domenica 30 novembre 2025

COLE Teju (1975 - viv.)


Teju Cole
 (Kalamazoo, 27 giugno 1975) è uno scrittore, fotografo e storico statunitense di origini nigeriane.
Nato negli USA da genitori nigeriani venne cresciuto in Nigeria. Tornato negli Stati Uniti a 17 anni dove vive tuttora a New York.
È l'autore, fra gli altri, di Ogni giorno è per il ladro, pubblicato in Nigeria nel 2007 e in Italia nel 2014 e di Città aperta pubblicato in Italia nel 2013 da Einaudi.
Collabora regolarmente con giornali quali The New York Times, Qarrtsiluni, Granta, The New Yorker, Transition, The New Inquiry e A Public Spa.

Opere
Ogni giorno è per il ladro (Every Day Is for the Thief, 2007), traduzione di Gioia Guerzoni, Torino, Einaudi, 2014.
Città aperta (Open City, 2011), traduzione di Gioia Guerzoni, Torino: Einaudi, 2013.
L'estraneo e il noto. Entusiasmi, incontri, letture, fotografie (Known and Strange Things, 2016), traduzione di Gioia Guerzoni, Roma, Contrasto, 2018.
Punto d'ombra (Blind Spot, 2017), traduzione di Gioia Guerzoni, Roma, Contrasto, 2016.
Carta nera. Scrivere in tempi bui (Black Paper: Writing in a Dark Time, 2021), traduzione di Gioia Guerzoni, Torino, Einaudi, 2025.
Tremore (Tremor, 2023), traduzione di Gioia Guerzoni, Torino, Einaudi, 2024.


sabato 29 novembre 2025

BODROZIC Marica (1973 - viv.)

 

Marica Bodrožić
 (Cista d'Imoschi, 3 agosto 1973) è una scrittrice tedesca d'origine croata.
Nata nel 1973 a Svib, frazione di Cista d'Imoschi, vive e lavora a Berlino.
Ha trascorso l'infanzia in Dalmazia e nel 1983 si è trasferita con i genitori in Germania dove ha studiato antropologia culturale, lingua e letteratura slava e psicoanalisi all'Università Goethe di Francoforte.
Ha esordito nel 2002 con la raccolta di racconti È morto Tito e in seguito ha pubblicato poesie, romanzi, saggi, un'autobiografia e le sue opere sono state tradotte in 11 lingue.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali il Premio letterario dell'Unione europea nel 2013 per Il tavolo di ciliegio e il Premio letterario Konrad-Adenauer-Stiftung nel 2015.

Opere principali

Narrativa

È morto Tito (Tito ist tot, 2002), Zandonai, 2010 traduzione di Giusi Drago
Der Spieler der inneren Stunde (2005)
Der Windsammler (2007)
La memoria delle libellule (Das Gedächtnis der Libellen, 2010), Zandonai, 2013 traduzione di Isabella Amico di Meane
Il tavolo di ciliegio (Kirschholz und alte Gefühle, 2012), Mimesis, 2017 traduzione di Stefano Zangrando 
Mein weißer Frieden (2014)
Das Wasser unserer Träume (2016)

Poesia
Ein Kolibri kam unverwandelt (2007)
Lichtorgeln (2008)
Quittenstunden (2011)

Saggistica
Das Auge hinter dem Auge (2015)
Wahrheit kann niemand verbrennen. Über die Blickrichtung der Liebe bei Mechthild von Magdeburg (2018)
Poetische Vernunft im Zeitalter gusseiserner Begriffe (2019)
Die Ohren der Sprache schlafen nicht (2019)

Memoir
Il mio approdo alle parole: stelle, colori (Sterne erben, Sterne färben. Meine Ankunft in Wörtern, 2007),  Aracne, 2012 traduzione di Barbara Ivancic e Valentina Piazza

venerdì 28 novembre 2025

BANKS Russell (1940 - 2023)

 

Russell Banks
 (Newton, 28 marzo 1940 – Saratoga Springs, 7 gennaio 2023) è stato uno scrittore e poeta statunitense.
È stato presidente dell'International Parliament of Writers (parlamento internazionale degli scrittori) e membro della American Academy of Arts and Letters. Le sue opere sono state tradotte in venti lingue (tra cui l'italiano) e hanno ricevuto numerosi premi internazionali.
Russell Earl Banks era nato a Newton, Massachusetts, nel marzo 1940, ed era cresciuto a Barnstead, nel New Hampshire, "in relativa povertà". Era il figlio di Florence (nata Taylor), una casalinga, e Earl Banks, un idraulico, che aveva abbandonato la famiglia quando Banks aveva 12 anni. Mentre era in attesa di una borsa di studio per frequentare la Colgate University girò per sei settimane nel sud del paese. Pensò di entrare a far parte dell'esercito ribelle di Fidel Castro a Cuba, ma finì per lavorare in un grande magazzino a Lakeland, in Florida. E si sposò anche con una commessa.
Secondo un'intervista con The Independent, aveva iniziato a scrivere quando viveva a Miami alla fine degli anni '50, anche se in un'intervista con The Paris Review fa risalire questo periodo a quello successivo di quando Banks viveva a Boston. Tornò nel New England nel 1964 e poi in Carolina del Nord, dove frequentò l'Università del North Carolina a Chapel Hill grazie al finanziamento della famiglia della sua seconda moglie, Mary Gunst. A Chapel Hill, Banks fu coinvolto nei movimenti studenteschi per una società democratica e per i diritti civili.
Banks ha ricevuto nel 1985 il Premio John Dos Passos per la narrativa. Continental Drift e Cloudsplitter sono stati finalisti rispettivamente per il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1986 e nel 1999. Banks è stato eletto Fellow dell'American Academy of Arts and Sciences nel 1996.
Nella cultura popolare, Banks è stato brevemente menzionato nel saggio di storia del filosofo Richard Rorty del 1996 "Fraternity Reigns" sul New York Times Magazine per aver scritto il libro di fantasia Trampling the Vineyards, descritto come "samizdat", nel 2021.
Banks, che viveva tra New York e Miami, è stato autore dello Stato di New York per il periodo 2004-2006. È stato anche Artist-in-Residence presso l'Università del Maryland e ha insegnato scrittura creativa alla Princeton University.
Ha sposato Darlene Bennett, che lavorava come commessa; hanno avuto una figlia e in seguito hanno divorziato. Si è poi sposato con Mary Gunst, divorziano nel 1977 dopo 14 anni di matrimonio. Avevano tre figlie. Nel 1982 il terzo matrimonio con Kathy Walton, editrice di Harper & Row. Si lasciarono nel 1988. L'anno successivo sposò la poetessa Chase Twichell.
Banks è morto di cancro nella sua casa di Saratoga Springs, New York, il 7 gennaio 2023, all'età di 82 anni.

Opere
Tra le sue opere più importanti figurano i romanzi La deriva dei continenti (Continental Drift), La legge di Bone (Rule of the Bone), Cloudsplitter, Il dolce domani (The Sweet Hereafter) e Tormenta (Affliction). Gli ultimi due romanzi sono stati alla base di film, rispettivamente diretti da Atom Egoyan e Paul Schrader. Ha anche scritto racconti, alcuni dei quali sono raccolti nell'antologia The Angel on the Roof, e anche poesie.
Molti dei suoi lavori riflettono le sue origini in una famiglia operaia del New England. Le sue storie raccontano spesso di gente travolta da tragedie e rovesci della vita quotidiana. I suoi personaggi esprimono tristezza e dubbio, ma mostrano resistenza e forza nell'affrontare le proprie difficoltà.
Banks ha anche scritto una sceneggiatura basata sul romanzo Sulla strada di Jack Kerouac per Francis Ford Coppola, la cui produzione sarebbe dovuta iniziare nel 2006.

Opere
Romanzi

Searching for Survivors (1975)
Family Life (1975)
Hamilton Stark (1978)
The Book of Jamaica (1980)
The Relation of My Imprisonment (1983)
La deriva dei continenti (Continental Drift) (1985) - edizione italiana: Einaudi, 2013
Tormenta (Affliction) (1989) - Einaudi, 1995
Il dolce domani (The Sweet Hereafter) (1991) - Einaudi, 1997
La legge di Bone (Rule of the Bone) (1995) - Einaudi, 1996
Cloudsplitter (1998)
The Darling (2004)
The Reserve (2008)
La memoria perduta della pelle (Lost Memory of Skin) (2011) - Dalai, 2012
I tradimenti (Foregone) (2021) - Einaudi, 2022
La terra della magia (The Magic Kingdom) (2022) - Einaudi, 2023

Raccolte di racconti

The New World (1978)
Trailerpark (1981)
Success Stories (1986)
L'angelo sul tetto (The Angel on the Roof) (2000) - Einaudi, 2005 (l'edizione italiana contiene solo otto dei trentadue racconti dell'edizione originale)

Poesie
Waiting To Freeze (1969)
Snow (1974)
Saggistica
Invisible Stranger (1998)
Dreaming Up America (2008)


giovedì 27 novembre 2025

GERHARDIE William (1895 - 1977)

 


William Alexander Gerhardie
 (San Pietroburgo, 21 novembre 1895 – Londra, 15 luglio 1977) è stato uno scrittore e drammaturgo inglese.
Gerhardie (o Gerhardi: lo scrittore aggiunse la e da sé nel 1971) fu uno degli scrittori in lingua inglese più apprezzati negli anni '20. Le sue prime opere ricevettero il plauso di H. G. Wells, Evelyn Waugh e Graham Greene. Dal 1938 smise di pubblicare.
La famiglia, benestante, faceva parte della comunità inglese di San Pietroburgo. Il padre Charles era un ricco industriale d'origine belga: trasferì la famiglia a Londra nel 1913. William, che aveva cominciato gli studi in Russia, studiò al Kensington College di Londra (1913-1916) e, a 24 anni, al Worcester College di Oxford. Durante la prima guerra mondiale venne mandato in Russia, presso l'ambasciata inglese della sua città natale, poi nella missione militare in Siberia.
Dopo la guerra viaggiò molto. Il suo primo romanzo, Futility (1922) fu scritto a Cambridge. La storia, in cui il protagonista corteggia inutilmente la figlia di un patriarca, descrive l'esperienza russa di Gerhardie come la lunga attesa di un nemico che non c'è, di una guerra che non arriva, di una "vera vita" che non comincia. Stile e temi sono quelli tragico-comici degli scrittori russi prediletti da Gerhardie: Gogol', Bulgakov e Čechov. Il romanzo fu segnalato da Katherine Mansfield e introdotto da Edith Wharton. C. P. Snow lo considerò il romanzo più importante di quella generazione. Evelyn Waugh disse a Gerhardie: "Io ho talento, ma tu hai genio".
Nel secondo libro, The Polyglots (1925), il protagonista (il capitano Diabologh) incontra personaggi bizzarri, paranoici, ipocondriaci, maniacali. La critica confermò il plauso e Max Aitken, politico e benefattore, decise di aiutarlo economicamente. Sono gli anni della vita mondana di Gerhardie. Scrive Doom (1928), oggi considerato il suo capolavoro, e Pending Heaven (1930). Resurrection (1934) racconta una sua esperienza di viaggio extracorporeo. Il libro accrebbe la sua fama di eccentrico presso la buona società inglese da lui frequentata.
Dopo i discussi Of Mortal Love (1937) e My Wife's the Least of It (1938), con l'arrivo della seconda guerra mondiale Gerhardie si ammalò di depressione. Visse gli ultimi anni in povertà e quasi da recluso, ossessionato dai fenomeni del paranormale. Nel 1975 uscì This Present Breath in 4 volumi. Scrisse anche diverse commedie. Fu membro dell'Ordine dell'Impero Britannico e dell'Ordine di San Stanislao. Morì, dimenticato, nel 1977.

Opere
Futility (1922) / trad. di Gianni Celati, Futilità, Torino: Einaudi, 1969; Milano: Adelphi, 2003
Anton Chehov: a Critical Study (1923), saggio
The Polyglots (1925)
A Bad End (1926)
Pretty Creatures (1927)
The Vanity Bag (1927)
Donna Quixote: or, Perfectly Scandalous (1927), commedia
Doom (1928): My Sinful Earth; Eva's Apple. Jazz and Jasper
Matthew Arnold: and a Few Others (1929), saggi
Pending Heaven (1930)
Memoirs of a Polyglot (1931)
The Memoirs of Satan (1932), con Brian Lunn
The Casanova Fable (1934), con Hugh Kingsmill (biografia di Giacomo Casanova)
Resurrection (1934)
Meet Yourself as You Really Are (1936), con il principe Leopold zu Loewenstein
Of Mortal Love (1936)
My Wife's the Least of It (1938)
The Romanovs: Evocation of the Past as a Mirror for the Present (1939)
Collected Works (1947-49, e ampliato, a cura di Michael Holroyd, 1970-74)
This Present Breath (1975)
God's Fifth Column: a Biography of the Age, 1890-1940 (1981)

Antologie che contengono suoi racconti:
When Churchyards Yawn (1931)
A Century of Creepy Stories (1934)
The 3rd Fontana Book of Great Ghost Stories (1966)

mercoledì 26 novembre 2025

ENARD Mathias (1972 - viv.)

 

Mathias Énard
 (Niort, 11 gennaio 1972) è uno scrittore e traduttore francese. È il vincitore del premio Goncourt 2015 con il romanzo Boussole.
Mathias Énard, dopo essersi formato in storia dell'arte all'École du Louvre, studia arabo e persiano all'INALCO. Dopo lunghi soggiorni in Medio Oriente, nel 2000 si stabilisce a Barcellona, dove collabora a diverse riviste culturali e traduce due opere, una dal persiano e l'altra dall'arabo. Fa altresì parte del comitato di redazione della rivista Inculte a Parigi e, nel 2010, insegna l'arabo all'università autonoma di Barcellona.
Pubblica nel 2010 un breve racconto, Parle-leur de batailles, de rois et d'éléphants, su un episodio fittizio della vita di Michelangelo, un viaggio a Costantinopoli, dove sbarca il 13 maggio 1506, invitato dal sultano Bayezid II . Lo scopo di questo breve testo narrativo è quello di mostrare la Costantinopoli tollerante ed europea, che aveva saputo accogliere gli ebrei cacciati dalla Spagna dai re cattolici.
Nel 2015, si è visto assegnare il premio Goncourt per il romanzo Boussole che parla della visione dell'Oriente da parte dell'Occidente. Boussole è la vicenda di un musicologo che vive barricato nel proprio appartamento viennese. Un giorno l'uomo viene a sapere di essere gravemente malato. Durante la notte, insonne, rivive i giorni trascorsi in Siria, a Palmira e Aleppo, e l'amore per una collega orientalista francese, Sarah.
Il 17 giugno 2017, Mathias Énard vince il Premio Gregor von Rezzori per la narrativa con il romanzo Bussola (Boussole) e l'anno successivo viene insignito del Premio letterario Konrad-Adenauer-Stiftung.

Opere
La perfezione del tiro (La Perfection du tir, Actes Sud, Arles, 2003; rééd. Babel, Actes Sud, n°903, 2008), traduzione di Yasmina Mélaouah, Collana Dal mondo - Francia, Roma, E/o, 2018
(FR) Remonter l’Orénoque, Arles, Actes Sud, 2005.
Breviario per aspiranti terroristi (Bréviaire des artificiers, Éditions Verticales/Gallimard, 2007), traduzione di Alice Volpi, illustrazioni di Pierre Marquès, Collana Gog n. 5, Milano, Nutrimenti, 2009
Zona (Zone, Actes Sud, 2008; rééd. Babel, Actes Sud, n° 1020, 2010), traduzione di Yasmina Mélaouah, Collana La Scala, Milano, Rizzoli, 2011
Parlami di battaglie, di re e di elefanti (Parle-leur de batailles, de rois et d'éléphants, Actes Sud, 2010; rééd. Babel, Actes Sud, n° 1153, 2013), traduzione di Yasmina Mélaouah, Collana La Scala, Milano, Rizzoli, 2013
L'alcol e la nostalgia (L'Alcool et la Nostalgie, Éditions Inculte, 2011; rééd. Babel, Actes Sud, n° 1111, 2012), traduzione di Yasmina Mélaouah, Collana Assolo, Roma, E/o, 2017
Via dei ladri (Rue des voleurs, Actes Sud, 2012), traduzione di Yasmina Mélaouah, Collana La Scala, Milano, Rizzoli, 2014
(FR) Tout sera oublié, illustrazioni di Pierre Marquès, Actes Sud, 2013, ISBN 978-2-330-01808-5.
Bussola (Boussole, Actes Sud, 2015), traduzione di Yasmina Mélaouah, Collana Dal mondo - Francia, Roma, E/o, 2016
Ultimo discorso alla Società proustiana di Barcellona (Dernière communication à la société proustienne de Barcelone, Éditions Inculte, 2016), traduzione di Lorenzo Alunni, Francesco Targhetta, Collana Assolo, Roma, E/o, 2020
(FR) Désir pour désir, RMN, 2018
(FR) Prendre refuge, Casterman, 2018
Il banchetto annuale della confraternita dei becchini (Le Banquet annuel de la confrérie des fossoyeurs, Actes Sud, 2020), traduzione di Yasmina Mélaouah, Collana Dal mondo, Roma, E/o, 2021
Disertare (Déserter, Actes Sud, 2023), traduzione di Yasmina Mélaouah, Collana Dal mondo, Roma, E/o, 2025
2024: Mélancole des confins : Nord, éditions Actes Sud, Arles 2024

martedì 25 novembre 2025

ELLIS Bret Easton (1964 - viv.)

 

Bret Easton Ellis (Los Angeles, 7 marzo 1964) è uno scrittore e sceneggiatore statunitense.
Noto per le sue brillanti e controverse critiche alla società dei consumi, e per la sua dichiarata omosessualità, la sua opera più celebre e citata è sicuramente American Psycho (1991), divenuto un best seller globale.
Si ricordano anche Meno di zero (1985), Le regole dell'attrazione (1987), Glamorama (1998) e Lunar Park (2005).
Nel 1983, durante gli studi al Bennington College, nel Vermont, si iscrive a un corso di scrittura creativa: ne uscirà con il suo primo romanzo, pubblicato nel 1985, Meno di zero, che lo impone all'attenzione del grande pubblico. La sua carriera di scrittore prosegue con la pubblicazione di Le regole dell'attrazione del 1987, che diventa nel 2002 un film dall'omonimo titolo diretto da Roger Avary.
La sua opera più significativa, quella che lo porta al successo, è del 1991, American Psycho. Al centro della narrazione, le vicende del giovane yuppie newyorkese Patrick Bateman, che alla vita dissoluta e superficiale tra Wall Street e i ristoranti di lusso alterna le notti da sanguinario serial killer. La pubblicazione giunge solo dopo una lunga vertenza, a causa delle contestazioni da parte degli stessi editori per la violenza di numerose scene. Nel 1994 pubblica una raccolta di racconti scritta quasi interamente ai tempi del college, con il titolo di Acqua dal sole. Glamorama, romanzo covato per quasi dieci anni, esce nel 1999 e riporta lo scrittore ad un successo mondiale.
Lunar Park, uscito in Italia il 18 ottobre 2005, è una storia pseudo-autobiografica declinante verso il genere horror che parla, in ultima analisi, del complicato rapporto fra padri e figli. Da segnalare, al suo interno, anche il ritorno in scena di Patrick Bateman. Nel 2010 ha pubblicato Imperial Bedrooms, sequel del suo primo lavoro Meno di zero, uscito nel 1985. Nel 2016 negli Stati Uniti è iniziata la trasmissione della serie tv The Deleted, che lo vede nei panni di regista.
Bianco è un saggio pubblicato nel 2019: tocca temi legati all'influenza, spesso negativa, dei social nella nostra vita e attacca in generale il politicamente corretto che ammorba la cultura moderna.
Nel gennaio 2023 esce il romanzo Le schegge, il primo dopo 13 anni, tratto da una raccolta dapprima serializzata in più parti su podcast fra il settembre 2020 e il settembre 2021.

Opere
Romanzi

Meno di zero (Less Than Zero, 1985), trad. di Francesco Durante, Tullio Pironti Editore, 1992; trad. di Marisa Caramella, Einaudi, 2006
Le regole dell'attrazione (The Rules of Attraction, 1987), trad. di Francesco Durante, Pironti, 1993; Torino, Einaudi, 2006
American Psycho (1991), trad. di Pier Francesco Paolini, Bompiani, 1991; trad. di Giuseppe Culicchia, Einaudi, 2005
Glamorama (1999), trad. di Katia Bagnoli, Einaudi, 1999
Lunar Park (2005), trad. di Giuseppe Culicchia, Einaudi
Imperial Bedrooms (2010), trad. di Giuseppe Culicchia, Einaudi
Le schegge (The Shards, 2023), trad. di Giuseppe Culicchia, Einaudi 

Raccolte di racconti
Acqua dal sole (The Informers, 1994), trad. di Francesco Saba Sardi, Bompiani, 1994; Einaudi, 2006

Saggistica
Bianco (White, 2019), trad. Giuseppe Culicchia, Einaudi, 2019


lunedì 24 novembre 2025

AGUIRRE D'AMICO Maria Luisa (1925 -2008)

 
Maria Luisa Aguirre D'Amico
 (Roma, 19 ottobre 1925 – Roma, 22 agosto 2008) è stata una scrittrice e traduttrice italiana.
Di origini cilene, fu traduttrice di drammaturghi spagnoli come Antonio Buero Vallejo, Alfonso Sastre, Ramón María del Valle-Inclán per le riviste "Sipario" e "Il dramma" e per editori quali Feltrinelli e Einaudi. Esordì come scrittrice nel 1983 con Paesi lontani. Nel 1994, con L'altalena, entrò nella cinquina del Premio Strega. Nipote di Luigi Pirandello, gli dedicò un libro di memorie e curò con altri l'Album Pirandello per I Meridiani.

Opere principali
Paesi lontani, Palermo, Sellerio, 1983
Il dinghy dentro il porto, Milano, Rizzoli, 1985
Come si può, Palermo, Sellerio, 1986
Vivere con Pirandello, Milano, Mondadori, 1989
La baia di Moudros, Genova, Costa & Nolan, 1991
L'altalena, Milano, Camunia, 1994
L'ombra del padre, Firenze, Giunti-Camunia, 1997

domenica 23 novembre 2025

GRASS Günter (1927 - 2015)

  


Günter Wilhelm Grass
(Danzica, 16 ottobre 1927 – Lubecca, 13 aprile 2015) è stato uno scrittore, poeta, saggista, drammaturgo, scultore e pittore tedesco, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1999.
Autore tra i più significativi della Germania del secondo dopoguerra, fin dai suoi esordi ha manifestato una predilezione per temi e toni realistici d'immediata concretezza, che si sono andati progressivamente organizzando in un forte impegno sociale e politico, di cui attesta anche una variegata produzione teatrale.
Ha ottenuto successo mondiale con il suo romanzo Il tamburo di latta pubblicato nel 1959, una delle opere che per prime fecero parlare di un'effettiva presenza letteraria tedesca dopo vari anni di sconcerto e di perplessità.
Günter Grass nacque a Langfuhr Spitze (oggi Wrzeszcz Górny), frazione dell'allora Città Libera di Danzica (attualmente parte della Polonia), il 16 ottobre del 1927 da padre tedesco di religione protestante, Wilhelm Grass (1899-1979), e da madre polacca di religione cattolica e di origini in gran parte casciube, Helene Knoff (1898-1954), ambedue gestori di una drogheria. Aveva una sorella minore, Waltraud, nata nel 1930.
Nella città natale, frequentò le scuole fino all'indirizzo superiore quando, all'età di 15 anni, decise d'abbandonare gli studi per arruolarsi nella Kriegsmarine del Terzo Reich; non riuscendoci, entrò volontario nel Reichsarbeitsdienst (un corpo ausiliario della Wehrmacht) e, due anni dopo, entrò, sempre come volontario, nelle Waffen-SS. Ferito in servizio nel 1945, fu catturato dagli statunitensi, finendo, assieme ad altri soldati tedeschi, in un campo di prigionia in Baviera. Liberato dal campo, perse i contatti con la famiglia e, per sopravvivere, svolse i lavori più disparati, arrivando persino a suonare la sera in una banda jazz.
Tra il 1946 ed il 1947, Grass lavorò in una miniera ed imparò a scolpire. Per molti anni studiò scultura e grafica, dapprima a Düsseldorf, dove frequentò l'Accademia delle Belle arti, poi a Berlino. Nel 1951 raggiunse l'Italia dove viaggiò in autostop fino in Sicilia. Sposatosi la prima volta nel 1954 con Anna Schwarz, ballerina classica di origine svizzera, conosciuta nel 1952 in Francia, divorziò nel 1978 e si risposò nel 1979 con Ute Grunert. Dal 1960 si stabilì a Berlino, trascorrendo però parte del suo tempo nella regione dello Schleswig-Holstein. Prese un ruolo attivo nel Partito Socialdemocratico di Germania (SPD) e appoggiò Willy Brandt. Nel 1965 compì il viaggio elettorale a favore della SPD attraverso la Germania per raccogliere voti. Fu molto attivo anche nel movimento pacifista.
Dal 1983 al 1986 fu presidente dell'Accademia delle arti di Berlino. Tra il 1986 e il 1987 si trasferì a Calcutta con la moglie in seguito alla pubblicazione del suo libro La ratta, stroncato dalla critica tedesca. Tornato in Germania pubblicò nel 1988 una raccolta di racconti, Mostrare la lingua, scritta durante il soggiorno in India. In seguito poi alla caduta del Muro di Berlino del 1989, scrisse il libello Da una Germania all'altra, con cui affrontava il delicato tema del processo di riunificazione delle due Germanie, esprimendosi molto sfavorevolmente sull'esplicito carattere assimilazionista assunto dall'Ovest nei confronti dell'ormai dissolta DDR.
Abbandonò quindi il gradualismo di ispirazione socialdemocratica e adottò una filosofia dell'azione diretta, ispirata ai movimenti studenteschi del 1968. Dal 1995 alla morte Günter Grass ha vissuto a Lubecca, città nel nord della Germania.
Ricevette per la sua opera letteraria dozzine di premi internazionali, tra i quali il premio Grinzane Cavour nel 1992, e nel 1999 ottenne il premio Nobel. Nel 2002 lo scrittore tedesco tornò sulle pagine di tutti i giornali del mondo per la riuscitissima pubblicazione di Im Krebsgang, in italiano Il Passo del Gambero (uscito in Italia nel 2004) in cui si raccontava della tragedia del transatlantico Wilhelm Gustloff, il maggiore dramma nella storia navale.
La sua opera viene comunemente associata al concetto di Vergangenheitsbewältigung (traducibile all'incirca come "superamento del passato"). A Brema è stata creata una fondazione a suo nome, con lo scopo di stabilire una collezione centralizzata delle sue opere, specialmente le sue molte letture personali e i suoi video e film. A Lubecca esiste un museo a lui dedicato con un archivio e una biblioteca.
Le sue ultime prese di posizione sono quella contro una possibile aggressione di Israele all'Iran nonché contro la proliferazione nucleare, nella poesia Ciò che va detto, che gli è costata il divieto di ingresso nello stato ebraico come "persona non grata", e in difesa della Grecia in crisi economica e contro l'Unione europea e l'atteggiamento della Germania, colpevole di non aiutare abbastanza la culla della civiltà occidentale, nella lirica Ignominia d'Europa.
Grass muore il 13 aprile 2015, all'età di 87 anni, in una clinica di Lubecca dove era ricoverato in seguito ad un'infezione polmonare. Il 29 aprile 2015 viene sepolto, nel corso di un funerale ristretto alla sola cerchia familiare, nel cimitero di Behlendorf.
Nell'agosto del 2006, ormai settantottenne, lo scrittore tedesco ammise, in un'intervista al giornale Frankfurter Allgemeine Zeitung, di aver militato durante la guerra nella 10. SS-Panzer-Division "Frundsberg" delle Waffen-SS, come volontario e non coscritto come si era fino a quel momento creduto, anche se arruolatosi in realtà con il desiderio di diventare sommergibilista. «Il motivo fu - racconta lo scrittore - comune per quelli della mia generazione, un modo per girare l'angolo e voltare le spalle ai genitori.»
La sua rivelazione portò a notevoli polemiche in Germania e divise il popolo tedesco tra chi pretendeva la restituzione del premio Nobel e chi invece difendeva Grass, sostenendo che il suo passato non avrebbe dovuto compromettere il giudizio sulle sue opere.

Opere
Romanzi e racconti
Trilogia di Danzica
Il tamburo di latta (Die Blechtrommel, 1959), Milano, Feltrinelli 1962
Gatto e topo o Il gatto e il topo (Katz und Maus, 1961), Milano, Feltrinelli
Anni di cani (Hundejahre, 1963), Milano, Feltrinelli
Anestesia locale (Örtlich betäubt, 1969)
Dal diario di una lumaca (Aus dem Tagebuch einer Schnecke, 1972)
Il rombo (Der Butt, 1979)
L'incontro di Telgte (Das Treffen in Telgte, 1979)
Parti cerebrali, ovvero i tedeschi si estinguono (Kopfgeburten oder Die Deutschen sterben aus, 1980)
La ratta (Die Rättin, 1986)
Mostrare la lingua (Zunge zeigen. Ein Tagebuch in Zeichnungen, 1988)
Il richiamo dell'ululone (Unkenrufe, 1992)
È una lunga storia (Ein weites Feld, 1995)
Il mio secolo (Mein Jahrhundert, 1999)
Il passo del gambero (Im Krebsgang. Novelle, 2002)
Il club dei mancini, trad. M. Ciacci, a cura di Claudio Groff, Cargo, 2005

Raccolte di poesie
Die Vorzüge der Windhühner (1956)
Gleisdreieck (1960)
Ausgefragt (1967)
Ventisette poesie, tradotto e presentato da Giorgio Cusatelli, introduzione di Mario Luzi, Genova, Edizioni San Marco dei Giustiniani, 1979
Gli ultimi balli (Letzte Tänze, 2003)
Il mio grande sì, trad. E. Massari, a cura di C. Giacobazzi, Milano, Medusa Edizioni, 2005
Dummer August (2007)
Eintagsfliegen (2012)

Saggistica

Über das Selbstverständliche. Reden - Aufsätze - Offene Briefe - Kommentare (1968)
Viaggio elettorale, trad. B. Bianchi, Collana Saggi n.512, Torino, Einaudi, 1973
Der Bürger und seine Stimme. Reden Aufsätze Kommentare (1974)
Denkzettel. Politische Reden und Aufsätze 1965-1976 (1978)
Widerstand lernen. Politische Gegenreden 1980–1983 (1984)
Deutscher Lastenausgleich (1990)
Angestiftet, Partei zu ergreifen (1994)
Il torto del più forte, a cura di C. Groff, Collana Le gomene n.40, L'ancora del Mediterraneo, 2004
Scrivere dopo Auschwitz. Scritti e interviste, trad. B. D'Andò e M. Palermi, Datanews, 2006-2007
L'etica dello scrittore. Discorsi e interventi, trad. R. Loccisano, a cura di C. Giacobazzi, Milano, Medusa Edizioni, 2007

Drammaturgie
Die bösen Köche. Ein Drama (1956)
Hochwasser. Ein Stück in zwei Akten (1957)
Onkel, Onkel. Ein Spiel in vier Akten (1958)
Die Plebejer proben den Aufstand (1966)
Davor (1970)

Memorie e Diari
Sbucciando la cipolla (Beim Häuten der Zwiebel. Erinnerungen, 2006), trad. Claudio Groff, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2007
Camera oscura (Die Box, 2008), trad. Claudio Groff, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2009
Grimms Wörter. Eine Liebeserklärung, Steidl, Göttingen 2010, ISBN 978-3-86930-155-6.
Da una Germania all'altra. Diario 1990 (Unterwegs von Deutschland nach Deutschland. Tagebuch 1990. Steidl, Göttingen 2009), trad. Claudio Groff, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2012
Vonne Endlichkait, Steidl, Göttingen 2015
Die Artur-Knoff-Geschichten, Steidl Verlag, Göttingen 2019
Epistolari
G. Grass-Kenzaburō Ōe, Ieri, 50 anni fa, trad. M. L. Cantarelli e M. Muramatsu, Collana Lettere, Milano, Archinto, 1997

sabato 22 novembre 2025

HAUSHOFER Marlen (1920 - 1970)

 

Marlen Haushofer, nata Marie Helene Frauendorfer (Frauenstein, 11 aprile 1920 – Vienna, 21 marzo 1970), è stata una scrittrice austriaca.
Marlen Haushofer nasce l'11 aprile 1920 a Molln, un comune dell'Alta Austria, da Heinrich Frauendorfer, guardia forestale, e Maria Leitner, domestica. Dal 1930 frequenta il convento delle Orsoline e nell'anno scolastico 1938/39 viene ammessa al Gymnasium der Kreuzschestern di Linz, un liceo privato confessionale che, a seguito di un'ordinanza di chiusura, verrà convertito in scuola pubblica dalle autorità naziste. Nel 1939 ottiene il diploma di maturità, e subito dopo viene inviata a svolgere il servizio obbligatorio nel Reichsarbeitsdienst a Christburg sul confine tedesco-polacco.
Nel 1940 si iscrive alla facoltà di Lettere dell'Università di Vienna e successivamente a Graz, senza concludere tuttavia gli studi.
Nel 1941 sposa il dentista Manfred Haushofer, mentre è incinta di Christian, avuto da un'altra relazione. Alla sua nascita, e fino all'età di quattro anni, Christian vivrà in Baviera, sotto le cure della madre di un'amica di Marlen, Trude Lauxn. Nel 1943 la coppia avrà un altro figlio, Manfred, e nel 1947 si trasferirà a Steyr, dove Marlen vivrà per tutta la vita. Nel 1950 Marlen si separa dal marito, continuando tuttavia a condividere con lui la casa, e nel 1958 i due si risposeranno.
Dal 1946 la scrittrice pubblica piccoli racconti in quotidiani e riviste, come Lynkeus e Neue Wege. Raggiunge il successo nel 1952 con la novella Il quinto anno (Das fünfte Jahr), che narra un anno della vita di un bambino di nome Marili, e l'anno successivo riceve grazie a quest'opera il Premio di Stato per la letteratura (Staatlicher Förderungspreis für Literatur). L'abilità letteraria della Haushofer viene appoggiata e apprezzata da scrittori del calibro di Hans Weigel e Hermann Hakel. Nel 1958 pubblica Abbiamo ucciso Stella (Wir toten Stella), racconto di una tragedia familiare.
Il romanzo La parete (Die Wand), pubblicato nel 1963 e adattato cinematograficamente nel 2012, diventerà la sua opera più nota.
Nel 1966 dà alle stampe Un cielo senza fine (Himmel der niergendwo endet), racconto autobiografico sulla sua infanzia che ha come protagonisti la scrittrice stessa e il fratello.
Nel 1968 riceverà per la seconda volta il Premio di Stato austriaco per la letteratura per il libro di racconti Schreckliche Treue. Nel settembre 1969 viene pubblicato il suo ultimo romanzo La Mansarda (Die Mansarde), che sarà accolto da pareri discordanti della critica, e stroncato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Il 21 marzo 1970, all'età di 49 anni, muore a Vienna per un cancro alle ossa. L'urna delle sue ceneri si trova nel cimitero di Tabor a Steyr.
Le sue qualità di scrittrice e la sua produzione letteraria verranno presto dimenticate. Negli anni ottanta i movimenti femministi, le ricerche nel campo della letteratura femminile, e la riedizione nel 1984 dei suoi romanzi, contribuiranno ad una nuova ricezione delle sue opere tra il pubblico.

Opere
L'opera di Haushofer mette in luce, attraverso gli aspetti della vita quotidiana, la difficile condizione delle donne della classe media nella società austriaca della metà del XX secolo: la difficoltà ad avere e manifestare una propria opinione, svolgere un'attività intellettuale, mantenersi economicamente, accettare i ruoli imposti da una società fortemente maschilista. La sua scrittura si fa manifesto di questa situazione sistematica di svantaggio e di freno all'emancipazione, presentando una società ancorata su valori tradizionali che non lascia spazio alle questioni esistenziali e al diritto alla felicità individuale.
Nei suoi romanzi e racconti si incontrano donne imprigionate nella loro quotidianità, sole e abbandonate al loro destino, che cercano tuttavia di crearsi uno spazio in cui poter realizzare qualcosa che nella vita di tutti i giorni viene loro negato. Marlen Haushofer parte spesso da esperienze personali, approfondendone la descrizione e lo sviluppo: "tutti i personaggi dei miei romanzi sono parte di me".
I temi principali che dominano le sue opere sono la solitudine, l'isolamento, la prigionia, il conflitto con i valori e le regole vigenti.
La sua biografa, Daniela Strigl, suggerisce un parallelo tra Haushofer e la scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann, in quanto entrambe avrebbero rappresentato le strutture fortemente patriarcali della società austriaca, nella quale donne e bambini risultavano oppressi e condannati ad essere assoggettati a rigide norme sociali.

Opere principali
Das fünfte Jahr (Il quinto anno). Novelle, 1952
Eine Handvoll Leben (Una manciata di vita). Roman, 1955
Die Vergißmeinnichtquelle (La fonte del nontiscordardimé). Erzählungen, 1956
Die Tapetentür (La porta nascosta dalla tappezzeria). Roman, 1957
Wir töten Stella (Abbiamo ucciso Stella). Erzählung, 1958
Die Wand (La parete). Roman, 1963
Himmel, der nirgendwo endet (Un cielo senza fine). Roman, 1966
Lebenslänglich (A vita). Erzählungen, 1966
Schreckliche Treue (Spaventosa fedeltà). Erzählungen, 1968
Wohin mit dem Dackel? (Dove si va col bassotto?). Jugendbuch, 1968
Die Mansarde (La mansarda). Roman, 1969
Schlimm sein ist auch kein Vergnügen (Essere cattivi non è un piacere). Kinderbuch, 1970
Begegnung mit dem Fremden (Incontro con lo straniero). Gesammelte Erzählungen, 1985

Traduzioni italiane
Marlen Haushofer, La parete, traduzione dal tedesco di Ingrid Harbeck, Roma, E/O, 1995
Marlen Haushofer, Abbiamo ucciso Stella e altri racconti, traduzione dal tedesco e postfazione di Palma Severi, Roma, E/O, 1993
Marlen Haushofer, Un cielo senza fine, traduzione dal tedesco di Palma Severi, postfazione di Anita Raja, Roma, E/O, 1991
Marlen Haushofer, La mansarda, traduzione dal tedesco e postfazione di Palma Severi, Roma, E/O, 1994


venerdì 21 novembre 2025

GIORDANO Paolo (1982 - viv.)

 

Paolo Giordano
 (Torino, 19 dicembre 1982) è uno scrittore italiano. Nel 2008 ha vinto il premio Strega con il suo primo romanzo, La solitudine dei numeri primi.
Paolo Giordano vive a San Mauro Torinese (TO). Il padre Bruno è un ginecologo, la madre Iside è un'insegnante d'inglese; ha una sorella maggiore, Cecilia, di tre anni più grande.
Nel 2001 si è diplomato con 100/100 al liceo scientifico statale Gino Segré di Torino; dopo aver conseguito, con lode, nell'anno accademico 2005-2006, la laurea specialistica in fisica delle interazioni fondamentali presso l'Università di Torino, con una tesi premiata fra le migliori, ha vinto una borsa di studio per frequentare il corso di dottorato di ricerca in fisica delle particelle, presso la Scuola di dottorato in Scienza e alta tecnologia del medesimo ateneo. In un progetto co-finanziato dall'Istituto nazionale di fisica nucleare, ha studiato le proprietà del quark bottom, in particolare il decadimento inclusivo del mesone B nel canale semileptonico e radiattivo. Ha conseguito il dottorato di ricerca in fisica teorica nel 2010.
È autore del romanzo La solitudine dei numeri primi, edito da Arnoldo Mondadori Editore nel gennaio del 2008, che vince nello stesso anno il premio Campiello Opera Prima, il premio Fiesole Narrativa Under 40, il Premio Strega e il Premio letterario Merck Serono; a 26 anni è il più giovane scrittore ad aver vinto lo Strega.
Il 10 settembre 2010 è uscito nelle sale italiane il film tratto dal romanzo, una coproduzione italiana, francese e tedesca, con il supporto della Film Commission Torino Piemonte, in concorso alla 67ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il film, girato fra la fine di agosto del 2009 e il gennaio del 2010, è diretto da Saverio Costanzo, curatore della sceneggiatura assieme a Giordano; nel cast, Alba Rohrwacher nella parte di Alice, e Isabella Rossellini.
Giordano ha ricevuto il 9 luglio 2008 il premio letterario Merck Serono nella sezione narrativa e il
23 agosto 2008 il premio letterario Frignano opera prima. È anche il vincitore della XIV edizione del premio letterario Alassio Cento libri - Un Autore per l'Europa, che ha ricevuto il 13 settembre 2008, ed è stato tra i finalisti della XVIII edizione del premio PEN Club Italiano.
Nel 2006-2007, Giordano ha frequentato due corsi esterni della Scuola Holden; qui ha incontrato Raffaella Lops, divenuta successivamente sua editor, agente  e moglie. Ha una rubrica su Gioia, dove scrive racconti prendendo spunto da una notizia e un numero. Ha pubblicato il racconto La pinna caudale sul numero 41 (gennaio-marzo 2008) della rivista Nuovi Argomenti, in uno speciale dedicato ai «Non ancora trentenni», gli autori nati negli anni ottanta. Il 12 giugno 2008, al VII Festival delle Letterature di Roma, ha presentato il racconto inedito Vitto in the box.
Dopo aver visitato nel 2006 un progetto di Medici Senza Frontiere a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, nel quale l'organizzazione assiste i malati di AIDS e le prostitute del quartiere Masina, ha scritto il racconto Mundele (il bianco), presentato il 16 maggio 2008 a Milano al festival Officina Italia e pubblicato nel novembre del 2008 nell'antologia Mondi al limite. 9 scrittori per Medici Senza Frontiere, curata da MSF per Feltrinelli.
Nella seconda serata del Festival di Sanremo 2009, il 18 febbraio 2009, una sua lettera scritta per l'occasione viene letta dall'attore Alessandro Haber.
Nell'ottobre 2012 Giordano pubblica il nuovo libro, dal titolo Il corpo umano. Il romanzo viene
promosso con una serie di reading teatrali in tutta Italia con le musiche originali suonate dal vivo dal duo PLUS (MinusAndPlus), tra gli ospiti sul palco in alcuni teatri anche Alba Rohrwacher.
Nel febbraio 2013 è membro della giuria di qualità alla 63ª edizione del Festival di Sanremo, condotta da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.
Il 26 marzo 2020 pubblica per Einaudi il saggio Nel contagio, un saggio ricco di riflessioni sul nostro tempo e sul COVID-19 che è uscito in allegato anche col Corriere della Sera. Il volume è in corso di traduzione in più di trentacinque Paesi. Prosegue poi la sua riflessione sul Covid nel saggio Le cose che non voglio dimenticare, sempre per Einaudi, ma pubblicato nella nuova collana di e-book i Quanti nel giugno 2021.
A ottobre 2022, sempre per la casa editrice Einaudi, pubblica il suo nuovo libro Tasmania. Presentato alla annuale Fiera di Francoforte, l'opera è stata tra le più attese e contese dell'edizione, con i diritti venduti per una sua pubblicazione in 10 paesi. Per l'edizione francese di Tasmania, il 3 novembre 2023 gli è stato attribuito il Prix André-Malraux quale migliore fiction impegnata al servizio della condizione umana.
Attualmente è docente di reportage nel master di scrittura dell'Università IULM di Milano.

Opere
Romanzi
La solitudine dei numeri primi, Mondadori, 2008
Il corpo umano, Mondadori, 2012
Il nero e l'argento, Einaudi, 2014
Divorare il cielo, Einaudi, 2018
Tasmania, Einaudi, 2022

Racconti
La pinna caudale, Nuovi Argomenti, n. 41,  2008
Vitto in the box, Il corriere della letteratura, 2008
L'uomo che dà un'anima ai sassofoni, La Stampa, 2008
Mundele, in Mondi al limite, Feltrinelli, 2008
Come le more selvatiche: in Ucraina, tra dolore e resistenza, testo e foto di Paolo Giordano, Corriere della Sera, 2023
Saggi
Nel contagio, Einaudi, 2020
Le cose che non voglio dimenticare, Einaudi, 2021


giovedì 20 novembre 2025

RACHID O. (1970 - viv.)

 

Rachid O.
, pseudonimo di Abdellah Oubaid (Rabat, 1970), è uno scrittore marocchino.
Ha studiato in Marocco, per poi trasferirsi in Francia. Ha esordito a venticinque anni con il romanzo Il bambino incantato, accolto con grande favore dalla critica letteraria francese. Tema centrale della sua produzione letteraria è il rapporto tra il mondo islamico e l'omosessualità. Ha cosceneggiato il film del 2017 del suo amico Gaël Morel, Prendre le large, interpretato da Sandrine Bonnaire.

Opere

Il bambino incantato (L'enfant ébloui, Gallimard 1995). Playground editore 2006
Tante vite (Plusieurs vies, Gallimard 1996). Playground editore 2007
Cioccolata calda (Chocolat chaud, Gallimard 1998). Playground editore
Quel che resta (Ce qui reste, Gallimard 2003). Playground editore 2008
Analphabètes, Gallimard, 2013.


mercoledì 19 novembre 2025

CUNNINGHAM Michael (1952 - viv.)


Michael Cunningham
 (Cincinnati, 6 novembre 1952) è uno scrittore e sceneggiatore statunitense, noto per il suo romanzo Le ore, vincitore nel 1999 del Premio Pulitzer per la narrativa.
Nacque il 6 novembre 1952 a Cincinnati (nell'Ohio), ed è cresciuto a Pasadena, in California. Laureatosi in Letteratura inglese all'Università di Stanford, ha successivamente conseguito un Master of Fine Arts (MFA) presso l'Iowa Writers' Workshop dell'Università dell'Iowa. Durante i suoi studi ad Iowa City, alcuni dei suoi racconti furono pubblicati in diverse riviste, come The Atlantic Monthly, The Paris Review, Red Book. Il suo primo racconto, uscito nel 1981, Cleaving, è incentrato sull'importanza della famiglia; White Angel divenne un capitolo del suo romanzo Una casa alla fine del mondo e verrà incluso nella raccolta The Best American Short Stories pubblicata nel 1989 da Houghton.
Nel 1984 l'uscita del suo primo romanzo Golden State, con protagonista l'adolescente David Stark e la sua famiglia in via di disintegrazione, non ricevette particolare attenzione della critica, che accolse invece positivamente il successivo Una casa alla fine del mondo (1990), di cui un estratto è pubblicato sul New Yorker. Nel 1993 lo scrittore riceve la Guggenheim Fellowship.
Cunningham ha insegnato al Fine Arts Work Center di Provincetown, in Massachusetts, e nel programma di scrittura creativa del Brooklyn College.
La sua passione per la lettura, e soprattutto per alcuni autori, come T.S. Eliot e Virginia Woolf, nasce quasi per caso al liceo, e rappresenta per lui una sorta di illuminazione. In un'intervista espresse così il suo stupore di adolescente davanti alla scrittura di Woolf: «Oh, stava facendo con il linguaggio qualcosa di simile a quello che Jimi Hendrix fa con una chitarra». Ispirandosi ad un romanzo di quest'ultima, La signora Dalloway, riscritto in chiave contemporanea, Cunnigham nel 1998 ottenne infatti il suo successo come scrittore.
Nel 1990 pubblicò Una casa alla fine del mondo (1990), di cui nel 2004 viene prodotta la versione cinematografica, con la regia di Michael Mayer. Seguirono Carne e sangue (1995) e Dove la terra finisce (2002). Nel 2000 il suo Mister Brother fu incluso in O. Henry Prize Stories. Nel 2006 pubblicò un libro di poesie e prose di Walt Whitman, Laws for Creations, e collaborò con Susan Minot ad un'opera teatrale e alla sceneggiatura di un film, Evening, un amore senza tempo (2007), tratto dall'omonimo romanzo dell'autrice.
I suoi più recenti romanzi sono By Nightfall (2010), The Snow Queen (2014) e A Wild Swan and Other Tales (2015), quest'ultimo ispirato al mondo delle fiabe, rivisto in chiave moderna, con le illustrazioni di Yuko Shimizu.
Cunningham è dichiaratamente omosessuale ed ha avuto una lunga relazione con lo psicoterapista Ken Corbett. Nonostante i personaggi dei suoi libri siano spesso persone omosessuali, l'autore ha dichiarato di non volere che «le tematiche relative all'omosessualità delle sue opere siano percepite come la loro caratteristica principale».
Insegna scrittura creativa all'Università di Yale e risiede a New York.

Opere
1984. Golden States, New York, Crown Publishers
1990. A home at the end of the world, New York, Farrar Straus Giroux / Una casa alla fine del mondo, Bompiani, 2003
1995. Flesh and Blood, New York, Farrar Straus Giroux / Carne e Sangue, Bompiani, 2008
1998. The Hours, New York, Farrar Straus Giroux / Le Ore, Bompiani, 2001
2002. Land's End: A Walk in Provincetown, Picador / Dove la terra finisce, Una passeggiata per Provincetown, Bompiani, 2003 
2006. Specimen Days, New York, Farrar Straus Giroux / Giorni Memorabili, Bompiani, 2007
2006. Laws for Creations, Poems by Walt Whitman (Editor and introduction), Picador
2010. By Nightfall, New York, Farrar Straus Giroux / Al limite della notte, Bompiani, 2011
2014. The Snow Queen, New York, Farrar Straus Giroux / La Regina delle Nevi, Bompiani, 2015
2015. A Wild Swan and Other Tales, New York, Farrar Straus Giroux / Un cigno selvatico, La nave di Teseo, 2016 
2024. Day, New York, Random House / Day, La nave di Teseo, 2024 

martedì 18 novembre 2025

GARCIA Cristina (1958 - viv.)

 

Cristina García
 (L'Avana, 4 luglio 1958) è una scrittrice e giornalista statunitense d'origine cubana.
Nata a L'Avana nel 1958 da Frank M. e Hope Lois Garcia ed emigrata negli Stati Uniti nel 1960, ha conseguito un B.A. nel 1979 e un M.A. all'Università Johns Hopkins due anni dopo.
Nel 1992 ha esordito nella narrativa con Questa notte ho sognato in cubano, saga familiare della famiglia cubano-americana Del Pino dagli anni '30 agli anni '80, arrivando in finale al National Book Award per la narrativa.
Autrice di altri 10 romanzi, una raccolta di liriche e un saggio, con la seconda opera, Le sorelle Agüero, ha ottenuto il Premio Janet Heidinger Kafka nel 1997.

Opere
Romanzi

Questa notte ho sognato in cubano (Dreaming in Cuban, 1992), Anabasi, 1993 traduzione di Valeria Viganò 
Le sorelle Agüero (The Aguero Sisters), Mondadori, 1997 traduzione di Cristina Stella 
The Golden Mage (1998)
Mille anni del mio sangue (Monkey Hunting), Mondadori, 2003 traduzione di Ennio Valentino 
A Handbook to Luck (2007)
The Dog Who Loved the Moon (2008)
I Wanna Be Your Shoebox (2008)
The Lady Matador's Hotel (2010)
Dreams of Significant Girls (2011)
King of Cuba (2013)
Here in Berlin (2017)

Raccolte di poesie
The Lesser Tragedy of Death (2010)

Saggi
Cars of Cuba (1995)


lunedì 17 novembre 2025

MANZINI Gianna (1896 - 1974)

 

Gianna Manzini
 (Pistoia, 24 marzo 1896 – Roma, 31 agosto 1974) è stata una scrittrice italiana.
Nasce a Pistoia il 24 marzo 1896, da un'agiata famiglia della borghesia locale. Dopo alcuni anni i genitori decidono di separarsi a causa del contrasto tra le idee anarchiche del padre e il perbenismo conservatore della famiglia della madre. La separazione dei genitori lascerà un segno indelebile in Gianna, ancora più acuito anni dopo dai sensi di colpa e dal rimorso per non essere stata vicina al padre che, dopo avere partecipato ad alcune cospirazioni contro il regime fascista instaurato da poco, e costretto a ritirarsi in volontario esilio in un piccolo paese di montagna, dopo un periodo di confino a Cutigliano, nell'Appennino pistoiese, muore nel 1925 in seguito ad un'aggressione fascista.
Dopo la separazione dei genitori, all'inizio dell'autunno del 1914, per completare gli studi si sposta con la madre a Firenze. Frequenta i corsi di Letteratura all'università di Firenze partecipando al vivace dibattito culturale nato tra la fine della prima guerra mondiale e l'insorgere del Fascismo. Durante la preparazione della tesi di laurea (sulle opere ascetiche di Pietro Aretino) conosce Bruno Fallaci, responsabile della terza pagina del quotidiano la Nazione: è il classico colpo di fulmine, e in breve tempo, durante il Natale del 1920, si sposano. Nell'estate dello stesso anno aveva già pubblicato un racconto, il primo di una lunga serie, in cui si notano in modo sempre più evidente la qualità e le ragioni della sua prosa.
Nel 1928 pubblica il suo primo romanzo, Tempo innamorato, accolto come una ventata di novità dalla critica: recensito da Emilio Cecchi, attira l'attenzione di André Gide e Valery Larbaud. Incomincia a collaborare alla rivista letteraria Solaria, e in questo ambiente colto e attento alle nuove proposte conosce Arturo Loria, Alessandro Bonsanti, Prezzolini, De Robertis e il giovane Montale, che a proposito del primo libro della Manzini scrive "ha fatto già molto e molto ancora può fare per il romanzo italiano".
Nel 1930 è l'unica donna scelta da Enrico Falqui e da Elio Vittorini per l'antologia Scrittori Nuovi, ma con il successo e l'apertura verso la narrativa europea arriva la crisi coniugale: nel 1933 si separa definitivamente dal marito, abbandona l'amata Firenze e insieme ad Enrico Falqui si trasferisce a Roma. La città in un primo momento le appare ostile, la sua relazione amorosa è tempestosa, ma con il tempo ritrova l'equilibrio sentimentale e un luogo dove mettere definitivamente le radici.
Nell'immediato dopoguerra con Falqui fonda la rivista Prosa: l'avventura editoriale durerà poco, ma la rivista svolge un ruolo di primo piano nel dibattito sulla narrativa, ospitando scritti di Virginia Woolf, Thomas Mann, Jean-Paul Sartre e Paul Valéry. Parallelamente al suo impegno letterario incomincia per la Manzini anche una più frivola attività di cronista di moda, prima sul quotidiano Giornale d'Italia, poi sul settimanale Oggi. Più tardi, sulla rivista La Fiera Letteraria tiene una rubrica fissa, che firma con gli pseudonimi di Pamela e Vanessa, scrive articoli scanzonati, pensieri estrosi, distrazioni che concede ad un impegno sempre tirannico e assoluto.
Dopo la lunga e tormentata stesura di Lettera all'editore (1945), meta-romanzo in cui l'autrice interrompe con brani di riflessione autocritica sequenze narrative ricche di lirismo, nel 1953 pubblica il volume di racconti Animali sacri e profani, apprezzato dal giovane Pier Paolo Pasolini. Il terzo romanzo, La Sparviera, nel 1956 si aggiudica il Premio Viareggio. La vicenda del protagonista, Giovanni, traspone in parte e trasfigura la storia della malattia polmonare che l'autrice aveva contratto da bambina e che la perseguiterà fino alla morte. Alcuni dei suoi interventi alla radio e molti dei testi brevi pubblicati in riviste vengono raccolti nei volumi Foglietti (1954), Ritratti e pretesti (1960). Con il quarto romanzo, Un'altra cosa (1961), che racconta le vicende e riporta le riflessioni di uno scrittore alle prese col proprio mestiere, vince il premio Marzotto. Nel 1965, con il romanzo sperimentale Allegro con disperazione, vince il Premio Napoli. Gli spettri dell'infanzia tornano nell'ultimo romanzo, Ritratto in piedi (1971), con il quale vince il Premio Campiello e che le procura una notorietà tardiva, e nell'ultimo volume di racconti, Sulla soglia, che viene pubblicato nel 1973. 
Fra i molti luoghi importanti per la sua biografia non si possono dimenticare i lunghi periodi passati a Cortina d'Ampezzo, dove frequenta con assiduità la pittrice Alis Levi, quasi certamente la sua migliore amica. La casa di Alis e del marito Giorgio Levi è stata uno dei salotti letterari più importanti della seconda metà del secolo. In Album di ritratti, Mondadori 1964, la Manzini dedica all'amica una delle sue pagine migliori.
Muore a Roma in solitudine il 31 agosto 1974, pochi mesi dopo la scomparsa del suo compagno di vita Enrico Falqui. A suo nome è dedicata una via a San Benedetto del Tronto e una a Pistoia.
La prosa di Gianna Manzini, "complicata e un po' abbagliante" come la definiva già al suo esordio Emilio Cecchi, ha sempre cercato di costruire il racconto secondo angolature e piani diversi; la narrazione assume a volte un ritmo affannoso, preziosismi lessicali e metaforici, e lo stile diventa spesso acrobazia. Giacomo Debenedetti scrisse che "certamente la Manzini è riuscita e riesce a pronunciare parole che, fino all'attimo precedente, avevamo creduto impronunciabili [.....] in tal modo [...] ci può descrivere un visibile che anche noi dovremmo vedere, ma da soli non vedremo mai".
I suoi due ultimi libri rappresentano per la scrittrice un ritorno doloroso alle origini; il ricordo del padre amatissimo, i sensi di colpa, ripresi dopo un oblio di ben sessant'anni, necessari per sviscerare tutto il suo vissuto: la dolorosa vicenda di un padre ricco che lascia tutto (compresa la famiglia) per inseguire un ideale e un tragico destino, e di una madre ricca borghese, conservatrice e reazionaria, raffigura uno scontro di scelte diverse e inconciliabili.
Manzini si rivela un'intellettuale raffinata, autrice di frammenti lirici e sperimentatrice di forme aperte del testo. Il suo è un percorso originale e innovativo, che si pone al di là delle tendenze letterarie, spesso precorrendo i tempi con tecniche nuove e personalissime.
La sua opera, benché subito apprezzata dalla critica e da grandi intellettuali, è rimasta confinata all'interno di un pubblico ristretto. Oggi sembra che possa finalmente essere illuminata da una nuova rilettura delle sue opere, anche grazie allo straordinario apporto del suo archivio personale, che potrà aprire nuove prospettive di ricerca sui suoi testi.

Opere
Romanzi e racconti
Tempo innamorato, introduzione di Giansiro Ferrata, Milano, Corbaccio, 1927; Milano, Mondadori, 1973.
Incontro col falco, Milano, Corbaccio, 1929.
Boscovivo, Milano, Treves, 1932.
Un filo di brezza, Milano, Panorama, 1936.
Rive remote, Milano, Mondadori, 1940.
Venti racconti, prefazione di Giuseppe De Robertis, Milano-Verona, Mondadori, 1941.
Forte come un leone. Confidenze, con 6 disegni inediti di Scipione, Roma, Documento, 1944.
Carta d'identità, Roma, Nuove edizioni italiane, 1945.
Lettera all'editore, a cura di Clelia Martignoni, Firenze, Sansoni, 1945; Palermo, Sellerio, 1993.
Forte come un leone ed altri racconti, Milano, Mondadori, 1947.
Ho visto il tuo cuore, Milano, Mondadori, 1950.
Cara prigione, con 6 disegni di Franco Gentilini, Milano, Fiumara, 1951; Milano, Mondadori 1958.
Animali sacri e profani, Roma, Casini, 1953.
Il valzer del diavolo, Milano, Mondadori, 1953.
Foglietti, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1954.
La sparviera, Milano, Mondadori, 1956.
Ritratti e pretesti, Milano, Il Saggiatore, 1960.
Arca di Noè, Mondadori, Milano, 1960; Roma, Rina Edizioni, 2023.
Un'altra cosa, Milano, Mondadori, 1961.
Il cielo addosso, Milano, Mondadori, 1963.
Album di ritratti, Milano, Mondadori, 1964.
Allegro con disperazione, Milano, Mondadori, 1965.
La Signora di Cariddi, Milano, Rizzoli, 1970.
Ritratto in piedi, Milano, Mondadori, 1971; a cura di Clelia Martignoni, Pistoia, Libreria dell'Orso, 2005; Aprilia, Ortica editore, 2011.
Sulla soglia. Racconti, a cura di Clelia Martignoni, Milano, Mondadori, 1973; Pistoia, Libreria dell'Orso, 2005.

Scritti postumi
Bastimento in bottiglia e altri racconti dimenticati, a cura di Margherita Ghilardi, Pistoia, Iquadernidiviadelvento, 1991.
Favola dell'ulivo e altre prose liriche, nota al testo di Clelia Martignoni, Pistoia, Iquadernidiviadelvento, 1994.
Autoritratto involontario e altri racconti, a cura di Margherita Ghilardi, Milano, La tartaruga, 1996.
Bestiario. Tre racconti, a cura di Maura Del Serra, Pistoia, Via del vento, 1996.
Lettere a Giulio, con disegni di Giulio Innocenti, introduzione e cura di Simonetta Bartolini, postfazione di Sigfrido Bartolini, Pistoia, Libreria universitaria Turelli, 1996.
La moda di Vanessa, a cura di Nicoletta Campanella, Palermo, Sellerio, 2003.
Il merlo e altre prose, a cura di Magda Vigilante, Pistoia, Via del vento, 2005.
Cielo di Pistoia e altri racconti, con uno scritto di Indro Montanelli, apparati di Fabrizio Zollo, Pistoia, Via del Vento, 2006.
Scacciata dal paradiso, a cura di S. Silvieri, Matelica, Hacca editore, 2012.

O'BRIEN Flann (1911 - 1966)

  Flann O'Brien , pseudonimo di Brian O'Nolan (Strabane, 5 ottobre 1911 – Dublino, 1º aprile 1966), è stato uno scrittore e giornali...