domenica 6 luglio 2025

SAPIENZA Goliarda (1924 - 1996)

 

Goliarda Sapienza (Catania, 10 maggio 1924 – Gaeta, 30 agosto 1996) è stata una scrittrice, attrice e partigiana italiana. Durante l'occupazione nazista di Roma è stata sottotenente nella brigata "Vespri" sotto il falso nome di "Ester Caggegi". È ricordata per la sua personalità poliedrica e complessa, e per il grande successo del suo romanzo, pubblicato postumo, L'arte della gioia. È considerata una delle scrittrici più significative della letteratura italiana del Novecento.
Nacque a Catania dalla sindacalista Maria Giudice, la prima donna dirigente della Camera del Lavoro di Torino, e l'avvocato socialista Giuseppe Sapienza. I genitori, entrambi coniugatisi dopo essere diventati vedovi, con tre figli l'uno e sette l'altra, la crebbero in un clima di assoluta libertà da vincoli sociali: il padre ritenne opportuno non farle nemmeno frequentare la scuola, per evitare che la figlia fosse soggetta a imposizioni e influenze fasciste. Ereditò il nome dal figlio maggiore del padre, il fratellastro Goliardo Sapienza, morto affogato in mare tre anni prima della sua nascita, presumibilmente ucciso dalla mafia, o dai fascisti, che difendevano gli interessi dei proprietari terrieri.
Durante l'occupazione nazista di Roma è stata sottotenente nella brigata "Vespri" sotto il falso nome di "Ester Caggegi" (tessera ANPI n. 128440). La brigata Vespri fu quella che il 25 gennaio 1944 portò alla liberazione di Sandro Pertini e Giuseppe Saragat, detenuti nel carcere romano di Regina Coeli.
A sedici anni si iscrisse all'Accademia nazionale d'arte drammatica di Roma, dove si era trasferita nel frattempo la sua famiglia. Per un periodo intraprese anche la carriera di attrice teatrale, distinguendosi in ruoli di protagoniste pirandelliane. Lavorò saltuariamente anche nel cinema, spinta inizialmente da Alessandro Blasetti ma in seguito si limitò a piccole apparizioni da figurante, spesso non accreditate, come in Senso di Luchino Visconti. Nel 1946 conobbe il giovane regista Citto Maselli, con cui, l'anno dopo, iniziò una relazione durata diciotto anni. Nel 1975 conobbe lo scrittore e attore Angelo Pellegrino, che sposò il 5 ottobre 1979.
Negli ultimi anni della sua vita fu docente di recitazione presso il Centro sperimentale di cinematografia di Roma, dietro interesse dell'amica Lina Wertmüller. Nel 1994 interpretò se stessa nel docufiction a lei dedicato, Frammenti di Sapienza, ideato e diretto da Paolo Franchi. Il documentario fu presentato alla Mostra d'arte cinematografica di Venezia.
Lasciò la carriera di attrice per dedicarsi alla scrittura. Il suo primo romanzo fu Lettera aperta (1967), che raccontava l'infanzia catanese, seguito da Il filo di mezzogiorno (1969) resoconto della terapia psicanalitica con il medico messinese Ignazio Majore.
Nel 1980 finì in carcere, dove fu detenuta per circa tre mesi[, per il furto di alcuni gioielli di un'amica che vendette ad un banco dei pegni usando la carta d'identità della cognata. Sempre in carcere, ma anche successivamente, continuò l'opera di scrittrice, pubblicando però molto poco, fatta eccezione per alcune sue opere come L'università di Rebibbia e Le certezze del dubbio, pubblicato grazie all'incontro con il conterraneo poeta ed editore Beppe Costa, che si batté a lungo per lei. Costa tentò senza successo di farle assegnare il vitalizio della legge Bacchelli, né riuscì a ottenere la ristampa delle sue opere. Sapienza riuscì comunque a pubblicare, con la sua casa editrice Pellicanolibri, Le certezze del dubbio, nel 1987, e fu premiata successivamente in occasione del Premio Casalotti del 1994. Durante la reclusione nel carcere di Rebibbia, si sentì più accettata dalle proprie compagne di reclusione che dagli intellettuali italiani e, dietro le sbarre, trovò il riconoscimento che desiderava: «Sono tornata a vivere in una piccola comunità dove le proprie azioni vengono seguite, e approvate quando giuste, insomma, riconosciute», scrive su L'università di Rebibbia, racconto del suo tempo in carcere.
Il suo romanzo più celebre, L'arte della gioia, fu pubblicato postumo per intero da Stampa Alternativa nel 1998, a cura di Angelo Maria Pellegrino. Soltanto la prima delle quattro parti che lo compongono era stata stampata durante la vita dell'autrice, nel 1994, nella collana Millelirepiù diretta da Marcello Baraghini. Il romanzo fu ripubblicato da Einaudi nel 2008. La stessa casa editrice ha pubblicato successivamente i volumi Io, Jean Gabin (2010), Appuntamento a Positano (2015) e una selezione di pensieri tratti dai diari della scrittrice, raccolti nei volumi Il vizio di parlare a me stessa (2011) e La mia parte di gioia (2013).

Romanzi
L'arte della gioia, prima edizione a cura di Stampa Alternativa, 1994 (capitoli 1-39); prima edizione integrale postuma: Stampa Alternativa 1998.
Autobiografia delle contraddizioni
Lettera aperta, Milano, Garzanti, 1967; Palermo, Sellerio, 1997; Torino, UTET, 2007; Torino, Einaudi, 2017.
Il filo di mezzogiorno, Milano, Garzanti, 1969; Milano, La Tartaruga, 2003; Milano, La nave di Teseo, 2019.
L'università di Rebibbia, Milano, Rizzoli, 1983; 2006; Torino, Einaudi, 2012.
Le certezze del dubbio, Roma, Pellicanolibri, 1987; Milano, Rizzoli, 2007; Torino, Einaudi, 2013.
Io, Jean Gabin, Torino, Einaudi, 2010.
Appuntamento a Positano, Torino, Einaudi, 2015.

Racconti
Destino coatto, Roma, Empirìa, 2002; Torino, Einaudi, 2011.
Elogio del bar, Roma, Elliot, 2014.

Poesie
Ancestrale, Milano, La Vita Felice, 2013.

Teatro
Tre pièces e soggetti cinematografici, Milano, La Vita Felice, 2014.

Taccuini
Il vizio di parlare a me stessa. Taccuini 1976-1989, Torino, Einaudi, 2011.
La mia parte di gioia. Taccuini 1989-1992, Torino, Einaudi, 2013.
Scrittura dell'anima nuda. Taccuini 1976-1992, Torino, Einaudi, 2022.

Epistolari
Cronistoria di alcuni rifiuti editoriali dell'arte della gioia, a cura di Angelo Pellegrino, Roma, Croce, 2016.
Lettere e biglietti, a cura di Angelo Pellegrino, Milano, La nave di Teseo, 2021.

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