno. Nonostante non l'avesse programmato, questo viaggio ispirò il suo romanzo d'esordio, intitolato Ogni cosa è illuminata, dal quale è stato tratto il film omonimo nel 2005. Grazie a questo libro ha ricevuto il premio National Jewish Book Award e un Guardian First Book Award. Il suo secondo romanzo, pubblicato nel 2005, è Molto forte, incredibilmente vicino, dal quale è stato tratto un film che ha riscosso un notevole successo.
Foer ha poi scritto Se niente importa, in cui descrive l'impatto ambientale degli allevamenti intensivi, le sofferenze patite dagli animali da macello e la sua decisione di abbracciare il vegetarianismo per rispetto dei diritti degli animali. Nel novembre 2010 ha pubblicato Tree Of Codes, un'opera realizzata ritagliando parole di un libro già esistente (The street of crocodiles di Bruno Schulz). Si noti che anche il titolo dell'opera non è altro che un ritaglio dal titolo del libro di Schulz. Il 29 agosto 2016, in anteprima rispetto agli Stati Uniti, è uscito in Italia il suo nuovo romanzo, Eccomi.
È stato sposato con la scrittrice Nicole Krauss, dalla quale ha avuto due figli. Dopo dieci anni di matrimonio, la coppia si è separata nel 2014.

Opere
Romanzi
Ogni cosa è illuminata (Guanda, 2002)
Molto forte, incredibilmente vicino (Guanda, 2005)
Tree of Codes (2010)
Eccomi (Guanda, 2016)

Racconti
The Very Rigid Search (tratto da Ogni Cosa è Illuminata) (The New Yorker, 18 giugno 2001)
If the Aging Magician Should Begin to Believe (incluso in A Convergence of Birds)
A Primer for the Punctuation of Heart Disease (The New Yorker, 10 giugno 2002)
The Sixth Borough (entrato poi a far parte di Molto Forte, Incredibilmente Vicino; compare anche nella collezione Noisy Outlaws, Unfriendly Blobs, and Some Other Things That Aren't as Scary, Maybe, Depending on How You Feel About Lost Lands, Stray Cellphones, Creature from the Sky, Parents Who Disappear in Peru, a Man Named Lars Farf, and One Other Story We Couldn't Quite Finish, So Maybe You Could Help Us Out.)
Cravings
About the Typefaces Not Used in This Edition (The Guardian, 2 dicembre 2002)
Room After Room (incluso in Best of Young American Novelists 2, Granta 97, pubblicato nel 2007)
The Marcus Tenser Effect (The Atlantic Monthly, 2008)

Saggi
Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? (Eating Animals, 2009), Guanda, 2010
Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi (We are the Weather, 2019), Guanda, 2019


domenica 28 settembre 2025

JANOWITZ Tama (1956 - viv.)


Tama Janowitz (San Francisco, 12 aprile 1956) è una scrittrice statunitense.
Nata il 12 aprile 1957 a San Francisco dallo psichiatra Julian Frederick Janowitz e dalla poetessa e professoressa Phyllis Winer, ha compiuto gli studi al Barnard College, all'Hollins College e alla Columbia University School of the Arts.
Trasferitasi a New York negli anni '80 ha cominciato a frequentare la scena artistica e letteraria della città ed è diventa amica di Andy Warhol.
Ha esordito nella narrativa nel 1981 con il romanzo Un padre americano, ma la notorietà è arrivata nel 1986 con la raccolta di racconti Schiavi di New York grazie alla quale è stata accostata alla nuova corrente letteraria neo-minimalista denominata "Brat Pack" composta tra gli altri dagli scrittori Jay McInerney, Bret Easton Ellis, Donna Tartt e Jill Eisenstadt caratterizzati da un grande successo di vendite e una vita all'insegna dell'eccesso.
Autrice di altri 6 romanzi, un libro per ragazzi e un'opera di saggistica, nel 2016 ha dato alle stampe il memoir Scream: A Memoir of Glamour and Dysfunction.

Opere
Romanzi

Un padre americano (American Dad, 1981), Longanesi, 1987 traduzione di Vincenzo Mantovani 
Un cannibale a Manhattan (A Cannibal in Manhattan, 1987), Bompiani, 1988 traduzione di Rossella Bernascone  
Pamela e i suoi vestiti (The Male Cross-dresser Support Group, 1991), Bompiani, 1993 traduzione di Rossella Bernascone e Guido Montegrandi 
By the Shores of Gitchee Gumee (1996)
A Certain Age (1999)
Il diario intimo di Peyton Amberg (Peyton Amberg, 2003), Newton & Compton, 2005 traduzione di Valeria Leotta
They Is Us (2008)

Raccolte di racconti
Schiavi di New York (Slaves of New York, 1986), Bompiani, 1987 traduzione di Rossella Bernascone 

Saggi
Area Code 212: New York Days, New York Nights (2002)

Memoir
Scream: A Memoir of Glamour and Dysfunction (2016)

Libri per ragazzi
Senti anche tu? (Hear that?, 2001), Roma, PescaMela, 2002 traduzione di Lucio Angelini 


sabato 27 settembre 2025

MUTIS Alvaro (1923 - 2013)

 

Álvaro Mutis Jaramillo (Bogotà, 25 agosto 1923 – Città del Messico, 22 settembre 2013) è stato uno scrittore e poeta colombiano naturalizzato messicano. Ritenuto tra i maestri della letteratura ispanoamericana, ha ottenuto riconoscimenti e vinto premi in tutto il mondo.
Il padre, Santiago Mutis Dávila, già segretario della Presidenza della Repubblica Colombiana, seguendo la carriera diplomatica, si trasferì in Belgio nel 1925 insieme alla famiglia; pertanto Álvaro trascorse i suoi primi anni di vita a Bruxelles, dall'età di due anni fino alla scomparsa del padre, avvenuta quando egli aveva nove anni.
Ritornò quindi in Colombia, ma gli rimasero impressi i frequenti viaggi dell'infanzia, dall'Europa alla Colombia, per lo più compiuti su nave e poi anche utilizzando il treno, l'auto e il cavallo; molti sono i riferimenti a questi viaggi nella sua narrativa.
Interrotti gli studi che aveva iniziato presso i Gesuiti di San Michele a Bruxelles, dopo essere rientrato in patria non finì il liceo; stando a quanto egli stesso afferma, era distratto dal fatto che, leggendo moltissimi libri di storia, di letteratura e di viaggi, non poteva perdere tempo studiando.
Sposatosi all'età di diciannove anni con Mireya Durán, dalla quale ebbe tre figli, iniziò a scrivere mentre faceva più lavori.
I suoi primi libri, pubblicati in Colombia, furono La baldanza (1948) e Gli elementi del disastro (1953).
Nel 1954 sposò la sua seconda moglie, María Luz Montané Zañartu, dalla quale ebbe un'altra figlia.
Trasferitosi in Messico nel 1956 per sfuggire a un possibile arresto a seguito di una querela per peculato, nel 1959 venne comunque chiuso nel carcere di Lecumberri, dove trascorse più di un anno, e durante tale periodo scrisse i racconti Saraya, L'ultimo viso, Prima che canti il gallo e La morte dello stratega, chiamati Cuentos de Lecumberri.
Uscito dal carcere, nel 1966 si risposò, contraendo il suo terzo matrimonio con Carmen Miracle Feliú, divenne agente nell'America Latina di diversi produttori (direttore vendite della Twentieth Century Fox e poi della Columbia Pictures) e, continuando a coltivare la passione per i viaggi, rimase legato all'industria del cinema fino al 1988: la sua voce meravigliosa lo ha fatto anche diventare il narratore spagnolo della serie Gli intoccabili, una delle interpretazioni più ricordate del film sebbene non fosse accompagnata dall'immagine del personaggio.
Andato in pensione, si è poi finalmente dedicato solo alle letture e alla sua opera compositiva: ha vissuto a Città del Messico fino alla morte, avvenuta nel 2013 all'età di 90 anni per complicazioni cardio-respiratorie.
Agli scritti di Álvaro Mutis riguardanti le "Imprese e tribolazioni di Maqroll il Gabbiere" (La Neve dell'Ammiraglio, Ilona arriva con la pioggia – da cui è tratto il film di Sergio Cabrera – e Un bel morir) è ispirata la canzone Smisurata Preghiera di Fabrizio De André, che include però anche elementi tratti dall'intera opera dello scrittore, inclusa nel suo ultimo album Anime salve. Il cantautore e lo scrittore si incontrarono alla prima del film Ilona arriva con la pioggia, tratto dal libro di Mutis. Mutis in seguito ha dichiarato che il sunto della propria opera nella canzone di De André è di una efficacia di cui egli stesso non sarebbe stato capace.
È stato molto amico di Gabriel García Márquez e, in quanto tale, il primo lettore delle sue bozze; García Márquez a sua volta l'ha definito «uno dei più grandi scrittori della nostra epoca».
Aveva un punto di vista sulla vita affascinante e allo stesso tempo controverso: per esempio, pensava che l'umanità avesse fatto un grande passo indietro quando l'autorità dei re era stata rimpiazzata dalla volontà popolare.

Opere
La neve dell'ammiraglio, Torino, Einaudi, 1990
Ilona arriva con la pioggia, Torino, Einaudi, 1991
L'ultimo scalo del Tramp Steamer, Milano, Adelphi, 1991
Un bel morir, Torino, Einaudi, 1992
Summa di Maqroll il gabbiere. Antologia poetica 1948-1988, Torino, Einaudi, 1993
Amirbar, Torino, Einaudi, 1994
Abdul Bashur, sognatore di navi, Torino, Einaudi, 1996
La casa di Araucaíma, Milano, Adelphi, 1997 [Contiene anche Diario di Lecumberri]
Gli elementi del disastro, Firenze, Le lettere, 1997
Trittico di mare e di terra, Torino, Einaudi, 1997
La vera storia del pifferaio di Hamelin, Milano, Mondadori, 1997
Disperanza del gabbiere. Antologia poetica, Trieste, FrancoPuzzoEditore, 2000
Mutis a Trieste, Trieste, FrancoPuzzoEditore, 2001
Da Barnabooth a Maqroll. Riflessioni su eventi, personaggi e libri del nostro tempo, Firenze, Le lettere, 2002
Storie della disperanza, Torino, Einaudi, 2003
Le opere perdute, Roma, Ponte Sisto, 2009


venerdì 26 settembre 2025

CHEEVER John (1912 - 1982)

 

William John Cheever 
(Quincy, 27 maggio 1912 – Ossining, 18 giugno 1982) è stato uno scrittore statunitense.
È stato chiamato "il Čechov dei sobborghi". I suoi romanzi e racconti sono per massima parte ambientati nell'Upper East Side di Manhattan, i sobborghi della Contea di Westchester, i sei stati del New England (in vecchi villaggi del New Hampshire, del Massachusetts, del Vermont, del Connecticut, del Rhode Island e del Maine), intorno a Quincy, suo luogo natale, e in Italia, soprattutto a Roma.
È riconosciuto come uno degli scrittori più importanti del Novecento statunitense, e ricordato soprattutto per i racconti brevi, misura in cui eccelle, ma è stato anche autore di romanzi, tra cui il famoso Falconer.
Ha vinto il National Book Award per la narrativa (la prima volta nel 1958 per il romanzo The Wapshot Chronicle), e ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa per la raccolta The Stories of John Cheever (1979), che è stata premiata anche con il National Book Critics Circle Award per la narrativa nel 1978 e il National Book Award per la narrativa nel 1981, ex aequo con il romanzo Plains Song di Wright Morris.
Figlio di Frederick Lincoln Cheever, proprietario di un negozio di scarpe, e Mary Liley, la quale aprì anche lei un negozio dopo che il marito per qualche dissesto finanziario divenne etilista, John frequentò sia una scuola privata sia una pubblica, ma fu espulso (come racconterà in Expelled). Suo fratello Fred, che frequentava il Dartmouth College, dovette tornare a casa prima della laurea. Quando i genitori si separarono, i due fratelli se ne andarono a Boston. L'estate però (cominciando dal 1934) John si faceva ospitare dalla comunità artistica di Yaddo, a Saratoga Springs. Anche quando i genitori si riconciliarono non tornò a vivere con loro e stava spesso in movimento, a volte dormendo persino in automobile. Nel 1935 vendette il primo racconto (Buffalo) alla rivista The New Yorker, su cui scrisse poi con regolarità per un totale di 121 racconti.
Nel 1941 sposò Maria Winternitz, sette anni più giovane, figlia di Milton Winternitz, preside della facoltà di medicina alla Università Yale. Cheever si arruolò poi nell'esercito il 7 maggio 1942, l'anno prima di quello in cui uscì la sua prima raccolta (The Way Some People Live) che capitò nelle mani di un suo superiore militare (il maggiore Leonard Spigelgass) che in tempo di pace lavorava per la MGM. Colpito dallo stile e dal senso di meraviglia che traspariva dai suoi racconti, il maggiore riuscì a farlo trasferire agli studios della Paramount Pictures di Astoria (Queens) salvandolo dalla tragedia che colpirà la sua compagnia d'armi, praticamente distrutta durante lo Sbarco in Normandia.
Intanto, nel 1943, nasce la figlia Susan, che sposerà lo storico Robert Cowley e diventerà anche lei scrittrice. Dopo la guerra, Cheever si trasferisce con la famiglia in un appartamento di 400East 59th Street, vicino a Sutton Place, Manhattan. Nei 5 anni successivi, Cheever quasi ogni giorno indossa il suo unico vestito e prende l'ascensore per recarsi in una specie di cantina del palazzo, dove si spoglia e si mette a scrivere vestito solo con i boxer, fino all'ora di pranzo. Con un anticipo di 4.800$ della Random House e l'ammirazione di Harold Wallace Ross (1892-1951), editor alla rivista The New Yorker (nonché nel 1951 e nel 1960 con dei finanziamenti del Guggenheim Fellowship) riprende a lavorare al suo romanzo, The Holly Tree, che aveva abbandonato durante la guerra, e si trasforma quindi in scrittore, fornendo racconti (che vengono comprati anche se non sempre subito pubblicati) a un suo pubblico in crescita di ammiratori.
Intanto nel 1948 nasce il secondo figlio, Benjamin (che a sua volta diventerà scrittore e sposerà la giornalista e critica Janet Maslin). Nel 1951 la famiglia si trasferisce a Beechwood, in affitto in una tenuta di periferia dove aveva già abitato lo scrittore Richard Yates. Nel 1953 esce la seconda raccolta, The Enormous Radio. Nel 1956 il romanzo The Wapshot Chronicle (nel frattempo è passato alla casa editrice Harper & Brothers che più tardi, con una serie di fusioni, diventerà la HarperCollins). Il libro vende i diritti cinematografici e la famiglia può permettersi un lungo viaggio in Italia (dove nasce, nel 1957, il terzo figlio, Federico, che sarà professore di diritto).
Nel 1961 si trasferisce in una grande casa colonica di Ossining, sulla riva est del fiume Hudson. Nel 1964 esce The Wapshot Scandal e The Swimmer (dal quale viene tratto il film di Frank Perry Un uomo a nudo con Burt Lancaster e dove anche Cheever recita un cameo durante una festa in piscina). È in questo periodo che cominciano i problemi di alcolismo. Nonostante la consultazione con uno psichiatra (il dottor David C. Hays, che così descrive lo scrittore nei propri appunti "un uomo nevrotico, narcisista, egocentrico, senza amici, e così profondamente coinvolto dalle proprie illusioni difensive che ha inventato una moglie maniaco-depressiva"), Cheever scivola sempre più nella depressione alcolica.
Nel 1969 esce Bullet Park. Cheever tenta di riprendersi provando a instaurare una relazione extra-coniugale con l'attrice Hope Lange (1933-2003) e accettando l'insegnamento presso l'Iowa Writers' Workshop (tra i suoi studenti vi furono T.C. Boyle, Allan Gurganus e Ron Hansen), poi trasferendosi a Boston (al 71 di Bay State Road) dove gli viene offerta una cattedra alla Università di Boston. Ma Cheever continua a bere troppo. Nel 1975 il fratello Fred lo salva dopo che aveva bevuto fino quasi a suicidarsi e lo riporta dalla moglie. Con una cura presso la Smithers Alcoholic Rehabilitation Unit di New York riesce a smettere e, dal maggio 1977, non beve più.
Esce Falconer (1977), di grande successo, poi vengono raccolti i racconti nel 1978 e esce ancora Oh What a Paradise It Seems (1982), ma un tumore ai reni si diffonde al femore, bacino e vescica fino a portarlo alla morte, avvenuta il 18 giugno 1982. È sepolto al First Parish Cemetery di Norwell (Massachusetts). Dopo la morte venne rivelata la sua bisessualità, in particolare dai ricordi della figlia Susan Home Before Dark. A Personal Memoir of John Cheever by His Daughter (1984), dai diari e dalle lettere.
I suoi temi ruotano attorno alla dualità della natura umana, a volte drammatica, come la disparità tra aspetto esterno e decoroso di un personaggio quale essere sociale e la corruzione interiore, segreta o esplosa in conflitti sociali e famigliari (spesso tra fratelli, dove i personaggi incarnano gli opposti: il chiaro e lo scuro, o la carne e lo spirito). Spesso si sofferma anche sul contrasto dato tra la sicurezza delle apparenze e della quotidianità e i timori, le insicurezze, "i demoni" che si annidano nell'animo di ognuno e che si manifestano drammaticamente all'improvviso.
Molte delle sue opere esprimono anche nostalgia per la fuga dalla vita alienante delle periferie moderne verso il recupero della tradizione e dei rapporti più diretti e complici di una comunità più naturale.
Un'altra caratteristica delle sue opere, e specialmente dei racconti, è che spesso, nonostante siano ricche di toni inquietanti, dona immancabilmente ai suoi personaggi un finale salvifico e benevolo.
John Gardner lo considerò «uno dei pochi scrittori che si possono definire dei veri artisti. La sua opera spazia da competente a impressionante sotto tutti i punti di vista: padronanza formale e tecnica, educazione dell'intelligenza, quella che chiamo "sincerità artistica" [...] e, infine, "valore", o quel che Tolstoj chiamava, senza scuse, un rapporto morale corretto dell'artista con il proprio materiale».

Opere
The Wapshot Chronicle (1957)
trad. di Marcella Hannau, Amore e la vita, Longanesi, Milano 1958
trad. di Vanni De Simone, Gli Wapshot, a cura di Leonardo Giovanni Luccone, Fandango libri, Roma, 2004; come Cronache della famiglia Wapshot, Feltrinelli, Milano 2012
The Wapshot Scandal (1964)
trad. di Isabella Leonetti, Lo scandalo Wapshot, Garzanti, Milano 1966
trad. di Leonardo Giovanni Luccone, Lo scandalo Wapshot, Fandango libri, Roma 2005
Bullet Park (1969)
trad. di Marcella Bonsanti, Chiodi e martello, Garzanti, Milano 1970
trad. di Vanni De Simone, Bullet Park, Fandango libri, Roma 2002; Feltrinelli, Milano, 2012
Falconer (1977)
trad. di Ettore Capriolo, Il prigioniero di Falconer, Garzanti, Milano 1978;
Falconer, postfazione di Goffredo Fofi, Fandango libri, Roma 2001; Feltrinelli, Milano 2013
Oh What a Paradise It Seems (1982)
trad. di Ettore Capriolo Un vero paradiso, Garzanti, Milano 1984
trad. di Leonardo Giovanni Luccone, Sembra proprio di stare in paradiso, Fandango libri, Roma 2007
Critical Essays on John Cheever (a cura di R.G. Collins, 1982)
Conversations with John Cheever (a cura di Scott Donaldson, 1987)
The Letters of John Cheever (a cura di Benjamin Cheever, introduzione di Jay McInerney, 1988)
Le lettere, a cura di Benjamin Cheever, trad. Tommaso Pincio, Collana Le Comete, Feltrinelli, Milano, I ed. gennaio 2015, ISBN 978-88-07-53034-0.
The Journals (a cura di Robert Gottlieb, introduzione di Geoff Dyer, 1991)
trad. di Adelaide Cioni, Una specie di solitudine, Feltrinelli, Milano 2012
Collected Stories and Other Writings (2009, ed. Library of America)
trad. parziale (7 racconti) di Amalia D'Agostino Schanzer, Dry Martini, prefazione di Mario Monti, Longanesi, Milano 1962
trad. parziale di Marco Papi, Addio, fratello mio, Garzanti, Milano 1987
trad. parziale di Marco Papi, Ballata, Fandango libri, Roma 2000
trad. parziale di Marco Papi, Il nuotatore, prefazione di Fernanda Pivano, Fandango libri, Roma 2000
trad. parziale di Sergio Claudio Perroni, Oh città dei sogni infranti, Fandango libri, Roma 2003
trad. parziale di Leonardo Giovanni Luccone, Il rumore della pioggia a Roma, Fandango libri, Roma, 2004
trad. parziale Il nuotatore e altri racconti, prefazione di Fernanda Pivano, Fandango libri, Roma, 2008
trad. parziale (6 racconti) di Leonardo Giovanni Luccone, Racconti italiani, Fandango libri, Roma, 2009
trad. parziale (4 racconti) di Leonardo Giovanni Luccone, Fall River e altri racconti, Sole24Ore, Milano 2011
trad. parziale (13 racconti inediti), di Leonardo Giovanni Luccone, Tredici racconti, postfazione di George W. Hunt, Fandango libri, Roma, 2011
trad. parziale (61 racconti) di vari, I racconti, introduzione di Andrea Bajani, postfazione di Adelaide Cioni, Feltrinelli, Milano 2012

giovedì 25 settembre 2025

HEMON Aleksandar (1964 - viv.)

 

Aleksandar Hemon
 (Sarajevo, 9 settembre 1964) è uno scrittore bosniaco naturalizzato statunitense.
La madre di Aleksandar Hemon era serbo-bosniaca; il padre era di origine ucraina; un bisnonno dello scrittore, prima dello scoppio della prima guerra mondiale emigrò in Bosnia da una regione dell'Ucraina, allora parte dell'impero austro-ungarico.
Nel 2000 Hemon ha pubblicato il suo primo libro, The Question of Bruno, che comprende alcuni racconti ed un romanzo breve.
Il secondo libro, Nowhere Man, pubblicato nel 2002, può essere considerato sia un romanzo sia un'antologia di racconti collegati: racconta di Jozef Pronek, un personaggio già apparso in uno dei racconti di The Question of Bruno. Nowhere Man fu finalista al premio National Book Critics Circle del 2002.
Nel giugno 2006 sono stati pubblicati da Picador Exchange of Pleasant Words and A Coin.
Risale al maggio 2008, il romanzo Il progetto Lazarus (The Lazarus Project), arricchito da numerose fotografie di Velibor Bozovic amico di infanzia di Hemon. Il romanzo è stato finalista ai premi National Book Award (2008) e National Book Critics Circle Award (2008) e ha vinto la V edizione del Premio Gregor von Rezzori nel 2011.
Nel maggio 2009 Hemon ha pubblicato una nuova raccolta di storie brevi intitolata Love and Obstacles, scritte in gran parte nello stesso periodo di The Lazarus Project.
Nel 2020 ha vinto il Premio Dos Passos.

Opere
Spie di Dio (The Question of Bruno, 2000), traduzione di A. Tranfo, Einaudi, 2000
Nowhere Man (2002), traduzione di A. Tranfo, Einaudi, 2004
(EN) Exchange of Pleasant Words and A Coin, 2006.
Il progetto Lazarus (The Lazarus Project, 2008), traduzione di Maurizia Balmelli, Einaudi, 2010
Amore e ostacoli (Love and Obstacles, 2008), traduzione di Maurizia Balmelli, Einaudi, 2014
Il libro delle mie vite (The Book of My Lives, 2013), traduzione di Maurizia Balmelli, Einaudi, 2013
L'arte della guerra zombi, traduzione di Maurizia Balmelli, Einaudi, 2016
I miei genitori / Tutto questo non ti appartiene, Crocetti, 2022
Il mondo e tutto ciò che contiene, traduzione di Maurizia Balmelli, Crocetti, 2023


martedì 23 settembre 2025

PROULX Annie (1935 - viv.)

 

Annie Proulx
, all'anagrafe Edna Annie Proulx (Norwich, 22 agosto 1935), è una scrittrice statunitense e di origini canadesi, vincitrice del Premio Pulitzer per la narrativa con il romanzo Avviso ai naviganti.
Annie Proulx vive in un piccolo paese del Wyoming. Ha esordito tardivamente nel 1988 con Heart Songs and Other Stories, cui è seguito nel 1992 il romanzo Postcards (Cartoline, 2002), vincitore del Premio PEN/Faulkner per la narrativa.
In Italia sono stati pubblicati anche i suoi romanzi Avviso ai naviganti (1997), vincitore del Pulitzer, del National Book Award e di vari altri prestigiosi riconoscimenti letterari e che ha ispirato il film The Shipping News - Ombre dal profondo del 2001 del regista Lasse Hallström; I crimini della fisarmonica e il noto Gente del Wyoming (Baldini e Castoldi, 1999, pubblicato originalmente sul quotidiano The New Yorker il 13 ottobre 1997), da cui è stato tratto il film I segreti di Brokeback Mountain, film rivelazione del 2005, vincitore di ben 3 premi Oscar, diretto dal regista Ang Lee e con le interpretazioni di Heath Ledger, Jake Gyllenhaal, Michelle Williams e Anne Hathaway.
Altri lavori conosciuti della Proulx sono anche Distanza ravvicinata (Close Range), che sarebbe poi il titolo originale di Gente del Wyoming (del 2000), edito in italiano da Marco Tropea Editore (2004) e Quel vecchio asso nella manica.
Gente del Wyoming è una raccolta di testi molto concentrati: nel racconto Brokeback Mountain, narra la storia di due rudi cow-boy abituati nel 1963 alle difficili condizioni dei pascoli estivi e che poco a poco diventano una coppia, malgrado i pregiudizi e una vita normale con mogli e figli, fra i loro brevi incontri, durati per ben vent'anni.
Nel 2013 ha scritto il libretto dell'adattamento operistico di Brokeback Mountain, debuttato al Teatro Real di Madrid nel gennaio 2014.

Opere
Romanzi

(EN) Sweet and Hard Cider: Making It, Using It and Enjoying It, 1984.
Cartoline [Postcards], Baldini Castoldi Dalai, 1992
Avviso ai naviganti [The Shipping News], Baldini Castoldi Dalai, 1993
I crimini della fisarmonica [Accordion Crimes], Baldini Castoldi Dalai, 1996
Gente del Wyoming [Brokeback Mountain], Baldini Castoldi Dalai, 1998.
I segreti di Brokeback Mountain [Brokeback Mountain], Baldini Castoldi Dalai, 2005
Quel vecchio asso nella manica [That Old Ace in the Hole], Tropea, 2002
Pelle di corteccia [Barkskins], 2016.

Antologie
(EN) Heartsongs and Other Stories, 1988.
Distanza ravvicinata [Close Range: Wyoming Stories], Baldini Castoldi Dalai, 1998
Storie del Wyoming [Bad Dirt: Wyoming Stories 2], Marco Tropea, 2006 [2004].
Ho sempre amato questo posto [Fine Just the Way It Is: Wyoming Stories 3], Mondadori, 2009 [2008].


lunedì 22 settembre 2025

ALGREN Nelson (1909 - 1981)

 

Nelson Algren
 (Detroit, 28 marzo 1909 – Long Island, 9 maggio 1981) è stato uno scrittore, poeta e giornalista statunitense. Fu un narratore dello squallore dei bassifondi di Chicago abitati da pugili, giocatori d'azzardo, immigrati soprattutto messicani e polacchi.
Si inserisce, assieme a James Thomas Farrell, Richard Wright e John Hersey nella corrente del Realismo americano iniziata da Theodore Dreiser.
L'autore prese parte alla seconda guerra mondiale. Si laureò in giornalismo presso l'Illinois University e successivamente diresse la rivista The Anvil. Per alcuni anni ebbe una relazione sentimentale con la scrittrice parigina Simone de Beauvoir, conosciuta nel 1947.

Opere

Romanzi

1935 - Somebody in Boots
1942 - Never come Morning (Mai venga il mattino)
1949 - The Man with the Golden Arm (L'uomo dal braccio d'oro)
1956 - A Walk on the Wild Side (Passeggiata selvaggia)
1963 - Who Lost an American? (Chi ha perduto un americano?)

Racconti
1947 - The Neon Wilderness (Le notti di Chicago)
1973 - The Last Carousel

Poesie
1951 - Chicago: A City on the Make

Altre pubblicazioni
1962 - Nelson Algren's Own Book of Lonsome Monsters
1964 - Conversations With Nelson Algren
1966 - Notes from a Sea Diary: Hemingway All the Way
1968 - Prefazione a The True Story of Bonnie and Clyde

Opere postume
1983 - The Devil's Stocking (Romanzo)
1994 - The Texas Stories of Nelson Algren (Novelle)
1995 - Nonconformity: Writing on Writing
2009 - Entrapment and other writings

domenica 21 settembre 2025

MALAMUD Bernard (1914 - 1986)

 

Bernard Malamud 
(Brooklyn, 26 aprile 1914 – New York, 18 marzo 1986) è stato uno scrittore statunitense di origini ebraiche. Figlio di Bertha (in origine Brucha Fidelman) e Max (in origine Mendel) Malamud, una coppia di immigranti ebrei di origine russa, Bernard nacque nel 1914, quattro anni dopo il matrimonio dei suoi e dopo che la coppia ebbe un figlio nato morto nel 1912.
Nel 1917 nacque il fratello Eugene, i due nel 1929 persero la madre, morta in un ospedale psichiatrico del Queens.
Poco tempo dopo, Bernard iniziò gli studi presso il City College of New York, un'istituzione per giovani di talento ma poco abbienti, dove si laureò nel 1936. In seguito frequentò la Columbia University conseguendo il Master of Art in lingua e letteratura inglese nel 1942. Argomento della tesi erano le poesie di Thomas Hardy. Nel frattempo fece molti lavoretti, da supplente precario a usciere d'albergo, da negoziante a contadino stagionale.
Dopo la conclusione degli studi lavorò come impiegato amministrativo presso il fisco statunitense a Washington e poi come insegnante di scuole serali, prevalentemente a Brooklyn.
A questo periodo risale l'inizio della scrittura del romanzo The Light Sleeper, che completò nel 1948 e stanco dei rifiuti da parte di editori bruciò nel 1951.
Negli anni quaranta scriveva però soprattutto racconti brevi e al 1943 risale la pubblicazione dei primi racconti su piccole riviste. Nel 1945, sposò Ann de Chiara, di tre anni più giovane, e la coppia si trasferì da Brooklyn al Greenwich Village dove nel 1947 nacque il primo figlio Paul Francis.
Bernard proseguì l'attività di insegnamento presso le scuole serali finché nel 1950 gli viene offerto un posto di insegnante di grammatica a Corvallis, presso l'Oregon State College (nome poi cambiato in Oregon State University).
Nei primi anni cinquanta pubblicò diversi racconti brevi su riviste di più certa notorietà finché nel 1952, anno in cui nacque la seconda figlia, Joanna Ellen, e il fratello Eugene venne diagnosticato «schizofrenico» (come la madre), vide la luce il suo primo romanzo, The Natural (Il migliore) che ottenne un discreto successo di critica e lo consacrò fra gli scrittori ritenuti "promettenti". La notorietà non cambiò le sue abitudini, Malamud continuò a dedicare infatti alla scrittura ogni minuto libero dall'attività d'insegnamento.
Nel 1954 morì il padre per via di un attacco di cuore. Nello stesso periodo effettuò alcuni viaggi in Europa e per un breve periodo risiedette in Italia, a Roma.
Del 1957 è il suo secondo romanzo, The Assistant (Il commesso), premiato con il "Rosenthal Award" e con il "Daroff Memorial Fiction Award". Anche la raccolta di racconti brevi The Magic Barrel, uscita l'anno successivo, venne premiata con il "National Book Award".
Dopo qualche corso estivo nella Yaddo Corporation e alla Harvard, si trasferì con la famiglia al Bennington College, nel Vermont, dove insegnò scrittura creativa.
Vennero pubblicati il terzo romanzo, A New Life (Una nuova vita) nel 1961 e la seconda raccolta di racconti Idiots First (1963). L'anno successivo fece un viaggio, visitando nuovamente Inghilterra, Francia, Spagna, Italia e, in piena guerra fredda, l'Unione Sovietica.
Nel 1964 diviene membro del "National Institute of Arts and Letters" e raggiunse l'apice della sua carriera letteraria in seguito alla pubblicazione del suo quarto romanzo, The Fixer (L'uomo di Kiev) (1966) per il quale gli vennero conferiti il "Premio Pulitzer" e un secondo "National Book Award".
In seguito Malamud ebbe un declino nella produzione letteraria, la raccolta di novelle Pictures of Fidelman: An Exhibition(1969) non ottenne il successo delle opere precedenti e anche il successivo romanzo The Tenants (Gli inquilini) (1971) non incontrò il favore unanime dei critici.
Nel 1971 per cinque mesi visse a Londra, nel 1972 acquistò un appartamento nelle Lincoln Towers di Manhattan, nel 1973 una terza raccolta di racconti fu Rembrandt's Hat. Nello stesso anno il fratello muore.
Nel 1976 ricevette il "Jewish Heritage Award" e nel 1978 fece un viaggio in Ungheria.
Nel 1979, pubblicò il settimo romanzo, Dubin's Lives (Le vite di Dubin) ritenuto dall'autore il "suo romanzo migliore" che per certi versi rappresentò la conclusione del periodo di crisi. Divenne presidente del "PEN American Center" (un istituto che sosteneva gli scrittori con assegni e altre opere di mecenatismo) dal 1979 al 1981.
Le opere seguenti furono il romanzo God's Grace (Dio mio, grazie, 1982) e la raccolta di racconti The Stories of Bernard Malamud (1983) che gli valsero il conferimento della medaglia d'oro da parte dell'"American Academy and Institute of Arts and Letters".
Nel 1984 venne realizzato il film con Robert Redford tratto da The Natural (Il migliore, per la regia di Barry Levinson). Nel 1985 ricevette il Premio Mondello.
Dopo un intervento chirurgico al cuore, iniziò il suo ottavo romanzo che non portò mai a termine (The People, uscito incompleto postumo nel 1989), ma nonostante l'intervento morì a causa di un infarto il 18 marzo 1986 nel suo appartamento di New York. Le sue ceneri sono conservate nel "Mount Auburn Cemetery" di Cambridge, nel Massachusetts.
Nel 1997 tutti i racconti furono raccolti in The Complete Stories, a cura dell'amico Rovert Giroux.
Nel 2014 una selezione di suoi romanzi è stata pubblicata in due volumi della serie editoriale Library of America: il n. 248 della serie, Novels and Stories of the 1940s & 50s e il n. 249, Novels and Stories of the 1960s.
Nel 2014 è stato pubblicato il primo dei due volumi (1952-1966) che la Mondadori gli ha dedicato nella serie I Meridiani: in questa pubblicazione, due titoli sono stati cambiati: Il migliore (The Natural) è divenuto Il fuoriclasse; Il commesso (The assistant) è stato cambiato in I giovani di bottega. Il volume contiene anche i romanzi L'uomo di Kiev e Una nuova vita, oltre a due raccolte di racconti (Il barile magico e Prima gli Idioti). Nel 2015, infine, è stato pubblicato il secondo e ultimo volume (1967-1986), sempre appartenente alla medesima collana, che ha così raccolto le rimanenti opere di Malamud.

Opere
Opera omnia
Novels and Stories of the 1940s & 50s. The Natural, The Assistant, Stories, Library of America, 2014 
Novels and Stories of the 1960s. A New Life, The Fixer, Pictures of Fidelman: an Exhibition, Stories, Library of America, 2014
Romanzi e racconti. 1952-1966 (contiene i romanzi Il migliore con il titolo Il fuoriclasse; Il commesso con il titolo II giovane di bottega; Una nuova vita; L'uomo di Kiev; e le raccolte di racconti Il barile magico e Prima gli Idioti), a cura di Paolo Simonetti, con un'introduzione di Tony Tanner, Collana "I Meridiani", Mondadori, Milano, 2014
Romanzi e racconti. 1967-1986 (contiene i romanzi Ritratti di Fidelman: una mostra; Gli inquilini; Le vite di Dubin; God's Grace con il titolo La grazia di Dio; Il popolo; e la raccolta di racconti Il cappello di Rembrandt, oltre a racconti sparsi), a cura e con un saggio introduttivo di Paolo Simonetti, Collana "I Meridiani", Mondadori, Milano, 2015
Romanzi
1952 - The Natural, trad. Mario Biondi, Il migliore, Collana Omnibus, Mondadori, 1ª ed. settembre 1984; Collana '900 Capolavori della narrativa contemporanea n.10, Mondadori-De Agostini, 1987; n.ed. Roma: Minimum Fax, 2006
1957 - The Assistant, trad. Giancarlo Buzzi, Il commesso, Torino: Einaudi, 1962; Collana I Nuovi Coralli n.25, Einaudi, Torino, 1972; con uno scritto introduttivo di Giorgio Manganelli, Collana Einaudi Tascabili, Einaudi, 1994; n.ed. Roma: Minimum Fax, 2013
1961 - A New Life, trad. Vincenzo Mantovani, Una nuova vita, Torino: Einaudi, 1963, n.ed. Roma: Minimum fax, 2007
1966 - The Fixer, trad. Ida Omboni, L'uomo di Kiev, Torino: Einaudi, 1968; Collana I Nuovi Coralli n.239, Einaudi, Torino, 1979; n.ed. Roma: Minimum Fax, 2014
1971 - The Tenants, trad. Floriana Bossi, Gli inquilini, Collana SuperCoralli, Einaudi, Torino, 1972; n.ed. Roma: Minimum fax, 2008
1979 - Dubin's Lives, trad. Bruno Oddera, Le vite di Dubin, Collana SuperCoralli, Einaudi, Torino, 1981; n.ed. Roma: Minimum fax, 2009
1982 - God's Grace, trad. Camillo Pennati, Dio mio, grazie, Collana SuperCoralli, Einaudi, Torino, 1984
1989 - The People, non finito e postumo, a cura di Robert Giroux, trad. Igor Legati, Il popolo, Torino: Einaudi, 1993
Racconti
1958 - The Magic Barrel, trad. Vincenzo Mantovani, Il barile magico, Collana SuperCoralli, Einaudi, Torino, 1964 (13 racconti); - n.ed. Roma: Minimum Fax, 2011
1963 - Idiots First, trad. Ida Omboni, Prima gli idioti, Collana I Coralli n.232, Torino: Einaudi, 1966 (12 racconti) - nuova ed. Roma: Minimum Fax, 2012
1969 - Pictures of Fidelman: An Exhibition, trad. Ida Omboni, La Venere di Urbino, Collana I Nuovi Coralli n.62, Einaudi, Torino, gennaio 1973 (6 racconti); Ritratti di Fidelman, Roma, Minimum Fax, 2010
1973 - Rembrandt's Hat, trad. Donata Migone, Il cappello di Rembrandt, Collana I Nuovi Coralli n.131, Einaudi, Torino, 1975 (8 racconti) ,nuova ed. Roma: Collana Minimum Classics, Minimum Fax, Ottobre 2015
1983 - The Stories of Bernard Malamud (scelta di 25 racconti precedentemente pubblicati in volume con un'inedita introduzione dell'autore)
1989 - Uncollected Stories, trad. Igor Legati, in The People, cit. (romanzo incompiuto e 16 racconti)
1997 - The Complete Short Stories, a cura di Robert Giroux, trad. in Tutti i racconti, volume 1: 1940-62 (29 racconti) e volume 2: 1963-84 (26 racconti), Einaudi, Torino, 2001
2008 - Racconti, a cura di Eraldo Affinati, Collana Letture, Einaudi, Torino, 2008
2019 - Tutti i racconti, trad. Giovanni Garbellini, Igor Legati, Vincenzo Mantovani - Collana Minimum Classics, Minimum Fax, Ottobre 2019

sabato 20 settembre 2025

LISPECTOR Clarice (1920 - 1977)

 

Chaja Pinkasivna Lispektor, meglio conosciuta come Clarice Lispector (in ucraino Хая Пінкасівна Ліспектор; in yiddish חיה פּינקאַסיװנאַ ליספּעקטאָר; Čečel'nyk, 10 dicembre 1920 – Rio de Janeiro, 9 dicembre 1977), è stata una scrittrice, giornalista e traduttrice ucraina naturalizzata brasiliana.
Nata in Ucraina e naturalizzata brasiliana - per quanto riguarda la sua "brasilianità" affermava di essere pernambucana - ha scritto romanzi, racconti e saggi, ed è considerata una delle scrittrici brasiliane più importanti del XX secolo nonché la più importante scrittrice ebrea dai tempi di Franz Kafka Le sue opere abbondano di scene di semplice quotidianità e di trame psicologiche: una delle sue principali caratteristiche è l'epifania di personaggi comuni durante una normale scena quotidiana.
Nata in una famiglia ebrea russa, all'età di due anni fu costretta ad emigrare in Brasile a causa della persecuzione degli ebrei durante la Guerra civile. La scrittrice dirà di non avere alcun legame con l'Ucraina: "Su quella terra non ho letteralmente mai messo piede: mi hanno portata in braccio". È cresciuta a Recife, nello stato di Pernambuco, dove sua madre morì quando lei aveva nove anni. Durante gli anni dell'adolescenza la famiglia si trasferì a Rio de Janeiro.
Mentre studiava legge all'Università Federale di Rio de Janeiro, iniziò a pubblicare i suoi primi articoli giornalistici e racconti, e conobbe presto la fama, all'età di 23 anni, con la pubblicazione del suo primo romanzo, Vicino al cuore selvaggio (Perto do coração selvagem), scritto sotto forma di monologo interiore. Lasciò il Brasile nel 1944, dopo il suo matrimonio con un diplomatico brasiliano, e trascorse circa quindici anni in Europa e negli Stati Uniti. Dopo il ritorno a Rio de Janeiro nel 1959, iniziò a produrre le sue opere più famose, tra cui il libro di racconti Legami famigliari (Laços de família), il grande romanzo mistico La passione secondo G.H. (A paixão segundo G.H.), e quello che è probabilmente il suo capolavoro, Água viva.
Lo stile di Clarice Lispector va oltre qualsiasi tentativo di definizione. La scrittrice e critica francese Hélène Cixous arriva ad affermare che nella letteratura brasiliana vi è uno stile A.C. (Antes de Clarice - prima di Clarice) e D.C.(Depois de Clarice - dopo Clarice).
Rimasta ferita in un incidente nel 1966, ha trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita scrivendo e pubblicando regolarmente romanzi e racconti fino alla sua morte, avvenuta nel 1977 all'età di 57 anni. È stata oggetto di numerosi studi, e i riferimenti a lei e alla sua opera sono comuni nella letteratura e nella musica brasiliana.
Clarice Lispector, la più giovane delle tre figlie di Pinkas Lispektor e Manja Krimgol'd Lispektor, nacque a Čečel'nyk, in Podolia, uno shtetl nell'attuale Ucraina. Dopo lo scioglimento dell'Impero russo la sua famiglia soffrì terribilmente nei pogrom durante la Guerra Civile: questa fase sarà romanzata dalla sorella maggiore Elisa Lispector nell'autobiografico No Exilio (1948). I Lispector riuscirono a fuggire in Romania, e da qui emigrarono in Brasile, dove la madre Manja aveva dei parenti. Partirono da Amburgo ed arrivarono in Brasile nei primi mesi del 1922, quando Chaya (nome originale di Clarice) aveva poco più di un anno.
All'arrivo tutti i membri della famiglia, ad eccezione di Tania (19 aprile 1915 - 15 novembre 2007), cambiarono nome: Pinkas divenne Pedro, Manja divenne Marieta, Lija divenne Elisa, e Chaja divenne Clarice. Inizialmente si stabilirono a Maceió, nello stato di Alagoas. Dopo tre anni, durante i quali la salute di Marieta peggiorò rapidamente, si trasferirono nel quartiere di Boa Vista a Recife, Pernambuco, dove abitarono al numero 367 di Praça Maciel Pinheiro e più tardi in Rua da Imperatriz.
A Recife, dove suo padre si impegnò duramente per mantenere economicamente la famiglia, Clarice perse la madre all'età di 9 anni, il 21 settembre 1930. Frequentò una scuola ebreo-yiddish-brasiliana, dove si insegnavano l'ebraico e lo yiddish, oltre alle materie classiche. Nel 1932, fu ammessa al Ginásio Pernambucano, allora era la più prestigiosa scuola secondaria dello stato. Un anno dopo, fortemente influenzata da Il lupo della steppa di Hermann Hesse, decise di diventare una scrittrice: "Mi sono impossessata della volontà di scrivere".
Nel 1935, Pedro Lispector decise di trasferirsi con le figlie a Rio de Janeiro, all'epoca capitale del Brasile, sperando di trovare migliori opportunità economiche e anche dei mariti ebrei per le figlie. La famiglia andò a vivere nel quartiere di São Cristóvão, a nord del centro di Rio, prima di trasferirsi a Tijuca. Nel 1937, Clarice entrò alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Federale di Rio de Janeiro, allora chiamata Università del Brasile, e oggi uno dei più prestigiosi istituti di istruzione superiore del paese. Il suo primo racconto noto, Triunfo, fu pubblicato sulla rivista PAN il 25 maggio 1940. Poco dopo, il 26 agosto 1940, a seguito di complicazioni durante un'operazione alla cistifellea, morì il padre, all'età di 55 anni.
Durante gli anni dell'università, Clarice iniziò anche a lavorare come giornalista, prima al servizio della Agência Nacional, l'agenzia di stampa ufficiale del governo, e poi all'importante giornale A Noite.
Il traduttore americano Gregory Rabassa ricorda di essere rimasto "sbalordito dall'incontro di quella rara persona [Lispector] che assomigliava a Marlene Dietrich e che scriveva come Virginia Woolf". Lispector conobbe la nuova generazione di scrittori brasiliani, tra i quali Lúcio Cardoso, del quale si innamorò senza speranza, essendo questi omosessuale. Clarice cominciò a frequentare un collega di giurisprudenza, di nome Maury Gurgel Valente, che lavorava all'Itamaraty, il ministero degli esteri brasiliano. Per sposare un diplomatico doveva essere naturalizzata brasiliana. Non appena raggiunse l'età richiesta, il 12 gennaio 1943 ottenne la cittadinanza e undici giorni dopo sposò Gurgel.
Nel dicembre del 1943, dopo la laurea, Clarice pubblica il suo primo romanzo, Perto do coração selvagem (Vicino al cuore selvaggio). L'opera, che narra la storia interiore di una giovane donna di nome Joana, fece scalpore. L'anno seguente il libro vinse il prestigioso premio Graça Aranha come miglior romanzo d'esordio del 1943. Un critico, il poeta Lêdo Ivo, lo ha definito "il più grande romanzo che una donna abbia mai scritto in lingua portoghese". "L'opera di Clarice Lispector appare nel nostro mondo letterario come la prova più seria di romanzo introspettivo", ha scritto il critico di San Paolo Sérgio Milliet: "Per la prima volta un autore brasiliano va oltre la semplice approssimazione in questo campo quasi vergine della nostra letteratura, per la prima volta un autore penetra fino in fondo la complessità psicologica dell'anima moderna"
Questo romanzo, così come i successivi, sono profondamente focalizzati sugli stati emotivi interiori.
Quando Perto do coração selvagem fu pubblicato, molti sostennero che il suo tipo di flusso di coscienza fosse fortemente influenzato da Virginia Woolf o James Joyce, ma Clarice lesse questi autori soltanto dopo aver terminato l'opera. La citazione di Joyce e il titolo, preso dall'opera joyciana Ritratto dell'artista da giovane, le furono entrambi suggeriti da Lúcio Cardoso.
Poco dopo la pubblicazione del romanzo, Clarice e il marito lasciarono Rio per trasferirsi a Belém, nello stato di Pará, sulla foce del Rio delle Amazzoni.
Il 29 luglio 1944 Clarice lasciò il Brasile per la prima volta da quando vi era arrivata da bambina, e passò un periodo a Napoli, dove Maury era stato inviato per lavorare nel Consolato brasiliano. Napoli era la città dove sostava la Força Expedicionária Brasileira, i cui soldati combattevano a fianco delle forze alleate contro i nazisti. Clarice lavorò all'ospedale militare di Napoli, prendendosi cura dei feriti delle truppe brasiliane. A Roma incontrò il poeta Giuseppe Ungaretti, che tradusse delle parti di Vicino al cuore selvaggio, e Giorgio de Chirico le dipinse un ritratto. Nella città partenopea completò il suo secondo romanzo, O Lustre (1946), che come il primo tratta della vita interiore di una ragazza, questa volta di nome Virginia. Quest'opera è più lunga e complessa, la critica la ricevette con entusiasmo, ma il suo impatto fu meno sensazionale di quello riservato a Vicino al cuore selvaggio. Il critico Gilda de Melo e Sousa, in un articolo del 14 luglio 1946 sulla rivista Estado de S. Paulo, scrisse: "Dotata di un enorme talento e di una personalità rara, dovrà soffrire, fatalmente, per il peso di entrambi, dal momento che gode ampiamente dei loro benefici".
Dopo una breve visita in Brasile quell'anno, Clarice e Maury tornarono in Europa, e Maury fu inviato all'ambasciata brasiliana in Svizzera. Questo fu un momento di tedio e frustrazione per la scrittrice: in una lettera scrisse alla sorella Tania "Questa Svizzera è un cimitero di sensazioni". Il 10 settembre 1948 nacque a Berna il figlio Pedro Gurgel Valente, e in quella stessa città Clarice scrisse il suo terzo romanzo, A cidade sitiada (1946).
Il libro che Lispector scrisse a Berna racconta la storia di Lucrécia Neves, e la crescita della sua città, São Geraldo, che si trasforma da piccolo insediamento a grande città. Il libro, ricco di metafore, non venne accolto con grande entusiasmo. Secondo un amico intimo di Clarice fu "forse il meno amato dei romanzi di Clarice Lispector". Sérgio Milliet concluse che "l'autore soccombe sotto il peso della sua propria ricchezza" e il critico portoghese João Gaspar Simões scrisse: "Il suo ermetismo ha la consistenza dell'ermetismo dei sogni. Chi la trova la chiave...". Nonostante la critica, Clarice si disse riconoscente a questo romanzo poiché l'aveva tenuta occupata: "Mi salvava da quel silenzio spaventoso delle vie di Berna".
Dopo aver lasciato la Svizzera nel 1949 ed aver trascorso quasi un anno a Rio, Clarice e Maury Gurgel Valente tornarono in Europa, in Gran Bretagna, nel Devon. Rimasero in Inghilterra dal settembre del 1950 al marzo del 1951. Nel 1952, di ritorno a Rio, dove la famiglia sarebbe rimasta per circa un anno, Clarice Lispector pubblicò un breve volume di sei racconti chiamato Alguns contos, in una piccola edizione promossa dal Ministero della Pubblica Istruzione. Questi racconti formano il nucleo della successiva raccolta Laços de família (Legami famigliari), del 1961.
Nel settembre del 1952 la famiglia si trasferì a Washington e comprò una casa al numero 4421 di Ridge Street, nel sobborgo di Chevy Chase, nel Maryland. Il 10 febbraio 1953 nacque il secondo figlio Paulo. In quel periodo Clarice si avvicinò molto allo scrittore brasiliano Érico Veríssimo e a sua moglie Mafalda. Iniziò a pubblicare i suoi racconti nella rivista Senhor, la cui prima uscita era prevista per l’inizio del 1959. Ma era sempre più scontenta dell'ambiente diplomatico. "L'ho odiato, ma ho fatto quello che dovevo [...] Ho dato cene, ho fatto tutto quello che si dovrebbe fare, ma con un disgusto...". Nel mese di giugno 1959 si separò dal marito e tornò con i figli a Rio de Janeiro, dove trascorse il resto della sua vita.
Gli anni sessanta
In Brasile Clarice lottò per mantenersi finanziariamente e cercò di trovare un editore sia per il romanzo che aveva finito di scrivere a Washington diversi anni prima, sia per il suo nuovo libro di racconti, Laços de Família (Legami famigliari). Quest’opera è composta dai sei racconti di Alguns contos e da altri sette, alcuni dei quali erano stati pubblicati nella rivista "Senhor". La raccolta fu pubblicata nel 1960. L’amico e scrittore Fernando Sabino le scrisse che il libro era "esattamente, sinceramente, indiscutibilmente, e anche con umiltà, il miglior libro di racconti mai pubblicato in Brasile".
A maçã no escuro (La mela nel buio) che aveva cominciato a scrivere a Torquay, era pronto dal 1956, ma fu più volte rifiutato dagli editori. Il suo romanzo più lungo e forse il più complesso, fu finalmente pubblicato nel 1961 dalla stessa casa editrice che aveva pubblicato Legami famigliari, ovvero la Livraria Francisco Alves di San Paolo. Il presunto narratore è un uomo chiamato Martim, che crede di aver ucciso la moglie e fugge nelle remote regioni interne del Brasile, dove trova lavoro come bracciante agricolo.
Intessuta dal flusso di coscienza piuttosto che dalla trama, quest’opera fortemente allegorica colpisce soprattutto per la creatività nell’utilizzo della lingua. Il 19 settembre 1962 A maçã no escuro vince il premio Dolores Carmen Barbosa come miglior romanzo.
Nel 1964 fu pubblicato uno dei suoi romanzi più scioccanti e celebri, A paixão segundo G.H., che tratta di una donna che, nella stanza di servizio del suo confortevole attico di Rio, attraversa un’esperienza mistica che la porta a mangiare un pezzo di scarafaggio.
«Lo scarafaggio è l’unico riferimento all’opera di Kafka, e se per molti brasiliani Clarice Lispector è un’icona della letteratura nazionale, per me è lo scrittore ebreo più importante dopo Kafka. Clarice si è posta domande, e ha anche trovato delle risposte, sulle più tipiche questioni ebraiche: la bellezza e l’assurdità di vivere in un mondo in cui Dio è morto e coloro che in maniera un po’ folle sono determinate a scovarLo.»
Il 14 settembre 1966 subì un terribile incidente nel suo appartamento. Dopo aver preso un sonnifero, si addormentò nel suo letto con una sigaretta accesa. Rimase gravemente ferita e la sua mano destra per poco non dovette essere amputata.
L'anno successivo pubblicò il suo primo libro per bambini, O mistério do coelho pensante (Il mistero del coniglio che sapeva pensare), una traduzione dall’inglese di un libro che aveva scritto a Washington per il figlio Paulo. Nel mese di agosto del 1967 cominciò a tenere una rubrica settimanale ("Crônica") per il Jornal do Brasil, un importante giornale di Rio de Janeiro, che contribuì ad aumentare notevolmente la sua fama al di là dei circoli intellettuali e artistici che da tempo l'ammiravano. Queste “crônicas” furono raccolte in seguito nell'opera postuma A Descoberta do Mundo (La scoperta del mondo).
Nel 1971 pubblicò un altro libro di racconti, Felicidade clandestina, molti dei quali ispirati a ricordi della sua infanzia a Recife. In questo periodo iniziò a lavorare all’opera che molti considerano la migliore, Água Viva (Acqua viva), un romanzo che fu per lei difficile da completare. Olga Borelli, che divenne sua fedele assistente e amica in quel periodo, ricorda:
«Era insicura e chiedeva spesso alle persone il loro parere. Con gli altri libri Clarice non aveva dimostrato questa insicurezza. Con Água Viva sì. Quella fu l'unica volta che vidi Clarice esitare prima di portare un libro all'editore. Lo disse lei stessa.»
Quando il libro uscì, nel 1973, fu immediatamente acclamato come un capolavoro: "Con questo romanzo Clarice Lispector risveglia da un letargo deprimente e degradante la produzione letteraria brasiliana attuale, e la eleva ad un livello di universale perennità e perfezione".
Il libro è un monologo interiore di un narratore anonimo in prima persona ad un anonimo "tu", a volte presente, a volte sottinteso. Água viva è una specie di confessione ad un interlocutore misterioso, le sue parole ci arrivano come águas-vivas ("meduse" in italiano), o ci bruciano o ci seducono. L’opera risveglia sapori, colori, suoni e fragranze nel lettore che si immerge in una narrazione sinestetica, che non rientra in nessun genere, come l’autrice stessa rivela: “è inutile cercare di classificarmi”.
Nel 1974 Clarice pubblicò due libri di racconti, Onde estivestes de noite (Dove siete stati di notte) e A via crucis do corpo (La passione del corpo). Se per scrivere la maggior parte dei suoi libri aveva impiegato anni, quest'ultimo invece fu scritto in tre giorni. Da poco licenziata dal Jornal do Brasil, Clarice stava attraversando una fase difficile, e aveva bisogno di intensificare le sue attività per avere più entrate. Per questo accettò ed evase rapidamente la richiesta del suo editore Álvaro Pacheco di scrivere tre storie su temi riguardanti il sesso.
Nel 1975 fu invitata al Primo Congresso Internazionale di Stregoneria a Bogotà, Colombia, un evento che ebbe grande eco sulla stampa e che accrebbe la sua notorietà. Venne letto il suo racconto O ovo e a galinha, e come prevedeva, non fu capito da molti:
«O ovo e a galinha è misterioso e possiede sì un tocco di occultismo. È un racconto difficile, profondo. Per questo credo che il pubblico, molto eterogeneo, sarebbe stato più contento se avessi estratto un coniglio dal cilindro. O se fossi caduta in trance. Cose che non ho mai fatto in vita mia. La mia ispirazione non viene dal soprannaturale, ma dall’elaborazione incosciente, che affiora in superficie come una specie di rivelazione. Inoltre, non scrivo per compiacere qualcuno.»
Clarice lavorò in seguito ad un libro intitolato Um sopro de vida: pulsações (Un soffio di vita: pulsazioni), pubblicato postumo a metà degli anni Settanta. Il libro è composto da un dialogo tra un "autore" e la sua creazione, Angela Pralini, un personaggio il cui nome è stato preso in prestito da un racconto di Dove siete stati di notte. Utilizzò questa stessa forma frammentaria per il suo ultimo e celebre romanzo, A Hora da Estrela (L'ora della stella), pubblicato nel 1977.
L'opera tratta delle problematiche del nord-est rurale brasiliano rispetto al sud-est urbanizzato, della povertà e del sogno di una vita migliore, e della lotta di una donna non istruita per sopravvivere in una società sessista.
Nel febbraio del 1977, pochi mesi prima della sua morte, concesse la sua unica intervista televisiva a Júlio Lerner di TV Cultura di San Paolo. In quell’occasione parlò di un romanzo che aveva appena finito, “Tredici nomi, tredici titoli”, ma si rifiutò di rivelare il nome della protagonista. Affermò inoltre che il libro era la storia di una ragazza povera, di “un’innocenza schiacciata, di una miseria anonima”.
Clarice utilizzò la propria infanzia nordestina come riferimento per costruire la storia della protagonista Macabéa. Durante l’intervista con Lerner menzionò inoltre un incontro con dei nordestini che tenevano una fiera a Campo de São Cristóvão a Rio de Janeiro; qui aveva notato lo "sguardo disorientato" dei lavoratori provenienti dal nord-est che risiedevano nella “cidade maravilhosa”. Affermò anche di aver tratto ispirazione dalla visita ad una chiromante, evento su cui si basa la parte finale del romanzo: quando stava lasciando la casa della veggente trovò divertente immaginare di essere improvvisamente colpita da una Mercedes gialla e di morire subito dopo aver sentito tutte le previsioni positive per il suo futuro.
Clarice Lispector fu ricoverata improvvisamente a causa di un cancro all’utero, secondo la biografia di Nadia Battella Gotlib, il primo giorno di novembre del 1977. Nel taxi, dirigendosi all’ospedale, la scrittrice propose alle amiche che l’accompagnavano di fingere di vivere un'altra situazione: "Fate finta che non stiamo andando in ospedale, che non sono malata e che ce ne stiamo andando a Parigi". Clarice cercava una consolazione in un gioco per cercare di alleviare la sua sofferenza. Un gioco che ancora una volta dimostra il suo lato evasivo, astratto della vita. Durante il periodo di ricovero Clarice non sapeva quale fosse la sua malattia, ma di certo lo supponeva. Faceva comunque progetti per quando sarebbe uscita da lì.
L’8 dicembre ebbe un malore improvviso e le venne fatta subito una trasfusione. Morì il giorno seguente, il 9 dicembre 1977. Nove giorni dopo la sua morte andò in onda l’intervista alla TV Cultura. L’ultima parte dice:
Intervistatore: – Ma lei non rinasce e si rinnova ad ogni nuovo lavoro?
Clarice: (Sospiro profondo.) – Ecco, io ora sono morta... Vediamo se resuscito. Per il momento sono morta... sto parlando dalla mia tomba...
Clarice Lispector, oltre a racconti e articoli, tradusse in totale 35 libri di diversi generi e autori, principalmente dall’inglese e dal francese. Complessivamente si contano 40 traduzioni che portano il suo nome.
Nel 1941, prima di intraprendere la carriera letteraria, lavorava come reporter per la rivista Vamos Ler e qui contribuiva anche traducendo. La sua prima traduzione fu quella di un racconto, Le missionaire, di Claude Farrère. Esaminando le traduzioni nel loro insieme, è evidente che in quel periodo per Clarice tradurre è una necessità: i generi e gli autori sono molto eterogenei.
Nel 1963, dopo più di vent’anni, ritorna attiva in questo campo, con la traduzione dall’inglese del romanzo The Winthrop Woman, di Anya Seton, edito dalla casa editrice Ypiranga. Nei sei anni che seguirono pubblicò altre due traduzioni di romanzi dall’inglese per la Ypiranga, uno di Agatha Christie e l’altro di Alistair MacLean. Nel 1968 pubblicò nella Revista Jóia la “crônica” Traduzir procurando não trair, nella quale dà delle opinioni personali sul processo traduttologico.
Nel 1969 pubblicò la prima ed unica traduzione dallo spagnolo. Tradusse il racconto Historia de los dos que soñaron, di Jorge Luis Borges, nel Jornal do Brasil. È del 1973, invece, la sua prima traduzione dal francese, Lumière allumées, di Bella Rosenfeld. L’ultima traduzione pubblicata in vita fu quella del romanzo Le bluff du futur di Georges Elgozy, nel 1976.
È interessante notare che Clarice iniziò a pubblicare traduzioni e adattamenti di letteratura per l’infanzia nel suo ultimo decennio di vita, quando anche lei cominciò a dedicarsi a questo genere. Fece tre traduzioni adattate, tutte edite dalla Abril Cultural: dall’inglese I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift e Tom Jones di Henry Fielding, e dal francese L’isola misteriosa di Jules Verne, quest’ultima pubblicata postuma nel 1980.
Pubblicò nel 1970 una traduzione basata sull’opera Il talismano, di Walter Scott. Infine, tra il 1974 e il 1975 diede alle stampe dei racconti riscritti a partire dalle traduzioni di Edgar Allan Poe che furono successivamente riuniti in Histórias Extraordinárias de Allan Poe, editi dalla Ediouro nel 1996. Morì nel 1977 e fu sepolta al cimitero di Caju a Rio de janeiro.

Opere
Romanzi

Perto do Coração Selvagem (1943) / Vicino al cuore selvaggio, trad. di Rita Desti, Milano, Adelphi, 1987 (e successive) 
O Lustre (1946) /Il segreto, trad. di Adelina Aletti, Milano, La Tartaruga, 1999; Milano: B.C. Dalai, 2010  / Il lampadario, trad. di Virginia Caporali e Roberto Francavilla, Milano, Adelphi, 2022
A Cidade Sitiada (1949) / La città assediata, trad. di Roberto Francavilla ed Elena Manzato, Milano, Adelphi, 2024 
A maçã no escuro (1961) / La mela nel buio, trad. di Renata Cusmai Belardinelli, Milano, Feltrinelli, 1988
A Paixão Segundo G.H. (1964) / La passione secondo G. H., trad. di Adelina Aletti, con una nota di Angelo Morino, Torino, La rosa, 1982; Milano, Feltrinelli, 1991 
Uma Aprendizagem ou O Livro dos Prazeres (1969) / Un apprendistato o il libro dei piaceri, trad. e introduzione di Rita Desti, con una nota di Luciana Stegagno Picchio, Torino, La rosa, 1981; Milano, Feltrinelli, 1992 (e successive) 
Água Viva (1973) / Acqua viva, trad. di Angelo Morino, Palermo, Sellerio, 1997 ISBN 88-389-1350-1; trad. di Roberto Francavilla, Milano, Adelphi, 2017 ISBN 978-88-459-3148-2
A Hora da Estrela (1977) / L'ora della stella, trad. di Adelina Aletti, Milano, Feltrinelli, 1989 
Um Sopro de Vida (Pulsações) (1978) / Un soffio di vita, trad. di Roberto Francavilla, Milano, Adelphi, 2019 

Racconti
Alguns Contos (1952)
Feliz Aniversário (1960)
Laços de Família (1960) / Legami familiari, trad. di Adelina Aletti, Milano, Feltrinelli, 1986 (e successive) 
A Legião Estrangeira (1964)
Felicidade Clandestina (1971)
A Imitação da Rosa (1973)
A Via Crucis do Corpo (1974) / La passione del corpo, trad. di Amina Di Munno, Milano, Feltrinelli, 1987
Onde Estivestes de Noite (1974) / Dove siete stati di notte?, trad. di Adelina Aletti, Milano, Zanzibar, 1994

Interviste
De Corpo Inteiro (1975)
Letteratura per l'infanzia
O Mistério do Coelho Pensante (1967) / Il mistero del coniglio che sapeva pensare, trad. di Francesca Lazzarato, Milano, Mondadori, 1991 
A Mulher que Matou os Peixes (1968)
A Vida Íntima de Laura (1974)
Quase de Verdade (1978)
Como Nasceram as Estrelas: Doze Lendas Brasileiras (1987) / Come sono nate le stelle. Storie e leggende brasiliane, trad. di Maria Baiocchi, Roma, Donzelli, 2005 

Opere postume
A Bela e a Fera (1979) – raccolta di racconti inediti
A Descoberta do Mundo (1984) – selezione di crônicas / La scoperta del mondo. 1967-1973, trad. di Mauro Raggini, Milano, La Tartaruga, 2001  
Como Nasceram as Estrelas (1987) – racconti per bambini
Cartas Perto do Coração (2001) – lettere tra Clarice Lispector e Fernando Sabino
Correspondências (2002) – antologia di lettere da e per Clarice
Aprendendo a Viver (2004) – selezione di crônicas
Outros Escritos (2005) – interviste e selezione di testi di generi diversi scritti dall'autrice
Correio Feminino (2006) – selezione di testi pubblicati in rubriche femminili di varie riviste, negli anni Cinquanta e Sessanta
Entrevistas (2007) – selezione di interviste realizzate negli anni Sessanta e Settanta
Minhas Queridas (2007) – raccolta di lettere
Só para Mulheres (2008) – selezione di testi pubblicati in rubriche femminili di varie riviste, negli anni Cinquanta e Sessanta
De amor e amizade. Crônicas para jovens (2010) – selezione di crônicas
Clarice Lispector: todos os contos (2016) / Tutti i racconti, trad. di Roberto Francavilla, Milano, Feltrinelli, 2019

O'BRIEN Flann (1911 - 1966)

  Flann O'Brien , pseudonimo di Brian O'Nolan (Strabane, 5 ottobre 1911 – Dublino, 1º aprile 1966), è stato uno scrittore e giornali...