venerdì 28 febbraio 2025

GOMBROWICZ Witold (1904 - 1969)

 

Witold Marian Gombrowicz
 (Małoszyce, 4 agosto 1904 – Vence, 24 luglio 1969) è stato uno scrittore polacco, appartenente alla piccola aristocrazia rurale di lontana origine lituana. È considerato uno dei maggiori scrittori polacchi del XX secolo, attivo dal 1930 fino alla sua morte.
Dopo l'infanzia presso la proprietà terriera della famiglia a Małoszyce, nel 1916 Gombrowicz si trasferisce con i genitori a Varsavia, dove compie gli studi, laureandosi in legge nel 1926. Dopo qualche anno di praticantato come avvocato, nel 1930 decide di abbandonare la carriera legale e si mette a frequentare i caffè letterari della città.
Nel 1933 pubblica un primo volume di racconti, e comincia a scrivere anche per il teatro. Nel 1937 esce il suo romanzo Ferdydurke, non ritenuto subito il capolavoro che verrà considerato diversi anni più tardi. Anche il secondo romanzo, dapprima tradotto come Schiavi delle tenebre e poi come Gli indemoniati, quando una nuova edizione ha dovuto tener conto dei capitoli ritrovati, esce a puntate, e con tagli, su diversi giornali. Negli anni '30, inoltre, fa qualche viaggio, in particolare in Francia, Italia e Austria.
Partito nel 1939 per un viaggio come giornalista verso l'Argentina – in crociera gratuita sponsorizzata da un armatore polacco per fare promozione alla sua ultima novità navale – giunge a Buenos Aires a pochi giorni dall'invasione nazista della Polonia, che darà in seguito avvio alla seconda guerra mondiale. Decide di non tornare indietro e resta in Argentina per ventiquattro anni (per lo più a Tandil), vivendo in povertà e inventandosi, per sopravvivere, i mestieri più assurdi, come l'invitato ai matrimoni e ai funerali – quest'ultima una versione al maschile delle prefiche greche, donne pagate per piangere ai funerali – sino a divenire poi professore all'università di San Miguel de Tucumán.
Nel 1947 trova un posto in banca al "Banco Polaco" di Buenos Aires, dove lavora per otto anni collaborando nel frattempo alla traduzione spagnola delle sue opere, inclusa Il matrimonio (1953). Dopo il licenziamento collabora a "Radio Free Europe" di Monaco, per la quale scrive dal 1959 al 1961 (testi in parte raccolti in "Una giovinezza in Polonia"). Mentre qualche suo lavoro viene tradotto in francese, dopo l'uscita quasi clandestina di Ferdydurke, in Polonia viene proibita la stampa delle sue opere (una condizione che si perpetuerà fino al 1986). Ciononostante, grazie alla rivista Kultura (fondata nel 1947 dall'esule polacco Jerzy Giedroyc) e alla sua casa editrice, l'Instytut Literacki (con sede a Maisons-Laffitte), riesce a pubblicare in polacco opere e diari.
Nel 1963 fa ritorno in Europa, invitato a Berlino dalla Fondazione Ford. L'anno successivo si trasferisce vicino a Parigi, dove conosce Rita Labrosse (canadese di Montréal, che sposerà nel 1968) e quindi nel sud della Francia. La coppia si stabilirà a Vence, dove allo scrittore farà visita ripetutamente Piero Sanavio, che girerà su di lui più di un'intervista per la televisione svizzera di lingua italiana e, per la RAI (1969), un documentario.
Gombrowicz muore il 24 luglio 1969, quattro giorni dopo l'atterraggio dell'uomo sulla luna, evento che aveva seguito con entusiasmo in televisione.
I temi
Influenzata da quella del suo conterraneo e amico Witkiewicz, l'opera di Gombrowicz è caratterizzata dalla satira continua nei confronti della società, che dà luogo a una visione grottesca
della realtà. Uno dei suoi temi ricorrenti è la questione della "forma". All'inizio degli anni sessanta inizia ad avere successo in Europa in concomitanza con la rivalutazione che all'epoca interesserà altri grandi scrittori est-europei, come Witkiewicz, Bruno Schulz e, più tardi, Milan Kundera.
I suoi temi sono legati alla tradizione comica di Rabelais, Cervantes o Fielding e trattano di problemi esistenziali in modo leggero e provocatorio, dando luogo a equivoci voluti e divertenti e a fraintendimenti (come per esempio quello di Ungaretti, che si arrabbiò molto leggendo Contro i poeti), secondo un flusso narrativo che si scioglie attorno a un "ghigno dell'immaturità" (espressione di Francesco Cataluccio) e alla satira, per tutto lo spettro da bonaria a crudele, che si scatena nei rapporti interpersonali tra gli esseri umani, spesso presi da problemi esistenziali e filosofici di difficile soluzione.

Opere
Memorie del periodo dell'immaturità (Pamiętnik z okresu dojrzewania, 1933), poi riscritto e completato come Bakakaj (1957), collezione di racconti
Ivona principessa di Borgogna, (Iwona, księżniczka Burgunda, 1938), teatro / trad. Vera Petrelli
Verdiani, Lerici, Milano 1963
Ferdydurke (Ferdydurke, 1937), romanzo / trad. Sergio Miniussi, prefazione di Angelo Maria Ripellino, Einaudi, Torino 1961 / trad. Vera Verdiani, Feltrinelli, Milano 1991 / trad. Irene Salvatori e Michele Mari, prefazione M. Mari, Milano, Il Saggiatore 2020
Gli indemoniati [ed. integrale] o Schiavi delle tenebre [ed. incompleta, priva degli ultimi 3 capitoli] (Opętani, 1939) / trad. Pietro Marchesani, Bompiani, Milano 1983, 19912
Trans-Atlantico (Trans-Atlantyk, 1953), romanzo / trad. Riccardo Landau, Feltrinelli, Milano 1971, 1982, 2005
Il matrimonio (Ślub, 1953), teatro / trad. Remo Guidieri, Einaudi, Torino, 1967
Bacacay (Bakakaj, 1957), racconti / trad. Riccardo Landau, Feltrinelli, Milano 1968, 1989, 2004 / trad. Alessandro Amenta, Dario Prola, Il Saggiatore, Milano 2022
Pornografia [ed. integrale] o La seduzione [ed. censurata] (Pornografia, 1960), romanzo / trad. Riccardo Landau, Bompiani, Milano 1962; Collana Oscar, Mondadori, Milano 1975 / trad. Vera Verdiani, Feltrinelli, 1994
Historia (1962), teatro / trad. Francesco Cataluccio, su «MicroMega», n. 4/93, Ed. Periodici Culturali, Roma 1993, pp. 173–209
Testamento. Conversazione con Dominique de Roux (Testament: rozmowy z Dominique de Roux), intervista / trad. Vera Verdiani, prefazione di Francesco Cataluccio, Feltrinelli, Milano 2004; Collana
La Cultura, Milano, Il Saggiatore, 2023 
Cosmo (Kosmos, 1965), romanzo / trad. Riccardo Landau, Feltrinelli, Milano 1967 / trad. Francesco Cataluccio e Donatella Tozzetti, Feltrinelli, Milano 1990 / trad. di Vera Verdiani, postfazione e cura di F. Cataluccio, Collana La Cultura n.1072, Milano, Il Saggiatore, 2017 
Operetta (Operetka, 1967), teatro / trad. Jole e Gian Renzo Morteo, Einaudi, Torino 1968
Cahier Gombrowicz, Éditions de L'Herne, Paris 1970
Corso di filosofia in sei ore e un quarto, (Cours de philosophie en six heures un quart, 1971), a cura e con uno scritto di Francesco M. Cataluccio, trad. di Liliana Piersanti, Collana Riflessi, Roma-Napoli, Edizioni Theoria, maggio 1994, 1996; Collana Testi e Documenti n.93, Milano, SE, 2001; Milano, Mondolibri, 2001; La Biblioteca di Libero n.33, Milano, 2003; Postfazione di Vittorio Sgarbi, Collana Grandi pasSaggi, Milano, Bompiani, marzo 2012.
Una giovinezza in Polonia (Wspomnienia polskie, 1977) / trad. Vera Verdiani, introduzione di Francesco Cataluccio, Feltrinelli, Milano 1998.

Diari
Diario (1953-1956) (Dziennik 1953-1956, 1957) / trad. Riccardo Landau, Feltrinelli, Milano 1970
Diario (1957-1961) (Dziennik 1957-1961, 1962) / trad. Riccardo Landau, Feltrinelli, Milano 1972
Diario (1961-1969) (Dziennik 1961-1969, 1997)
Diario (1961-1966) (Dziennik 1961-1966, 1967) / trad. parziale di Francesco Cataluccio, Parigi Berlino: diario 1963-1965, a cura di Ludmila Ryba, E/O, Roma 1985 / trad. Riccardo Landau, Sugar, Milano 1969; nuova ed. con introduzione di Vittorio Celotto, Libreria Dante & Descartes, Napoli 2017
estratto da, Contro i poeti (1968) / trad. Riccardo Lanadu e Silvia Meucci, con uno scritto di Edoardo Sanguineti, Theoria, Roma 1995
Diario [1953-1969, ed. integrale], a cura di Francesco M. Cataluccio, collana La Cultura n.1892, traduzione di Vera Verdiani, Milano, Il Saggiatore, 2024,  [precedente ed. in 2 voll. : Diario 1953-1958, Collezione Le Comete, Feltrinelli, 2004; Diario 1959-1969, Collezione Le Comete, Feltrinelli, 2008]
estratto da, Su Dante (Sur Dante, 1968)
Kronos, Cracovia, 2013 [diario segreto intimo] / Kronos, collana La Cultura, traduzione di Irene Salvatori, A cura di Francesco Cataluccio, Milano, Il Saggiatore, 2018 


McCULLERS Carson (1917 - 1967)

 

Carson McCullers
, pseudonimo di Lula Carson Smith (Columbus, 19 febbraio 1917 – Nyack, 29 settembre 1967), è stata una scrittrice e drammaturga statunitense.
Nata Lula Carson Smith, al n. 423 della 13ma strada di Columbus (Georgia), primogenita di Lamar, negoziante di orologi e gioielli, e Marguerite Waters Smith. A 10 anni iniziò a prendere lezioni di pianoforte, strumento al quale si dedicò a lungo, sognando di diventare concertista professionista; tuttavia successivamente confessò ad un'amica che aveva deciso piuttosto di diventare una scrittrice. Si mise quindi a leggere molto (tra i suoi favoriti Fëdor Dostoevskij, Anton Čechov, Lev Tolstoj e Eugene O'Neill) e a scrivere opere teatrali, che faceva interpretare a casa al fratello e alla sorella.
Nel 1934 si trasferì da Savannah (Georgia) a New York, dove si iscrisse ai corsi di scrittura creativa della Columbia University. L'anno seguente incontrò James Reeves McCullers, che divenne suo marito il 20 settembre 1937 (i due si risposeranno ancora il 19 marzo 1945, dopo un divorzio durato circa cinque anni). Gli sposi lasciarono NYC e andarono a vivere a Charlotte (Carolina del Nord), dove Carson si dedicò alla letteratura. Ella soffriva però, e purtroppo soffrirà tutta la vita, per diversi problemi di salute.
Quando nel 1940 uscì il suo primo romanzo ebbe modo d'incontrare Eudora Welty, il poeta Louis Untermeyer e Katherine Anne Porter. Ricevette il Guggenheim Fellowship nel 1942 e nel 1946.
Nel 1948, dopo un ictus che le paralizzò il lato sinistro del corpo, tentò il suicidio in ospedale. Poi,
mentre faceva visita a Tennessee Williams a Nantucket, scrisse l'adattamento teatrale di The Member of the Wedding, la cui première fu il 5 gennaio 1950 presso l'Empire Theatre sulla Broadway. L'opera vinse il New York Drama Critics' Circle Award come miglior dramma della stagione.
I problemi di salute e matrimoniali però continuarono e nel 1953 Reeves, durante un viaggio in Francia, cercò di convincerla a un doppio suicidio. Lei spaventata lo lasciò e ritornò a casa, mentre il 19 novembre il marito si suicidò in un albergo di Parigi. Dopo la sua morte non volle partecipare al funerale, né riavere il corpo o le ceneri di lui e si rifiutò persino di pagare le spese.
Nel 1955 morì sua madre (il padre era morto già nel 1944) ed iniziò a soffrire di depressione. Cercò di superare le crisi lavorando e viaggiò con Tennessee Williams a Key West (Florida) portando con sé diversi manoscritti. Quando però nel 1957 andò in scena The Square Root of Wonderful le rappresentazioni furono interrotte inaspettatamente per mancanza di pubblico dopo 45 repliche.
Nel 1962 era ormai costretta ad usare la sedia a rotelle, e a giugno fu operata per un tumore al seno destro. Due anni dopo aver pubblicato un libro di poesie per bambini (Sweet as a Pickle, Clean as a Pig), fece testamento e dichiarò che non riusciva più a scrivere. Gli ultimi anni di vita furono segnati ancora dai problemi di salute, fino all'agosto 1967, quando restò in coma per 47 giorni.
Fu sepolta nell'Oak Hill Cemetery, lungo l'Hudson River.

Opere
Carson McCullers si fece conoscere fin da giovane con la pubblicazione di piccoli racconti su riviste locali. Nel 1940 scrisse il suo primo romanzo The Heart Is a Lonely Hunter (Il cuore è un cacciatore solitario) appena ventitreenne, e si rivelò molto sensibile a temi introspettivi e psicologici; il romanzo, ambientato in una città del sud degli Stati Uniti, risente nel contenuto e nello stile della narrativa cruda e realista dei decenni appena precedenti e venne in seguito identificato dalla critica quale appartenente al "gotico" tipico del sud. Aveva cominciato a scriverlo già dal 1936 con il titolo provvisorio e rivelatorio di The Mute. In "The Flowering Dream: Notes on Writing", pubblicato sul numero di Esquire di dicembre 1959, McCullers dichiarò di averci lavorato per un anno senza capire cosa stesse facendo. Tutti i personaggi parlavano a un certo Harry Minowitz, ma non c'era collegamento tra di loro. A un certo punto pensò persino di spezzettare il romanzo in una serie di racconti, ma la sola idea di farlo le provocava dolore, quando poi all'improvviso durante una passeggiata capì che il protagonista doveva essere sordomuto e doveva cambiare nome: lo ribattezzò John Singer e tutto le sembrò funzionare. Di fatto, ancora prima di pubblicarlo, il libro ottenne l'attenzione di Houghton Mifflin che anticipò alla McCullers 500 dollari e le promise la pubblicazione nella propria casa editrice.
La McCullers riesce senza sforzo a raccontare rabbia e incredulità di personaggi marginali e incompresi della provincia georgiana (il sordomuto, il lavorante a cottimo sempre in viaggio, la ragazzina, il dottore, il vedovo che ha un piccolo bar), a volte dipinta in modo grottesco e secondo la visione incantata e fragile che sta dietro il tono e la visione meravigliati, quasi da adolescenti un poco persi per il mondo. Come dice Joyce Carol Oates, il suo "talento era quello di riuscire a evocare, attraverso l'accumulazione d'immagini e frasi ripetute in modo musicale, la singolarità dell'esperienza senza ergersene a giudice".
Reflections in a Golden Eye (1941, fu scritto con il titolo provvisorio di Army Post, mentre viveva a Fayetteville (Carolina del Nord), e apparve su Harper's Bazaar in due puntate (sui numeri di ottobre e novembre 1940) e poi in volume l'anno successivo. Qui Carson esplorò in modo scioccante la violenza del desiderio.
The Ballad of the Sad Café (1943) fu scritto per lo più a Yaddo, rifugio d'artisti a Saratoga Springs. Anche questa narrazione uscì dapprima su Harper's Bazaar (in agosto) e poi nel volume The Ballad of the Sad Café: The Novels and Stories of Carson McCullers (1951).
The Member of the Wedding (Invito di nozze, 1946), per alcuni il suo capolavoro, parla della fascinazione di una ragazzina, Frankie Addams, verso il matrimonio del fratello.
Nel periodo della sua maturità stilistica scrisse poi Clock Without Hands (1960), dove è ben evidenziato il rapporto fra un uomo sofferente di un male incurabile e un episodio della sua vita, specchio dei conflitti razziali di quei tempi.
Quando Carson McCullers morì, a soli cinquant'anni di età, lasciò una notevole eredità letteraria: cinque romanzi, due opere teatrali, venti racconti, due dozzine circa di saggi, un libro di versi per bambini e altre poesie sparse.

The Heart Is a Lonely Hunter (1940, romanzo) /trad. di Irene Brin, Il cuore è un cacciatore solitario, Milano: Longanesi ("La gaja scienza" n. 44), 1949; ivi ("Piccola biblioteca" n. 197-200), 1955; Milano: Corbaccio ("Scrittori di tutto il mondo"), 1993 ; Milano: TEA ("TEAdue" n. 277), 1994 ; con introduzione di Goffredo Fofi, Torino: Einaudi ("Stile libero"), 2008
Reflections in a Golden Eye (1941, romanzo) / trad. di Irene Brin, Riflessi in un occhio d'oro, Milano: Longanesi ("La gaja scienza" n. 15), 1947; ivi ("I libri pocket" n. 137), 1968; ivi ("I super pocket" n. 71), 1970; ivi ("I libri pocket" n. 528), 1975; Milano: Guanda ("Prosa contemporanea"), 1991; Milano: TEA ("TEAdue" n. 431), 1996 ; con postfazione di Valeria Gennero, Torino: Einaudi ("Stile libero"), 2009
The Member of the Wedding (1946, romanzo) / trad. di Gino Dallari e Leo Longanesi, Invito di nozze, Milano: Longanesi ("Piccola biblioteca", n. 35-37), 1951; come Invito a nozze, introduzione di Barbara Lanati, Milano: Mondadori ("Oscar narrativa" n. 1669), 1983; Torino: Einaudi ("Stile libero"), 2018
The Member of the Wedding (1951, dramma teatrale), New York, New Directions, 1951.
The Ballad of the Sad Cafe (1951, raccolta di racconti) / trad. di Franca Cancogni, La ballata del caffè triste e altri racconti, Milano: Mondadori ("Medusa" n. 435), 1960; con introduzione di Laura Caretti, ivi ("Oscar" n. 1011), 1979; Milano: Guanda ("Prosa contemporanea"), 1991 ; Milano : TEA ("TEAdue" n. 519), 1997; Torino: Einaudi ("Stile libero"), 2013
The Square Root of Wonderful (1958, opera teatrale)
Clock Without Hands (1961, romanzo) / trad. di Franca Cancogni, Orologio senza lancette, Milano: Mondadori ("Medusa" n. 464), 1962; Milano: Guanda ("Prosa contemporanea" n. 18), 1982
Sweet as a Pickle and Clean as a Pig (1964, poesie per bambini)
The Mortgaged Heart (1972, raccolta postuma a cura dalla sorella Margarita Gachet Smith, detta "Rita")
Illumination and Night Glare. The Unfinished Autobiography of Carson McCullers, a cura di Carlos Dews (1999, autobiografia incompiuta)


FORSTER E.(Edward) M.(Morgan) (1879 - 1970)

 

Edward Morgan Forster
, detto E. M. (Londra, 1º gennaio 1879 – Coventry, 7 giugno 1970), è stato uno scrittore britannico, autore di brevi racconti, di romanzi e saggi letterari. La sua fama crebbe dopo la sua morte perché da alcuni dei suoi romanzi furono tratti film di grande successo come Passaggio in India (1984) di David Lean e, con la regia di James Ivory, Camera con vista (1986), Maurice (1987) e Casa Howard (1992).
Nato a Londra nel 1879 da un architetto gallese, Edward Morgan Llewellyn Forster, e da un'agiata borghese anglo-irlandese, Alice Clara "Lily" Whichelo, la vita del giovane Forster viene sconvolta a causa della perdita del padre per tubercolosi, avvenuta quando lui aveva soltanto un anno. Ciò spiega l'enorme influenza della madre nella vita del futuro scrittore. A causa di questo avvenimento, la madre e il piccolo Edward si trasferiscono a Rooks Nest nell'Hertfordshire nel 1883 fino a quando non si trasferiranno di nuovo nel Kent. Nel 1896 si iscrive al King's College dell'Università di Cambridge, istituzione alla quale rimane legato sino alla morte. Un legame che lo porta nel 1901 a entrare a far parte della società segreta universitaria a carattere velatamente omosessuale The Apostles (Gli Apostoli), di cui erano al tempo membri anche John Maynard Keynes e Lytton Strachey. Consegue ben due lauree, la prima in lettere classiche nel 1900 e la seconda in storia nel 1901.
Al periodo successivo risalgono i primi viaggi: Svizzera, Francia, Austria e Italia. Grazie a questi viaggi Forster scoprirà la sua vocazione di scrittore. Fra il 1902 e il 1904 terrà lezioni presso il Working Men's College di Londra e innumerevoli conferenze sull'arte italiana nella provincia inglese. Nel 1905 è in Germania dove lavora come istitutore e contemporaneamente viene pubblicato Monteriano (Where Angels Fear to Tread). Nel 1907 viene pubblicato Il viaggio più lungo (The Longest Journey) e nel 1908 Camera con vista (A Room with a View). Forster torna in Italia, questa volta senza la madre. Nel 1910 pubblica con grande successo Casa
Howard (Howards End), romanzo con cui il suo nome diverrà noto presso il grande pubblico e gli ambienti letterari inglesi. A questo periodo risale l'inizio della frequentazione del Bloomsbury Group.
Forster inizia a sperimentare diversi generi letterari, e nel 1911 scrive la commedia The Heart of Bosnia. Dopo essere tornato per la terza volta in Italia, pubblica la raccolta di racconti The Celestial Omnibus. Effettua un viaggio in India e al suo ritorno pensa che la sua vena di scrittore si sia inaridita. Nel 1913 visita la comune di Edward Carpenter, ex prete difensore dei diritti civili, che convince Forster ad accettare in maniera più completa la propria omosessualità. Da questa esperienza nasce il libro Maurice, che verrà pubblicato solo postumo. Durante la prima guerra mondiale sarà ad Alessandria d'Egitto, dove svolge volontariato per la Croce Rossa. Qui vivrà una storia d'amore con un guidatore di autobus, il quale però morirà di tubercolosi. Forster dopo la morte del giovane inizia a scrivere un romanzo, sotto forma di lettera, che oggi è conservato presso il King's College. La lettera inizia con versi dello scrittore A. E. Housman (Good-night, my lad, for nought's eternal; No league of ours, for sure).
Nel 1920 torna in patria e lavora per il Daily Herald. Nel 1921 viaggia nuovamente in India, ospite del Maharaja di Dewas e a seguito di quest'esperienza tornerà a scrivere. Pubblica infatti nel 1924 Passaggio in India (A Passage to India), il suo ultimo romanzo. Forster però non smette di scrivere: si dedica ad articoli per giornali, saggi di carattere storico, riflessioni di viaggio. Nel 1928
pubblica The Eternal Moment, una raccolta di racconti. Negli anni trenta viene visto come un esempio da tutti i nuovi scrittori e la sua fama non subisce flessioni. Nel 1947 e nel 1949 si reca negli Stati Uniti, per un tour di conferenze e per scrivere il libretto dell'opera lirica Billy Budd, tratta dal romanzo di Herman Melville. Dopo la morte della madre si trasferisce presso il King's College, dove vivrà quasi stabilmente. Nel 1969 gli viene attribuito l'Order of Merit. Forster muore il 7 giugno 1970 a Coventry. E.M. Foster era dichiaratamente omosessuale.

Opere letterarie
Monteriano (liberamente ispirato dalla città toscana di San Gimignano, 1905)
Il viaggio più lungo (1907)
Camera con vista (1908); prima edizione italiana con il titolo " La finestra sull'Arno", novembre 1954, ediz. S.A.I.E., traduzione Arjo
Casa Howard (1910)
Maurice (1914, pubblicato postumo nel 1971)
Passaggio in India (1924)
Aspetti del romanzo (1927)
Il momento eterno (1928)
I racconti (Collected Short Stories, 1947, unione della raccolta precedente e di The Celestial
Omnibus; nuova edizione The new collected short stories, 1985)
Libretto di Billy Budd (1951)
La vita che verrà e altri racconti (1907-1960, pubblicato postumo nel 1972)


giovedì 27 febbraio 2025

PEKIČ Borisllav (1930 - 1992)

 

Borislav Pekić 
(Podgorica, 4 febbraio 1930 – Londra, 2 luglio 1992) è stato uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore serbo.
Autore dei romanzi Il tempo dei miracoli, Il pellegrinaggio di Arsenij Njegovan e della saga Il vello d'oro, visse dal 1945 al 1971 a Belgrado, mentre, a causa dei difficili rapporti con il governo jugoslavo, trascorse il resto della vita in esilio a Londra. È considerato una delle più importanti figure letterarie serbe del XX secolo.
Borislav Pekić nasce in una abbiente famiglia montenegrina il 4 febbraio 1930. Trascorre l'infanzia e l'adolescenza in diverse località in Montenegro e Serbia. Nel 1945 è a Belgrado dove ottiene il diploma di maturità al Terzo Liceo maschile. All'età di diciotto anni viene accusato di far parte dell'associazione clandestina anti-comunista "Gioventù Democratica Jugoslava" e condannato a quindici anni di prigione ma è graziato nel 1953. All'uscita dal carcere inizia gli studi di psicologia sperimentale presso la facoltà di filosofia dell'Università di Belgrado, senza però mai completarli. Nel 1958 sposa Ljiljana Glišić, nipote di Milan Stojadinović, Primo Ministro di Jugoslavia dal 1935 al 1939. Nel 1959 nasce la figlia Alexandra. Nel 1958, Pekić scrive la prima di più di venti sceneggiature originali per le maggiori case di produzione jugoslave. Nel 1961, Dan četrnaesti ("Il quattordicesimo giorno") rappresenta la Jugoslavia al Festival di Cannes.
Nel frattempo, lavora a diversi romanzi, il primo dei quali, Vreme čuda (Il tempo dei miracoli), viene pubblicato nel 1965 ottenendo un certo successo di critica e pubblico. Si dovrà attendere il 1976 per la prima traduzione in inglese, e solo nel 1986 usciranno le edizioni francese e polacca. La prima traduzione italiana è del 2004. Il romanzo annuncia già alcune caratteristiche distintive
dell'opera di Pekić: un netto anti-dogmatismo e un fondamentale scetticismo nei confronti dell'idea di progresso dell'umanità nel corso della storia. Negli anni 1968-1969 è tra gli editori del popolare periodico letterario "Književne Novine". Il secondo romanzo, Hodočašće Arsenija Njegovana ("Il pellegrinaggio di Arsenij Njegovan"), nel quale trovano eco le manifestazioni studentesche del '68 in Jugoslavia, è pubblicato nel 1970 e vince il prestigioso premio letterario "NIN" l'anno seguente. Si complicano intanto i rapporti con le autorità che lo accusano di sostenere le posizioni degli studenti, nonostante la distanza ideologica trasparente nel romanzo, e gli negano il passaporto per un certo tempo.
Nel 1971 Pekić si trasferisce a Londra. Considerato ormai persona non grata dal governo jugoslavo, nessuna sua nuova opera viene pubblicata dal 1971 al 1975, quando esce Uspenje i sunovrat Ikara Gubelkijana ("L'ascesa e la caduta di Icaro Gubelkian"). Nel 1977, dopo aver mandato il manoscritto di Kako upokojiti Vampira ("Come placare il vampiro") ad una competizione letteraria anonima, l'Associazione degli Editori Jugoslavi lo riconosce come migliore opera dell'anno e lo manda alle stampe. Basato in parte sull'esperienza della prigionia tra il 1948 e il 1953, il romanzo analizza i meccanismi e la logica del moderno regime totalitario. Sempre nel 1977 pubblica Odbrana i poslednji dani ("La difesa e gli ultimi giorni").
Nel 1978, dopo più di dieci anni di studi e ricerche, appare il primo volume di Zlatno runo ("Il vello d'oro"), il cui ultimo volume apparirà solo nel 1986. L'opera, che descrive le peregrinazioni di
successive generazioni della famiglia Njegovan esplorando allo stesso tempo la storia dei Balcani, riceve nel 1987 il prestigioso premio "Njegos" che la riconosce come uno dei più importanti lavori di prosa della Jugoslavia contemporanea. Nei suoi diversi aspetti, Il vello d'oro riesce a allargare i confini di alcune tra le maggiori opere della letteratura europea moderna, spingendo critici anche fuori dalla Jugoslavia ad avvicinare la saga all'Ulisse di Joyce per le sue trame narrative legate ai miti classici, ai Buddenbrock di Mann per la lunga storia familiare e la sua evoluzione nel periodo precedente la seconda guerra mondiale e a Punto contro punto di Huxley per le tensioni interne create da un labirinto di prospettive contrastanti. I primi tre volumi sono stati tradotti in francese tra il 2001 e 2004.
Sempre negli anni ottanta, Pekić inizia a raccogliere materiale per un libro sull'isola perduta di Atlantide, con l'intenzione di offrire "una nuova, benché poetica, esposizione delle radici, dello sviluppo e della fine della nostra civilizzazione". Nonostante le fonti classiche che ispirarono i suoi interessi antropologici, con questa opera Pekić decide di proiettare la sua visione nel futuro ed evitare in questo modo le restrizioni dei "modelli storici", con cui dovette inevitabilmente confrontarsi nei suoi precedenti lavori legati alla mitologia antica. Ne risultano tre romanzi, Besnilo ("Rabbia", 1983), 1999 (1984) e Atlantida ("Atlantide", 1988). Per il romanzo Atlantide Pekić vince il premio "Goran Croato" nel 1988.
Tra il 1987 e il 1990 pubblica Godine koje su pojeli skakavci ("Gli anni che le locuste hanno
divorato"), in tre volumi, memorie dell'autore degli anni del dopoguerra, ma anche resoconto della vita in Jugoslavia nei primi anni di Tito. I libri descrivono la prigionia come una sorta di civiltà a sé stante ma allo stesso tempo offrono un'interpretazione della civiltà della "libertà" come un particolare tipo di prigione. La trilogia viene riceve il premio "Milos Crnjanski". Il romanzo Rabbia assieme a Il vello d'oro e Gli anni che le locuste hanno divorato vengono votati dai lettori come migliori opere negli anni tra il 1982 e il 1991. Nel 1988 vengono pubblicati i racconti gotici Novi Jerusalim ("Nuova Gerusalemme") e nel 1990 Pekić in Montenegro riceve il premio "Majska Rukovanja" per la carriera letteraria. Alcune storie dalla raccolta sono state tradotte in inglese e francese e pubblicate in diverse antologie.
Pekić si distingue negli anni settanta come uno dei migliori sceneggiatori serbi contemporanei. Scrive regolarmente drammi radiofonici per le emittenti tedesche Westdeutscher Rundfunk, di Colonia e Süddeutscher Rundfunk di Stoccarda. Dei 27 drammi scritti e rappresentati in Jugoslavia, 17 hanno la prima in Germania. Alcuni di questi vengono inclusi nell'antologia Odabrana dela ("Opere scelte") pubblicata nel 1984. Tra i più celebri è Korešpondencija ("Corrispondenza", 1979), tratto dal quarto volume di Zlatno runo, che ha 280 rappresentazioni in 23 anni al teatro Atelje 212 in Belgrado.
Durante tutta la carriera, Pekić lavora a numerose pellicole, scrivendo sceneggiature originali e adattamenti dai suoi stessi romanzi, tra cui si ricorda Il tempo dei miracoli (1989) diretto da Goran
Paskaljević, che rappresenta nel 1991 la Jugoslavia ai Festival di Cannes, Glasgow e Montréal, e Djavolji raj ("Il paradiso dei diavoli", 1989, titolo inglese That summer of white roses, "Quell'estate delle rose bianche") diretto da Rajko Grlic, che viene invece presentato ai festival di Montpellier, Pola, San Sebastián, Los Angeles, San Francisco e al Tokio International Film Festival.
Tra il 1986 e il 1991 Pekić collabora, a Londra, con la BBC World Service, sezione internazionale dell'emittente britannica, tenendo una rubrica radiofonica settimanale, trasmessa anche in Jugoslavia, intitolata "Lettere da Londra". Questi interventi verranno successivamente pubblicati tra il 1987 e il 1991 come Pisma iz tudjine ("Lettere dall'estero"), Nova pisma iz tudjine ("Nuove lettere dall'estero") e Poslednja pisma iz tudjine ("Ultime lettere dall'estero"). I libri, ognuno comprendente cinquanta lettere, coprono l'attualità ed eventi di varia natura e descrivono con intelligenza ed ironia l'Inghilterra e gli inglesi, rivelando un gusto particolare dell'autore per umoristici confronti tra la politica e più in generale la società inglese e quella della madrepatria. Le "lettere dall'estero" ricevono, nel 1991, il premio ungherese "Jaša Ignjatović". Per la BBC Pekić cura inoltre un programma sulla storia della Gran Bretagna, pubblicato postumo nel 1992 con il titolo Sentimentalna povest Britanskog carstva ("Storia sentimentale dell'Impero Britannico") che vince il premio "Bigz" e riscuote un notevole successo di pubblico.
Nel 1990 Pekić è redattore del giornale di opposizione «Demokratija» e lo stesso anno diviene vicepresidente del Partito Democratico di Serbia. Dal 1985, inoltre, è membro dell'Accademia Serba delle Scienze e delle Arti. Attivo come autore così come figura pubblica fino all'ultimo giorno,
Pekić muore di cancro ai polmoni a Londra il 2 luglio 1992.
Gran parte del suo lavoro letterario continua a essere pubblicato postumo. Tra le opere maggiori si cita Vreme reci ("Il tempo delle parole", 1993); Odmor od istorije ("Una pausa dalla storia", 1993); Graditelji ("I costruttori", 1995); Radjanje Atlantide ("La nascita di Atlantide", 1996); Skinuto sa trake ("Trasferito da nastro", 1996); U traganju za Zlatnim runom ("Meditazioni sul Vello d'oro", 1997); Izabrana pisma iz tudjine ("Lettere scelte dall'estero", 2000); Politicke sveske ("Note politiche", 2001); Filosofske sveske ("Note filosofiche", 2001); Korespondencija kao zivot ("Corrispondenza come una vita", 2002-2003).
L'1 e 2 luglio 2000, l'Accademia Serba delle Scienze e della Arti ha tenuto in Belgrado un simposio dal titolo "Il lavoro letterario di Borislav Pekić in occasione del settantesimo anniversario della nascita". I saggi tratti dal simposio sono stati pubblicati nel 2003.

Bibliografia
Bibliografia in serbo
Tra parentesi quadre il titolo in cirillico e la traduzione letterale; la prima data è quella della prima edizione.
Vreme čuda [Време чуда, "Il tempo dei miracoli"], romanzo, Belgrado: Prosveta, 1965; Belgrado: Narodna Knjga, 1997. Tradotto in italiano con il titolo Il tempo dei miracoli
Hodočašće Arsenija Njegovana [Ходочашће Арсенија Његована, "Il pellegrinaggio di Arsenij Njegovan"], romanzo, Belgrado: Prosveta, 1970; Belgrado: Zavod za udjbenike i nastavna sredstva, 2002; Belgrado: NIN, 2004; Novi Sad: Solaris, 2005
Uspenje i sunovrat Ikara Gubelkijana [Успење и суноврат Исака Губелкијана, "Ascesa e caduta di Ikaro Gubelkijan"], romanzo, Belgrado: Slovo Ljubve, 1975; assieme a Odbrana i poslednij dani, Novi Sad: Solaris, 2001
Kako upokojiti vampira, [Како упокојити вампира, "Come placare il vampiro"], Belgrado: BIGZ, Rad, Narodna knjiga, 1977. Tradotto in italiano con il titolo Come placare il vampiro
Odbrana i poslednij dani, [Одабрана и последњи дани], romanzo, Belgrado: Slovo Ljubve, 1977; assieme a Uspenje i sunovrat Ikara Gubelkijana, Novi Sad: Solaris, 2001.
Zlatno runo [Златно руно, "Il vello d'oro"], romanzo-saga in 7 volumi, Belgrado: Prosveta, 1978 (vol. I & II), 1980 (vol. III & IV), 1981 (vol. V), 1986 (vol. VI & VII); Belgrado: Dereta, 2005 (vol. I-III). 
Besnilo [Беснило, "Rabbia"], romanzo, Zagabria: Sveučilišna naklada Liber, 1983; Novi Sad: Solaris, 2002.
1999, romanzo, Ljublijana, Zagabria: Cankarjeva založba e Belgrado: Književni glasnik, NIN, 1984.
Godine koje su pojeli skakavci ["Gli anni che le locuste hanno divorato"], memorie, Belgrado: BIGZ, 1987 (Vol. 1), 1989 (Vol.2), 1990 (Vol. 3); Novi Sad: Solaris, 2005.
Pisma iz tuđine ["Lettere dall'estero"], Zagabria: Znanje, 1987; Belgrado: Narodna knjiga, 2000.
Novi Jerusalim [Нови Јерусалим, "La nuova Gerusalemme"], racconti, Londra: Gotska hronika e Belgrado: Nolit, 1988; Novi Sad: Solaris, 2001
Atlantida [Атлантида, "Atlantide"], romanzo in 2 Voll., Zagabria: Znanje, 1988; Belgrado: Srpska književna zadruga, 1996; Novi Sad: Solaris, 2001.
Nova pisma iz tuđine ["New Letters from Abroad"], Zagabria: Mladost, 1989.
Poslednja pisma iz tuđine ["Last Letters from Abroad"], Belgrado: Dereta, 1991.
Sentimentalna povest britanskog carstva [Сентиментална повест британског царства, "Storia sentimentale dell'Impero Britannico"], saggio, Belgrado: BIGZ, 1992; Novi Sad: Solaris, 2002.
Vreme reci ["Il tempo delle parole"], a cura di Božo Koprivica, Belgrado: BIGZ; Srpska književna zadruga, 1993.
Odmor od istorije ["Una pausa dalla storia"], a cura di Radoslav Bratić, Belgrado: BIGZ, 1993.
Graditelji ["I costruttori"], Belgrado: BIGZ, 1995.
Radjanje Atlantide ["La nascita di Atlantide"], a cura di Ljiljana Pekić, Belgrado: BIGZ, 1996.
Skinuto sa trake ["Trasferito da nastro"], a cura di Predrag Palavestra, Belgrado: Narodna knjiga, 1996.
U traganju za Zlatnim runom ["Alla ricerca del Vello d'oro"], introduzione di Ljiljana Pekić, Belgrado: BIGZ, 1997.
Pisma iz tuđine ["Lettere dall'estero"], a cura di Vladeta Janković, Belgrado: Narodna knjiga, 2000.
Izabrana pisma iz tudjine ["Lettere scelte dall'estero"], 2000.
Političke sveske ["Note politiche"], Novi Sad: Solaris e Stylos, 2001.
Filosofske sveske ["Note filosofiche"], Novi Sad: Stylos, 2001.
Korespondencija kao život ["Corrispondenza come una vita"], Novi Sad: Solaris, 2002 (vol. I), 2003 (vol. II).
Sabrana pisma iz tuđine ["Lettere scelte dall'estero"], Novi Sad: Solaris, 2004

Bibliografia in italiano
In italiano sono stati tradotti ad oggi (2023) tre titoli:
Come placare il vampiro, traduzione di Alice Parmeggiani, Messina: De Martinis, 1992.
Il tempo dei miracoli, traduzione di Alice Parmeggiani Dri, Roma: Fanucci, 2004.
La Nuova Gerusalemme, traduzione di Enrico Davanzo, Udine: Bottega Errante Editore, 2022.


mercoledì 26 febbraio 2025

PAZZI Roberto (1946 - 2023)

 

Roberto Pazzi
 (Ameglia, 18 agosto 1946 – Ferrara, 2 dicembre 2023) è stato uno scrittore, poeta e giornalista italiano. Le sue opere sono state tradotte in 26 lingue 
Frequentò il Liceo Ariosto di Ferrara per poi laurearsi a Bologna con Luciano Anceschi discutendo una tesi in estetica sulla poetica di Umberto Saba. Dopo aver insegnato nella scuola media superiore entrò in servizio all'Università degli Studi di Ferrara dove insegnò antropologia culturale e filosofia della storia. Passò poi all'università di Urbino, dove ebbe la cattedra di sociologia dell'arte e della letteratura.
Esordì in poesia con una silloge apparsa sulla rivista Arte e poesia nel 1970, con la prefazione di Vittorio Sereni. Tra le sue raccolte di versi, Calma di vento (Garzanti, Premio Librex Montale 1987, tradotto in francese nelle Editions de la Différence), La gravità dei corpi (Palomar, 1998, tradotto in tedesco da Tropen e in turco da Estetik Us, premio Frascati, premio Calliope, premio Marineo). Nel 2020 ha pubblicato presso La Nave di Teseo Un giorno senza sera, antologia personale della sua poesia con testi editi e inediti dal 1966 al 2019, premio Regium Julii 2020.
Il suo primo romanzo fu Cercando l'Imperatore, prefato da Giovanni Raboni (Marietti 1985, Garzanti 1988, Tea 1997, Marietti 2004, Premio Bergamo, premio Hemingway, premio Selezione Campiello 1985, tradotto in dodici lingue). Seguirono poi alcuni romanzi: La principessa e il drago (Garzanti 1986, finalista premio Strega 1986, presentato da Giorgio Caproni e Giovanni Raboni,
premio Rhegium Julii, premio Piombino), Vangelo di Giuda (Garzanti 1989, superpremio Grinzane Cavour 1990, ristampato da Baldini&Castoldi nel 1999, da Sperling & Kupfer nel 2006 e da Bompiani nel 2015).
Con Le città del dottor Malaguti (Garzanti 1993, premio Castiglioncello, premio Catanzaro) la narrativa di Pazzi approdò al presente, alla cronaca italiana di questi anni, a Ferrara, città dove il narratore è vissuto. Ecco allora i romanzi successivi, Incerti di viaggio (Longanesi 1996, premio Selezione Campiello, superpremio Penne-Mosca 1996), La città volante (Baldini & Castoldi 1999, finalista al Premio Strega, presentato da Dario Fo e Sebastiano Vassalli), Conclave (Frassinelli, 2001, ristampato da Barbera nel 2012, premio Scanno, premio Comisso, Superpremio Flaiano, premio Stresa, premio Zerilli Marimò della New York University, premio Rapolano Terme, L'erede (Frassinelli 2002, premio Maria Cristina, tradotto in tedesco), Il signore degli occhi (Frassinelli 2004, tradotto in sloveno, premio Cala di Volpe), L'ombra del padre (Frassinelli 2005, tradotto in francese, premio Procida Elsa Morante Isola di Arturo), in corso di traduzione in coreano, Verso Sant'Elena (Bompiani, 2019), premio Porta D'Oriente e Hotel Padreterno (La Nave di Teseo, 2021, premio Carlo Levi, opzionato per il cinema). Il
giornalista Federico Migliorati ha curato Come nasce un poeta (Minerva, 2018), volume nel quale sono pubblicate 91 lettere inedite di Vittorio Sereni e Roberto Pazzi che i due si scrissero tra il 1965 e il 1982.
Dopo dodici anni di collaborazione esclusiva al Corriere della Sera, fu opinionista di QN Quotidiano Nazionale (Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione). Fu collaboratore di The New York Times.
Visse a Ferrara, dove fondò nel 2014 la scuola di scrittura creativa Itaca, patrocinata dal Comune.

Opere
Poesie
L'esperienza anteriore, I Dispari, 1973
Versi occidentali, Rebellato, 1976
Il re, le parole, Lacaita, 1980
Calma di vento Garzanti, 1987
Il filo delle bugie, Corbo, 1994
La gravità dei corpi, Palomar, 1998
Talismani, Marietti, 2003
Felicità di perdersi, Barbera, 2013
Un giorno senza sera, La Nave di Teseo, 2020
Romanzi
Cercando l'Imperatore, Marietti, 1985 - I grandi tascabili Bompiani, 2016
La principessa e il drago, Garzanti, 1986
La malattia del tempo, Marietti, 1987
Vangelo di Giuda, Garzanti, 1989 - I grandi tascabili Bompiani, 2015
La stanza sull'acqua, Garzanti, 1991 - i Delfini, La Nave di Teseo, 2022
Le città del dottor Malaguti, Garzanti, 1993
Incerti di viaggio, Longanesi, 1996
Domani sarò Re, Longanesi, 1997
La città volante, Baldini e Castoldi, 1999
Conclave, Frassinelli, 2001
L'erede, Frassinelli, 2002 - I Grandi Tascabili Bompiani, 2013
Il signore degli occhi, Frassinelli, 2004
L'ombra del padre, Frassinelli, 2005
Qualcuno mi insegue, Frassinelli, 2007
Le forbici di Solingen, Corbo, 2007
Dopo primavera, Frassinelli, 2008
Mi spiacerà morire per non vederti più, Corbo, 2010
D'amore non esistono peccati, Barbera, 2012
La trasparenza del buio, Bompiani, 2014
La stanza sull'acqua, I Grandi Tascabili Bompiani, 2012
Lazzaro, Bompiani, 2017
Verso Sant'Elena, Bompiani, 2019
Hotel Padreterno, La nave di Teseo, 2021
La doppia vista, La nave di Teseo, 2023

Varia
I calciatori, in 19 racconti per Rinascita, a cura di Ottavio Cecchi e Mario Spinella, Roma, Editrice l'Unità, 1987 
AA.VV, Dal grande fiume al mare, Edizioni Pendragon, 2003, pp. 320;
Narrare ad occhi ben chiusi. Manuale di scrittura creativa, Minerva, 2022

martedì 25 febbraio 2025

SANVITALE Francesca (1928 - 2011)

 

Francesca Sanvitale (Milano, 17 maggio 1928 – Roma, 9 febbraio 2011) è stata una scrittrice e giornalista italiana, più volte finalista al Premio Strega e vincitrice del Premio Letterario Basilicata, del Premio Dessì e del Premio Viareggio sezione narrativa.
Nata in una famiglia di origini emiliane, si trasferì per studio a Firenze, dove si laureò in Lettere moderne (con una tesi in Letteratura italiana).
Collaboratrice dei quotidiani Il Messaggero e l'Unità, nonché del settimanale l'Espresso, ricoprì il ruolo di direttrice della rivista Nuovi Argomenti e di Micromega.
Tradusse Il diavolo in corpo di Raymond Radiguet e firmò le prefazioni di alcuni romanzi di Stendhal, Victor Hugo, Simone de Beauvoir e Marguerite Yourcenar. Con quest'ultima realizzò un'intervista per il programma di Raitre Il cammino delle idee.

Opere
Romanzi e racconti
Il cuore borghese, Vallecchi, Firenze, 1972
Madre e figlia, Einaudi, 1980
L'uomo del parco, Mondadori, 1984
La realtà è un dono, Mondadori, 1987
Verso Paola, Einaudi, 1991
Il figlio dell'Impero, Einaudi, 1993
Tre favole dell'ansia e dell'ombra, Il melangolo, 1994
Separazioni, Einaudi, 1997
L'ultima casa prima del bosco, Einaudi, 2003
L'inizio è in autunno, Einaudi, 2008


Varia
Mettendo a fuoco: pagine di letteratura e realtà, Gremese, 1988
Le scrittrici dell'Ottocento: da Eleonora De Fonseca Pimentel a Matilde Serao, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 1997
Camera ottica: pagine di letteratura e realtà, Einaudi, 1999
Ritratti critici di contemporanei, Olschki, 2005

lunedì 24 febbraio 2025

DE MARCHI Emilio (1851 - 1901)

 


Emilio De Marchi
 (Milano, 31 luglio 1851 – Milano, 6 febbraio 1901) è stato uno scrittore, poeta e traduttore italiano. Ritenuto fra i più importanti narratori del secondo Ottocento italiano, si concentra nelle sue opere nella descrizione dei contadini lombardi e della piccola borghesia milanese.
Figlio di Giovanni e Caterina Perego, e con tre fratelli Attilio, Luigi ed Edoardo, famiglia di modeste condizioni e presto orfano di padre, riuscì a laurearsi in Lettere nel 1874 nell'allora Accademia scientifico-letteraria di Milano, poi divenuta l'Università degli Studi di Milano. Dell'accademia divenne in seguito segretario e libero docente di Stilistica. Frequentò il mondo letterario milanese dominato in quel momento dalla Scapigliatura. Ebbe un ruolo attivo anche nelle istituzioni caritative cittadine, e un'eco di questa sua esperienza si riscontra anche nei suoi romanzi.
Volle tenersi lontano dalle esasperazioni naturalistiche e fedele agli insegnamenti di Manzoni, all'equilibrio e al rigore morale del realismo a cui era spinto anche dal suo credo cristiano.
Fondò la rivista La vita nuova, da cui si dimise alla fusione con la rivista radicale Il preludio, poiché riteneva inconciliabili i due punti di vista.
Negli anni 1876-1877 si dedicò a scrivere i romanzi Tra gli stracci, Il signor dottorino e Due anime in un corpo, secondo l'uso del tempo pubblicati su periodici e quotidiani. La morale è quella borghese del Manzoni, dove rassegnazione e onestà pagano più di sovversione e violenza, il contrasto doloroso tra ricchi e poveri non autorizza la lotta di classe.
Nel 1887 scrive Il cappello del prete, con il preciso intento di produrre un romanzo d'appendice di tipo "giudiziario" (come erano chiamati all'epoca i romanzi che oggi chiameremmo "gialli") con un buon livello letterario, che si distingua da quelli dozzinali e volgari pubblicati dai quotidiani dell'epoca. Nel romanzo, ambientato a Napoli, è appunto
un cappello a essere l'unica traccia che conduce a svelare l'uccisione di un prete affarista da parte di un nobile spiantato. Il romanzo esce a puntate nel 1887, preceduto da un intenso battage pubblicitario, e il suo successo dimostra , secondo quanto ne scrive l'autore stesso, "quanto di onesto e vitale c'è nel grande pubblico".
Il successivo Demetrio Pianelli (1889) torna ad un'ambientazione milanese. Tale romanzo appartiene al filone del romanzo impiegatizio i cui dimessi eroi, condannati ad una mediocre routine, scoprono dentro di sé il bisogno di una felicità sempre negata. Il protagonista Demetrio deve provvedere alla famiglia del fratello, che si è suicidato per debiti, ma si innamora della cognata e per lei (che invece sposerà in seconde nozze un ricco cugino) giunge ad insultare il capoufficio e viene trasferito a Grosseto.
Più che ai vinti di Verga, a differenza del quale De Marchi interviene nel racconto, il personaggio di Demetrio fa pensare ad un'umanità dolente di umiliati e offesi, bilanciato da un umorismo manzoniano.
Altri romanzi sono Arabella (1892), Redivivo (1894), Giacomo l'idealista (1897) e Col fuoco non si scherza (1900). In essi gli intrecci si complicano e si sconfina nel melodramma. Arabella continua la storia di Demetrio Pianelli, essendo sua nipote, anche lei destinata all'infelicità.
Meno conosciuta è l'attività di Emilio De Marchi come traduttore: tra il 1885 e il 1886 la casa editrice Sonzogno pubblicò a dispense la sua traduzione in versi delle favole di Jean de La Fontaine, con le illustrazioni di Gustave Doré. Ancora oggi le edizioni più note delle favole si avvalgono della traduzione di De Marchi. Nella versione italiana lo scrittore lombardo, così come
aveva fatto La Fontaine, ha utilizzato la polimetria e la rima. Inoltre, probabilmente motivato dalla forma popolare della pubblicazione, De Marchi ha compiuto un'opera di attualizzazione nel tempo e nello spazio, eliminando spesso i riferimenti dotti o appartenenti alla cultura francese a vantaggio di espressioni più familiari al pubblico italiano. Infatti ha sostituito i nomi che La Fontaine aveva ripreso da Rabelais con nomi di personaggi de I promessi sposi; ha spostato l'ambientazione da Parigi a Milano; ha accentuato l'utilizzo di proverbi e modi di dire, nonché di segnali tipici della narrazione favolistica (frequenti ripetizioni dello stesso verbo, suoni onomatopeici, uso del dativo etico). Nonostante queste trasformazioni, la critica ritiene che De Marchi sia riuscito a riportare nella versione italiana lo spirito del favolista francese, mettendone in risalto tanto l'ironia quanto la sua visione amara della vita.
Nei suoi scritti politici, con Le forze conservatrici pubblicate nel 1898 si augurò la nascita di un forte partito conservatore e di un governo aristocratico, invitando le classi popolari ad accettare uno stato di subalternità.
Le vicende di vita personali, Emilio, sposato nel 1880 con Lina Martelli, ebbe due figli, Marco e Cesarina, la cui morte a quindici anni, ne acuirono il pietismo negativo.
Pubblicò i suoi romanzi sui quotidiani perché, rifacendosi al Manzoni, attribuiva alla letteratura una funzione educativa.
Morì a Milano il 6 febbraio 1901 ed è sepolto nel cimitero di Paderno Dugnano. Il suo archivio è conservato presso il Centro per gli studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia.

Opere
I due filosofi, in "Il convegno", a. II, vol. IV, fasc. I, luglio 1874.
Poesie, Milano, Treves, 1875.
Il Signor Dottorino, in "Vita Nuova", 16 luglio 1876 e ss.
Due anime in un corpo, in "Vita Nuova", 1877.
Due anime in un corpo; Lucia; Carletto in collegio; Don Asdrubale, Milano, Bortolotti, 1878.
Ai fanciulli del collegio. Ode, Milano, G. Agnelli, 1879.
Storielle di Natale. Due scarpe vecchie; Un povero cane; Gina; Storia di una gallina, Milano, G. Agnelli, 1880.
Casa mia. [Versi per nozze Braschi-Martelli], Milano, G. Agnelli, 1882.
Lettere e letterati italiani del secolo XVIII. Lezioni fatte al Circolo filologico milanese, Milano, Briola, 1882.
Sotto gli alberi. Storielle, Milano, G. Agnelli, 1882.
La casa di Alessandro Manzoni Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., in "Il convegno", a. I, n. 21, 20 maggio 1883.
La letteratura. Definizione, Milano, Civelli, 1883.
Carlo Maria Maggi. Saggio critico, Milano, Civelli, 1885.
Per il centenario di Alessandro Manzoni. 7 marzo 1885, in " L'illustrazione italiana", a. XII, n. 10, 8 marzo 1885.
Alla tomba del re. Cavalcata, in "Il convegno", n. 2., 1885.
Storie d'ogni colore, Milano, Dumolard, 1885.
L'età preziosa. Precetti ed esempi offerti ai giovinetti, Milano, Hoepli, 1887; 1888.
Ode a Giuseppe Verdi, Milano, Tip. Galli e Raimondi, 1887.
Il cappello del prete, in "L'Italia", dal 17 giugno al 29 luglio 1887, poi Milano, Treves, 1888. Traduzione in inglese: The Priest's Hat. Translated by Steve Eaton and Cinzia Russi. New York and Bristol: Italica Press, 2023.
Pensare e sentire. Letture varie per i giovinetti, raccolte dal prof., Milano, Hoepli, 1888.
Racconti, Milano, Sonzogno, 1889.
Ohee spazzacamin!, Milano, Bernardoni, 1889.
Demetrio Pianelli, Milano, Galli, 1890.
Cesare Cantù educatore, Milano, Tip. Galli e Raimondi, 1891.
Lettere a un giovine signore, Milano, Cooperativa Editrice Italiana, 1891.
Roncisval. Dramma lirico in 3 atti, Varese, Galli, 1891.
Anna bazzero nata Gerosa, morta in Milano il 9 giugno 1891. [Discorso], Milano, Tip. Pont. S. Giuseppe, 1891.
Le quattro stagioni. Strenna a beneficio dei rachitici, Milano, Cooperativa Editrice Italiana, 1892.
Arabella, Milano, Galli, 1893.
L'illustre Franzon, Bergamo, Fratelli Bolis, 1894.
I nostri figliuoli. Strenna a favore del Pio Istituto dei Rachitici, Milano, Tip. dell'Istituto italiano di arti grafiche, 1894.
Nuove storie d'ogni colore, Milano, Galli, 1895.
Giacomo l'idealista, Milano, Hoepli, 1897.
Vecchie cadenze e nuove. Strenna a beneficio del Pio istituto dei rachitici, Milano, P. Agnelli, 1899.
Orfanotrofio femminile della Stella in Milano: Distribuzione dei premi (29 dicembre 1898). Discorso, Milano, G. Murari, 1899.
Novelle di Natale, Milano, Vallardi, 1899.
Col fuoco non si scherza, Milano, Aliprandi, 1901.
Racconti per il Natale, Milano, Vallardi, 1901.
Milanin, Milanon. Prose cadenzate milanesi, Milano, La Poligrafica, 1902.
La buona parola - letture popolari, collana di 34 titoli edita da Antonio Vallardi 1903
Redivivo, Milano, Editrice italiana, 1909.
Oggi si recita in casa dello zio Emilio. Commedie e monologhi per bambini, Milano, Treves, 1910.
Vecchie storie, Milano, Treves, 1926.
1848. Dramma in tre atti composto per il teatro dell'orfanotrofio maschile di Milano, Milano, Arti grafiche Colombo & Borgonovo, 1929.
De Marchi, a cura di Alfredo Galletti, Milano, Garzanti, 1943. [Contiene: Demetrio Pianelli, Giacomo l'idealista, Il cappello del prete, Arabella, Novelle, Poesie, Milanin Milanon]
Racconti lombardi, Milano-Roma, Jandi, 1944.
Lucia, Milano, Centro di studi radioteatrali de L'agape degli artisti, 1951.
Romanzi e racconti italiani dell'Ottocento, Milano, Garzanti, 1951.
Tutte le opere di Emilio De Marchi, a cura di Giansiro Ferrata,
I, Esperienze e racconti, Milano, A. Mondadori, 1959.
II, Grandi romanzi, Milano, A. Mondadori, 1960. [Contiene: Demetrio Pianelli, Arabella, Giacomo l'idealista]
III, Varietà e inediti, 2 tomi, Milano, A. Mondadori, 1965.
El noster domm, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1962.
Tutte le opere narrative di E. De Marchi, a cura di Giovanni Titta Rosa,
I, Romanzi, Milano, Mursia, 1963. [Contiene: Il cappello del prete; Demetrio Pianelli; Arabella; Giacomo l'idealista]
II, Romanzi, racconti e novelle, Milano, Mursia, 1964. [Contiene: Il Signor Dottorino; Due anime in un corpo; Redivivo; Col fuoco non si scherza; Racconti e novelle]
Il cappello del prete e altri racconti, Torino, Società Editrice Internazionale, 1967.
I capolavori, a cura di Luciano Nicastro, Milano, Mursia, 1967. [Contiene: Milanin Milanon; Il cappello del prete; Demetrio Pianelli; Arabella; Racconti e novelle; Poesie]
Tutte le opere narrative e le prose cadenzate
I, Romanzi, a cura di Giovanni Titta Rosa, Milano, Mursia, 1964. [Contiene: Il cappello del prete; Demetrio Pianelli; Arabella; Giacomo l'idealista]
II, Romanzi, racconti e novelle, a cura di Emilio Guicciardi, Milano, Mursia, 1968. [Contiene: Il Signor Dottorino; Due anime in un corpo; Redivivo; Col fuoco non si scherza; Racconti e novelle, Milanin Milanon]
Opere, a cura di Giorgio De Rienzo, Torino, UTET, 1978. [Contiene: Demetrio Pianelli; Arabella; Racconti; Pagine milanesi]
Parole per Natale; All'ombrellino rosso, Verona, Cassa di risparmio, 1984.
Tra gli stracci. Racconto popolare, Milano, Libri Scheiwiller, 1989
Prima di prender moglie. Almanacco dell'esperienza compilato da Marco d'Olona a totale beneficio degli uomini semplici, Lecce, Manni, 1990; 2010
Le due Marianne, Milano, Lombardi, 1991
L'idealista. Dramma inedito, Milano, Bompiani, 1996
Me regordi... Fantasia di Natale, Lodi, La grafica, 1997.
Quel maledetto coltello... (il delitto di Osnago), Briosco, Coop. Areté, 2003

ALVAR Mia (1978 - viv.)

  Mia Alvar è una scrittrice filippina che risiede negli Stati Uniti. Nata a Manila nel 1978, vive e lavora a Santa Monica. Ha trascorso l...