venerdì 30 maggio 2025

AMIS Kingsley (1922 - 1995)

 

Kingsley William Amis 
(Londra, 16 aprile 1922 – Londra, 22 ottobre 1995) è stato uno scrittore, poeta e critico letterario britannico.
Padre di Martin Amis e marito di Elizabeth Jane Howard, entrambi scrittori, studiò a Londra e presso il St John's College di Oxford e ottenne l'incarico di docente di letteratura inglese all'Università di Cambridge.
Iscritto al partito comunista, maturò nel tempo una certa disillusione verso tale scelta politica, abbandonata definitivamente nel 1956 quando l'URSS invase l'Ungheria.
Le sue prime opere furono la raccolta di racconti Bright November (1947) e il libro di poesie A Frame of Mind (1953). Vicino al gruppo degli Angry Young Men (“giovani Arrabbiati”), che definiva una corrente variegata e non organizzata di scrittori inglesi che, negli anni cinquanta, si distinguevano per l'anticonformismo e la denuncia sociale (tra gli altri Alan Sillitoe, John Braine, Angus Wilson, John Osborne, John Wain, Arnold Wesker), ebbe grande successo con il romanzo picaresco Jim il fortunato (Lucky Jim, 1954), forte satira della società del benessere e dell'establishment. Le tematiche sociali continuarono ad affacciarsi nelle varie prose e raccolte poetiche successive: Quell'incerto sentimento (That Uncertain Feeling, 1955), I Like It Here (1958) e in particolare Perché resti con Bang? (One Fat Englishman), del 1963.
Interessato alla fantascienza e, in particolare, alla corrente "sociale" o "sociologica" diffusasi negli anni Cinquanta grazie ad autori come C. M. Kornbluth, Frederik Pohl e Robert Sheckley, nel 1960 Amis pubblicò la rassegna Nuove mappe dell'inferno (New Maps of Hell), uno dei primi studi critici su questo genere ad avere vasta risonanza: discutendone le qualità letterarie, Amis pose enfasi su quelle opere che utilizzavano la fantascienza come mezzo di indagine sociale e culturale e coniò la definizione comic inferno per descrivere un certo tipo di antiutopie in chiave sarcastica, riscontrate ad esempio in Robert Sheckley. 
Negli anni successivi recensì altri autori emergenti come J. G. Ballard dando così, in qualche modo, anche uno stimolo alla New Wave, e, in collaborazione con Robert Conquest, curò la serie di antologie Spectrum I-IV (1962-66), che attingeva in buona parte alla «Astounding SF» degli anni Cinquanta. Inoltre, vari suoi racconti, scritti fra gli anni Cinquanta e Settanta e raccolti in Collected Short Stories (1980), contengono elementi fantascientifici, così come i romanzi La Lega Antimorte (The Anti-Death League, 1966), l'ucronico Modificazione H. A. (The Alteration, 1976) e Russian Hide-and-Seek (1980); nel 1981 tornò invece alla cura di un volume antologico, The Golden Age of Science Fiction, selezione di racconti scritti da autori come Asimov, Ballard, Clarke, Vonnegut che si concentra sul periodo 1948-1962.
Il distacco dal partito avvenuto nel 1956 significò per Amis una presa di posizione in senso opposto, che si palesava, in articoli come Why Lucky Jim Turned Right (1967), attraverso un sostanziale anti-comunismo e perfino conservatorismo, entrambi serpeggianti in opere più tarde tra cui la distopica Russian Hide-and-Seek (1980), che nuovamente in chiave ucronica narra di una Gran Bretagna posta sotto il dominio sovietico. L'ateismo affiora invece in libri come il già citato La Lega Antimorte e come la raccolta di storie di fantasmi The Green Man (1969), entrambi aperti a speculazioni pur misurate su divinità e morte.
Del 1965 è The James Bond Dossier, saggio di costume sul famoso eroe cinematografico che Amis scelse poi per protagonista del romanzo Il colonnello Sun (Colonel Sun, 1968): all'arguta vena satirica egli accostò quindi il tipico tema dell'intrigo internazionale. Da questo filone ricavò anche il curioso manuale, scritto sotto pseudonimo, The Book of Bond, or Every Man His Own 007 (1965). Nel 1973 Amis pubblicò Delitto a Riverside Villas (The Riverside Villas Murder) e nel 1978 La rinuncia di Jake (Jake's Thing), finalista al Booker Prize, che poi vinse nel 1986 con Vecchi diavoli (The Old Devils). Per quanto riguarda la critica letteraria, si ricordano ancora la raccolta di testi What Became of Jane Austen (1970) e il volume Kipling (Rudyard Kipling and His World, 1975).
Nel 1990 la sua carriera fu coronata dal conferimento del titolo di Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico.

Opere
Romanzi

The Legacy (1948, inedito)
Lucky Jim (1954) / Jim il fortunato, trad. di Luciana Agnoli Zucchini, Collana La Piramide n.45, Milano, Martello, 1957; La Biblioteca di Libero n.15, Milano, 2003 / Lucky Jim, trad. di E. Mozzachiodi, Collana Romanzi e racconti n.562, Milano, Dalai, 2013 / Lucky Jim, trad. di Luciana Agnoli Zucchini, Collana Biblioteca, Vicenza, Neri Pozza, 2023
That Uncertain Feeling (1955) / Quell'incerto sentimento, trad. di Bruno Fonzi, Collana I Coralli n.259, Torino, Einaudi, 1969.
I Like It Here (1958)
Take a Girl Like You (1960)
One Fat Englishman (1963) / Perché resti con Bang?, trad. di Bruno Oddera, Collana I Coralli n.251, Torino, Einaudi, 1968
The Egyptologists, con Robert Conquest, 1965
The Anti-Death League (1966) / La Lega Antimorte, trad. di Leo Rossi, Milano, Feltrinelli, 1968; Collana Gialli n.132, Milano, Garzanti, 1977
Colonel Sun: A James Bond Adventure (firmato con lo pseudonimo di Robert Markham) (1968) / Il colonnello Sun, trad. di Roselia Rossi Irti, Collana R68, Milano, Garzanti, 1968; Collana Gialli n.38, Garzanti, 1973
I Want It Now (1968)
The Green Man (1969)
Girl, 20 (1971)
The Riverside Villas Murder (1973) / Delitto a Riverside Villas, trad. di Luigi Pellisari, Collana Narrativa, Milano, Sonzogno, 1979; Collana I Grandi n.216, Milano, Bompiani, 1992
Ending Up (1974)
The Crime of the Century (1975)
The Alteration (1976) / Modificazione H. A., trad. di Amina Pandolfi, Collana Narrativa, Milano, Sonzogno, 1977
Jake's Thing (1978) / La rinuncia di Jake, Novara, Editoriale Nuova, 1980
Russian Hide-and-Seek (1980)
Stanley and the Women (1984)
The Old Devils (1986) vincitore del Booker Prize / Vecchi diavoli, Collana Romanzi e racconti n.556, Milano, Dalai, 2012 
Difficulties With Girls (1988)
The Folks That Live On the Hill (1990)
We Are All Guilty (1991)
The Russian Girl (1992)
You Can't Do Both (1994)
The Biographer's Moustache (1995)
Black and White (1995, incompiuto)

Racconti
My Enemy's Enemy (1955)
Court of Inquiry (1956)
The 2003 Claret (1958)
Moral Fibre (1958)
Hemingway nello spazio (Hemingway in Space, 1960), trad. di Annarita Guarnieri, in AA.VV., Millemondinverno 1986, Collezione Urania Millemondi n.30, Milano, Mondadori, 1986
Something Strange (1960) / Qualcosa di strano, in AA.VV., Qualcosa di strano, trad. di Gian Luigi Gonano, Collana Gamma 13 anno II, Edizioni dello Scorpione, Milano, 1966; in AA.VV., La società di Lucifero (The Lucifer Society), a cura di Peter Haining, Collana La Ginestra n.141, Longanesi, Milano, 1975; in AA.VV., Diciannove racconti, trad. di Bruno Oddera, I Libri di Playmen, Tattilo Editrice, Roma, 1978
All the Blood Within Me (1962)
I Spy Strangers (1962)
The Friends of Plonk (1964)
Dear Illusion (1972)
Mason's Life (1972)
Too Much Trouble (1972)
Who or What Was It? (1972)
The Darkwater Hall Mystery (1978)
The House on the Headland (1979)
To See the Sun (1980)

Raccolte di racconti
My Enemy's Enemy (1962)
Collected Short Stories (1980)
Mr. Barrett's Secret and Other Stories (1993)

Poesia
Bright November (1947)
A Frame of Mind (1953)
Poems: Fantasy Portraits (1954)
A Case of Samples: Poems 1946-1956 (1956)
The Evans County (1962)
Poems (1962)
A Look Round the Estate: Poems 1957-1967 (1967)
Collected Poems 1944-1978 (1979)

Saggistica
Socialism and the Intellectuals, pamphlet per la Fabian Society, 1957
New Maps of Hell: A Survey of Science Fiction (1960) / Nuove mappe dell'inferno, trad. di Marina Valente, Collana I Numeri n.7, Milano, Bompiani, 1962
The James Bond Dossier (1965)
The Book of Bond, or Every Man His Own 007 (1965)
Lucky Jim's Politics (1968)
What Became of Jane Austen?: And Other Questions (1970)
On Drink (1972)
Kingsley Amis On Drink (1972)
Tennyson (1973)
Rudyard Kipling and His World (1975)
Kipling, trad. di Silvia Vignato, Milano, Leonardo, 1990, ISBN 978-88-355-1014-7
Harold's Years: Impressions of the Harold Wilson Era (1977)
Arts Policy? (1979)
Every Day Drinking (1983) / Taccuini di un vecchio bevitore, traduzione di S.G. Fichera, Collana Icone n.18, Milano, Dalai, 2009
How's Your Glass (1984)
The Great British Songbook, con James Cochrane, 1986
The Amis Collection: His Best Journalism, Pieces and Reviews (1990)
Kingsley Amis in Life and Letters (1990)
Memoirs (1991)
The King's English: A Guide to Modern Usage (1997)
The Letters of Kingsley Amis, a cura di Zachary Leader (2000)


giovedì 29 maggio 2025

LEVRERO Mario (1940 - 2004)

 

Mario Levrero
, all'anagrafe Jorge Mario Varlotta Levrero (Montevideo, 23 gennaio 1940 – Montevideo, 30 agosto 2004), è stato uno scrittore, fotografo e fumettista uruguaiano che nel corso della sua carriera si è impegnato anche in altri campi: è stato infatti libraio, umorista e anche creatore di cruciverba e giochi da tavolo. Negli ultimi anni della sua vita dirigeva un laboratorio di scrittura creativa.
Figlio di don Mario Julio Varlotta e Nilda Reneè; il padre, spesso assente, lavorava nel grande magazzino London-Paris di Montevideo, nell'area dedicata ai clienti stranieri. Trascorse la sua infanzia nel quartiere di Peñarol, a Montevideo; all'età di tre anni gli viene diagnosticato un soffio al cuore, probabilmente innocente, che però in un'epoca di ridotte certezze mediche, lo mantenne in infanzia dietro consiglio medico quanto più possibile a riposo. Questo evento si ritiene abbia influenzato in maniera cruciale il suo sedentarismo.
Levrero infatti visse la maggior parte della sua vita a Montevideo, sua città natale, viaggiando molto poco: ebbe soggiorni più o meno prolungati in altre città uruguayane, come la località balneare Piriápolis, dove andava in vacanza con la sua famiglia e dove si trasferì per un periodo alla fine degli anni Sessanta e Colonia del Sacramento, dove visse tra il 1989 e il 1992 con la sua compagna Alicia Hoppe e suo figlio Juan Ignacio. Soggiornò anche in Argentina, a Buenos Aires e Rosario, dal suo amico Francisco Gandolfo, mentre nel 1972 trascorse un mese a Bordeaux in Francia.
Si dedica fin da subito visceralmente alla letteratura: iniziò a lavorare come libraio, mettendo su la libreria di seconda mano "La Guardia Nueva" dapprima in calle Soriano, a Montevideo, con il suo amico Jorge Califra nel 1959, poi a Piriápolis. Il nome si rifà al club di tango che frequentava in gioventù. Per quanto riguarda le sue letture, spazia dalla fantascienza ai romanzi polizieschi, a Kafka, che andranno a costituire per la sua scrittura i riferimenti essenziali, ma si interessa anche al paranormale, all'ipnosi e alla psicoanalisi.
Durante il periodo a Piriápolis frequenta il pittore Jose Luis "Tola" Invernizzi, figura carismatica che avrà per Levrero un ruolo importante, quasi paternalistico, nella redazione delle prime opere.
Negli anni successivi si avvicinò anche al cinema, girando con Califra alcune pellicole amatoriali, e alla fotografia, allestendo un laboratorio in una delle stanze della sua abitazione.
Inoltre fu vignettista e umorista tra il 1969 e il 1971 per il supplemento Misia Dura — legato al giornale El Popular, affiliato al partito comunista— e proseguì questa attività negli anni Ottanta in altre riviste tra Uruguay e Argentina. In particolare tra i vari numeri di Misia Dura, adoperò vari pseudonimi, firmandosi talvolta come “Tía Encarnación”, una signora di quartiere che soleva dare consigli sentimentali, culinari o semplicemente assurdi, ma anche come Dr. Lavalleja Bartleby, Crush Syndrome, Sofanor Rigby.
Cominciò a pubblicare alla fine degli anni sessanta per editori di Montevideo e di Buenos Aires.
Il suo esordio da scrittore avviene il 1 Luglio 1966, giorno in cui terminò il primo testo che decise di non cestinare, La ciudad, come riporta lui stesso nelle conversazioni con l'amico Elvio Gandolfo. In un primo momento, per sua stessa ammissione, aspira a riprodurre ed imitare Kafka; da questa tendenza, gradualmente abbandonata, deriverebbe il senso di estraneità verso il suo stesso romanzo che verosimilmente lo porta a evitare di firmarsi per esteso con tutti i suoi nomi. 
La stesura del romanzo durò solo due settimane, mentre la pubblicazione vera e propria avvenne quattro anni dopo. Una edizione successiva fu accompagnata dai romanzi brevi Parìs e El lugar, andando a formare la trilogia "involontaria", visto che l'autore si rese conto dei punti di contatto tra le opere solo successivamente.
La sua vita sentimentale si intreccia con quella di Alicia Hoppe: la relazione amorosa tra i due nasce da una amicizia storica che li legava; con lei e il figlio Juan Ignacio si stabilirà prima a Colonia, dove lei stava esercitando come psichiatra, poi nuovamente a Montevideo, dapprima in avenida Brasil, di fianco ad una grande stazione di servizio Texaco, il cui logo rosso brillava di notte, e successivamente in avenida 18 de Julio.
La sua fama andò crescendo lentamente a partire dagli anni ottanta, ma paradossalmente rimanendo sempre un autore di nicchia: Levrero non guadagnò mai importanti riconoscimenti pubblici, a parte una borsa di studio Guggenheim nel 2000, che gli permise di dedicarsi alla redazione della sua ultima opera, La novela luminosa (Romanzo luminoso). Questa sorta di diario narrativo, insieme al precedente El discurso vacío (Il discorso vuoto), sono considerati i suoi capolavori per la loro complessità affabulatoria.
Da alcuni suoi racconti sono stati realizzati dei film: Los muertos (Guillermo Casanova, 1992, ispirato al racconto omonimo), El hombre de Walter (Carlos Ameglio, 1995, con Gustavo Escanlar, ispirato al racconto Nuestro iglú en el Artico) e Desplazamientos (Guillermo Stockl, 2009, ispirato al racconto omonimo).
Nei suoi ultimi anni fu anche editore di una rivista di parole crociate e giochi di ingegno, Cruzadas, e diresse vari workshop di scrittura. Uno dei suoi ultimi progetti, in collaborazione con Gabriela Onetto, era di realizzare una sorta di manifesto della sua poetica e della sua letteratura, dal titolo ironico “The Mario Levrero’s Writing Guide For Dummies”.
Mario Levrero morì il 30 Agosto 2004 a seguito della rottura di un aneurisma aortico. Per sua volontà non venne rianimato.
A conclusione della raccolta di racconti del 1992 El portero y el otro inserisce un colloquio con sé stesso in cui esprime apertamente la sua antipatia per le interviste
Sulla critica accademica, la definisce «una forma di repressione in stile poliziesco», ovvero un tentativo di «impedire che la follia contenuta in un’opera contagi come un’epidemia tutta la società»
Nel panorama della letteratura uruguayana contemporanea, Levrero spicca come l'ultimo autore di culto del XX Secolo.
Lo stile letterario di Levrero è ricompreso all'interno di quello di un gruppo di scrittori uruguayani che il critico Ángel Rama ha denominato "Los raros", un gruppo che anche se non può essere incasellato dentro alcuna corrente riconoscibile è caratterizzato da una sorta di levità surreale ed eccentrica. Felisberto Hernández, Armonía Somers, José Pedro Díaz, e lo stesso Levrero sono gli autori principali di questo gruppo, il cui tratto comune è l'inclassificabilità e l'originalità nei rispettivi generi. Levrero tuttavia rifiutò l’inserimento nella categoria dei raros , o di venire in parte qualificato, con superficialità, come autore di fantascienza.
Analizzando l'opera di Levrero, è possibile suddividerla in tre periodi, o correnti: il primo periodo è certamente caratterizzato dall'influenza, per non dire dall'imitazione di Kafka, che comprende i romanzi La ciudad (1970), París (1980) e El Lugar (1982) e vari racconti. Il secondo periodo vede il distacco dalla referenzialità verso Kafka e il manifestarsi di tonalità surrealiste, grottesche e umoristiche e contaminazioni dalle altri forme d'arte (fumetti, cinema, musica pop, cartoni animati e generi letterari minori). Emblematici di questo periodo sono Nick Carter (se divierte mientras el lector es asesinado y yo agonizo) (1995) e La Banda del Cienpiés (1989), ambedue titoli che assumono tratti parodistici nei confronti del romanzo giallo. Il terzo periodo si distingue per la presenza crescente di elementi personali e riflessioni interiori («scrivere per me è un dialogo con me stesso, un modo di connettermi a un essere interiore»), producendo alcune opere che per comodità si definiscono romanzi ma che aspirano ad essere un genere a sé stante, tra saggistica, narrativa e autobiografiache come ad esempio Diario de un canalla (2003), La novela luminosa (2005) e Dejen todo en mis manos (1996). Quest'ultimo, nonostante ricalchi le strutture di un poliziesco, si rivela ben più intimista e sottile dei precedenti e grotteschi Nick Carter.. e La Banda del Ciempiés.
Per trovare dei riferimenti esteri allo stile di Levrero, se si eccettua la già citata influenza di Kafka nella prima parte della sua carriera, bisogna ricorrere a paragoni con i surrealisti più atipici, come Leonora Carrington.
Nel 2016 La novela luminosa fu selezionata da El País tra le migliori novelle degli ultimi 25 anni in lingua spagnola, venendo inserita al sesto posto.
Tra il 19 dicembre 2019 e il 30 Maggio 2020 è stata allestita presso il Centro culturale di Spagna a Montevideo la mostra Levrero Ipnotico a cura di Ricardo Ramon Jarne e Matias Nunez. La mostra, oltre ad approfondire l'idea della letteratura come ipnosi, conteneva sue fotografie, illustrazioni, riprese e addirittura una ricostruzione in scala 1:1 dell'ultimo appartamento dell'autore in calle Bartolomè Mitre 1376 di Montevideo.
Opere
Romanzi
1970: La ciudad
1980: París
1982: El lugar
1987: Fauna / Desplazamientos
1989: La Banda del Ciempiés
1995: Nick Carter (se divierte mientras el lector es asesinado y yo agonizo)
1996: El alma de Gardel
1996: El discurso vacío
1998: Dejen todo en mis manos
2003: Diario de un canalla / Burdeos, 1972
2005: La novela luminosa
2008: Trilogia involuntaria (comprende La ciudad, Paris y El lugar)

Racconti
1970: La máquina de pensar en Gladys
1982: Todo el tiempo
1983: Aguas salobres
1986: Los muertos
1987: Espacios libres
1992: El portero y el otro
2001: Ya que estamos
2003: Los carros de fuego
2019: Cuentos completos

Fumetti
1986: Santo Varón / I (illustrazioni di Lizàn)
1988: Los profesionales (illustrazioni di Lizàn)
2016: Historietas reunidas de Jorge Varlotta

Altro
1978: Manual de parapsicología
1986: Caza de conejos
2001: Irrupciones I
2001: Irrupciones II

Opere tradotte in italiano
Il romanzo luminoso, traduzione di Maria Nicola, Jaca Book, Milano 2014
Nick Carter si diverte mentre il lettore viene assassinato e io agonizzo, traduzione di Sara Cavarero, Jaca Book, Milano 2014
Lascia fare a me, presentazione di Luciano Funetta, traduzione di Elisa Tramontin, La Nuova Frontiera, Roma 2018
Il discorso vuoto, traduzione di Maria Nicola, Jaca Book, Milano 2018
La città, traduzione di Cinzia Imperio, La Nuova Frontiera, Roma 2020
A caccia di conigli, traduzione di Raul Schenardi, Pièdimosca, Perugia 2024


mercoledì 28 maggio 2025

GADDIS William (1922 - 1998)

 

William Thomas Gaddis Jr.
 (New York, 29 dicembre 1922 – 16 dicembre 1998) è stato uno scrittore statunitense. Scrisse cinque romanzi, due dei quali vinsero il National Book Award.
Gaddis nacque a New York, figlio di William Thomas Gaddis, che lavorava "a Wall Street e in politica", e di Edith Gaddis, dirigente della New York Steam Corporation. All'età di tre anni, i suoi genitori si separarono e Gaddis visse in seguito con sua madre a Massapequa, Long Island.
All'età di cinque anni venne iscritto alla Merricourt Boarding School a Berlin, Connecticut. Continuò a studiare nella scuola privata fino all'età di tredici anni, dopodiché tornò a Long Island per conseguire il diploma alla Farmingdale High School nel 1941.
S'iscrisse ad Harvard nel 1941 e scrisse, com'è noto, per la rivista satirica Harvard Lampoon (della quale alla fine divenne Presidente), ma gli venne imposto di lasciare il college nel 1944, si suppone a causa di una rissa in stato di ubriachezza, per quanto le circostanze non siano molto chiare. Lavorò come fact checker (verificatore dell'attendibilità delle notizie) per il The New Yorker per due anni, quindi trascorse cinque anni viaggiando nell'America centrale, nei Caraibi, nel Nordafrica, e a Parigi, ritornando negli Stati Uniti solo nel 1951.
Il suo primo romanzo, Le perizie, apparve nel 1955. Opera lunga, complessa, allusiva, dovette attendere per trovare un pubblico che la comprendesse. Le recensioni dei quotidiani la considerarono eccessivamente intellettualistica, scritta in modo esageratamente complicato e forse, sulla base del principio omne ignotum per obscaenum, oscena. (Il libro venne difeso dal critico Jack Green in una serie di pamphlet che attaccavano i critici; la serie venne successivamente raccolta col titolo Fire the Bastards!.) Poco dopo la pubblicazione di The Recognitions, Gaddis sposò la sua prima moglie, Patricia Black, con la quale ebbe i suoi due figli, Sarah (che ha scritto un romanzo, Swallow Hard, ispirato alla propria relazione col padre) e Matthew.
Gaddis si dedicò quindi alle pubbliche relazioni e alla realizzazione di documentari per mantenere se stesso e la sua famiglia. Lavorò per la Pfizer, la Eastman Kodak, l'IBM, e l'Esercito degli Stati Uniti, tra gli altri. Ricevette anche una borsa di studio dal National Institute of Arts and Letters, una della Rockefeller Foundation, e due del National Endowment for the Arts, che lo aiutarono a scrivere il suo secondo romanzo.
Nel 1975 Gaddis pubblicò JR, opera ancor più difficile di Le perizie, raccontata quasi interamente tramite un dialogo dove è talvolta arduo capire quale personaggio stia parlando. Il suo protagonista, che dà il nome all'opera, è un undicenne che ha imparato a sufficienza come funziona il mercato azionario durante una gita scolastica da costruirsi un impero finanziario. La critica era finalmente al passo con lo scrittore, e il libro vinse il National Book Award per la narrativa. Il suo matrimonio con la seconda moglie, Judith Thompson, andò in crisi subito dopo la pubblicazione di JR. Alla fine degli anni Settanta Gaddis avviò una relazione con Muriel Oxenberg Murphy, e vissero insieme fino alla metà degli anni Novanta.
Gotico americano (1985) offrì un'immagine più contenuta e accessibile della sardonica visione del mondo dell'autore. Invece di lottare contro la misantropia (come in Le perizie) o di cederle ma con riluttanza (come in JR), Gotico americano sguazza in questo stato d'animo. L'incessante litigiosità legale che era un tema di questo romanzo diviene l'argomento centrale e il motore della trama di A Frolic of His Own (1994), che fruttò a Gaddis il secondo National Book Award e lo qualificò come finalista del National Book Critics Circle Award per la narrativa, dove sembra che tutti facciano causa a tutti. Nella vicenda compare addirittura un'automobile giapponese chiamata Sosumi (gioco di parole sull'espressione inglese so sue me, "e allora fammi causa"). (Gaddis non ha mai temuto i giochi di parole: nelle Perizie c'è un personaggio chiamato Recktall Brown, e cioè rectal brown, "marrone rettale", allusione al colore delle feci.)
Gaddis morì nella sua casa di East Hampton, nello stato di New York, di cancro alla prostata il 6 dicembre 1998, ma non prima di aver creato la sua opera conclusiva, Agapē Agape (la prima parola del titolo è il termine greco agapē, che significa "amore divino, incondizionato"), che venne pubblicata nel 2002, un racconto lungo in forma di ultime parole di un personaggio simile ma non identico al suo creatore. The Rush for Second Place, pubblicato simultaneamente, raccoglieva la maggior parte della saggistica di Gaddis pubblicata in precedenza.
Dopo anni di indifferenza da parte dei critici, Gaddis viene adesso riconosciuto spesso come uno dei maggiori romanzieri americani del secondo dopoguerra. Un critico che ha fin dai primi tempi riconosciuto il valore della sua opera è Steven Moore: nel 1982 pubblicò A Reader's Guide to William Gaddis's "The Recognitions" e nel 1989 una monografia su Gaddis nella collana pubblicata da Twayne. L'influenza di Gaddis è vasta (per quanto spesso sotterranea): per esempio autori postmodernisti come Don DeLillo e Thomas Pynchon sembrano esser stati influenzati da lui (in effetti, all'uscita di V., si fece l'ipotesi che Pynchon fosse nient'altro che uno pseudonimo di Gaddis per via della somiglianza di stile e della scarsità di notizie sulla vita privata dei due autori (le lettere di Wanda Tinasky sostenevano anche che Gaddis, Pynchon e Jack Green fossero in realtà la stessa persona), così come scrittori quali Joseph McElroy, William Gass, David Markson, Jonathan Franzen e David Foster Wallace, che hanno tutti dichiarato di ammirare Gaddis in generale e Le perizie in particolare.
La vita e le opere dello scrittore sono l'argomento di un esaustivo sito web, The Gaddis Annotations, che è stato indicato in almeno una rivista accademica come eccellente esempio di critica letteraria che usa le risorse dei nuovi media. Molte delle pagine del sito sono opera di Steven Moore, il critico che riconobbe il genio di Gaddis fin dagli esordi. I manoscritti dell'autore sono raccolti all'Università Washington a Saint Louis.

Opere
Romanzi

Le perizie (The Recognitions, 1955), 2 voll., trad. di Vincenzo Mantovani, Milano, Mondadori, 1967; Collana Oscar Classici moderni n.176, Mondadori, 2000; Collana La Cultura, Milano, Il Saggiatore, 2024
JR (J R, 1975), trad. di Vincenzo Mantovani, Introduzione di Tommaso Pincio, Padova, Alet, 2009
Gotico americano (Carpenter's Gothic, 1985), trad. di Vincenzo Mantovani, Milano, Leonardo, 1990; Padova, Alet, 2010
A Frolic of His Own (1994)
L'agonia dell'agape (Agapē Agape, completato nel 1998, uscito nel 2002), trad. di Fabio Zucchella, Padova, Alet, 2010

Saggi
The Rush for Second Place (2002)


martedì 27 maggio 2025

PITOL Sergio (1933 - 2018)

 

Sergio Pitol
Demeneghi (Puebla de Zaragoza, 18 marzo 1933 – Xalapa, 12 aprile 2018) è stato uno scrittore, traduttore e diplomatico messicano di origine italiana.
La sua vocazione lo ha portato alla promozione dei diritti umani in Messico e ad interrogarsi sugli orientamenti politici che collocano l'essere umano al di sotto della ragione di Stato.
«"Un uomo è i libri che ha letto, la pittura che ha visto, la musica ascoltata e dimenticata, le strade percorse. Un uomo è la sua infanzia, la sua famiglia, pochi amici, alcuni amori, parecchi fastidi. Un uomo è una somma diminuita da infinite sottrazioni".» (El arte de la fuga, Sergio Pitol)
Sergio Pitol è nato in un luogo remoto e sconosciuto al resto del mondo (Potrero, Veracruz) nel 1933. Orfano dall'età di quattro anni, è cresciuto in una grande casa in questo piccolo villaggio con meno di tremila abitanti. Così lui stesso lo descrive nel discorso preparato per il Premio Cervantes: «"Un nome, tanto lontano dall'eleganza: Potrero. Era un'azienda zuccheriera circondata da canneti, palme e giganteschi alberi di mango, dove si avvicinavano animali selvatici. Potrero era diviso in due sezioni, una di quindici sedici case, abitate da inglesi, americani ed alcuni messicani. C'era un ristorante cinese, un club dove le donne giocavano a carte un giorno a settimana, una biblioteca di libri inglesi ed un campo da tennis."»
Ha passato l'infanzia circondato da adulti che, nelle loro conversazioni, esprimevano una grande nostalgia per il mondo precedente la Rivoluzione, un mondo distrutto del quale conservavano ricordi contraddittori: appena evocavano le virtù di quel paradiso perduto come si lamentavano delle miserie e delle calamità che erano accadute in quell'epoca. Sono state proprio quelle esperienze ad influire notevolmente alla creazione dei suoi primi racconti, quelli di Tiempo Cercado e Infierno de todos, che non sono altro che "il risultato di un esercizio di pulizia, una via di fuga da quel mondo asfissiato, malato, con tanfo da luoghi oscuri, chiusi ed isolati", come lui stesso ha affermato in una intervista del 1989.
Per molti anni è stato ammalato di malaria, cosa che lo ha obbligato a rimanere chiuso in casa, tempo in cui ha approfittato per dedicarsi alla lettura: ha cominciato
con Verne, Stevenson, Dickens ed all'età di dodici anni aveva già terminato Guerra e Pace. A diciassette anni aveva già confidenza con Proust, Faulkner, Thomas Mann, Virgina Woolf, Kafka, Neruda, Borges, i poeti del gruppo Contemporanei, messicani, quelli della generación del 27 ed i classici spagnoli. Tutte le estati era solito andare con sua nonna e con suo fratello in una stazione termale a bere le acque minerali, anche se non è mai riuscito a sperimentare alcun miglioramento. Sua nonna fu una è stata una figura importante nella sua vita, oltre ad essersi fatta carico della sua educazione, gli è servita da modello e da riferimento nel momento di iniziarsi alla letteratura, visto che passava la maggior parte del giorno a leggere romanzi, soprattutto quelle di Tolstoi, il suo autore preferito.
A sedici anni è andato a Città del Messico per studiare all'università e qui ha incontrato la sua vera vocazione, il suo cammino verso la letteratura, nella Facoltà di Diritto, notevolmente influenzato dal suo maestro Don Manuel Martínez Pedroso, professore ordinario di Teoria dello Stato e Diritto Internazionale. Dice di lui "Don Manuel è stata una delle persone più sagge che ho conosciuto".
Si è laureato in Diritto all'Universidad Nacional Autónoma de México, ed è stato titolare di questo corso di studi nella sua alma máter, nell'Università Veracruzana di Xalapa e nell'Università di Bristol.
Nel 1953 si è recato a Cuba ed in Venezuela. Passa l'inverno del 1957 a New York. Nel 1958,
su iniziativa di Carlos Monsiváis e di José Emilio Pacheco, ha collaborato con la rivista Estaciones, dove sono stati pubblicati i suoi primi racconti.
È stato membro del Servicio Exterior messicano dal 1960, per il quale ha lavorato come associato culturale a Londra, Parigi, Varsavia, Budapest, Mosca e Praga. Il suo passaggio per Mosca ha rafforzato in lui il suo affetto per la letteratura russa in generale e per Anton Čechov in particolare.
Nel 1966, rientrato in Messico, si installa a Xalapa. Nel 1968 riparte per l'Europa e diventa associato culturale a Belgrado, posto al quale rinuncia a fine anno a causa del massacro di Tlatelolco in Messico, pochi giorni prima dell'inaugurazione dei Giochi Olimpici del 1968.
È vissuto inoltre a Roma, Pechino e Barcellona per motivi di studio e di lavoro. Nell'ultima città è vissuto tra il 1969 ed il 1972 traducendo per varie case editrici, tra le quali Seix Barral, Tusquets e Anagrama (che pubblica le sue opere in Spagna). Ed è in questa città che ha terminato il suo primo romanzo: El tañido de una flauta (1971) al quale seguiranno: Juegos Florales nel 1982, El desfile del amor nel 1984, Domar a la divina garza nel 1988, La vida conyugal nel 1990. Nel 1999 El desfile del amor, Domar a la divina garza e La vida conyugal saranno riuniti in un trittico sotto il titolo: Triptico del carnaval, con prefazione di Antonio Tabucchi.
A partire dalla fine degli anni '90, ha lasciato da parte il romanzo e si è dedicato ad un nuovo genere che mescola armoniosamente l'autobiografia, il saggio, la narrativa romanica ed il diario di viaggio; da cui hanno preso vita El arte de la fuga nel 1996, El viaje nel 2000 e El mago de Viena nel 2005. In seguito questi tre volumi sono stati riuniti in un trittico: Trilogia de la memoria (2007).
Attualmente vive a Xalapa, capitale dello stato messicano di Veracruz.
Ha cominciato a pubblicare nella maturità (No hay tal lugar, 1967). "Ho cominciato con il racconto e per quindici anni continuai a scriverne. con il racconto ho fatto il mio apprendistato. Ci ho messo tanto a sentirmi sicuro". Ha scritto una decina di libri prima di El arte de la fuga (1996), nel quale ha fatto un notevole bilancio della sua evoluzione ed ha creato un genere narrativo-"memorialistico" molto personale. La diffusione di massa della sua opera è stata tardiva.
Il 23 gennaio del 1997, è stato eletto membro corrispondente dell'Accademia Messicana della Lingua.
Pitol è inoltre conosciuto per le sue traduzioni in spagnolo di autori italiani (Giorgio Bassani, Giuseppe Berto), inglesi ed americani (Jane Austen, Joseph Conrad, Ford Madox Ford, Robert Graves, Henry James e Lewis Carroll), polacchi (Jerzy Andrzejewski, Kazimierz Brandys, Witold Gombrowicz) e russi (Anton Tchekhov, Boris Pilniak).
Inoltre, nel corso della sua lunga carriera come diplomatico, ha occupato i posti di Attaché Culturale a Belgrado (1968), Varsavia (1972), di Consigliere Culturale a Parigi (1975), Budapest (1976) e Mosca (1977-1979), prima di terminare la sua carriera come ambasciatore del Messico a Praga (1983-1988).
Meno conosciuto rispetto ai suoi connazionali più anziani Carlos Fuentes e Octavio Paz, ha ottenuto il riconoscimento internazionale a partire dall'assegnazione del IX Premio Juan Rulfo per la Letteratura Latino-Americana e dei Caraibi, nel 1999, che ha permesso al grande pubblico di scoprirlo. In Messico è conosciuto come un maestro per le generazioni a lui successive: sia che si tratti degli autori nati negli anni '50 (Carmen Boullosa, Juan Villoro, Mario Bellatin; o di quelli nati negli anni 68-70, come i membri del Crack (Jorge Volpi, Ignacio Padilla, Pedro Angel Palou, Eloy Urroz) o ancora Álvaro Enrigue ed Eduardo Montagner Anguiano.
Nella sua opera narrativa possono essere messe in rilievo due tappe: la prima, iniziata con i suoi primi racconti, quelli di Tiempo cercado e Infierno de todos, marcata da tinte nostalgiche ed un tanto negative , da lui stesso definita come un tentativo di fuga da un mondo asfissiato e malato. Nel periodo in cui scrisse questi racconti si diede alla lettura di William Faulkner, nei suoi romanzi incontrò un mondo nel quale si sentiva chiaramente identificato: quello dei proprietari terrieri del sud degli Stati Uniti dopo la Guerra Civile, gente che viveva in grandi case, che pativa malattie di
qualsiasi tipo e viveva distrutta, senza riuscire ad adattarsi al mondo contemporaneo. Un mondo pieno di bambini nati dopo il disastro: orfani, malati, impauriti.
La seconda tappa è conosciuta come quella dei viaggi, dove il protagonista è una specie di pellegrino laico, un giovane ansioso di scoprire i misteri della natura umana. In questa tappa Sergio Pitol è concentrato nell'andare a fondo nella psicologia dei personaggi, (la maggior parte messicani) ponendosi alcuni dilemmi morali. Un esempio caratteristico è il racconto Cuerpo presente, con il quale inizia precisamente la seconda tappa. In essa fa una lista dei personaggi e dei luoghi che andava conoscendo, anche se utilizzerà il luogo solo come struttura scenica.

Opera completa:
Tiempo cercado (1959)
Infierno de todos (1971)
Los climas (1972)
No hay tal lugar (1967)
El tañido de una flauta (1973)
Asimetría (1980)
Nocturno de Bujara (1981)
Cementerio de tordos (1982)
Juegos florales (1985)
El desfile del amor (1985)
Domar a la divina garza (1988)
Vals de Mefisto (1989)
La casa de la tribu (1989)
La vida conyugal (1991), adattata al cinema.
El arte de la fuga (1996), saggio-memoria.
Todos los cuentos más uno (1998)
Soñar con la realidad (1998)
El viaje (2000)
Todo está en todas las cosas (2000)
De la realidad a la literatura (2002)
Obras reunidas II (2003)
Obras reunidas III (2004)
El mago de Viena (2005)
Trilogía de la memoria (2007), che raggruppa El arte de la fuga, El viaje y El mago de Viena
Autobiografía soterrada (2011)

In italiano
Valzer di Mefisto (Sellerio Editore Palermo, 1992)
La vita coniugale (Sellerio Editore Palermo, 1994)
La vita coniugale (Nottetempo, 2006)
La divina (Sur, 2014)
La sfilata dell'amore (Gran Via, 2015)
La pantera e altri racconti (Gran Via, 2018)

lunedì 26 maggio 2025

CRACE Jim (1946 - viv.)

 

Jim Crace
 (St Albans, 1º marzo 1946) è uno scrittore inglese vincitore del National Book Critics Circle Award nel 2000 per il romanzo Una storia naturale dell'amore.
Nato nel 1946 a St Albans, vive e lavora a Birmingham.
Dopo gli studi all'Università di Londra si arruola nel VSO (Voluntary Services Overseas) e viene mandato in Sudan dove svolge l'incarico di assistente in una televisione locale.
Il suo esordio letterario avviene nel 1974 con il racconto Annie, California Plates uscito nel New Review.
Nella sua prolifica carriera di scrittore ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali l'International IMPAC Dublin Literary Award nel 2015 e il National Book Critics Circle Award nel 2000 oltre ad essere arrivato tra i finalisti del Booker Prize in due occasioni, nel 1997 e nel 2013.
Dopo l'uscita della sua undicesima opera, Il raccolto (premiato con il James Tait Black Memorial Prize), ha annunciato il suo ritiro dalla scena letteraria, ma 5 anni dopo ha dato alle stampe un altro romanzo, The Melody.

Opere
Racconti

Settimo continente (Continent, 1986), Firenze, Giunti, 1992 
The Slow Digestions of the Night (1995)

Romanzi
The Gift of Stones (1988)
Arcadia (1992)
Signals of Distress (1994)
Il diavolo nel deserto (Quarantine, 1997), Parma, Guanda, 1998
Una storia naturale dell'amore (Being Dead, 1999), Parma, Guanda
La dispensa del diavolo (The Devil's Larder, 2001), Parma, Guanda, 2002
La città dei baci (Six, 2003), Parma, Guanda, 2006
Tutto ciò che abbiamo amato (The Pesthouse, 2007), Parma, Guanda, 2010
On Heat (2008)
All That Follows (2010)
Il raccolto (Harvest, 2013), Parma, Guanda, 2016
The Melody (2018)


domenica 25 maggio 2025

CLARK YOUNG Robert (1960 - viv.)

 

Robert Clark Young
, nato nel 1960 a Hollywood, California, è uno scrittore e saggista americano contemporaneo. I temi ricorrenti dei suoi saggi, racconti e romanzi sono le relazioni tra alcolismo, abuso di potere e disfunzioni istituzionali nella vita americana, sia in contesti contemporanei che storici.
Robert Clark Young è cresciuto tra Los Angeles e San Diego . Ha studiato scrittura presso l' Università di San Diego, l' Università della California, Davis , con l'autore Gary Snyder, e l' Università di Houston, nel programma di scrittura creativa fondato dal satirico postmoderno Donald Barthelme.
Young iniziò a insegnare come civile a bordo delle navi della Marina statunitense in Estremo Oriente. Questa esperienza fornì lo spunto per il suo primo romanzo, One of the Guys, pubblicato da HarperCollins nel 1999.
"One of the Guys" è una satira picaresca su un cappellano della Marina statunitense a bordo di una nave alle prese con una serie di comiche disavventure in Estremo Oriente. Il romanzo divenne famoso poco dopo la sua pubblicazione, quando l' American Family Association si oppose a una simile rappresentazione di un uomo che si spacciava per cappellano cattolico in viaggio verso porti dove un equipaggio alcolizzato traeva profitto dalla prostituzione minorile.
Young ha risposto sul Washington Post che le parti controverse del suo romanzo non erano pornografiche, ma ha descritto quella che a suo avviso era la complicità della Marina statunitense nella prostituzione minorile all'estero. In seguito a questa controversia, Young continuò a scrivere e pubblicare, esplorando i legami tra alcolismo, abuso di potere e disfunzione sociale nella vita americana.
Iniziò un romanzo storico in più volumi basato sul mezzo secolo di conflitto tra la direttrice di un quotidiano filo-tedesco Cissy Patterson e sua figlia, la contessa Felicia Gizycka, una delle donne membri della fondazione degli Alcolisti Anonimi. Il primo volume, " La ragazza più ricca del mondo" , presenta in termini drammatici, patetici e critici il modo in cui alcol, denaro e potere istituzionale si combinano per distruggere una ricca e influente famiglia americana.
Oltre a scrivere, Young è un attivista attivo nel movimento per la pace, arrestato due volte, nel 2003, per aver protestato in modo non violento contro la guerra in Iraq.


sabato 24 maggio 2025

McEWAN Ian (1948 - viv.)

 

Ian Russell McEwan
 (Aldershot, 21 giugno 1948) è uno scrittore e sceneggiatore britannico.
Nel 2008, il Times lo ha inserito nella lista dei "50 più grandi scrittori britannici dal 1945" e il Daily Telegraph lo ha inserito nella lista delle "100 persone più potenti della cultura britannica".
È nato nel 1948 ad Aldershot e vive ad Oxford. È autore di due raccolte di racconti e di oltre quindici romanzi. Tutti i suoi libri vengono pubblicati in Italia da Einaudi.
La sua prima pubblicazione è la collezione di racconti Primo amore, ultimi riti nel 1975. Nel 1998 fa discutere la sua premiazione al Booker Prize per il romanzo Amsterdam. Il libro del 1997 L'amore fatale, su una persona affetta dalla Sindrome di de Clerambault, viene da molti considerato un capolavoro, ma anche il suo romanzo Espiazione ha ricevuto critiche egualmente favorevoli.
Nel marzo e nell'aprile 2004, solo qualche mese dopo che il governo britannico lo aveva invitato a presenziare a una cena in onore della First Lady Laura Bush, a McEwan è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti dal Dipartimento per la Homeland Security non essendo provvisto del visto corretto per un soggiorno di lavoro (lo scrittore si accingeva a tenere una serie di lezioni dietro compenso). Solo dopo diversi giorni di esposizione del caso sulla stampa britannica a McEwan è stato concesso l'ingresso, a ragione del fatto che, come illustrato da un funzionario di frontiera, «siamo ancora dell'avviso che lei non dovrebbe entrare, ma il suo caso ci sta procurando un danno di immagine.»
Sposato due volte, dalla prima moglie ha avuto due figli lungamente contesi. Nel 2002 scoprì di avere un fratello maggiore che la madre, Rose Wort, aveva dato in adozione durante la seconda guerra mondiale, quando era sposata con il primo marito che si trovava al fronte ma aveva una relazione con David McEwan di cui era rimasta incinta. Il primo marito morì al fronte e dopo il conflitto Rose e David si ritrovarono, si sposarono e dal loro matrimonio nacque Ian.
Per due volte è stato accusato di plagio: la prima per il suo romanzo d'esordio Il giardino di cemento e la seconda per Espiazione.
È soprannominato "Ian Macabre" per i toni cupi di molte delle sue narrazioni.
Nel 2008, McEwan ha espresso pubblicamente il suo dissenso nei confronti dell'islamismo per le posizioni che questo sostiene nei confronti delle donne e dell'omosessualità. È stato citato mentre affermava che l'Islam fondamentalista mirava a creare una società che lui "detestava". I suoi commenti sono apparsi sul quotidiano italiano Corriere della Sera per difendere il collega scrittore Martin Amis dalle accuse di razzismo. McEwan, ateo, ha dichiarato che alcuni orientamenti del cristianesimo sono "altrettanto assurdi" e che non gli piacciono "queste visioni medievali del mondo secondo le quali Dio viene a salvare i fedeli e a condannare gli altri".
McEwan è stato candidato al Booker Prize in sei occasioni fino ad oggi, vincendo il premio per Amsterdam nel 1998. Le altre candidature sono state per Cortesie per gli ospiti (1981, finalista), Cani neri (1992, finalista), Espiazione (2001, finalista), Sabato (2005, in lista lunga) e Chesil Beach (2007, finalista). McEwan ha inoltre ricevuto candidature per l'International Booker Prize nel 2005 e nel 2007.
È Fellow della Royal Society of Literature (FRSL), Fellow della Royal Society of Arts (FRSA), Fellow della Society of Authors, e Fellow dell'American Academy of Arts and Sciences. Nel 1999 gli fu assegnato il premio annuale Shakespeare Prize dalla Alfred Toepfer Foundation di Amburgo. È anche Distinguished Supporter di Humanists UK. Fu nominato Commander of the Order of the British Empire (CBE) negli honori del Nuovo Anno 2000 per i suoi servizi alla letteratura.
Nel 2005 fu il primo destinatario del Harold and Ethel L. Stellfox Visiting Scholar and Writers Program Award del Dickinson College, a Carlisle, Pennsylvania. Nel 2008, McEwan ricevette il titolo onorifico di Dottore in Lettere dall'University College London, dove aveva precedentemente insegnato letteratura inglese.
Nel 2006, il Consiglio di Amministrazione del Kenyon Review ha onorato McEwan con il Kenyon Review Award for Literary Achievement, scrivendo che "le storie, i romanzi e le opere teatrali di McEwan si distinguono per i loro intensi drammi artistici, esplorando collisioni inaspettate e spesso brutali tra l’ordinario e lo straordinario".
Nel 2008, The Times ha inserito McEwan nella loro lista dei "50 più grandi scrittori britannici dal 1945". Nel 2010, McEwan ha ricevuto il Peggy V. Helmerich Distinguished Author Award, premio assegnato annualmente dal Tulsa Library Trust.
Il 20 febbraio 2011, McEwan è stato insignito del Jerusalem Prize per la Libertà dell’Individuo nella Società. Ha accettato il premio, nonostante le controversie e le pressioni da parte di gruppi e individui contrari al governo israeliano. In una lettera rivolta a The Guardian, McEwan ha risposto ai suoi critici, e in particolare al gruppo British Writers in Support of Palestine (BWISP), scrivendo in parte:
"Esistono modi in cui l’arte può avere una portata più ampia della politica, e per me l’emblema in questo senso è l’Orchestra West-Eastern Divan di Daniel Barenboim – sicuramente un raggio di speranza in un paesaggio oscuro, sebbene denigrato dalla destra religiosa israeliana e da Hamas. Se il BWISP è contrario a questo particolare progetto, allora chiaramente non abbiamo nulla più da dire l’uno all’altro."
Il discorso di accettazione di McEwan ha affrontato le lamentele contro di lui, offrendo ulteriori dettagli sulle ragioni che lo hanno portato ad accettare il premio. Ha inoltre dichiarato che donerà l’importo del premio, "diecimila dollari a Combatants for Peace, un’organizzazione che riunisce ex-soldati israeliani ed ex combattenti palestinesi".

Opere
Romanzi

Il giardino di cemento (The Cement Garden, 1978), Torino, Einaudi, 1980
Cortesie per gli ospiti (The Comfort of Strangers, 1981), Torino, Einaudi, 1983
Bambini nel tempo (The Child in Time, 1987), Torino, Einaudi, 1988
Lettera a Berlino (The Innocent, 1990), Torino, Einaudi, 1990
Cani neri (Black Dogs, 1992), Torino, Einaudi, 1993
L'amore fatale (Enduring Love, 1997), Torino, Einaudi, 1997
Amsterdam (Amsterdam, 1998), Torino, Einaudi, 1998
Espiazione (Atonement, 2001), Torino, Einaudi, 2002
Sabato (Saturday, 2005), trad. di Susanna Basso, Torino, Einaudi, 2005
Chesil Beach (On Chesil Beach, 2007), Torino, Einaudi, 2007
Solar (Solar, 2010), Torino, Einaudi, 2010
Miele (Sweet Tooth, 2012), trad. di Maurizia Balmelli, Torino, Einaudi, 2012
La ballata di Adam Henry (The Children Act, 2014), Torino, Einaudi, 2014
Nel guscio (Nutshell, 2016), Torino, Einaudi, 2017
Macchine come me e persone come voi (Machines Like Me, 2019), Torino, Einaudi, 2019
Lo scarafaggio (The Cockroach, 2019), Torino, Einaudi, 2020
Lezioni (Lessons, 2022), trad. di Susanna Basso, Torino, Einaudi, 2023.

Raccolte di racconti
Primo amore, ultimi riti (First Love, Last Rites, 1975)
Fra le lenzuola (In Between the Sheets, 1978)
The Short Stories (1995)
Il mio romanzo viola profumato (My Purple Scented Novel, 2016), Torino, Einaudi, 2018 [uscita sul New Yorker; poi come libretto celebrativo dei 70 anni dell'autore, nel 2018]

Narrativa per bambini
Rosa Bianca (Rose Blanche, 1985)
L'inventore di sogni, (The Daydreamer, 1994), San Dorligo, Einaudi Ragazzi, 1994

Libretti per musica
Or Shall We Die? (1983)
For you (2008)

Saggi
Invito alla meraviglia. Per un incontro ravvicinato con la scienza (Science, 2019), traduzione di Susanna Basso e Norman Gobetti, Collana Frontiere, Torino, Einaudi, 2020
Lo spazio dell'immaginazione, traduzione di Susanna Basso, Collana Frontiere, Torino, Einaudi, 2022


venerdì 23 maggio 2025

SAROYAN William (1908 - 1981)

 

William Saroyan
(Fresno, 31 agosto 1908 – Fresno, 18 maggio 1981) è stato uno scrittore e drammaturgo statunitense. Fu uno degli scrittori statunitensi più rappresentativi del periodo fra le guerre.
Nato a Fresno, in California, il 31 agosto del 1908, figlio di immigrati armeni originari di Bitlis (nell'attuale Turchia sud-orientale), Saroyan fu soldato semplice nella seconda guerra mondiale. Pur abitando a Malibu, in California, viaggiò molto, specialmente in Europa. Dopo l'esordio avvenuto nel 1933 con un racconto pubblicato su Hairenik, un settimanale armeno di Boston, il successo gli arrise quasi subito. Rifiutò il premio Pulitzer 1940 assegnato a I giorni della vita (The Time of Your Life).
Ebbe enorme successo con i suoi racconti (nove raccolte dal 1934 al 1939, composte ad un ritmo anche di tre all'anno) e con il mondo meraviglioso e fantastico del romanzo The Human Comedy (La commedia umana) (1943).
Nuova fortuna riscossero opere teatrali come My Heart's in the Highlands (Il mio cuore è sugli altopiani) (1939), i cui personaggi derelitti sono improvvisamente aiutati da figure simboliche che intervengono come deus ex machina.
La sua esperienza di vita fu analoga a quella di tanti scrittori neo-realisti degli Stati Uniti (figlio di poveri immigrati armeni, dovette fare i più svariati mestieri, venendo a diretto contatto con il popolo) e ricorre spesso nelle sue pagine; ma invece di ispirargli i forti chiaroscuri della condanna sociale, i suoi ricordi si velano in un mondo quasi onirico ove sentimentalismo, umorismo e gusto bozzettistico sono in sintonia.
Morì per un cancro alla prostata.
Sposò nel 1943 l'attrice Carol Grace, e da lei ebbe due figli: un maschio, Aram, e una femmina, Lucy, che divenne attrice. Nel 1948 la coppia divorziò. I due si risposarono nel 1951, ma questo secondo matrimonio sfociò nel divorzio l'anno successivo.

Opere
Che ve ne sembra dell'America, tr. it. di Elio Vittorini, Mondadori, Milano 1940
I giorni della vita (The Time of Your Life), tr. it. di Gerardo Guerrieri, Rosa e Ballo Editori, Milano 1944
Sono il tuo mondo?, tr. it. di Myriam Mafai e Aldo Scagnetti, Jandi Sapi, 1944
La maniera di essere vivi, Gentile Editore, Milano 1945
Il mio nome è Aram, tr. it. di Mario Monti, Bompiani, Milano 1947 (ristampa a cura di M. Monti, con il racconto Piccola cara, Mondadori, Milano 1963); nuova edizione a cura di Stefano Giorgianni, Delmiglio, Verona 2015
Rock Wagram l'indistruttibile, Mondadori, Milano 1953
La tigre di Tracy, tr. it. di Luciano Mercatali, illustrazioni di Ugo Marantonio, Mondadori, Milano 1954
In bicicletta a Beverly Hills, tr. it. di Giovanni Fletzer, Mondadori, Milano 1956
Ti voglio bene, mamma!, Mondadori, Milano, 1958
Uomini e donne insieme, Mondadori, Milano, 1966
Il mio cuore negli altipiani, tr. it. di Elio Vittorini e Piero Pignata, Mursia, 1968
La commedia umana, New York, Overseas Editions, 1943; a cura di Marcello Morpurgo, Mondadori, 1974
Morris Hirshfield, presentazione di Sidney Janis, contributo critico di Oto Bihalji-Merin, Franco Maria Ricci, Parma 1976
Il trapezio volante, tr. it. di Claudia Tarolo e Marco Zapparoli, Marcos y Marcos, Milano 2001
Dove vanno a finire le ossa, a cura di Robert Setrakian, tr. it. di Marina Premoli, Archinto, Milano 2007


giovedì 22 maggio 2025

MURAKAMI Haruki (1949 - viv,)

 

Haruki Murakami
 (村上 春樹, Murakami Haruki; Kyoto, 12 gennaio 1949) è uno scrittore e traduttore giapponese. È stato tradotto in circa cinquanta lingue e i suoi best seller hanno venduto milioni di copie. Le sue opere di narrativa si sono guadagnate il consenso della critica e numerosi premi, sia in Giappone che a livello internazionale, come il premio World Fantasy (2006), il Frank O'Connor International Short Story Award (2006), il Premio Franz Kafka (2006) e il Jerusalem Prize (2009).
Fra i suoi titoli più celebri si ricordano Nel segno della pecora (1982), Norwegian Wood (1987), L'uccello che girava le viti del mondo (1994-1995), Kafka sulla spiaggia (2002) e 1Q84 (2009–2010). Ha inoltre tradotto un cospicuo numero di opere dall'inglese al giapponese, spaziando da Raymond Carver a J. D. Salinger.
Haruki Murakami nasce il 12 gennaio 1949 a Kyoto, durante il baby-boom successivo alla seconda guerra mondiale e agli esordi del miracolo economico giapponese. Trascorre l'infanzia e l'adolescenza in una zona tra le principali città del Kansai. Il padre, Chiaki, figlio di un monaco buddista, Benkishi, priore del tempio Anyō-ji di Higashiyama-ku, insegna letteratura giapponese alla scuola Kōyō Gakuinishi di Nishinomiya, in cui incontra la futura moglie Miyuki, anch'ella docente, figlia di negozianti di Senba, nelle immediate vicinanze di Osaka. La famiglia si trasferisce l’anno seguente a Ashiya, un piccolo paese nella prefettura di Hyōgo, dove Murakami frequenta la scuola media comunale Seidō che si trova nel quartiere residenziale vicino a casa sua. Successivamente si iscrive al liceo Kōbe, nella città omonima, un rinomato istituto di preparazione per gli esami di ammissione all’università. A Kōbe Murakami, che ha già potuto spaziare liberamente con le letture grazie al padre, entra in contatto con libri di autori stranieri, soprattutto di lingua inglese, cominciando poi a scrivere sul giornale della scuola.
Nell’aprile del 1968, dopo aver fallito una prima volta l'esame di ammissione all'università statale e aver trascorso un anno da rōnin, finalmente arriva a Tōkyō e studia drammaturgia presso la facoltà di Lettere dell'università Waseda; si laureerà nel 1975 con una tesi sull'idea del viaggio nel cinema statunitense. Viene ammesso al dormitorio Wakei-juku dove sono in vigore regole molto rigide ma che si trova a dieci minuti dalla facoltà. Proprio la facilità di tornare a casa a piedi lascia Murakami libero di gironzolare, bevendo, nei dintorni dell'università. Una sera, ubriaco, ruba l'insegna dell'Università Femminile del Giappone, viene fermato da un poliziotto e, incapace di muoversi per lo stato di ubriachezza, viene trasportato sulla stessa insegna al dormitorio. Viene quindi etichettato come cattivo soggetto ed espulso dopo sei mesi dal dormitorio.
Con l'aiuto della segreteria studenti trova un appartamento economico di tre tatami. Con il passare del tempo, anche a causa della distanza rispetto all'università, frequenta sempre meno le lezioni. Gli anni della sua frequenza universitaria sono anche gli anni delle rivolte studentesche ma, nonostante ciò abbia sicuramente influito sul suo pensiero giovanile, Murakami non prende parte ai tumulti essendo una persona solitaria. Lavora, invece, part-time, bazzica i jazz bar e va al cinema talmente spesso da affermare di aver visto più di duecento film in un anno.
Nel 1969 trasloca nuovamente in una stanza d'angolo, al secondo piano e grande sei tatami. In questi anni approfondisce sempre di più il rapporto con Yōko Takahashi che, da semplice amicizia, si trasforma in una relazione che sfocia nel matrimonio nel 1971. Murakami per un anno smette di frequentare l'università e comincia a lavorare per un canale televisivo. A causa dell'insoddisfazione sul posto di lavoro decide di aprire un jazz bar insieme alla moglie, grazie ai prestiti ottenuti da una banca e ai soldi guadagnati dalla coppia, lavorando di giorno in un negozio di dischi e di sera in una caffetteria. Il bar viene aperto a Kokubunji (Tokyo), nel 1974, e viene chiamato “Peter Cat”, dal nome di un gatto che lo scrittore aveva avuto con sé qualche anno prima e poi lasciato a un suo amico in campagna.
Il "Peter Cat" di giorno era una caffetteria, mentre di sera era un bar che vendeva anche alcolici; l'ambiente era senza finestre, sedie e tavoli di legno, pareti bianche in stile spagnolo e foto di gatti dappertutto. Murakami preparava cocktail, metteva musica, leggeva libri e ascoltava le persone; come ha ammesso lui stesso, questa esperienza è stata preziosa per la sua formazione di scrittore. Nel 1977 il jazz bar viene trasferito in una zona più centrale di Tokyo. Il nuovo locale ha come insegna un enorme Stregatto e all'interno tutto (tavoli, bastoncini, tazze, fiammiferi e altro ancora) è decorato con dei gatti.
Murakami fino a questo momento ha vissuto interessandosi alle sue due passioni: la musica e la letteratura, concentrandosi però prevalentemente sulla prima, consapevole di non avere ancora l'esperienza necessaria per scrivere un libro. Nell'aprile del 1978 scopre però improvvisamente la sua vocazione letteraria, e inizia così la redazione del suo romanzo d'esordio, Ascolta la canzone del vento (Kaze no uta o kike), pubblicato nel 1979. Grazie a esso vince il premio Gunzo (群像新人文学賞, Gunzō Shinjin Bungaku Shō) come migliore esordiente. L'anno seguente dà alle stampe Il flipper del 1973 (1973-nen no pinbōru), mentre risale al 1982 la pubblicazione di Sotto il segno della pecora (Hitsuji o meguru bōken), che gli vale il Premio letterario Noma (野間文芸新人賞, Noma Bungei Shinjin Shō) per scrittori emergenti.
I tre libri vengono solitamente riuniti sotto il nome de La trilogia del Ratto perché uno dei personaggi principali si chiama appunto "il Ratto". Nel 1981 Murakami vende il jazz bar e comincia a vivere dei proventi ricavati dalla vendita dei suoi libri. Nell'ottobre del 1984 si trasferisce a Fujisawa, nella prefettura di Kanagawa, una città sul mare a 50 chilometri da Tokyo, mentre nel gennaio del 1985 trasloca a Sendagawa, presso Tokyo. Nel 1985 vince il Premio Tanizaki (谷崎潤一郎賞?, Tanizaki Jun'ichirō Shō) con La fine del mondo e il paese delle meraviglie (Sekai no owari to Hādo-boirudo Wandārando). Nel febbraio del 1986 si trasferisce di nuovo, questa volta a Ōiso, nella prefettura di Kanagawa.
Dall'ottobre 1986 viaggia tra la Grecia e l'Italia, in particolare, in Sicilia e a Roma, dove scrive nel 1987 Tokyo blues, Norwegian wood (Noruwei no mori) — che si rivela subito un autentico caso letterario, vendendo due milioni di copie in un anno — e tra il 1987 e il 1988, Dansu dansu dansu (Dance Dance Dance), pubblicato nel 1988. Nel 1991 si trasferisce negli Stati Uniti dove diviene prima ricercatore associato nell'Università di Princeton, e l'anno successivo professore associato nella stessa università. Nel 1992 esce Kokkyō no minami, taiyō no nishi, in italiano A sud del confine, a ovest del sole. Nel luglio del 1993 l'ennesimo trasferimento, a Santa Ana (California), per insegnare all'università William H. Taft.
Nel 1994 e nel 1995 vengono pubblicati i tre volumi di Nejimaki-dori kuronikuru, L'uccello che girava le viti del mondo, che gli valgono nel 1996 il prestigioso Premio Yomiuri. Nel 1997 viene pubblicato Underground. In questo saggio, Murakami raccoglie le interviste ai sopravvissuti e ai parenti delle vittime dell'attentato alla metropolitana di Tokyo compiuto con il gas Sarin dalla setta Aum nel 1995, cercando anche di tracciare un quadro del Giappone contemporaneo. Nel 1999 esce Supūtoniku no koibito, in italiano La ragazza dello Sputnik.
Nel 2001 si trasferisce infine a Ōiso, prefettura di Kanagawa, dove vive tuttora dedicandosi, oltre che alla scrittura, alla corsa: vanta infatti all'attivo oltre venticinque maratone disputate e addirittura un'ultramaratona. Nel 2006 riceve il Frank O'Connor International Short Story Award per la raccolta di racconti brevi I salici ciechi e la donna addormentata e vince il World Fantasy Award con il romanzo Kafka sulla spiaggia. Sempre lo stesso anno gli viene conferito il Premio Franz Kafka, in passato già assegnato ad autori del calibro di Philip Roth, Harold Pinter ed Elfriede Jelinek. Haruki Murakami è il traduttore in giapponese delle opere di Raymond Carver, che considera uno dei suoi mentori letterari. Scrive infatti: «Fino a quando non ho incontrato Raymond Carver, non c'era mai stata una persona che, come scrittore, potessi considerare il mio mentore. Raymond Carver è stato senza dubbio l'insegnante più prezioso che abbia mai avuto e anche il mio migliore amico letterario.»
Gli autori che hanno maggiormente influenzato l'opera di Murakami sono numerosi. Oltre al già citato Carver, sono presenti Franz Kafka, Francis Scott Fitzgerald, Raymond Chandler, John Irving, Fëdor Dostoevskij, J. D. Salinger, Anton Čechov, Gabriel García Márquez, Richard Brautigan, Kurt Vonnegut, Philip K. Dick, Truman Capote, Honoré de Balzac e William Shakespeare.

O'BRIEN Flann (1911 - 1966)

  Flann O'Brien , pseudonimo di Brian O'Nolan (Strabane, 5 ottobre 1911 – Dublino, 1º aprile 1966), è stato uno scrittore e giornali...