Joe Randolph Ackerley (Londra, 4
novembre 1896 – Londra, 4 giugno 1967) è
stato uno scrittore e giornalista britannico.
Dal 1935 al 1959 fu direttore artistico
del settimanale d'arte britannico della BBC The Listener.
Scrittore di chiara fama, viaggiatore infaticabile e cronista
prolifico, trascorse gran parte della sua vita a Londra. Fu
amico di E. M. Forster, Wystan Hugh Auden, Christopher
Isherwood, Virginia Woolf e Leonard Woolf. Scrisse
testi teatrali, un romanzo e quattro libri di memorie, due dei quali
sono stati pubblicati in italiano, Il mio cane Tulip e
l'autobiografia intitolata Mio padre e io, del 1968.
L'autobiografia di Ackerley Mio padre e io esordisce così:
"Sono nato nel 1896 e i miei genitori si sposarono nel 1919".
Registrato alla nascita come Joe Ackerley, in seguito aggiunse il
secondo nome Randolph riprendendolo da suo zio, Randolph Payne, primo
marito della sorella di sua madre, Bunny. Da adulto pubblicò
con le sue prime due iniziali e il cognome.
Suo padre, Roger Ackerley, era un commerciante di frutta di successo
noto come "Re della Banana di Londra". Roger Ackerley si
sposò in prime nozze con una giovane donna svizzera di ricca
famiglia di nome Charlotte Louise Burckhardt (1862-1892), che
probabilmente morì di tuberculosi prima che avessero
figli. Louise fu il soggetto del dipinto di John Singer
Sargent La signora con la rosa.
Sua
madre era Janetta Aylward, nota come Netta, un'attrice che Roger
aveva incontrato a Parigi; i due poi erano ritornati a Londra
insieme. Ebbero un rapporto intermittente, e tre anni dopo, nel 1895,
ebbero il figlio Peter, poi Joe un anno dopo e Nancy nel 1899.
Secondo la zia materna di Joe, Bunny, la nascita di Peter, e
probabilmente tutte quelle nascite, furono "incidenti".
Disse ad Ackerley: "A tuo padre capitò di finire le lettere
francesi quel giorno" (il
preservativo), facendo riferimento a
quando Peter era stato concepito.
Suo
padre mise su casa con sua madre nel 1903, e da quel momento i figli
lo videro più regolarmente. Gli affari andavano molto bene e la
famiglia aveva "un maggiordomo, un giardiniere, e, ovviamente,
un'ottima tavola".
Ackerley fu istruito alla Rossall School, una scuola pubblica e ad
una scuola primaria privata a Fleetwood, Lancashire. In
questo periodo scoprì di essere attratto da altri ragazzi. Il suo
notevole bell'aspetto gli guadagnò il soprannome di "Girlie"
(ragazzina), ma da studente non era sessualmente molto attivo. Si
descriveva come "un ragazzino casto, puritano, gretto, piuttosto
narcisista, più repulso che attratto dal sesso, che mi sembrava una
cosa furtiva, colpevole, sporca, eccitante, sì, ma che non aveva
niente a che fare con quei sentimenti che io non avevo ancora
sperimentato ma in merito ai quali stavo già scrivendo molti
orribili versi sentimentali, chiamati storia d'amore e amore". Suo
padre gli dette una diaria generosa e non insistette mai perché lo
seguisse negli affari.
Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, ad agosto 1914,
Ackerley fu arruolato come tenente in seconda. Fu assegnato
all'8º battaglione dell'East Surrey Regiment, parte della 18ª
divisione, allora di stazione nell'Anglia orientale. A giugno 1915 fu
spedito in Francia. Il 1º luglio 1916 fu ferito nella battaglia
della Somme. Fu colpito con arma da fuoco al braccio e soffrì per i
frammenti di una bottiglia di whisky che gli erano penetrati in un
fianco a causa di un'esplosione. Dopo avere giaciuto ferito per sei
ore nel cratere creato da una bomba, fu soccorso e spedito a casa con
un congedo per malattia. Presto, però, si offrì volontario per
ritornare al fronte. Fu promosso capitano, quando suo fratello
maggiore Peter, anch'egli ufficiale nell'East Surrey Regiment, arrivò
anch'egli in Francia a dicembre 1916. A quel tempo Ackerley fu il suo
superiore. In seguito scrisse che lo spensierato Peter salutava suo
fratello "calorosamente e coscienziosamente".
A febbraio 1917 Peter fu ferito in azione durante un incarico
pericoloso. Benché Peter fosse ritornato nelle linee britanniche,
Ackerley non lo rivide più, perché fu ucciso il 7 agosto 1918, due
mesi prima della fine della guerra. La morte di Peter
perseguitò Ackerley per tutta la vita; soffrì della sindrome
del sopravvissuto.
A maggio
1917 Ackerley guidò un attacco nella regione di Arras, dove fu
ferito, questa volta in un gluteo e in una coscia. In attesa di
aiuto, sopraggiunsero i tedeschi e lo fecero prigioniero. In quanto
ufficiale fu assegnato ad un campo di internamento relativamente
confortevole nella neutrale Svizzera. Qui iniziò lo stesura del
suo testo teatrale The Prisoners of War, che racconta la «febbre
della cabina» durante la prigionia e i suoi desideri frustrati nei
confronti di un altro prigioniero britannico. Ackerley non fu
rimpatriato nel Regno Unito finché la guerra non finì. Il
capitano provvisorio Ackerley lasciò il suo incarico al
completamento del servizio, il 24 aprile 1919.
Dall'autunno
del 1919 Ackerley frequentò il Magdalene College a Cambridge,
nello stesso anno di Patrick Blackett, Geoffrey Webb e Kingsley
Martin. Dopo aver ottenuto una laurea triennale in inglese
nel 1921 si trasferì a Londra, dove ebbe modo di apprezzare la
capitale cosmopolita, e continuò a scrivere. Nel 1923 il suo testo
teatrale The Prisoners of War fu
incluso in una raccolta di
giovani scrittori britannici, iniziando così ad ottenere un certo
riconoscimento.
Incontrò E. M. Forster e
altri brillanti letterati, ma era solo, nonostante i numerosi partner
sessuali. Riscontrando il suo testo teatrale problemi nel trovare un
produttore e sentendosi alla deriva in generale e distante dalla sua
famiglia, Ackerley si rivolse a Forster perché lo guidasse. Forster,
che Ackerley conosceva grazie a Passaggio in India, gli trovò
un lavoro come segretario del Maharaja di Chhatarpur.
Ackerley trascorse circa cinque mesi
in India, che era ancora sotto il controllo britannico. In
India sviluppò una forte antipatia nei confronti dei diversi
britannici che lì vivevano. Il libro di memorie comico di
Ackerley Vacanza indù esplora alcune delle queste sue
esperienze. Il Maharaja era omosessuale e le ossessioni e le
avventure di Sua Maestà, insieme alle osservazioni sui
britannico-indiani, sono l'oggetto di gran parte dell'umorismo
nell'opera.
Nel Regno Unito Prisoners of
War fu infine messo in scena nel 1925 ottenendo un certo plauso.
Debuttò al Three Hundred Club il 5 luglio 1925, traslocando poi
al Playhouse Theatre il 31 agosto. Ackerley gustò il suo
successo, al suo ritorno a Londra, brindando con la platea teatrale.
Inoltre, attraverso amici di Cambridge, incontrò John Gielgud e
altre stelle nascenti del palcoscenico.
Nel 1928 Ackerley entrò a far parte
dello staff della British Broadcasting Corporation (BBC)
lavorando nel Dipartimento dei colloqui, che organizzava letture
radiofoniche da parte di prominenti accademici e personaggi pubblici,
fornendo un importante contributo al
suo sviluppo; quelle
trasmissioni ebbero un'ampia influenza sulla vita letteraria e
culturale britannica.
Nel 1935 Ackerley fu nominato editore
letterario della rivista della BBC The Listener; occupò questa
posizione fino al 1959 scoprendo e promuovendo molti scrittori più
giovani, tra i quali W. H. Auden, Christopher
Isherwood, Philip Larkin e Stephen Spender, diversi
dei quali divennero anche suoi amici personali. Ackerley fu anche uno
dei due mentori di Francis King (l'altro fu C. H. B. Kitchin).
Dal 1943 Ackerley visse in un piccolo
appartamento con vista sul Tamigi a Putney. Quasi
tutta la sua opera più significativa fu prodotta durante questo
periodo. A quell'epoca tre al lavoro stabile alla BBC, terminò
l'insoddisfacente promiscuità sessuale dei suoi anni di gioventù;
ciò che rimase fu la sua ricerca di ciò che chiamava un «amico
ideale».
Ackerley si fece carico
finanziariamente di sua sorella Nancy, che era instabile, e
dell'anziana zia Bunny. Nel 1946, l'anno che sua madre morì,
acquistò un pastore tedesco di nome Queenie. Il cane divenne il suo
compagno principale per i 15 anni che seguirono. Durante questo
periodo fu maggiormente produttivo. Revisionò Vacanza
indù (1952), completò Il mio cane Tulip (1956) e We
Think the World of You (1960), e lavorò alle bozze di Mio
padre e io.
Nel 1959 lasciò la BBC. Nel 1960
visitò il Giappone per incontrare il suo amico Francis
King; fu molto colpito dalla bellezza dello scenario e ancor più
dagli uomini giapponesi.
Il 30 ottobre 1961 Queenie morì. Ackerley, che aveva perso un
fratello ed entrambi i genitori, lo descrisse come "il giorno
più triste della mia vita". Disse: "Mi sarei
immolato come
una vedova sati quando Queenie morì. Non
avrei mai fatto una cosa del genere per nessun umano, ma a causa del
mio amore per Queenie sarei stato irresistibilmente
costretto". Nel 1962 We Think the World of
You vinse il W. H. Smith Literary Award, che gli guadagnò un
sostanzioso premio in denaro, ma ciò servì a poco nello scuoterlo
dal suo dolore (pensava, comunque, che avrebbe dovuto vincere Richard
Hughes.)
Negli anni
dopo la morte di Queenie Ackerley lavorò al suo libro di memorie su
suo padre iniziando a bere molto. Sua sorella Nancy lo trovò morto
nel suo letto la mattina del 4 giugno 1967. Il biografo di
Ackerley Peter Parker dà come causa della morte
una trombosi coronarica.
Verso la
fine della sua vita Ackerley vendette 1.075 lettere di Forster datate
dal 1922 in poi, per le quali ricevette 6.000 sterline. Disse che era
"una somma di denaro che permetterà a Nancy e a me di vivere
agiatamente e senza problemi fino alla tomba". Ackerley
non visse a sufficienza per godersi quel denaro, ma i diritti
d'autore delle sue opere esistenti e quelli delle opere postume
permisero a Nancy di vivere una vita relativamente confortevole fino
alla sua morte, nel 1979.
Ackerley era apertamente omosessuale dopo la morte dei suoi genitori;
si era reso conto della sua omosessualità quando era internato in
Svizzera, durante la prima guerra mondiale e nei suoi
scritti la scandagliò dettagliatamente. Apparteneva a un circolo di
letterati omosessuali notevoli, che sfidava le convenzioni, in
particolare l'omofobia che teneva gli uomini omosessuali nascosti o
esponeva gli uomini apertamente omosessuali alla persecuzione
giudiziaria.
Benché non avesse mai trovato l'"amico ideale", perlomeno
tra gli umani, ne scrisse spesso. Ebbe molte relazioni di lungo
termine; era un "twank", secondo un termine usato dai
marinai e dalle guardie nazionali per descrivere un uomo che pagava
per delle prestazioni sessuali. Descrisse il rituale di
abbordare e intrattenere una giovane guardia, un marinaio o un
operaio; Forster lo avvisò: "Joe, devi smettere di cercare oro
nelle miniere di carbone".
Il suo libro di memorie è utile come guida alla sessualità di un
uomo omosessuale della sua generazione. W. H. Auden nella sua
recensione a Mio padre e io specula che ad Ackerley
piacesse il "fraterno" atto sessuale della masturbazione
reciproca invece che la penetrazione. Ackerley si descriveva
"piuttosto impenetrabile".
Incoraggiò Harry Daley a
pubblicare This Small Cloud, un resoconto delle sue esperienze
come agente di polizia omosessuale che batteva Bloomsbury (Daley fu
dipinto in uniforme da Duncan Grant).
Seconda famiglia del padre
Ad ottobre 1929 il padre di Ackerley,
Roger Ackerley, morì di sifilide terziaria. Poco tempo
dopo Ackerley trovo una nota di suo padre sigillata indirizzata a
lui, che concludeva: "Non mi scuserò, vecchio mio. Ho fatto il
mio dovere nei confronti di tutti per quanto è stato possibile alla
mia natura e spero che la gente in generale sarà clemente nel loro
ricordo di me. Tutti i miei amici uomini sanno della mia seconda
famiglia e della loro madre, quindi non ti sarà difficile metterti
sulle loro tracce".
Ackerley scoprì così che suo padre aveva avuto una seconda famiglia
per oltre 20 anni.

Roger faceva visita alle sue figlie tre o quattro
volte all'anno, quando presumibilmente viaggiava per affari, e a
volte quando portava a spasso il cane della sua prima famiglia. La
sua compagna, Muriel Perry, aveva prestato servizio come infermiera
durante la prima guerra mondiale ed era impegnata nella sua carriera;
vedeva le loro tre figlie saltuariamente (Sally ed Elizabeth, gemelle
nate nel 1909, e Diana, nata nel 1912). Di loro si occupava la
signorina Coutts. La nascita della più piccola non fu mai
registrata, ma a tutte e tre fu dato il cognome della madre.
Ackerley descrisse la vita delle sue sorellastre nelle sue memorie
del 1968: "Non avevano cure genitoriali, né vita familiare, né
amici". Per anni le ragazze pensarono che il loro padre fosse lo
"zio Bodger", che occasionalmente portava loro regali e
soldi. Ackerley da allora in poi si occupò della seconda
famiglia di suo padre senza mai dirlo a sua madre, che morì nel
1946.
Per anni
Ackerley fu ossessionato dal rapporto con suo padre, sia per la
tensione dovuta alla sua omosessualità ancora nascosta che per ciò
che descriveva come la personalità dominatrice di suo padre. Nelle
sue memorie Mio padre e io (1969), che un recensore definì
il "mistero" del figlio sulle tracce di suo padre, Ackerley
speculava che suo padre avesse avuto anch'egli alcune esperienze
omosessuali da giovane guardia. Cercando di capire la vita di suo
padre si trovò a fare i conti con la sua propria.
Nel 1975 Diana Perry, a quell'epoca
Diana Petre, pubblicò un suo libro di memorie, The Secret
Orchard of Roger Ackerley. Il termine "secret orchard"
(frutteto segreto) era usato da Roger riferendosi alla sua seconda
famiglia, parlandone alla fine della nota a suo figlio.
Il film per la TV del 1980 We
Think the World of You, realizzato dalla BBC e con Benjamin
Whitrow nel ruolo del protagonista, non è un adattamento vero e
proprio del romanzo, benché ne includa degli elementi, ma si ispira
alla vita di Ackerley. Scritto da Tristram Powell e Paul
Bailey e diretto da Powell, vinse un premio BAFTA nel 1981.
La sorella
di Ackerley, Nancy, nel 1982 istituì in suo onore il Premio
PEN/Ackerley, che da allora viene assegnato annualmente.