mercoledì 30 aprile 2025

STEAD Christina (1902 - 1983)

 

Christina Stead
 (Rockdale, 17 luglio 1902 – Sydney, 31 marzo 1983) è stata una scrittrice australiana. Acclamata per il suo spirito satirico e le sue caratterizzazioni psicologiche penetranti, Christina Stead era una impegnata marxista, benché non fosse mai stata membro del Partito Comunista Australiano. Passò gran parte della sua vita fuori dall'Australia, ma vi ritornò prima di morire.
Nei suoi libri sono presenti molti tratti della tradizione letteraria e culturale del romanzo inglese, pur con degli accenti intensi, talvolta persino violenti, che rendono assai personali i suoi esiti artistici.
Scrisse 12 romanzi e diversi volumi di racconti nel corso della sua vita. Tenne un seminario sul romanzo presso la New York University nel 1943 e nel 1944 e lavorò come sceneggiatrice a Hollywood, Los Angeles , negli anni quaranta, contribuendo al film biografico Madame Curie e al film di guerra con John Ford e John Wayne I sacrificati.
Christina Stead nacque nella periferia di Rockdale, Nuovo Galles del Sud, Sydney. Suo padre era il biologo marino e conservazionista pioniere David George Stead. La famiglia visse a Rockdale presso la Lydham Hall, adesso aperta al pubblico come casa museo storico. Nel 1911 si trasferirono con la famiglia nella periferia di Watsons Bay.
Era figlia unica del primo matrimonio di suo padre e aveva cinque fratellastri dal suo secondo matrimonio. Il padre si sposò anche una terza volta con Thistle Yolette Harris, la botanista, educatrice, autrice e conservazionista australiana. Secondo alcuni questa casa fu un inferno per la Stead a causa del padre "dominatore".
Stead lasciò l'Australia nel 1928; lavorò in una banca parigina dal 1930 al 1935. Nel 1934 esordì con la raccolta I racconti di Salisburgo, accolta abbastanza favorevolmente dalla critica. Nello
stesso anno dette alle stampe il suo primo romanzo, Sette poveracci di Sydney, corale ricostruzione della Sydney anni venti, con i suoi conflitti sociali e politici. Seguì House of All Nations, nel 1938, accolto dalla critica come il suo lavoro più complesso e maturo, anche per la sicurezza con cui affronta i temi politici.
In quegli anni iniziò anche una relazione con lo scrittore, broker ed economista politico marxista William James Blake, con il quale viaggiò in Spagna, lasciandola allo scoppio della guerra civile, Francia, Regno Unito e Stati Uniti. Si sposarono nel 1952, dopo che Blake ebbe ottenuto il divorzio dalla sua precedente moglie.
Di ambientazione statunitense è infatti L'uomo che amava i bambini (Adelphi, 2004), del 1940: ritratto spietato e ironico di una famiglia di Washington, molto simile a quella in cui crebbe la scrittrice; questo è il suo romanzo più conosciuto. Solo da quando il poeta Randall Jarrell scrisse l'introduzione a una nuova edizione statunitense nel 1965 e il suo editore di New York la convinse a cambiare l'ambientazione da Sydney a Washington, però, il romanzo conquistò un pubblico ampio.
Seguirono nel 1945 Sola per amore e l'anno successivo Letty Fox (Adelphi, 2004), unanimemente considerato il suo capolavoro. Letty Fox fu ufficialmente bandito in Australia per diversi anni perché considerato amorale e osceno.
Stead ambientò uno dei due suoi romanzi britannici, Dark Places of the Heart, in parte a Gateshead, chiamata "Bridgehead" nel romanzo. Si trovava a Newcastle upon Tyne nell'estate del 1949, in compagnia della sua amica Anne Dooley (nata Kelly), una donna del posto che fu le ispirò il personaggio di Nellie Cotter, la straordinaria eroina del libro. Anne era senza dubbio responsabile del ragionevole tentativo di Stead di veicolare l'accento locale. Le sue lettere indicano che aveva preso la parlata di Tyneside e che si preoccupava molto della gente attorno a sé.
Dopo la morte di Blake per un cancro allo stomaco, nel 1968, la scrittrice ritornò in Australia.
Del 1973 è Il piccolo hotel, breve e tagliente romanzo (apparso per la prima volta in edizione italiana nel 2008) sedusse lo scrittore Saul Bellow, che arrivò a considerarla una delle scrittrici maggiori in lingua inglese che il Novecento avesse conosciuto.
Stead morì in ospedale a Balmain, Sydney, nel 1983, all'età di 80 anni.
Nel 2005 il periodico Time incluse L'uomo che amava i bambini nei suoi "100 migliori romanzi dal 1923 al 2005", e nel 2010 l'autore statunitense Jonathan Franzen salutò lo stesso romanzo come un "capolavoro" sul New York Times.
Dal 1979, durante i New South Wales Premier's Literary Awards, viene assegnato il Christina Stead Prize for Fiction.
La sua casa precedente, in Pacific Street, Watsons Bay, fu il primo luogo scelto per il Woollahra Council Plaque Scheme, lanciato nel 2014 allo scopo di onorare le persone di rilievo che avevano vissuto nella municipalità di Woollahra. In quella occasione sul sentiero fuori dalla casa appartenuta a Stead fu apposta una targa commemorativa.
La casa a Lydham Hall, Bexley, dove la scrittrice risiedeva tra il 1910 e il 1917 è stata trasformata in un museo aperto al pubblico.

Opere
Romanzi
Sette poveracci di Sydney, 1934, trad. di Aldo Busi, pp. 344, Garzanti, 1988.
The Beauties and Furies, 1936.
House of All Nations, 1938.
L'uomo che amava i bambini, trad. di Floriana Bossi, Adelphi, 1940
For Love Alone, 1945.
Letty Fox, 1946, trad. di A. Bottini, Adelphi, 2004.
Un tè e quattro chiacchiere, 1948, trad. di C. Brera, pp. 570, Adelphi, 1994.
The People with the Dogs, 1952.
Dark Places of the Heart, 1966.
Il piccolo hotel, 1973, trad. di Franca Cavagnoli, pp. 205, Fabula, 2008
Miss Herbert (The Suburban Wife), 1976.
I'm Dying Laughing: The Humourist, 1986.

Racconti
The Salzburg Tales, 1934.
The Puzzleheaded Girl: Four Novellas, 1965, (contiene The Puzzleheaded Girl, The Dianas, The Rightangled Creek e Girl from the Beach).
A Christina Stead Reader, 1978, edito da Jean B. Read
Ocean of Story: The Uncollected Stories of Christina Stead, edito da R. G. Geering, 1985.

Lettere
Web of Friendship: Selected letters, 1928–1973, edito da R.G. Geering, 1992.
Talking into the Typewriter: Selected Letters, 1973–1983, edito da R.G. Geering, 1992.
Dearest Munx: The Letters of Christina Stead and William J. Blake, edito da Margaret Harris, 2006


martedì 29 aprile 2025

DORERER Heimito von (1896 - 1966)

 

Heimito von Doderer
 (Hadersdorf-Weidlingau, 5 settembre 1896 – Vienna, 23 dicembre 1966) è stato uno scrittore austriaco.
I suoi romanzi, come La scalinata (1951) e Demoni, pubblicato nel 1956 dopo una gestazione trentennale, presentano contemporaneamente un panorama storico e un'analisi spettrale della società austroungarica in declino, e mostrano come la profonda realtà di un destino personale o nazionale si possa manifestare in avvenimenti discontinui e apparentemente insignificanti.
Heimito von Doderer nacque a Weidlingau, che dal 1938 fa parte del 14° distretto di Vienna, in una casetta forestale dove la sua famiglia alloggiava mentre il padre, l'architetto e ingegnere Wilhelm Carl Gustav Ritter von Doderer (Klosterbruck (Loucký klášter), Znaim 1854 - Vienna 1932) lavorava alla regolazione del fiume Vienna. La casetta non è stata conservata; oggi a contrassegnare il sito c'è un monumento commemorativo. Wilhelm Carl Doderer lavorò anche alla costruzione della ferrovia dei Tauri, del canale di Kiel e della rete di trasporti della metropolitana di Vienna. Anche suo fratello Richard (1876-1955) e suo padre Carl Wilhelm Christian Ritter von Doderer (Heilbronn 1825 - Vienna 1900) erano noti architetti e industriali. La moglie di Carl Wilhelm, Maria von Greisinger (1835-1914), era imparentata in linea materna con il poeta austriaco Nikolaus Lenau.
La madre di Doderer, nonché moglie di Wilhelm Carl, Louise Wilhelmine "Willy" von Hügel (1862-1946), era la figlia dell'affermato imprenditore edile tedesco Heinrich von Hügel (1828-1899), che aveva lavorato con il suo futuro marito a diversi progetti ferroviari. Sua sorella Charlotte aveva sposato Max Freiherr von Ferstel (1859-1936), figlio di Heinrich von Ferstel, architetto della Chiesa Votiva di Vienna (Votivkirche). Max von Ferstel aveva progettato la casa della famiglia Doderer nel quartiere viennese Landstraße.
Fino alla prima guerra mondiale la famiglia Doderer risultava tra le dinastie industriali più ricche dell'Austria-Ungheria. Heimito era il più giovane di sei figli. Il suo insolito nome era una tedeschizzazione del nome spagnolo Jaimito, un diminutivo di Jaime. Poiché Louise Wilhelmine (Luisa Guglielmina) era protestante, anche i suoi figli furono battezzati con rito protestante, anche se crebbero in un ambiente fondamentalmente cattolico.
Heimito von Doderer trascorse gran parte della sua vita a Vienna, dove frequentò il liceo, con modesti risultati. Passò le sue estati nel rifugio della sua famiglia a Reichenau an der Rax. Da adolescente iniziò una relazione omosessuale con il suo tutore privato e fece esperienze bisessuali e sadomasochistiche come frequentatore abituale di bordelli.
Nel 1914 superò a malapena gli esami di maturità e intraprese gli studi di giurisprudenza all'Università di Vienna; nonostante ciò, ad aprile 1915 si arruolò nel Reggimento del Dragone n° 3 dell'esercito austro-ungarico e prestò servizio nella fanteria montata al fronte orientale in Galizia e in Bucovina. Il 12 luglio 1916, durante l'offensiva Brusilov, fu fatto prigioniero di guerra dall'Esercito Imperiale Russo nella zona di Tlumach.
Molto distante da casa, in un campo nell'Estremo Oriente Russo per gli ufficiali prigionieri di guerra a Krasnaja Rečka, vicino a Chabarovsk, decise di diventare un autore e iniziò a scrivere. Dopo il trattato di Brest-Litovsk fu rilasciato dal governo bolscevico, ma doveva fare ritorno in Austria attraversando la guerra civile russa. Bloccato in Samara, Doderer e i suoi commilitoni si volsero nuovamente verso est, trovando rifugio in un campo della Croce Rossa vicino a Krasnojarsk accudito da Elsa Brändström. Molti uomini erano morti di febbre tifoide durante gli scontri. Doderer restò in Siberia fino al suo ritorno in Austria nel 1920; finalmente arrivò a Vienna il 14 agosto.
La sua prima pubblicazione, la raccolta di poesie Gassen und Landschaft, apparve nel 1923, seguita dal romanzo Die Bresche nel 1924, ottenendo scarso successo entrambe. Un secondo romanzo, Das Geheimnis des Reichs, fu pubblicato nel 1930. Lo stesso anno sposò Gusti Hasterlik, ma si separarono due anni dopo e divorziarono nel 1938.
Nel 1933 Doderer entrò a fare parte della sezione austriaca del Partito Nazista (NSDAP) e pubblicò diversi racconti sul Deutschösterreichische Tages-Zeitung, un quotidiano molto vicino al partito e che promuoveva il razzismo e l'annessione dell'Austria alla Germania nazista. Nel 1936 si trasferì a Dachau, in Germania, dove incontrò Emma Maria Thoma, che diventò la sua seconda moglie nel 1952. In Germania rinnovò la sua adesione al NSDAP (il Partito Nazista Austriaco era stato bandito nel 1933). Ritornò a Vienna nel 1938, condividendo un appartamento con il famoso pittore Albert Paris Gütersloh. Quell'anno fu pubblicato il suo romanzo L'occasione di uccidere. Si convertì al cattolicesimo nel 1940 a causa della lettura di Tommaso d'Aquino e della sua alienazione dai nazisti, che per alcuni anni era andata crescendo. Nel 1940 Doderer fu anche chiamato nella Wehrmacht e in seguito fu messo in appostamento nella Francia occupata dalla Germania, dove iniziò a lavorare al suo romanzo più famoso, La scalinata (il nome fa riferimento al cosiddetto Strudlhofstiege, una scalinata esterna a Vienna). A causa della cattiva salute poté ritornare dalla Francia nel 1943, prestando servizio nella zona di Vienna, prima di un appostamento finale ad Oslo, alla fine della guerra.
Dopo il suo ritorno in Austria, all'inizio del 1946, gli fu vietato pubblicare per un anno. Continuò a lavorare a La scalinata ma, benché avesse già completato l'opera nel 1948, l'ancora
sconosciuto autore fu impossibilitato a pubblicarlo subito. Comunque, quando apparve, nel 1951, ottenne un enorme successo e Doderer si assicurò un posto nella scena letteraria austriaca del dopoguerra. Doderer in seguito ritornò su un progetto anteriore incompleto, Demoni, che fu pubblicato nel 1956 venendo molto acclamato.
Nel 1958 iniziò a lavorare a ciò che avrebbe dovuto essere un romanzo in 4 volumi dal titolo generico di Roman Nr. 7, da considerarsi come controparte della settima sinfonia di Ludwig van Beethoven. Il primo volume, Die Wasserfälle von Slunj, fu dato alle stampe nel 1963; il secondo volume, Der Grenzwald, fu la sua ultima opera, uscita incompleta e postuma nel 1967, perché lo scrittore morì a Vienna di cancro intestinale il 23 dicembre 1966.

Opere
Romanzi

Die Bresche, 1924
Das Geheimnis des Reichs, 1930
Ein Mord den jeder begeht, 1938 / L'occasione di uccidere, trad. Aldo Busi, con una nota di Claudio Magris, Garzanti, Milano, 1983
Ein Umweg, 1940
Die erleuchteten Fenster oder die Menschwerdung des Amtsrates Julius Zihal, 1951 / Le finestre illuminate ovvero come il consigliere Julius Zihal divenne uomo, trad. Clara Bovero, Einaudi, Torino, 1961, Collana I Nuovi Coralli, Einaudi, 1978
Die Strudlhofstiege oder Melzer und die Tiefe der Jahre, 1951 / La scalinata, trad. Ervino Pocar, introd. di Margaret Contini, Einaudi, Torino, 1964
Die Dämonen: Nach der Chronik des Sektionsrates Geyrenhoff, 1956 / I demoni. Dalla cronaca del caposezione Geyrenhoff, trad. Clara Bovero, Anita Rho, Laura Mancinelli, introd. e nota biobibliografica di Anton Reininger, Collana Gli Struzzi 199, Einaudi, Torino, 1979
Die Merowinger oder die totale Familie, 1962
Roman Nr.7/I. Die Wasserfälle von Slunj, 1962
Roman No. 7/II. Der Grenzwald, 1967, postumo.
Divertimenti e variazioni, trad. Angela Di Donna, SE, Milano, 1999

Novellette e racconti
Das letzte Abenteuer, 1953.
Die Posaunen von Jericho, 1958.
Die Peinigung der Lederbeutelchen, 1959.
Unter schwarzen Sternen, 1966.
Meine neunzehn Lebensläufe und neun andere Geschichten, 1966.
Frühe Prosa: Die Bresche; Jutta Bamberger; Das Geheimnis des Reichs, 1968, postumo.
Die Erzählungen, 1972, postumo.
The Writing of Heimito von Doderer: Including First English Translations of 'The Strudlhof Steps', 'The Trumpets of Jericho', 'Under Black Stars', 1974.
A Person Made of Porcelain and Other Stories, 2005, raccolta selezionata di racconti, trad. di Vincent Kling.
Seraphica; Montefal, due racconti, 2009, postumo.

Poesia
Gassen und Landschaft, 1923.
Ein Weg im Dunkeln, 1957.

Saggi, diari e lettere
Der Fall Gütersloh, monografia sul pittore Albert Paris Gütersloh, 1930.
Grundlagen und Funktion des Romans, 1959.
Tangenten: Tagebuch eines Schriftstellers 1940 – 1950, 1964.
Repertorium. Ein Begreifbuch von höheren und niederen, 1969, postumo.
Die Wiederkehr der Drachen, saggi, 1970, postumo.
Commentarii 1951 bis 1956: Tagebücher aus dem Nachlaß, 1976, postumo.
Commentarii 1957 bis 1966: Tagebücher aus dem Nachlaß, 1986, postumo.
Heimito von Doderer/Albert Paris Gütersloh: Briefwechsel 1928 – 1962, 1986, postumo.
Die sibirische Klarheit, 1991, postumo.
Tagebücher 1920 – 1939, 1996, postumo.
Gedanken über eine zu schreibende Geschichte der Stadt Wien, 1996, postumo.
Von Figur zu Figur, 1996, postumo.

lunedì 28 aprile 2025

OLEŠA Jurij (1899 - 1960)

 

Jurij Karlovič Oleša
 (Elisavetgrad, 3 marzo 1899 – Mosca, 10 maggio 1960) è stato uno scrittore e drammaturgo sovietico.
Jurij Oleša era figlio di un nobile polacco impoverito. Dal 1902 visse a Odessa, completò gli studi in un ginnasio locale nel 1917 e studiò giurisprudenza per due anni all'Università di Novorossija (Odessa). All'università strinse amicizia con Valentin Kataev, Ėduard Bagrickij e Il'ja Il'f con i quali costituì il circolo chiamato "Collettivo dei poeti". Nel 1919 si arruolò nell'Armata Rossa come volontario, prestando servizio come telefonista in una batteria di artiglieria navale del Mar Nero. Jurij Oleša si innamorò di Serafima Gustavovna Suok, ma sposò poi Ol'ga, la sorella di Serafima. Serafima sposerà dapprima il poeta Vladimir Ivanovič Narbut e successivamente lo scrittore e teorico del formalismo Viktor Šklovskij. La terza delle sorelle Suok, Lidija Gustavovna, fu moglie del poeta Ėduard Bagrickij. Queste vicende entrarono nel romanzo a chiave La mia corona di diamanti di Valentin Kataev.
Le prime poesie di Jurij Oleša risalgono al 1916. Scrisse poesie di propaganda comunista a Odessa (1921), Kharkov (1922) e Mosca (1923). A Mosca scrisse corsivi in versi, che lo resero assai popolare, per il quotidiano del sindacato dei ferrovieri "Gudok" (Il fischietto) firmandoli con lo pseudonimo di "Zubilo" (Scalpello). Collaboravano a "Gudok" anche Bulgakov e Petrov.
Nel 1927 apparve sulla rivista Krasnaâ nov' il suo romanzo Invidia (Zavist'), suscitando non poche polemiche nei confronti dell'establishment sovietico. Le tematiche affrontate in Invidia spaziano nello scontro fra la civiltà meccanizzata e quella di massa, da lui tratteggiata con forti connotazioni negative e con un linguaggio che si riallaccia al cubofuturismo. Invidia fu seguita dalla pubblicazione del romanzo per bambini I tre grassoni (Tri Tolstâka) nel 1928, quattro anni dopo la sua composizione originale. Nel 1929 e nel 1930 adattò i suoi romanzi per il teatro: Invidia fu ribattezzata La congiura dei sentimenti (Zagovor čuvstv). Da questo momento, fino al 1932, scrisse diversi racconti molto apprezzati e, nel 1931, un'opera teatrale intitolata Elenco delle benedizioni (Spisok blagodeânij. Scrivendo in uno stile espressionista, la prosa di Oleša differiva radicalmente dalla scuola del realismo socialista. Fu pertanto attaccato dalla potente "ultrarivoluzionaria" Associazione russa degli scrittori proletari (RAPP): Oleša cadde in disgrazia e, a partire dagli anni trenta ha pubblicato poco di importante, tranne alcune traduzioni e sceneggiature cinematografiche. Per Arkadij Belinkov, il critico dissidente che scrisse una imponente biografia su di lui, la vicenda di Jurij Oleša è paradigmatica della decadenza dell'intellighenzia russa dopo la rivoluzione.
Durante la seconda guerra mondiale, Oleša fu evacuato con lo studio cinematografico di Odessa ad Akbugdaý, nel Turkmenistan, dove lavorò nel giornali e alla radio e tradusse dal turkmeno al russo. Dal 1945 in poi, ha trascorso una miserabile esistenza a Mosca senza un permesso di soggiorno. Dopo il XX Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, Oleša, di cui non si poteva scrivere nulla tra il 1941 e il 1956, fu autorizzato a tornare sulla scena letteraria. Morì a Mosca nel 1960 e fu sepolto nel cimitero di Novodevičij. Nel 1965 fu pubblicata postuma a cura di Viktor Šklovskij l'opera autobiografica Nessun giorno senza una riga (Ni dnâ bez stročki) a partire da frammenti pubblicati anch'essi postumi a partire dal 1961.

Opere
Versi
Agasfer (1920)
Beatriče (1920)

Romanzi
Tri Tolstâka (1924) // Il castello della paura, traduzione di Giovanna Carullo, illustrazioni di Flora Capponi, Roma, Edizioni di cultura sociale, 1953 / I tre grassoni, in Invidia; I tre grassoni, traduzione di Clara Coïsson, Torino, Einaudi, 1969, pp. 147-263 / I tre grassoni, traduzione di Sergio Leone, illustrazioni di Karel Thole, Milano, Il Saggiatore, 1969 / I tre grassoni, traduzione di Tonino Conte, illustrazioni di Emanuele Luzzati, Roma, Editori riuniti, 1993 / I tre grassoni, traduzione di Sergio Leone, Firenze, A. Salani, 1996.
Zavist’ (1927) // Invidia : romanzo, traduzione di Vera Stanic, Roma, Documento, 1944 / L'invidia : romanzo, traduzione di Gino Zuffellato, Milano, Editoriale italiana, 1945 / L'invidia, traduzione di D. D. Di Sarra, Roma, Casini, 1952 / Invidia, in Invidia; I tre grassoni, traduzione di Giulio Dacosta, Torino, Einaudi, 1969 / L'invidia, Roma, Curcio, 1979 / Invidia, traduzione di Daniela Liberti, Milano, Carbonio, 2018.
Niŝij (1929)

Racconti
Liompa (1926)
iČelovečeskij material (1928)
V cirke (1928)
 smotrû v prošloe (1928)
Prorok (1928)
Lûbov’ (1929)
Cep’ (1929)
Višnevaâ kostočka (1929) / Il nocciolo di ciliegia, Prefazione di Carla Solivetti, Roma, Lucarini, 1989.
Zapiski pisatelâ (1930)
Al’debaran (1931)


domenica 27 aprile 2025

BEATTY Paul (1962 - viv.)

 

Paul Beatty 
(Los Angeles, 9 giugno 1962) è uno scrittore statunitense.
Nel 2016 ha vinto il National Book Critics Circle Award e il Man Booker Prize per il suo romanzo Lo schiavista (The Sellout): per la prima volta nella storia uno scrittore statunitense è stato premiato col Man Booker Prize.
Nato a Los Angeles nel 1962, Paul Beatty ha ottenuto un Master of Fine Arts in scrittura creativa presso il Brooklyn College e un Master of Arts in psicologia presso l'Università di Boston. Nel 1980 si è diplomato presso la El Camino Real High School a Woodland Hills, California.
Nel 1990 Beatty è stato incoronato primo campione di Poetry Slam del Nuyorican Poets Cafè. Uno dei premi per essersi aggiudicato questa competizione è stato il contratto per un libro, che lo ha portato a pubblicare il suo primo libro di poesie, Big Bank Take Little Bank (1991). A seguire, nel 1994, ha pubblicato un altro libro di poesie, Joker, Joker, Deuce, ed ha fatto diverse apparizioni in televisione su MTV e PBS, mentre recita le sue poesie. Nel 1993 gli è stato assegnato un premio dalla Fuondation of Contemporary Arts.
Il suo primo romanzo, Il Blues del ragazzo bianco (1996), ha ricevuto recensioni positive da Richard Bernstein del New York Times, che lo ha definito "un'esplosione di satira che proviene direttamente dal cuore della vita dei neri americani". Il suo secondo romanzo, Tuff e la sua banda (2000), ha ricevuto commenti positivi dal Time. Nel 2006, Beatty ha curato un'antologia di umorismo afroamericano chiamata Hokum e ha scritto un articolo sul New York Times sullo stesso argomento. Nel 2008 esce il suo terzo romanzo, Slumberland, che parla di un DJ americano a Berlino.
Nel suo romanzo del 2015 Lo Schiavista, Beatty racconta di un contadino urbano che cerca di guidare una rivitalizzazione della schiavitù e della segregazione in un quartiere fittizio di Los
Angeles. Elisabeth Donnelly del Guardian lo descrive come "un'opera magistrale che stabilisce Beatty come lo scrittore più divertente d'America", mentre Reni Eddo-Lodge lo ha definito un "turbinio di satira" e ha continuato dicendo: "Tutto ciò che riguarda la trama de Lo schiavista è contraddittorio. Gli espedienti sono abbastanza reali da essere credibili, ma abbastanza surreali da far alzare le sopracciglia". Per completare il libro Paul Beatty ha impiegato più di cinque anni.
Nel 2015 Lo Schiavista ha vinto il National Book Critics Circle Award e il Man Booker Prize. Beatty è diventato il primo scrittore statunitense a vincere il Man Booker Prize, per il quale tutti i romanzi in lingua inglese sono diventati eleggibili nel 2014.

Opere
Poesia
Big Bank Take Little Bank, 1991
Joker, Joker, Deuce, 1994

Romanzi
1996: Il blues del ragazzo bianco (The White Boy Shuffle) - ed. italiana: Baldini & Castoldi, 1997
2000: Tuff e la sua banda (Tuff) - Mondadori, 2000; Fazi 2020
2008: Slumberland - Fazi, 2010
2015: Lo schiavista (The Sellout) - Fazi, 2016, vincitore del Booker Prize


sabato 26 aprile 2025

STYRON William (1925 - 2006)

 

William Clark Styron Jr. (Newport News, 11 giugno 1925 – Martha's Vineyard, 1º novembre 2006) è stato uno scrittore, drammaturgo e critico letterario statunitense, autore di romanzi e novelle di successo, tra cui il celebre La scelta di Sophie (Sophie's Choice, 1979), sul tema dell'Olocausto, trasposto nel 1982 nell'omonimo film interpretato da Meryl Streep e Kevin Kline.
Tra gli altri suoi più conosciuti, e discussi, romanzi figurano Lie Down in Darkness (Un letto di tenebre, nella versione in lingua italiana), scritto all'età di ventisei anni e pubblicato nel 1951, e The Confessions of Nat Turner, del 1967, Premio Pulitzer per la narrativa, ricostruzione romanzata della vicenda umana di Nat Turner, capo della rivolta degli schiavi avvenuta nel 1831 in Virginia.
Un letto di tenebre, in particolare, sembra ricalcare da vicino il vissuto personale dello scrittore: la narrazione è infatti ambientata nel suo paese natale, la Virginia, e - come egli stesso raccontò poi - altro non era che quel che vide attorno a sé nella prima parte della propria vita. Esso racconta di una giovane che giunge al suicidio dopo essere stata sopraffatta dal male di vivere dovuto alla forte pressione derivante dalla vita in una famiglia della classe media americana. Pari a quella in cui Styron crebbe: dopo aver avuto un'infanzia felice, rimase orfano a 13 anni, sviluppando un patologico senso di colpa che, oltreché un tormento esistenziale, fu il "cartiglio" di tutta la sua opera. Portandolo a descrivere il trauma, rivissuto, della cacciata dal Paradiso Terrestre.
Styron studiò al Davidson College e poi alla Duke University di Durham, nel North Carolina, dove seguì in particolare le lezioni di William Blackburn, il quale ebbe un ruolo di primo piano nella formazione culturale del giovane scrittore. Qui si avvicinò alla letteratura di William Faulkner, leggendo con passione altri grandi narratori statunitensi ed europei contemporanei. Tra i quali si ricordano Dos Passos, Fitzgerald, Hemingway, ma soprattutto Joyce e Flaubert. Nella sua formazione letteraria decisiva fu l'esperienza del trasferimento a New York: il distacco dalla provincia natale gli permise di guardarne con maggiore distacco le contraddizioni, specie se confrontate con l'universo sociale della grande metropoli. Dove si impiegò come redattore di una casa editrice, frequentando contemporaneamente un corso di scrittura creativa tenuto da Hiram Haydn presso la New School for Social Research.
Fu un valente soldato e si arruolò nel corpo dei marine quando non aveva ancora diciotto anni, pare per una bravata esistenziale. Reduce dal conflitto mondiale, nel 1950 venne chiamato alle armi nella successiva guerra di Corea, tuttavia non andò al fronte. Fu congedato nel 1951, che è l'anno di pubblicazione della sua prima opera, Lie Down in the Darkness. Grazie al premio vinto per quest'opera prima, trascorse più di anno in Europa, durante il quale Styron scrisse, nel suo soggiorno parigino, il suo secondo romanzo, The Long March, frutto dell'esperienza militare ricordata in termini drasticamente negativi. Esso narra la storia di un audace capitano dell'esercito, al quale l'Autore affida il compito di denunciare i guasti prodotti dall'ottusità militare in un campo di addestramento durante la guerra di Corea. Un gruppo di uomini della riserva è richiamato per una serie di esercitazioni nelle isole Caroline, dove maturano i contrasti tra gli scontenti, strappati alla vita familiare e alle loro occupazioni, e i militari di carriera più fanatici. Le ostilità sfoceranno in violenze durante la marcia forzata di addestramento.
Dal 1952 collabora alla redazione della neonata rivista Paris Review, sposando l'anno seguente la poetessa Rose Burgunder, da cui ebbe quattro figli, un maschio e tre femmine. Trascorse praticamente tutto il 1953 a Roma. Rientrato negli Stati Uniti, si stabilì a Roxbury, nel Connecticut, dividendosi negli anni successivi tra l'attività letteraria, la pubblicistica e l'insegnamento al Sillman College della Yale University.
Definito dal collega scrittore Tom Wolfe un vero "romanziere del Sud", in linea colla tradizione di vigoroso realismo dettata da Faulkner, Styron - pur non rinnegando le proprie radici, ma piuttosto volendo emanciparsi dall'ombra dei padri, Faulkner e Thomas Wolfe- non si considerava uno scrittore sudista, pur scrivendo nel loro tipico stile esuberante, colorito, talvolta melodrammatico, talaltra elegiaco. Fu autore anche di opere per il teatro e di testi autobiografici. Come Faulkner, anche Styron si interessò ai grandi problemi storico-sociali, e li affronta con chiare idee: schierandosi senza dubbio contro la gerarchia militare, la schiavitù, la Shoah. E, su un piano diverso, contro i suoi personali nemici mortali: l'alcool e la depressione. Sempre dalla parte dei vinti, degli infelici, degli umili.
Non va sottaciuta la ferma volontà di rimettere in discussione le forme narrative tradizionali, sperimentando la continua alterazione della successione cronologica degli eventi. Sul piano linguistico, Styron fa uso dello "stream of consciousness" di marca joyciana.
Nel 1960 Styron pubblicò 'Set this House on Fire' - citazione da una lettera di John Donne - raccontando una vicenda drammatica ambientata in un immaginario paese della costiera amalfitana. Il protagonista è Cass Kinsolving, pittore originario del Sud degli Stati Uniti, stabilitosi in Italia nella speranza di ritrovare la creatività perduta. Ma conducendo una vita disordinata, quasi sempre ubriaco, trascura la propria famiglia, tormentato da problemi esistenziali. Fa da contrapposizione Mason Flagg, odioso commediografo di successo. Che per Styron rappresenta l'americano tipo, apparentemente rispettabile, ma nell'animo perverso e crudele.
Nel 1968 ottenne il Premio Pulitzer per il romanzo The Confessions of Nat Turner, pubblicato l'anno precedente,
dove l'energia polemica e la riuscita artistica si accompagnano all'abbandono della verità storica. Attingendo alla storia americana, Styron rievoca una disperata rivolta nera scoppiata in un piccolo centro della Virginia, nella contea di Southampton, avvenuta nel 1831 e repressa rapidamente. Il titolo allude al dossier in cui è raccolta la confessione che il capo dei ribelli rese in carcere all'avvocato incaricato di interrogarlo. Questa meditazione immaginaria sulla storia prende le mosse a ritroso, muovendosi dal momento conclusivo. Infatti, già giudicato colpevole e in attesa di essere mandato a morte, Nat ripercorre dal carcere la propria vita, attraverso le tappe della dolorosa maturazione personale. Rendendosi conto delle condizioni miserabili in cui la sua gente è costretta a vivere, dopo una crisi mistica, Nat, trentenne autodidatta, organizza una rivolta assieme a un manipolo di altri schiavi. Fanaticamente risoluto a uccidere il maggior numero possibile di bianchi, nel finale del libro, Nat colpisce una ragazza bianca, eletta a simbolo di quel sottile inganno padronale che, se da una parte vellica la coscienza dello schiavo nero, dall'altra non ne consente quella piena realizzazione della dignità personale e quelle aspirazioni alla libertà. Il romanzo gli procurò fama internazionale e molte polemiche, nel clima sociale ideologico degli anni Sessanta. Tra gli altri fu attaccato dall'intellettualità nera USA, la quale non sopportava che uno scrittore bianco e protestante potesse descrivere in prima persona la vita di uno schiavo nero; fu però difeso dallo scrittore nero James Baldwin, amico personale di Styron, e da George Steiner sul New York Times.
La sua opera più popolare - ma anch'essa foriera di roventi polemiche sull'inopportunità di affrontare letterariamente un argomento scabroso - rimane La scelta di Sophie (Sophie's Choice). Che prende anch'esso spunto dalla storia contemporanea, la Seconda Guerra Mondiale. Pubblicato nove anni dopo la sua precedente opera narrativa, la storia è ambientata nel 1947, quando il ricordo della guerra terminata e degli orrori nazisti è ancora vivo nella mente degli ebrei come Nathan Landau. Uomo di grande cultura e vivace acume intellettuale, egli non sa reagire agli eventi accaduti, schiacciato dalla stessa sua coscienza critica: maniaco-depresso, trova nella droga un fugace sollievo dalle sue crisi. L'altro personaggio, la polacca Sophie Zawistowska, annienta se stessa in una sfrenata attività sessuale. Deportata assieme ai suoi due bambini ad Auschwitz, ha un passato segnato da terribili tragedie che ne hanno minato l'equilibrio psichico. Il titolo del romanzo allude infatti alla terribile decisione che Sophie ha dovuto compiere: su ordine dei nazisti, dovette obbligatoriamente scegliere quale dei due figli salvare, condannando a morte l'altro. La serenità perduta per sempre le impedisce di vivere, pur avendo dato prova, nell'affrontare dolorose esperienze, di formidabili energia e spirito. In questo contesto, appare la figura del giovane narratore-protagonista, Stingo. Il quale, trasferitosi a New York dalla natia Virginia con l'intenzione di fare fortuna letteraria, prende alloggio nella pensione dove incontra e fa amicizia con la strana coppia Nathan-Sophie. Styron sposta la sua riflessione sul male dal piano storico a quello universale, presentandolo ai lettori non come il prodotto di menti mostruose, bensì come eterna tentazione a cui può cedere chiunque, anche il più pacifico degli uomini comuni.
Un grande successo, sia di critica che per il numero di lettori, ha avuto l’opera autobiografica Un'oscurità trasparente (Darkness Visible) del 1990, in cui l’autore rivela la grave crisi depressiva in cui cadde al ritorno dal ritiro di un premio letterario in Europa alla fine degli anni ottanta. È ritenuta da molti specialisti del trattamento delle malattie mentali un'opera pionieristica, per il contributo dato al contrasto nei confronti della stigmatizzazione dei disturbi psichiatrici, dimostrando che, se trattata tempestivamente ed accuratamente, anche una malattia che, per chi ne soffre, può sembrare "un inferno", è in realtà curabile.

Principali lavori
Romanzi

Un letto di tenebre (Lie Down in Darkness), Bobbs-Merryl Company, Indianapolis (1951), Prix Rome dell'Académie américaine des Arts et Sciences; traduzione di Bruno Tasso, I ed. italiana SugarCo, Cremona, 1958-1963; Gli Oscar settimanali n.55, Mondadori, 1966; Oscar Mondadori, 1972-1973; postfazione di Franco Cordelli, Collana Varia, Mondadori, 1979-1980-1983; traduzione di Bruno Tasso riveduta da Laura Tasso, Introduzione di Gigliola Nocera, Scrittori Moderni n.2069, Oscar Mondadori, I ed. novembre 2013.
E questa casa diede alle fiamme (Set This House on Fire), Random House,New York (1960); traduzione di Giuseppe Fasano, I ed. italiana Collana SuperCoralli, Einaudi, Torino, 1964; Collana Narrativa, Oscar Mondadori, Milano 
Le confessioni di Nat Turner (The Confessions of Nat Turner) (1967) trad. di Bruno Fonzi, Collana SuperCoralli, Einaudi, Torino, I ed. novembre 1968; Oscar libreria, Mondadori, 1973; Leonardo editore, prima ed. 1990; Collana Classici Moderni n.150, Oscar Mondadori, 1996; Introduzione di Marisa Bulgheroni, postfazione dell'Autore, Collana i Meridiani paperback, Mondadori, Milano, maggio 2014
La scelta di Sophie (Sophie's Choice), New York (9 agosto 1976), Random House, New York, ISBN 0-679-73637-9; traduzione di Ettore Capriolo, Collana Omnibus, Mondadori, I ed. 1980; Leonardo editore, 1990; Oscar Bestsellers, Mondadori, 1992; Collana Classici Moderni, Oscar Mondadori, 1996-2002

Novelle
La lunga marcia (The Long March), in Discovery Magazine nel 1952; poi in The Modern Library, 1956; pubblicato con In The Clap Shack, Random House 1993 ISBN 0-679-73675-1; prima edizione italiana Collana I Coralli n.152, Einaudi, 1962, traduzione di F. Bossi; Theoria, Roma, 1989
The suicide run. Five tales of the Marine corps,(contiene i seguenti racconti: Blankenship; Marriott, The Marine; The Suicide Run; My Father's House; Elobey, Annòbon, and Corisco), Random House, New York, 2009
La corsa suicida. La lunga marcia, Collana Oscar Classici moderni, Milano, Mondadori, (in pubblicazione)

Teatro
In the Clap Shack, Random House, New York, (1973)

Testi autobiografici
Un'oscurità trasparente (Darkness Visible. A Memoir of Madness), Random House, New York, (1990); prima edizione italiana Leonardo Editore, Letteratura, maggio 1990, traduzione di Raoul Venturi; poi Collana Scrittori del Novecento, Oscar Mondadori, aprile 1999
Una mattina in Virginia: tre storie della giovinezza (A Tidewater Morning. Three Tales From Youth), (contiene i seguenti racconti: Love Day, Shadrach, A Tidewater Morning), Random House, New York (1993); prima ed. italiana Collana Omnibus, Mondadori, 1995, traduzione di Ettore Capriolo; Collana Scrittori Moderni, Oscar Mondadori, dicembre 2000

Saggi
Havanas in Camelot. Personal Essays, Random House, New York, 2008 
This Quiet Dust and Other Writings. Included 6 previously Uncollected Essays, Random House, New York, 1982-1993-2009 

Lettere
Selected Letters of William Styron. Edited by Rose Styron with R. Blakeslee Gilpin, Random House, New York, 2012 


venerdì 25 aprile 2025

MASON Daniel (1976 - viv.)


Daniel Mason
(Palo Alto, 1976) è uno scrittore statunitense. Ha studiato all'Università di Harvard e nel 1994 ha ottenuto la laurea in biologia. Successivamente ha conseguito anche una laurea in medicina all'Università della California di San Francisco. 
Ha scritto il suo primo libro, L'accordatore di piano, mentre era ancora uno studente di medicina. Il libro è diventato un bestseller ed è stato pubblicato in 27 paesi. Il suo secondo libro, Un paese lontano, è stato pubblicato nel marzo del 2007.

Opere
The Piano Tuner (2002) / L'accordatore di piano, Mondadori, 2003 traduzione di Maria Nicola / L'accordatore, Ponte Alle Grazie, 2010 traduzione di Maria Nicola
Un paese lontano (A Far Country), Mondadori, 2007 traduzione di Elena Riva
Death of the Pugilist, or The Famous Battle of Jacob Burke & Blindman McGraw (2008)
Soldato d'inverno (The Winter Soldier, 2018), Neri Pozza, 2020 traduzione di Ada Arduini
A Registry of My Passage Upon the Earth, 2022 (finalista al Premio Pulitzer)
La foresta del Nord (North Woods, 2023), Neri Pozza, 2024, traduzione di Massimo Ortelio (vincitore del PEN Oakland/Josephine Miles Award)

giovedì 24 aprile 2025

GUILBERT Hervé (1955 - 1991)

 

Hervé Guibert 
(Saint-Cloud, 14 dicembre 1955 – Clamart, 27 dicembre 1991) è stato uno scrittore, fotografo e sceneggiatore francese.
Hervé Guibert nacque in una famiglia benestante a Saint-Cloud e trascorse l'infanzia a Parigi e l'adoloscenza a La Rochelle. Dopo aver sperimentato con la regia e la recitazione decise di dedicarsi al giornalismo: nel 1978, infatti, oltre ad aver scritto il suo secondo romanzo (Les Aventures singulières), cominciò a lavorare nella redazione di Le Monde. Nel 1984 scrisse a quattro mani con il regista Patrice Chéreau la sceneggiatura de L'uomo ferito, per cui vinse il Premio César per la migliore sceneggiatura originale. Il suo stile era influenzato da Jean Genet e Thomas Bernhard, ma una delle maggiori influenze nella sua vita fu Michel Foucault, che conobbe nel 1976 e di cui fu prima amante e poi grande amico.
La produzione sia letteraria che artistica dei suoi ultimi tre anni è incentrata sul decorso della sua malattia: nel 1988 infatti gli fu diagnosticata l'AIDS. Nel giugno dell'anno successivo sposò Christine, la compagna del suo ex amante Theirry Juono, affinché i figli di Juono ereditassero i diritti d'autore delle sue opere. Nel 1990 rese pubblica la sua sieropositività nel romanzo a chiave All'amico che non mi ha salvato la vita, che lo consacrò al grande pubblico internazionale; il romanzo fu il primo di una trilogia sull'AIDS che avrebbe compreso anche Protocole compassionnel (Le regole della pietà) e da l'Homme au chapeau rouge (Uomo dal cappello rosso). Il doloroso decorso della malattia fu documentato da fotografie del suo corpo ed il film realizzato con la produttrice Pascale Breugnot qualche settimana prima di morire, chiamato La pudeur ou l'impudeur (Il pudore o l'impudore).
Reso ormai praticamente cieco, tentò il suicidio pochi giorni prima del suo trentaseiesimo compleanno, ma morì due settimane più tardi, quasi quattro anni dopo la diagnosi. È sepolto nel cimitero di Rio nell’Elba, un paese dell'Isola d'Elba in Italia.

Opere
Romanzi

Les Chiens, Les Éditions de Minuit, Parigi, 1982, 36 p.
Voyage avec deux enfants, Les Éditions de Minuit, Parigi, 1982, 121 p.
Les Lubies d'Arthur, Les Éditions de Minuit, Parigi, 1983, 117 p.
Des aveugles, Éditions Gallimard, Parigi, 1985, 140 p. (vincitore del Prix Fénéon 1985)
Mes parents, Éditions Gallimard, Parigi, 1986, 170 p. / I miei genitori, traduzione di Pierfranco Minsenti, Milano, 1997. 132 p.
Vous m'avez fait former des fantômes, Éditions Gallimard, Parigi, 1987, 207 p.
Les Gangsters, Les Éditions de Minuit, Parigi, 1988, 108 p.
Fou de Vincent, Les Éditions de Minuit, Parigi, 1989, 85 p. / Pazzo di Vincent, traduzione di Maria Grazia Ruspoli, Roma, 2004, 74 p.
L'Incognito, Éditions Gallimard, Parigi, 1989, 226 p.
À l'ami qui ne m'a pas sauvé la vie, Éditions Gallimard, Parigi, 1990, 265 p. (Premio Colette 1990) / All'amico che non mi ha salvato la vita, traduzione di Monica Martinat, Parma, 1991, 205 p. / All'amico che non mi ha salvato la vita, nuova edizione italiana, Gog edizioni, 2022, 186 p.
Le Protocole compassionnel, Éditions Gallimard, Parigi, 1991, 226 p. / Le regole della pietà, traduzione di Laura Vettori, Venezia, 1995, 204 p.
Mon valet et moi: roman cocasse, Éditions du Seuil, Parigi, 1991, 89 p. / Io e il mio valletto: romanzo buffo, traduzione di A. Salasano, Torino, 1993, 63 p.
L'Homme au chapeau rouge, Éditions Gallimard, Parigi, 1992, 153 p.
Le Paradis, Éditions Gallimard, Parigi, 1992, 140 p. / Il paradiso, traduzione di Pierfranco Minsenti, Torino, 1994, 105 p.

Raccolta di racconti
La Mort propagande, R. Deforges, Parigi, 1977, 137 p; riedizione Gallimard, Parigi, 2009, 128 p. / La morte propaganda; traduzione di Didier Contadini e Valerio Panza, prefazione di Valerio Panza, postfazione di Francesco De Sio Lazzari, Napoli, 2011, 109 p.
Les Aventures singulières, Les Éditions de Minuit, Parigi, 1982, 120 p.
Mauve le Vierge, Éditions Gallimard, Parigi, 1988, 156 p.
Vice, photographies de l'auteur, J. Bertoin, Parigi, 1991, 101 p.-[ p. di tavole.
La Mort propagande : et autres textes de jeunesse, R. Deforges, Parigi, 1991, 338 p. (riedizione della sua prima opera del 1977, con testi di gioventù scritti tra il 1971 e il 1978).
La Piqûre d'amour : et autres textes ; suivi de La Chair fraîche, Éditions Gallimard, Parigi, 1994, 198 p.


mercoledì 23 aprile 2025

KHADRA Yasmina (1955 - viv.)

 

Mohammed Moulessehoul, meglio noto con lo pseudonimo femminile di Yasmina Khadra (10 gennaio 1955), è uno scrittore algerino.
Membro dell'esercito fu testimone diretto della sanguinosa guerra civile che devastò l'Algeria per oltre un decennio, fu costretto per motivi di censura a usare lo pseudonimo femminile di Yasmina Khadra.
Ha esordito come scrittore nel 1998 con il romanzo Morituri, seguito poco dopo da Doppio bianco, che lo hanno fatto conoscere prima in Francia, dove si è autoesiliato, e poi in tutto il mondo. Il genere utilizzato è di stampo poliziesco, ma il suo è solo un pretesto per penetrare nei meandri della società algerina, sempre in bilico tra un fondamentalismo feroce e una classe politica altrettanto spietata, dimentica da tempo dei valori della rivoluzione indipendentista che l'ha generata.

Opere
Serie del commissario Llob

Il pazzo col bisturi (Le Dingue au bistouri, 1990, 1999), trad. di Roberto Marro, Collana La metà oscura, Torino, Edizioni del Capricorno, 2017
Morituri (Morituri, 1997), trad. di Maurizio Ferrara, Collana Dal mondo, Roma, e/o, 1998
La parte del morto (La Part du Mort, 2004), trad. di Roberto Alajmo e Annick Le Jan, Collana Strade blu. Fiction, Milano, Mondadori, 2005; Collana Piccola Biblioteca Oscar n.670, Mondadori, 2010

Altri romanzi

Amen, 1984, pubblicazione dell'autore, Paris. [novelle]
Houria, 1984, ENAL, Alger. [novelle]
La Fille du pont, 1985, ENAL. [novelle]
El Kahira - cellule de la mort, 1986, ENAL. [romanzo]
De l'autre côté de la ville, 1988, L'Harmattan, Paris. [romanzo]
Le Privilège du phénix, 1989, ENAL. [romanzo]
La Foire des enfoirés, 1993, Laphomic.
L'Automne des chimères, Paris, Baleine, 1998.
Doppio bianco (Double blanc, 1998), trad. di Stefania Cherchi, Collana Dal mondo, Roma, e/o, 1999
Gli agnelli del Signore (Les Agneaux du Seigneur, 1998), trad. Marco Bellini, Collana Piccola Biblioteca Oscar n.648, Milano, Mondadori, 2009
Cosa sognano i lupi? (À quoi rêvent les loups, 1999), trad. di Yasmina Mélaouah, Collana I Narratori n.589, Milano, Feltrinelli, marzo 2001; Collana Piccola Biblioteca Oscar, Milano, Mondadori, 2008293, Palermo, Sellerio, 2024
L'Écrivain, 2001, Julliard.
L'Imposture des mots, 2002, Julliard.
Le rondini di Kabul (Les Hirondelles de Kaboul, 2002), trad. di Marco Bellini, Collana Scrittori italiani e stranieri, Milano, Mondadori, 2003; con una Nota dell'autore scritta nel settembre 2021, Collana La memoria n.1210, Palermo, Sellerio, 2021
Cugina K (Cousine K, 2003), a cura di M.J. Hoyet, Collana L'altra riva, Edizioni Lavoro, 2006
La rosa di Blida (La Rose de Blida, 2005), trad. di L. Barile, Collana Gransassi, Roma, Nottetempo, 2009
L'attentato (L'Attentat, 2005), trad. di Marco Bellini [col titolo L'attentatrice], Collana Strade blu. Fiction, Milano, Mondadori, 2006; Postfazione dell'autore, Collana La memoria n.1026, Palermo, Sellerio, 2016
Le sirene di Baghdad (Les Sirènes de Bagdad, 2006), trad. di M. Bellini, Collana Strade blu. Fiction, Milano, Mondadori, 2007
Quel che il giorno deve alla notte (Ce que le jour doit à la nuit, 2008), trad. di M. Bellini, Collana Strade blu. Fiction, Milano, Mondadori, 2009.
L'Olimpo dei diseredati (L'Olympe des infortunes, 2010), Palermo, Sellerio, 2024
L'equazione africana (L'Équation africaine, 2011), trad. di Raffaella Fontana, Collana Romanzi e racconti, Venezia, Marsilio, 2012
Les Chants cannibales, 2012, Éditions Casbah-Alger.
Algérie, col fotografo Reza Deghati, éditions Michel Lafon, 2012.
Gli angeli muoiono delle nostre ferite (Les anges meurent de nos blessures, 2013), trad. di Marina Di Leo, Collana Il contesto n.48, Palermo, Sellerio, 2014
Cosa aspettano le scimmie a diventare uomini (Qu'attendent les singes, 2014), trad. di Marina Di Leo, Collana Il contesto n.59, Palermo, Sellerio, 2015; Collana Promemoria, Sellerio, 2022.
L'ultima notte del Rais (La Dernière Nuit du Raïs, 2015), trad. di Marina Di Leo, Collana Il contesto n.62, Palermo, Sellerio, 2015
Dio non abita all'Avana (Dieu n'habite pas La Havane, 2016), trad. di Marina Di Leo, Collana Il contesto, Palermo, Sellerio, 2017
Ce que le mirage doit à l'oasis, con Lassaâd Metoui, Flammarion, 2017.
Khalil (Khalil, 2018), trad. di Marina Di Leo, Collana Il contesto n.93, Palermo, Sellerio, 2018
L'oltraggio (L’Outrage fait à Sarah Ikker, 2019), trad. di Marina Di Leo, Collana La memoria n.1186, Palermo, Sellerio, 2021 (edito anche col titolo de: "L'affronto", trad. Marina Di Leo, Palermo, Sellerio Editore , 2021)
Il sale dell'oblio (Le Sel de tous les oublis, 2020), trad. di Marina Di Leo, Collana Il contesto, Palermo, 2022
Pour l'amour d'Elena, 2021.
I virtuosi (Les Vertueux, 2022), Sellerio, 2025


martedì 22 aprile 2025

McCABE Patrick (1955 - viv.)

 

Patrick McCabe 
(Clones, 27 marzo 1955) è uno scrittore irlandese noto per i romanzi Il garzone del macellaio (1992) e Colazione su Plutone (1998), entrambi entrati tra i candidati per il Booker Prize e trasposti per il grande schermo dal regista Neil Jordan.
Patrick McCabe è nato nel 1955 in un paesino irlandese poco distante dall'Irlanda del Nord; da giovane sogna di diventare musicista, ma dopo gli studi negli anni settanta si trasferisce a Dublino, lasciando la madre dal carattere forte e il padre con problemi di alcolismo. Dopo una parentesi hippie in cui fa largo uso di allucinogeni, pubblica un racconto breve, La chiamata (The Call), con cui vince il premio Irish Press Hennessy Award. Ha pubblicato numerosi romanzi incentrati sul racconto di vite borderline e pieni di episodi violenti, ma raccontati con una consistente dose di humour nero, ed un volume per bambini. Si occupa inoltre attivamente di teatro, avendo adattato il suo romanzo del 1992 in uno spettacolo teatrale, e di cinema, scrivendo personalmente la sceneggiatura per il film Breakfast on Pluto, tratto dal suo libro Colazione su Plutone.
Attualmente vive in Irlanda, con moglie e due figlie ed è considerato il più influente scrittore irlandese contemporaneo, padre del genere detto "Bog Gothic".
Tematiche
L'intera opera di McCabe si basa sul tema cardine di vite straordinarie inseriti in contesti socioculturali del tutto ordinari; da ciò deriva il senso di distacco e non accettazione dei protagonisti di McCabe. Nei suoi romanzi, spesso ambientati in piccoli villaggi irlandesi plasmati sulla cittadina natale Clones, i protagonisti, voci narranti in prima persona della storia, sono personaggi dal forte carattere, con una spiccata vena umoristica. Nonostante si tratti spesso di persone poste ai margini della società (come Patrick Pussy Braden, la ragazza trans protagonista di Colazione su Plutone), hanno la forza di reagire, unita ad una strana vena di simpatetismo rivolto verso figure ambigue, che spesso sfocia in azioni al limite della follia.
Un altro elemento importante dei romanzi di McCabe è la violenza, che spesso viene presentata con episodi ai margini della storia principale, narrata con sottile ironia, ma senza occultarne la ferocia. Nel corso degli ultimi anni i romanzi di McCabe hanno avuto un'ulteriore evoluzione, presentando storie inizialmente improntate di un'atmosfera positiva, che poi sfociano negli ultimi capitoli in climax di episodi particolarmente violenti ed inaspettati.
La figura della madre sembra accomunare molti dei personaggi di McCabe: è sempre un'entità dalla duplice natura, verso cui si alternano sentimenti di odio e amore, fino a sfociare nel matricidio, come accade in una delle ballate di Emerald Germs of Ireland.

Opere
1985 - The Adventures of Shay Mouse; Raven Arts Press (Dublino)
1986 - Music on Clinton Street; Raven Arts Press (Dublin)
1989 - Carn; Aidan Ellis
1992 - Il garzone del macellaio (The Butcher Boy); Picador
1995 - The Dead School; Picador
1998 - Colazione su Plutone (Breakfast on Pluto); Picador
1998 - Far from the Land: Contemporary Irish Plays (raccolta di autori contemporanei, include il racconto di McCabe Frank Pig); Methuen
1999 - Mondo Desperado; Picador
2001 - Emerald Germs of Ireland; Picador
2003 - Call Me The Breeze; Faber and Faber
2006 - Winterwood ; Bloomsbury
2008 - The Holy City; Bloomsbury
2010 - The Stray Sod Country; Bloomsbury

lunedì 21 aprile 2025

SCHIRACH Ferdinand von (1964 - viv.)

 

Ferdinand von Schirach
 (Monaco, 12 maggio 1964) è un avvocato e scrittore tedesco.
Schirach è figlio del commerciante di Monaco Robert von Schirach (1938–1980) e nipote in linea diretta dell'ex capo della Gioventù hitleriana (Reichsjugendführung) e successivamente Gauleiter del Reichsgau di Vienna (1940), Baldur von Schirach e della di lui consorte, la scrittrice Henriette von Schirach. Uno dei suoi antenati fu il fotografo di Hitler, Heinrich Hoffmann; un altro suo antenato fu il Sovrintendente del Teatro Nazionale di Weimar e di quello di Wiesbaden Carl von Schirach e attraverso la moglie di quest'ultimo, Emma Lynah Tillou Bailey Middleton von Schirach, ebbe come antenato Arthur Middleton, uno dei firmatari della Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America. Un altro dei suoi antenati fu lo storico e scrittore Gottlob Benedikt von Schirach, fondatore nel 1781 della rivista Politisches Journal nebst Anzeige von gelehrten und andern Sachen (Giornale politico oltre ad annunci di cose dotte e altro), una delle prime pubblicazioni periodiche in Europa.
La madre, Elke von Schirach, era nipote dell'imprenditore e politico nazista Fritz Kiehn, nelle cui attività il padre di Ferdinand sviluppò il suo tirocinio e quindi fu impegnato come operaio specializzato.
Sui suoi rapporti con il nonno Baldur, Schirach si espresse in un suo saggio sul Der Spiegel. Sulla propria nonna Henriette von Schirach disse: «Che mia nonna anche dopo la guerra, dopo le immagini della liberazione di Auschwitz, rivendicasse gli oggetti e le opere d'arte trafugate dalle autorità e delle quali le famiglie ebraiche furono derubate, mi riempie di vergogna e rabbia. Questa è la mia seconda colpa, una ripetizione dello spaventoso reato, un furto ripetuto.» Egli finanziò con l'aiuto del Centro tedesco per le perdite dei beni culturali, uno studio sulle proprietà artistiche dei propri nonni, che fu pubblicato nell'aprile del 2019.
È cresciuto fino all'età di quattro anni a Monaco di Baviera; abita, poi, insieme con un bisnonno materno a Trossingen e dall'età di dieci anni fino alla maturità frequenta il Collegio San Biagio dei gesuiti, su cui egli, a proposito degli abusi sessuali ha scritto su Der Spiegel.
Dopo gli studi di diritto a Bonn e il suo referendariato a Colonia, nel 1994 si stabilisce a Berlino come avvocato penalista.
Schirach ha difeso, tra gli altri, la spia del BND Norbert Juretzko, in seguito Günter Schabowski nel processo alle guardie tedesco-orientali del muro di Berlino.
Nel 2008 ha fatto parlare di sé, nell'ambito delle indagini preliminari sull'affare fiscale del Liechtenstein, quando sporse denuncia contro il Servizio informazioni tedesco e quando, in nome della famiglia del defunto attore Klaus Kinski, sporse denuncia dopo che l'Archivio di stato di Berlino, con l'accordo del responsabile della sicurezza dei dati Alexander Dix, rese pubbliche le cartelle cliniche del Kinski.
All'età di 45 anni pubblica la sua prima serie di novelle. Schirach diviene uno degli scrittori di maggior successo della Germania e i suoi libri diventano dei best seller a livello mondiale tanto da diventare una celebrata stella della letteratura tedesca. I suoi libri sono stati tradotti e stampati in 40 paesi. In un'intervista egli ha dichiarato che non era interessato all'attività letteraria e che guardava alla maggior parte degli scrittori come corpi estranei al suo mondo. Secondo alcune testimonianze Schirach è sinestetico.
Della sua vita privata si sa ben poco. Sulla rivista Süddeutsche Zeitung Magazin von Schirach ha spiegato che egli in proposito non avrebbe dichiarato nulla.
Il 6 marzo 2018, in un'intervista all'emittente radiofonica SWR dichiara che dedicava giornalmente quattro ore alla scrittura, il che significava che stava dedicandosi a un nuovo libro. Il rimanente della giornata era dedicato alla corrispondenza e alle correzioni. Egli oziava parecchio e volentieri e trascorreva una bella vita. 

Opere
Verbrechen, 2009
Nell'agosto 2009 Schirach pubblica il libro Verbrechen (reato), che rimane 61 settimane nella classifica dei Best seller dello Spiegel. Il volume di racconti brevi si basa su casi della sua cancelleria. I diritti del libro furono venduti in più di 30 paesi. Verbrechen nel 2009 è stato registrato e venduto anche come audiolibro, con la voce narrante di Burghart Klaußner.
Schuld, 2010
Nell'agosto 2010 compare in libreria il suo secondo libro, Schuld ("Colpa"). Come il volume Verbrechen, consiste in racconti tratti dall'esperienza forense quotidiana dell'autore. Appena uscito si piazza al primo posto nella classifica dei Best seller dello Spiegel. Il relativo audiolibro, letto da Burghart Klaußner, ottiene il primo premio del 2011 per audiolibri. La Constantin Film ne acquista i diritti per l'edizione cinematografica del libro.
Der Fall Collini
, 2011
Nel settembre 2011 Schirach pubblica il romanzo Der Fall Collini (Il caso Collini), che si piazza al secondo posto della classifica dei best seller dello Spiegel. Il libro racconta dell'uccisione dell'industriale Hans Meyer, che in precedenza era stato un ufficiale nazista in Italia.
Il giorno della comparsa nelle librerie la trasmissione Tagesthemen dedica un rapporto al libro. Il quotidiano Die Welt definisce la storia raccontata nel libro "trasparente e di sconvolgente amoralità", mentre il settimanale Focus scrive di «un fortunato caso per la letteratura tedesca». Schirach ha spiegato in un'intervista allo Zeit, che egli nel libro non intendeva rispondere alla domanda "Chi è stato l'assassino" bensì alla domanda "Quale è stato il motivo". In un saggio sullo Spiegel Schirach si è espresso per la prima volta sul nonno Baldur von Schirach. Egli ha scritto che Der Fall Collini era un'elaborazione della storia della sua famiglia, piuttosto di aver scritto "…a proposito della giustizia post-bellica, della storia della Repubblica Federale Tedesca, degli spietati imputati, dei giudici, che per ogni omicidio a opera di un nazista infliggevano solo cinque minuti di privazione della libertà. È un libro sui reati del nostro Stato, sulla vendetta, colpa e sulle cose, nelle quali noi ancor oggi falliamo." Il mensile tedesco Cicero, sul numero di ottobre del 2011, ha scritto che la lingua di Schirach era dura e calcolata ed egli si poneva, diversamente da Bernhard Schlink, decisamente dalla parte delle vittime.
La ministro della giustizia della Germania Federale, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger ha istituito l'11 gennaio 2012 una Commissione indipendente per riesaminare il passato nazista nel suo Ministero richiamando fra l'altro il romanzo Der Fall Collini. Il Wall Street Journal di New York ha collocato il romanzo Der Fall Collini tra i "10 migliori misteri del 2013".
Der Fall Collini è stato rielaborato come audiolibro e messo in onda l'8 marzo 2014.
Dal libro è stato tratto l'omonimo film, per la regia di Marco Kreuzpaintner, distribuito nelle sale tedesche il 18 aprile 2019. Per il libro l'autore ha vinto il Premio Los Angeles Times Book del 2014. 
Tabu, 2013
Nel settembre del 2013 Schirach pubblicò il romanzo Tabu. Esso salì al secondo posto nella classifica dei best seller dello Spiegel ricevendo numerose recensioni positive. Tradotto in altre lingue, ricevette anche all'estero una buona accoglienza dalla critica. A Tokio ne fu tratta una versione teatrale. Il 26 febbraio 2017 Tabu fu rappresentato ad Amburgo in versione teatrale. Fu successivamente rappresentato nella versione teatrale a Stoccarda
Die Würde ist antastbar, 2014
Nell'agosto del 2014 comparvero insieme due saggi che Schirach aveva scritto per Der Spiegel in un solo volume dal titolo Die Würde ist antastbar (La dignità è violabile). Il libro raggiunse presto il secondo posto nella lista dei best seller dello Spiegel. Le recensioni furono positive. In un'intervista con lo Standard di Vienna Schirach spiegò che egli non desiderava affatto essere definito "intellettuale", ma aveva solo scritto un paio di cose, che gli erano venute in mente. «Effettivamente è stato solo un disagio – il mondo pare a me diventato troppo complicato, molte cose non le capisco.» Nella stessa intervista disse di aver in effetti preparato un pezzo per teatro, sul quale erano stati trattati i diritti d'autore.
Die Herzlichkeit der Vernunft
, 2017
Nell'ottobre del 2017 Alexander Kluge e Schirach pubblicarono un audiovolume dal titolo Die Herzlichkeit der Vernunft (La cordialità della ragione). Il libro contiene cinque discorsi su Socrate, Voltaire, von Kleist, Politica e il brano teatrale di Schirach Terror. Die literarische Welt stampò in anticipo il discorso su Socrate con l'inserimento sulla moda di Karl Lagerfeld, del quale si assunse l'intero compito dell'inserzione. In un'intervista con Deutschlandfunk Schirach spiegò che il libro esisteva già, per il fatto che Kluge e lui negli anni passati avevano registrato numerose interviste e una serie di discorsi.
Strafe, 2018
Nel marzo 2018 comparve il volume di 12 brevi racconti, Strafe (Castigo) , uno dei quali fu pubblicato in anticipo dalla rivista Stern. heute-journal, il notiziario della ZDF, lo presentò in una trasmissione del 7 marzo 2018 e lo definì « [...] inclemente, preciso, talvolta freddo e distante, quindi umanamente profondo...». In un'intervista con la Deutschland Radio Kultur Schirach spiegò che Strafe completava la serie che egli aveva incominciato con Verbrechen e Schuld. La trilogia, già così impostata fin dall'inizio, corrispondeva alla successione di prove di un procedimento giudiziario. In un'intervista con Nils Minkmar sullo Spiegel Schirach ebbe a dire del suo libro: «Molti personaggi dei miei racconti sono solitari. È il segno che io partecipo insieme ai miei personaggi.»
Kaffee und Zigaretten
, 2019
Con questo libro (Caffè e sigarette) Ferdinand von Schirach getta nei suoi 48 capitoli un altro sguardo sulla sua vita. Egli mette in mostra le sue depressioni, un tentativo di suicidio, gli incontri con Imre Kertész, Lars Gustafsson, Michael Haneke e scrive a proposito di suo nonno Baldur von Schirach. Il libro raggiunse il primo posto nella classifica dei best seller dello Spiegel. Secondo una recensione su NDR Schirach evoca in proposito « [...] con fine ironia, con una base umoristica, leggera disperazione, ciò che lo fa disperare e ciò che lo salva. Von Schirach è un moralista senza una morale esibita. Nazionalismo, autunno tedesco e Rock 'n' Roll, autori come Hemingway, Gustafsson e Mark Twain - naturalmente il fumo, la scoperta della Patria viaggiando. Von Schirach è un maestro della parabola - egli narra affascinando la propria storia, che è come un pezzo della nostra».

Edizioni in italiano
Un colpo di vento, Longanesi, 2010
Il caso Collini, Longanesi, 2012
I colpevoli, (racconti), Longanesi, 2013
Tabù, Longanesi, 2014
Castigo, (racconti), Neri Pozza, 2019
Ogni essere umano, Neri Pozza, 2021
Castigo, (racconti), Beat, 2021
Caffè e sigarette, Neri Pozza, 2021
Ferdinand von Schirach e Alexander Kluge, La gentilezza della ragione, Neri Pozza, 2022
Alexander Kluge e Ferdinand von Schirach, Nonostante tutto. Dialogo sull'ordine sociale e sulle libertà civili nell'Europa post-pandemica, Meltemi, 2022
Delitto/Colpa/Castigo, (racconti), Neri Pozza, 2022
Il caso Collini, Beat, 2023


ALVAR Mia (1978 - viv.)

  Mia Alvar è una scrittrice filippina che risiede negli Stati Uniti. Nata a Manila nel 1978, vive e lavora a Santa Monica. Ha trascorso l...