giovedì 30 ottobre 2025

KRISTOF Agota (1935 - 2011)

 

Ágota Kristóf
 (Csikvánd, 30 ottobre 1935 – Neuchâtel, 27 luglio 2011) è stata una scrittrice e drammaturga ungherese naturalizzata svizzera.
Come autrice, si è espressa quasi esclusivamente in francese, la sua seconda lingua, che non riuscirà mai a padroneggiare pienamente e senza errori, una circostanza che, nella narrazione autobiografica, portò la scrittrice a definire se stessa come un'«analfabeta».
Ágota Kristóf nacque il 30 ottobre 1935 a Csikvánd, un villaggio dell'Ungheria "privo di stazione, di elettricità, di acqua corrente, di telefono". A 4 anni impara a leggere correttamente e a 14 a scrivere le sue prime poesie e le sue prime pièce teatrali, mentre in età adolescenziale viene mandata in un collegio di sole ragazze. Nel 1956, in seguito all'intervento in Ungheria dell'Armata Rossa per soffocare la rivolta popolare contro l'invasione sovietica, fugge con il marito e la figlia in Svizzera e si stabilisce a Neuchâtel, dove vivrà fino alla morte. Non perdonerà mai al marito la decisione di allora, presa per paura di essere arrestato dai sovietici, tanto che in una intervista dirà: «Due anni di galera in URSS erano probabilmente meglio di cinque anni di fabbrica in Svizzera». È sepolta a Kőszeg, nella contea di Vas, in Ungheria.
A Neuchâtel Ágota Kristóf impara il francese, che adotterà per la sua scrittura letteraria. Raggiunge il successo internazionale nel 1987, con la pubblicazione de Le grand cahier (Il grande quaderno), che viene eletto "Livre Européen". Le grand cahier confluirà, insieme a La preuve (La prova) e Le troisième mensonge (La terza menzogna), nella Trilogie (Trilogia della città di K.), il riconosciuto capolavoro letterario di Ágota Kristóf, stampato in oltre 30 paesi. I personaggi dei racconti di Kristóf sono spesso segnati dalla condizione esistenziale dell'erranza, l'impossibilità di riattingere ai luoghi delle proprie origini.

Opere tradotte in italiano

Narrativa

Le grand cahier, 1986 (con il titolo Quello che resta, trad. di Armando Marchi, Guanda, Parma 1988; poi con il titolo Il grande quaderno, in Trilogia della città di K., Torino, Einaudi, 1998)
La preuve, 1988 (La prova, trad. di Virginia Ripa di Meana, Guanda, Parma, 1989; poi in Trilogia della città di K., Torino, Einaudi, 1998)
Le Troisième Mensonge, 1991 (La terza menzogna, trad. di Giovanni Bogliolo, in Trilogia della città di K., Torino, Einaudi, 1998)
Hier, 1995 (Ieri, trad. di Marco Lodoli, Torino, Einaudi, 1997)
L'analphabète, 2004 (L'analfabeta. Racconto autobiografico, trad. di Letizia Bolzani, Bellinzona, Casagrande, 2005)
C'est égal, 2005 (La vendetta, trad. di Maurizia Balmelli, Torino, Einaudi, 2005)
Où es-tu Mathias?, 2006 (Dove sei Mathias?, trad. di Maurizia Balmelli, Bellinzona, Casagrande, 2006)

Teatro
John et Joe, 1972; Un rat qui passe, 1972-1984 ( John e Joe. Un ratto che passa, traduzione di Stefania Pico, Collezione di teatro n.449, Einaudi)
La Clé de l'ascenseur, 1977 (La chiave dell'ascensore, trad. di Elisabetta Rasy, in La chiave dell'ascensore. L'ora grigia, Torino, Einaudi, 1999)
L'Heure grise ou le dernier client, 1975 (L'ora grigia, trad. di Elisabetta Rasy, in La chiave dell'ascensore. L'ora grigia, Torino, Einaudi, 1999)
Le Monstre, et autres pièces, 2007 (Il mostro e altre storie, trad. di Marco Lodoli, Bellinzona, Casagrande, 2019)

Poesia
Clous, 2016 (Chiodi, trad. di Vera Gheno e Fabio Pusterla, Casagrande, Bellinzona, 2018)


mercoledì 29 ottobre 2025

HEMPEL Amy (1951 - viv.)


Amy Hempel
 (Chicago, 14 dicembre 1951) è una scrittrice e giornalista statunitense.
Originaria di Chicago, Illinois vive attualmente a New York dove svolge l'attività di coordinatore del corso di scrittura presso il Brooklyn College. Insegna inoltre scrittura creativa presso l'Università di Princeton.
Chuck Palahniuk ha scritto «Ogni frase non è solo cesellata, è torturata. Ogni frase e battuta ... è qualcosa di divertente o di così profondo che Te la ricorderai per anni».
Nel 2006 le venne conferita la borsa di studio USA Ford Fellow dalla United States Artists, nel 2007 vince l'Ambassador Book Award per la raccolta di racconti brevi "Collected Stories" e nel 2008 vinse il Rea Award for the Short Story.

Opere
Ragioni di vivere (Reasons to Live, 1985), traduzione di Ettore Capriolo, Milano, Serra e Riva Editori, 1986.
Alle porte del regno animale (At the Gates of the Animal Kingdom, 1990), traduzione di Ennio Valentino, Milano, Serra e Riva Editori, 1990
Tumble Home, 1997
The Dog of the Marriage: Stories, 2005
Ragioni per vivere: tutti i racconti (The Collected Stories od Amy Hempel, 2006), trad. di Silvia Pareschi, Collana Scrittori italiani e stranieri, Milano, Mondadori, 2009; Milano, SEM, 2019; Collana Universale Economica Feltrinelli, 2022
Nessuno è come qualcun altro. Storie americane (Sing to It, 2019), trad. di Silvia Pareschi, Milano, SEM, 2019

Curatele
Unleashed: Poems by Writers' Dogs, curatela con Jim Shepard, 1999.
New Stories from the South 2010: The Year's Best, curatela con Kathy Pories, Chapel Hill, N.C. : Algonquin Books of Chapel Hill, 2010.

martedì 28 ottobre 2025

DURRENMATT Friedrich (1921 - 1990)

 

Friedrich Dürrenmatt
 (Stalden im Emmental, 5 gennaio 1921 – Neuchâtel, 14 dicembre 1990) è stato uno scrittore, drammaturgo e pittore svizzero.
Dopo un'infanzia piuttosto movimentata, durante la quale ebbe già problemi di alcolismo, droga e fumo, si diplomò nel 1941 e studiò filosofia e lingue germaniche a Zurigo e a Berna. Dopo la seconda guerra mondiale, ispirato dalla lettura di Lessing, Kafka e Brecht, iniziò a scrivere racconti brevi e pezzi teatrali. Le sue prime opere sono ricche di elementi macabri e oscuri, trattano di omicidi, torture e morte.
Il suo esordio in teatro con Es steht geschrieben (Sta scritto) provocò uno scandalo che gli procurò notorietà anche oltre i confini svizzeri. Nel 1947 sposò l'attrice Lotti Geissler. Nei primi anni cinquanta si mantenne scrivendo romanzi come Il giudice e il suo boia (Der Richter und sein Henker) e Il sospetto (Der Verdacht), che vennero pubblicati a puntate nei giornali. Nel 1956 ottenne fama internazionale con il dramma La visita della vecchia signora (Der Besuch der alten Dame). Il dramma venne rappresentato a New York, Roma, Londra e Parigi e vinse numerosi riconoscimenti. Altri drammi di successo furono I fisici (Die Physiker) e La meteora (Der Meteor) rispettivamente degli anni 1963 e 1966.
Negli anni settanta e ottanta divenne attivo politicamente, mettendosi in luce come critico della società contemporanea con saggi, conferenze e discorsi celebrativi come: "Sätze aus Amerika" (Frasi dall'America), l'articolo "Ich stelle mich hinter Israel" (Io sto con Israele), il discorso pubblico in occasione del centesimo anniversario della nascita di Albert Einstein e, poco prima di morire, due discorsi con il titolo "Kants Hoffnung" (La speranza di Kant), uno dei quali, in onore di Václav Havel, aveva come titolo: "Die Schweiz - ein Gefängnis" (La Svizzera - una prigione). Visitò gli Stati Uniti, Israele, la Polonia e il campo di concentramento di Auschwitz. 
Anche per questi motivi, Dürrenmatt è stato spiato dalla "Bundespolizei", la polizia federale elvetica, assieme ad altri 800 000 cittadini di simpatie progressiste. Lo scrittore lo sospettava da tempo, tanto che, nel 1966, disse che "la Svizzera sta diventando uno Stato poliziesco con una facciata democratica". Nel 1983 muore sua moglie e nel 1984 si sposa con l'attrice e produttrice Charlotte Kerr. Muore il 14 dicembre 1990 in seguito alle conseguenze di un infarto; solamente un anno prima aveva pubblicato la sua ultima opera: La valle del Caos. A Neuchâtel, la città della Svizzera dove l'autore ha vissuto l'ultimo periodo della sua vita, nel 2000 è stato creato il Centre Dürrenmatt Neuchâtel, un centro interdisciplinare sorto intorno alla casa dello scrittore, che raccoglie anche gran parte dei suoi dipinti.
Insieme al connazionale Max Frisch, Dürrenmatt è stato protagonista del rinnovamento del teatro di lingua tedesca, trattando in chiave grottesca i problemi della società contemporanea e smascherando le meschinità nascoste dalla facciata perbenista della società svizzera.
Anche la produzione letteraria di Dürrenmatt è sempre stata caratterizzata da una pungente satira e spirito critico nei confronti della società. Oltre a numerosi racconti, fra cui spiccano La morte della Pizia, L'eclissi di luna, La panne, Il Minotauro, Natale, sono di grande interesse i già citati romanzi Il sospetto, La promessa, Il giudice e il suo boia, nei quali, attraverso il sapiente utilizzo di trame investigative, intende dimostrare una tesi ben precisa: il caso governa i destini umani. Per Dürrenmatt l'accurata costruzione di una rete chiusa di eventi fittizi nella trama di un romanzo, a maggior ragione romanzo poliziesco, dimostra di non essere un valido specchio del reale e di essere una costruzione intellettuale debole.
Tema centrale nella produzione dell'autore è anche il concetto di giustizia. Per Dürrenmatt il complesso poliziesco-giudiziario, nei suoi meccanismi di indagine e di giudizio, è incapace di cogliere il senso più autentico della verità umana. Ciò che spesso sfugge alla giustizia dei tribunali può essere eticamente condannabile, o viceversa. Il racconto La panne. Una storia ancora possibile è un mirabile esempio di un rovesciamento di situazione del protagonista nei confronti del concetto di giustizia, presente anche in altre opere dell'autore.
Piero Raffa riferisce del parallelo tra Frank V di Dürrenmatt e L'opera da tre soldi di Brecht, stabilito dalla critica a partire da Hans Mayer. «Comune è il linguaggio parodistico-cabarettistico e il tema, incentrato sulla metafora banchieri-gangsters, che Brecht ha usato anche in altre occasioni. [...] Il "folklore" dell'epoca individualistica del crimine è fuori moda; il capitalista può permettersi il lusso di essere un borghese "buono" e còlto, continuando tuttavia a fare (...) ciò che faceva prima. Le somiglianze di significato col crimine "collettivo" de La visita della vecchia signora sono evidenti».[4]
Dürrenmatt è stato anche pittore, seguendo una passione mantenuta per tutta la vita, parallelamente all'attività di scrittore e drammaturgo.
I suoi dipinti si rifanno soprattutto a motivi mitologici o religiosi, come ad esempio il Minotauro o la Crocifissione, o la Torre di Babele. La sua pittura risente dell'influsso degli espressionisti, ma anche di artisti come Giovanni Battista Piranesi o Francisco Goya.
In molte opere, specie nelle caricature e nei ritratti, è presente un humour nero, spesso offensivo nei confronti della "vittima" e una tagliente critica alle ipocrisie della società.

Opere
Romanzi

Il giudice e il suo boia (Der Richter und sein Henker, 1952), trad. di Enrico Filippini, Milano, Feltrinelli, 1960; trad. di Donata Berra, Milano, Adelphi, 2015.
Il sospetto (Der Verdacht, 1951-1952), trad. di Enrico Filippini, Milano, Feltrinelli, 1960.
Greco cerca greca (Grieche sucht Griechin. Eine Prosakomödie, 1955), traduzione di Mario Spagnol, Milano, Feltrinelli, 1963; Collana Nuovi Coralli, Torino, Einaudi, 1975; trad. di Margherita Belardetti, Collana Fabula n.410, Milano, Adelphi, 2024
La promessa. Un requiem per il romanzo giallo (Das Versprechen. Requiem auf den Kriminalroman, 1957), trad. di Silvano Daniele, Milano, Feltrinelli, 1959; Torino, Einaudi, Torino, 1975. [il testo fu sviluppato nel 1985 sulla Neue Zürcher Zeitung]
Giustizia (Justiz, 1985), trad. di Giovanna Agabio, Milano, Garzanti, 1986; Milano, Marcos y Marcos, 2005; Milano, Adelphi, 2011.
L'incarico (Der Auftrag, 1986), trad. di Giovanna Agabio, Milano, Garzanti, 1987; Milano, Marcos y Marcos, 2004; trad. di Giovanna Agabio e Roberto Cazzola, Milano, Adelphi, 2012.
La valle del caos (Durcheinandertal 1989), trad. di Giovanna Agabio, Torino, Einaudi, 1990.
Il pensionato. Frammento di romanzo poliziesco (Der Pensionierte, 1995), trad. di Cristina Pietra e Anna Ruchat, Bellinzona, Casagrande, 2000. [pubblicato postumo, incompiuto]

Racconti e novelle
1942 - Natale, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1943 - Il torturatore, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1943 - La salsiccia, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1943 - Il figlio, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1945 - Il vecchio (Der Alte), trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1945 - Il ritratto di Sisifo, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1945 - Il direttore del teatro, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1946 - La trappola, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1946 - Pilato, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1947 - La città, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1947 - Il cieco (Der Blinde), trad. di Rolando Zorzi, Milano, Garzanti, 1991.
1949 - Notizie sullo stato dell'informazione nell'età della pietra, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1951 - Il cane. Un racconto (Der Hund), trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1952 - Die Stadt. Prosa I–IV, Arche, Zürich. [contiene 9 racconti scritti fra il 1942 e il 1946, incluso Der Tunnel]
1952 Il tunnel. Un racconto (Der Tunnel), trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1952 - Dalle annotazioni d'un guardiano, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1953 - Soggiorno in una piccola città. Frammento, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1954 - Ercole e le scuderie di Augia (Herkules und der Stall des Augias) [mai tradotto in italiano]
1956 - La panne (Die Panne. Eine noch mögliche Geschichte), trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988; col titolo La panne. Una storia ancora possibile, trad. di Eugenio Bernardi, Torino, Einaudi, 1972; Milano, Adelphi, 2014.
1957 - La vacanza di Mister X. Frammento, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1961-1976 - Smithy, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1963 - Die Heimat im Plakat. Ein Buch für Schweizer Kinder, Diogenes, Zürich.
1970 - Sätze aus Amerika [mai tradotto in italiano]
1971 - La caduta (Der Sturz), trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1974-1978 - Abu Chanifa e Anan Ben David, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1975-1981 - La guerra invernale del Tibet (Der Winterkrieg in Tibet), trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988; La guerra invernale nel Tibet, trad. di Donata Berra, Milano, Adelphi, 2017.
1975-1981 - Eclisse di Luna, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1975-1981 - Il ribelle, trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988.
1976 - La morte della Pizia (Das Sterben der Pythia, in Der Mitmacher. Ein Komplex, Text der Komödie, Dramaturgie, Erfahrungen, Berichte, Erzählungen), trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988; trad. di Renata Colorni, Milano, Adelphi, 1988.
1976 - Zusammenhänge. Ein Essay über Israel. Eine Konzeption, Arche, Zürich.
1978 - Friedrich Dürrenmatt Lesebuch. Arche, Zürich.
1978 - Mister X macht Ferien. Fragment, Diogenes, Zürich.
1981 - Stoffe; nuova ed. riveduta, in Labyrinth. Stoffe I–III, 1990.
1985 - Minotauro. Una ballata (Minotaurus. Eine Ballade), trad. di Umberto Gandini, in Racconti, Milano, Feltrinelli, 1988; Milano, Marcos y Marcos, 1997.
1986 - Der Auftrag oder Vom Beobachten des Beobachters der Beobachter. Novelle in 24 Sätzen, Diogenes, Zürich.
1990 - Turmbau. Stoffe IV–IX, Diogenes, Zürich.


lunedì 27 ottobre 2025

JACOBSEN Roy (1954 - viv.)

 

Roy Jacobsen
 (Oslo, 26 dicembre 1954) è uno scrittore e sceneggiatore norvegese.
Membro della Norwegian Academy for Language and Literature, Roy Jacobsen è cresciuto in un sobborgo di Oslo situato nella Groruddalen Valley. Ha avuto numerosi impieghi, anche dopo il debutto come scrittore nel 1982. Il suo esordio editoriale avviene nel 1982, con la pubblicazione della collana di racconti Fangeliv (in inglese Prison Life), vincitrice del premio Tarjei Vesaas' debutantpris. A partire dal 1990 è diventato scrittore a tempo pieno. Nel 1989 Jacobsen, che vive a Oslo, vince il prestigioso Norwegian Critics Prize for Literature e due dei suoi romanzi vengono nominati per il Nordic Council's Literature Prize: Seierherrene (in inglese The Conquerors) nel 1991 e Frost nel 2004. The Burnt-Out Town of Miracles viene pubblicato in Inghilterra nel 2008. Essendosi rivelato parte di questa alta società, va da sé che Jacobsen è stato scelto per scrivere la biografia di Trygve Bratteli, l'allora primo ministro del Partito Laburista (1995).
Tra il 1979 e il 1986 ha vissuto presso la proprietà della madre a Solfjellsjøen nel comune di Dønna, nella contea Nordland, nella Norvegia settentrionale; sia le origini della madre, sia la sua stessa educazione a Groruddalen sono i temi centrali di Seierherrene, il suo romanzo di svolta pubblicato nel 1991. Questo romanzo ha raccontato al pubblico norvegese, forse più chiaramente di ogni altra opera narrativa, il fenomeno, conosciuto nella cultura norvegese come "the great class journey" – l'ascesa sociale fatta da una grossa porzione della popolazione norvegese nell'arco di poche generazioni, durante il ventesimo secolo. Vengono narrate dalla prospettiva di una famiglia, attraverso due generazioni, le condizioni di vita dell'uomo comune in Norvegia negli ultimi ottanta anni. Il romanzo mostra la straordinaria velocità con cui una società basata su un innato e rigido sistema di agricoltura e il proletariato si è trasformata in una società post-industriale, di formazione tecnologica e di benessere, che offre infinite opportunità, e al contempo dona un nuovo senso di identità a molti dei suoi cittadini.

Saga dei Barrøy
Gli invisibili (De Usynlige) (2013), Milano, Bompiani, 2018 traduzione di Ingrid Basso ISBN 9788845296673 ; Milano, Iperborea, 2022, traduzione di Maria Valeria D'Avino
Mare bianco (Hvit Hav), (2015), Milano, Iperborea, 2023, traduzione di Maria Valeria D'Avino
Rigels øyne, 2017
Bare en mor, 2020

domenica 26 ottobre 2025

FOSTER WALLACE David (1962 - 2008)

 

David Foster Wallace
, all'anagrafe David Wallace (Ithaca, 21 febbraio 1962 – Claremont, 12 settembre 2008), è stato uno scrittore e saggista statunitense.
Il romanzo di Wallace del 1996 Infinite Jest è stato citato dalla rivista Time come uno dei 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 al 2005, mentre l'editore del Los Angeles Times David Ulin ha definito Wallace "uno degli scrittori più influenti e innovativi degli ultimi 20 anni". L'ultimo romanzo incompiuto di Wallace, Il re pallido, è stato pubblicato nel 2011 utilizzando gli appunti che lui stesso aveva fatto in modo di far trovare ed è stato un finalista per il Premio Pulitzer 2012 per la narrativa. Una biografia di Wallace è stata pubblicata nel settembre del 2012 e un'estesa letteratura critica sul suo lavoro si è sviluppata negli ultimi dieci anni.
David Foster Wallace nacque ad Ithaca, città situata a 400 km da New York, il 21 febbraio del 1962, figlio di James Donald Wallace e di Sally Jean Foster. Visse a Champaign, nell'Illinois, fino alla quarta elementare per poi trasferirsi a Urbana, dove frequentò la Yankee Ridge School. Iscritto all'Amherst College, la stessa università del padre, vi si laureò nel 1985 in letteratura inglese e in filosofia, con una specializzazione in logica modale e matematica, per poi frequentare il primo semestre del corso di filosofia presso l'Università di Harvard, che abbandonò alla fine del 1989 dopo il ricovero alla clinica psichiatrica McLean's.
La sua tesi sulla logica modale, intitolata Richard Taylor's 'Fatalism' and the Semantics of Physical Modality (soggetto del saggio del 2008 del The New York Times Consider the Philosopher) fu premiata con il Gail Kennedy Memorial Prize. Nel 1987 ottenne un Master of Fine Arts in scrittura creativa alla University of Arizona. Insegnò alla Illinois State University per gran parte degli anni novanta e nell'autunno del 2002 diventò professore di scrittura creativa e letteratura inglese al Pomona College, in California.
Il suo romanzo d'esordio, La scopa del sistema, si ispira alla sua seconda tesi universitaria ed uscì nel 1987. La critica notò subito il talento di Wallace che, a soli venticinque anni, si distingueva per lo stile ironico, complesso e acuto e nello stesso anno fu insignito del Whiting Award nella categoria "Narrativa" del valore di 25000 dollari. Nel 1989 uscì negli Stati Uniti La ragazza con i capelli strani, una raccolta di racconti che tocca temi tipici di Wallace e fu considerata un suo manifesto poetico e stilistico.
Il secondo romanzo, Infinite Jest, uscì nel 1996 e fece diventare Wallace un autore di culto internazionale. Nel 2005 la rivista Time lo incluse nella lista dei cento migliori romanzi di lingua inglese dal 1923 al 2005. Il romanzo, considerato il capolavoro dello scrittore statunitense, descrive la complessità della società contemporanea: le difficoltà nei rapporti interpersonali, l'uso delle droghe, il ruolo sempre più importante del mondo dello spettacolo, dei media e dell'intrattenimento, l'esasperata competizione sociale raccontata attraverso il tennis, sport praticato a livelli agonistici dallo stesso autore.
Definito dal New York Times un "Émile Zola post-millennio" e "la mente migliore della sua generazione", la critica lo ha spesso paragonato ad autori celebrati come Thomas Pynchon, Don DeLillo, Vladimir Nabokov e Jorge Luis Borges. Considerato uno dei rappresentanti della corrente letteraria Avantpop, ricevette diversi premi, tra cui il MacArthur Fellowship.
Secondo il padre di Wallace, David soffrì di depressione per oltre vent'anni e solo la cura a base di antidepressivi che seguiva gli permetteva di essere produttivo. Gli effetti collaterali dovuti ai farmaci che assumeva lo indussero, nel giugno 2007, ad interrompere la terapia a base di fenelzina, con il benestare del proprio medico.
La depressione si ripresentò e Wallace sperimentò altre cure, inclusa la terapia elettroconvulsivante. Infine tornò ad assumere fenelzina, ma questa non gli faceva più effetto. Il 12 settembre 2008, a 46 anni, Wallace scrisse un messaggio di addio di due pagine, corresse parte del manoscritto di Il re pallido e si impiccò ad una trave di casa sua, a Claremont, in California. Il corpo fu rinvenuto dalla moglie, Karen Green.
The End of the Tour
A partire dal libro-intervista di David Lipsky Come diventare se stessi, è stato realizzato il film The End of the Tour - Un viaggio con David Foster Wallace, uscito negli Stati Uniti il 31 luglio 2015 e in Italia l'11 febbraio 2016. La storia narrata è quella del viaggio di cinque giorni, compiuto nell'inverno del 1996, da Foster Wallace assieme al giornalista di Rolling Stone David Lipsky (interpretati rispettivamente da Jason Segel e Jesse Eisenberg). The End of The Tour racconta i cinque giorni di intervista di Lispky a Wallace, le loro ambizioni e aspirazioni e la nascita di una breve ma intensa amicizia.
Wallace aveva all'epoca trentaquattro anni ed era stato da poco lanciato, con la pubblicazione del romanzo Infinite Jest, come una delle grandi promesse della letteratura americana; Lipsky di anni ne aveva trentuno e anch'egli stava cercando la propria strada nella vita. L'intervista non fu subito pubblicata e le cassette audio finirono in uno scantinato di Lipsky. I due non si incontrarono più e solamente dopo il suicidio di Wallace Lipsky decise di raccontare in un libro quel viaggio e quell'amicizia.

Opere
Romanzi

La scopa del sistema (The Broom of the System, 1987), trad. Sergio Claudio Perroni, Fandango, 1999, 502 pp.: Einaudi, 2008, 553 pp. 
Infinite Jest (1996), trad. Edoardo Nesi con la collaborazione di Annalisa Villoresi e Grazia Giua, Fandango, 2000, 1434 pp.; nuova ed. Einaudi, 2006, 1281 pp.
Il re pallido (The Pale King, 2011) (incompiuto), postumo, trad. Giovanna Granato, Milano, Einaudi, 2011, 728 pp.

Raccolte di racconti
La ragazza con i capelli strani (Girl with Curious Hair, 1990), trad. Francesco Piccolo, postfazione di Mattia Carratello, Einaudi, 1998, 202 pp.; come La ragazza dai capelli strani, trad. Martina Testa, prefazione di Zadie Smith, Minimum fax, 2003, 285 pp.; n. ed. con un racconto inedito, ivi, 2008, 339 pp.
Brevi interviste con uomini schifosi (Brief Interviews with Hideous Men, 1999), introduzione di Fernanda Pivano, trad. Ottavio Fatica e Giovanna Granato, Einaudi, 2000, 288 pp.
Oblio (Oblivion: Stories, 2004), trad. Giovanna Granato, Einaudi, 2004, 393 pp. 
Questa è l'acqua (This Is Water, 2009), a cura di Luca Briasco, trad. Giovanna Granato, Einaudi, 2009, 166 pp. 

Racconti non antologizzati
Verso Occidente l'impero dirige il suo corso (Westward the Course of the Empire Takes Its Way, 1989), trad. Martina Testa, Minimum Fax, 2001, 217 pp.

Saggistica
Piccoli animali inespressivi (Little Expressionless Animals, 1988) in The Paris Review. Il libro, Fandango, 2010, pp. 215–65 (dal n. 106 della rivista) (Riedito in italiano in "La ragazza con i capelli strani")
Il rap spiegato ai bianchi (Signifying Rappers: Rap and Race in the Urban Present, 1990), scritto con Mark Costello, trad. Christian Raimo e Martina Testa, prefazione di Frankie hi-nrg mc, Minimum fax, 2000, 188 pp. 
Una cosa divertente che non farò mai più (A Supposedly Fun Thing I'll Never Do Again, 1997), trad. Gabriella D'Angelo e Francesco Piccolo, postfazione di Fernanda Pivano, Minimum fax, 1998, 143 pp.; nuova ed. rivista, Minimum fax, 2001, 140 pp.; nuova ed. con un omaggio di Edoardo Nesi, Minimum fax, 2010, 164 pp. 
Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più) trad. Vincenzo Ostuni, Christian Raimo e Martina Testa, Minimum fax, 1999, 317 pp. 
Tutto, e di più. Storia compatta dell'infinito (Everything and More: A Compact History of Infinity) (2003), trad. Giuseppe Strazzeri e Fabio Paracchini, Codice Edizioni, 2005, 262 pp.; nuova ed. rivista, Codice Edizioni, 2017, 262 pp.
Considera l'aragosta e altri saggi (Consider the Lobster, 2006), trad. Adelaide Cioni e Matteo Colombo, Einaudi, 2006, 382 pp.
Roger Federer come esperienza religiosa (Roger Federer as Religious Experience, 2006), trad. Matteo Campagnoli, Ed. Casagrande, 2010, 56 pp.. Riedito in Il tennis come esperienza religiosa, trad. Giovanna Granato, Einaudi 2012, 96 pp.
Di carne e di nulla (Both flesh and not, 2013), trad. Giovanna Granato, Einaudi, 2013, 256 pp. 
Un antidoto contro la solitudine, Interviste e conversazioni (2013), Minumum Fax, 2013, 292 pp.

sabato 25 ottobre 2025

OZ Amos (1939 - 2018)

 

Amos Oz (nato Amos Klausner; Gerusalemme, 4 maggio 1939 – Tel Aviv, 28 dicembre 2018) è stato uno scrittore e saggista israeliano.
Oltre ad essere stato autore di romanzi e saggi, Oz è stato giornalista e docente di letteratura alla Università Ben Gurion del Negev, a Be'er Sheva. Sin dal 1967 è stato un autorevole sostenitore della "soluzione dei due Stati" del conflitto arabo-israeliano.
Nel suo romanzo autobiografico, Una storia di amore e di tenebra, Oz ha raccontato, attraverso la storia della sua famiglia, le vicende storiche del nascente Stato di Israele dalla fine del protettorato britannico: la guerra di indipendenza, gli attacchi terroristici dei Fedayyin, la vita nei kibbutz. Nella vita dello scrittore è stato determinante il suicidio della madre, avvenuto quando il piccolo Amos aveva appena dodici anni. L'elaborazione del dolore si sviluppa ben presto in un contrasto con il padre, un intellettuale vicino alla destra ebraica. Il contrasto padre-figlio portò alla decisione del ragazzo di entrare nel kibbutz Hulda e di cambiare il cognome originario "Klausner" in "Oz", che in ebraico significa "forza".
Amos Oz è nato a Gerusalemme. Circa metà dei suoi scritti sono ambientati in questa città e nelle zone circostanti. I suoi genitori, Yehuda Arieh Klausner e Fania Mussman, erano immigrati sionisti dell'Europa orientale. Il padre di Amos aveva studiato storia e letteratura a Vilnius, Lituania, ed a Gerusalemme era bibliotecario e scrittore. Il nonno materno di Amos era proprietario di un mulino a Rivne, città che a quell'epoca apparteneva alla Polonia, oggi all'Ucraina. Il nonno Klausner in seguito si trasferì con la famiglia ad Haifa. Il prozio di Amos, Joseph Klausner, fu il candidato del partito Herut alle elezioni presidenziali vinte da Chaim Weizmann ed era docente di letteratura ebraica presso l'Università Ebraica di Gerusalemme. Amos e la sua famiglia non erano religiosi e rifiutavano tutto ciò che nella religione percepivano come irrazionale. Ciononostante Amos Oz frequentò la scuola religiosa Tachkemoni. La famosa poetessa Zelda fu una delle insegnanti di Amos. Amos poi compì gli studi secondari presso la scuola superiore ebraica di Rehavia.
La madre Fania si suicidò, in seguito a una forte depressione, quando Amos aveva dodici anni. Amos avrebbe poi elaborato le ripercussioni di questo tragico evento scrivendo il libro di memorie "Una storia di amore e di tenebra". Amos aderì al Partito Laburista Israeliano e a 15 anni andò a vivere nel kibbutz di Hulda. Lì fu adottato dalla famiglia Huldai (il cui figlio primogenito Ron oggi è sindaco di Tel Aviv). Amos si immerse totalmente nella vita del kibbutz e in questo periodo cambiò il suo cognome in "Oz", che in ebraico significa "forza". Quando più avanti gli chiesero perché anziché trasferirsi a Tel Aviv avesse deciso di andare nel kibbutz, rispose che "Tel Aviv non era abbastanza radicale", disse Amos in seguito, "solo il kibbutz era abbastanza radicale". In ogni caso, come lui stesso racconta, Amos era "un disastro nei lavori agricoli... la barzelletta del kibbutz". Continuò a vivere e lavorare nel kibbutz fino a quando lui e sua moglie Nily si trasferirono ad Arad, nel 1986, a causa dell'asma di suo figlio Daniel. Però anche prima del trasferimento, visto il successo che aveva come scrittore, ebbe il permesso di diminuire gradatamente il tempo da dedicare al lavoro nel kibbutz: le royalties derivanti dai suoi libri erano tali da giustificarlo. Come disse lui stesso, Amos era diventato "un ramo della fattoria".
Come la maggior parte degli israeliani, Amos Oz ha prestato servizio di leva nelle forze di difesa israeliane. Alla fine degli anni cinquanta era arruolato nell'unità di fanteria Nahal e ha combattuto negli scontri al confine tra Israele e la Siria; durante la guerra dei sei giorni (1967) era in una unità corazzata nel Sinai; durante la guerra del Kippur (1973) ha combattuto sulle alture del Golan. Dopo aver servito nell'unità Nahal, Oz studiò filosofia e letteratura ebraica all'Università Ebraica di Gerusalemme. A parte alcuni articoli nel bollettino del kibbutz e nel giornale Davar, Amos Oz non ha pubblicato niente fino all'età di 22 anni, quando ha cominciato a pubblicare libri. 
La sua prima raccolta di racconti, "La terra dello sciacallo", è stata pubblicata nel 1965. Il suo primo romanzo, "Elsewhere, Perhaps", è stato pubblicato nel 1966. Ha cominciato a scrivere ininterrottamente, pubblicando in media un libro l'anno con la casa editrice del Partito Laburista, Am Oved. Oz ha lasciato Am Oved per l'editore Keter, nonostante la sua affiliazione politica, perché il contratto esclusivo con Keter gli garantiva uno stipendio mensile fisso indipendentemente dalla frequenza di pubblicazione.
La figlia maggiore di Amos Oz, Fania Oz-Salzberger, insegna storia all'Università di Haifa. Oz, che ha scritto 18 libri in ebraico e circa 450 articoli e saggi, le cui opere sono state tradotte in circa 30 lingue, muore il 28 dicembre 2018 a causa di un tumore.
Oltre ai suoi romanzi, Oz pubblicava regolarmente saggi di politica, di letteratura e sulla pace. Ha scritto molto per il giornale laburista israeliano Davar e, da quando quest'ultimo ha cessato di esistere, negli anni novanta, per il quotidiano Yedioth Ahronoth. In inglese, i suoi scritti sono usciti su varie pubblicazioni, tra cui il New York Review of Books. Amos Oz è uno degli scrittori la cui opera i ricercatori letterari studiano con un approccio fondamentale. Presso l'Università Ben Gurion del Negev è stata creata una collezione speciale su Amos Oz e le sue opere. Negli ultimi anni, Oz era considerato uno dei più probabili candidati al Premio Nobel per la letteratura.
Nelle sue opere, Oz tende a rappresentare i protagonisti in modo realistico e con un lieve tocco ironico.
Il tema del kibbutz nei suoi scritti è trattato con un tono in un certo senso critico. Oz attribuisce a una traduzione dei racconti di Winesburg, Ohio dello scrittore statunitense Sherwood Anderson la sua decisione di ”scrivere quello che era intorno a me”. Nel romanzo Una storia di amore e di tenebra, in cui racconta la sua infanzia e adolescenza negli anni travagliati che videro la nascita di Israele, Oz riconosce al “modesto libro” di Anderson il merito di avergli fatto capire che "il mondo scritto… gira sempre intorno alla mano che sta scrivendo, indipendentemente da dove stia scrivendo: il posto in cui sei è il centro dell'universo". Nel suo saggio del 2004 "Contro il fanatismo" (in seguito titolo di una collezione di saggi pubblicata nel 2006), Oz sostiene che il conflitto israelo-palestinese non è una guerra di religione o di culture, ma piuttosto una controversia possessoria - una controversia che non si risolverà con una maggiore comprensione ma con un compromesso doloroso.
Amos Oz era uno degli intellettuali più influenti e stimati di Israele. Questa stima è evidente anche nella sfera sociale in cui Oz si esprimeva regolarmente, anche se non così frequentemente come a metà negli anni Ottanta, quando riceveva un'attenzione mediatica anche maggiore. Le posizioni di Oz erano notoriamente conciliatorie nella sfera politica e social-democratiche nella sfera socio-economica. Oz è stato uno dei primi a sostenere la soluzione dei due Stati per il conflitto arabo-israeliano dopo la guerra dei sei giorni. Lo fece in un articolo del 1967, "Terra dei nostri Padri" sul giornale laburista Davar. "Anche un'occupazione inevitabile è un'occupazione ingiusta", scrisse Oz. Nel 1978 Oz è stato uno dei fondatori di Peace Now. Diversamente da molti altri movimenti israeliani per la pace, Oz non si oppone alla costruzione di una barriera di separazione israeliana, ma ritiene che il suo tracciato dovrebbe essere più o meno quello della Linea Verde, il confine esistente prima del 1967.
Oz si è opposto all'attività colonizzatrice sin dall'inizio ed è stato tra i primi a sostenere gli Accordi di Oslo e le trattative con l'OLP. Nei suoi discorsi e nei suoi saggi spesso Oz attaccava la sinistra antisionista ed enfatizza sempre la sua identità sionista. Molti osservatori di destra lo identificano come il portavoce più eloquente della sinistra sionista. Le due seguenti citazioni possono aiutare a riassumere le sue opinioni:
«Due guerre israelo-palestinesi sono scoppiate in questa regione. Una è quella della nazione palestinese per la sua libertà dall'occupazione e per il suo diritto a essere uno Stato indipendente. Tutte le persone rispettabili dovrebbero sostenere questa causa. La seconda guerra è mossa dall'Islam fanatico, dall'Iran a Gaza e dal Libano a Ramallah, per distruggere Israele e cacciare gli ebrei dalla loro terra. Tutte le persone rispettabili dovrebbero aborrire questa causa. (7 aprile 2002)»
«(Traduzione non ufficiale dall'ebraico) Il nostro problema più grande è la scomparsa della solidarietà sociale. Qui si sta sviluppando un grande egoismo che non ha vergogna nemmeno di se stesso. Vent'anni fa una ragazza di Bet Shean disse in televisione "Ho fame", e vibrarono gli stipiti delle porte (Isaiah 6:4). Sì, in parte era solo per dire, ma almeno si diceva. Oggi invece, perfino se quella ragazza morisse di fame in diretta televisiva, non succederebbe niente, a parte i dati d'ascolto e pubblicitari che userebbero l'incidente per i loro scopi. Chi un tempo pensava ingenuamente che la locomotiva degli imprenditori e i ricchi avrebbero trascinato con sé un lungo treno in cui anche gli ultimi vagoni sarebbero andati avanti, si sbagliava. Non è successo. Le locomotive si muovono e gli ultimi vagoni restano indietro sui binari arrugginiti. (6 settembre 2002)»
Per molti anni Oz è stato identificato con il Partito Laburista Israeliano ed è stato vicino al suo leader Shimon Peres. Quando Shimon Peres si stava ritirando dalla leadership del partito, disse che aveva proposto Oz come uno dei tre possibili successori, insieme a Ehud Barak (poi primo ministro) e Shlomo Ben-Ami (poi ministro degli esteri di Barak). Negli anni novanta Oz è uscito dal Partito Laburista e ha aderito al partito Meretz, nel quale era in ottime relazioni con il leader, Shulamit Aloni. Negli ultimi anni Oz ha descritto il Partito Laburista come un partito che "secondo me, non esiste più". Nel 2003, alle elezioni per la sedicesima Knesset, Oz ha partecipato alla campagna elettorale televisiva di Meretz chiedendo al pubblico di votare per Meretz.
In luglio 2006 Oz ha sostenuto l'esercito israeliano durante la guerra con il Libano, scrivendo sul Los Angeles Times: "Molte volte in passato il movimento israeliano per la pace ha criticato le operazioni militari di Israele. Non questa volta. Questa volta, la battaglia non è sull'espansione israeliana e la colonizzazione. Non c'è nessun territorio libanese occupato da Israele. Non ci sono rivendicazioni territoriali da nessuna delle due parti… Il movimento israeliano per la pace dovrebbe sostenere lo sforzo di Israele per l'auto-difesa, pura e semplice, fintanto che questa operazione ha come obiettivo soprattutto Hezbollah e risparmia, per quanto possibile, le vite dei civili libanesi
Come i colleghi scrittori israeliani David Grossman e Abraham Yehoshua, Amos Oz ha cambiato la sua posizione (di inequivocabile supporto a un atto militare "di auto-difesa" allo scoppio della guerra) davanti alla decisione del governo in una fase posteriore di estendere le operazioni in Libano. Grossman ha espresso le loro opinioni comuni in una conferenza stampa, dove ha dichiarato che Israele aveva già esaurito il suo diritto all'auto-difesa.


Opere
Narrativa

Le terre dello sciacallo (1965 ארצות התן), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2021. [raccolta di 10 racconti]
Altrove, forse (1966), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2015
Michael mio (1968), trad. Rosy Molari, Bompiani, 1994; Feltrinelli, 2001
Finché morte non sopraggiunga (Ad Mawet, 1971), trad. E. Loewenthal, Feltrinelli, 2018
Tocca l'acqua, tocca il vento (1973), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2017
Il monte del Cattivo Consiglio (1976), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2011
Soumchi (1978), trad. Glauco Arneri, Mondadori, 1997; Feltrinelli, 2013
Una pace perfetta (1982), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2009
La scatola nera (1986 קופסה שחורה), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2002.
Conoscere una donna (1989 לדעת אישה), trad. Alessandro Guetta, Guanda, 1992
Fima (1991), trad. Sarah Kaminski ed Elena Loewenthal, Bompiani, 1997; Feltrinelli, 2004
Non dire notte (1994), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2007
Una pantera in cantina (1995), trad. Elena Loewenthal, Bompiani, 2001; Milano, Fabbri, 2003 
Lo stesso mare (1999), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2003
Una storia di amore e di tenebra (2002, autobiografia), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2003
D'un tratto nel folto del bosco (2005), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2005
La vita fa rima con la morte (2008), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2008
Scene dalla vita di un villaggio (2010 תמונות מחיי הכפר), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2010.
Tra amici (2012), trad. Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2012
Giuda (2014 הבשורה על-פי יהודה), trad. Elena Loewenthal, Milano, Feltrinelli, 2014.

Saggistica
In terra di Israele (In the Land of Israel, 1983), Prefazione di Lucia Annunziata, trad. di Arno Baehr, Marietti 1820, 1992
La letteratura israeliana: un caso di realtà che riflette la finzione (Israeli Literature: a Case of Reality Reflecting Fiction), 1985
The Slopes of Lebanon, 1989
Israel, Palestine and Peace: Essays, 1995; in precedenza pubblicato col titolo Whose Holy Land? (1994).
Under This Blazing Light, 1995
Il senso della pace (1999), intervista di Matteo Bellinelli, Bellinzona, Casagrande, 2000, ISBN 88-7713-319-8.
La storia comincia così (The Story Begins: Essays on Literature, 1999), traduzione di E. Loewenthal, Feltrinelli, 2024 [lezioni tenute nel 1996]
Il silenzio del paradiso: la paura di Dio in Agnon, 2000
Contro il fanatismo (The Tubingen Lectures. Three Lectures, 2002), trad. di Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2004
Paradise Now: 24 ore nella testa di un kamikaze (2005), film di Hany Abu-Assad, DVD + libro Paradiso adesso, testi di A. Oz e Christoph Reuter, Feltrinelli, 2006
Una terra, due stati. Interviste, trad. di A. Strallo, A. Pontoglio e C. Palazzolo, Roma, Datanews, 2007
A. Oz - Fania Oz-Salzberger, Gli ebrei e le parole. Alle radici dell'identità ebraica (Jews and Words, 2012), traduzione di Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2013
Cari fanatici (Shalom Laqanaim, 2017), trad. di Elena Loewenthal, Feltrinelli, 2017
A. Oz - con Shira Hadad, Sulla scrittura, sull'amore, sulla colpa e altri piaceri (What Makes an Apple: Six Conversations about Writing , Love, Guilt, and Other Pleasures, 2018), traduzione di E. Loewenthal, Feltrinelli, 2019
Gesù e Giuda (Jesus and Juda, 2018), traduzione di Vincenzo Mantovani, Introduzione di Erri De Luca, Feltrinelli, 2022
Resta ancora tanto da dire. L'ultima lezione (The Reckoning is Not Over Yet, 2019), traduzione di E. Loewenthal, Feltrinelli, 2023

venerdì 24 ottobre 2025

YOURCENAR Marguerite (1903 - 1987)


Marguerite Yourcenar
, pseudonimo di Marguerite Antoinette Jeanne Marie Ghislaine Cleenewerck de Crayencour (Bruxelles, 8 giugno 1903 – Mount Desert (Maine, USA), 17 dicembre 1987), è stata una scrittrice, poetessa e saggista francese con cittadinanza statunitense. Fu la prima donna eletta membro dell'Académie française, oltre che la prima autrice vivente la cui opera fu pubblicata nella Bibliothèque de la Pléiade, nel 1982.
Il padre era Michel Cleenewerck de Crayencour, di famiglia di antica borghesia, originaria delle Fiandre francesi (era figlio di una ricca proprietaria terriera, Noemi Dufresne), rappresentava la parte francese della famiglia. La madre Ferdinande de Cartier de Marchienne, belga di nobile stirpe, morì dieci giorni dopo la nascita di Marguerite, a causa di setticemia e peritonite insorte in seguito al parto. Marguerite studiò con tutori privati e crebbe nell'immensa villa della nonna Noemi a Mont Noir, nel comune di Saint-Jans-Cappel, nel Nord della Francia.
La bambina si dimostra subito una lettrice precoce, interessandosi a soli otto anni alle opere di Jean Racine e Aristofane: addirittura a dieci anni impara il latino e a dodici il greco pur di poter leggere i testi originali di Aristofane ed altri oratori antichi greci e romani. Poi, all'età di diciassette anni, da poco trasferitasi a Nizza, Marguerite pubblica sotto lo pseudonimo di "Marguerite Yourcenar" il suo primo libro di poesie: sceglie questo pseudonimo con l'aiuto del padre, anagrammando il cognome (Crayencour, appunto). Nel 1924, in occasione di un viaggio in Italia, visita per la prima volta Villa Adriana e inizia la stesura dei primi Carnets de notes de Mémoires d'Hadrien (Taccuini di note delle poi divenute celeberrime Memorie di Adriano).
Nel 1937 a Parigi Marguerite fa un incontro fondamentale per la sua carriera e per la sua vita: quello con Grace Frick, allora insegnante di letteratura inglese, che sarà la sua compagna per il resto della vita.
Nel 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale, si trasferisce negli Stati Uniti d'America (prenderà la cittadinanza americana nel 1947), pur continuando sempre a scrivere in francese. Negli Stati Uniti insegna letteratura francese e storia dell'arte dal 1942 al 1950 e dal 1952 al 1953. Inizia così un decennio di privazioni, che ella stessa definirà più tardi come il più difficile della sua vita. Questo periodo della sua vita si conclude con la pubblicazione delle Mémoires d'Hadrien (Memorie di Adriano), sicuramente il suo libro di maggior successo. A partire da questo momento, Yourcenar comincia una serie di viaggi in giro per il mondo, che conosceranno una pausa solo per l'aggravarsi delle condizioni di salute della sua compagna, che la porteranno alla morte nel 1979. Dopo la morte di Grace Frick la scrittrice conosce Jerry Wilson, che diventerà presto una delle sue più intense passioni. Ma neanche lui le sopravvive.
Come accennato, esordì come autrice in poesia, con la raccolta Le jardin des chimères (Il giardino delle chimere), pubblicata a proprie spese nel 1921. La prima opera pubblicata da una casa editrice è un romanzo del 1929: Alexis o il trattato della lotta vana, dove si affaccia per la prima volta il tema dell'omosessualità vissuta come un intenso dramma. Da lì comincia per la scrittrice una carriera che le procurerà la notorietà internazionale.
Nel periodo che va dal 1932 al 1938 pubblica il romanzo Moneta del sogno, ambientato nell'Italia fascista, Fuochi, una raccolta di prose liriche ispirata dal suo amore non corrisposto per André Fraigneau, e Novelle orientali, una serie di racconti ispirati a miti e leggende dell'Estremo Oriente, della Grecia e dei Balcani.
Attratta dal romanzo di ambientazione storica, scrive le Memorie di Adriano, il suo capolavoro, in cui alla crisi personale di un imperatore illuminato, giunto alla fine della sua vita, si sovrappone il crepuscolo dell'impero romano, avviato verso una fine annunciata. Per il suo capolavoro Memorie di Adriano venne candidata al premio Nobel per la letteratura.
L'opera al nero è un altro romanzo di genere storico ambientato nel tardo Rinascimento con protagonista il medico-filosofo Zénon. Anche qui la storia è una cornice disegnata intorno alle tormentate vicende dei protagonisti, con sottili risvolti psicologici apparentemente fuori tempo - per troppa modernità - rispetto all'epoca in cui i personaggi vengono fatti agire; è ciò che verrà definito la modernità del passato. Infatti modernissimo è il discorso in cui Zénon enuncia sinteticamente la sua filosofia dicendo:
«Le nostre idee, i nostri idoli, le nostre costumanze presuntamente sante, e le nostre visioni che passano per ineffabili, mi sembravano generati senz'altro dai sussulti della macchina umana, al pari del soffio delle narici o delle parti basse, del sudore e dell'acqua salata delle lacrime, del sangue bianco dell'amore, dei liquami e degli escrementi del corpo. Mi irritava che l'uomo sprecasse così la propria sostanza in costruzioni quasi sempre nefaste, parlasse di castità prima di aver smontato la macchina del sesso, disputasse di libero arbitrio invece di soppesare le mille oscure ragioni che ti fanno battere le ciglia se improvvisamente avvicino ai tuoi occhi un legno, o di inferno prima di aver interrogato più dappresso la morte.»
Come l'acqua che scorre, pubblicato nel 1982, raccoglie tre racconti storici di ambiente secentesco, ambientati fra l'Italia e le Fiandre. Il primo, Anna, soror..., fu scritto nel 1925 dopo un soggiorno della donna a Napoli, dove si svolge il racconto intimo e delicato della passione incestuosa di Anna per il fratello Miguel. Il secondo, Un uomo oscuro, ci fa seguire le peregrinazioni di Nathanael (un altro dei grandi personaggi yourcenariani), il suo amore per la prostituta Sarai, il servizio presso una nobile famiglia e la silenziosa fine nella solitudine di un'isola. L'ultimo racconto, Una bella mattina, si ricollega alla vicenda di Un uomo oscuro narrando la storia di Lazaro, figlio di Saraí e Nathanael, e della sua vocazione di attore.
Nella trilogia Il labirinto del mondo, Yourcenar passa dalla storia del mondo a quella più ristretta nel microcosmo della sua famiglia, un'autobiografia familiare attraverso le generazioni.
Scrisse anche numerosi saggi e racconti di viaggio, confluiti nelle raccolte Con beneficio d'inventario, Il tempo, grande scultore, Pellegrina e straniera e Il giro della prigione.
Nel 1980, succedendo a Roger Caillois, viene eletta membro della Académie française: fu la prima donna entrata a farne parte.
Marguerite Yourcenar muore presso l'ospedale di Bar Harbor, sull'isola di Mount Desert (Maine, USA), il 17 dicembre 1987.
Marguerite Yourcenar è sempre stata dichiaratamente bisessuale (uno dei motivi per cui il tema dell'omosessualità ricorre frequentemente nella sua opera). Ebbe una relazione (che lei definiva "coniugale") con Grace Frick. Dopo la morte della donna, avvenuta nel 1979, ebbe una relazione con Jerry Wilson.

Opere
Romanzi

Alexis o il trattato della lotta vana (Alexis ou le Traité du vain combat, 1929), trad. di Maria Luisa Spaziani, Milano, Feltrinelli, 1962.
La Nouvelle Eurydice, 1931.
Moneta del sogno (Denier du rêve, 1934), trad. di Oreste Del Buono, Milano, Bompiani, 1984; trad. di Stefania Ricciardi, Milano, Bompiani, 2017.
Il colpo di grazia (Le Coup de grâce, 1939), trad. di Maria Luisa Spaziani, Milano, Feltrinelli, 1962.
Memorie di Adriano (Mémoires d'Hadrien, 1951), trad. di Lidia Storoni Mazzolani, Torino, Einaudi, 1963; con i Taccuini di appunti, Torino, Einaudi, 1981-2025.
L'opera al nero (L'Œuvre au noir, 1968), trad. di Marcello Mongardo, Milano, Feltrinelli, 1969.
Racconti e novelle
Fuochi (Feux, Grasset, Paris c1935, stampa 1936), trad. di Maria Luisa Spaziani, Milano, Bompiani, 1984.
La mort conduit l'attelage, 1934.
Novelle orientali (1938), trad. di Maria Luisa Spaziani, Milano, Rizzoli, 1983.
Come l'acqua che scorre. Tre racconti (1982), trad. di Maria Caronia, Torino, Einaudi, 1983. [Contiene: Anna, soror (1981), Un uomo oscuro e Una bella mattina]
Le Cheval noir à tête blanche, 1985.
Racconto azzurro e altre novelle (1993, postumo), trad. di Francesco Saba Sardi, Milano, Bompiani, 1993. (contiene i racconti giovanili Racconto azzurro, La prima sera, Maleficio)
Memorie: Le Labyrinthe du monde
Parte della trilogia Il labirinto del mondo:
I. Care memorie (Souvenirs pieux, 1974), trad. di Graziella Cillario, Torino, Einaudi, 1981.
II. Archivi del Nord (Archives du Nord, 1977), trad. di Graziella Cillario, Torino, Einaudi, 1982.
III, Quoi? L'Éternité (1988), trad. di Graziella Cillario, Torino, Einaudi, 1989. [postumo]

Saggistica
Pindare, 1932. (biografia del poeta greco)
Les Songes et le Sorts, 1938.
Con beneficio d'inventario (Sous bénéfice d'inventaire, 1962), trad. di Fabrizio Ascari, Milano, Bompiani, 1985.
Ah, mon beau château, 1962. (studio storico sul castello di Chenonceau)
Mishima o la visione del vuoto (Mishima ou la Vision du vide, 1981), trad. di Laura Frausin Guarino, Milano, Bompiani, 1982.
Sur quelques thèmes érotiques et mystiques de la Gita-Govinda - L'Andalousie ou les Hespérides, 1982.
Il Tempo, grande scultore (Le Temps, ce grand sculpteur, 1983), trad. di Giuseppe Guglielmi, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 1985; Collana ET. Letteratura n.175, Einaudi, 1994
La Voix des choses, 1987. (raccolta di testi scelti da Marguerite Yourcenar, illustrati da photos di Jerry Wilson)
Les Trente-Trois Noms de Dieu-Le Livre d'Adresse, 1988. (saggio da un diario seguito da poesie)
Pellegrina e straniera (En pèlerin et en étranger, 1989) , trad. di Elena Giovanelli, Torino, Einaudi, 1990
Il giro della prigione (Le Tour de la prison, 1991), trad. di Fabrizio Ascari, Milano, Bompiani, 1991.
Sources II, 1999.
Scritto in un giardino, trad. di Carlo Angelino, Genova. Il melangolo, 2004
Il segreto e il sacro. Saggi sulla letteratura e sulla traduzione, 1966-1984, Postfazione e cura di Camillo Faverzani, Roma, Bulzoni, 2009
La mente nera di Piranesi, trad. di Fabrizio Ascari, Tesserete (Svizzera), Pagine d'arte, 2016


Poesia
Le Jardin des Chimères, 1921.
Les dieux ne sont pas morts, 1922.
Feux, 1936. (poemi in prosa)
I doni di Alcippe (Les Charités d'Alcippe, 1956), trad. di Manrico Murzi, Milano, Bompiani, 1987.
Écrit dans un jardin, 1992. (poema illustrato da Pierre Albuisson)
I trentatré nomi di Dio (Les Trente-Trois Noms de Dieu), trad. di Ginevra Bompiani, Roma, Nottetempo, 2003.

Teatro
Tutto il teatro, trad. di Luca Coppola e Giancarlo Prati, Milano: Bompiani, 1988 (contiene: Dare a Cesare, La sirenetta, Il dialogo nella palude, Elettra o La caduta delle maschere, Il mistero di Alcesti e Chi non ha il suo minotauro?)

Epistolari
M. Yourcenar-Atanasio Mozzillo, Varius multiplex multiformis. Dialogo a distanza su Adriano, nota introduttiva di Georges Vallet, Sorrento-Napoli: Franco di Mauro, 1991.
Lettere ai contemporanei, a cura di Valeria Gianolio, trad. di Sonia Piloto di Castri e Marco di Castri, Collana Supercoralli, Torino: Einaudi, 1995, ISBN 978-88-061-3892-9.
Paolo Zacchera, Un'amicizia particolare. Corrispondenza e incontri con Marguerite Yourcenar, a cura di Françoise Fiquet, Apeiron: Sant'Oreste, 2013; col titolo Da Mount Desert Island al Monterosso. Corrispondenza (1978-1987), Apeiron, 2023. [contiene trenta lettere inedite e cartoline dell'autrice]

Conversazioni e interviste
Ad occhi aperti. Conversazioni con Matthieu Galey, trad. di Laura Guarino, Milano: Bompiani, 1982.
Dalla storia al cosmo. Interviste sull'opera e sul divenire 1971-1979, a cura di Camillo Faverzani, Roma: Bulzoni, 2004, ISBN 978-88-831-9922-6. [contiene due interviste condotte da Patrick de Rosbo e da Jacques Chancel per la radio francese]

Raccolte complessive
Opere, vol. 1: Romanzi e racconti, Collana Classici, Milano: Bompiani, 1986 (contiene: Alexis o il trattato della lotta vana; Il colpo di grazia; Moneta del sogno; Memorie di Adriano; L'opera al nero; Anna, soror...; Un uomo oscuro; Una bella mattina; Fuochi; Novelle orientali)
Opere, vol. 2: Saggi e memorie, Collana Classici, Milano: Bompiani, 1992. (contiene: Premessa all'edizione francese; Con beneficio d'inventario; Mishima o la visione del vuoto; Il tempo grande scultore; Pellegrina e straniera; Il giro della prigione; Care memorie; Archivi del Nord; Quoi? L'éternité; Pindaro; I sogni e le sorti; Dossier dei "Sogni e le sorti"; Articoli non raccolti in volume)



giovedì 23 ottobre 2025

McINERNEY Jay (1955 - viv.)

 

Jay McInerney
 (Hartford, 13 gennaio 1955) è uno scrittore e sceneggiatore statunitense. Vive a New York ed è considerato uno dei più importanti autori del "Brat Pack".
Oltre a romanzi, accolti positivamente dal pubblico e dalla critica, Jay McInerney ha scritto Com'è finita, una raccolta di racconti, e la sceneggiatura del film televisivo Gia - Una donna oltre ogni limite, con Angelina Jolie.
La carriera di Jay è cominciata nel 1984 con Le mille luci di New York, il cui titolo originale Bright Lights, Big City era stato inventato dalla sua moglie di allora, Merry. Esso è anche il titolo di una canzone blues di Jimmy Reed. Il libro colpì molto la critica per la descrizione della cruda realtà della tossicodipendenza da cocaina e per l'inedito stile di scrittura in seconda persona. Le mille luci di New York affermò Jay nell'ambito di una nuova generazione di scrittori, definita dai media il 'brat pack letterario'. Dopo il successo dell'esordio, molte case editrici cominciarono a cercare altri lavori simili che descrivessero la cruda realtà dei giovani negli ambienti urbani: un esempio è Meno di zero di Bret Easton Ellis, pubblicato poco dopo. Durante la propria carriera McInerney ha più volte affermato che Le mille luci di New York non è un'autobiografia.

Romanzi
Le mille luci di New York (1984)
Riscatto (1985)
Tanto per cambiare (1989)
Si spengono le luci (1993)
L'ultimo dei Savage (1997)
Professione: modella (2000)
Good life (The Good Life) (2006)
La luce dei giorni (2016)

Racconti
Nudi sull'erba (2000)
Com'è finita (raccolta, 2001)
L'ultimo scapolo (raccolta, 2009)

Saggi
Bacchus and Me: Adventures in the Wine Cellar (2002)

mercoledì 22 ottobre 2025

SCHULZ Bruno (1892 - 1942)

 

Bruno Schulz
 (Drohobyč, 12 luglio 1892 – Drohobyč, 19 novembre 1942) è stato uno scrittore e disegnatore polacco nonché critico letterario e insegnante di disegno. Nato da una famiglia di ebrei della Galizia orientale - allora parte dell'Impero austro-ungarico, poi della Polonia, oggi in Ucraina - è considerato uno dei più grandi scrittori di prosa in lingua polacca del XX secolo; nel 1938 fu insignito del prestigioso Premio dell'Accademia Polacca di Letteratura. Diversi dei lavori di Schulz andarono perduti durante l'Olocausto compiuto dalla Germania, inclusi i racconti scritti nei primi anni Quaranta e il romanzo incompiuto Il Messia. Schulz fu ucciso mentre tornava a casa con una pagnotta di pane da un ufficiale tedesco della Gestapo.
Terzo e ultimo figlio di Jacob Schulz (che sarà protagonista traslato in molti racconti e immagini del figlio) e di Henrietta Kuhmärker, Bruno è cittadino di lingua polacca e cittadinanza austriaca, del complesso e multietnico Impero austro-ungarico.
Nel 1910 si iscrive al Politecnico di Leopoli, ma interrompe gli studi per la morte del padre (avvenuta nel giugno del 1915, ma malato dal 1910, quando fu costretto a chiudere il proprio negozio di stoffe), e certamente anche a causa della guerra, quando la famiglia va a vivere presso la sorella di Bruno, Hania Hoffman (vedova con due figli).
Nel 1917 si trasferisce a Vienna per riprendere gli studi di architettura, senza riuscirvi. Tornato nella sua città natale in Galizia, si dedica al disegno e alla letteratura, e svolge il ruolo di insegnante di disegno al ginnasio (praticamente tutta la vita dal 1924 al 1941, quando le leggi razziali gli impediscono di continuare).
Tra il 1920 e il 1922 crea una cartella di incisioni detta Il libro idolatrico (Księga Bałwochwalcza), che riprendono il tema simbolista della donna fatale e dominatrice, e in cui si possono scorgere vari autoritratti in pose idolatriche dello stesso Schulz (sono stati fatti paragoni critici con l'opera di Marc Chagall e Alfred Kubin).
Nel 1931 muore sua madre, e quattro anni dopo anche Izydor, suo fratello maggiore (che gestiva uno dei primi cinema della regione e lasciò alla morte tre figli giovani). Incoraggiato dagli amici, e in particolare dalla scrittrice Zofia Nałkowska, che ne ammirava lo stile, Bruno comincia a pubblicare racconti, raccolti in Le botteghe color cannella (Sklepy cynamomowe, 1933) e in Il sanatorio all'insegna della clessidra (Santorium pod Klepsydra, 1937), quest'ultimo con 42 illustrazioni dell'autore.
Le due opere interessano gli esponenti più moderni della cultura polacca di quel periodo, come Roman Ingarden, Stanisław Ignacy Witkiewicz e Witold Gombrowicz, dei quali diventa amico e con i quali scambia delle lettere (perdute) e gli aprono la strada alla collaborazione con diverse riviste (articoli e recensioni che verranno raccolti postumi). Nel 1938 pubblica su rivista il racconto La cometa (Kometa) e inizia a scrivere il romanzo Il Messia (Mesjasz), cominciato nel 1934, ma che andrà perso (doveva essere anche questo illustrato, e se ne sono ritrovati solo alcuni disegni. Il manoscritto scomparso del Messia di Schulz ha ispirato nel 1987 la scrittrice statunitense Cynthia Ozick che lo ha posto alla base del suo Il Messia di Stoccolma).
A seguito del Patto Molotov-Ribbentrop (1939), la città (che oltretutto aveva pozzi di petrolio) viene invasa prima dall'Unione Sovietica e poi dalla Germania nazista: è quindi teatro dell'Operazione Barbarossa, oltre che di rappresaglie anti-semite e conflitti tra polacchi e ucraini.
Schulz intanto ha tradotto in polacco Il processo di Kafka (assieme alla fidanzata Józefina Szelińska, convertita al cattolicesimo e a lui legata da un «rapporto complicato» che ricorda quello di Kafka stesso con Felice Bauer), che fu sicuramente il narratore europeo più affine alla sua ricerca letteraria e sul quale scrive una prefazione di acuta e pionieristica sensibilità.
Nel 1941, Schulz viene relegato nel ghetto. Parlando bene il tedesco, lavora per un ufficiale delle Schutzstaffel (era un falegname austriaco). Ma il 19 novembre 1942 viene ucciso per strada da un ufficiale della Gestapo. Il suo omicida ebbe poi a vantarsi di averlo ucciso per vendetta, in quanto l'ufficiale presso cui Schulz lavorava aveva ucciso un altro ebreo che lavorava per lui. Il suo corpo finì in una fossa comune e non è stato più ritrovato.
Pubblicate solo nel 1975 sono le Lettere perdute e frammenti ed alcuni schizzi critici.
«Lo spazio del negozio si ampliava nel panorama di un paesaggio autunnale, pieno di laghi e di lontananze […] E in basso, ai piedi di quel Sinai sorto dalla collera di mio padre, il popolo gesticolava, imprecava, adorava Baal e contrattava. Affondavano le mani dentro le pieghe morbide, si drappeggiavano delle stoffe colorate, si avvolgevano in dòmini e mantelli improvvisati, e parlavano confusamente e senza posa.» (Bruno Schulz)

Scritti tradotti in italiano
Le botteghe color cannella. Tutti i racconti, i saggi e i disegni, traduzione di Anna Vivanti Salmon, con un saggio introduttivo di Angelo Maria Ripellino (pp.V-XXIX), Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 1970. - Collana Gli Struzzi n. 236, Einaudi, 1981; Collana Einaudi Tascabili n.69, Einaudi, 1991.
Le botteghe color cannella, Nuova ed. a cura di Francesco Cataluccio [senza il saggio di A. M. Ripellino], con altre trad. di Vera Verdiani e Andrzej Zieliński, Einaudi, 2001; Einaudi, 2008
Lettere perdute e frammenti, traduzione di e prefazione di Andrzej Zieliński, a cura di Jerzy Ficowski, Feltrinelli, 1980
Introduzione a Franz Kafka, Il processo, trad. Anita Raja, Feltrinelli, 2000.
L'epoca geniale, traduzione di Lorenzo Pompeo, postfazione di Marco Ercolani, Collana Quaderni n.46, Pistoia, Via del vento, 2006
L'epoca geniale e altri racconti, traduzione di A. Vivanti Salmon, Con un saggio di David Grossman, Einaudi, 2009
La via dei coccodrilli, L'uragano, La cometa, traduzione di Wiola Noga e Dafne Munro, Collana La Bolla, Palermo, Urban Apnea Edizioni, 2018

martedì 21 ottobre 2025

SABATO Ernesto (1911 - 2011)


Ernesto Roque Sabato (Rojas, 24 giugno 1911 – Santos Lugares, 30 aprile 2011) è stato uno scrittore argentino.
Sabato nacque e crebbe a Rojas, nella provincia di Buenos Aires, decimo degli undici figli di due immigrati italiani originari della Calabria (il padre, Francesco Sabato, era nativo di Fuscaldo, mentre la madre, Giovanna Maria Ferrari, era un'arbëreshë nativa di San Martino di Finita, entrambi comuni della provincia di Cosenza); Sabato, chiamato "Ernesto" in omaggio al suo nono fratello deceduto prematuramente proprio pochi mesi prima dalla sua nascita, venne educato in seno ad una famiglia severa e rigidissima. Terminata la scuola elementare nella città natía, frequentò la scuola secondaria nel Colegio Nacional di La Plata, dove conobbe il rinomato filologo e critico letterario dominicano Pedro Henríquez Ureña, all'epoca docente presso l'Istituto, che - come da lui più volte affermato - seppe indirizzare i suoi interessi nell'ambito della letteratura.
Nel 1929 si iscrisse alla Facoltà di Scienze fisico-matematiche dell'Università Nazionale di La Plata, dove si distinse anche in qualità di militante del movimento politico di sinistra conosciuto come Reforma Universitaria. Successivamente, nel 1933, fondò il Grupo Insurrexit, venendo inoltre eletto, in quello stesso anno, segretario generale della federazione giovanile comunista; durante un corso sul marxismo, conobbe Matilde Kusminsky Richter, una studentessa di 17 anni, che abbandonò la casa dei suoi genitori per andare a vivere con lui.
Nel 1934 cominciò ad avere dubbi sul comunismo e la dittatura di Stalin. Il partito, che avvertì questo cambiamento, decise di mandarlo alle scuole leniniste di Mosca, un luogo dove, secondo le parole di Sabato: "o si «guariva» o si finiva in un gulag o in un ospedale psichiatrico". Il 25 maggio del 1938 nacque il suo primo figlio, Jorge Federico.
Dopo aver conseguito il dottorato in fisica e seguito i corsi di filosofia, si recò a Parigi dove rimase per due anni verso la fine degli anni Trenta, interrotti da un breve soggiorno in Argentina, due anni decisivi prima della guerra in cui condusse una doppia vita: assisté ai corsi della Sorbona e lavorò come ricercatore sulle radiazioni atomiche presso il Laboratorio Curie a fianco d'Irène e Frédéric Joliot-Curie; di sera frequentò a Montparnasse i poeti surrealisti di cui aveva fatto conoscenza.
Ritornato definitivamente in Argentina, proseguì con i suoi lavori sulla relatività. Nel 1940 insegnò all'università di La Plata e nel 1945 abbandonò definitivamente le scienze fisiche per dedicarsi esclusivamente alla letteratura e alla pittura. Si stabilì nei dintorni di Pantanillo, nella provincia di Córdoba, in un ranch senza acqua e luce. Alla fine della seconda guerra mondiale, nacque il suo secondo figlio, Mario Sabato.
Svolse un ruolo importante nella storia argentina post-golpista, prevelantemente durante il governo di Raúl Alfonsín, in quanto fondatore e primo presidente della CONADEP, la Commissione che si occupò delle ricerche e delle denunce relative ai desaparecidos della dittatura militare del 1976-1983 e che produsse il corposo dossier Nunca más (Mai più). Nel 1999 acquisì la cittadinanza italiana, oltre a quella argentina di nascita. Morì nel 2011, a 99 anni, a causa di una bronchite.

Opere
Romanzi

Il tunnel (El túnel), 1948 ; prima ed. italiana 1967 Feltrinelli trad. Paolo Vita-Finzi
Sopra eroi e tombe (Sobre héroes y tumbas), 1961
L'angelo dell'abisso (Abaddón el exterminador), 1974

Saggi
Uno y el universo (1945)
Hombres y engranajes (1951)
Heterodoxia (1953)
El caso Sabato. Torturas y libertad de prensa. Carta abierta al general Aramburu (1956)
El otro rostro del peronismo (1956)
El escritor y sus fantasmas (1963)
Tango, discusión y clave (1963)
Romance de la muerte de Juan Lavalle. Cantar de Gesta (1966), libro-disco.
Significado de Pedro Henríquez Ureña (1967)
Aproximación a la literatura de nuestro tiempo: Robbe-Grillet, Borges, Sartre (1968)
La cultura en la encrucijada nacional (1973)
Diálogos con Jorge Luis Borges (1976)
Apologías y rechazos (1979)
Los libros y su misión en la liberación e integración de la América Latina (1979)
Nunca más. Informe de la Comisión Nacional sobre la desaparición de personas (1985)
Entre la letra y la sangre (1988)
Prima della fine, Antes del fin (1998); prima ed. italiana 2000 Einaudi, trad. Paola Tomasinelli
La Resistencia (2000)
España en los diarios de mi vejez (2004)

O'BRIEN Flann (1911 - 1966)

  Flann O'Brien , pseudonimo di Brian O'Nolan (Strabane, 5 ottobre 1911 – Dublino, 1º aprile 1966), è stato uno scrittore e giornali...