sabato 28 febbraio 2026

MARAI Sándor (1900 - 1989)


Sándor Márai
, nato Sándor Károly Henrik Groschenschmied de Mára (Košice, 11 aprile 1900 – San Diego, 22 febbraio 1989), è stato uno scrittore e giornalista ungherese naturalizzato statunitense. La sua fama è legata in particolare al romanzo Le braci del 1942 (apparso in Italia nel 1998) e L'eredità di Eszter, pubblicato nel 1999.
Nacque a Košice, che in tempi passati faceva parte del Regno d'Ungheria (a sua volta parte dell'Impero austro-ungarico) e oggi appartiene alla Slovacchia, da un'antica famiglia sassone della piccola nobiltà ungherese, in una famiglia di quattro figli di cui era il maggiore. Era figlio del dottor Géza Groschenschmied de Mára (1872-1934), notaio reale, presidente della Camera degli avvocati di Košice, già senatore del Partito socialista cristiano nazionale ungherese; sua madre era Margit Ratkovszky (1874-1964). Il suo antenato János Kristóf Groschenschmied (1745-1798), alto funzionario del Tesoro, nato nel comitato di Máramaros in Transilvania, ricevette da Leopoldo II il feudo di Mára (1790). Studiò giornalismo presso l'Institut für Zeitungskunde dell'Università di Lipsia per poi spostarsi a Francoforte sul Meno e Berlino, senza però conseguire mai la laurea. Per un breve periodo accarezzò l'idea di scrivere in tedesco, scegliendo però alla fine la propria lingua madre, l'ungherese: in questo periodo apparvero i primi articoli sulla rivista satirica Der Drache dell'editore sassone Hans Reinmann. Più tardi iniziò una collaborazione con uno dei più prestigiosi quotidiani tedeschi, la Frankfurter Zeitung. Nel 1917 pubblicò la sua prima opera, una raccolta di poesie dal titolo Il libro dei ricordi.
Nel 1923 si sposò con una donna di origini ebraiche, Ilona Matzner (Lola), ma la coppia non riuscì ad avere figli (più tardi, alla fine della seconda guerra mondiale, avrebbero adottato un orfano di guerra, János). Márai visse agiatamente per un certo periodo a Berlino, prima della disastrosa crisi inflazionistica che colpì in quegli anni la Germania, poi fu inviato dalla Frankfurter Zeitung a Parigi come corrispondente. Nella capitale francese però non riuscì a mantenere lo stesso tenore di vita del passato e in poco tempo si ritrovò in gravi ristrettezze economiche.
Nel 1928 fece ritorno in Ungheria e si stabilì a Budapest, disorientato e confuso, in cerca di un nuovo lavoro e della possibilità di comporre prose più lunghe ed elaborate nella lingua madre. Proprio questo periodo corrisponde alla sua fase più produttiva: sviluppò decine di lavori, 22 dei quali tradotti oggi in tedesco. Negli anni trenta acquistò visibilità e fama con il suo stile chiaro e preciso, impregnato di realismo, e fu il primo a recensire le opere di Kafka. Risale al 1934 il suo primo successo, con il libro Confessioni di un borghese. Scrisse commenti entusiastici sul Primo arbitrato di Vienna, ma non risparmiò critiche al regime nazista e a quello comunista che salì al potere dopo la seconda guerra mondiale: profondamente antifascista, riuscì a scampare al conflitto mondiale, ma le persecuzioni dei comunisti lo costrinsero ad abbandonare l'Ungheria nel 1948.
Si rifugiò in Svizzera da dove, dopo solo sette settimane, si spostò a Posillipo, quartiere di Napoli, in una abitazione procurata dallo zio della moglie, il serbo Lajos Marton che dopo essere stato in campi d'internamento in Italia, era diventato welfare officer del campo profughi di Bagnoli dell'Organizzazione Internazionale dei Rifugiati. Una traccia di tale soggiorno rimane nel romanzo Il sangue di San Gennaro, del 1965. Visse sempre in condizioni precarie, per poi trasferirsi negli Stati Uniti, di cui acquisì la cittadinanza nel 1957.
Si stabilì nella città di San Diego, in California, e continuò a scrivere in lingua madre, ma non fu pubblicato in inglese fino alla metà degli anni novanta. Quando il figlio János si sposò, decise di americanizzare il proprio nome: questo rifiuto del suo retaggio ungherese creò un grave contrasto con i genitori. Márai e la moglie decisero quindi di tornare in Italia e si stabilirono a Salerno all'inizio del 1968. 
Qui, isolato dal mondo culturale, ma vicinissimo ai ceti popolari, lo scrittore visse fino al maggio 1980, in quasi totale anonimato, in via Trento al civico n. 64, quando decise di ritornare a San Diego a causa di un'infezione intestinale mal curata. Nel periodo salernitano scrisse la raccolta Terra! Terra!...Ricordi e intensificò le pagine del suo diario.
Dopo la morte della moglie per cancro, seguita da quella del figlio, Márai cominciò a isolarsi sempre più, fino a quando, nel febbraio 1989, si suicidò con un colpo di pistola alla tempia; secondo le sue volontà il corpo fu cremato e le ceneri furono disperse nell'Oceano Pacifico. Nove mesi dopo, cadde il Muro di Berlino e con esso anche il regime comunista in Ungheria, che era stato la causa del lungo esilio dello scrittore.
Largamente trascurata al di fuori dell'Ungheria, la sua opera (fatta di poesie, romanzi e diari) è stata "riscoperta" in modo tardivo e ripubblicata in francese (1992), inglese, tedesco e italiano, ed è ora considerata parte dei capolavori della letteratura europea del XX secolo.
In onore e in ricordo dello scrittore ogni anno viene assegnato il Premio Sándor Márai per la letteratura ungherese. Tra i passati vincitori vi sono Péter Esterházy (2001) e György Ferdinandy. Sul lungomare di Salerno gli era stato eretto nel 2007 un busto in bronzo, che però è stato rubato all'inizio del 2009. Il 23 giugno 2023, sempre sul lungomare di Salerno, viene inaugurato un nuovo busto in bronzo a ricordo dello scrittore ungherese.

Opere

Romanzi

Il macellaio (A mészáros, 1924), traduzione di Laura Sgarioto, Milano, Adelphi, 2019, ISBN 978-88-459-3366-0. [romanzo breve]
Bébi, il primo amore (Bébi, vagy az első szerelem, 1928), traduzione di Laura Sgarioto, Adelphi, 2024
I ribelli (Zendülők, 1930 [col titolo A Garrenek műve, 1988]), traduzione di Marinella D'Alessandro, Adelphi, 2001
Gente estranea (Idegen emberek), 1931.
Truciolo (Csutora, 1932), Adelphi, 2002.
L'isola (A sziget, 1934), traduzione di Laura Sgarioto, Adelphi, 2007
Confessioni di un borghese (Egy polgár vallomásai, 2 voll., 1934-1935), traduzione di Marinella D'Alessandro, Adelphi, 2003 [sia romanzo autobiografico che autobiografia]
Divorzio a Buda (Válás Budán, 1935), Adelphi, 2002. [I ed. italiana, trad. di Filippo Faber, Milano, Baldini & Castoldi, 1938]
A féltékenyek, 1937.
Déli szél, 1939.
L'eredità di Eszter (Eszter hagyatéka, 1939), Milano, Adelphi, 1999.
La recita di Bolzano (Vendégjáték Bolzanóban, 1940), Adelphi, 2000. [I ed. italiana col titolo L'amante del sogno, trad. di Filippo Faber, Milano, Baldini & Castoldi, 1941]
Sindbad torna a casa (Szindbád hazamegy, 1940), Adelphi, 2013.
La donna giusta (Az igazi, 1941), Adelphi, 2004. [il volume contiene anche l'epilogo Judit... és az utóhang (1980)]
Le braci (A gyertyák csonkig égnek, 1942), Adelphi, 1998.
Il gabbiano (Sirály, 1943), Adelphi, 2011.
La sorella (A nővér, 1946), Adelphi, 2006.
Sértődöttek, 3 voll., 1947-1948.
Béke Ithakában, 1952.
Il sangue di San Gennaro (San Gennaro vére, 1965), traduzione di Antonio Donato Sciacovelli, Adelphi, 2010
Ítélet Canudosban, 1970.
Rómában történt valami, 1971.
Erősítő, 1975.
Harminc ezüstpénz, 1983.
Liberazione (Szabadulás, 2000), Adelphi, 2008. [postumo]
Szívszerelem, 2001. [postumo]

Raccolte di racconti
Panaszkönyv (1922)
Műsoron kivül (1931)
Bolhapiac (1934)
Cabala (Kabala, 1936)
Magia (Mágia, 1941)
Medvetánc (1946)
Lucrétia fia (2004) [antologia postuma]
Lomha kaland (2005) [antologia postuma]
A régi szerető (2005) [antologia postuma]

Poesie
Album (Emlékkönyv), 1918
Emberi hang (1921)
Mint a hal vagy a néger (1930)
La scuola dei poveri (A szegények iskolája, 1933), Macchia, 1951.
Verses Könyv (1945)
Il delfino guardò indietro (A delfin visszanézett), Münich, 1978.

Teatro
Männer (1921)
Avventura (Kaland, 1940) [dramma]
I cittadini di Košice (A kassai polgárok, 1942) [dramma allegorico sulla lotta dei cittadini di Košice per la legge e la giustizia nel Medioevo]
Varázs (1945)
Egy úr Velencéből (1960)
Jób... és a könyve (1982) [raccolta di pièces radiofoniche e di telefilm]
Parázs (1965) [adattamento teatrale del romanzo Le braci]

Saggi
A szegények iskolája (1934)
Kassai őrjárat (1941)
Röpirat a nemzetnevelés ügyében (1942)
Ihlet és nemzedék (1946)

Diari
Napló, 1943–1944 (1945), pubblicato a Budapest
Napló, 1945–1957 (1958), pubblicato a Washington
Napló, 1958–1967 (1968), pubblicato a New York
Napló, 1968–1975 (1976), pubblicato a Toronto
Napló, 1976–1983 (1985), pubblicato a Münich
L'ultimo dono. Diari 1984-1989 (Napló (1984–1989), 1997), traduzione di Marinella D'Alessandro, Adelphi, 2009
Il vento viene da Ovest: immagini di un viaggio americano, traduzione di Monica Pesetti, Mondadori, 2009 [viaggio negli USA del 1959, testo estrapolato dai Diari]

Memorie
Confessioni di un borghese (Egy polgár vallomásai, 2 voll., 1934-1935), traduzione di Marinella D'Alessandro, Adelphi, 2003
Terra, terra!... Ricordi (Föld, föld!…, 1972), traduzione di Katinka Juhász, Adelphi, 2006
Volevo tacere (Hallgatni akartam, 2013), traduzione di Laura Sgarioto, Adelphi, 2017 [postumo]


BRAUTIGAN Richard (1935 - 1984)

 

Richard Gary Brautigan (Tacoma, 30 gennaio 1935 – Bolinas, 14 settembre 1984) è stato uno scrittore e poeta statunitense.
Visse un'infanzia travagliata, a causa del divorzio precoce dei genitori e dei maltrattamenti subiti dai successivi compagni della madre. L'adolescenza fu altrettanto difficoltosa e il giovane Brautigan venne arrestato nel 1955 per resistenza alla polizia. Avvicinatosi al movimento Hippy, visse intensamente lo spirito libertario di quegli anni, dedicandosi alla scrittura di novelle e poesie.
Nel 1967 ottenne la fama per la pubblicazione di Pesca alla trota in America (Trout Fishing in America), romanzo postmoderno scritto in prosimetro nel 1961. Il successo ottenuto permise la riscoperta degli scritti precedenti, quali L'aborto (The Abortion: An Historical Romance 1966) e Il generale immaginario (A Confederate General From Big Sur).
Con gli anni, e il cambiamento della società statunitense, Brautigan si chiuse sempre più in sé stesso, venendo spesso colpito da attacchi di paranoia e soffrendo della sindrome alcolista, che lo porterà alla dipendenza, all'assuefazione, ed alla morte prematura avvenuta all'età di 49 anni nel 1984 per suicidio.

Opere
Romanzi

Il generale immaginario (A Confederate General from Big Sur) (1964)
Pesca alla trota in America (Trout Fishing in America) (1967)
Zucchero di cocomero (In Watermelon Sugar) (1968 ISBN)
L'aborto (The Abortion: An Historical Romance 1966) (1971) (poi ristampato col titolo La casa dei libri)
Il mostro degli Hawkline: un western gotico (The Hawkline Monster: A Gothic Western) (1974)
Willard e i suoi trofei di bowling (Willard and His Bowling Trophies: A Perverse Mystery) (1975)
Sombrero Fallout: A Japanese Novel (1976)
Sognando Babilonia (Dreaming of Babylon: A Private Eye Novel 1942) (1977)
American Dust. Prima che il vento si porti via tutto (So The Wind Won't Blow It All Away) (1982)
Una donna senza fortuna (An Unfortunate Woman: A Journey) (1982, prima pubblicazione nel 1994)

Raccolte di racconti
Revenge of the Lawn (1971)
102 racconti zen (The Tokyo-Montana Express) (1980)
Raccolte di poesie
The Return of the Rivers (1958)
The Galilee Hitch-Hiker (1958)
Lay the Marble Tea (1959)
The Octopus Frontier (1960)
All Watched Over by Machines of Loving Grace (1963)
Please Plant This Book (1968)
The Pill versus the Springhill Mine Disaster (1969)
Rommel Drives on Deep into Egypt (1970)
Loading Mercury with a Pitchfork (1971 ISBN)
June 30th, June 30th (1978)
The Edna Webster Collection of Undiscovered Writings 


LEAVITT David (1961 - viv.)

 

David Leavitt
 (Pittsburgh, 23 giugno 1961) è uno scrittore statunitense.
Figlio di un professore presso la Facoltà di Business della Stanford University di Palo Alto, Leavitt si è trasferito all'Est nel periodo degli studi universitari per iscriversi all'Università di Yale, dove ha studiato composizione creativa e dove si è laureato nel 1983. Dopo la laurea si è trasferito a New York, dove ha vissuto nei primi tempi con alcuni compagni di università e in seguito con lo scrittore Gary Glickman, con il quale vive tuttora. Da New York si è in seguito trasferito con il suo compagno a East Hampton, luogo preferito di tanti scrittori di fama e si reca a New York, dove ha mantenuto il piccolo appartamento di Glickman, solo per impegni di lavoro.
Si è affermato nel 1984 con i nove racconti di Ballo di famiglia (Family Dancing).
È autore dei romanzi Eguali amori, Il voltapagine (da cui è stato tratto l'omonimo film diretto da Ventura Pons), Martin Bauman, La lingua perduta delle gru (da cui è stato tratto l'omonimo film), Mentre l'Inghilterra dorme (per la pubblicazione del quale è stato denunciato per plagio da Stephen Spender), Il corpo di Jonah Boyd, e di numerosi racconti.
È docente di lettere inglesi alla University of Florida, dove insegna nel programma di scrittura creativa.
Leavitt ha vissuto a lungo in Italia, che è uno dei paesi in cui la sua opera letteraria ha ottenuto il maggior successo, tanto che il suo libro Eguali amori (Equal Affections) è uscito prima in Italia per Mondadori Editore e poi negli Stati Uniti. Egli ha spesso inserito ambienti e personaggi italiani (soprattutto toscani) nelle sue narrazioni e ha scritto due libri sull'Italia, in particolare sulla Maremma.
Leavitt affronta ripetutamente la tematica omosessuale nei suoi romanzi ed in proposito ha dichiarato: "Ho scritto quello che avrei voluto leggere quando ero adolescente, ma che nessun libro raccontava". Con Mark Mitchell, ha anche curato l'antologia The Penguin Book of Gay Short Stories, nel 1994 (39 racconti a tema).
Nel 2018 l'editore italiano SEM ha iniziato a ripubblicare per il mercato italiano le sue opere; il primo volume è Il matematico indiano.
Nel 2022 ha ricevuto a Palermo il Premio Nino Gennaro, assegnato ogni anno dal Sicilia Queer filmfest a persone che si siano distinte a livello internazionale per la promozione e la difesa della cultura LGBTQI+.

Opere
Family Dancing, racconti, 1984.
The Lost Language of Cranes, romanzo, 1986.
Equal Affections, romanzo, 1989.
A Place I've Never Been, racconti, 1990.
While England Sleeps, romanzo, 1993; edizione riveduta e corretta, 1995.
Arkansas, racconti, 1997.
The Page Turner, romanzo, 1998.
Martin Bauman, romanzo, 2000.
The Marble Quilt, racconti, 2001.
Florence, A Delicate Case, saggio, 2003.
The Body of Jonah Boyd, romanzo, 2004.
The Man Who Knew Too Much: Alan Turing and the Invention of the Computer, saggio, 2006.
The Indian Clerk, romanzo, 2007.
The Two Hotel Francforts, romanzo, 2013.
Shelter in Place, romanzo, 2020.
Curatore con Mark Mitchell
The Penguin Book of Gay Short Stories, 1994.
Italian Pleasures, 1996.
Pages Passed from Hand to Hand: The Hidden Tradition of Homosexual Literature in English from 1748 to 1914, 1997.
In Maremma: Life and a House in Southern Tuscany, 2001.

Traduzioni in italiano
Ballo di famiglia, racconti, Milano, Mondadori, 1986.
La lingua perduta delle gru, romanzo, Milano, Mondadori, 1987.
Eguali amori, romanzo, Milano, Mondadori, 1988.
Un luogo dove non sono mai stato, racconti, Milano, Mondadori, 1990.
Mentre l'Inghilterra dorme, romanzo, Milano, Mondadori, 1995.
Arkansas, racconti, Milano, Mondadori, 1997.
La nuova generazione perduta, saggio/raccolta di articoli, Milano, Mondadori, 1998.
Il voltapagine, romanzo, Milano, Mondadori, 1999.
La trapunta di marmo, racconti, Milano, Mondadori, 2001.
Martin Bauman, romanzo, Milano, Mondadori, 2002.
Il corpo di Jonah Boyd, romanzo, Milano, Mondadori, 2005.
L'uomo che sapeva troppo. Alan Turing e l'invenzione del computer, saggio, Torino, Codice, 2007.
Il matematico indiano, romanzo, Milano, Mondadori, 2008; nuova edizione, Milano, SEM, 2018.
I due Hotel Francfort, romanzo, Milano, Mondadori, 2015.
Il decoro, romanzo, Milano, SEM, 2020.

venerdì 27 febbraio 2026

SODERBER Hjalmar (1869 - 1941)

 

Hjalmar Emil Fredrik Söderberg (Stoccolma, 2 luglio 1869 – Copenaghen, 14 ottobre 1941) è stato uno scrittore svedese.
Dopo aver compiuto gli studi di Uppsala, si stabilì a Copenaghen, esordendo nel giornalismo. Dedicatosi poi esclusivamente alla letteratura, ebbe un notevole successo con una serie di Aneddoti del 1898; la sua fama è però legata a La giovinezza di Martin Brick, del 1901, di impronta naturalista.
Nelle sue opere della maturità artistica, come Il dottor Glas, del 1905, il dramma Geltrude, del 1906, il romanzo-diario Inquietudine del cuore, del 1909 e il romanzo Il giuoco serio, del 1912, Söderberg conferma le sue doti di narratore lucido e preciso che, da una posizione di isolato individualismo e stilisticamente distante dall'opulenza verbale degli scrittori neoromantici, ci offre una satira amara del costume borghese dei primi decenni del ventesimo secolo.

Opere principali
Förvillelser (1895) / Smarrimenti, trad. it. Massimo Ciaravolo, Lindau, Torino, 2015 
Oscar Levertin (1895)
Historietter (1898) / Il disegno a inchiostro e altri racconti, trad. it. Maria Cristina Lombardi, Lindau, Torino, 2015
Martin Bircks ungdom (1901) / La giovinezza di Martin Brick, trad. it. Massimo Ciaravolo, Iperborea, Milano, 2024
Främlingarne - Gli stranieri (1903)
Doktor Glas (1905) / Il dottor Glas, trad. it Maria Cristina Lombardi, Lindau, Torino 2015; trad. it. Carmen Giorgetti Cima, Giano, 2004
Gertrud - dramma in tre atti (1906), da cui è tratto il film omonimo / Gertrud, trad. it. Luca Taglianetti, Cue Press, Imola, 2021 
Det mörknar över vägen (1907)
Valda sidor (1908)
Hjärtats oro - L'inquietudine del cuore, romanzo-diario (1909)
Den allvarsamma leken (1912) / Il gioco serio, trad. it. Massimo Ciaravolo, Iperborea, Milano, 2000 
Aftonstjärnan, dramma in atto unico (1912)
Den talangfulla draken (1913)
Jahves eld - Il fuoco di Jahvè (1918)
Ödestimmen - L'ora del destino, dramma in tre atti (1922)
Jesus Barabbas. Ur löjtnant Jägerstams memoarer (1928)
Resan till Rom - Viaggio a Roma (1929)
Den förvandlade Messias - Il Messia trasformato (1932)

giovedì 26 febbraio 2026

LAING Olivia (1977 - viv.)

 

Olivia Laing 
(Buckinghamshire, 14 aprile 1977) è una scrittrice e giornalista britannica.
Nata nel Buckinghamshire e cresciuta a Chalfont St Peter, ha studiato inglese all'Università del Sussex e, laureatasi nel 2003 in erboristeria, ha praticato per diversi anni come fitoterapista. Nel 2011 ha pubblicato il suo primo saggio, Gita al fiume, ispirato a una sua camminata lungo il fiume Ouse, dove annegò Virginia Woolf, al quale ha fatto seguito Viaggio a Echo Spring nel 2013, dedicato al rapporto tra scrittori e alcolismo, e Città sola nel 2016, inchiesta sulla solitudine attraverso la vita e le opere di artisti quali Edward Hopper, Andy Warhol, David Wojnarowicz e Henry Darger.
Con il suo primo romanzo, Crudo, ispirato alla scrittrice Kathy Acker e a vicende personali e d'attualità, ha vinto nel 2019 il James Tait Black Memorial Prize e ha scelto di dividere le 10000 sterline del premio tra gli altri 3 finalisti asserendo che "Non c'è spazio per la competizione nell'arte". Giornalista per il Guardian, il New York Times e Frieze, vive e lavora a Londra. Vive con il poeta, accademico e traduttore britannico Ian Patterson.

Opere principali
Romanzi

Crudo, traduzione di Francesca Mastruzzo, La cultura, Milano, Il Saggiatore, 2021 [2018]

Saggi
Gita al fiume: un viaggio sotto la superficie (To the River: A Journey Beneath the Surface, 2011), Milano, Il Saggiatore, 2020 traduzione di Francesca Mastruzzo e Giulia Poerio
Viaggio a Echo Spring: storie di scrittori e alcolismo (The Trip to Echo Spring: On Writers and Drinking, 2013), Milano, Il Saggiatore, 2019 traduzione di Francesca Mastruzzo e Alessio Pugliese
Città sola (The Lonely City: Adventures in the Art of Being Alone, 2016), Milano, Il Saggiatore, 2018, traduzione di Francesca Mastruzzo 
Funny Weather: Art in an Emergency (2020)
Everybody: un libro sui corpi e sulla libertà (Everybody: A Book About Freedom), traduzione di Alessandra Castellazzi, La piccola cultura, Milano, Il Saggiatore, 2022 [2021]
Il giardino contro il tempo: Alla ricerca di un paradiso comune (The Garden Against Time: In Search of a Common Paradise), traduzione di Katia Bagnoli, Milano, Il Saggiatore, 2024

mercoledì 25 febbraio 2026

TOIBIN Colm (1955 - viv.)

 

Colm Tóibín
(Enniscorthy, 30 maggio 1955) è uno scrittore e critico letterario irlandese pluripremiato, nonché noto autore LGBT.
Nato secondogenito a Enniscorthy, nella parte sud-orientale dell'Irlanda, suo nonno Patrick è stato membro dell'IRA (Irish Republican Army) e nel 1916 aveva preso parte alle rivolte anti-britanniche di Enniscorthy. Successivamente catturato e costretto in un carcere del Galles, poi venne rilasciato e poté tornare in Patria. Tóibín ha frequentato il prestigioso St Peter's College di Wexford - che in Italia corrisponde più o meno ad un collegio scolastico - dal 1970 al 1972, poi è andato alla University College Dublin, a Dublino, dove si è laureato nel 1975.
Appena laureatosi, si è recato a Barcellona, dove ha preso spunti per The South (Il Sud), il suo primo romanzo, durante il Governo di Francisco Franco. Nel 1990, inoltre, ha scritto un saggio dal titolo Homage to Barcelona (Omaggio a Barcellona). Poi è dovuto ritornare in Irlanda nel 1978: aveva deciso, dunque, di continuare gli studi. Tuttavia li ha lasciati per intraprendere la carriera di giornalista, che lo ha tenuto impegnato per quasi tutti gli anni ottanta. Ha collaborato soprattutto con il giornale Magill, vicino al centro-sinistra, occupandosi ora di Politica ora di Letteratura. Tuttavia, nel 1985 ha deciso di licenziarsi.
Il suo secondo romanzo è stato The Heather Blazing (Fuochi in lontananza), vincitore dell'Encore Award nel 1993, e a questo sono succeduti The Story of the Night (La storia della notte), storia con tematiche LGBT ambientata nell'Argentina degli anni ottanta, pubblicato nel 1996 e The Blackwater Lightship nel 1999. Quest'ultimo romanzo è stato selezionato per il Man Booker Prize. Il quinto è stato The Master, ispirato dalla vita dello scrittore statunitense Henry James, nel 2004. Nel 2006 è stata pubblicata la sua prima raccolta di racconti: Mothers and Sons (Madri e Figli), contenente in tutto nove "short stories" (racconto in lingua inglese). Quest'ultima opera è stata particolarmente apprezzata da critici quali il britannico Pico Iyer, scrittore per il The New York Times.
Ispirato alla storia dell'Irlanda del Nord è invece Bad Blood: A Walk Along the Irish Border (Pessimo sangue: Una camminata lungo il confine irlandese), pubblicato nel 1994 e ripreso dall'originale versione del 1987. 
Altra opera conosciuta è The Sign of the Cross (Il segno della croce), una serie di riflessioni sul Cristianesimo fatte durante la settimana santa trascorsa in Polonia, a Siviglia (Spagna), nella Baviera (Germania), a Roma e nei Balcani, dopo visite nelle post-comuniste Estonia e Lituania e in Scozia.
Come giornalista, ha continuato anche negli anni novanta, sia in Irlanda sia altrove, conquistandosi anche la fama di ottimo critico letterario. Ha scritto articoli sul poeta connazionale Paul Durcan e sulla drammaturga Lady Gregory - in realtà Lady Gregory Isabella Augusta, sulla quale ha steso un saggio intitolato Lady Gregory's Toothbrush (Lo spazzolino da denti di Lady Gregory) nel 2002. Per il romanzo Brooklyn, infine, nel 2010, valido per il 2009, gli è stato conferito il prestigioso Costa Book Awards: lo hanno preferito a Penelope Lively e Hilary Mantel.
Attualmente è membro dell'Aosdána - associazione irlandese di persone che si sono distinte nelle Arti -, professore di due università prestigiose - la Stanford University e la University of Texas at Austin - e conferenziere occasionale per il Boston College e la privata New York University. Nel 2008 ha ricevuto il dottorato in Lettere dalla University of Ulster.
Tóibín ha apertamente dichiarato di essere omosessuale e nei suoi romanzi è evidente l'interesse per il mondo LGBT, per la sua storia e per il suo futuro. Nelle sue opere cerca di dimostrare che l'omosessualità è una cosa naturale e che non è necessariamente in contrasto con tradizioni e religione. «D'altronde, livello sessuale a parte, non ci sono molte altre differenze», ha fatto notare.

Romanzi

Sud (The South, 1990), trad. di Laura Pelaschiar, Fazi, 1999
Fuochi in lontananza (The Heather Blazing, 1992), trad. di Ada Arduini, Fazi, 2008
Storia della notte (The Story of the Night, 1996), trad. di Laura Pelaschiar, Fazi, 2000
Il faro di Blackwater (The Blackwater Lightship, 1999), trad. di Laura Pelaschiar, Fazi, 2002
The Master (2004), trad. di Maurizio Bartocci, Fazi, 2004
Brooklyn (Brooklyn, Dublin, 2009), trad. di Vincenzo Vega, Bompiani, 2009; Einaudi, 2019
Il testamento di Maria (The Testament of Mary, 2012), trad. di A. Pezzotta, Bompiani, 2014
Nora Webster (Nora Webster, 2014), trad. di A. Pezzotta, Bompiani, 2016
La casa dei nomi (House of Names, 2017), traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2018
Il Mago (The Magician, 2021), traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2023
Long Island (Long Island, 2024), traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2025

Raccolte di racconti
Madri e figli (Mothers and Sons, 2006), trad. di Gioia Guerzoni e Ada Arduini, Fazi, 2007
La famiglia vuota (The Empty Family, 2010), trad. di A. Silvestri, Bompiani, 2012

Racconti
"Barcelona, 1975", in The Dublin Review, 2005.
"One Minus One", in The New Yorker, 2007.
"Summer of '38", in The New Yorker, 2013.
"Sleep", in The New Yorker, 2015.

Saggistica
Walking Along the Border (1987); col titolo Bad Blood: A Walk Along the Irish Border, 1994
Martyrs and Metaphors (1987)
The Trial of the Generals: Selected Journalism, 1980–1990, Dublin: Raven Arts Press, 1990
Omaggio a Barcellona (Homage to Barcelona, 1990), trad. di Gina Maneri, Serra e Riva, 1991Dubliners (1990)
The Sign of the Cross: Travels in Catholic Europe (1994)
The Modern Library: The Two Hundred Best Novels in English Since 1950 (1999), scritto con Carmel Callil
Amore in un tempo oscuro. Vite gay da Wilde ad Almodovar (Love in a Dark Time: Gay Lives From Wilde to Almodovar, 2002), trad. di Pietro Meneghelli, Fazi, 2003
Lady Gregory's Lightship (2002)
Lady Gregory's Toothbrush, University of Wisconsin Press, 2002
Gregor Schneider-Andrew O'Hagan-C. Tóibín, Die Familie Schneider, Artangel, 2004
The Use of Reason, Picador, 2006
Sean Scully: Walls of Aran, Thames & Hudson, 2007
A Guest at the Feast. A Memoir, Penguin, 2011
New Ways to Kill Your Mother: Writers and their Families, Penguin, 2012
On Elizabeth Bishop, Princeton University Press, 2015
Mad, Bad, Dangerous to Know: The Fathers of Wilde, Yeats, and Joyce, Scribner, 2018
A Guest at the Feast: Essays, Viking, 2022
"Freud and the Writers", in On the Couch: Writers Analyze Sigmund Freud, a cura di Andrew Blauner, Princeton and Oxford: Princeton University Press, 2024
On James Baldwin, Brandeis University Press, 2024.

martedì 24 febbraio 2026

SATTA Salvatore (1902 - 1975)

 

Salvatore Satta
 (Nuoro, 9 agosto 1902 – Roma, 19 aprile 1975) è stato un giurista e scrittore italiano.
Fu uno dei più grandi giuristi italiani - immensa la sua opera sulla procedura civile - e tra i più grandi narratori la cui produzione narrativa venne scoperta e pubblicata postuma.
Giovanni Salvatore, noto come Salvatore, era l'ultimo figlio del notaio Salvatore Giovanni Paolo Satta (parente del poeta Sebastiano Satta) e di Valentina Mariantonia Galfrè. Dopo aver frequentato il Liceo ginnasio statale Giorgio Asproni di Nuoro, conseguì la licenza liceale a Sassari presso il Liceo "Azuni" nel 1920, laureandosi poi nella stessa città in giurisprudenza nel 1924, con tesi sul Sistema revocativo fallimentare, relatore Lorenzo Mossa.
Allievo e assistente di Marco Tullio Zanzucchi, conseguita la libera docenza in diritto processuale civile nel 1932, vincitore del concorso a professore straordinario nello stesso anno, iniziò la sua carriera accademica presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Camerino, per poi passare nel 1934 in quella dell'Università di Macerata. Divenuto ordinario nel 1937, passò all'Università di Padova (1937), poi a Genova (1938-1958), con un intervallo all'Università di Trieste fra il 1943 e il 1947. Nel periodo della Repubblica di Salò Satta approfittò della possibilità offerta ai professori universitari allontanatisi dalle loro città a causa di eventi bellici di insegnare anche in altri atenei, al fine di potersi rifugiare nella regione cui era originaria la moglie. Giacché il titolare della cattedra di diritto processuale civile Virgilio Andrioli era nell'impossibilità di allontanarsi da Roma, l'incarico fu attribuito in via temporanea a Satta. Dopo la fine della guerra Satta con una procedura informale fu eletto dal corpo docente rettore dell'ateneo triestino, carica che in seguito fu ratificata dal Governo militare alleato (ma modificandola in quella di prorettore). Infine fu chiamato alla facoltà di giurispudenza dell'Università La Sapienza di Roma (1958-1975), cui fu anche preside dal 1965 al 1966. Nell'ateneo romano in una prima fase tenne la cattedra di diritto fallimentare, poi dal 1962 quella di diritto processuale civile, che lasciò nel 1972 a seguito del collocamento fuori ruolo. Nel 1973 fu eletto socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei.
Per la peculiarità delle sue tesi, a differenza di altri docenti della stessa materia, Satta non può considerarsi un vero e proprio caposcuola. Tra i suoi assistenti, Lucio Lanfranchi, Francesco Cordopatri, Carmine Punzi, Romano Vaccarella, Girolamo Bongiorno, Ferdinando Mazzarella, Girolamo Monteleone, Dario E. M. Consoli, Carlo Alberto Nicoletti e soprattutto Antonio Nasi, l'allievo che gli fu più vicino.
Sposò nel 1939 Laura Boschian, assistente alla cattedra di Letteratura Russa a Padova, dalla quale ebbe due figli, Filippo e Luigi (Gino). Il primo seguì le orme del padre, optando per il diritto amministrativo e costituzionale, il secondo, laureato in Fisica, insegnò Fisica Superiore all'Università degli Studi dell'Aquila, quindi Fisica II alla Sapienza.
Nel 1938 fu chiamato dall'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia a far parte della commissione per il codice di commercio. A seguito della scelta dell'unificazione del diritto privato, l'ipotesi di varare il codice di commercio fu abbandonata, e con gli opportuni adattamenti i materiali predisposti confluirono nei libri IV e V del codice civile del 1942 e nella la legge fallimentare approvata lo stesso anno. Negli scritti giuridici successivi, Satta prese le distanze dalla legge fallimentare, probabilmente perché le soluzioni da lui proposte non furono prese in considerazione dagli altri membri della commissione presieduta da Alberto Asquini. Non partecipò ai lavori per il codice di procedura civile, probabilmente perché le sue vedute erano notoriamente divergenti rispetto a quelle degli studiosi come Francesco Carnelutti e Piero Calamandrei che predisposero il testo del codice. Tuttavia con Calamandrei intrattenne rapporti di sincera amicizia, contrassegnata da frequenti scambi epistolari. A partire dal 1946 fu chiamato a far parte di numerose commissioni ministeriali per la revisione del codice di procedura civile o per la predisposizione di circolari.
Nei suoi anni universitari pubblicò numerosi studi giuridici, tra cui il più importante è un monumentale Commentario al codice di procedura Civile, un'opera in sette volumi che ne hanno fatto uno dei più noti processualcivilisti italiani del secondo dopoguerra. Nel 1948 viene pubblicato il manuale "Diritto processuale civile", a lungo adottato come libro di testo in numerose università italiane. L'opera è giunta alla XIII edizione, costantemente aggiornata dopo la scomparsa dell'autore da Carmine Punzi.
Molto apprezzate anche le sue "Istituzioni di diritto fallimentare", pubblicate nel 1948, divenute poi il più ampio manuale "Diritto fallimentare" la cui prima edizione, per la casa editrice Cedam, uscì nel 1974. Il manuale fu aggiornato, dopo la morte di Satta, da Romano Vaccarella e da Francesco Paolo Luiso.
Tra il 1974 e il 1975 collabora con il quotidiano Il Tempo pubblicando una serie di articoli sulla magistratura e su temi politici. All'epoca del referendum sul divorzio del 1974, Salvatore Satta si schiera per il sì all'abrogazione della legge del 1970, sostenendo l'indissolubilità, anche civile, del matrimonio.
Colpito da un tumore, Salvatore Satta muore a Roma il 19 aprile 1975.
Si deve alla sua famiglia se Salvatore Satta è conosciuto anche come romanziere: dopo la sua morte la famiglia riprese le vecchie carte del giurista, scoprendovi il dattiloscritto de Il giorno del giudizio (in seguito venne trovato, nelle pagine di una vecchia agenda, anche il manoscritto). Satta aveva iniziato a scriverlo nel 1970, riesumando nella sua memoria le immagini degli abitanti, ormai quasi tutti morti, che "vivevano" a Nuoro, la città della sua infanzia. Il libro è una sfilata di personaggi di cui lo scrittore traccia una minuziosa indagine psicologica, a partire dal padre notaio finendo per tutto il contorno cittadino, in una rievocazione a metà tra lo Spoon river e la danza macabra.
Il "romanzo" pubblicato postumo nel 1977 dalla Casa Editrice Cedam, e inizialmente ignorato, diventa un caso letterario pochi anni dopo, quando viene ripubblicato dalla Adelphi (1979). Tradotto in diciannove lingue, è considerato un'opera letteraria di grande spessore e riscuote ampi consensi da parte della critica più qualificata.
Altre opere sono La veranda, originata dall'esperienza vissuta in un sanatorio di Merano, che, partendo dalla descrizione del dolore e della malattia propria e altrui all'interno della struttura, racconta l'acquisizione di una nuova sensibilità nei confronti della condizione umana, e De Profundis, affresco sulla triste condizione umana, nato dalle riflessioni sulla negativa esperienza maturata durante il periodo del secondo conflitto mondiale.
Mia indissolubile compagna. Lettere a Laura Boschian 1938-1971, l'epistolario (120 lettere manoscritte inedite, più altri 71 documenti, anch'essi inediti), a cura di Angela Guiso, è l'ultima opera pubblicata nel dicembre del 2017.

Opere
Narrativa e altri saggi
De profundis, Cedam, 1948 (rist. Adelphi, 1980; Ilisso Edizioni, 2003)
Il giorno del giudizio, Cedam, 1977 Premio Comisso Narrativa, (rist. Adelphi, 1979; Euroclub, 1979; Gruppo Editoriale Fabbri-Bompiani-Sonzogno-Etas, 1982)
La veranda, Adelphi, 1981. (rist. Euroclub, 1982; Ilisso Edizioni, 2002)
Mia indissolubile compagna. Lettere a Laura Boschian 1938-1971 (lettere inedite, a cura di Angela Guiso); Ilisso, 2017
Lettere a Piero Calamandrei, 1939-1956, a cura di Angela Guiso e Carlo Felice Casula, Il Mulino, 2020

lunedì 23 febbraio 2026

ABATE Carmine (1954 - viv.)

 

Carmine Abate
 (Carfizzi, 24 ottobre 1954) è uno scrittore italiano di etnia arbëreshe, autore di numerosi racconti, romanzi e saggi prevalentemente incentrati sui temi dei migranti e degli incontri tra le culture.
Nato a Carfizzi, in provincia di Crotone, da una famiglia arbëreshe, dopo essersi laureato in Lettere all'Università di Bari si trasferisce ad Amburgo, in Germania, presso il padre emigrato. Qui insegna in una scuola per figli di emigranti e inizia a scrivere i primi racconti. Nel 1984 appare la prima raccolta di racconti Den Koffer und weg!, cui segue nel 1984 un saggio in lingua tedesca, scritto in collaborazione con Meike Behrmann, Die Germanesi, tradotto due anni dopo in lingua italiana col titolo I Germanesi, storia e vita di una comunità calabrese e dei suoi emigranti. Successivamente, ritornato in Italia, si stabilisce a Besenello, nel Trentino, dove continua l'attività di scrittore e insegnante. È autore di numerosi romanzi e racconti di successo.
Nel luglio del 2009, con il romanzo Gli anni veloci, vince la terza edizione del "Premio Letterario Nazionale Tropea - Una regione per leggere", organizzato dall'Accademia degli Affaticati, precedendo Mario Desiati e Paolo Di Stefano.
I temi prevalenti nelle opere di narrativa di Abate sono il ricordo delle tradizioni culturali di origine, soprattutto delle piccole comunità arbëreshe, e l'incontro con le popolazioni che risiedono laddove più forte è l'emigrazione del Meridione. I racconti di Abate, emigrato da giovane in Germania per motivi di lavoro, sono frutto dell'esperienza diretta dell'autore in Germania e nell'Italia settentrionale. In alcune opere di Carmine Abate, specialmente nella raccolta di racconti intitolata Il Muro dei Muri, viene dato rilievo a quello che è il vero nemico della società, il razzismo, la barriera più grande che esiste al mondo e che cerca di dividere gli uomini, motivo d'incomprensione e d'incomunicabilità tra questi ultimi. I temi dell'odio e dell'intolleranza, nell'opera di Carmine Abate, sono trattati in una lingua personale costituita da termini nelle lingue italiana, di arbëreshe e tedesca, con uno stile apparentemente semplice, scorrevole e facilmente comprensibile, ma soprattutto che richiama con piacere alla lettura.
Abate è autore con Cataldo Perri dello spettacolo teatrale Vivere per addizione nelle terre d'andata tratto da Terre di andata e Vivere per addizione, presentato il 19 agosto 2011 nel "I festival dei luoghi" a Soveria Mannelli.
Il 1º settembre 2012 vince la 50ª edizione del Premio Campiello con il romanzo La collina del vento[5].
Nel 2023 pubblica "Un paese felice", un libro che racconta la storia (in un modo più interno) di Eranova, frazione di Gioia Tauro segnata da una scomparsa ingiusta. L’opera attira una certa attenzione a livello nazionale.

Opere
Nel labirinto della vita (poesie), Roma, Juvenilia, 1977.
Den Koffer und weg!, Kiel, Neuer Malik, 1984.
I Germanesi. Storia e vita di una comunità calabrese e dei suoi emigranti, con Meike Behrmann, Cosenza, Pellegrini, 1986.
In questa terra altrove. Testi letterari di emigrati italiani in Germania, a cura di, Pellegrini, 1987.
Il ballo tondo (romanzo), Marietti, 1991; Fazi, 2000; Mondadori, 2005
Dimore, Cosenza, Pellegrini, 1992.
Di noi, Cosenza, Pellegrini, 1992.
Il muro dei muri (racconti), Argo, 1993
Shtegtimi i unazës, Pejë, Dukagjini, 1994.
Terre di andata (poesie), Argo, 1996; Il maestrale, 2011
La moto di Scanderbeg (romanzo), Fazi, 1999 (Premio letterario Racalmare Leonardo Sciascia)
Tra due mari (romanzo), Mondadori, 2002. Premio dei Lettori, Lucca-Roma, Premio Nazionale Rhegium Julii
La festa del ritorno (romanzo), Oscar Mondadori, 2004 [vincitore del Premio Napoli, Premio Selezione Campiello e Premio Corrado Alvaro]
Il mosaico del tempo grande (romanzo), Mondadori, 2006
Gli anni veloci (romanzo), Mondadori, 2008
Vivere per addizione e altri viaggi (racconti), Oscar Mondadori, 2010
La collina del vento (romanzo), Mondadori, 2012 [vincitore del Premio Campiello]
Le stagioni di Hora, Oscar Mondadori, 2012. [Contiene: Il ballo tondo, La moto di Scanderbeg, Il mosaico del tempo grande]
Il bacio del pane (romanzo), Milano, Mondadori, 2013
La felicità dell'attesa (romanzo), Milano, Mondadori, 2015
Le rughe del sorriso (romanzo), Milano, Mondadori, 2018
Il cercatore di luce (romanzo), Milano, Mondadori, 2021
Un paese felice (romanzo), Milano, Mondadori, 2023

domenica 22 febbraio 2026

HUSTVEDT Siri (1955 - viv.)


Siri Hustvedt
 (Northfield, 19 febbraio 1955) è una scrittrice, poetessa e saggista statunitense.
Nasce in Minnesota da genitori di origine norvegese; il padre, Lloyd Hustvedt, docente di letteratura scandinava e la madre Ester Vegan emigrano dalla Norvegia all'età di trent'anni.
Siri Hustvedt si diploma in Storia presso il St. Olaf College, in Minnesota, e consegue un Ph.D. in letteratura inglese presso la Columbia University (New York) con una tesi su Charles Dickens.
Nel 1990 e 1991 inizia la sua pubblicazione di poesie e brevi romanzi su The Paris Review e Fiction.
Nel 1998. pubblica il suo primo romanzo, La benda sugli occhi.
Nel 2004 si è imposta al pubblico mondiale con il libro What I loved, tradotto successivamente in italiano da Einaudi con il titolo Quello che ho amato.
Hustvedt incontrò il marito, lo scrittore Paul Auster, nel 1981, e si sposarono l'anno successivo. Hanno vissuto insieme a Brooklyn fino alla sua morte nel 2024. La loro figlia, Sophie Auster (nata nel 1987), è una cantautrice e attrice.

Opere
Romanzi

La benda sugli occhi (The Blindfold) (1992)
The Enchantment of Lily Dahl (1996)
Quello che ho amato (What I Loved) (2003)
Elegia per un americano (The Sorrows of an American) (2008)
L'estate senza uomini (The Summer Without Men) (2011)
Il mondo sfolgorante (The Blazing World) (2014)
Ricordi del futuro (Memories of the Future) (2019)

Poesie
Reading to You (1983)

Saggi
Yonder (1998)
Mysteries of the Rectangle: Essays on Painting (2005)
A Plea for Eros (2005)
La donna che trema (The Shaking Woman or A History of My Nerves) (2009)
Living, Thinking, Looking (2012) tradotto in italiano nel 2014: Vivere, pensare, guardare
Le illusioni della certezza (2018)

sabato 21 febbraio 2026

ŌE Kenzaburō (1935 - 2023)

 

Kenzaburō Ōe (大江 健三郎?, Ōe Kenzaburō; Uchiko, 31 gennaio 1935 – Tokyo, 3 marzo 2023) è stato uno scrittore giapponese, premio Nobel per la letteratura nel 1994 per aver creato "un mondo immaginario, dove la vita e il mito si condensano per formare un'immagine sconcertante della situazione umana di oggi". I suoi romanzi, racconti e saggi, fortemente influenzati dalla letteratura francese e americana, trattano questioni politiche, sociali e filosofiche, comprese le armi nucleari, l'energia nucleare, l'anticonformismo sociale e l'esistenzialismo.
Nato a Ōse (大瀬村?, Ōse-mura), un piccolo villaggio ormai assorbito dalla città di Uchiko (prefettura di Ehime, isola di Shikoku). Terzo figlio di sette figli. La nonna di Ōe gli insegna arte e oratoria. Sua nonna morì nel 1944 e, nello stesso anno, il padre di Ōe morì nella guerra del Pacifico. La madre di Ōe divenne la sua educatrice principale, comprandogli libri come Le avventure di Huckleberry Finn e Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson, il cui impatto, disse Ōe, "lo porterà nella tomba". Ricordava che il suo insegnante di scuola elementare affermava che l'imperatore Hirohito era un dio vivente e gli chiedeva ogni mattina: "Cosa faresti se l'imperatore ti ordinasse di morire?" Ōe rispondeva sempre: "Morirei, signore. Mi taglierei la pancia e morirei". A casa, la sera, a letto, riconosceva la sua riluttanza a morire e si vergognava. Dopo la guerra, si rese conto che gli erano state insegnate bugie e si sentì tradito. Questo senso di tradimento è poi apparso nei suoi scritti.
Ōe ha frequentato il liceo a Matsuyama dal 1951 al 1953. All'età di diciott'anni si trasferì a Tōkyō per studiare letteratura francese, laureandosi nel 1959 con una tesi su Jean-Paul Sartre.
Cominciò a scrivere nel 1957, quando era ancora studente. Il primo lavoro pubblicato fu "Lavish are the Dead", una breve storia ambientata a Tokyo durante l'occupazione americana, che fu pubblicata sulla rivista letteraria Bungakukai. Una delle sue prime opere, il racconto Animale d'allevamento, pubblicato nel 1958, gli valse il prestigioso Premio Akutagawa. 
Negli anni seguenti il successo non gli arrise più e le critiche non furono benevole. Nel 1961 scrisse Seventeen e The Death of a Political Youth in cui descriveva l'ambiente del fanatico estremismo nazionalista di destra. Entrambi i libri erano ispirati dalla vicenda del diciassettenne Yamaguchi Otoya, che nell'ottobre 1960 aveva ucciso il presidente del Partito Socialista Giapponese Inejirō Asanuma e si era ucciso in prigione tre settimane più tardi.
Nel 1963 nacque il suo primo figlio, Hikari, affetto da una gravissima lesione cerebrale. Quest’esperienza lasciò una traccia profonda nella sua opera. Con Un'esperienza personale (1964) Ōe descrive la vicenda di un padre che rifiuta la menomazione del figlio e pensa di ucciderlo. Il libro è un atto d'accusa contro i pregiudizi sociali nei confronti dell'handicap. Nel 1967 vinse il Premio Tanizaki con Il grido silenzioso, nel 1973 il Premio Noma e nel 1982 il Premio Yomiuri-bungaku. In quest'opera recupera poeticamente l'esperienza della realtà rurale descrivendo un ritorno al villaggio d'origine del protagonista e la riscoperta delle tradizioni e del folklore originari. Nella vita reale la lotta di Ōe fu premiata e il figlio Hikari divenne uno dei più noti compositori del Giappone. Nel 1969 vinse il premio letterario Noma con Insegnaci a superare la nostra pazzia. Il titolo cita un verso del famoso poeta inglese W.H. Auden. Profondo conoscitore della letteratura occidentale, Ōe usava spesso richiami più o meno evidenti ad autori stranieri.
Nel 1965 pubblica il libro Note su Hiroshima. 18 anni dopo l'apocalisse del 6 agosto 1945, Ōe si reca per la prima volta a Hiroshima e incontra i sopravvissuti, simbolo di un Giappone liberato dalla follia distruttrice. Incontra il dottor Shigetô, direttore dell'ospedale dei contagiati, e una ragazza che si suicida dopo la morte del suo fidanzato, vittima delle radiazioni; un giornalista che scrive affinché lo stato aiuti gli irradiati dal fallout nucleare e le loro memorie siano raccolte e pubblicate. Ōe analizza le implicazioni morali e politiche dei due bombardamenti atomici; ci consegna il quadro della città devastata, innalza un monumento alla memoria. Nel 2012, dopo un aumento del 20% dei suicidi in Giappone, lancerà un appello antinucleare per ricordare la devastazione che, ancor oggi, il nucleare può procurare.
Nel 1994 vinse il premio Nobel, secondo giapponese dopo Kawabata, che lo aveva vinto nel 1968. In occasione della consegna del premio, pronunciò un discorso il cui titolo richiamava da vicino quello che Kawabata tenne nell'analoga occasione. Se il suo predecessore lo aveva intitolato Il Giappone, la bellezza e io (ovvero: Io e il mio bel Giappone), Ōe scelse come titolo Il Giappone, l'ambiguità ed io (ovvero: Io e il mio ambiguo Giappone). Come Kawabata, giocava sul doppio senso che la frase ha in giapponese, mettendo però in luce l'abissale distanza tra sé e il grande autore "classico" che l'aveva preceduto. Se il mondo di Kawabata era legato a concetti di bellezza e di espressione tradizionali, il mondo di Ōe è molto più moderno, contraddittorio, più severo nei confronti di una società, come quella giapponese, che fatica a fare un riesame critico della sua storia più recente. Nel 1996 gli viene assegnato il Premio Grinzane Cavour.
Ōe è stato coinvolto in diverse campagne pacifiste e antinucleari e ha scritto libri sui bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki e sull'Hibakusha. Dopo aver incontrato il famoso attivista antinucleare Noam Chomsky a una cerimonia di laurea ad Harvard, Ōe iniziò la sua corrispondenza con Chomsky inviandogli una copia dei suoi appunti di Okinawa. Pur discutendo anche delle note di Okinawa di Ōe, la risposta di Chomsky includeva una storia della sua infanzia. Chomsky gli scrisse che quando seppe per la prima volta del bombardamento atomico di Hiroshima, non poteva sopportare che fosse celebrato, e andò nei boschi rimanendo lì seduto da solo fino a sera. Ōe in seguito disse in un'intervista: "Ho sempre rispettato Chomsky, ma l'ho rispettato ancora di più dopo che me lo ha detto". Dopo il disastro nucleare di Fukushima del 2011, esortò il primo ministro Yoshihiko Noda a "fermare i piani per riavviare le centrali nucleari e abbandonare invece l'energia nucleare". Ōe affermò che il Giappone aveva una "responsabilità etica" di abbandonare l'energia nucleare all'indomani del disastro nucleare di Fukushima, proprio come aveva rinunciato alla guerra secondo la sua Costituzione del dopoguerra. Chiese quindi "l'immediata fine della produzione di energia nucleare, avvertendo che il Giappone subirebbe un'altra catastrofe nucleare se tentasse di riprendere le operazioni delle centrali nucleari". Nel 2013 organizzò una manifestazione di massa a Tokyo contro il nucleare. Ōe ha anche criticato i tentativi di modificare l'articolo 9 della Costituzione del Giappone, che rinuncia per sempre alla guerra.
Molti dei suoi scritti sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco, russo, cinese, italiano, spagnolo ed altre lingue.
È deceduto all’età di 88 anni nelle prime ore del 3 marzo 2023. La notizia della sua morte è stata divulgata dalla famiglia solamente il 13 marzo in modo da poter celebrare in via privata il funerale.
Si è sposato nel febbraio 1960. Sua moglie, Yukari, era figlia del regista Mansaku Itami e sorella del regista Jūzō Itami. Lo stesso anno incontrò Mao Zedong durante un viaggio in Cina. Andò anche in Russia e in Europa l'anno successivo, visitando Sartre a Parigi.
Viveva a Tokyo e aveva tre figli. Nel 1963, suo figlio maggiore, Hikari, nacque con un'ernia cerebrale. Inizialmente ha lottato per accettare le condizioni di suo figlio, che richiedevano un intervento chirurgico che lo avrebbe lasciato con difficoltà di apprendimento per tutta la vita. Hikari visse con Kenzaburō e Yukari fino alla mezza età, e spesso componeva musica nella stessa stanza in cui suo padre stava scrivendo.
Nel 2006 è stato istituito il Premio Kenzaburō Ōe per promuovere i romanzi letterari giapponesi pubblicati nell'ultimo anno. L'opera vincitrice è selezionata esclusivamente da Ōe. Il vincitore non riceve alcun premio in denaro, ma il romanzo è tradotto in altre lingue.

Opere
Romanzi
L'animale d'allevamento (飼育 Shiiku, 1957)
Memushiri kōchi (芽むしり仔撃ち lett. "Strappa il germoglio, spara al bambino", 1958)[
Seventeen (セヴンティーン Sevuntīn, 1961)
Morte di un giovane militante (政治少年死す Seiji syōnen shisu, 1961)
Aghwee il mostro celeste (空の怪物アグイー Sora no kaibutsu Aguii, 1964)
Un'esperienza personale (個人的な体験, Kojinteki na taiken, 1964); trad. it. Nicoletta Spadavecchia, Garzanti, Milano 1996
Il grido silenzioso (万延元年のフットボール Man'en gan'nen no futtobōru, 1967); letteralmente "Football americano nel primo anno dell'era Man'en", romanzo, 1967); ed. it. a cura di Mara Muzzarelli, trad. Nicoletta Spadavecchia, Garzanti, Milano, 1987
Il giorno in cui lui mi asciugherà le lacrime (みずから我が涙をぬぐいたまう日 Mizukara waga namida wo nuguitamau hi, 1972)
Kōzui wa waga tamashii ni oyobi (洪水はわが魂に及び, 1973)
Pinchiran'nā chōsho (lett. "Memorie di un velocista", 1976)[11]
Pinchi ran'nā chōsho (ピンチランナー調書, 1976)
Dojidai gemu (同時代ゲーム, 1979)
Dōjidai gemu ("Il gioco della contemporaneità", 1979)[11]
Atarashii hito yo, mezameyo (新しい人よ眼ざめよ, 1983)
M/T to mori no fushigi no monogatari (M/Tと森のフシギの物語, "Lettere agli anni della nostalgia", 1986)[
Gli anni della nostalgia (懐かしい年への手紙 Natsukashii toshi e no tegami, lett. "Lettere agli anni della nostalgia", 1987), trad. Emanuele Ciccarella, Garzanti, Milano, 1997Kirupu no gundan (キルプの軍団, 1988)
L'eco del paradiso (Jinsei no shinseki 人生の親戚, 1989); trad. it. Gianluca Coci, Garzanti, Milano 2015.
Chiryou tou (治療塔, 1990)
Shizuka na seikatsu (静かな生活, "Un'esistenza tranquilla" 1990)
Trilogia Moeagaru midori no ki (lett. "Il verde albero in fiamme"):
Sukuinushi ga nagurareru made ( 「救い主」が殴られるまで, "E il Salvatore sarà percosso", 1993)
Vashirēshon (揺れ動く (ヴァシレーション), "Vacillation", 1994)
Ōinaru hi ni ( 大いなる日に, "Nel grande giorno", 1995)
Il salto mortale (宙返り Chūgaeri, 1999); trad. it. Gianluca Coci, Garzanti
Il bambino scambiato (取り替え子 (チェンジリング) Torikae ko (Chenjiringu), 2000); trad. it. Gianluca Coci, Garzanti, Milano 2013.
Sayōnara, watashi no hon yo! (さようなら、私の本よ!, 2005)
La vergine eterna (臈たしアナベル・リイ 総毛立ちつ身まかりつ Routashi Anaberu Riī souke dachitu mimakaritu, 2007); trad. it. Gianluca Coci, Garzanti, Milano, 2011.
La foresta d'acqua (Suishi 水死, 2009), trad. it. Gianluca Coci, Garzanti. Milano, 2019.

Racconti
Kimyō na shigoto ("Uno strano lavoro", 1957)
Shisha no ogori ("L'orgoglio dei morti", 1957)
Animale d'allevamento (Shiiku, letteralmente "Allevamento", 1958), trad. Nicoletta Spadavecchia, in Insegnaci a superare la nostra pazzia, cit.
Ningen no hitsuji ("La pecora degli esseri umani", 1958)
Koko yori hoka no basho ("Da qualche parte altrove", 1959)
Il fratello minore dell'eroico guerriero (Yūkan na heishi no otōto, 1960)
Seventeen (Sebuntiin, 1961)
Morte di un giovane militante (Seiji shōnen shisu, 1961)
Sakebigoe ("L'urlo", 1963)
Aghwee, il mostro celeste (Sora no kaibutsu Aguii, 1964), trad. Nicoletta Spadavecchia, in Insegnaci a superare la nostra pazzia, cit.
Insegnaci a superare la nostra pazzia (Warera no kyōki o ikinobiru michi o oshieyo, 1969), trad. Nicoletta Spadavecchia, Garzanti, Milano, 1992
Kōzui wa waga tamashii ni yobi ("Le acque hanno invaso la mia anima", 1973)
Talvolta il cuore della tartaruga (Ume no chiri, 1982)
Rein Tree (Rein Tsurī) o kiku onnatachi ("Donne che ascoltano l'Albero della Pioggia'", 1982)
Come si uccide un albero? (Ika ni ki o korosu ka, 1984)
Il figlio dell'imperatore (raccolta di racconti contenente: Seventeen, Morte di un giovane militante, Io e il mio ambiguo Giappone, 1997), trad. Michela Morresi, Marsilio, Venezia, 1997.

Altro
Note su Hiroshima (Hiroshima nōto, 1965), trad. it. Gianluca Coci, Alet, Padova, 2008
Forza immaginativa dell'era nucleare (Kakujidai no sozōryoku, raccolta di testi di conferenze, 1970).
Appunti di Okinawa (Okinawa nōto, raccolta di appunti, 1970).
Il giorno in cui lui mi asciugherà le lacrime (Mizukara waga namida o nugui tamau hi, 1972), trad. Nicoletta Spadavecchia, in Insegnaci a superare la nostra pazzia, cit.
Il dopoguerra da me vissuto come contemporaneo (Dōjidai to shite no sengo, saggio, 1973).
Il metodo del romanzo (Shōsetsu no hōhō, saggio, 1978)
Raccolta di storie grottesche moderne (Gendai denkishu, 1980)
Atarashii hito yo mezameyo ("Svegliati, giovane della nuova era", testo per il Convegno del PEN Club su "La Letteratura nell'epoca nucleare: perché scriviamo", 1983).
Atarashii Bungaku no tame ni (saggio, "Per una Nuova Letteratura", 1988).
Saigo no shōsetsu (saggio, "L'ultimo romanzo", 1988).
Ieri 50 anni fa (carteggio con Günter Grass, 1991), trad. Maria Luisa Cantarelli e Mariko Muramatsu, Archinto, Milano, 1997.
Una famiglia (Kaifuku suru kazoku, letteralmente "Una famiglia guaritrice" raccolta articoli apparsi sulla rivista «Sawarabi», 1995), trad. Elena Dal Prà, Mondadori, Milano, 1997.
La nobile tradizione del dissenso (con Susan Sontag), trad. Paolo Dilonardo, Archinto, Milano, 2005.
Il salto mortale (Chūgaeri, 1999), trad. Gianluca Coci, Garzanti, Milano, 2006Il bambino scambiato (Chenjiringu) 2000), trad. Gianluca Coci, Garzanti, Milano, 2013.
La vergine eterna (Rōtashi Anaberu Rii sōkedachitsu mimakaritsu, lett. "Raggelando e uccidendo la mia bella Annabel Lee", 2007), trad. Gianluca Coci, Garzanti, Milano, 2011

venerdì 20 febbraio 2026

COE Jonathan (1961 - viv.)

 

Jonathan Coe (Birmingham, 19 agosto 1961) è uno scrittore britannico.
È nato a Bromsgrove, Worcestershire. Ha studiato alla King Edward's School, Birmingham, al Trinity College, Cambridge, e all'Università di Warwick, dove ha anche insegnato poesia inglese. Ha in seguito lavorato nel campo musicale, scrivendo musica jazz e cabaret; ha poi fatto il correttore di bozze, prima di diventare scrittore e giornalista freelance. Nel 2012 è stato insignito del titolo di duca di Prunes dal sovrano del Regno di Redonda. 
Le sue opere contengono spesso una preoccupazione per le questioni sociali, anche se generalmente espressa in modo umoristico nella forma di satira. Il contesto storico e politico in cui si svolgono i suoi romanzi non è mai un semplice scenario di sfondo, ma è trattato dettagliatamente, riuscendo ad accompagnare i personaggi in un'Inghilterra quasi reale.
Di particolare rilievo è il suo affresco dell'Inghilterra degli ultimi quarant'anni: questo parte da La Banda dei Brocchi, che inquadra l'Inghilterra negli anni Settanta, con il problema sindacale e del razzismo; la parte rappresentante l'Inghilterra degli anni Ottanta è La Famiglia Winshaw, che mostra sotto forma di allegoria una famiglia fortemente artigliata al potere ed economicamente violenta; il nuovo millennio inglese è descritto da Circolo Chiuso, che riprende la vicenda de La Banda dei Brocchi negli anni duemila, senza però sapere - se non per alcuni sprazzi - ciò che hanno fatto i protagonisti nei dieci anni antecedenti (quest'ultimo libro inquadra un'Inghilterra diversa ma anche simile: c'è qualcosa di consumistico nel costo della vita, il razzismo è ancora fortemente presente, ma vi è anche un senso politico ed economico diverso); l'Inghilterra contemporanea, alle prese, fra l'altro, con il referendum della Brexit, fa invece da sfondo a Middle England, uno degli ultimi romanzi pubblicati dallo scrittore, in cui ritornano alcuni personaggi delle opere precedenti e il cui titolo assume un significato sia geografico che sociale.

Opere

Romanzi

1987 – Donna per caso (The Accidental Woman), Feltrinelli 
1989 – L'amore non guasta (A Touch of Love), Feltrinelli 
1990 – Questa notte mi ha aperto gli occhi (The Dwarves of Death), Feltrinelli 
1994 – La famiglia Winshaw (What a Carve Up! o The Winshaw Legacy), Feltrinelli 
1997 – La casa del sonno (The House of Sleep), Feltrinelli 
2001 – La banda dei brocchi (The Rotters' Club), Feltrinelli 2004 – Circolo chiuso (The Closed Circle), Feltrinelli
2007 – La pioggia prima che cada (The Rain Before It Falls), Feltrinelli
2010 – I terribili segreti di Maxwell Sim (The Terrible Privacy of Maxwell Sim), Feltrinelli
2013 – Expo 58, Feltrinelli 
2015 – Numero undici (Number 11), Feltrinelli
2018 – Middle England, Feltrinelli
2020 – Io e Mr Wilder (Mr. Wilder and Me), Feltrinelli 
2022 – Bournville, Feltrinelli 
2024 – La prova della mia innocenza, Feltrinelli

Racconti
2005 – 9th & 13th, Penguin ISBN 0-14-102275-2 (inedito in Italia)
2015 – Disaccordi imperfetti, Feltrinelli

Libri per bambini
2011 – La storia di Gulliver, GEDI Gruppo Editoriale
2012 – Lo specchio dei desideri, Feltrinelli 

Biografie
1991 – Caro Bogart. Una biografia (Humphrey Bogart: Take It and Like It) Feltrinelli
(precedentemente pubblicato come Humphrey Bogart. Suonala ancora, Sam, Gremese 
1994 – James Stewart. Un uomo qualunque in situazioni eccezionali (James Stewart: Leading Man) Gremese
2004 – Come un furioso elefante. La vita di B. S. Johnson in 160 frammenti (Like a Fiery Elephant: The Story of B. S. Johnson) Feltrinelli


ALVAR Mia (1978 - viv.)

  Mia Alvar è una scrittrice filippina che risiede negli Stati Uniti. Nata a Manila nel 1978, vive e lavora a Santa Monica. Ha trascorso l...