giovedì 30 gennaio 2025

DENTELLO Crocifisso (1978 - viv.)

 

Crocifisso Dentello (Desio, 27 febbraio 1978) è uno scrittore italiano.
Crocifisso Dentello nasce a Desio, in Brianza, nel 1978. Figlio di un muratore e di una casalinga siciliani, non completa gli studi liceali: apprende la letteratura da autodidatta, coltivando tra le sue numerose letture una predilezione per autori come Pier Paolo Pasolini, Giovanni Testori, Franz Kafka.
Notato sui social network dallo scrittore Fernando Coratelli, viene proposto all'editore romano Gaffi, per il quale esordisce nel 2015 (dopo una lunga serie di rifiuti) con il romanzo Finché dura la colpa, coadiuvato anche da Andrea Carraro e Renzo Paris. Diventa un caso editoriale, riscuotendo il parere favorevole di critici come Paolo Di Paolo, Massimo Onofri, Renato Minore e Alessandro Beretta; Andrea Tarabbia lo promuove come "probabilmente l'esordio più atteso dell'anno".
In seguito all'articolo positivo di Paolo Di Paolo viene scoperto da Elisabetta Sgarbi, direttrice de La nave di Teseo: grazie alla mediazione e al sostegno di Benedetta Centovalli, agente letteraria, nel 2017 pubblica per la casa editrice milanese il secondo romanzo La vita sconosciuta, con il quale partecipa al Premio Comisso.
Nel 2020 La nave di Teseo ripubblica in versione ebook il romanzo di esordio, Finché dura la colpa.
Nel marzo 2022 pubblica il terzo libro Tuamore (gioco di parole
tra tumore e amore), memoir dedicato alla madre morta di cancro nel novembre 2020 (evento in seguito al quale aveva organizzato una raccolta di libri da donare agli ospedali di Milano).
Il libro riscuote il parere favorevole di diversi scrittori e critici, tra cui Fabrizio Ottaviani, Davide Grittani, Daria Bignardi, Valeria Parrell, Michela Marzano, Rosella Postorino, Teresa Ciabatti, Federico Bonadonna, Paolo Petroni, Enrico Fovanna[32], Giulia Alberico, Donatella Sasso, Elena Stancanelli, Franz Krauspenhaar e Walter Siti. Il libro è stato ristampato a pochi giorni dalla sua pubblicazione.
Il 15 dicembre 2022 Tuamore viene annunciato nella sestina finalista del Premio Wondy per la letteratura resiliente.
Il 9 aprile 2024 esce per La nave di Teseo Scuola di solitudine, narrazione autobiografica della propria infanzia e adolescenza.
Ha scritto per l'inserto milanese de la Repubblica e attualmente collabora con la sezione culturale de il Fatto Quotidiano.

Opere
Finché dura la colpa, Roma, Gaffi, 2015 / 2ª edizione: Milano, La nave di Teseo, 2020
La vita sconosciuta, Milano, La nave di Teseo, 2017 
Tuamore, Milano, La nave di Teseo, 2022 
Scuola di solitudine, Milano, La nave di Teseo, 2024 


mercoledì 29 gennaio 2025

CULICCHIA Giuseppe (1965 - viv.)

 

Giuseppe Culicchia
 (Torino, 30 aprile 1965) è uno scrittore, saggista e traduttore italiano.
Nato e cresciuto a Torino, figlio d'un barbiere siciliano e di un'operaia piemontese di Nole (Elisabetta Tibaldi, zia materna del brigatista rosso Walter Alasia), le sue prime prove letterarie sono stati alcuni racconti inclusi nell'antologia Papergang (1990) nell'ambito del progetto di scrittura giovanile "Under 25" , curato da Pier Vittorio Tondelli per Transeuropa Edizioni. 
Nel 1994 è stato pubblicato il suo primo romanzo Tutti giù per terra (Premio Montblanc 1993 e Premio Grinzane Cavour Esordienti 1995), con il quale è stato in copertina sull'Indice dei Libri del Mese diretto da Cesare Cases, e dal quale nel 1997 è stato tratto un film diretto da Davide Ferrario con Valerio Mastandrea. Walter, il ventenne protagonista del libro, è a tutti gli effetti il primo "precario" della narrativa italiana. Con Il paese delle meraviglie, romanzo ambientato nell'Italia del 1977, ha affrontato il tema dei cosiddetti Anni di Piombo, visti attraverso gli occhi dei due protagonisti adolescenti Attila e Zazzi. In Brucia la città ha raccontato invece il tempo presente, ovvero gli anni della cocaina (l'autore ha dichiarato in più occasioni che il titolo di lavoro del libro era "Noi pupazzi di neve"). Il suo Torino è casa mia, uscito nel 2005 nella collana Contromano di Laterza, è diventato un long-seller.
Per Feltrinelli ha curato la traduzione del romanzo Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain. Per Einaudi ha curato la traduzione dei romanzi American Psycho, Lunar Park e Imperial Bedrooms di Bret Easton Ellis. Per Garzanti ha tradotto nel 2001 la raccolta di racconti di F.X. Toole Lo sfidante, da cui Clint Eastwood ha tratto il film Million Dollar Baby e dal francese il saggio Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il Pianeta di Hervé Kempf. Per minimum fax ha tradotto i Racconti dell'Età del Jazz di Francis Scott Fitzgerald.
I suoi libri sono stati pubblicati in Germania, Francia, Spagna, Catalogna, Paesi Bassi, Grecia, Russia, Romania, Repubblica Ceca, Corea del Sud, Turchia.
Dal 2007 al 2009 ha diretto il Bookstock Village della Fiera del Libro di Torino. Nel 2014 ha diretto la sezione Officina del Salone del Libro di Torino. Dal 1994 collabora con l'inserto Tuttolibri del quotidiano La Stampa, occupandosi solo di autori stranieri. Cura da diversi anni una rubrica sul settimanale Torinosette in allegato al medesimo quotidiano: Muri e duri (da cui è tratto l'omonimo libro) per tre anni, A spasso con Anselm (da cui è tratto l'omonimo libro) e da settembre 2008 Gente di Torino. Nel corso degli anni ha intervistato tra gli altri Joe Strummer, Isabelle Huppert, Fernanda Pivano, Bret Easton Ellis, Jonathan Safran Foer, Alberto Arbasino, Joey Ramone, Bruno Dumont. Ha inoltre scritto il testo introduttivo del libro fotografico "Piemonte" di Josef Koudelka (Magnum) e collaborato con l'artista Paolo Grassino per la realizzazione del volume Ossa Rotte.
Nel febbraio 2021 pubblica il romanzo Il tempo di vivere con te sul cugino Walter Alasia, militante delle Brigate Rosse ucciso dalla polizia durante un tentativo di arresto nel dicembre 1976.
Nell'aprile 2025, diventa direttore della fondazione Circolo dei Lettori di Torino, succedendo a Elena Loewenthal.

Opere
Romanzi

Tutti giù per terra, Milano, Garzanti, 1994
Paso doble, Milano, Garzanti, 1995
Bla bla bla, Milano, Garzanti, 1997
Ambarabà, Milano, Garzanti, 2000
A spasso con Anselm, Milano, Garzanti, 2001
Liberi tutti, quasi, Milano, Garzanti, 2002
Il paese delle meraviglie, Milano, Garzanti, 2004
Un'estate al mare, Milano, Garzanti, 2007
Brucia la città, Milano, Mondadori, 2009
Ameni inganni, Milano, Mondadori, 2011
Venere in metrò, Milano, Mondadori, 2012
Ba-da-bum! (Ma la Mole no). La canzone della Mole cantata dal suo architetto, Milano, Feltrinelli, 2013
Tutti giù per terra. Remixed, Milano, Mondadori, 2014
Ma in seguito a rudi scontri, Milano, Rizzoli, 2014
Il mistero della sfinge tatuata, Roma-Bari, Laterza, 2016
Essere Nanni Moretti, Milano, Mondadori, 2017
Il cuore e la tenebra, Mondadori, 2019
È successo anche a me, Giunti Editore, 2020
Il tempo di vivere con te, Milano, Mondadori, 2021
La bambina che non doveva piangere, Milano, Mondadori, 2023
Uccidere un fascista, Milano, Mondadori, 2025

Raccolte
Unisex. Racconto su di te, 7 fermate, Milano, Subway letteratura, 1998.
Monopoli, Torino, La Stampa, 1999.
Agnolotti, Bra, Slow Food, 2016
Padre mio, perché mi hai abbandonato? La crocifissione, Cantalupa, Effatà, 2017
Neoneli. Un (in) canto, Ghilarza, Licanias, 2018.


martedì 28 gennaio 2025

MAGGIANI Maurizio (1951 - viv.)

 

Maurizio Maggiani
 (Castelnuovo Magra, 1º ottobre 1951) è uno scrittore e giornalista italiano.
Nato a Mollicciara, frazione di Castelnuovo Magra, in una famiglia di modeste condizioni, figlio di Dino e Maria, dopo aver svolto decine di professioni (è stato anche impiegato e venditore di pompe idrauliche) è approdato alla letteratura.
Politicamente è stato vicino agli anarchici fino agli anni 2000, nonostante apprezzi anche il mazzinianesimo, le idee di Carlo Pisacane e il garibaldinismo del Risorgimento italiano.
Nel 1987 ha vinto il Premio "Inedito - L'Espresso" con il racconto Prontuario per la donna senza cuore.
Con Il coraggio del pettirosso (1995) ha vinto il Premio Viareggio e il Premio Campiello; con La regina disadorna (1998) ha vinto il Premio Alassio e nel 1999 il Premio Stresa di narrativa e il Premio Letterario Chianti. Nel 2005 ha vinto, con il romanzo Il viaggiatore notturno, il Premio Ernest Hemingway, il Premio Parco della Maiella e il Premio Strega. Dal Coraggio del pettirosso (citazione del verso un pettirosso da combattimento da La domenica delle salme di Fabrizio De André che ispirò anche l'omonimo album di Loredana Bertè), ha preso spunto lo scultore Alfonso Gialdini, per la scultura dedicata a Carlo Giuliani.
Come giornalista e commentatore cura rubriche all'interno del quotidiano genovese Il Secolo XIX, su Il Fatto del Lunedì e scrive per La Stampa. Nel 2015 ha anche iniziato una collaborazione settimanale con Il Sole 24 Ore. Per la casa editrice Feltrinelli pubblica dei podcast sotto il titolo Il viaggiatore zoppo.
Nel 2008 ha pubblicato il CD Storia della meraviglia, con Gian Piero Alloisio, tratto dallo spettacolo teatrale rappresentato dai due nella stagione precedente. Nel 2010 apre il suo
archivio personale ai lettori rendendo disponibili sul suo sito, con una licenza copyleft, i suoi primi racconti, pubblicati in edizioni ormai introvabili, e dei cui diritti è tornato in possesso esclusivo, nonché gli inediti, insieme agli articoli scritti in tanti anni di collaborazioni con vari giornali.
Nel 2011 firma la prefazione a La messa non è finita - processo per "smisurato" amore a don Alessandro Santoro di Saverio Tommasi. Nel 2016 ha espresso posizioni vicine al movimento No Cav schierandosi a favore della tutela delle Alpi Apuane.

Opere
Romanzi

Màuri, màuri, Roma, Editori Riuniti, 1989; Milano, Feltrinelli, 1996.
Vi ho già tutti sognato una volta, Milano, Feltrinelli, 1990.
Felice alla guerra, Milano, Feltrinelli, 1992.
Il coraggio del pettirosso, Milano, Feltrinelli, 1995
La regina disadorna, Milano, Feltrinelli, 1998
È stata una vertigine, Milano, Feltrinelli, 2002
Il viaggiatore notturno, Milano, Feltrinelli, 2005
Meccanica celeste, Milano, Feltrinelli, 2010
Il romanzo della nazione, Milano, Feltrinelli, 2015
La zecca e la rosa. Vivario di un naturalista domestico, Milano, Feltrinelli, 2016
L'amore, Milano, Feltrinelli, 2018
L'eterna gioventù, Milano, Feltrinelli, 2021

Varia
Un contadino in mezzo al mare. Viaggio a piedi lungo le rive da Castelnuovo a Framura, Milano, Il melangolo, 2000.
Mi sono perso a Genova: una guida, Milano, Feltrinelli, 2007
Quello che ancora vive. Il salvamento del generale Garibaldi nelle terre di Romagna, Libri Coop, 2011.
I figli della Repubblica. Un'invettiva, Milano, Feltrinelli, 2014
La memoria e la lotta. Calendario intimo della Repubblica, Milano, Feltrinelli, 2024

lunedì 27 gennaio 2025

CAVAZZONI Ermanno (1947 - viv.)

 

Ermanno Cavazzoni
 (Reggio Emilia, 3 luglio 1947) è uno scrittore e sceneggiatore italiano.
Ha collaborato con Federico Fellini al soggetto e alla sceneggiatura del suo ultimo film La voce della Luna, ispirato dal romanzo Il poema dei lunatici, di Cavazzoni stesso.
Insegna poetica e retorica all'Università di Bologna, dove è ricercatore confermato. È membro dell'OpLePo ed è stato co-direttore della rivista Il semplice (Feltrinelli, 1995-96) e de Il Caffè illustrato (dal 2001). Nel 2007, insieme con alcuni amici (Gianni Celati, Ugo Cornia, Jean Talon) ha dato vita alla collana di narrativa "Compagnia Extra" per la casa editrice Quodlibet. Come scrittore ha ricevuto alcuni premi letterari: Premio Bergamo con Il poema dei lunatici, 1987, finalista al Premio Bergamo nel 1999 con Cirenaica e Premio Campiello con La galassia dei dementi, nel 2018.

Opere
Guida alla lettura del quotidiano. Lo studio dell'italiano in un corso di 150 ore, Rimini-Firenze, Guaraldi, 1976.
Esplorazioni sulla via Emilia. Scritture nel paesaggio, con altri, Milano, Feltrinelli, 1986.
Il poema dei lunatici, Torino, Bollati Boringhieri, 1987. Nuova ed. Milano, La nave di Teseo, 2020
Le tentazioni di Girolamo, Torino, Bollati Boringhieri, 1991. Nuova ed. con il titolo Esame di mezzanotte, Milano, La nave di Teseo, 2022
I sette cuori, con Edmondo De Amicis (autore fittizio), Torino, Bollati Boringhieri, 1992
Vite brevi di idioti, Milano, Feltrinelli, 1994
Cirenaica, Torino, Einaudi, 1999
Morti fortunati. Slittamento proverbiale, Napoli, Oplepo, 2001. Nuova ed. Bologna, In Riga Edizioni, 2018
Gli scrittori inutili, Milano, Feltrinelli, 2002
Storia naturale dei giganti, Parma, Guanda, 2007. Nuova ed. Macerata, Quodlibet, 2021
Il limbo delle fantasticazioni, Macerata, Quodlibet, 2009
Civiltà dei fiumi, fotografie di Pepi Merisio, Roma, Ecra - Edizioni del Credito Cooperativo, 2009.
Album fotografico di Giorgio Manganelli. Racconto biografico, a cura di Lietta Manganelli, Macerata, Quodlibet, 2010
Guida agli animali fantastici, Parma, Guanda, 2011
La valle dei ladri, Macerata, Quodlibet, 2014
Il pensatore solitario, Parma, Guanda, 2015
Gli eremiti del deserto, Macerata, Quodlibet, 2016
La galassia dei dementi, Milano, La nave di Teseo, 2018
Storie vere e verissime, Milano, La nave di Teseo, 2019
Il gran bugiardo, Milano, La nave di Teseo, 2023
Manualetto per la prossima vita, Macerata, Quodlibet, 2024


domenica 26 gennaio 2025

DI STEFANO Paolo (1956 - viv.)

 

Paolo Di Stefano
, noto anche con lo pseudonimo di Nino Motta (Avola, 1956), è uno scrittore, giornalista, critico letterario, curatore editoriale, poeta, librettista e direttore artistico italiano.
È cresciuto a Lugano, in Svizzera. Si è laureato in Filologia romanza con Cesare Segre a Pavia. Dopo una breve esperienza di ricerca universitaria, ha lavorato come giornalista al Corriere del Ticino e a la Repubblica, ed è stato responsabile delle pagine culturali del Corriere della Sera, di cui è adesso inviato speciale. È stato editor presso la casa editrice Einaudi. Ha insegnato Cultura giornalistica alla Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Milano.
Ha scritto saggi filologici e critico-letterari e ha curato volumi miscellanei. È autore di racconti, reportage, inchieste, poesie e romanzi, alcuni dei quali tradotti in francese e in tedesco. Nelle sue opere affronta temi come la memoria e l'oblio, l'infanzia violata e la difficoltà di crescere, la famiglia e i rapporti generazionali, l'emigrazione, lo spaesamento, i rapporti Nord-Sud.
La sua opera narrativa è stata accolta da numerosi e prestigiosi premi letterari, quali il Premio Viareggio, il Bagutta, il Campiello, il Comisso, il Vittorini, il Flaiano, il Grinzane Cavour, il Premio Pisa.
Nel 2016 dal romanzo La catastròfa (che racconta la tragedia dell'8 agosto 1956, quando in miniera a Marcinelle morirono, tra i molti altri, 136 minatori italiani) è stato tratto un oratorio musicale in collaborazione con la cantante Etta Scollo (autrice delle musiche) e l'attore Leo De Colle: lo spettacolo ha esordito al Film Festival della Lessinia ed è stato replicato con successo a Bruxelles, Milano, Pavia, Berlino, Bad Oeynhausen. Anche Giallo d'Avola prende le mosse da un fatto di cronaca reale, il cosiddetto "caso del morto-vivo"
nella Sicilia degli anni 1956-61, che Di Stefano, dichiaratamente, trasforma in romanzo.
Una monografia sull'opera narrativa si deve a Guido Grilli (Avevo due cuori, con prefazione di Fabio Pusterla, Manni 2022).
Dal 2019 al 2022 è stato direttore artistico del festival Eventi letterari del Monte Verità di Ascona.
Con vari editoriali apparsi sul Corriere della Sera ha proposto e promosso il Dantedì, la giornata mondiale dantesca, raccogliendo le adesioni delle istituzioni e degli enti pubblici in vista delle celebrazioni del 2021.
È sposato e ha tre figli, Simone, Luca e Maria. Vive a Milano.

Opere
Poesie

Minuti contati, Scheiwiller, Milano 1990, Premio Sinisgalli, con prefazione di Giorgio Orelli
Negli anni. Poesie. Con 16 disegni di Tullio Pericoli, Manni 2024

Romanzi
Baci da non ripetere, Feltrinelli 1994
Azzurro troppo azzurro, Feltrinelli 1996, Bompiani 2022
Tutti contenti, Feltrinelli 2003
Aiutami tu, Feltrinelli 2005
Nel cuore che ti cerca, Rizzoli 2008
La catastròfa, Sellerio 2011
Giallo d'Avola, Sellerio 2013
I pesci devono nuotare (romanzo per ragazzi), Bompiani Rcs Education 2013
Ogni altra vita Storia di italiani non illustri, il Saggiatore 2015
I pesci devono nuotare, Rizzoli 2016
Con il nome di Nino Motta ha pubblicato La parrucchiera di Pizzuta, un giallo siciliano, Bompiani 2017
Respirano i muri con il fotografo Massimo Siragusa, prefazione di Goffredo Fofi, Contrasto 2018
Sekù non ha paura (romanzo per ragazzi), Solferino 2018
Il ragazzo di Telbana (romanzo per ragazzi), Giunti 2019
Noi, Bompiani 2020
Il secondo giallo siciliano con il nome di Nino Motta è Ragazze troppo curiose, Bompiani 2022
Una giornata meravigliosa, Feltrinelli 2025

Racconti
Per più amore, plaquette di racconti, Manni 2010.

Reportage
La famiglia in bilico, prefazione di Adriano Sofri, Feltrinelli 2001
Io vorrei. Desideri e passioni di adolescenti di ogni età, Edizioni Corriere della Sera 2004

Altre pubblicazioni
Lettere all'editore 1945-54, Einaudi, 1990, raccolta di lettere di Gianfranco Contini a Giulio Einaudi, Premessa di Giulio Einaudi
Tutti i nostri mercoledì, Casagrande, 2001, libro-intervista a Giulio Einaudi
Potresti anche dirmi grazie. Gli scrittori raccontati dagli editori Rizzoli, 2010, raccolta di interviste sul mondo dell'editoria italiana
Viaggio al termine del Novecento. Il romanzo italiano da Pasolini a Tabucchi, Bruno Mondadori 2013, raccolta di recensioni di Giuliano Gramigna.
L'infamia e la lode. Piccoli giudizi universali, tipografia Helvetica 2021, scelta di articoli dalla rubrica "Voti d'aria"
Mai più Vajont 1963-2023 (con Riccardo Iacona), Fuoriscena 2023
Ha curato Diario civile, una raccolta di articoli di Cesare Segre, Il Saggiatore, 2024

sabato 25 gennaio 2025

DE CESPEDES Alba (1911 - 1997)

 

Alba
Carla Laurita de Céspedes y Bertini (Roma, 11 marzo 1911 – Parigi, 14 novembre 1997) è stata una scrittrice, poetessa e partigiana italiana, autrice anche di testi per il cinema, il teatro, la radio e la televisione. "Clorinda" è stato il suo pseudonimo radiofonico e il suo nome di battaglia da partigiana.
Una sua ampia biografia è riportata nel volume curato da Marina Zancan per la prestigiosa e autorevole collana dei Meridiani che la Mondadori le dedicò.
Era di madre romana (Laura Bertini Alessandrini), mentre il padre era Carlos Manuel de Céspedes y Quesada (nel 1911 ambasciatore di Cuba in Italia, e nel 1933 presidente cubano per alcuni mesi). Il nonno paterno, Carlos Manuel de Céspedes del Castillo, era stato il "primo presidente in armi" dell'isola caraibica, e fu ucciso dai militari colonialisti spagnoli nel 1874.
Crebbe in una famiglia benestante e politicamente impegnata in senso progressista e antifascista. Bilingue italo-spagnola (parlava anche le più importanti lingue europee), scrisse prevalentemente in italiano. Aveva varie abitazioni in affitto - all'Avana, a Parigi, a Roma e a Luserna San Giovanni, in Val Pellice, nelle Alpi piemontesi - e un'enorme biblioteca personale "itinerante" che la seguì nei vari trasferimenti della sua vita. Scoperta prestissimo la passione per la scrittura ("Non so immaginare la mia vita senza la scrittura perché non c'è mai stata vita per me senza scrivere"), Alba de Céspedes pubblicò la prima raccolta di racconti brevi, L'anima degli altri, a 24 anni, nel 1935 (poi seguirono le collezioni di poesie che continuò a pubblicare per altri 40 anni). Il 12 febbraio di quell'anno venne arrestata con l'accusa di antifascismo e trascorse alcuni giorni nelle Mantellate, la sezione femminile del carcere di Regina Coeli.
Il suo primo romanzo è del 1938, Nessuno torna indietro, pubblicato dalla casa editrice Mondadori. Ad Arnoldo Mondadori la legava una solida amicizia, e l'editore in più occasioni fece da cuscinetto al carattere determinato e spigoloso della scrittrice, sostenendola nei momenti
difficili, come ad esempio quando il regime fascista tentò di censurare il suo primo romanzo, chiedendone il ritiro, richiesta a cui la casa editrice milanese oppose il proprio rifiuto. Il personaggio femminile del romanzo delinea una donna scaltra, autonoma, diversa dall'immagine della donna proposta dal regime fascista. Il libro, nonostante varie difficoltà, varcò i confini nazionali ponendosi subito come un best seller internazionale. Con l'opera la de Céspedes vinse il Premio Viareggio nel 1939 ex aequo con Vincenzo Cardarelli, ma la decisione della giuria fu annullata per ordine di Mussolini, a causa dei precedenti politici antifascisti della prima e del reiterato mancato rinnovo della tessera d'iscrizione al partito del secondo.
Nel 1940 Alba de Cespedes pubblicò la raccolta di racconti Fuga, e nel 1943, a Bari, durante la seconda guerra mondiale partecipò alla Resistenza attraverso la radio con lo pseudonimo Clorinda.
Nel 1944 fondò la rivista letteraria Mercurio, che si avvalse fin dalle prime pubblicazioni di Alberto Moravia, Ernest Hemingway, Massimo Bontempelli, Sibilla Aleramo, Corrado Alvaro, Gaetano Salvemini, Giuseppe Saragat. A corredare i testi erano i disegni di Mino Maccari, Toti Scialoja e Renzo Vespignani. Nel secondo dopoguerra la scrittrice ebbe modo di conoscere numerosi esponenti del mondo letterario, da Paola Masino a Anna Banti, Maria Bellonci, Ottiero Ottieri, Elio Vittorini, Vitaliano Brancati, Aldo Palazzeschi e Corrado Alvaro. Più tardi le sue frequentazioni letterarie si allargarono a giovani scrittori, tra cui Libero Bigiaretti, Walter Mauro, Luigi Silori. Alba de Céspedes conobbe anche Italo Calvino (italo-cubano come lei) col
quale progettò iniziative Pro-Cuba-Socialista per dare vita all'"Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba": entrambi avevano abitazioni a Roma e a Parigi, dove ogni tanto si frequentavano.
Alla fine del 1948 Mercurio chiude e a partire dal giugno del 1952 de Céspedes inizia a collaborare al settimanale Epoca, allora diretto da Bruno Fallaci, curando la rubrica fissa Dalla parte di lei, titolo di un suo precedente romanzo, dal numero 90 del 28 giugno del 1952 al numero 423 del 9 novembre del 1958.
La collaborazione con Epoca prosegue con la rubrica Diario di una scrittrice, ma si interrompe bruscamente e amaramente quando, il 3 marzo 1960, l'allora direttore della rivista Enzo Biagi scrive alla de Céspedes per comunicarle di aver deciso di sopprimere la rubrica poiché "dai frequenti sondaggi presso i lettori di Epoca è risultato che le rubriche Dalla parte di lei e, successivamente, Diario di una Scrittrice, non avevano quel seguito che ci auguravamo. Si presenta l'urgenza di una trasformazione del giornale [...] per poter dedicare maggiore spazio all'attualità [...]. Il provvedimento entra in vigore da questa settimana; il Suo ultimo articolo Le verrà regolarmente compensato". Risentita, de Céspedes si lamenta con Arnoldo Mondadori che "[...] ritengo che sia ingiusto e inumano interrompere una lunga collaborazione senza neppure un mese, che dico, una settimana di preavviso, informandone l'altro contraente a cose fatte. [...] vi sono norme morali che dovrebbero vietarci di far trovare la valigia fuori della porta di casa a una domestica che si è dimostrata onesta e, dunque, anche ad una giornalista a cui si riconosce, se
non altro, la probità professionale".
Scrisse anche per La Stampa di Torino e si dedicò quasi totalmente, tra il 1949 e il 1963, alla scrittura: Dalla parte di lei (1949), Quaderno proibito (1952), Prima e dopo (1955) e Il rimorso (1962), critica pungente della classe intellettuale all'epoca in auge.
Pubblicò nel 1967 a Parigi La bambolona e scrisse, in francese, Sans autre lieu que la nuìt (1973), da lei tradotto come Nel buio della notte (1976). Scrisse anche una raccolta di poesie, Le ragazze di maggio (1970, anch'essa scritta in francese). L'ultimo suo racconto autobiografico (incompiuto, ma completato postumo a cura della Mondadori) fu scritto nel ventennio '80-'90 col titolo Con grande amore (dedicato a Fidel Castro e alla Rivoluzione Cubana).
Morì a Parigi nel 1997 a 86 anni dopo una lunga malattia.
Nel 2001 Mondadori ha edito un catalogo biografico in occasione di una mostra sull'artista tenutasi dal 3 al 22 ottobre di quell'anno al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 2011, in occasione del primo centenario della sua nascita, è stata ricordata in diversi Paesi del mondo. Nel 2012 è stata ricordata in numerose iniziative culturali ed editoriali promosse dal Ministero della Cultura di Cuba.
Molte delle sue opere riflettono tratti autobiografici: come Valeria Cossati di Quaderno proibito, anche Céspedes era solita usare quaderni neri come diari ("Qui a Parigi non si trovano quaderni neri", da un'annotazione sul suo diario personale del 21 settembre 1958); come la protagonista di Dalla parte di lei,
anche lei stava vivendo lo smarrimento della madre nella follia per amore; anche lei, come Emanuela in Nessuno torna indietro, era diventata madre in giovanissima età.
Da diversi suoi libri e da sue sceneggiature sono stati tratti film, sceneggiati televisivi e riduzioni teatrali. I suoi lavori sono stati tradotti in 32 Paesi.
La scrittrice, che all'anagrafe era cubana, per ottenere anche la cittadinanza italiana si sposò nell'ottobre del 1926, a 15 anni, con il conte romano Giuseppe Antamoro, dal quale ebbe un figlio nel 1928 e da cui si separò nel 1931; dalla fine del 1935 al luglio 1938 intrecciò una breve quanto intensa relazione con Vittorio Giovanni Rossi, allora famoso giornalista e scrittore, suo collega a Il Messaggero, di tredici anni maggiore.
Nel gennaio del 1940 conobbe a Sestriere il diplomatico italiano Franco Bounous, con cui si risposò nell'aprile del 1945 e che seguì poi a Washington e Mosca. Anche quello con Bounous sarà un rapporto difficile e tormentato e in alcune opere - Dalla parte di lei, Quaderno proibito, Prima e dopo soprattutto - de Céspedes trasfonde e lascia trasparire abbastanza chiaramente le amarezze e l'insoddisfazione di questa sua seconda esperienza matrimoniale, che deciderà poi di chiudere nel 1958.
Alba de Céspedes è stata una delle protagoniste della letteratura del Novecento e un'autrice e intellettuale a tutto tondo. Donna di rara tenacia e scrittrice riluttante a farsi incasellare in schemi prefissati, ha improntato il proprio percorso creativo su due binari: quello dello stile - nei termini della
qualità letteraria - e, soprattutto, quello dell'impegno politico e dell'insopprimibile esigenza di libertà e giustizia. Questa sorta di leitmotiv ha fatto spesso capolino tra le pagine dei suoi scritti.
Sebbene certa critica abbia inserito - o tentato di inserire - la sua opera nel contesto di quella che viene convenzionalmente definita letteratura rosa, l'opera di Alba de Céspedes, per contro, ha sempre mirato alla produzione di scritti di spessore etico e intellettuale, comunque in grado di far emergere la propria vocazione artistica senza che venisse meno l'impegno politico.
Le carte e documenti che nella sua lunga esistenza aveva raccolto e conservato personalmente, sono state donate dalla scrittrice, una settimana prima della sua morte, agli Archivi Riuniti delle Donne, con sede a Milano. Nella lettura di queste lettere, appunti, traduzioni, manoscritti e fotografie, pubblicamente consultabili, si possono rilevare i termini del suo impegno - tanto politico quanto culturale - così come le ragioni più profonde del suo lavoro. Sono, in definitiva, una testimonianza dell'appassionata e raffinata scrittura di questa autrice, nonché del suo desiderio di raccontare e interrogare (e interrogarsi) sul senso della storia, con una visione altra e alta, capace di andare in profondità rispetto al senso delle cose e degli eventi che circondavano le persone del suo tempo.

Opere
Prosa

L'anima degli altri, Maglione, Roma 1935. Cliquot, Roma 2022 (novelle).
Io, suo padre, Lanciano, Carabba, 1936 (romanzo).
Concerto, Lanciano, Carabba, 1937.
Nessuno torna indietro, Milano, Mondadori, 1938 (romanzo).
Fuga, Milano, Mondadori, 1940 (racconti).
Dalla parte di lei, Milano, Mondadori, 1949 (romanzo).
Quaderno proibito, Milano, Mondadori, 1952 (romanzo).
Invito a pranzo, Milano, Mondadori, 1955 (racconti).
Prima e dopo, Milano, Mondadori, 1955 (romanzo).
Il rimorso, Milano, Mondadori, 1963.
La bambolona, Milano, Mondadori, 1967.
Sans autre lieu que la nuit, Paris, Seuil, 1973 (romanzo).
Nel buio della notte, Milano, Mondadori, 1976 (traduzione dell'autrice del suo Sans autre lieu que la nuit).
Romanzi, a cura di Marina Zancan, Milano, I Meridiani Mondadori, 2011 (contiene: Nessuno torna indietro, Dalla parte di lei, Quaderno proibito, Nel buio della notte e Con grande amore).
Con gran amor, La Habana, Ediciones Union, 2011 (racconto autobiografico in spagnolo, edito in occasione del centenario della nascita).
Prima e dopo, Roma, Cliquot, 2023, prefazione di Nadia Terranova.
È una donna che vi parla, stasera. La voce di Clorinda dalle radio libere di Bari e Napoli (1943-1944), Mondadori, 2024, a cura di Valeria Paola Babini (veline delle sue trasmissioni radiofoniche con pagine di diario e stralci di lettere).

Poesia
Prigionie, Lanciano, Carabba, 1936.
Chansons des filles de Mai, Paris, Seuil, 1968.
Le ragazze di maggio, Milano, Mondadori, 1970 (traduzione d'autrice del precedente).



venerdì 24 gennaio 2025

FAGUNDES TELLES Lygia (1918 - 2022)




Lygia Fagundes Telles
 (San Paolo del Brasile, 19 aprile 1918 – San Paolo del Brasile, 3 aprile 2022) è stata una scrittrice brasiliana.
Scrittrice di successo, amatissima nel suo Paese, è ancora oggi una delle pochissime donne ammesse all'Accademia brasiliana delle lettere. Laureata in Diritto all'Università di San Paolo, attivista antifascista di tendenze socialiste, ottenne numerosi riconoscimenti, come il Premio Camões, il Premio Jabuti e il Grand Prix féminin de littérature étrangère di Cannes. Tra i suoi romanzi più noti, Ciranda de Pedra, da cui venne tratta la telenovela omonima, e As Meninas, del 1973, storia di tre ragazze durante la dittatura dei militari, a quel tempo ancora al potere.
Contrasse il suo primo matrimonio con Gofredo Teles Júnior, dal quale si separò pochi anni dopo. Poiché il divorzio non era stato ancora istituito in Brasile, la scrittrice sposò col solo rito civile il secondo marito Paulo Emílio Sales Gomes.
Lygia Fagundes Telles morì a San Paolo il 3 aprile 2022, per cause naturali: aveva 103 anni. Il suo corpo fu poi cremato.


giovedì 23 gennaio 2025

CASSIERI Giuseppe (1926 - 2008)

 

Giuseppe Cassieri
 (Rodi Garganico, 23 gennaio 1926 – Roma, 30 ottobre 2008) è stato uno scrittore, commediografo e saggista italiano.
Discendente di una famiglia di tradizioni marinare – suo nonno Andrea era nato a Patrasso, sull'onda di un progressivo spostamento verso Occidente dei Cassieri, originari della regione di Kayseri, l'antica Cesarea, nel cuore dell'Anatolia – frequenta le elementari a Rodi, poi studia al Collegio di Fermo e quindi al Convitto nazionale di Lucera. All'indomani dell'armistizio, nel settembre del 1943, parte per Napoli, dove si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia appassionandosi ai corsi di Adolfo Omodeo.
Ma a Napoli preferisce Firenze. Allievo di Eugenio Garin, nel 1947, a 21 anni, si laurea in Filosofia morale con una tesi su Giambattista Vico. Un'altra fonte lo vuole invece laureato in Storia e Filosofia con una tesi "da pomeriggio d'estate" su Jacopo Stellini.
A Firenze incontra Giovanni Papini: la complessa personalità dell'intellettuale sulla via della cecità affascina il giovane Cassieri, che ne diviene il lettore pur rimanendo convintamente anti-papiniano. Papini è il primo a intuire il valore letterario di Cassieri, che a Firenze pubblica i primi racconti su Il nuovo Corriere, poi diretto da Romano Bilenchi.
Nel 1950 si trasferisce a Roma, città che apprezza senza amare, ma punto d'arrivo ineludibile per i giovani intellettuali dell'epoca. Esordisce nel 1952 con il romanzo di protesta Aria cupa, per il quale fu sottoposto a processo. Collabora con diversi giornali. Sposa Mariella Tedeschi, incontrata nella redazione de Il giornale della sera diretto da Virgilio Lilli. Oltre che moglie, Mariella sarà la sua collaboratrice già nella prima edizione dell'antologia La Ronda 1919-1923 (Landi, Firenze 1955),
con prefazione di Emilio Cecchi.
Viaggia spesso all'estero: dalla Grecia ai Paesi Bassi, dalla Cecoslovacchia alla Germania, dalla Spagna del morente franchismo alla Jugoslavia titina, alla Scandinavia, a Israele, alla Turchia, alla Polonia, all'America latina. A metà degli anni sessanta compie un lungo viaggio negli Stati Uniti, punteggiato da incontri e conferenze, da cui ricava suggestioni contrastanti.
Dai primi anni 60 trascorre periodi sempre più lunghi nel Golfo di Gaeta, dove ambienta uno dei romanzi di maggiore successo, Le trombe (Bompiani, 1965).
Muore a Roma all'età di 82 anni.
Aria cupa segna l'esordio narrativo: romanzo di impronta biografica, viene accolto favorevolmente dalla critica. I giurati del Premio Gargano, tra i quali Goffredo Bellonci e Guglielmo Petroni, proclamano Cassieri vincitore. È il 1952 e la trama del libro, che coinvolge tentazioni e piccole meschinità del microcosmo narrato dallo scrittore, suscita vivaci polemiche. Una lontana parente, che si riconosce in uno dei personaggi, denuncia l'autore. La vicenda diventa un caso letterario e giudiziario seguito dai giornali. Cassieri, difeso dall'avvocato Titta Madia, riceve il sostegno di personalità come Vasco Pratolini, Tommaso Fiore, Enrico Falqui, Maria Bellonci e Elio Vittorini. Ciò nonostante l'autore viene condannato per diffamazione e solo una provvidenziale amnistia gli eviterà la pena.
Con Dove abita il prossimo del 1954 (Premio Veillon) e I delfini sulle tombe del 1958 (Premio
Salento), entrambi pubblicati da Vallecchi, si chiude la trilogia naturalistica di Cassieri, che da La Cocuzza (Bompiani, 1960) in poi individua un proprio, particolarissimo campo d'espressione che sfugge alle definizioni in voga.
Finalista al Premio Strega nel 1962 con Il calcinaccio, presentato per Bompiani da Umberto Eco e poi ancora nel 1965 con Le trombe (Bompiani), Cassieri rafforza la propria impronta originale nel panorama letterario italiano.
I suoi interlocutori di allora sono quelli con cui resterà in contatto per decenni: Carlo Bernari, Domenico Rea, Giovanni Macchia, Ottiero Ottieri, Giacinto Spagnoletti, Walter Pedullà, Libero de Libero, Raffaele La Capria, Franco Ferrarotti, Rosetta Rota Flaiano, Ruggero Guarini, Alfonso Di Nola. In sintonia con Giorgio Manganelli, fu tra i primi, sulla Terza pagina de Il Messaggero a elogiare un autore incompreso, suicida, come il Guido Morselli di Roma senza Papa.
Cassieri collabora, con elzeviri e racconti, con Il Mattino, La Nazione, Il Gazzettino, La Gazzetta del Popolo, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Stampa.
Negli anni settanta ha sul Messaggero una rubrica dal titolo Kulturmarket, dedicata alle mistificazioni del mercato editoriale. Negli anni ottanta, su L'Espresso, la rubrica si chiama Da evitare, e si conferma uno dei rari luoghi in cui sopravvive, in quella fase, l'esercizio critico fino alla stroncatura. Sulla stessa linea è la scelta di Cassieri di non prendere parte alle giurie dei premi
letterari.
Autore di radiodrammi per il Terzo programma della Rai fin dai tardi anni cinquanta, Cassieri è uno dei primi scrittori italiani, insieme a Natalia Ginzburg, a credere e a sperimentare il linguaggio televisivo, premiato dal successo della trasposizione in TV del romanzo La cocuzza (Gastone Moschin nei panni del protagonista). Seguiranno numerosi "originali televisivi", raccolti in L'amor glaciale (Garzanti, 1975), interpretati per la televisione da Gianrico Tedeschi, Giulio Bosetti, Mario Maranzana, Mario Pisu, Vittorio Mezzogiorno, Valeria Valeri, fra i quali Fuorigioco ("racconto televisivo" del 1973).
Nel 1977 firma la trasposizione televisiva Don Giovanni in Sicilia dell'omonima opera di Vitaliano Brancati, interpretato da Domenico Modugno, che risulterà uno dei programmi più visti della televisione italiana. È finalista al Premio Campiello nel 1979 con il romanzo Ingannare l'attesa, mentre con il testo teatrale Un asino al patibolo vince il Premio Flaiano (1980).
Opere di Cassieri sono state tradotte negli Stati Uniti, in Polonia, in Germania, in Cecoslovacchia e in Russia.

Romanzi
Aria cupa, 1952, Mediterranea, Roma
Dove abita il prossimo, 1954, (premio Veillon 1955), Vallecchi
I delfini sulle tombe, 1958, (premio Salento), Vallecchi
La cocuzza, 1960, Bompiani
Notturno d'albergo, 1961, Feltrinelli
Il calcinaccio, 1962 edito da Bompiani
Le trombe, 1965 edito da Bompiani
Andare a Liverpool, 1968, Feltrinelli, collana I Narratori, 131
Offerta speciale, 1971 edito da Feltrinelli
Le caste pareti, 1973 edito da Garzanti
Estate in Magnagrecia, 1977 edito da Garzanti
Ingannare l'attesa, 1979 edito da Garzanti, Premio Selezione Campiello
Diario di un convertito, 1986 edito da Mondadori
I festeggiamenti, 1989 edito da Rizzoli
La colombina, 1991 edito da Longanesi
Esame di coscienza di un candidato, 1993 edito da Longanesi
La campana di mezzanotte, 1995 edito da Longanesi
I giubilanti, 1997 edito da Marsilio
Il muro di Gutenberg, 1999 edito da Marsilio
Homo felix, 2002 edito da Marsilio
La strada del ritorno, 2005 edito da Manni
Poetica di un infelice, 2008 edito da Manni

Racconti, saggi, testi teatrali
La siesta, (racconti) 1959, Sodalizio del libro, Venezia
Un letto per dormire, (racconti) 1965, Nuova Accademia editrice, Milano
Il valore commerciale, 1967 (pièce per il teatro)
L'amor glaciale, 1975, edito da Garzanti
Kulturmarket, 1977 edito da Garzanti
Un asino al patibolo[5], 1977, edito da Rai Eri
Letture di traverso, 1985 edito da Dedalo
Regime di brezza, 1990 edito da Dedalo
Kulturmarket 2, 1999 edito da Palomar
Paesaggio con figure. Dallo Sperone al Tacco, 2000 edito da Schena Editore
Scommesse e altri racconti, 2006 edito da Manni

mercoledì 22 gennaio 2025

CHIARA Piero (1913 - 1986)

 

Pierino Angelo Carmelo Chiara, detto Piero (Luino, 23 marzo 1913 – Varese, 31 dicembre 1986), è stato uno scrittore italiano.
Esponente della terza generazione della linea lombarda, raggiunse tardivamente la notorietà, in età già matura; a dispetto di ciò, la sua produzione letteraria fu molto prolifica e di grande successo: le opere narrative pubblicate a partire dagli anni Sessanta raggiunsero tirature molto elevate, portandolo a vendere, nel giro di vent'anni, oltre 4 milioni di copie.
Piero Chiara nacque nel 1913 a Luino, cittadina lombarda sul lago Maggiore al confine con la Svizzera. Il padre Eugenio era di Resuttano, in Sicilia, e aveva trovato lavoro come doganiere; la madre, Virginia Maffei, proveniva da Comnago, centro della sponda piemontese, e gestiva con il fratello un negozio di ceste e ombrelli. Trascorse una giovinezza assai irrequieta, che si tradusse negli scarsi risultati scolastici: l'abitudine a marinare la scuola per bighellonare in campagna o al mercato gli valse la bocciatura in terza elementare. L'anno successivo venne promosso, ma gli fu preclusa la possibilità di frequentare la scuola pubblica e, di conseguenza, passò al collegio San Luigi di Verbania, ma in quinta i genitori lo trasferirono al collegio De Filippi di Arona.
Nuovamente bocciato in seconda ginnasio, fu spedito a fare il garzone da un fotografo. Fallito quest'ultimo, si iscrisse all'istituto Omar di Novara dove conseguì il diploma di perito meccanico. Tornò però a Luino e vi preparò da privatista gli esami per la licenza complementare, superandoli infine nel giugno 1929. Nel frattempo coltivava la passione per la letteratura, alternando il tempo libero fra le biblioteche e le palestre dove praticava il pugilato e la lotta per fortificare l'esile corporatura.
Dopo un periodo a Roma e a Napoli, emigrò in Francia, a Nizza e quindi a Parigi, dove svolse vari mestieri. Tornato in patria nel 1931, alla visita medica per la leva militare fu riformato a causa della forte miopia. Condusse il periodo successivo sostanzialmente in ozio, fra i caffè e le sale da gioco, soggiornando spesso a Milano, dove frequentava le sale di lettura della Ambrosiana e della biblioteca di Brera.
Nell'ottobre 1932 vinse un concorso come aiutante di cancelleria e fu inviato alla pretura di Pontebba, in Val Canale. Venne quindi trasferito ad Aidussina, presso il confine con il Regno di Jugoslavia, ma la primavera successiva passò a Cividale del Friuli. Nella cittadina incontrò un ambiente più stimolante che lo portò a sviluppare una visione critica nei confronti del fascismo.
Dopo essere stato sorpreso con un'amante sul luogo di lavoro, trascorse un periodo di aspettativa sino alla primavera del 1934, quando fu mandato alla pretura di Varese. Anche qui perseguì i suoi interessi letterari, fortificando il proprio bagaglio culturale: lesse Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, i romanzieri francesi e russi dell'Ottocento, ma anche Boccaccio e il Lazarillo de Tormes. Collaborò anche con alcuni periodici locali, pubblicando alcuni articoli di arte.
Nel frattempo, dopo una serie di avventure sentimentali, si innamorò di Jula Scherb, figlia di un importante medico di Zurigo. La coppia si sposò il 20 ottobre 1936 nella basilica di Sant'Ambrogio, stabilendosi quindi a Varese. Il matrimonio tuttavia andò presto in crisi e le incomprensioni non vennero appianate nemmeno dalla nascita del figlio Marco nel 1937, che trascorse i primi dieci anni
di vita in un collegio svizzero, vedendo il padre solo sporadicamente; il rapporto tra i due resterà sempre altalenante.
Aspirando a un radicale cambiamento della sua esistenza, Chiara chiese e ottenne un visto per stabilirsi in Bolivia, ma lo scoppio della seconda guerra mondiale lo costrinse a rimanere in Italia.
Dopo la breve chiamata alle armi, nonostante il suo disinteresse per la politica, fu costretto a fuggire in Svizzera (1944) in seguito a un ordine di cattura emesso dal Tribunale Speciale Fascista per aver messo, il 25 luglio 1943 alla caduta del Fascismo, il busto di Mussolini nella gabbia degli imputati del tribunale in cui lavorava. In Svizzera visse in alcuni campi in cui venivano internati i rifugiati italiani. Finita la guerra, insegnò lettere al liceo italiano dello Zugerberg e l'anno dopo tornò in Italia. Inizia quindi un periodo di fervida inventiva e continua creatività. Nel 1955 conosce Mimma Buzzetti, di cui diventa dapprima convivente e poi marito nel 1974.
Nel 1962 con il romanzo Il piatto piange inaugura presso la casa editrice Mondadori la collana "Il Tornasole", diretta da Niccolò Gallo e Vittorio Sereni. Il romanzo otterrà un discreto successo al punto che nel 1964 ne verrà pubblicata un'edizione ampliata.
Nel 1970 Piero Chiara ha un ruolo di attore in Venga a prendere il caffè... da noi, film diretto da Alberto Lattuada e interpretato da Ugo Tognazzi, tratto dal suo romanzo del 1964 La spartizione, per il quale collabora anche alla sceneggiatura. Nello stesso anno prese parte sempre come attore allo sceneggiato Rai I giovedì della signora Giulia, anch'esso tratto dal suo omonimo
romanzo (parzialmente modificato nel finale), interpretando la parte del pretore.
La sua carriera di scrittore culmina nel 1976 con il capolavoro La stanza del vescovo, campione di vendite e trasposto immediatamente in un film di grande successo diretto da Dino Risi e interpretato anch'esso da Ugo Tognazzi, insieme a Ornella Muti e Patrick Dewaere. Lo stesso Chiara, seppur sempre molto scettico nei riguardi delle versioni filmiche delle sue opere, vi appare come comparsa o recitando in piccole parti, per esempio come giudice del tribunale in Homo Eroticus e Sono stato io!.
Chiara fu altresì militante del Partito Liberale Italiano, arrivando fino alla vicesegreteria nazionale, e fu affiliato alla Massoneria nelle logge di Varese, Milano, Como e Laveno.
Colpito da una forma tumorale, muore il 31 dicembre 1986 nel suo appartamento di Varese; il 2 gennaio 1987, dopo una prima benedizione nella chiesa di Sant'Antonio alla Motta, la salma fu traslata alla chiesa di San Pietro in Campagna di Luino, ove si celebrò il funerale. Curiosamente lo stesso giorno si tennero le esequie laiche di Felice Fo, padre dell'attore e drammaturgo Dario Fo, sicché diversi astanti giunti per tributare l'ultimo saluto allo scrittore furono tratti in inganno e seguirono il suddetto corteo funebre, accorgendosi dell'errore solo dopo diversi minuti. Al termine del rito, Piero Chiara fu tumulato nel camposanto contiguo alla chiesa.
Nel suo testamento, Chiara nominò quale erede editoriale lo storico collaboratore Federico Roncoroni (1944-2021), incaricandolo di amministrare i diritti sulle sue opere e la curatela del proprio archivio privato, in parte custodito da Roncoroni stesso; la maggior parte del fondo risulta
bensì suddivisa tra i Comuni di Varese (presso Villa Mirabello e la Biblioteca Civica) e Luino (presso Palazzo Verbania). Una parte d'eredità passò anche al figlio Marco, poi scomparso nel 2011.
Tre anni dopo la sua morte il Comune di Varese, con il benestare degli eredi, onorerà la sua memoria istituendo il Premio Chiara, un concorso letterario annuale rivolto a raccolte di racconti pubblicate in Italia e nella Svizzera italiana.
Stile narrativo
«Lavoro come un pazzo al libro che tu aspetti. Se non sapessi che tu lo aspetti non saprei scrivere una riga. Racconto tutto a te con una foga che mi riporta indietro a velocità vertiginosa in quegli anni. Credo che il romanzo ci sia, in queste pagine. Ma giudicherai tu.» (Piero Chiara, Lettera a Vittorio Sereni del 24 gennaio 1961)
La vena narrativa di Piero Chiara è imperniata su "piccole storie" perlopiù ambientate attorno al lago Maggiore (tra l'alta Lombardia, il Piemonte orientale e il Ticino svizzero) e focalizzate sulle piccolezze della vita di provincia, osservate e raccontate con arguzia, ironia e umorismo. I personaggi sono ugualmente "piccoli" abitanti di provincia, dalla piccola borghesia fino a soggetti più "ai margini" della società e della legge.
Essendo lui stesso amante del biliardo, delle carte e dell'ozio, nonché molto disinvolto e libertino nelle relazioni sentimentali, Chiara fu in parte autobiografico nella costruzione dei suoi personaggi.
La costruzione delle storie è sempre ben congegnata, con eguale attenzione ai dettagli, dalla descrizione dei luoghi fino all'indagine psicologica dei personaggi, puntando a metterne in evidenza vizi e virtù.
Nella scelta degli argomenti, Chiara non lesinò temi anche "scabrosi" (l'omicidio, l'adulterio, l'ossessione erotica), ma senza scadere in volgarità o morbosità. Col tempo, soprattutto nelle opere più tarde, è riscontrabile anche una crescente nostalgia per il passato e l'impossibilità di tornarvi; parallelamente, come osservato anche da Alcide Paolini, la sua vena ironica si fece meno "graffiante".
La produzione letteraria di Chiara fu comunque ben più ampia e variegata rispetto alle sue opere di maggior circolazione, spaziando dalla poesia (la sua opera d'esordio, pubblicata durante l'esilio svizzero, fu proprio una raccolta di liriche) all'attività giornalistica (condotta sulle "terze pagine" di quotidiani e riviste in Italia e Svizzera italiana, dove pubblicò sia elzeviri, sia brevi storie), per arrivare a quella di biografo: fu in particolare tra i più eminenti studiosi della vita e delle opere dello scrittore e avventuriero Giacomo Casanova. Pubblicò molti scritti sull'argomento che raccolse poi nel libro Il vero Casanova (1977). Curò anche, per Mondadori, la prima edizione integrale, basata sul manoscritto originale, dell'opera autobiografica del Casanova: Histoire de ma vie. Scrisse
anche la sceneggiatura dell'edizione televisiva (1980) dell'opera di Arthur Schnitzler Il ritorno di Casanova. Altrettanta attenzione fu dedicata a Gabriele D'Annunzio, di cui ugualmente scrisse una biografia. Fu infine anche traduttore, dando alle stampe una propria versione del Satyricon di Petronio Arbitro e, tra l'altro, adattando in italiano le poesie di Miguel Hernandez (che verranno pubblicate solo postume).

Opere
Romanzi
Il piatto piange, Milano, A. Mondadori, 1962. [da cui fu tratto il film del 1974 Il piatto piange]
La spartizione, Milano, A. Mondadori, 1964. Premio Selezione Campiello [da cui fu tratto il film del 1970 Venga a prendere il caffè... da noi]
Il balordo, Milano, A. Mondadori, 1967. [da cui fu tratto lo sceneggiato televisivo Rai del 1978 Il balordo]
I giovedì della signora Giulia, Milano, A. Mondadori, 1970. [da cui fu tratto lo sceneggiato televisivo Rai del 1970 I giovedì della signora Giulia]
Il pretore di Cuvio, Milano, A. MondSaluti notturni dal Passo della Cisaadori, 1973. [da cui fu tratto il film del 2014 Il pretore]
La stanza del vescovo, Milano, A. Mondadori, 1976. Premio Napoli [da cui fu tratto il film del 1977 La stanza del vescovo]
Il cappotto di astrakan, Milano, A. Mondadori, 1978. [da cui fu tratto il film del 1980 Il cappotto di astrakan]
Una spina nel cuore, Milano, A. Mondadori, 1979. [dal quale fu tratto il film del 1986 Una spina nel cuore]
Vedrò Singapore?, Milano, A. Mondadori, 1981.
, Milano, A. Mondadori, 1987

Racconti
Itinerario svizzero, Lugano, Giornale del Popolo, 1950; Lugano, G. Casagrande, 1995.
Dolore del tempo, Rebellato, Padova, 1959. [racconti e prose]
Mi fo coraggio da me, Milano, Scheiwiller, 1963. [prose]
Con la faccia per terra e altre storie, Firenze, Vallecchi, 1965; Milano, Mondadori, 1972.
Ti sento, Giuditta, Milano, Scheiwiller, 1965.
Il povero Turati, Verona, Sommaruga, 1966.
I ladri, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1967.
L'uovo al cianuro e altre storie, Milano, A. Mondadori, 1969.
Un turco tra noi, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1970.
"Ella, signor giudice...", Milano, Scheiwiller, 1971.
Tre racconti, Milano, Mondadori, 1974. [contiene: Sotto la Sua mano, La Banca di Monate, Il giocatore Coduri]
Le corna del diavolo e altri racconti, Milano, A. Mondadori, 1977.
La macchina volante, Teramo, Lisciani & Zampetti, 1978.
I re magi a Astano, Lugano, Mazzuconi, 1978.
Ora ti conto un fatto, Milano, A. Mondadori, 1980.
Le avventure di Pierino al mercato di Luino, Mondadori, Milano, 1980. [racconti per ragazzi]
Helvetia salve!, Bellinzona, Casagrande, 1981.
I popoli chi nato sia non sanno, Roma, Benincasa, 1981.
Viva Migliavacca! e altri 12 racconti, Milano, A. Mondadori, 1982.
L’arcipelago Malpaga, con 3 incisioni di Carlo Rapp, Verbania-Intra, Alberti Libraio Editore, 1982.
Il banco degli asini, SEI, Torino, 1983. [racconti per ragazzi]
40 storie di Piero Chiara negli elzeviri del “Corriere”, Milano, Mondadori, 1983. [racconti e prose]
L’italiano pettoruto, Genova, Pirella, 1986.
Il capostazione di Casalino e altri 15 racconti, Milano, A. Mondadori, 1986.
Dialogo di Natale, Roma, Benincasa, 1987.
La povera Iride, Roma, Benincasa, 1987.
Pierino, non farne più!, A. Mondadori, Milano, 1988. [racconti per ragazzi]
Gli anni e i giorni, Pordenone, Studio Tesi, 1988 [racconti e prose]
Di casa in casa, la vita. 30 racconti, Milano, A. Mondadori, 1988
Fatti e misfatti, Milano, A. Mondadori, 1988 [racconti per ragazzi]
Tre racconti, Mondovì, Ij babi cheucc-Boetti, 1989.
Il meglio dei racconti di Piero Chiara, Milano, A. Mondadori, 1989
Le avventure di Pierino, illustrazioni di Ferenc Pinter, Milano, A. Mondadori, 1990
Storie di Pierino, Milano, Juvenilia, 1994
Il bombardino del signor Camillo, Mondadori, Milano, 1994
Vigilia, Benincasa, Roma, 1995.
Trench, Benincasa, Roma, 1996
I luoghi, Studio Tesi, Pordenone, 1996 [racconti e prose]
I preti, Nastro, Luino, 1997.
Un bel viaggio, Avagliano, Cava dei Tirreni, 1997. [racconti e prose]
Non partiremo mai, Nastro, Luino, 1998.
Il falso fumatore, Benincasa, Roma, 1998.
Il rispetto della legge, Staroffset, Cernusco sul Naviglio, 1999.
Il verde della tua veste e altri racconti, Milano, SE, 2008.
La scommessa, a cura di Federico Roncoroni, Nastro, Luino, 2016.
Era mio padre quel Gesù bambino e altri racconti, a cura di Federico Roncoroni, Novara, Interlinea edizioni, 2012.
Gli emigranti, a cura di Federico Roncoroni, Nastro, Luino, 2018.

Raccolte complessive
Tutti i romanzi, a cura di Mauro Novelli, Collezione I Meridiani, Milano, Mondadori, 2006.
Racconti, a cura di Mauro Novelli, Collezione I Meridiani, Milano, Mondadori, 2007.

ALVAR Mia (1978 - viv.)

  Mia Alvar è una scrittrice filippina che risiede negli Stati Uniti. Nata a Manila nel 1978, vive e lavora a Santa Monica. Ha trascorso l...